Rassegna Stampa. Mercoledì 2 febbraio 2011 TREVISO

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1 Rassegna Stampa Mercoledì 2 febbraio 2011 TREVISO

2 Mercoledì 2 febbraio, pag. 32 Viticoltura a S.Pietro di Feletto coltivare senza creare dissesti S.PIETRO. Si articolerà in tre appuntamenti - il 3, il 17 e il 24 febbraio - l annuale ciclo di incontri «Viticoltura a S.Pietro di Feletto» promosso e organizzato dal Comune, col patrocinio di Ministero Regione e Provincia. Nel primo seminario, alle alla elementare di Rua il geologo Celeste Granziera farà il punto sulla compatibilità tra le trasformazioni agrarie, in particolare gli interventi di miglioramento fondiario per l impianto di nuovi vigneti, e l ambiente, per evitare qualunque forma di dissesto idrogeologico. «Oggi c è la tendenza a meccanizzare al massimo le operazioni agricole - anticipa Granziera -. E conseguentemente c è la tendenza ad adattare la morfologia del territorio alle diverse esigenze di impianto. Non sempre far questo, soprattutto in ambiente collinare, è possibile».

3 Mercoledì 2 febbraio, pag. 19 Crisi, a picco i distretti trevigiani Rapporto banca Intesa: ko tessile, inox e sportsystem. Cresce solo il Prosecco ENRICO LORENZO TIDONA Cinque distretti trevigiani su sei hanno i conti in rosso. Se si mettono a confronto i primi nove mesi del 2010 con lo stesso periodo del quando la crisi doveva ancora deflagrare - la perdita di fatturato a livello aggregato è stata di oltre 700 milioni di euro. Il tessileabbigliamento è crollato del 36,9%, il sistema dell Inox valley ha ceduto il 16,4%, il mobile ha perso 11,7 punti percentuali, lo Sportsystem l 8,1% e le materie plastiche il 3,2%. Si salva il distretto del Prosecco, salito dell 11,9%, unico in inversione di tendenza nel Triveneto assieme ad altri due distretti alimentari: il prosciutto di San Daniele e i vini veronesi. I dati sono stati elaborati e forniti dal servizio studi di banca Intesa Sanpaolo. La tendenza degli ultimi due anni è certamente negativa, con una perdita secca di fatturato (molte imprese sono fallite e solo in casi circoscritti sono state rimpiazzate) e di occupazione, vero scoglio da affrontare nei prossimi anni. Ma grazie all export, però, il segno più è tornato da qualche mese a fare capolino qua e là tra i distretti della Marca, traendo in salvo diverse aziende affette da una carenza cronica di ordini. Nel terzo trimestre del 2010 le esportazioni dei distretti del Triveneto hanno mostrato infatti segnali di accelerazione rispetto al 2009, registrando una crescita tendenziale del 14,8% (+12,5% nel secondo trimestre). A ciò ha contributo distretto mobile dei Quartieri del Piave, +6,9% rispetto al Bene nel confronto con il 2009 anche il cluster trevigiano delle materie plastiche (+17,9%), che sembra lasciarsi alle spalle i momenti più difficili. Il confronto resta però impietoso per tutti i settori rispetto al periodo pre-crisi, ovvero a quel 2008 che segna l anno zero per il mondo imprenditoriale. Una debacle finanziaria che un po alla volta ha colpito l economia reale e l industria di ogni genere e grado. L unico comparto che ha continuato a progredire senza conoscere arresto è quello alimentare, che nella Marca vede il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene quale ultimo baluardo di una crescita inarrestabile, passata dai pochi punti percentuali del 2009 all 11,2% del Questo agglomerato di aziende - per la maggior parte di piccolissima entità, divise tra coltivatori, vinificatori e imbottigliatori - valeva «solo» 256 milioni di euro nel 2009, ultimo nella classifica dei distretti trevigiani, dove il giro d affari maggiore è generato invece dalle ditte del mobile con oltre 1,2 miliardi, in perdita del 15% rispetto al 2008, così

4 come accade nel tessile-abbigliamento, rimasto sopra quota un miliardo di euro nel 2009 (-30% sul 2008), mentre perde terreno anche la calzatura sportiva di Montebelluna arretrata poco sopra gli 800 milioni di euro, sopravanzata dalle imprese della plastica che fatturavano 875 milioni di euro, mentre quelle dell inox registrano ricavi per 657 milioni. Proprio i distretti della meccanica rilevano il maggior tributo per numero di ore di cassa integrazione richiesta, oltre 3 milioni di ordinaria nel 2010 per l Inox valley, oltre 7,5 milioni di straordinaria, e 2,8 milioni di ore di cassa in deroga, quasi inesistente nel 2008 e raddoppiata rispetto al 2009.

