2012 DA DIMENTICARE. Consegne Italia Gennaio-Dicembre ,7% Dicembre ,3% a pagina 8. Indice destagionalizzato 80 NON SI VEDONO LUCI

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1 N. 219 MARZO 213 AUTO NUOVE Mensile del Centro Studi Promotor CAMION E BUS CARBURANTI PARTENZA IN ROSSO Immatricolazioni Gennaio-Dicembre ,9% Gennaio ,6% a pagina AUTO USATE BENINO GENNAIO Trasferimenti di proprietà Gennaio-Dicembre 212-9,8% Gennaio ,% a pagina MERCATO EUROPEO RITORNO AL 199 Immatricolazioni Variazioni percentuali tendenziali Variazioni percentuali tendenziali Variazioni percentuali tendenziali UE27+EFTA Gennaio-Dicembre 212-7,8% Gennaio 213-8,5% a pagina CONGIUNTURA NON SI VEDONO LUCI Produzione Industriale Dic 12 su Nov 12 +,4% Dic 12 su Dic 11-7,% a pagina DA DIMENTICARE Consegne Italia Gennaio-Dicembre ,7% Dicembre 212-2,3% a pagina 8 INDICATORI Clima fiducia CSP Variazioni percentuali tendenziali -6 G M M L S N G M M L S N Indice destagionalizzato G M M L S N G M M L S N Media Mobile IN ATTESA DI SEGNALI Indicatori di fiducia Operatori auto Consumatori a pagina 13 EFFETTO BOOMERANG PER IL FISCO In gennaio il gettito fiscale derivante dalle vendite di carburanti per autotrazione è calato di 15 milioni di euro (-5,2%). Il dato conferma l inversione di tendenza delineatasi nel dicembre scorso quando il gettito di benzina e gasolio auto aveva fatto registrare un calo di 229 milioni di euro (-7,2%). (continua a pagina 1) INDICE Mercato Italia 3 Inchiesta CSP auto nuove 4 Inchiesta CSP auto usate 6 Camion e bus 8 Mercato europeo 9 Carburanti 1 Indagine speciale 11 Congiuntura 12 Indicatori di fiducia 13 Dati e Analisi Anno XX n. 219 Direttore Responsabile: Gian Primo Quagliano Registrazione del Tribunale di Bologna n del 8/2/93 Redazione: Via U. Bassi, Bologna Tel. 51/27171 Fax 51/

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3 Partenza decisamente negativa per il mercato automobilistico italiano nel 213. Secondo il Ministero dei Trasporti le immatricolazioni in gennaio sono state con una contrazione del 17,6%. Si tratta, come è ovvio, di una caduta particolarmente pesante e tanto più lo appare se si considera che gennaio 212 aveva già fatto registrare un calo del 16,7%. La domanda di autovetture nel nostro paese è fortemente frenata sia dal quadro economico generale che da fattori specifici. Tra questi ultimi particolarmente negativo è l impatto della tassazione che ha raggiunto livelli tali da essere, non solo paralizzante per i consumi automobilistici, ma addirittura controproducente per lo stesso gettito fiscale. Nel momento in cui scriviamo questa nota sulla domanda di autovetture, come d altra parte sull intera economia, grava una cappa di incertezza legata essenzialmente alla consultazione elettorale dal cui esito, nella percezione dei più, dipende la possibilità che venga adottata una politica realmente efficace di sostegno allo sviluppo economico. In attesa che si sciolga il nodo delle elezioni, gli acquisti di beni di consumo durevole vengono sistematicamente rimandati (come per la verità è accaduto anche in passato per consultazioni elettorali meno decisive). E non si può certo pensare che uno stimolo a comprare auto venga dalle notizie recentemente diffuse, in maniera peraltro poco chiara, sull adozione del redditometro. L orientamento dei consumatori in gennaio appare fedelmente riflesso dal loro clima di fiducia che, secondo l Istat, ha fatto registrare un calo di quasi un punto. Della fiducia dei consumatori, delle imprese e degli operatori auto parliamo a pagina 13. Qui vediamo un altro aspetto che ci pare interessante. In un quadro sempre cupo per le vendite e per gli ordini si registra un evoluzione positiva nell indicatore che per primo segnala mutamenti di tendenza nell orientamento del mercato e cioè il traffico di potenziali acquirenti nei saloni di vendita dei concessionari. Già in dicembre si era registrato un miglioramento dell affluenza di visitatori nei saloni ed in gennaio questa tendenza positiva si è intensificata, mentre si sono fatte meno negative anche le previsioni per l andamento delle vendite a tre-quattro mesi. La circostanza che all aumento di traffico nei saloni di vendita non sia seguita una ripresa degli ordini e che vi sia però un contestuale, sia pur