Bio. le novità dai principali workshop nazionali. salute & benessere. s p e c i a l e. Il gene spazzino. Le 8 regole per. La chirurgia plastica

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1 ANNO 1 - NUMERO 01 / 2013 Iscrizione al Roc n aprile Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, C/PE/16/2013 del Il gene spazzino che ripulisce le cellule Le 8 regole per l autocontrollo alimentare La chirurgia plastica va in tribunale La ricetta per l eterna giovinezza Vaccinazioni in età pediatrica Profiloplastica proporzioni e armonia del viso le novità dai principali workshop nazionali Bio s p e c i a l e modella: Milena Ratti - ph: Gabriele Ardemagni salute & benessere m e d d w e l l n e s s d 1

2 pianeta siesnutrizione Tante novità e una connotazione cosmopolita per il IV Forum Multidisciplinare sulla Sana Nutrizione, una full immersion tra convegni, dibattiti ed aggiornamenti scientifici. Tre giorni all insegna di convegni, aggiornamenti scientifici, dibattiti e novità per il Quarto Forum Multidisciplinare sulla Sana e Corretta Nutrizione tenutosi lo scorso maggio a Parma. Una manifestazione ricca di novità e aspettative con più di partecipanti tra medici, farmacisti, nutrizionisti, buyer nazionali ed internazionali che hanno presenziato ai numerosi incontri e visitato le oltre 70 aziende espositrici. Al centro di questa edizione il mondo degli integratori alimentari che hanno determinato la nuova definizione dell evento in Pianeta Nutrizione & Integrazione. Tra le tante novità, anche la partecipazione di autorevoli specialisti internazionali che hanno contribuito ad arricchire sempre più Pianeta Nutrizione & Integrazione e la presenza di numerose Società Scientifiche come sempre coadiuvate dal Professor Michele Carruba (Direttore del Centro di Studio e Ricerca sull Obesità del Dipartimento di Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia Medica, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell Università degli Studi di Milano) e dal Professor Sergio Bernasconi (Direttore della struttura complessa Clinica pediatrica - dipartimento Materno-infantile dell Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma). Il settore degli integratori è in crescita nei diversi canali di vendita così abbiamo ritenuto opportuno creare appositi spazi nell ambito di questo IV Forum Multidisciplinare sulla Sana e Corretta Nutrizione oltre a organizzare una serie di incontri mirati sull argomento e avvalerci della testimonianza medica di esponenti internazionali spiega il Comitato Scientifico di Pianeta Nutrizione & Integrazione L intento è quello di promuovere ma soprattutto formare ed informare in merito a un corretto utilizzo di questi prodotti rivolgendoci a coloro che prescrivono, distribuiscono e/o consigliano l utilizzo degli stessi. Fondamentale la presenza di Specialisti Internazionali e numerose Società Scientifiche (tra le altre SIP Società Italiana Pediatria; SIO Società Italiana Obesità; AIC Associazione Italiana Celiachia; Istituto Europeo di Idratazione; SIFIOG Società Italiana di Fitoterapia e Integrazione in Ostetricia e Ginecologia; SINSeB Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere; Accademia Funzionale di Fitness, Wellness e Anti Aging) coadiuvate come di routine dal Professor Michele Carruba e dal Professor Sergio Bernasconi. Inoltre le oltre 80 ore di aggiornamento continuo tra convegni, corsi e workshop affiancate da importanti aziende che hanno esposto le loro novità di prodotto, non hanno che convalidato la valenza dell evento, uno tra i principali e più attesi momenti di aggiornamento e formazione nel campo della corretta nutrizione e degli integratori. Alimentazione ed integrazione funzionale anti-aging Il termine anti-aging viene spesso usato per definire interventi di tipo estetico a volte con scarso fondamento scientifico. In realtà la medicina anti-aging propone un approccio clinico specifico finalizzato alla modulazione dei meccanismi biologici dell invecchiamento che è oggi supportato da importanti evidenze scientifiche. Con l aumentare delle aspettative di vita e con il parallelo dilagare di numerose malattie cronico-degenerative è arrivato il momento di passare ad una nuova medicina proattiva che interviene anticipatamente, non tanto per aumentare la longevità, quanto per assicurare la massima qualità della vita ad una popolazione che invecchia. La medicina anti-aging si propone esattamente questo e va oltre approcci super-specialistici utili nelle condizioni acute ma di difficile applicazione nella prevenzione e nella gestione di condizioni croniche. Intervenendo infatti su quella rete di processi molecolari e biochimici che caratterizzano la fisiopatologia più che la malattia d organo, la medicina anti-aging da un lato anticipa i tempi d azione rispetto ad approcci classici e dall altro allarga lo spettro d intervento ad una prevenzione sistemica e multi-organo. L approccio funzionale della medicina anti-aging si basa soprattutto sull alimentazione, integrazione alimentare, stress management, attività fisica e modulazione ormonale. Inoltre la medicina funzionale anti-aging è espressione di un altro passo in avanti fondamentale nella pratica clinica: quello che va da una medicina standardizzata ad approcci personalizzati, costruiti in pratica ad hoc sulle esigenze di ciascun paziente. m e d d w e l l n e s s d 27

