Gli Speciali di Ship2Shore Shipping & Finanza

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1 Gli Speciali di Ship2Shore Shipping & Finanza Numero 12, supplemento al n.30/2010 del 26 Luglio Direttore Responsabile: Angelo Scorza

2 Banche e armatori, gioie e dolori Cresce il ruolo delle banche italiane nello shipping ma c è ancora molta strada da fare 3 INDICE SHIPPING&FINANZA - Il cauto ottimismo di Unicredit Se la crisi dello shipping internazionale ha avuto e sta ancora avendo effetti tanto devastanti sulle società armatoriali una piccola parte di responsabilità non si può che attribuire anche al mondo della finanza. Tralasciando il ruolo degli speculatori finanziari che hanno creato disordine sul mercato contribuendo ad alimentare una bolla scoppiata dopo l estate del 2008, anche gli istituti di credito non sono esenti da colpe per come hanno gestito alcune operazioni negli anni d oro precedenti alla caduta. La pessima figura fatta dai grandi maestri stranieri dello shipping finance che lavoravano per Royal Bank of Scotland e HSH Nordbank non può essere una scusante di fronte alla concessione di leve finanziarie sproporzionate (in taluni casi anche al 90%) e alla fiducia incondizionata riposta nel nome di una famiglia dalla lunga tradizione armatoriale. La ciclicità dello shipping è un assunto fondamentale che si studia fin dai tempi dell università o degli istituti tecnico-nautici ma che qualcuno ha perso di vista o forse non conosceva. I segnali positivi dal mondo della finanza in Italia non mancano. Il comportamento adottato dai maggiori istituti di credito equipaggiati con un desk shipping all indomani della crisi è stato assolutamente encomiabile. Si è preferito ragionare con la controparte armatoriale sul come uscire dall impasse rinegoziando termini e clausole contrattuali ma in (quasi) nessun caso c è stato un dietrofront totale. Il fatto, però, che gli ultimi 16 mesi siano trascorsi a ricontrattare accordi firmati tra il 2005 e il 2008 significa che molti errori erano stati commessi soprattutto nell alimentare una crescita irrazionale del portafoglio ordini e l espansioni di flotte di operatori che fino a poco tempo prima non avevano navi di proprietà. La crisi ha sicuramente fatto piazza pulita nel mercato del credito allontanando qualche nuovo entrante del mondo finanziario rimasto affascinato da quel mondo fatto di navi, soldi e rotte internazionali. In Italia i maggiori istituti di credito stanno investendo nella creazione di reparti specializzati in shipping finance con professionisti che si dedicano a tempo pieno al mondo degli armatori e all economia del mare. Un segnale confortante accolto con favore anche dal mondo armatoriale che finalmente può trovare controparti serie e professionisti competenti direttamente sul mercato del credito domestico. Le uniche perplessità per il futuro sono legate all entrata in vigore delle nuove normative imposte da Basilea 3 che rischiano di complicare la vita alle compagnie armatoriali visto che le banche dovranno essere sempre più selettive nell erogare finanziamenti. Chissà che l attenzione degli armatori tricolore non si rivolga verso il private equity e i listini borsistici Articoli e interviste a cura di Nicola Capuzzo Perché lo shipping italiano non mira a crescere tramite fusioni e acquisizioni? - Vi spiego le potenzialità del private equity come partnership - La contrattazione della clausola security margin - La ricetta per superare a testa alta la crisi - La solidità degli armatori italiani di fronte alla crisi Il trasporto marittimo continuerà a essere cruciale per la crescita globale - Il nuovo che si affaccia allo shipping finance - Anche Cariparma investe nello shipping italiano - Shipping e nautica nel DNA ligure - La banca al supporto di marmo, navi e cantieri Gli Speciali di Ship2Shore Redazione Servizi Speciali di Ship2shore - Direttore Responsabile: Angelo Scorza - Ship2Shore - Via Felice Romani 8/2a, 16122, Genova Tel Fax

3 Il cauto ottimismo di Unicredit Zanieri: Siamo moderatamente fiduciosi sul dry mentre nel liquid bulk la ripresa sarà fragile Essere vicini ai protagonisti dello shipping italiano e sostenerne i piani strutturati di crescita e di sviluppo, supportando operazioni intelligenti ed esaminando con attenzione ogni singolo progetto basato su dettagliati business plan economici e finanziari. E questo l obiettivo che si è posto UniCredit Group e che ha permesso al nostro istituto bancario di stare al fianco degli operatori del settore anche nei momenti di difficile congiuntura, come i mesi appena trascorsi. D altro canto l attenzione del nostro gruppo nei confronti del mondo dello shipping non è certo cosa estemporanea o recente: prova ne è la creazione di un apposita struttura di Shipping Finance all interno della product line F&A della divisione Corporate and Investment Banking di UniCredit. Dopo aver chiuso un 2009 veramente difficile il mercato del trasporto marittimo, pur con alcune differenze tra i vari settori, ha mostrato segni di miglioramento e si avvia verso una lenta ripresa. Massimo Zanieri Nonostante sia difficile fare previsioni e considerazioni sul futuro dei traffici visto che i mercati sono estremamente volatili e condizionati da fattori non solo economici, si può dire tuttavia che, per quel che riguarda il settore del trasporto di rinfuse secche, nonostante il crollo del Baltic Dry Index (giunto ai minimi degli ultimi 8 mesi) e il costante problema dell orderbook, siamo moderatamente ottimisti visto che i commerci e la domanda di trasporto dovrebbero crescere nei prossimi mesi. Sul versante delle rinfuse liquide il miglioramento del quadro economico, in particolare nei paesi emergenti, sta favorendo una maggiore domanda di prodotti petroliferi: possiamo parlare di ripresa ma è una ripresa fragile. UniCredit ha chiuso nel 2010 importanti operazioni di finanziamento finalizzate all acquisto da parte delle società amatoriali di nuove unità navali, per potenziare le flotte di proprietà e sviluppare strategie di differenziazione del business. Tra i partner principali (solo per citarne alcuni) si segnalano Michele Bottiglieri Armatore, Vroon Offshore Italia e Anchor Marine Ltd (Gruppo Augustea). Massimo Zanieri Coordinatore struttura Shipping Finance di UniCredit Corporate Banking Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

