Il finanziamento delle Agenzie Regionali per la Protezione dell Ambiente: modelli di riferimento, struttura, caratteristiche e prospettive.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Il finanziamento delle Agenzie Regionali per la Protezione dell Ambiente: modelli di riferimento, struttura, caratteristiche e prospettive."

Transcript

1 Il finanziamento delle Agenzie Regionali per la Protezione dell Ambiente: modelli di riferimento, struttura, caratteristiche e prospettive. Chiara Casadio, Università di Bergamo - Liliana Grancini, Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia - Luca Marchesi, ARPA Lombardia - Gianluca Piazza, Università di Milano Bicocca Introduzione Il lungo percorso seguito in questi anni può dirsi a quasi a termine. Ad oltre otto anni dalla promulgazione della legge 61/94, infatti, il Sistema Agenziale di protezione dell ambiente è sostanzialmente uscito dalla fase costitutiva, con il completamento della istituzione delle Agenzie regionali e provinciali su tutto il territorio nazionale. L istituzione dell APAT ha segnato i tempi di una progressivo avvicinamento alla maturità del sistema, almeno per quel che riguarda il punto di vista costitutivo. Adesso si tratta di ripensare e valutare la struttura attuale alla luce delle esperienze fatte per individuare i centri d eccellenza del sistema oltre che le inevitabili lacune che riscontra un sistema giovane e importante come quello delle ARPA/APPA. Non è certo possibile parlare di maturità delle strutture ARPA/APPA in maniera generalizzata, la strada è lunga, ma sicuramente sono stati raggiunti traguardi significativi in un ottica di crescita e consolidamento del ruolo al quale è stato chiamato l intero sistema agenziale dal momento della sua costituzione. C è intesa nel sostenere la necessità di rivisitare l attività fin qui svolta, ed a questo proposito, più voci dello stesso sistema delle Agenzie regionali e delle Province autonome, ritiene che l esperienza maturata in questi anni sia un ottima base dalla quale muovere per riflessioni di carattere generale ed allo stesso tempo mirate alle esigenze delle singole esperienze regionali, attente nel preservarne le loro specificità attraverso diverse attività di benchmarking promossa dall Osservatorio. L obiettivo adesso rinvia al consolidamento delle certezze del sistema agenziale ARPA/APPA per poterne evidenziare i punti di pregevolezza e studiarne allo stesso tempo le debolezze fisiologiche; ancora, per consentire una riflessione su quello che finora è stato realizzato e sul livello di legittimazione raggiunto con l obiettivo di orientare i futuri comportamenti del sistema pubblico di protezione ambientale a livello territoriale. Alla luce di questi aspetti, il tema del finanziamento delle Agenzie riveste un ruolo pregnante per il peso che ricopre nell individuazione degli obiettivi dell intero sistema agenziale. La centralità riconosciuta all argomento dei sussidi economici trova ragion d essere tanto nella delicata fase che sta attraversando l economia nazionale, quanto nel progressivo processo di decentramento delle diverse funzioni statali in atto in questi anni in tutti gli ambiti di governo nazionale. Le politiche per il decentramento amministrativo negli ultimi tempi a seguito della riforma della finanza pubblica hanno subito un importante processo evolutivo in direzione di un maggior decentramento dei poteri regolamentari e amministrativi e di un finanziamento autonomo del governo decentrato.

2 Se da un lato la stessa molteplicità delle funzioni e delle attività svolte dalle Agenzie rende complessa la definizione di un modello ideale di finanziamento allo stesso tempo l avvio delle attività ed il rafforzamento delle competenze nei diversi campi di attività hanno creato e continueranno a porre alle Agenzie oggettivi problemi di bilancio che potranno essere affrontati solo prefigurando il superamento del regime attuale di finanziamento, derivato dal vecchio Fondo sanitario nazionale, ed introducendo nuovi modelli di riferimento più rispondenti alle finalità e al funzionamento del sistema ambientale. Sembra ormai consolidata da più parti, la certezza di un deciso cambio di rotta verso forme di finanziamento più agili in grado di supportare le reali esigenze del sistema agenziale ARPA/APPA con il duplice obiettivo: di salvaguardia di un processo nazionale generalizzato, ed allo stesso tempo, riservando l attenzione dovuta alle singole realtà regionali, molto diverse tra loro. E chiaro che questo presupposto difficilmente riuscirà ad indirizzare gli obiettivi di ARPA/APPA verso un soluzione di continuità unica, ma è parimenti vero che seppur nella complessità e diversità delle singole realtà regionali, non è particolarmente difficile individuare un ostacolo comune, riscontrabile nella quadratura dei bilanci annuali delle singole agenzie. La ragione di questi oggettivi impedimenti sembra essere legata alla limitata affinità del sovvenzionamento statale con il peso che i diversi elementi di pressione esercitano sulla struttura agenziale. Per questo, da più fonti si sostiene che il finanziamento delle Agenzie regionali, allo stato attuale appaia scarsamente o in alcuni casi, per niente correlato alla domanda di servizi e specifiche prestazioni professionali, provenienti da enti istituzionali o privati, che peraltro negli anni non hanno mai smesso di segnare un costante e significativo aumento in termini di numero di prestazioni offerte. Se a questo poi si lega l elevata percezione di qualità del servizio che si vuole offrire come uno dei principi fondamentali sui quali si costituisce l essenza stessa del sistema agenziale ARPA/APPA è facilmente intuibile la necessità di una rivisitazione della metodologia di finanziamento da mettere in atto. Il modello attuale infatti, non offre solide certezze sulla possibilità di una individuazione degli strumenti necessari ad assicurare lo svolgimento dei livelli minimi di tutela ambientale che è necessario garantire in modo uniforme sul territorio nazionale e particolareggiato a livello regionale. Nonostante tutto, comunque si ottempera in qualche modo a questo disagio. Risulta invece particolarmente difficile poter immaginare una soluzione al problema della programmazione delle attività. Una forma di finanziamento deficitaria e lacunosa non consente infatti di sviluppare in modo adeguato una programmazione delle attività e questo influisce inevitabilmente sull utilizzo delle risorse economico-finanziarie e su quelle umane. Se l obiettivo da perseguire, come indice di un buon governo d amministrazione è quello dell efficacia-efficienza dei mezzi a disposizione, le lacune nella gestione delle fonti finanziarie, non permetteranno l ottimizzazione delle stesse creando anzi, ricadute di medio/lungo periodo non più gestibili con agilità da parte del management del sistema. Tutto questo è in evidente contrasto con i principi voluti all atto della costituzione del sistema agenziale ARPA/APPA. L origine stessa del sistema di decentramento infatti, era ed è legittimata proprio nell ottimizzazione delle risorse e nel miglioramento del rapporto tra efficacia ed

