La nuova regola tecnica di prevenzione incendi per i rifugi alpini: il Decreto 3 marzo 2014

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1 CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO Comando Provinciale di Lecco La nuova regola tecnica di prevenzione incendi per i rifugi alpini: il Decreto 3 marzo 2014 I rifugi alpini. Le soluzioni della regola tecnica e i tempi di adeguamento Gli adempimenti di prevenzione incendi ai sensi del D.P.R.151/2011 e del Decreto 7/8/2012 RELATORE: ing. Pino SURIANO

2 Definizione di rifugio alpino Legge quadro per il turismo n. 217 del 17 maggio 1983 e s.m.i. All articolo 6 della legge sono definiti gli edifici ed i locali adibiti ad attività ricettive turistico-alberghiere fra cui troviamo i rifugi alpini. Rifugio alpino: Sono rifugi alpini i locali idonei ad offrire ospitalità in zone montane di alta quota, fuori dai centri urbani. Non rientrano nella categoria dei rifugi alpini i bivacchi fissi ed i ricoveri, quelle modeste costruzioni adibite al ricovero degli alpinisti con le seguenti peculiarità: sempre incustoditi ed aperti in permanenza, senza presenza di viveri e di dispositivi di cottura, ma con lo stretto necessario per il riposo ed il ricovero d'emergenza. I rifugi alpini sono attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi quando effettuano il servizio di ricettività con posti letto. Rientrano nell attività n 66 dell allegato I del D.P.R. 151/2011.

3 La proporzionalità del rischio introdotta dal D.P.R. 151/2011 Rifugi Alpini da 26 a 50 posti letto Cat. A solo SCIA e Verbale SPL Rifugi Alpini da 51 a 100 posti letto Cat. B Approvazione progetto + SCIA + verbale Rifugi Alpini da 101 posti letto Cat. C Approvazione progetto + SCIA + CPI Rifugi Alpini Fino a 25 posti letto Attività non soggetta???? Vedremo dopo.

4 ARTICOLAZIONE DEL DECRETO 3 MARZO 2014 Articolato Modifiche al Titolo IV D.M. 9/4/94 Descrizione delle modalità di adeguamento per i rifugi alpini esistenti al 14/04/2014 Tempistica di adeguamento per punti al 07/10/2016 e al 07/10/2018 (SCIA VV.F.) Generalità: definizione e classificazione dei rifugi alpini Regole generali da seguire per tutti i rifugi per raggiungere gli obiettivi primari della prevenzione incendi e minimizzare il rischio di incendio (sorgenti di innesco, depositi pericolosi, locali di cottura, porte di esodo, dotazioni di emergenza..) Cosa devo fare per adeguare i rifugi alpini fino a 25 posti letto (attività non soggetta ai controlli del D.P.R. 151/2011) Rifugi nuovi ed esistenti raggiungibili da strada rotabile > 25 posti Rifugi nuovi non raggiungibili da strada rotabile > 25 posti Rifugi esistenti raggiungibili con mezzo meccanico di risalita in servizio pubblico (ovovia cabinovia) con esclusione delle sciovie (ski-lift) > 25 posti Rifugi esistenti non raggiungibili da strada rotabile > 25 posti

5 Ai fini della presente regola tecnica i rifugi alpini sono classificati come: raggiungibili con strada rotabile non raggiungibili con strada rotabile La strada rotabile è una strada ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali, con carreggiata di larghezza complessiva non inferiore a 2,75 m. Si intendono raggiungibili con strada rotabile anche i rifugi presso i quali è possibile arrivare attraverso una via di accesso, anche solo pedonale, di lunghezza non superiore a 300 m dalla strada rotabile, a prescindere dal dislivello esistente tra il piano strada e il piano dell'area esterna del rifugio

6 Regole generali valide per tutti i rifugi 1.Apparecchi di cottura indipendentemente dalla potenza termica; (rubinetti valvolati, valvola di intercettazione generale esterna e deposito di bombole all esterno del rifugio) 2.Depositi pericolosi: i depositi di combustibili e infiammabili, i rifiuti, ubicati all esterno o in locali separati senza comunicazione diretta con il rifugio 3.Porte di esodo: eliminare chiusure a chiave dall interno, a catenaccio, a scorrere. Garantire apertura con maniglia dall interno. La chiusura dall esterno è possibile nei periodi di inattività temporanea o permanente. In caso di abbondanti precipitazioni nevose le porte di esodo, attestate all esterno, possono aprirsi verso l interno.

7 Regole generali valide per tutti i rifugi Locali cottura; (protezione porzioni di pareti e pavimenti con materiale in classe 0) Protezione delle sorgenti di calore; (stufe, canali da fumo, con materiale in classe 0) Dispositivi di chiamata; (telefono o apparecchio radio ad alimentazione automatica su banda fissa che invii la segnalazione di soccorso per almeno 4 ore) Per quote superiori a 2000 m, oppure situazioni climatiche paragonabili a dette quote, è necessaria la dotazione di emergenza. I sacchi di emergenza, sigillati, contengono il telo alluminato a forma di sacco per contenere l alpinista. Controllo almeno annuale delle dotazioni di emergenza. Numero dei sacchi di emergenza = numero dei posti letto aumentato del 20%. Scheda tecnica indicante: caratteristiche del rifugio ai fini antincendio con i dati del responsabile dell attività. Controllo almeno annuale degli impianti.

