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2 Editoriale di Roberto Casarini Non trovo più il mio Sistema Operativo In questo numero di DEV affrontiamo un argomento molto dibattuto e di moda in questo periodo, Ajax, Asynchronous JavaScript and XML. Come è facile intuire dal titolo dello speciale, il compito di DEV per questo numero estivo è offrire un ampia panoramica (a 360 gradi appunto!) su un argomento cardine per lo sviluppo Web. Le abitudini di navigazione cambieranno e qualcuno sta cominciando già adesso ad avvertire un senso piacevole di trovarsi davanti a qualcosa che assomiglia molto a una vera applicazione, altri ancora diranno che alla base non c e alcun cambiamento. Il principale vantaggio attribuito ad AJAX è l alta velocità di risposta dell applicazione senza ridondanza nella trasmissione dei contenuti, mutando in parte il concetto di pagina web (se così vogliamo continuare a chiamarla). Finalmente avremo la possibilità di sfruttare le potenzialità del Web tramite browser, grazie a vere applicazioni Web native, e non a pagine adattate ad applicazioni. Lo scenario relativo al WebOS offre molti spunti di riflessione, la possibilità di avere una sorta di sistema operativo (seppur minimale) fruibile tramite browser fa tornare in mente vecchi ricordi. L alta diffusione di Internet con l aumento annuale della banda e il raggiungimento di tecnologie più interattive per lo sviluppo del Web, fanno dedurre in un futuro non troppo remoto, la possibilità di raggiungere da remoto, ovunque siamo, la nostra postazione di lavoro virtuale installata presso un provider, con un semplice terminale collegato alla rete (wireless?). I vantaggi sono molteplici: non richiederebbe nessuna istallazione (una registrazione è ben meno frustrante di una formattazione e di un istallazione di un sistema) e la manutenzione è del tutto delegata al provider. Inoltre, l essere tutto naturalmente integrato nel Web apre nuove prospettive per nuovi servizi. Già qualche anno fa con l introduzione di soluzioni portabili, come le distribuzioni Linux Live, avevamo potuto assaporare il piacere di portarci comodamente in tasca la nostra linux box (a proposito in questo numero parte una serie di articoli sulla realizzazione di una distro Live USB Linux), ma con lo scenario Ajax, ovvero il WebOS, non dovremmo neanche preoccuparci di mettere in borsa i dispositivi di massa con una copia della nostra postazione di lavoro. Ovviamente lo sviluppo di queste soluzioni è strettamente legato allo sviluppo dei browser, che stanno assumendo le sembianze di veri e propri ambienti di esecuzione, più che semplici visualizzatori di pagine. Alla fine si tratterà di scegliere dove mettere la nostra postazione di lavoro: in tasca, in rete o? Alcuni spunti su cui riflettere sono già individuabili nelle pagine dello speciale di questo numero... caliente. 3 <<

3 LA RIVISTA CHE TI INSEGNA A PROGRAMMARE sommario n. 142 Luglio/Agosto 2006 Lo speciale di questo numero: Ajax a 360 gradi 6 15 WebOS e AJAX, matrimonio riuscito! di Simone Colombara 20 Google Web Toolkit: Scrivere applicazioni AJAX in Java di Andrea Cacciarru 26 Librerie AJAX per Java di Luca Fabiani 31 Tutti pazzi per AJAX con Direct Web Remoting 2.0 milestone 2 di Francesco Tinti 37 ASP.NET 2.0 e Ajax di Gian Maria Ricci Programmazione Sei agli inizi? Non riesci a risolvere i primi problemi? Niente paura! Iscriviti alle mailing-list Infomedia! e I listati e i programmi di utilità che corredano gli articoli sono prelevabili gratuitamente dal sito oppure da ftp://ftp.infomedia.it/pub/dev./listati/ 42 Automazione - La libreria Libnodave di Fulvio Mazzeo 46 Database - Note di Data Warehouse: Le Dimensioni di analisi PARTE I di Massimo Cenci 51 C++ - OpenCV, una completa libreria open source per la computer vision di Matteo Lucarelli 56 Java - JADE e sistemi basati su agenti di Michele Mazzucchi 62.NET - Live-Update mediante Enterprise Library ed Updater Application Block di Alessandro Giorgetti 68 Sicurezza - Programmare WinPcap di Antonio Magrì Rubriche NEW 74 Algomatica del doctor Brom - Numeri riciclati e autodefiniti di Maurizio Codogno 91 Extended Mode - Intervista a Wouter van Oortmerssen di Raffaele Formato 96 CrackMe Web Edition - Il mio libro preferito a cura di Fabio Scagliola 97 Reportage - PhpDay 2006 di Max Arcidiacono

