Dott. Geologo Antonio Santaguida Tel Via Dante Alighieri 36/e, Vibo Valentia

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1 INDICE 1. PREMESSA pag AGGIORNAMENTO DELLA CARTA DEI VINCOLI GENERATORI DI RISCHIO pag rischio idrogeologico pag. 5 3 CARTA DI SINTESI FINALIZZATA ALL EDIFICABILITA pag. 7 1

2 1. PREMESSA Per effetto di quanto riportato nel Piano di interventi infrastrutturali di emergenza e di prima sistemazione idrogeologica nei comuni della Provincia di Vibo Valentia colpiti dagli eventi atmosferici del 3 luglio 2006 redatto dal CAMILAB (responsabile Scientifico Prof. Ing. Pasquale Versace che nel seguito verrà riportato per brevità come Piano Versace ) approvato con l ordinanza n. 21 del 5/4/2007 del Commissario Delegato Emergenza di Vibo Valentia OPCM n.3531 del 7/7/2006 ed i cui effetti sono stati esplicitati nelle successiva ordinanza, sempre del Commissario Delegato Emergenza di Vibo Valentia OPCM n.3531 del 7/7/2006, n.61 del 8 luglio 2008, si è reso necessario redigere uno studio integrativo per consentire una rivisitazione della carta dei vincoli generatori di rischio (Tav. N.E1 - N.E2) per effetto dell OPCM n.3531 del 7/7/2006 n.61 del 8 luglio 2008, in cui veniva prescritto di adeguare alle situazioni di rischio alluvionale, esposte nello studio già presentato, gli strumenti di edificabilità previsti dalle previsioni di piano (PRT). Nella suddetta carta dei vincoli, nelle zone in cui ricade il rischio idraulico è stato altresì riportato, per completezza, il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI). Inoltre, nella presente relazione viene illustrata la Carta di Sintesi (TAV. N.E3 N.E4). Tale carta è stata costruita valutando i criteri di edificabilità nell ipotesi che le situazioni di rischio idraulico (alluvionale) gravanti sull area di Porto Salvo, per effetto del Piano di interventi infrastrutturali di emergenza e di prima sistemazione idrogeologica nei comuni della Provincia di Vibo Valentia colpiti dagli eventi atmosferici del 3 luglio 2006 a cui si riferiscono le ordinanze n. 21 del 5/4/2007 e n.61 del 8 luglio 2008 del Commissario Delegato Emergenza di Vibo Valentia OPCM n.3531 del 7/7/2006, vengano rimosse in seguito all esecuzione degli interventi di messa in sicurezza idraulica previsti nel Piano Versace. 2

3 2. AGGIORNAMENTO DELLA CARTA DEI VINCOLI GENERATORI DI RISCHIO La Carta dei vincoli prodotta riporta gli elementi generatori di rischio. In particolare, i principali elementi che possono produrre vincoli e limitazioni allo sviluppo industriale del territorio è il possibile dissesto idrogeologico del territorio (rischio di frana, rischio idraulico, rischio di erosione costiera), I diversi fenomeni che possono essere generatori di rischio sono stati cartografati in scala 1:2.000 (Tav. N.E1 - N.E2). L aggiornamento della carta precedentemente predisposta riguarda il rischio idrogeologico sulla base di quanto riportato nel Piano di interventi infrastrutturali di emergenza e di prima sistemazione idrogeologica nei comuni della Provincia di Vibo Valentia colpiti dagli eventi atmosferici del 3 luglio 2006 redatto dal CAMILAB (responsabile Scientifico Prof. Ing. Pasquale Versace che nel seguito verrà riportato per brevità come Piano Versace ) approvato con l ordinanza n. 21 del 5/4/2007 del Commissario Delegato Emergenza di Vibo Valentia OPCM n.3531 del 7/7/2006 ed i cui effetti sono stati esplicitati nelle successiva ordinanza, sempre del Commissario Delegato Emergenza di Vibo Valentia OPCM n.3531 del 7/7/2006, adottato con l ordinanza n.61 del 8 luglio 2008, nella quale veniva inoltre prescritto di adeguare alle situazioni di rischio alluvionale descritte in tale studio gli strumenti di pianificazione territoriale. In particolare, nelle Tav. N.E1 - N.E2 sono riportate le seguenti informazioni: Rischio frana: Soil slip localizzati e diffusi cartografati nelle TAV. 2.4 (COD.PC.CON.048) e 2.5 (COD.PC.CON.049) del Piano Versace ; Frane di scorrimento e colata cartografate nelle TAV. 2.4 (COD.PC.CON.048) e 2.5 (COD.PC.CON.049) del Piano Versace Scarpate di neo formazione cartografate nelle TAV. 2.4 (COD.PC.CON.048) e 2.5 (COD.PC.CON.049) del Piano Versace ; 3

