Il nostro approccio multidisciplinare, è fondamentale per la prevenzione e la cura oncologica

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1 L Ospedale Israelitico Informa Numero II - Settembre / Novembre 2012 In questo numero: Intervista al Prof. Zuccaro Un viaggio nell infinito giovane mondo degli anziani Chirurgia refrattiva Dott.ssa Cantera Raggiunti traguardi importanti Cardiologia Elettrostimolazione cardiaca, il Dott. Vetta ci spiega cos è Il nostro approccio multidisciplinare, è fondamentale per la prevenzione e la cura oncologica Intervista al Prof. Stefano Valabrega, Assessore all Ospedale Israelitico e Specialista in Chirurgia Generale e Oncologica

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3 Sommario Chi salva una sola persona è come se salvasse un mondo intero. 4 EDITORIALE Ospedale Israelitico: Insieme a te, da sempre Saluto del Direttore Generale e del Direttore Sanitario 5 La multidisciplinarietà, un approccio fondamentale per la prevenzione e la cura oncologica Intervista al Prof. Stefano Valabrega Assessore all Ospedale Israelitico e Specialista in Chirurgia Generale e Oncologica 7 FOCUS DELL ESPERTO La diagnosi precoce ti salva la vita 9 LA GERIATRIA E L INFINITO GIOVANE MONDO DEGLI ANZIANI Intervista al Prof. Stefano Maria Zuccaro Responsabile dei Reparti di Geriatria, Oncologia, Broncopneumologia e Cardiologia (ad-interim) dell Ospedale Israelitico 11 FOCUS DELL ESPERTO Il morbo di Alzheimer A cura del Prof. Stefano Maria Zuccaro 12 CHIRURGIA REFRATTIVA, RAGGIUNTI TRAGUARDI IMPORTANTI Intervista alla Dott.ssa Emilia Cantera Medico referente del Servizio di Chirurgia Refrattiva dell Ospedale Israelitico 13 FOCUS DELL ESPERTO La Sindrome del Tunnel Carpale A cura del Prof. Raffaele Sadun 14 FILO DIRETTO Tutte le informazioni per mettersi in contatto con i reparti e con i tuoi medici 15 Rubrica: LA SALUTE IN PILLOLE 16 IL CUORE, CHE MAGNIFICA INVENZIONE Intervista con il Dott. Francesco Vetta Responsabile dell attività di Elettrostimolazione Cardiaca dell Ospedale Israelitico 17 FOCUS DELL ESPERTO Le cardiopatie del III millennio 19 TRADIZIONI E SIMBOLI EBRAICI Menorah - Shabbat su puoi trovare gli approfondimenti, i consigli dei medici e prenotare online la tua visita. attiva il lettore qr code su smartphone e guarda le interviste degli specialisti dell ospedale israelitico consulta l esperto 20 LA STORIA RACCONTA La cura è l architettura dell umanità 22 INFORMAZIONI DI SERVIZIO Chiedi un consulto ai medici intervistati in questo numero attraverso il loro indirizzo di posta elettronica, otterrai una risposta privata via mail. segui l ospedale israelitico su facebook e twitter Anno 1 Numero 2 Settembre-Novembre 2012 Trimestrale Direttore Responsabile: Giancarlo Loquenzi Tiratura: copie 3 Direttore Editoriale: Dott. Giovanni Luigi Spinelli Redazione, Progettazione grafica e Stampa a cura di: Never Before Italia s.r.l.

4 L Editoriale Ospedale Israelitico: insieme a te, da sempre Il saluto del Direttore Generale, Dott. Antonio Mastrapasqua e del Direttore Sanitario, Dott. Giovanni Luigi Spinelli C ari lettori, siamo felici che il primo numero di questa rivista abbia consentito un maggiore approfondimento ed un ulteriore contatto con voi. Questo nostro percorso d informazione e di congiunzione ha come obiettivo, proprio quello di fornire uno strumento che ci consenta di raccontare e descrivere, non solo i servizi di questo Ospedale, ma di essere una lente d ingrandimento sulla passione e sulla professionalità dei medici e di tutte le persone a cui affidate la vostra salute. Anche in questo numero troverete: focus specialistici sulle patologie, consigli dell equipe medica, informazioni di servizio e tutto quello che può aiutarvi a focalizzare meglio il mondo dell Ospedale Israelitico. Da sempre, lavoriamo per offrire una qualificata assistenza attraverso la preparazione, la serietà e la disponibilità delle persone che operano all interno di questa struttura. Ne consegue che diventa fondamentale il modo di porsi da parte del personale medico attraverso la qualità della cura, la modalità della sua somministrazione, dal punto di vista tecnologico ed umano, ma soprattutto la metodicità dell informazione al paziente circa il suo stato di salute, le scelte terapeutiche connesse al loro rischio e la loro metodologia di applicazione. Tutto il nostro impegno ha quindi come obiettivo principale, quello di offrire servizi altamente specializzati ed efficienti sul territorio, facilitando l accesso alle prestazioni, ampliandole e cercando soprattutto di adeguarci alle vostre esigenze. Conosciamo il valore della fiducia che riponete nel nostro lavoro, per questo la nostra missione è quella di continuare ad essere sempre al vostro fianco 4

