Ma il Gioco d Azzardo è sempre così. E può essere anche pazzo, imprevedibile, perfino crudele. Il Gioco d Azzardo.

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1 1 La mia filosofia (A onor del vero questo non è un racconto tradizionalmente inteso! Però c è un protagonista, c è una storia, delle storie, ci sono dei pensieri, dei ricordi, delle immagini, c è del suspense e una breve autobiografia del protagonista. Quindi c è movimento, azione. E allora mettiamolo qui! E sentiamo che dice il protagonista, che parla naturalmente in prima persona.) A questo punto a furia di scrivere pezzi che mi riguardano ( Scrivere per crescere come dice la Metzger) e a furia di vivere, ovviamente, e guardarmi attorno usando la consapevolezza in modo utile (non è di tutti) credo proprio di aver capito o di cominciare a capire quello che penso sul mondo, sul passato e sul futuro, insomma da dove vengo, chi sono e dove vado. Ma perché? Non lo sapevo prima? Sì, ma adesso mi divertirò a fare una specie di sistemazione più razionale, come se si trattasse di una specie di mia filosofia. Ovvero come se si trattasse del mio modo di vedere la vita secondo quanto ho riflettuto, approfondito e scritto finora, soprattutto in questo zona archeologica che mi piace chiamare dove ci sono cose mie (romanzi, racconti, poesie, saggi) oltre al bidone dove, quasi giornalmente, trovo argomenti da buttarci dentro. E dove alla fine ci butterò anche quello che sto scrivendo adesso. Non mi è mai successo di considerare quello che scrivo come materiale da studiare per conoscermi meglio. Mi sento nello stesso tempo un archeologo e un oggetto di ricerca, Schliemann e Troia, insieme. Che fare? Non devo fare altro (come sto facendo) che andare a rileggere quello che c è dentro il bidone, ma non solo. Spesso io non mi rendo neanche conto di quello che scrivo, viene fuori tutto di gètto, ho bisogno di buttare fuori (scrivere è buttare fuori) il magma che ho dentro. Conosci te stesso, no? diceva quel Grande. Che questa mia ricerca archeologica e insieme paleontologica interessi a qualcun altro (oltre a me) poco importa. Forse tre, quattro persone le conosco, le amo, mi conoscono, mi amano. E allora scrivo per loro. Ok, I.?, ok, A.?, ok, F.?, ok, S.?, ok, M.?, ok, D.?, ok, S.F.?, ok, V.?, ok, G.?, ok, M.A.? ok, K.?, ok, R.? ok, T.? Però! Conosco un sacco di gente! Non credevo. Adesso che ci penso è la terza volta, nel mio bidone, che affronto il tema del gioco. Ma intanto è possibile che le altre volte sia partito da altre stazioni, è possibile che abbia solo sfiorato quello che voglio dire adesso, o è anche possibile che mi stia

2 2 ripetendo. Pazienza. Adesso la partenza è precisa. Nitida. Programmatica. Non si tratta di aneddoti o di illuminazioni momentanee, di ricordi o di sfoghi, di cronache o di pamphlet. Voglio parlare di come vedo il mondo, la vita, gli altri, i rapporti, la società nel complesso, la religione, le religioni. Dunque... Tutto quello che vediamo, tocchiamo, sperimentiamo, tutto quello che trasformiamo o vogliamo trasformare, tutto quello che viviamo, tutto ciò che ci angoscia, ci blocca, ci nutre, ci distrugge, tutto appartiene al mondo del casuale. Diciamo pure al Caso. Cioè, il gioco d azzardo che noi esseri umani abbiamo inventato (dove il caso la fa da padrone) non è che la rappresentazione simbolica del gioco della Vita e del Mondo. In pratica del gioco della Vita e della Morte. Chi non gioca d azzardo nelle bische più squallide, per strada nelle fiere, nelle sale da gioco clandestine, nei casinò di Las Vegas, chi non lo fa deve almeno farlo nella vita. Che lo voglia o no. Deve almeno accettarlo di buon grado o subirlo. Anche se non sa di farlo. Anche se non gli piace l idea. Come si viene a questo mondo, come si entra nella vita è un azzardo. Ogni giornata che passiamo da bambini e adolescenti è un azzardo. (Qualche secolo fa la sopravvivenza dei neonati era bassissima. Chi metteva al mondo dei figli giocava d azzardo. E le vincite erano rare. Si facevano molti bambini per ovviare a queste circostanze negative. Sia fra la gente umile che fra i regnanti.) Quando ci si sveglia al mattino e si affronta la giornata, a qualsiasi livello sociale, è come giocare d azzardo. Può succedere di tutto: si diventa ricchi, si diventa poveri, ci sia ammala, si ha un incidente, si rimane paralizzati! E spesso (sempre?) tutto questo non lo si prevede, non lo si prepara, non lo si programma. Semplicemente affrontiamo continuamente dei rischi, delle vittorie, delle sconfitte. Si decide di attraversare una strada, è un azzardo. Si conosce una persona nuova e la si frequenta, è un azzardo. Quante situazioni di violenza da casi come quest ultimo. Non riesco a togliermi dalla testa il fatto di quell aereo che stava volando in Germania per addestramento quando qualcosa non funzionò, il pilota si buttò col paracadute salvandosi e l aereo andò a schiantarsi su un cascinale isolato in campagna dove un ragazzo (figlio dei contadini del posto, tutti a lavorare nel loro podere) stava studiando per laurearsi e abbandonare la vita dei campi. Non ce la fece. Morì prima. Il Caso.