4 75 Livello 1 C# & PHP: File sharing via http - Parte 1 di Francesco De Angelis In Prova Numero 94 Numero Livello 1 I comandi meno conosciuti della console di Linux di Matteo De Felice 85 Livello 1 In chiave di Linux - parte 1 di Matteo Lucarelli di Paolo De Nictolis 6 Lattix LDM for.net di Paolo De Nictolis 93 Ai lettori Java ME World a cura di Stefano Sanna Homo homini lupus? 14 DEV in DirICTo a cura di Massimo Farina Modifiche ed integrazioni al codice dell amministrazione digitale: nuovi ritocchi sul documento informatico e le firme elettroniche 19 Free Reading a cura di Lorenzo Vandoni Ajax 36 Planet Open Source a cura di Alessio Saltarin #3 Prodotti complementari 50 Developer s Tools a cura di Lorenzo Vandoni HashTrie The Software Side Of Your Mind Numero 142 Luglio/Agosto 2006 Anno XIV Direttore Responsabile Marialetizia Mari Coordinamento Editoriale Roberto Casarini Collaboratori Max Arcidiacono, Andrea Cacciarru, Massimo Cenci, Maurizio Codogno, Simone Colombara, Matteo De Felice, Paolo De Nictolis, Luca Fabiani, Massimo Farina, Raffaele Formato, Alessandro Giorgetti, Matteo Lucarelli, Antonio Magrì, Fulvio Mazzeo, Michele Mazzucchi, Gian Maria Ricci, Alessio Saltarin, Stefano Sanna, Fabio Scagliola, Francesco Tinti, Lorenzo Vandoni Grafica e Impaginazione Valentina Mucci Gruppo Editoriale Infomedia srl Via Valdera P Ponsacco (PI) Tel (r.a.) Fax Direzione Natale Fino Divisione Libri Lisa Vanni Marketing & Advertising Tel Supporto Sistemistico Amministrazione Sara Mattei Segreteria Enrica Nassi Stampa Betagraf Spa - Funo di Argelato (BO) Distribuzione Parrini & C. (Roma) Ufficio Abbonamenti Tel Fax Si prega di inviare i comunicati stampa e gli inviti stampa per la redazione all'indirizzo: La riproduzione con qualsiasi mezzo di illustrazioni e di articoli pubblicati sulla rivista, nonchè la loro traduzione, è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione dell'editore. I manoscritti e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti anche se non pubblicati e l'editore non si assume alcuna responsabilità per il caso che si tratti di esemplari unici. "DEV. Developing Software & Solutions" è una rivista del Gruppo Editoriale Infomedia S.r.l. Direzione e Amministrazione Via Valdera P., Ponsacco Registrazione presso il Tribunale di Pisa n. 21 del Contenuto pubblicitario inferiore al 45%

5 di Paolo De Nictolis > Morfik WebOS AppsBuilder Si basa sul paradigma di Access questo IDE australiano. Nella corsa alla conquista di AJAX e di quello che molti chiamano il Web 2.0 entra anche questo progetto australiano, dove WebOS nel nome denota la volontà di costruire applicazioni indipendenti dal sistema operativo sottostante. Per la verità, stiamo parlando della versione per il mercato consumer: è previsto anche un prodotto per quello corporate, dal nome provvisorio di Classic Web Apps Builder. Il paradigma di lavoro è quello, portato al successo da Delphi e Visual Basic, del pannello o Form su cui disegnare la propria applicazione, sfruttando uno dei quattro linguaggi supportati: Object Pascal, Basic, Java e C#; naturalmente, Asynchronous JavaScript and XML serve proprio per permettere lo scambio di informazioni su una singola pagina Web invece che fra pagine differenti, realizzando così la Form. Inoltre, un semplice rebuild della Rich Internet Application sviluppata consentirà di avere una soluzione desktop; non solo, sarà possibile scegliere se la destinazione dovrà essere Windows o Linux: la traduzione sarà compito del core engine sottostante, al quale si è anche sacrificata la compatibilità al 100% con le specifiche dei quattro linguaggi utilizzabili. L interfaccia è stata modellata, per comodità dello sviluppatore, su quella del familiare Microsoft Access, prendendo poi le funzionalità chiave di Visual Studio, Eclipse e degli IDE Borland. Grazie alla cortesia di Fuad Ta eed, uno dei promotori del progetto, abbiamo potuto aderire al Pioneer s Program e testare la versione beta più recente del prodotto. FIGURA 1 Caratteristiche del prodotto Il processo JavaScript Synthesis Technology (JST) di WebOS AppsBuilder genera sia codice ad alto livello, che un eseguibile ottimizzato per la macchina target Il motto di Morfik è: un linguaggio, quattro sintassi. Più precisamente, Morfik ha richiesto la creazione di un nuovo linguaggio, specifico per la produzione di applicazioni Web, ma a tutti gli effetti se ne usa una delle quattro sintassi possibili. Ciò che è forse più importante, è la possibilità di creare un applicazione a partire da moduli indipendenti, ognuno scritto nel linguaggio di propria scelta. WebOS AppsBuilder supporta anche la creazione visuale di report, in maniera simile a quanto accade per le form. Naturalmente, oggi come oggi qualsiasi applicazione ha bisogno di un database, e l IDE della Morfik incorpora un server Firebird 2.0. Nella scelta fra generazione di eseguibili ottimizzati per il processore e di codice intermedio per l esecuzione su ogni piattaforma per cui sia disponibile una macchina virtuale, Morfik ha deciso