REALIZZAZIONE DEL LATO SERVER DI UN SERVIZIO WEB PER I SERVIZI DI PERITELEFONIA DELL UNIVERSITÀ DI FERRARA

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA FACOLTÀ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA DELL INFORMAZIONE REALIZZAZIONE DEL LATO SERVER DI UN SERVIZIO WEB PER I SERVIZI DI PERITELEFONIA DELL UNIVERSITÀ DI FERRARA Tesi di laurea di: LUCA DARIZ Relatore: Prof. Ing. GIANLUCA MAZZINI Correlatore: Prof. Ing. CESARE STEFANELLI Anno Accademico 2007/2008

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3 Indice 1 Il Web e i servizi web Cosa sono i Web Services? Architettura di un Web Service RPC Web Services SOA Web Services REST Web Services Standard di riferimento XML Universal Description and Discovery Integration Web Service Description Language Simple Object Access Protocol Altri standard utilizzati in ambito Web Service XML-RPC WDDX VoIP-FE Il progetto L infrastruttura VoIP-FE Asterisk Connessione alla rete telefonica nazionale Database utenti Servizi di peritelefonia VoIP-FE Click2dial Conference Room

4 2.3.3 Segreteria Telefonica WebFax Sviluppo di un Web Service in Python Il linguaggio Python I Web services in Python Il modulo Modpython di Apache Marshalling dei dati: Zolera Soap Interface Uso di un WSDL esistente: wstools Indipendenza da file WSDL: handler standard Generazione dinamica del WSDL: Soaplib Il Web Service per VoIP-FE Interazione con Apache Interazione con Asterisk Comunicazione via Asterisk Manager Interface Comunicazione attraverso l invocazione di comandi da shell Generazione delle chiamate attraverso la scrittura di file call La scelta adottata Controllo degli errori Gestione dei messaggi SOAP La pubblicazione del servizio attraverso WSDL Uso di Soaplib per la generazione del file WSDL Dettagli implementativi Riferimenti alle classi implementate Struttura del metodo handler La classe Servizio Funzioni di utilità Marshalling dei messaggi Azioni comuni per Asterisk Gestione degli errori Specifiche sui metodi esposti dal servizio Click2dial

5 5.2.2 Conference room Segreteria telefonica Il problema dell archiviazione dei messaggi Webfax Come estendere il servizio aggiungendo ulteriori metodi Installazione del servizio Installazione delle librerie Deployment del servizio Conclusioni Possibili alternative di implementazione Sviluppi futuri Bibliografia 55 5

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7 Introduzione La tecnologia VoIP (Voice over IP), di cui si parla sempre di più negli ultimi tempi, offre la possibilità di sfruttare le oramai velocissime reti a commutazione di pacchetto come Internet per trasportare la voce in tempo reale, consentendo così di effettuare telefonate in maniera analoga alla classica tecnologia analogica (PSTN). L innovazione offerta da questa tecnologia comprende aspetti sia di tipo tecnico che economico: dal punto di vista tecnico, il fatto di appoggiarsi al protocollo IP e quindi di veicolare il traffico sulla rete Internet comporta una grande semplificazione nella gestione e soprattutto nell integrazione con servizi di altro tipo, come fax e servizi web; dal punto di vista economico comporta una drastica riduzione dei costi fissi e di manutenzione, nonchè la possibilità di effettuare chiamate verso altre linee VoIP completamente gratis. Si assiste dunque ad un integrazione dei servizi di telefonia nella rete Internet, che offre i suoi vantaggi sia all ambito privato che all ambito pubblico. Il risultato è la migrazione di molte aziende verso un infrastruttura di questo tipo, e la nascita di servizi a disposizione di tutti come Skype[10] o Ekiga[6]. L Università di Ferrara offre un chiaro esempio delle potenzialità di questa tecnologia, infatti è il primo Ateneo italiano ad adottare una soluzione completamente basata sulla tecnologia VoIP per realizzare la sua infrastruttura telefonica attraverso il progetto VoIP- FE. Questo progetto, interamente sviluppato su piattaforme open source Linux ed Asterisk, consente un risparmio annuo di C rispetto alla precedente soluzione analogica nonchè la possibilità di offrire, oltre ai normali servizi di telefonia caratteristici della linea analogica tradizionale, dei servizi di peritelefonia avanzati basati su interfaccia web. Questo significa che è possibile amministrare la propria rubrica, la segreteria telefonica e molto altro direttamente da un qualunque computer collegato alla rete Internet. Lo sviluppo di questi servizi è possibile grazie all evoluzione avuta dalla rete Internet e in particolare dal World Wide Web, il servizio maggiormente sfruttato insieme alla posta elettronica e quello che ha consentito la diffusione di Internet al grande pubblico. Il World 7

