Consorzio della Bonifica Burana. Museo Archeologico Ambientale

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1 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :21 Pagina 1 Consorzio della Bonifica Burana Museo Archeologico Ambientale AQUAE La gestione dell acqua oltre l Unità d Italia nella pianura emiliana Celebrazione del 525 anno dallo scavo del Cavamento Foscaglia guida Acque e bonifiche a Nonantola dal Medioevo a oggi Comune di Nonantola Partecipanza Agraria di Nonantola

2 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :21 Pagina 2 Consorzio della Bonifica Burana Museo Archeologico Ambientale Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza per i Beni Archeologici dell Emilia Romagna Regione Emilia Romagna Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali Provincia di Modena Comune di Nonantola Partecipanza Agraria di Nonantola Museo di Nonantola Associazione Centro Agricoltura e Ambiente In collaborazione con Soprintendenza Archivistica per l Emilia Romagna Università degli Studi di Bologna (Dipartimento di Paleografia e Medievistica e Dipartimento di Discipline Storiche) Archivio di Stato di Bologna Archivio di Stato di Modena Archivio di Stato di Ferrara Con il contributo di 2012 Museo Archeologico Ambientale

3 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :21 Pagina 3 AQUAE Acque e bonifiche a Nonantola dal Medioevo a oggi a cura di Silvia Marvelli Marco Marchesini Ombretta Piccinini Carla Zampighi 13 novembre febbraio 2012 Chiesa di Santa Maria fuori le mura Nonantola (MO)

4 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :21 Pagina 4 Promotori evento e coordinamento organizzativo Claudio Negrini, Carla Zampighi - Consorzio della Bonifica Burana Silvia Marvelli - Museo Archeologico Ambientale Coordinamento scientifico Bruno Andreolli, Franco Cazzola -Università degli Studi di Bologna Renata Curina, Paola Desantis, Marco Marchesini - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell Emilia Romagna Marzio Dall Acqua - già Soprintendente Archivistico per l Emilia Romagna Euride Fregni, Patrizia Cremonini -Archivio di Stato di Modena Silvia Marvelli - Museo Archeologico Ambientale Claudio Negrini, Carla Zampighi - Consorzio della Bonifica Burana Progetto espositivo Fabio Lambertini - Museo Archeologico Ambientale Allestimento mostra Fabio Lambertini, Laura Pancaldi, Silvia Marvelli - Museo Archeologico Ambientale Testi dei pannelli e guida Chiara Ansaloni, Bruno Andreolli, Dora Anna Barelli, Franco Cazzola, Fabio Lambertini, Marco Marchesini, Silvia Marvelli, Laura Pancaldi, Ombretta Piccinini, Silvia Quondamatteo, Carla Zampighi Ricerche d archivio Valeria Braidi, M. Alice Brusa, Alessandra Cianciosi, Silvia Quondamatteo - Università degli Studi di Bologna Mauro Calzolari - Università degli Studi di Ferrara Ombretta Piccinini - Archivio Storico Comunale di Nonantola Gianni Borgognoni Restauri Laboratorio di Restauro - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell Emilia Romagna La Fenice Archeologia e Restauro S.r.l. Disegni Marta Magoni, Riccardo Merlo Fotografie Alessandra Cianciosi, Franco Cazzola, Silvia Quondamatteo - Università degli Studi di Bologna Fabio Lambertini - Museo Archeologico Ambientale Laura Pini -La Fenice Archeologia e Restauro S.r.l. Roberto Macrì - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell Emilia Romagna Archivio Consorzio della Bonifica Burana Realizzazione filmato Gioco di sponda Scritto e interpretato da Lorenzo Bonazzi - C.A.A. Giorgio Nicoli S.r.l. Riprese e montaggio di Massimiliano Bartoloni - Voli Bologna Regia di Andrea Samaritani Progetto grafico MCS Studio di Marco Cocchi Si ringrazia per la preziosa collaborazione Fiamma Lenzi -Servizio Musei e Beni Culturali, IBC - Regione Emilia Romagna Dora Anna Barelli, Franco Cocchi, Mauro Tomassia - Consorzio della Bonifica Burana Carla Conti, Maria Teresa Pelliccioni -Soprintendenza per i Beni Archeologici dell Emilia Romagna Archivio di Stato di Bologna Archivio di Stato di Modena Archivio di Stato di Ferrara Archivio Storico Comunale di Nonantola Archivio Storico Comunale di San Giovanni in Persiceto Archivio Storico Comunale di Crevalcore Archivio Storico Comunale di Sant Agata Bolognese Biblioteca dell Archiginnasio di Bologna Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara Un ringraziamento particolare alle Partecipanze Agrarie di San Giovanni in Persiceto, Sant Agata Bolognese, Nonantola e Cento.