3 pianeta primo piano nutrizione Gli italiani non bevono a sufficienza La corretta idratazione nelle fasce più sensibili della popolazione e negli sportivi è stata al centro della tavola rotonda nell ambito del IV Forum Multidisciplinare sulla Sana Nutrizione e organizzata dallo European Hydration Institute, istituto scientifico internazionale dedicato allo studio dell idratazione e al suo legame con la salute e le prestazioni psicofisiche. Bambini e anziani sono a maggior rischio di disidratazione ed è quindi necessario incoraggiarli affinché assumano un adeguato apporto di liquidi. Il Professor Andrea Poli, Direttore Scientifico di Nutrition Foundation of Italy, ha sottolineato come durante le ondate di calore estive si osservino incrementi significativi della mortalità tra gli anziani, già predisposti a fenomeni di disidratazione. Anche i bambini, ha evidenziato il Professor Claudio Maffeis, Professore Associato di Pediatria all Università di Verona e Membro del Comitato Scientifico dell EHI, sono esposti a un rischio di disidratazione maggiore rispetto agli adulti, per via di diversi fattori tra cui l immaturità renale e cutanea, l incapacità di esprimere la sete, la maggiore suscettibilità a diarrea e vomito. Proprio con l obiettivo di comprendere meglio il ruolo dell idratazione nei bambini, specialmente in relazione al fenomeno dell obesità infantile, l EHI ha annunciato che supporterà uno studio pilota del Professor Claudio Maffeis con un contributo di Euro. Gli esperti italiani ed internazionali intervenuti hanno infine messo in evidenza come la varietà di liquidi e alimenti nella dieta possa aiutare l idratazione: il 20-30% dell acqua consumata proviene infatti da alimenti e il 70-80% da bevande di tutti i tipi, non solo l acqua naturale. Avere a disposizione una vasta varietà di bevande è quindi fondamentale, soprattutto per anziani e bambini, soggetti che sentendo meno il bisogno di bere possono raggiungere un corretto livello di idratazione spinti più dal piacere edonistico che dai segnali fisiologici. Il Professor Michele Carruba, Presidente del Comitato Scientifico di Pianeta Nutrizione & Integrazione, nel corso dell incontro ha inoltre portato l attenzione sull importanza di un idratazione adeguata per tutta la popolazione: secondo i risultati preliminari di un recente studio condotto da SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), in collaborazione con NFI (Nutrition Foundation of Italy), la maggior parte degli italiani è consapevole che dovrebbe assumere complessivamente 2 litri di liquidi al giorno, ma si limita a berne complessivamente meno di un litro, solo 970 ml al giorno, senza differenze sostanziali tra uomini e donne. Per quanto riguarda le fonti di idratazione, per tutti, l acqua (circa 650 ml al giorno) è al primo posto. Tra le altre bevande, emergono poi alcune differenze tra gli uomini e le donne: i primi assumono liquidi per lo più dal caffè (75 ml), dal latte (57 ml), dai succhi (48 ml), dalle bevande zuccherate (45 ml al giorno), dal cappuccino (44 ml) e da tè e tisane (43ml). Per le donne, tè e tisane occupano invece il secondo posto dopo l acqua (78 ml), seguite da caffè (62 ml), latte (61 ml), succhi di frutta e bevande zuccherate (40 e 42 ml rispettivamente). Infine, il consumo di bevande con edulcoranti ipocalorici è molto basso sia tra gli uomini che tra le donne (10 e 12 ml/die rispettivamente). Si è tenuto, tra gli altri, anche un convegno sui nuovi approcci terapeutici e nutrizionali rivolti alla prevenzione e alla cura delle malattie legate all invecchiamento dal titolo Aminoacidi e micronutrienti: prevenzione e salute con l obiettivo di richiamare l attenzione sui risultati scientificamente ottenuti con l utilizzo degli aminoacidi per la prevenzione e la cura delle malattie sempre più diffuse nelle nostre società. Importanti risultati suggeriscono che la supplementazione dietetica con specifiche miscele aminoacidiche, ben al di là degli effetti sul trofismo muscolare, sia in grado di favorire il recupero