3 3 Non riesco a togliermi dalla mente l episodio di quella bambina che stava camminando per una strada alberata sotto un uragano, a Roma, quando un colpo di vento sradicò addirittura una pianta, proprio quando lei ci passava sotto, tanto che le crollò addosso e la uccise. Episodi come questi ne vediamo a migliaia sui giornali, in TV. Anche quelli in cui uno perde l aereo che va a schiantarsi da qualche parte per cui lui si salva. Culo? Sì. Ovvero Caso. Perché succedono? Sono programmati? No. Evidentemente. Sono casuali. Altrimenti bisognerebbe tirare in ballo un Dio che non solo ha creato tutto, ma organizza tutto, anzi Tutto; anche il futuro del singolo, anche gli episodi di cui sopra. Assurdo. Perfino i teorici della religione dicono che esiste il libero arbitrio con cui ognuno può scegliere la sua Vita. Eppure, credimi, te lo dice uno che ha già vissuto per un po, e intensamente, tutto quello che succede appartiene a un gioco d azzardo, il quale gioco d azzardo, per antonomasia, appartiene al gioco del Caso. Uno gioca e spera, può fare anche dei calcoli, ma così, tanto per passare il tempo, può usare dei sistemi, tanto per aumentare la suspense. Ma alla roulette un numero può non uscire anche per una settimana. Poi a un dato momento uscirà, per la teoria dei grandi numeri (vedi) ma non per la tua insistenza o per la tua determinazione. Certo uno che vuole fare il medico e studia da medico e si laurea con lode e magari è figlio di un medico noto, finisce che fa il medico, ma qui non si tratta di un gioco d azzardo, qui si tratta di un progetto preciso che può andare in porto oppure no, e in genere si può credere che andrà in porto. Non voglio togliere le speranze a milioni di studenti programmati. Il gioco d azzardo è all interno della struttura. A prescindere che un essere umano faccia il medico o la ballerina. Io volevo fare tante cose (più avanti probabilmente traccerò una mia breve biografia; sarà sintomatica), soprattutto lo scultore e ho studiato anni per farlo, poi sono finito in una scuola d attori e ho fatto l attore. Per un po. Poi il Caso ha voluto per me altri imprevisti. Mia madre voleva fare la ballerina, ha fatto la ballerina, anzi, la danzatrice come diceva lei, per un po (c è perfino in rete), poi ha subìto un incidente a un ginocchio, un incidente grave, e ha dovuto cambiare mestiere. Mia nonna voleva fare la pianista e ha fatto la pianista e l insegnante di pianoforte per tutta la vita. Non tutti quelli che studiano medicina faranno il medico. Mi spiace ma è così. Ripeto la vita e le nostre scelte sono sempre un azzardo. Il nostro libero arbitrio può funzionare ma può anche essere perché abbiamo puntato sul numero giusto. Casualmente.

4 4 D altra parte non vedo altre risposte. Ci sono persone, la maggioranza (miliardi) che credono in Qualcuno Creatore e Signore di Tutto, Onnisciente, Onnipotente, Onnipresente e altre cose Per cui, come dice un proverbio, non si muove foglia che Dio non voglia. Quindi o Tutto è in mano Sua e Lui può fare il bello e il cattivo tempo, come gli gira, oppure può aver fatto solo una Azione, aver creato Tutto e averci messo a questo mondo, mantenendo però dentro di noi il Libero Arbitrio, e ci sono degli studiosi su questo argomento che con ragionamenti e arzigogoli capziosi (ve lo dice uno che ha studiato dai gesuiti) (casualmente) si sforzano di sostenere che Tutto è in mano nostra. E ci sono dei religiosi che dicono che Tutto ha una sua ragione d essere e Tutto finirà bene, purché si seguano le regole dei dieci comandamenti. Allora c è il Paradiso che ci attende. Altrimenti c è l Inferno. O il Purgatorio se abbiamo commesso solo dei peccatucci! Boh, mi sembra una favola per bambini deficienti! Per i musulmani buoni ci sono perfino delle vergini a loro disposizione, mi risulta. E per le donne? Non ho capito bene. Non ho motivo di credere in questo Qualcuno perché altrimenti devo considerare quest Essere un pazzo, sconsiderato e sadico, perché altrimenti non succederebbero degli eventi così traumatici (sto parlando di catastrofi in cui muoiono milioni di innocenti, fra terremoti, guerre, malattie, sto parlando di stupri di massa, criminalità dilagante, dell imbecillità imperante, ecc ) eventi che sono incomprensibili se li vogliamo attribuire a Qualcuno Onnisciente, Onnipresente, ecc e soprattutto a un Essere che è Bontà infinita! (È di questo soprattutto che si ha bisogno, noi poveri cuccioli!) Mentre invece non sono così misteriosi, questi eventi, se li attribuiamo al Caso, che gioca le sue mosse che sono casuali, non dimentichiamolo, e per niente appartenenti ad un progetto. Ma il Gioco d Azzardo è sempre così. E può essere anche pazzo, imprevedibile, perfino crudele. Il Gioco d Azzardo. (Sono arrivato fin qui, nel bidone. Ora andiamo avanti col racconto della mia vita. Mi sento anche più libero!) Avevo un giardino anni fa. Non era coltivato in modo molto razionale. Lo lasciavo grezzo. Come veniva veniva. Ogni tanto ci piantavo o seminavo qualche pianta nuova. Ogni tanto tagliavo qualche pianta malata. Fatto sta, mi ricordo, che il giardino cambiava spesso. Anche coi miei interventi (che per lui costituivo il caso, non dimentichiamolo) il giardino viveva, prosperava o si riduceva a sterpaglia senza senso. Dipendeva dal

