Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani

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1 Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani

2 Introduzione Stabilità di un accordo collusivo Fattori che facilitano la collusione Fattori che ostacolano la collusione Guerre di prezzo La normativa antitrust

3 Introduzione Superamento del paradosso di Bertrand Vincoli di capacità Differenziazione del prodotto Collusione (concorrenza dinamica) Comportamento collusivo: strategia che consente alle imprese in un mercato di praticare prezzi superiori ad un livello competitivo utilizzato come parametro di riferimento

4 Ogni anno la divisione antitrust del Dipartimento di giustizia americano e la Direzione della Concorrenza dell Unione Europea comminano decine di multe (anche di alcune centinaia di milioni) alle imprese per comportamenti collusivi (cartelli) che limitano la concorrenza e mirano a fissare prezzi elevati Nonostante ciò, cartelli illegali continuano a sorgere Il motivo che spinge i manager a comportamenti collusivi è la possibilità di raggiungere i profitti di monopolio Ma è anche forte l incentivo a deviare dall accordo collusivo (dilemma del prigioniero). Dato che i cartelli sono vietati, occorre tenerli nascosti. Ma quanto più nascosto è un cartello, tanto più facile è deviare senza essere scoperti dagli altri giocatori

5 Il forte incentivo a deviare dall'accordo collusivo, rende instabile l'equilibrio collusivo nei giochi statici uniperiodali (one-shot games) Nella realtà pero' la concorrenza è ripetuta nel tempo ('concorrenza dinamica') Se considerata nell ambito dei giochi ripetuti, la collusione può rappresentare un equilibrio

6 Stabilità di un accordo collusivo: Cournot Due imprese simmetriche che competono alla Cournot Equilibrio con gioco simultaneo! π N < π Coll = 1 2 πm q N Q N p N π N Monopolio a c 2b a c 2b a + c 2 ( a c) 4b 2 Duopolio (Cournot) a c 3b a c b 2 3 a + 2c 3 ( a c) 9b 2 1 (a c)! (a c)! (a c)! π!"## = b = 1 8 b > π! = 1 9 b C'e' un incentivo a colludere, ma anche un forte incentivo a deviare dall'accordo, vediamolo meglio in modello à la Bertrand

7 Stabilità di un accordo collusivo: Bertrand Due imprese simmetriche competono alla Bertrand Funzione di domanda lineare MC = c No vincoli di capacità Prodotto omogeneo Equilibrio di Bertrand con gioco simultaneo! p = c; π B = 0

8 Entrambe le imprese possono migliorare i propri profitti rispetto all equilibrio di Bertrand grazie ad un accordo collusivo. ma tale accordo è stabile? Se il gioco è uniperiodale, NO (dilemma del prigioniero)

9 1 - Gioco statico di Bertrand (dilemma del prigioniero) Due possibili strategie per le 2 imprese: Colludere! p = p M! π 1 = π 2 = 1/2π M Deviare! fissando p = p M v (ovvero un prezzo appena più basso di quello concordato), ottenere tutta la domanda e conseguire π 1 = π M Giocatore 2 Giocatore 1 Colludere Deviare Colludere 1/2π M, 1/2 M 0, π M Deviare π M, 0 0, 0 In Bertrand c è un forte incentivo a deviare

10 2 - Gioco di Bertrand ripetuto con orizzonte finito Nell ultimo stadio del gioco c è un incentivo a deviare indipendentemente dalla storia del gioco Applicando il principio dell induzione all indietro, nei periodi precedenti le imprese tenderanno a deviare. Infatti, una strategia (promessa) di cooperazione nell ultima ripetizione non è credibile, ossia non è perfetta nei sottogiochi Il fato che l orizzonte sia finito può dipendere da diverse circostanze: Le imprese sfruttano una risorsa esauribile (gas, petrolio) Le imprese operano in un mercato caratterizzato da brevetti Il management dura in carica un certo numero finito di anni Ma nella realtà è difficile immaginare quale sarà l ultimo periodo di un gioco di interazione strategica. Ciò induce spesso i giocatori a comportarsi come se l orizzonte fosse infinito!

11 3 - Gioco di Bertrand ripetuto all infinito Possibile strategia: - in t 1 le imprese fissano p=p M => π i = 1/2π M - nei periodo successivi o se l accordo collusivo è rispettato p=p M => π i = 1/2π M o se l accordo non è rispettato da una delle due imprese (deviazione), allora anche l altra impresa devierà dall accordo (punizione) per sempre (strategia del grilletto, trigger strategy ), fissando p=p M con π=0

12 Condizione di stabilità dell accordo collusivo in un gioco di Bertrand ripetuto all infinito Per sapere se l accordo collusivo è stabile, dobbiamo confrontare i profitti attesi in presenza di deviazione e quelli in sua assenza L impresa deve cioè confrontare i vantaggi di breve periodo ottenuti deviando e la perdita che così facendo subirebbe nel lungo periodo Profitti attesi in assenza di deviazione (valore attuale) (NB: ipotizziamo un flusso costante e perpetuo): 1 M 1 M 2 1 M V = π +δ π +δ π (0<δ<1) dove δ è un fattore di sconto intertemporale (valore di un tra un periodo in termini di correnti)

