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3 Si ringrazia per la collaborazione: Il gruppo di lavoro del Comune di Bagno a Ripoli: Luciano Bartolini, Alessandro Calvelli, Fabio Baldi, Antonella Biliotti, Silvia Bramati, Roberta Tucci, Gabriele Danesi, Francesca Gaeta, Silvia Meli. Il Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori - Firenze Il Gruppo Trekking di Bagno a Ripoli Lo studio Giardini Associati: Silvia Martelli La Direttrice Barbara Sani, e la sezione locale della biblioteca comunale di Bagno a Ripoli C.A.T. di Grassina I testi sono stati curati da Qualitas Forum srl e Microbo Studio - Clementina Maranghi Progetto grafico e impaginazione: Microbo Studio Foto: Dario Agostini e Archivio fotografico del Comune di Bagno a Ripoli

4 Immaginate un piccolo oratorio di campagna. L'architettura semplice, la facciata in pietra, la dimensione raccolta del sacrato antistante che prelude alla scoperta inattesa e meravigliosa per il visitatore curioso che varcherà la soglia d'ingresso, immergendosi nella Bellezza senza tempo di affreschi unici, teoria di storia, colori, arte. Accanto all'oratorio, un gruppo di alberi cipressi, aceri, roveri e, dappresso, un torrente che scorre vivace attraversando una valle ben coltivata che sale dolcemente, divenendo prima collina costellata di oliveti, vigneti e case rurali, e poi altura ricoperta di boschi da cui emergono, visioni solitarie, antichi fortilizi e castelli. Tutto questo è Bagno a Ripoli, terra di antiche origini, modellata dal sapiente passaggio di popoli, stirpi e generazioni che hanno lasciato traccia di sé con testimonianze tangibili o segni immateriali. Dagli etruschi ai romani, dai longobardi ai Medici, da personaggi illustri come Francesco Granacci, Ubaldino Peruzzi, Giambologna, agli anonimi mezzadri che con la loro saggezza secolare costruirono il complesso paesaggio ripolese, ognuno ha contribuito, in un' architettura di sedimentazioni successive straordinariamente armonica, a creare l'identità ripolese. Un'unicità composita, appunto, sviluppatasi in modo particolare nel Medioevo, fatta di natura ancora incontaminata e luoghi solitari in cui ricercare occasioni di silenzio e riflessione, ma anche di vivacità imprenditoriale e artistica, di eccellenze artigiane e produzioni agricole di qualità. Di un sincero fervore civile e di comunità che si traduce in tradizioni sempre vive, sintesi di folklore e desiderio di socialità. Questa guida vuol essere un significativo compendio di Bagno a Ripoli, un suggerimento su come viverne gli aspetti più peculiari, apprezzarne l'ospitalità, gustarne i sapori, la genuinità dei prodotti e l'autenticità delle offerte enogastronomiche. Chi ne seguirà i consigli, gli itinerari, i percorsi avrà modo di inoltrarsi sulle antiche vie dei pellegrini, apprezzare la maestria di artigiani che perpetuano una manualità preziosa ed esclusiva, conoscere tesori nascosti nelle pievi, nelle ville signorili, nel patrimonio naturale di biodiversità, nel suggestivo ambiente fluviale dell'arno e degli altri corsi d'acqua, nel sorriso schietto ed accogliente dei ripolesi. Nello sfogliare queste pagine, il lettore attento avrà modo di cogliere la grande ricchezza di questa nostra terra, luogo privilegiato tra l'altro, vista la contiguità territoriale, per visitare Firenze, il Chianti e il Levante Fiorentino. Ma solo dopo aver scoperto anche gli angoli più nascosti dell'antica Ripoli! Buon viaggio a tutti. Luciano Bartolini Sindaco di Bagno a Ripoli Alessandro Calvelli Assessore alle politiche per lo sviluppo locale