3 efficienza. Allo stato attuale verrebbe a mancare una delle motivazioni più forti che hanno portato al decentramento e nascita del Sistema Agenziale di protezione dell ambiente. Il passaggio ad un nuovo modello di finanziamento rappresenta, quindi, un momento fondamentale ed imprescindibile di crescita del sistema agenziale. La sua rilevanza è direttamente proporzionale alla sua importanza e complessità. Sembra quindi una scelta ardua e per molti aspetti una scelta complessa, ma il notevole contributo e le ipotesi di lavoro che le Agenzie stesse hanno iniziato a dare in termini propositivi a partire dalla Conferenza di Viareggio del 1998, fanno credere nella bontà della strada intrapresa: la direzione sembra essere quella giusta, e i numerosi consensi che arrivano quotidianamente da più parti istituzionali e/o privati, lasciano presagire un ipotesi risolutiva in tempi assolutamente equilibrati e opportuni per continuare ad offrire gli stessi standard di qualità che dalla sua nascita, hanno contraddistinto il sistema agenziale ARPA/APPA. Obiettivi della ricerca Non è possibile parlare di ricerca di fonti di finanziamento alternative se non si inserisce questa particolare realtà in un contesto complesso fatto da numerosi attori che regolano le necessità e gli utilizzi stessi di queste fonti economiche. Sembra d uopo ricordare in questa circostanza che l Osservatorio è in procinto di fornire le conclusioni di tre ricerche di rilevanza specifica per l argomento qui in oggetto. Le tre attività di ricerca che si inseriscono nell ambito del benchmarking tra le Agenzie ( Attività e funzioni, Modelli e processi di organizzazione, Programmazione e controllo ), vengono considerate un ottimo banco di prova per dimostrare l attendibilità e l importanza della ricerca di nuove fonti di finanziamento. E ipotizzabile quindi un approfondimento, collegato a queste ricerche, sui problemi del finanziamento individuando i principali obiettivi della ricerca. Il dimensionamento delle risorse finanziarie complessive necessarie all espletamento delle funzioni e dei compiti istituzionali delle Agenzie (obbligatori, non obbligatori e facoltativi) rappresenta il primo obiettivo di questo progetto. Individuare correttamente il volume delle risorse destinate e da destinare, costituisce la condizione necessaria per definire la domanda di risorse finanziarie correlata all offerta complessiva di prestazioni da attività istituzionali ed eventualmente valutare le condizioni di fattibilità relative alla programmazione di attività individuali o di servizio privato. L idea di fondo della ricerca è quella che: da un lato, l analisi dei costi storici, della normativa di riferimento e di specifici indicatori territoriali possano consentire la quantificazione della domanda di servizi ambientali che interessa le Agenzie ambientali in via istituzionale, obbligatorie e non; che questo consenta di definire i livelli essenziali di tutela ambientale che devono comunque essere garantiti sull intero territorio nazionale; che, ancora, sia possibile definire costi standard legati alle singole attività-tipo delle agenzie, cui far corrispondere sistemi di tariffazione interna ed esterna; e che, infine, su tali basi si possano individuare, con riferimento alle attività obbligatorie o meno, diverse tipologie di finanziamento a carico del cliente di riferimento,

4 sia esso l Amministrazione pubblica intesa nel suo complesso (Stato, Regione, Provincia, Comuni, ) o i privati. La visione d insieme delle attività dei costi d esercizio, dei costi d utilizzo e quant altro legato alla normale operatività economico-finanziaria del sistema agenziale è certamente il modo migliore per parametrare le risorse da mettere a disposizione e, nel caso già disponibili, rappresenta sicuramente la strada migliore per valutarne il corretto utilizzo. Per il raggiungimento di questo obiettivo la ricerca si specificherà nelle seguenti fasi: Analisi della domanda di servizi ambientali; Identificazione dei livelli minimi di tutela ambientale; Raccolta ed analisi dei bilanci delle Agenzie regionali; Quantificazione dei costi standard per ognuna delle attività poste in essere; Identificazione degli indicatori in grado di misurare tale livello. Definizione di un modello ottimale di finanziamento per tipologie omogenee di Agenzie Metodologia La definizione di uno schema ottimale di finanziamento per le politiche di protezione ambientale richiede in via preliminare l individuazione della domanda di servizi ambientali manifestata sul territorio e la quantificazione del complesso di risorse movimentate dalle agenzie regionali. Quanto spendono le Arpa nello svolgimento delle funzioni ordinarie, quanto in quelle di investimento, quanto la frazione del volume complessivo di spesa coperto da trasferimenti e quanta da tariffe e ricavi per prestazione, quali i maggiori fattori di pressione sui costi (personale, gestione operativa ), sono quindi tra le informazioni principali che bisogna acquisire nella prospettiva di questa ricerca. Per tali motivi questa ricerca dovrà iniziare da un attenta analisi dei bilanci delle agenzie ambientali. Questa prima fase di ricognizione si presenta già abbastanza delicata, in quanto non tutte le Agenzie svolgono le stesse attività, vi è una dimensione territoriale molto forte, ed una differenziazione quali/quantitativa della domanda rilevante. Inoltre non tutte le Agenzie adottano lo stesso sistema di rilevazione dei costi e conseguentemente un confronto tra i diversi bilanci delle Agenzie appare ad una prima lettura un momento piuttosto delicato: l erronea analisi dei livelli territoriali e/o l erronea interpretazione delle