5 5 tempo, dal clima, dalle cure che gli dedicavo. A volte era bellissimo, a volte era bruttissimo. Nelle estati torride, per esempio, si seccava tutto. Ma non moriva. Qualche erba, qualche fiore, qualche piantina nascevano sempre. A volte portavo a casa delle piante nuove. Dipendeva anche dai miei umori, dal passaggio di animali nella mia vita, cani, gatti, topi, formiche, acari, funghi, ecc Dipendeva dalle mie storie sentimentali. Viveva, prolificava, si adattava, pativa, sopravviveva. Secondo il suo Caso. Insomma stava giocando il suo gioco (in cui io ero certamente una delle variabili) che a volte gli andava bene, a volte gli andava male. Soprattutto quando partivo. Allora io credo che come veniamo al mondo siamo proiettati dentro un Gioco che non è stato inventato da Nessuno, ma si è formato così nei miliardi di anni che ha impiegato per arrivare fino a noi. Un Gioco in cui, per un bel po di miliardi di anni l uomo non c era ancora. Eppure c era già il Gioco. Un Gioco che procedeva in un certo modo, secondo certe regole che Nessuno ha formulato ma che si sono formate da sé. Magari mutandosi via via a seconda delle necessità perché il Gioco potesse continuare. È il gioco dell evoluzione. Tra parentesi l evoluzione non è programmata per migliorare le cose! È semplicemente un adattamento continuo a seconda di tante variabili e situazioni casuali ma vincenti al momento. Perché c era anche il rischio che a un certo punto tutto se ne andasse in malora. E la terra continuasse a girare attorno al sole ma senza vita; fra l altro è questo che potrebbe succedere se i Grandi della terra (mamma mia come sono piccini anche i Grandi della terra nei confronti dell Universo!) se i Grandi non trovassero un accordo nell immediato futuro, ripeto, nell immediato futuro, ripeto ancora, nell immediato futuro!!! Non dimentichiamo che, per esempio, il pianeta Venere è un pianeta caldissimo e per questo inerte, disabitato. Pare che lo sia diventato! C è un rischio del genere anche per noi? Comunque fra 4, 5 miliardi di anni, al Sole succederà qualcosa. Imploderà, che ne so, e si formerà un buco nero che attirerà la terra dentro il buco, con tutto ciò che è rimasto, o si espanderà inglobando la terra con tutto ciò che è stato fatto (Piramidi, Tour Eiffel, la Statua della Libertà, il Ponte sullo Stretto di Messina!) e con tutti gli eventuali nostri eredi (se ancora ci saranno!). E Dio? Che fra le Sue qualità dispone anche dell Eternità? A meno che non si preoccupi tanto di noi quanto del suo Giocattolo! Che comunque funziona, e funzionerà chissà per quanto tempo. Perché l Universo si espande, ma fino a quando? E poi? Mi viene da pensare: certo che un Dio simile si diverte di

6 6 più con tutto quello che succede sulla nostra Terra che col pianeta Venere o Marte. Ma il Dio di cui si parla tanto (lo Spirito? l Essenza delle cose? il Divino che qualcuno pensa esista anche in noi) non credo che si diverta di queste ciance! Siamo noi che ne facciamo una creatura simile a noi (con le nostre ciance) e non Lui che fece l Uomo a Sua immagine e somiglianza. Dio non ha niente a che vedere con l Essere Umano. Questo è il Gioco di cui parlavo. Un Gioco che c era già prima dell uomo, (e quindi anche prima di Dio!), e che ha cominciato a manifestarsi quando ebbe luogo il Big Bang. Ma forse c era anche prima. Quindi non sto parlando di Qualcuno che cominciò il Gioco, ma sto parlando di un Gioco (o forse è più giusto chiamarlo Meccanismo) che si formò via via nel tempo e nello spazio. Ma forse anche prima del tempo e dello spazio. Ci sono teorie interessanti sul Prima del Big Bang. Quello che mi interessa sottolineare è il fatto della Casualità. Non era necessario che l Universo nascesse in questo modo. È venuto fuori così per caso! Questa è la mia visione del mondo e della vita. Questa è la mia filosofia. Questo è quello in cui credo. Ma anche Dio c era prima di Tutto, dicono i credenti! E non fece la terra e l Uomo per divertirsi! E allora? Come la mettiamo? Lo fece perché? Così, improvvisamente gli saltò il ticchio? Si stava annoiando? Non mi convince. Non è da Dio! Da un Dio come qualcuno vuole considerarlo. Io non so cosa ci fosse prima. Molti scienziati ci hanno studiato e stanno studiando. Ci sono molte teorie. Insomma non è che ci fosse il niente e poi a un certo punto è successo il Big Bang. E anche per i creazionisti quando Dio creò l uomo e la donna non poté creare nello stesso tempo cielo e terra. L idea dei sei giorni della creazione significa qualcosa di graduale. La terra impiegò miliardi di anni per arrivare al punto in cui poteva nascere la vita. Quindi i sei giorni della creazione sono solo una metafora. Fatto sta che molti scienziati sono d accordo che prima del Big Bang c era qualcosa! Forse un universo in contrazione, per arrivare al punto in cui qualcosa di estremamente piccolo esplose e ricominciò a formarsi l universo in espansione. E circa quattro miliardi di anni fa si formò la terra, e circa / anni fa, probabilmente in Africa, cominciò a esistere l homo sapiens. E cominciò il gioco in cui l uomo prese il sopravvento. E diventò protagonista. Si fece protagonista. Casuale? Per me è un fatto casuale, come tutta la mia vita è un gioco in cui il Caso l ha fatta da padrone. Anche se ogni tanto, spesso (?) anch io ciò messo una mano perché il Caso si com-