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7 INTRODUZIONE Collocazione geografica e organizzazione del territorio 8 La storia di Bagno a Ripoli 9 L'Arno e le sue genti 10 La 22 bis Brigata Garibaldi "Vittorio Sinigaglia" 12 Come raggiungere Bagno a Ripoli 14 PER SCOPRIRE natura - ville - folklore chiese - pievi - castelli Natura e paesaggio Il Parco di Fonte Santa 18 L'antica via Maremmana 19 Arte e Cultura Pievi, Chiese ed Edifici religiosi 21 Il romanico: le 3 Pievi 22 Castelli, Ville e Luoghi d arte 24 Sulle tracce degli antichi mestieri L'arte della lana 26 Le Gualchiere di Remole 27 Lavandai e Curandai 28 Le Fornaci 29 Tradizioni e Floklore Antica Fiera dell'antella 30 Giostra della Stella - Palio delle Contrade 31 La rievocazione storica della Passione di Cristo di Grassina 32 I luoghi della socialità 33 PER FARE itineari artistici e naturalistici sport - artigianato - trekking Itinerario 1 Orti ville e giardini: Bagno a Ripoli al tempo dei Medici 36 Itinerario 2 Le vie del sacro: i Pivieri di Bagno a RIpoli e VIllamagna 42

8 PER GUSTARE ricette - prodotti tipici frutti storici - olio - vino Itinerario 3 Gli antichi tesori del Medioevo: il piviere dell'antella 48 Itinerario 4 Trekking 1: dal poggio della Pieve alla valle del Rimaggio 54 Itinerario 5 Trekking 2: Villamagna - Poggio Incontro - Villamagna 55 Itinerario 6 Trekking 3: il bosco e la campagna tra Monte pilli e Terzano 56 Itinerario 7 Trekking 4: da Bagno a Ripoli all'antella 57 Itinerario 8 Trekking 5: da Osteria Nuova a Fonte Santa 58 Itinerario 9 Trekking 6: Croce a Varliano - Vicchio di Rimaggio 59 Per fare sport e attività fisica 60 Teatri, cinema e discoteche 64 Corsi 65 Ginnastica medica 65 Agricoltura di qualità 66 Prodotti della terra Il Vino 68 Wine tour 70 L'olio 72 I frutti antichi (mela cotogna, pesca di rosano, fichi, pera coscia, zafferano) 74 Cucina Tradizionale 84 Le ricette 85 Ristoranti e Osterie - vedi inserto PER SOGGIORNARE agriturismi - alberghi - b&b case vacanze - ostelli Vedi inserto

9 Introduzione Collocazione geografica e organizzazione del territorio Il comune di Bagno a Ripoli copre una superficie di circa 74 km2 e si estende a est di Firenze verso le colline del Chianti. Il territorio ripolese ha la forma di un triangolo, con la base a nord, in gran parte lungo il corso dell Arno, e il vertice a sud, a Santo Stefano a Tizzano, nel punto in cui finisce la valle dell Ema ed inizia la Val di Rubbiana; il confine orientale è caratterizzato dalla presenza della catena di poggi che separano il Valdarno Fiorentino da quello Aretino, mentre il confine occidentale è piú articolato e non segue precisamente elementi naturali. Il suo territorio amministrativo attuale è frutto di una serie di successive modificazioni nel corso della storia, ossia dell aggregazione di tre precedenti circoscrizioni amministrative: Ripoli, Antella e Villamagna. Questo ha determinato la conformazione di un territorio non omogeneo, fatto di molteplici centri abitati, in cui sono le strade che marcano la suddivisione interna al territorio, e le pievi che ne definiscono i punti cardine attorno alle quali si sono sviluppate le principali vie di comunicazione. Le principali frazioni del comune di Bagno a Ripoli sono: Bagno a Ripoli Grassina Antella Vallina Case San Romolo Villamagna Rimaggio Osteria Nuova San Donato Ponte a Ema Ponte a Niccheri Balatro Capannuccia Quarate Candeli Territorio Il territorio di Bagno a Ripoli è caratterizzato per circa un terzo della sua superficie da terreni pianeggianti mentre la restante parte è occupata da terreni collinari. Paesaggi di natura rigogliosa e incontaminata (numerosi prati destinati al pascolo e aree boschive) si alternano a oliveti, vigneti, alberi da frutta e coltivazioni adibite a ortaggi, che ben testimoniano la tradizione agricola e contadina della zona. L agricoltura, che interessa circa 3500 ettari, caratterizza l ambiente delle aree basso-collinari, soprattutto con colture di alberi da frutta (pesche, pere, ecc..) ed ortaggi; una parte degli spazi collinari è stata trasformata in oliveti ed in vigneti specializzati. Dal punto di vista morfologico è sicuramente il settore collinare l elemento fisico che piú caratterizza il territorio ripolese. Le sue dolci colline hanno essenzialmente una matrice calcarea e arenaria, risultato dell antico lago pliocenico fiorentino e dei depositi fluviali successivi. Le altezze maggiori si raggiungono con il Poggio Firenze (693 m), il Monte Muro (629 m), il Poggio Piglie (595 m) e il Poggio Incontro (557 m). I crinali dei poggi sono percorsi da sentieri che godono di una stupenda vista su Firenze, sulle colline di Fiesole e Settignano. Nel territorio comunale sono presenti boschi estesi per circa 15 km²; il più importante è quello di Fonte Santa che, situato sul Poggio Firenze, rappresenta una vera e propria nicchia ecologica, in quanto presenta una flora tipica del litorale che qui cresce alimentata dalle correnti atlantiche che vi giungono lungo il corso dell Arno. La composizione floristica dei boschi del territorio collinare è stata ampiamente modificata dall intervento dell uomo, mediante operazioni di taglio, selezione e introduzione di nuove specie estranee

