DOSSIER CRISI SIRIANA

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1 DOSSIER CRISI SIRIANA Dicembre BREVE STORIA DELLA SIRIA : In seguito alla dissoluzione dell Impero Ottomano, i territori siriani (incluso il Libano diventano un protettorato francese. 1944: La Repubblica Siriana diventa uno stato indipendente per la prima volta con i confini attuali : Periodo di instabilità politica, si succedono più di 20 governi : Unione di breve durata con l Egitto di Nasser sotto la spinta del panarabismo. 1963: il partito Baath (partito della Resurrezione Socialista Araba) prende il potere. 1970: Il ministro della difesa Hafez al Assad rovescia la dirigenza civile del partito e prende il potere : Dittatura di Hafez al Assad. Nessuna libertà politica, dura repressione degli oppositori. Favoreggiamento e promozioni per la comunità alauita (10% della popolazione) a cui appartiene Al Assad. Economia chiusa di ispirazione socialista, progressi moderati nella sanità e istruzione pubblica. 2000: Morte di Hafez al Assad, successione al potere del figlio Bashar al Assad : Dittatura di Bashar al Assad. Continuazione della repressione politica. Apertura economica in chiave capitalista, arricchimento delle classi agiate, aumento delle disparità.

2 2. CRONOLOGIA DELLA CRISI SIRIANA Dicembre 2010 / Febbraio 2011: rivoluzioni in Tunisia e in Egitto. Marzo / Aprile 2011: manifestazioni pacifiche in Siria, richiesta di riforme, repressione delle forze di sicurezza siriane. Maggio / Agosto 2011: manifestazioni pacifiche per la caduta del regime, aumento della repressione. Picco di partecipazione nell estate Settembre 2011 / Gennaio 2012: passaggio progressivo dei rivoluzionari alla lotta armata, costituzione dei primi gruppi d opposizione armata, tenuemente legati tra loro. Novembre 2011: espulsione della Siria dalla Lega Araba. Dicembre 2011 / Gennaio 2012: missione degli osservatori della Lega Araba, fallimento e ritiro. Febbraio 2012 / Marzo 2012: battaglia di Baba Amro a Homs, primo uso massiccio dell artiglieria contro quartieri residenziali da parte del regime, chiusura delle ambasciate occidentali. Aprile / Giugno 2012: missione degli osservatori dell ONU, fallimento e ritiro. Luglio / Agosto 2012: offensiva dell opposizione su Aleppo e su Damasco, primo uso dei bombardamenti aerei da parte del regime. Settembre 2012 / Febbraio 2013: generalizzazione del conflitto, discesa nella guerra civile. Marzo 2013: Conquista di Raqqa da parte dei ribelli, massima espansione dell opposizione. Giugno 2013: Riconquista di Qusayr da parte del regime, inizio del consolidamento del regime. Agosto 2013: attacco con armi chimiche nelle periferie di Damasco, più di morti. Settembre 2013: intervento occidentale annullato, accordo sulla distruzione delle armi chimiche siriane. Gennaio / Febbraio 2014: offensiva di un alleanza di gruppi ribelli contro ISIS (lo Stato Islamico ). Separazione dell opposizione in due campi contrapposti. Gennaio / Febbraio 2014: conferenza di pace Ginevra 2 tra regime e opposizione. Fallimento dell incontro senza nessun accordo. Maggio 2014: fine della battaglia di Homs, evacuazione degli ultimi combattenti ribelli rimasti. Giugno 2014: conquista di Mosul e espansione folgorante di ISIS in Iraq e nel nord-est della Siria. Interconnessione delle due crisi in Iraq e in Siria. Agosto 2014: intervento occidentale in Iraq. Settembre 2014: intervento occidentale in Siria. Inizio battaglia di Kobani tra ISIS e YPG (la milizia curda siriana). Ottobre / Dicembre 2014: contenimento dell avanzata di ISIS. Situazione di stallo, rari cambiamenti delle linee del fronte. Prolungamento della guerra senza soluzione in vista.