di adottare entrambe le strade: dapprima viene generato codice intermedio in Object Pascal, per poi avere, con una seconda compilazione, codice assembly specifico per la macchina, che viene poi linkato con un modulo core di Apache per avere, allo stesso tempo, un Web ed un Application server in un singolo file, denominato XApp. Questo processo, piuttosto complesso e riassunto nella Figura 1, è stato battezzato JavaScript Synthesis Technology (JST). Il codice sorgente passa dapprima attraverso un parser, che include un tokenizer ed un analizzatore di sintassi. L output del parser viene usato per generare una dettagliata mappa semantica dell intera applicazione (ricordiamo che tutti e quattro i linguaggi utilizzabili sono, oltre che OO, anche fortemente tipizzati). È questa mappa ad essere infine compilata in codice JavaScript che fa uso della tecnologia AJAX. La Figura 2 mostra, più ad alto livello, tutti i moduli di Morfik coinvolti nella creazione dell applicazione; si noti in particolare che l applicazione generata, xapp.exe, incorpora varie DLL che la rendono un eseguibile stand-alone a tutti gli effetti. Per quanto il prodotto sia ancora in beta, è stata posta particolare cura nella creazione della documentazione, ovvero del manuale per l utente e di quello per lo sviluppatore, reperibili nella sezione Downloads/Other del sito Nella stessa sezione abbiamo trovato particolarmente utili i tutorial in Flash ed i documenti di approfondimento sulla vision del WebOS e sulle novità apportate al mondo dello sviluppo da AJAX, mentre a chi apprende per esempi giove- >> 6

6 FIGURA 2 I moduli di Morfik coinvolti nella creazione di una applicazione; si noti in particolare che l applicazione generata, xapp.exe, incorpora varie DLL che la rendono un eseguibile stand-alone a tutti gli effetti. ranno i Labs nell area Dev2dev, che è possibile vedere in azione sul sito stesso. Installazione e primo utilizzo Il file di setup pesa una quarantina di Mb e crea, senza richiedere particolari scelte all utente, un collegamento sul desktop dal quale lanciare l IDE. Per l attivazione del prodotto è richiesta la registrazione (gratuita) al Pioneer s Program, fornendo l identificativo della macchina generato dal programma. Nella cartella di installazione troviamo, oltre a parte degli esempi scaricabili dal sito, gli eseguibili di Firebird e le librerie di run-time per Windows e Linux, oltre a quelle di debug ed all help in formato CHM; stranamente non vengono installati i due manuali citati. È consigliabile leggere il Beta Test Agreement. L IDE, presenta subito una razionale pagina di partenza, dalla quale è possibile lanciare il wizard per un nuovo progetto, aprirne uno già presente (sia dall apposito pulsante di browsing, che dalla lista dei progetti recenti), leggere uno dei tutorial o aprire un progetto di esempio. Un vero peccato che in questa versione non sia ancora presente, nel menu Tools, la scelta di un template di stile grafico. Nella migliore tradizione dell infante di fronte al barattolo della marmellata, lanciamo subito il wizard. Il progetto, con estensione.mxs, verrà inserito di default nella cartella dei Samples, sì che da buoni Pioneer possiamo effettuarne l upload sui server di Morfik per metterlo a disposizione della comunità. A parte il tipo di progetto (oltre ad una WebOs App, nella versione definitiva potremo creare un JavaScript Maker; quest ultima voce è attualmente disabilitata), la scelta più importante è se i file di progetto saranno memorizzati in modalità embedded (all interno del main project) o individual (in singoli file separati). Vi consigliamo di non cedere mai alla tentazione di usare la prima semplice opzione, ma di scegliere sempre la seconda, assai utile se abbiamo un sistema di controllo del codice sorgente come CVS; ad ogni buon conto, nel menu File è presente una voce Convert Project che permette di passare dall una modalità all altra. Scegliamo, infine, uno dei quattro linguaggi utilizzabili (quello predefinito è il Morfik Pascal), anche se potremo scegliere linguaggi differenti per differenti form e moduli nel nostro progetto. Si presti attenzione al fatto che, anche se le versioni Morfik dei quattro linguaggi supportati sono sintatticamente simili a quelle originali, sono semanticamente differenti; in particolare, non potremo utilizzare le librerie di runtime o i framework originali. Ed ecco pronto il nostro IDE: come primo, semplice progetto abbiamo scelto di creare la più banale delle form, con 7 <<