5 Nel mese della prevenzione del tumore al seno, incontriamo il PROF. STEFANO VALABREGA, ASSESSORE ALL OSPEDALE ISRAELITICO E specialista in CHIRURGia generale e ONCOLOGICA. La Multidisciplinarietà, un Approccio Fondamentale per la Prevenzione e la Cura Oncologica scrivi al prof. ValAbrega per un consulto NOTE BIOGRAFICHE Prof. STEFANO VALABREGA Nato a Roma 8/12/1952 Maturità Scientifica al Liceo G. Castelnuovo Roma. Il Prof. Stefano Valabrega, durante l intervista. È innegabile che la prevenzione e la ricerca scientifica sono le strade che più stanno aiutando a far diventare, citando Umberto Veronesi, il cancro, un male curabile. P rof. Valabrega lei è Assessore all Ospedale Israelitico lente una struttura sanitaria? di vista, i valori che rendono eccel- ed è un Chirurgo generale I valori inscindibili per una struttura che si occupa principalmente d eccellenza sono la professionalità, in di chirurgia oncologica. Per- ché ha scelto questo orientamento specialistico? Le devo confessare, che quando terminai il mio corso di laurea, ero convinto che non avrei mai curato tumori. Andando avanti negli anni ho capito che la mia missione stava diventando sempre più quella di curare e dare sollievo alle sofferenze dei pazienti oncologici. Quando si raggiunge un tale risultato, trattare e talvolta guarire dei pazienti oncologici si hanno sensazioni positive e fortissime. primo luogo, e il rapporto umano con il paziente, che non è un numero ma una persona. Valori accompagnati dalla continua e assoluta dedizione nel risolvere i problemi dei pazienti. E quando questo non è possibile, la struttura deve accompagnare i pazienti in questo particolare periodo della propria vita nella maniera più serena possibile. Ritornando alla sua domanda, ricordo come, la frase usata in quella occasione, significhi che più si conosce più si può aiutare. Dare cultura significa conoscere, educare, capire. Dare cultura permette Durante la prima del film diretto da Rose Bosch Vento di Primavera, lo sviluppo delle relazione interpersonali e, di conseguenza, aiuta nel percorso di ebbe a dichiarare che Dare trattamento del paziente malato di tu- cultura ci farà ritornare ad essere di questa Terra. Quali sono, secondo il suo punto more. Secondo la sua esperienza, quali sono i maggiori fattori di rischio e Laurea in Medicina e Chirurgia Università La Sapienza Roma Summa cum Laude. Specializzazione in Chirurgia dell Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva-La Sapienza Roma. Specializzazione in Chirurgia Generale La Sapienza Roma. Internato presso Addenbrook s Hospital, Cambridge in Chirurgia dei Trapianti. Internato presso St. Marks Hospital, Londra in Chirugia Colo-rettale. Ricercatore/Assistente Chirurgo presso la I Clinica Chirurgica, Policlinico Umberto I. Research Fellow in Colo-Rectal Surgery presso Thomas Jefferson University Hospital di Philadelphia. Internato in Chirurgia Toracica presso Sloane Kettering Cancer Center, Memorial Hospital di New York. Internato in Chirurgia Generale Oncologica presso Sloane Kettering Cancer Center, Memorial Hospital di New York. Internato in Chirurgia Epatobiliopancreatica presso Sloane Kettering Cancer Center, Memorial Hospital di New York. Aiuto Chirurgo in Chirurgia d Urgenza presso Policlinico Umberto I, Roma. Internato in Chirurgia Mininvasiva presso Dott. Mouret Univ. di Lione. Docente nelle Scuole di Specializzazione di Chirurgia Generale, Chirurgia Toracica e Chirurgia d Urgenza Policlinico Umberto I. Responsabile Unità Semplice di Chirurgia Mininvasiva Toracica presso la Divisione di Chirurgia Oncologica, Ospedale Pertini. Research Fellow in Chirurgia Oncologica presso 5

6 SEGUE NOTE BIOGRAFICHE Sloane Kettering Cancer Center, Memorial Hospital di New York. Tirocinio in Chirurgia Epatobiliopancreatica presso l Hopital Paul Brouseé di Villejuif, Parigi. Ricercatore confermato presso Policlinico Sant Andrea, Roma. Professore Associato in Chirurgia Generale Università La Sapienza, Roma. Fellow dell American College of Surgeons (ACS). Fellow della Society of Surgical Oncology (SSO). Fellow dell American Society of Colo-Rectal Surgeons (ASCRS). Membro della Società Italiana di Chirurgia. Autore e coautore di circa 190 lavori scientifici su riviste indexizzate, capitoli di libro, monografie. quanto la tecnologia aiuta la prevenzione e la guarigione da carcinoma? Come immagina lo scenario futuro? Alcune delle cause dei tumori più diffusi sono, per fortuna, molto conosciute, ad esempio, è il fumo che causa la gran parte dei tumori del polmone. Una considerazione è d obbligo purtroppo in Italia, a differenza di altri paesi industrializzati, si sta abbassando la guardia nei confronti del tabagismo. Sono, in ogni caso, stati fatti dei passi in avanti: non si parla più di male incurabile, non c è vergogna nel mostrare i segni della chemio o della chirurgia. È innegabile che la prevenzione e la ricerca sono le strade che più ci stanno aiutando per far diventare, come dice Veronesi, il cancro, un male curabile. All Israelitico, considerando il tumore del seno, grazie allo screening ed alla prevenzione, riusciamo a trattare pazienti con stadi iniziali di malattia, e quindi con percentuale di guarigione sensibilmente più elevata. Tali risultati sono frutto di un sistema integrato multidisciplinare di prevenzione, screening, diagnosi e trattamento che, insieme al rapporto elettivo medico-paziente, conducono alla condivisione ed accettazione delle tappe del processo terapeutico per i pazienti oncologici. Il futuro sarà migliore se si continuerà in un ottica multidisciplinare clinica e della ricerca. Noi perseguiamo questo obiettivo. Tanti anni fa l Ospedale Israelitico ha fatto una promessa: costruire un reparto di oncologia in cui il paziente avesse una identità precisa. Alla persona è dedicata la nostra totale attenzione e dedizione dalla diagnosi alla terapia, dai controlli, fino alla guarigione. Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno, quali sono gli accertamenti che Lei consiglia? Fortunatamente le linee guida di prevenzione, a livello internazionale, sono conosciute dalla maggior parte delle donne. Aggiungerei, per la mia esperienza, che tali attività devono essere maggiormente coordinate e meno empiriche. Inoltre, in questo caso di tumore, è molto importante valutare la familiarità, perché il tumore della mammella ha un alta incidenza tra familiari di primo grado. In questi casi è fondamentale essere seguiti in modo sistematico da specialisti, e non fermarsi alla prima visita o al primo controllo. Atteggiamento, questo, che consente cure tempestive e risolutive. Come dovrebbe essere il trattamento ideale per un paziente oncologico? L approccio migliore, come detto prima, deve essere necessariamente multidisciplinare. In Francia esiste una legge dove il trattamento del paziente oncologico, deve essere concordato necessariamente tra i vari specialisti (Oncologo, Chirurgo, Chirurgo plastico, Radiotera- pista). L Ospedale Israelitico, se vogliamo, si differenzia dalle altre strutture sanitarie per la capacità dei vari professionisti che intervengono nella cura della patologia oncologica, di seguire il paziente in tutte le fasi. Non è il malato oncologico che cerca i vari specialisti, ma è la struttura ospedaliera che indica lo specifico percorso di cura. Quali dovrebbero essere le professionalità attive nel percorso di cura? Nella nostra struttura ospedaliera, tutti gli operatori della sanità partecipano al percorso di guarigione, nessuno escluso: dall Infermiere al Senologo, dal Chirurgo all Oncologo, tutti devono far parte di una squadra che lavora all unisono per il miglior trattamento possibile attuabile. Nel trattamento dei tumori, specificatamente in quello mammario, il Chirurgo deve lavorare affiancato all Oncologo, al Radioterapista, all Anestesista, al Chirurgo plastico, al personale paramedico. L obiettivo di un reparto di Chirurgia Oncologica è di identificare, proporre ed attuare un percorso terapeutico individuale in modo che il paziente si senta seguito, oserei dire protetto e che abbia sempre dei riferimenti certi Guarda la video-intervista del Prof. Valabrega. 6