5 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :21 Pagina 5 Presentazioni Nell attuale Consorzio della Bonifica Burana confluisce, per linea ereditaria, il governo dell ordinamento delle acque di superficie, con carattere di artificialità, che nel tempo è stato realizzato in questo territorio. E l assetto idraulico, patrimonio comune e ambito condominiale da mantenere con interventi ordinari e straordinari. Ripercorrerne la storia per capire meglio da dove veniamo, chi siamo e dove è necessario andare, è utile per favorire il senso di appartenenza e la coerenza nelle scelte. A partire da un antico accordo del 1487 fra le famiglie Bentivoglio ed Este e attraverso il succedersi di accadimenti e poteri, viene tracciato un reticolo di corsi d acqua di cui ancor oggi beneficiamo; a dimostrazione che il superamento dei limiti amministrativi ed il prevalere del bene comune sono sempre stati alla base di una corretta gestione delle acque. Il Consorzio della Bonifica Burana ha valutato di grande interesse promuovere, con il supporto delle varie Istituzioni, un percorso divulgativo per valorizzare storia e attualità dell incessante impegno nel governo delle acque in gran parte meteoriche, che rende possibile la vivibilità delle nostre terre. L acqua è da allontanare, da trattenere, da utilizzare e soprattutto da rispettare. Il territorio nonantolano e la sua comunità, seconda tappa del percorso della mostra AQUAE, è forse più di altri permeato di storia e di esempi di governo integrato delle acque, un patrimonio da non disperdere, gestito quotidianamente dalla struttura consortile. Questa guida vuole essere un contributo alla comprensione delle dinamiche legate al passaggio dell acqua da monte a valle, affinché il sistema idrologico possa essere migliorato e consegnato alle generazioni future. Claudio Negrini Direttore Generale Consorzio della Bonifica Burana Francesco Vincenzi Presidente Consorzio della Bonifica Burana 5

6 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :21 Pagina 6 Cosa, meglio delle acque, può assumere l eloquente connotato di filo conduttore della grande narrazione entro cui il costante interagire dell uomo con i luoghi della sua esistenza e le loro reciproche influenze prendono la forma del paesaggio? Nessun altra componente essenziale dell habitat ove si sono dispiegate le vicende umane - dall insorgenza delle prime esperienze insediamentali stabili sino alla contemporaneità - contiene in sé la stessa vocazione a tracciare, in termini non unicamente fisici, una traiettoria compiuta del cammino che ha visto il diuturno confronto delle comunità con il contesto ambientale circostante. E ciò non solo perché il reticolo idrico rappresenta il naturale e fondamentale connettore del territorio. Grazie all acqua - o nonostante l acqua - l uomo è stato, infatti, capace di mettere a frutto la propria intelligenza operativa, di manifestare ingegno e maestria progettuale, di esercitare potere di controllo sui quotidiani ambiti di vita e di portare a sistema questa formidabile risorsa, escogitando efficaci e durevoli modelli di convivenza, colloquio, dominio su di essa. E dunque consequenziale che, nel solco di un iniziativa di ampio respiro territoriale e culturale quale ambisce essere la mostra itinerante promossa dal Consorzio della Bonifica Burana e dal Museo Archeologico Ambientale, a ogni tappa la narrazione si arricchisca di un nuovo capitolo che rievoca sì una storia comune, rilevandone interconnessioni e rimandi, ma al tempo stesso spinge a focalizzare l attenzione su uno specifico distretto, su una particolare identità locale e ne rimarca peculiarità, realizzazioni, schemi direttori di un percorso nel percorso. Il territorio nonantolano non sarebbe divenuto tale senza la terramara di Redù. Né la sua fisionomia potrebbe essere la stessa se il monastero di S. Silvestro non avesse visto la luce, se l organizzazione economica non fosse stata supportata nei secoli dall importante asta fluviale del Panaro e dall idrografia naturale e artificiale collegata, se precocissime azioni di regolazione delle acque e di risoluzione dei problemi idraulici non avessero avuto effetti determinanti sia sull assetto territoriale, sia sugli equilibri politici e amministrativi avvicendatisi gli uni agli altri. Partecipanza Agraria e Consorzi di bonifica, nel loro riflettere in altrettante configurazioni - specchio dei tempi - la volontà di istituzionalizzare i processi decisionali e fattuali di pianificazione del suolo, regimazione idrica e miglioramento fondiario, costituiscono episodi imprescindibili e finali di quest avvincente navigazione. Con sempre profondo interesse verso un tema capitale della storia della regione e nello spirito di collaborazione che lo unisce al Museo Archeologico Ambientale e agli altri enti di governo del territorio coinvolti nell iniziativa, l IBC ha aderito in modo pieno e convinto alla sua realizzazione nelle varie sedi e all intenzione di fissarne i contenuti nella presente guida, destinata a tutti i viaggiatori del tempo che vogliono mantenere viva la memoria dell acqua. Fiamma Lenzi Servizio Musei e Beni Culturali IBC Regione Emilia-Romagna 6