8 Wide Web (abbreviato WWW o semplicemente Web) offre a sua volta il supporto ad altri servizi, come la gestione della posta elettronica, la ricerca e la condivisione di informazioni, la comunicazione in tempo reale attraverso le chat, la distribuzione di contenuti audio/video anche in tempo reale (streaming). L interazione offerta da questi servizi è caratteristica di quello che gli esperti chiamano Web 2.0, che in sostanza identifica lo stato attuale di sviluppo dei servizi su Internet e le loro applicazioni. L architettura software che sta alla base di questi servizi è quella dei Web Services (letteralmente servizi web). L innovazione offerta da questa architettura software risiede non nelle tecnologie utilizzate, in quanto esse sono usate da tempo in ambito informatico, ma dall uso che si fa di esse. L architettura a Web Service consente a diversi elaboratori (siano essi client o server) di interoperare attraverso lo scambio di messaggi per l esecuzione di determinate azioni. I servizi offerti dall Università di Ferrara sfruttano appieno le potenzialità dei Web Service; in particolare si rende necessaria la progettazione di un servizio web che offra il supporto per i servizi di telefonia e peritelefonia. Lo scopo di questo elaborato è quello di descrivere la progettazione e la realizzazione del Web service per la gestione di questi servizi, compatibilmente con l infrastruttura preesistente. 8

9 Capitolo 1 Il Web e i servizi web L evoluzione delle applicazioni usate sulla rete Internet ha segnato un passo importante nel momento in cui si è iniziato a parlare di Web 2.0. Con questo termine si indica solitamente un nuovo modo di usare la rete rispetto alle origini del Web e quindi dell uso di massa di Internet. Il cambiamento consiste non tanto nelle tecnologie utilizzate quanto nel modo di usarle e nelle applicazioni che si sono sviluppate sulla base di tali tecnologie. Anche la maniera di interagire sul Web si è modificata di conseguenza, passando dal concetto di cliente-servitore a quello di fornitore-utilizzatore di servizi, consentendo un coinvolgimento bidirezionale degli utenti. Si è praticamente modificato il modo di trattare le informazioni, passando da una semplice pubblicazione di contenuti immutabili ad una distribuzione di contenuti con cui è possibile interagire. In altri termini si è arrivati ad adottare un architettura orientata ai servizi (SOA, Service Oriented Architecture). 1.1 Cosa sono i Web Services? L idea di servizio come oggetto di riferimento nello sviluppo del Web consente di introdurre il concetto di applicazione web come un sistema software distribuito che consente all utilizzatore di interagire. I Web Services costituiscono dunque un esempio di applicazione web. Ciò può essere espresso attraverso delle azioni, formalmente chiamate metodi, esposte sulla rete e richiamabili da una qualunque macchina remota attraverso degli opportuni messaggi. Normalmente questi messaggi saranno trasportati sulla rete Internet attraverso il protocollo HTTP, ma nulla vieta di usare altri protocolli. 9

