Scorte. Scorte. Scorte. Ragioni delle scorte. Concetti base 11/03/

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1 Scorte Scorte Concetti base 11/03/ che cosa sono? perché tenere delle scorte? come gestirle? quanto ordinare? quando ordinare? 1 2 Scorte Ragioni delle scorte Che cosa sono? sono i materiali all interno del processo logistico produttivo (che aspettano di essere utilizzati, lavorati, assemblati, distribuiti, venduti, adoperati, consumati, ecc.). In pratica qualunque cosa: materie prime; semilavorati, componenti, subassemblati; work in process*; prodotti finiti. * WIP - scorte presenti/caricate nei reparti produttivi in attesa di lavorazione (o in lavorazione), non caricate nelle scorte a magazzino Perché mantenere delle scorte? motivo transazionale ridurre i costi fissi (es. di trasporto), economie di scala: i costi sono meno che proporzionali alla quantità; motivo precauzionale e/o di smoothing garanzie contro le incertezze dei fornitori, dei trasporti, della produzione, del mercato in sostanza le scorte disaccoppiano processi contigui cioè ne riducono la mutua influenza e ne facilitano la gestione - caso particolare scorta stagionale; motivo speculativo aumenti di valore o di costo attesi o previsti; 3 4

2 Ragioni delle scorte altro scorte viggianti o pipeline: dovute ai tempi non nulli di trasporto; scorte logistiche: dovute a meccanismi strutturali della catena logistica, e.g., dimensione minima lotto acquistabile, garanzia copertura di un certo intervallo di tempo dei fabbisogni - scorte da lotto; scorte di fine vita del prodotto (all-time stock): scorte create in vista della sospensione della produzione di un bene; scorte da costi di controllo: dovute a costi di controllo del magazzino superiori a quelle delle scorte. Costi delle scorte Perché non mantenere delle scorte? le scorte non producono valore aggiunto e costano tenere delle scorte comporta dei costi che vanno oltre allo specifico costo di acquisto della merce considerata 5 6 Costi delle scorte Quando è possibile conviene attuare politiche che riducano comunque la necessità di scorte oppure distribuiscano maggiormente i costi fissi, e.g, nel caso di parti di ricambio: progettando i prodotti in modo orientato alla logistica (e.g., standardizzando componenti) gestendo il servizio anche per terzi, terziarizzazione (outsourcing) del servizio in tutto o in parte (e.g., solo trasporto), sostituendo con prodotti buoni i prodotti mal funzionanti e riparandoli in blocco o in modo centralizzato, leasing delle parti (vendita delle parti di ricambio al cliente con la promessa di riacquisto delle parti di ricambio), contratti di servizio personalizzati sul cliente, partnership con clienti e fornitori, riducendo il numero dei magazzini distribuiti territorialmente, classificazione A, B, C dei componenti. Costi delle scorte Osservazione statistica: Standardizzare e riunire i magazzini distribuiti sul territorio riduce la necessità di scorte grazie alla validità del teorema centrale della statistica, che, in parole povere, afferma che la deviazione standard della somma di variabili casuali indipendenti, cresce proporzionalmente alla radice quadrata della somma stessa. Esempio: Per soddisfare nel 99% dei casi la domanda di due codici, con domanda media identica uguale a 5, si presenta la necessità di due livelli di scorta di valore 10. Nel caso in cui questi possano essere sostituiti da un unico codice il livello di scorta finale non risulta essere la somma, i.e., 20, bensì

3 Costi delle scorte Costi: oneri finanziari; costi di opportunità (costo dell immobilizzo del capitale con sacrificio di investimenti alternativi); oneri da rischio (obsolescenza, furto, danneggiamento,...); costi assicurativi; costi di immagazzinamento (spazi, movimentazione); costi gestionali (strutture, sicurezza, personale, amministrazione). Classificazione dei costi costi fissi: costi pressoché indipendenti dal volume delle attività; costi variabili: costi funzione del volume delle attività, in prima approssimazione proporzionali; costi diretti: costi direttamente associabili ad uno specifico prodotto costi indiretti: costi non direttamente associabili ad un singolo prodotto Tali costi sono ortogonali, quelli indiretti sono spesso difficilmente valutabili Modellamento dei costi I costi delle scorte vengono modellati i tre grandi famiglie costo di mantenimento; costo di rifornimento; costo di penuria. 11 Costo di mantenimento Costo di mantenimento: modella tutti quei costi legati alla presenza di merci in magazzino oneri finanziari ; costi di opportunità; oneri da rischio; costi assicurativi; costi di immagazzinamento; costi gestionali. In generale dipende dal livello delle scorte e dal loro tempo di permanenza in magazzino: costo variabile (in genere stimato intorno al 10-20% del valore della merce l anno) 12

