Alle famiglie. n. 2 anno Ospedale Dermatologia: un nuovo servizio per la prevenzione delle lesioni cutanee

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1 Alle famiglie n. 2 anno 2010 Azienda Inaugurato a Valdagno il nuovo Centro di raccolta donazioni sangue Ospedale Dermatologia: un nuovo servizio per la prevenzione delle lesioni cutanee Territorio Farmaci: 10 regole per l'uso sicuro dei farmaci Prevenzione La sicurezza degli alimenti

2 azienda Donazioni sangue Inaugurato a Valdagno un nuovo centro di raccolta È stato inaugurato a Valdagno il 19 luglio 2010 il nuovo centro di raccolta per le donazioni di sangue. Alla cerimonia hanno presenziato i vertici dell Azienda Ulss 5 e della Regione del Veneto, rappresentata ai suoi massimi livelli dall assessore regionale alla sanità Luca Coletto. All evento, che ha avuto luogo al termine di una intensa sessione di donazioni, ha partecipato una qualificata rappresentanza delle associazioni dei donatori di sangue presenti nel vasto territorio della Ulss, suggellando in questo modo una decennale comunione di intenti e di azioni tra il volontariato e il servizio sanitario locale. La sede del nuovo centro di raccolta è esattamente sopra al Monumento ai Caduti della Grande Guerra, inglobato nell edificio storico ospedaliero, detto comunemente Ospedale vecchio. Presenta oggi stanze ampie e luminose, un ampio corridoio per l attesa dei donatori e servizi confortevoli. Durante gli ultimi anni, sotto la direzione del dott. Maurizio Soli, le donazioni raccolte dal Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) della Ulss 5 nelle tre sedi di Valdagno, Montecchio M. e Lonigo sono cresciute costantemente, raggiungendo nel 2009 il numero di (8.356 unità di sangue intero e aferesi di plasma o piastrine). Nell anno in corso vi è stata un ulteriore significativa crescita rispetto all anno passato di circa il 4%. La generosità tradizionale di questa terra è costantemente alimentata dalla motivazione e dinamismo dei numerosi gruppi di donatori di sangue della FIDAS, dell AVIS, della ADS C.P. Trevisan e da un rapporto consolidato tra operatori sanitari e realtà di volontariato. Per il 2011, grazie anche alla disponibilità del personale dell Ulss 5 e al sostegno delle citate associazioni, ci siamo impegnati come SIMT a garantire l'apertura al Inaugurazione del Centro Trasfusionale di Valdagno con il direttore generale Renzo Alessi (secondo a sinistra), affiancato dall assessore regionale alla sanità Luca Coletto e dalla donatrice Nicoletta Cracco, con la presenza anche del senatore Paolo Franco (al centro della foto). sabato, a rotazione tra le tre sedi, in modo da facilitare l accesso alla donazione per coloro che, per motivi di studio e lavoro, non possono agevolmente presentarsi durante la settimana. In conclusione, in momenti non facili da un punto di vista socio-economico, l inaugurazione del nuovo centro donatori di sangue di Valdagno si fa portatore di un forte segnale positivo che incoraggia noi operatori a migliorare la qualità, l accesso e l efficienza dei servizi offerti. Massimo La Raja e Enrico Acerbi Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Ulss 5 Notizie Periodico d informazione dell Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino numero 2 anno 2010 DIRETTORE Renzo Alessi DIRETTORE RESPONSABILE Elisabetta Carlotti REDAZIONE Maria Camilla Boato, Elena Sandri Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino Via Trento, Arzignano (VI) tel. 0444/ RACCOLTA PUBBLICITARIA Meneghini & Associati Srl Viale Trento, Vicenza GRAFICA E STAMPA Officina Grafica Aldighieri Via U. Nobile, Arzignano (VI) Consegnato in tipografia Autorizzazione del Tribunale di Vicenza n. 669 del Tiratura copie distribuzione gratuita A questo numero hanno partecipato: Enrico Acerbi, Giancarlo Acerbi Alessandra Belfontali, Elisabetta Bertocco, Silvia Bonin, Maria Paola Cariolato Donata Cecchinato, Maria Elena Centomo, Francesca Concato, Ermanno Dian, Mariarosa Ferrari, Eduardo Ioffredo, Massimo La Raja, Giorgia Lora, Simonetta Lombardi, Alvaro Lorenzi, Sonia Marchi, Giorgio Mariot, Marica Melato, Massimo Mion, Raffaele Morello, Eugenio Moro, Marco Pagliai, Elisabetta Pieri, Piero Pujatti, Sabrina Rampado, Giovanni Ronzani, Michele Salvetti, Ferruccio Savegnago, Fabio Senarigo, Arnaldo Toffon, Stefano Zanolini, Rinaldo Zolin, Giuseppe Zordan, Roberta Zordan 2

3 Sommario: Azienda 2 Donazioni sangue. Inaugurato a Valdagno un nuovo centro di raccolta 4 Digital Signage. Un canale sempre aperto verso i cittadini 4 Teatro. Il palcoscenico diventa cura per il disagio psichico 5 Alcolismo. Un nuovo percorso medico-psico-sociale per il paziente 6 Obesità. Il problema si ingrassa Ospedale 8 Ospedale. Nominato il Direttore Medico di Presidio 8 Ecocolordoppler. Un esame non invasivo per le malattie cardiovascolari 9 Qualità percepita. Indagine sui dimessi dagli ospedali pubblici del Veneto 10 Videolaparoscopia. Passi da gigante nella chirurgia mini-invasiva 12 Dermochirurgia. Nuovo servizio di prevenzione e cura delle lesioni cutanee 13 Lombalgia. È ancora necessario convivere con il dolore? 13 M.F.R. l'unità operativa ha un nuovo primario 14 Ausili informatici. Un nuovo servizio per le persone con disabilità 15 Pluripatologie. I nuovi ambulatori della Medicina Generale di Arzignano 16 Scompenso cardiaco. Proposta di un modello organizzativo nell'ulss anno del polmone. Giornata Mondiale della Spirometria Territorio 18 Protesi e ausili. Come accedere all'assistenza protesica - integrativa 19 Diabete. Le problematiche del diabetico ospite nelle residenze per anziani 20 Pet Therapy. Interventi assistiti con animali per la prevenzione dei disturbi comportamentali 20 Esportiamoci. IX edizione della manifestazione internazionale 21 Stile di vita salutare. Percorso formativo del Dipartimento Salute Mentale 22 Il Genogramma. Uno strumento di approccio clinico alle situazioni di sofferenza alcol-correlate 23 Spazio giovani. Nuovi progetti per i giovani dai 14 ai 20 anni 24 Benessere dello studente. Iniziative di promozione alla salute nelle scuole 25 Farmaci. 10 regole per l'uso sicuro dei farmaci Prevenzione 26 Ti taggo. Un progetto per navigare in rete sicuri 27 Sport e andrologia. Lo sprint nell'intimità Lotta alla sedentarietà. Progetto regionale di promozione dell'attività fisica 28 Gatti. Per una convivenza serena 29 Sicurezza degli alimenti. Il Sistema Rapido di Allerta Comunitario 30 Pidocchi. Come combattere efficacemente la pediculosi Il Direttore Generale Renzo Alessi Editoriale Sanità è un tema caldo nell ambito della comunicazione, di grande attrattiva per i mass media e altamente d impatto sul percepito del cittadino. Le aziende pubbliche sono più avvezze a subire la comunicazione, peraltro spesso critica e incline a descrivere un fil rouge negativo, che a utilizzarla come strumento per condividere le informazioni, migliorare il dialogo, facilitare l empowerment del cittadino. Inoltre, quando la Sanità funziona, nessuno ha nulla da dire, anzi, paradossalmente nessuno lo sa. L idea di un modello comunicativo reinventato, si è trasformata per la nostra Azienda in una scelta fondamentale: dare forma ad un percorso di trasparenza, credibilità e coinvolgimento, per dialogare con la persona/utente, attorno alla cui centralità è costruito il modello assistenziale dei servizi. Se è vero che la comunicazione è arte, capacità e scienza, è altrettanto vero che è un ingrediente essenziale per creare un filo diretto tra istituzioni e cittadini, priorità assoluta ad un dialogo efficace. La nostra comunicazione vuole essere un utile strumento per la gente, vuole contribuire a creare conoscenza su quali servizi vengono offerti, sul loro livello qualitativo, valorizzando, inoltre, l immagine complessiva e di operato di chi è quotidianamente impegnato nei confronti del benessere della collettività. L'immagine aziendale, che verrà presentata con una conferenza stampa nel mese di dicembre, si presenta rivisitata nel logo e nel messaggio che vuole riassumere l'intera mission aziendale: La sanità che ti sta vicino, dove il termine vicinanza non va interpretato nel mero senso di contiguità geografica, ma come una trasparente dichiarazione d intenti a rappresentare un coinvolto, solidale, sensibile e capace punto fiduciario a garanzia di salute e benessere. Il territorio dell Ulss 5 rappresenta un area importante e diversificata al suo interno, dove comunicare non ha solo il senso di trasferire informazioni e dati, ma quello ben più ampio di unire i concetti di condividere e rendere noto. E l Ulss 5 ha molte cose da comunicare e condividere con la collettività: eccellenze ed efficienze che la rendono un Azienda professionale ed umana, schierata al 100% a favore della tutela della salute e del benessere dei cittadini. All interno di questa edizione di Ulss 5 Notizie è presentata una delle più recenti innovazioni organizzative dell Ulss 5: l ambulatorio per lo scompenso cardiaco. Un modello assistenziale costruito attorno e per la persona, che dedica al paziente una pluralità di approcci orientati a creare alleanze sempre più sinergiche tra medico ed utente. Ma viene anche descritto il percorso di installazione di una serie di monitor, in ambienti Ulss (Arzignano, Lonigo, Montecchio Maggiore e Valdagno) ad elevata frequentazione di pubblico, la cui funzione è totalmente indirizzata a trasferire all utente informazioni sui servizi offerti, sulle innovazioni, sulle iniziative di prevenzione e di educazione alla salute messe in atto dall Ulss 5, con una modalità comunicativa più moderna ed accattivante. Vorremmo esprimere professionalità e rispetto per la salute dei cittadini, assicurare trasparenza e qualità, costruire una comunicazione utile ed efficace che accompagni, giorno dopo giorno, i cittadini a sentirsi tutelati ed informati. 3

