I mercati agroalimentari all ingrosso dal monopolio pubblico alla promozione della qualità

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1 I mercati agroalimentari all ingrosso dal monopolio pubblico alla promozione della qualità Sandro Amorosino 1.- I mercati all ingrosso: un pubblico servizio atipico : le configurazioni originarie Di mercati all ingrosso appartenenti alla sfera comunale si sono occupati, ex professo, Santi Romano 1, A.M. Sandulli 2 e M.S. Giannini 3. Una quarantina d anni fa fu dedicato al tema il XVI convegno degli amministrati visti a Varenna, con relazioni di Casetta, Chieppa, Alberto Romano 4. Ma se ne sono occupati anche commercialisti del calibro di Santini e Minervini 5. Le voci di enciclopedia 6 ancora attuali risalgono a anni fa e sono di G. Caia, da solo e con N. Aicardi. Dopo di allora si è avuta una ripresa recente di studi, prima economici 7 e da ultimo giuridici 8. ( ) Relazione al Convegno Il ruolo del diritto nella valorizzazione e nella promozione dei prodotti agroalimentari, organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell Università di Pisa il 1-2 luglio L A. ringrazia vivamente il Prof. Marco Goldoni per l invito e l Avv. Monica Minelli per la preziosa documentazione fornita. ( 1 ) La libertà di commercio nei mercati municipali in Riv. Giur. Comm. 1925, II, 313 ss., ora in Scritti minori, II, Milano, rist ( 2 ) Osservazioni in materia di pubblici mercati in Giur. Civ. 1958, II, 137 ora in Scritti giuridici, vol. IV, Napoli 1990, 91 ss. ( 3 ) Sui mercati comunali in Riv. Trim. Dir. Pubbl. 1959, 3 ss. ora in Scritti, vol. IV, Milano 2004, 685 ss. ( 4 ) E. Casetta, Problemi giuridici dei mercati all ingrosso nell ambito della disciplina del commercio; R. Chieppa, Organi e competenze in materia di mercati all ingrosso; A. Romano, Le concessioni di posti di vendita nei mercati all ingrosso, tutti in AA. VV., L indennità di espropriazione I mercati all ingrosso (Atti del XVI Convegno di Studi di scienza dell amministrazione), Milano ( 5 ) G. Minervini, Il commercio nell attuazione della legge n Le linee essenziali di una riforma in Giur. Comm. 1978, I, 533 ss; G. Santini, Commercio e servizi. Due saggi di economia del diritto, Bologna ( 6 ) G. Caia, voce Mercati pubblici in Enc. Giur. Treccani, vol. XX, Roma 1990 e G. Caia e N. Aicardi, voce Mercati all ingrosso in Dig. Disc. Pubbl., vol. IX, Torino

2 Vien fatto di chiedersi perché tanti studiosi, protagonisti della dogmatica del diritto amministrativo e di quello commerciale siano stati attirati dal tema. La risposta è duplice: I) perché si tratta di un oggetto giuridicamente complesso; II) perché è un oggetto che nell ultimo secolo ha ripetutamente cambiato struttura e funzione. La complessità deriva dal fatto che pur essendo nominato nella Legge Giolitti sulle municipalizzazioni, n. 103/1903 e poi nel Testo Unico del 1925 è tuttora discusso se sia, o meno, un servizio pubblico in senso proprio. Ciò sin da quando Giannini 9 rilevava che la costruzione e gestione di mercati pubblici, anche con diritto di privativa, non era qualificabile come attività imprenditoriale, anche se dalla gestione il comune trae dei proventi e anche se l organizzazione medesima è di tipo aziendale, il profilo di servizio amministrativo si presenta come prevalente sul profilo di servizio commerciale municipalizzato, ossia la gestione appartiene alla figura delle municipalizzazioni improprie più che a quella delle municipalizzazioni pure. Concludeva Giannini richiamando le formulazioni di Sandulli che i mercati all ingrosso danno luogo ad organizzazioni complesse: essi cioè sono organizzazioni di mercato-luogo e di mercato-riunione alle quali si sovrappone l organizzazione del servizio. Difatti è stata proposta la locuzione di mercato-istituzione. I mercati all ingrosso, permanenti e con stabilimenti attrezzati, sono in funzione della concentrazione locale dell offerta, che si realizza al massimo grado allorché il mercato è «in privativa», vale a dire in esclusiva come luogo/funzione/organizzazione. La loro funzione e qualificazione originaria ha di recente formato oggetto di un attenta rilettura critica da parte di Cocco 10, alla quale, per brevità, si rinvia. Ci si limita a ricordare che la configurazione come mercato-istituzione confermata dal RD n. 2578/1925 (T.U. delle norme sulle municipalizzazioni, non casualmente coevo allo scritto di Santi Romano) si concretava in una complessa organizzazione di commissionari, astatori, banditori, concessionari di posti vendita, merceologi, veterinari etc., retta da una struttura amministrativa comunale e disciplinata da regolamenti appositi. ( 7 ) AA.VV., I mercati agroalimentari all ingrosso di terza generazione, a cura di A. Zanlari, R. Green, L. Lanini e M. Sibani, Rimini ( 8 ) AA.VV., Natura e regolamentazione dei mercati e centri agroalimentari all ingrosso, a cura di A. Marzanati e S. Zani, Rimini ( 9 ) Op. cit., p degli Scritti, vol. IV, cit. ( 10 ) G. Cocco, Profili pubblicistici e privatistici nella qualificazione dell attività svolta dai mercati all ingrosso in AA.VV., Natura e regolamentazione cit., 150 ss. 2