4 Costo di rifornimento Costo di rifornimento (anche d ordine): modella tutti quei costi legati all emissione e all esecuzione di un ordine di rifornimento costi personale; costi accessori (stampati, ammortamento impianti usati); costi trasporto; costi acquisto*. In generale è ritenuto avere una componente fissa e una variabile proporzionale alle dimensioni dell ordine (se vengono considerati i costi di acquisto) *in letteratura e in pratica non c è accordo completo, ma è comunque indifferente. Costo di penuria Costo di penuria: quantifica economicamente le motivazioni di mantenimento di scorte rischio di rottura di scorta; blocco della produzione, mancata vendita, disaffezione del cliente, ecc... Il costo di penuria è ritenuto variabile proporzionale a: quantità non soddisfatta se vi è mancata vendita (lost-sales); quantità non soddisfatta e tempo di attesa se è possibile una consegna in ritardo (back-order) Osservazione scorte eccessive inducono oneri economici, spreco risorse; scorte ridotte inducono disequilibrio nel ciclo produttivo, impossibilità di rispondere alla domanda del cliente. La gestione ottimale del magazzino risponde ad esigenze strategico-tattiche fondamentali per una azienda. Interdipendenza dei costi Nella catena logistica: il costo di ordine è legato alle relazioni tra magazzino e fornitore; il costo di penuria è legato alle relazioni tra magazzino e cliente; ridurre le scorte riduce i costi di mantenimento, ma aumenta i costi di ordine e penuria, viceversa scorte più elevate aumentano i costi di mantenimento, ma riducono quelli di rifornimento e di penuria

5 Conseguenze Equilibrio dei costi Si può cercare di tenere le scorte al minimo, o non tenerne addirittura, per abbattere i costi di mantenimento? obiettivo scorte zero Solo con un integrazione con clienti e fornitori in modo da ridurre aleatorietà e abbattere costi di ordine e di penuria, in modo da effettuare i rifornimenti solo quando il materiale dev essere adoperato. Just-In-Time (JIT) Non sempre l obiettivo scorte zero è raggiungibile: tenere delle scorte è spesso inevitabile, si deve fare nel modo meno oneroso, quindi... si tratta di trovare il punto di equilibrio più conveniente Regole pratiche Nell affrontare un problema di gestione di magazzino si deve: individuare gli attori decisionali coinvolti, anche a monte e a valle della della catena logistica (e.g., responsabile magazzino, rappresentanti fornitori, responsabile produzione); determinare potere decisionale degli stessi; determinare le componenti del costo; determinare i vincoli; determinare eventuali stocasticità. Per ognuno dei suddetti elementi si devono inoltre determinare le componenti realmente significative (vedi anche lucidi successivi). Esempio: caratteristiche decisori In presenza di più decisori cooperanti, per capire i poteri decisionali di ognuno di essi, può essere opportuno classificare ogni decisore nel seguente modo: responsabile/coordinatore: persona che convoca i decisori per decidere; decisore primo: persona che decide in caso di conflitto (può non essere il responsabile); joint decisore: persona convocata per decidere; consultato: persona il cui parere è richiesto, di cui però si può non tenerne conto. Il consultato può essere richiesto di esprimere un parere anche prima della convocazione a cui potrebbe non essere invitato; informato: persona che viene informata a posteriori della decisione presa