7 Focus dell esperto o n c o l o g i a La Diagnosi Precoce Ti Salva la Vita è noto a tutti il detto prevenire è meglio che curare, ma non è uno slogan. In tutto il mondo medico - scientifico è riconosciuta l importanza della prevenzione per garantire una buona salute ed una migliore qualità della vita. Ancora di più, questo si rivela necessario in campo oncologico. Adottare uno stile di vita corretto ed attuare la diagnosi precoce, possono salvare la vita di molte persone, evitare tanta sofferenza, oltre che diminuire la spesa sanitaria. Il miglior trattamento del cancro è la sua prevenzione e questa si basa sulla comprensione delle cause e dei meccanismi che provocano le neoplasie nei vari organi. L individuazione dei soggetti a rischio viene condotta mediante la valutazione dei fattori genetico-familiari ed ambientali. Il condurre uno stile di vita sano è la chiave della prevenzione del cancro. Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno che in Italia colpisce una donna su dieci. Ecco un excursus di approfondimento sulla patologia e su come prevenirla: ricordiamoci che con un adeguata ed opportuna diagnosi precoce, la possibilità di vincere questo tipo di tumore sono altissime oltre il 90%. Fattori di rischio Età: con l aumentare dell età il rischio diventa maggiore Ormoni: prolungata esposizione agli ormoni prodotti dall ovaio prima della menopausa Familiarità: in caso di tumore al seno fra parenti prossimi (madre, sorella, nonna, zia) da parte sia materna, sia paterna. Predisposizione genetica: ipotizzabile in presenza di una forte familiarità di casi di tumore del seno e dell ovaio. Gravidanza: maggiore è il numero delle gravidanze, minore è il rischio. L età della prima gravidanza è influente: una gravidanza prima dei anni sembra proteggere dal tumore al seno. Precedente carcinoma della mammella. Obesità: specialmente dopo la menopausa. Dieta: l eccesso di calorie è dannoso. Come si previene Risultati incoraggianti sono stati rag- Ad ottobre il mese della prevenzione oncologica per il tumore al seno. La diagnosi fatta in tempo può salvare la vita di ognuno di noi. Come riconoscere i segni e cosa fare per prevenire. giunti attraverso la farmacoprevenzione (utilizzo di sostanze naturali o farmacologiche per impedire o rallentare la comparsa del tumore). Ma anche alcuni comportamenti possono aiutare l organismo a proteggersi: - seguire un alimentazione ricca di frutta fresca e verdura; - svolgere una costante attività fisica (specialmente in menopausa). Segni Nodulo mammario: è il segno iniziale più frequente (80%). È duro rispetto alla normale consistenza della mammella e quasi sempre non è dolente. Introduce Prof. F. Cognetti Ospedale Israelitico Giovedì 8 Novembre ore 18,00 ISTITUTO PITIGLIANI, VIA ARCO DE TOLOMEI 1, ROMA In fase avanzata di malattia: cute con caratteristiche che ricordano la buccia d arancia, retrazione del capezzolo, indurimento della mammella, noduli ascellari. Cosa fare Ogni mese compiere l autopalpazione del seno. Dopo i 25 anni effettuare una visita clinica annuale insieme ad un esame ecografico. Prima dei 40 anni, su parere del medico, eseguire una mammografia. Dai 40 anni in poi sottoporsi ogni anno ad una mammografia da associare ad ecografia ed alla visita clinica Pres. Comitato Scientifico, Ospedale Israelitico ospedaleisraelitico Saluto delle Autorità Dott. A. Mastrapasqua Dir. Generale, Ospedale Israelitico Dott. G. L. Spinelli Dir. Sanitario, Ospedale Israelitico Dott. R. Di Segni Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma Discussants Dott. P. Trimboli Prof. S. Valabrega Ospedale Israelitico Ospedale S. Andrea Università Sapienza Speaker PD Dr. med. Luca Giovanella Medicina Nucleare e Centro Tiroideo Ist. Oncologico Svizzera Italiana Bellinzona - Lugano Focus on Dott.ssa A. Crescenzi Ospedale Israelitico Dott. N. Nasrollah Ospedale Israelitico CONclusioni Dott. B. Piperno Dott. R. Pacifici Pres. C.d.A. Ospedale Israelitico Pres. Comunità Ebraica di Roma 7

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9 Intervista al Prof. Stefano Maria Zuccaro, Responsabile dei Reparti di Geriatria, Oncologia, BroncopneUmologia e cardiologia (ad-interim) dell Ospedale Israelitico La Geriatria e l infinito giovane mondo degli Anziani Ho scelto di fare il medico geriatra vedendo mia nonna invecchiare. Il nostro lavoro ha come obiettivo far ritornare il paziente a casa con le stesse capacità di autonomia, mentali, relazionali ed emotive precedenti al ricovero ospedaliero. Se non, addirittura, migliorate. scrivi al prof. zuccaro per un consulto NOTE BIOGRAFICHE Prof. STEFANO MARIA ZUCCARO Nato a Roma il 21 aprile 1949 Laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Geriatria e Gerontologia Cardiologia. Direttore della U.O.C. di Geriatria a cui affluiscono Unità Operativa di Oncologia e Unità di Broncopneumonologia e Urologia - Ospedale Israelitico di Roma. Responsabile dei Reparti di Geriatria, Oncologia, e Broncopneumologia dal 1 gennaio 2010 dell Ospedale Israelitico. Responsabile Unità Valutativa Alzheimer nella ASL Roma D. Officiale Sanitario dello Stato Città del Vaticano e del Collegio dei Sanitari. Membro del Comitato Scientifico della CISL- FNP. Membro del Comitato Etico del San Raffaele. Il Prof. Zuccaro, responsabile dei Reparti di Geriatria, Oncologia, Broncopneumologia e Cardiologia. Membro del Comitato Etico dell Ospedale Israelitico. Coordinatore del Comitato Scientifico dell Ospedale Israelitico. P rofessore, ci spiega esattamente cos è la geriatria e come si struttura il reparto dell Ospedale? La geriatria è una branca della medicina interna specialistica che si occupa soltanto di anziani complessi, ovvero quelli con più patologie, quelli che sono sottoposti a molte terapie e che rischiano di perdere l autonomia se, contemporaneamente ad affrontare la malattia per acuto, non si affronti anche il problema della riattivazione e del mantenimento dell autonomia. Quindi il reparto è improntato in questa ottica: noi abbiamo sempre un fisioterapista che possa, durante la giornata, prendersi carico del paziente facendolo muovere, camminare, riattivarlo in senso generale. La nostra geriatria è anche un reparto dove ci sono vocazioni polispecialistiche, perché, evidentemente, un anziano malato ha una serie di situazioni patologiche che riguardano più organi, primi tra tutti il cervello, il cuore e poi la deambulazione. Quindi è necessaria la presenza dello specialista geriatra che si occupa della neuro geriatria, dello specialista geriatra Esperienze di Medico Condotto (Comune di Artena). Medico interno presso la III Clinica Medica dell Università di Roma La Sapienza. Assistente Medico presso l Ospedale Addolorata Primario Geriatra a tempo pieno presso l Ospedale. Eletto Prima Consigliere e poi Segretario Nazionale della Società Italiana Geriatri Ospedalieri (S.I.G.O.S). Presidente della SI.G.O.S. Past President della Società S.I.G.O.S. e poi Presidente Onorario a vita. Management del dolore persistente non oncologico nell anziano complesso. Professore nella Scuola di Specializzazione in Gerontologia e Geriatria dell Università di Roma La Sapienza. 9