3 3. SITUAZIONE POLITICO-MILITARE Cartina politico-militare della Siria, ottobre 2014 Quattro raggruppamenti politico-militari si dividono attualmente il controllo della Siria: 1) Il regime siriano (in verde) con i resti dell esercito regolare, una serie di milizie pro-regime, e l aiuto di combattenti stranieri dell Hezbollah libanese e di alcune milizie sciite irachene. 2) L opposizione siriana (in viola), frammentata in numerosi gruppi armati indipendenti tra loro, inclusi gruppi nazionalisti moderati, gruppi islamisti e gruppi jihadisti. 3) ISIS o lo Stato Islamico (in arancione), i cui effettivi comprendono migliaia di jihadisti stranieri. 4) Le forze curde siriane del PYD / YPG (in rosso), associate al PKK, il gruppo ribelle curdo in Turchia, e sostenute da centinaia di combattenti curdi turchi e iracheni.

4 Il regime siriano concentra i suoi sforzi militari contro l opposizione siriana, in particolare ad Aleppo e Deraa, nel tentativo di darle il colpo di grazia. L opposizione lotta per la sopravvivenza sia contro il regime siriano sia contro l avanzata di ISIS. Le forze curde mirano a difendere i loro confini e a rafforzare la loro gestione autonoma dei territori curdi. ISIS punta a massimizzare il proprio potere e l estensione del suo territorio con offensive opportunistiche contro tutte le altre tre forze in campo. Una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti e comprendente alcuni paesi arabi del Golfo interviene militarmente in Siria da settembre Il suo ruolo si limita a frenare l avanzata dell ISIS con bombardamenti circoscritti e ad appoggiare le forze curde a Kobani. La strategia della coalizione nei confronti del regime e dell opposizione al momento non è chiara. 4. VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI Tutti gli attori armati in Siria commettono abusi e violazioni dei diritti umani, ma ciascuno in misura diversa e con diversi livelli di responsabilità. 1) Il regime siriano, con il suo apparato repressivo e la sua potenza di fuoco superiore, è responsabile di una parte importante delle morti e degli abusi. In particolare: a. Bombardamenti massicci di quartieri residenziali con aerei, artiglieria, barili esplosivi b. Sparizione forzata, tortura, assassinio di decine di migliaia di oppositori c. Assedio di villaggi e quartieri, blocco degli aiuti umanitari alle zone d opposizione d. Persecuzione del personale medico e bombardamento degli ospedali in zona nemica 2) ISIS commette crimini su scala più ridotta ma con un livello di violenza molto efferato. Mette in scena e pubblicizza la sua violenza come tattica di guerra per terrorizzare i suoi nemici o per provocare una loro reazione non controllata. È colpevole in particolare di: a. Arresti arbitrari, condanne senza processo, torture ed esecuzioni pubbliche b. Indottrinamento e addestramento militare di bambini c. Massacro di attivisti d opposizione, soldati regolari, popolazioni 3) I gruppi armati d opposizione commettono violazioni dei diritti umani su scala diversa a seconda di ciascun gruppo e della sua ideologia. Alcuni gruppi si sono macchiati di: a. Attentati con autobomba e bombardamenti con mortaio in quartieri residenziali b. Arresti arbitrari, tortura, assassinio di collaboratori con il regime e di membri di gruppi ribelli concorrenti c. Assedio e rappresaglie armate contro popolazioni civili pro-regime 4) Il partito curdo PYD e la milizia associata YPG hanno commesso violazioni e abusi in misura minore rispetto agli altri raggruppamenti. In particolare hanno commesso atti di repressione, assassinii ed espulsioni forzate ai danni dei loro oppositori politici tra i curdi siriani.

5 5. LE CIFRE CHIAVE DEL CONFLITTO Popolazione siriana nel 2011: 23 milioni Persone uccise nel conflitto: più di 200,000 Persone ferite nel conflitto: circa 700,000 Persone in bisogno di assistenza umanitaria in Siria: più di 10 milioni Sfollati all interno della Siria: circa 6,5 milioni Rifugiati in altri paesi del Medio Oriente: più di 3 milioni Distribuzione geografica degli sfollati e dei rifugiati siriani in Medio Oriente, novembre 2014