10 introduzione all ambiente locale: sono diffuse le latifoglie decidue (cerro, roverella, carpino nero) così come il leccio, il cipresso, il pino. Il territorio è caratterizzato, inoltre, dalla presenza di consistenti risorse idriche ed è compreso per buona parte dal bacino idrografico del torrente Ema (con i sottobacini dei torrenti Grassina, Antella, Rimezzano e Ritortoli) e per la restante (il settore settentrionale dai Poggi Incontro e Alberaccio) dipende direttamente dall Arno. La presenza del più importante fiume toscano ha favorito nei secoli lo sviluppo di numerose attività legate all'acqua: dalla lavorazione della lana (vedi le Gualchiere di Remole) all estrazione della rena dal bacino, dalla macinatura del grano, fino al lavaggio dei panni, con i celebri lavandai di Grassina. La storia di Bagno a Ripoli Le vicende storiche della comunità di Bagno a Ripoli sono molto antiche, addirittura antecedenti alla mitica fondazione di Florentia nel 59 a.c., e risalgono al periodo etrusco come testimoniato dai ritrovamenti archeologici: il famoso Sasso Scritto, un cippo in pietra arenaria scoperto negli anni 70 sulle rive del Borro di Calcinaia, presso Gavignano, e recante un iscrizione etrusca di cui sono leggibili le parole Tular spular, che significa confine della comunità (il sasso serviva per demarcare i confini dell antica città, probabilmente la comunità etrusca di Fiesole, sull antica via di comunicazione tra il Sud e il Nord dell Etruria). È sotto la dominazione di Roma che il nostro paese acquisisce maggior importanza quale crocevia di scambi commerciali. Inizialmente denominata Quartum (ad indicare il quarto miglio da Firenze) fu poi chiamata Ripulae, nome derivante dagli argini eretti per impedire all Arno di inondare con le sue ricorrenti piene le coltivazioni della piana; solo successivamente gli fu dato il nome Bagno, dovuto all importanza che aveva assunto come località termale. Bagno a Ripoli in epoca romana diviene un attivo borgo tra Firenze, Fiesole e Arezzo. I Romani avviarono una valida opera di bonifica e di agricoltura, disboscando terreni, introducendo colture e aprendo nuove vie di comunicazione intorno a centri abitati con denominazioni prettamente latine: ad esempio Quarate, Ruballa e Tizzano. Tracce evidenti di questa floridezza sono, appunto, gli scavi di via della Nave e quelli - non visitabili - della Villa romana di Antella, sulla sinistra della strada che porta all ospedale di Ponte a Niccheri. Dagli scavi di via della Nave sono emersi resti di un edificio e di pavimentazioni in cocciopesto (terracotta ottenuta dalla frantumazione di mattoni, tegole e materiale di scarto) nonché numerose monete e reperti in vetro, attribuibili a più epoche, di cui però la maggior parte risalenti ad età romana imperiale (III secolo d.c.). Dopo la caduta di Roma, Bagno a Ripoli fu conquistata dai Longobardi prima e dai Franchi poi; questi ultimi diffonderanno nel territorio ripolese il sistema feudale. I grandi fondi verranno divisi in terre signorili e tributarie tra le grandi famiglie dell'epoca, tra le quali troviamo i Peruzzi, i Firidolfi, i Bardi, i Quaratesi, gli Antellesi e gli Adimari. Inizia l'insediamento dei contadini

