Il colloquio motivazionale

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1 C o l l a n a d i P s i c o l o g i a William R. Miller e Stephen Rollnick Il colloquio motivazionale Terza edizione Aiutare le persone a cambiare Edizione italiana a cura di Gian Paolo Guelfi, Valerio Quercia e Annachiara Scamperle Erickson

2 Indice 9 Nota dei curatori italiani 13 Prefazione alla terza edizione parte Prima 21 CAP. 1 Conversazioni sul cambiamento Che cos è il Colloquio Motivazionale? 33 CAP. 2 Lo spirito del Colloquio Motivazionale 47 CAP. 3 Il metodo del Colloquio Motivazionale Parte seconda Stabilire una relazione. Il fondamento della relazione 65 CAP. 4 Coinvolgimento e non-coinvolgimento del cliente 75 CAP. 5 L ascolto 91 CAP. 6 Le Abilità di Base del Colloquio 103 CAP. 7 L esplorazione dei valori e degli obiettivi Parte terza 123 CAP. 8 Perché Focalizzare? 133 CAP. 9 Trovare una direzione 153 CAP. 10 Quando gli obiettivi differiscono 167 CAP. 11 Scambiare informazioni Parte quarta 195 CAP. 12 L ambivalenza Focalizzare. La direzione strategica Evocare. Preparare al cambiamento 207 CAP. 13 Evocare la motivazione propria della persona 227 CAP. 14 Rispondere alle Affermazioni Orientate al Cambiamento 241 CAP. 15 Rispondere alle Affermazioni Orientate al Mantenimento dello Statu Quo e al Disaccordo

3 261 CAP. 16 Evocare speranza e fiducia 281 CAP. 17 Condurre il colloquio con neutralità 293 CAP. 18 Aumentare la Frattura interiore Parte quinta 309 CAP. 19 Da Evocare a Pianificare Pianificare. Il ponte verso il cambiamento 323 CAP. 20 Sviluppare un piano per il cambiamento 341 CAP. 21 Rafforzare l impegno 351 CAP. 22 Sostenere il cambiamento Parte sesta Il Colloquio Motivazionale nella pratica 365 CAP. 23 Sperimentare il Colloquio Motivazionale 383 CAP. 24 Imparare il Colloquio Motivazionale 399 CAP. 25 Applicare il Colloquio Motivazionale 419 CAP. 26 Integrare il Colloquio Motivazionale Parte settima La valutazione del Colloquio Motivazionale 439 CAP. 27 I risultati della ricerca e l evoluzione del Colloquio Motivazionale 463 CAP. 28 Valutazione delle Conversazioni Motivazionali 483 APPENDICE A Glossario terminologico del Colloquio Motivazionale 495 APPENDICE B Bibliografia sul Colloquio Motivazionale 527 Bibliografia 567 Indice analitico

4 Prefazione alla terza edizione Questa edizione vede la luce 30 anni dopo la prima apparizione del Colloquio Motivazionale. Il concetto di Colloquio Motivazionale nacque da alcune conversazioni avute in Norvegia nel 1982, che portarono all articolo del 1983 nel quale si descriveva per la prima volta il Colloquio Motivazionale. La prima edizione di questo libro, incentrata soprattutto sulle dipendenze, fu pubblicata nel La seconda edizione, pubblicata nel 2002, era molto differente dalla prima, ed era finalizzata a preparare le persone al cambiamento in diverse aree problematiche. Dopo altri dieci anni questa terza edizione è diversa dalla seconda come la seconda era diversa dalla prima. Più di articoli che citano il Colloquio Motivazionale e 200 ricerche cliniche randomizzate sul Colloquio Motivazionale sono stati pubblicati, la maggior parte dopo l uscita della seconda edizione. La ricerca ha fornito nuove importanti conoscenze sui processi e sugli esiti del Colloquio Motivazionale, sulla psicolinguistica del cambiamento e sul modo in cui i professionisti imparano a utilizzare il Colloquio Motivazionale. Tutti questi sviluppi hanno reso evidente che era arrivato il momento di scrivere una nuova edizione. Il modo in cui concepiamo e insegniamo il Colloquio Motivazionale si è evoluto in modo radicale. Come nella seconda edizione, anche questa terza tratta del modo per facilitare il cambiamento in un ampia gamma di problematiche e ambiti d intervento. Offre la nostra più compiuta e aggiornata spiegazione del Colloquio Motivazionale, escludendo le