4 azienda Digital Signage Un canale sempre aperto verso i cittadini Presso le sedi della nostra Ulss, in punti di particolare frequentazione, sono attivi da qualche mese alcuni monitor di grandi dimensioni, sui quali passano senza interruzione messaggi, informazioni e consigli per i cittadini in attesa. Installati nell ambito del progetto denominato Digital Signage, questi apparati costituiscono uno degli strumenti che la nostra Azienda sta mettendo in campo per potenziare la comunicazione verso l utenza del Servizio Sanitario, con particolare riguardo ad informazioni di utilità pratica. Attraverso le installazioni, sono diffuse informazioni di interesse generale (notiziari aggiornati e meteo) e di intrat- Al Teatro Comunale di Lonigo, nella serata del 28 maggio, sono stati messi in scena due spettacoli: "I Musicanti di Brema", con la partecipazione degli utenti della Residenza Sanitaria Assistita, e "Le metamorfosi" che ha avuto come attori gli utenti della Comunità Riabilitativa, entrambe di Lonigo. Gli attori, utenti seguiti dal Dipartimento di Salute Mentale, dopo un lungo e faticoso laboratorio, hanno raccontato, tramite lo spettacolo, le abilità apprese e i successi maturati, in altre parole come dal problema psichiatrico si possa uscire. In apertura l assistente sociale Raffaele Morello ha messo in evidenza che «La serata è un occasione d incontro, una ulteriore tappa del viaggio all esterno per incontrare la comunità locale, le persone che vi fanno parte e stabilire con loro delle alleanze operative. Il benessere della persona, infatti, si ottiell monitor installato presso l Ufficio CUP-Cassa dell Ospedale di Arzignano. tenimento, ma soprattutto messaggi di più specifico interesse per la salute. Ad esempio, tramite sintetiche video news in costante aggiornamento, vengono divulgate notizie riguardanti le novità nei servizi dell Ulss 5, consigli sulla tutela della salute nei diversi periodi dell anno (le vaccinazioni stagionali, la difesa dal caldo) o di carattere più generale (prevenzione di infezioni e contaminazioni, corretto utilizzo dei farmaci, modalità di fruizione dei diversi servizi della Ulss) e altri aggiornamenti e informazioni utili ai cittadini nel rapporto con il Servizio Sanitario. Per dar loro la massima diffusione, i messaggi trasmessi mediante Digital Signage saranno contemporaneamente disponibili anche sul sito web dell Azienda: I monitor sono attualmente attivi presso le sale d attesa dei CUP degli ospedali di Arzignano, Montecchio M. e Valdagno e saranno progressivamente diffusi presso le altre sedi dell Ulss 5. Fabio Senarigo Area Funzionale Gestione dei Progetti Tecnologici Teatro Il palcoscenico diventa cura per il disagio psichico ne attraverso la cura ma anche nel rapporto di collaborazione con l esterno per realizzare l integrazione sociale». «Il teatro è uno straordinario strumento terapeutico riabilitativo e rieducativo» hanno sottolineato la psicologa Marzia Cariolato e l educatrice Martina Stizzoli - conduttrici del gruppo RSA - «la modalità è stata quella di accostarsi allo spettacolo considerandolo parte di un processo creativo e di trasformazione della personalità dell attore. Alla fine della rappresentazione il lavoro terapeutico continua poiché occorre accompagnare gli attori a mantenere traccia della nuova e positiva immagine di se stessi e del gruppo che questa esperienza ha contribuito a costruire». Nella serata del 28 maggio, con la presenza di autorità locali e di un nutritissimo pubblico, si è assistito ad uno spettacolo ma soprattutto si è contribuito ad abbattere i pregiudizi intorno alla salute mentale, facendo così del bene agli utenti ma anche alla popolazione perché, grazie allo spettacolo, si è dimostrato che la patologia si può affrontare e risolvere. Raffaele Morello U.O.S.D. Centro Salute Mentale Centro Sud 4

