Verso la Entrepreneurial University del XXI secolo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Verso la Entrepreneurial University del XXI secolo"

Transcript

1 Prolusione del Prof. Marco Cantamessa Politecnico di Torino - Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione I3P Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino Verso la Entrepreneurial University del XXI secolo Introduzione Per la prima volta nella storia del nostro Ateneo, la lectio di apertura dell anno accademico affronta un tema legato alla cosiddetta terza missione dell università. Per un Ateneo, è naturale che si tratti questo argomento non solo considerandolo un oggetto di speculazione e ricerca, ma anche assumendo il ruolo di soggetto attivo, che riflette sulla propria missione. Per questo mi permetterò, ogni tanto, di provare a fare il punto sulla situazione attuale, così da fornire stimoli di riflessione a chi ha responsabilità di governo. Perché occuparsi dell università imprenditoriale? Perché è un fatto storico ed empiricamente osservabile che, nel tempo, l università si sia evoluta, passando progressivamente dalla iniziale focalizzazione sulla didattica (la prima missione ) all università humboldtiana del XIX e XX secolo, che si occupa anche di ricerca (la seconda missione ), per giungere oggi, a cavallo tra il XX e il XXI secolo, all università che assume un ruolo diretto nell innovazione e nello sviluppo economico (la terza missione ). Un università che, nell allargare il presidio delle proprie competenze e attività, si scopre sempre più imprenditoriale. Entrepreneurial University è un termine-ombrello che nasce dall osservazione empirica di un cambiamento assai frastagliato. Esso si presta a diverse definizioni, tanto è vero che l OCSE (2012) ci dice: There are several attempts to define the Entrepreneurial University in the literature and they reach no consensus.. Date le molteplici interpretazioni possibili, mi sento libero di proporne una mia, operando su tre prospettive: l università che forma imprenditori, l università che crea imprese, per giungere infine all università che imprende.

2 L università che forma imprenditori Parto dalla figura dell imprenditore perché, trattando un fenomeno sociale ed economico, ritengo buona norma cercarne in primis l attore umano, prima di toccare aspetti organizzativi e istituzionali. L imprenditorialità implica l esistenza di imprenditori. Senza imprenditori, non c è intrapresa. La centralità dell imprenditore è ben presente a chi si occupa di economia e, in particolare, di economia dell innovazione. É infatti l imprenditore schumpeteriano il principale attore della distruzione creatrice che, come in una burrasca, traghetta la società da un paradigma tecnologico all altro ( [...] individuals who exploit market opportunity through technical and/or organizational innovation, Schumpeter, 1965). Sono i Thomas Edison di fine XIX secolo, i Bill Gates degli anni 80 del secolo scorso, gli Elon Musk di oggi. L imprenditore non è solo quello che al contempo genera e cavalca l innovazione di tipo radicale e disruptive 1. Pur tenendo presente la distinzione, proposta da Baumol (2010), tra imprenditori innovativi (coloro i quali creano imprese diverse da quelle esistenti) e imprenditori replicativi (i quali invece creano imprese uguali a quelle esistenti), il legame tra cambiamento e imprenditorialità è costantemente presente, anche se in modo più lieve e feriale. Peter Drucker (2007), tra i maggiori studiosi nel campo del management, ci ricorda infatti: This defines entrepreneur and entrepreneurship - the entrepreneur always searches for change, responds to it, and exploits it as an opportunity. L imprenditore, nella società, può essere anche visto sotto un registro diverso, etico. Nelle note parole di Luigi Einaudi (1960), egli è colui che affronta le difficoltà del fare impresa mosso non solo dalla sete di guadagno monetario, ma anche dall ambizione di veder crescere la propria creatura (... lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più 1 Negli studi sull innovazione, si parla di innovazione radicale quando si hanno discontinuità nel prodotto e nella tecnologia sottostante. Sono invece disruptive le innovazioni che conducono a discontinuità negli equilibri competitivi che caratterizzano i settori produttivi.

3 vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno ). Questa osservazione è confermata da recenti studi, i quali ci indicano come la decisione di avviarsi a un percorso imprenditoriale, e soprattutto di persistere in esso, non derivi tanto dal ritorno monetario atteso, che è mediamente basso, quanto dall esistenza di altre determinanti di natura personale 2. Pur tenendo presente che l imprenditorialità possa anche essere improduttiva e distruttiva (Baumol, 1990), vi è un imprenditorialità produttiva che ha un ruolo fondamentale per una società che desideri crescere, che voglia migliorare le condizioni di vita di chi la compone oggi, e di coloro i quali verranno in seguito. Ora, se l università vuol avere un ruolo nel formare questi imprenditori, che cos è l imprenditorialità? La si può imparare? E, se sì, la si può insegnare? Per rispondere, propongo di partire dal significato del termine imprenditore. Il dizionario etimologico ci dice che esso derivi da in (muoversi verso) e prendere. E che prendere derivi da pre (prima) e hendere (afferrare). L imprenditore è quindi colui che si muove per afferrare per primo. Una bella immagine: l imprenditore è uno che osserva, che si muove, e che afferra. È un cacciatore... un cacciatore di opportunità. Proviamo quindi ad analizzare insieme questo moderno cacciatore sotto alcuni punti di vista, che ci vengono suggeriti dalla ricerca più recente. Gli studiosi di management parlano di una Entrepreneurial Orientation che predisporrebbe individui e organizzazioni all atto imprenditoriale, cioè all ingresso nel mercato (o new entry, Miller, 1983; Lumpkin e Dess, 1996). Negli studi empirici, la Entrepreneurial Orientation risulta composta da tre componenti assai fortemente correlate tra di loro, con un r 2 compreso tra 0.39 e 0.75 (Rauch et al., 2009): l innovatività, la propensione al rischio 3 e la proattività. Innovare, rischiare ed essere proattivi, proprio come osservare, muoversi e afferare. 2 Il tema è stato studiato analizzando sia la distribuzione dei redditi attesi (Hamilton, 2000) che il rendimento degli investimenti illiquidi che gli imprenditori hanno nelle proprie aziende (Moskowitz e Vissing-Jørgensen, 2002). 3 A questo riguardo, si può notare una sostanziale differenza tra imprenditori replicativi e imprenditori innovativi: i primi sono propensi ad accettare rischi intesi come incertezza conoscibile e valutabile. I secondi sono invece essere pronti ad affrontare incertezze di tipo knightiano (Knight, 1921), ovvero non misurabili a priori.

4 Volendo andare più a fondo su questo tema, lo studioso di management può iniziare a lavorare insieme allo psicologo. A livello individuale, ci si potrebbe innanzitutto chiedere se gli imprenditori abbiano una personalità distintiva. Se così fosse, imprenditori si nascerebbe, e non li si potrebbe quindi formare. Sin dagli anni 90, si è provato a identificare questi tratti distintivi, ma con scarso successo (Brandstatter, 2011; Mitchell et al., 2002). Nella ricerca più recente, si tende ad ampliare lo sguardo, ricercando l imprenditorialità come risultato di un atto collettivo e legato al contesto. Per esempio, Zachary e Mishra (2011) parlano dell imprenditorialità come frutto di un nexus between individuals, opportunities and resources ) 4. È invece a livello cognitivo che si possono cogliere le maggiori differenze tra imprenditori e non imprenditori (Mitchell et al., 2007). Se esiste una Entrepreneurial Cognition, è probabile che la si possa apprendere, e che si possa anche insegnare a pensare come un imprenditore. Proviamo allora a tracciare l identikit cognitivo dell imprenditore: gli imprenditori tendono a distinguersi nel ragionare sulle opportunità, prima che sulle soluzioni tecniche (Krueger, 2003); laddove non abbiano competenze proprie, usano competenze relazionali per mobilitare persone esperte (Baron, 2000); hanno una maggiore tendenza a cadere vittime di bias cognitivi (in particolare, alla overconfidence), una minore tendenza a operare ragionamenti controfattuali (ovvero, a ragionare sui diversi esiti che sarebbero emersi, o potrebbero emergere, da scenari alternativi) e fanno ampio uso di processi decisionali basati su metodi euristici (Simon et al., 2000); sono a proprio agio nel ragionare sia in modo causale (dato un obiettivo, determinare le risorse necessarie) che effettuale (date le risorse disponibili, quali effetti sono ottenibili, Sarasvathy, 2001). Risultati simili emergono da recenti studi nel campo dell economia comportamentale (Åstebro et al., 2014). Riassumendo, l imprenditore riesce a percepire cose che i non-imprenditori non sanno cogliere: le opportunità, e sanno poi muoversi creativamente tra uno spazio delle opportunità e uno spazio delle soluzioni. Quando poi l imprenditore si muove per 4 Seguendo questo filone, in una recente ricerca che abbiamo svolto insieme a colleghi psicologi dell Università di Torino, abbiamo operato sull intero team imprenditoriale e allargato l insieme di fattori disposizionali che sottenderebbero all attività imprenditoriale. Oltre ad elementi classici, abbiamo osservato e definito due nuovi costrutti: il bisogno di realizzazione, e la passione imprenditoriale. Concetti assai einaudiani, che è stato possibile verificare empiricamente (Mercuri et al., 2014)

