Finanziare lo sviluppo con i Minibond

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1 Finanziare lo sviluppo con i Minibond Implicazioni fiscali dello strumento Minibond Luca Luigi Tomasini dottore commercialista revisore legale STUDIO TOMASINI

2 I vantaggi fiscali di emissione dei minibond 1. Piena deducibilità degli interessi passivi 2. Esenzione dell applicazione della ritenuta sugli interessi corrisposti 3. Deducibilità dei costi inerenti l emissione 4. Regime opzionale DPR n. 601/1973 2

3 1. Deducibilità interessi passivi 1/6 Normativa vigente con l introduzione della cd «Legge Prodi» (Legge 28/12/1995, n. 549) Gli interessi passivi derivanti da prestiti obbligazionari deducibili se il tasso di interesse all emissione non era superiore: al doppio del tasso ufficiale di riferimento applicato su obbligazioni e titoli similari negoziati in mercati regolamentati degli Stati membri dell Unione europea e degli Stati aderenti all accordo sullo Spazio economico europeo inclusi nella cosiddetta white list; al tasso ufficiale di riferimento, aumentato di due terzi, applicato alle obbligazioni e ai titoli similari diversi dai precedenti. Qualora il tasso di rendimento effettivo al momento dell emissione fosse stato superiore ai due limiti, gli interessi passivi eccedenti tali limiti erano indeducibili dal reddito d impresa. 3

4 1. Deducibilità interessi passivi 2/6 Intento della «Legge Prodi» L intento della norma era di carattere antielusivo e voleva contrastare arbitraggi fiscali domestici nell ambito delle società a ristretta base azionaria e che consistevano tipicamente: Nell emettere obbligazioni ad alto rendimento (alto tasso di interesse), che generavano cospicui interessi passivi deducibili (53,2% IRPEG e ILOR); Nel far sottoscrivere le emissioni obbligazionarie da persone fisiche, soci della società emittente, che beneficiavano di una tassazione forfetaria sugli interessi percepiti (12,5% IRPEF). Arbitraggio fiscale : 53,2% - 12,5% = 40,70% 4

5 1. Deducibilità interessi passivi 3/6 Modifiche apportate dal Decreto Sviluppo Titoli quotati in mercati regolamentati o presso sistemi multilaterali di negoziazione dei paesi UE o di paesi aderenti allo spazio Economico Europeo (SEE) inclusi nella white list (adeguato scambio di informazioni): gli interessi passivi sono deducibili ai fini IRES, col solo limite del 30% del risultato operativo lordo (ROL). Non si applica la Legge Prodi 5

6 1. Deducibilità interessi passivi 4/6 Titoli non quotati in mercati regolamentati o presso sistemi multilaterali di negoziazione dei paesi UE o di paesi aderenti allo spazio Economico Europeo (SEE) inclusi nella white list (adeguato scambio di informazioni): gli interessi passivi sono deducibili ai fini IRES, nel limite del 30% del risultato operativo lordo (ROL) a condizione che si verifichino tutte le seguenti condizioni: 1. titoli detenuti da investitori qualificati (banche, assicurazioni, fondi pensione, etc.); 2. tali investitori non detengono, direttamente o indirettamente, anche per il tramite di società fiduciarie o per interposta persona, più del 2% del capitale o del patrimonio della società emittente; 3. il beneficiario effettivo dei proventi residente in Italia o in Stati e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni, al fine di garantire un controllo da parte dell amministrazione finanziaria italiana. 6

7 1. Deducibilità interessi passivi 5/6 Finalità norma (Circolare AE n. 4/E del 06/03/2013) La finalità evidente è di evitare che, attraverso l emissione di prestiti obbligazionari non destinati alla diffusione tra il pubblico dei risparmiatori possano essere messe in atto operazioni che consentano, da un lato, l attribuzione di interessi attivi a soci che detengono partecipazioni rilevanti nelle società emittenti, in luogo di dividendi, dall altro l erosione dell imponibile societario. 7

8 1. Deducibilità interessi passivi 6/6 Accorgimenti (Circolare AE n. 4/E del 06/03/2013) «Delibera di emissione preveda espressamente che tali titoli possono essere sottoscritti e circolare esclusivamente tra investitori qualificati e che non possono essere sottoscritti da soci che detengono più del 2% del capitale o del patrimonio della società emittente. La società emittente deve acquisire apposita certificazione, scritta ed in forma libera, da parte del sottoscrittore o del successivo acquirente, nella gli stessi attestino di essere investitori qualificati, di non possedere più del 2% del capitale sociale o del patrimonio della società emittente e che il beneficiario effettivo dei proventi dei titoli sia residente in Italia o in uno Stato o territorio che consente un adeguato scambio di informazioni». 8

9 2. Esenzione ritenuta sugli interessi 1/2 Il Decreto Sviluppo ha esteso agli interessi percepiti dai sottoscrittori di Minibond il regime di imposizione sostitutiva disciplinato dal D.Lgs. n. 239/1996, al posto dell applicazione della ritenuta alla fonte di cui all art. 26 del DPR n. 600/1973. Condizioni: 1. Società per azioni con azioni negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione 2. Società non quotate le cui obbligazioni e titoli similari siano negoziati nei mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione. 9

10 2. Esenzione ritenuta sugli interessi 2/2 Disciplina fiscale: 1. PF che non svolgono attività commerciale: imposta sostitutiva a titolo definitivo 20%; 2. PF con attività commerciali (e.g. imprese individuali): imposta sostitutiva d acconto 20%; 3. SS, S.d.f., EE non commerciali, soggetti esenti IRES («nettisti»): imposta sostitutiva d acconto 20%; 4. Società ed enti commerciali, fondi comuni investimento aperti e chiusi, Confidi e Fondi pensione: NO ritenuta e indicazione dei proventi percepiti in dichiarazione dei redditi; 5. Soggetti residenti in Stati esteri o territori white list, indicazione dati dell effettivo beneficiario, autocertificazione possesso requisiti per l esenzione: NO ritenuta. 10

11 3. Deducibilità costi emissione In base al Decreto Sviluppo le spese di emissione (ad esempio, le commissioni per la banca, le commissioni per le società che emettono il rating sull emittente, le commissioni di collocamento, i compensi per le prestazioni professionali e le altre spese legate all emissione) sono deducibili nell esercizio in cui sono sostenute («per cassa»), indipendentemente dal criterio di imputazione a bilancio. 11

12 4. Regime opzionale DPR n. 601/1973 Il Legislatore ha esteso a questo strumento l agevolazione fiscale in materia di imposte indirette prevista dal DPR 601/1973 che consiste nell applicazione: - di una imposta sostitutiva in misura pari allo 0,25% (ex art. 18 DPR 601/1973) in luogo delle ordinarie imposte indirette (registro, bollo e ipotecarie), alle garanzie di qualunque tipo e da chiunque prestate per l emissione di obbligazioni. 12

13 Disclaimer: il presente documento è redatto ai soli fini informativi. Le informazioni fornite non costituiscono né sono da intendersi come consulenza fiscale. Nonostante la particolare attenzione nell assicurare che tutte le informazioni contenute siano corrette, il documento non è da considerarsi esaustivo e nessuna garanzia, esplicita o implicita, può essere fornita: pertanto lo Studio TOMASINI non si ritiene responsabile per eventuali errori e/o omissioni. 13

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