5 azienda Un nuovo percorso medico-psico-sociale per il paziente Alcolismo Da una collaborazione fra l Unità Operativa di Medicina Generale dell Ospedale di Arzignano e il Servizio Dipendenze (SER.D.), nasce un progetto che ha lo scopo di assistere il paziente con problematiche alcol-correlate in tutte le sue molteplici necessità, evitandogli imbarazzanti e ripetute valutazioni da parte di strutture diverse. L alcolismo è una malattia medico-psico-sociale che provoca morti all anno in Italia. Il 5% della popolazione ha un rapporto patologico con l alcol. L assunzione di alcol è responsabile del 50% dei decessi per incidente stradale, del 30% delle morti sul lavoro e del 40% dei ricoveri ospedalieri. L abuso alcolico prolungato provoca danni all organismo che possono interessare qualsiasi organo, data la diffusibilità della molecola dell alcol. I danni organici sono di diversa gravità, talora sono irreversibili, talora sono mortali. L alcol-dipendente spesso ha problematiche psicologiche o psichiatriche, che necessitano di un sostegno da parte di figure professionali sensibilizzate al problema. L alcolista quasi sempre ha problemi sociali, che riguardano più frequentemente la famiglia e l ambiente di lavoro, ma non è raro che vi siano problemi con la giustizia. L alcolista ha bisogno, perciò, di essere assistito da più professionisti, sensibilizzati al problema e con le giuste competenze. Nella maggior parte delle aziende sanitarie, accade invece che ci sia una unità operativa che si occupa di alcologia limitatamente ad un solo aspetto della malattia, e diverse strutture per gli altri due aspetti, a cui è dedicato personale sanitario non sempre sensibilizzato ad assumere un approccio sistematico all alcolista, il quale, per contro, è costretto a passare da una struttura all altra e ad aprirsi con persone sempre diverse e spesso non adeguate. Il peregrinare, senza un punto di riferimento forte, è una delle cause di uscita dal programma di riabilitazione. Queste difficoltà di gestione dell alcolista e della sua famiglia erano ben note al dott. Valerio Mecenero, direttore del SER.D., e a me quando ci incontrammo con il proposito di offrire al paziente un percorso riabilitativo, nel cui ambito operino tutte persone sensibilizzate alle problematiche medicopsico-sociali dell alcolismo. Dall 1/10/2010 l alcolista e i suoi familiari possono contare sulle strutture del SER.D. per le questioni psico-sociali, mentre per i problemi organici hanno una corsia preferenziale presso l ambulatorio di alcologia dell U.O.C. di Medicina Generale, con la possibilità di un ricovero programmato per i casi più gravi. Possono accedere al programma tutti i pazienti con diagnosi di alcol-dipendenza primaria, secondo i criteri diagnostici del DSM IV, che accettino un percorso di disintossicazione e riabilitazione dall alcol. L ambulatorio internistico alcologico si svolge ogni lunedì dalle 14,30 alle 17,30, presso l ambulatorio del reparto di Medicina Generale, al 2 piano dell Ospedale di Arzignano, ed è gestito in prima persona dalla dott.ssa Anna Fornasiero. Per ogni paziente sarà redatta una cartella clinica alcologica e verrà, quindi, creato un archivio alcologico gestito dal personale medico dell ambulatorio di alcologia. Rimane di grande importanza in tutto questo il ruolo operativo e collaborativo dell Associazione Alcolisti Anonimi, che noi operatori in ambito alcologico non ringrazieremo mai abbastanza per la disponibilità e la competenza. Lo scopo finale di questa collaborazione fra SER.D. e U.O.C. di Medicina Generale è di dare, al paziente e alla sua famiglia, la sicurezza e la tranquillità necessarie in un cammino riabilitativo difficile e irto di ostacoli terribilmente insidiosi. Piero Pujatti Direttore U.O.C. di Medicina Generale di Arzignano 5

6 azienda Obesità Il problema si "ingrassa" Il 10 ottobre di ogni anno viene celebrato l Obesity Day, giornata nazionale di sensibilizzazione nei confronti dell obesità, organizzato dall ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) nei Servizi di Dietetica e Nutrizione. Ciò appare ancora necessario perché, nonostante l attenzione posta al problema, il tasso di obesità in tutto il mondo (anche nei paesi in via di sviluppo) sta aumentando continuamente. I dati italiani più recenti raccontano che 1 italiano (uomo o donna fra 35 e 74 anni) su 4 è obeso. Considerando tutte le fasce di età, emerge che 1 italiano su 10 è obeso e 1 su 3 è in soprappeso. Ma se questo è di per sé un dato preoccupante, segnali ancor più inquietanti giungono dall incremento esponenziale della richiesta di soluzioni chirurgiche per combattere l obesità e dalla vera epidemia di obesità infantile, che vede la Campania maglia nera d Europa con 21 bambini su 100 obesi. La scarsa efficacia finora dimostrata dai sistemi convenzionali per combattere l obesità, come le modificazioni dello stile di vita e dell alimentazione, l assenza quasi totale di farmaci in grado di aiutare l individuo nella sua lotta quotidiana contro le ciambelle dell amore, sta incrementando la richiesta di chirurgia bariatrica (chirurgia dell obesità), tanto che, si stima, un milione e mezzo di obesi gravi (di cui l 80% donne) stiano attendendo un intervento chirurgico. Ancora peggiore è la prospettiva di avere un esercito di bambini soprappeso/obesi, poiché il bambino obeso di oggi sarà l adulto obeso di domani, con scarse prospettive di riuscire a dimagrire stabilmente. A questo proposito, tuttavia, i dati del nostro territorio non sono così drammatici, come molta stampa nazionale enfatizza. Il Servizio di Dietetica della nostra Ulss ha condotto nel 2008 una indagine tra gli alunni della scuola media di Montecchio Maggiore, che ha mostrato una prevalenza globale di soprappeso del 7,4% in prima e del 2% in terza. Scorporando, tuttavia, i dati per nazionalità, si scopre che gli italiani sono obesi nel 5,4%, mentre i non italiani lo sono nell 8,3% dei casi. I parametri utilizzati per giudicare lo stato di obesità furono quelli di T.J. Cole, ricavati da un indagine internazionale. Nel 2009 il Servizio di Dietetica ha svolto un ulteriore indagine presso le scuole di Valdagno. Utilizzando gli stessi parametri dell anno precedente, la prevalenza dell obesità nel campione globale, è risultata del 5,7%, mentre negli italiani la prevalenza era del 4%. Utilizzando per gli studenti italiani i valori di riferimento ricavati da Cacciari in una popolazione italiana, la prevalenza dell obesità scende al 2,9%. Tali risultati ci insegnano come sia importante la conoscenza del proprio territorio per attuare forme di prevenzione appropriate e che la multiculturalità, ormai realtà comune nella nostra società, non significa uguaglianza, in quanto esiste un patrimonio genetico con cui ognuno convive e che non può essere ignorato. L obiettivo dell Obesity Day è quello di stimolare la popolazione dell Ulss 5 a rivolgersi al Servizio di Dietetica del proprio territorio, che sarà certamente in grado di aiutare le persone con problemi di peso ad affrontare le difficoltà insite nella modifica dello stile di vita. Giovanni Ronzani Responsabile U.O.S.D. Dietetica Ospedaliera e Nutrizione Clinica 6

7 azienda giugno

8 ospedale Ospedale Nominato il Direttore Medico di Presidio Il dott. Luigi Dal Sasso dal 13 settembre scorso è il nuovo Direttore Medico con il compito di dirigere le strutture ospedaliere dell Ulss 5. Laureato in Medicina e Chirurgia, ha conseguito la Specializzazione in Scienza dell Alimentazione nel 1982, la Specializzazione in Medicina dello Sport nel 1986 e la Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva nel Tra i numerosi incarichi rico- perti ricordiamo: Responsabile del Distretto Socio Sanitario dell Ulss 6 di Vicenza (1988), Direttore di Distretto Socio Sanitario (2003) e Direttore Sanitario (2006) dell Ulss 21 di Legnago. Il dott. Dal Sasso lavora presso questa Azienda Ulss 5 dal novembre 2009, in qualità Direttore dell U.O.C. Organizzazione dei Servizi Sanitari di Base del Distretto Socio Sanitario. Ecocolordoppler Un esame non invasivo per le malattie cardiovascolari L Ecocolordoppler (ECD) è il gold standard per la diagnostica non invasiva nelle malattie cardiovascolari; indispensabile per il chirurgo vascolare, l'angiologo, il cardiologo e quanti necessitino di una valutazione della perfusione di un organo o di un apparato. Indicazioni accurate all'esame troveranno risposte esaustive; è un esame infatti che deve, per arrivare a formulare una diagnosi, essere suffragato da una anamnesi mirata e da un esame obiettivo. Non farà mai parte della semeiotica medica né chirurgica, né sarà mai un fonendoscopio costoso. Un utilizzo "allargato" di tale diagnostica non fa che allungare le liste d attesa. Torniamo a dare il giusto valore alla diagnostica strumentale, certo che un'appropriata collocazione la renderà più facilmente disponibile a tutti. Il Servizio di diagnostica ecocolordoppler dei tronchi sovra aortici (ECD TSA) presso l'ospedale di Valdagno e di Lonigo, da me effettuato, persegue l obiettivo di far crollare gli esiti della trombosi carotidea, subdola e spesso drammaticamente irreversibile, e di ridurre, per quanto possibile, il destino solamente riabilitativo di questi pazienti. Le immagini evidenziano una insufficienza valvolare (reflusso in paziente con insufficienza mitro tricuspidalica). Arnaldo Toffon U.O.S. Chirurgia vascolare 8