modesto, miglioramento delle previsioni avvalora l ipotesi che decisioni di acquisto ormai mature siano oggi rinviate nella speranza che dalla scadenza elettorale venga un segnale di stabilità. MERCATO ITALIA COMINCIA CON UN ALTRA FORTE CONTRAZIONE IL 213 DELL AUTO TRA ELEZIONI, IMPOSTE E REDDITOMETRO GENNAIO ANCORA IN ROSSO IMMATRICOLAZIONI DI AUTO NUOVE Variazioni percentuali tendenziali Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti IMMATRICOLAZIONI GENNAIO MARCHE /12 FIAT ,34 VOLKSWAGEN ,2 FORD ,33 OPEL ,82 CITROEN ,48 LANCIA/CHRYSLER ,11 RENAULT ,2 PEUGEOT ,13 AUDI ,58 NISSAN ,58 TOYOTA ,96 MERCEDES ,5 HYUNDAI ,17 BMW ,46 KIA ,31 ALFA ROMEO ,16 CHEVROLET ,52 SMART ,2 DACIA ,19 LAND ROVER ,7 MINI ,21 SUZUKI ,42 VOLVO ,77 SKODA ,11 SEAT ,7 JEEP ,62 HONDA ,99 MAZDA ,48 SUBARU ,75 PORSCHE ,62 MITSUBISHI ,47 DAIHATSU ,65 JAGUAR ,65 LEXUS ,94 ALTRE ,92 TOTALE ,58 IMMATRICOLAZIONI GEN-DIC MARCHE /11 FIAT ,86 VOLKSWAGEN ,28 FORD ,59 OPEL ,41 LANCIA/CHRYSLER ,53 CITROEN ,96 PEUGEOT ,78 RENAULT ,27 TOYOTA ,2 AUDI ,76 NISSAN ,46 HYUNDAI ,9 BMW ,27 MERCEDES ,2 ALFA ROMEO ,51 CHEVROLET ,61 KIA ,1 DACIA ,48 SMART ,99 MINI ,48 VOLVO ,73 SUZUKI ,93 LAND ROVER ,35 SEAT ,49 SKODA ,4 JEEP ,85 HONDA ,53 MAZDA ,8 SUBARU ,45 MITSUBISHI ,75 PORSCHE ,76 DAIHATSU ,48 LEXUS ,24 ALTRE ,56 TOTALE ,87 3

4 INCHIESTA CSP AUTO NUOVE IN UN QUADRO SEMPRE MOLTO NEGATIVO SI CONFERMA IL MIGLIORAMENTO DI AFFLUENZA E ATTESE Dall inchiesta congiunturale di gennaio del Centro Studi Promotor vengono indicazioni che confermano la gravità dell attuale situazione. Come abbiamo però già anticipato nella pagina precedente, nel quadro sempre cupo dei giudizi espressi dai concessionari si inserisce qualche elemento che potrebbe essere un primo segnale, se non di un risveglio della domanda, quantomeno di un ritorno di interesse per l auto. Vediamo comunque qui di seguito i risultati dei principali aspetti oggetto della rilevazione. AFFLUENZA NELLE SHOW ROOM. E questo uno degli aspetti in cui si è manifestato qualche elemento di novità. In gennaio l affluenza di visitatori nelle showroom è stata alta solo per il 3% dei concessionari contro il 6% di dicembre. La quota degli operatori che indicano l affluenza su livelli normali sale dal 2% di dicembre al 33% di gennaio e le indicazioni negative, che ovviamente sono quelle relative a bassa affluenza, scendono dal 74% al 64%. Anche il saldo tra valutazioni positive e negative è in netto miglioramento portandosi a -61 da -68 di dicembre, -8 di novembre e addirittura -99 di giugno. ORDINI. L aumento dell affluenza di visitatori nei saloni non ha però almeno finora avuto conseguenze positive sull acquisizione di ordini. In gennaio la raccolta è stata alta soltanto per il 2% degli interpellati contro il 4% di dicembre. Le indicazioni di acquisizioni su livelli normali salgono però dal 9% all 11%, ma restano all 87% le indicazioni di bassi livelli di raccolta. GIACENZE. Sostanzialmente analoga a quella di dicembre è la situazione in gennaio delle giacenze di autovetture nuove. In particolare per il 53% degli interpellati l immobilizzo è su livelli normali, mentre per il 31% è alto e per il 16% è basso. Il saldo è pari a 15 ed è decisamente migliore di quelli che si registravano nella parte centrale del 212 quando il saldo oscillava tra 3 e 4. REDDITIVITÀ. Sempre molto negativa la situazione della redditività delle vendite di autovetture nuove. VALUTAZIONI DEI CONCESSIONARI - INCHIESTA C.S.P. AUTO NUOVE LIVELLO ATTUALE(*) 4 In gennaio rispetto a dicembre si nota tuttavia un piccolo segnale di miglioramento. Gli operatori che lamentano bassi livelli di remuneratività scendono infatti al 91% dal 95% di dicembre. PREVISIONI. Come abbiamo detto, qualche segnale di minor negatività si percepisce nell affluenza di visitatori nelle showroom. Una indicazione analoga viene anche dal quadro delle attese per l'evoluzione della domanda a tre-quattro mesi. In gennaio sale al 9%, dal 4% di dicembre, la quota di concessionari che dichiarano di attendersi un aumento dei volumi di vendita. Sale anche dal 47% al 5% la quota di coloro che ipotizzano stabilità e si riduce di 8 punti percentuali (dal 49% al 41%) la quota di coloro che prevedono nuovi cali. Il saldo tra attese di aumenti e diminuzioni è pari a -32, un livello che non veniva più raggiunto dalla fine degli incentivi Sempre in tema di previsioni va detto che i concessionari ipotizzano una sostanziale stabilità dei prezzi nel prossimo futuro con una lieve tendenza alla diminuzione. PREVISIONI(**) Affluenza S.R. Ordini Redditività Giacenze Consegne Prezzi A N B S A N B S A N B S A N B S A S D S A S D S G F M A M G L A S O N D G (*) A=alto N=normale B=basso S=saldo (**) A=aumento S=stabilità D=diminuzione S=saldo

