PROGETTO TIZZI INTERVENTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE SUL DISAGIO MINORILE

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1 PROGETTO TIZZI INTERVENTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE SUL DISAGIO MINORILE Presentazione Da parecchi anni diverse associazioni di volontariato ospitano in Italia bambini provenienti dalla Bielorussia, ma anche dalla Russia e dall Ucraina, per offrire loro periodi di risanamento e vacanza allo scopo di garantire una parziale decontaminazione dalle sostanze radioattive (triste eredità dell incidente di Cernobyl) assunte quotidianamente attraverso il cibo e l ambiente in cui vivono. Questo ponte di solidarietà ha dato luogo ed impulso a rapporti di amicizia e di conoscenza reciproca permettendo altresì un approccio a mentalità, stili di vita e abitudini diversi. In questo contesto l orizzonte si è aperto su situazioni di degrado e di disagio sociale che l incidente di Cernobyl non ha fatto altro che amplificare. Chi, infatti, in questi anni ha accolto i cosiddetti bambini di Cernobyl provenienti da quelle regioni (soprattutto le zone di Gomel, Mogiljov e Brest della Bielorussia), si è imbattuto in questa angosciosa e diffusa realtà. In tale situazione sociale ed economica, in cui si innescano con più facilità le derive umane, la prima realtà a risentirne è la famiglia che viene privata degli stimoli e delle risorse necessarie per adempiere alle proprie funzioni. Ai componenti di queste famiglie, e specificatamente ai soggetti minori, si rivolge il progetto TIZZI, per garantire una modalità di vita, la più sicura e serena possibile. Il progetto si occupa del contesto familiare, intendendo con esso la affermazione e la fruizione, in qualsiasi ambito, di stili di vita idonei ai minori laddove queste modalità vengano negate o parzialmente offerte.

2 Titolo PROGETTO TIZZI Intervento di cooperazione internazionale in campo sociale per assicurare il diritto al contesto familiare ai bambini disagiati delle zone della Bielorussia colpite dall incidente nucleare di Cernobyl. La tematica Partendo dall esperienza di accoglienza dei Bambini di Cernobyl e riflettendo su di essa, è maturata l idea di intervenire anche sul disagio delle loro famiglie per garantire direttamente ai bambini stessi, o tramite i loro tutori o strutture di riferimento, una crescita la più possibile adeguata sotto il profilo affettivo e psicologico, assicurando loro nel contempo un opportuno sostegno materiale e prospettive di inserimento nella società. Le motivazioni Il progetto prende il nome da una bambina Down di nome Tiziana. La bambina rifiutata dai genitori naturali, è stata accolta da una nuova famiglia, nella quale ha vissuto serenamente per tre anni e mezzo. Non ha avuto una vita lunga, ma sicuramente intensa e felice. E stata accettata per quello che era e cioè come ricchezza. Il suo esistere ha lasciato un segno in molte persone che hanno colto nella sua diversità una nuova risorsa. Una sola occasione di Essere, offerta ad una persona svantaggiata, si è rivelata un dono prezioso per lei, per la famiglia che l ha accolta e per tutti coloro che l hanno conosciuta e la ricordano ora col nome familiare di Tizzi. Da questa semplice, piccola, ma impagabile esperienza è nata una forza vitale che vuole andare contro la corrente della rassegnazione e dell apatia per affermare che ciò che appare impossibile o difficile è ciò che invece aspetta di essere fatto. Anche Tizzi aveva convissuto con un bambino di Cernobyl. Da questa esperienza sono nate nuove amicizie. Da Tizzi, dal suo ospite, da tutti i bambini ospitati nella nostra realtà e da tutti quelli che vivono laggiù in quelle lontane terre contaminate, nasce e