7 una label che cambia colore alla pressione di un pulsante. Di default, viene creata una form Index ed un modulo Globals ; sulla sinistra possiamo vedere la barra in stile Outlook con gli elementi di progetto (cliccando sul contenitore System troveremo una voce Relationships utilizzabile per disegnare la base dati della nostra applicazione), cliccando sui quali, in stile Access, gli elementi di progetto nel pannello centrale verranno filtrati. Le due toolbox sulla sinistra mostrano le proprietà dell elemento correntemente selezionato ed una vista ad albero degli elementi di progetto, mentre in basso troviamo gli elementi utili al debug quali lo stack delle chiamate o l output del programma; è ovvio invece il significato dei pulsanti sulla destra, che aprono dei nuovi tab nel pannello centrale. Un doppio clic sulla form Index, e ci troviamo nel Forms Designer: una volta ancorata la finestra delle proprietà, lo sviluppatore Access si troverà davvero a casa sua. Eppure, stiamo progettando un applicazione per il Web! Dobbiamo ora concentrare la nostra attenzione sui tre pulsanti Designer, Browser e Server ai piedi del pannello centrale, evidenziati in figura: tramite questi passeremo dal designer visuale, agli editor di codice rispettivamente per il lato client (sul browser) e per il lato server. Naturalmente, per il nostro semplice esempio scriveremo solo codice lato client. In puro stile VBA, selezioniamo il pulsante nel Designer e nella tab Properties selezioniamo la scheda Event e clicchiamo due volte sull evento OnClick : nella finestra Browser verrà automaticamente creato lo scheletro per la relativa Procedure, che completeremo con un semplice If Then Else: namespace Index public class Index : Form published TextLabel lbltesto; published Button btncambiacolore; published message void btncambiacoloreclick(tdomevent Event) if (lbltesto.fontcolor == $00000) lbltesto.fontcolor = $0000FF; lbltesto.fontcolor = $00000; Abbiamo evidenziato l unica parte di codice da scrivere a mano ; purtroppo, sebbene sia supportata la coloured syntax, non lo è l IntelliSense, ed in qualche caso anche l indentazione del codice non è gestita in maniera uniforme. Ancora, le usuali scorciatoie da tastiera CTRL+X, CTRL+C e CTRL+V non funzionano, ed in qualche caso anche i menu contestuali per il copia-e-incolla vengono meno: davvero un bel problema! Molti di voi avranno notato che il codice è radicalmente diverso da quello che avremmo scritto con Visual Studio: using System; using System.Data; using System.Configuration; using System.Web; using System.Web.Security; using System.Web.UI; using System.Web.UI.WebControls; using System.Web.UI.WebControls.WebParts; using System.Web.UI.HtmlControls; public partial class _Default : System.Web.UI.Page protected void Page_Load(object sender, EventArgs e) protected void btncambiacolore_click(object sender, EventArgs e) if (this.lbltesto.forecolor == System.Drawing.Color.Black) this.lbltesto.forecolor = System.Drawing.Color.Red; this.lbltesto.forecolor = System.Drawing.Color.Black; Come già ricordato, Morfik usa un superset dei linguaggi supportati, utilizzando Virtual Pascal per le librerie di build: è questo il motivo per cui, per esempio, possiamo usare una sintassi C#-like in uno skeleton con le tipiche dichiarazioni di classe, di variabili e di eventi del Pascal. Ancora, poiché non sono supportate le librerie native, non avremmo potuto in alcun modo utilizzare il namespace System.Drawing.Color. In effetti, per un progetto così semplice abbiamo creato quattro versioni, con tutti e quattro i linguaggi, trovando che per le semplici istruzioni custom possiamo utilizzare una sintassi molto simile per le coppie Pascal-Basic e C#-Java, come mostra la seguente tabella: Morfik Pascal if txttesto.fontcolor = $ then txttesto.fontcolor:= $0000FF txttesto.fontcolor := $000000; Morfik Basic If lbltesto.fontcolor = $00000 Then lbltesto.fontcolor = $0000FF Else lbltesto.fontcolor = $00000 End If Morfik C# if (lbltesto.fontcolor == $00000) lbltesto.fontcolor = $0000FF; lbltesto.fontcolor = $00000; Morfik Java if (lbltesto.fontcolor == $00000) lbltesto.fontcolor = $0000FF; lbltesto.fontcolor = $00000; Abbiamo invero avuto qualche difficoltà per arrivare a queste sintassi, non tanto per la mancanza dell autocompletamento, quanto perché il file di help, e la documentazione in generale, sono ancora carenti sull aspetto del debugging. Curiosamente, avevamo usato il simbolo # nel nome del progetto in C#: l IDE ce lo ha fatto creare e lavorarci >> 8