5 voci di bilancio può portare ad inficiare notevolmente i risultati che potrebbero emergere da questa ricerca. Inoltre, le agenzie non hanno tutte la stessa fase di vita (avvio o regime) e questo comporta una non perfetta omogeneità e confrontabilità del dato. La definizione della dimensione delle risorse finanziarie di cui deve disporre ogni Agenzia è determinabile in funzione: - dei compiti che è chiamata a svolgere (attività istituzionali obbligatorie e non, facoltative); - delle caratteristiche ambientali del territorio di competenza (in rispondenza a quanto previsto originariamente dalla legge 61/94 art. 3,comma 2). La costruzione di indicatori/parametri per ciascuna categoria di analisi e la loro correlazione deve consentire la stima della dimensione dell offerta dovuta in rapporto alle variabili territoriali; - dell individuazione di costi standard per ognuna delle attività poste in essere dalle Agenzie e quindi dei costi delle attività (attuali e a regime) di base da garantire: l individuazione di tali costi prevede uno studio accurato dei bilanci, in modo da estrapolare dai vari capitoli di spesa (o voci di costo per le agenzie in contabilità economica), i costi diretti attribuibili a ciascuna area funzionale. In analogia con i modelli elaborati nel SSN per l individuazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e dei DRG sarà necessario operare in stretto rapporto con i servizi tecnici regionali (Programmazione e controllo e Ambiente e territorio). L operazione di stima è di grande importanza perché individua le grandezze economiche necessarie per avere un adeguato livello di produzione del bene pubblico protezione ambientale. Inoltre è prioritario definire l offerta minima di attività (istituzionali) delle Agenzie per assicurare il livello essenziale di tutela ambientale omogeneo sul territorio nazionale al fine di individuare: - la soglia che deve essere garantita in termini di risorse finanziarie, per le prestazioni/attività di base; - le integrazioni in termini di risorse finanziarie necessarie per rispondere alle opzioni e alle specificità espresse dalla domanda di tutela ambientale, nelle diverse articolazioni territoriali (Regioni e Autonomie locali). Per tali ragioni, questa ricerca consta di almeno tre condizioni necessarie ma per l effettivo raggiungimento degli obiettivi prefissati: - definizione dei livelli minimi di tutela ambientali; - definizione di indicatori in grado di misurare tali livelli; - sistema di contabilità in grado di monitorare le spese standard. Il modello organizzativo ottimale - territoriale (grado di decentramento), aziendale (prodotti, strutture e procedure) - sarà definibile in funzione delle risultanze delle analisi precedenti e anche in funzione del decentramento previsto dalla normativa in vigore. Per tale motivo la scelta metodologica adottata è quella della identificazione di classi tipologiche di Agenzie che potrà permettere la formulazione di indicatori comuni alle diverse classi individuate.

6 Gli eventuali scostamenti dal modello ottimale degli attuali modelli organizzativi, dovranno essere valutati in funzione delle ricadute sulla dimensione delle risorse richieste per il funzionamento delle Agenzie. La ricerca si potrà avvalere dei risultati del progetto benchmarking già concluso, dei dati che saranno rilevati nella seconda fase dello stesso (seconda fase che inizierà contestualmente rispetto al presente progetto) e della raccolta dei dati dei bilanci preventivi e consuntivi disponibili delle Agenzie finalizzata all'elaborazione di un modello per la stima dei costi di ogni Agenzia. Strumenti Anche alla luce dei risultati sin qui ottenuti, si rileva l importanza di aggiornare e completare la conoscenza delle caratteristiche quali/quantitative delle attuali modalità di produzione e gestione delle ARPA, attraverso: - caratterizzazione dei flussi economico-finanziari in rapporto alla natura dell attività svolta ed ai soggetti che intervengono nella formazione della domanda di servizi alle Agenzie. Quando si parla di diversità di funzioni svolte ci si riferisce non solo ai grandi settori di intervento (Aria, Acqua, Suolo, Rifiuti, Agenti fisici, Alimenti, Ingegneria ambientale, Impiantistica, per utilizzare le categorie identificate dal Gruppo di benchmarking), o alle attività che all interno di questi settori e sottosettori vengono svolte (pareri, sopralluoghi, prelievo e analisi campioni, ), ma anche alla natura economica delle attività svolte, secondo la tradizionale - distinzione fra servizio pubblico puro da un lato e servizio privato dall altro, con tutta la gamma intermedia che si può ipotizzare; - l analisi comparata dei bilanci delle Agenzie, mediante la costruzione di indicatori sintetici, per: 1. una più attenta programmazione delle attività ed una più efficace valutazione dei risultati; 2. verificare le attuali differenze ed omogeneità nella struttura e nella dinamica dei flussi economico-finanziari; - attraverso la costruzione di indicatori sintetici in grado di fotografare la situazione delle diverse classi di Agenzie è possibile arrivare ad un modello interpretativo e ad un sistema di relazione tra i fattori caratteristici della erogazione dei servizi che consentano una più attenta programmazione delle attività e che siano in prospettiva idonei per una più efficace valutazione dei risultati; - un analisi in parallelo sui bilanci più recenti delle Agenzie può consentire di verificare differenze ed omogeneità nella struttura e nella dinamica dei flussi economico-finanziari, da mettere in relazione al tipo di attività svolta ed alla differente tipologia strutturale e organizzativa, così come emerge dai risultati degli altri due ambiti di ricerca ( Attività e funzioni e Modelli e processi di organizzazione ). Se la tipologia delle attività svolte e il livello di capacità operativa delle Agenzie regionali e provinciali oggi operanti sono differenziati, resta comunque il fatto che la struttura e la

7 composizione dei loro bilanci sono un immediato ed efficace strumento di analisi omogenea per chi intenda valutare le prospettive di finanziamento offerte alle Agenzie. Si può ritenere, anche sulla base di esperienze analoghe e di ricerche condotte in altri settori della PA, che la struttura del finanziamento delle Agenzie, l articolazione economica e funzionale dei costi, l esplicitazione dei costi unitari delle funzioni svolte, possono infatti essere altrettante chiavi di analisi e di confronto di particolare interesse per un sistema agenziale. Nonostante questo però la recente costituzione delle Agenzie Ambientali, che implica una relativamente recente operatività sul territorio, suggerisce di legare l analisi dei bilanci con l analisi della domanda espressa o latente di servizi ambientali per arrivare a definire con maggiore puntualità la capacità/necessità operativa di ogni ARPA. L obiettivo generale è quello di rafforzare il processo di legittimazione del sistema ambientale, in primo luogo nel rapporto con i suoi referenti istituzionali, e di individuare una comune metodologia di approccio al tema del finanziamento. Il risultato deve essere il raggiungimento di un sistema di governance in cui possano convivere diversità ed analogie operative e gestionali, ma che garantisca allo stesso tempo il livello di copertura omogenea del livello essenziale di tutela ambientale su tutto il territorio nazionale e la capacità di rispondere alla domanda specifica di tutela ambientale espressa a livello territoriale.