10 SEGUE NOTE BIOGRAFICHE Professore nella Scuola di Specializzazione di Geriatria dell Università di Catania. Professore di Longevità Umana nel Nobile Collegio Chimico Farmaceutico Universitas Aromatorium Urbis Roma. L attività scientifica si è concretizzata attraverso la partecipazione a circa 110 Congressi Internazionali, Nazionali e regionali in qualità di Relatore o Moderatore. Chiamato dal Ministero della Sanità a far parte del Comitato di Esperti per la redazione del nuovo Progetto Obiettivo Tutela della Salute degli Anziani (POA). Nominato Membro del Comitato Scientifico Anziani dell INPDAP. Responsabile di un Progetto finalizzato della Regione Lazio per l Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) nel territorio della ASL Roma e di Assistenza Domiciliare Oncologica ai malati oncologici terminali. Fa parte della Commissione Cure Palliative e Terapia del dolore del Ministero della Salute; Membro Ufficiale del Geriatric Working Group, Organismo creato dalla Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per lo studio e l appropriatezza prescrittiva dei farmaci nell anziano. Direttore della Rivista Geriatria - Edizioni CESI. Autore di circa 50 lavori scientifici. In collaborazione con il Prof. Massimo Palleschi ha firmato 4 libri di argomento geriatrico (Geriatria Ed. SEU; Geriatria: Rivoluzione nella sanità e negli ospedali. Ed. CESI; Rapporto sulla cronicità in Italia Ed. CESI; Linee Guida di Terapia Geriatrica, I-II-III e IV edizione Ed. CESI). che si occupa di cardio geriatria e quindi di un team multidisciplinare che affronta più situazioni patologiche. Ci vuole raccontare com è iniziata la sua collaborazione con l Ospedale Israelitico e come ha scelto di fare il medico? Ero un giovane specialista in geriatria, una vocazione che mi è venuta dall osservazione di mia nonna, una donna che amavo moltissimo e che aveva varie situazioni patologiche e di disagio. Ogni volta che veniva il medico a visitarla mi diceva Non si può fare niente, è anziana! Allora mi è venuto in mente che forse questo arrendismo eccessivo verso l anziano poli-patologico poteva trovare un aiuto in medici che si occupassero di questa situazione estremamente complessa. In quel momento, anche andando contro il mio maestro, il Prof. Giunchi, che voleva che facessi medicina interna, decisi di prendere la specializzazione in geriatria e gerontologia. Poi scoprii che c era questo Ospedale che stava nascendo e che aveva una vocazione geriatrica, vinsi il concorso e sono qui da allora. Felicissimo di questa scelta che, nonostante siano trascorsi moltissimi anni, rifarei ancora. Esistono delle patologie legate all età come il Parkinson ed il Morbo di Alzheimer, oggi queste risultano incurabili e sono delle malattie degenerative. Secondo lei come sarà la situazione tra vent anni dato il continuo progresso grazie alla ricerca scientifica? Alzheimer e Parkinson sono due situazioni età-correlate se non, addirittura, età-dipendenti, sono due patologie di neurodegenerazione del cervello che agiscono in maniera diversa. Una, il Parkinson interessa soprattutto il movimento, l altra la cognitività e quindi, la memoria. Sono due patologie per le quali è in corso una grande ricerca di base e si sta arrivando a definire anche dei farmaci che potranno, non soltanto controllarle, ma che addirittura saranno in grado di guarirle. Soprattutto per quanto riguarda il Morbo di Alzheimer si stanno studiando degli anticorpi monoclonali, ovvero degli antibiotici che vanno proprio ad attaccare quella sostanza, l aminoide, che sta alla base della malattia e che potrebbero curarla se riconosciuta molto in tempo. Per fare una diagnosi precoce è necessaria una grande competenza ed un eccellente capacità diagnostica che i geriatri hanno acquisito nel tempo anche per consuetudine alla malattia Guarda la video-intervista del Prof. Zuccaro 10

11 Focus dell esperto GERIATRIA Il Morbo di Alzheimer Una malattia neurodegenerativa per cui è fondamentale una diagnosi precoce. Terapie cuscinetto e la ricerca fanno passi da gigante. Tutto quello che c è da sapere su questa particolare tipologia di demenza che ha fatto prigioniero il mondo. A cura del Prof. stefano maria Zuccaro U na particolare demenza senile che oggi colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni. Si tratta di uno stato provocato da un alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. La malattia colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare, ma può causare anche stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale. Prende il nome da Alois Alzheimer, neurologo tedesco che per la prima volta nel 1907 ne descrisse i sintomi e gli aspetti neuropatologici. All esame autoptico, il medico notò segni particolari nel tessuto cerebrale di una donna morta in seguito ad un insolita malattia mentale. Non si conoscono con esattezza le cause di questo morbo, sappiamo che i danni al cervello iniziano a comparire già 10 o 20 anni prima che i sintomi diventino evidenti. Gli ammassi iniziano a svilupparsi in una zona profonda del cervello mentre le placche si formano in altre zone. Con la formazione delle placche e degli ammassi i neuroni sani iniziano a perdere efficienza, in seguito cominciano a non funzionare più e a non comunicare più tra di loro e alla fine muoiono. Questo processo di degrado si diffonde in una struttura vicina, l ippocampo, che è necessaria per il processo di memorizzazione. Più i neuroni muoiono, più le zone del cervello colpite iniziano a rimpicciolirsi. Con lo stadio finale del morbo di Alzheimer il danno è diffuso ovunque e il tessuto cerebrale si è ridotto in maniera significativa. La malattia si sviluppa a causa di una complessa catena Tenere allenata la mente, allontana le patologie legate all avanzare dell età. di eventi che avvengono nel cervello sul propria sicurezza personale, l igiene e la lungo periodo, probabilmente le cause nutrizione. sono legate a fattori di ordine genetico, Non esistono farmaci in grado di fermare e far regredire la malattia, tutti i ambientale e riguardanti lo stile di vita. Il decorso della malattia è lento e in media trattamenti disponibili puntano a contenerne i sintomi. i pazienti possono vivere fino a 8-10 anni dopo la diagnosi della malattia. Per alcuni pazienti, in cui la malattia è La demenza di Alzheimer si manifesta con lievi problemi di memoria, fino come tacrina, donepezil, rivastigmina e in uno stadio lieve o moderato, farmaci a concludersi con grossi danni ai tessuti galantamina possono aiutare a limitare cerebrali, ma la rapidità con cui i sintomi si acutizzano varia da persona a per- Fra le varie terapie non farmacologiche, l aggravarsi dei sintomi per alcuni mesi. sona. Nel corso della malattia i deficit la terapia di orientamento alla realtà è cognitivi si acuiscono e possono portare quella che prensenta maggiori evidenze il paziente a gravi perdite di memoria, a di efficacia. porre più volte le stesse domande, a perdersi in luoghi familiari, all incapacità di tare il paziente rispetto alla propria vita Questa terapia è finalizzata ad orien- seguire delle indicazioni precise, ad avere personale, all ambiente e allo spazio che disorientamenti sul tempo, sulle persone e sui luoghi, ma anche a trascurare la tipo verbale, visivo, scritto e lo circonda tramite stimoli continui di musicale 11