8 su, creando anche una cartella col nome corretto in Samples, salvo che poi non ce lo ha fatto riaprire perchè nella lista dei progetti il simbolo non viene riconosciuto. I tempi di compilazione sono lunghi: fra i 16 ed i 24 secondi per un applicazione così semplice, su un Pentium Mobile a 2 GHz con 1 GB di RAM; dobbiamo naturalmente tenere conto del fatto che viene generato codice intermedio crossplatform. Comunque, il problema riguarda solo la prima compilazione, giacché per le successive possiamo scegliere di fare un Make, che effettua la sola compilazione incrementale dei file modificati dall ultimo Compile. Le informazioni di compilazione nel menu Compile sono un altra feature che manca in questa versione; come al solito, è molto istruttivo un giro nelle Options del menu Tools, dalle quali apprendiamo, per esempio, come configurare la porta del web server Apache incluso in Morfik su cui verrà eseguita l applicazione, piuttosto che il fatto che è possibile generare codice ottimizzato per varie versioni di Intel x86 a 32 bit o PowerPC, ma non per processori a 64 bit. Purtroppo, nella versione provata, gli errori di compilazione portano molto spesso ad una Access Violation del modulo Morfik.exe, anche se l IDE non è andato mai in crash. Al momento dell esecuzione, è un po noioso dover specificare, per ogni XApp, l eseguibile del browser, oltre ad aprire un eccezione nel firewall di Windows XP Service Pack 2. La prima esecuzione del programma richiede qualche secondo, ma le successive sono immediate. La sorpresa più bella, però, arriva esaminando la cartella generata per il progetto, disponibile nel file LabelColourCSharp (presente nel server FTP di questo numero), decisamente un po corposa (13 Mb), che contiene oltre all eseguibile le librerie di build, da sole oltre 10 Mb, la cartella cache con i file necessari ad Apache, i sorgenti ed i file di progetto in formato binario di Morfik. A patto di copiare, oltre all eseguibile, i file.mxd e.mxr associati, possiamo eseguire LabelColour.exe su qualsiasi macchina sulla quale siano installati Apache e Firebird (la cartella _nomeprogetto Cache verrà automaticamente ricreata), eventualmente modificando il processore target in fase di compilazione: un risultato assolutamente eccezionale! Per la release definitiva, non possiamo non auspicare che venga incluso nella cartella di progetto il run-time di Apache e Firebird, soprattutto considerando che il tool Project Installation, insieme a quello correlato per la gestione degli account e dei gruppi, devono ancora essere inclusi nel prodotto. FIGURA 3 Un progetto completo: l agenda telefonica Per mostrare un progetto completo, che mettesse insieme tutte le componenti con cui è possibile costruire un applicazione in Morfik (tabelle, query, form, report e web services, questi ultimi purtroppo non ancora documentati) abbiamo scelto di creare un agenda di appuntamenti. Nel form principale richiamiamo le varie voci disponibili; oltre all usuale gestione dei contatti (creazione/modifica/ cancellazione), c è la possibilità di definire un appuntamento (di un determinato tipo, scelto da una tabella di categorie) per un contatto. Sia la modifica/cancellazione, che la definizione di un appuntamento sfruttano una casella di testo per la ricerca del contatto; per la cancellazione implementeremo un Web Service che acceda alla base dati. Completano il progetto la reportistica dei contatti e degli appuntamenti per un contatto. Cominciamo, naturalmente, col definire la base dati della nostra applicazione. Dopo aver creato un nuovo progetto, portiamoci sulla voce Tables e scegliamo di creare una nuova tabella utilizzando il wizard. Una volta scelto il nome, possiamo procedere ad aggiungere i vari campi, tramite una dialog che a scelta può mostrare solo le informazioni fondamentali, o anche quelle estese. Nella figura sono mostrati i campi che è possibile creare, oltre agli usuali text, memo, number e datetime; per quest ultimo si può ad esempio scegliere fra vari formati (timestamp, solo data o solo ora, formato esteso e così via), mentre di un immagine, un documento o un oggetto multimediale si può La finestra per la definizione di vincoli relazionali nella nostra base dati. In questa e nelle due precedenti figure, la somiglianza con Access è assoluta. 9 <<

