IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI. a cura di Claudio Picozza

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1 IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI a cura di Claudio Picozza 1

2 CONTABILITA NAZIONALE E CONTI ECONOMICI NAZIONALI La Contabilità Nazionale è rappresentata da l'insieme di tutti i conti economici che descrivono l'attività economica di un Paese o di una circoscrizione territoriale. ( - glossario) I Conti Economici Nazionali sono a loro volta definiti come: (un insieme di) quadri sintetici delle relazioni economiche che si hanno tra le differenti unità economiche di una data comunità in un determinato periodo. Essi riportano, in un certo ordine, le cifre relative alla situazione economica del paese, sulle risorse disponibili e sul loro uso, sul reddito che si è formato e sulle sue componenti, sul processo di accumulazione e sul suo finanziamento, sulle relazioni con il resto del mondo e su altri fenomeni ( - glossario) 2

3 IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI La definizione di conti economici nazionali introduce alcuni concetti essenziali che fanno riferimento: a) all oggetto della rilevazione (le relazioni economiche); b) all ambito socio-economico di riferimento (una data comunità); c) alla dimensione temporale dell analisi (un determinato periodo); d) allo scopo dell analisi stessa (le cifre relative alla situazione economica del paese, etc.). 3

4 IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI Ognuno di questi concetti è stato oggetto di numerose revisioni volte a definire standard di classificazione e di rilevazione a livello internazionale in grado di assicurare l uniforme rappresentazione dei fenomeni rilevati. L opera di standardizzazione ha inoltre consentito lo sviluppo di un sistema integrato all interno dei diversi conti economici nazionali. 4

5 IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI Il sistema attualmente adottato nell ambito dell Unione Europea è il SEC95 sviluppato in ambito EUROSTAT coerentemente con il nuovo sistema dei conti nazionali SNA93, redatto dall'onu e da altre istituzioni internazionali. Rispetto al SNA93 il SEC95 si limita ad imporre all interno dell Unione Europea i criteri internazionali e ad introdurre una più puntuale definizione di alcune regole al fine di assicurare una maggiore uniformità nei conti nazionali dei paesi dell Unione. 5

6 RELAZIONI ECONOMICHE (un insieme di) quadri sintetici delle relazioni economiche Si intendono per relazioni economiche le attività umane che hanno per fine la creazione, la trasformazione, il trasferimento o la distruzione di valore economico, ossia di ricchezza. Acquistano perciò rilevanza ai fini di rilevazione nei conti economici nazionali sia le attività che si concretano nella produzione di beni e servizi, nella generazione di flussi economici (redditi, consumi), sia nella formazione e alla distruzione di stock reali e finanziari (risparmio, investimenti). 6

7 RELAZIONI ECONOMICHE La produzione è definita come un flusso di beni e servizi derivante dall attività di una unità istituzionale tramite l impiego di beni e servizi e di fattori produttivi (lavoro e capitale). L attività di produzione include: a) beni e servizi destinati al mercato (produzione destinabile alla vendita) b) beni e servizi utilizzati dagli stessi imprenditori come consumi finali od investimenti (produzione per uso finale); c) beni e servizi offerti gratuitamente o a prezzi simbolici (produzione non destinabile alla vendita) 7

8 RELAZIONI ECONOMICHE Produzione destinabile alla vendita: rientrano in questa categoria tutti i beni e servizi immessi sul mercato a prezzi economicamente significativi, compresi quelli derivanti da attività sommerse od illegali. Produzione per proprio uso finale: è rappresentata dai beni e servizi destinati ad uso finale dello stesso produttore, quali ad esempio prodotti agricoli consumati dallo stesso agricoltore oppure beni e servizi strumentali impiegati dalla stessa azienda che li produce (si pensi ad un software creato per la propria azienda). Produzione non destinabile alla vendita: questa componente comprende i beni e servizi offerti dalla pubblica amministrazione, e quelli offerti dalle istituzioni sociali. 8

9 UNITÀ ECONOMICHE Le unità istituzionali sono distinte fra loro e raggruppate in macro settori istituzionali, formati da un insieme di unità istituzionali omogenee. I criteri di distinzione e di raggruppamento delle unità istituzionali in settori istituzionali fanno riferimento alle attività economiche prevalentemente svolte (funzioni) e ai mezzi utilizzati per il loro finanziamento (risorse). 9

10 SETTORI ISTITUZIONALI: a) Società e quasi società non finanziarie (es. Imprese) b) Società finanziarie (es. Intermediari finanziari, Imprese assicuratrici) c) Amministrazioni pubbliche d) Istituzioni sociali private al servizio delle famiglie (es. Associazioni) e) Famiglie (imprese individuali e famiglie consumatrici) f) Il resto del mondo 10