Comune di San Martino Buon Albergo

Comune di San Martino Buon Albergo Comune di San Martino Buon Albergo Provincia di Verona - C.A.P. 37036 SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI DIRIGENZIALI Approvato dalla Giunta Comunale il 31.07.2012 INDICE PREMESSA A) LA VALUTAZIONE

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO DI GESTIONE (Deliberazione Giunta Comunale n._364/05 ) TITOLO I RIFERIMENTI NORMATIVI E OGGETTO DEL REGOLAMENTO

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO DI GESTIONE (Deliberazione Giunta Comunale n._364/05 ) TITOLO I RIFERIMENTI NORMATIVI E OGGETTO DEL REGOLAMENTO REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO DI GESTIONE (Deliberazione Giunta Comunale n._364/05 ) TITOLO I RIFERIMENTI NORMATIVI E OGGETTO DEL REGOLAMENTO Articolo 1 Riferimenti normativi e oggetto Il presente regolamento

Dettagli

LA MISSIONE E GLI ASSI STRATEGICI DELLA LOGOSPA

LA MISSIONE E GLI ASSI STRATEGICI DELLA LOGOSPA LA MISSIONE E GLI ASSI STRATEGICI DELLA LOGOSPA LA MISSIONE LogosPA è una fondazione di partecipazione che: o si pone come uno strumento di raccordo e supporto tra la Pubblica Amministrazione e la collettività

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli

Dettagli

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA PROGRAMMAZIONE REGIONALE UNITARIA 2007 2013 PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E PROGETTAZIONE

Dettagli

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola Premessa VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola progetto sperimentale per individuare criteri, strumenti e metodologie per la valutazione delle scuole e dei dirigenti scolastici Le precedenti sperimentazioni

Dettagli

L esperienza dell Università di Bologna

L esperienza dell Università di Bologna PON GOVERNANCE E AZIONI DI SISTEMA ASSE E Capacità Istituzionale Obiettivo specifico 5.1 Performance PA Linea 2 WEBINAR Ciclo delle Performance nelle Università: La programmazione della formazione e il

Dettagli

Diffondere e potenziare gli interventi di housing sociale temporaneo a favore di soggetti deboli

Diffondere e potenziare gli interventi di housing sociale temporaneo a favore di soggetti deboli Piano d azione: Favorire l accesso ad abitazioni dignitose (housing sociale) SERVIZI ALLA PERSONA Bando senza scadenza: Diffondere e potenziare gli interventi di housing sociale temporaneo a favore di

Dettagli

MIUR.AOODGOSV.REGISTRO UFFICIALE(U).0003746.30-04-2015

MIUR.AOODGOSV.REGISTRO UFFICIALE(U).0003746.30-04-2015 MIUR.AOODGOSV.REGISTRO UFFICIALE(U).0003746.30-04-2015 Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine

Dettagli

Il percorso della sicurezza per i volontari di protezione civile

Il percorso della sicurezza per i volontari di protezione civile Il percorso della sicurezza per i volontari di protezione civile Il decreto legislativo n. 81/2008, la legge che tutela la sicurezza dei lavoratori, si applica alle attività svolte dai volontari di protezione

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004.

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. Presentazione del Presidente dell Autorità. Roma, 6 luglio 2004. Orientamenti per l azione futura. Considerate la dinamica e la complessità

Dettagli

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena UNIVERSITÀ, SCUOLE E ORIENTAMENTO IN ITALIA intervento al convegno Essenzialità dell Orientamento per il Futuro dei Giovani, Orvieto 9 11 dicembre

Dettagli

Il processo di pianificazione e controllo

Il processo di pianificazione e controllo CONTROLLO METODI LA GESTIONE DI UN SISTEMA RETRIBUTIVO MERITOCRATICO PER LA CRESCITA INTERNA di Alberto Fochi Mario Fochi e Associati S.a.S., Torino 28 Il processo di pianificazione e controllo deve riuscire

Dettagli

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 3 Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 1. Premessa Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Fiat S.p.A. (la Società ) costituisce elemento

Dettagli

LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro. Materiale propedeutico al seminario territoriale

LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro. Materiale propedeutico al seminario territoriale LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro Materiale propedeutico al seminario territoriale Il contesto OBIETTIVO REGIONE LOMBARDIA Costruire un Welfare in grado di porre al centro

Dettagli

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento per il Controllo di Gestione

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento per il Controllo di Gestione PROVINCIA DI ROMA Regolamento per il Controllo di Gestione Adottato con delibera della Giunta Provinciale n. 498/23 del 09/04/2003 1 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 Ambito di applicazione 1. Il presente

Dettagli

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Errore. L'argomento parametro è sconosciuto. Direzione Commercio Artigianato PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Sintesi dei risultati Maggio 2002 Piccolo, grande, nuovo.

Dettagli

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA FIRENZE 1 PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA IL SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO: RIFERIMENTI CONCETTUALI E NORMATIVI POSTI A CONFRONTO CON LA REALTÀ AZIENDALE FIRENZE 2 INDICE PREMESSA 3 MOTIVAZIONI

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

STUDIO DEL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO REGIONALE

STUDIO DEL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO REGIONALE Allegato alla Delib.G.R. n. 50/38 del 5.12.2006 STUDIO DEL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO REGIONALE 0. PREMESSE Come evidenziato nei documenti guida del nuovo periodo di programmazione dei fondi

Dettagli

Aziende speciali, multiutility e servizi ambientali Supporto allo sviluppo

Aziende speciali, multiutility e servizi ambientali Supporto allo sviluppo Aziende speciali, multiutility e servizi ambientali Supporto allo sviluppo Executive Summary Il settore delle utilities è fra quelli che avranno una maggiore crescita nei valori economici e nell occupazione.

