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1 STARE PIU VICINI AI LAVORATORI ED ALLE IMPRESE MIGLIORARE L EFFICIENZA DEI SERVIZI RIDURRE I COSTI PROCESSO CRITICO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE E LINEE DI INDIRIZZO STRATEGICO DEL CIV 1) Il CIV ha preso atto del documento contenente le Linee guida del Piano industriale ; ha colto lo spirito partecipativo con cui il documento è stato prospettato al CIV da parte del Presidente-Commissario, rilevando tuttavia l oggettiva sovrapposizione determinatasi nei fatti tra l elaborazione del Piano industriale vero e proprio a cui il Presidente/Commissario dovrà provvedere in vigenza del decreto interministeriale Lavoro ed Economia del 20 novembre 2008, e gli indirizzi programmatici di mandato che il CIV si accinge ad elaborare, anche in conformità all applicazione della L. 247/07. In questo senso il presente documento deve intendersi come contributo critico e costruttivo, utile per definire le scelte a breve di cui deve occuparsi il Piano industriale e, al tempo stesso, per realizzare un indispensabile raccordo con gli indirizzi di fondo che dovranno orientare la vita dell Istituto nel corso del prossimo quadriennio. Nella loro struttura essenziale le linee guida, per le quali occorre comunque procedere all integrazione con una previsione degli effetti economici e finanziari, fanno riferimento sia alla realizzazione del Polo Salute e Sicurezza che alla realizzazione delle sinergie. Questo punto va chiarito. Il CIV rileva che le linee guida superano in alcuni casi i limiti posti dalle norme di riferimento e prefigurano una riforma di sistema dell assicurazione infortuni e del ruolo istituzionale dell INAIL. Per il conseguimento di tale obiettivo sono peraltro indispensabili sedi formali di confronto fra tutte le parti sociali interessate, preliminari ad eventuali interventi legislativi che, in ogni caso, salvaguardino i principi fondamentali che disciplinano l assetto assicurativo dell INAIL. 1

2 Per queste ragioni il CIV è convinto che il conseguimento del Polo Salute e Sicurezza, da una parte, e la realizzazione delle sinergie, dall altra, occupino due piani di lavoro oggettivamente contigui, ma nettamente distinti, dal punto di vista dei soggetti istituzionali interessati, del grado di integrazione istituzionale, funzionale e gestionale, dei tempi e dei risultati. 2

3 2) Polo Salute e Sicurezza L obiettivo strategico che occorre perseguire con la realizzazione del Polo Salute e Sicurezza è: IL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA DEI SERVIZI, E LA RIDUZIONE DEI COSTI. Le Linee guida individuano nell INAIL, nell ISPESL, nello IAS e nell IPSEMA i soggetti istituzionali che possono essere chiamati a concorrervi. Tuttavia occorre rilevare le seguenti criticità: non emerge se e attraverso quali percorsi gli altri Enti potenzialmente interessati intendano confluire nel Polo Salute e Sicurezza ; l espressione utilizzata per denominare il Polo Salute e Sicurezza trascura di evidenziare la funzione assicurativa dell INAIL e dell IPSEMA, che deve continuare a qualificare la missione dei due Istituti; non vengono menzionati alcuni soggetti che, per alcune competenze istituzionali di cui sono titolari, possono essere plausibilmente considerati parte integrante del Polo Salute e Sicurezza (ad esempio le Regioni e le ASL); non trova sufficiente attenzione la previsione, pur possibile, di sinergie tra Enti né la valutazione di quale tipo di sinergia sia stata sinora avviata o potrà esserlo tra gli Enti previdenziali a prescindere dalla costituzione del Polo Salute e Sicurezza ; non si prevede una opportuna ricognizione su eventuali analoghi percorsi - anche trasversali relativamente agli altri Enti potenzialmente confluenti in tale Polo Salute e Sicurezza. Ciò premesso l efficacia di un piano industriale che voglia perseguire la realizzazione del Polo Salute e Sicurezza deve definire il grado di integrazione funzionale e gestionale che si intende realizzare fra gli Enti interessati. Il profilo istituzionale del Polo Salute e Sicurezza a cui il CIV fa riferimento è quello prospettato nella relazione conclusiva della Commissione bicamerale del 5 ottobre

4 In questo senso si debbono individuare gli obiettivi ed i fattori-chiave per il successo del Piano. Gli OBIETTIVI debbono essere: la realizzazione di una visione strategica in vista di un modello integrato per i servizi di welfare (realizzazione di una rete territoriale orientata all unificazione con altri Enti pubblici ed alla massima prossimità territoriale); l incremento della qualità e della fruibilità delle prestazioni e dei servizi esistenti; piena valorizzazione del principio della presa in carico integrale; valorizzazione di tutti i servizi orientati alla prevenzione; sviluppo di nuovi servizi facilitando l integrazione ed il contatto con lavoratori, cittadini ed imprese; il miglioramento dell efficienza operativa e la conseguente riduzione dei costi di funzionamento dei servizi salute, sicurezza ed assicurazione, attraverso modelli organizzativi innovativi (es. strutture di servizio condivise, centri di eccellenza/competenza); piena valorizzazione dell autonomia patrimoniale/finanziaria; miglioramento del trade-off costi-prestazioni. I FATTORI CHIAVE di successo a loro volta debbono essere così individuati: coinvolgimento delle Parti sociali. definizione di un modello di governance e di funzionamento strumentale coerente con il piano degli interventi da realizzare; individuazione di un piano di interventi di razionalizzazione concreto e fattibile nei tempi stabiliti; forte mobilitazione dei soggetti e degli Enti interessati; rapida definizione di interventi normativi e di comunicazione a supporto dell attuazione; 4