5 INCHIESTA CSP AUTO NUOVE AFFLUENZA NELLE SHOW ROOM LIVELLO ORDINI BASSA 64% ALTA 3% 33% BASSO 87% ALTO 2% 11% REDDITIVITÀ LIVELLO GIACENZE BASSA 91% 9% ALTA % 53% BASSO 16% ALTO 31% PREVISIONI CONSEGNE PREVISIONI PREZZI DIMINUZIONE 41% AUMENTO 9% STABILITÀ 5% DIMINUZIONE 22% AUMENTO 15% STABILITÀ 63% 5

6 INCHIESTA CSP AUTO USATE IN LIEVE MIGLIORAMENTO L AFFLUENZA NELLE CONCESSIONARIE QUALCHE DEBOLE SEGNALE DAL MERCATO DELL USATO Dal mercato dell usato in gennaio è venuto un segnale positivo. I trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture sono stati contro del gennaio 212. Vi è stato quindi un incremento sul 26 che sfiora il 6%. Un certo miglioramento del quadro emerge anche dai giudizi espressi dai concessionari nell ambito dell inchiesta congiunturale del Centro Studi Promotor condotta a fine gennaio. Vediamo qui di seguito in sintesi i principali risultati che sono anche riepilogati nella tabella a piè di pagina. CONSEGNE. Le valutazioni sulle consegne forniscono indicazioni complessivamente negative, ma con qualche spunto di miglioramento. Gli interpellati che giudicano alto il volume di attività in gennaio sono il 4%, mentre in dicembre nessuno si era espresso in questo senso. La quota di coloro che valutano normale il livello delle consegne scende dal 3% al 24%, mentre aumenta di due punti dal 7% al 72% la percentuale di indicazioni negative. Il saldo migliora passando da -7 di dicembre a -68 di gennaio. GIACENZE. Il quadro delle giacenze mostra una situazione nel complesso non preoccupante. I concessionari che segnalano un alto livello di immobilizzo sono il 25% contro il 2% di dicembre. Indica invece livelli normali il 58% degli interpellati contro il 63% di dicembre e resta stabile al 17% la quota di indicazioni di bassi volumi di immobilizzo. Il saldo è pari a 8 contro 3 di dicembre. VALUTAZIONI DEI CONCESSIONARI - INCHIESTA C.S.P. AUTO USATE AFFLUENZA NEGLI SPAZI ESPOSITIVI. Una indicazione di miglioramento viene dall affluenza negli spazi espositivi dei concessionari. Le indicazioni di un alto numero di visitatori sono il 6% contro l 1% di dicembre, mentre scendono dal 3% al 27% le indicazioni di normalità e scendono al 67% dal 69% le indicazioni di bassi volumi di affluenza. Il segnale positivo è molto debole, ma conferma quanto emerge dalla rilevazione sul mercato del nuovo e cioè che vi è una ripresa di interesse per l acquisto di auto sia nuove che usate. Questo fenomeno, per il nuovo non si è ancora tradotto in un incremento degli acquisti, mentre per l usato ha dato luogo, secondo i dati sui trasferimenti di proprietà, a un moderato recupero sui livelli non soddisfacenti del 212. REDDITIVITÀ. Le indicazioni sulla redditività delle vendite di auto usate sono decisamente migliori rispetto a quelle relative al mercato del nuovo e si confermano in gennaio sostanzialmente sugli stessi livelli di dicembre. In entrambi i mesi nessun concessionario indica la remuneratività su livelli elevati, mentre le indicazioni di redditività normale passano dal 28% di dicembre al 29% di gennaio e quelle di bassa remuneratività passano dal 72% al 71%. Il saldo è pari a -71 contro -72 di dicembre. PREVISIONI. Sostanzialmente stabile anche il quadro previsionale. I concessionari che si attendono un aumento a tre-quattro mesi della domanda di auto usate salgono dall 8% di dicembre al 9% di gennaio. Quelli che ipotizzano stabilità passano dal 65% al 63% e quelli che prevedono diminuzione passano dal 27% al 28%. Il saldo resta invariato a quota -19. LIVELLO ATTUALE(*) PREVISIONI(**) Consegne Affluenza S.R. Giacenze Redditività Consegne Prezzi A N B S A N B S A N B S A N B S A S D S A S D S G F M A M G L A S O N D G (*) A=alto N=normale B=basso S=saldo (**) A=aumento S=stabilità D=diminuzione S=saldo 6