dello stato di salute in tutte quelle situazioni caratterizzate da carenza energetica. ha dichiarato il Professor Enzo Nisoli, Presidente della Sociatà Italiana dell Obesità e docente di Farmacologia dell Università degli Studi di Milano In questo senso le malattie legate all invecchiamento sembrano le più promettenti ma, nonostante i risultati positivi derivanti da recenti ricerche, emerge che l utilizzo degli aminoacidi, o di specifiche miscele degli stessi, non sembra ancora avere raggiunto quella diffusione che i dati sperimentali stessi sembrano consigliare a supporto delle tradizionali terapie farmacologiche specifiche per le malattie legate all invecchiamento. Di particolare interesse è la dimostrazione che leucina, isoleucina e valina aumentano la sopravvivenza e sembrano correlate a diverse malattie metaboliche, come l obesità e il diabete. A questo riguardo, è stato dimostrato come la leucina riduce il consumo di cibo agendo sui neuroni ipotalamici coinvolti nella regolazione del comportamento alimentare. Inoltre, le miscele arricchite in aminoacidi essenziali, si sono dimostrate in grado di attivare la mitocondriogenesi e quindi la produzione di energia delle cellule. I benefici effetti degli aminoacidi, oltre che sui muscoli, esplicano effetti salutari di tipo più generalizzato: in particolare, si è dimostrato che la supplemetazione dietetica con miscele arricchite in aminoacidi essenziali contribuisce a diminuire la suscettibilità a patologie legate all età, come l insulino-resistenza, il diabete di tipo 2, le disfunzioni cardiovascolari e neurodegenerative, e non solo nella fisiologica riduzione della massa muscolare. 28 d m e d d w e l l n e s s

4 Celiachia Oltre diagnosi con un incremento del 10% all anno Studi recenti sulla nuova realtà non celiaca rappresentata dalla sensibilità al glutine. Perché le diagnosi di celiachia sono in grande aumento? è sufficiente la maggior attenzione verso questa intolleranza alimentare da parte della classe medica, unitamente alla disponibilità di test sempre più validi per svelarne l esistenza, per spiegare questa vera e propria esplosione di casi di celiachia? Anche se lo sviluppo delle conoscenze ha favorito in maniera sensibile l incremento delle diagnosi, altri fattori sono sicuramente coinvolti nell incremento diagnostico della celiachia, malattia autoimmune che può essere definita come un intolleranza permanente al glutine, componente proteica di alcuni cereali. Fra questi il dato che oggi la popolazione mondiale consuma una maggior quantità di cereali e che quelli attualmente utilizzati sono assai più ricchi di glutine di quanto non fossero quelli del passato. Questo aumentato carico di glutine potrebbe spiegare lo sviluppo progressivo di nuovi casi di intolleranza al glutine che hanno portato in pochi anni il numero delle diagnosi a raddoppiarsi arrivando a , con un incremento di circa il 10% all anno negli ultimi 5 anni mentre il numero teorico di celiaci dovrebbe essere intorno ai Le prolamine e le glutenine ad alto peso molecolare contenute nel frumento, nella segale, nell orzo, nel farro e nel kamut sono in grado di innescare nei celiaci una serie di alterazioni del sistema immunitario in grado di portare ad un severo danno dell intestino tenue con conseguente perdita dei villi intestinali e comparsa di quella mucosa piatta che è la caratteristica istologica di questa patologia. Anche se l intestino tenue rimane il principale, ed in molti casi, unico organo-bersaglio, la celiachia può assumere, in una discreta percentuale di celiaci, le caratteristiche di una malattia sistemica con interessamento di numerosi altri organi ed apparati, tra i quali le ghiandole endocrine, il sistema nervoso centrale e periferico, l apparato cardiovascolare, il sistema connettivo e osteoarticolare, il fegato ed il sistema emopoietico. L elemento scatenante la celiachia è, quindi, il glutine che per innescare i meccanismi immunologici patogenetici, necessita comunque di una particolare predisposizione genetica che viene a ricoprire un ruolo di primo piano nella diagnosi della malattia celiaca. Un altra domanda di grande attualità è se si nasce celiaci, con sviluppo immediato dell intolleranza al glutine nell infanzia non appena vengono introdotti nell alimentazione cereali che lo contengono, o se invece si diventa celiaci lungo il decorso della vita a fronte dell intervento di fattori ambientali scatenanti. L esperienza degli ultimi decenni ha chiaramente dimostrato che non si nasce celiaci, ma lo si diventa nel corso della vita e che qualsiasi età della nostra esistenza può segnare l inizio di questa malattia. Anche alcuni fattori ambientali possono svolgere un ruolo determinante