12 INTERVISTA ALLA dott.ssa EMILIA CANTERA, medico referente del SERVIZIO DI CHIRURGIA REFRATTIVA DELL OSPEDALE ISRAELITICO scrivi alla Dott.sSa CANTERA per un consulto NOTE BIOGRAFICHE Dott.ssa EMILIA CANTERA Attività libero professionista presso l Ospedale Israelitico - Roma. Responsabile Servizio di Oculistica presso l Istituto di Medicina dello Sport - Roma. La Dott.ssa Emilia Cantera Raggiunti traguardi importanti Sono un medico oculista per destino familiare. Credo profondamente nel mio lavoro, lo faccio con passione e sono molto felice di lavorare per questo Ospedale. Consulente responsabile del Servizio di Chirurgia Refrattiva - Ospedale Fatebenefratelli - Roma. Fellowship di ricerca presso la Tufts University - Boston. Visiting Scientist presso la Emory University - Atlanta. Visiting Scientist presso la Lousiana State University New Orleans. Dottorato di Ricerca in Immunologia Oculare - Università Campus Biomedico - Roma. Professore Incaricato esterno di Semeiotica Oculare - Università Campus Biomedico - Roma. Professore Incaricato esterno di Igiene generale e applicata - Università La Sapienza - Roma. D ott.ssa Cantera lei è il medico referente del Servizio di Chirurgia Refrattiva dell Ospedale, ci vuole raccontare e spiegare quali sono le tecniche d intervento di questa specializzazione? Essenzialmente le tecniche d intervento sono di due tipi: quelle che utilizzano il laser, nella fattispecie il laser ad eccimeri e alcune tecniche che utilizzano le lentine poste all interno dell occhio. Noi in questo Ospedale eseguiamo trattamenti con il laser ad eccimeri con tecniche PRK, quindi di superficie, oppure utilizziamo la tecnica lasik, che si esegue creando un piccolo lembo di cornea, trattandolo e poi riposizionandolo sulla superficie dell occhio stesso. L Ospedale offre un servizio ambulatoriale oculistico, ci spiega come funziona? Il paziente che ha necessità di un intervento oculistico prenota una visita generale, al termine della quale, qualora ne avesse bisogno, viene indirizzato ai servizi specialistici presenti all interno dello stesso Ospedale. Laddove il paziente abbia già avuto una diagnosi che necessita di un intervento di chirurgia refrattiva, può prenotare la visita specialistica direttamente, saltando il primo passaggio di visita generale. Lei come ha maturato la scelta di diventare medico, e come mai si è indirizzata proprio verso questa specializzazione? La mia scelta è stata probabilmente inconsciamente condizionata. Sono nata in una famiglia di medici, quindi potremmo dire che il mio destino era segnato fin dalla nascita. In realtà crescendo sono stata avvicinata all oculistica da mio zio che mi ha portato a frequentare i reparti di oftalmologia. Lì è nata questa mia grande passione. Oggi l oculistica ha raggiunto traguardi importanti per la diagnosi e la cura, grazie alle tecniche e alle strumentazioni d avanguardia: se prova Partecipazione in qualità di relatrice a 153 Congressi Nazionali e 56 Internazionali. Partecipazione in qualità di relatrice a 91 Corsi di Aggiornamento Nazionali e 8 Internazionali. Vincitrice del premio Merck Sharpe Dohme e 2002 per migliore comunicazione. Premio Bausch&Lomb per il migliore lavoro in tema di Chirurgia Refrattiva Premio Optikon2000 per il migliore lavoro in tema di Topografia Corneale in Chirurgia Rifrattiva ad immaginare la situazione tra dieci anni cosa vede? Immagino interventi sempre più rapidi con un utilizzo sempre minore di quelle che sono le anestesie topiche, quindi esclusivamente con le gocce, con pochi rischi e disagi per il paziente e soprattutto, immagino un oculistica dove le macchine avranno, sempre di più, un ruolo fondamentale. Già i risultati e le procedure utilizzati nella refrattiva, oggi, ne sono un esempio Guarda la video-intervista della Dott.ssa Cantera. 12

13 Focus dell esperto O R T O P E D I A La Sindrome del Tunnel Carpale Una Sindrome per cui si interviene con un operazione di microchirurgia e che ha come nemico numero uno il lavoro. La ripetizione di gesti e di posizioni scorrette dell arto e della mano fanno sì che si sviluppi. A cura del Prof. Raffaele Sadun Responsabile del Servizio di Chirurgia della Mano e dell Arto Superiore. la mano sull avambraccio per un minuto, i pazienti dovrebbero avvertire l insorgenza di formicolii o il peggioramento di questi. Comunque i test possono dar luogo molto frequentemente a risposte false negative o false positive e pertanto sarebbe meglio non fidarsi troppo del risultato ottenuto. È quindi consigliabile effettuare sempre un esame EMG/ ENG. L esame ENG elettroneurografico viene eseguito con elettrodi di superficie e piccole scosse elettriche e permette di L a Sindrome del Tunnel Carpale (STC) è la neuropatia più frequente ed è dovuta alla compressione del nervo mediano al polso nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale. Quest ultimo è un canale localizzato nel polso formato dalle ossa carpali sulle quali è teso il legamento traverso del carpo, un nastro fibroso che costituisce il tetto del tunnel stesso, inserendosi, da un lato, sulle ossa scafoide e trapezio e dall altro, sul piriforme ed uncinato. In questo tunnel passano strutture nervose, vascolari e tendinee. La patogenesi occupazionale sembra essere la causa più frequente per lo sviluppo di questa sindrome. Nelle fasi iniziali della patologia la Sindrome del Tunnel Carpale si manifesta con formicolii, sensazione di intorpidimento o gonfiore alla mano, prevalenti alle prime tre dita della mano e in parte al quarto dito, soprattutto al mattino e/o durante la notte; successivamente compare dolore irradiatesi anche all avambraccio, sintomi definiti irritativi. Se la patologia si aggrava compaiono perdita di sensibilità alle dita, perdita di forza della mano, atrofia dell eminenza thenar; sintomi deficitari. La Sindrome del Tunnel Carpale presenta una significativa associazione con alcune attività lavorative. Ne risultano infatti più spesso colpiti gli addetti al settore manifatturiero, elettronico, tessile, alimentare, calzaturiero, pellettiero, come pure gli addet- Equipe al lavoro in sala operatoria. ti al confezionamento pacchi, cuochi di albergo e gli addetti ai pubblici esercizi. Quando il paziente riferisce formicolio e/o dolore, spesso irradiato all avambraccio, prevalentemente notturno o mattutino, la diagnosi di Sindrome del Tunnel Carpale è ritenuta la più probabile. Tuttavia è importante far effettuare l esame obiettivo neurologico e l esame EMG/ENG (elettromiografico/elettroneurografico). L esame obiettivo neurologico valuta la forza, i riflessi osteotendinei, la sensibilità e può avvalersi di test clinici. I più conosciuti sono il test di Tinel e di Phalen. Nel primo si percuote, con il martellino da riflessi, il tunnel carpale, il paziente dovrebbe avvertire una scossa nel territorio di innervazione del nervo mediano; nel secondo si flette o si estende 13 valutare la velocità sensitiva, la velocità motoria, la latenza e l ampiezza delle risposte sensitive e motorie del nervo, elicitate dalla scossa elettrica. La diagnosi di Sindrome del Tunnel Carpale non è pertanto generalmente difficile, se l iter diagnostico è completo. La terapia della Sindrome del Tunnel Carpale può essere conservativa o chirurgica. Secondo le indicazioni dell American Accademy of Neurology (AAN,1993), il trattamento conservativo è da tentare se non ci sono deficit della forza o della sensibilità o severe anomalie all esame EMG/ENG. È importante, comunque, non operare il paziente troppo tardi, in quanto possono permanere esiti; il paziente in terapia conservativa deve pertanto essere controllato