9 ospedale Qualità percepita Indagine sui dimessi dagli ospedali pubblici del Veneto Nel 2009 l Agenzia Regionale Socio Sanitaria (ARSS), della Regione del Veneto, ha eseguito una indagine sulla qualità, tramite questionari inviati ai pazienti dimessi dagli ospedali pubblici del Veneto. L adesione all indagine è stata molto buona: gli questionari compilati e validati corrispondono, infatti, a un tasso grezzo di adesione complessiva pari al 61%. Per quanto riguarda gli ospedali dell'ulss 5, sono risultati validi 906 questionari, corrispondenti al tasso grezzo di adesione del 63%. L analisi dei questionari è stata articolata nelle varie dimensioni della qualità percepita dai dimessi (vedi box nella pagina), anche in rapporto con le singole Ulss e i valori medi dell intera Regione del Veneto. Come si vede nella Figura 1. il giudizio espresso dai pazienti dimessi dagli ospedali veneti è piuttosto positivo e l Ulss 5 Ovest Vicentino è collocata in una posizione media/medio-alta rispetto alle altre aziende sanitarie venete (Figura 2.). Buona 33,5% GIUDIZIO COMPLESSIVO SULL'ASSISTENZA RICEVUTA Discreta 8,8% Scadente 1,7% Ottima 23,4% Molto buona 32,6% 100% 75% 50% 25% 0% No A volte Sempre FIDUCIA NEGLI OPERATORI Medici 2,7% 16,3% 81,0% Infermieri 3,3% 22,1% 74,6% Figura 1. Valutazione dell esperienza di ricovero negli ospedali veneti. Fonte: Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto. Figura 2. Nel grafico è riportata la posizione dell Ulss 5 (puntino azzurro) rispetto al dato regionale, circa le 8 dimensioni della qualità analizzate. Più precisamente, le coordinate delle dimensioni rappresentano il punteggio regionale (asse delle ascisse) e il punteggio dell Ulss 5 (asse delle ordinate), in modo da consentire un confronto immediato tra i due dati. Per facilitare l interpretazione, si sono rappresentate alcune linee di divisione: la linea tratteggiata rappresenta i punti in cui il punteggio dell Ulss 5 e il punteggio regionale sono uguali; i punti che si trovano al di sopra della linea tratteggiata rappresentano dimensioni per le quali il punteggio dell Azienda è superiore a quello complessivo regionale; la linea verde rappresenta uno scostamento rispetto al punteggio regionale (al di sopra o al di sotto) del 10%; la linea rossa rappresenta uno scostamento rispetto al punteggio regionale (al di sopra o al di sotto) del 20%. Fonte: Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto. Le dimensioni della qualità Comunicazione e informazione: tutte le informazioni rilevanti sono condivise con l assistito e la famiglia in modo continuo, coerente, comprensibile e utile. Confort e aspetti alberghieri: silenziosità degli ambienti durante la notte e qualità dei pasti. Generale: qualità dell'assistenza complessivamente ricevuta e fiducia negli operatori sanitari. Partecipazione e responsabilizzazione del paziente: l assistito partecipa attivamente, in qualità di partner, al processo decisionale e alla programmazione, erogazione e valutazione dei servizi. Rispetto e attenzione: cortesia, considerazione, sensibilità e rispetto. Tempestività: i servizi sono forniti e le attività sono svolte per rispondere ai bisogni dell assistito nei tempi appropriati o favorevoli. Sicurezza: i rischi potenziali e/o i risultati non voluti sono eliminati o ridotti al minimo. Altro: sufficiente numero di infermieri. Giuseppe Zordan Direttore U.O.C. Qualità, Accreditamento e Residenzialità Extraospedaliera 9

10 ospedale Videolaparoscopia Passi da gigante nella chirurgia mini-invasiva La chirurgia videolaparoscopica è una tecnica chirurgica mini-invasiva, introdotta negli anni 70, per impiego ginecologico. Nel 1987 fu eseguita, da Mouret, a Lione, la prima colecistectomia laparoscopica. Da allora, la laparoscopia si è andata diffondendo e viene oggi impiegata, con successo, anche per gli interventi dell apparato digestivo e respiratorio. La laparoscopia consiste nell esplorazione diretta della cavità peritoneale, eseguita per mezzo di un sistema ottico, introdotto attraverso una piccola incisione della parete addominale. Per far questo è necessario eseguire il pneumoperitoneo, ossia insufflare, entro la cavità peritoneale, anidride carbonica, sterile, riscaldata e umidificata, in modo da ottenere il sollevamento e lo scostamento della parete addominale dai visceri, trasformando così la cavità addominale, da virtuale a reale. I trocars sono cannule che permettono la comunicazione fra interno ed esterno dell addome; sono dotati di valvola che evita variazioni significative della pressione endoaddominale ed hanno un diametro che va da 0.5 a 12 mm. Il numero e la collocazione dei trocars dipendono dal tipo di intervento e dalla regione anatomica sulla quale si deve operare. La videolaparoscopia si propone gli stessi obiettivi delle tecniche chirurgiche tradizionali (laparotomiche), attraverso una via di accesso agli organi addominali, che riduce al minimo il trauma chirurgico, legato all attraversamento della Un momento dell intervento in laparoscopia eseguito presso il reparto di Chirurgia Generale dell Ospedale di Arzignano dal dott. Luciano Griggio e dalla dott.ssa Sabrina Rampado. parete addominale. Nata come tecnica puramente diagnostica, è divenuta operativa grazie all avvento di microtelecamere ad alta definizione che, montate sull ottica, permettono la visione del campo operatorio su monitor televisivo. I vantaggi della videolaparoscopia includono: - riduzione delle complicanze di ferita (infezioni, ernie), per ridotto trauma dei tessuti; - riduzione del dolore post-operatorio; - rapida ripresa delle funzioni respiratorie e intestinali; - rapida dimissione e ripresa dell attività lavorativa; - migliore risultato estetico. Le indicazioni alla videolaparoscopia sono state ampliate, negli ultimi anni, fino a comprendere quasi ogni patologia chirurgica a carico degli organi addominali: malattie del fegato, della colecisti e delle vie biliari, del pancreas, delle ghiandole surrenali, dell esofago, stomaco, duodeno tenue, colon, appendice, parete addominale ed è applicata con successo anche nella chirurgia d urgenza. Presso l U.O.C. di Chirurgia Generale, diretta dal dott. Luciano Griggio, si eseguono, di routine, tutti gli interventi di chirurgia laparoscopica e toracoscopica. Grazie alla grande esperienza acquisita in questi anni, la Chirurgica Generale dell'ospedale di Arzignano è stata scelta per una sperimentazione di tutoraggio a distanza: la dott.ssa Sabrina Rampado ha condotto una resezione retto-sigmoidea, per via laparoscopica, in collegamento via Internet con il dott. Carlo Augusto Sartori, direttore del Dipartimento strutturale di chirurgia dell Ulss 8 ed esperto laparoscopista, che consigliava e indirizzava la dott.ssa nei vari passaggi tecnici, dal suo studio presso l Ospedale di Castelfranco. Tale metodo innovativo, sperimentato per supportare i giovani chirurghi che in Italia si apprestano ad iniziare la laparoscopia, ci ha visti coinvolti, l anno scorso, al congresso nazionale ACOI (Associazione Italiana Chirughi Ospedalieri), svoltosi a Conegliano. Infine, un accenno alla figura della donna chirurgo, che oggi è riuscita a superare molti pregiudizi e difficoltà, potendosi così dedicare più serenamente al lavoro ed alla carriera, in una società più aperta, mantenendo la propria personalità, in un branca ritenuta, fino a pochi anni fa maschile. Sabrina Rampado U.O.C. di Chirurgia Generale di Arzignano 10

11 VICENZA Via Quasimodo 22/ DIRETTAMENTE IN FABBRICA A: TRISSINO (VI) Viale Stazione FERRARA Via del Commercio 71/ Carrozzine Carrozzine elettriche Deambulatori Montascale Materassi antidecubito Letti attrezzati Poltrone alzapersona Ausili per il bagno Ausili per postura Corsetti Reggiseni e corsetteria per taglie forti su misura Materassi antidecubito e specifici per problemi di postura 11