11 L' Arno e le sue genti In passato, il fiume Arno era utilizzato come importante fonte di lavoro e di sussistenza per la popolazione circostante. Dal legame con il fiume si sono andate sviluppando dal periodo del Basso Medioevo in poi, numerose professioni legate alle risorse idriche. L escavazione della rena dal fondo del letto del fiume, ad opera dei renaioli, era un mestiere frequente in questa zona; sull Arno, inoltre, transitava il legname tagliato nelle foreste casentinesi verso Firenze e Pisa e le sue acque venivano utilizzate come fonte di energia per muovere i macchinari dei mulini e delle gualchiere, opifici dell industria laniera fiorentina. La presenza di numerosi corsi d'acqua permise anche lo sviluppo della professione dei Lavandai, addetti al lavaggio e allo sbiancamento dei panni, di cui Grassina era il principale centro. Nella tradizione popolare, venivano attribuite alle acque dell Arno, funzioni benefiche e guaritrici: "...Quando ero bambino (..) noi ragazzi ci si svegliava prima che sorgesse il sole per andare a lavarsi gli occhi in Arno, perché diceva che faceva bene alla vista... L Arno era anche un ambiente di festa, oltre che di lavoro: in estate era il luogo dei bagni, della pesca e della gita delle famiglie sul barchetto da diporto, con il quale si andava a mangiare in mezzo al fiume pesce fritto e cocomero. Guerrini, Silvano - L Arno in pian di Ripoli Forlani, Manuela - Lungo l Arno: passato prossimo della vita sul fiume 1989.

12 introduzione intorno alle grandi case padronali (poi trasformate in castelli), alla ricerca di protezione e lavoro. Nasce così nelle terre ripolesi il vassallaggio. Sempre in questo periodo verranno edificate numerose chiese e monasteri dedicati ai santi protettori: S. Giorgio, S. Martino, ecc. All inizio del XII secolo, Firenze si lancia nella conquista del contado, abbattendo i vecchi sistemi feudali e assumendone la piena amministrazione, promuovendo la costituzione di Leghe: associazioni di popoli organizzate per la gestione e la difesa del territorio. Nel XIII secolo il Comune fu il principale riferimento della Lega di Ripoli: una delle 72 federazioni di comunità in cui era diviso il contado fiorentino. La Lega di Ripoli era formata da più plebati, in particolare conteneva sia l intero plebato di Santa Maria dell Antella che quello di San Donnino a Villamagna, la quasi totalità di San Pietro a Ripoli e una parte di San Giovanni di Remole; si estendeva oltre l Arno e fino a San Donato in Collina. Il territorio, da sempre vocato all agricoltura, fu trasformato in un modello di gestione agraria, caratterizzato da una divisione poderale ben definita e dall utilizzo di mezzi di produzione agricoli realizzati da un artigianato in forte sviluppo. I castelli dei signori vanno lentamente in rovina o si trasformano in "case da signore, ossia dimore di campagna delle famiglie benestanti. Con l affermarsi della famiglia de Medici, e in particolare con Cosimo I inizia l organizzazione del Granducato di Toscana, si riorganizza l economia, si aprono strade di comunicazione e porti (Livorno e Pisa i più importanti) per rianimare i commerci, l agricoltura viene reincentivata anche grazie alla partecipazione privata delle grandi famiglie fiorentine. Alla casa di campagna si sostituiscono ora le Ville, caratterizzate da un architettura solenne che rivestiranno un ruolo centrale nella vita sociale ed economica. Dal XVIII secolo la famiglia de Medici venne sostituita dai Lorena, che vi governarono per circa un secolo; sarà proprio Pietro Leopoldo Lorena - Leopoldo I (Granduca di Toscana dal ) sovrano alimentato da principi illuministici e riformistici, che conferirà a Bagno a Ripoli il ruolo giuridico di comunità. Leopoldo I introdurrà tasse e limitazioni sulle proprietà ecclesiastiche, per redistribuire la terra ai signori, e proporrà la centralità del potere dello Stato anche in materia di istruzione e beneficienza. In questo periodo l artigianato acquista maggiore importanza e si affianca all attività contadina: in ogni casa si intrecciano panieri, si tesse e cuce, nei centri abitati sorgono numerose botteghe (il fabbro, il falegname, il mastro carpentiere) e si sviluppano le professioni dei renaioli, boscaioli, lavandai. Nel 1807 la Toscana viene annessa all Impero Francese e divisa in tre dipartimenti: quello dell Arno, a cui apparteneva anche la valle dell Ema, dell Ombrone e del Mediterraneo. Il codice napoleonico viene applicato anche nelle zone del ripolese, introducendo in particolare la circoscrizione obbligatoria. Nel momento del tramonto dell Impero Napoleonico, le campagne delle valle dell Ema sono completamente deserte, i contadini convertiti in soldati, e la produzione completamente insufficiente per sfamare orde di poveri. Con La Restaurazione, seguita all impero di Napoleone, si cercherà di riportare la situazione a quella precedente la dominazione francese, ripristinando alcuni benefici ecclesiastici e diminuendo le imposte dirette. La carestia del 1847, unita alla difficile situazione politica, faciliterà il diffondersi delle idee risorgimentali in tutto il territorio e la partecipazione degli abitanti ripolesi alle lotte d insurrezione per l indipendenza. Solo in seguito all unità d Italia (1861) e alla proclamazione del Regno verrá conferito al territorio di Bagno a Ripoli il titolo di Comune e verrà ufficialmente annesso al Regno d Italia. Lo sviluppo della vicina Firenze (divenuta anche Capitale del Regno d Italia nel 1865) in termini economici e strutturali, dà inizio allo spostamento dei contadini delle zone limitrofe verso la città. Gli abitanti del ripolese vengono a contatto con nuove abitudini, idee e stili di vita della città, che raccontano e riportano alle famiglie in campagna. Gli ideali socialisti che si stanno facendo largo nelle città, contagiano anche i territori circostanti, permettendo la nascita di Associazioni di Mutuo Soccorso e di associazioni di lavoratori (benché non ancora a carattere sindacale) nei vari paesi della zona. La Prima Guerra Mondiale porta morte e sacrificio, le campagne vengono nuovamente spopolate e