9 semplicemente inserire un link alla loro posizione del file system, così come incorporarli in Firebird. Anche qui, dopo aver eventualmente definito una chiave primaria, una volta terminato il wizard, avremo a disposizione un interfaccia assolutamente Access-like sia per la progettazione dei campi che per l inserimento dei dati. L interfaccia di inserimento, in particolare, offre sia un editor per i campi memo che una dialog di caricamento dei dati multimediali, oltre ad un calendario per l inserimento delle date; alcune volte può essere comodo lavorare su una dialog che mostra i campi del record selezionato, tramite il pulsante View Current Record nella barra degli strumenti in basso. La finestra di progettazione dei campi permette di definire, in analogia ad Access, delle regole di validazione, che però non offrono alcun wizard. Una volta create le nostre tabelle, definiremo i vincoli relazionali utilizzando l editor Relationship citato (Figura 3): anche qui, uno strumento assolutamente simile all analogo di Access. Per la nostra prima form, quella di inserimento dei contatti, useremo il wizard di Morfik per creare una data entry form a partire dalla tabella tblcontatti. Nella finestra principale Project, dobbiamo ciccare sulla voce Forms e scegliere Create form by using wizard. Il punto chiave del wizard è, naturalmente, quello in cui leghiamo i campi della form ad una sorgente dati, che può essere una tabella o una query: anche qui, l editor visuale di query è del tutto simile al QBE di Access. Possiamo poi scegliere se creare una Single form, adatta per l inserimento dati, o una Continuous form, che mostra i record in sola lettura, adatta per il reporting, l ordinamento ed il raggruppamento. Per permettere il solo inserimento dati, scegliamo di aggiungere la barra di navigazione, nella quale però inseriamo i soli pulsanti Submit e Cancel (per il reset dei campi inseriti); è possibile anche fare qualche personalizzazione grafica, prestando però attenzione al fatto che ogni volta dovremo poi ri-selezionare i pulsanti da far comparire. Scegliamo anche di far generare automaticamente i controlli per ogni campo della tabella, togliendo dalla form i controlli associati al campo chiave ed alla data di creazione tramite Customize. Al termine dovremo fare un po di editing per dare dei nomi più significativi alle label e per aggiungere un intestazione ed un piè di pagina, oltre ad aggiungere un controllo FileUploader, dove nelle proprietà, alla voce Data/DataField, specificheremo dal menu a discesa il campo della tabella che contiene la foto del contatto. Inseriamo la semplice istruzione che crea un nuovo record nell evento WebFormReady ; in stile Visual Basic, basta fare doppio clic nella voce OnReady della scheda Event delle proprietà del form: e la nostra form di inserimento dati è pronta e funzionante (Figura 4). Nel form principale, Index, aggiungiamo i pulsanti che richiameranno le varie feature della nostra applicazione (Figura 5). Sono presenti le consuete guide per l allineamento dei pulsanti, ma non è possibile per esempio selezionarne più d uno col CTRL-clic e ridimensionarli in maniera omogenea. Ci occupiamo per prima della Lista Contatti, per la quale utilizzeremo i Reports. Lanciamo in esecuzione il wizard, che è molto simile a quello per creare una Data Form: dovremo anche qui specificare la tabella/query che funge da sorgente dei dati, ed i campi da mostrare. Come sorgente dati, abbiamo creato in maniera visuale la query SELECT FROM leftchar( SurnameContact, 1) AS FirstChar, tblcontatti. SurnameContact, tblcontatti. NameContact, tblcontatti. AddressContact, tblcontatti. MobileContact, tblcontatti. PhotoContact tblcontatti Il wizard offre, sulla carta, anche un editor di regole TEST TEST published message void WebFormReady(ref Boolean Ready) NewRecord(null); FIGURA 4 Il nostro form di inserimento contatti. Si noti il File Uploader per caricare la foto del contatto. >> 10

10 per l ordinamento ed il raggruppamento dei risultati, ma ogni tentativo di lanciarlo ha portato sulla nostra macchina ad un errore di Access Violation in Morfik.exe: poco male, comunque, perché appena il nostro report è pronto nel designer, dopo avere sistemato un po la disposizione dei campi, basta fare clic col tasto destro in un punto vuoto e scegliere l opzione Sorting and Grouping per avere una comoda finestra di dialogo. Qualche inevitabile aggiustamento iterativo dell aspetto, FIGURA 5 ed ecco pronto senza troppa fatica un report in PDF sulla nostra base dati. Per le ultime due feature dell applicazione ci avvarremo della possibilità, offerta da Morfik, di creare delle form che sono dei contenitori di altre form, richiamate a runtime col paradigma HTML dei frame, passando dei parametri tramite la collection Parameters, accessibile dal menu contestuale di una form. In particolare, nel nostro caso abbiamo l esigenza comune di cercare determinati contatti, per la modifica/cancellazione, e per visualizzare la lista degli appuntamenti o crearne di nuovi. Creeremo allora una form comune, SearchAndList, con una casella di testo ed un pulsante: il contenuto della casella di testo verrà passato come parametro ad una query che estrae contatti dal database con una clausola LIKE. In entrambi i casi, caricheremo nel contenitore etichettato come MainArea una form con l elenco dei contatti restituiti dalla