GIOCHI ILLECITI, SCOMMESSE ILLEGALI ED INTERNET POINT. ALCUNE

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1 GIOCHI ILLECITI, SCOMMESSE ILLEGALI ED INTERNET POINT. ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI PROFILI PENALI Sommario: 1. Premessa 2. Il ruolo dell Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato 3. Il ruolo del Dipartimento della pubblica sicurezza, i poteri degli ufficiali ed agenti di P.S., i poteri degli ufficiali ed agenti di P.T. ed i poteri della Guardia di Finanza 4. Le diverse tipologie di apparecchi da divertimento ed intrattenimento e la normativa di riferimento 5. Le violazioni penali previste per gli apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento 6. Il quadro normativo e la giurisprudenza sulle scommesse e sugli internet point 7. Alcuni casi operativi 7.1. Caso pratico concernente gli apparecchi o congegni di cui all art. 110, comma 7, lettera a, TULPS 7.2. Caso pratico concernente gli apparecchi o congegni di cui all art. 110, comma 7, lettera c, TULPS 7.3. Caso pratico concernente le scommesse clandestine 8. Un caso anomalo. l utilizzo degli internet point per i giochi illeciti 9. Conclusioni. 1. PREMESSA L interpretazione letterale di norme complesse risulta, per gli operatori professionali (commercialisti, consulenti, avvocati, operatori di polizia, magistrati, ecc.), spesso difficile; altrettanto incerta e contorta appare l applicazione pratica di regole normative, soprattutto quando queste permangano su altri precetti che si sono, nel tempo, stratificati. Non vi è dubbio alcuno che la combinazione della disciplina che riguarda gli apparecchi da intrattenimento e divertimento, oggetto dell interesse del legislatore già a far data dal , sia oggi uno dei settori che appare oggettivamente complesso, arduo (anche dal punto di vista sociale) e di difficile interpretazione. La proliferazione legislativa, alla quale è seguita una vasta emanazione di circolari, chiarimenti, interpretazioni, ecc., da parte dell Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e della Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, né è prova e testimonianza. La recente diffusione normativa, che trova una origine storica nell art 110 del T.U.L.P.S. 2, ha tentato di regolamentare al meglio il diffusissimo fenomeno del gioco e delle scommesse cui è geneticamente avvezzo il popolo italiano, cercando di porre degli argini a ciò che è stata definita (anche per i clamorosi e tragici episodi di recente cronaca) una vera e propria piaga sociale che ha visto andare in rovina donne, uomini ed intere famiglie, vittime del miraggio di facili (quanto mai improbabili) vincite in denaro. Tuttavia, nonostante lo sforzo legislativo 3, l impianto normativo ha mostrato delle falle e lacune tali che, operatori poco onesti, vi si sono introdotti per eludere la norma. E il caso, con l avvento della rete internet (che ha globalizzato il mondo), della possibilità di giocare o scommettere, tramite un computer collegato con un server situato fuori dal territorio nazionale, eludendo norme imperative nazionali. Ricomporre, o meglio definire, con chiarezza il quadro normativo che interessa lo specifico settore è un obiettivo non facile e comunque esula l obiettivo degli autori. Traendo, invece, spunto da alcuni casi realmente accaduti, vogliamo soffermarci sulle modalità con cui la vigente normativa viene spesso e facilmente aggirata, allo scopo di sensibilizzare sia gli operatori di polizia a prestare la massima attenzione al criminale fenomeno, che il legislatore a porre rimedio predisponendo delle regole che prevedano, magari con una norma cd. aperta, una casistica più ampia e più efficace. Procederemo, quindi, dopo aver brevemente collocato nell'esatto contesto il quadro normativo di riferimento, compreso quello delle scommesse, ad esaminare alcuni casi operativi penalmente 1 L. 20 maggio 1965, nr. 507, art R.D , nr. 773 e successive modificazioni ed integrazioni. 3 L n. 289, art. 22 e successive modificazioni e integrazioni 1

2 sanzionabili per giungere poi ad un caso che, come vedremo, si insinua nelle maglie larghe della vigente normativa. 2. IL RUOLO DELL AMMINISTRAZIONE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO Il garante della sicurezza e della legalità in materia di apparecchi da intrattenimento e divertimento è l'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Infatti, le funzioni statali esercitate dal Ministero dell Economia e delle Finanze in tema di giochi di abilità, concorsi pronostici e scommesse, nonché in tema di apparecchi da divertimento ed intrattenimento, sono svolte, a far data dal 1 aprile 2003, dall Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 4, anche in materia di amministrazione, riscossione e contenzioso delle entrate tributarie. La gestione unitaria annunciata dall art. 12 dalla L. n. 383 del 2001, prevista anche per eliminare sovrapposizioni di competenze, razionalizzare i sistemi informatici esistenti ed ottimizzare il gettito erariale, è stata demandata all A.A.M.S. per tutte le funzioni di organizzazione ed esercizio dei giochi, scommesse e concorsi pronostici 5, anche con riferimento a quelli connessi a manifestazioni sportive organizzate o svolte sotto il controllo del CONI. Di conseguenza, obiettivo primario dell A.A.M.S. è quello di: assicurare la trasparenza del gioco mediante la verifica di conformità alle prescrizioni normative degli apparecchi e delle loro modalità di funzionamento; valorizzare il ruolo sociale del gioco, la voglia di divertirsi con serenità, moderazione e senso di responsabilità; educare al gioco valorizzandone la funzione di aggregazione sociale, di momento di creatività e di comunicazione tra gli individui, nel rispetto delle regole. Gli apparecchi da intrattenimento e divertimento si distinguono in diverse tipologie caratterizzate rispettivamente da: possibilità di vincere un premio in denaro (slot machine); possibilità di ricevere un oggetto in premio (gru, pesche di abilità, ecc...); semplice intrattenimento (videogiochi e apparecchi meccanici ed elettromeccanici come biliardo, calcio balilla, flipper, ecc...). Sono oggetto di scommessa, invece, le corse dei cavalli presenti nei programmi ufficiali degli ippodromi italiani ed esteri, le competizioni legate agli sport olimpici (basket, calcio, ciclismo, sci alpino, sci nordico, tennis, vela, volley), agli sport motoristici (automobilismo e motociclismo) e agli eventi non sportivi, relativi al mondo dello spettacolo, della musica, della cultura, dell'attualità, di primario rilievo nazionale ed internazionale. 3. IL RUOLO DEL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA, I POTERI DEGLI UFFICIALI ED AGENTI DI P.S., I POTERI DEGLI UFFICIALI ED AGENTI DI P.T. ED I POTERI DELLA GUARDIA DI FINANZA In seguito all emanazione della L. n. 289 del 2002 (legge finanziaria 2003), il legislatore, con l art. 22, ha tentato, di contrastare sia l uso illegale dei giochi da divertimento ed intrattenimento sia le scommesse ippiche e sportive illegali. Le finalità e gli obiettivi di questa normativa sono state oggetto di una esaustiva circolare dell A.A.M.S. 6, indirizzata al Comando Generale della Guardia di Finanza 7 ed al Ministero degli Interni, 4 D.L , nr. 282, convertito, con modificazioni, in L. n. 301del 2002, art D.L , nr. 138, convertito, con modificazioni, in L. n. 178 del 2002, art Circolare nr. 1 del 12 febbraio