Dettagli

Disciplinare del Controllo di gestione

Disciplinare del Controllo di gestione Disciplinare del Controllo di gestione INDICE CAPO I - PRINCIPI E FINALITA ART. 1 Oggetto del Disciplinare pag. 3 ART. 2 Il controllo di gestione pag. 3 CAPO II - CONTABILITA ANALITICA ART. 3- Organizzazione

Dettagli

E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Provincia di Palermo Sede legale: Prizzi Corso Umberto I Tel 091 8344507 Fax 091 8344507 Codice fiscale 97178810822 REGOLAMENTO RELATIVO AL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Art. 1

Dettagli

Contabilità e fiscalità pubblica

Contabilità e fiscalità pubblica Contabilità e fiscalità pubblica Corso 60 ore Negli ultimi anni è in corso un consistente sforzo - che partendo dal piano normativo si ripercuote sull ordinamento e sulla gestione contabile di tutte le

Dettagli

Regolamento del sistema di controlli interni (art. 147 e ss. del T.U.E.L.)

Regolamento del sistema di controlli interni (art. 147 e ss. del T.U.E.L.) Regolamento del sistema di controlli interni (art. 147 e ss. del T.U.E.L.) I N D I C E TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Sistema dei controlli interni. Art. 2 controllo delle sezioni regionali della Corte

Dettagli

Pianificazione finanziaria

Pianificazione finanziaria Pianificazione finanziaria La rappresentazione della dinamica finanziaria prospettica capitolo 7 La dinamica finanziaria prospettica Il capitolo 7 approfondisce il tema della proiezione della dinamica

Dettagli

L analisi del d. m. n. 259/2012: criticità interpretative e proposte di soluzione: aspetti attuariali

L analisi del d. m. n. 259/2012: criticità interpretative e proposte di soluzione: aspetti attuariali Associazione Italiana per la Previdenza e Assistenza Complementare LA SOLVIBILITÀ DEI FONDI PENSIONE: NORMATIVA ITALIANA E SITUAZIONE IN AMBITO UE L analisi del d. m. n. 259/2012: criticità interpretative

Dettagli

FINANZIAMENTI USCITE FINANZIARIE ENTRATE FINANZIARIE INVESTIMENTI COSTI PROCESSO PRODUTTIVO TECNICO INTERNO DISINVESTIMENTO RICAVI

FINANZIAMENTI USCITE FINANZIARIE ENTRATE FINANZIARIE INVESTIMENTI COSTI PROCESSO PRODUTTIVO TECNICO INTERNO DISINVESTIMENTO RICAVI FINANZIAMENTI USCITE FINANZIARIE ENTRATE FINANZIARIE INVESTIMENTI COSTI PROCESSO PRODUTTIVO TECNICO INTERNO DISINVESTIMENTO RICAVI Processo evolutivo in materia contabile D.P.R. 382/80 riconoscimento alle

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE INTEGRATO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

La RSA: introduzione metodologica

La RSA: introduzione metodologica La RSA: introduzione metodologica Cos è la RSA La Relazione sullo Stato dell Ambiente (RSA) è uno strumento di informazione con il quale le Pubbliche Amministrazioni presentano periodicamente ai cittadini

Dettagli

Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria

Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria Nadia Geranio, Leonardo Merlini, Olga Moretti Il primo obiettivo di

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione.

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. La Compagnia Della Rinascita PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si

Dettagli

ACCORDO QUADRO PROGRAMMATICO IMPRESA-AGENTI

ACCORDO QUADRO PROGRAMMATICO IMPRESA-AGENTI ACCORDO QUADRO PROGRAMMATICO IMPRESA-AGENTI Tra la Compagnia UNIPOL Assicurazioni S.p.A. e Associazione Agenti Unipol Gruppo Agenti Aurora Gruppo Agenti UGF Gruppo Agenti Navale PREMESSO che il progetto

Dettagli

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE Ing Giuseppe Magro Presidente Nazionale IAIA 1 Italia 2 La Valutazione Ambientale Strategica

Dettagli

Advantage. Skills. European. Program. Financial Advisor

Advantage. Skills. European. Program. Financial Advisor Advantage Skills Advantage Skills European Financial Advisor Program Il Corso Advantage Skills (European Financial Advisor Program) è un corso di alta qualificazione professionale, rivolto a chi opera

Dettagli

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà NEWSLETTER DICEMBRE 2009 IN QUESTO NUMERO... si parla di: EDITORIALE 01 La valutazione nel periodo di programmazione Fondi Strutturali 2007-2013 02 La valutazione del POR Competitività, 2007-2013 03 Il

Dettagli

CAPITOLO 4 LA CREAZIONE DI TABELLE D ATTIVITÀ E SCHEDE DI SPESA

CAPITOLO 4 LA CREAZIONE DI TABELLE D ATTIVITÀ E SCHEDE DI SPESA CAPITOO 4 A CREAZIONE DI TABEE D ATTIVITÀ E SCHEDE DI SPESA 55 A CREAZIONE DI TABEE D ATTIVITÀ E SCHEDE DI SPESA 57 Questo capitolo descrive l uso del Q per sviluppare budget e piani di lavoro basati sul

Dettagli

L Apprendistato professionalizzante nel testo Unico: dispositivo ad alta densità formativa tra vincoli di legge ed opportunità

L Apprendistato professionalizzante nel testo Unico: dispositivo ad alta densità formativa tra vincoli di legge ed opportunità L Apprendistato professionalizzante nel testo Unico: dispositivo ad alta densità formativa tra vincoli di legge ed opportunità Intervento di Mariaelena Romanini 1 Nell ambito del seminario: L apprendistato

Dettagli

FORTINVESTIMENTI SIM S.P.A. BASILEA 2 III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO. In ottemperanza al Regolamento Banca d Italia del 24 ottobre 2007

FORTINVESTIMENTI SIM S.P.A. BASILEA 2 III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO. In ottemperanza al Regolamento Banca d Italia del 24 ottobre 2007 FORTINVESTIMENTI SIM S.P.A. BASILEA 2 III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO In ottemperanza al Regolamento Banca d Italia del 24 ottobre 2007 Al 31 dicembre 2008 INTRODUZIONE 3 TAVOLA 1 - REQUISITO INFORMATIVO