3 Come accadde, in forme variegate, anche in altri settori oggetto di normazione amministrativa di settore durante il fascismo 11 venne realizzato l innesto sul mercato istituzione di due elementi solo apparentemente contraddittori: un ulteriore dose di dirigismo del potere pubblico e l inserimento nei meccanismi gestionali delle organizzazioni delle svariate categorie che operano nei mercati stessi (una sorta di cogobierno, per usare una locuzione coniata dal peronismo, di cui è noto l originario ispirarsi al corporativismo). Il risultato fu un tipico ordinamento sezionale 12 per usare una nozione di teoria generale, elaborata all inizio degli anni 40 del 900 da Giannini caratterizzato da un amministrazione reggente, da una pluralità di soggetti abilitati ad operare nel settore, raggruppati in un organizzazione ad hoc e da una normazione specifica che ne disciplina i comportamenti (i regolamenti di mercato). Accadde, dunque, che lo strumento originariamente concepito dagli economisti per favorire il massimo afflusso e il rapido smercio all ingrosso (controllato, per motivi di sanità pubblica) delle derrate, ai fini della fissazione del prezzo di mercato sulla base dell offerta e della domanda venne trasformato in un organizzazione chiusa, anticoncorrenziale, con barriere all ingresso, il che ha favorito il fenomeno dei cartelli ed ha generato dure lotte per il controllo dei cartelli stessi. Un bellissimo film di Francesco Rosi, La sfida (1958), descrive meglio di tante analisi una vicenda storica: l ascesa e la caduta cruente di Pascalone e Nola nel mercato ortofrutticolo di Napoli. L organizzazione chiusa ha notoriamente favorito le commistioni clientelari tra classi amministrative locali e organizzazioni degli operatori dei mercati generali. 2.- I percorsi evolutivi della materia Negli ultimi decenni la normazione in tema di mercati all ingrosso ha registrato numerose novità, per quanto riguarda sia le competenze legislative ed amministrative, sia la disciplina sostanziale della materia. In estrema schematizzazione, scendendo dai profili organizzatori d apice a quelli operativi, i principali elementi giuridici che connotano attualmente il settore possono essere intavolati nel modo seguente: ( 11 ) V., ora, S. Cassese, Lo stato fascista, Bologna 2010, parte II. ( 12 ) Sulla quale sia consentito il rinvio a S. Amorosino, Gli ordinamenti sezionali: itinerari di una categoria giuridica in AA.VV., Il diritto amministrativo in trasformazione. Scritti degli allievi per gli 80 anni di Massimo Severo Giannini (a cura di S. Amorosino), Milano