13 Possiamo riscrivere il valore atteso come V M M M = π +δ π +δ π +δ π M +... = π M +δ V = π M δ Profitti attesi in presenza di deviazione: ' M V =π =π Condizione di equilibrio (vincolo di non deviazione): V ' M M V π π δ> 2 1 δ 2 M La collusione è quindi possibile solo se δ> 1 2

14 Più in generale, se le imprese sono n: V = 1 # n πm + δ 1 n πm + δ 1 1 & % n πm + δ 2 n πm +... ( = 1 $ ' n πm + δv = 1 1 n πm 1 δ V V ' 1 n πm 1 1 δ πm δ > 1 1 n Affinchè la collusione sia conveniente nel lungo periodo (quindi l'accordo stabile) è necessario che il tasso di sconto sia sufficientemente elevato o Ovvero, il futuro deve essere importante o 1 euro guadagnato nel futuro, oggi ha un valore relativamente grande

15 Da cosa dipende il fattore di sconto? Nel caso più semplice, δ= 1 ( 1 +r) (dove r è il tasso di interesse annuale) Un tasso di interesse molto alto può spingere l impresa a deviare! i profitti di oggi valgono di più di quelli di domani, perché possono investire i profitti in una attività alternativa, molto redditizia

16 Più genericamente, δ= h( 1+ g) 1 1+ r f δ > f 0; δ > h 0; δ > g 0; δ < r 0 " f = frequenza con cui le imprese modificano i loro prezzi (frequenza degli ordini) " h = probabilità che l industria continui ad esistere nel periodo successivo " g = tasso di crescita della domanda di mercato Quindi è tanto più probabile che in equilibrio si osservi collusione quanto maggiore è la frequenza con cui le imprese interagiscono e quanto maggiori solo le probabilità di sopravvivenza e il tasso di crescita della domanda

17 Fattori che facilitano la stabilità dell accordo collusivo Basso tasso di interesse! Minore è r, maggiore sarà il fattore di sconto e quindi maggiore sarà la possibilità di avere un accordo stabile. Con tassi di interesse molto bassi, i profitti futuri hanno la stessa importanza di profitti attuali. Con tassi di interesse molto alti conviene deviare, intascare i profitti di monopolio nel breve periodo e campare di rendita Elevato tasso di crescita della domanda! se ci si attende un espansione della domanda, ci si attende anche una crescita dei profitti in futuro! aumenta il peso dei profitti futuri (cioè il fattore di sconto) e diventa più probabile mantenere un cartello Basso rischio di scomparsa dell impresa! se il mercato è molto dinamico (elevato turnover), c è il rischio che altre imprese entrino nel mercato con innovazioni che spiazzano le imprese già presenti. In questo caso il rischio di uscita dal mercato il valore dei profitti futuri rispetto a quelli presenti e quindi la stabilità di un accordo collusivo

18 Ordini frequenti! Maggiore è la frequenza (f) con cui le imprese interagiscono, maggiore è la possibilità di avere un equilibrio di collusione (collusione tra 2 stazioni di benzina più facile rispetto a quella tra due alberghi invernali). Tanto più rari sono gli ordini, quanto più tempo sarà necessario per punire un impresa che devia dall accordo di cartello. Ciò renderà più attraente la possibilità di deviare dall accordo Concorrenza su più mercati! Le imprese che competono tra di loro in diversi mercati hanno una maggiore propensione a colludere quando esse hanno quote di mercato asimmetriche nei diversi mercati in cui competono Consideriamo 2 imprese multinazionali che operano in USA e in Europa. L impresa europea ha un vantaggio di costo nel mercato europeo, mentre l impresa USA ha un vantaggio di costo nel mercato USA (pensiamo ai costi di trasporto). L impresa europea potrebbe convincere l impresa USA a non ridurre p al di sotto di p M nel mercato europeo grazie alla minaccia che a sua volta essa ridurrebbe p al di sotto di quello dell impresa USA nel mercato USA. Altro esempio: Compagnie aeree che competono su più rotte

19 Struttura di mercato caratterizzata da elevata concentrazione! E più facile colludere se le imprese sono poco numerose. Un aumento della concentrazione riduce * il valore critico del fattore di sconto intertemporale ( δ ). La condizione di equilibrio nel ' 1 1 * caso generico di n imprese è: M M 1 1 V V π π > 1 δ δ ( n) > 1 n 1 δ n n Se n=2, 1 2 * δ = = 05, ; se n=4, 3 4 * δ = = 075, ; se n=10, 9 10 * δ = = Intuizione: un impresa del cartello deve condividere i profitti del cartello con altri membri. Di conseguenza, i rendimenti della collusione diminuiscono all aumentare del numero dei membri del cartello. Al contrario, i profitti derivanti dalla deviazione generalmente non diminuiscono con n. La deviazione è, in altre parole, più profittevole al diminuire della concentrazione dell industria, cioè quando n aumenta. Ovviamente, il numero di imprese nel mercato dipende dalla presenza di barriere all entrata 09,