10 La rete Internet è formata da un insieme di macchine eterogenee nell hardware e nel software: è quindi necessario pensare ad un servizio come qualcosa di indipendente da questi fattori, il che rende necessaria l adozione di standard per la comunicazione e la rappresentazione dei dati. Il punto di riferimento riguardo a tali standard e ai protocolli di comunicazione è il World Wide Web Consortium, abbreviato W3C [3]. Il W3C è un consorzio internazionale che si prefigge l obiettivo di guidare il World Wide Web nella sua espansione sviluppando protocolli e linee guida per assicurare una crescita a lungo termine del Web. Secondo la definizione del W3C, i Web Services sono un sistema software che consente l interoperabilità tra due elaboratori sulla stessa rete; deve inoltre fornire un interfaccia software attraverso la quale altri sistemi possono interagire con il Web Service. Specificatamente per i Web Services esiste la Web Service Interoperability Organization (abbreviato WS-I), un organizzazione industriale a cui partecipano molte grandi aziende (come Microsoft, IBM, per citarne due) con lo scopo di promuovere l interoperabilità tra Web Services indipendentemente da piattaforma, sistema operativo e linguaggio di programmazione usato [4]. L esistenza di queste due organizzazioni assicura l apertura dei protocolli usati nei Web Services, caratteristica fondamentale per la diffusione dgli stessi e ormai concetto portante dello sviluppo dell intero World Wide Web. 1.2 Architettura di un Web Service Storicamente i servizi web hanno subito un evoluzione architetturale che riflette in un certo modo la filosofia di programmazione del Web. Possiamo considerarne l evoluzione divisa in tre punti principali, ovvero in tre architetture differenti che rappresentano, dal punto di vista storico, le tappe di evoluzione dei Web Services: RPC Web Services La prima idea di servizio consiste nell implementazione di chiamate a procedure remote (RPC - Remote Procedure Call). Questo paradigma nasce dall estensione del concetto di chiamata a funzione: al programmatore si presenta un interfaccia identica a qualunque altra funzione, con la differenza che essa viene eseguita non sul computer locale ma su un host 10

11 collegato tramite una rete. I servizi RPC iniziarono a svilupparsi ancora prima dell affermazione della programmazione ad oggetti, ed estendevano il concetto di comunicazione tra processi diversi (IPC, Inter-Process Communication). Nel corso degli anni si sono sviluppati diverse implementazioni RPC, prima specifiche per ogni linguaggio di programmazione (come CORBA, Java Remote Method Invocation, Microsoft.NET Remoting) fino a raggiungere un indipendenza dal linguaggio di programmazione usato sia per la parte client che server (XML-RPC). Il maggior difetto imputato a questo tipo di servizio è quello di mantenere un forte legame tra l ambiente che usufruisce del servizio e quello che lo fornisce. Ciò significa che l utilizzo di un servizio RPC sarà vincolato dalla specifica implementazione dello stesso; solitamente gli aspetti più vincolanti sono il linguaggio di programmazinoe e il formato di rappresentazione dei dati. In gergo si dice che un servizio RPC non è loosy coupled SOA Web Services I servizi web basati su un architettura orientata ai servizi (SOA - Service Oriented Architecture) si pongono ad un livello di astrazione superiore a quello di una semplice chiamata a funzione; attualmente rappresentano l architettura più diffusa e supportata da quasi ogni fornitore di servizi. L innovazione maggiore sta nella definizione dell interfaccia del servizio, in particolare nel linguaggio WSDL che oltre a contenere le informazioni relative alle azioni messe a disposizione col servizio, contiene anche informazioni riguardo le modalità di interfacciamento e l URL identificativo del servizio. Questo assicura una completa indipendenza dall hardware e dal software con cui sono costruiti il fornitore e il fruitore del servizio, e quindi l interoperabilità tra macchine diverse. L unità fondamentale di comunicazione, che negli RPC Web Services era l operazione da eseguire, in un architettura SOA risulta essere il messaggio, composto dall identificativo dell operazione da eseguire e i dati, se ci sono, da scambiare. Un fornitore di servizio ha la possibilità di decidere se renderlo pubblico oppure limitare l accesso ad una rete intranet o ad un insieme di utenti; Inoltre può tenere un registro dei servizi da lui messi a disposizione. Il protocollo UDDI specifica un modo per pubblicare e trovare le informazioni necessarie alla comunicazione con un servizio, consentendo una certa scalabilità di progettazione. In sostanza indica come recuperare un file che descrive 11

