Network sviluppo sostenibile. Il ritorno del SISTRI Il conferimento dei rifiuti ai centri di raccolta. Paolo Pipere

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1 Network sviluppo sostenibile Il ritorno del Il conferimento dei rifiuti ai centri di raccolta Paolo Pipere Responsabile Servizio Adempimenti Ambientali Camera di Commercio di Milano Segretario Sezione lombarda Albo Nazionale Gestori Ambientali : abolizione e reintroduzione 1

2 L abolizione del, il sistema per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti, ha trovato posto, inaspettatamente, nel decreto legge con cui è stata introdotta la manovra economica estiva (decreto legge 13 agosto 2011, n.138, in G.U. n. 188 del 13 agosto 2011). L articolo 6, comma 2, del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138, ha sancito l abolizione, a decorrere dal 13 agosto 2011: del comma 1116, dell articolo 1, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che costituisce la prima indicazione sulla futura introduzione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti ; l articolo 14-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, con cui è stato definito il contenuto di massima del decreto istitutivo del. 2

3 Sempre con medesima decorrenza sono stati abrogati anche: il comma 2, lettera a), dell articolo 188-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che statuiva l obbligo di garantire la tracciabilità dei rifiuti dalla produzione fino alla loro destinazione finale mediante l uso del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti () ; l articolo 188-ter del medesimo decreto, che definiva i soggetti obbligati ad usare il sistema e quelli che potevano scegliere di adottarlo su base volontaria; l articolo 260-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, con cui erano state introdotte lesanzioni per le omissioni e le violazioni delle disposizioni relative al sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti; Sempre con medesima decorrenza sono stati abrogati anche: il comma 1, lettera b), dell articolo 16 del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, con cui erano state introdotte modifiche agli articoli 188 (Responsabilità della gestione dei rifiuti), 189 (Catasto dei rifiuti), 190 (Registri di carico e scarico) e 193 (Trasporto dei rifiuti) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, modifiche che, pur non essendo ancora entrate in vigore, sono state tutte azzerate; l articolo 36, del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, limitatamente al capoverso «articolo 260-bis», cioè all introduzione di questo articolo relativo alle sanzioni nel decreto legislativo3 aprile 2006, n. 152, articolo peraltro già direttamente abrogato dall articolo 6, comma 2, lettera d) del decreto legge 13 agosto 2011, n

4 Il medesimo eccesso, l abrogazione di ciò che era già stato in precedenza abrogato, è stato riservato anche al decreto del Ministro dell ambiente 17 dicembre 2009 e successive modificazioni (il decreto istitutivo del ), già soppresso, insieme alle successive modifiche e con l unica eccezione relativa al termine di piena operatività del sistema, dal decreto del Ministero dell'ambiente, 18 febbraio 2011 n. 52, anch esso interamente cassato dal 13 agosto Il decreto legge, infine, ci rassicurava precisando che resta ferma l applicabilità delle altre norme in materia di gestione dei rifiuti, e stabilendo che ciò fosse vero: in particolare, ai sensi dell articolo 188-bis, comma 2, lettera b), del decreto legislativo n. 152 del Specificando, quindi, che il dovere di garantire la tracciabilità dei rifiuti può essere adempiuto rispettando gli: obblighi relativi alla tenuta dei registri di carico e scarico nonché del formulario di identificazione di cui agli articoli 190 e 193 del decreto legislativo n. 152 del

5 Con l eliminazione delle modifiche agli articoli citati venivano meno, tra l altro: l obbligo di istituire e movimentare un registro di carico e scarico per il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi, un adempimento di cui non si era mai compresa l utilità; l obbligo di tenere il registro relativo ai rifiuti prodotti presso ogni impianto di produzione o, nel caso in cui ciò risulti eccessivamente oneroso, nel sito di produzione, eliminando il rischio di dover movimentare più di un registro per ogni unità locale. 5

6 L abrogazione della più recente versione dell art. 188 del D.Lgs. 152/2006, infine, portava a ripristinare la limitazione della responsabilità del produttore del rifiuto, che tornava ad essere esclusa dal momento in cui i rifiuti venivano presi in carico dal primo impianto autorizzato a recuperarli o smaltirli e il gestore sottoscriveva la quarta copia del formulario. In sede di conversione del D.-L. 13 agosto 2011 n. 138, come è noto, l abolizione del sistema per la tracciabilità dei rifiuti non è stata confermata. Pertanto l obbligo di documentare la gestione dei rifiuti con il torna ad essere cogente. 6

7 In verità, la fase di piena ed esclusiva operatività del è stata differita nel tempo, anche se ovviamente - non è più previsto l avvio scaglionato dal 1 settembre ad una data, non ancora individuata, successiva al 1 giugno La nuova norma dispone che la fase di piena ed esclusiva operatività del inizi dal 9 febbraio 2012 per tutti i soggetti obbligati, con l unica eccezione costituita dai produttori di rifiuti pericolosi con un numero di dipendenti non superiore a 10. 7

8 Per i produttori di rifiuti pericolosi con un numero di dipendenti non superiore a 10 la data di piena operatività dovrà essere definita con D.M., ma (in considerazione di quanto disposto dall art. 6, comma 2, lettera f-octies della L. 12/07/2011 n. 106) non potrà essere antecedente al 1 giugno Per entrambe le categorie di soggetti obbligati dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.-L. 13 agosto 2011 n. 138 riprende il periodo di cosiddetto doppio binario, quindi è obbligatorio affiancare l uso del alla movimentazione del registro di carico e scarico e alla compilazione dei formulari 8