5 afferrare l opportunità, tende a considerarla così significativa da rendere accettabili rischi che altri considererebbero eccessivi. È un approccio cognitivo che mostra alcuni punti di contatto, ma anche qualche divergenza, con quello della cultura politecnica del progetto che accomuna e caratterizza la formazione di ingegneri, architetti e designer: muoversi tra uno spazio dei problemi e uno spazio delle soluzioni tecniche, per poi scegliere un concept e svilupparlo nel dettaglio. Infine, l imprenditore ha anche cognizioni di economia aziendale, sapendo ragionare su concetti come l elasticità della domanda rispetto al prezzo, la struttura dei costi, i margini di contribuzione, il breakeven, la differenza tra cassa e competenza. Sono competenze che possono derivare da studi di economia aziendale, con la caratteristica di essere orientati più alla comprensione manageriale dei modelli di business, che alla comprensione ragionieristica delle regole di contabilità. Anche qui, un modo di pensare assai vicino a ingegneri e architetti i quali, prima di addentrarsi nei particolari, tendono a chiedersi come funziona? Per l università nasce dunque una sfida. Abituati a formare una classe dirigente composta da professionisti e amministratori, iniziare invece a formare una classe dirigente nuova, capace di pensare come imprenditori : giovani che sappiano applicare questa forma mentis sia che decidano di fare dell imprenditoria la propria professione, sia che si orientino verso altre carriere, affrontandole però con uno spirito nuovo. Se guardo alle nostre università, e in particolare al nostro Ateneo, è stato fatto molto, ma è sicuramente possibile incrementare l attenzione a questo tema. Nell Alta Scuola Politecnica, programma rivolto a piccolissimi numeri di studenti di particolare talento (60 per il nostro Ateneo, e 90 per il Politecnico di Milano) si opera di fatto una formazione alla entrepreneurial cognition lavorando, in particolare nei progetti, su una innovazione di tipo problem driven, sulla multidisciplinarietà e sul lavoro di gruppo. In alcune lauree magistrali sono stati introdotti, con grande apprezzamento degli studenti, corsi di business planning, che coinvolgono circa 150 studenti all anno. Un corso di questo tipo viene offerto anche agli studenti di dottorato, ed è frequentato da circa 30 studenti all anno. Ampliare questi numeri potrebbe essere un primo passo.

6 Ma il vero cambiamento potrebbe venire considerando la entrepreneurial cognition come un vero e proprio obiettivo formativo per tutti. Così facendo, anche il Politecnico di Torino e le altre università tecniche italiane potrebbero ambire ai noti risultati dell MIT (Roberts e Eeseley, 2009), ateneo che, limitandosi alle imprese fondate da ex-allievi viventi, ne ha censite 25600, con un impatto occupazionale di 3.3 milioni di addetti. Si tratta per la stragrande maggioranza di imprese non legate alla ricerca del MIT, e che sono nate perché agli studenti era stato insegnato non solo a ragionare come un ingegnere, ma anche a pensare come un imprenditore. L università che crea imprese Passo quindi alla seconda prospettiva: l università che, oltre a formare imprenditori, crea imprese. Si tratta di un tema importante, perché le nuove imprese sono quelle che creano posti di lavoro netti e che, con la loro crescita, sostituiscono le imprese spiazzate dal cambiamento tecnologico. La ricerca economica ci dice infatti che la creazione netta di posti di lavoro è operata dalle PMI, ma non da tutte: quelle piccole perché nane, che né crescono, né muoiono, non forniscono un contributo. A creare posti di lavoro sono invece le startup, cioè le piccole imprese di recente costituzione. Una nota ricerca promossa dalla Kauffmann Foundation su dati dell US Census Bureau ci dice che, tra il 1977 e il 2005, le imprese non-startup avevano portato in media a una perdita occupazionale annua di circa 1 milione di posti di lavoro, mentre le startup con meno di 5 anni di vita ne creavano 3 milioni all anno (Kane, 2010) 5. Risultati simili sono osservabili a livello globale: anche nel nostro 5 Per startup non si intendono qui necessariamente nuove imprese tecnologiche. Usando la precedente definizione di Drucker, si può ritenere che la nuova impresa porti comunque un qualche elemento di cambiamento e innovazione. Alle startup, alcuni autori suggeriscono di aggiungere le cosiddette imprese highimpact, ovvero le PMI nelle quali scatta un fenomeno di crescita, per esempio a seguito di un profondo cambiamento strategico o un passaggio generazionale (Audretsch, 2012).

7 Paese, tra il 2001 e il 2011, le PMI con meno di 5 anni di vita creavano 2 posti di lavoro per ogni posto di lavoro che perdevano (Criscuolo et al., 2014) 6. L effetto occupazionale delle nuove imprese potrebbe però non esaurire il loro impatto sull economia. Vi è probabilmente un effetto meno visibile, che curiosamente non è ancora stato oggetto di studi rigorosi, legato ai processi di open innovation: anche se le startup non crescessero, potrebbero essere determinanti per accelerare processi di innovazione presso le imprese incumbent, incrementandone la competitività. Questo potrebbe essere particolarmente significativo in un Paese come il nostro, nel quale i processi di crescita aziendale sono più difficili. Data l importanza delle nuove imprese, come può l università favorirne lo sviluppo? In primo luogo, facilitando la nascita di spinoff della ricerca, ovvero imprese che nascono per portare sul mercato risultati nati nel contesto accademico, e ciò in alternativa ad altri canali di trasferimento tecnologico, quali la concessione di licenze su brevetti ad imprese esistenti. Se nelle spinoff universitarie è la ricerca a imboccare la strada dell impresa, è importante evidenziare anche il percorso inverso, con startup che nascono da idee imprenditoriali autonome che prendono la strada della ricerca, e si insediano accanto all università. Ad esempio, nel nostro incubatore, metà delle imprese clienti proviene dall Ateneo. L altra metà invece nasce da idee imprenditoriali esterne, talora come spinoff aziendali, che permettono di valorizzare progetti non core, che rischiavano altrimenti di morire nei cassetti, insieme alle relative competenze. Nonostante i pregiudizi, la capacità dell università italiana di operare in questo ambito è assai significativa. Se guardiamo alle startup innovative definite dalla recente legislazione (L. 221/2012), si stima che ben un quarto di esse sia nato grazie all azione dell università, come sue spinoff o come aziende incubate da strutture legate all accademia (Bax et al., 2013). Inoltre, un terzo degli incubatori certificati di start up innovative definiti dalla medesima legge è associato all università. 6 A margine, non si può non annotare come l impatto positivo delle giovani imprese in crescita possa verificarsi soprattutto in economie aperte e dinamiche, nelle quali si accetti che le imprese giunte al termine del proprio ciclo di vita chiudano, aprendo così spazi di mercato a quelle giovani e innovative. Il nostro Paese non rispecchia esattamente questa situazione.

8 Il Politecnico di Torino è stato pioniere in questo campo. Negli anni, è stato l Ateneo italiano che ha generato il maggior numero di spinoff della ricerca. Nel 1999 è stato fondato qui il primo incubatore universitario italiano, che ancora oggi ha una posizione di leadership, riconosciuta dal ranking internazionale UBI Index, che lo piazza al primo posto in Italia, al 5 in Europa e al 15 nel mondo. Ogni anno, I3P riceve 300 domande di ammissione, sulla base di queste sviluppa insieme agli aspiranti imprenditori circa 80 progetti, e lancia 15 nuove imprese, stimolando investimenti privati in capitale di rischio a livello seed per 2.5 milioni di Euro. Nel loro insieme, le imprese di I3P hanno creato più di 1200 posti di lavoro diretti, ciascuno dei quali è costato al contribuente meno di 6000 una tantum, sfruttando per lo più risorse provenienti dal Fondo Sociale Europeo. Il quadro è incoraggiante, ma resta ancora molto da fare per migliorare la capacità dell università di creare imprese. È necessario aumentare quantità e maturità delle proposte imprenditoriali, e qui molto potrà fare un Ateneo più attento a formare imprenditori, così come si può auspicare un sistema di incentivi che premi anche a livello di carriera i docenti che provano non serietà a fare impresa. Inoltre, si può lavorare sulla capacità di attrazione della Cittadella Politecnica, una Tech-City inserita in un territorio unicamente fertile di competenze tecniche e industriali. Così facendo, sarà possibile aumentare il numero di imprenditori attratti da altre regioni italiane e anche dall estero (ad oggi, I3P ospita già quattro startup nate negli Stati Uniti). La recente disciplina sull Italia startup visa, che ultimamente consente anche di convertire i visti per motivi di studio in visti per la creazione d impresa, è da considerarsi un opportunità particolarmente interessante. Allo stesso tempo, bisogna lavorare sulla crescita delle nuove imprese perché, nel nostro Paese, fare startup è ancora un operazione eroica. In Italia, a una buona offerta di innovazione, si sposa una bassissima domanda. Finché imprese esistenti e pubbliche amministrazioni saranno recalcitranti ad adottare innovazioni, le startup non saranno apprezzate come fornitrici di beni e servizi

9 e/o come target di acquisizione, e non potranno crescere in modo significativo. Ed è pertanto razionale che facciano fatica ad attirare finanziatori, i quali non fanno altro che anticipare le somme che prevedono di poter un giorno prelevare dalle tasche dei futuri clienti. Il finanziamento delle startup sta migliorando nella primissima fase del seed financing, ad opera soprattutto di angel investing e di un corporate venturing informale, grazie anche agli incentivi fiscali previsti dalla legislazione. La situazione è però ancora drammatica nel cosiddetto early stage, fase nella quale vengono investite somme irrisorie in assoluto e in rapporto al PIL (meno di 100 milioni di euro all anno in media negli ultimi anni, OECD 2014), e non è nemmeno presente un numero di operatori di fondi di Venture Capital tale da creare un vero mercato, dato che ha incuriosito più di un ricercatore (Gregoriou 2011) 7. Questa non è una sterile lamentela: se il contesto appare insufficientemente propenso all innovazione, bisogna migliorarlo, e l università è un attore-chiave in questo processo, costruendo una vera e propria cultura dell innovazione, interagendo costantemente con imprese e pubbliche amministrazioni, per stimolarle a guardare verso traguardi più alti dal punto di vista sociale e della competitività, facendo proposte concrete, e diventando loro partner per attuarle. È la cosiddetta tripla elica dell innovazione (Etzkowitz e Leydesdorff, 2000), che è alla base dei moderni sistemi territoriali di innovazione. E questo ci porta alla terza prospettiva: l università che imprende. L università che imprende Università che imprende è un titolo molto delicato, che potrebbe apparire in antagonismo con due valori per molti di noi intoccabili: quello dell università pubblica e 7 Stanti i vincoli alla crescita citati, il problema non può risolversi semplicemente destinando risorse pubbliche a un fondo di fondi, nella speranza di smuovere investimenti privati, cosa che potrebbe al limite agire su fattori culturali o congiunturali. Vi è un vivace dibattito sulle scarse performance registrate dai fondi di Venture Capital che includono investitori pubblici, e del conseguente rischio di ottenere l effetto opposto, allontanando gli investitori privati anziché attrarli (Lerner, 2009). In conclusione, concordo con l Economist quando scrive: Better to make entrepreneurialism pay than to subsidise it. (The Economist, 17 maggio 2014).