nello scatenamento della celiachia a cominciare dalle infezioni come quelle da Rotavirus o da Adenovirus e altri ceppi virali, così come gastroenteriti di natura batterica contratte dopo un viaggio in paesi con condizioni igieniche non ottimali o infezioni da parassiti. spiega il Professor Umberto Volta, Responsabile della struttura semplice di malattia celiaca e sindromi da malassorbimento al Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e Presidente dei consulenti scientifici nazionali dell Associazione italiana celiachia (Csn- Aic) - Fra gli altri fattori ambientali in grado di provocare lo sviluppo della celiachia in soggetti geneticamente predisposti bisogna ricordare la fase del puerperio dopo una gravidanza trascorsa in modo del tutto regolare o stress legati a gravi dispiaceri (ad esempio lutti familiari) o ad interventi chirurgici. Di esempi di questo tipo tutti gli esperti di celiachia sono in grado di citarne a decine. E chiaro che tutto ciò non fa altro che confermare che per il manifestarsi della patologia è necessario un habitus genetico ben definito su cui agiscono fattori ambientali in grado di far insorgere la celiachia in qualsiasi età della vita, anche in quella geriatrica. Ma l ambito della patologia da glutine si è arricchito negli ultimi tempi di una nuova realtà rappresentata dalla sensibilità al glutine non celiaca (SGNC) la cui definizione, condivisa da un panel di massimi esperti internazionali in materia alla 2nd Consensus Conference on Glute na sindrome caratterizzata da molteplici sintomi intestinali e/o extraintestinali correlati alla assunzione di glutine, che migliorano o scompaiono dopo l eliminazione del glutine e che recidivano quando il glutine è reintrodotto nella dieta, in soggetti in cui è stata esclusa preventivamente la diagnosi di celiachia e di allergia al grano. L attenzione crescente dei ricercatori di tutto il mondo e dei media per la SGNC hanno spinto l Associazione Italiana Celiachia (AIC) e la Fondazione Celiachia (FC) a scendere in campo per cercare di far luce sui vari aspetti ancora oscuri di questo disordine correlato all assunzione di glutine. m e d d w e l l n e s s d 29

5 pianeta primo piano nutrizione Fitoterapia e Integratori in aiuto delle donne In occasione del IV Forum Multidisciplinare sulla Sana Nutrizione, si è svolto, tra gli altri, il 4 Convegno Nazionale della Società Italiana di Fitoterapia e Integratori in Ostetricia e Ginecologia, nel quale si è cercato di metter in luce le novità del settore e contemporaneamente dare significato clinico alle ricerche riguardanti i prodotti disponibili. Nel corso dell incontro si è posto l accento sulla possibilità che anche gli integratori possano usufruire delle nuove tecnologie per veicolare le sostanze attive all interno dell organismo testimoniati da significativi risultati. Come riportato da numerosi dati in letteratura l impiego delle terapie alternative, in particolare di integratori e fitoterapici, è in costante aumento nella popolazione generale e sono soprattutto le donne caucasiche, nella fascia d età tra anni, laureate, risultare essere le maggiori utilizzatrici di questi prodotti. Numerosi dati riportano che le donne utilizzano integratori e fitoterapici in ogni fase della vita riproduttiva dall adolescenza fino alla menopausa, incluso il periodo della gravidanza, sia per prevenire che per trattare un elevato numero di sintomi e patologie. Le principali motivazioni che inducono le donne all impiego di terapie non convenzionali rispetto a quelle convenzionali è che le prime vengono considerate come prodotti naturali e quindi privi di effetti collaterali. Esistono molte condizioni sia ostetriche sia ginecologiche in cui l impiego di integratori e fitoterapici si è dimostrato efficace sia nella prevenzione che nel trattamento di numerosi disturbi. In ambito ostetrico un esempio su tutti è quello dell acido folico (vitamina B9) che dovrebbe essere assunto al dosaggio di 0.4mg da tutte le donne che programmano una gravidanza dal periodo preconcezionale fino al termine della 12 settimana di gestazione. L assunzione di questo integratore è infatti fondamentale per la prevenzione di alcuni difetti congeniti dello sviluppo del sistema nervoso centrale fetale. Dai dati dell Istituto Superiore di Sanità, nel 2004 la percentuale delle donne che assumevano correttamente acido folico raggiungeva appena il 4%, nel 2011 dopo un adeguata campagna informativa si è arrivati al 20-30%, con marcate differenze tra le diverse Regioni italiane e tra donne italiane e straniere. Questi dati, seppur mostrino un netto miglioramento rispetto a quelli di alcuni anni fa, vanno comunque migliorati ed è infatti necessario