5 Mercoledì 2 febbraio, pag. 18 Click day, inviate domande Oggi la seconda giornata. E domani il nuovo test di italiano Sono stati i click per richieste di colf e badanti stranieri, 633 quelli per il lavoro subordinato di altra natura. E il bilancio per la provincia di Treviso della prima giornata di click day, dalle 8 di lunedì. In tutto domande di regolarizzazione, al di sopra delle previsioni dei sindacati (la Cgil parlava di 2 mila richieste), ma comunque molto al di sotto dei del Quest anno molti datori di lavoro hanno optato per la spedizione autonoma da casa, per evitare gli inghippi del click day 2008, quando gli invii dagli uffici di patronati e associazioni avevano subito non pochi ritardi per il sovraccarico delle domande via web. «Abbiamo dato tutte le informazioni necessarie ai moltissimi presentatisi ai nostri sportelli» - dice Franco Marcuzzo dell Anolf. Dal patronato Inas-Cisl ben 283 domande. Altre 130 verranno spedite oggi, seconda giornata del click day: è riservata a colf e badanti provenienti da nazioni che non hanno accordi bilaterali con l Italia (fra loro Russia, Brasile e Cina). Domani invece sarà la volta degli altri aspiranti. E sempre domani, in provincia, un altro importante appuntamento per gli immigrati: il primo test di lingua italiana, nuovo requisito per poter richiedere il permesso di soggiorno di lungo periodo in Italia, cui possono ambire extracomunitari in Italia in regola da almeno 5 anni. Appuntamento alle alle medie Stefanini di Treviso (sono 40 gli iscritti): in commissione due docenti del Ctp «Stefanini-Martini» e il preside della scuola Felice Doria. In contemporanea test anche a Conegliano e Asolo. (l.c.)

6 Mercoledì 2 febbraio, pag. 30 Un piano per le casse di espansione Allagamenti: appello del Consorzio ai sindaci di Farra e Sernaglia GLAUCO ZUAN SERNAGLIA. Un progetto univoco che dia risposte concrete ai rischi idraulici del territorio. Questo quello che Giuseppe Romano, presidente del Consorzio «Piave», ha chiesto ieri a Sonia Fregolent e a Giuseppe Nardi. Data la disponibilità di un contributo da un milione di euro, i sindaci di Sernaglia e Farra devono ora confermare, con atti pratici e in tempi brevi, la validità dell accordo di programma firmato nel Il secondo passo verso la realizzazione di una serie di casse di espansione al confine tra i comuni di Sernaglia e Farra, tali da raccogliere le esondazioni dei torrenti Gavada e Patean, è stato compiuto ieri mattina nella sede montebellunese del Consorzio di bonifica «Piave» (ex Pedemontano Brentella). Il secondo, perché il primo passo fu compiuto il 30 luglio 2009, quando il Consorzio e i due comuni sottoscrissero una convenzione per la «progettazione e realizzazione delle opere di salvaguardia idraulica» per il centro abitato di Sernaglia e la fascia sud-orientale del comune di Farra. Sono serviti diciotto mesi, dunque, per rastrellare il contributo minimo necessario a partire con gli interventi. Per questo il presidente Romano ha fretta di recuperare il tempo perduto e di dare tranquillità ai cittadini, mettendo definitivamente in sicurezza le aree allagate a più riprese tra l estate 2009 e l autunno «Grazie alla disponibilità dell assessorato regionale all ambiente si è aperta questa opportunità - ribadisce Giuseppe Romano - sicuramente Sernaglia e Farra necessitano di più interventi, ma intanto con questo contributo da un milione di euro riusciremmo a dare una prima risposta ai problemi idraulici del territorio. Il Consorzio ha fatto la sua parte - prosegue il presidente - adesso spetta alle amministrazioni comunali confermare la validità dell accordo di programma». Proprio su questo punto, a giorni, le giunte Fregolent e Nardi saranno chiamate a confrontarsi. «Va chiarita l esatta ubicazione delle casse - chiude il presidente Romano - Non c è rigidità sulle aree indicate nell accordo di programma del 2009, possiamo anche ripensare l ubicazione dell opera. Ma, scelto il luogo, dobbiamo partire, anche se dovessimo ricorrere all esproprio».

7 Mercoledì 2 febbraio, pag. 12 Anziano agricoltore si impicca MOGLIANO - (N.D.) Era convinto si essere affetto da una grave malattia che gli ha causato una forte depressione. L'esistenza era diventata un peso per A. Z., 79 anni, residente in via Grigoletto e Pasqualato 2 a Bonisiolo, che l'altro pomeriggio ha deciso di farla finita. L'anziano si è impiccato nel deposito attrezzi dell'abitazione a ridosso del Passante. A fare la macabra scoperta è stata la figlia che viveva con lui. A. Z., che non aveva mai superato il dolore per la perdita della moglie, aveva sempre fatto l'agricoltore. Ultimamente usciva poco di casa. Con ogni probabilità l'ultimo verrà dato domani nella chiesa di Bonisiolo.