12 completamente il servizio, solitamente secondo lo standard WSDL. In questo file sono contenuti gli schemi per comporre i messaggi da usare per comunicare col servizio, specificando anche in che modo devono essere strutturati; solitamente si usano standard basati sul linguaggio XML. Le modalità di rappresentazione dei dati nel descrittore WSDL possono tuttavia variare a seconda dell implementazione specifica del servizio, pur restando equivalenti tra di loro. Per questo motivo la WS-I propone delle specifiche di rappresentazione dei dati che dovrebbero servire come base per la costruzione dei messaggi REST Web Services Representational State Transfer è un tipo di architettura software per dei sistemi di ipertesto distribuiti. L idea principale di un architettura REST è quella dell organizzazione in risorse, di cui è un ottimo esempio il World Wide Web. Essa si riferisce ad un insieme di principi di architetture di rete, i quali definiscono le risorse come definite e indirizzate. Attravero i metodi GET, POST, PUT, DELETE del protocollo HTTP è possibile in questo senso agire su di una risorsa (definita dal suo URL) con le azioni base di creazione, lettura, aggiornamento, cancellazione (CRUD, Create, Read, Update, Delete). L architettura REST prevede inoltre che i protocolli usati siano stateless, il che non è sempre vero per il World Wide Web in quanto è possibile ad esempio usare dei cookie. In generale, i principi su cui si basa un architettura REST sono: Gli stati delle applicazioni e le funzionalità sono intese in maniera piu astratta come risorse; Ogni risorsa è indirizzabile in maniera univoca attraverso una sintassi universale in maniera da poter essere usata come link tra contesti diversi; Tutte le risorse offrono un interfaccia uniforme per il trasferimento dello stato tra il client e il server, costituita da un insieme vincolato di operazioni ben definite e un insieme vincolato di contenuti; un protocollo basato su un architettura client-server, stateless, cachable e a livelli. L architettura REST pone delle linee guida su cui si basa la scalabilità e la crescita del World Wide Web. In questo senso si sta volgendo l evoluzione dei servizi web: nelle specifiche di 12

13 WSDL 2.0 ad esempio si fa riferimento all uso di tutti i metodi HTTP, anche se attualmente le librerie software disponibili implementano nella maggior parte dei casi solo le specifiche WSDL 1.1, che consentono il binding solo con i metodi GET e POST. 1.3 Standard di riferimento XML Per poter capire come avviene lo scambio di informazioni tra il fornitore e il fruitore di un servizio web e in generale lo scambio di informazioni coinvolte nell uso di Web Services, è necessario introdurre il metalinguaggio XML (acronimo di extensible Markup Language). XML è un insieme di specifiche generali per la creazione di linguaggi di markup (o marcatura), ovvero quei linguaggi che descrivono i meccanismi con cui deve essere interpretato e/o rappresentato un testo; XML indica dunque delle regole da seguire per creare nuovi linguaggi atti a descrivere documenti strutturati. L elemento base è il tag, analogamente all HTML: un tag di tipo pippo si indicherà con <pippo>...contenuto del tag...</pippo>. Le regole di utilizzo dei tag sono rigide e ben definite: i tag non possono iniziare con numeri o caratteri speciali, non possono contenere spazi e la distinzione è case sensitive, ovvero il tag pippo e PIPPO sono considerati diversi; i tag devono essere bilanciati, ovvero deve sempre essere presente il tag di apertura <pippo> e quello di chiusura </pippo>. Inoltre non sono permessi errori di annidamento, cioè se all interno di un tag vengono aperti altri tag, essi devono essere chiusi tutti prima di poter chiudere il tag più esterno. Attraverso la combinazione di tag, è possibile descrivere strutture dati gerarchiche. Un documento XML è inoltre caratterizzato da una struttura complessiva ben definita: la prima riga deve contenere l indicazione del linguaggio usato nel documento e la codifica dei caratteri, ad esempio <?xml version="1.0" encoding="iso "?>; deve essere presente un unico elemento principale (il nodo radice) che contiene tutti gli altri nodi del documento. 13