sensibilizzare non solo le donne ma soprattutto i ginecologi sulla necessità di prescrivere l assunzione di questo integratore alle donne che programmano una gravidanza. Un altra integrazione altrettanto valida e supportata dalla letteratura è quella riguardante il trattamento dell anemia indotta dalla gravidanza con integratori a base di ferro. Una valida alternativa all assunzione di ferro, che spesso è associata a numerosi effetti collaterali, quali dolori gastrici e dissenteria, è l utilizzo della lattoferrina, una molecola che di recente è stata introdotta nella pratica clinica per il trattamento dell anemia correlata alla gravidanza. L azione di questa molecola non è attribuita solo alla quantità di ferro apportato, peraltro molto inferiore a quella somministrata con altri integratori, ma ad un più complesso meccanismo che coinvolge i fattori chiave dell omeostasi sistemica del ferro, che in sostanza permettono il legame tra questa molecola ed il ferro stesso impedendone l aumentato consumo. Novità assoluta è quella che riguarda l impiego del myo-inositolo non solo in campo ginecologico, ma anche ostetrico: in particolare sarà l associazione mio e d-chiro inositolo ad essere discussa. Nell ultimo decennio numerosi studi hanno dimostrato l efficacia di questi integratori nel trattamento della sindrome dell ovaio policistico (PCOS), patologia molto complessa caratterizzata da alterazioni endocrinologiche e metaboliche. In queste pazienti l assunzione di 4g al giorno di myo-inositolo associate a 400µg di acido folico ha indotto una riduzione dei disturbi del metabolismo come l insulino resistenza e l iperinsulinemia, un miglioramento dell assetto ormonale e una riduzione di alcuni sintomi fisici come l irsutismo. Inoltre, tra le donne che si sono rivolte a centri di procreazione medicalmente assistita, sia sane che affette da PCOS, l assunzione di myo e d-chiro-inositolo è stata associata ad un miglioramento della qualità ovocitaria. Sulla base di questi risultati incoraggianti negli ultimi anni l attenzione si è spostata anche in ambito ostetrico. I risultati dei primi studi condotti in donne gravide ad elevato rischio di sviluppare diabete gestazionale, dimostrano che l assunzione dei 2 isomeri dell inositolo, migliora la tolleranza glucidica, riduce in modo si- 30 d m e d d w e l l n e s s

6 gnificativo l aumento ponderale materno e quindi riduce significativamente il rischio di sviluppare diabete gestazionale. Sempre riguardo ad entrambe le discipline, attualmente sono in corso numerosi studi che hanno l obiettivo di confermare i dati incoraggianti riguardo all utilizzo di probiotici somministrati per via orale nelle donne con vaginosi batterica, un disturbo molto diffuso sia al di fuori che durante la gravidanza. La somministrazione di questi preparati, in particolare contenenti i ceppi di Lactobacillus acidophilus Lactobacillus rhamnosus L. acidophilus e Bifidobacterium lactis, agisce a livello vaginale migliorando le difese locali e favorendo l instaurarsi di un ambiente sfavorevole alla proliferazione di agenti patogeni. Attualmente i dati disponibili suggeriscono l efficacia dell utilizzo di alcuni ceppi di probiotici nella terapia e successiva prevenzione dei casi di vaginosi batterica. In particolare, come emerge da un recentissimo studio, in ambito ostetrico la prevenzione e riduzione della vaginosi batterica sembra essere associata anche alla riduzione del numero di parti pretermine. Un capitolo molto ampio riguarda l impiego dei fitoestrogeni soprattutto nel trattamento dei sintomi correlati alla menopausa. I fitoestrogeni sono sostanze naturali ad attività simil-estrogenica che grazie alla loro struttura chimica, sono in grado di legarsi ai recettori degli estrogeni ed espletare, attività biologiche di tipo estrogenico od antiestrogenico. La diversificazione di questo effetto dipende dalla loro concentrazione, da quella degli estrogeni prodotti dall organismo e da caratteristiche individuali. Per quanto riguarda l ambito ginecologico, il ruolo terapeutico dei fitoestrogeni è stato inizialmente indagato sulla base di semplici osservazioni epidemiologiche sulle popolazioni asiatiche, la cui alimentazione è particolarmente ricca di soia. Dall esame di questi dati, e dal loro confronto con i corrispettivi occidentali, è emersa una minore incidenza dei disturbi associati alla menopausa. Da qui, in ambito ginecologico, la proposta di utilizzare un integrazione alimentare di fitoestrogeni nella prevenzione e cura dei sintomi climaterici quali vampate di calore e secchezza dei genitali. Il ruolo protettivo dei fitoestrogeni nella comparsa dell osteoporosi è in attesa di conferme cliniche, ma gode già di ottimi