7 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :21 Pagina 7 Da sempre l acqua rappresenta un elemento indispensabile per la vita dell uomo e per la sopravvivenza del nostro pianeta. Essa è essenziale per soddisfare le necessità umane fondamentali, per la salute, per la produzione alimentare, per l energia e per il mantenimento degli ecosistemi. Da sempre, quindi, una grande sfida per l uomo è stata la corretta e funzionale gestione dell acqua. Questo è il punto di partenza della seconda tappa del percorso espositivo AQUAE dedicato alla bonifica e alla salvaguardia del paesaggio nel corso del tempo, che approda nel territorio nonantolano. Fin dall età del Bronzo la regimazione delle acque è stato uno degli elementi che ha caratterizzato la storia delle popolazioni che hanno colonizzato la Pianura Padana. Dopo le bonifiche etrusche, la conquista romana mediante la centuriazione ha plasmato il territorio padano in modo indelebile dandogli un assetto che in molte zone si è conservato fino ai giorni nostri. Le bonifiche hanno trasformato il rapporto uomo-acqua da passivo ad attivo: l acqua diventa un elemento da governare per aumentare le aree coltivate, creare canali navigabili per facilitare gli spostamenti e gli scambi commerciali, fornire energia idraulica, sempre con la consapevolezza che l acqua può essere amica ma anche nemica allo stesso tempo, se mal gestita. Con la caduta dell impero romano cambia completamente l assetto paesaggistico del territorio padano: vaste zone vengono sottratte al controllo dell uomo e subiscono un progressivo impaludamento. Solamente nel pieno Medioevo nascono i primi insediamenti fortificati, circondati da canali e fossati difensivi, come ad esempio il castrum altomedievale rinvenuto a Sant Agata Bolognese e monasteri come quello di San Silvestro nel territorio nonantolano, che rivestì un ruolo chiave nella bonifica concedendo ai suoi contadini numerosi appezzamenti di terreno per ricavarne campi, orti, vigne con la clausola ad meliorandum, condizione che permise di risanare zone malsane per renderle produttive. Con la fine del Medioevo, l uomo inizia una nuova attività di bonifica e riordino della pianura, che interessa anche una vasta area localizzata ai lati del Panaro. Solamente con l unificazione del paese si manifesta una vera politica nazionale delle opere di miglioramento idraulico, in cui il controllo delle acque e il loro governo viene svolto da un unica grande impresa che unisce la montagna con la valle e rafforza le comunità sotto un unico denominatore: i Consorzi di bonifica. Questa mostra vuole valorizzare e ricostruire le tappe delle grandi opere di bonifica attuate dall uomo nel territorio nonantolano evidenziando la nascita delle istituzioni consorziali, garanti della loro gestione. La ricorrenza dell anniversario dei 525 anni dalla realizzazione del Cavamento Foscaglia ha motivato diverse collaborazioni e sinergismi fra numerosi enti, che hanno contribuito, a vario titolo, alla realizzazione di questo importante percorso. Fondamentale è il contributo degli enti promotori, in primis del Consorzio della Bonifica Burana e del Museo Archeologico Ambientale, a cui si aggiungono IBC, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell Emilia Romagna, il Comune e la Partecipanza Agraria di Nonantola; un particolare ringraziamento va all Archivio Storico Comunale di Nonantola. Questa seconda tappa della mostra AQUAE consente di approfondire il rapporto fra acqua, uomo e territorio nonantolano, per arrivare ad una conoscenza sempre più ampia della storia locale. Silvia Marvelli Direttore del Museo Archeologico Ambientale 7

8 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 8 è indiscutibilmente il bene più prezioso a disposizione dell uomo. Essenziale per la sopravvivenza, l acqua gioca un ruolo fondamentale L acqua nei processi produttivi: è la più utilizzata fra le risorse naturali, è il principale anello di collegamento tra tutti gli ecosistemi, è il principale fattore di trasformazione di tutti i cicli chimico-fisici della materia. Non si può negare che su questo bene più prezioso incombano molti pericoli: la desertificazione di vaste aree del Paese, la salinizzazione delle falde costiere, l'inquinamento e lo spreco ne stanno compromettendo sia la qualità sia la quantità. Dalla disponibilità d'acqua dipende l evoluzione della civiltà umana, e il controllo dell acqua è da sempre materia cardine per una corretta gestione del territorio. L acqua rappresenta comunque un bene finito, al quale è stato attribuito il valore di risorsa primaria, essenziale alla vita e per questo anche di grande interesse economico. Gran parte della storia dell'essere umano, con la nascita delle civiltà, può essere descritta anche attraverso l'evoluzione dei sistemi idraulici delle prime culture urbane, legate soprattutto a cambiamenti climatici, alle conseguenti necessità d irrigazione e di regimazione delle acque, e quindi ai sistemi idro - geo - morfologici locali. L'acqua quindi non è solo un fattore di sopravvivenza; è anche un elemento d interesse storico poiché costituisce vera e propria memoria del territorio in cui si vive. Sappiamo, infatti, che il processo di razionalizzazione e regolazione delle acque e dei suoi cicli naturali fu alla base delle civiltà antiche dell'egitto e Mesopotamia, sorte sui bacini del Nilo e del Tigri ed Eufrate e fu processo diffuso in tutti i territori sottoposti all iniziativa dell uomo compreso quello in cui abitiamo ormai da diversi secoli vale a dire la zona della Pianura Padana. D'altra parte, l'acqua come confine da difendere (oltre che come risorsa da sfruttare) è un tema antico della conflittualità umana. Oggi, in un momento di grandi mutamenti climatici e di crisi idrica mondiale, la regimazione delle acque è ancor più fondamentale per la corretta gestione del patrimonio idrico, per il contenimento dei consumi e per la tutela e lo sviluppo sostenibile del proprio territorio. Un ringraziamento sentito va quindi al Consorzio della Bonifica Burana e al Museo Archeologico Ambientale, i quali - assieme alle Soprintendenza per i Beni Archeologici dell Emilia Romagna e all Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali - hanno dato alla nostra comunità e in particolare alle scuole di Nonantola la possibilità di usufruire di una mostra che, nel ricostruire la storia della bonifica, ci aiuta a capire cosa significa oggi la cruciale gestione delle acque. Voglio, infatti, anticipare come questo tema sarà uno di quelli sviluppati all interno della futura pianificazione di Nonantola e in particolare di come l attuale sistema idraulico sia ancora uno dei presupposti da conservare e migliorare per garantire una qualità della vita reale sul territorio nonantolano. 8 Pier Paolo Borsari Sindaco di Nonantola