Dettagli

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità 2013-2015 INDICE 1. Introduzione: organizzazione e funzione dell Agenzia Regionale per la Tecnologica e l Innovazione - ARTI... 2 2. I dati... 4 2.1

Dettagli

LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI

LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI LA POLITICA FISCALE PER IL RISPARMIO. LE SCELTE FATTE. ALCUNI EFFETTI Norberto Arquilla * L analisi di ciò che è stato fatto, nel corso degli ultimi anni, per la fiscalità del settore del risparmio non

Dettagli

Osservazioni e proposte ANIGAS

Osservazioni e proposte ANIGAS DCO 30/11 REGOLAZIONE DELLA QUALITÀ DEL GAS NATURALE Proposte di revisione della deliberazione 6 settembre 2005, n. 185/05 Osservazioni e proposte ANIGAS Milano, 14 settembre 2011 Pagina 1 di 8 PREMESSA

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE (Approvato con deliberazione di G.C. 140/02.12.2010) 1 TITOLO I - SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE Capo I - Aspetti generali

Dettagli

IL BUDGET IN UNA SOCIETA DI SERVIZI. SINTESI S.r.l. Potenza, 17.06.2015 - Università degli Studi della Basilicata

IL BUDGET IN UNA SOCIETA DI SERVIZI. SINTESI S.r.l. Potenza, 17.06.2015 - Università degli Studi della Basilicata IL BUDGET IN UNA SOCIETA DI SERVIZI SINTESI S.r.l. Potenza, 17.06.2015 - Università degli Studi della Basilicata SINTESI S.r.l 1 SINTESI S.r.l. è una società di servizi che opera nel settore della formazione

Dettagli

I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013

I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013 I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013 Intervento di Fabrizio Saccomanni Direttore Generale della Banca d Italia Roma, 14 novembre Sono molto

Dettagli

SINTESI DEI RAPPORTI NET CONSULTING SULL USO DELL ICT NELLE 4 MACROAREE NAZIONALI

SINTESI DEI RAPPORTI NET CONSULTING SULL USO DELL ICT NELLE 4 MACROAREE NAZIONALI SINTESI DEI RAPPORTI NET CONSULTING SULL USO DELL ICT NELLE 4 MACROAREE NAZIONALI PREMESSA L importanza crescente delle caratteristiche locali nello spiegare l andamento industriale ed economico del Paese

Dettagli

Dato contabile e vita dell'azienda università

Dato contabile e vita dell'azienda università GIORNATE DIDATTICO-FORMATIVE PER RESPONSABILI DELLA GESTIONE DELLE STRUTTURE UNIVERSITARIE Lido di Venezia 19 21 settembre 2005 Dato contabile e vita dell'azienda università Giuseppe Catturi e Giuseppe

Dettagli

Chi Siamo. Il nostro obiettivo. www.obiettivamente.eu Obiettivamente S. C. StradaCancelloRotto, 3 70125 Bari

Chi Siamo. Il nostro obiettivo. www.obiettivamente.eu Obiettivamente S. C. StradaCancelloRotto, 3 70125 Bari Chi Siamo Il progetto Obiettivamente nasce con lo scopo di offrire una pronta risposta alle mutevoli richieste di credito da parte delle imprese, garantendo un servizio di consulenza sempre attento, innovativo

Dettagli

Corso Federalismo e fiscalità locale

Corso Federalismo e fiscalità locale Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Programma di Empowerment delle amministrazioni pubbliche del Mezzogiorno Corso Profili didattico-scientifici

Dettagli

Bilancio Economico Pluriennale 2014 2015-2016

Bilancio Economico Pluriennale 2014 2015-2016 Regione Calabria Azienda Sanitaria Provinciale Cosenza Il Direttore Generale Bilancio Economico Pluriennale 2014 2015-2016 Il Direttore Generale Dott. Gianfranco Scarpelli RELAZIONE AL BILANCIO PLURIENNALE

Dettagli

IL PROGETTO E-LEARNING. della Ragioneria Generale dello Stato

IL PROGETTO E-LEARNING. della Ragioneria Generale dello Stato IL PROGETTO E-LEARNING della Ragioneria Generale dello Stato Il Contesto Nel corso degli ultimi anni, al fine di migliorare qualitativamente i servizi resi dalla P.A. e di renderla vicina alle esigenze

Dettagli

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE INDICE 1 PREMESSA 5 IL PROGETTO RIMOTIVAZIONE 6 PRIMA PARTE IL CONTESTO TEORICO DI RIFERIMENTO 8 CAPITOLO PRIMO I DIVERSI MODELLI

Dettagli

L ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ AMMINISTRATIVE E GESTIONALI NEGLI ENTI LOCALI

L ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ AMMINISTRATIVE E GESTIONALI NEGLI ENTI LOCALI E GESTIONALI NEGLI ENTI LOCALI 1 ultimo aggiornamento: febbraio 2002 Le leggi di riforma dell ordinamento degli Enti Locali e più in generale della Pubblica Amministrazione che si sono succedute in modo

Dettagli

S I S T E M A D I M I S U R A Z I O NE

S I S T E M A D I M I S U R A Z I O NE S I S T E M A D I M I S U R A Z I O NE [PIANO DELLA PERFORMANCE] 2013 PRI NCIPI FO NDANTI Sulla base di quanto previsto dalla recente normativa in materia il Sistema di misurazione e valutazione della

Dettagli

Regolamento. Questo Servizio adotta il seguente regolamento:

Regolamento. Questo Servizio adotta il seguente regolamento: Regolamento L affidamento familiare aiuta i bambini ed i ragazzi a diventare grandi, nutrendo il loro bisogno di affetto e di relazione con figure adulte che si prendano cura di loro, al fine di diventare

Dettagli

Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015

Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015 Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015 DEFINIZIONE DI BUDGET Il Budget è lo strumento per attuare la pianificazione operativa che l Istituto intende intraprendere nell anno di esercizio

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTA VAL TAGLIAMENTO (Comuni di: Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Preone, Sauris, Socchieve) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

EVOLUZIONE E LIBERALIZZAZIONE DEL TPL. Agli inizi degli anni 1980 tutti i paesi europei hanno iniziato una

EVOLUZIONE E LIBERALIZZAZIONE DEL TPL. Agli inizi degli anni 1980 tutti i paesi europei hanno iniziato una ABSTRACT: LA NUOVA POLITICA DEI TRASPORTI NAZIONALE ED EUROPEA A FRONTE DELLA CRESCENTE DOMANDA DI MOBILITA. EVOLUZIONE E LIBERALIZZAZIONE DEL TPL Agli inizi degli anni 1980 tutti i paesi europei hanno

Dettagli

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab.