4 Perché lo shipping italiano non mira a crescere tramite fusioni e acquisizioni? Gori (MPS Capital Services) fa un bilancio sullo shipping finance e solleva un argomento che è quasi un tabù MPS Capital Services è stata recentemente protagonista, insieme con SACE e Bancosta Finance, di un operazione di finanziamento che rappresenta una novità importante nel panorama dello shipping italiano. Dopo un accurata due diligence, SACE ha concesso una garanzia coprendo al 50% il rischio di default sul finanziamento da 44 milioni di euro che la società armatoriale Finaval utilizzerà per prendere in consegna dal cantiere sudcoreano Samsung Heavy Industries una petroliera Aframax da tonnellate di portata lorda. La nostra Banca non ha mai fatto mancare il proprio supporto agli armatori nemmeno nel 2009: abbiamo un portafoglio di finanziamenti nel settore shipping che vale un 1,1 miliardi di euro di cui 800 milioni concessi prima del 2008 e circa 300 milioni tra il 2009 e il MPS non ha mai fatto un passo indietro nel settore armatoriale nemmeno nei momenti critici quando abbiamo preferito incontrarci e confrontarci con gli armatori rinegoziando, se necessario, le condizioni e i dettagli dei finanziamenti ma comunque cercando sempre di arrivare a una soluzione che non compromettesse il buon lavoro fatto fino a quel momento. Dunque, per quanto mi risulta, il sistema bancario italiano ha sostanzialmente continuato a fare la sua parte con la propria clientela domestica. Abbiamo visto invece che alcune banche straniere si sono affacciate al mercato italiano promettendo grandi cose salvo poi ritirarsi quando le cose si stavano mettendo male. Qualche errore anche da parte del mondo bancario è stato commesso. Sicuramente il sistema ha sbagliato a finanziare soggetti entrati nel mercato con atteggiamenti e attitudini prevalentemente speculativi e poi anche le leve finanziarie esageratamente sbilanciate sul debito rispetto all equity hanno contribuito ad aggravare la crisi finanziaria nel settore dello shipping. Noi possiamo dire di non aver contribuito ad alimentare questo circolo vizioso perché in passato abbiamo dato fiducia solo agli armatori veri e non agli Gabriele Gori speculatori. Anche oggi continuiamo a supportare solo chi conosce bene il mestiere dell armatore, chi garantisce trasparenza e chi dispone di una struttura societaria snella. Avere piani industriali seri è un buon punto di partenza. Banca e società armatoriale devono capire a analizzare insieme il business plan; poi è necessario tornare a leve più contenute con contribuzione di equity più coerenti da parte degli armatori. A queste condizioni MPS Capital Services non farà mancare il proprio supporto come dimostra il fatto che negli ultimi 16 mesi abbiamo finanziato 10 nuove navi sulle 60 unità in portafoglio. Il mio appello agli armatori è il seguente: operino con più prudenza ricercando remunerazioni più coerenti. La domanda di trasporto internazionale è prevista in crescita per cui non c è motivo di dubitare che le prospettive per questo settore siano promettenti. Se dovessi esaminare cosa manca allo shipping italiano per crescere e arrivare ad avere un peso dimensionale ed economico maggiore chiamerei in causa i pochi i casi di M&A; la crescita dimensionale per acquisizioni non viene presa in considerazione quasi da nessuno, diversamente dal settore ad esempio dell industria. Gli armatori italiani per crescere comprano navi ma raramente pensano che potrebbero puntare anche ad acquisire un loro concorrente che in breve tempo gli consente di ingrandire la propria dimensione economica, la propria organizzazione e la flotta. Si sa che gli armatori italiani hanno un approccio spesso individualista e preferiscono mantenere il proprio assetto organizzativo che nasce da approcci differenti all armamento. Ciò non toglie che in diversi casi, se due aziende sono complementari o hanno una mentalità imprenditoriale simile, la strada dell acquisizione possa rivelarsi quella meno rischiosa e più vantaggiosa. Gabriele Gori Vicedirettore generale di MPS Capital Services Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

5 Vi spiego le potenzialità del private equity come partnerhip Vettosi (Venice Shipping & Logistics) sottolinea l utilità di questo strumento come leva per lo sviluppo piuttosto che come alternativa al finanziamento Purtroppo il tema del Private Equity assurge ad argomento di interesse, in particolare con riferimento allo shipping, nei momenti di slow-down del mercato. Ciò conferma la scarsa visibilità e conoscenza di questa rilevante componente di supporto finanziario che, in particolare nei Paesi Anglosassoni, svolge un ruolo importante nel tessuto produttivo. Risulta abbastanza evidente che il Private Equity, nel vissuto comune, viene individuato come una modalità di finanziamento, quasi alternativa al tradizionale finanziamento bancario. Si tratta di una visione completamente errata per ragioni tecniche e teoriche; tale visione genera infatti, molto spesso, un confronto tra modalità completamente non omogenee. Paradossalmente il Private Equity Investor, seppur socio di capitale di rischio, viene considerato dall armatore una contro-parte, quasi in analogia a una Banca, e non come un partner. In effetti, l