5 14 Il Colloquio Motivazionale specifiche applicazioni in ambiti particolari che sono state trattate in altri libri (Arkowitz et al., 2008; Hohman, 2012; Naar-King e Suarez, 2011; Rollnick, Miller e Butler, 2008; Westra, 2012). Questa edizione è molto differente e più del 90% del testo è inedito. Anziché proporre le fasi e i principi del Colloquio Motivazionale, in questa edizione abbiamo descritto i quattro processi fondamentali previsti dall approccio Stabilire una relazione, Focalizzare, Evocare e Pianificare e, su questi, abbiamo organizzato il testo. Speriamo che il modello dei quattro processi aiuti a chiarire come il Colloquio Motivazionale si applica nella pratica reale. Abbiamo analizzato come possono essere applicati i quattro processi nel percorso di cambiamento in generale, e non solo nella forma di cambiamento che comporta una dimensione comportamentale. Abbiamo inserito nuove e importanti conoscenze che sono alla base dei processi e della formazione al Colloquio Motivazionale. Abbiamo spiegato che le Affermazioni Orientate al Mantenimento dello Statu Quo sono l opposto delle Affermazioni Orientate al Cambiamento e come si differenziano dai segnali di Disaccordo nella relazione professionale, lasciando da parte il nostro iniziale riferimento al concetto di resistenza. Ci siamo inoltre concentrati su due particolari situazioni che in qualche modo si differenziano dal Colloquio Motivazionale classico, ma ne mantengono la struttura concettuale ed il metodo: il colloquio condotto con neutralità (Capitolo 17) e il colloquio per aumentare la Frattura interiore con le persone che non sono (ancora) ambivalenti (Capitolo 18). Ci sono esempi di nuovi casi, un glossario dei termini del Colloquio Motivazionale e una bibliografia aggiornata. Ulteriori risorse sono reperibili sul sito guilford.com/p/miller2. Abbiamo voluto dare priorità all applicazione pratica del Colloquio Motivazionale, ponendo, alla fine del libro, le nostre riflessioni riguardanti la storia, la teoria, le evidenze scientifiche e le valutazioni sull aderenza al metodo. Anche se sappiamo molto di più di quanto sapevamo dieci anni fa sulla metodologia del Colloquio Motivazionale, quello che non cambia (e non deve cambiare) è lo spirito sul quale si fonda, l atteggiamento cognitivo ed emotivo con cui si applica. Come nelle variazioni di un tema musicale, le tre edizioni sono attraversate da un motivo comune, anche se le specifiche descrizioni del Colloquio Motivazionale si sono evolute nel tempo. Continuiamo a sottolineare che il Colloquio Motivazionale implica una relazione collaborativa con il cliente, una rispettosa evocazione della sua motivazione e consapevolezza di sé e un accettazione assoluta che riconosca il cambiamento come scelta propria della persona, un Autonomia che non può esserle sottratta al di là di quanto si possa a volte desiderare di fare. Per questo motivo abbiamo attribuito una

6 Prefazione alla terza edizione 15 particolare enfasi alla Propensione all aiuto, 1 il quarto elemento dello spirito fondamentalmente umano con il quale desideriamo che il Colloquio Motivazionale venga applicato. Erich Fromm ha descritto una forma di amore incondizionato e disinteressato finalizzato al benessere e alla crescita del prossimo. Nell etica medica viene chiamato beneficialità, nel buddismo metta, nell ebraismo hesed (una caratteristica di un mensch), nell islamismo rahmah e nel cristianesimo del primo secolo agape (Lewis, 1960; Miller, 2000; Richardson, 2012). Comunque la si voglia indicare, Propensione all aiuto significa considerare le persone a cui è rivolto il nostro servizio con quell attitudine valorizzante definita da Buber (1971) come Io-Tu, e mai considerandole oggetti da manipolare (Io-Esso). Alcuni dei processi di influenza interpersonale, che fanno parte del Colloquio Motivazionale, si verificano nelle normali conversazioni (anche senza volerlo) e alcuni vengono utilizzati intenzionalmente in contesti come le vendite, il marketing e la politica, che potrebbero non essere incentrati sulla Propensione all aiuto (anche se a volte lo sono). Nello spirito, il Colloquio Motivazionale si sovrappone alla millenaria saggezza sulla Propensione all aiuto che ha attraversato il tempo e le culture e con la quale le persone hanno negoziato reciprocamente i cambiamenti. Forse è per questo che i clinici che cominciano a conoscere il Colloquio Motivazionale hanno la sensazione di riconoscerlo, come fosse qualcosa che hanno sempre saputo. In un certo senso è così. Ciò che abbiamo cercato di realizzare è stato far sì che il Colloquio Motivazionale potesse essere definito, imparato, osservato e utile. La terminologia Attualmente il Colloquio Motivazionale viene applicato in un ampia varietà di contesti. A seconda dei contesti i destinatari del Colloquio Motivazionale possono essere definiti clienti, pazienti, studenti, operatori in supervisione, utenti, autori di reato o specializzandi. Nello stesso modo coloro che applicano il Colloquio Motivazionale possono essere counselors, educatori, terapisti, coach, professionisti, medici o infermieri. In questo libro abbiamo utilizzato a volte il termine specifico per un definito contesto, ma la gran parte della trattazione sul Colloquio Motivazionale è generica e può essere riferita a molti ambiti. Come convenzione linguistica, normalmente abbiamo usato i termini operatore, medico o professionista con riferimento generico a chi pratica il Colloquio Motivazionale e cliente, o semplicemente persona, come riferimento comune 1 Abbiamo scelto di rendere l inglese «Compassion» con «Propensione all aiuto». [Nota dei Curatori]