7 7 portasse in un certo modo, perché il gioco andasse avanti in un certo modo, giocando (io) d astuzia, barando? (forse) nel modo che ci è concesso di farlo, quando e se lo si fa. Cioè, cos è successo? (la mia mente non la smette di ipotizzare) È successo che casualmente, come in ogni gioco d azzardo Attenzione, non sto parlando di gioco sportivo in cui prevale il campione più bravo o più allenato. Anche se a volte in un gioco come il calcio o il golf, la palla o la pallina, per via di un refolo di vento o per via di una mischia incontrollabile il pallone finisce casualmente in rete o la pallina finisce casualmente in buca! Sto parlando di un gioco d azzardo, in cui l esito non dipende tanto dalla bravura del giocatore quanto dal gioco della sorte per cui a un giocatore arrivano tre carte di un certo tipo e poi altre due carte dello stesso tipo per cui il giocatore vince. Oppure un giocatore punta su un numero e la roulette gira gira finché esce quel numero e il giocatore vince. Io intendo che la vita e il mondo appartengono a questo tipo di gioco, in cui non ti puoi aspettare niente se non che la fortuna ti assista. Anche se, lo ammetto, buona parte delle chances possono venire fuori dalla furbizia, intelligenza, abilità, esperienza del giocatore. Allora è successo che casualmente (nei primi tempi della vita sulla terra non si può parlare di intelligenza o di furbizia o di esperienza) i fatti sono andati così. La terra, inabitabile per i primi miliardi di anni, a poco a poco si è evoluta, si è formata l acqua, si sono formate le nuvole, la pioggia, le piante, l ossigeno, ecc... Come per preparare il terreno all arrivo dell animale homo. Finché siamo arrivati all homo sapiens sapiens. Qualcuno può gridare al miracolo. Ma anche vincere al superenalotto può essere considerato un miracolo. Avete idea di quanti fattori positivi bisogna azzeccare. Qui, nel bidone, c è un pezzo (titolo eccheccazzo! ) che ho scritto dopo che una goccia dal cielo mi ha preso proprio in piena testa mentre camminavo per strada. Quante probabilità c erano che da una nuvola partisse una goccia che beccasse proprio la mia zucca? Una su miliardi! Eppure è successo. Ogni tanto succede un miracolo, a Lourdes, a Fatima, ecc Cosa ne sappiamo degli sconvolgimenti interni di tipo psicologico, psicofisico, della pressione esterna e quindi interna che può verificarsi in mezzo a migliaia di persone che pregano? Allora è arrivato l homo sapiens sapiens e ha cominciato il suo viaggio che l ha portato al momento attuale in cui i potenti della terra si riuniscono perché c è il problema di salvare la terra dal surriscaldamento, ecc Possibile che l essere intelligente per eccellenza possa combinare questi guai? E chiaro che non