14 Filo diretto Tutte le informazioni necessarie per mettersi in contatto con i reparti dell Ospedale e con i tuoi medici. Angiologia Ubicazione: 3 piano Responsabile: Prof. Stefano Maria Zuccaro Medicheria di reparto: BroNcopneumologia Ubicazione: 4 piano Responsabile: Prof. Stefano Maria Zuccaro Medicheria di reparto: cardiologia Ubicazione: 2 piano Responsabile: Prof. Stefano Maria Zuccaro (ad-interim) Medicheria di reparto: Gastroenterologia Ubicazione: 3 piano Responsabile: Dott. Claudio Cannaviello Medicheria di reparto: Geriatria Ubicazione: 4 piano Responsabile: Prof. Stefano Maria Zuccaro Prof. Antonio Gianciotta Medicheria di reparto: Medicina Generale Ubicazione: 2 piano Responsabile: Dott. Antonio Blasio Medicheria di reparto: ONCOLOGIA Ubicazione: 3 piano Responsabile: Prof. Raffaele Sadun Medicheria di reparto: Ortopedia - Chirurgia della mano Ubicazione: 3 piano Responsabile: Dott. Claudio Pitigliani Medicheria di reparto: U.O.C. Ortopedia e Traumatologia Ubicazione: 5 piano Responsabile: Prof.ssa Elvira Di Cave Medicheria di reparto: * Tutti questi reparti si trovano presso la sede di Via Fulda, 14 * Ci scusiamo per gli eventuali tempi di risposta prolungati. Il personale medico ed ausiliare potrebbe essere impegnato in corsia. 14

15 La Salute in pillole Prevenire il Diabete: una Scelta di Vita D efinita la malattia del benessere, il diabete colpisce in Italia persone all anno. Prevenire questa patologia è possibile a patto di osservare delle norme igienico-alimentari sin da giovani. Ci riferiamo al diabete di secondo tipo, cioè quella forma che si sviluppa dopo i 45 anni, e che dipende dallo stile di vita. A furia di seguire un alimentazione a base di zuccheri, il glucosio si accumula nel sangue, procurando molti danni a carico dell apparato cardio-vascolare. In questo modo il pancreas rallenta il suo funzionamento fino a non produrre più insulina. Prevenire si può. Basta osservare semplici regole di alimentazione e stile di vita: - È fondamentale restare normopeso, cioè avere un peso nella norma, che deve essere inferiore a 25 secondo l indice della massa corporea (BMI). - Regolare l introduzione di zuccheri semplici (dolci), a tutto vantaggio di quelli complessi (pasta, pane e derivati), meglio se integrali. - Evitare la dieta ipercalorica, riducendo il consumo di grassi e alcol. - Consumare verdure contenenti fibre, che limitano l assorbimento degli zuccheri, evitando così il suo accumulo nel sangue. La frutta dolce (fichi, datteri, uva) va consumata con moderazione, perché troppo ricca di zuccheri semplici. - Evitare le abbuffate: meglio 5 piccoli pasti frequenti (colazione, pranzo, cena e spuntini a base di frutta). - È preferibile restare leggeri la sera, possibilmente cenando entro le Movimentare uno stile di vita sedentario. Queste semplici regole relative allo stile di vita devono essere osservate anche da persone in stato di ottima salute. È bene cominciare a prevenire il diabete già dai anni. Senza allarmismi. Le persone che presentano casi di familiarità devono prestare più attenzione: dai 40 anni in poi devono controllare il livello di glucosio nel sangue. Se i valori sono nella parte alta della normalità (il valore stabilito convenzionalmente è 110), devono eseguire un esame in più, detto curva da carico di glucosio. La presenza di glicemia alterata indica una probabilità dal 20 al 34% di sviluppare il diabete nell intervallo di 6 anni. Al di là della familiarità, è buona norma controllare regolarmente i valori del sangue, con un prelievo oppure attraverso l hemoglucotest, ovvero la puntura del dito, che è in grado di controllare immediatamente il livello di glucosio nel sangue LO SAPEVI CHE Tre Risate Al Giorno Levano Il Medico Di Torno I n tempi remoti, gli esperti in terapie alternative prescrivevano a sani e malati tre sonore risate al giorno: al mattino, al pomeriggio e alla sera. Oggi, la scienza moderna, conferma l efficacia di questa sorprendente teoria. Infatti, da alcune ricerche americane è emerso che il senso dell umore stimoli positivamente il sistema immunitario. Secondo gli esperti della psiconeuroimmunologia, l ultima nata delle medicine alternative, i fattori psicologici influenzano notevolmente il sistema immunitario. Gli studiosi affermano che l ottimismo, il buonumore, l amore, le azioni positive sono fattori che generano nell organismo effetti salutari proprio come delle autentiche medicine. Perciò la fiducia, la serenità, l ottimismo sarebbero delle potenti armi biologiche per la difesa dell organismo. Il buonumore, inoltre, gioca un ruolo fondamentale anche nei casi di depressione. Pare che, una positiva disposizione d animo sia capace di modificarne il decorso della patologia e portare ad un buon recupero della salute. La cura dell ottimismo era stata affermata già secoli fa, dalla famosa medicina tibetana che considerava l illusione, il desiderio e l odio come le cause fondamentali delle malattie da curare attraverso il cambiamento dello stile di vita. 15