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab. Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Gli elementi che caratterizzano il Sistema Qualità e promuovono ed influenzano le politiche di gestione delle risorse

Dettagli

Manuale di valutazione del personale non titolare di posizione organizzativa

Manuale di valutazione del personale non titolare di posizione organizzativa Manuale di valutazione del personale non titolare di posizione organizzativa 1 Premessa Il presente manuale è stato redatto al fine di fornire uno strumento, rapido e accessibile, per chiarire i presupposti

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Il corso di formazione Associazioni Migranti per il Co-sviluppo, promosso dall Organizzazione Internazionale

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE Docente: Prof. Massimo Mariani SOMMARIO La creazione del valore Che cos è la finanza aziendale Obiettivi degli stakeholders Massimizzazione del valore Massimizzazione

Dettagli

1) Il CIV ha preso atto del documento contenente le Linee guida del Piano industriale ; ha colto lo spirito partecipativo con cui il documento è

1) Il CIV ha preso atto del documento contenente le Linee guida del Piano industriale ; ha colto lo spirito partecipativo con cui il documento è STARE PIU VICINI AI LAVORATORI ED ALLE IMPRESE MIGLIORARE L EFFICIENZA DEI SERVIZI RIDURRE I COSTI PROCESSO CRITICO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE E LINEE DI INDIRIZZO STRATEGICO DEL CIV 1)

Dettagli

2. IL CONCETTO DELLA QUALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2. IL CONCETTO DELLA QUALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Segreteria Generale Ufficio Programmazione e Controllo di gestione anno 2014 1. NOZIONI INTRODUTTIVE Ai sensi del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre

Dettagli

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME QuickTime e un decompressore TIFF (Non compresso) sono necessari per visualizzare quest'immagine. UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME ANALISI DI ECONOMICITÀ, EFFICACIA ED EFFICIENZA

Dettagli

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE Premessa CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE La formazione è una delle leve cardine per il rilancio di un'efficace politica di sviluppo, dei diritti

Dettagli

Valore P.A. Accreditamento di Corsi di Formazione 2015

Valore P.A. Accreditamento di Corsi di Formazione 2015 Valore P.A. Accreditamento di Corsi di Formazione 2015 TEMA DEL CORSO Contabilità e fiscalità pubblica TITOLO DEL CORSO Bilancio pubblico, finanza e fiscalità CONTENUTI DEL CORSO Il corso intende fornire

Dettagli

La mappatura dei servizi e la valutazione della loro qualità: aspetti metodologici. Maria Teresa Nardo Esperto Formez

La mappatura dei servizi e la valutazione della loro qualità: aspetti metodologici. Maria Teresa Nardo Esperto Formez Direzione Generale per le Politiche Attive, i Servizi per il Lavoro e la Formazione PON GOVERNANCE E AZIONI DI SISTEMA ASSE E Capacità Istituzionale Obiettivo specifico 5.1 Performance PA Linea 2 La mappatura

Dettagli

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ASL TERAMO (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE (ai sensi della legge 150/2000, del DPR 422/2001, e della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei

Dettagli

L organizzazione di un Sistema trasfusionale articolato, variegato e complesso come quello italiano non può prescindere da un progetto comune,

L organizzazione di un Sistema trasfusionale articolato, variegato e complesso come quello italiano non può prescindere da un progetto comune, 1 L organizzazione di un Sistema trasfusionale articolato, variegato e complesso come quello italiano non può prescindere da un progetto comune, globale e soprattutto condiviso, che coinvolga tutte le

Dettagli

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione:

Dettagli

Riflessioni sulla e-leadership

Riflessioni sulla e-leadership PIANO NAZIONALE PER LA CULTURA, LA FORMAZIONE E LE COMPETENZE DIGITALI Riflessioni sulla e-leadership (a cura di Franco Patini e Clementina Marinoni) Nella sua più completa espressione l e-leader è una

Dettagli

DGR 61-7119 DEL 15.10.2007 OGGETTO: SISTEMA REGIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA IN SANITA ED ISTITUZIONE DEL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO ECM REGIONALE.

DGR 61-7119 DEL 15.10.2007 OGGETTO: SISTEMA REGIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA IN SANITA ED ISTITUZIONE DEL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO ECM REGIONALE. DGR 61-7119 DEL 15.10.2007 OGGETTO: SISTEMA REGIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA IN SANITA ED ISTITUZIONE DEL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO ECM REGIONALE. DGR 62-7503 DEL 19.11.2007 OGGETTO: MODIFICA ED INTEGRAZIONE

Dettagli

LA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE

LA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Inferiore alle attese - Non adeguato il comportamento dell'interessato è stato oggetto di contestazioni disciplinari, oppure non ha determinato nessun apporto alla struttura organizzativa Parzialmente

Dettagli

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI (rif. D. Lgs. n. 267/2000, artt. 147, 147bis, 147ter, 147quater, 147quinquies)

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI (rif. D. Lgs. n. 267/2000, artt. 147, 147bis, 147ter, 147quater, 147quinquies) COMUNE DI MONTEMURLO (Provincia di Prato) REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI (rif. D. Lgs. n. 267/2000, artt. 147, 147bis, 147ter, 147quater, 147quinquies) Approvato con delibera n. 001/CC del 30/01/2013

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2013-2014-2015

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2013-2014-2015 Via Guido Rossa, 1 40033 Casalecchio di Reno (BO) Tel 051.598364 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2013-2014-2015 Approvato con determinazione Amministratore Unico n. 20 del 20/12/2013