8 Mercoledì 2 febbraio, pag. 26 GORGO L incidente l altro pomeriggio in una sua proprietà. Era presidente dell associazione Anget Sotto il trattore: non ce l ha fatta Troppo gravi le ferite per il 77enne ex imprenditore di Navolè Non ce l'ha fatta Romolo Bavaresco, il 77enne ex imprenditore, residente in via Verdi a Gorgo al Monticano. Era rimasto schiacciato sotto il suo trattore che stava manovrando in uno dei suoi appezzamenti di terreno lunedì pomeriggio intorno alle 17 a Navolè. La corsa immediata all'ospedale è stata immediata: dapprima al Pronto Soccorso di Oderzo, poi - vista a gravità - il trasferimento al Cà Foncello di Treviso. Il decesso è avvenuto nella serata di lunedì, dopo disperati tentativi di rianimazione. Vedovo da pochi anni, Romolo Bavaresco fino al 2008 è stato titolare di una ditta del settore movimento-terra. Poi era andato in pensione e si occupava di una piccola azienda agricola: lunedì infatti si trovava proprio in uno dei suoi terreni, nei pressi di via Mazzini, nella frazione gorghense di Navolè, a due passi da casa quando il trattore si è ribaltato schiacciandolo e provocandogli un grave trauma cranico. Lascia i due figli, Fausto e Martina: «Papà era un uomo tutto famiglia e lavoro. Era anche presidente dell'associazione Anget di Gorgo». La ricostruzione dell incidente - su cui indaga lo Spisal - è parziale: Bavaresco era alla guida del suo trattore quando avrebbe fermato la marcia del mezzo per risolvere un problema. Eì lì che il trattore si è rovesciato: ha subìto un colpo alla testa e una gamba è rimasta sotto una ruota. I Vigili del Fuoco del distaccamento di Motta sono accorsi e lo hanno trovato ancora cosciente, con la gamba incastrata. Ma le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Con l'elisoccorso è arrivata anche l'ambulanza che ha portato Bavaresco a Oderzo. Da qui si è optato per il ricovero a Treviso dove il 77enne è arrivato in condizioni disperate. Non è stata ancora fissato il rito funebre, visto che a ieri non era ancora giunto il nulla osta del magistrato. Oggi si saprà se sarà disposto l'esame autoptico, per capire l'esatta causa del decesso. Solo allora verrà fissata la data del funerale.

9 Mercoledì 2 febbraio, pag. 10

10 Mercoledì 2 febbraio, pag. 32

11 Mercoledì 2 febbraio, pag. 10 edizione di BELLUNO LA PROTESTA L ellevatore Enio Canal ha promosso una petizione contestando Avepa e Regione Duecento firme per sostenere l agricoltura locale L'agricoltura nel bellunese: ormai è come giocare alla roulette russa. A trovarsi in grave difficoltà Enio Canal, proprietario di un'azienda agricola a conduzione famigliare a Santa Giustina, nella frazione di Salzan. Una decina di bestie, per la produzione di latte e carne, e un impegno definito «da dopo lavoro», ma che prima di lui era portato avanti dal nonno. «Ormai devo fare i conti ogni giorno con la burocrazia - spiega Canal - e i soldi promessi non arrivano». Ed è per questo che lo stesso Enio Canal si è fatto promotore, insieme ad altri agricoltori bellunesi, di una raccolta firme tra gli addetti ai lavori, ormai oltre 200 quelle raccolte, per chiedere a gran voce il sostegno economico previsto dalla misura 211, un'indennità compensativa istituita dalla Commissione Europea nel 2005, per le aziende zootecniche di montagna, ma che di fatto ha portato gli agricoltori bellunesi a ricevere gli acconti con molto ritardo. Ancora peggio è andata a quelle aziende che si sono viste escludere dalla graduatoria della misura 121 LC, guarda caso per la maggior parte bellunese. «Queste aziende ad indirizzo zootecnico da latte - spiega Canal - sono importantissime per la tutela dell'ambiente dolomitico sia dal punto di vista della sicurezza idrogeologica, sia sotto il profilo dell'economia turistica. Per questo dovrebbe essere prevista una corsia preferenziale nelle graduatorie dei bandi regionali solo per il fatto che sono localizzate in aree estremamente disagiate». L'appello, così come la raccolta firme, sono stati quindi inviati in Regione e all'agenzia Avepa, colpevoli secondo i firmatari di aver causato danni alle aziende agricole bellunesi, non avendo rispettato le norme europee.

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