12 ospedale Dermochirurgia Nuovo servizio di prevenzione e cura delle lesioni cutanee Il Servizio di Dermochirurgia è attivo presso il Presidio Ospedaliero di Lonigo ed è diretto dal dott. Massimo Mion. Gli appuntamenti potranno essere regolarmente fissati attraverso il Centro Unico di Prenotazione (CUP), contattando il numero verde (per i cellulari ), dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 16.00, previa prescrizione del medico curante. Dermochirurgia è quella branca medico/chirurgica che si occupa della diagnosi clinica, della terapia chirurgica e della diagnosi anatomo-patologica delle neoformazioni cutanee, che pongono problematiche dal punto di vista estetico e/o oncologico e che si possono sinteticamente dividere in tre grandi categorie: - benigne - maligne - precancerose. Il nuovo Servizio di Dermochirurgia mira a creare nell'azienda Ulss 5 un polo specifi co per la diagnosi precoce, il trattamento tempestivo e un percorso terapeutico multidisciplinare delle lesioni cutanee sospette, affrontando un problema di salute espresso dall aumentata incidenza del melanoma cutaneo e della mortalità ad esso correlata, poiché solo trattando il melanoma in fase iniziale si giunge ad una prognosi estremamente favorevole, con netto incremento degli indici di sopravvivenza. Partendo dal presupposto che la sicura diagnosi si ottiene solo con l esame istologico definitivo, tutte le neoformazioni devono essere asportate con un margine chirurgico corretto per assicurare la radicalità dell exeresi. La maggior parte degli interventi può essere eseguita ambulatorialmente e comprende l'asportazione della lesione e la ricostruzione che può essere immediata, con l'utilizzo di tecniche di chirurgia plastica. Sia pur con le dovute eccezioni, la dermochirurgia si oc- cupa di tutta quella chirurgia che può essere eseguita in stesia locale. Questo non presuppone, però, che tale tipo di anechirurgia possa essere eseguita esclusivamente in un normale ambulatorio. Al fine di garantire la sicurezza del paziente, alcuni tipi di intervento vengono eseguiti in una sala chirurgica organizzata, dotata di tutti gli accorgimenti e le dotazioni di emergenza con la presenza dell anestesista. Alcune lesioni, infatti, si possono presentare come lesioni complesse in distretti particolarmente delicati (palpebre, labbra) o in sedi fondamentali per una normale vita di relazione (naso, padiglione auricolare, guancia, cuoio capelluto). Il principio dell attività chirurgica di dermochirurgia si basa su una ricostruzione chirurgica, che deve favorire la radicalità senza interferire con il compito preciso di ripristinare la funzionalità e la morfologia, riducendo al minimo il danno psicologico del paziente. Altro obiettivo di notevole rilevanza della dermochirurgia è l elaborazione di un piano terapeutico-chirurgico nel trattamento delle ulcere post-traumatiche e da decubito, che colpiscono soggetti anche in età giovanissima. La diffusione della patologia delle ulcere cutanee croniche genera un impatto sociale da considerare destruente. Tale patologia rende, infatti, scadente la qualità di vita dei malati stessi, coinvolgendo pesantemente l ambiente familiare e inducendo il paziente all isolamento con effetti psicologici negativi. La nuova attività di Dermochirurgia, avviata dall Ulss 5 il 16 settembre scorso, intende realizzare, quindi, specifi ci obiettivi di prevenzione, cura, miglioramento della qualità di vita dell assistito, pur nella razionalizzazione e contenimento della spesa sanitaria, in sintonia con le direttive nazionali e regionali. Massimo Mion Servizio di Dermochirurgia 12

13 ospedale Il dolore non risparmia nessuno, ma il dolore cronico, quello che ti ricorda in ogni istante che non puoi vivere serenamente, quel dolore colpisce soprattutto chi maggiormente necessita di serenità, le persone anziane. Fra i dolori più frequenti nella terza età, il mal di schiena o lombalgia, è sicuramente al primo posto e sono proprio due forme particolari di lombalgia tipiche dell età senile ad essere più difficili da curare, costringendo all immobilità chi ne è colpito: la stenosi acquisita del canale vertebrale e i crolli vertebrali causati dall osteoporosi. La degenerazione delle articolazioni, nota come artrosi, è il prezzo che si paga alla longevità ed è proprio questa l origine del restringimento (stenosi) dello spazio all interno delle vertebre, quando queste vengono colpite dalla malattia. L osteoporosi colpisce quasi costantemente le donne dopo la menopausa, se la dieta non è adeguata per quanto riguarda calcio e vitamine e lo stile di vita è sedentario. In questi casi il rischio di frattura è molto alto e le fratture a livello vertebrale si manifestano come crolli o schiacciamenti, causa di dolore molto intenso che può continuare anche dopo il consolidamento del- Lombalgia È ancora necessario convivere con il dolore? la frattura. I comuni farmaci usati per togliere il dolore sono difficili da usare nell anziano, dal momento che fanno aumentare la pressione e rapidamente danno disturbi gastrici, oppure causano stitichezza e sonnolenza, o semplicemente non funzionano sempre. L intervento chirurgico di correzione vertebrale è particolarmente difficile e gravoso e i risultati spesso non sono soddisfacenti. Ma se i farmaci non sono più sopportati o sono controindicati e l intervento è troppo rischioso per una persona anziana, non è certo la sopportazione del dolore la soluzione migliore. Esistono metodiche che permettono di togliere il dolore senza influire sull organismo: sono metodiche altamente sofisticate da un punto di vista farmacologico, ma estremamente semplici da applicare e adatte anche e soprattutto alle persone anziane. Si tratta di inserire una pompa molto piccola sotto la pelle e collegarla con un tubicino che si posiziona fra le vertebre. La pompa viene riempita di morfina che, spinta lentamente e continuamente, raggiunge il sistema nervoso attraverso il tubicino. Dal momento che la morfina viene immediatamente a contatto del sistema nervoso centrale, sono sufficienti dosaggi volte inferiori a quelli che sarebbero necessari se il farmaco venisse assunto per bocca; ne consegue l assenza di tutti quegli effetti negativi che hanno dato alla morfina quella temibile fama di stupefacente. Le metodiche di modulazione midollare (così si chiamano le tecniche che utilizzano la morfina a livello spinale) non sono ancora molto diffuse e sono conosciute solo in ambiente specialistico, ma i risultati che si ottengono sono spesso sorprendenti, se vengono rispettate le corrette indicazioni. Giorgio Mariot Responsabile U.O.S.D. Terapia Antalgica Medicina Fisica e Riabilitazione L Unità Operativa ha un nuovo primario Dal 4 novembre scorso l U.O.C. di Medicina Fisica e Riabilitazione ha un nuovo primario, il dott. Stefano Mazzon. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1989, ha conseguito la Specializzazione in Geriatria nel 1993 e in Medicina Fisica e Riabilitazione nel Il dott. Mazzon proviene dall Ulss 8 di Asolo (TV), dove svolgeva la propria professione presso l U.O.C. di Medicina Fisica e Riabilitativa, ha svolto attività di medico fisiatra presso il Centro Universitario Sportivo di Padova. Segretario della sezione Evidence Based Medicine della SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione), relatore a convegni di interesse riabilitativo, dal 2006 è docente presso i corsi di Evidence Based Medicine per medici e operatori sanitari. 13