4 Rischio Idraulico (Alluvione e erosione fluviale) Zone a differente grado di Rischio alluvione secondo il PAI Calabria (R2, R3 e R4); Aree invase dal fango e/o detriti trasportati da fiumi e da canali di scolo artificiali cartografate nelle TAV. 2.4 (COD.PC.CON.048) e 2.5 (COD.PC.CON.049) del Piano Versace ; Zone di erosione areale intensa cartografate nelle TAV. 2.4 (COD.PC.CON.048) e 2.5 (COD.PC.CON.049) del Piano Versace Altri vincoli Aree di salvaguardia delle acque per il consumo umano zona di tutela assoluta e zona di rispetto, esistenti o da realizzare DLgs 152/2006 art.94; l'ubicazione della presa d'acqua è da intendersi indicativa e l'esatta localizzazione dovrà essere individuata in loco. 4

5 2.1 RISCHIO IDROGEOLOGICO Secondo le disposizioni del Piano di interventi infrastrutturali di emergenza e di prima sistemazione idrogeologica nei comuni della Provincia di Vibo Valentia colpiti dagli eventi atmosferici del 3 luglio 2006 redatto dal CAMILAB, l area oggetto di studio e precisamente la zona di Porto Salvo è interessata da numerosi fenomeni di dissesto idrogeologico. Sono presenti, infatti: Aree a Rischio Frana Aree a Rischio Idraulico. Tali aree a rischio sono ubicate nelle fasce in cui si rilevano formazioni geologiche facilmente disgregabili dalle acque meteoriche, e nella Piana Costiera ove si manifestano gli effetti più rilevanti delle piene. Rischio Frana In concomitanza dell evento alluvionale del 3 luglio 2006 si sono manifestati numerosissimi movimenti franosi di tipo prevalentemente superficiale che hanno generalmente interessato le coperture superficiali nella zona di Porto Salvo. Le frane innescate dall evento sono state in prevalenza di scorrimento o scorrimento colata ed hanno coinvolto spessori modesti di terreno; si sono inoltre riattivate fenomeni franosi preesistenti in corrispondenza dei quali sono state rilevate scarpate di neoformazione e locali indizi di movimento. Numerosi soil slip sono stati generati dall evento alluvionale; tali dissesti seppur spesso di modeste dimensioni hanno interessato sia aree vaste (fenomeni diffusi) sia zone di modeste dimensioni (fenomeni isolati). Il trasporto detritico da essi generato ha comportato la crisi del sistema di drenaggio con ampie esondazioni lungo la fascia costiera. Inoltre, i detriti stessi hanno spesso interessato la rete viaria rappresentando quindi una fonte di pericolo. 5

6 Rischio Idraulico Come, purtroppo, ha ben evidenziato l'evento alluvionale del 3 luglio 2006, le aree interessate dal Piano Regolatore Territoriale (PRT) per quanto concerne la zona di Porto Salvo è interessata diffusamente dal Rischio Idraulico così come specificato dal Piano di interventi infrastrutturali di emergenza e di prima sistemazione idrogeologica redatto dal CAMILAB. L'intero reticolo idrografico è stato messo in crisi e nella Piana Costiera, dove i Fossi attraversano la zona industriale di Porto Salvo, non hanno retto agli enormi volumi di acqua e agli eccessivi quantitativi di sedimenti prodotti dalle colate di fango e di detriti delle aree di versante, inondando le aree Industriali. Si è trattato di un evento eccezionale: circa 200 mm di pioggia in tre ore caratterizzato da tempi di ritorno molto lunghi. Purtroppo nel territorio in esame si osservano numerosi interventi antropici che hanno invece amplificato gli effetti distruttrici dell'evento pluviometrico. L evento del 3 luglio 2006 è quindi legato alle elevate portate liquide e solide (trasporto solido), rispetto alle condizioni ordinarie, che hanno interessato i corsi d acqua ed i fossi. Le esondazioni si sono probabilmente verificate per il restringimento degli alvei, per l occlusione sovente presente negli stessi (mancanza di manutenzione e controllo), per sottodimensionamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie di attraversamento delle incisioni morfologiche, inefficienza della rete di smaltimento delle acque bianche e nere, e per l uso spesso inappropriato del territorio. È bene adoperarsi per prevenire il ripetersi di una simile calamità, attenuando l'impatto di eventi pluviometrici molto intensi, imponendo un corretto utilizzo del territorio e mettendo in sicurezza con opportuni interventi e vincoli quelle aree ritenute a maggiore rischio idraulico adottando le indicazioni contenute nel Piano Versace. 6