errore comportamentale, sta proprio nel considerare le diverse forme come alternative e non integrative; non esiste Private Equity senza Leva Finanziaria e viceversa. Mai come in questo periodo la struttura finanziaria ideale delle imprese di shipping richiede un blend delle diverse componenti. In sostanza, schematizzando: L Attività di Shipping è caratterizzata da rischi operativi sistematici (ovvero non governabili); L Attività di Shipping si sta evolvendo da Pure Asset Playing ad Attività di Logistica Industriale. Dalle due precedenti considerazioni ne deriva che l armatore deve tendere a sviluppare un equazione imprenditoriale diabolica: ovvero svilupparsi in un settore ad alta intensità di capitali e con rilevanti rischi operativi. Pertanto l atteggiamento strategico dal punto di vista finanziario consiste nel controllare più asset (Navi) possibili, pur mantenendo un adeguata flessibilità finanziaria. In questo contesto il Private Equity può svolgere un ruolo corretto e garantire uno sviluppo equilibrato consentendo all armatore di conseguire lo sviluppo dimensionale e dedicarsi anche alla crescita delle competenze in termini di organizzazione e risorse umane. Ma quale dev essere l approccio delle parti affinché la combinazione abbia successo? Il Private Equity opera con un approccio spesso didascalico, quasi canonico. Ormai alcune condizioni di base rappresentano pietre miliari di cui ognuno di noi (anche non addetti ai lavori) ha piena conoscenza; ad esempio: La volontà di implementare una struttura organizzativa parzialmente spersonalizzata; La redazione di un Piano Industriale attendibilmente perseguibile e teso alla valorizzazione dell azienda; Un adeguata disciplina dei rapporti con le parti correlate; Una comune visione sulla way-out che non può essere costituita unicamente dall ipotetica quotazione, che spesso si rivela una chimera indefinibile nei tempi e nella fattibilità (basti pensare che in Italia oltre il 70% dei disinvestimenti non avviene attraverso la quotazione); Una Governance aziendale mirante a valorizzare le competenze anche del Partner finanziario. Con specifico riferimento allo shipping ritengo che sia molto difficile riscontrare la coesistenza delle predette condizioni, tutte contemporaneamente, in un azienda armatoriale e ritengo che questo sia il maggior limite che abbia frenato lo sviluppo di iniziative di investimento da parte di Private Equity nel settore shipping. Pur tuttavia, lo shipping è dotato di due caratteristiche che consentono di applicare i concetti di Fabrizio Vettosi Private Equity in maniera più mitigata, limitandola a porzioni di business (Divisioni o Navi), ciò essenzialmente per le due seguenti caratteristiche: Si tratta di aziende Divisionalizzate (ogni nave costituisce quasi un Ramo d Azienda ); La liquidità degli asset elimina una delle principali criticità per il Private Equity costituita dalla way-out. Nulla toglie che, quello che potremmo definire con il termine Private Equity Asset possa evolversi, invece, all intera azienda, laddove la relazione parziale possa trasformarsi in un duraturo matrimonio. In ultimo, attenti a non confondere iniziative di puro investimento passivo e speculativo (es.: KG e KS) con il Private Equity. Le prime costituiscono degli effettivi succedanei del debito, le seconde, come già detto delle pure partnership. Fabrizio Vettosi Direttore generale di Venice Shipping & Logistics Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

6 La contrattazione della clausola security margin Samela (Watson Farley Williams) analizza uno degli aspetti più delicati del contratto di finanziamento navale Il trend espansivo dei traffici marittimi ha raggiunto il suo apice nei primi mesi del 2008, per poi evidenziare un significativo rallentamento a seguito della crisi economica che ha colpito i mercati finanziari. Il 2009 ha segnato l inizio di una fase critica per il mercato mondiale dello shipping, che ha registrato (i) una contrazione rilevante dei volumi movimentati e della capacità di trasporto, (ii) un forte calo delle rate di nolo, scese, in alcuni settori, al di sotto dei livelli di break-even, (iii) un rilevante problema di oversupply, causato dalle politiche di potenziamento della flotta perseguite nella fase espansiva del ciclo, (iv) una significativa revisione dei piani di investimento degli armatori, con la cancellazione degli ordinativi di nuove navi e la razionalizzazione dei servizi, e (v) una rilevante riduzione del portafoglio ordini dei cantieri navali, connesso al fenomeno dell annullamento di ordinativi confermati, che ha generato crescenti difficoltà finanziarie per il settore della cantieristica navale. Tutto ciò ha influito in misura rilevante sul valore delle navi, siano esse newbuilding o second-hand, determinandone una forte contrazione, nell ordine, in alcuni casi, del -20%. La diminuzione del valore di mercato delle navi ha, conseguentemente, avuto ripercussioni sulle variabili economiche e sulle garanzie che l armatore è tenuto a fornire alle banche nell ambito di un operazione di finanziamento. Basti pensare al c.d. Security Margin ovvero il rapporto tra il valore di mercato della nave ed il finanziamento outstanding. Nei contratti di finanziamento le banche richiedono all armatore di garantire che, Furio Samela per tutta la durata del finanziamento, tale rapporto non scenda, solitamente, al di sotto del 120% / 130% del finanziamento in essere. Con la crisi economica molti armatori hanno visto scendere il valore delle loro navi ben al di sotto del 120% / 130%, trovandosi, pertanto, (i) in violazione della clausola che prevedeva il security margin come concordata prima che la crisi scoppiasse e (ii) nella necessità di fornire garanzie supplementari oppure di rimborsare anticipatamente quella parte di