20 Struttura di mercato caratterizzata da simmetria tecnologica! E più facile colludere se le imprese sono simmetriche. In caso di asimmetria, l impresa 1 avrà una M M quota di profitti pari a s 1 π e l impresa 2 avrà una quota di profitti pari a s 2 π. Si avrà M M 2 s π i M quindi sπ ( 1+ρ+ρ +... i ) = π s > 1 δ δ> 1 s. Pertanto, l impresa i i 1 δ con la quota di profitto più bassa determina il tasso di sconto: minore è la quota di mercato dell impresa più piccola, più elevato dovrà essere il tasso di sconto affinché la collusione sia sostenibile

21 Struttura di mercato caratterizzata da omogeneità del prodotto! E più facile colludere se le imprese producono beni omogenei o poco differenziati. Con prodotti omogenei, un cartello che fissa il prezzo deve, in teoria, stabilire e controllare un solo prezzo, mentre la collusione nei prodotti a prezzo differenziato richiede che ci si accordi e si controlli un prezzo diverso per ogni prodotto. Questo solleva un secondo problema. Un simile sistema di prezzi distinti richiede che i membri di un cartello trovino un accordo sul grado di differenziazione dei loro prodotti. Terzo, la punizione per un eventuale deviazione diventa più complessa in un contesto di prodotti differenziati. Tutte le imprese che non deviano dovrebbero punire chi devia o la punizione dovrebbe essere imposta da coloro i cui prodotti sono i sostituti più vicini ai prodotti di chi devia? In questo caso, la punizione può essere mirata per colpire solo l impresa deviante o ci saranno degli effetti che si ripercuotono anche su altri membri del cartello?

22 Fattori istituzionali! regolamentazione, severità dell autorità antitrust, ecc. Es. clausola del consumatore più favorito; regola sulla trasparenza sui prezzi Ritorsione! Se la ritorsione è più severa, l accordo collusivo sarà più stabile

23 Ruolo della Legislazione Antitrust Conseguenze negative della collusione: inefficienza allocativa: p > MC! perdita di benessere dovuta a scambi non realizzati problema redistributivo: trasferimento di ricchezza dal consumatore all impresa! prioritario negli obiettivi delle Autorità Antitrust (maggior peso al benessere dei consumatori rispetto ai profitti delle imprese) In quasi tutti i paesi sviluppati le intese sui prezzi sono vietate dalla Legislazione Antitrust al fine di promuovere concorrenza e tutelare il consumatore Stati Uniti (Sherman Act ) Europa (art. 81 deltrattato di Roma ) Italia (AGCM - legge 287/10 Ottobre 1990)

24 Legislazione Antitrust Europea Art. 81 Trattato di Roma: sono vietate le intese che hanno per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante Applicazione della normativa Antitrust in Italia! affidata all Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), ricalca Trattato di Roma ed è tra le più rigorose in Europa Problemi pratici: difficoltà di individuare i comportamenti collusivi discrezionalità nell interpretazione della normativa (margini di applicazione più o meno ristretti)

25 Collusione esplicita e tacita Collusione esplicita: accordi (segreti) sui prezzi, ripartizione quote di mercato! vietata da normativa Antitrust (intervento dell AGCM) Collusione tacita: equilibrio collusivo naturale, cioè derivante dalla razionale valutazione svolta da ciascun operatore in modo indipendente! condotta lecita dal punto di vista dell Autorità Antitrust NB: la differenza è puramente di tipo giuridico e non rileva ai fini del risultato economico (potere di mercato) Affinché si possa configurare un intervento dell AGCM, questa deve dimostrare l esistenza di un intesa tra le imprese! necessità di basarsi su elementi verificabili

26 Competenze dell AGCM Sanzionare le intese tra imprese volte a restringere la concorrenza su un mercato Rientrano nel concetto di intese tutte le attività in cui è possibile individuare il concorso volontario di più operatori diretto a regolare i propri comportamenti sul mercato! sanzioni pecuniarie fino al 10% del fatturato, sospensione dell attività di impresa in caso di ripetuta inottemperanza Può autorizzare particolari intese restrittive della concorrenza qualora generino benefici per i consumatori Sanzionare abusi di posizione dominante su un mercato Vigilare sulle operazioni di concentrazione (fusioni tra imprese, acquisizioni)! possibilità di vietare o annullare operazione

27 Cosa si può fare nei casi di collusione tacita? La collusione tacita non è vietata! Possibilità di agire su fattori che influenzano convenienza a colludere controllo della concentrazione di mercato e della libertà di entrata sul mercato controllo sugli accordi per lo scambio di informazioni! lo scambio di informazione può avere l obiettivo di facilitare un accordo tacito sui prezzi! (es. caso delle polizze di assicurazione RC auto, oggetto di indagine dell AGCM nel 2000)! quindi la maggiore trasparenza del mercato può essere allo stesso tempo un fattore competitivo o anticompetitivo!... Quale dei due aspetti prevale?

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