6 6. LA SITUAZIONE UMANITARIA IN SIRIA La situazione umanitaria è catastrofica in molte zone del paese. Le regioni in cui la popolazione è in urgente necessità di aiuto includono: a. I villaggi e i quartieri sotto assedio. b. Le regioni gravemente colpite dai combattimenti e dai bombardamenti. c. Le regioni di difficile accesso, isolate dalla costa e dai paesi confinanti. La situazione è grave anche nelle zone risparmiate dai combattimenti, come i quartieri centrali di Damasco e le regioni costiere, in particolare per milioni di sfollati interni e di persone rimaste senza casa e senza lavoro. I fattori principali della crisi umanitaria sono: La distruzione di decine di migliaia di case e la mancanza di sicurezza e di alloggio. Tantissimi rifugiati abitano in casa di parenti o in alloggi di fortuna. La scarsità di cibo, acqua, carburante, elettricità. Lavarsi, cucinare, Illuminare e scaldare le abitazioni è molto costoso e complicato. La crisi economica, l inflazione, l impossibilità di lavorare. I prezzi dei prodotti di base sono triplicati dall inizio della crisi. Milioni di persone sopravvivono solo grazie agli aiuti. L interruzione degli studi di milioni di bambini e di giovani studenti universitari. Oltre un quinto delle scuole siriane sono state distrutte o abbandonate. Il crollo del sistema sanitario. Metà degli ospedali pubblici siriani sono stati distrutti o danneggiati. Centinaia di dottori sono stati uccisi, molti altri sono scappati dal loro paese. La mancanza di assistenza alle persone con handicap, agli amputati, ai malati cronici. Il traumatismo e l impatto del conflitto sulla salute mentale, in particolare dei bambini. 7. LA SITUAZIONE UMANITARIA NEI PAESI DI RIFUGIO La situazione nei paesi confinanti (Libano, Turchia, Giordania e Iraq) è meno catastrofica di quella all interno della Siria, ma rimane difficile e drammatica per oltre tre milioni di rifugiati. Esauriti poco a poco i loro risparmi, perduta la benevolenza delle popolazioni d accoglienza con il prolungarsi della crisi, i rifugiati siriani si trovano di fronte a una serie di gravi problemi: Le frontiere attorno alla Siria sono quasi completamente chiuse. I paesi confinanti respingono decine di migliaia di siriani ogni mese. Scappare dalla Siria è ormai difficilissimo. I problemi d alloggio: circa un quarto dei rifugiati trova alloggio in un campo profughi attrezzato. Tutti gli altri devono arrangiarsi pagando un affitto in case fatiscenti, edifici in costruzione, tende raffazzonate. Il costo della vita nei paesi frontalieri è troppo alto, le opportunità di lavoro sono molto scarse e molti lavoratori siriani vengono sottopagati e sfruttati.

7 Le difficoltà di accesso ai servizi sanitari e alle scuole. In Libano in particolare, il sistema sanitario è quasi interamente privatizzato ed è molto caro. Il traumatismo legato alle violenze subite in Siria, all abbandono della propria terra e l esilio forzato, la rottura dei legami familiari, il senso di abbandono e d impotenza. La discriminazione da parte delle popolazioni d accoglienza. Le tensioni tra rifugiati siriani e residenti locali sono in aumento, in particolare in Libano. 8. I RIFUGIATI SIRIANI IN ITALIA E IN EUROPA L arrivo dei rifugiati siriani in Italia: - Sbarchi 2011: 328 siriani - Sbarchi 2012: 582 siriani - Sbarchi 2013: oltre (su migranti totali) - Sbarchi 2014 (primi 8 mesi): (su migranti totali) I siriani costituiscono quindi circa un quarto del totale. Questi numeri, per quanto elevati, sono molto ridotti rispetto ai milioni di siriani accolti nei paesi del Medio Oriente. La maggior parte dei siriani sbarcati in Italia prosegue il viaggio verso l Europa del Nord. Dopo una tappa alla stazione di Milano, i rifugiati partono in macchina con dei contrabbandieri. Le principali mete dei siriani sono la Svezia e la Germania. I principali problemi dei rifugiati siriani in Italia: 1) Secondo il Regolamento europeo Dublino II, il migrante è obbligato a richiedere protezione internazionale nel primo stato dell Unione Europea in cui è arrivato. Molti siriani desiderosi di installarsi nell Europa del Nord sono quindi costretti a restare in Italia, un paese in cui la comunità di origini siriane è ridotta e le opportunità di lavoro sono scarse. 2) Dopo un anno di Operazione Mare Nostrum, in cui la marina italiana ha salvato circa 150,000 migranti in mare, l Unione Europea ha rifiutato di sostenerla e ha varato l Operazione Triton, molto più limitata e meno efficace. Il rischio di morte per naufragio è di nuovo aumentato. 3) L accoglienza per i richiedenti asilo varia molto a seconda delle regioni e dei singoli centri di accoglienza. I requisiti minimi di vivibilità, dignità e privacy non vengono sempre garantiti. 4) Le campagne di criminalizzazione dei migranti da parte di alcuni giornali e partiti, senza distinzione tra migranti economici e richiedenti asilo in fuga da paesi in guerra, aumentano il rischio di discriminazione e di violenza contro i rifugiati.