10 quello della sacralità del sapere, e che portano a vedere con sospetto ogni accostamento con l idea stessa di impresa. Si tratta talora di posizioni fortemente ideologiche, altre volte dovute al sincero timore che l università possa smarrire il proprio ruolo critico nei confronti della società (Krimsky, 1991). Il dibattito sull università che imprende è d altra parte assai vivo, si riscontra in ogni parte del mondo, e fa parte delle normali dinamiche innovative. Etzkowitz et al. (2000) ci ricordano: The contemporary university is an amalgam of teaching and research, applied and basic, entrepreneurial and scholastic interests. These elements exist in a creative tension that periodically come into conflict. Conflict typically results in compromise and normative change in which different and even seemingly opposed ideological elements such as entrepreneurship and the extension of knowledge are reconciled. L università che imprende ha però radici antiche. Nell XI secolo, a Bologna, l università nasceva come associazione di studenti, che formarono una specie di cooperativa di consumo per reclutare i propri maestri. Nella Parigi del XII secolo, la Sorbona nasceva, al contrario, come universitas magistrorum. Qui i docenti formarono una cooperativa di produzione, per vendere i propri servizi agli allievi: una vera e propria impresa della conoscenza. Più recentemente, l atteggiamento imprenditoriale nell università emerge negli Stati Uniti alla fine del XIX secolo quando, complice il costo crescente della ricerca tecnicoscientifica e l iniziale assenza di una politica federale per la scienza, i ricercatori abbandonano l isolamento dalle distrazioni esterne raccomandato da von Humboldt, e diventano sempre di più cacciatori di fondi presso imprese e presso fondazioni private. Questo processo è andato in crescendo fino ai giorni nostri, e ritengo che molti di noi si possano ben riconoscere nella figura del cacciatore di fondi : oggigiorno, solo grazie alle risorse ottenute per via competitiva è possibile investire adeguatamente nei nostri laboratori e remunerare i nostri collaboratori, compresi gli studenti di dottorato. La tensione verso la ricerca di fondi va a creare, là dove prima non esisteva, un mercato e un modello di business nel quale i fondi portano a risultati; questi permettono di pubblicare, e il conseguente impatto bibliografico permette all individuo di fare carriera, e al gruppo di ricerca di attrarre nuovi fondi. Il gruppo di ricerca diventa quindi una quasi-azienda

11 (Etzkowitz, 2003), con un comportamento e un ethos simile a quello di un impresa, anche rimanendo nell alveo del proprio Ateneo, e senza generare spinoff o attività commerciali in senso stretto. Il gruppo di ricerca è dunque la cellula dell università imprenditoriale. Questo processo ha avuto un punto di svolta nel 1951, quando Fred Terman, che aveva conosciuto il sistema regionale dell innovazione che gravitava intorno al MIT, diventa preside della Facoltà di Ingegneria della Stanford University e trasforma l ateneo in un organizzazione fortemente orientata alla ricerca di fondi pubblici e industriali. Per fare ciò, modifica gli incentivi individuali dati ai docenti e promuove lo Stanford Industrial Park, così da creare un legame più stretto tra università e imprese: un modello simile a quello adottato nella nostra Cittadella Politecnica. La Entrepreneurial University dunque esiste già: Stanford e MIT sono università private, ma il modello si è diffuso in ogni Paese e presso Atenei sia privati che pubblici. L università è quindi già oggi imprenditrice, cioè cacciatrice di opportunità. Sarebbe però un errore avallare il modello di un università che diventa imprenditrice per fame, e che si limita ad operare al traino di meccanismi di definizione delle priorità e di allocazione delle risorse decisi da altri attori. L università è realmente imprenditrice se percepisce e propone l agenda delle opportunità. Viviamo oggi in un mondo in trasformazione, caratterizzato da straordinarie societal challenges. Più vicino a noi, viviamo in un Paese che ha un disperato bisogno di invertire il proprio declino. Se riteniamo di avere soluzioni da proporre per risolvere i problemi e i bisogni della società e dei settori industriali a noi contigui, possiamo contribuire a quest opera vedendo in questo progetto una missione pubblica, ma anche una formidabile opportunità imprenditoriale. Nel breve termine, l università che voglia imprendere, deve realizzare alcune attività tipiche e ben note della terza missione, come il trasferimento tecnologico (es. brevettare e cedere in licenza i brevetti, e generare spinoff). Deve inoltre avviare un percorso di avvicinamento e di knowledge sharing, o condivisione della conoscenza, con l industria, rendendo più permeabili i confini tra i due settori. Con questo dialogo con l industria, e con il parallelo dialogo con il settore pubblico, l università può diventare co-attuatrice di una vitale tripla elica dell innovazione.

12 Se però alziamo lo sguardo, l università imprenditoriale deve anche ragionare su innovazioni disruptive che si affacciano all orizzonte, e che potrebbero travolgere il settore della conoscenza nel quale opera. Sarebbe assai ironico se l istituzione che ritiene di avere un ruolo centrale nel processo innovativo, si facesse cogliere impreparata dall innovazione stessa e, bloccata dalla propria inerzia organizzativa, finisse travolta da un cambiamento di tipo paradigmatico. Vi sono infatti diversi trend che potrebbero portare a significative discontinuità, e che richiedono una visione di tipo imprenditoriale. Nel campo della ricerca, vi sono recenti segnali che indicano una progressiva crescita del BERD (Business Expenditure in Research and Development), soprattutto da parte delle grandi imprese. Nei Paesi OCSE, tra il 2000 e il 2012, il BERD è cresciuto dall 1.5% del PIL all 1.63%, raggiungendo un ammontare annuo maggiore di 600 miliardi di dollari. Un recente rapporto redatto sulle 1000 imprese globali con maggiore spesa di R&S (Jaruzelski et al., 2014), mostra una riduzione del budget allocato alle innovazioni incrementali dal 60% al 40%, e una crescita di quello destinato alle innovazioni radicali dal 14% al 21%, di cui un 5% si può stimare destinato alla ricerca di base. Si può pertanto stimare un budget globale che le imprese destinano alla ricerca avanzata pari a 150 miliardi di dollari, cioè 10 volte lo stanziamento annuale di Horizon È pertanto possibile che, soprattutto in alcuni settori, le imprese si mettano in concorrenza con le università nell attività di ricerca. Allo stesso tempo, le strategie di Open Innovation potrebbero dirottare parti significative di questa spesa verso l accademia: un importante opportunità, per un Ateneo imprenditoriale. Le più significative tra le potenziali discontinuità sono però legate alla didattica. Tra quelle maggiormente rilevanti possiamo citare: La progressiva globalizzazione della conoscenza, dinanzi alla quale il radicamento nella lingua nazionale e non nella lingua franca della disciplina risulta essere un vero e proprio anacronismo. La commoditization della conoscenza di base, che viene progressivamente indotta dallo sviluppo delle tecnologie dell informazione. Molte occupazioni che presupponevano competenze professionali di livello universitario sono state, o saranno presto, spiazzate dai sistemi informativi (es. l impatto dei sistemi ERP sulle

13 attività aziendali di tipo transazionale; dei sistemi di prototipazione virtuale sulla progettazione tecnica di dettaglio; dei sistemi di analisi semantica sulla ricerca legale; dei sistemi di intelligenza artificiale sull eziologia medica, ecc. - Brynjolfsson e McAfee, 2012). Nasce quindi il problema di definire curricula che non siano obsoleti in partenza, e di formare i giovani per occupazioni che ancora non esistono. La commoditization della trasmissione della conoscenza. In particolare nelle materie di base, la disponibilità online di materiale didattico di altissimo livello determina una forte concorrenza alla tradizionale lezione frontale e apre a formati didattici innovativi, quali le flipped classroom 8. I cosiddetti MOOC (Massive Open Online Courses) sono probabilmente stati soggetti a un entusiasmo eccessivo (il cosiddetto hype che normalmente accompagna la prima fase di un cambiamento paradigmatico), ma è innegabile che sia opportuno avviare una riflessione sui formati didattici e sul modello di business dell insegnamento universitario (Kolowich, 2013) 9. L individualità degli studenti. È infine possibile che venga messa in crisi l impostazione fordista che permea il nostro paradigma formativo, in cui gli studenti entrano in curricula predefiniti organizzati in scaglioni, e transitano da un anno all altro così come un lotto di materie prime avanza in una linea di produzione secondo un processo standardizzato (Florida, 2014). Come la mass customization e la produzione flessibile hanno superato il fordismo, è facile che l università del futuro debba adottare modelli formativi fortemente individualizzati, centrati sul processo di apprendimento del singolo studente, più che sul processo di insegnamento. 8 In una flipped classroom, la lezione viene seguita online, e l attività svolta in aula è finalizzata all applicazione laboratoriale di quanto appreso (Strayer, 2007) 9 Per esempio, anziché vendere lezioni, è possibile che ci si debba preparare a vendere programmi formativi, nei quali si riuniscano contributi autoprodotti e altri acquistati. Inoltre, è possibile che si debba potenziare l attività pratica di tutorato e di guida, operando non tanto sulla trasmissione e certificazione delle conoscenze, ma soprattutto sullo sviluppo e la certificazione delle competenze.