9 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 9 Una storia di acque e di uomini, che coincide con la storia della Comunità di Nonantola ed è leggibile anche solo osservando la profonda trasformazione del territorio, avvenuta nei secoli, partendo dalla Charta di Gotescalco del 1058 nella quale l Abate concedeva al popolo nonantolano un ampia zona di terre costituita esclusivamente da boschi, valli e paludi con l impegno a bonificarla. I primi bonificatori sono stati certamente i Monaci Benedettini che dopo l anno 1000, cioè dopo secoli di abbandono che avevano visto il Panaro espandersi creando appunto le zone paludose, intervennero ad arginare un ramo del Panaro, il canale Gena (oggi Canal Torbido), per meglio raccogliere e scaricare le acque della zona circostante che, ancora oggi, coincide con una parte di pertinenza della Partecipanza L importanza del Canal Torbido è testimoniata dai 40 mulini che erano sorti sul suo corso fra i quali, a Nonantola, vi erano certamente quelli dell Ampergola e del Capoluogo. Se l acqua del Canal Torbido è ancora oggi molto importante per la sua funzione irrigua ancor più lo era allora perché svolgeva anche la funzione di forza motrice, indispensabile in quei tempi, per il funzionamento dei mulini e degli opifici. Queste terre, in particolare quelle della Partecipanza, hanno sempre avuto difficoltà a scaricare le acque, però adeguatamente governate attraverso le opere di bonifica, sono state preziose per specifiche coltivazioni. Per esempio, grazie alla disponibilità di acqua del Canal Torbido, si produceva riso, anche se questa coltivazione durerà solo 60 anni, a partire dalla metà del 1750, a causa del forte calo del prezzo e della malaria incombente. Ma le prese di acqua realizzate per la coltivazione del riso consentirono successivamente di trasformare utilmente queste zone in prati irrigui. Partecipanza e bonifiche sono dunque strettamente e storicamente legate, peraltro questa necessità di bonificare ha contribuito fortemente ad affermare l abitudine al lavoro collettivo e quindi anche alla gestione collettiva dei terreni sia pure in forme specifiche e diverse nel tempo. La complessa situazione idraulica, creata nella Partecipanza nel corso dei secoli, interessante anche dal punto di vista paesaggistico, si può agevolmente osservare sul posto, in particolare recandosi nella zona del Torrazzuolo che costituisce il punto più basso nel quale convergono i tre canali principali della Bonifica che attraversano la Partecipanza: la Fossa Sorga, la Fossa Bosca e il Canal Torbido. L importanza delle opere di bonifica, visitabili nella mostra e che si leggono ancora oggi nel territorio, si riscontra anche negli archivi dell Abbazia, del Comune di Nonantola e della Partecipanza. Anche in quest ultimo si trovano documenti, foto, mappe e progetti, a partire dal 1850 fino ai giorni nostri, adeguatamente ordinati e catalogati. Naturalmente la mostra e la guida sono rivolte ad un pubblico ampio, interessato a conoscere la storia della regimazione delle acque in territorio nonantolano, ma soprattutto alle scuole affinchè i ragazzi possano comprendere l importanza dell acqua come 9

10 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 10 risorsa insostituibile per la vita dell uomo, per il suo benessere. La ricca documentazione prodotta e l altra presente negli archivi aiutano a comprendere come l attualità della problematica del governo del deflusso delle acque sia in continuità con un passato in cui le popolazioni locali hanno sempre cercato di intervenire anche per prevenire danni all ambiente e alle persone. In conclusione intendo rivolgere un doveroso e sentito ringraziamento a tutti gli enti promotori, prima di tutto al Consorzio della Bonifica Burana per il ruolo fondamentale che ha avuto nella realizzazione della mostra e di questa ulteriore guida, al Museo Archeologico Ambientale e alle preziose collaborazioni offerte dall Archivio del Comune di Nonantola diretto dalla dott.ssa Ombretta Piccinini, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell Emilia Romagna e dai tanti valenti collaboratori che si sono prodigati per la buona riuscita della complessa iniziativa. Infine, un invito a visitare la mostra, a leggere questa guida ricca di informazioni sulla storia di Nonantola e delle sue acque nonché a visitare anche l Archivio della Partecipanza ospitato nel suo settecentesco Palazzo recentemente restaurato. Valter Reggiani Presidente della Partecipanza Agraria di Nonantola Se si appunta un attimo il pensiero, è proprio la dimensione storica ed archeologica che ci può aiutare a recuperare un corretto rapporto con l acqua che osserviamo distrattamente scorrere nei fossi sul nostro territorio, che passa fra il fango di certi canali, tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri, come dicono le parole di Acque di Francesco Guccini. In effetti è proprio questo eterno scorrere in un lungo arco di secoli dell acqua tra le opere dell uomo - lavori agricoli, monumenti o anche rifiuti - che ci trasmette il senso del fluire del tempo, come rimarcato da un grande esperto di acque e canali della Valpadana, Leonardo da Vinci, che in un passo del Codice Trivulziano meditava L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente. Risulta dunque quanto mai opportuno che sia approdata come seconda tappa a Nonantola questa esposizione itinerante e continuamente rinnovata, nata per celebrare il 525 anniversario dello scavo del Cavamento Foscaglia, il grande Canale Collettore delle Acque Alte voluto dagli Estensi di Ferrara e dai Bentivoglio di Bologna che dal 1487 percorre e serve la pianura bolognese e modenese. Mentre restano sullo sfondo temporale gli interventi continui dell uomo dall età del Bronzo all età del Ferro, che hanno lasciato la loro traccia anche nel termine di origine celto-ligure bedale canale derivato, che avrà ampia continuità fino al Medioevo, la riorganizzazione irrigua e 10