8 8 se l aspettava, è chiaro che siamo in balia dell Imprevedibile. Anche la Storia recente, il fascismo, il nazismo, il comunismo, le leggi di mercato, il mercato libero, le crisi finanziarie, la situazione italiana recente, che in altri momenti sarebbe andata a finire diversamente, tutto fa parte di questo Gioco ininterrotto che continua senza finire mai perché quando finirà (almeno per noi) sarà finito il nostro mondo (se ci arriviamo!). Questo non significa che dobbiamo stare passivi a subire le conseguenze del Gioco. Perché anche i nostri interventi fanno parte del Gioco, e in un gioco d azzardo una mossa (casuale o pensata) può anche determinare una vittoria o una sconfitta. Quindi studiamo, impariamo, esercitiamoci, esploriamo, creiamo, divertiamoci, soffriamo, piangiamo, ridiamo, incazziamoci, ribelliamoci può darsi che ci vada bene (per qualcuno, per un certo momento, finché dura!). La Storia, attraverso gli storici, insegna anche altre versioni o altre teorie. Io credo nella mia. Finalmente. Alla mia età. Devo pure aver capito qualcosa; o devo pure credere di aver capito qualcosa. Ogni tanto (una volta spesso) ho pensato alla morte come soluzione di una vita di cui non capivo (e continuo a non capire) la ragione, lo scopo, il perché, il cui prodest. Una volta, non ricordo se l ho scritto o l ho pensato, ma di fronte al suicidio di un uomo che aveva sbagliato una serie di comportamenti che gli aveva arrecato disdoro e disonore (succede), io mi dissi: ecco un occasione sprecata; io sono un uomo curioso; mi sarebbe piaciuto sapere come sarebbe andata a finire la storia di quell uomo se non avesse posto termine alla sua storia! Ma è facile blaterare sui giochi altrui. Ci sono delle volte che anch io desidero la morte, la fine, entrare nel Nulla, nel Vuoto, per stanchezza, per sfiducia, per mancanza di fede, non in Dio, ma nell Uomo, questa specie di Uomo che è venuta fuori e a cui appartengo. Ma non è facile. Abbiamo dentro di noi un sistema immunitario che tende a tenerci in vita qualsiasi cosa succeda. Una specie di autovaccino contro il suicidio. Diceva un criminale arrestato dopo tanti pedinamenti e acquisizione di prove e condannato all ergastolo, diceva a chi si meravigliava che non si fosse difeso, fuggito, diceva dopo essersi arreso tranquillamente: meglio la galera che la morte, no? Non so come e dove collocare un altro episodio che mi colpì. Quello di un medico giapponese, noto, che viveva a Roma, con una sua clientela che lo stimava. Un giorno si fece harakiri lasciando scritto una lettera in cui diceva: sono entrato in questo mondo senza volerlo, voglio andarmene quando decido io. Lui era andato oltre il sistema immunitario.

9 9 Questa mia visione delle cose non è che mi porti a fregarmene di tutto e di tutti. Siccome non so a che Gioco sto giocando, non conosco le regole, a volte le intuisco, ma spesso cambiano, può darsi che a un certo punto io mi trovi nella serie vincente (vincente per me!). Quindi proseguo nel mio cammino, prendo delle decisioni, collaboro con altri, mi intestardisco, pretendo, mi illumino, mi illudo, mi disilludo, credo in quello che faccio, mi rimangio la parola, faccio arte, insegno arte come la vedo io, poi sono cazzi loro (dei miei allievi)! Ognuno è dentro il suo gioco personale e tutti sono dentro il Gioco di questa vita, di questo mondo. Vorrei ricordare qui l episodio che racconto nel bidone dal titolo Ommadonna. Una ragazza bella, vitale, che incontravo in a- scensore ogni tanto Ma vai a leggere l originale. Vale la pena. Sempre per cercare di capire qualcosa di più. Quando ero giovane ho fatto teatro politico. Vedevo le cose da sinistra, anzi da una sinistra estrema. Mia madre temeva per me! Ma la mia Vita era quella, non potevo farci niente. Stavo giocando al mio Gioco che era dentro di me, non tanto perché sono nato così, ma perché sono diventato così. Poi sono cambiato nuovamente, a poco a poco, attraverso altre avventure, altre storie, attraverso il lancio di altri dadi che sono intervenuti per cambiare il mio atteggiamento mentale, i miei comportamenti, il mio inconscio. Non dimentichiamo che abbiamo un inconscio, anzi, un Inconscio potente. Oserei dire che soprattutto è lui che decide il nostro futuro. O per lo meno il nostro adattamento con una nuova realtà. Confesso: può nascere anche una stanchezza, tipo uffa che palle! questa vita. A volte, anche qui, ho scritto questa vita di merda! Era il periodo. E fortunatamente questo sito mi permette di seguire passo passo le mie evoluzioni dello stato del momento, dello stato psicologico, del carattere, insomma di seguire le varie tappe di questo gioco in cui ti capita spesso di gettare i dadi (il caso) e non sempre ti sono favorevoli. Anche perché forse, a volte, sono altri che li gettano sul tappeto verde della nostra vita. Questo è un periodo per me molto creativo. Non scrivo soltanto, non penso soltanto, non mi diletto a sciorinare quello che penso. Mi rendo conto che ho due o tre chances nella mia vita attuale: 1) lavorare per guadagnarmi da vivere e il lavoro che faccio mi piace; 2) scrivere, pensare e scrivere, inventare e scrivere; 3) disegnare, dipingere, non mi interessa se sono