7 3. CARTA DI SINTESI FINALIZZATA ALL EDIFICABILITA La carta di sintesi mira a dimostrare la fattibilità geologica delle azioni di piano, tenendo conto delle valutazioni critiche della pericolosità dei singoli fenomeni, degli scenari di rischio conseguenti e della componente geologico-ambientale. E importante sottolineare che tale carta redatta, è stata costruita (TAV. N.E3 N.E4) per quanto attiene la effettiva edificabilità in attuazione delle previsioni di Piano (PRT), tenendo conto della necessità che le situazioni di rischio idraulico (alluvionale) gravanti sull intero territorio con particolare riferimento alla zona di Porto Salvo, definite nel Piano di interventi infrastrutturali di emergenza e di prima sistemazione idrogeologica nei comuni della Provincia di Vibo Valentia colpiti dagli eventi atmosferici del 3 luglio 2006 a cui si riferiscono le ordinanze n. 21 del 5/4/2007 e n.61 del 8 luglio 2008 del Commissario Delegato Emergenza di Vibo Valentia OPCM n.3531 del 7/7/2006, vengano rimosse in seguito all esecuzione degli interventi di messa in sicurezza idraulica previsti nel Piano Versace 1. Rimane inteso che quanto sopra esposto non esclude le limitazioni generate dal Piano di Assetto Idrogeologico PAI e di quelle individuate dal presente studio nei casi di sovrapposizione dei rischi. 1 Nella DETERMINAZIONE DELLE PORTATE DI PROGETTO del Piano Versace si leggono le seguenti CONCLUSIONI : Sulla base dei criteri fin qui esposti, si propone che per i corsi d acqua che attraversano il territorio in studio: 1) si utilizzi per il dimensionamento idrologico dei diversi tronchi fluviali e per il dimensionamento delle opere di attraversamento, la portata di progetto individuata tronco per tronco dalle relazioni riportate nella tabella 10 e nell allegato 2. Nella relazione compare il temine A che è dato dalla superficie del bacino imbrifero sotteso dalla sezione di interesse ed espresso in Kmq; 2) nei futuri progetti di sviluppo del territorio comunale l incremento di portata derivante dai nuovi insediamenti, e quindi dall effetto di impermeabilizzazione che ne deriva, non potrà superare complessivamente il limite riportato, per ciascun bacino, nella tabella 8 e nell allegato 1. Appare opportuno che il compito di assicurare il rispetto di tale misura di salvaguardia sia attribuito al Comune; 3) è evidente che gli incrementi di cui al precedente punto 2) potranno essere autorizzati solo quando saranno stati completati i lavori di sistemazione idraulica atti a garantire, per l intero reticolo di valle fino allo sbocco a mare la capacità di convogliare le portata di cui al punto 1). Fino a quando tali lavori non saranno stati completati appare inopportuno consentire incrementi delle portate nei corsi d acqua che attraversano il territorio comunale, perché le conseguenze di tali incrementi potrebbero essere molto gravi per la pubblica incolumità. 7