14 Un generico documento XML si dice Well Formed (Ben Formato) se la sua sintassi è corretta, ovvero non contiene gli errori sopra citati. Inoltre è possibile anche classificare un documento XML come Valid se rispetta i requisiti imposti da un documento XML-Schema, ovvero un documento contenente gli schemi dei tipi di dato permessi. Sia XML che XML-Schema hanno ottenuto la validazione del W3C, che li propone come standard al posto di linguaggi equivalenti come SGML e DTD Universal Description and Discovery Integration Universal Descriptor and Discovery Language e un registry (ovvero una base dati ordinata e indicizzata) basata su XML che permette la pubblicazione di servizi e dati su Internet. Questo standard prevede, alla versione attuale 3, tre diversi tipi di registry: White Pages - contiene l indirizzo, i contatti e gli identificativi dell azienda che fornisce uno o piu servizi; Yellow Pages - raggruppa i servizi sulla base di tassonomie standardizzate; siccome una singola azienda puo fornire diversi servizi, ci possono esserre diverse Yellow Pages, una per ogni servizio, associate alla stessa White Page; Green Pages - contiene la descrizione tecnica del servizio, in particolare contiene la descrizione dei bindings forniti dal servizio (le specifiche di interfaccia necessarie per raggiungere il servizio) e altre informazioni non direttamente collegate all uso del servizio come un di riferimento e altri dati. Per ogni servizio possono essere presenti piu Green Pages, una per ogni binding del servizio. Le informazioni sono fornite sottoforma di schemi XML ben definiti per rappresentare in maniera gerarchica il tipo di servizio (businnesentity) contenente le informazioni riguardanti l ente che lo fornisce (businnesservice) che a sua volta contiene le informazioni tecniche e di implementazione di ogni binding del servizio (bindingtemplate). A partire dalla versione 3 di UDDI, sono possibili diversi tipt di registry, a seconda della visibilità che si vuole dare ai servizi: Privato - registry privato di un azienda, con accesso ristretto sia ai dati che all amministrazione del servizio e isolato dalla rete esterna attraverso un firewall; 14

15 Affiliato - registry esposto in un ambiente controllato, ma sempre con accesso autoritativo. La differenza con un registry privato sta nel fatto che un registry affiliato può essere condiviso e/o amministrato da enti esterni; Pubblico - registry il cui accesso ai dati è aperto a chiunque, e può essere distribuito o condiviso con altri registry. Ovviamente l amministrazione del registry è controllata. All inizio era comune per un azienda avere un registry pubblico, denominato UBR (UDDI Businnes Registry), ma da qualche anno essi non sono più in genere disponibili Web Service Description Language Web Service Description Language è un linguaggio basato su XML che permette di descrivere la struttura di un servizio web. La versione maggiormente supportata è la 1.1, ma il W3C raccomanda l uso di wsdl 2.0, anche se il supporto a livello di librerie di sviluppo è ancora scarso. L interfaccia del servizio viene descritta specificando: cosa può essere utilizzato, ovvero le operazioni messe a disposizione dal servizio; come interagire con il servizio cioè il protocollo da usare per costruire i messaggi e una descrizione specifica di ogni messaggio, ovvero la definizione del binding; dove raggiungere il servizio, ovvero uno o più URL da raggiungere per usufruire del servizio Tali informazioni vengono rappresentate in maniera gerarchica partendo dagli endpoint del servizio. Nella versione 1.1 si parte dalla specifica degli elementi Port (nello specifico un URL, accessibile tramite HTTP con i metodi GET e POST) a cui viene associato un Binding ognuno. Ad ogni Binding si associa un elemento Port Type, una collezione astratta di operazioni disponibili. Indipendentemente da queste definizioni, vengono definite delle descrizioni astratte delle operazioni supportate e dei messaggi usati. In questo modo è possibile riutilizzare lo stesso messaggio in operazioni diverse, oppure la stessa operazione in diversi Port Type e quindi in diversi binding. 15