10 10 bravo, unico, nuovo: disegno e dipingo, mi piace. Salvo la prima chance, in cui devo sottostare a delle regole di luogo e di tempo (c è di mezzo altra gente), per le altre due chance mi comporto così: quando mi rendo conto che comincio ad annoiarmi di quello che faccio (sento che sta sorgendo il famoso che ppalle! ) (lo scrivo con due p perché è più efficace!) cambio registro, cambio stanza, cambio modo di esprimermi e di creare: passo dal disegno alla scrittura alla lettura alla visione di un film, tanto poi ho scoperto che tutto mi porta a dire che ppalle! Ci sono tante curiosità che mi intrigano. Le prime cose che mi vengono in mente? Se Tutto fosse stato creato da un Creatore che tutto vede e a tutto provvede fra l altro (!?), perché sarebbero stati creati i dinosauri per poi eliminarli dalla faccia della terra prima ancora che venisse l uomo? A che pro? Per Gioco? Per Caso? Per un errore? Per un esperimento? Qualcosa è sfuggito di mano al Creatore? Una meteora imprevista ha rovinato tutto il progetto? Ma c era un progetto? Vattelapesca! Poi come mai ci sono degli animali così stravaganti nei comportamenti che uno si chiede: ma perché esistono? Vogliamo nominarne qualcuno? Perché la mantide religiosa, famosa per quello che fa? A che scopo? D accordo ci sono dei naturalisti che spiegano tutto. Ma perché esiste? C è tutto un sistema ben organizzato in natura per cui ognuno è utile. Però mi diverto a citare qui alcune righe di Konrad Lorenz, noto studioso della natura e degli esseri viventi. Come scienziato e studioso dei processi di adattamento considero un fenomeno quello della Sacculina Carcini, il granchio parassita che esce dall uovo sotto forma di larva di nauplio, con il cervello, gli organi di senso, la bocca, gli organi digerenti, provvisto di tutti i moduli comportamentali necessari alla ricerca di un ospite, nella fattispecie un granchio delle sabbie, e che quando vi si è installato, distrugge tutti questi organi per trasformarli in una rete di tessuti che diramano nel corpo dell ospite che gli fornisce il nutrimento per via osmotica. L unico organo ancora funzionale che ancora gli resta è una grande ghiandola sessuale che gli permette di generare innumerevoli discendenti. Da persona sensibile devo confessare che provo orrore per questo animale e che quando mi trovo su una spiaggia non posso fare a meno di liberare da lui il granchio che lo ospita. Uccidere questo animale mi procura quasi un senso di piacere.

11 11 Allora? Andiamo avanti. Non dimentico che sono curioso. Che la curiosità è una delle qualità per formare un buon attore. E non dimentico che l uomo comune, che vive e stabilisce rapporti (per forza, è un animale sociale), non dimentico che l uomo comune è comunque un attore. Ma di questo ne ho già parlato in questo sito nel mio saggio Attori! (identità, personalità). Una sorta di breve autobiografia. Veniamo a una serie di esempi pratici. Vuoi sapere (rapidamente) la storia del Gioco d azzardo che il Caso mi ha propinato nella vita? Fra l altro insisto: il Caso non è un Entità intelligente, o peggio Onnisciente, Onnipotente, Onnipresente che crea le situazioni, le prevede, le organizza, ecc Non è un Soggetto che ha come scopo di preparare le vite degli Oggetti che siamo noi, poveri esseri viventi in sua balìa. No, assolutamente. Se no saremmo daccapo. Allora ci sarebbe un Creatore chiamato Caso che è responsabile di Tutto. Il Caso è un Astrazione, è un Idea che l uomo ha inventato per trovare un altra risposta più idonea e meno fantasiosa a quella di un Dio Creatore che sta nell Alto dei Cieli. E che se, pregato o, almeno un tempo, oggetto di sacrifici animali, può renderci la vita meno difficile. In quanto la vita è difficile, soprattutto perché è imprevedibile. Ossia in mano al Caso. Il Caso è un meccanismo, come la roulette è un meccanismo mosso dall imprevedibilità. Non possiamo dire che è colpa o merito della roulette se noi vinciamo o perdiamo al Casinò. È il Caso, l Imprevedibile, che non dipende da nessuna legge né crea nessuna legge. Anche la teoria dei grandi numeri, per cui aumentano le probabilità che si ripresenti un evento, se viene ripetuto più volte, è una legge aleatoria. Se per dieci volte esce il nero non è detto che l undicesima volta debba uscire il rosso. È solo più probabile, tutto qua e la probabilità aumenta se continua a u- scire il nero. Quindi il Caso è qualcosa su cui non ci si può fidare. Mentre su Dio, su Allah, ecc ci si può fidare perché li abbiamo creati apposta per poterci fidare di Qualcuno. Perfino chi crede in Dio in modo radicale non può perdere la fede dopo una catastrofe. Ho scritto un pezzo sul bidone (chiamato proprio cattivo ) in cui riporto questo fatto. E allibisco. Allora vuoi sapere cosa mi è successo? In pratica vuoi conoscere la mia vita in qualche particolare che ritengo interessante? Il Caso ha voluto che nascessi da una ragazza madre, madre straordinaria (che fra l altro mi ha lasciato fare tutto quello che