8 In particolare, la localizzazione delle aree di espansione e delle infrastrutture tengono conto delle differenti aree di fattibilità delle azioni di piano che sono state costruite considerando, per il rischio idrogeologico ed il rischio sismico, i fattori escludenti e limitanti lo sviluppo del territorio normato dal PRT. In particolare, sono stati considerati i seguenti fattori: Fattori escludenti - Aree interessate da fenomeni di instabilità dei versanti - Aree di frana attiva; - Aree di frane quiescenti; - Aree di franosità superficiale attiva diffusa; - Aree di erosione accelerata; - Aree interessate da trasporto di massa e flussi di detrito; - Aree potenzialmente instabilità di grado elevato; - Aree classificate PAI e confermate pericolose o a rischio (R4-R2-); - Aree di salvaguardia delle captazioni ad uso idropotabile (aree di tutela assoluta, di rispetto, di protezione) d.lgs.258/2000; - Aree vulnerabili dal punto di vista idraulico; - Aree ripetutamente allagate; - Aree interessate da fenomeni di erosione fluviale; - Aree potenzialmente inondabili individuate con criteri geomorfologici; - Aree potenzialmente interessate da flussi di detrito; - Aree di attenzione se confermate a rischio; Fattori limitanti - Aree potenzialmente instabili a grado medio basso; - Aree interessate da vulnerabilità idrogeologica: - Zone interessate da centri di pericolo; -Aree con emergenze idriche diffuse; - Aree a bassa soggiacenza della falda o con presenza di falde sospese; -Aree vulnerabili dal punto di vista idraulico: -Aree con caratteristiche geomeccaniche e geotecniche scadenti o pessime; 8

9 -Aree a maggiore pericolosità sismica locale; - Aree a pericolosità geologica media definite con gli studi di settore. - Aree con situazioni in cui gli effetti cosismici temibili possono essere rappresentati da fenomeni di densificazione e/o liquefazione dei terreni a potenziale medio basso; - Aree in cui sussistono condizioni litostratigrafiche, strutturali e morfometriche che possono dar luogo a effetti combinati di amplificazione sismica. Sulla base della legislazione vigente e di quanto in precedenza esposto sono state definite cinque classi di fattibilità geologica. In sostanza la carta di sintesi finalizzata all edificabilità è stata desunta dalla carta dei vincoli (Tav. N.E1 - N.E2) attribuendo un valore di area di fattibilità a ciascun zona. Area di tipo A - aree sub-pianeggianti caratterizzate da buone condizioni di stabilità globale: buone caratteristiche geomeccaniche dei terreni, basse amplificazioni del moto del suolo, bassa probabilità di liquefazione. In questa zona ricadono le aree per le quali non si sono individuate specifiche controindicazioni di carattere geologico-tecnico-ambientale all' industrializzazione o alla modifica di destinazione d'uso delle particelle. Ogni intervento è comunque subordinato alla redazione degli studi geologici e geotecnici e delle relative indagini geognostiche, previsti dalle vigenti normative e dalla disciplina per le costruzioni ricadenti in zone sismiche (D.M. LL.PP e succ., L.R n 7, D.P.R n 380, O.P.C.M n 3274, T.U. N.T.C n 222 con s.m.i.) per tutti i livelli di pianificazione particolareggiata e di progettazione (preliminare, definitivo ed esecutivo) previsti dalla legge. Appartengono a tale aree tutte le zone pianeggianti o debolmente acclivi. Aree di tipo B - aree sub-pianeggianti caratterizzate da discrete condizioni di stabilità globale: discrete caratteristiche geomeccaniche dei terreni, moderate amplificazioni del moto del suolo, moderata probabilità di liquefazione. Ricadono le aree che si presentano pianeggianti o debolmente acclivi, in cui sono presenti negli stati superficiali depositi sabbiosi monogranulari, interessati da 9