finanziamento necessaria a ripristinare il suddetto rapporto. Questo ha fatto sì che gli armatori e le banche tendano oggi a porre maggiore attenzione che in passato rispetto alla negoziazione di clausole relative al security margin. In tale contesto, il ruolo dei consulenti legali è diventato estremamente importante, in quanto sono chiamati a contemperare gli opposti interessi delle banche e degli armatori. Le questioni su cui i legali delle rispettive parti devono solitamente confrontarsi e scontrarsi riguardano la determinazione del rapporto minimo tra il valore della nave ed il finanziamento, la periodicità della valutazione del valore di mercato della nave, la ripartizione dei costi connessi a tale valutazione e l individuazione preventiva e nominativa dei broker indipendenti che dovranno effettuare la valutazione stessa. Furio Samela Responsabile dipartimento Shipping Finance di Watson Farley Williams in Italia TRACCIAMO INSIEME LA ROTTA VERSO IL SUCCESSO. UniCredit Corporate Banking mette a disposizione delle imprese una task force di professionisti con una consolidata expertise nel settore, a diretto contatto con il centro di competenza europea, Global Shipping del Gruppo UniCredit e consolidati rapporti di collaborazione diretta con i principali broker italiani e con i più importanti studi legali specializzati nello shipping finance. Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

7 La ricetta per superare a testa alta la crisi Casani (Studio Casani e Associati): Non è certo con l applicazione fiscale di clausole contrattuali tipo loan to value che il sistema si può riprendere Il sistema bancario e l armamento italiano hanno oggettivamente resistito meglio di altri paesi allo tsunami economico finanziario che dalla metà del 2008 ha investito l economia mondiale. La migliore reazione e posizione del sistema italiano non sono casuali ma vanno ricondotte all approccio realistico e prudente che armatori e banche hanno avuto di fronte al mercato. Nel periodo del boom, non si sono fatti ammaliare dalle sirene di facili guadagni da operazioni speculative, mantenendo un saldo e concreto legame con la realtà e le richieste effettive del mercato. Dietro ogni investimento c era sempre un progetto industriale valutato attentamente. La crisi, tuttavia, ha creato ugualmente difficoltà e nonostante non sia ancora stata superata, si può dire sia stato toccato il fondo. Quali strategie assumere? Il problema si potrebbe suddividere in due punti: strategia per investimenti effettuati in periodi precedenti la crisi e strategia per investimenti durante la crisi. Strategia per investimenti effettuati in periodi precedenti la crisi. L armamento, specie per il settore tankers, chimico e petrolchimico, dato l andamento dei mercati, sta ancora soffrendo perché i noli, pur in ripresa, non hanno ancora raggiunto livelli adeguati. Occorre quindi molta comprensione e responsabilità da parte del sistema bancario per sostenere aziende e armatori di comprovata esperienza e reputazione, per assisterli in questo momentaneo periodo di difficoltà. Non è certo con l applicazione fiscale di clausole contrattuali tipo loan to value che il sistema si può riprendere: è come fare un salasso ad un organismo già anemico che ha tutti i requisiti per riprendersi. Un provvedimento raccomandabile è una riedizione dell Avviso Comune del 3 agosto 2009, Accordo tra Abi e Confindustria con l intervento del Ministero dell Economia, secondo cui i pagamenti delle quote capitali dei finanziamenti e leasing a medio termine, scadenti nei dodici mesi, sono stati spostati al termine del periodo di ammortamento. Di fatto si è trattato di un provvedimento a costo zero per tutti, banche, società e Stato, di grande portata e utilità. Non essendo cambiato il quadro economico è più che mai necessario riproporlo per un altro anno. Del provvedimento ne usufruirebbe in maniera decisiva lo shipping che è il settore capital intensive per eccellenza, permettendo a moltissimi piccoli e medi armatori di recuperare competitività e forza commerciale nei mercati internazionali. In questa direzione dovrebbero impegnarsi fortemente tutte le associazioni di categoria. 2) Strategia per investimenti durante la crisi. In questo momento di crisi, paradossalmente, nascono interessanti opportunità poiché i prezzi delle navi, resales o di seconda mano, sono particolarmente bassi e convenienti e i tassi di interesse sono a livelli molto contenuti. Quindi, chi ha progetti, mezzi propri adeguati, ha convenienza a procedere con investimenti che presentano prospettive incoraggianti non solo nel breve periodo ma anche e soprattutto a medio termine. Il sistema bancario, per le stesse motivazioni, ha interesse a sostenere gli armatori in queste iniziative. In questo momento, infatti, il finanziamento navale rispetto agli anni precedenti è più conveniente e sicuro anche per le banche. Proprio i prezzi bassi di acquisto e le prospettive incoraggianti dei noli nel medio termine, garantiscono remuneratività dell investimento e mantenimento del valore patrimoniale nel tempo. Un altra idea con ripercussioni estremamente positive sarebbe un provvedimento legislativo che concedesse un premio per la demolizioni di navi Giancarlo Casani vetuste, soprattutto navi passeggeri e traghetti oltre i trent anni, condizionato alla costruzione di nuove navi. Esso permetterebbe di eliminare numerose navi veramente vecchie (la flotta traghetti passeggeri è abbastanza datata), con beneficio per la sicurezza della vita in mare, i consumi e l inquinamento, contribuendo a rilanciare anche l attività cantieristica ancora in grande difficoltà. In definitiva, pur consapevoli delle difficoltà del momento, il Governo dovrebbe dimostrare un concreto interessamento allo shipping, settore dichiarato da tutti vitale per il rilancio dell economia, avendo il più grande rapporto tra investimento e ritorno economico, addirittura 1 a 3/5, con ripercussioni dirette sull occupazione e sul PIL. La situazione rimane difficile, ma se tutte le parti in causa faranno la propria parte, in tempi ragionevolmente brevi lo scenario potrebbe cambiare radicalmente. I presupposti ci sono tutti. Giancarlo Casani Direttore di Ancanap e titolare dello Studio Casani e Associati Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