14 Davanti alla sfida dell università che imprende, molto è stato fatto. Il nostro Ateneo è sempre stato all avanguardia nel trasferimento tecnologico, ed ha recentemente avviato la costituzione di un laboratorio destinato a supportare queste attività. Per quanto concerne il knowledge sharing risulta vincente, e molto ammirato da tutti coloro i quali vengono a trovarci, il modello della nostra Cittadella Politecnica: in questo chilometro quadrato ubicato con lungimiranza nel cuore della città di Torino, le imprese sono invitate a collaborare con l Ateneo su progetti strategici, pluriennali e multidisciplinari e a radicarsi nel campus, distaccando propri ricercatori affinché lavorino accanto a colleghi accademici. Qualche passo in più andrà probabilmente fatto per favorire lo sviluppo di ricerche multidisciplinari, impostazione che è non solo alla base del moderno paradigma di produzione della conoscenza (Nowotny et al., 2001), ma anche del successo di molti Atenei imprenditoriali, quali il MIT negli Stati Uniti e il Technion in Israele. È invece più difficile immaginare di poter sperimentare una didattica nuova, a causa dell erosione dell autonomia universitaria. I vincoli ministeriali legano minutamente l offerta didattica alle risorse disponibili, creando un contesto ben poco imprenditoriale, in cui l offerta non si adegua alla domanda, ma chiede burocraticamente alla seconda di adeguarsi ad essa. Più in generale, per un Ateneo pubblico è molto difficile imprendere, dovendo soggiacere alle mille e conflittuali regole della pubblica amministrazione, che determinano un clima avverso al rischio, nel quale tutelarsi diventa prioritario rispetto al perseguimento di obiettivi strategici. Ora, se questo Paese vuole università imprenditoriali, deve accettare e auspicare che, almeno nell ambito di un dato plafond, le università possano correre un rischio d impresa. In economia non esiste ricompensa senza rischio, e chi non rischia non è imprenditore.

15 Conclusione Concludo tornando a una domanda aperta. C è il rischio che un università imprenditoriale possa tradire la propria missione pubblica e mettere in pericolo la libertà della ricerca? Questo rischio esiste, e non è per caso che ho voluto parlare di università che imprende, e non di università che si trasforma in impresa. In altre parole, ritengo che possa essere pericolosa una entrepreneurial university nella quale siano imprenditoriali la classe dirigente e la tecnostruttura, se ciò dovesse ridurre docenti e ricercatori a operatori della ricerca, impegnati a produrre contratti, timesheet, pubblicazioni, citazioni, brevetti e spinoff, preoccupandosi più della quantità che della qualità e della rilevanza di quanto si produce. Diverso è, se a essere imprenditoriale non è l università, intesa come istituzione, quanto la collegialità della comunità accademica. È per questo che le tre dimensioni che ho toccato in questa lectio ( formare imprenditori, creare imprese e imprendere ), sono inscindibili tra loro. Senza imprenditori, non c è intrapresa. Viviamo in una società e un economia della conoscenza nella quale, a causa del progresso tecnologico e della globalizzazione, gli standard richiesti a una società prospera e competitiva sono sempre più alti. In questo contesto, una nuova scuola e una nuova università animate da docenti, ricercatori e imprenditori della conoscenza sono le miniere e le raffinerie che consentono a un Paese di competere e prosperare. Questo può avvenire se sapremo assumere questo ruolo, accettando la sfida con serietà e coraggio.

16 Bibliografia Åstebro T., Herz H., Nanda R., Weber R.A (2014). Seeking the Roots of Entrepreneurship: Insights from Behavioral Economics. Journal of Economic Perspectives, 28(3), Audretsch D.B. (2012). Determinants of High-Growth Entrepreneurship, Proc. OECD/DBA International Workshop on high-growth firms: local policies and local determinants, Copenhagen, 28 March Baron R.A. (2000). Psychological Perspectives on Entrepreneurship, Current Directions in Psychological Science, 9(1), Baumol W. J. (2010). The Microtheory of Innovative Entrepreneurship, Princeton University Press, Princeton, NJ. Baumol, W. (1990). Entrepreneurship: Productive, unproductive and destructive, Journal of Political Economy, 98, Bax A., Corrieri S., Daniele C., Guarnieri L., Piccaluga A., Ramaciotti L. (2013). X Rapporto NETVAL sulla valorizzazione della ricerca pubblica italiana. Brandstatter H. (2011). Personality aspects of entrepreneurship: A look at five meta-analyses, Personality and Individual Differences, 51(3), Brynjolfsson E. and McAfee A. (2012). Race against the machine. Digital Frontier Press Criscuolo C., Gal P.N., Menon C. (2014). The Dynamics of Employment Growth New Evidence from 18 Countries. OECD Science, Technology and Industry Policy Papers n.14 Drucker P.F. (2007). Innovation and Entrepreneurship, Routledge, London. Einaudi L., (1960). Discorso di dedica all'impresa dei Fratelli Guerrino, Dogliani (CN). Etzkowitz H. (2003). Research groups as quasi-firms : the invention of the entrepreneurial university. Etzkowitz H., Leydesdorff L. (2000). The dynamics of innovation: from National Systems and Mode 2 to a Triple Helix of university industry government relations. Research Policy 29(2), Etzkowitz H., Webster A., Gebhardt C., Cantisano Terra B.R. (2000). The future of the university and the university of the future: evolution of ivory tower to entrepreneurial paradigm. Research Policy, 29(2), Florida R. (2014). The rise of the creative class: revised and expanded. Basic Books, New York. Gregoriou G. N., Kooli M. and Kraeussl R. (2011). Venture Capital in Europe. Butterworth- Heinemann, Oxford. Hamilton B. H., (2000). Does Entrepreneurship Pay? An Empirical Analysis of the Returns to Self- Employment. Journal of Political Economy, 108(3):

17 Jaruzelski B., Staak V., Goehle B. (2014). Proven paths to innovation success. Strategy+Business, Booz&Company. Kane T. (2010), The Importance of Startups in Job Creation and Job Destruction, Kauffman Foundation, Kansas City. Knight F. (1921). Risk, Uncertainty and Profit. Houghton Mifflin, Boston, MA. Kolowich S. (2013). The Professors behind the MOOC Hype. Chronicle of Higher Education, March Krimsky, S. (1991). Academic corporate ties in biotechnology: a quantitative study. Science Technology and Human Vaues 16, Krueger M.F. (2003). The Cognitive Psychology of Entrepreneurship. In Acs Z.J. and Audretsch D.B. (eds.) Handbook of Entrepreneurship Research, Kluwer, London. Lerner J. (2009). Boulevard of Broken Dreams: Why Public Efforts to Boost Entrepreneurship and Venture Capital Have Failed-and What to Do About It, Princeton University Press, Princeton). Lumpkin G..T. e Dess G.G. (1996). Clarifying the Entrepreneurial Orientation Construct and Linking it to Performance, Academy of Management Review, 21(1), Mercuri A.,Molino M., Cortese C., Ghislieri C., Cantamessa M., Colombelli A., Paolucci E., Carpaneto A. (2014). Start-up e successo imprenditoriale: variabili psicologiche distintive, Atti del XIII Congresso Nazionale di Psicologia per le Organizzazioni, Cesena. Miller, D. (1983). The correlates of entrepreneurship in three types of firms. Management Science, 29: Mitchell R.K., Busenitz L.W., Bird B., Gaglio C.M., McMullen J.S., Morse E.A. and Brock Smith J. (2007). The Central Question in Entrepreneurial Cognition Research, Entrepreneurship Theory and Practice, 31(1), Mitchell, R. K., Busenitz, L., Lant, T., McDougall, P. P., Morse, E. A. and Smith, J. B. (2002). Toward a Theory of Entrepreneurial Cognition: Rethinking the People Side of Entrepreneurship Research. Entrepreneurship Theory and Practice, 27: Moskowitz, T. J., Vissing-Jørgensen A. (2002). The Returns to Entrepreneurial Investment: A Private Equity Premium Puzzle?. American Economic Review 92(4): ). Nowotny, H,; Scott P., Gibbons M.(2001). Rethinking science: knowledge in an age of uncertainty. Cambridge: Polity OECD (2014), Entrepreneurship at a Glance 2014, OECD Publishing. OECD-EC (2012). A Guiding Framework for Entrepreneurial Universities Rauch, A., Wiklund, J., Lumpkin, G. T., & Frese, M. (2009). Entrepreneurial orientation and business performance: An assessment of past research and suggestions for the future. Entrepreneurship Theory and Practice, 33(3), Roberts E.B. and Eeseley C. (2009). Entrepreneurial Impact: The Role of MIT. Kauffman Foundation, Kansas City.

18 Sarasvathy, S.D. (2001). Causation and effectuation: Toward a theoretical shift from economic inevitability to entrepreneurial contingency. Academy of Management Review, 26(2), Schumpeter J. A. (1965). Economic Theory and Entrepreneurial History. In: Aitken H.G. (ed.), Explorations in Enterprise. Harvard University Press, Cambridge, MA Simon M., Houghton S.M. and Aquino, K. (2000). Cognitive biases, risk perception, and venture formation: How individuals decide to start companies. Journal of Business Venturing, 15(2), Strayer J. (2007). The effects of the classroom flip on the learning environment: a comparison of learning activity in a traditional classroom and a flip classroom that used an intelligent tutoring system. Ph.D. Dissertation, Ohio State University. Zachary R.K., Mishra C.S. (2011). The Future of Entrepreneurship Research: Calling all Researchers, Entrepreneurship Research Journal, 1(1).