7 INCHIESTA CSP AUTO USATE LIVELLO CONSEGNE AFFLUENZA NELLE SHOW ROOM BASSO 72% 24% ALTO 4% BASSA 67% ALTA 6% 27% LIVELLO GIACENZE REDDITIVITÀ 58% BASSO 17% ALTO 25% BASSA 71% 29% ALTA % PREVISIONI CONSEGNE PREVISIONI PREZZI DIMINUZIONE 28% AUMENTO 9% STABILITÀ 63% DIMINUZIONE 41% AUMENTO 6% STABILITÀ 53% 7

8 CAMION E BUS QUASI TUTTI IN CALO I MERCATI NAZIONALI 212 DA DIMENTICARE ANCHE PER CAMION E AUTOBUS IMMATRICOLAZIONI DICEMBRE PAESI /11 FRANCIA ,3% GERMANIA ,7% REGNO UNITO ,5% ITALIA ,3% SPAGNA ,2% POLONIA ,7% SVEZIA ,9% BELGIO ,4% OLANDA ,3% DANIMARCA ,7% PORTOGALLO ,3% AUSTRIA ,5% REP. CECA ,2% UNGHERIA ,9% ROMANIA ,3% FINLANDIA ,8% SLOVACCHIA ,4% SLOVENIA ,9% GRECIA ,3% BULGARIA ,3% LITUANIA ,3% LUSSEMBURGO ,7% LETTONIA ,9% ESTONIA ,1% CIPRO ,7% IRLANDA ,5% UE ,4% UE ,3% UE (Nuovi membri) ,1% NORVEGIA ,7% SVIZZERA ,% ISLANDA ,8% EFTA ,1% UE+EFTA ,7% UE15+EFTA ,6% IMMATRICOLAZIONI GEN-DIC PAESI /11 AUSTRIA ,2% BELGIO ,4% BULGARIA ,7% CIPRO ,8% REP. CECA ,3% DANIMARCA ,3% ESTONIA ,% FINLANDIA ,7% FRANCIA ,3% GERMANIA ,% GRECIA ,1% UNGHERIA ,% IRLANDA ,7% ITALIA ,7% LETTONIA ,6% LITUANIA ,% LUSSEMBURGO ,4% OLANDA ,6% POLONIA ,4% PORTOGALLO ,2% ROMANIA ,5% SLOVACCHIA ,% SLOVENIA ,8% SPAGNA ,9% SVEZIA ,9% REGNO UNITO ,7% UE ,4% UE ,9% UE (Nuovi membri) ,2% ISLANDA ,5% NORVEGIA ,2% SVIZZERA ,4% EFTA ,8% UE+EFTA ,% UE15+EFTA ,4% CONSEGNE DI CAMION E BUS IN ITALIA -6 G M M L S N G M M L S N Fonte: Acea 8 Si è chiuso in profondo rosso il consuntivo 212 delle vendite in Italia di camion e bus (veicoli commerciali, industriali ed autobus, secondo la dizione ufficiale). Dai dati diffusi dall Acea emerge infatti per l Italia un calo del 31,7% e quindi ancora peggiore di quello già molto rilevante registrato per le autovetture (-19,9%). Il mercato dei camion e degli autobus nel 212 è stato pesantemente condizionato dall andamento dell economia reale, che ha determinato una forte contrazione del traffico merci. Sulle decisioni di acquisto hanno pesato anche, e in misura estremamente significativa, le preoccupazioni sulle prospettive di sviluppo del quadro congiunturale, che restano, come è noto, negative anche per il 213. Analizzando i tre comparti del settore dei camion e degli autobus in Italia, la contrazione più forte riguarda i veicoli commerciali che accusano un calo del 32%. Fortemente negativo è però anche l andamento per i veicoli industriali medi e pesanti in calo del 29,4%, e quello degli autobus, in calo del 3,4%. Le difficoltà del 212, in mancanza di segnali concreti di ripresa dell economia, appaiono destinate a protrarsi nel 213. Va comunque segnalato che, qualora vi dovessero essere segnali di ripresa dell economia nel 213, non è pensabile che si manifestino prima del secondo semestre e quindi eventuali riflessi sul mercato dei camion e dei bus potrebbero aversi solo a partire dal 214. L Acea ha diffuso anche i dati per il complesso dei 3 Paesi dell Unione Europea e dell EFTA. Il quadro per quest area è migliore di quello italiano, ma è comunque negativo. Per l intero comparto dei camion e degli autobus si registra infatti una contrazione del 12% dovuta soprattutto all andamento delle immatricolazioni di veicoli commerciali, che accusano un calo del 12,9%, mentre per i veicoli industriali medi e leggeri la contrazione è dell 8,7% e il mercato degli autobus chiude invece con una piccola crescita (+,6%). Come per le autovetture, anche per i camion e gli autobus l epicentro della crisi è nella zona euro, dove le immatricolazioni sono in calo del 14,6% con situazioni di particolare criticità nei Paesi più colpiti dalla politica del rigore. Il mercato portoghese accusa infatti un calo del 52,2%, quello greco scende del 42,1%, quello italiano del 31,7%, e quello spagnolo del 25,9%. Fuori dell area euro l andamento del comparto è meno preoccupante, ma non è comunque positivo. Le immatricolazioni di gennaio nel resto della UE fanno infatti registrare un calo del 6,2% con andamenti negativi che interessano quasi tutti i mercati dell area. Variazioni percentuali tendenziali