3 da cui dipende il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, anche nella considerazione che è stato, tra l altro, modificato l art. 110 del TULPS. Tenuto conto che l importazione, la produzione, la distribuzione e l installazione degli apparecchi da gioco da divertimento ed intrattenimento sono soggette ad uno specifico regime autorizzativo da parte dell A.A.M.S., la norma prevede che: gli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza 8, gli ufficiali ed agenti di polizia tributaria 9, possano procedere ai controlli degli apparecchi, anche a campione, e mediante accesso presso le sedi degli importatori, dei produttori, dei gestori e dei detentori degli apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento 10. In aggiunta ai predetti poteri ispettivi, la Guardia di Finanza, ai fini dell acquisizione e del reperimento di elementi utili per la repressione delle violazioni alle leggi in materia di lotto, lotterie, concorsi pronostici, scommesse e degli altri giochi amministrati dallo Stato, sia d iniziativa che a richiesta degli uffici finanziari preposti, può procedere ad ulteriori controlli, utilizzando i poteri ispettivi di cui agli artt. 32 e 33 del Dpr. N. 600 del 1973 e 51 e 52 del Dpr. N. 633 del Sostanzialmente, la differenza tra i poteri esercitabili dalla pubblica sicurezza (Polizia di Stato e Carabinieri) e dalla Guardia di Finanza consiste nel fatto che quest ultima può anche procedere, oltre all accesso 12, anche agli altri poteri ispettivi di natura tributaria (ispezioni, verificazioni, ecc.), ivi compreso il potere di effettuare ricerche documentali 13. Nella nuova stesura dell art. 110 del TULPS, così come modificato per effetto della L. 289/2002, troviamo interessanti definizioni e precetti, e cioè che: l installazione degli apparecchi automatici è consentita negli esercizi assoggettati ad autorizzazione di polizia, cioè di una apposita licenza rilasciata dal Sindaco (comma 3); è vietata l installazione di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d azzardo (comma 4) e cioè quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore ai limiti fissati al comma 6, escluse le macchine vidimatici per i giochi gestiti dallo Stato (comma 5). 7 I cui appartenenti rivestono la qualifica di ufficiali ed agenti di polizia tributaria. 8 Sono ufficiali di p.s. i funzionari della Polizia di Stato e gli Ufficiali dell Arma dei Carabinieri; sono agenti di p.s. gli altri appartenenti alla Polizia di Stato, all Arma dei Carabinieri e tutti gli appartenenti alla Guardia di Finanza. 9 Sono ufficiali ed agenti di pt, oltre agli appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza, anche i dipendenti del Ministero delle Finanze e delle quattro Agenzie fiscali, oltre agli appartenenti all A.A.M.S. 10 Art. 38, comma 7, L. n. 388 del 2000 sostituito dall art. 22, comma 2, della L: n. 289 del Art. 38, comma 8, L. n. 388 del 2000 sostituito dall art. 22, comma 2, della L. n. 289 del L accesso consiste nel potere di entrare in un luogo e di soffermarvisi, anche senza o contro il consenso di chi ne ha la disponibilità, al fine di eseguirvi le operazioni richieste dalle esigenze ispettive. 13 Definibile quale operazione di reperimento di tutti i riferimenti contabili e documentali ritenuti necessari per i controllo, connotata da una pregnante natura autoritativa ed esecutiva, che ne consente l effettuazione anche contro l opposizione del soggetto controllato. 3

4 4. LE DIVERSE TIPOLOGIE DI APPARECCHI DA DIVERTIMENTO ED INTRATTENIMENTO E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO L art. 110 del TULPS compendia 4 tipi diversi di apparecchi elettronici: ART. 110 T.U.L.P.S. COMMA 6 COMMA 7 lettera a) lettera b) lettera c) SLOT MACHINE GRU MECCANICHE - PESCHE DI ABILITA', ECC. VIEDEOPOKER MACCHINE DA INTRATTENIMENTO possibilità di vincere premi in denaro possibilità di ricevere oggetti in premio di modico valore definitivamente aboliti a partire dal (art. 39, comma 7, D.L. 269/2003) videogiochi che non consentono alcuna vincita in denaro o in natura Tale norma definisce, al comma 6, quei tipi di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da intrattenimento o da gioco di abilità come tali idonei per il gioco lecito, e cioè quelli che si attivano solo con l'introduzione di moneta metallica, nei quali gli elementi di abilità o trattenimento sono preponderanti rispetto all'elemento aleatorio, il costo della partita non supera 50 centesimi di euro, la durata della partita è compresa tra sette e tredici secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 50 euro, erogate dalla macchina subito dopo la sua conclusione ed esclusivamente in monete metalliche. In tal caso le vincite, computate dall'apparecchio e dal congegno, in modo non predeterminabile, su un ciclo complessivo di partite, devono risultare non inferiori al 75 per cento delle somme giocate. In ogni caso tali apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque anche in parte le sue regole fondamentali. In questa categoria rientrano le cd slot-machine che sono facilmente riconoscibili in quanto: funzionano mediante l introduzione di monete; erogano direttamente vincite in denaro; sono collegate, via modem, in rete con un gestore (ad esempio SISAL). 4