8 La solidità degli armatori italiani di fronte alla crisi Secondo Cesare Pozzi (Mediocredito Centrale) hanno resistito meglio di altri alla congiuntura economica negativa del 2009 Negli ultimi anni l Italia è tornata a far parte del gruppo delle principali marine mercantile del mondo sia per il ritorno alla bandiera italiana, anche a seguito della più favorevole normativa introdotta, da parte della maggioranza dei principali operatori nazionali, sia per gli importanti investimenti effettuati nel settore. Tale situazione influenza positivamente una serie di fattori, per esempio agevola il ruolo italiano negli scambi internazionali; consente di mantenere un rilevante presidio di professionalità marittime operanti nel terziario (broker assicurativi, studi legali specialistici, ecc.), particolarmente apprezzate all estero; offre una soluzione alternativa ed eco-compatibile al trasporto terrestre di fronte al costante incremento dei flussi di merci; impatta sul turismo nazionale che ne trae un reale beneficio. La crisi finanziaria del 2008 e la profonda crisi industriale che ne è seguita non hanno modificato sostanzialmente il quadro dell economicità del settore. In particolare, gli armatori italiani hanno resistito meglio di altri alla congiuntura economica negativa del 2009 grazie a una gestione oculata dei propri investimenti. che hanno preferito effettuare nell ambito di realtà armatoriali già avviate piuttosto che ricorrendo a società di scopo. Queste ultime, caratterizzate da una scarsa patrimonializzazione e, in alcuni casi, dalla presenza di investitori privi di competenza nel settore, hanno causato non pochi problemi a tutte quelle realtà che se ne sono servite. L industria armatoriale italiana si rivolge, da sempre, alle grandi banche nazionali e agli istituti specializzati internazionali, con il fine di creare un alleanza funzionale che non si limiti all erogazione dei finanziamenti, ma renda disponibili servizi e professionalità specializzati e di alto standard qualitativo. L imprenditore armatore presenta infatti la necessità di avere interlocutori con competenze specifiche in ambito legale, nazionale ed estero, con forte conoscenza di questo business e di tutte le sue componenti, in primis assicurative, proprie dello shipping. Mediocredito Italiano, la banca del gruppo Intesa Sanpaolo specializzata nello sviluppo delle imprese, offre una risposta concreta alle nuove esigenze degli imprenditori armatoriali attraverso un desk specialistico dedicato al settore. Il Desk Cesare Pozzi Shipping, che concentra le forti esperienze e tradizioni nel navale sia del Banco di Napoli sia di Mediocredito Lombardo, presidia tutto quanto è connesso al mercato del navale, supportando gli imprenditori nell analisi dei progetti, anche di quelli più complessi, condividendone e avallandone le scelte e i programmi di investimento. Gli specialisti del desk assicurano le competenze e le professionalità per rispondere appieno alle esigenze e alle aspettative degli imprenditori, studiando e realizzando le migliori soluzioni di copertura finanziaria, pensate e costruite secondo le particolarità di questo mercato e delle singole esigenze del cliente, anche con riferimento agli specifici aspetti legali e contrattuali connessi alla struttura dell operazione e alla tipologia di garanzie acquisibili. Il Desk garantisce un costante aggiornamento sui trend dei mercati specifici, valutandone criticità e opportunità e individuando, di volta in volta soluzioni dedicate da mettere a disposizione del Gruppo Intesa Sanpaolo e in, particolare, nell ambito della Banca dei Territori. La sede del desk specialistico Navale si trova a Napoli, città storicamente importante per questo mercato. Nell area napoletana, infatti, è presente oltre il 40% dell attività armatoriale italiana, con aziende che vantano una tradizione pluridecennale e caratterizzate da un notevole dinamismo e da un significativo ritmo di crescita. L operatività viene comunque garantita su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione alla piazza di Genova, città che vanta una lunga e consolidata tradizione nell armamento, con realtà imprenditoriali di significative dimensioni e con diversificazioni anche nel settore della logistica. Grazie a questo desk specialistico, Mediocredito Italiano si pone come interlocutore specializzato di tutte le imprese (con particolare interesse per quelle di piccola e media dimensione) che operano nello shipping, confermando l obiettivo del gruppo Intesa Sanpaolo di garantire un importante supporto, non solo finanziario, alle imprese italiane. Cesare Pozzi Coordinatore desk navale Mediocredito Italiano (gruppo Intesa Sanpaolo) Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