query, dando una volta la possibilità di effettuare la modifica/ cancellazione, e la seconda quella di introdurre un nuovo appuntamento, o mostrare il report degli appuntamenti per ogni contatto. Questo paradigma si presta bene sia alla progettazione top-down che a quella bottom-up; in ogni caso, favorisce la modularizzazione dell applicazione ed il riuso di componenti. Cominciamo con la modifica/cancellazione. Creiamo innanzitutto una banale query qryelencacontatti, che recupera alcuni campi dalla tabella dei contatti, per tutti i record che contengono la stringa di ricerca nel nome o nel cognome: SELECT ALL tblcontatti. IDContatto, tblcontatti. SurnameContact, tblcontatti. NameContact, tblcontatti. MobileContact, tblcontatti. PhotoContact FROM tblcontatti WHERE ( tblcontatti. SurnameContact Like % prmstrricerca % ) OR ( tblcontatti. NameContact Like % prmstrricerca % ) Il form principale, ovvero la Home Page, della nostra applicazione Da questa query, tramite il solito wizard, creiamo una form subeditdeletecontacts, cui aggiungiamo due pulsanti per la modifica e la cancellazione (Figura 6); la label con l identificativo del contatto ha la proprietà Visibile impostata a False, e serve solo per tenere traccia di quale contatto andremo a modificare/cancellare. Per evitare lunghi ed infruttuosi debug, si tenga presente che, ogni volta che si cambia una query sottostante, occorre rieffettuare il binding alla Data Source dalle Properties della form, scegliendo di nuovo la stessa query. Dobbiamo ora passare a subeditdeletecontacts la stringa di ricerca. In Morfik Pascal, è estremamente semplice utilizzare un parametro: una volta che questo è stato definito nella dialog Parameters, può essere utilizzato direttamente nel codice. Purtroppo, la versione attuale di Morfik presenta invece un problema per quanto riguarda il passaggio dei parametri in Morfik C# (il linguaggio che abbiamo utilizzato per l esempio): a causa della compilazione in un singolo passo, le dichiarazioni dei parametri vengono processate dopo il codice utente, per cui qualsiasi riferimento ai parametri dal codice sorgente causa un errore di compilazione. Per la release definitiva questo problema verrà sicuramente risolto; per il momento, abbiamo ovviato in maniera simile agli usuali linguaggi per il Web, usando la collection CurrentParameters per prendere i parametri dalla querystring, come nel seguente snippet di codice in cui valorizziamo l header di una pagina con un titolo passato come parametro: lblheader.caption = CurrentParameters.GetParamValue( prmheaderlabel ); Fatta questa premessa, dalla form principale SearchAndList invochiamo subeditdeletecontacts passando la stringa di ricerca come parametro: published message void btnricercacontattoclick(tdomevent Event) if (txttosearch.text!= ) OpenForm( subeditdeletecontacts, SearchAndList:MainArea, prmstrricerca= + txttosearch.text + ); 11 <<

11 FIGURA 6 La subform che permette la modifica/cancellazione di un contatto ShowMessage( Inserire per cortesia una parola chiave per la ricerca ); Sei sicuro di voler procedere? )) RunWebService( DeleteContact, prmcontactid= + lblhiddencontactid. Caption + ); Il risultato è mostrato in Figura 7. Per effettuare la modifica dei dati di un contatto, faremo un po di refactoring: perché, infatti, non sfruttare la stessa form che usiamo per l inserimento? Rinominiamo allora la form come InsertEditContact, e richiamiamola al clic sul pulsante Modifica passandogli come parametro l identificativo del contatto: OpenForm( InsertEditContact,, prmcontactid= + lblhiddencontactid. Caption + ); Modifichiamo poi il metodo invocato dopo la creazione di InsertEditContact in modo che tenga conto dell eventuale presenza del parametro: nel qual caso, la form si posizionerà sul record opportuno tramite il comando SQLFilter : published message void WebFormReady(ref Boolean Ready) ContactIDParam = CurrentParameters.GetParamValue( prmcontactid ); if (ContactIDParam == ) txtintestazione.caption = Inserimento di un nuovo contatto ; NewRecord(null); txtintestazione.caption = Modifica dei dati di un contatto ; SQLFilter = IDContatto = + ContactIDParam + ; Per quanto riguarda la cancellazione di un record, la effettueremo invocando un Web Service che accede alla base dati e restituisce un messaggio sul risultato della cancellazione, previa opportuna richiesta di conferma: published message void btneliminaclick(tdomevent Event) if (ConfirmAction( Stai per cancellare dalla faccia della Terra + Control_ NameContact.Text + + Control_SurnameContact.Text +. L autocomposizione ci dà, stavolta, ben poco aiuto nella creazione del Web Service DeleteContact, per il quale dovremo