11 UNITÀ ECONOMICHE Settore Istituzionale Funzione Principale Produzione AccumulazioneFinanziamento Assicurazione Consumo Redistribuzione (a) Società e quasi società non finanziarie X X (b) Società finanziarie (1) Intermediari finanziari X X (2)Società assicurative X X (c) Amministrazioni pubbliche X X X X (d) Istituzioni sociali private al servizio delle famiglie X X X (e) Famiglie (1) Produttrici X X (2) Consumatrici X X Settore Istituzionale Redditi da Imposte e capitale - contributi impresa sociali (a) Società e quasi società non finanziarie X (b) Società finanziarie (1) Intermediari finanziari X (2)Società assicurative X (c) Amministrazioni pubbliche X (d) Istituzioni sociali private al servizio delle famiglie (e) Famiglie (1) Produttrici X (2) Consumatrici X X Risorse Principali Trasferimenti Redditi misti X Redditi da lavoratori dipendente Prestazioni sociali 11

12 IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI E DEI CONTI CON L ESTERO ECONOMIA RESTO DEL MONDO RELAZIONI ECONOMICHE FRA RESIDENTI RELAZIONI ECONOMICHE FRA RESIDENTI E NON RESIDENTI SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI E DEI CONTI CON L ESTERO 12

13 L ARTICOLAZIONE DEI CONTI Il sistema dei conti economici nazionali prevede tre tipi di conti: 1. I conti correnti che rappresentano la formazione del prodotto, la generazione del reddito e la sua distribuzione, nonché l utilizzazione del reddito per il consumo finale. 2. I conti dell accumulazione del capitale che descrivono le variazioni della ricchezza nazionale ottenute registrando le modifiche del valore delle attività e passività nel periodo oggetto di indagine. 3. I conti patrimoniali che illustrano la posizione patrimoniale nazionale netta sotto forma di stock. 13

14 L ARTICOLAZIONE DEI CONTI A questi conti si aggiunge il conto di equilibrio dei beni e servizi che riassume l equilibrio fra risorse ed impieghi per il sistema economico nel suo complesso. Le risorse sono i mezzi economici (es. prodotti intermedi, nella fase della produzione, salari e redditi da capitale, nella fase della distribuzione del reddito) disponibili all interno di ciascuno delle fasi del processo di generazione del prodotto, dei redditi o di accumulazione. Gli impieghi rappresentano gli utilizzi di suddetti mezzi economici. 14

15 L ARTICOLAZIONE DEI CONTI I conti di flussi (conti correnti e conti dell accumulazione del capitale) e quelli di stock (conti patrimoniali) sono perfettamente integrati. Il saldo algebrico dei conti correnti misura il risparmio disponibile per il processo di accumulazione descritto negli omologhi conti. I conti dell accumulazione misurano le variazioni intervenute nel patrimonio reale e finanziario del paese. L incremento o il decremento del patrimonio trova riscontro nelle variazioni degli stock reali e finanziari registrate nei conti patrimoniali. 15

16 L ARTICOLAZIONE DEI CONTI I conti di flussi, che costituiscono la più ampia sezione dei conti economici nazionali, si ripartiscono in una serie di sottoconti fra loro collegati che descrivono i processi: della creazione del valore (produzione); della generazione e della attribuzione dei redditi primari (redditi da lavoro dipendente, da impresa e da capitale); della distribuzione secondaria del reddito (processi ridistribuitivi del reddito); dell utilizzo del reddito disponibile (consumo). 16

17 L ARTICOLAZIONE DEI CONTI Il saldo finale o intermedio di ognuna di queste sottosezioni rappresenta una misura delle grandezze economiche fondamentali del sistema economico ottenuta come saldo algebrico delle risorse e degli impieghi. 17

18 CONTI CORRENTI: IL CONTO DELLA PRODUZIONE A) Conto della produzione: Prodotto interno lordo e Prodotto interno netto Lo scopo di questa sezione è di giungere alla misurazione del Prodotto interno del paese, al lordo o al netto degli ammortamenti. Il prodotto interno corrisponde al valore aggiunto creato dai fattori produttivi operanti all interno del paese. Il valore aggiunto è misurato come differenza fra il valore della produzione totale e il valore dei beni intermedi utilizzati 18

19 CONTI CORRENTI: IL CONTO DELLA PRODUZIONE Da un punto di vista generale, il valore aggiunto viene calcolato detraendo dal valore monetario della produzione interna il costo dei beni intermedi utilizzati nel processo produttivo. In pratica, la misura del valore della produzione nasconde molte insidie. In particolare, per alcuni beni e servizi prodotti da alcuni fattori produttivi, o unità istituzionali, quali tipicamente la pubblica amministrazione il valore della produzione non è misurabile direttamente (ad esempio, qual è il valore dell istruzione pubblica, della difesa, etc.). Per queste componenti della produzione il valore aggiunto viene perciò misurato ricorrendo ad una approssimazione: il valore dei beni e servizi prodotti coincide con il costo dei fattori produttivi utilizzati. 19