14 ospedale Ausili informatici Un nuovo servizio per le persone con disabilità Un nuovo servizio è attivo presso l Ospedale di Lonigo rivolto alle persone con disabilità che necessitano della fornitura di ausili informatici. Il campo della tecnologia informatica, negli ultimi anni, è stato oggetto di numerose e importanti innovazioni. Questo ha comportato conseguenti miglioramenti nella produzione di ausili informatici per la disabilità. Finora però la valutazione e la successiva fornitura veniva delegata ad aziende private. Recentemente sono stati costituiti dei servizi sanitari in grado di valutare l utilità e l adeguatezza dell ausilio informatico in relazione al miglioramento dell autonomia della persona disabile. In particolare le Ulss della provincia di Vicenza sono tra le prime ad aver creato tali servizi, ancora rari nel territorio nazionale. L Ulss 5, all interno di un ampio progetto che prevede l organizzazione di una rete riabilitativa provinciale, ha previsto l istituzione del Laboratorio Ausili Informatici, una struttura in ambiente sanitario che si avvale della presenza di diverse figure professionali, come il medico fisiatra, il fisioterapista e il logopedista. Il gruppo di progettazione, con approccio interprofessionale, effettua la valutazione tecnologica, cioè verifica le competenze e le prestazioni funzionali della persona con disabilità in ambito tecnologico. I pazienti, quindi, vengono sottoposti a prove guidate per l eventuale successiva prescrizione dell ausilio, in relazione alla problematica evidenziata. Gli ausili informatici rivelano la loro utilità in ambito riabilitativo, migliorando l abilità motoria, cognitiva e comunicativa, cercando nuove oppor- Laboratorio ausili informatici tunità di esercizio. Si tratta, inoltre, di strumenti di compenso che possono aiutare a colmare l handicap. Possono riguardare le diverse aree di disabilità (sensoriale, cognitiva, comunicativa e motoria), sia in età adulta che evolutiva, per deficit congeniti o acquisiti. Ad esempio, in ambito comunicativo, un ausilio potrebbe essere un computer adattato che aiuti la persona ad esprimere i propri bisogni, ma anche che gli permetta di socializzare tramite posta elettronica. Un altro esempio può essere l utilizzo di un joystick per guidare in autonomia una carrozzina o un semplice pulsante per chiedere aiuto. L ausilio non è riservato solo a chi è già in grado di usare un computer e può rivelarsi utile per molte persone anche con gravi deficit motori (tetraplegie) o sensoriali (ipovedenti), che potrebbero imparare o tornare a scrivere con particolari tastiere o mouse. Prima però della fornitura dell ausilio è necessario che il disabile effettui la valutazione presso il Laboratorio da parte del gruppo di progettazione, il quale può effettivamente rilevare l utilità di un ausilio informatico per quella persona. Il progetto è stato possibile anche grazie al contributo della Fondazione CARIVERONA, che ha partecipato al finanziamento del percorso formativo e alla fornitura di un ausilioteca, cioè personal computer, software e vari ausili informatici necessari per le valutazioni dei pazienti. Ha contribuito, inoltre, al finanziamento di una borsa di studio per una logopedista che segue il Laboratorio. Silvia Bonin Ferruccio Savegnago U.O.C. Medicina Fisica e Riabilitazione Per informazioni: Laboratorio Ausili Informatici presso Ospedale di Lonigo Poliambulatori al piano terra, Tel. n Si può accedere al servizio previa visita fisiatrica 14

15 ospedale Pluripatologie I nuovi ambulatori della Medicina Generale di Arzignano L utente dei reparti di Medicina Generale è sempre più un paziente pluripatologico, che necessita di una visione a 360 del suo stato di salute. Ne consegue la crescente importanza del ruolo dello specialista in Medicina Interna nell impostazione diagnosticoterapeutica. Anche l attività ambulatoriale dei reparti di Medicina deve adeguarsi per far fronte al paziente complesso. La prerogativa dello specialista in Medicina Interna è quella di curare il malato nel suo insieme, non la singola malattia. È evidente come diventi fondamentale una tale visione nell impostazione diagnostico-terapeutica del paziente anziano con patologie multiple. La questione però non si esaurisce con il periodo del ricovero. La fase della gestione domiciliare è altrettanto delicata e necessita di un punto di riferimento chiaro e forte, che si affi anchi alla preziosa opera del medico di medicina generale. Un altro aspetto importante riguarda la Sindrome d abbandono, che si impossessa del paziente e dei familiari al momento della dimissione e che si esprime con la domanda o con il pensiero recondito: E adesso in caso di bisogno da chi andiamo?. Non trascuriamo poi il problema logistico, legato alla frammentazione territoriale della nostra Ulss, con conseguenti diffi coltà per l anziano pluripatologico, se costretto a peregrinare da uno specialista all altro in paesi e/o ospedali diversi. Facendo la summa di queste considerazioni, i miei collaboratori e io abbiamo sentito la necessità di rivedere l organizzazione dei nostri ambulatori e allargare la tipologia delle prestazioni. Vorremmo che nel futuro immediato il paziente dimesso dalla Medicina Generale di Arzignano continuasse a essere seguito nel tempo con controlli ambulatoriali internistici dedicati alle patologie più frequenti, lavorando in stretta collaborazione con il medico di medicina generale, il quale avrebbe un riferimento continuo cui appoggiarsi in caso di difficoltà. Naturalmente i nostri ambulatori continueranno ad essere a disposizione anche degli utenti non ricoverati, qualora il medico di medicina generale lo ritenga utile. Con questo rinnovamento dell attività e con l apporto di nuove forze, e perciò di nuovo entusiasmo, auspichiamo di elevare la qualità del servizio reso all utenza e di semplifi care l accesso e l uso delle strutture sanitarie da parte del paziente e dei familiari. Piero Pujatti Direttore U.O.C. di Medicina Generale di Arzignano La nuova attività ambulatoriale, operativa dall 1/11/2010, è così strutturata: lunedì dalle 14,30 alle 17,30 ambulatorio internistico dedicato alle problematiche alcol-correlate (dott.ssa Fornasiero), presso reparto al 2 piano; nella stessa fascia oraria, al piano terra, ambulatorio n. 2, verrà attivato l ambulatorio allergologico (dott. Rancan, dott. Favero); martedì dalle 14,30 alle 17,30 ambulatorio internistico dedicato alle malattie cardiovascolari (dott.ssa Galiotto, dott.ssa Cecchetto) presso il reparto al 2 piano e ambulatorio di epatologia (dott.ssa Gottardo), presso il day hospital del reparto; mercoledì dalle 14,00 alle 17,00 ambulatorio di gastroenterologia (dott.ssa Faedo), ambulatorio n. 2, piano terra dell ospedale e dalle 14,30 alle 17,30 ambulatorio internistico dedicato alle malattie metaboliche (dott.ssa Lorenzi) presso il reparto al 2 piano; giovedì dalle 10,00 alle 13,00 ambulatorio di reumatologia (dott. Checchetto) presso l ambulatorio n. 2 al piano terra e dalle 14,30 alle 17,30 ambulatorio di ematologia (dott.ssa Vergolani), sempre presso l ambulatorio n. 2. Agli ambulatori si può accedere previo appuntamento, con impegnativa del medico di medicina genera riportante la dizione Ambulatorio internistico dedicato a. 15