10 falda acquifera superficiale, che a seguito di eventi sismici potrebbero generare cedimenti diffusi per fenomeni di liquefazione di terreni. Appartengono a tale area tutte quelle zone pianeggianti o debolmente acclivi poste lungo il terrazzo morfologico e lungo il fondovalle in cui sorge l area industriale; si precisa che in quest ultimo (zona Porto Salvo Tav. N. E3) ricade il Piano Versace, per cui si ribadisce quanto esposto precedentemente riguardo la subordinazione dell edificabilità all eliminazione delle condizioni ostative. L utilizzo di tale aree è subordinato alla realizzazione di supplementi di indagini per acquisire una maggiore conoscenza geologico-tecnica dell area e del suo intorno, mediante campagne geognostiche, prove in situ e di laboratorio. Ciò dovrà consentire di precisare e caratterizzare il modello geologico-tecnico per area, al fine di permettere di effettuare le verifiche a liquefazione secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Aree di tipo C - aree sub-pianeggianti caratterizzate da scadenti condizioni di stabilità globale: scadenti caratteristiche geomeccaniche dei terreni, elevate amplificazioni del moto del suolo, probabilità di liquefazione da moderata a alta. Ricadono le aree che si presentano pianeggianti o debolmente acclivi, in cui sono presenti negli stati superficiali depositi sabbiosi sciolti monogranulari, interessati da falda acquifera superficiale, che a seguito di eventi sismici potrebbero generare cedimenti diffusi per fenomeni di liquefazione di terreni. Appartiene a tale area la zona sub-pianeggianti che si sviluppa lungo il terrazzo morfologico dell area industriale. L utilizzo di tale aree è subordinato alla realizzazione di supplementi di indagini per acquisire una maggiore conoscenza geologico-tecnica dell area e del suo intorno, mediante campagne geognostiche, prove in situ e di laboratorio. Ciò dovrà consentire di precisare e caratterizzare il modello geologico-tecnico per area, al fine di permettere di effettuare le verifiche a liquefazione secondo quanto previsto dalla normativa vigente. 10

11 Aree di tipo D: aree di versante o di impluvio caratterizzate da mediocri condizioni di stabilità globale: discrete caratteristiche geomeccaniche dei terreni, moderate pendenze, amplificazioni del moto del suolo da moderate a elevate, bassa probabilità di liquefazione. In quest area sono state riscontrate consistenti limitazioni per l'entità e la natura dei rischi individuati nell'area di studio o nell'immediato d intorno. L'utilizzo di questa zona è generalmente sconsigliabile. Limitatamente alle zone dell area per cui permangono interessi giustificati per l edificabilità, l utilizzo, è subordinato alla realizzazione di supplementi di indagine per acquisire una maggiore conoscenza geologico-tecnica dell'area e del suo intorno, mediante campagne geognostiche, prove in situ e di laboratorio, nonché mediante studi tematici specifici di varia natura (idrogeologici, ambientali, sismici, podologici, ecc.). Ciò dovrà consentire di precisare e caratterizzare il modello geologico-tecnico-ambientale dell area interessata. In ogni caso, e particolarmente con riferimento alla pericolosità sismica, dovranno essere attivate le procedure per la identificazione dei rischi e per la individuazione degli interventi di mitigazione. Si dovranno anche eseguire le verifiche analitiche della stabilità prima e a seguito della realizzazione delle opere, al fine di valutare la compatibilità con la situazione geomorfologica locale. Appartengono a tale area le zone di versante ad acclività che va da media a molto elevata. Aree di tipo E: aree di versante o di impluvio con associati fattori preclusivi, caratterizzate da scadenti condizioni di stabilità globale: mediocri caratteristiche geomeccaniche dei terreni, moderate pendenze, elevate amplificazioni del moto del suolo, probabilità di liquefazione da bassa a moderata. Le zone ricadenti in queste aree sono quelle in cui alle condizioni di pericolosità geologica si associano i fattori preclusivi individuati dalle disposizioni del PAI. L'alto rischio comporta gravi limitazioni per la modifica delle attuali destinazione d'uso. 11

12 Dovrà essere esclusa qualsiasi nuova edificazione, se non opere tese al consolidamento o alla sistemazione idrogeologica per la messa in sicurezza dei siti. Per gli edifici esistenti saranno consentiti esclusivamente interventi così come definiti dall'art. 31, lettere a) b) e) della L. 457/1978 e successive modifiche ed integrazioni, nonché interventi di adeguamento sismico. Per gli interventi nelle aree individuate a rischio idraulico (aree a rischio di inondazione, da R4 a R2, aree e zone di attenzione) si richiama il rispetto delle prescrizioni di cui alla Parte II (art ) delle Norme di Attuazione e Misure di Salvaguardia del P.A.I. Calabria, nonché alla Specifiche tecniche del P.A.I. Eventuali opere, dovranno essere valutate puntualmente. A tal fine, alle istanze per l'approvazione dovrà essere allegata apposita relazione geologica che dimostri la compatibilità degli interventi previsti con la situazione di grave rischio geologico, con le prescrizioni di cui all art. 272 delle suddette norme. Dott. Geologo Antonio SANTAGUIDA 12

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