9 Il trasporto marittimo continuerà a essere cruciale per la crescita globale La ricetta di Quartieri (Centrobanca): Attenzione all equilibrio della struttura patrimoniale e specializzazione in segmenti con domanda strutturalmente stabile o in crescita L incalzare della cronaca ci ha ormai abituati a ragionare per semestre o addirittura per periodi più brevi. Una consuetudine comprensibile se si pensa a quanto rapida sia stata l esplosione delle crisi economica dell ultimo biennio, ma che non smentisce la mia opinione secondo cui quello dello shipping resta un comparto il cui sviluppo è legato a trend di lungo periodo come lo sono fattori demografici, la crescita economica di aree del mondo, i cambiamenti strutturali e permanenti nella domanda di materie prime e così via. Per questo direi che nonostante il biennio difficile, volendo fare un bilancio dopo il primo semestre 2010 nel complesso il trasporto marittimo e quindi tutti i settori collegati, dagli armatori ai servizi portuali, continua a essere cruciale per la crescita globale. Dal punto di vista bancario non ho particolari timori di declino per il settore. Continuerei però a tenere elevata l attenzione sulle singole imprese e in particolare su due caratteristiche: equilibrio della struttura patrimoniale e specializzazione in segmenti caratterizzati da domanda strutturalmente stabile o in crescita. La prima qualità consente all azienda marittima di affrontare le fasi negative senza precipitare in crisi finanziarie, la seconda tutela i ricavi. Volendo però commentare l attuale momento economico del comparto non posso che constatare segnali discordanti, dopo aver assistito come tutti ad anni di crescita robusta (sia per gli armatori che per i trasportatori) e alla battuta d arresto dell ultimo biennio. È possibile a nostro avviso che continui a farsi attendere la ripresa degli ordini per nuove navi: nel 2009 (dopo la crescita del 55% nel 2008) il calo degli ordinativi è stato intorno al 70% rispetto all anno precedente. Sempre nel 2009 si è anche assistito a una ricomposizione delle quote di mercato in favore della cantieristica giapponese e cinese. La stasi complessiva del mercato per le nuove imbarcazioni a fronte di una domanda in Daniele Quartieri ripresa per i trasporti, potrebbe secondo più fonti favorire un graduale ritorno alla normalità per l attività della flotta mercantile esistente. Il rapporto fra aziende e banche deve proseguire nei termini di quanto fatto negli ultimi 5 anni: un periodo in cui la flotta italiana è passata da circa 12 a circa 16 milioni di tonnellate lorde. Un espansione che senza lo sviluppo di relazioni adeguate con il mondo bancario non sarebbe stata possibile. Personalmente nello shipping finance ritengo premianti i rapporti di lunga durata, con imprese capaci di articolare e rappresentare piani finanziari credibili. Centrobanca tende ad assumere il ruolo di banca di riferimento per i propri clienti soprattutto grazie alla specializzazione del team e quindi alla capacità di trattare lo shipping per quello che è: un mondo particolare. La nostra banca è parte del Gruppo UBI, uno dei principali Gruppi bancari in Italia, il che per i clienti è garanzia di solidità e affidabilità. Inoltre siamo presenti in molte delle zone in cui lo shipping italiano è particolarmente attivo, per esempio a Napoli attraverso il nostro responsabile per l area (Alessandro Cillo), così come a Genova e in Liguria dove opera il Banco di San Giorgio che appartiene al nostro stesso Gruppo. Tra i nostri principali clienti in questi anni rientrano Corsica e Sardinia Ferries, Fratelli D Amico Armatori Spa, Tirrenia, Giuseppe Bottiglieri Shipping Company, Perseveranza di Navigazione, Deiulemar Compagnia di Navigazione, RBD Armatori, Marnavi, Gestioni Armatoriali, Moby, Cantiere Navale di Pesaro, Finaval, Grandi Navi Veloci, Navigazione di Cabotaggio. Il team di shipping finance di Centrobanca, la Corporate e Investment Bank del Gruppo UBI Banca, da oltre 25 anni è specializzato nell analisi, valutazione e strutturazione finanziaria delle operazioni genericamente definite di Shipping. Daniele Quartieri Responsabile shipping finance di Centrobanca Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

10 Il nuovo che si affaccia allo shipping finance Alberto Macciò presenta Meliorbanca: Prenderemo esempio dai grandi gruppi bancari internazionali cercando di evitare gli errori commessi Meliorbanca da qualche mese ha avviato una divisione dedicata al settore marittimo, una scelta a lungo meditata e guidata da un attenta osservazione del panorama economico attuale. Anche in un momento di mercato così delicato le compagnie di navigazione italiane sono arrivate ad avere una grandissima apertura e ad attrarre l interesse dei maggiori operatori finanziari a livello globale. Hanno guadagnato l accesso al più ampio spettro di prodotti offerti dalla finanza, al fine di cogliere le migliori opportunità di crescita. All occorrenza hanno saputo rivedere i propri programmi, con inventiva ristrutturare le situazioni più sensibili e mediamente si trovano in uno stato di salute migliore di quanto ci si potrebbe aspettare in considerazione della gravità della crisi affrontata. Anche le banche sono cresciute e sulla scia dell esempio fornito dai sistemi internazionali più evoluti, hanno costruito al proprio interno un Alberto Macciò grado di conoscenza del settore tale da consentire una presenza costante nell industria. Proprio i sistemi internazionali più evoluti però hanno dato il peggior esempio nell approccio alla ciclicità del business e, come noto, si sono lasciati trascinare dall euforia eccessiva per poi arrestarsi a fronte della crisi che ne è seguita, generando così una forte discontinuità nel supporto all industria armatoriale. Queste, dunque, le considerazioni che hanno portato Meliorbanca ad avvicinarsi al settore armatoriale con l obbiettivo di posizionarsi in questa industria come operatore di lungo periodo, grazie al supporto derivante dall appartenenza al gruppo Banca Popolare dell Emilia Romagna solidamente radicato al territorio. In linea con questa filosofia, Meliorbanca intende supportare con maggior spinta le iniziative a forte contenuto industriale, affiancando le imprese che si affacciano al mercato con programmi di investimento sostenibili. Mirando quindi alla costruzione di un portafoglio bilanciato nei diversi mercati, nonostante le incertezze che li caratterizzano, e considerando in primo luogo la capacità imprenditoriale e la storia delle aziende, che spesso ci può indicare, meglio delle previsioni più elaborate, cosa possiamo attenderci dal futuro. Alberto Macciò Responsabile Shipping Finance Direzione Corporate Meliorbanca Spa Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