12 12 volevo: il pittore, lo scultore, il pianista, l attore, lo scrittore ). Non mi ha mai detto di no quando volevo intraprendere una certa attività che mi piaceva. Finita la maturità per la maggior parte dei ragazzi del ceto medio si presenta subito il dilemma dell Università. Il caso ha voluto che l amico che più frequentavo si dilettasse di pittura e io lo seguivo a volte in campagna per vedere cosa facesse di bello. Bene. Così ho deciso di entrare a Brera, che è l Accademia di belle arti, e ci sono entrato. Mentre il mio amico fece legge! Prima a pittura, poi a scultura. Chissà! Se il mio migliore amico fosse stato un patito dello sport o della fisica, forse mi sarei appassionato di sport o di scienze. Poi il caso ha voluto che un giorno passasse da Milano Marcel Marceau (un mimo famoso all epoca) con un suo spettacolo. Io non ero mai andato a teatro. Mi sono fermato davanti al Piccolo Teatro, ho visto delle fotografie di Marcel Marceau, ho deciso di assistere alla rappresentazione. Non dormii tutta la notte. Il giorno dopo mi i- scrissi a una scuola di mimo. Il caso ha voluto che la scuola di mimo avesse un cortile che confinava con la scuola di recitazione del Piccolo Teatro di Milano. Conobbi dei ragazzi allievi attori, decisi di passare a recitazione. Mi presero e quando finii i due anni entrai subito al Piccolo. Dove il caso volle che conobbi Enrico Rame, fratello di Franca Rame che era già la moglie di Dario Fo. Per cui Enrico mi presentò a Dario che mi fece un provino e mi scritturò per due stagioni. Il terzo anno rifiutai di continuare con Dario. Volevo fare altre esperienze. Per qualche mese rimasi disoccupato. Quando una sera, a mezzanotte (il caso!) mi telefonò un attore che avevo conosciuto con Dario e mi disse che il Teatro Stabile di Torino (che recitava al Teatro Nuovo di Milano) cercava un giovane attore che sostituisse uno che si era ammalato. Avevano addirittura interrotto le repliche. Io corsi a conoscere il regista che mi diede la parte da studiare a memoria per il giorno dopo, cosa che feci regolarmente studiando di notte. Andò bene ed entrai nello Stabile di Torino per due anni. Il caso volle che a Torino conobbi un regista di Bologna che stava montando uno spettacolo medioevale per l Università e io gli andavo bene per il protagonista. Quindi diedi le dimissioni a Torino e andai a Bologna dove il caso volle che si stava formando il Teatro Stabile di Bologna. Mi videro nello spettacolo medioevale e mi scritturarono per altri due anni a Bologna. Poi il caso volle che a Bologna conobbi un attore che l anno successivo era stato scritturato allo Stabile di Firenze, ma aveva un film e quindi non poteva rispettare il contratto, per cui mi consigliò al regista di Firenze che mi prese e stetti a

13 13 Firenze per un po di anni. A Firenze conobbi Isabella che sarebbe diventata la mia compagna di vita e di lavoro. Infatti con lei decidemmo di fare compagnia da soli, io e lei, e lavorammo insieme per molti anni ottenendo ovunque un grande successo. Il caso volle che un giorno a Milano, dove recitavo insieme a Isabella, nell inseguire un autobus per raggiungere l albergo, io caddi in mezzo alla strada, mi portarono al pronto soccorso dove diagnosticarono un problema di cuore. Continuai a recitare per ancora un po di tempo finché dovetti subire un intervento di sostituzione di una valvola cardiaca. Per una anno smisi di recitare. Quando un giorno a Roma un amico che aveva una piccolo teatro mi propose di aprire una scuola di recitazione (i medici mi avevano consigliato di smettere di recitare). Io accettai la proposta e fondai Teatro Azione. La prima lezione del primo anno c erano tre ragazzi. Passò il tempo, gli allievi diventarono dopo quindici anni quasi trecento. E ora sono qua che scrivo della mia vita. Se non avessi conosciuto nella mia scuola un allievo esperto in computer non mi sarebbe venuta l idea di avere un sito in cui scrivere e pubblicare anche roba altrui. E scrivere quello che ora sto scrivendo su questo sito. Il signor Caso ha voluto ops, il signor Caso non esiste, non c è nessun Signor Caso che vuole, semplicemente si sono verificate delle circostanze che mi hanno portato a questo momento che sto vivendo, in cui mi diverto a raccontare una sintesi della storia della mia vita in cui il Caso ebbe una parte fondamentale. Perché secondo la mia filosofia il Caso è un entità fondamentale ma astratta. Non è un Tizio che programma e decide o si diverte a provocare disastri e fortune. Ma è una specie di flipper con tante palline che girano e girano, urtano delle molle che le respingono, si respingono a vicenda finché tutte, a poco a poco, finiscono in un buco da dove tornano fuori e ricominciano da capo. Questo è il Signor Caso. E per tutti il Signor Caso (cioè il Signor Flipper) comincia a muovere le sue palline nel momento in cui entriamo in questa vita, comincia il gioco d azzardo di cui sto parlando, e di cui posso dire che a me è andata proprio bene. Era un azzardo che valeva la pena di affrontare. Ma che ne sapevo!? Tutto nacque nel momento in cui decisi di non fare l Università e tutto nacque perché mia madre me lo permise. E tutto nacque perché mia madre si innamorò di mio padre che poi la lasciò quando seppe che era incinta! Il resto poi venne di conseguenza. Ma è tutta, ora posso dirlo, è tutta una sfida, un gioco delle parti, è tutta fortuna, o, lasciamelo dire, è tutto culo, io ce l ho avuto, anche se ho smesso di recitare. Ma se non avessi smes-