5 Tali apparecchi, tuttavia, non devono essere confusi con gli apparecchi di cui alla lettera c), comma 7, del TULPS, il cui funzionamento o i tipi di giochi ivi riprodotti, sono nella realtà (anche se ciò non dovrebbe avvenire) molto simili 14. Sul display di questi tipi di apparecchi appaiono alcuni rulli con simboli (per esempio frutti) e lo scopo del gioco consiste, come noto, nel mettere sulla stesse linea (orizzontale, verticale o diagonale) i predetti simboli, secondo combinazioni vincenti prestabilite. L utilizzo degli apparecchi e congegni di cui al comma 6 è vietato ai minori di anni Il comma 7 dell articolo in esame, invece, definisce altri tipi di apparecchi e congegni per il gioco lecito e cioè 16 : quelli elettromeccanici privi di monitor attraverso i quali il giocatore esprime la sua abilità fisica, mentale o strategica, attivabili unicamente con l introduzione di monete metalliche, di valore complessivo non superiore, per ciascuna partita, a un euro, che distribuiscono, direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita, premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, non convertibili in denaro o scambiabili con premi di diversa specie. In tal caso il valore complessivo di ogni premio non è superiore a venti volte il costo della partita (lettera a); quelli basati sulla sola abilità fisica, mentale o strategica, che non distribuiscono premi, per i quali la durata della partita può variare in relazione all'abilità del giocatore e il costo della singola partita può essere superiore a 50 centesimi di euro (lettera c). I primi, cioè quelli di cui al comma 7 lettera a), per essere considerati conformi alla legge, devono contenere contestualmente i seguenti requisiti: funzionamento elettromeccanico; assenza di monitor; interazione con il giocatore, al fine di consentirgli di esprimere la propria abilità fisica, mentale o strategica; erogazione del premio, direttamente da parte dell apparecchio, immediatamente dopo la conclusione della partita, con esclusione della possibilità di conversione del premio stesso in denaro ovvero in altri premi di qualunque specie; attivazione dell apparecchio unicamente con l introduzione di monete metalliche aventi corso legale in tutti i paesi europei che adottano la moneta unica, di valore complessivo non superiore, per ciascuna partita, ad euro 1( uno). I premi distribuiti dagli apparecchi di cui al comma 7, lettera a) non possono essere superiori a 20 volte il costo della partita, cioè 20 euro (ad esempio: piccoli orologi, pupazzi, portachiavi, ecc.) e non possono essere convertiti né in denaro né con altri premi di altra natura quali, ad esempio, schede telefoniche, buoni benzina, ecc. Tale apparecchi, inoltre, non possono essere attivati con modalità diverse, come ad esempio gettoni, dispositivi elettronici ovvero monete non aventi corso legale nel territorio dello Stato. Continuando in questa disamina, nella categoria di cui al comma 7 lettera c) rientrano tutti gli apparecchi da intrattenimento, il cui unico scopo è quello appunto - di intrattenere il cliente. Tali apparecchi elettronici sono finalizzati esclusivamente all esercizio della sola abilità fisica, mentale o strategica del giocatore, e sono privi di elementi premiali, tenuto conto anche che la durata della partita può variare in relazione all abilità del giocatore. Tali apparecchi, di conseguenza: 14 Gli apparecchi di cui al comma 6, collegate in rete, erogano vincite in denaro mentre gli apparecchi da intrattenimento di cui al comma 7 non possono distribuire premi in denaro o in natura. 15 Art. 110, comma 8, del TULPS. 16 modificati dall art. 39, comma 6, del D.L. n. 269 del

6 non possono presentare alcun contenuto aleatorio, per cui le difficoltà del gioco, anche attraverso l inserimento di componenti di casualità, devono poter essere superate esclusivamente dall abilità soggettiva dell utente, acquisita anche attraverso la progressiva esperienza nello specifico gioco; non possono consentire vincite di qualsiasi natura, indipendentemente dalle modalità di erogazione dei premi; non devono assolutamente disporre di dispositivi interni od esterni (telecomandi ed altro) capaci di influire sul funzionamento del gioco, mediante l introduzione di elementi aleatori o di vincita; non possono consentire elementi premiali quale la ripartizione della partita (anche tramite accumulo dei punti); devono avere i requisiti di immodificabilità delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento con l impiego di misure che ne bloccano il funzionamento in caso di manomissione 17 ; non devono riprodurre il gioco del poker, nemmeno in parte, neanche nelle sue regole fondamentali 18. Come vedremo più avanti, la realtà supera l immaginazione: tratteremo alcuni casi in cui gli operatori economici, violando scientemente la norma, camuffano gli apparecchi di cui al comma 7, lettera a) e c), come congegni leciti, ancorché muniti di nulla osta rilasciati dall A.A.M.S. In pratica, l uso illegale di tali giochi ha sostituito i vecchi videopoker di cui al comma 7, lettera b), definitivamente vietati a far data dal 1 giugno LE VIOLAZIONI PENALI PREVISTE PER GLI APPARECCHI E CONGEGNI DA DIVERTIMENTO ED INTRATTENIMENTO L art. 110, comma 9, del TULPS disciplina le violazioni, penali ed amministrative, in caso di abusi allo specifico dettato normativo. Tuttavia, nel presente studio ci soffermeremo solamente sulle violazioni di carattere penale poiché quelle di natura amministrativa, di pertinenza dell A.A.M.S., sono legate a situazioni collegate ad apparecchi per giochi leciti ma privi di appositi nulla osta rilasciati dalla predetta autorità amministrativa. In buona sostanza, ferme restando le sanzioni previste dal codice penale per il gioco d azzardo 19, è penalmente rilevante la condotta di chi installa o comunque consente l uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi e congegni: d azzardo di cui al comma 4 dell art. 110 del TULPS; non rispondenti alle caratteristiche e prescrizioni di cui ai commi 6 e 7 dell art. 110 del TULPS, che viene punita con un ammenda da a euro e la confisca degli apparecchi e congegni. Inoltre, è punito anche: chi consenta l utilizzo degli apparecchi e congegni di cui al comma 6 ai minori di anni 18 (ammenda da 500 a euro); chi ometta di esporre negli esercizi pubblici la tabella dei giochi proibiti di cui al art. 110, comma 1, vidimata dal Questore (arresto fino a tre mesi o ammenda fino a euro ipotesi sanzionata dall art. 17 del TULPS). Qualora l autore degli illeciti di cui al comma 9, nel cui ambito si considerano comprese anche le violazioni di carattere amministrativo, sia titolare di licenza di pubblico esercizio (ad esempio: bar e/o 17 Art. 38, comma 1, L. n. 388 del 2000, come modificato dall art. 22 della L. n. 289 del Art. 110 TULPS, comma 7/bis, introdotto dall art. 39, comma 7/bis, del D.L. n. 269 del Art. 718 c.p.. 6