Presentazione esterna. (Obiettivo sviluppo nuove imprese tecnologiche)

Presentazione esterna. (Obiettivo sviluppo nuove imprese tecnologiche) Presentazione esterna (Obiettivo sviluppo nuove imprese tecnologiche) Summary 1/4! La Fondazione ricerca e imprenditorialità (d ora in avanti Fondazione R&I) prende le mosse dalla crescente consapevolezza

Dettagli

LA BANCA FORMAZIONE DEL TEAM PER L INNOVAZIONE ED IL CAMBIAMENTO. Programma di sviluppo continuo dell innovazione

LA BANCA FORMAZIONE DEL TEAM PER L INNOVAZIONE ED IL CAMBIAMENTO. Programma di sviluppo continuo dell innovazione LA BANCA FORMAZIONE DEL TEAM PER L INNOVAZIONE ED IL CAMBIAMENTO Programma di sviluppo continuo dell innovazione LA REALTÀ CORRENTE INNOVATION & CHANGE OGGI IL CLIMA GENERALE È CARATTERIZZATO DA CONTINUI

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca DIPARTIMENTO PER L UNIVERSITA, L ALTA FORMAZIONE ARTISTICA E MUSICALE E PER LA RICERCA Direzione Generale per l Università, lo Studente ed il Diritto allo Studio Ufficio IV Il Processo di Bologna Lo Spazio

Dettagli

VALERIO DE MOLLI PRESENTATION BY/PRESENTAZIONE DI

VALERIO DE MOLLI PRESENTATION BY/PRESENTAZIONE DI Main Partner PRESENTATION BY/PRESENTAZIONE DI VALERIO DE MOLLI Partner Le proposte della community Ambrosetti Club Tecnologia, Innovazione e Trasferimento Tecnologico per il Paese TECHNOLOGY FORUM THE

Dettagli

DIGITAL & DESIGN STRATEGY INNOVATION LIVELLO I - EDIZIONE I A.A. 2015-2016

DIGITAL & DESIGN STRATEGY INNOVATION LIVELLO I - EDIZIONE I A.A. 2015-2016 DIGITAL & DESIGN STRATEGY INNOVATION LIVELLO I - EDIZIONE I A.A. 2015-2016 Presentazione Il Master in Digital & Design Strategy Innovation nasce da un cambio di prospettiva sulla strategia aziendale che

Dettagli

LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità

LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità Convegno rivolto a dirigenti e personale docente della scuola Fondazione CUOA Altavilla Vicentina, 21 maggio 2008 15.00 18.00 1 Il 21 maggio scorso, la Fondazione

Dettagli

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio OLTRE LA CRISI MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio Nel nostro mondo sempre più globalizzato viviamo in una condizione di interdipendenza

Dettagli

FORUM ABI HR. Giuditta Alessandrini Dipartimento di Scienze della Formazione Università degli Studi Roma TRE giuditta.alessandrini@uniroma3.

FORUM ABI HR. Giuditta Alessandrini Dipartimento di Scienze della Formazione Università degli Studi Roma TRE giuditta.alessandrini@uniroma3. FORUM ABI HR Roma-Palazzo Altieri 9 Giugno 2015 Giuditta Alessandrini Dipartimento di Scienze della Formazione Università degli Studi Roma TRE giuditta.alessandrini@uniroma3.it FORUM HR 2015 Laboratorio

Dettagli

Un anno da start up. Successi e difficoltà. Quali i nuovi sviluppi?

Un anno da start up. Successi e difficoltà. Quali i nuovi sviluppi? Un anno da start up. Successi e difficoltà. Quali i nuovi sviluppi? 25 Novembre 2014 In collaborazione con Dott. Enrico Martini Perché le startup innovative sono importanti? Negli ultimi dieci anni, nei

Dettagli

CHI SIAMO. Società di consulenza e advisory rivolta a - Studenti, Ricercatori e Docenti - Imprenditori - Aziende interessate a creare Spin-off

CHI SIAMO. Società di consulenza e advisory rivolta a - Studenti, Ricercatori e Docenti - Imprenditori - Aziende interessate a creare Spin-off 19 FEBBRAIO 2016 Revenues profits (k ) Società di consulenza e advisory rivolta a - Studenti, Ricercatori e Docenti - Imprenditori - Aziende interessate a creare Spin-off CHI SIAMO Società pubblica con

Dettagli

Sintesi dei risultati

Sintesi dei risultati 1 Sintesi dei risultati Il presente documento sintetizza i principali risultati ottenuti dall attività di ricerca e di intervista sviluppata dallo Studio GMB per conto dell Associazione Territorio e Cultura

Dettagli

I N D I C E 1 [ INTRODUZIONE ] 2 [ IL PROCESSO DI INNOVAZIONE ] 3 [ L INNOVAZIONE DI MERCATO]

I N D I C E 1 [ INTRODUZIONE ] 2 [ IL PROCESSO DI INNOVAZIONE ] 3 [ L INNOVAZIONE DI MERCATO] INNOVAZIONE DI MERCATO E LEVA PER LA CRESCITA I N D I C E 1 [ INTRODUZIONE ] 2 [ IL PROCESSO DI INNOVAZIONE ] 3 [ L INNOVAZIONE DI MERCATO] 1. [ INTRODUZIONE ] Capacità d innovazione e adattamento ai numerosi

Dettagli

I contenuti I giorno : Lo sviluppo della strategia complessiva dell azienda grafica e la governance d impresa Il business plan come strumento di gestione complessivo L evoluzione del mercato grafico: situazione

Dettagli

Impresa, Imprenditore, Imprenditorialità: modelli e scenari Serena Cubico

Impresa, Imprenditore, Imprenditorialità: modelli e scenari Serena Cubico Impresa, Imprenditore, Imprenditorialità: modelli e scenari Serena Cubico Imprenditoria e organizzazione delle piccole e medie imprese ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Corsi di Laurea: Magistrale Ingegneria e

Dettagli

Le FAQ della simulazione

Le FAQ della simulazione Le FAQ della simulazione L obiettivo di queste FAQ è fornire ai progettisti di corsi di formazione, a docenti, agli utenti di corsi di formazione e a coloro che sono addetti allo sviluppo delle risorse

Dettagli

Perché un Master in Direzione del Personale

Perché un Master in Direzione del Personale Perché un Master in Direzione del Personale di Luigi M. Sanlorenzo (*) Saper gestire le risorse umane significa essere in grado di comprendere come raggiungere livelli di efficacia e quali sono le competenze

Dettagli

Gli istituti di ricerca europei nella rete internazionale. Fabiano Schivardi Università di Cagliari

Gli istituti di ricerca europei nella rete internazionale. Fabiano Schivardi Università di Cagliari 1 Gli istituti di ricerca europei nella rete internazionale Fabiano Schivardi Università di Cagliari 2 L Italia perde terreno nella rete internazionale della ricerca Classifica dei migliori scienziati

Dettagli

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Premessa: il contesto di riferimento Il decreto ministeriale 270/2004

Dettagli

Milano Sharing City. SETTORE INNOVAZIONE ECONOMICA, SMART CITY E UNIVERSITA Pag. 1

Milano Sharing City. SETTORE INNOVAZIONE ECONOMICA, SMART CITY E UNIVERSITA Pag. 1 Milano Sharing City Le sfide globali contemporanee possono, se ben gestite, determinare lo sviluppo di importanti processi di innovazione in grado di portare benessere e crescita economica diffusa. In

Dettagli

START-UP INNOVATIVE. Un mix di Innovazione e Talento Giovanile per lo Sviluppo virtuoso di StartUp e PMI

START-UP INNOVATIVE. Un mix di Innovazione e Talento Giovanile per lo Sviluppo virtuoso di StartUp e PMI START-UP INNOVATIVE Un mix di Innovazione e Talento Giovanile per lo Sviluppo virtuoso di StartUp e PMI Il progetto mira a supportare in modo molto concreto StartUp, Studenti Universitari e PMI attraverso

Dettagli

IEP - ISTUD Entrepreneurship Programme

IEP - ISTUD Entrepreneurship Programme Fondazione ISTUD IEP - ISTUD Entrepreneurship Programme SVILUPPARE E GESTIRE IN MANIERA VINCENTE LA TUA IDEA DI BUSINESS In collaborazione con: I soci della Fondazione ISTUD sono: AMIAT - AZIENDA MULTISERVIZI

Dettagli

Mario Calderini, Politecnico di Torino

Mario Calderini, Politecnico di Torino Roma, 29 Settembre 2008 Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione Comitato di esperti per l accompagnamento della Priorità 2 del QSN Ricerca e innovazione, Politecnico di Torino Start up e finanza

Dettagli

Formazione e-learning: uno stato dell Arte

Formazione e-learning: uno stato dell Arte Highlight Formazione e-learning: uno stato dell arte 189 Formazione e-learning: uno stato dell Arte Laura Nespeca L odierna evoluzione dei processi formativi indica una tendenza all individuazione e al

Dettagli

Lavorare dove inizia il futuro.

Lavorare dove inizia il futuro. Lavorare dove inizia il futuro. Volete una carriera con un futuro? Allora unitevi al team di Swiss Life. 2 Lavorare dove inizia il futuro. Swiss Life investe nel futuro dei suoi collaboratori. E voi? Chi

Dettagli

PARTE II: IMPRENDITORI ESTERNI. Cap. 8: GLI INCUBATORI D IMPRESA

PARTE II: IMPRENDITORI ESTERNI. Cap. 8: GLI INCUBATORI D IMPRESA PARTE II: IMPRENDITORI ESTERNI Cap. 8: GLI INCUBATORI D IMPRESA Introduzione «Imprenditori di imprenditori» Definizione incubatore Per INCUBATORE D IMPRESA si intende un istituzione che interagisce con

Dettagli

Hotel Federico II di Jesi,, Ancona. 06 luglio 2005

Hotel Federico II di Jesi,, Ancona. 06 luglio 2005 Hotel Federico II di Jesi,, Ancona. 06 luglio 2005 Dino Petrone Elica Group i dati del Gruppo Elica Dati Gruppo Elica > Fatturato Gruppo Elica 2004 Aggregato 413 milioni di Euro 2300 dipendenti i dati

Dettagli

Rinnova la tua Energia. Renew your Energy.