scrivere a mano il codice lato server, una classe che eredita da Web Service della quale viene fatto l override del metodo Execute, e quello lato client, che fa l override del metodo HandleResponse che gestisce la risposta da presentare all utente. Lato server viene usata la classe TSQLCommand, creando un comando SQL ed aggiungendogli i necessari parametri: namespace DeleteContact public class DeleteContact : WebService published Integer prmcontactid; public override void Execute() TSQLCommand SQLCommand; SQLCommand = CreateSQLCommand( DELETE FROM tblcontatti try SQLCommand.Prepare; WHERE IDContatto =: IDContatto ); SQLCommand.ParamByName( IDContatto ).AsInteger = SQLCommand.Execute; finally DestroySQLCommand(SQLCommand); public webmethod void DeleteContact_(pointer SOAPSERVER, prmcontactid; Integer prmcontactid); Si noti anche la firma che identifica la classe come un Web Service pubblico. Sul browser creiamo un client SOAP >> 12

12 che, banalmente, mostra il risultato dell operazione con un alert: namespace DeleteContact public class DeleteContact : SoapClient published Integer prmcontactid; public override void HandleResponse() if (FaultCode == ) showmessage( Il record è stato cancellato ); showmessage( Si è verificato un errore nella cancellazione ); L ultima funzionalità, ovvero l inserimento di un nuovo appuntamento per un contatto o la visualizzazione della lista degli appuntamenti, presenta ben poche novità. In primo luogo, dovremo naturalmente modificare un po la routine che gestisce il clic sul pulsante associato alla stringa di ricerca, ovvero btnricercacontattoclick, distinguendo in base al parametro passato come intestazione della form se occorre richiamare la subform precedente o la nuova subinsertshowappointments, che sarà costruita a partire dalla query qryelencacontatti, aggiungendo solo i pulsanti Inserisci Appuntamento e Lista Appuntamenti invece di Modifica ed Elimina. Questa form, in effetti, è stata creata semplicemente copiando, dalla finestra Forms di Morfik, la precedente subeditdeletecontacts con un nuovo nome, modificando ovviamente il codice associato ai pulsanti ed il loro nome. Il clic sul pulsante Inserisci appuntamento invocherà la form che inserisce un nuovo record nella tabella degli appuntamenti, creata in maniera assolutamente analoga a quella per l inserimento di un contatto, passandogli come parametro l identificativo del contatto, oltre al nome e cognome che verranno visualizzati nell intestazione: CurrentParameters.GetParamValue ( prmcontactid ); Surname = CurrentParameters.GetParamValue( prmcontactsurname ); Name = CurrentParameters.GetParamValue( prmcontactname ); strheader = Nuovo appuntamento per + Name + + Surname; TextLabel_DocumentHeader.Caption = strheader; Control_OrarioAppuntamento.Text = hh.mm ; Control_IDCategoriaAppuntamento.Text = 4 ; I controlli con l identificativo del contatto e la categoria di appuntamento sono nascosti, impostando a False la proprietà Visible. Per quanto concerne la categoria di appuntamento, avremmo voluto naturalmente implementare una casella a discesa che prendesse dalla tabella delle categorie l identificativo e la descrizione, mostrasse all utente la descrizione e memorizzasse nella tabella degli appuntamenti l identificativo. Purtroppo, un modo così naturale per costruire una casella a discesa sarà implementato solo per la release definitiva; esistono dei complicati artifici per realizzare la funzionalità (potete dare un occhiata al progetto di esempio LookupComboBox ), ma abbiamo preferito più semplicemente valorizzare tale campo ad un valore standard. Anche così il risultato non è male. Infine, costruiremo nel solito modo il report degli appuntamenti, a partire dalla query parametrica: SELECT ALL tblappuntamenti. DescAppuntamento, tblappuntamenti. LuogoAppuntamento, tblappuntamenti. DataAppuntamento, tblappuntamenti. OrarioAppuntamento, tblappuntamenti. NoteAppuntamento FROM tblappuntamenti WHERE tblappuntamenti. IDContatto = prmcontactid ORDER BY tblappuntamenti. DataAppuntamento ASC, tblappuntamenti. OrarioAppuntamento ASC OpenForm( InsertAppointment,, prmcontactid= + lblhiddencontactid. Caption +, prmcontactname= + Control_NameContact.Text +, prmcontactsurname= + Control_SurnameContact.Text + ); Nel codice lato browser della form InsertAppointment, sull evento OnReady inseriamo il seguente codice: TEST TEST published message void WebFormReady(ref Boolean Ready) NewRecord(null); //accertarsi che ViewMode sia vmsingle Control_IDContatto.Text = TEST FIGURA 7 TEST La stringa di ricerca inserita nella form principale viene passata come parametro alla subform 13 <<

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