Dettagli

PIANO DI AZIONI POSITIVE

PIANO DI AZIONI POSITIVE PIANO DI AZIONI POSITIVE TRIENNIO 2013-2015 PIANO DI AZIONI POSITIVE (ART. 48, COMMA 1, D. LGS. 11/04/2006 N. 198) PREMESSA Le azioni positive sono misure temporanee speciali che, in deroga al principio

Dettagli

CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE COORDINATORI DEI PROCESSI DI AUTOVALUTAZIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE COORDINATORI DEI PROCESSI DI AUTOVALUTAZIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE COORDINATORI DEI PROCESSI DI AUTOVALUTAZIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE Corso di Aggiornamento Professionale Coordinatori dei Processi di AutoValutazione PREMESSA

Dettagli

CITTÀ DI MOGLIANO VENETO

CITTÀ DI MOGLIANO VENETO \\\\\\\\\\\\\\\\ CITTÀ DI MOGLIANO VENETO P.zza Caduti, 8 C.A.P. 31021 PROVINCIA DI TREVISO tel. 041/59.30.111 - fax 041/59.30.299 Codice fiscale 00565860269 Partita IVA 00476370267 SISTEMA DI VALUTAZIONE

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA

PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l Unione delle Province d Italia UPI VISTI il

Dettagli

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa

Dettagli

Le Fondazioni sociali

Le Fondazioni sociali Le Fondazioni sociali di Fabio Ferrucci e Sandro Stanziani (Università del Molise) sintesi della ricerca Le fondazioni attraversano in Italia una fase di crescita, per numero e varietà tipologica. La loro

Dettagli

Ridurre i costi logistici attraverso il team working: il caso GD

Ridurre i costi logistici attraverso il team working: il caso GD Ridurre i costi logistici attraverso il team working: il caso GD di Davide Mondaini e Violante Battistella (*) I costi logistici rappresentano una voce rilevante all interno del Conto Economico aziendale.

Dettagli

REGOLAMENTO SULLE LINEE DI INDIRIZZO PER LA FORMAZIONE E L AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO

REGOLAMENTO SULLE LINEE DI INDIRIZZO PER LA FORMAZIONE E L AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO REGOLAMENTO SULLE LINEE DI INDIRIZZO PER LA FORMAZIONE E L AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO Premessa In base all art. 45 del CCNL del 9/08/2000 la formazione professionale costituisce

Dettagli

Indagine sulle opinioni degli studenti frequentanti in ordine alle attività didattiche (art.1 comma 2, della legge 19/10/1999, n.

Indagine sulle opinioni degli studenti frequentanti in ordine alle attività didattiche (art.1 comma 2, della legge 19/10/1999, n. Indagine sulle opinioni degli studenti frequentanti in ordine alle attività didattiche (art.1 comma 2, della legge 19/10/1999, n. 73) anno accademico 2008/2009 Aprile 2010 INDICE 1. Obiettivi 2. Metodologia

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

Il sistema di contabilità pubblica in Italia La riforma della contabilità in Italia: la situazione attuale

Il sistema di contabilità pubblica in Italia La riforma della contabilità in Italia: la situazione attuale Progetto di Gemellaggio TR 08 IB FI 02 Improving Data Quality in Public Accounts Workshop internazionale Public accounting data quality and IPSAS implementation strategies in UE countries Istanbul, 3-5

Dettagli

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006)

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) Siamo nell ultimo anno di programmazione, per cui è normale fare un bilancio dell attività svolta e dell

Dettagli

STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE

STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE ISTITUTO SILONE San Ferdinando di Puglia STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE REPORT FINALE DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Progetto di Ricerca finanziato da: REGIONE PUGLIA Assessorato

Dettagli

La gestione del rischio clinico nell Organizzazione Sanitaria: Approcci, modalità, strumenti e risultati

La gestione del rischio clinico nell Organizzazione Sanitaria: Approcci, modalità, strumenti e risultati La gestione del rischio clinico nell Organizzazione Sanitaria: Approcci, modalità, strumenti e risultati Il caso della Azienda Sanitaria della Valle d Aosta A cura di Clemente Ponzetti, Massimo Farina

Dettagli

3 QUESTIONI DA RISOLVERE

3 QUESTIONI DA RISOLVERE S T R UME NT I E ME T ODI DI MIS UR AZIONE DE I R IS UL T AT I DI GE S T IONE DR.SSA DONATELLA CARUSO Dirigente Servizi Finanziari Comune di Gattinara 3 QUESTIONI DA RISOLVERE PERCHE FARE IL CONTROLLO

Dettagli

MOBILE ADVERTISING WHAT DO YOU THINK?

MOBILE ADVERTISING WHAT DO YOU THINK? ANALISI QUALI-QUANTITATIVA GIUGNO 2015 www.shaa.it METODOLOGIA La ricerca è stata condotta tra il mese di marzo ed aprile 2015 su un gruppo di 39 professionisti del settore digital facenti parte delle

Dettagli

Ufficio IV. CIRCOLARE n.16 Prot. AOODPPR/Reg.Uff./n.176 Roma, 3 febbraio 2012. Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI

Ufficio IV. CIRCOLARE n.16 Prot. AOODPPR/Reg.Uff./n.176 Roma, 3 febbraio 2012. Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI CIRCOLARE n.16 Prot. AOODPPR/Reg.Uff./n.176 Roma, 3 febbraio 2012 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI Al Capo del Dipartimento per l Istruzione SEDE Ai Direttori Generali

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli

COMUNE DI MORNICO AL SERIO. (Provincia di Bergamo) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2013-2015. (art. 10 del D.Lgs. n.

COMUNE DI MORNICO AL SERIO. (Provincia di Bergamo) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2013-2015. (art. 10 del D.Lgs. n. COMUNE DI MORNICO AL SERIO (Provincia di Bergamo) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2013-2015 (art. 10 del D.Lgs. n. 33/2013) Introduzione Il principio di trasparenza deve essere inteso

Dettagli

Enti e Aziende del SSN

Enti e Aziende del SSN Allegato A Enti e Aziende del SSN PERCORSI ATTUATIVI DELLA CERTIFICABILITA Ministero della Salute Ministero dell Economia e delle Finanze 48 1. Premessa Ai sensi di quanto disposto dall articolo 2 del

Dettagli