presupposti epidemiologici e sperimentali. Riguardo all impiego di prodotti fitoterapici in ostetricia, doveroso sottolineare che attualmente sono numerose le ricerche in corso che hanno il duplice obiettivo di dimostrare sia l efficacia dei prodotti sul sintomo materno che la sicurezza sul benessere fetale. A questo proposito sono pochissimi gli studi randomizzati sull uso di fitoterapici in gravidanza che descrivono entrambi questi parametri. In particolare l impiego di fitoterapici molto spesso non avviene sotto il controllo medico e la donna assume tali prodotti in piena autonomia e senza consultare lo specialista. Un recente studio epidemiologico ha dimostrato che l assunzione di alcuni fitoterapici in gravidanza è associata ad un maggior rischio di parto pretermine e di basso peso alla nascita inferiore a 2500gr. Questi dati preliminari vanno assolutamente confermati da nuove indagini ma offrono sicuramente uno spunto di riflessione. Distributore ufficiale per l Italia: SINTEK S.r.l. Milano - Tel: / m e d d w e l l n e s s d 31

7 pianeta primo piano nutrizione Nutrizione, Nutraceutica ed attività fisica per le persone attive over 40 La popolazione del mondo occidentale fortunatamente vive mediamente sino all ottava decade di vita, la prevenzione contro le malattie degenerative è diventato un imperativo scientifico/culturale a cui le società evolute non possono, ma soprattutto non devono sottrarsi. La prevenzione passa attraverso anche tre aspetti fondamentali delle vita sociale: alimentazione corretta, integrazione nutraceutica opportuna, costante e benefico esercizio fisico. Tuttavia spesso larghi strati della popolazione dopo una gioventù attiva smette di svolgere una costante attività fisica, per riprendere ad una età intorno se non superiore ai 40anni, mentre molte altre persone condizionate dai media iniziano a svolgere una regolare, e spesso troppo intensa attività fisica dopo i 40anni. Il convegno ha proposto in modo originale e scientificamente approfondito di discutere gli aspetti fisici, nutrizionali e dell uso di integratori nutraceutici, a supporto di attività fisiche di una certa intensità, in soggetti over 40 che vogliono svolgere uno sport semiagonistico. Il convegno ha approfondito gli aspetti caratteristici e distintivi della composizione corporea nei soggetti over 40 anche in correlazione alle variazioni ormonali che in questa età iniziamo a modulare non perfettamente molti aspetti biochimici collegati con l attività fisica e con l alimentazione. Inoltre si evidenzieranno come programmi atletici specifici si possono applicare per mantenere un buon stato di forma in soggetti che hanno svolto regolarmente l attività sportiva con un certa costanza ed intensità. Si è parlato di come l organismo sportivamente anziano possa trovare giovamento dall assunzione di alcuni supplementi dietetici e di nutraceutici, in ragione dell attività fisica svolta, ma soprattutto in ragione di mantenere la massa muscolare efficiente, contrastando le fisiologiche perdite di massa e di forza muscolare che iniziano proprio a 40anni. 32 d m e d d w e l l n e s s

8 primo piano Stevia: le straordinarie proprietà di una pianta rivoluzionaria. a cura del Dottor Giovanni Montagna Dietista Docente SaNIS Scuola di Nutrizione e Integrazione nello Sport La Stevia rebaudiana Bertoni è un piccolo arbusto originario della parte nord-orientale del Paraguay, della famiglia delle asteracee (compositae), assimilabile quindi ad erbe, vegetali e fiori come la camomilla, il dragoncello, l indivia, la lattuga, le margherite, il girasole e il crisantemo. Grazie al suo gusto dolce, alla Stevia sono state assegnate molte denominazioni, come foglia di miele, foglia dolce del Paraguay, foglia dolce, erba dolce, foglia confetto ed erba miele. Questo perché le sue foglie sono ricche di composti dolci detti glicosidi steviolici. La Stevia è stata scoperta per la prima volta dalle popolazioni indigene che utilizzavano le sue foglie per edulcorare le loro bevande. Nell ottocento, il consumo della Stevia si era esteso a tutto il Sud America, incluso il Brasile e l Argentina. La sua diffusione al di fuori del Sud America avvenne a seguito della sua scoperta, avvenuta nel 1887, da parte del botanico M.S. Bertoni. Nel 1931, due chimici francesi, M. Bridel ed R. Lavielle, hanno isolato i principali componenti che conferiscono alla Stevia il suo gusto gradevole: i glicosidi steviolici. Già utilizzata per le proprietà medicali oltre che dolcificanti,molte delle componenti della Stevia sono state studiate a fondo negli anni, sia allo scopo di fugare ogni dubbio sulla sicurezza, sia per individuarne tutte le potenzialità benefiche e quindi le possibili