13 La 22bis Brigata Garibaldi "Vittorio Sinigaglia" La 22 Brigata Sinigaglia fu una divisione d assalto delle forze partigiane che operò nella zona del Comune di Bagno a Ripoli nel 44. Sorta dalla fusione di 6 distaccamenti della Divisione Arno, era intitolata al fondatore e dirigente dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) Alessandro Sinigaglia (detto Vittorio), ucciso dai fascisti in uno scontro a fuoco nel gennaio 1944, e aveva la sua base presso il Monte Scalari. In seguito alla battaglia di Pian d Albero (20/06/1944), Angiolo Gracci (detto Gracco) fu nominato comandante della Brigata; a partire da quella data Fonte Santa e Poggio Firenze diventano la base della 22ª brigata Sinigallia e scenario delle lotte per la liberazione del territorio dall occupazione nazi-fascista. E proprio da Fonte Santa la brigata Sinigallia, comandata dal Gracco, assieme al comandante della divisione Arno, Aligi Barducci (detto Potente), lancerà l avanzata delle forze antifasciste verso Firenze. In seguito all uccisione di Potente durante gli ultimi assalti fiorentini (ferito il 7 agosto, morirà il 9 agosto), la Brigata prenderà poi il nome di Brigata Potente. Tutti gli anni (intorno all 8 settembre) viene organizzata una commemorazione del sacrificio dei partigiani presso il bosco di Fontesanta. Tracce e memorie di questo importante momento della storia fiorentina sono custodite in vari luoghi del comune di Bagno a Ripoli e nel progetto cartografico Adotta un cippo. Monumento di Lonchio (Antella) Cippo delle colonie di San Giorgio (Osteria Nuova) Cippo casa Gamberaia (San Donato) Lapide di Fonte Santa (Bosco di Fonte Santa) Lapide ai Fratelli Manzi (Meoste) Gracci, Angiolo - Brigata Sinigaglia Laboratorio politico, Antifascismo nelle campagne fiorentine - a cura di Reginaldo Cianferoni - Editori del Grifo, l economia convertita ad un economia di guerra e sussistenza. L avvento del Fascismo a seguito della I Grande Guerra, segnerà l inizio della repressione dei movimenti sindacali (sia socialisti che di impostazione cattolica) che si erano creati, nonchè la sostituzione dell organizzazione politico-sociale con la capillare organizzazione fascista: ad esempio, nelle varie frazioni ripolesi nascono le case del Fascio, le Associazioni sportive, ecc. L inasprirsi delle leggi razziali del regime fascista e il precipitare della situazione verso la Seconda Guerra