9 MERCATO EUROPEO ITALIA MAGLIA NERA TRA I GRANDI MERCATI CALA L EUROZONA (12,8%), CRESCE IL RESTO (+6,1%) E' cominciato in profondo rosso il 213 per il mercato dell'auto in Europa. Le immatricolazioni scendono su livelli che non si erano mai registrati dal 199, anno di inizio della serie storica attualmente utilizzata. Nell'area costituita dalla UE27 e dai tre paesi dell'efta in gennaio si registra un calo dell'8,5%. E una contrazione particolarmente grave se si considera che rispetto ai livelli antecrisi (27) l area aveva già fatto registrare nel 212 un calo del 21,5%. La grave situazione del mercato dell auto in Europa denunciata dai dati di gennaio è dovuta all'aggravamento del quadro congiunturale dell Eurozona in netto contrasto con gli andamenti che caratterizzano la congiuntura mondiale. Non a caso all'interno dell'unione Europea vi sono andamenti nettamente differenziati tra i paesi dell'eurozona, che complessivamente accusano una contrazione del 12,8%, e i paesi della UE che non adottano l'euro, che fanno registrare una crescita complessiva del 6,1%. Nell Eurozona in gennaio i quattro mercati che insieme al Regno Unito hanno il maggior numero di immatricolazioni nell area UE27+EFTA sono tutti in difficoltà. In particolare si registrano contrazioni dell 8,6% in Germania, del 15,1% in Francia, del 9,6% in Spagna e del 17,6% in Italia. Il nostro paese aveva già fatto registrare un calo delle immatricolazioni del 19,9% nel 212 e in gennaio, solo per la diminuzione del gettito Iva delle vendite di auto nuove e del gettito delle imposte sulle vendite di carburanti auto, accusa un calo delle entrate dello Stato di 229 milioni, cifra di assoluto rilievo se si considera che si riferisce ad un solo mese. Sempre nell Eurozona particolarmente critica è la situazione del mercato greco che subisce un calo del 34,5% in gennaio, mentre nel 212 era in calo del 79% sui livelli ante-crisi. Molto seria anche la situazione del Portogallo che in gennaio si attesta sui livelli del gennaio 212 (+,7%), ma che, rispetto ai livelli ante-crisi, è in rosso del 53%, mentre, sempre rispetto ai livelli ante-crisi, Spagna e Italia hanno fatto registrare nel 212 cali rispettivamente del 57% e del 44%. Al di fuori dell Eurozona il quadro è radicalmente diverso. Le immatricolazioni in gennaio sono in aumento dell 6,1%. Particolarmente significativo il dato del maggior mercato dell area non euro, il Regno Unito, che cresce dell 11,5% e traina l intera area che fa registrare crescite del 14,5% in Danimarca e dell 8,8% in Polonia, mentre tutti gli altri paesi della Ue senza euro accusano contrazioni. Particolarmente significative le contrazioni di Ungheria (-26,1%), Svezia (-15,9%) e Bulgaria (-15,8%). IMMATRICOLAZIONI DI VETTURE IN EUROPA Variazioni percentuali tendenziali UE27 + EFTA Fonte: Acea IMMATRICOLAZIONI GENNAIO PAESI /12 GERMANIA ,6 REGNO UNITO ,5 FRANCIA ,1 ITALIA ,6 BELGIO ,3 SPAGNA ,6 OLANDA ,2 AUSTRIA ,5 POLONIA ,8 IRLANDA ,8 SVEZIA ,9 DANIMARCA ,5 REP. CECA ,6 FINLANDIA ,2 PORTOGALLO ,7 GRECIA ,5 ROMANIA ,1 SLOVENIA ,5 SLOVACCHIA , UNGHERIA ,1 LUSSEMBURGO ,5 ESTONIA ,4 BULGARIA ,8 LITUANIA ,3 CIPRO ,8 LETTONIA , UE ,7 UE ,1 UE ,8 SVIZZERA ,1 NORVEGIA ,4 ISLANDA ,8 EFTA ,1 UE27+EFTA ,5 UE15+EFTA ,9 IMMATRICOLAZIONI GEN-DIC PAESI /11 GERMANIA ,9 REGNO UNITO ,3 FRANCIA ,9 ITALIA ,9 SPAGNA ,4 OLANDA ,6 BELGIO ,9 AUSTRIA ,7 SVEZIA ,2 POLONIA ,4 REP. CECA ,4 DANIMARCA ,4 FINLANDIA ,8 PORTOGALLO ,9 IRLANDA ,5 SLOVACCHIA ,6 ROMANIA ,7 GRECIA ,1 UNGHERIA ,6 LUSSEMBURGO , SLOVENIA ,7 BULGARIA ,6 ESTONIA ,5 LITUANIA , CIPRO ,6 LETTONIA ,9 UE ,2 UE ,5 UE ,8 SVIZZERA ,9 NORVEGIA ,3 ISLANDA ,4 EFTA ,5 UE27+EFTA ,8 UE15+EFTA ,1 9

10 CARBURANTI EFFETTO BOOMERANG PER IL FISCO NUOVO CALO DEL GETTITO FISCALE IN GENNAIO In gennaio il gettito fiscale derivante dalle vendite di carburanti per autotrazione è calato di 15 milioni di euro (-5,2%). Il dato conferma l inversione di tendenza delineatasi nel dicembre scorso quando il gettito di benzina e gasolio auto aveva fatto registrare un calo di 229 milioni di euro (-7,2%). Gli andamenti negativi di dicembre e gennaio sono dovuti alla contrazione dei consumi legata non solo alla crisi economica, ma anche, e soprattutto, all elevatissimo prezzo dei carburanti dovuto essenzialmente al carico fiscale. Le imposte sulla benzina infatti sono superiori alla media europea di 23,1 centesimi e quelle sul gasolio di 24,4 centesimi. Secondo il Centro Studi Promotor se la tendenza delineatasi in dicembre dovesse continuare per l intero 213 il gettito dei carburanti