11 Anche Cariparma investe nello shipping italiano Piana (Direzione Centrale Corporate Imprese): Il finanziamento a Fratelli Neri è solo un inizio L ultimo finanziamento da 10 milioni di euro (con piano di rimborso di 15 anni) concesso alla società livornese Fratelli Neri per l acquisto di un rimorchiatore in costruzione presso il cantiere spagnolo Astilleros Gondan, non è che l inizio di un percorso che vedrà Cariparma investire sempre maggiori risorse nello shipping tricolore. Questo percorso di sviluppo sarà possibile grazie alla stretta collaborazione messa in piedi tra il nostro staff e gli uffici londinesi di Credit Agricole Corporate & Investment Bank che vantano una competenza ormai consolidata nel comparto shipping finance. Il Gruppo dispone di un ampio network di specialisti del settore armatoriale disseminati tra Amburgo, Hong Kong, Oslo, Pireo, Londra e Parigi. Dal 2007 abbiamo avviato un progetto di formazione del personale per incrementare l expertise specifica del nostro team nel settore shipping al cui vertice è stato nominato Roberto Tisselli che ha seguito in prima persona le ultime operazioni portate a termine. Oltre al guardian vessel di Fratelli Neri finanziato con una leva vicina al 60% dell investimento complessivo (15 milioni di euro), Cariparma nel 2009 aveva concesso anche una linea di credito da 60 milioni di euro a Navigazione Montanari Carlo Piana applicando anche in quel caso una leva prudente del 50% per due petroliere in consegna da un cantiere cinese. Ancora prima anche il gruppo armatoriale parmense Amoretti Armatori aveva ricevuto supporto finanziario dalla banca emiliana per alcune newbuildings. Solo nel 2008 Credit Agricole Corporate & Investment Bank ha supportato 86 nuove operazioni di shipping per oltre 4,5 miliardi di dollari. Carlo Piana Responsabile Direzione Centrale Corporate Imprese di Cariparma - Gruppo Credit Agricole Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

12 Shipping e nautica nel DNA ligure Arzani (Banca Carige): Il settore ha risentito fortemente della crisi ma ci aspettiamo che riesca ad agganciare prontamente la ripresa Storicamente affacciata sul mare e attenta da sempre allo sviluppo del territorio, Banca Carige è tradizionalmente impegnata a sostenere l industria cantieristica e navale, cluster fondamentale dell economia ligure e di quella delle regioni marittime, dal Veneto alla Sicilia, dove il Gruppo è presente con la propria rete operativa. Recenti statistiche evidenziano come il contributo portato al Pil nazionale iscriva l industria marittima tra i comparti di primaria importanza in un Paese in gran parte affacciato sul mare e che vanta una posizione centrale nel Mediterraneo. Come tutti i settori, in particolare quelli più esposti all internazionalizzazione, anche quello armatoriale ha risentito fortemente della crisi economica. Alla stessa maniera ci attendiamo che esso riesca ad agganciare prontamente la ripresa, appena questa troverà conferma nel ritorno a regime dei traffici su quelle rotte tra Europa e Asia che gli scali italiani - naturale porta di accesso dal Mediterraneo ai mercati del Nord Europa - sono chiamati a intercettare. In questo quadro generale, segnato da una situazione di transizione, l impegno del Gruppo Carige a sostegno dell armamento e della cantieristica appare rilevante, e attualmente ammonta a circa 1,5 miliardi di euro. La solidità della posizione patrimoniale ha permesso a Carige, anche nei mesi più difficili per l economia, di mantenere inalterato il livello dei propri impieghi, anzi di incrementarlo, qualora ne ricorressero le condizioni. Importanti realtà armatoriali e della cantieristica hanno trovato nel Gruppo Carige un partner finanziario affidabile e attento alle esigenze delle imprese. L attenzione di Carige non si focalizza però solo sulle grandi aziende dello shipping ma copre l universo marittimo a 360 gradi. La ripresa dell economia del mare passa infatti anche per l ampliamento della rete infrastrutturale del Paese, per un ammodernamento delle strutture portuali, per il consolidamento delle Autostrade del Mare. Non può prescindere da uno sviluppo serio e sostenibile della nautica da diporto che colmi il gap, anche a livello di strutture turistiche, con le nazioni vicine. Coerente col proprio ruolo di banca del territorio, Carige sostiene con le proprie risorse finanziarie importanti opere portuali e la realizzazione di infrastrutture turistiche, guarda con crescente interesse il mondo della logistica e dei trasporti nell ottica di realizzare sbocchi adeguati alle merci in transito nei nodi portuali. Per la nostra vocazione tipicamente retail, e per il nostro modo di essere ligure, siamo poi storicamente legati allo sviluppo della nautica nel nostro Paese. Un interesse che si esprime anche attraverso l offerta di prodotti finanziari dedicati e tramite la tradizionale partnership con Ucina (Unione nazionale dei cantieri e delle industrie nautiche) e con il Salone Nautico di Genova di cui siamo orgogliosamente main sponsor. È proprio il Nautico (come si dice a Genova), infatti, a proiettare la città, la Liguria e l Italia, in una dimensione internazionale, una vetrina e un volano unici per la cantieristica nostrana e per l economia in generale, oltre che per la diffusione della cultura del mare. Una passione al servizio della quale il Gruppo Carige offre una gamma completa di finanziamenti