4 I) l attribuzione alle Regioni delle competenze legislative e di quelle amministrative (per quanto riguarda la programmazione); tale attribuzione sembrerebbe divenuta esclusiva con la riforma del Titolo V della Costituzione, nel Si è usato il condizionale perché, com è stato giustamente rilevato 13, la materia presenta alcuni profili che attengono a competenze legislative esclusive statali: la tutela della concorrenza (in correlazione all organizzazione dei servizi di interesse generale) e la tutela della sicurezza nella specie: alimentare 14. E, dunque, da ritenere che, limitatamente ai profili accennati, la legislazione statale possa dettare disposizioni che impingono in subiecta materia; II) la previsione della programmazione, a scala regionale, dei mercati alimentari all ingrosso, nell ambito della più generale pianificazione del commercio. Tale programmazione nella forma di un piano mercati era prevista nella l. n. 41/1986, in funzione della creazione di centri serventi una pluralità di comuni, ma è rimasta in gran parte inelaborata e comunque sostanzialmente inattuata, benché nelle leggi regionali fosse piuttosto enfatizzata 15 ; III) l articolazione dei mercati in sede legislativa regionale e regolamentare nazionale in più tipi e in molti settori merceologici (con suddivisioni variabili delle funzioni tra Regioni e Comuni); IV) la liberalizzazione, invero assai frenata, dei soggetti legittimati a richiedere ed ottenere l autorizzazione ad istituire un mercato all ingrosso; frenata perché è venuta meno la privativa comunale, ma sono stati abilitati a promuovere, e poi a gestire, i mercati enti e consorzi prevalentemente pubblici ad esempio: con la partecipazione delle camere di commercio o anche misti, ma a prevalente connotazione pubblicistica. A ciò è seguita, nella legislazione regionale, anche una sorta di privatizzazione formale, con la possibilità di costituire società di gestione, anche miste (ad esempio: tra enti locali ed organizzazioni di categoria). La problematica che, semplificando oltre misura, possiamo chiamare della liberalizzazione/privatizzazione è strettamente intrecciata al riproporsi ora in termini del tutto mutati della questione apicale della natura dell attività dei mercati all ingrosso. La più recente e convincente ( 13 ) v. A. Marzanati nel Capitolo 1, di A. Marzanati e L. Salomoni, Le funzioni dei mercati e centri agroalimentari all ingrosso e il quadro normativo di riferimento in AA.VV., Natura e regolamentazione cit., ( 14 ) In tema sia consentito il rinvio a S. Amorosino, Sicurezze ed insicurezze in campo alimentare in AA.VV., Agricoltura e in-sicurezza alimentare tra crisi della PAC e mercato globale (Atti del Convegno organizzato a Siena il ottobre 2010 dalla cattedra di Diritto Agrario dell Università e dall Istituto IDAIC-CNR di Firenze), Milano ( 15 ) V. L. Salomoni nel capitolo 1, Le funzioni dei mercati cit. (con A. Marzanati) del volume Natura e regolamentazione cit. 4

5 rivisitazione 16 fa leva sulla sopravvenienza dei principi della costituzione economica europea e, da ultimo, della normazione interna in materia di servizi pubblici locali 17 per rilevare, in sintesi, che: già nella legge nazionale generale n. 125/1959 non si rinviene una qualificazione dei mercati all ingrosso come attività di servizio pubblico e le funzioni di interesse generale in essi svolte sono tipicamente amministrative, di tipo autoritativo, nettamente distinte da quelle commerciali, che riguardano gli operatori; l evoluzione della configurazione stessa e delle funzioni dei mercati può dar luogo ad attività economicamente rilevanti, suscettibili di rendere economicamente redditiva la gestione; ciò che ne comporterebbe la privatizzazione sostanziale, alla stregua della normazione nazionale sui servizi pubblici locali; viceversa l assunzione della gestione diretta del pubblico servizio è consentita nel caso in cui il mercato (qui inteso in senso economico generale) non produca il bene pubblico necessario, costituito dall organizzazione e gestione del mercato all ingrosso; V) la subordinazione dell istituzione a previa autorizzazione, regionale o provinciale 18 ; VI) l attribuzione ai Comuni delle funzioni relative all impianto ed all ampliamento, ivi compreso l affidamento della gestione, secondo le modalità prescritte dalla normazione nazionale in tema di servizi a rilevanza economica 19 ; VII) la qualificazione dei mercati strutture, come opere pubbliche, o di interesse pubblico, anche ai fini dell espropriabilità delle aree 20 ; VIII) la possibilità a proposito dei profili sub VI e sub VII di una variante al modello ordinario perché l ente locale, come referente istituzionale del mercato può mettere in gara la realizzazione e gestione del mercato stesso, secondo la tecnica della finanza di progetto (sempre che si tratti di un opera calda, o almeno tiepida, ( 16 ) V. G. Cocco, Profili pubblicistici e privatistici cit., 161. ( 17 ) V. G. Cocco, Appendice. L applicazione della riforma di cui all art. 23 bis (l. n. 133/2008 e s.m.i.) ai mercati globali generali all ingrosso. Questioni emergenti in AA.VV., Natura e regolamentazione cit., 243 ss. ( 18 ) V. G. Caia e N. Aicardi, Mercati all ingrosso.cit. ( 19 ) In tema si rinvia a F. Mattassoglio, La gestione dei servizi a rilevanza economica e a L.R. Perfetti e A. Rosi, Il modello organizzativo dei mercati generali nel rapporto tra ente locale e gestore, entrambi in AA.VV., Natura e regolamentazione cit. ( 20 ) V. A. Benedetti, I mercati comunali all ingrosso nel contesto evolutivo del regime del demanio pubblico in AA.VV., Natura e regolamentazione.. cit., 175 ss. 5