auto potrebbe far registrare una contrazione di 2,6 miliardi di euro. Una cifra di tutto rispetto per il bilancio dello Stato. BENZINA ANNI CONSUMI SPESA IMPOSTE COMP. IND.LE miliardi di litri var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % ,6-22,6-16,5-6,1-2 22,4-4,9 24,3 7,5 15,7-4,5 8,6 39, ,1-1,7 23,2-4,5 15,4-2,1 7,8-8, ,5-2,6 22,5-3,1 15,4 -,3 7,1-8,7 23 2,9-2,8 22,1-1,8 15, -2,5 7,1 -, ,7-5,7 22,2,4 14,7-2, 7,5 5, ,2-7,5 22,2,3 14, -4,9 8,3 1, ,1-5,9 22, -,8 13,3-4,4 8,7 5, ,1-6,1 2,9-5,1 12,6-5,9 8,4-3, ,9-7,2 2,6-1,3 11,9-5,5 8,8 5, 29 14,4-3,9 17,7-14,1 11,1-6,9 6,7-23, ,5-5,9 18,4 3,8 1,7-3,3 7,7 15, ,7-6, 19,7 7,2 1,9 2, 8,8 14, ,3-1,8 2,3 2,7 11,7 6,8 8,6-2,3 gen-13,8-13,7 (*) 1,4-11,3 (*),8-1,9 (*),6-11,8 (*) (*) variazione percentuale rispetto a gennaio 212 GASOLIO ANNI CONSUMI SPESA IMPOSTE COMP. IND.LE miliardi di litri var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % ,6-16,4-11,4-5, ,1 2,1 19,7 2, 11,7 3, 8, 58, ,2 9,8 21, 6,9 12,8 9,4 8,2 3, ,6 5,7 21,9 4,1 14, 8,9 7,9-3, ,9 5,1 23,6 7,7 14,8 5,9 8,8 1, ,7 6,7 27, 14,5 16, 8,4 11, 24, ,4 2,3 32,6 2,7 17,5 9,1 15,1 37,7 26 3,6 3,9 35,6 9,1 18,5 6, 17, 12, ,5 3,1 36,7 3,2 19,3 4,3 17,4 2, 28 31,3 -,5 42,1 14,8 2,3 4,8 21,9 26, 29 3,6-2,5 33,1-21,4 18,5-9, 14,7-32,9 21 3,5, 37,1 12, 19,1 3,4 18, 22, ,8,8 44,5 2,1 21,6 13, 23, 27, ,6-1,4 47,1 5,6 24,9 15,2 22,2-3,3 gen-13 2,1-5,3 (*) 3,5-4,3 (*) 1,9-2,5 (*) 1,6-6,3 (*) (*) variazione percentuale rispetto a gennaio 212 BENZINA E GASOLIO ANNI CONSUMI SPESA IMPOSTE COMP. IND.LE miliardi di litri var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % ,2-39, - 27,8-11,1-2 44,5-1,6 44, 12,8 27,5-1,4 16,5 48, ,3 4, 44,2,6 28,2 2,8 16, -3, ,1 1,7 44,4,3 29,3 3,9 15,1-6, 23 47,8 1,5 45,7 2,9 29,8 1,5 15,9 5, ,4 1,3 49,2 7,7 3,7 3,2 18,5 16, 25 47,6-1,7 54,8 11,5 31,4 2,4 23,4 26, ,7,2 57,6 5,1 31,9 1,4 25,7 1, 27 47,6 -,2 57,6, 31,9, 25,7, 28 46,3-2,8 62,8 9, 32,1,8 3,6 19, ,9-3, 5,8-19, 29,5-8,2 21,3-3, , -1,9 55,5 9,1 29,8,9 25,7 2, ,5-1,3 64,3 15,8 32,5 9,1 31,8 23, ,9-1,5 67,4 4,7 36,5 12,4 3,9-3, gen-13 2,9-7,8 (*) 5, -6,4 (*) 2,7-5,2 (*) 2,2-7,8 (*) (*) variazione percentuale rispetto a gennaio 212 Fonte: elaborazioni Centro Studi Promotor su dati del Ministero dello Sviluppo Economico 1

11 INDAGINE SPECIALE CRESCE LA QUOTA DI VENDITE DI USATO CON PERMUTA DI USATO 179 VENDITE DI USATO PER OGNI 1 VENDITE DI NUOVO NEL 212 Da sempre un elemento di debolezza del mercato auto italiano è costituito dal rapporto troppo basso rispetto agli altri paesi a motorizzazione avanzata tra vendite di autovetture usate e immatricolazioni di auto nuove. In Italia, ad esempio, nel 21 questo rapporto è stato pari a 142 vendite di auto usate per ogni 1 immatricolazioni di auto nuove. In Francia e Germania il rapporto corrispondente è stato ampiamente superiore a 2 e nel Regno Unito superiore a 3. L anomalia del mercato italiano per questo aspetto è dovuta al fatto che i trasferimenti di proprietà di auto usate sono gravati da imposte assolutamente sproporzionate rispetto a quelle di altri paesi dove il passaggio è tassato in maniera poco più che simbolica e in qualche caso non è addirittura tassato. La conseguenza della voracità del fisco, anche sui trasferimenti di proprietà delle vetture, è quella di ostacolare il mercato dell usato e quindi anche quello del nuovo perché il costo del trasferimento di proprietà è una remora a cambiare macchina ed anche a passare da una vettura usata ad un altra usata. Uno sfruttamento razionale del nostro parco auto vorrebbe che in funzione dello stato d uso le vetture potessero passare liberamente da un automobilista che compra auto nuove e quindi ha un determinato livello di reddito a un automobilista che usa un auto di seconda mano e ha un livello di reddito più basso e poi via via ad automobilisti con redditi ed esigenze più contenute. Le imposte sui trasferimenti di proprietà ostacolano questa mobilità che consentirebbe di sfruttare al meglio il nostro parco circolante con il massimo di soddisfazione per gli automobilisti in funzione del loro reddito e delle loro necessità. Come si è detto nel 21 per ogni 1 immatricolazioni si sono vendute 142 auto usate. Nel 211 quest ultima cifra sale a 158 e nel 212 addirittura a 179. Che cosa sta succedendo? Il