5 3) LE SINERGIE ESTERNE L obiettivo che viene perseguito con la realizzazione delle sinergie fra gli Enti è il conseguimento del risparmio dei costi gestionali stabilito dalla L. 247/07, evitando duplicazioni di competenze istituzionali di ente e di oneri. Il documento propone la piena valorizzazione delle aree di business proprie dell Istituto denominate: la tutela globale ; la consulenza alle aziende ; la Cura ; la Riabilitazione ; la Tutela Assicurativa. Su tali temi si rinvia ai documenti allegati. Su queste basi i soggetti interessati alla realizzazione delle sinergie sono l INAIL, l INPS e l INPDAP. La redazione dei piani industriali dei tre Enti, per le parti interessate alle sinergie, richiede necessariamente un coordinamento da realizzare attraverso una CABINA DI REGIA. Il compito della Cabina di regia sarà quello di individuare le affinità da mettere a fattore comune e le duplicazioni da eliminare. Inoltre occorre: prospettare il grado di integrazione necessario per il conseguimento dei risparmi; definire le azioni gestionali; preventivare i risparmi attesi. Nel quadro degli obiettivi sinergici fra gli Enti, il CIV sottolinea la rilevanza dei seguenti asset e la loro concreta praticabilità: creazione di un Centro studi di eccellenza che unifichi le attività oggi svolte dai tre Enti; il ruolo ricoperto dall INAIL nel sistema di welfare italiano rende altresì significativa la previsione della creazione di una Scuola Superiore per la Prevenzione della quale non vengono declinate 5

6 le caratteristiche ed il possibile ed auspicabile contributo che alla stessa potrebbero offrire gli altri Enti del Polo Salute e Sicurezza processo di innovazione dei sistemi informatici che, prima ancora di porsi l obiettivo della loro unificazione, affronti con urgenza il nodo del dialogo e della interfacciabilità tra piattaforme informatiche non omogenee; razionalizzazione della comunicazione esterna a partire dalla unificazione della produzione di stampa delle pubblicazioni di tutti gli Enti previdenziali ; razionalizzazione delle funzioni di controllo contabile degli Enti; innovazione accesso telematico finalizzata a semplificare e incrementare fortemente le attività relazionali con le Imprese ed i lavoratori; per l Area medica si valuta positivamente una ricerca sinergica con le altre istituzioni che operano sulle stesse tematiche dell INAIL; per l Avvocatura e l Area legale va distinto il contenzioso di carattere economico-contabile in genere (cartelle) da quello di merito in materia di assicurazione infortuni, che, investendo aspetti fortemente specialistici, occorre venga svolto da professionisti specializzati quali sono quelli che attualmente operano presso l Avvocatura INAIL; la valorizzazione del patrimonio immobiliare richiede la quantificazione economica relativa al patrimonio immobiliare riattribuito agli Enti o a proprie società di gestione. Nel corso dell attuazione del Piano industriale assumerà rilievo l orientamento alla costituzione di fondi immobiliari chiusi e di relative società di gestione risparmio; un qualificato progetto di verifica delle Strutture del decentramento permetterà di avviare sperimentazioni di accorpamento logistico di Sedi e di servizi; 6

7 4) LE SINERGIE INTERNE In questa chiave il Piano industriale dell INAIL, oltre a recepire le linee delle sinergie condivise con gli altri Enti, può potenziare il volume dei risparmi attesi dalla L. 247/07 allestendo obiettivi di razionalizzazione, di sinergie e di valorizzazione degli asset interni. A tale scopo il Civ prospetta: la razionalizzazione di tutte le funzioni di supporto tecnico degli Organi collegiali dell istituto; il superamento della dispersione logistica delle attività di direzione strategiche e gestionali centrali nella sede di Piazzale Pastore; la valorizzazione di mercato del patrimonio immobiliare dell Istituto, a partire dagli immobili romani resi disponibili; le politiche del personale. 5) LA MISSIONE DELL INAIL Oltre alle problematiche sopra indicate l elaborazione delle linee di indirizzo strategico e di mandato dovrà riguardare anche quelle connesse: alla certificazione Inail; all adeguamento delle tariffe; al miglioramento delle prestazioni; all area protesico riabilitativa; alle postazioni di bilancio. 7

8 Si allegano i pareri conclusivi delle Commissioni consiliari che costituiscono parte integrante del presente documento. All. n. 1 Commissione Politiche istituzionali di tutela e prevenzione; All. n. 2 Commissione Bilancio e patrimonio; All. n. 3 Commissione Politiche ordinamentali, legislative ed organizzative; All. n. 4 Commissione Politiche tariffarie e rapporti assicurativi. 8

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