11 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 11 la centuriazione del territorio fissano con una rete d acqua la geografia quasi attuale in età romana, originando lo stesso toponimo di Nonantola (Nonantula), probabilmente dal numero di novanta centurie coltivate intorno al piccolo agglomerato. Bisogna aspettare ancora alcuni secoli per trovare, come primo documento diretto, il diploma regio relativo all'attuale Canal Torbido, un controverso atto risalente al 752 con cui il re longobardo Astolfo concede a S. Anselmo, fondatore della chiesa e del monastero di Nonantola, la Selva Gena, attraversata dall omonimo corso d acqua (da non confondersi con lo Zena attuale), probabilmente denominato dal gentilizio romano Agenius/Agennius, che prenderà in seguito il nome di Canale di Nonantola e di Canal Torbido. Con il Medioevo fossati e canali assumeranno anche un preciso ruolo difensivo, proteggendo borghi e castelli, oltre a mantenere il carattere di vie d acqua e di fondamentale strumento di gestione dell irrigazione. Arrivando all età moderna e contemporanea si potrebbe essere tentati di considerare questa infrastruttura articolata ed antica con una certa sufficienza, quasi fosse superata, ma la mostra ci aiuta a comprenderne l assoluta e fondamentale importanza strategica anche in prospettiva, per il futuro dell agricoltura e per la stessa gestione della sicurezza e stabilità del territorio: del resto già oggi si incomincia, con le solite banalizzazioni mediatiche, a parlare dell acqua come petrolio del futuro. La mostra Aquae, grazie all iniziativa del Consorzio della Bonifica Burana e del Museo Archeologico Ambientale, all impegno scientifico, operativo ed economico di una notevole pluralità di soggetti, ripercorre così ancora una volta l evoluzione del paesaggio e delle nostre comunità, tra reperti, mappe, carteggi e materiale iconografico, rendendo comprensibile la gestione e tutela delle acque, dalla preistoria ai giorni nostri, nell ambito oggi di pertinenza del Consorzio di Bonifica. Un viaggio - anzi un immersione - che arricchirà con una nuova fondamentale prospettiva il nostro sguardo sul territorio in cui viviamo. Filippo Maria Gambari Soprintendente per i Beni Archeologici dell Emilia Romagna 11

12 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 12 Canale Collettore Acque Alte. 12

13 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 13 La mostra Senza l acqua non c è vita L acqua è uno dei quattro elementi individuati dai filosofi greci quale principio fondatore dell universo. L acqua è un elemento necessario ad ogni tipo di vita, vegetale o animale; per l uomo, per gli animali e per i vegetali è indispensabile anche l aria. Ma fra aria e acqua c è una rilevante differenza cui spesso non si pensa: l acqua è distribuita in modo diseguale sulla terra, ci sono regioni ricche di precipitazioni e regioni aride. Per lo sviluppo degli insediamenti umani era necessario che l acqua fosse al posto giusto nel momento giusto: dapprima gli uomini spostarono i loro campi alla ricerca dell acqua, poi, successivamente, con lo sviluppo dell agricoltura i campi diventarono stabili. Allora l uomo cominciò a lavorare anche per ridistribuire l acqua: toglierla dove ristagnava e portarla dove mancava Questo lavoro di regimazione delle acque per drenare e irrigare i terreni può essere sintetizzato solo con un termine: bonifica. Diversi studi testimoniano la connessione che lega popolazione, territorio ed economia, identificando le fasi di espansione demografica, della colonizzazione e dell insediamento con le fasi della bonifica. Nel passato, per far fronte alle espansioni demografiche, una maggiore disponibilità di risorse alimentari poteva essere ottenuta soprattutto estendendo le aree da destinare all agricoltura; in pianura questa necessità poteva essere superata con la bonifica dei terreni occupati dalle acque stagnanti ed Abitato di Burana (Bondeno - FE). 13