7 16 Il Colloquio Motivazionale a chi lo riceve. Analogamente, nei molti esempi di dialoghi clinici offerti nel libro, li abbiamo definiti scambi tra un operatore e un cliente, a prescindere dal contesto. Il termine Colloquio Motivazionale ricorre più di mille volte nel libro e, piuttosto che riscriverlo ogni volta, abbiano deciso di utilizzare l abbreviazione «CM» anche se siano consapevoli che questa abbreviazione ha anche altri significati. 2 Molti altri termini utilizzati nel linguaggio comune hanno un particolare significato nel Colloquio Motivazionale. La maggior parte dei lettori comprenderà subito i significati dalle nostre spiegazioni iniziali e poi dal contesto di riferimento e, nel dubbio, può consultare il glossario dei termini del Colloquio Motivazionale nell Appendice A. Ringraziamenti Siamo in debito con l eccezionale comunità di colleghi conosciuta come MINT (Motivational Interviewing Network of Trainers) 3 per le discussioni stimolanti che ci hanno accompagnato nel corso degli anni nell elaborazione della seconda e nella terza edizione de Il Colloquio Motivazionale. Jeff Allison ha costituito un inesauribile fonte d ispirazione e di idee creative sul Colloquio Motivazionale, contribuendo con metafore, chiarimenti concettuali e moltissime buone idee sul modo di trasmettere il Colloquio Motivazionale agli altri. Lo psicolinguista Paul Amrhein ha fornito stimoli fondamentali sui processi linguistici che sono alla base del Colloquio Motivazionale, influenzando fortemente il modo in cui noi attualmente comprendiamo le Affermazioni Orientate al Cambiamento. La professoressa Theresa Moyers è stata in prima linea nella ricerca sulla formazione e sui processi del Colloquio Motivazionale, contribuendo alla nostra comprensione sul funzionamento del Colloquio Motivazionale applicando il metodo scientifico e anche individuando chiaramente i suoi limiti. Questo è il nono libro che abbiamo personalmente scritto o curato con la Guilford Press, oltre ad aver contribuito come redattori per altri libri della Guilford sul Colloquio Motivazionale. Dato che abbiamo lavorato con molti altri editori, rimaniamo colpiti e riconoscenti per lo straordinario livello di cura, qualità redazionale e attenzione ai dettagli che ha accompagnato la nostra esperienza con la Guilford. È stato molto piacevole, nel corso degli anni, lavorare con revisori editoriali come Jim Nageotte e Kitty Moore magari non nel 2 Nella traduzione italiana si è scelto di scrivere sempre per esteso Colloquio Motivazionale. [N.d.C.] 3 Rete dei Formatori al Colloquio Motivazionale. [N.d.C.]

8 Prefazione alla terza edizione 17 pieno di un ennesima riscrittura, ma sempre per la qualità del prodotto finale. Come in precedenza, la redattrice finale di questo libro, Jennifer DePrima, è stata di grande aiuto nel perfezionare il linguaggio. Infine siamo grati di nuovo a Theresa Moyers per la sua attenta cura del manoscritto, e per i suggerimenti per migliorarne la fluidità e la chiarezza.