14 introduzione Mondiale, ha lasciato le sue tracce anche nel territorio di Bagno a Ripoli. Proprio in questa zona, tra il giugno 1940 e il settembre 1943, presso Villa La Selva (una struttura di proprietà di Silio Ottolenghi, ricco possidente di origine ebraica, a cui era stata precettata), operò un campo di internamento civile, istituito dalla Repubblica Sociale Italiana per la Provincia di Firenze, dove furono internati soprattutto uomini di nazionalità greca, slava ed ebrei libici in attesa di deportazione. Il territorio del comune di Bagno a Ripoli fu anche lo scenario delle lotte di resistenza antifascista, in particolare della 22ª bis Brigata Garibaldi Vittorio Sinigaglia che proprio da qui lancerà nel luglio del 44 l avanzata verso Firenze per la sua liberazione dall occupazione tedesca. Il territorio, le popolazioni e l economia del ripolese escono distrutti dal periodo bellico. Bagno a Ripoli si riorganizza come territorio in prevalenza agricolo incentrato sulla produzione di grano, olio, vino e bestiame. Il sistema agricolo basato sulla mezzadria segnerà lo scenario economico e sociale del secondo dopoguerra, e saranno proprio i contadini coloro che esprimeranno con forza una domanda di democrazia, di rottura dei vecchi rapporti di subordinazione. Le organizzazioni e le associazioni che nascono in questi anni (1951, si crea l Unione delle Cooperative di Bagno a Ripoli che riunisce tutte quelle presenti sul territorio fino a quel momento) saranno proprio espressione di queste nuove esigenze dei lavoratori delle campagne del ripolese.

15 Come raggiungere Ragno a Ripoli In Auto Da Sud e da Nord Prendere l Autostrada del Sole A1, uscire a Firenze Sud, continuare sulla SP 127 in direzione di Firenze, uscire a Bagno a Ripoli - Pontassieve e seguire le indicazioni per la strada provinciale per Bagno a Ripoli. In Aereo L aeroporto di Firenze Amerigo Vespucci dista circa 32 km da Bagno a Ripoli. Si consiglia di raggiungere la Stazione Santa Maria Novella con bus navetta o taxi e da qui seguire in autobus. In Taxi Le principali linee di taxi fiorentine sono: Radio Taxi CO.TA.FI / Radio Taxi SO.CO.TA / Per un taxi in zona Bagno a Ripoli contattare: Linea Taxi - Via Giovanni Procacci - tel In Treno È consigliabile arrivare alla stazione ferroviaria di Firenze - Santa Maria Novella. Ci sono diversi collegamenti in autobus con Bagno a Ripoli.

16 introduzione In Autobus Da Firenze è possibile raggiungere Bagno a Ripoli con gli autobus delle Autolinee Urbane ATAF: Dai viali di circonvallazione di Firenze in direzione I PONTI (BAGNO A RIPOLI) Dalla stazione SMN in direzione SORGANE + 24 direzione GRASSINA/OSTERIA NUOVA o 48 in direzione VALLINA/VILLAMAGNA, o 49 in direzione S. POLO Da Piazza S. Marco in direzione GRASSINA Da Piazza S. Marco in direzione ANTELLA Dalla stazione SMN in direzione ISTITUTO VOLTA (bagno a Ripoli) in orario scolastico Fs bus italia (ex SITA) 350 Firenze - Pontassieve - Rignano sull Arno Nel comune di Bagno a Ripoli ferma a: Antella - Ospedale Ponte a Niccheri - Bagno a Ripoli - Rimaggio - Candeli - Santa Monica - Vallina 354 Firenze - S. Polo - Lucolena - Figline Valdarno Nel comune di Bagno a ripoli ferma a: Ponte a Ema -Grassina - Capannuccia - Quarate 365 Firenze - Greve - Radda - Castellina Gaiole Nel comune di Bagno a ripoli ferma a: Ponte a Ema- Grassina Autolinee toscane Linea DICOMANO - RUFINA - S. FRANCESCO - ROSANO - PONTE A EMA - CAMPI Z.I.