20 CONTI CORRENTI: IL CONTO DELLA PRODUZIONE Un altro aspetto tecnico da tenere in considerazione consiste nella possibilità di doppi conteggi. Se per produrre un bene finale si utilizzano più beni interni prodotti, il conteggio del valore dei beni intermedi insieme a quello dei beni finali produrrebbe un valore della produzione di molto superiore a quella effettiva. 20

21 CONTI CORRENTI: IL CONTO DELLA PRODUZIONE Per superare questo problema esistono sostanzialmente due metodologie applicate a seconda dei casi: a) per ciascuna fase del processo produttivo si considera solo il valore aggiunto da essa creata. a) al fine del calcolo della produzione si tiene in considerazione il valore dei soli beni finali, dove questi ultimi si distinguono per essere destinati al consumo o all esportazione, ossia per non essere più soggetti a processi produttivi interni. 21

22 CONTI CORRENTI: IL CONTO DELLA PRODUZIONE VALORE AGGIUNTO COSTO DEI BENI INTERMEDI VALORE AGGIUNTO COSTO DEI BENI INTERMEDI VALORE AGGIUNTO COSTO DEI BENI INTERMEDI VALOERE DEL BENE FINALE ESTRAZIONE RAFFINAZIONE DISTRIBUZIONE Metodo A: VA = Valore aggiunto Produzione = VA Estrazione +VA Raffinazione + VA Distribuzione 15 = Il valore di ciascun bene o servizio utilizzo utilizzato nel corso del processo produttivo viene conteggiato come costo nello stadio produttivo successivo. 22

23 CONTI CORRENTI: IL CONTO DELLA PRODUZIONE VALORE AGGIUNTO COSTO DEI BENI INTERMEDI VALORE AGGIUNTO COSTO DEI BENI INTERMEDI VALORE AGGIUNTO COSTO DEI BENI INTERMEDI VALOERE DEL BENE FINALE ESTRAZIONE RAFFINAZIONE DISTRIBUZIONE Metodo B: II = Costo dei beni intermedi Produzione =Valore del bene finale - II Estrazione -II Raffinazione II Distribuzione 15 = Per ottenere il valore della produzione si detrae dal valore del bene finale il costo dei beni intermedi utilizzati durante le varie fasi produttive. 23

24 CONTI CORRENTI: IL CONTO DELLA PRODUZIONE E importante precisare che l oggetto della misurazione non sono genericamente tutte le attività umane che danno luogo ad un prodotto o ad un servizio, secondo la classificazione in precedenza illustrata. Il prodotto delle proprie attività per uso e consumo personale non rientra nel concetto di produzione (ad esempio, i servizi domestici prestati da un componente della famiglia, i servizi offerti dal volontariato). 24

25 CONTI CORRENTI: LA DISTRIBUZIONE PRIMARIA B) Conto della distribuzione primaria: il Reddito nazionale netto. Il conto della distribuzione primaria, distinto nelle due sottocategorie, della generazione e della attribuzione dei redditi primari ha lo scopo di porre in evidenza il processo di remunerazione dei fattori produttivi capitale e lavoro tenuto conto dei redditi primari pagati e ricevuti nei confronti del resto del mondo. Il reddito nazionale netto misura quindi la remunerazione percepita dai fattori produttivi nazionali per i servizi prestati sia all interno che all esterno del territorio del paese, al netto delle remunerazioni pagate per l uso di fattori produttivi esteri per la produzione nazionale. 25

26 CONTI CORRENTI: LA DISTRIBUZIONE PRIMARIA Un aspetto importante da tener presente nell ambito della contabilità nazionale è che il valore aggiunto della produzione coincide con i redditi monetari distribuiti. Questi ultimi possono essere classificati in: a) redditi da lavoro dipendente (retribuzioni e contributi sociali a carico del datore di lavoro); b) redditi da capitale (interessi e rendite); c) redditi da imprese (profitti). RISULTATO DI GESTIONE + REDDITO MISTO 26

27 CONTI CORRENTI: LA DISTRIBUZIONE SECONDARIA C) Conto della distribuzione secondaria: il Reddito nazionale disponibile netto. Per giungere al Reddito nazionale disponibile netto dal Reddito nazionale netto andranno sommati i trasferimenti che le unità istituzionali ricevono sotto forma di contributi e prestazioni sociali e detratti quelli che pagano sotto forma di imposte correnti sul reddito e sul patrimonio. 27

28 IL CONTO DI EQUILIBRIO DEI BENI E SERVIZI Il conto di equilibrio dei beni e servizi costituisce una rappresentazione alternativa a quella dei conti correnti e dei conti dell accumulazione del sistema economico nazionale più vicina alla usuale rappresentazione macroeconomica. Dal lato delle risorse (offerta) vengono conteggiate il prodotto interno lordo e le importazione, dal lato degli impieghi (domanda) i consumi, gli investimenti (comprensivi della variazione delle scorte) e le esportazioni. Y + M = C + I + X dove Y = PIL M = Importazioni C = Consumo I = Investimenti E = Esportazioni 28

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