16 INTERVISTA AL DOTT. FRANCESCO VETTA, RESPONSABILE DELL ATTIVITÀ DI ELETTROSTIMOLAZIONE CARDIACA DELL OSPEDALE ISRAELITICO Il Cuore, che magnifica invenzione Faccio il medico per vocazione familiare e perché ho sempre voluto aiutare gli altri. La cardiologia fa passi da gigante: oggi la qualità della vita è migliore e si vive molto più a lungo. scrivi al dott. VETTA per un consulto NOTE BIOGRAFICHE Dott. FRANCESCO VETTA Nato a Roma il 21 aprile 1949 Laureato con il massimo dei voti all Università La Sapienza - Roma. Specializzazione in Cardiologia all Università di Tor Vergata - Roma. Specializzazione in Geriatria all Università La Sapienza - Roma. Dottore di Ricerca all Università di Tor Vergata - Roma. Master II livello di Elettrofisiologia ed elettrostimolazione cardiaca presso l Università Cattolica - Roma. Professore presso l Università di Tor Vergata - Roma. Presso l Ospedale SS. Gonfalone di Monterotondo ha svolto fino al 2011 le seguenti funzioni: Responsabile dal 2000 del Centro di Cardiogeriatria e di quello per lo studio della Sincope. Responsabile dal 2008 della U.O.S. di Aritmologia ed elettrostimolazione cardiaca presso la U.O.C. di Cardiologia. Vicedirettore della U.O.C. di Cardiologia. Il Dott. Francesco Vetta, Responsabile dell Elettrostimolazione cardiaca. D ottore, Lei è il responsabile cuni anni abbiamo iniziato l elettrofisiologia, che ci consente di risolvere imme- dell attività di elettrostimolazione cardiaca dell Ospedale Israelitico, ci spiega in Ci racconta come mai ha scelto di diatamente certe patologie. cosa consiste la sua specializzazione? Il mio è stato un percorso a tappe: fare questo mestiere? Il mio ruolo permette a pazienti aritmici di risolvere questo problema grazie siderio di aiutare il prossimo mi hanno un po il destino familiare, un po il de- all impianto di pacemaker, nel caso di un portato verso questa scelta. Tutte le difficoltà incontrate nel corso dei miei studi ritmo cardiaco lento per prevenire sincopi, o d impianto di defibrillatori che può ed anche successivamente, sono sempre essere utile, al contrario, in pazienti con state ripagate dalla contentezza nel riuscire a risolvere problematiche cliniche, una cardiopatia dilatativa e che sono più esposti al rischio di decesso improvviso. garantendo una maggiore tranquillità al L Ospedale Israelitico si distingue nel campo della sanità proprio Quali sono le patologie cardiolo- paziente e ai suoi cari. per l uso di tecnologie d avanguardia; nel suo particolare settore quato storico e come immagina questa giche più comuni in questo momenli sono gli strumenti di ultima generazione con cui opera? Il miglioramento delle tecniche medi- branca da qui a dieci anni? Abbiamo una sala operatoria dedicata all elettrostimolazione ed utilizziamo questo tipo di patologie acute. Affrontache ha fatto sì che non si muoia più per materiale di ultima generazione. Da al- re con l elettrostimolatore la patologia è Presso l Ospedale Israelitico, dal 2005, in qualità di Consulente Cardiologo prima e Dirigente Medico Cardiologo poi, è Responsabile dell attività di elettrostimolazione ed elettrofisiologia cardiaca. Nel corso degli anni ha rivolto particolare interesse a studi concernenti le patologie cardiovascolari soprattutto in età geriatrica, con partecipazione a numerosi Corsi di aggiornamento e Congressi, che ha consentito una produzione scientifica quantificabile in circa 150 pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, nonché capitoli di Libri scientifici e di Linee guida. Ha partecipato in veste di relatore a numerosi congressi nazionali ed internazionali, ottenendo anche dei premi e borse per l attività di ricerca svolta. un grosso vantaggio per il paziente perché vuol dire acquisire anni di vita. Nel prossimo futuro sicuramente si svilupperà un ulteriore miglioramento dei device a nostra disposizione, che saranno progressivamente meno invasivi. Questo migliorerà la qualità di vita dei pazienti e avvierà la possibilità di effettuare un controllo a domicilio Guarda la video-intervista del Dott. Vetta. 16

17 Focus dell esperto c a r d i o l o g i a Le Cardiopatie del iii Millennio Il contributo fondamentale del cardiologo elettrofisiologo per le patologie cardiovascolari. Progresso tecnologico e continua innovazione. Oggi diagnosi precoci e riduzione delle ospedalizzazioni. A CURA DEL dott. FRANCESCO VETTA N el corso degli ultimi decenni abbiamo avuto un progressivo incremento di patologie cardiache croniche, sia per il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie che per il contributo scientifico che ha favorito una sostanziale riduzione della mortalità cardiovascolare per eventi acuti. Lo scompenso cardiaco è definito come la pandemia del III millennio. Si ricordi come questa patologia sia troppo spesso sottostimata, pur avendo una prognosi peggiore di gran parte delle patologie neoplastiche, con una sopravvivenza media a 5 anni dalla diagnosi di circa il 50%. Nel corso degli ultimi anni si è notevolmente ridotta la mortalità per scompenso cardiaco, grazie alle migliori conoscenze nel trattamento farmacologico e non, della stessa patologia. In particolare l impiego di defibrillatori impiantabili, così come di device per la resincronizzazione intra ed interventricolare, hanno determinato una riduzione della mortalità di circa il 30-35%, oltre che un miglioramento della qualità di vita. La terapia di resincronizzazione va proposta ai pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica, nonostante terapia medica ottimale, e si basa sull impianto di un elettrocatetere in ventricolo destro e di un altro che per via retrograda, attraverso il seno coronarico, viene posizionato sulla superficie epicardica del ventricolo sinistro. Il miglioramento clinico si manifesta immediatamente. L aumentata incidenza legata all età di aritmie ventricolari e sopraventricolari, associate non solo allo scompenso cardiaco, ma anche alla cardiopatia ischemica, ipertensiva, valvolare, pone sempre più frequentemente l aritmologo di fronte a un paziente anziano. Presso il nostro Ospedale, le attrezzature all avanguardia per l elettrostimolazione e l elettrofisiologia permettono di affrontare adeguatamente le patologie descritte, sia in acuto che in cronico. In particolare il nostro gruppo si distingue per il lavoro di equipe che permette una visione olistica del paziente volto alla cura della persona in toto piuttosto che della singola patologia. Soprattutto nel soggetto anziano, infatti, la presenza di numerose comorbidità rende prioritaria una visione d insieme del paziente, che è alla base del successo terapeutico. In quest ottica i ricoveri programmati per l attività di elettrostimolazione ed elettrofisiologia si basano su una degenza brevissima con programmazione prossima della visita di controllo successiva, con eventuale coinvolgimento di altri Specialisti nell ambito di un team multidisciplinare. Infine, la possibilità del controllo remoto, con trasmissione dei dati anche dal proprio domicilio, per alcuni pazienti portatori di Pace Makers o di apparecchi impiantati sottocute e deputati allo studio delle cause aritmiche delle sincopi (Loop Recorder) rende ancora più agevole la diagnosi precoce di aritmie o di scompenso in questi pazienti, avendo il pregio di permettere al Cardiologo di richiamare precocemente il paziente e di ridurne complessivamente le ospedalizzazioni 17