6 come si dice in gergo, cioè suscettibile di remunerare, anche parzialmente, con i proventi della gestione, i costi dell investimento da parte dei privati 21 ; ciò che si connette con l ormai necessario arricchimento delle funzioni dei mercati: v. infra); IX) la permanenza, comunque, delle funzioni amministrative sia tradizionali (ad esempio: sanitarie), che innovative (ad esempio: relative alla qualità ed all origine degli alimenti) in capo ad uffici comunali o comunque pubblici; X) l assoggettamento dell ammissione, prima, e dell attività, poi, degli operatori alla regolamentazione di mercato, cui s è già accennato. Questa rapida intavolazione consente di operare una tendenziale distinzione tra i mercati all ingrosso e le borse merci 22, le quali sono, ormai, piattaforme telematiche che hanno quotazioni ufficiali. La società di gestione di esse è la Meteora s.p.a., filiazione dell Unioncamere e gli intermediari non coincidono con i grossisti, ma sono i raccoglitori e gestori di ordini all interno della borsa merci telematica. Esistono, accanto al regolamento generale, dei regolamenti di borsa speciali relativi ai singoli prodotti, individuati mediante disciplinari specifici. Gli elementi differenziali tra mercati all ingrosso e borse merci (alimentari) sono quattro: - la diversità di figure e qualificazioni degli operatori; - la distanza dal prodotto: che è rappresentato nella borsa merci ed è il più delle volte, ancora, fisicamente negoziato nel mercato al ingrosso; - la conseguente rilevanza e cogenza del listino prezzi; - la possibilità di accertare in corpore vivo la qualità dei prodotti e di certificarla (funzioni di controllo e promozione: v. infra). 3.- I fattori di mutazione dei mercati agroalimentari e l urgenza della modernizzazione delle funzioni dei mercati all ingrosso Negli anni più recenti si è registrato un concorso di vari fattori economico-strutturali di mutazione delle funzioni dei mercati all ingrosso: I) l ampliamento dei mercati di provenienza dei prodotti alimentari: le infrastrutture di trasporto, i prezzi estremamente competitivi, le coltivazioni in serra, anche biotecnologiche, portano all evoluzione logistica e strutturale dei mercati: da grandi ( 21 ) Sia consentito il rinvio a S. Amorosino, La finanza di progetto nel quadro del partenariato pubblicoprivato: profili introduttivi in AA.VV., Il project financing, a cura di Mariani, Menaldi & Associati, Torino 2011, volume che costituisce il più aggiornato ed interdisciplinare inventario in materia. ( 22 ) In tema v. E. Bani, Le borse merci, Padova 2008, passim. 6