6 mercato materie prime Es: tipologia scorte Esempio: tipologia scorte magazzino materie prime magazzino prodotti non-serviceable elim inazione lavorazione rilavorazione magazzino prodotti finiti domanda I costi delle scorte dei magazzini a valle delle lavorazioni sono superiori dei costi dei magazzini a monte. Infatti i prodotti immagazzinati valgono di più perché presentano il valore aggiunto della lavorazione, quindi la loro giacenza in magazzino equivale ad un maggiore immobilizzo di capitale. I costi del magazzino beni non-serviceable sono in generale inferiori a tutti gli altri NB: ci possono essere anche scorte intermedie tra le varie fasi dei processi di lavorazione e rilavorazione Esempio: tipologia scorte Il riuso, riciclo, recupero dei prodotti che hanno terminato il loro ciclo di vita sono convenienti (criterio di decisione) solo se costi (raccolta + immagazzinamento + rilavorazione) costi (acquisto materie prime + immagazzinamento + lavorazione) Per favorire il riuso, riciclo, recupero, e quindi evitare di pagare costi legati all inquinamento, la società può introdurre degli incentivi (costi negativi) o degli obblighi (vincoli) di legge. Il riciclo può avvenire anche nel caso in cui la capacità della catena logistica diretta sia temporaneamente inferiore alla richiesta del mercato (vincolo o obiettivo - costo penalità). 23 Esempio: tipologia scorte In condizioni statiche (domanda, prezzi, qualità dei prodotti recuperati) ed in assenza di vincoli di capacità delle catena logistica diretta si presentano due scelte alternative o conviene riciclare tutti i prodotti recuperati, o conviene mandarli tutti in discarica. In presenza di vincoli stringenti nella catena logistica diretta può convenire una politica di recupero parziale. In condizioni dinamiche può convenire riciclare e non riciclare a fasi alterne. Bisogna però tenere presente che per riciclare si incorre necessariamente in dei costi fissi di impianto. In presenza di costi di eliminazione e di riciclo elevati si tende ad immagazzinare indefinitamente i prodotti usati (e.g., scorie nucleari), a meno che ciò non sia impedito dalla legge. 24

7 Flussi di informazione Nei prossimi lucidi i flussi di informazione nelle funzioni di approvvigionamento controllo scorte materie prime, semilavorati e risorse controllo scorte prodotti finiti 25 fornitore DB fornitori di prodotti - prodotti - ordini aperti - storico -... ordine specifiche ordine limiti budget fattura caratteristiche fornitori aggionamento dati storici emissione ordine "comprare" processamento richieste richiesta acquisto materie prime (da controllo scorte) o di materiale (da contollo produzione) dati fornitore acquisti (negioziazione prezzi e contratti) prestazione fornitore "ordine emesso" "emissione di ordine fuori dal budget" controllo costi Approvvigionamento autorizzazione al pagamento conferma arrivo materiali (da controllo scorte) contabilità 26 approvazione qualità (da qualità) conferma arrivo (ad approvv.) controllo arrivi trasferimento richiesta permanente o a lungo periodo (da sched. prod.) richiesta acquisto (ad approvv.) controllo ordini "prepararsi arrivo" localizzazione e movimentazione ordine di trasferimento localizzazione stato richiesta a breve termine (da contr. prod.) DB materie prime e risorse - livello scorte - storico -... stato ed attività controllo costi gestione stato nuovi arrivi (a contab.) reporting report (a contr. produz.) Commenti (controllo scorte) Le richieste da pianificazione e scheduling dovrebbero essere la norma. Quelli da controllo produzione (se non pianificati in precedenza) dovrebbero verificarsi solo in presenza di imprevisti. percorso Controllo scorte materie prime quantità movimentate controllo scorte in impianto azione di controllo evento eccezionale misura valida misura manuale o automatica interfaccia di controllo e raccolta dati dell'impianto produttivo quantità e qualità validazione risultato analisi (da qualità) 27 I controlli di qualità dovrebbero avvenire in aderenza alle norme sui materiali, sulle lavorazione e sui metodi statistici da usare ed in conformità con gli accordi contrattuali. Può capitare che i controlli di qualità siano fatti a monte dal fornitore. 28