14 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 14 esposti alle esondazioni dei fiumi, mentre nelle zone montane e collinari la messa a coltura di terreni era possibile grazie al disboscamento dei versanti. Questa mostra, organizzata e promossa dal Consorzio della Bonifica Burana in collaborazione col Museo Archeologico Ambientale, ripercorre le tappe che hanno portato a ricostruire il percorso storico del controllo delle Chiavica Foscaglia (Finale Emilia - MO). acque e della salvaguardia del paesaggio attraverso reperti archeologici, ricerche d archivio, mappe e documenti, strumenti tecnici, storie di famiglie e di matrimoni, ma anche di tante fatiche e di ingegno. La storia, dunque di un territorio che ha nell acqua un fondamentale filo conduttore, con un fragile e costante equilibrio da gestire e mantenere nel tempo. Oggi il Consorzio della Bonifica Burana è garanzia e tutela della gestione dell acqua e della sicurezza del sistema idraulico. Burana: la storia di un nome Viaggiando sulle strade che solcano le valli da Mirandola verso Ferrara, si incontra Burana, una piccola frazione rurale del Comune di Bondeno, situata nel territorio ferrarese in destra Po, in un lembo di terra attraversato da un antico canale collettore che ripercorre un paleoalveo del grande fiume e si unisce alle acque di Secchia e Panaro per confluire nel ramo del Po di Ferrara a Bondeno. Per la sensibilità e la memoria della gente che popola e ama queste terre, il nome Burana possiede una forza evocativa enorme, capace di abbracciare la storia di intere generazioni, dall antichità al presente. Burana è soprattutto sinonimo di bonifica. Storicamente Burana, che significa fossa senza fondo o burrone, era il toponimo con cui i Bizantini identificavano una vasta depressione racchiusa tra Po, Secchia e Panaro, nella quale le acque avevano il predominio sulle terre e il paesaggio era costituito da estese aree paludose, stagni, fiumi non arginati e liberi nel loro corso, con folti boschi che circondavano radi insediamenti umani posti sui dossi più elevati. 14

15 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 15 Il territorio dall eta del Bronzo all epoca romana Il controllo delle risorse idriche è un fattore determinante per la gestione del territorio e da sempre ha condizionato la vita dell uomo, in tutte le epoche storiche. Nel territorio della Pianura Padana durante l età del Bronzo erano presenti numerosi insediamenti, basati su un economia agricola e di allevamento, in grado di attuare una buona gestione del territorio; i corsi d acqua erano soggetti a fenomeni di esondazione o cambiamento dell alveo poiché privi di regimazione. L idrografia padana odierna è in linea di massima artificiale; il tracciato e la forma degli alvei fluviali sono stati modificati nel corso dei secoli grazie ad un intenso lavoro di canalizzazioni, arginature e bonifiche e la rete idrografica visibile oggi risale per lo più al XVIII-XIX secolo. L età del Bronzo nella pianura modenese era caratterizzata dalla civiltà terramaricola; il termine terramare deriva dalla parola marna ed indica il nome con cui, nel XIX secolo, erano indicate alcune basse colline presenti in pianura utilizzate dai contadini come cave per la concimazione dei campi; quei rilievi non avevano origine naturale ma antropica poiché erano costituiti dai resti degli insediamenti dell età del Bronzo. La pianura modenese durante l età del Bronzo Medio e Recente ( a.c.) era densamente popolata da villaggi di forma prevalentemente quadrangolare circondati da un terrapieno e da un fossato difensivo. Nei villaggi terramaricoli gli edifici erano distribuiti in maniera ordinata secondo uno schema ortogonale, impiantati su un terreno asciutto o moderatamente umido. All interno dei villaggi era presente un organizzazione sociale in grado di realizzare opere collettive e di attuare un discreto controllo del territorio tramite opere di disboscamento e messa a coltura di diversi terreni; si può inoltre supporre che esercitassero un La terramara di Redù, Museo di Nonantola (R. Merlo). certo controllo sulle acque. 15