17 PER SCOPRIRE NATURA - VILLE - GIARDINI - CHIESE - PIEVI - CASTELLI

18 per scoprire

19 Natura e paesaggio Il territorio di Bagno a Ripoli sorprende i suoi visitatori con un susseguirsi di colline, valli, boschi e strade che si alternano a campi di olivi, filari ed orti, dando vita a un paesaggio unico, frutto del sapiente rapporto tra l'uomo e la natura. Tutta la zona che dal Poggio al Mandorlo, passa per la Costa al Sole e si estende fino al Poggio di Firenze, è un alternarsi di montuosità, poggi, colline e pianure; l aria che vi si respira è salubre e balsamica ed il clima è talmente dolce e temperato da renderla attraente in ogni epoca dell anno. Parco di Fontesanta Il Parco di Fonte Santa si trova su Poggio Firenze e costituisce una nicchia ecologica di straordinaria importanza nel contesto geografico e ambientale della zona. Infatti il Poggio Firenze pur trovandosi a una novantina di km dal Mar Tirreno e ad un altitudine di circa 690 m, presenta una flora tipica delle zone litoranee. Questo fenomeno particolare può essere spiegato seguendo il corso delle correnti d aria provenienti dal golfo del Leone e quello di Guascogna, che dopo aver percorso la valle dell Arno dalla costa della Versilia in poi, vanno ad impattare proprio su questi colli. Le correnti di origine atlantica sono da considerarsi la causa principale della creazione di microclimi particolari in queste zone e del conseguente sviluppo di specie floreali che crescono unicamente lungo i litorali. Alcuni esempi di questo fenomeno è la grande abbondanza di Ulex europeus (volgarmente lo scardiccio ), il Citus scoparius, la Rosa Canina, il corbezzolo e molti altri esemplari. Il parco di Fonte Santa fu realizzato negli anni 60 con lo scopo di favorire la salvaguardia e la conservazione di un territorio con caratteristiche botaniche e storiche di grande pregio.

20 per scoprire Come si evince dal, nome il parco racchiude al suo interno una fonte di acqua fresca e limpida. Non è noto quando e perché le sia stato attribuito l aggettivo Santa, ma fin da epoche antiche l acqua che sgorgava dal sottosuolo era percepita come qualcosa di magico e soprannaturale, tanto da attribuirgli una qualche sacralità. Sicuramente la fonte e il tabernacolo che la racchiude hanno origini antichissime in quanto sorgono lungo la via Maremmana, un tracciato di origine romana, percorso da pastori, viaggiatori e viandanti che trovavano refrigerio in queste zone. Delle caratteristiche amene di questo luogo si hanno varie testimonianze, tra cui le memorie di un gruppo di nobili fiorentini residenti nelle ville intorno all Antella verso la metà del 500, chiamato Arcadia dei Pastori Antellesi, che riuniva poeti, letterati e scienziati (tra cui anche il giovane Michelangelo Buonarroti) e che avevano prescelto la località di Fonte Santa come luogo di ritrovo per incontrarsi e declamare poesie. In epoche successive la Fonte è stata al centro di lavori per la creazione di un acquedotto per la distribuzione d acqua. Primo esempio fu la costruzione nel 1698 dell acquedotto mediceo che dalla fonte di Fonte Santa arrivava fino alla villa di Lappeggi, facendo confluire le acque di altre dieci fonti, e approvvigionando anche le zone circostanti. Verso la metà degli anni Trenta del 900 vennero avviati i lavori per la costruzione del Rifugio di Fonte Santa per accogliere escursionisti e viaggiatori; la struttura chiamata affettuosamente la casina venne costruita grazie allo sforzo e alla partecipazione degli Antellesi che lavoravano gratuitamente ogni domenica. Oggi il rifugio è meta e punto d incontro e ritrovo di numerosi escursionisti e amanti del trekking, nonché scenario della commemorazione antifascista che si tiene ogni anno. La via Maremmana Con Via Maremmana si intende un percorso di transumanza tracciato in epoche passate dai pastori (si hanno documentazioni già dall epoca neolitica) per condurre i greggi a svernare in luoghi dove non