9 In questo periodo transitorio, prima della piena e completa operatività del sistema per il controllo della tracciabilità dei rifiuti, gli errori e le omissioni nell uso del non potranno dare luogo a sanzioni Nel corso del periodo transitorio, sino al 15 dicembre 2011, il Ministero dell Ambiente si è impegnato a testare software e hardware con le associazioni e le imprese La Legge di conversione (L.148/2011) prevede anche: l eventuale ricorso a tecnologie di controllo della tracciabilità più semplici da utilizzare [si ipotizza un senza dispositivi USB]; 9

10 L individuazione, con D.M., di specifiche tipologie di rifiuti [pericolosi] alle quali saranno applicate le procedure [diverse dal ] per la gestione dei rifiuti non pericolosi [diversi da quelli da lavorazioni industriali, artigianali, derivanti da trattamenti effettuati sulle acque e sulle emissioni gassose in atmosfera e generati da impianti di gestione di rifiuti] Si potrebbe trattare di rifiuti quali tubi al neon, RAEE, lamette ecc. generati in modeste quantità [che sarebbe opportuno precisare dettagliatamente] da imprese commerciali o di servizio 10

11 La medesima norma prevede anche la possibilità che i produttori di rifiuti soggetti a ritiro obbligatorio da parte di sistemi di gestione regolati per legge deleghino la realizzazione degli adempimenti ai consorzi di recupero, secondo le modalità già previste per le associazioni. Il D.Lgs.7 luglio 2011, n. 121 ha modificato il sistema sanzionatorio, introdotto nel d.lgs. n. 152/2006 dal d.lgs. n. 205/

12 le sanzioni amministrative di non si applicano se il soggetto obbligato adempie di propria iniziativa agli obblighi entro 30 giorni dalla commissione del fatto e senza che sia intervenuta la contestazione da parte dell'autorità di controllo; la sanzione è ridotta ad un quarto e non sono applicabili le sanzioni accessorie quando si adempie agli obblighi entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica della violazione da parte dell'autorità di controllo. Durante il periodo transitorio precedente alla piena operatività del si applicheranno le sanzioni per omessa o non corretta compilazione dei registri di carico e scarico, formulari dei rifiuti e della comunicazione annuale/mud già previste dal D.Lgs. 152/2006 nella formulazione antecedente alle modifiche introdotte dal D.Lgs. 205/

13 Il conferimento dei rifiuti ai centri di raccolta Conferimento ai centri di raccolta Il problema: Il D.Lgs. 205/2010 ha eliminato la possibilità di trasportare i rifiuti urbani e i rifiuti speciali assimilati agli urbani con mezzi aziendali NON iscritti all Albo nazionale gestori ambientali In precedenza, infatti, l art. 212, comma 8, del DLgs. 152/2006 disponeva che: Non è comunque richiesta l iscrizione all Albo per il trasporto dei propri rifiuti, come definiti dal presente comma, purché lo stesso trasporto sia esclusivamente finalizzato al conferimento al gestore del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani con il quale sia stata stipulata una convenzione. 13

14 Conferimento ai centri di raccolta Oggi l iscrizione all Albo gestori ambientali è sempre richiesta per qualsiasi trasporto di propri rifiuti (assimilati o non assimilati) con mezzi aziendali, anche nel caso di trasporto del tutto occasionale. Per effetto delle scelte comunali di assimilazione [che di norma non si sono conformate ai divieti previsti dall art. 195, comma 2, lettera e)], i rifiuti speciali assimilati agli urbani possono essere conferiti ai centri di raccolta Conferimento ai centri di raccolta I centri di raccolta possono ricevere dalle imprese solo i rifiuti specificamente indicati dal D.M. 8 aprile 2008 (come modificato dal D.M. 13 maggio 2009) mediante riferimento ai codici CER Ma tra i rifiuti ammessi ve ne sono alcuni ai quali sono stati attribuiti codici CER che il Comitato nazionale dell Albo gestori ambientali finora ha ritenuto di non poter prevedere in sede di iscrizione per il trasporto di propri rifiuti 14

15 Conferimento ai centri di raccolta Il D.Lgs. 205/2010 ha imposto alle imprese che trasportano i propri rifiuti iscritte prima del 14 aprile 2008 l aggiornamento, entro il 24 dicembre 2011, dell iscrizione mediante l indicazione dei codici CER dei rifiuti trasportati e dei mezzi di trasporto utilizzati Ma molti codici CER richiesti, perché ritenuti necessari per il conferimento ai centri di raccolta, non sono ammessi Conferimento ai centri di raccolta Possibili soluzioni: Ripristinare la possibilità di trasportare ai centri di raccolta i rifiuti assimilati agli urbani con mezzi aziendali non iscritti all Albo[richiede modifica del D.Lgs. 152/2006]; 15

16 Conferimento ai centri di raccolta Utilizzare le indicazioni del D.M. 8/4/2008 che, dopo aver dettagliatamente indicato 44 tipologie di rifiuti conferibili ai centri di raccolta, prevede anche un ulteriore tipologia costituita da: rifiuti assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei regolamenti comunali, fermo restando il disposto di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche. Conferimento ai centri di raccolta Valutare, in sede di rilascio o di aggiornamento dell iscrizione all Albo per il trasporto di propri rifiuti, la documentazione prodotta dall impresa per comprovare la necessità di trasportare determinati codici CER; Rivedere le decisioni dell Albo alla luce delle successive modifiche legislative 16

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