16 ospedale Scompenso cardiaco Il 19 ottobre è stato inaugurato ad Arzignano, alla presenza delle autorità locali, l Ambulatorio dello Scompenso Cardiaco, di nuova istituzione e afferente alla Unità Operativa Complessa di Cardiologia. La problematica relativa all ottimizzazione del percorso assistenziale per i pazienti con scompenso cardiaco ha assunto una grande rilevanza nella moderna cardiologia. Infatti, nei paesi industrializzati la prevalenza delle malattie cardiovascolari è andata generalmente diminuendo, mentre quella dello scompenso cardiaco (SC) è progressivamente aumentata. Lo SC colpisce attualmente dallo 0.4% al 2% della popolazione adulta europea, con un aumento esponenziale legato all avanzare dell età. In Veneto la prevalenza, non aggiustata per l età, corrisponde a 3 casi per 1000 soggetti/anno e supera i 100 casi per 1000 soggetti nella popolazione di età superiore ai 65 anni. L incidenza annuale è di 1-5 nuovi casi per 1000 soggetti/anno e si raddoppia per ciascuna decade oltre i 45 anni. Una serie di criticità si evidenzia dall analisi di come venga gestito l intero problema dello SC nel nostro paese, soprattutto se esaminato dal punto di vista della politica sanitaria. Ancor oggi molteplici figure professionali sono di fatto coinvolte nella gestione: cardiologi, medici di medicina generale (MMG), internisti, pneumologi, geriatri e altri specialisti. Oggettive e rilevanti difficoltà relazionali tra tali operatori possono portare a conseguenze negative: prima tra tutte, Proposta di un modello organizzativo nell'ulss 5 in ordine di rilevanza sociale, il dispendio di ingenti risorse di finanza pubblica a fronte del conseguimento di risultati insufficienti in termini di ripristino e di mantenimento dello stato di salute della popolazione. La gran parte dei pazienti con SC non viene gestita al meglio delle attuali potenzialità cliniche, intese in termini di corretto inquadramento farmacologico e interventistico. Il problema gestionale dello SC si traduce, quindi, anche in un problema finanziario rilevante per la sanità italiana, rappresentando circa l 1.4% della spesa sanitaria pubblica globale. L assistenza ospedaliera non solo è la fonte di maggiore assorbimento di risorse finanziarie, ma ad essa spesso si ricorre a più riprese (nel singolo paziente), con un alto numero di riospedalizzazioni e in situazioni talora non necessarie (ospedalizzazioni cosiddette a basso rischio ). L abbattimento dei costi complessivi dello SC passa principalmente attraverso la diminuzione della durata dei ricoveri e da soluzioni organizzative che tendano a ridurre in modo apprezzabile l assorbimento di risorse legato ad ospedalizzazioni a basso rischio. L accorciamento dei tempi di degenza è possibile attraverso una maggiore intensità delle cure, un ottimizzazione del percorso diagnostico e la presenza di un Ambulatorio dedicato allo SC, a cui far riferire il paziente dimesso per visite successive e a breve distanza di tempo. E pertanto necessario sviluppare delle proposte di modelli assistenziali innovativi (ognuno con caratteristiche peculiari, rispondenti ad esigenze locali precisamente identificabili, con obiettivi concretamente perseguibili), ma che tutti passino attraverso un elemento centrale comune: la continuità assistenziale. All insegna di questa esigenza fondamentale, le varie figure professionali devono raccordarsi in modo armonico, avendo come scopo la necessità, inderogabile, di far proprie le conclusioni delle linee guida e dei grandi trial clinici controllati e di trasferirle sul terre- Nella foto da sinistra, il direttore medico ospedaliero Luigi Dal Sasso, il direttore sanitario Simona Aurelia Bellometti, il Direttore U.O.C. Cardiologia Eugenio Moro, il dott. Mauro Boschello, il direttore generale Renzo Alessi e il sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin. 16

17 ospedale no della pratica clinica. Vari modelli si possono proporre strettamente connessi ai bisogni effettivi dei pazienti e concretamente realizzabili nelle varie realtà locali e (in ultimo ma non ultimo) a costi accettabili. Un assetto proponibile potrebbe essere costituito da un Ambulatorio dedicato allo SC gestito dal cardiologo, coadiuvato da personale infermieristico specializzato in regime di Day Service integrato dal Day Hospital e con l estensione dell assistenza a livello delle UTAP e domiciliare. Il MMG diventa il casemanager del paziente, collabora con il cardiologo per la definizione diagnostica e l impostazione terapeutica. Il cardiologo dell Ambulatorio per lo Scompenso Cardiaco rimane referente e consulente per i casi di particolare complessità clinica, di cui diventa generalmente casemanager. Il personale infermieristico è coinvolto nella gestione del paziente collaborando con il personale medico. In conclusione ciò che sembra utile doversi proporre all attenzione degli organizzatori della sanità pubblica è il concetto di disease management della sindrome SC. Vari e qualificati contributi della letteratura hanno dimostrato che un tale approccio, organicamente concordato con le autorità sanitarie competenti, possa ridurre le ospedalizzazioni ma soprattutto migliorare la qualità di vita e lo stato funzionale dei pazienti. Eugenio Moro Direttore U.O.C. Cardiologia 2010 anno del polmone Giornata Mondiale della Spirometria Ambulatorio della Patologia Respiratoria dell Ospedale di Montecchio M. L anno 2010 è stato dichiarato dal Forum internazionale delle società scientifiche respiratorie Anno del Polmone. Ogni anno le malattie respiratorie causano circa 10 milioni di morti (il 7% delle morti a livello globale) e rappresentano circa il 4% di tutte le patologie al mondo, creando una spesa di miliardi di dollari ogni anno tra cure e mancata produttività. Il Forum internazionale delle società respiratorie (FIRST), che coinvolge associazioni di oltre 160 paesi, mira a incrementare i fondi per la ricerca e l attuazione di strategie utili a combattere questa "epidemia delle patologie respiratorie". Obiettivo principale è diffondere a vario livello e con diverse iniziative la cultura pneumologica e promuovere la salute respiratoria, essenziale per la vita dell'uomo. Tra le varie iniziative proposte quest anno vi è la Giornata Mondiale della Spirometria, che si è svolta il 14 ottobre scorso. La spirometria è un test utilizzato per la diagnosi di diverse patologie respiratorie. Infatti, grazie al dispositivo chiamato Spirometro, attraverso il quale il paziente soffia aria dai polmoni, è possibile valutare l efficienza della respirazione. Anche l U.O. di Patologia Respiratoria dell Ulss 5 ha partecipato alla giornata mondiale, offrendo la propria disponibilità e professionalità gratuitamente ai cittadini che si sono presentati spontaneamente presso la propria sede sita nell Ospedale di Montecchio Maggiore. Allo scopo di sensibilizzare la popolazione sui rischi della propria salute, inoltre, il Servizio di Patologia Respiratoria, in collaborazione con il Comune di Montecchio Maggiore e nell ambito del progetto Salute & Benessere, ha promosso 2 giornate dedicate alle malattie respiratorie e una serata di informazione alla popolazione che si è tenuta il 28 ottobre scorso. Elisabetta Bertocco U.O.S. Patologia Respiratoria 17

18 territorio Protesi e ausili Come accedere all'assistenza protesica - integrativa Eduardo Ioffredo U.O.S.D. Assistenza Specialistica Protesica Integrativa per informazioni U.O.S.D. Assistenza Specialistica Protesica Integrativa 5.it Ufficio Assistenza Protesica Arzignano - Via Kennedy 2 Tel. n Valdagno - Via G. Galilei 3 Tel. n Ufficio Assistenza Integrativa Arzignano - Via Kennedy 2 Tel. n Assistenza Protesica È in continuo aumento il numero di persone che hanno bisogno di autorizzazioni per la fornitura dei dispositivi (protesi, ortesi e ausili tecnici) erogabili nell ambito del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). È importante, pertanto, spiegare come accedere al Servizio di Assistenza Protesica. L Uf- ficio Assistenza Protesica provvede al rilascio dell autorizzazione per la fornitura di dispostivi ortopedici (calzature, protesi, carrozzine, deambulatori, letti, ecc.), apparecchi acustici, ausili per la comunicazione, protesi per laringectomizzati, protesi oculari, ausili ottici, protesi mammarie e ausili per l incontinenza. Per la presentazione della domanda è necessario essere residente in uno dei Comuni afferenti all Ulss 5 e portare questi documenti: 1. prescrizione di un medico specialista del SSN competente per tipologia di menomazione o disabilità, o del medico di famiglia per gli: assistiti a domicilio ADIMED, per i dispositivi essenziali e standard; assistiti non deambulanti con incontinenza sfinterica e necessità di presidi per assorbenza (pannoloni e/o traverse); 2. verbale della Commissione di accertamento dell invalidità, ove previsto; 3. preventivo di spesa di una sanitaria convenzionata, nei casi previsti. L Ufficio provvederà al rilascio dell autorizzazione con la quale l utente potrà rivolgersi al fornitore di fiducia per i dispositivi su misura o personalizzati, mentre per gli ausili di serie lo stesso Ufficio provvederà ad attivare la fornitura. Assistenza Integrativa L' Ufficio Assistenza Integrativa rilascia autorizzazioni per l accesso a particolari prestazioni terapeutiche e/o riabilitative a seguito della presentazione della richiesta dell utente, accompagnata dalla seguente documentazione: per gli affetti da fibrosi cistica del pancreas, una prescrizione specialistica rilasciata dal Centro Regionale Veneto di Ricerca - Prevenzione - Cura Fibrosi Cistica dell Azienda Ospedaliera di Verona; per assistenza per la ricerca di donatore non consanguineo di midollo osseo, la proposta dello specialista di branca di una struttura pubblica; per le cure climatiche e altre indennità agli invalidi di guerra e cate- gorie assimilate, la certificazione medica circa l appropriatezza delle cure richieste e la documentazione attestante la condizione di invalido di guerra o appartenente a categoria assimilata (MOD. 69 e simili); per l accesso a centri di riabilitazione extraregionali, la prescrizione, da parte dello specialista di branca di una struttura pubblica, del ciclo di cure - in regime ambulatoriale o di ricovero - presso il centro di riabilitazione convenzionato; per i ricoveri all estero, la prescrizione dello specialista di branca, operante nel territorio nazionale e tutta la documentazione sanitaria utile alla valutazione del caso; per il rimborso delle spese per l assistenza ai portatori di handicap psicofisici che applicano i metodi Doman, Vojta, Fay o Aba, la certificazione medica specialistica, la documentazione della spesa e la certificazione relativa all invalidità riconosciuta, da consegnare entro il 30 ottobre di ogni anno; infine, non è più richiesta l autorizzazione dell Ulss per l anticipazione del trattamento di fine rapporto (TFR). Deve essere consegnato direttamente al datore di lavoro la seguente documentazione: a. preventivo di spesa dello specialista di fiducia; b. certifi cazione dello specialista di branca di una struttura pubblica, attestante che trattasi di trattamento terapeutico necessario e straordinario. 18