7 strutture presenti nei centri urbani (come le Halles di Parigi e i Mercati Generali di Roma), con funzioni essenzialmente di approvvigionamento della città, alla loro delocalizzazione negli snodi infrastrutturali periurbani, con la trasformazione in piattaforme logistiche 23 ; II) la compresenza e concorrenza di nuove organizzazioni di acquisto all ingrosso dei prodotti e di vendita al dettaglio, da parte delle catene di supermercati 24. La creazione di circuiti distributivi alternativi ha reso inani le risalenti protezioni corporative e rischia di mettere fuori mercato i mercati all ingrosso tradizionali, se non evolvono rapidamente; III) la determinante tecnologica: la telematica, che consente la partecipazione diretta, anche se non fisica, ai processi di vendita che si svolgono nei luoghi più remoti del mondo, ma al contempo consente di collegare direttamente produttori e consumatori organizzati in gruppi d acquisto 25. Anche qui un immagine questa volta televisiva rappresenta la vicenda meglio di tante descrizioni: tra le tante opere incompiute, o terminate ma inutilizzate, documentate da Striscia la notizia sono frequenti i casi di nuovi mercati ortofrutticoli, o ittici, all ingrosso promossi da enti locali e mai decollati. La ragione è che i mercati ormai scavalcano, per via telematica, e rendono superflue queste strutture fisiche, a meno che non acquistino una funzione specializzata; IV) la determinante europea, in ragione della funzione che i mercati all ingrosso svolgono per la sicurezza alimentare, che è uno dei perni della normazione dell Unione. Riassumendo: la tendenza generale è alla moltiplicazione dei mercati di domanda e di offerta, con la creazione di circuiti alternativi a quello tradizionale dei mercati all ingrosso come luoghi fisici e come mercati - istituzioni. Viene spontanea l analogia con i mercati finanziari: una volta esistevano solo le borse mobiliari a gestione pubblica, ora accanto alle borse privatizzate (ad esempio: Borsa italiana s.p.a.), nelle quali sono quotati gli strumenti finanziari, esistono altri tipi di mercati disciplinati 26 ed in più all esterno, nella galassia telematica, i mercati over the counter, che traggono il nome, in origine, dagli affari trattati, nel dopo borsa, sul bancone dei pub ove si riunivano gli operatori a bere. ( 23 ) V. AA.VV., I mercati agroalimentari all ingrosso di terza generazione cit. ( 24 ) V. da ultimo D. Tirelli, La promozione dei prodotti tradizionali attraverso la Grande Distribuzione Organizzata, relazione al Convegno Il ruolo del diritto cit. ( 25 ) I. Canfora, Le nuove forme di commercializzazione dei prodotti alimentari, dalle vendite in rete ai G.A.S.. Problemi di qualificazione e di disciplina, relazione al medesimo Convegno. ( 26 ) V. G. Federici, Mercati non regolamentati in AA.VV., Manuale di diritto del mercato finanziario, a cura di S. Amorosino, Milano 2008, 221 ss. 7

8 Le analogie sono spesso insidiose, ma nel nostro caso le somiglianze tra i mercati mobiliari e quelli alimentari sono almeno tre: a) la moltiplicazione dei luoghi fisici, ma anche delle reti telematiche di negoziazione; b) la moltiplicazione dei prodotti negoziati, quelli alimentari (creati dalla natura o dalle biotecnologie) e quelli finanziari (creati dalla fantasia combinatoria degli operatori); c) la difficoltà delle regolamentazioni nazionali di padroneggiare la fenomenologia dei mercati e l impossibilità, ormai, di avere un sistema regolatorio organico e coerente, in quanto è la stessa realtà economica ad essere frammentata e cangiante 27. Per fare un solo esempio: i farmers markets, in senso fisico, sono mercati al dettaglio, ma non appena associazioni di produttori entrano in rete con le catene commerciali o con i gruppi di acquisto si creano mercati all ingrosso, allo stato diffuso, che sono tali sotto il profilo economico, ma spesso sono privi di strutture fisiche come luoghi di scambio. Ovviamente la differenza fondamentale è che la dematerializzazione è possibile per gli strumenti finanziari e non per i prodotti alimentari. Nel nuovo scenario i mercati alimentari all ingrosso, intesi come strutture/organizzazioni permanenti caratterizzate dall afflusso e poi dallo smistamento, sotto controllo pubblico, di prodotti che devono essere avviati abbastanza rapidamente alla vendita al dettaglio ed al consumo conservano una funzione economica essenziale, pur se in via di progressiva erosione da parte delle forme di distribuzione alternativa (ad esempio: ad opera dei prodotti alimentari domestici delle catene commerciali). Nel diritto delle reti i mercati all ingrosso sono qualificabili come nodi materiali di più reti (tante quanti sono i prodotti alimentari) di produzione ed offerta dei vari alimenti, i quali in essi affluiscono per venire negoziati formando oggetto di contratti peculiari 28. Affluiscono ancora, in prevalenza, in senso materiale, ma la funzione di negoziazione può essere fisica ed, al contempo, in collegamento telematico. Ed ancora: le merci alimentari negoziate nel mercato all ingrosso possono essere in esso fisicamente presenti, ma anche solo visibili, sempre per via telematica, in luoghi di stoccaggio distinti. La telematica e la logistica 29 sono funzioni reciproche, in correlazione alla vendita/distribuzione. Sul piano sostanziale i mercati all ingrosso di prodotti alimentari freschi per non cedere alla concorrenza della grande distribuzione e dei mercati paralleli over the ( 27 ) Una lucida sintesi delle tendenze in atto è di L. Costato, Conclusioni del Convegno cit. ( 28 ) V. F. Di Porto, La disciplina delle reti nel diritto dell economia, Padova 2008, Parte V. ( 29 ) V. AA.VV., I mercati alimentari all ingrosso cit., p. 139 ss. 8