16 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 16 L importanza dell acqua per queste popolazioni risulta evidente osservando che la distribuzione di diversi insediamenti terramaricoli dell area modenese era in prossimità di corsi d acqua: vicino ai paleoalvei, alla confluenza di due corsi d acqua o sulle rive opposte di un paleoalveo. I dati emersi dagli scavi archeologici e dalle fotografie aeree attestano che un grande numero di villaggi di pianura era circondato da fossati e argini; in alcuni casi, per favorire l insediamento e l economia agricola del territorio, è stato dimostrato che esistevano sistemi di captazione e canalizzazione dell acqua favoriti da una rete di corsi d acqua dovuti alla presenza di alvei secondari in fase senescente o in via di estinzione. L andamento dei fossati intorno ai villaggi terramaricoli non assunse sempre la tipica forma quadrangolare; in alcuni casi l andamento dei fossati e degli argini si plasmò sull andamento preesistente di canali ed alvei naturali. Un esempio, nel territorio nonantolano, è offerto dalla terramara di Redù in cui si può supporre una situazione idrografica fissata tra due rami di un corso d acqua: gli interventi artificiali sfruttarono questa situazione per costruire opere di difesa e per regolamentare l acqua. Durante l età del Ferro nel territorio della media pianura modenese il popolamento si dispose a ventaglio presso gli sbocchi fluviali di Panaro e Secchia, i due principali corsi d acqua del territorio. Con la colonizzazione etrusca la distribuzione degli insediamenti sul territorio divenne omogenea e strutturata con lo sviluppo di nuclei insediativi proto-urbani, urbani e rurali atti a uno sfruttamento agricolo intensivo del territorio effettuato con opere di disboscamento e di drenaggio delle acque. La bonifica e la regolamentazione delle acque avvenuta nell area cispadana in epoca etrusca erano il risultato di un attenta pianificazione territoriale; le divisioni territoriali etrusche erano regolate da un complesso sistema di pratiche religiose legate ad un sistema rituale basato su coordinate astronomiche fondate sui punti cardinali. Dalle indagini archeologiche effettuate negli ultimi anni sono emersi dati che confermano le tracce di antichi interventi di bonifica nel territorio bolognese, modenese e reggiano: alla base vi era una grande capacità tecnica poiché i più antichi impianti di drenaggio sono datati al VII secolo a.c. Le canalizzazioni seguivano un tracciato lineare e secondo assi di riferimento preordinati e lo spazio era diviso sulla base di un orientamento astronomico: in molti casi le bonifiche erano attuate vicino a piccoli insediamenti rurali poiché la loro funzione era legata all utilizzo agricolo del territorio. Già in età etrusca quindi alcune aree della Pianura Padana, seppur limitate a determinati ambiti territoriali, furono oggetto di opere di regimazione idrica legate ad una delimitazione geometrica del territorio agricolo: bisognerà però attendere la centuriazione romana perché queste opere siano attuate in maniera estensiva su tutto il territorio. Queste opere favorirono l espandersi di una intensa attività agricola caratterizzata dalla coltivazione di cereali, leguminose, specie da frutto e della vite maritata, a tutore vivo, la cosiddetta piantata, tipica forma di allevamento rimasta pressochè invariata fino all età moderna. Nel territorio nonantolano l insediamento più importante riferibile all età del Ferro è il villaggio della Galaverna, situato ad est di Nonantola e individuato grazie alle fotografie 16

17 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 17 aeree: si tratta di un abitato, datato al V-IV secolo a.c., di forma rettangolare esteso per circa 1 ettaro e verosimilmente cinto da un aggere e forse da un fossato difensivo. A causa della mancanza di uno scavo archeologico stratigrafico del sito, si può solo supporre, in base a confronti con insediamenti coevi come quello del Forte Urbano di Castelfranco Emilia o quello del Forcello presso Bagnolo San Vito, che dovesse possedere un organizzazione interna basata su canali e vie disposti in modo ortogonale. Il territorio nonantolano in epoca etrusca, Museo di Nonantola (R. Merlo). I Romani occuparono la Cispadana dopo aver sconfitto i Senoni nel 283 a.c. e fondarono la colonia latina di Rimini nel 268 a.c. Dopo la vittoria su Boi e Insubri e la prima fondazione di Piacenza nel 218 a.c. sconfissero Annibale e rioccuparono la Cispadana fondando Bononia nel 189 a.c.; in seguito costruirono la via Emilia nel 187 a.c. e dedussero le colonie romane di Parma e Modena nel 183 a.c. Nella prima fase di occupazione romana sembra che i comprensori rurali non fossero ancora stati oggetto di bonifiche centuriali estensive ad esclusione del territorio riminese che, fin dal momento della fondazione della città, fu ripartito attraverso la centuriazione secundum caelum ed assegnato ai coloni. Tra il III e la fine del I secolo a.c. il territorio emiliano fu bonificato definitivamente, suddiviso in lotti regolari tramite la centuriazione e occupato da una fitta maglia di ville, fattorie e impianti produttivi che resero questa regione, come del resto l intera Italia del nord, una delle più ricche dell Impero nella sua fase iniziale. Questo determinò la diffusione su larga scala di una agricoltura specializzata dedita alla coltivazione di cereali (grano, farro, orzo, ecc.), leguminose (fava, pisello, lenticchie, ecc.), piante tessili (canapa e lino), piante ortive (carota, pastinaca, fragola, ecc.), da frutto (pesco, ciliegio, gelso, ecc.) e vite. La centuriazione del territorio compreso fra Modena e Bologna venne adeguata alla naturale pendenza del terreno (secundum naturam) e il territorio, disboscato e bonificato, fu diviso dagli agrimensori secondo rette ortogonali, delimitate da canali e strade, che formavano quadrati di 20 acuts (710 m circa di lato): le centurie. 17