mercato italiano si avvia verso la normalità per questo aspetto? Certamente no, perché la situazione della fiscalità non è assolutamente migliorata. Si sta verificando una nuova situazione. La crisi economica sta creando un certo mercato anche per auto così usate che in tempi migliori sarebbero state inviate alla rottamazione. Una conferma di questa situazione viene anche dalle rilevazioni condotte dal Centro Studi Promotor sui parametri caratteristici del mercato dell usato. In particolare il numero di auto usate ritirate dai concessionari per la vendita di 1 auto nuove negli ultimi tre anni è in lieve cre- AUTOVETTURE USATE VENDITE CON RITIRO DI USATO Valori percentuali Vendite di NUOVO con ritiro di USATO 59,9 57,1 56,6 61,8 66, 61,7 6,2 Vendite di USATO con ritiro di USATO 32,5 23,7 21,6 26,6 25,4 25,7 25,7 Fonte: Centro Studi Promotor - Inchiesta congiunturale sull'auto AUTOVETTURE USATE DIFFICOLTÀ DI VENDITA PER CATEGORIA DI AUTO (1=impatto negativo minimo; 1=impatto negativo massimo) CATEGORIE GRADO DI DIFFICOLTÀ PICCOLE 3,3 2,4 2,6 2,8 2,6 3, 2,8 MEDIE 5,3 4,2 4,3 4,6 5, 4,8 4,6 GRANDI 8,4 8,2 7,6 8, 7,7 7,5 7,8 BERLINE 5,8 5,7 5,7 5,8 5,7 5,7 5,9 STATION WAGON 5,7 5,6 5,3 5,5 5,2 5,2 5, SPORTIVE 8,4 8,5 7,8 7,7 7,2 6,9 7,1 MONOVOLUME 5,9 5,1 5,6 5,8 5,4 5,3 5, MULTISPAZIO 5,8 5,3 5,4 6, 5,5 4,2 - FUORISTRADA /SUV 5,8 5,3 5,3 6,2 5,3 4,3 - DIESEL 4,7 4,4 4,2 5,5 4, 5,2 4,3 BENZINA 6,3 6,2 5,8 5,2 5,8 - - GAS 4, 5, 5,4 3,9 4,9 - - USATO FINO A 2 ANNI 5,5 5,6 5, 5,1 4,5 4,7 4,5 USATO DA 2 A 5 ANNI 5, 4,6 4,6 4,6 4,5 4,7 4,5 USATO OLTRE 5 ANNI 5,4 5,1 5,1 5,5 6, 6, 5,9 Per ogni tipo di auto il grado di difficoltà è la media dei punteggi assegnati in una scala variabile da 1 (difficoltà minima) a 1 (difficoltà massima) Fonte: Centro Studi Promotor - Inchiesta congiunturale sull'auto scita essendo passata da 56,6 nel 21, a 57,1 nel 211 e a 59,9 nel 212 e questa è una conseguenza delle crescenti difficoltà del mercato italiano. A fronte di questa modesta crescita del numero di auto da ritirare per vendere auto nuove molto più sostenuta è la crescita del numero di auto usate da ritirare per vendere altre auto usate. Questo numero è infatti passato da 21,6 nel 21, a 23,7 nel 211 e a 32,5 nel 212. La crisi sta spingendo i concessionari a ritirare un maggior numero di vetture in permuta anche per vendere l usato che hanno in casa. Dalla stessa fonte viene anche la conferma che le difficoltà di vendita sono notevolmente aumentate anche per il mercato dell usato. 11

12 CONGIUNTURA PRODUZIONE INDUSTRIALE VARIAZIONI TENDENZIALI M M L S N PREZZI VARIAZIONI TENDENZIALI -1, M M L S N G , +6, +5, +4, +3, +2, +1,, FATTURATO E ORDINATIVI VARIAZIONI TENDENZIALI ORDINATIVI AL CONSUMO COMMERCIO ESTERO VARIAZIONI TENDENZIALI ESPORTAZIONI FATTURATO -2 M M L S N ALLA PRODUZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI IMPORTAZIONI CON UN BALZO INDIETRO DI 12 ANNI CALO DEL PIL SECONDO LE ATTESE Nel quarto trimestre 212 si è registrato il calo più forte della serie negativa di sei trimestri iniziata nel terzo trimestre 211. La contrazione congiunturale è stata dello,9%. Rispetto all anno precedente l intero 212 ha fatto invece registrare una contrazione del 2,2% che riportato il Pil sui livelli del 21, cioè di 12 anni fa. Dall analisi dei dati statistici sull economia reale non viene alcun segnale che induca a ritenere possibile un miglioramento del quadro a breve. L attività produttiva è in contrazione, la disoccupazione cresce, la domanda di beni di consumo si mantiene molto debole, la dinamica inflazionistica è contenuta e anche questo è un dato non rassicurante in quanto legato essenzialmente a insufficienza di domanda, il commercio estero riflette la debolezza del mercato interno per l import ed anche quella della domanda estera per l export. Vi è un solo elemento che potrebbe incidere sulle prospettive a breve ed è la fiducia che è legata alla soluzione di governo che scaturirà dalle elezioni, di cui al momento di chiudere Dati e Analisi non si conoscono ancora i risultati. COMMERCIO AL DETTAGLIO VARIAZIONI TENDENZIALI 4, 2,, PRODUZIONE. Rimbalza l indice destagionalizzato della produzione industriale che a dicembre fa registrare una crescita congiunturale dello,4%. Rispetto a dicembre 211 il calo è comunque