9 2 Lo spirito del Colloquio Motivazionale Se tratti una persona per come è, resterà quello che è, ma se la tratti per ciò che dovrebbe e potrebbe essere diverrà ciò che dovrebbe e potrebbe essere. Johann Wolfgang von Goethe Compassione è il desiderio di vedere gli altri liberi dalla sofferenza. Dalai Lama Negli anni Ottanta, quando abbiamo cominciato a insegnare il Colloquio Motivazionale, tendevamo a focalizzare l attenzione sulle tecniche, sul come applicarlo. Con il passare del tempo ci rendemmo conto che, però, si trascurava qualcosa di importante. Guardando i corsisti che applicavano il Colloquio Motivazionale, era come se avessimo insegnato loro le parole e non la musica. Che cosa avevamo omesso di trasmettere? Fu così che iniziammo a scrivere dello spirito fondante del Colloquio Motivazionale e dell atteggiamento cognitivo ed emotivo che sottende (Rollnick e Miller, 1995). Intendiamo la prospettiva di fondo con la quale si pratica il Colloquio Motivazionale. Senza questo spirito fondante, il Colloquio Motivazionale diventa un gioco cinico, un modo per cercare di manipolare le persone e far fare loro ciò che non vogliono fare: l esperto mago induce abilmente lo sventurato cliente a fare la scelta saggia. In breve, si trasforma solo in un altra forma di

10 3 Il metodo del Colloquio Motivazionale Le persone normalmente si lasciano persuadere meglio dalle ragioni che scoprono da sole piuttosto che da quelle scaturite dalla mente degli altri. Blaise Pascal Sei un ostetrica che assiste alla nascita di un bambino. Fallo per bene senza mostrarti e senza agitarti. Facilita l accadere delle cose piuttosto che fare in modo che accada ciò che tu pensi. Se devi prendere il comando delle operazioni, fallo in modo che sia di aiuto alla madre a rimanere libera e responsabile. Quando il bambino nascerà la madre potrà giustamente dire: «Lo abbiamo fatto insieme!». Tao Te Ching I quattro processi del Colloquio Motivazionale Nelle nostre prime due edizioni abbiamo descritto due fasi del Colloquio Motivazionale: costruzione della motivazione (Fase 1) e consolidamento dell impegno (Fase 2). Come semplice linea guida ha un suo valore. Ad esempio: «Fate attenzione a non parlare solo di come cambiare, che è una parte più attinente alla fase 2, prima di aver parlato del perché cambiare, che è attinente alla fase 1». In pratica, però, questa semplice distinzione falliva, non considerando che

11 48 Il Colloquio Motivazionale il processo decisionale spesso ha un andamento più circolare che lineare. Inoltre appariva essere incompleta. I medici, ad esempio, ci hanno riferito che trovano difficoltà ad applicare il Colloquio Motivazionale perché i pazienti non sembrano coinvolti nella relazione. Per alcuni professionisti un altra sfida clinica stava nella difficoltà a considerare nel colloquio tutte le possibili opzioni di cambiamento che ha il paziente e facevano fatica a indirizzare la conversazione. Questo ci ha spinti a riflettere più a fondo sui processi che compongono il Colloquio Motivazionale. Abbiamo deciso di lasciare da parte la logica sequenziale delle «fasi» provando, con i quattro processi, ad avvicinarci a ciò che si vive nella pratica. Per definire questi quattro processi abbiamo scelto di usare l infinito: 1 Stabilire una relazione, Focalizzare, Evocare e Pianificare. Il presente testo è impostato su questi quattro processi. Nel capitolo ci proponiamo di dare una panoramica generale di questi processi che definiscono l andamento del Colloquio Motivazionale. Per certi versi i quattro processi si succedono nell ordine in cui li abbiamo nominati. Senza Stabilire una relazione con il cliente è difficile andare avanti. Come si è già accennato nelle pagine precedenti, per Evocare è necessario Focalizzare chiaramente un argomento. Normalmente decidere se cambiare è un prerequisito per Pianificare come cambiare. Ma i quattro processi sono anche ricorrenti; non terminano nel punto dove comincia il successivo. Considerato che i quattro processi sono sia sequenziali che ricorrenti, abbiamo scelto di rappresentarli come i gradini di una scala (figura 3.1). Ogni processo si sovrappone al precedente, che continua a sussistere in quanto fondamento del seguente. Nel corso del colloquio o del trattamento, si può salire o scendere la scala, tornando al gradino precedente quando è necessario porvi di nuovo attenzione. Stabilire una relazione Ogni rapporto personale inizia con un momento in cui si stabilisce la relazione. Quando le persone richiedono un intervento del servizio, spesso si domandano che tipo sarà il professionista e come saranno trattate. La prima impressione è molto importante, anche se non sarà definitiva (Gladwell, 2007). Durante qualsiasi incontro iniziale, le persone, tra le altre cose, decidono se il professionista è di loro gradimento, se possono fidarsi di lui e se decideranno di tornare al prossimo appuntamento. In alcuni ambiti il numero modale delle visite è uno! 1 In inglese viene usato il tempo gerundio. [N.d.C.]