7 ristorante), la licenza è sospesa per un periodo da uno a sei mesi e, in caso di recidiva, è revocata dal Sindaco competente 19. Infine, oltre a quanto già previsto, in caso di violazioni alle disposizioni esaminate, il Questore può sospendere la licenza all autore degli illeciti, informandone l autorità competente al rilascio, per un periodo non superiore a tre mesi IL QUADRO NORMATIVO E LA GIURISPRUDENZA SULLE SCOMMESSE E SUGLI INTERNET POINT Ritenere che uno specifico evento abbia un determinato esito e quindi scommettere un importo sull'esito stesso, è la struttura tradizionale di tutte le scommesse, comprese quelle ippiche e, generalmente, sportive, divenute nel Novecento sempre più rilevanti con la diffusione degli sport. Le scommesse ippiche e sportive sono state, nel passato, considerate nel novero dei giochi di azzardo illegali. Tuttavia, l'attenzione istituzionale alla loro pratica ha suggerito, a partire dal 1942, l'attribuzione del governo del settore ad un soggetto pubblico con l'istituzione dell'unire (Unione nazionale per l'incremento delle razze equine), anche al fine di utilizzare i proventi del gioco per finanziare il mondo sportivo che ne esprime gli eventi. Nel 1954, l'unire concede la prima delega a raccogliere "scommesse a riversamento" ad una società privata. A Roma, quindi, inizia ad operare la prima agenzia per la raccolta di scommesse e nasce il Totalizzatore Interurbano dell'unire (T.I.U.), antesignano dell'odierno Totalizzatore Nazionale. Dal 1995 le scommesse sportive sono regolate e collegate al Totalizzatore dell'unire, allo scopo di arginare il fenomeno dilagante delle scommesse clandestine; nel 1998 il complesso di funzioni pubbliche di indirizzo e gestione delle scommesse viene affidato all'amministrazione finanziaria. Il disegno complessivo di regolamentazione delle scommesse, il controllo e l'organizzazione del mercato e della rete di raccolta sono curate dall AAMS a partire dal Quindi, l esercizio delle scommesse su qualsiasi avvenimento ivi compresi quelli diversi dalle corse dei cavalli e dalle competizioni sportive organizzate dal C.O.N.I. è oggetto di divieti monopolistici. Pertanto, soltanto i Ministeri o gli Enti espressamente individuati (Ministero dell Economia e C.O.N.I. 21 ) hanno facoltà di demandare lo svolgimento in concessione a privati, ovvero di autorizzare la raccolta delle giocate, individuando i punti di accettazione. A sua volta, l art. 88 del T.U.L.P.S. 22, prevede che la licenza di pubblica sicurezza necessaria per l esercizio delle scommesse possa essere concessa esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati nonché a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione o autorizzazione. Sotto il profilo sanzionatorio, l art. 4, comma 1, della L. n. 401 del 1989 punisce penalmente chiunque, in assenza di concessioni, autorizzazioni e licenze esercita abusivamente l organizzazione di scommesse che la legge riserva allo Stato od al C.O.N.I.. L integrazione del reato de quo presuppone, pertanto, l accertamento del requisito dell organizzazione, intendendosi per tale la predisposizione di un complesso di persone o di mezzi anche di modesta entità e senza che sia indispensabile l associazione di più soggetti al fine di compiere gli atti attraverso i quali si articola la gestione delle scommesse. Tra questi rientrano, a titolo esemplificativo, l individuazione delle competizioni e degli eventi sui quali poter esprimere i pronostici, la fissazione delle quote e, soprattutto, l accettazione delle scommesse, espressione che normalmente designa le operazioni collegate alla raccolta delle giocate (l incasso delle poste, il rilascio di ricevute) ed il pagamento delle eventuali vincite. Proprio i servizi di accettazione costituiscono l attività tipica degli intermediari nazionali, svolta a favore degli allibratori esteri, spesso attraverso centri di trasmissione telematica di dati, cd. punti 19 Art. 110, comma 10, del TULPS. 20 Art. 110, comma 11, del TULPS. 21 Dpr. 8 aprile 1998, nr. 169, D.M. 2 giugno 1998, nr. 174 e D.M. 2 agosto 1999, n Nella versione introdotta dall art. 37, comma 4, della L. 23 dicembre 2000, n