del 6,6%, mentre, con riferimento ai livelli ante-crisi, la contrazione è addirittura del 25,4% COMMERCIO ESTERO. Il consuntivo del 212 per il commercio estero del nostro paese fa registrare un quadro non positivo. In valore le nostre esportazioni sono aumentate del 4,2%, mentre le importazioni sono aumentate del 4,1%. In volumi tuttavia si registra un calo dello,5% per l export e di ben il 9,4% per l import. Quest ultima variazione è legata ovviamente alla frenata dell attività produttiva in Italia. OCCUPAZIONE. Continua la crescita del tasso di disoccupazione che in dicembre arriva all 11,2% con un incremento di,1 punti su novembre e di 1,8 punti su dicembre 211. PREZZI. La dinamica dei prezzi non desta certo particolari preoccupazioni. In gennaio l indice nazionale dei prezzi al consumo per l intera collettività fa registrare un incremento dello,2% su dicembre e del 2,2% su gennaio 212. Anche l andamento dei prezzi dei prodotti industriali non desta preoccupazioni. In dicembre vi è stato infatti un calo dello,2% su novembre e una crescita dell 1,8% su dicembre 211. PRODOTTO INTERNO LORDO VARIAZIONI 2,5 1,5,5 Congiunturali Tendenziali , -4, -6, -,5-1,5-2,5-2 M M L S N , M M L S N ,5 I trim III trim I trim III trim I trim III trim

13 INDICATORI DI FIDUCIA GIÙ I CONSUMATORI, SU LE IMPRESE CLIMA DI FIDUCIA IN ATTESA DI SEGNALI Sul clima di fiducia un impatto importante è destinato ad averla la consultazione elettorale. Nel momento in cui chiudiamo Dati e Analisi le elezioni incombono, ma non ci sono ancora state. Il nostro consueto commento sugli indicatori di fiducia fa quindi riferimento ad una vigilia carica di attese e di timori. Il quadro che emerge dagli indicatori di gennaio è di sostanziale stallo per il clima di fiducia dei consumatori e per quello delle imprese determinati dall Istat e di lieve recupero per l indicatore degli operatori del settore auto determinato dal CSP sintetizzando i risultati delle sue inchieste congiunturali. Vediamo qui di seguito le principali indicazioni che scaturiscono dagli indicatori attualmente disponibili. INDICE FIDUCIA CSP OPERATORI SETTORE AUTO OPERATORI SETTORE AUTO. In gennaio l indicatore del clima di fiducia del settore auto determinato dal CSP si porta a quota 21,6 con un incremento di quasi un punto percentuale rispetto a dicembre quando l indicatore si era attestato a 2,5, con una crescita di quasi 2,3 punti percentuali su ottobre. Nel 212 l indicatore si era mantenuto su livelli estremamente bassi fino a luglio e aveva poi cominciato un lento recupero nei mesi successivi. Il miglioramento di dicembre e gennaio appare legato a giudizi meno negativi sull affluenza di visitatori nelle showroom e sulle attese a breve. CONSUMATORI. Questo indicatore di fondamentale importanza in quanto strettamente correlato alle intenzioni di acquisto (anche di automobili ovviamente) ha subito una drastica contrazione tra giugno 211 e giugno 212. Poi il calo dell indicatore, come emerge dal grafico in questa pagina, si è sostanzialmente arrestato. In gennaio vi è stato un calo di poco più di un punto su dicembre dopo il recupero di poco meno di un punto di dicembre su novembre. Con ogni probabilità saranno le elezioni a determinare l uscita verso l alto o verso il basso dallo stallo attuale. IMPRESE. In gennaio l indicatore del clima di fiducia delle imprese cresce da 75,6 di dicembre a 79,7. L aumento, commenta l Istat, è la sintesi di un miglioramento della fiducia delle imprese dei servizi di mercato e delle costruzioni e di un lieve peggioramento registrato nell industria manifatturiera e nel commercio al dettaglio. Anche per questo indicatore la prova del fuoco sarà data dal risultato elettorale da cui dipenderà in buona misura il fatto che gli operatori economici possano contare o meno su una politica meno penalizzante per le attività produttive nel nostro paese. INDICE FIDUCIA CONSUMATORI INDICE FIDUCIA IMPRESE MANIFATTURIERE INDICE FIDUCIA COMMERCIO Clima di Fiducia Clima di Fiducia INDICE FIDUCIA SERVIZI Clima di Fiducia Media Mobile Media Mobile Media Mobile INDICE FIDUCIA IMPRESE 5 Clima di Fiducia Media Mobile Clima di Fiducia Media Mobile 11 9 Clima di Fiducia Media Mobile Fonte: Centro Studi Promotor

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