8 prenotazione (da acquis. ordini) certificazione e classificazione (da qualità) aggiornamento schedule imballaggio (da sched. prod.) supervisione tempo completamento Gestione scorte prodotti finiti marketing specifiche trasferimento DB imballaggio localizzazione e movimentazione percorsi dato storico correzione quantità movimentate controllo movimentazione azione di controllo controllo costi localizzione misura valida misura manuale o automatica interfaccia di controllo e raccolta dati dell'impianto produttivo flusso magazzino (a contab.) stato trasferimento dati prodotti in scorta in mano DB prodotti finiti - livello scorte - storico -... quantità validazione reporting dati scorte report (a contr. produz.) conferma spedizioni (a ammin. sped.) spedizioni certificazione e classificazione (da qualità) dati di lavorazione (da contr. produz.) 29 Generalità dei modelli decisionali per le scorte I modelli che si considerano in seguito sono indipendenti dal fatto che le nuove scorte provengano da un fornitore esterno oppure che siano prodotte internamente. Nel secondo caso il controllo delle scorte e la pianificazione della produzione possano essere attività che si sovrappongono L approccio utilizzato per formulare i modelli viene utilizzato anche in altre punti del flusso logistico. 30 Tassonomia dei modelli Gli elementi caratterizzanti i modelli sono in generale: costi, attualizzazione dei modelli con costi medi vs. modelli con costi attualizzati* domanda da soddisfare costante vs. variabile, nota vs. stocastica; lead time: periodo intercorrente tra l emissione di un ordine al fornitore e il suo completamento review time (controllo): periodo intercorrente tra un controllo e il successivo continuo vs. periodico domanda in eccesso mancata vendita vs. back-order variazione nelle scorte obsolescenza, furti, ecc... * i primi sono più facilmente trattabili, i risultati non sono comunque molto diversi. 31 Politiche di gestione tipiche Modalità di gestione del magazzino: controllo periodico valuto periodicamente l entità delle scorte disponibili, quindi decido se e quanto ordinare. controllo continuo ho un sistema che aggiorna in tempo reale la situazione del magazzino, ad ogni ingresso ed ogni uscita. 32

9 Politiche di gestione tipiche Indicatori per il controllo delle scorte Modalità di gestione delle scorte: a intervalli fissi riordino periodico a punto d ordine si riordina quando la scorta raggiunge un dato valore consistenza media nel periodo T: a lotti fissi si riordina una quantità costante a ripristino si riordina la quantità necessaria a ricostituire la scorta massima. C m = t Τ I(t)dt / T, I(t): livello magazzino in t; Ciascuna politica è più o meno adatta alle diverse situazioni Indicatori per il controllo delle scorte Indicatori per il controllo delle scorte frequenza di avvicendamento o di rotazione fisica: rotazione economica (inventory turnover): F a = Q u /C m, Q u : totale flussi uscita (scarichi) F a evidenzia il grado di rinnovamento delle scorte; giacenza media: G m =1/F a G m evidenzia la permanenza media di un bene; R e = C v /V m, C v : valore del venduto, V m : valore* medio scorte in magazzino R e evidenzia il grado di operatività dell impresa a livello commerciale, la facilità di collocazione dei prodotti sul mercato; * se il valore dei beni cambia nel tempo, il valore va contabilizzato secondo una determinata normativa che ha implicazioni sul bilancio

10 Altra terminologia scorta disponibile (inventory position, available stock): scorta disponibile per soddisfare i clienti; ordinato (on-order stock): scorta già ordinata al fornitore, ma non immediatamente disponibile (in viaggio o in back-order dal fornitore); scorta in mano (on-hand stock): scorta disponibile in magazzino per soddisfare i clienti (disponibile - ordinato); prenotato (committed stock): già ordinata dal cliente, ma non immediatamente disponibile (in viaggio o in back-order dal fornitore); scorta di sicurezza (safety stock): scorta creata per fronteggiare irregolarità (quantità) o incertezze (tempo) nella domanda o nella fornitura; Altra terminologia Attenzione non sempre la terminologia è univoca qualcuno definisce scorta fisica: scorta disponibile per soddisfare i clienti, i.e., inventory position; scorta disponibile (net stock): scorta fisica prenotato; stock keeping units (s.k.u.): articolo a magazzino di cui è conosciuta esattamente la funzione, lo stile, la forma, il colore, la posizione nel magazzino,... codice: insieme di articoli che hanno le stesse caratteristiche e quindi sono classificati da un unico codice nel sistema informativo aziendale Altra terminologia analisi ABC: procedimento in base al quale i codici prodotti vengono suddivisi in tre classi A, B e C, in base all importanza che assumono in ambito aziendale. Analisi ABC Gruppo Q.tà % Valore % Record Scorta sicurezza Controllo classe A: pochi codici che rappresentano gran parte del valore della merce in magazzino classe C: tanti codici che rappresentano una minima parte del valore della merce in magazzino classe B: codici intermedi A 10-20% 70-80% completi accurati B 30-40% 15-20% completi accurati bassa moderata continuo o frequente normale: qualche sollecito in classe A vi è tipicamente il 20% degli codici che rappresentano in genere l 80% del valore della merce a magazzino. Particolare attenzione va dedicata nella loro gestione. C 40-50% 5-10% semplificati grande periodico: ordini annuali o più 39 40