8 remoti, cioè quei soggetti che, in forza di un contratto di affiliazione in franchising stipulato con il concessionario, può svolgere soltanto operazioni commerciali e/o servizi di supporto tecnico in favore di quest ultimo che non comportino, nel senso appena delineato, alcuna forma di intermediazione tra giocatore e concessionario stesso. Il contributo in tal modo reso dall agente italiano per quanto la gestione della scommessa si dispieghi prevalentemente fuori dal territorio nazionale è sufficiente ad integrare la fattispecie di reato in esame, in applicazione del principio generale contenuto dall art. 6, comma 2, c.p., per il quale il reato si considera commesso nel territorio dello Stato quando l azione o l omissione che lo costituisce è ivi avvenuta in tutto o in parte.. Ogni dubbio, circa la punibilità delle intermediazioni in rassegna, è stato infine risolto con l introduzione 23, nel medesimo art. 4 della L. 401 del 1989, del comma 4 bis, che espressamente sanziona chiunque privo di concessione, autorizzazione o licenza svolga in Italia qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque favorire l accettazione o in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettate in Italia o all estero. Il legislatore ha inteso esplicitare, con riguardo all attività delle agenzie in argomento, un principio già desumibile dal dettato del comma 1 della medesima legge, vale a dire la rilevanza penale delle iniziative d impresa avviate per accettare o raccogliere le giocate, disconoscendo qualsiasi rilievo alla circostanza che le scommesse siano poi gestite all estero da soggetti terzi. In proposito, elementi significativi della ratio dell intervento di modifica operato sono forniti dal riferimento all accettazione delle scommesse ed alle modalità di raccolta telematica anche dall estero delle giocate, come pure dalla previsione che l attività sia organizzata nonchè dal rinvio, quanto alle sanzioni applicabili, a quelle già contemplate dallo stesso articolo. Un altra fattispecie meritevole di approfondimento è prevista dal comma 4 ter della L. n. 401 del 1989, per il quale è soggetto a sanzione penale chiunque effettui la raccolta o la prenotazione. di scommesse per via telefonica o telematica, ove sprovvisto di apposita autorizzazione all uso di tali mezzi per la predetta raccolta o prenotazione. Si tratta di un ipotesi di reato proprio, nella quale possono incorrere soltanto gli operatori già autorizzati alla raccolta delle scommesse, che si avvalgono, per l accettazione delle giocate, di strumenti di comunicazione telematica o telefonica, pur senza essere titolari della specifica autorizzazione contemplata dal D.M. 15 febbraio 2001, n L esame dei profili di illiceità connessi all attività di bookmaker esteri, ancora, non può prescindere dai brevi cenni sulla posizione (anche fisica) degli scommettitori. Al riguardo, si evidenzia che l ordinamento interno non pone alcuna restrizione nei confronti di coloro i quali facendo ricorso a sistemi di collegamento, quali ad esempio internet, la posta, il telefono o il fax si pongono in contatto diretto con gli allibratori stranieri. Viceversa, i giocatori che effettuano le puntate per il tramite di organizzazioni operanti in territorio nazionale è il caso, ad esempio, delle agenzie di raccolta partecipano in tal modo a scommesse abusive e, pertanto, incorrono nella contravvenzione specificatamente contemplata al comma 3 del più volte richiamato art. 4 della L. n. 401 del In sintesi: le scommesse devono essere effettuate esclusivamente presso i punti di accettazione, espressamente autorizzati, presso i quali deve essere esposto il regolamento; è vietata ogni forma di intermediazione; l attività di raccolta non può essere svolta in locali diversi dall unica sede autorizzata dell agenzia; è facoltà del Ministero competente autorizzare i concessionari ed i gestori ad effettuare la raccolta telefonica e telematica mediante sistemi, centri di servizio ecc. le predette autorizzazioni sono rilasciate nel rispetto dei principi di certezza giuridica del rapporto tra concessionario e scommettitore, della sicurezza e della trasparenza del gioco, della tutela della buona fede degli utenti, della responsabilità del cessionario per la correttezza della procedura 23 Per effetto dell art. 37, comma 5, della L. n. 388 del

9 anche sotto il profilo della rendicontazione contabile e dell utilizzo di metodi informatici per la registrazione in tempo reale delle scommesse presso i sistemi di totalizzazione nazionale; il concessionario deve stipulare con lo scommettitore un apposito contratto, il cui schema-tipo è sottoposto all Amministrazione finanziaria per i necessari controlli di conformità; il concessionario deve trasmettere la richiesta di scommessa telefonica o telematica ai sistemi nazionali di totalizzazione e registrazione, che la numerano univocamente, rilevando anche l identificativo del concessionario ed il numero di contratto; il concessionario deve provvedere, in luogo della stampa della ricevuta, all immediato aggiornamento del conto personale dello scommettitore. Nei punti remoti, in particolare, per effetto del necessario rapporto diretto tra concessionario e scommettitore, è necessario che sia quest ultimo ad utilizzare personalmente l apparato telematico ai fini della trasmissione dei dati del gioco, senza potersi avvalere dell ausilio di addetti operanti presso i medesimi. Per completezza, si rileva che la ricostruzione del quadro normativo è in linea con l univoco orientamento della giurisprudenza di legittimità. La Corte di Cassazione, infatti, ha avuto modo di precisare che il divieto di esercitare l attività di scommesse concerne qualsiasi iniziativa connessa e finalizzata allo svolgimento delle stesse, includendo non soltanto lo svolgimento di funzioni tipicamente imprenditoriali quali la predisposizione di una copertura finanziaria, l organizzazione di un circuito con cui individuare gli avvenimenti e stabilire le quote, ma anche le prestazioni di servizi di vario genere predisposti per realizzare la gestione delle scommesse quali il pagamento delle stesse e delle vincite, la loro raccolta e la rappresentanza in Italia di bookmakers attraverso la predisposizione di una serie di informazioni relative alle quote, alle loro variazioni, alla fornitura di moduli necessari per trasmettere la scommessa, alle modalità per aprire conti correnti in quel paese da movimentare con le vincite o le perdite delle scommesse e ad accreditare la vincita in Italia concludendo che in applicazione dell art. 6 c.p, poiché parte della condotta criminosa è stata commessa in Italia deve ritenersi applicabile la normativa dell art. 4 L. n. 40 del In altre pronunce, lo stesso Supremo Collegio ha inoltre sostenuto che il reato non richiede l abitualità, o comunque la reiterazione della condotta tipizzata potendo l illecito essere realizzato compiutamente mediante l organizzazione di scommesse per una singola manifestazione cui è collegato un concorso pronostico riservato allo Stato 25 ed, ancora, che esso deve ritenersi sussistente ove risulti che taluno coordini la partecipazione di altre persone alle scommesse, con un organizzazione che, benché fondata essenzialmente sull impegno dell autore e consistente nell utilizzazione di mezzi limitati, risulti pur sempre efficiente rispetto alla consecuzione della finalità illecita 26. I giudici di legittimità, inoltre, si sono espressi anche in merito alla richiamata introduzione, nell art. 4 della L. n. 401 del 1989, del comma 4bis, per confermare l illiceità della raccolta di scommesse attuata da agenti italiani per conto di allibratori stranieri, rilevando che il legislatore ha, in questo modo, soltanto inteso codificare definitivamente l interpretazione del comma 1, fornita dalla stessa Corte, alla luce delle innovazioni tecnologiche collegate proprio alla trasmissione dei dati per via telematica 27. La giurisprudenza, quindi, sembrava aver definitivamente archiviato la questione circa la gestione delle scommesse svolte, per mezzo di punti remoti situati nel territorio nazionale, prevalentemente fuori dal territorio medesimo, con l assoggettabilità a sanzione penale. Tuttavia, la questione veniva rimessa nuovamente in ballo da una sentenza della Corte di Giustizia UE 28 in base ai principi che il giudice soprannazionale indicava per la valutazione della rispondenza o meno della normativa penale italiana al Trattato CE, sentenza accolta da alcuni giudici di merito, tra i quali quello di Torino. 24 Corte di cassazione nr. 1680/2000. Nello stesso senso, anche la sentenza del medesimo collegio, 26 settembre 1997, nr Sentenza nr del 10 febbraio Sentenza 6111 del 17 maggio Corte di Cassazione, 4 giugno Sentenza Gabelli del