Rinnova la tua Energia. Renew your Energy. Rinnova la tua Energia. Renew your Energy. Dai vita ad un nuovo Futuro. Create a New Future. Tampieri Alfredo - 1934 Dal 1928 sosteniamo l ambiente con passione. Amore e rispetto per il territorio. Una

Dettagli

Aree di inserimento I percorsi di carriera: tante le opportunità quante le

Aree di inserimento I percorsi di carriera: tante le opportunità quante le ACCENTURE SPA Profilo Azienda Accenture è un'azienda globale di Consulenza Direzionale, Servizi Tecnologici e Outsourcing che conta circa 323 mila professionisti in oltre 120 paesi del mondo. Quello che

Dettagli

INNOVAZIONE E MANAGEMENT PER STARTUP INNOVATIVE CIMS

INNOVAZIONE E MANAGEMENT PER STARTUP INNOVATIVE CIMS INNOVAZIONE E MANAGEMENT PER STARTUP INNOVATIVE CIMS Corsi di Alta Formazione - Innovazione, Finanza e Management per le PMI Premessa Le startup, in special modo quelle caratterizzate da processi, servizi

Dettagli

Disponibili 4 borse di studio che coprono il 50% dei costi d iscrizione

Disponibili 4 borse di studio che coprono il 50% dei costi d iscrizione Disponibili 4 borse di studio che coprono il 50% dei costi d iscrizione Il risk manager per le imprese: dall aula all azienda nel percorso formativo Cineas La 18 edizione del master Cineas in Risk engineering

Dettagli

Il costo d impresa nel non fare relazioni pubbliche in un periodo di crisi

Il costo d impresa nel non fare relazioni pubbliche in un periodo di crisi Il costo d impresa nel non fare relazioni pubbliche in un periodo di crisi Toni Muzi Falconi Methodos SpA New York University Firenze, 17 maggio 2009 Alla fine del secolo scorso lo sviluppo delle nuove

Dettagli

Promuovere la formazione di capitale umano d eccellenza

Promuovere la formazione di capitale umano d eccellenza Promuovere Il problema In società sempre più basate sulla conoscenza, una delle condizioni necessarie ad affrontare con successo il processo di riqualificazione del sistema economico è la disponibilità

Dettagli

L innovazione finanziata: il ruolo delle piattaforme innovative di Equity

L innovazione finanziata: il ruolo delle piattaforme innovative di Equity L innovazione finanziata: il ruolo delle piattaforme innovative di Equity Inserire Crowd-funding Titolo Environment Park 26 settembre 2014 Rebecca Boasso Dragotti & Associati 20121 Milano Via Nino Bixio,

Dettagli

DARE VALORE ALLE IMPRESE

DARE VALORE ALLE IMPRESE DARE VALORE ALLE IMPRESE Estero, crescita, nuova imprenditoria Accordo Intesa Sanpaolo - Confindustria Piccola Industria indice 2 UN IMPEGNO COMUNE PER LA CRESCITA 3 I PUNTI CHIAVE DEL NUOVO ACCORDO 4

Dettagli

Mario Parisi BUSINESS PLANNING. Eurilink

Mario Parisi BUSINESS PLANNING. Eurilink CAMPUS 24 Mario Parisi BUSINESS PLANNING Eurilink Copyright 2012 Eurilink Eurilink Edizioni Srl Via Nomentana, 335, 00162 Roma www.eurilink.it - info@eurilink.it ISBN: 978 88 95151 748 Prima edizione,

Dettagli

Open Access e condivisione delle conoscenze: l impatto del modello nelle comunità di apprendimento

Open Access e condivisione delle conoscenze: l impatto del modello nelle comunità di apprendimento Open Access e condivisione delle conoscenze: l impatto del modello nelle comunità di apprendimento Principale ricercatore: Anna Maria Tammaro Componenti Gruppo di ricerca: Fabrizia Bevilacqua, Monica Vezzosi,

Dettagli

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno?

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno? Lo sviluppo dei Talenti per la crescita. Un confronto tra aziende e istituzioni ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano L Italia cerca talenti. Sembra incredibile, ma in uno scenario di crisi del mercato

Dettagli

E INNOVAZIONE NEL SETTORE DEI DISPOSITIVI MEDICI

E INNOVAZIONE NEL SETTORE DEI DISPOSITIVI MEDICI PRODUZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE NEL SETTORE DEI DISPOSITIVI MEDICI I N I T A L I A R A P P O R T O 2 0 1 3 SOMMARIO 9 PREFAZIONE 11 SINTESI DEL RAPPORTO 17 PARTE 1: IL SETTORE 18 1.1 Le imprese del settore

Dettagli

Competenze e impiegabilità

Competenze e impiegabilità Intervento del Vicepresidente di Confindustria Ivanhoe Lo Bello 11 marzo 2014, Presentazione test TECO_ANVUR Competenze e impiegabilità Le competenze sono la chiave per lo sviluppo industriale del nostro

Dettagli

La porta d accesso alle aziende

La porta d accesso alle aziende Laurea Magistrale Economia e Management La porta d accesso alle aziende Presidente: Prof. Maria Francesca Renzi (renzi@uniroma3.it) (lm.economia.management@uniroma3.it ) Indice Obiettivi Struttura e articolazione

Dettagli

ACCELERATED LEADERSHIP PROGRAM Learning, Leadership & Change

ACCELERATED LEADERSHIP PROGRAM Learning, Leadership & Change Corso di Alta Formazione ACCELERATED LEADERSHIP PROGRAM Learning, Leadership & Change corso interaziendale di General Management La LIUC Università Cattaneo nasce nel 1991 per iniziativa dell Unione degli

Dettagli

Omaggio a Russell D. Archibald (uno dei padri storici del Project Management)

Omaggio a Russell D. Archibald (uno dei padri storici del Project Management) Paolo Mazzoni 2013. E' ammessa la riproduzione per scopi di ricerca e didattici se viene citata la fonte completa nella seguente formula: "di Paolo Mazzoni, www.paolomazzoni.it, (c) 2013". Non sono ammesse

Dettagli

AIFI Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital

AIFI Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital AUDIZIONE SUL DECRETO LEGGE 18 OTTOBRE 2012, N. 179 Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese 10ª Commissione Industria, commercio, turismo Senato della Repubblica Roma, 30 ottobre 2012 AUDIZIONE

Dettagli

Nel preparare il mio intervento, ho riflettuto sulla mia esperienza di discente nella formazione in generale e sulla mia esperienza pratica nella

Nel preparare il mio intervento, ho riflettuto sulla mia esperienza di discente nella formazione in generale e sulla mia esperienza pratica nella Nel preparare il mio intervento, ho riflettuto sulla mia esperienza di discente nella formazione in generale e sulla mia esperienza pratica nella formazione infermieristica e mi sono avvalsa di ricerche

Dettagli

NEW SKILLS 10 TREND EMERGENTI PER IL SETTORE ASSICURATIVO OSSERVATORIO REPUTATIONAL & EMERGING RISK

NEW SKILLS 10 TREND EMERGENTI PER IL SETTORE ASSICURATIVO OSSERVATORIO REPUTATIONAL & EMERGING RISK NEW SKILLS 10 TREND EMERGENTI PER IL SETTORE ASSICURATIVO OSSERVATORIO REPUTATIONAL & EMERGING RISK 1 10 NEW SKILLS Guerra dei talenti e gestione Intangibles e Capitale Umano I principali trend emergenti,

Dettagli

Incubatori Tecnologici

Incubatori Tecnologici Incubatori Tecnologici Dal Laboratorio al Mercato Vittorio Palmieri 1 Cos è? L incubazione di impresa è un processo dinamico di sviluppo aziendale. Gli incubatori nutrono le giovani imprese, aiutandole

Dettagli

Seminario. Diritti di proprietà intellettuale tra incentivi e strategie. Problemi di ricerca e casi di studio. Torino, venerdì 17 giugno

Seminario. Diritti di proprietà intellettuale tra incentivi e strategie. Problemi di ricerca e casi di studio. Torino, venerdì 17 giugno Seminario Diritti di proprietà intellettuale tra incentivi e strategie. Problemi di ricerca e casi di studio Torino, venerdì 17 giugno LORENZO CASSI Università Bocconi, Milano Tema di ricerca Network sociali

Dettagli

Politecnico di Milano. Elementi per una politica dell innovazione tecnologica in Lombardia. Position Paper

Politecnico di Milano. Elementi per una politica dell innovazione tecnologica in Lombardia. Position Paper Politecnico di Milano Elementi per una politica dell innovazione tecnologica in Lombardia Position Paper 1. Obiettivi e articolazione del documento L importanza dell innovazione tecnologica in un sistema

Dettagli

INNOVARE E TRASFORMARSI PER COMPETERE LA FORMAZIONE DI LIQUID PER IL CHANGE MANAGEMENT

INNOVARE E TRASFORMARSI PER COMPETERE LA FORMAZIONE DI LIQUID PER IL CHANGE MANAGEMENT INNOVARE E TRASFORMARSI PER COMPETERE LA FORMAZIONE DI LIQUID PER IL CHANGE MANAGEMENT Introdurre nuove competenze e applicarle rapidamente al ruolo per ottenere risultati rapidi e tangibili sul business:

Dettagli

Innovazione e territorio: i distretti tecnologici

Innovazione e territorio: i distretti tecnologici Innovazione e territorio: i distretti tecnologici Obiettivi della lezione I distretti tecnologici: definizione e inquadramento normativo Distretti tecnologici e distretti industriali: la dimensione territoriale

Dettagli

Imprenditorialità e Finanza

Imprenditorialità e Finanza Imprenditorialità e Finanza M. Giorgino, Politecnico di Milano marco.giorgino@polimi.it g Bressanone, 11 settembre 2007 Agenda Definizione ione del tema Il punto di vista dell impresa/imprenditore Il punto