12 4 Coinvolgimento e non-coinvolgimento del cliente Incontrarsi è un inizio; rimanere uniti è un progresso; lavorare insieme è un successo. Henry Ford Il tipo di cura che il terapista centrato sul cliente desidera realizzare è una cura ingenua, nella quale viene accettato il cliente per come afferma di essere, non con il sospetto, celato nella mente del terapista, che potrebbe essere in realtà diverso. Questo atteggiamento non è dovuto a stupidità da parte del terapista; è il tipo di atteggiamento che più probabilmente porterà alla fiducia, a ulteriori esplorazioni e alla correzione di affermazioni false, appena la fiducia si consolida. Carl Rogers e Ruth Sanford Lo Stabilire una relazione con il cliente costituisce un fattore essenziale per l erogazione di qualsiasi servizio. Nella ricerca sulla psicoterapia, dalla qualità dell alleanza terapeutica tra il cliente e il terapista (soprattutto per come viene percepita dal cliente) si possono prevedere sia la ritenzione in terapia che i suoi esiti. Nella psicoterapia (Henry et al., 1994; Horvath e Greengerg, 1994) e nella cura della salute (Fuertes et al., 2007), le persone che vengono coinvolte attivamente hanno più probabilità di rimanere, aderire e beneficiare del trattamento, a prescindere dal particolare orientamento dell operatore. Nello stesso modo l alleanza terapeutica influisce sui risultati nell ambito educativo (Lacrose et al., 2010) e nella riabilitazione (Evans et al., 2008).

13 66 Il Colloquio Motivazionale Ma in cosa consiste questa alleanza? Che cosa costituisce l alleanza, nella prospettiva psicoterapeutica? Uno schema molto utilizzato (Bordin, 1979) evidenzia tre aspetti del coinvolgimento positivo: 1. Stabilire una relazione collaborativa di fiducia e rispetto reciproco. 2. Accordarsi sugli obiettivi del trattamento. 3. Collaborare nei compiti stabiliti reciprocamente per raggiungere tali obiettivi. Dato che nel Colloquio Motivazionale abbiamo distinto il processo dello Stabilire una relazione da quello del concordare gli obiettivi (Focalizzare; vedi la Parte terza), definiamo lo Stabilire una relazione come il processo con cui si instaura una relazione di aiuto nella fiducia e nel rispetto reciproci. Nella prospettiva del cliente (che è quella che meglio predice la ritenzione in trattamento e i suoi risultati), una persona potrebbe chiedersi: Mi sento rispettato da questo operatore? Questo operatore mi ascolta e mi capisce? Ho fiducia in questa persona? Ho voce in capitolo su quanto accade in questo colloquio? Mi vengono offerte delle scelte o mi devo adeguare a questo approccio tipo «Una misura va bene per tutti»? L operatore è incline a concordare piuttosto che imporre? Alcune trappole iniziali che non aiutano a Stabilire una relazione La base di una relazione collaborativa può essere gettata subito, anche nei primi momenti del colloquio. Quanto s immagina che il cliente parlerà? Si sente tranquillo a dare delle informazioni rendendosi vulnerabile? Mentre l operatore si preoccupa di iniziare, il cliente spesso sta valutando se restare o andare via. Lo Stabilire una relazione, come definito in precedenza, è fortemente minacciato dalla comunicazione della mancanza di reciprocità. I messaggi dell operatore che comunicano: «Qui comando io; deciderò io di cosa parleremo e cosa dovresti fare» implementano, nel cliente, la passività e il distacco dalla relazione, quando servirebbe proprio l opposto, se c è di mezzo un cambiamento personale. È facile partire nella direzione sbagliata, se s incappa in alcune trappole iniziali della comunicazione. Ecco sei di queste trappole. La trappola dell assessment Il primo contatto con l operatore non è necessariamente indicativo di quanto avverrà in seguito, ma questo non sempre è chiaro al cliente. Se si