applicazioni. Dal 1970, i giapponesi hanno condotto approfondite ricerche sulla stevia e hanno riscontrato come il suo utilizzo sia completamente sicuro. Anche enti internazionali sulla sicurezza alimentare come il Comitato congiunto di esperti FAO e OMS (rispettivamente l Organizzazione delle Nazioni Unite per l Alimentazione e l Agricoltura e l Organizzazione Mondiale della Sanità) sugli additivi alimentari (JEFCA) a livello internazionale, l Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) a livello europeo, come pure agenzie nazionali per la sicurezza alimentare, hanno redatto panel sulla sicurezza nel consumo della Stevia e dei suoi componentii. Degli estratti dalla foglia di Stevia, soltanto stevioside e rebaudioside A sono le componenti di principale interesse per le loro proprietà dolcificanti. Infatti, questi costituenti della Stevia tendono a produrre il gusto dolce meno rapidamente rispetto al saccarosio, ma per un lasso di tempo maggiore. Dolcificante acalorico naturale I glicosidi steviolici sono dolcificanti intensivi estratti dalle foglie della pianta Stevia (Stevia rebaudiana Bertoni). Il potere dolcificante di tali sostanze, quali steviosidi e rebaudiosidi, è volte superiore a quello del saccarosio. Questa sua principale caratteristica, per cui è stata conosciuta, la rende utile in chi segue alimentazioni ipocaloriche atte al controllo ed alla gestione del peso o comunque a chi vuole edulcorare bevande, infusi, tisane, ecc, senza utilizzare zuccheri calorici (es.: saccarosio e fruttosio) e/o edulcoranti di derivazione chimica. Non solo per dolcificare Una recente revisione della letteratura scientifica finora disponibile, ha messo in evidenza una serie di qualità benefiche derivanti da determinate componenti della pianta di Stevia. Oltre all elevato potere dolcificante, possiede proprietà antitumorali, attività anti-ipertensiva, attività anti-iperglicemica, attività anti-diarroica, anti cariogena, anti virale, anti microbica, 34 d m e d d w e l l n e s s

9 immunostimolante, insulinotrofica. Perché non sfruttare quindi queste sue qualità vedendola come un vero e proprio nutraceutico e non solo come una bustina di dolcificante. Per chi deve controllare l intake alimentare, oltre ad utilizzarla come edulcorante può beneficiare dell azione antifame della Stevia. L assunzione di uno snack di 290 kcal con aggiunta di Stevia prima di un pasto ha un potere saziante come 490 kcal addizionate invece di saccarosio (in soggetti magri e/o obesi). La glicemia e l insulinemia post prandiale (nel pasto successivo al «carico» di stevia o saccarosio) è inferiore dopo l assunzione di Stevia rispetto a saccarosio. Ottima notizia non solo per chi deve perdere peso ma anche per un alimentazione salutare, visto che gli eccessi di glucosio nel sangue e di insulina sono proossidanti e proinfiammatori. Pressione sanguinea Uno studio per valutare la tollerabilità di 1500 mg di stevioside (assunzione di 500 mg tre volte al giorno) ha riscontrato che l utilizzo di stevioside per 2 è stato associato ad una diminuzione sia della pressione sistolica che diastolica di 6,7% e 6,4%, rispettivamente senza inoltre avere effetti collaterali sulla tollerabilità. Questo studio ha anche osservato che il il gruppo Stevia aveva un tasso ridotto di ipertrofia ventricolare sinistra con un valore deel 11,5% per la stevia rispetto al 34,0% del placebo. In Ipertesi l assunzione di 250mg di stevioside tre volte al giorno (totale 750 mg) ha provocato una diminuzione della pressione sanguigna (8,1% sistolica e 13,8% diastolica) rispetto al placebo al terzo mese di utilizzo e mantenuta nei successivi nove mesi. La cosa interessante è che chi era normoteso (pressione nella norma) non ha subito variazioni pressorie. Metabolismo del glucosio I benefici dell assunzione di stevia sono Oltre all elevato potere dolcificante, la Stevia possiede proprietà anti tumorali, anti virali ed anti microbiche, oltre a dimostrarsi sostanza immunostimolante ed insulinotrofica, rappresentando un un valido aiuto contro iperglicemia ed ipertensione. stati studiati anche su diabetici di tipo 2. Una singola assunzione di stevioside (1.000 mg) in un pasto misto, è stato in grado di ridurre l AUC (area sotto la curva) di glucosio postprandiale (dopo il pasto) del 18% rispetto al controllo (1 g di amido di mais). In soggetti con diabete di tipo 2, può possedere anche effetto insulinotrofico (migliora la produzione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas ed il suo rilascio) e di inibizione sulla produzione di glucagone che spesso causa iperglicemia da neoglucogenesi (detto molto semplicemente, il glucagone fa produrre glucosio da altri substrati). In ratti alimentati