Dettagli

Strumenti per patrimonializzare e sostenere le Pmi: il Private Equity

Strumenti per patrimonializzare e sostenere le Pmi: il Private Equity Capitale di rischio Strumenti per patrimonializzare e sostenere le Pmi: il Private Equity di Amedeo De Luca Le Pmi italiane costituiscono la struttura portante del sistema economico nazionale, sia per

Dettagli

PROPOSTE DI TESI DI LAUREA E TIROCINIO CREAZIONE, CRESCITA E GESTIONE DELLE IMPRESE (ENTREPRENEURSHIP) Titoli delle tesi

PROPOSTE DI TESI DI LAUREA E TIROCINIO CREAZIONE, CRESCITA E GESTIONE DELLE IMPRESE (ENTREPRENEURSHIP) Titoli delle tesi PROPOSTE DI TESI DI LAUREA E TIROCINIO CREAZIONE, CRESCITA E GESTIONE DELLE IMPRESE (ENTREPRENEURSHIP) Titoli delle tesi (aggiornamento marzo 2010) 1. Tesi A-011 : Aziende europee che ipercrescono: determinanti

Dettagli

Premio internazionale per le idee imprenditoriali con alto valore sociale o ambientale

Premio internazionale per le idee imprenditoriali con alto valore sociale o ambientale Premio internazionale per le idee imprenditoriali con alto valore sociale o ambientale 2014 - Sesta edizione dell Italian Round Ideata e promossa da Edizione italiana 2014 a cura di ALTIS, Italeaf, Intesa

Dettagli

Imparare dai migliori Il Premio scolastico svizzero

Imparare dai migliori Il Premio scolastico svizzero Imparare dai migliori Il Premio scolastico svizzero 1. Programmbeschreibung Schweizer Schulpreis 1.1. Motivazioni del Premio scolastico svizzero Il Forum Bildung sviluppa e lancia il Premio scolastico

Dettagli

Creazione di business sostenibile: strategie e modelli di organizzazione per l innovazione sociale. Executive Master tsm-trentino School of Management

Creazione di business sostenibile: strategie e modelli di organizzazione per l innovazione sociale. Executive Master tsm-trentino School of Management In collaboration with Prima Edizione Creazione di business sostenibile: strategie e modelli di organizzazione per l innovazione sociale Executive Master tsm-trentino School of Management 23 febbraio -

Dettagli

SURVEY. Credito e private equity: il punto di vista delle imprese e le tendenze in atto. 17 Luglio 2014

SURVEY. Credito e private equity: il punto di vista delle imprese e le tendenze in atto. 17 Luglio 2014 SURVEY Credito e private equity: il punto di vista delle imprese e le tendenze in atto 17 Luglio 2014 Il CLUB FINANCE La mission Il Club rappresenta a livello nazionale un centro di riferimento, di informazione

Dettagli

Una finanza per la crescita delle imprese

Una finanza per la crescita delle imprese Una finanza per la crescita delle imprese L importanza di VC e PE. L Italia e il resto del mondo Laura Bottazzi Università di Bologna Q1. Quanto sono importanti (queste) fonti di finanziamento per la crescita

Dettagli

Michele Pizzarotti: lezione di famiglia e visione del futuro

Michele Pizzarotti: lezione di famiglia e visione del futuro Michele Pizzarotti: lezione di famiglia e visione del futuro Guardando al domani mi sento di dire con certezza che continueremo a promuovere l'organizzazione perché possa esprimere sempre più le capacità

Dettagli

Per un integrazione del sapere Politiche e processi per ottimizzare fonti, competenze e risorse della formazione

Per un integrazione del sapere Politiche e processi per ottimizzare fonti, competenze e risorse della formazione Daniela Dodero Alessandro Broglio Susanna Mazzeschi Maggio 2007 Per un integrazione del sapere Politiche e processi per ottimizzare fonti, competenze e risorse della formazione INDICE La comprensione del

Dettagli

M.U.N.D.I.S. Master Universitario Nazionale per la Dirigenza delle Istituzioni Scolastiche II livello

M.U.N.D.I.S. Master Universitario Nazionale per la Dirigenza delle Istituzioni Scolastiche II livello M.U.N.D.I.S. Master Universitario Nazionale per la Dirigenza delle Istituzioni Scolastiche II livello Il Master MUNDIS è un titolo preferenziale per l accesso ai prossimi concorsi per la dirigenza delle

Dettagli

XII Edizione GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

XII Edizione GESTIONE DELLE RISORSE UMANE MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO Anno Accademico 2015 2016 XII Edizione GESTIONE DELLE RISORSE UMANE DIRETTORE: Prof.ssa Paula Benevene VICE DIRETTORE: Dott. Emiliano Maria Cappuccitti COORDINAMENTO

Dettagli

Il Settimo Programma Quadro e le opportunità per le PMI del Mezzogiorno. Giocare d anticipo per vincere le sfide del futuro

Il Settimo Programma Quadro e le opportunità per le PMI del Mezzogiorno. Giocare d anticipo per vincere le sfide del futuro Il Settimo Programma Quadro e le opportunità per le PMI del Mezzogiorno Giocare d anticipo per vincere le sfide del futuro Contesto della proposta (1) La conoscenza costituisce il fulcro dell Agenda di

Dettagli

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese IBM Global Financing Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese Realizzata da IBM Global Financing ibm.com/financing/it Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese La gestione

Dettagli

Il marketplace per le Piccole e Medie Imprese italiane ad alto potenziale di crescita

Il marketplace per le Piccole e Medie Imprese italiane ad alto potenziale di crescita Il marketplace per le Piccole e Medie Imprese italiane ad alto potenziale di crescita Primi è il marketplace per le Piccole Medie e Imprese italiane ad alto potenziale di crescita Cos è Primi? Primi è

Dettagli

1. IL PROGETTO VALORI IMPRENDITORIALI

1. IL PROGETTO VALORI IMPRENDITORIALI THE FIRST CORPORATE FINANCE PORTAL 1. IL PROGETTO VALORI IMPRENDITORIALI SINTESI Il progetto Valori Imprenditoriali è stato avviato in un gruppo di studio coordinato da Investment & Banking Group, composto

Dettagli

Progetto Equal COMUNET IT-S2-MDL-374. ABSTRACT del documento. e-learning: teorie e metodologie. Lo stato dell arte

Progetto Equal COMUNET IT-S2-MDL-374. ABSTRACT del documento. e-learning: teorie e metodologie. Lo stato dell arte Progetto Equal COMUNET IT-S2-MDL-374 ABSTRACT del documento e-learning: teorie e metodologie. Lo stato dell arte 1 Gruppo di lavoro Supervisione scientifica: Maria Pia Cavalieri Coordinamento Marco Guspini

Dettagli

La DSC per fare impresa Roma, 21 Ottobre 2011

La DSC per fare impresa Roma, 21 Ottobre 2011 La DSC per fare impresa Roma, 21 Ottobre 2011 V Rapporto Classe Dirigente Le risorse dei territori italiani, le sfide del Mondo Nuovo Giorgio Neglia Direttore ricerca AMC Roma 21 ottobre 2011 Il Rapporto

Dettagli

CATALOGO CORSI ECOLE OTTOBRE 2010

CATALOGO CORSI ECOLE OTTOBRE 2010 CATALOGO CORSI ECOLE OTTOBRE 2010 Corsi a Milano Contatto: Manuela Meletti Tel. 02-58370605 e-mail: formazione@assolombarda.it Percorso base in materia di sicurezza per dirigenti Fornire una panoramica

Dettagli

PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ

PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ La qualità dei servizi e delle politiche pubbliche è essenziale per la competitività del sistema economico e per il miglioramento delle condizioni di vita dei

Dettagli

GRUPPO DI RICERCA ENTREPRENEURSHIP, FINANCE & INNOVATION @ POLITECNICO DI MILANO COORDINATORE: PROF. MASSSIMO G. COLOMBO

GRUPPO DI RICERCA ENTREPRENEURSHIP, FINANCE & INNOVATION @ POLITECNICO DI MILANO COORDINATORE: PROF. MASSSIMO G. COLOMBO GRUPPO DI RICERCA ENTREPRENEURSHIP, FINANCE & INNOVATION @ POLITECNICO DI MILANO COORDINATORE: PROF. MASSSIMO G. COLOMBO LE START-UP AD ALTA TECNOLOGIA E I DRIVER DELLA CRESCITA: UNA SINTESI Sintetizziamo

Dettagli

Una sfida possibile. Insieme, per una nuova idea di futuro.