14 16 Evocare speranza e fiducia La falsa speranza non esiste. Mary Piper La speranza è quella cosa con le piume che si posa nell anima, canta una melodia senza parole, e non si ferma mai. Emily Dickinson Originariamente, il Colloquio Motivazionale è stato ideato come metodo per fare emergere la motivazione al cambiamento all interno di quelle situazioni in cui l importanza di un cambiamento è più evidente all operatore che al cliente. La maggior parte delle nostre discussioni finora si è concentrata su come aumentare nel cliente la percezione dell importanza del cambiamento, tuttavia c è un altro problema clinico che ogni operatore si troverà ad affrontare e per il quale il Colloquio Motivazionale può risultare utile. È il caso in cui il cliente riconosce e comprende chiaramente l importanza del cambiamento, ma gli manca la fiducia di poterlo realizzare. Potrei trovare un lavoro migliore se avessi un diploma di scuola superiore, ma è passato tanto tempo da quando andavo a scuola e non credo di essere in grado di riprendere gli studi. So che fumare fa male, ma ho provato a smettere parecchie volte e proprio non ci riesco. È decisamente necessario comunicare meglio tra di noi, ma non credo che la mia famiglia voglia davvero impegnarsi a provare.

15 262 Il Colloquio Motivazionale Mi piacerebbe mantenermi maggiormente in salute, ma è troppo faticoso per me fare esercizio fisico. Non si fornisce alle persone un servizio utile se le si induce a credere che un cambiamento sia urgente ma al di là della loro portata. Si noti la presenza del «ma» nel mezzo di ognuna di queste frasi. Tutte iniziano con un affermazione che esprime il desiderio, le ragioni e il bisogno di cambiare, poi arriva il problema: «Ma non credo di poterlo fare». La speranza è la convinzione che il cambiamento sia possibile. Un bravo operatore è in grado di «prestare» la propria speranza quando i clienti sono a corto della loro. La fiducia rappresenta il passo ulteriore: non solo il cambiamento è possibile, ma posso contribuire a realizzarlo. Una persona può sperare che il cambiamento arrivi da qualcosa che trascende la propria influenza personale la fortuna (la manna dal cielo), Dio, o un cambiamento delle circostanze esterne senza ritenere di poter far niente in merito. Il Colloquio Motivazionale si occupa di attivare un cambiamento personale, con particolare attenzione alla fiducia. È improbabile che le persone si impegnino a realizzare un cambiamento se non possiedono un po di fiducia che questo sia possibile. La mancanza di fiducia, infatti, può rappresentare un ostacolo perfino nel riconoscere l importanza di un cambiamento. Chi vorrebbe trovarsi a vivere l esperienza di «Devo davvero cambiare, ma non posso»? Non si fornisce alle persone un servizio utile se le si induce a credere che un cambiamento sia urgente ma al di là della loro portata. Il risultato sarebbe ansia e disperazione, e la normale reazione umana sarebbe quella di tentare di ridurre la sofferenza in qualche modo (ad esempio, smettere di pensarci o minimizzare il problema). L importanza e la fiducia sono entrambe componenti chiave della motivazione al cambiamento (Rogers, 1975; Rollnick, Miller e Heather, 1998), e il Colloquio Motivazionale, qualora sia ben condotto, le sostiene entrambe. Qual è il problema? Un modo semplice di rappresentarsi ciò che serve è lo schema a quattro caselle mostrato nella figura Quanto questa persona pensa che sia importante affrontare il problema (o opportunità) e quanta fiducia ha di riuscire a farlo? Questo crea quattro situazioni possibili. La situazione numero 1 rappresenta il sogno di ogni operatore. La persona è consapevole che è importante realizzare un cambiamento e ha fiducia di riuscire a farlo. Questo è il risultato che si propone il Colloquio Motivazionale.