10 Nello specifico, il Tribunale di Torino 29, che agiva in veste di organo di riesame (in sede di decisione sul gravame proposto avverso provvedimenti di sequestro probatorio e preventivo), recependo la recente sentenza della Corte di Giustizia UE, annullava il provvedimento di convalida adottato dal P.M. sul sequestro operato dalla polizia giudiziaria, ordinando, nel contempo, la restituzione all avente diritto di quanto in sequestro. Ciò perché la normativa nazionale contenente divieti penalmente sanzionati di svolgere attività di raccolta, accettazione, prenotazione e trasmissione di proposte di scommessa, relative, in particolare, a eventi sportivi, in assenza di concessione o autorizzazione rilasciata dallo Stato membro interessato, costituiva una restrizione alla libertà di stabilimento ed alla libera prestazione di servizi previste, rispettivamente, dagli artt. 43 CE 30 e 49 CE 31. Il medesimo giudice nazionale, inoltre, affermava che il Trattato CE era immediatamente operativo in quanto recepito nell ordinamento e costituiva norma gerarchicamente superiore a quella nazionale che si poneva con essa in contrasto. La questione veniva definitivamente risolta dalla Suprema Corte 32 la quale decretava l inesistenza del contrasto fra l art. 4 della L. n. 401 del 1989 ed i principi comunitari della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi all interno dell Unione Europea. Con la conseguenza di stabilire l applicazione e la vigenza della norma incriminatrice nell ordinamento italiano, rimarcando che il giudice ordinario non può, senza esorbitare dai suoi limiti istituzionali, ritenere incongruo il ricorso alla sanzione penale che sia dettato dalla preoccupazione di contrastare l infiltrazione criminale, anche organizzata, nella gestione dei giochi, delle scommesse e dei pronostici. 7. ALCUNI CASI OPERATIVI Procederemo, adesso, a commentare alcuni casi riscontrati nella prassi operativa, partendo da due irregolarità del settore degli apparecchi da divertimento ed intrattenimento di cui al comma 7, lettere a) e c) dell art. 110 del TULPS, per poi passare ad un caso attinente alle scommesse clandestine a mezzo di un internet point e concludere con un caso che si insinua, in maniera elusiva, nella maglie larghe della vigente legislazione di settore. 7.1 CASO PRATICO CONCERNENTE GLI APPARECCHI O CONGEGNI DI CUI ALL ART. 110, COMMA 7, LETTERA A, TULPS Nel corso di un controllo eseguito da un organo ispettivo presso un esercizio commerciale (ESERCENTE), veniva riscontrata, tra l altro, l installazione ed il funzionamento di alcuni apparecchi da divertimento e intrattenimento, rientrante nella categoria degli apparecchi elettronici di cui all art. 110, comma 7 lett. a), T.U.L.P.S., riconducibili ad altro soggetto economico (GESTORE). Nel corso delle operazioni di servizio, i funzionari, dopo aver proceduto alla verifica formale della documentazione autorizzativa per l esercizio del gioco lecito, constatavano che gli stessi non erano conformi alle prescrizioni per il gioco lecito in quanto violavano il disposto di cui all art.110, comma 7 lettera a), del T.U.L.P.S., riferito ad Apparecchi e congegni elettromeccanici che distribuiscono direttamente ed immediatamente dopo la conclusione della partita premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, che prevede che il giocatore esprima la sua abilità fisica, mentale o strategica, così come informato dall A.A.M.S. (elenco di schede di gioco rifiutate poiché afferenti a giochi definiti non leciti, come desumibile dal sito 29 Sentenza nr. 160/03 del Nel quadro delle disposizioni che seguono, le restrizioni alla libertà di stabilimento dei cittadini di uno Stato membro nel territorio di un altro Stato membro vengono vietate. Tale divieto si estende altresì alle restrizioni relative all apertura di agenzie, succursali o filiali, da parte dei cittadini di uno Stato membro stabiliti sul territorio di uno stato membro. La libertà di stabilimento importa l accesso alle attività non salariate e al loro esercizio, nonché la costituzione e la gestione di imprese e in particolare di società ai sensi dell art. 48, secondo comma, alle condizioni definite dalla legislazione del paese di stabilimento nei confronti dei propri cittadini, fatte salve le disposizioni del capo relativi ai capitali. 31 Nel quadro delle disposizioni seguenti, le restrizioni alla libera prestazione di servizi all interno della Comunità sono vietate nei confronti dei cittadini degli Stati membri stabiliti in un paese della Comunità che non sia quello del destinatario della prestazione. 32 Cassazione, Sezioni Unite nr del , depositata il