19 territorio Diabete Le problematiche del diabetico ospite nelle residenze per anziani Il giorno 27 marzo 2010, presso Villa Margherita a Valdagno, si è tenuto il convegno interaziendale (Ulss 4 e Ulss 5) Le problematiche del diabetico ospite nelle residenze per anziani. Il tema è emerso alla nostra attenzione perché la gestione e l assistenza ai pazienti diabetici ospiti in tali strutture pone problemi specifi - ci, che derivano tanto dalle loro caratteristiche, quanto dall incremento della vita media. Nel corso del convegno si è approfondito il trattamento clinico, si sono confrontati standard di cura, obiettivi terapeutici, condividendo un progetto di gestione tra medico di medicina generale e specialista diabetologo, con una particolare attenzione all importante ruolo del personale infermieristico, che ha una presenza costante all interno delle strutture. Lo sviluppo e l analisi di un questionario, preventivamente distribuito ai medici di medicina generale presenti all interno delle case di riposo, ha permesso di quantifi care il problema e a contestualizzarlo nella nostra realtà, diventando utile strumento di analisi sia per il diabetologo che per l Ulss. I questionari pervenuti erano relativi a 30 strutture residenziali. Dalla elaborazione delle risposte dei questionari ricevuti è risultato che, su ospiti, 642 (23.4%) sono affetti da diabete. Di questi, 382 (59%) è in cura con ipoglicemizzanti orali e 260 (41%) è insulino trattato con una o più somministrazioni di insulina. È emersa una grande eterogeneità di comportamento nelle varie strutture su Quando somministrare l insulina regolare, rilevando una criticità riguardante la corretta somministrazione dell insulina. Inoltre è emerso che in più della metà degli ospiti insulino trattati, il controllo glicemico mediante stick non segue un protocollo preciso di determinazioni glicemiche giornaliere. Risulta, altresì, che nel 45% delle strutture intervistate non è presente un protocollo condiviso per il trattamento dell ipo- glicemia e che nel 50% non è disponibile nella struttura il glucagone, necessario in caso di ipoglicemia grave. I partecipanti al corso, circa una settantina, sono stati divisi in gruppi di lavoro comprendenti sia medici che infermieri, che hanno discusso e sviluppato le tematiche relative agli obiettivi terapeutici del paziente diabetico anziano, gli schemi maggiormente appropriati relativi alla terapia insulinica e la gestione delle ipo e iperglicemie. Sono state illustrate, inoltre, le tecniche di somministrazione dell insulina e il corretto controllo glicemico con il refl ettometro. Al termine dell incontro gli elaborati di ciascun gruppo sono stati presentati e discussi in seduta plenaria con successiva stesura di un documento fi nale di intenti: tra questi la necessità di incontrarci di nuovo tra due anni per verificare come il convegno potrà aver modifi cato il comportamento di medici e infermieri, nel senso di una maggior uniformità nel trattamento dell anziano diabetico nelle varie strutture. Simonetta Lombardi, Responsabile U.O.S.D. Diabetologia ed Endocrinologia Ermanno Dian, Responsabile U.O.S.D. Residenzialità Extraospedaliere Adulti Anziani 19

20 territorio Pet Therapy Interventi assistiti con gli animali per la prevenzione dei disturbi comportamentali Anche l Ulsss 5 ha iniziato un attività di ricerca, in materia di Pet Therapy, realizzando interventi assistiti con gli animali con bambini in età della scuola primaria. Il progetto, volto a verificare l utilità degli interventi con gli animali per l apprendimento delle life skills (ossia le abilità sociali inerenti la comunicazione interpersonale, la capacità di negoziare, la cooperazione, il lavoro di gruppo), viene realizzato in collaborazione con il Centro di Referenza Nazionale di Montecchio Precalcino dell Azienda Ulss 4, le Facoltà di Psicologia e di Medicina Veterinaria dell Università di Padova e l Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Per la realizzazione degli interven- ti è stata costituita un équipe di lavoro composta da un pediatra, da una psicopedagogista, da un veterinario e da quattro conduttori cinofili afferenti all Unità Cinofila dell Associazione di Protezione Civile di Valdagno. Le attività sono già iniziate nel mese di marzo 2010, presso il Centro di Pet Therapy ubicato nei locali dell ex pronto soccorso dell Ospedale vecchio di Valdagno. Nella prima fase del progetto sono stati coinvolti 24 bambini, frequentanti i centri educativi pomeridiani del territorio. I bambini hanno partecipato complessivamente a 30 interventi, con la presenza di quattro cani appositamente selezionati per le attività: un labrador, un golden retriever, uno schnauzer nano e un cocker spaniel. L attività di ricerca proseguirà anche nell anno scolastico , con interventi nei centri educativi pomeridiani e nelle scuole primarie di Arzignano, Castelgomberto, Brogliano, Montecchio Maggiore, Sarego, Trissino, e Valdagno. Per ulteriori informazioni è possibile consultare nel sito dell Azienda Ulss 5 la pagina dedicata alla Pet Therapy. Roberta Zordan U.O.C. Materno Infantile Alvaro Lorenzi Servizio Veterinario Équipe Pet Therapy Esportiamoci IX edizione della manifestazione internazionale Dal 29 agosto al 4 settembre il Centro Arcobaleno ha partecipato alla manifestazione Esportiamoci, un percorso per una salute non solo mentale, organizzata da ANPIS (Associazione Nazionale Polisportive Dilettantistiche per l Integrazione Sociale) e promossa in collaborazione con il Servizio Sanitario Regionale dell Emilia Romagna. Si è partiti in 57 alla volta di Viserba di Rimini, sede della manifestazione, che non vuole essere solo un evento sportivo ma soprattutto un occasione di incontro e di condivisione, che vede concretizzarsi appieno i principi di integrazione e di creazione di rete. A Esportiamoci non ci sono nè vincitori nè vinti, c è invece uno sport che crea opportunità d incontro e legami, al fine di trasmettere valori fondamentali per il raggiungimento di obiettivi d interesse sociale: far emergere e amplificare sentimenti di appartenenza, anziché esclusione, nonché approfondire il messaggio lanciato negli anni precedenti per promuovere una corretta informazione intorno al tema della salute mentale e della diversità in generale. L idea di abbinare allo sport altre forme di linguaggio nasce dal desiderio di arricchire la forza della comunicazione della catena sociale soprattutto a 20

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