8 Rifugi Alpini fino a 25 posti letto nuovi ed esistenti Adeguamento a carico del legale rappresentante del rifugio entro il 07/10/2018 (NO SCIA VV.F.). Seguo il D.M. 10/03/1998 REI strutture almeno pari a 30 minuti è richiesto per i rifugi alpini di nuova costruzione della stessa categoria Prove periodiche annuali: gestione emergenza, verifiche di tutti gli impianti compresi quelli di cottura, ventilazione, riscaldamento ed eventuali F.V., dotazioni di sicurezza, mezzi antincendio, vie di esodo. Le scadenze temporali che vedremo riguardano esclusivamente l attività ricettiva di rifugio alpino. Altre attività rientranti nell allegato I del D.P.R. 151/2011, quali ad esempio: impianto termico e/o cottura > 116 kw; deposito bombole GPL > 75 kg; serbatoio G.P.L. > 300 litri; G.E. > 25 kw; se esistenti dovrebbero essere già state denunciate tramite la SCIA ai vigili del fuoco.

9 Rifugi Alpini con capacità ricettiva maggiore di 26 posti letto Primo adeguamento entro il 7/10/2016 Nuovi Rifugi raggiungibili con strada rotabile Rifugi esistenti raggiungibili con strada rotabile Secondo adeguamento entro il 7/10/2018 Si applica la parte I del Titolo II del D.M. 9/4/1994 per le nuove attività come modificato dal Decreto 3/3/2014 Si applica la parte II del Titolo II del D.M. 9/4/1994 per le attività esistenti come modificato dal Decreto 3/3/2014

10 Rifugi Alpini con capacità ricettiva maggiore di 26 posti letto Nuovi Rifugi non raggiungibili con strada rotabile Oltre ad applicare la parte I del Titolo II del D.M. 9/4/1994, come modificato dal Decreto 3/3/2014, per le nuove attività è ammesso che: Non siano rispettati i requisiti di accessibilità dei mezzi di soccorso VV.F. e l accostamento delle A.S. e siano disponibili almeno scale a pioli in grado di raggiungere tutti i piani dell'edificio. Per altezze superiori a 6 m, le scale devono essere fisse. L ubicazione delle scale deve essere chiaramente indicata per un facile ed agevole utilizzo da parte dei soccorritori.

11 Rifugi Alpini con capacità ricettiva maggiore di 26 posti letto Nuovi Rifugi non raggiungibili con strada rotabile La frequenza delle prove periodiche (gestione emergenza, verifiche di tutti gli impianti: cottura, ventilazione, riscaldamento ed eventuali F.V., dotazioni di sicurezza, mezzi antincendio, vie di esodo ) sia almeno annuale. Per i rifugi di questa categoria sino a due piani fuori terra, e' consentito che il numero delle uscite su luogo sicuro o su scala di sicurezza esterna sia di uno per ogni piano e che dalla porta di ciascuna camera e da ogni punto dei locali comuni sia possibile raggiungere una uscita con un percorso non superiore a 40 m.

12 Rifugi Alpini esistenti con capacità ricettiva maggiore di 26 posti letto La tempistica di adeguamento Devono essere adeguati entro il 07/10/2016, con riferimento ai seguenti requisiti : P.to 9 - Impianti elettrici P.to Estintori, incluso il punto 26.3 lettera h del Decreto 3/3/2014 : nel caso di assenza di fonti idriche disponibili almeno un estintore a piano P.to 13 - Segnaletica di Sicurezza; P.to 14 - Gestione della Sicurezza; P.to 15 - Addestramento del Personale; P.to 17 - Istruzioni di Sicurezza. SCIA VV.F. entro il 7/10/2016

13 Rifugi Alpini esistenti con capacità ricettiva maggiore di 26 posti letto La tempistica di adeguamento Per tutti gli altri punti del Decreto devono essere adeguati entro il 07/10/2018. Seconda SCIA VV.F. entro il 7/10/2018 Nota bene: I tempi di adeguamento suddetti sono previsti all articolo 2 comma 2 del Decreto 3/3/2014 che richiama espressamente l articolo 11 comma 4 del D.P.R. 151/2011. Quest ultimo fissa la tempistica di adeguamento per le nuove attività introdotte dal D.P.R. 151/2011.

14 Circolare 17/12/1986 n 42 chiarimenti interpretativi di prevenzione incendi

15 Circolare 17/12/1986 n 42 chiarimenti interpretativi di prevenzione incendi

16 ESCLUSIONI Gli obblighi di adeguamento non sussistono quando a far data dal 14/04/2014 siano verificate le seguenti condizioni: sia già stata presentata la Segnalazione Certificata di Inizio Attività ai sensi dell articolo 4 del D.P.R. 151/2011; siano stati pianificati o siano in corso lavori di ristrutturazione o ampliamento, sulla base di un progetto approvato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, ai sensi dell art. 3 del D.P.R. 151/2011.

17 Grato per la cortese attenzione

18

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