21 mancassero pascoli. I pastori si spostavano seguendo le creste dei monti e delle colline, evitando le zone di pianura spesso pericolose e paludose. Il continuo passaggio degli animali lungo questi cammini permise la formazione naturale di tratturi, vie erbose naturali percorse due volte l anno da pastori e animali. Lungo il cammino erano dislocati luoghi di sosta edificati in prossimità delle fonti d acqua, dove potersi abbeverare e sostare (sono stati ritrovati alcuni resti presso il Pian alle Travi, Fonte Santa). Il cammino del pastore per arrivare al mare durava circa 8 giorni ed era scandito da regole ferree: non ci si poteva fermare piú di due notti in una stessa area, non era permesso l attraversamento di città o luoghi abitati, dovevano pagare una gabella (tassa per l attraversamento dei territori) che consentiva di mantenere puliti e in ordine i percorsi attraversati, convogliare le acque in abbeveratoi (le cosiddette pigli del Poggio alle Piglie). Durante il viaggio il pastore si fermava anche nelle osterie e botteghe dove veniva scambiato il latte o il formaggio di pecora con un pasto caldo. Lungo la via sono rimasti numerosi luoghi che fanno riferimento a questo costume: ne sono un esempio Osteria Nuova o Tavarnelle. Nel territorio di Bagno a Ripoli è presente un tratto della cosiddetta Via Maremmana. Da San Donato in Collina, scorre sotto Gamberaia e passa da Fonte Santa e Sasso Scritto, tracciando poi il confine tra le amministrazioni di Bagno a Ripoli e Rignano sull Arno per un tratto e poi quello di divisione con il comune di Greve in Chianti per un altro. Casprini,Guerrini, Fonte Santa, itinerari fra storia, arte e ambiente Calzolai, Pagnini, La Valle dell'ema

22 per scoprire Arte e cultura Pievi, Chiese ed Edifici religiosi Il territorio di Bagno a Ripoli fu caratterizzato fin dall epoca medioevale da un fiorire di pievi, chiese rurali, monasteri e edifici religiosi edificati lungo i tracciati romani principali che attraversavano la zona, in prossimità dei guadi dell Arno, o fra le colline non lontano dalle vie di comunicazione che collegavano Firenze con il mare. Pievi, chiese ed edifici religiosi ripolesi saranno fortemente connessi per storia e sviluppo alle condizioni materiali del paesaggio e delle comunità che lo abitano. Come già sottolineato, il territorio amministrativo di Bagno a Ripoli si sviluppò attorno ai tre plebati principali di Ripoli, Antella e Villamagna, che a loro volta si configurarono attorno alle tre pievi piú importanti ed antiche: la Pieve di San Pietro a Ripoli, la pieve di Santa Maria all Antella e la pieve di San Donnino a Villamagna. Le tre pievi tra il XII e il XIII secolo avevano già definito i loro confini e giurisdizioni, anche attraverso una fitta rete di chiese suffraganee ad esse subordinate. La presenza accanto alle pievi e alle chiese rurali suffraganee di numerosi edifici monastici, cappelle religiose, ospedali e ricoveri religiosi, ben dimostra l articolazione del paesaggio religioso e del culto nel territorio ripolese che rimarrà pressoché invariato fino a epoche piú recenti: dal Trecento in poi, non si costruiranno piú edifici religiosi, ma si arricchiranno o restaureranno quelli già esistenti, si abbelliranno gli interni con affreschi o statue di artisti importanti, o si edificheranno di nuovi su strutture preesistenti. Il Piviere dell'antella comprende la Pieve di Santa Maria dell Antella, la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta a Ruballa, quelle di San Giorgio a Ruballa, di San Piero a Ema, di S. Lorenzo a Montisoni, S. Bartolomeo a Quarate, Sant Andrea a Morgiano e San Michele Arcangelo (a Tegolaia). Ne fanno parte inoltre l'oratorio di San Donato a Campignalla, e quel gioiello gotico che è l'oratorio di Santa Caterina a Rimezzano con i suoi preziosissimi affreschi trecenteschi, nonchè lo splendido Spedale medievale del Bigallo. Il Piviere di Ripoli consta anch'esso di numerose chiese ed edifici religiosi, quali la Pieve romanica di San Pietro a Ripoli (967 d.c), le Chiese di Santo Stefano a Paterno, San Lorenzo a Vicchio di Rimaggio, Sant'Andrea a Candeli, San Tommaso a Baroncelli e Santa Maria a Quarto. All'interno di questo Piviere si trovano inoltri numerosi Oratori: quello del Crocifisso del Lume al Pratello, della Santissima Annunziata, della Confraternita della Misericordia di Ripoli e della Santa Croce a Varliano. Infine il Piviere di Villamagna, con l'anticchissima Pieve di San Donnino a Villamagna (risalente al secolo VIII d.c. e ricostruita in epoca Romanica) comprende il panoramico Convento di San Francesco all'incontro, San Michele a Compiobbi, Sant'Andrea a Candeli e l'oratorio del Beato Gherardo. Salimbeni, La terra benedetta: religiosità e tradizioni nell'antico territorio di Bagno a Ripoli Vacca, Bagno a Ripoli: "Il giardino più delizioso"

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