16 La versione 2.0, che verrà usata sempre maggiormente nel futuro, supporta tutti i metodi definiti dal protocollo HTTP, consentendo un implementazione più in linea con l architettura REST. Inoltre toglie il costrutto di messaggio, che viene incluso nel costrutto di interfaccia, l equivalente del Port Type nel WSDL 1.1, e rinomina il costrutto Port con Endpoint Simple Object Access Protocol SOAP (acronimo di Simple Object Access Protocol fino alla versione 1.1) è un protocollo leggero per lo scambio di messaggi tra componenti software. La sua strurrura si basa sul metalinguaggio XML e può essere sovrapposto a un qualunque protocollo al livello di applicazione, anche se il più usato è HTTP. SOAP eredita molte delle sue caratteristiche da due protocolli preesistenti: XML-RPC e WDDX. In comune col primo offre la semplicità di rappresentazione dei dati e il paradigma RPC, mentre condivide con il secondo la struttura dell inviluppo. Un tipico inviluppo SOAP prevede due campi: Header - contiene le informazioni correlate con il messaggio come ad esempio quelle riguardanti i routing, la sicurezza e le transazioni; Body - trasporta il contenuto informativo del messaggio, secondo degli schemi definiti attaverso il linguaggio XML-Schema. Nel caso di un Web Service tali schemi possono essere definiti nel WSDL descrittore del servizio oppure in una risorsa esterna indicata nello stesso WSDL. L uso di SOAP con HTTP rappresenta un ulteriore analogia con XML-RPC e, vista la diffusione di HTTP, rende SOAP il protocollo adatto per trasportare i messaggi in ambito Web services. Tuttavia l uso di HTTP può consentire di attraversare dei proxy o firewall, il che è positivo se si considera la possibilità di usare un servizio anche in reti ben protette, però pone anche evidenti dubbi sulla sicurezza, costringendo a volte un esame del payload HTTP per identificare eventuali messaggi SOAP non desiderati con una conseguente complicazione e rallentamento del filtraggio. L uso di XML per rappresentare i messaggi SOAP porta diversi vantaggi, come l indipendenza dalla piattaforma e dal linguaggio di programmazione, la facilità di estensione e la 16

17 possibilità di essere letto e modificato a mano in maniera da trovare eventuali errori, pagando in compenso un prezzo di prestazioni rispetto ad altri protocolli binari come ad esempio quelli definiti nello standard CORBA Altri standard utilizzati in ambito Web Service XML-RPC Si tratta di un protocollo sviluppato a partire dal 1998 per codificare i messaggi usati nelle RPC, le chiamate a procedura remota. Si basa su XML per codificare i dati e su HTTP per il trasporto. É un linguaggio molto semplice e facile da usare, e per questo motivo a volte viene preferito a linguaggi più complessi come SOAP. Permette la serializzazione dei tipi di dato più comuni, inclusi array e strutture; inoltre dispone di librerie di supporto complete in moltissimi linguaggi di programmazione WDDX Web Distributed Data exchange è un meccanismo di scambio dati tra applicativi diversi basato su XML. In origine venne sviluppato solo per l ambiente server Coldfusion, ma fu poi rilasciato come progetto open-source e tuttora esistono librerie di interfaccia per moltissimi linguaggi di programmazione lato server. Il suo sviluppo iniziò nel 1998, analogamente ad XML-RPC. DIversamente da quest ultimo, WDDX non è pensato per implementare un paradigma RPC, ma solo per serializzare dei dati, inoltre prevede l esistenza dei campi header e data. 17