9 counter (ma anche nel nostro Paese under the counter, cioè in nero ) debbono qualificare ed arricchire le loro funzioni. Il perno di queste funzioni è ancora la certezza pubblica della qualità dei prodotti (oltre che della loro mera consumabilità) che essi possono fornire. I gestori dei mercati debbono sviluppare tutte le funzioni volte a certificare (in senso lato) la provenienza e la qualificazione dei prodotti, a partire dalla provenienza da territori ben determinati. Per fare questo debbono stabilire al loro interno strutture in comune tra gli offerenti e le organizzazioni di acquirenti, sempre sotto il controllo pubblico della autenticità e qualità dei prodotti. Ed alla funzione tradizionale di controllo si deve sommare una funzione di promozione dei prodotti di qualità; ciò nell interesse del mercato stesso, affinché diventi polo di attrazione specializzato delle negoziazioni di tali prodotti. Ad esempio: anche un aliquota dei prodotti alimentari di qualità, che attualmente passano per i market farmers e per gli acquisti di gruppi organizzati per via telematica, potrebbe passare per i mercati all ingrosso di terza generazione, compensando i costi della certificazione con il maggior pregio che in essi può esser loro giuridicamente riconosciuto. Ancora: si pensi alla tracciabilità, all attestazione dell origine o alla qualifica di specialità tradizionale. Sono tutte funzioni che possono esser svolte, per molti prodotti, all interno dei mercati, in attuazione dei regolamenti europei. Infine: il risvolto comune alle esemplificazioni fatte è la tutela dei consumatori ed al contempo delle comunità locali di produttori. E tutti questi profili possono costituire presupposti di legittimazione di ausili finanziari pubblici, consentiti per la promozione di produzioni di qualità Ricadute sui mercati all ingrosso della riforma dei servizi pubblici locali Accanto alle determinanti economiche specifiche, relative all evoluzione dei mercati agroalimentari è da considerare una determinante normativa generale, costituita come s è già accennato dalla riforma dei servizi pubblici locali. Il processo riformatore è stato giustamente rilevato 31 è caratterizzato da un percorso tortuoso verso la concorrenza, segnato da contraddizioni e battute d arresto molteplici. ( 30 ) V. A. Marzanati, op. cit., ( 31 ) V., per tutti, F.G. Albisinni, La liberalizzazione dei servizi pubblici in AA.VV., Lezioni di diritto amministrativo progredito, a cura di L. Torchia, Bologna 2010, p. 121 ss. 9

10 La tendenza generale è comunque in prospettiva nel senso di una completa apertura dei mercati dei servizi pubblici a scala locale 32. Si può ritenere, dunque, che pur essendo i mercati all ingrosso un servizio pubblico atipico l evoluzione necessitata della macromateria in cui sono tradizionalmente inseriti concorre, con le determinanti economiche analizzate nel paragrafo precedente, ad imporre una loro sostanziale mutazione. ABSTRACT Wholesale markets are dynamic entities within a rapidly changing operating environment and they are an essential component of the food marketing system. Their regulation has been largely modified during the last decades. The article examines the Italian reforms of this area of regulation, underlying that for a long time the governance of such markets has been strictly reserved to public functions and competences. The constitutional reform of 2001 moved the attention lo local regulation, strengthening the role of Regions and Local Authorities. New dynamic organisation of markets through modern technologies and a multilevel regulation on competition are introducing significant innovations and new actors in this area. ( 32 ) Sulla riforma avviata dall art. 23 bis della l. n. 133/2008 v. R. De Nictolis, La riforma dei servizi pubblici locali in Urb. e App. n. 10/2008, 1109 ss. e M. Dugato, I servizi pubblici locali (art. 23 bis) in Giorn. Dir. Amm. n. 12/2008, 1219 ss. 10

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