11 L esame degli apparecchi rinvenuti permetteva di appurare che, nella parte frontale dello stesso, era riportata la dicitura distributore automatico di chewingum. Un più approfondito esame permetteva di accertare che il contenitore posto nella parte posteriore dell apparecchio non conteneva alcun chewingum. Successivamente, i funzionari effettuavano una simulazione di gioco sul predetto apparecchio, riscontrando che: un led luminoso si muoveva su una circonferenza (tipo roulette) in maniera del tutto aleatoria, senza che il giocatore potesse intervenire in alcun modo sull esito della partita; la giocata minima ammontava ad Euro 0,50 e avveniva mediante l introduzione di sole monete metalliche di valore unitario compreso tra Euro 0,10 ed Euro 2,00; il pulsante stop di colore nero, situato sulla parte destra dell apparecchio, non permetteva di interrompere la corsa del led luminoso. Gli apparecchi venivano ritenuti afferenti ad un gioco illecito in quanto: così definiti dall A.A.M.S.; consentivano, in maniera del tutto aleatoria, la possibilità di vincere uno o più crediti (come riportato in corrispondenza dei led luminosi della ruota), ai quali corrispondevano vincite di altrettanti chewingum. Era evidente che gli apparecchi altro non erano che congegni da gioco a tutti gli effetti, camuffati da distributore di chewingum. I funzionari, quindi, procedevano: al sequestro penale ex art.354 C.P.P. delle apparecchiature; alla contestazione del reato di cui all art. 110, comma 9, del TULPS (...chiunque procede all'installazione o comunque consente l'uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie degli apparecchi e congegni di cui al comma 4 ovvero di apparecchi e congegni, diversi da quelli di cui al comma 4, non rispondenti alle caratteristiche e prescrizioni indicate nei commi 6 e 7, è punito con l'ammenda da a euro. È inoltre sempre disposta la confisca degli apparecchi e congegni, che devono essere distrutti. In caso di recidiva la sanzione è raddoppiata ) nei confronti sia dell ESERCENTE che del GESTORE. 7.2 CASO PRATICO CONCERNENTE GLI APPARECCHI O CONGEGNI DI CUI ALL ART. 110, COMMA 7, LETTERA C, TULPS Nel corso di un controllo eseguito da un organo ispettivo presso un esercizio commerciale (ESERCENTE), veniva riscontrata, tra l altro, l installazione ed il funzionamento di alcuni apparecchi e/o congegni da divertimento e intrattenimento, rientranti nella categoria degli apparecchi elettronici di cui all art. 110, comma 7, lett. c) TULPS, riconducibili ad un altro soggetto economico (GESTORE). Nel corso delle operazioni di servizio, i funzionari, dopo aver proceduto alla verifica formale della documentazione autorizzativa per l esercizio del gioco lecito, effettuatavano una prova di gioco rilevando che: l apparecchio funzionava mediante l introduzione di gettoni metallici del valore di 50 centesimi; il gioco consisteva nell ottenere combinazioni vincenti tra simboli simili su righe verticali, orizzontali o diagonali (simili a slot machine). 11

12 L esame eseguito sui predetti apparecchi rilevava la non conformità alle prescrizioni per il gioco lecito, poiché era violato il disposto dell art. 110, comma 7, lettera c) del TULPS, nella considerazione che tali apparecchi: distribuivano premi e la durata della partita non variava in relazione all abilità del giocatore; non erano basati sulla sola abilità fisica, mentale o strategica del giocatore. Gli apparecchi, il cui scopo consisteva come già anticipato - nell ottenere combinazioni vincenti tra simboli simili su righe verticali, orizzontali o diagonali (simili a slot machine): erogavano premi sotto forma di crediti usufruibili per altre partite mentre la durata della partita non risultava variare in funzione dell abilità del giocatore; presentavano componenti di alea in quanto il giocatore di fatto, data l elevata velocità dei rulli, non era di fatto in grado di intervenire sul loro arresto in combinazioni vincenti. Si trattava, in buona sostanza, delle medesime motivazioni di non conformità già riscontrate dai Monopoli di Stato o da diversi organi ispettivi in altre operazioni di polizia, il cui elenco dei giochi non leciti è rilevabile dal sito dell A.A.M.S. (www.aams.it). I funzionari, pertanto, procedevano: al sequestro penale ex art.354 C.P.P. delle apparecchiature; alla contestazione del reato di cui all art. 110, comma 9, del TULPS ( chiunque procede all'installazione o comunque consente l'uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie degli apparecchi e congegni di cui al comma 4 ovvero di apparecchi e congegni, diversi da quelli di cui al comma 4, non rispondenti alle caratteristiche e prescrizioni indicate nei commi 6 e 7, è punito con l'ammenda da a euro. È inoltre sempre disposta la confisca degli apparecchi e congegni, che devono essere distrutti. In caso di recidiva la sanzione è raddoppiata ) nei confronti sia dell ESERCENTE che del GESTORE. 7.3 CASO PRATICO CONCERNENTE LE SCOMMESSE CLANDESTINE Nel corso di un controllo eseguito da un organo ispettivo presso un Internet Point, i funzionari rinvenivano alcuni pc, regolarmente funzionanti, collegati via modem con un server ubicato fuori il territorio nazionale. Nel contesto, veniva acquisito un elenco dei clienti possessori di card, abilitati ad effettuare giocate in via telematica presso l allibratore estero. Il legale rappresentante dell internet point, in merito all attività di raccolta di scommesse, affermava che l attività commerciale svolta era quella di fornire ad ogni cliente un sottoconto e una password tale da consentire al cliente di accedere al servizio di scommessa online di un apposito sito di un allibratore estero, con il quale la medesima ditta aveva stipulato regolare contratto. I sottoconti dei clienti venivano alimentati mediante versamento in contanti da parte di quest ultimi all internet point e successivamente inviati, tramite vaglia postale o bonifico bancario, alla società estera, ovvero tramite l utilizzo della carta di credito, direttamente da parte dei clienti. L internet point, per l intermediazione, percepiva una commissione che veniva accreditata direttamente sul sottoconto intestato al titolare della ditta italiana, con cadenza settimanale. Le vincite ai clienti venivano pagate attraverso l accredito diretto sul loro sottoconto. Nel caso in cui il cliente desiderasse scaricare, in tutto o in parte, il sottoconto, le vincite venivano corrisposte direttamente dall internet point ovvero tramite l allibratore estero. Le indagini eseguite facevano, quindi, inequivocabilmente ritenere la sussistenza dell ipotesi di reato di esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa ex artt. 86, 88 e 110 T.U.L.P.S., così come 12