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19 Capitolo 2 VoIP-FE 2.1 Il progetto L infrastruttura informatica dell Università di Ferrara si basa sul progetto una collaborazione tra l ateneo e la regione Emilia Romagna, la quale ha fornito una MAN (Metropolitan Area Network) costituita da un doppio anello di fibra ottica che collega le 12 sedi. L Università ha poi progettato la topologia e l architettura della rete e sviluppato i componenti per l interconnessione, il controllo degli accessi, il monitoraggio, la gestione della qualità e l allocazione delle risorse. La rete offre 1 Gbps di banda tra le varie sedi dell ateneo ferrarese, incluse le sedi di Argenta, Cento e Comacchio, e l Università di Bologna. Il progetto costituisce la base su cui sono stati progettati i servizi ICT dell Università: - Voip-FE, la prima infrastruttura completamente VoIP di una pubblica ammnistrazione in Italia; - Desktop-FE, un prototipo di desktop virtuale a disposizione di ogni utente che permette una gestione centralizzata dei dati e il telelavoro grazie alla possibilità di accedere da un qualunque browser Web; - Wi-FE, il primo progetto italiano di copertura completa di un ateneo con rete Wi-Fi. 19

20 2.2 L infrastruttura VoIP-FE Il servizio VoIP-FE si appoggia sulla MAN in fibra ottica, che garantisce i parametri di rete (banda, latenza, jitter) necessari al corretto funzionamento del VoIP. La gestione del servizio è affidata ad un PBX (Private Branch Exchange) software Asterisk, installato su due server Linux gemelli al fine di garantire un alta disponibilità di servizio. Figura 2.1: Architettura dell infrastruttura di VoIP-FE. Fonte: [14] Asterisk Asterisk è un progetto Open Source, rilasciato con licenza GNU GPL [15]. Nato nel 2001, ha radunato un ampia comunità di sviluppatori, fino a diventare uno dei piu famosi e flessibili PBX software. Asterisk può essere usato anche come IVR (Interactive Voice Response), come gateway verso la linea telefonica analogica (PSTN). Non è raro inoltre il suo 20

21 utilizzo nei call-center. Asterisk si offre al programmatore attraverso file di configurazione testuali facilmente modificabili ed estendibili, ed inoltre possiede un interfaccia AGI (Asterisk Gateway Interface) che permette di interfacciarsi con il sistema in maniera analoga alle CGI, ovvero interagendo tramite lo standard input e lo standard output, permettendo così di ricevere informazioni da Asterisk e fornire i comandi adeguati. Oltre alla possibilità di interfacciamento con le line PSTN, supporta una grande varietà di protocolli usati in ambito VoIP, come SIP, H.323, MGCP, SCCP e IAX, un protocollo interno ad Asterisk in via di affermazione grazie alle ottime prestazioni; attualmente è in uso la versione 2 del protocollo, meglio nota come IAX2. Infine, grazie alla sua natura Open Source, risulta semplice scrivere delle estensioni personalizzate.[13] Connessione alla rete telefonica nazionale Il server è interconnesso, tramite un apposita scheda PCI, a 4 flussi primari E1, ognuno di 30 canali. Su 3 di questi flussi sono collegati 3 GNR (Gruppi di Numerazione Ridotta), per un totale di 3000 numeri telefonici, mentre il quarto flusso è riservato alle chiamate uscenti verso i cellulari. Questa scelta ha permesso di stipulare dei contratti con due operatori telefonici diversi in maniera da ottenere la tariffa migliore a seconda della destinazione della chiamata. Altra conseguenza non meno importante, è stato possibile mantenere quasi completamente la numerazione telefonica precedente, in maniera da limitare disagi dovuti a eventuali cambiamenti di numero. Il server è inoltre connesso ad Internet, il che permette di sfruttare degli operatori VoIP per effettuare delle chiamate gratuite su Internet. A questo scopo, l Ateneo è coinvolto in molti progetti che permettono di veicolare delle chiamate telefoniche su Internet.[14] Database utenti Come già accennato nella sezione 2.2.1, la configurazione di Asterisk avviene tramite file di testo. E possibile, a mezzo di apposite estensioni, memorizzare la configurazione in un database. La soluzione adottata per il VoIP-FE è ibrida tra le due: infatti i dati di configurazione sono memorizzati in un database MySQL, dal quale vengono generati i file testuali necessari tramite uno script Perl. A livello pratico, le tabelle memorizzate nel database sono due: la prima, denomina- 21

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