18 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 18 La colonia di Mutina, fondata nel 183 a.c., permise ai Romani di insediarsi in un territorio strategico per il controllo militare e per l approntamento delle operazioni di divisione agraria; in un primo momento probabilmente utilizzarono la via Emilia, che era il decumano della colonia, come asse su cui impostare la maglia centuriale dell ager mutinensis. Le operazioni di divisione agraria del territorio partivano verso oriente e occidente dal primo cardine tracciato al centro della città e in contemporanea vennero ricalcati dai limites, i drenaggi naturali che attraversavano ad est ed a ovest l alta e la media pianura; la centuriazione fu estesa di pari passo all avanzare della regimazione delle acque e della bonifica dei terreni paludosi. Il drenaggio delle acque nei territori centuriati fu attuato con scoline, canali e canalette che affiancavano i cardini, tracciati seguendo la naturale pendenza del terreno in modo da favorire il naturale deflusso delle acque. Il territorio di Nonantola è delimitato ad ovest dal fiume Panaro che ha contribuito, con il fiume Secchia, a creare la pianura alluvionale modenese, e ad est dalla via Imperiale (antica persistenza di un asse centuriale). Nel territorio nonantolano è ancora ben riconoscibile parte del reticolo centuriale nella zona a sud della via Nonantolana, nei settori nord e nord-ovest invece, a causa degli apporti di terreno alluvionale riconducibili al paleoalveo del Panaro altomedievale (fino all VIII secolo denominato Scoltenna), non sono più visibili le persistenze della centuriazione ed i siti di età romana. Il toponimo Nonantola, secondo gli studiosi, deriva dal numerale nonaginta (novanta) che indica un blocco di appezzamenti di terreno nel reticolo centuriale dell ager mutinensis; un altra ipotesi, non comprovata però, farebbe derivare il nome Nonantola dalla distanza che intercorre tra essa e il primo cardine della centuriazione modenese (ipotesi derivata dal supposto passaggio attraverso il suo territorio del IX cardine ad est della città corrispondente con via Mavora). Il territorio nonantolano durante l epoca romana, Museo di Nonantola (R. Merlo) 18 Via Mavora è infatti stata oggetto di uno scavo archeologico nel 1987 da

19 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 19 cui è emerso un tratto di strada glareata con canalette laterali al di sotto del tracciato moderno: questo ha portato ad ipotizzare che potesse corrispondere al IX cardine della centuriazione modenese. Grazie alla presenza di ceramica e monete datanti sembra che questo blocco centuriale si sia formato negli anni di poco successivi alla deduzione di Mutina (ciò sarebbe confermato anche dalle indagini topografiche). L attuale via Limpido infatti potrebbe essere il limes delle operazioni di centuriazione di età repubblicana poiché è presente un gradino di raccordo che potrebbe indicare la congiunzione della centuriazione modenese e bolognese e via Mislè, identificata con il XIV cardine a est di Mutina, per le evidenti tracce di ribattitura, ha fatto ipotizzare che da lì sarebbe partito un ulteriore ampliamento del reticolo centuriale. L organizzazione definitiva di questo tratto di pianura centuriata si ebbe con la colonizzazione di età triumvirale e augustea. Una via Petrosa, parallela al canale Gena, presente nelle carte nonantolane di X secolo, potrebbe essere un residuo della strada che collegava Mutina alla stazione itinerante di Vicus Serninu, asse di comunicazione che univa le due colonie latine di Bologna ed Aquileia (via Aemilia altinate, tracciata nel 175 a.c.). Il fiume Panaro, che grazie all identificazione dei paleoalvei sappiamo scorreva più ad est rispetto ad oggi, dai documenti medievali appare collegato da una fitta rete di canali navigabili ed impianti portuali (il più importante dei quali era il fiume Gena, l attuale Canal Torbido); è verosimile che questa rete fosse già attiva in età romana. Tracce del reticolo centuriale nel territorio nonantolano (rielaborazione di A. Cianciosi da Atlante dei Beni Archeologici della Provincia di Modena, volume I, Pianura, 2003). 19

20 GuidaAquae-Nonantola_GuidaNonantola 06/02/ :22 Pagina 20 Il regime delle acque a Nonantola tra IX e XI secolo Nel corso dell Alto Medioevo in molte parti della Pianura Padana, in un mondo ancora prevalentemente dominato dai boschi, dall incolto e dalla palude, ed in particolare in quella vasta depressione che i Bizantini identificavano con il toponimo di Burana - fossa senza fondo o burrone - racchiusa tra Po, Secchia e Panaro, i primi nuclei di contadini, raccolti intorno ai grandi monasteri, cominciarono ad unire i loro sforzi per conquistare terra da coltivare. I monasteri favorirono e diressero questa prima fase della bonifica e del dissodamento concedendo ad meliorandum appezzamenti di terreno per ricavarne campi, orti, vigne, prati e pascoli per l allevamento del bestiame. Nella bassa modenese, nel reggiano, nel veronese, nel ferrarese il dissodamento si realizzò disboscando ( silva runcare ), canalizzando e arginando fiumi e torrenti e dando vita ad una fittissima rete idraulica secondaria costituita da fossi e scoline. Nel 752 il re dei Longobardi Astolfo donò ad Anselmo un ampia serie di terre, la selva Gena o Zena, attraversata dal flumen Gena, per fondarvi un monastero. Esso divenne in breve tempo e rimase a lungo il signore incontrastato della zona. Il monastero di San Silvestro di Nonantola, tra i secoli IX e XI possedeva terre in molte zone dell Italia centro-settentrionale, ma il cuore del suo patrimonio era sicura- Ricostruzione delle vie di navigazione nella pianura modenese e reggiana fra XI e XII secolo (G. Palazzi, N. Reggiani, Il disegno della terra di Nonantola. Cartografia storica - secoli XVI-XVIII, 1998, p. 22). 20

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