16 17 Condurre il colloquio con neutralità Ciò che sogno, è un arte fatta di equilibrio. Henry Matisse Se arrivate a un bivio della strada, prendetelo. Yogi Berra Il Colloquio Motivazionale è stato in origine sviluppato per uno specifico scopo: rinforzare la motivazione e l impegno delle persone a realizzare un determinato cambiamento. In questo senso il Colloquio Motivazionale influenza la scelta delle persone, sebbene fondamentalmente la scelta di raggiungere un determinato cambiamento rimane sempre una responsabilità del cliente. Ci sono delle situazioni, tuttavia, nelle quali non risulta appropriato spingere la scelta di un cliente verso una direzione specifica. Questo potrebbe derivare dal fatto che non si ha idea di quale potrebbe essere la migliore direzione da prendere per il cliente o perché si ritiene di non dover influenzare la scelta del cliente in un verso o nell altro, pur possedendo un opinione in merito. In questo caso è necessario mantenere un atteggiamento neutrale per non favorire consapevolmente o inconsapevolmente un lato dell ambivalenza del cliente. Si prenda in esame questa ampia gamma di possibili scenari clinici all interno dei quali ci si potrebbe trovare a lavorare con un cliente che sta valutando varie opzioni di scelta:

17 282 Il Colloquio Motivazionale Una coppia che ha richiesto una consultazione per essere aiutata a decidere se adottare un bambino. Un adulto che sta considerando la possibilità di donare un rene a un familiare che ha bisogno di un trapianto. Una donna che deve decidere se abortire. Un adolescente che sta pensando se utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali. Un uomo che ha assunto uno «speedball» (eroina e metanfetamine). Una donna che sta decidendo se lasciare il marito che la maltratta. Un barbone che si sente a suo agio nell abitare in strada. Una donna che sta valutando se inserirsi in un programma di ricerca che stiamo conducendo. Un uomo che pratica l auto-asfissia per ottenere un maggior piacere nell orgasmo. Una donna inviata in trattamento dopo la terza condanna per guida in stato di ebrezza. Un soldato che per noia e disperazione periodicamente gioca alla roulette russa. Una persona che chiama a un telefono amico e che sta pensando di suicidarsi buttandosi da un palazzo. Uno stupratore che sta meditando di fare altre vittime. Per la maggior parte degli operatori, il senso di urgenza nell influenzare la direzione della scelta del cliente varia nelle diverse situazioni rappresentate. In alcuni casi l operatore potrebbe sentire un dovere professionale ed etico nel provare ogni cosa sia in suo potere per incoraggiare la scelta del cliente e il cambiamento verso una determinata direzione. In altri, egli potrebbe ritenere eticamente sbagliato cercare di influenzare il cliente nell intraprendere una determinata strada, ed è possibile che alcuni casi ricadano in una zona grigia dove l operatore si ritrova incerto sul da farsi. In questo capitolo verrà presentata una modalità di counseling in stile Colloquio Motivazionale adatta quando non ci si propone di influenzare la direzione della scelta del cliente. In un certo senso ciò risulta più difficile del muoversi verso una determinata direzione. Le nostre nuove conoscenze psicolinguistiche sul cambiamento rivestono una grande importanza in questo contesto e la conduzione di un colloquio con neutralità richiede di prendere consapevolezza di queste dinamiche sottese al processo di esplorazione delle opzioni possibili.

18 28 Valutazione delle Conversazioni Motivazionali Le persone non possono beneficiare dei trattamenti che non ricevono. Dean Fixsen Dubbi, dubbi, e non credete senza prove sperimentali. William Blake Dai precedenti capitoli nonché dalla ricerca sugli esiti del trattamento eseguito secondo il metodo del Colloquio Motivazionale risulta con chiarezza che non esiste una semplice tecnica del Colloquio Motivazionale da poter essere dispensata come il contenuto di una pillola medicinale. È il processo che si svolge durante la conversazione ad avere una grande importanza, ed esiste una grande variabilità negli esiti, che dipende dalla natura dell interazione. In questo capitolo conclusivo chiudiamo il cerchio tornando all argomento che per primo ci ha condotti al Colloquio Motivazionale: come sviluppare al meglio le conversazioni sul cambiamento. Con gli anni, ci siamo particolarmente concentrati sulla comprensione delle dinamiche di tali conversazioni. Il nostro focus, a questo punto del libro, è su come continuare a imparare dall esperienza, come studiare «le melodie e il ritmo della danza». Questo è un argomento adeguatamente ampio per concludere il libro e nello stesso tempo possiede implicazioni pratiche nella garanzia della qualità di una interazione, permettendoci di rispondere a una domanda molto concreta: «si tratta di un buon Colloquio Motivazionale?».

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