per 4 mesi con un alimentazione alta in grassi, l assunzione di steviosidi ha ridotto l insulino resistenza (quindi una migliore gestione dei carboidrati) rispetto al controllo che assumeva placebo. Infiammazione e sistema immunitario Nei topi, l assunzione orale di mg/ kg di stevioside un ora prima di iniezione di lipopolisaccaride (LPS) è stata in grado di attenuare l aumento della conta delle cellule immunitarie (neutrofili e macrofagi) nel polmone. Si pensa l effetto sia secondario all inibizione e/o interferenza dell attivazione delle vie dell NF-kB (nuclear factor K-B) e MAPK in risposta a LPS, inibendo il rilascio di citochine infiammatorie. Lo Stevioside sembra possedere proprietà anti-infiammatorie nei ratti dopo l ingestione orale di dosi piuttosto tollerabili anche nell uomo. Questo studio è molto interessante (anche se ancora in vitro e non in vivo) perchè è il primo che riporta un meccanismo dello stevioside sull attività antitumorale (tumore al seno). Certe altre sostanze chimiche vegetali, come sulforafano nelle verdure crocifere e allicina trovati nell aglio, hanno effetti simili. Alcuni dei cibi più studiati per questa proprietà di attivazione dei sistemi di detossificazione (di conseguenza antiossidanti, antinfiammatori, ecc) sono quelli ricchi di polifenoli come il tè (tè verde in particolare), mirtilli, olio extra vergine di oliva, vino rosso, agrumi, tè di ibisco, soia, cioccolato fondente, caffè, curcuma e altre erbe e spezie, e un certo numero di erbe medicinali tradizionali. Muscolatura scheletrica Si è osservato che stevioside è stata associata ad un aumento dei tassi di rigenerazione muscolare attraverso l aumento del reclutamento di cellule satellite e aumenta la capacità funzionale del muscolo danneggiato 7 giorni successivi alle lesioni. Nell esperimento erano stati dati 10mg/kg di stevioside giornaliera in ratti (per via orale) per una settimana prima di indurre tossicità al muscolo scheletrico (via cardiotossina). Questa proprietà rigenerativa è probabilmente secondaria m e d d w e l l n e s s d 35

10 primo piano pianeta nutrizione alla sua azione anti-infiammatoria (l inibizione di nf-kb, che è risaputo avere effetto positivo sull ipertrofia muscolare in animali). Effetti allergizzanti/tossici del dolcificante naturale Secondo un report sottoposto alla FDA per il riconoscimento della rebaudioside A come sostanza GRAS (Generally Recognised As Safe), gli studi effettuati non hanno evidenziato dubbi sulla possibile allergenicità o tossicità dei prodotti di degradazione o dei glicosidi steviolici presenti nel prodotto. Secondo la completezza dei dati disponibili, si è concluso, pertanto, che nessuna evidenza scientifica ha supportato l ipotesi che i glicosidi steviolici, inclusa la rebaudioside A, possano avere un potenziale tossico o allergizzante. Nota: Per eventuali approfondimenti è possibile consultare la bibliografia completa sul sito Dott. Giovanni Montagna Dietista Docente SaNIS Scuola di Nutrizione e Integrazione nello Sport Sa.N.I.S.: High Tech della nutrizione e Integrazione sportiva A partire da Ottobre Akesios Group Società di consolidata esperienza nell organizzazione di congressi, workshop, scuole e corsi in ambito medico-scientifco in collaborazione con il Prof. Fulvio Marzatico (Responsabile Laboratorio di Farmacobiochimica Nutrizione e Nutriceutica del Benessere Università di Pavia) organizzano per il terzo anno consecutivo Sa.N.I.S., la prima scuola di alta formazione specializzata nella nutrizione e supplementazione alimentare in ambito sportivo. In un contesto spesso poco strutturato, Sa.N.I.S. rappresenta l unico percorso formativo di nutrizione sportiva in grado di conciliare tradizione nutrizionale e l high tech dell integrazione sportiva. La scuola si articola in 2 Anni Accademici: il primo basato su informazioni nutrizionali di base affrontate e approfondite attraverso una visione innovativa, il secondo orientato ad una formazione professionalizzante dove nutrizione e attività fisica vengono esplorate a 360, elaborando strategie nutrizionali per ogni tipo di attività sportiva. Il corpo docente è composto da Professori Universitari supportati da esperti per una perfetta miscelazione fra accademia e competenze da campo. Le città in cui Sa.N.I.S. è presente sono: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Padova, Palermo, Pavia, Roma, San Benedetto del Tronto e Torino. La Scuola è aperta a Medici, Odontoiatri, Biologi, Dietisti, e Farmacisti per i quali sono previsti 100 crediti ECM nei due anni e più in generale agli operatori del mondo della nutrizione, sport e benessere. 36 d m e d d w e l l n e s s

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