14 14 so non sarei qui a intrattenerti con queste pagine e le altre pagine di questo sito e le prossime pagine. Che, fra l altro, mi divertono. Insomma forse mi divertirei diversamente. Ma certamente ora mi sto divertendo per quel che mi basta e avanza. Forse potevo divertirmi di più, forse potevo diventare ricco e famoso, forse ora sarei in Nuova Zelanda (paese che mi ha sempre affascinato) o in Canada, in una casetta su un lago in mezzo a un bosco. Ma il gioco dei dadi poteva portarmi anche su una sedia a rotelle o a vivere in una favela brasiliana. O ad essere già morto: per incidente, pallottola vagante, malasanità, terremoto, tsunami, cancro, albero strappato dal vento e piombato sulla mia macchina, tutte cose che sono successe e succedono regolarmente e che certamente non sono volute da Dio). A me il gioco dei dadi poteva portarmi in galera per aver ucciso la mia donna (per gelosia?). È successo a uno, in questi giorni. Una persona che sembrava così normale, dicono i vicini. Anime ambiziose ascoltate: il sesso è la rovina della vita! Ha scritto Edgar Lee Masters nella sua Antologia di Spoon River. Ultimo (per ora) contributo all analisi della mia vita, del mondo, della nascita, della morte, del Gioco come meccanismo che ci governa, della voglia di vivere, della voglia di morire: a volte mi assale la noia. Ho vissuto tutto quello che un essere umano può sperimentare: amore, amicizia, sesso, benessere, notorietà, senso dell arte, della creatività... Non ho avuto figli, ma non li ho voluti e questo mi ha creato problemi con le donne con cui ho passato alcuni periodi della mia vita. Perché non li ho voluti? I motivi ci sono, sparsi qua e là, in vari episodi di cui ho parlato in questo sito (romanzi, racconti, poesie, il bidone...). Ricordo quando una truccatrice in televisione dove lavoravo come attore, una volta mi disse: lei ha dei figli signor Censi! No risposi. Come mai? Non li voglio, non mi interessano. Che egoista! concluse la truccatrice. Ricordo anche quando in una discussione fra amici (tutti scapoli, per il momento) concludemmo che i figli si fanno per egoismo, perché un figlio è solo una dimostrazione della propria e- sistenza. E ognuno di noi spesso ha bisogno di dimostrare che esiste! Oppure c è una forza della natura che ci spinge (noi inconsapevoli) a procreare perché questa è la Vita. Allora, chi ha ragione? Chi è l egoista? In fondo il mio Gioco non è stato un gioco perdente. Eppure a volte la vita mi viene a noia. Mi sembra di aver vissuto abbastanza. Vorrei non svegliarmi più. Com è bella l esperienza dell

15 15 anestesia totale. Vorrei entrare in uno stato di anestesia (in cui non ci si accorge quando si perde conoscenza) e non svegliarmi più! Cosa mi trattiene dal fare come il giapponese? Perché non so maneggiare una spada? Ma ci sono tanti altri modi! Il fatto è che ho sempre in mente dei progetti e vorrei portarli a termine. Mi sembra di lasciare un idea di me incompleta e carente. Dentro di me ci sono tante altre cose! Ma in fondo, che mi frega? So che quello che dico non è facile da digerire, non è facile da accettare, da condividere. Quali sono i rospi soprattutto? Sono tre. 1) Accettare la totale mancanza di un Qualcuno da pregare, magari ogni tanto, perché ci dia una mano nella vita e ci accolga poi quando ce ne andiamo. L idea che non ci sia Nessuno è insopportabile. 2) Non mettere al mondo figli. È inaccettabile. È disumano. I figli sono un prolungamento di noi che ci estende nell eternità. Poi i figli significano avere una famiglia, essere una famiglia, un corpo sociale di cui siamo responsabili e su cui contare quando si è vecchi. 3) La solitudine evidente, concreta, difficile da sopportare in certe occasioni, con certe esigenze interne insopprimibili. La solitudine può sembrare quasi una sconfitta. Non ho costruito niente in questa vita! Sono rimasto solo. Io credo che il nostro migliore amico (migliore amica) siamo noi stessi (noi stesse). Il problema è stare bene con se stessi. Non c è nessuno che ci capisce di più e ci tollera, ci sopporta, ci può divertire, per sempre. Se non si arriva a questo non c è che la strada che ha scelto il giapponese. Io ora sono solo. Però con tanti amici. Che non stanno con me, non condividono i miei spazi, il mio tempo. Ma va bene così. In tutto quello che ho detto io credo, ne sono convinto. Non ho pentimenti di quello che ho fatto, di quello che non ho fatto, di come la penso, di come sto progettando il futuro, di ciò che mi attende. Anche se non posso dire che tutto è il risultato di scelte mie personali, mi sta bene il risultato dei famosi dadi che il Caso ha giocato per me. E poi comunque la mia vita non è finita qui. Ci saranno ancora degli imprevisti. Lo spero. Se c è una cosa che non sopporto è la routine, ovvero la noia. Ci risentiamo fra un po di tempo. Quando? Anche questo non lo so. Appartiene al Gioco. Quando mi capiterà un fatto (esterno o interno) che mi spingerà davanti a questa tastiera. Quando una certa pallina si deciderà ad entrare in un certo buco.

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