8 9. FONTI D INFORMAZIONE SULLA SIRIA A) Siti Internet (Situazione umanitaria): Focus on Syria: Relief Web: reliefweb.int/country/syr B) Siti Internet (Diritti umani): Amnesty international: Campagna sui rifugiati in Europa: Human rights watch: Commissione ONU: C) Siti Internet (Attualità e analisi): SiriaLibano: Osservatorio Iraq: Syria Deeply: Osservatorio per i diritti umani: D) Libri Siria, Dagli ottomani agli Asad, E oltre - Lorenzo Trombetta (Mondadori, 2013) Taccuino siriano: 16 gennaio-2 febbraio Jonathan Littell (Einaudi, 2012) Pas de printemps pour la Syrie - François Burgat, Bruno Paoli e altri (La Découverte, 2013) E) Film Border Alessio Cremonini (2013) Io sto con la sposa Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry (2014)

9 10. ASSOCIAZIONI UMANITARIE IN SIRIA Il lavoro umanitario più efficace all interno della Siria viene svolto da una serie di associazioni della società civile e di comitati locali. Elenchiamo qui sotto tre organizzazioni franco-siriane con cui Focus on Syria ha stabilito dei rapporti di collaborazione e di fiducia nel corso degli ultimi tre anni. Indichiamo inoltre due organizzazioni internazionali impegnate in maniera coraggiosa ed efficace negli aiuti umanitari in Siria e nella difesa dei diritti umani. Nei siti Internet di queste organizzazioni potete trovare informazioni sulle loro attività e indicazioni per sostenere il loro lavoro attraverso una donazione. Gruppi della società civile: Life for Syria: life4syria.wordpress.com / Chams: https://fr-fr.facebook.com/chams.collectifsyrie / Alwane: / Organizzazioni internazionali: Medici Senza Frontiere: Human Rights Watch: https://secure.hrw.org/site/c.nliwign2jwe/b /k.4011/donate_to_defend_human_rights /apps/ka/sd/donor.asp?msource=nav

10 11. LA RETE FOCUS ON SYRIA Focus on Syria è una rete di giornalisti, fotografi e operatori umanitari, attualmente al lavoro per testimoniare sulla crisi siriana e per portare aiuto ai siriani in difficoltà. L obiettivo di Focus on Syria è di documentare l impatto del conflitto siriano sulla popolazione civile e di sensibilizzare il pubblico italiano ed europeo. A partire da novembre 2012, Focus on Syria ha realizzato i seguenti progetti: 1) La mostra Rifugiati nel racconto, con decine di fotografie e di testimonianze dei rifugiati siriani in Libano e in Giordania. La mostra sta facendo il giro dell Europa. Tra marzo 2013 e dicembre 2014 è stata esposta a Tunisi, Parigi, Venezia, Lecce, Bari, Bordeaux, Tolosa, Montpellier, Ferrara e Trieste. 2) Il sito attivo dall inizio del 2013, con notizie, testimonianze, articoli d analisi, gallerie fotografiche e video. Ogni mese vengono pubblicati una serie di articoli sulla crisi siriana in tre lingue: italiano, francese e inglese. 3) Il film documentario Due paesi, un esilio, con immagini e testimonianze dei rifugiati siriani scappati in Kurdistan iracheno. Il film è stato prodotto a dicembre 2014 e sarà diffuso nel 2015 attraverso festival di cinema, televisione, cineforum e proiezioni dal basso. 4) Il ciclo di conferenze Una sera per la Siria. Tra ottobre e novembre 2014 Focus on Syria ha realizzato 15 conferenze di informazione e dibattito sulla crisi siriana, in altrettante città italiane e francesi. La rete Focus on Syria è aperta al contributo e alla collaborazione di tutte le persone interessate alla Siria e desiderose di diffondere un informazione obiettiva e precisa sulla crisi. Per più informazioni: Per contatti: Per iscriversi alla newsletter mensile: inserire l indirizzo mail nel modulo a destra sulla pagina principale del sito.

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