3 parte il progetto per far sì che l opportunità che è stata data a Tizzi possa essere riprodotta in altrettante situazioni disagiate. L opportunità capitata a Tizzi deve essere l occasione di molti: una possibilità per Essere. Essere sani, accolti, amati, felici. Ambito di intervento Il dramma di Cernobyl ha condizionato ed influenza le persone residenti nei territori contaminati sotto molteplici aspetti. Le conseguenze sono gravi a tutti i livelli: sociale, sanitario, politico, economico. Una delle incidenze maggiori riguarda i comportamenti individuali e collettivi minati dalla sfiducia per il futuro ed affidati (soprattutto nelle zone maggiormente contaminate e nelle fasce di popolazione ivi residente con minor cultura o con maggior povertà) ad atteggiamenti e segni di forte disagio quali l alcolismo, la prostituzione, l abbandono di minori, l aumento delle ragazze madri, le malattie dell indigenza e così via. L impatto di questo disagio si riversa sui minori. Il primo passo per intervenire è agire per assicurare un contesto familiare il più possibile stabile, duraturo e riconoscibile dal minore per serenità, affidabilità e riconducibilità alle sue esigenze. L idea Alla base del progetto c è la convinzione che i bambini siano la prima ricchezza di un popolo. Il loro diventare donne ed uomini deve essere affidato ad un contesto familiare sereno negli affetti e nelle possibilità di assicurare un minimo di prospettiva e sicurezza. Il ricorso ad inserimenti extrafamiliari dev essere pertanto, laddove possibile, evitato. Purtroppo la realtà presente in Bielorussia impone, parecchie volte, percorsi diversi ed il ricorso all istituzione può diventare la scelta obbligata. Ma anche in questa eventualità non viene a mancare l idea del progetto che è quella di riprodurre, in ogni contesto e realtà, le più vantaggiose condizioni di vita.

4 Il progetto non si pone assolutamente come tramite e non incentiva l adozione internazionale essendo convinto della necessità di interagire in loco per far nascere, creare o potenziare, da una parte, le condizioni per la tutela dell infanzia e, dall altra, l opportunità per uno sviluppo sociale che alla base del proprio futuro ponga quegli stessi bambini che là risiedono. Gli esclusivi e diretti beneficiari del progetto sono i minori. Gli interventi presso famiglie, strutture o eventuali altri contesti sono indirizzati alla sola riproposizione o affermazione di un contesto familiare fruibile nelle migliori condizioni possibili. Interventi tesi a risolvere problemi familiari, sociali e/o strutturali subordinando l interesse di ogni singolo minore oggetto dell intervento, non rappresentano ambiti di intervento del progetto TIZZI. Obiettivi Facilitare le possibilità di reinserimento dei minori in nuclei familiari. Prevenire situazioni di disagio familiare che possano comportare l abbandono del minore o l allontanamento dal proprio nucleo. Assicurare, in caso di impossibilità di reinserimenti in famiglia o in caso di ineludibile allontanamento del minore dal nucleo familiare, una continuità istituzionale e di supporto nella casa di prima accoglienza individuata (di seguito definita con il nome russo: priut ) o, in ogni caso, con i servizi sociali di riferimento. Garantire individuato. la migliore qualità di vita possibile all interno del priut Modalità d intervento Assicurare sostegno psicologico ai bambini ed alle famiglie attraverso lo staff del servizio socio-assistenziale provinciale. Assicurare sostegno materiale ai bambini ed alle famiglie segnalate dal servizio socio assistenziale sulla base di linea guida da stabilire in successive metodologie d intervento.

5 Assicurare la gestione operativa del servizio provinciale socio assistenziale garantendo un locale consono alle loro mansioni, potenziando le risorse umane e strumentali, in primis l informatizzazione del servizio per la creazione e la gestione di una banca dati sui bambini e sulle famiglie. Individuare e realizzare stage e/o corsi di aggiornamento (in loco o in Italia) per gli psicologi ed i pedagoghi del servizio socio assistenziale di Dobrush ed incentivare contratti di formazione/lavoro che garantiscano, nel tempo, la continuità di erogazione del servizio, tenendo conto del rischio territoriale. Assicurare i necessari mezzi di trasporto al servizio socio assistenziale ed al priut per garantire il monitoraggio ed il sostegno delle situazioni di disagio e le possibilità di trasferimento dei ragazzi nei luoghi di attività, inserimento, studio, addestramento professionale, cura e/o risanamento. Assicurare ai bambini e ragazzi (soprattutto nel priut, ma anche negli altri contesti) indumenti, presidi di igiene personale, materiale d istruzione e medicine. Impostare corsi (a livello provinciale) di addestramento professionale e/o di laboratori, in previsione della maggiore età e della scarsità di idonee strutture di riferimento, per i soggetti minori non stabilmente inseriti in un contesto familiare. Metodologie d intervento Essenziale è il coinvolgimento della realtà locale e l inserimento del progetto in un percorso istituzionale che possa garantirne la continuità ed esercitare funzioni di gestione e controllo direttamente in loco. E pertanto fondamentale: Siglare un protocollo di intesa con l Amministrazione provinciale di Dobrush e con i soggetti istituzionali coinvolti nella realizzazione del progetto. Stabilire e sottoscrivere, in subordine, piani d intervento coi servizi e gli attori in questione allo scopo di vincolare il costante monitoraggio sul