11 Esercizi 1. I clienti sono tipicamente interessati a tre aspetti dei prodotti: costo, qualità (nel senso di aderenza alle specifiche e ai requisiti), tempi di consegna (in termini di rapidità e/o puntualità). Spiegare su quali di questi fattori influisce una corretta gestione delle scorte e perché. 2. In ambito industriale i pagamenti di solito avvengono a 60, 90 giorni (se non di più) dal ricevimento della merce. Quantificare i costi aggiuntivi in cui incorre il fornitore a causa di tale pratica di pagamento. 3. Una pratica di pagamento alternativa è pagare un giorno fisso del mese le forniture effettuate il mese precedente. Quantificare i costi aggiuntivi in cui incorre il fornitore a causa di tale pratica. Indicare, inoltre, la politica di consegna che attuerebbe il fornitore a parità di altre condizioni. Esercizi 4. Una possibile organizzazione delle scorte prevede che al fornitore sia concessa una zona nell impianto del cliente principale dove potere organizzare il proprio magazzino, contenente anche parti per terzi. In questa situazione al fornitore è richiesto di disporre sempre di una minima scorta di sicurezza, di concedere al cliente principale diritto di precedenza sui prodotti, di pagare delle penalità in caso di ordini non evasi immediatamente. Indicare i vantaggi e gli svantaggi di una tale organizzazione per il cliente principale e per il fornitore. Indicare possibili criteri per determinare il livello della scorta di sicurezza Esercizi 5. Mettere in rete la propria azienda con un servizio b2c può portare ad un aumento delle vendite poiché allarga il bacino dei potenziali clienti. Di contro, per rimanere appetibili, bisogna sapere produrre piccoli lotti di beni con caratteristiche molto variabili; depallettizzare le spedizioni (i.e., spedire piccoli lotti che non occupano nemmeno un pallet) Indicare come riorganizzare la produzione, le scorte e la distribuzione al fine di gestire correttamente la situazione descritta. Dire cosa cambia se si fornisce solo un servizio b2b. (Può ad esempio convenire progettare in modo che i prodotti abbiano molte parti in comune, terziarizzare le spedizioni ad un corriere, permettere al cliente di scegliere diverse modalità di consegna) Esercizi 6. Spiegare perché sono giustificate le seguenti politiche di produzione e di gestione delle scorte pattern della domanda discreto continuo produzione a magazzino periodica, con grandi scorte di sicurezza sospensione della produzione bassa produzione a magazzino, scorte dedicate per clienti importanti produzione su commessa domanda annuale alta Spiegare inoltre perché il fatto che lo stesso cliente acquisti prodotti sia nel quadrante in alto a destra e in basso a sinistra impedisce di solito un applicazione acritica delle suddette politiche. Spiegare inoltre perché i valori limiti dei quadranti dipendono dai costi fissi in cui si incorre

12 Esercizi 7. I clienti di una azienda possono essere classificati come in figura: potenziale di incremento acquisti futuri basso alto nuove opportunità di solito grandi clienti contratti deboli clienti occasionali bassi utilizer clienti in posizione quasi di monopsonio partner contratti quadro sinergie acquisti correnti alti Dedurre il potere contrattuale di ognuno di essi. Spiegare il comportamento che deve tenere un azienda per spostare un cliente nei riquadri più favorevoli. Esercizi 8. Il grafico in figura rappresenta l andamento nel tempo della domanda (in nero) e dell arrivo dei prodotti riciclabili (in rosso) Si supponga che tutta la domanda sia soddisfatta dalla produzione o dal riciclo, che i costi di riciclo siano inferiori a quelli di produzione, che sia concesso il backorder. In queste ipotesi indicare perché e a quali condizioni potrebbe convenire : avere alcuni ordini in backorder nel periodo giallo; eliminare alcuni pezzi riciclabili nel periodo tra i due intervalli colorati; trattenere tutti i prodotti ritornati nel periodo in azzurro

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