in leasing a imprese e privati, che permettono di cogliere significative opportunità di risparmio a livello fiscale. Il leasing nautico Carige consente il finanziamento dell acquisto di tutti i tipi di imbarcazione, in pronta consegna o in Carlo Arzani costruzione. La Banca è in grado anche di fornire i servizi correlati all acquisto con l offerta di una polizza assicurativa a copertura di tutti i rischi connessi alla navigazione, al furto, all incendio e all avaria e la possibilità di curare l immatricolazione e le pratiche amministrative presso le Capitanerie. Supporta inoltre il cliente per l acquisto dell eventuale posto barca sia tramite leasing che con finanziamento ordinario. Dalle grandi compagnie armatoriali ai privati appassionati del mare Banca Carige sostiene quindi con convinzione lo sviluppo dell economia marittima, nella convinzione che i nostri chilometri di coste siano una risorsa fondamentale per lo sviluppo del sistema Italia. Carlo Arzani Vice Direttore Generale Vicario Banca Carige Spa Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

13 La banca al supporto di marmo, navi e cantieri Coppa (CR Carrara): Siamo pronti ad affrontare le sfide del dopo crisi La Cassa di Risparmio di Carrara opera storicamente sul territorio della provincia di Massa Carrara, ed estende i propri sportelli nella vicina Lucchesia, nel territorio provinciale di La Spezia e, con l acquisizione dell ultima filiale, nella città di Pisa. L appartenenza al Gruppo Banca Carige ha consentito il potenziamento dell attività creditizia, per effetto della maggior patrimonializzazione aziendale, e lo sviluppo dell attività commerciale sia attraverso l aggiornamento del catalogo prodotti, sia attraverso la revisione organizzativa dei propri canali distributivi. La crisi che ha colpito prima la finanza mondiale e poi l economia reale ha avuto le proprie ripercussioni anche nei settori produttivi del territorio in cui opera la Cassa di Risparmio di Carrara, in particolare nel settore lapideo ma non ha lasciato indenni gli altri settori che negli ultimi anni con la loro crescita avevano consentito un riequilibrio dei valori negativi dell andamento economico provinciale. Un settore che ha risentito pesantemente della crisi è quello dei trasporti, legato a doppio filo con l attività dei bacini marmiferi e con l operatività del porto, anche quest ultimo toccato massicciamente dal mancato flusso di merci sulle rotte internazionali. In particolare il settore della cantieristica navale, che aveva ben mantenuto le proprie posizioni nell ambito del comprensorio, ha cominciato a manifestare segnali di rallentamento dovuti all assenza di commesse e a una conflittualità sindacale assai elevata. Inoltre, anche le aziende che operano nel settore della nautica da diporto, hanno visto rallentare gli ordinativi e ridimensionare il valore delle commesse. In questo contesto economico la funzione del credito è stata determinante per sostenere l economia, garantendo alle aziende la liquidità necessaria per superare le momentanee necessità di finanziamento dovute a un rallentamento del mercato e all allungamento nei tempi di pagamento da parte dei clienti. La Cassa di Risparmio di Carrara e la stessa Banca Carige, in conseguenza delle scelte operate dagli Amministratori sugli investimenti e alla vocazione di banca del territorio che ci contraddistingue, non hanno risentito in maniera sensibile delle tensioni sui mercati finanziari, risultando, il Gruppo Banca Carige, quello più patrimonializzato del sistema bancario Pietro Coppa italiano. La disponibilità di liquidità ha consentito alla banca, di poter continuare a operare con le proprie caratteristiche di banca universale, senza creare particolari sezioni di credito o particolari linee di prodotto volte più a selezionare la clientela che realmente a soddisfare i bisogni della stessa, mantenendo la propria vocazione di banca retail pronta a valutare con attenzione i progetti industriali proposti per il finanziamento e a creare il giusto prodotto per soddisfare l esigenza del cliente. La crisi che stiamo affrontando ha determinato ovviamente una maggiore attenzione alle ricadute economiche delle scelte imprenditoriali sui bilanci delle imprese. Le Banche hanno incrementato la loro attenzione alla valutazione del merito creditizio delle imprese finanziate, introducendo sistemi di controllo automatico sull andamento delle relazioni che vengono alimentate da riscontri oggettivi sul modo di fare impresa (rating, probabilità di perdita, patrimonializzazione, operatività e rotazione dei portafogli) per ridurre le potenziali perdite e i relativi accantonamenti di utili a loro copertura. La nostra cultura d impresa e la nostra conoscenza dell imprenditoria locale ci ha consentito di sostenere e affiancare le iniziative d investimento sorte sul territorio sia pubbliche (Strada dei Marmi) sia private. In particolare abbiamo sostenuto l attività dei Cantieri partecipando a pool per la realizzazione di traghetti anche di grandi dimensioni nei bacini del Porto e abbiamo supportato le più importanti aziende cantieristiche e tutte le principali aziende armatoriali che gravitano sul porto di Carrara. La Cassa di Risparmio di Carrara è pronta ad affrontare le sfide del dopo crisi, forte dell appartenenza al Gruppo Banca Carige, a noi accumunato anche da una tradizione marinara, attraverso il sostegno alle aziende e ai loro investimenti, il supporto alle istituzioni, le convenzioni con i consorzi di imprese e il costante aiuto alle famiglie, confermando ancora una volta la propria vocazione di Banca del territorio. Pietro Coppa Amministratore delegato della Cassa di Risparmio di Carrara Gli Speciali di Ship2Shore - Numero 12: Shipping & Finanza - Luglio

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