13 integrati e modificati in prima istanza dagli artt. 37 e 38 della L. n. 388 del 2000 e successivamente dall art. 22 della L , n. 289 nonché dall art. 4, commi 1 e 4/bis - della L. n. 401 del UN CASO ANOMALO. L UTILIZZO DEGLI INTERNET POINT PER I GIOCHI ILLECITI Nei paragrafi che precedono abbiamo analizzato alcuni casi operativi connotati da una chiara, seppur talvolta complessa, violazione, da un lato, alle norme in materia di apparecchi da divertimento ed intrattenimento e, dall altra, alle norme in materia di scommesse a mezzo dei cosiddetti internet point. Analizziamo adesso il caso in cui i medesimi internet point, in luogo delle scommesse clandestine via internet, concedono ai propri clienti la rete per connettersi a casinò così chiamati virtuali, allo scopo di, consentire il gioco d azzardo ovvero vietato dall autorità di pubblica sicurezza (poker, black jack, roulette, slot machine, ecc.), nonché i relativi risvolti sotto il profilo penale. Nel corso di un controllo eseguito da un organo ispettivo presso un Internet Point, i funzionari rinvenivano alcuni pc, regolarmente funzionanti, collegati via modem con un server ubicato fuori il territorio nazionale, mediante i quali: era possibile navigare all interno di alcune pagine internet predefinite dedicate al gioco della slotmachine e della roulette; la navigazione avveniva in base ai minuti che il cliente pagava in anticipo; per i giochi, per una puntata di 1 euro, veniva scalato un minuto di navigazione; le vincite permettevano, invece, l incremento dei minuti di navigazione. In buona sostanza, il soggetto sottoposto a controllo, sfruttando un software gestito al di fuori del territorio nazionale, ed in assenza di qualsivoglia autorizzazione statale, eludeva la normativa relativa agli apparecchi da divertimento ed intrattenimento utilizzando la rete per consentire il gioco illecito o comunque non autorizzato dai monopoli di Stato; le consequenziali vincite e/o perdite venivano, quindi, conteggiate e gestite direttamente presso una società estera. In tal modo era possibile che le vincite in minuti di navigazione potessero essere riconvertite dal gestore italiano in denaro o altra utilità (vietata dalla vigente normativa in materia), senza alcuna possibilità di controllo o verifica da parte delle autorità preposte, in assenza di qualsiasi tipo di documentazione idonea a verificare l equazione giocate-minuti di navigazione utilizzati e/o vinti. Nel caso di specie, pur non trattandosi di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da intrattenimento e gioco di abilità, idonei al gioco lecito, così come stigmatizzati dalla nuova formulazione dei commi 4, 5, 6 e 7 dell art. 110 del T.U.L.P.S., le apparecchiature informatiche presenti nel pubblico esercizio: riproducevano giochi vietati; consentivano il fenomeno dell evasione fiscale, essendo apparecchiature avulse dalla specifica normativa in tema di videopoker, e quindi estranee all apposito archivio, costituente la banca dati della distribuzione e cessione dei predetti apparecchi e congegni per il gioco lecito che, ricordiamo, soggiacciono al pagamento di imposte a seconda del tipo di apparecchiatura; erano, semmai, più simili a quelle utilizzate per la raccolta di scommesse sportive per via telefonica e telematica, anch esse disciplinate, in maniera restrittiva, dalla normativa nazionale. Ed allora, che tipo di violazione è riscontrabile in tale condotta? Secondo il vigente disposto normativo, la problematica rimane aperta. Infatti, è possibile ricondurre tali apparecchi a quelli: automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco d azzardo definiti dal comma 4 dell art. 110 del TULPS? 33 Reclusione da 6 mesi a tre anni. 13

14 abilitati ad effettuare giocate e/o scommesse in via telematica presso allibratore esteri, oggetto di divieti monopolistici? Ad ambedue le domande sembra doversi rispondere negativamente. Eppure, se nessuna violazione è riscontrabile in tale condotta, si apre, evidentemente, una pericolosissima breccia nella vigente normativa nazionale, consentendo di eludere quanto affermato dal legislatore con l emanazione della L. 289/2002, sia in tema di apparecchi da intrattenimento e divertimento sia in tema di scommesse clandestine. L unica cosa certa è che il software di cui si parla, gestito al di fuori del territorio nazionale, riproduce giochi oggettivamente definiti d azzardo. 9. CONCLUSIONI Mentre i casi operativi analizzati al paragrafo 7, seppur talvolta complessi, non destano particolari difficoltà, il caso operativo trattato al paragrafo 8 rimane una incognita difficilmente superabile con il vigente quadro normativo. Alcuni organi di polizia, tuttavia, hanno comunque proceduto al deferimento dei responsabili all autorità giudiziaria, senza ottenere, al momento, alcun provvedimento di condanna. La parola, quindi, passa nuovamente al legislatore il quale, a parere degli autori, dovrebbe riformulare il comma 4 dell art. 110 del TULPS, aggiungendo il divieto, oltre che per gli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco d azzardo anche per ogni altra apparecchiatura, anche informatica, che riproduca i giochi d azzardo vietati dalla legge. Dr. Giuseppe Mango Dr. Massimiliano Giua Dr. Pietro Accardi 14

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