18

19 Tradizioni e Simboli Ebraici MENORAH L a Menorah è un candelabro a sette bracci che nell antichità veniva acceso all interno del Tempio di Gerusalemme attraverso combustione di olio consacrato. Il progetto originale, la forma, le misure, i materiali e le altre specifiche tecniche si trovano per la prima volta nella Torah, nel libro dell Esodo, in corrispondenza delle regole inerenti il tabernacolo. Le stesse regole adottate poi per il Santuario di Gerusalemme. La Menorah è uno dei simboli più antichi della religione ebraica. Secondo alcune tradizioni la Menorah simboleggia il rovo ardente in cui si manifestò a Mosè la voce di Dio sul monte Horeb, secondo altre rappresenta il sabato (al centro) e i sei giorni della creazione. Evidenze dimostrano la sua derivazione da antichissime tradizioni indoeuropee mediate dagli ariani invasori nel nord della Mesopotamia nella prima metà del II millennio a.c., in particolare, vi è la corrispondenza con la divinità vedica Agni, che era rappresentata appunto con un fuoco a sette fiamme. Ovviamente questo scenario è in completa contraddizione con la tradizione della religione ebraica, che è rigidamente monoteista. Con la distruzione del Santuario di Gerusalemme molte tradizioni sono state riadattate ma non la Menorah che non ha collocazione liturgica, mantenendo quindi solo funzioni ornamentali, oppure come candelabro di illuminazione (non solo elettrica) in luoghi di riunione e di preghiera. Ancor oggi, la Menorah è un simbolo universale della religione ebraica. Il destino della Menorah originale è tuttora oscuro: fatta interamente d oro, d un sol blocco, venne con molta probabilità portata a Roma quando Tito conquistò la terra di Israele nel 70, come testimoniato da una raffigurazione sullo stesso Arco di Tito. Secondo alcune testimonianze non confermate, è rimasta a Roma fino al sacco di Roma del 455 finendo poi, dopo alterne vicissitudini, a Costantinopoli. Da qui in poi se ne perdono le tracce. La tradizione ebraica sostiene invece che la Menorah trafugata da Tito fosse una copia (come provato dalle incongruenze fra il bassorilievo raffigurato sull arco di Tito e la forma conosciuta della Menorah biblica). Quella vera sarebbe stata nascosta in previsione della distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme SHABBAT L o Shabbat è il settimo giorno della settimana (si comincia la settimana con la domenica). Comincia il venerdì sera al tramonto e finisce il sabato sera un ora dopo il tramonto. La festività è uno dei principi fondamentali del Giudaismo ed è la più importante della vita ebraica. Comincia la sera al tramonto come tutte le festività ebraiche perché è scritto nella Torah nella parte relativa alla creazione E fu sera e fu mattina. Gli orari dello Shabbat dipendono quindi dal luogo dove uno si trova e dal momento dell anno. Il giorno dello Shabbat deve essere l occasione di rallegrarsi in famiglia, di svuotare lo spirito delle preoccupazioni e dei doveri materiali della settimana, di studiare la Torah e di accogliere nella sua casa e nella sua mente l Oneg Shabbat, il benessere dello Shabbat, affinché seguano sempre il cammino del Creatore per portare sulla terra il regno del Bene. Il Venerdì sera vengono accese due candele come simbolo della luce che di sabato fa risplendere la casa. Il pasto del venerdì sera e del sabato a pranzo sono generalmente abbondanti. Sono presenti sulla tavola la Challah (pane fatto a treccia) per la quale si fa la benedizione del pane e il bicchiere per il Kiddush (vino kasher per la benedizione del vino). Generalmente vengono predisposte sulla tavola due challah sotto una tovaglietta con la scritta Shabbat Shalom (Sabato di pace). La Challah è generalmente fatta a forma di trecce, anche fino a dodici per ricordare l unione delle dodici tribù d Israele con Dio. La preghiera del Kiddush viene detta dall uomo della famiglia riempiendo un bicchiere di vino. Questa preghiera afferma che il Sabato è un giorno di ricordo sia della creazione del mondo sia dell uscita dall Egitto. Ogni Shabbat in sinagoga si legge la Parasha, brano settimanale della Torah, e la Haftarà, un brano dei Profeti. La Torah è divisa in 54 porzioni. L ultima (vézot haberakha) è letta il giorno di Sim hat Torah (festività). Per segnare la fine dello Shabbat sabato sera, si fa la Havdalà, cerimonia di separazione. Questa si fa recitando un apposita formula chiamata Attà Cholantanu e con quattro berachot (benedizioni). Occorrono un bicchiere di vino, dei rami profumati o un profumo e una candela accesa 19

20 la storia racconta La Cura è l Architettura dell Umanità E ra il 16 ottobre di otto anni fa, una giornata che conservava ancora in sé i colori più audaci dell autunno. Roma era tutta gialla e le foglie sugli alberi contrastavano l azzurro di un cielo libero. Giulia aveva 23 anni, occhi castani, lunghi capelli sempre raccolti in un foulard colorato. Un sorriso delicato e intenso che illuminava il viso di chiunque la guardasse. Giulia lavorava in una libreria in centro, le piaceva leggere e amava stare a contatto con la gente. Tutte le mattine attraversava la città con il suo motorino. Amava quel momento della giornata in cui c era solo lei, il vento e la luce chiara dei suoi pensieri. Non era preoccupata del futuro, era fiduciosa, allegra, sapeva di avere tutta la vita davanti. Ogni giorno costeggiava le mura dell Appia Antica, fino ad arrivare a Piramide, per poi abbracciare il Colosseo ed arrivare fino a Corso Vit- torio Emanuele II dove trascorreva tutta la giornata per poi tornare a casa la sera e studiare. Studiava architettura a Roma e i sacrifici, la stanchezza, il lavoro, erano niente se paragonati al suo sogno. Quella mattina, una piccola distrazione rischiò di compromettere i suoi progetti. Una rotaia del tram, una sterzata troppo veloce ed ecco Giulia per terra con una fitta lancinante al ginocchio. In quel momento il tempo rallentò la sua andatura. Istanti immobili. Giulia vedeva i suoi occhi piangere, sentiva il suo volto sull asfalto rovente, la guancia bruciare, il corpo gridare. Era immobile, era persa, era cosciente. Rottura del menisco: questa la diagnosi. Operazione. Riabilitazione. Ma nulla, Giulia non camminava. Sentiva solo dolore. Non poteva correre, non poteva ballare. Anche quello era dolore. Tutti i suoi progetti cancellati dal vento di una stupida 20

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