6 disagio minorile, agli impegni assunti, alle responsabilità individuate, alle risorse stanziate, alla valutazione e verifica quali-quantitativa. Sviluppare sinergie di intervento con il priut per facilitare e permettere il maggior numero di reinserimenti familiari possibili. Realizzazione e distribuzione a livello provinciale (famiglie, scuole, case della cultura, biblioteche, centri di ritrovo, pubblica amministrazione) di materiale divulgativo per promuovere la cultura dell affido/adozione. Risultati attesi Migliorare le condizioni di vita dei bambini, sia in termini psicologici che sociali. Recuperare il bambino alla famiglia naturale e, laddove non sia possibile, cercare di garantire (in subordine) l inserimento in una famiglia adottiva/affidataria ed infine la miglior istituzionalizzazione possibile in un ambiente che, seppur con le proprie caratteristiche di temporaneità, riproduca il miglior contesto familiare possibile. Diffondere la cultura dell accoglienza, dell affido/adozione a livello provinciale. Garantire la continuità e la sostenibilità del servizio socio assistenziale nella tutela dei minori tramite la presa in carico istituzionale da parte dell assessorato alla pubblica istruzione della provincia di Dobrush. Luogo dell intervento Il priut individuato si trova nella città di LAGUNI, provincia di DOBRUSH, regione di GOMEL (Bielorussia). E stata fondato nel febbraio 2000 allo scopo di ospitare quei bambini le cui famiglie si trovano in difficoltà, temporanea e no. Compito del priut è quello di dare un sostegno psicologico ai bambini ospiti; reinserirli all interno delle loro famiglie di origine o trovare loro nuove famiglie per affidi temporanei più o meno lunghi, al fine di evitare il più possibile soggiorni temporanei o definitivi (fino alla maggiore età) in orfanotrofi o internati.

7 Finora ha ospitato 43 bambini. Ha una capienza massima di 35 bambini. Attualmente ne ospita 18. I piccoli ospiti possono, attualmente, rimanere nella casa per un periodo di un anno durante il quale vengono attivati gli sforzi e le procedure per permettere un reinserimento esterno. Decorso l anno, gli ospiti sono trasferiti in orfanotrofi più grandi, concentrati nelle città principali e da lì possono uscire (se non raggiunta la maggiore età) solo con una regolare procedura di adozione. Nella casa lavorano cinque educatrici che si alternano durante la giornata, una cuoca, una inserviente che si occupa anche della lavanderia, una infermiera ed alcune donne delle pulizie. Gli obiettivi tuttora raggiunti sono stati i seguenti: 6 bambini (17%) sono stati reinseriti all interno della propria famiglia di origine; 8 bambini (18%) hanno trovato affidamento in nuove famiglie; il 53% dei bambini hanno trovato accoglienza negli orfanotrofi o scuole internali ; il 4% dei bambini, raggiungendo la maggiore età, è uscito dalla casa senza alcun reinserimento familiare e/o sociale. Durata del progetto Da definire con la stesura del protocollo di cooperazione (da un minimo di tre ad un massimo di cinque anni). Beneficiari A livello sociale: i bambini della provincia di Dobrush che vivono nelle situazioni di maggior disagio e le loro famiglie di riferimento (naturali o tutoriali). A livello istituzionale:! Il Servizio socio/assistenziale della provincia di Dobrush (dipendente dall assessorato della pubblica istruzione)

8 ! La casa di prima accoglienza (priut) di Lagunì (Dobrush). Associazione proponente ASSOCIAZIONE AMICI DI SERENA Via Cavour, n LODI (LO) TEL./Fax web: Coordinamento Natale Giandini, presidente Associazione Amici di Serena : coordinatore del progetto e legale rappresentante Annamaria Scaglioni e Luca Alquati, genitori di Tizzi: fund raiser e funzioni di indirizzo nella gestione fondi Pierluigi Padovani, direttivo Associazione Amici di Serena : gestione rapporti con il priut di Lagunì Massimo Bonfatti, coordinatore progetto Humus : gestione rapporti istituzionali in Bielorussia Partner Partner Bielorussi (in corso di aggiornamento) Partner Italiani (in corso di aggiornamento) Gruppo famiglie parrocchia San Lorenzo, Lodi Adesioni/Patrocini! Reeves SPA, Lodivecchio

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