Una sfida possibile. Insieme, per una nuova idea di futuro. Una sfida possibile. Insieme, per una nuova idea di futuro. Campagna di raccolta fondi 2015-2020. C è un idea di futuro in cui riconoscersi? Investire nei giovani: la nostra idea di futuro. Vi chiediamo

Dettagli

Politiche educative e iniziative di elearning in Europa

Politiche educative e iniziative di elearning in Europa 1 Politiche educative e iniziative di elearning in Europa Handimatica, 30 novembre 2006 2 Società della Informazione in Europa 1999 eeurope- An Information Society for all 2000 eeurope Action Plan 2002

Dettagli

QUATTRO BUONE PRATICHE PER L IMPLEMENTAZIONE DI UNA TECNOLOGIA PER LA DIDATTICA DI SUCCESSO

QUATTRO BUONE PRATICHE PER L IMPLEMENTAZIONE DI UNA TECNOLOGIA PER LA DIDATTICA DI SUCCESSO QUATTRO BUONE PRATICHE PER L IMPLEMENTAZIONE DI UNA TECNOLOGIA PER LA DIDATTICA DI SUCCESSO Report globale e suggerimenti Gennaio 2013 Autore: Filigree Consulting Promosso da: SMART Technologies Executive

Dettagli

Ruolo della Universita per la innovazione e lo sviluppo della Cube-Economy

Ruolo della Universita per la innovazione e lo sviluppo della Cube-Economy Ruolo della Universita per la innovazione e lo sviluppo della Cube-Economy Paolo Manzelli ; pmanzelli@gmail.com ; http://www.egoceanet.it ; http://www.edscuola.it/lre.html Convegno CNU-2009 FIRENZE Abstract

Dettagli

IL RUOLO DELLE FONDAZIONI NEL SOSTEGNO E NELLA PROMOZIONE DELL INNOVAZIONE SOCIALE COME FATTORE DI SVILUPPO

IL RUOLO DELLE FONDAZIONI NEL SOSTEGNO E NELLA PROMOZIONE DELL INNOVAZIONE SOCIALE COME FATTORE DI SVILUPPO IL RUOLO DELLE FONDAZIONI NEL SOSTEGNO E NELLA PROMOZIONE DELL INNOVAZIONE SOCIALE COME FATTORE DI SVILUPPO (Relazione al Convegno: Fondazioni e Banche: i sistemi economici locali Fondazione Cassa di Risparmio

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

Un applicazione pratica di business coaching: il caso Prossima Isola

Un applicazione pratica di business coaching: il caso Prossima Isola Un applicazione pratica di business coaching: il caso Prossima Isola Distribuire compiti e ruoli, organizzare meglio il tempo: ovvero, come il coach ha aiutato Marcello e Daniele a partire più tranquilli

Dettagli

SCHOOL LEADERSHIP AND MANAGEMENT 1^ EDIZIONE NOVEMBRE 2015 APRILE 2016

SCHOOL LEADERSHIP AND MANAGEMENT 1^ EDIZIONE NOVEMBRE 2015 APRILE 2016 SCHOOL LEADERSHIP AND MANAGEMENT 1^ EDIZIONE NOVEMBRE 2015 APRILE 2016 IPRASE propone in collaborazione con la Graduate School of Business del Politecnico di Milano, un percorso per i Dirigenti scolastici

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO Anno Accademico 2014 2015 XI Edizione GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO Anno Accademico 2014 2015 XI Edizione GESTIONE DELLE RISORSE UMANE MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO Anno Accademico 2014 2015 XI Edizione GESTIONE DELLE RISORSE UMANE DIRETTORE: Prof.ssa Paula Benevene VICE DIRETTORE: Dott. Emiliano Maria Cappuccitti COORDINAMENTO DIDATTICO:

Dettagli

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI DIGITAL MAGICS APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DEL 2013 E IL PIANO INDUSTRIALE 2014-2018

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI DIGITAL MAGICS APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DEL 2013 E IL PIANO INDUSTRIALE 2014-2018 IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI DIGITAL MAGICS APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DEL 2013 E IL PIANO INDUSTRIALE 2014-2018 Nel 2013 ingresso in 11 startup, di cui 6 startup innovative, una cessione, una

Dettagli

Governare il cambiamento per creare valore condiviso

Governare il cambiamento per creare valore condiviso ALTA SCUOLA IMPRESA E SOCIETÀ Percorsi formativi per una nuova Pubblica Amministrazione Governare il cambiamento per creare valore condiviso Corsi settembre - dicembre 2012: 1. Il nuovo governo locale

Dettagli

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 Le 11 competenze di base del coaching sono state sviluppate per permettere una migliore comprensione delle competenze e degli approcci utilizzati nell ambito della

Dettagli

L AVVIO DELL E START UP IN ITALIA PROBLEMI E SOLUZIONI

L AVVIO DELL E START UP IN ITALIA PROBLEMI E SOLUZIONI L AVVIO DELL E START UP IN ITALIA PROBLEMI E SOLUZIONI 10 marzo 2014 UNIVERSITA NICCOLO CUSANO La strumentalità del business plan nella valutazione dei progetti Dott. Thomas Kraicsovits Studio De Vito

Dettagli

CORSO DI ALTA FORMAZIONE PER IMPRENDITORI EDILI

CORSO DI ALTA FORMAZIONE PER IMPRENDITORI EDILI CORSO DI ALTA FORMAZIONE PER IMPRENDITORI EDILI SETTEMBRE 2013 GENNAIO 2014 Fondazione CUOA Da oltre 50 anni Fondazione CUOA forma la nuova classe manageriale e imprenditoriale.è la prima business school

Dettagli

INCUBATORE FIRENZE DALL IDEA ALL IMPRESA 5 ANNI DI ESPERIENZA

INCUBATORE FIRENZE DALL IDEA ALL IMPRESA 5 ANNI DI ESPERIENZA INCUBATORE FIRENZE DALL IDEA ALL IMPRESA 5 ANNI DI ESPERIENZA L esperienza di Incubatore Firenze, che dal 2004 ha aiutato la nascita e lo sviluppo di start-up di successo in settori tecnologicamente avanzati,

Dettagli

a.a 2012/2013 III MODULO Pianificazione, gestione e controllo della spesa Area Aziendale

a.a 2012/2013 III MODULO Pianificazione, gestione e controllo della spesa Area Aziendale a.a 2012/2013 III MODULO Pianificazione, gestione e controllo della spesa Area Aziendale Perché formazione sul Procurement? I sistemi di Procurement stanno subendo profonde modificazioni sia nelle grandi

Dettagli

Scuola Digitale Linee Strategiche Europee

Scuola Digitale Linee Strategiche Europee Scuola Digitale Linee Strategiche Europee Nadia Mana e Ornella Mich i3 - Intelligent Interfaces & Interaction Fondazione Bruno Kessler European research on technology-enhanced learning la ricerca europea

Dettagli

Campagna di informazione sul Processo di Bologna Seminario nazionale su

Campagna di informazione sul Processo di Bologna Seminario nazionale su Campagna di informazione sul Processo di Bologna Seminario nazionale su Apprendimento permanente e riconoscimento dell apprendimento pregresso in collaborazione con la Rete Universitaria Italiana per l

Dettagli

Catalogo formativo Anno 2012-2013

Catalogo formativo Anno 2012-2013 Catalogo formativo Anno 2012-2013 www.kaleidoscomunicazione.it marketing & innovazione >> Email Marketing >> L email è ad oggi lo strumento di comunicazione più diffuso tra azienda e cliente e dunque anche

Dettagli

Le competenze digitali

Le competenze digitali Le competenze digitali Alessandro D Atri Roma, 14 Luglio 2008 1 Indice Le competenze digitali Competenze ICT dei business manager Il concetto di competenza Un modello per le competenze ICT Impatto delle

Dettagli

Capitolo 1 Capitolo 2 Capitolo 3

Capitolo 1 Capitolo 2 Capitolo 3 Prefazione Come mai le imprese multibusiness continuano, nonostante tutto, a esistere? Come mai hanno resistito alla crisi finanziaria scoppiata nel 2007, e hanno, in ogni caso, resistito meglio rispetto

Dettagli

Il ciclo di vita della startup e gli attori della filiera del venture capital

Il ciclo di vita della startup e gli attori della filiera del venture capital Il ciclo di vita della startup e gli attori della filiera del venture capital Quando ricorrere al capitale di rischio Sostegno alla crescita Ricambio generazionale Internazionalizzazione Riorganizzazione

Dettagli

Programma Nazionale per la Ricerca 2015-2020: Guida alla lettura

Programma Nazionale per la Ricerca 2015-2020: Guida alla lettura @bollettinoadapt, 2 maggio 2016 Programma Nazionale per la Ricerca 2015-2020: Guida alla lettura di Chiara Mancini Tag: #ricerca #PNR #PianoNazionaleRicerca #innovazione #Horizon2020 #MIUR Lo scorso Primo

Dettagli

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Edizione 2015 40 anni di analisi e ricerca sulle trasformazioni economiche e sociali in Italia e in Europa:

Dettagli

UNIVERSITÀ TELEMATICA GUGLIELMO MARCONI FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE. Corso di Laurea in Scienze dell Educazione e della Formazione

UNIVERSITÀ TELEMATICA GUGLIELMO MARCONI FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE. Corso di Laurea in Scienze dell Educazione e della Formazione UNIVERSITÀ TELEMATICA GUGLIELMO MARCONI FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE Corso di Laurea in Scienze dell Educazione e della Formazione L Outsourcing Relatore Prof.ssa Concetta Mercurio Candidato Mario

Dettagli

Agenda. Gli accordi Intesa Sanpaolo Confindustria Piccola Industria. Consulenza globale. Ambiti d intervento. Conferma e arricchimento soluzioni

Agenda. Gli accordi Intesa Sanpaolo Confindustria Piccola Industria. Consulenza globale. Ambiti d intervento. Conferma e arricchimento soluzioni Agenda Gli accordi Intesa Sanpaolo Confindustria Piccola Industria Consulenza globale Ambiti d intervento Conferma e arricchimento soluzioni 1 Intesa Sanpaolo - Confindustria Piccola Industria Un impegno

Dettagli

LABORATORIO DI IMPRENDITORIALITÀ VENTURE CHALLENGE Edizione 2010

LABORATORIO DI IMPRENDITORIALITÀ VENTURE CHALLENGE Edizione 2010 LABORATORIO DI IMPRENDITORIALITÀ VENTURE CHALLENGE Edizione 2010 Venture challenge è un Laboratorio di formazione all imprenditorialità promosso in Ticino da USI, SUPSI e Centro Promozione Start-up nell

Dettagli

BERGAMO SMART CITY VERSO EXPO 2015. Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso - 26 novembre 2013

BERGAMO SMART CITY VERSO EXPO 2015. Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso - 26 novembre 2013 BERGAMO SMART CITY VERSO EXPO 2015 Start Up Innovative -Le imprese fanno sistema Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso - 26 novembre 2013 START UP E INCUBATORI Il Decreto Sviluppo (179/2012), introducendo

Dettagli