Le produzioni casearie sono uno degli strumenti migliori

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1 l allevatore m a g a z i n e Direttore responsabile Alessandro Nardone Redattore capo Giovanni De Luca In redazione Alessandro Amadei Camillo Mammarella Segreteria Emanuele Ranieri Pubblicità Paolo Belloni Ufficio stampa Lorenzo Tola Progetto grafico e copertina Mediatime Editing - Padova Editing Sira Dingi - Bologna Editore Servizi Commerciali per gli Allevatori SCA srl Via G. Tomassetti Roma Tel Stampa Mediagraf S.p.A. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via I. Pettinengo Roma Organo ufficiale di stampa dell Associazione italiana allevatori Supplemento n. 1 a l Allevatore n settembre 2008 Anno LXIV Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 323 del n. iscrizione roc Periodico associato USPI INFORMATIVA AI SENSI DELL ARTICOLO 13 DEL D.LGS. 196/2003: L Editore, ai sensi dell articolo 13 del D.Lgs. 196/2003, informa che i dati personali ed anagrafici forniti saranno trattati, da personale incaricato per iscritto, esclusivamente per l adempimento degli obblighi normativi. I dati richiesti sono necessari per il corretto adempimento dei suddetti obblighi ed il mancato conferimento ne impedirebbe la corretta esecuzione. I dati non saranno diffusi né comunicati a terzi non autorizzati. La sottoscrizione dell abbonamento comporta l autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del citato D.Lgs. 196/2003. Per far valere i diritti previsti dall articolo 7 del D.Lgs. 196/2003 è possibile rivolgersi al Responsabile del trattamento presso la sede della scrivente. Appuntamento a Vallo della Lucania (Sa) dal 10 al 12 ottobre di GIOVANNI DE LUCA e ALESSANDRO AMADEI La tradizione incontra l industria casearia Le produzioni casearie sono uno degli strumenti migliori per conoscere da vicino lo stretto legame fra uomo e territorio. Testimonianza vivente di secoli di storia e tradizioni antiche capaci di sopravvivere alle mode passeggere, diventate la bandiera del made in Italy in tutto il mondo. Sotto questo profilo il Mezzogiorno è una vera miniera del gusto e quando si parla di mozzarella di bufala non occorre alcuna ulteriore precisazione, tale è la fama di questo prodotto unico nel suo genere. Né possiamo dimenticarci di citare cacioricotta, caciocavallo podolico, manteca e tutti i formaggi pecorini e caprini di cui è ricco il Meridione. Un elenco interminabile di delikatessen la cui esistenza è legata a filo doppio al lavoro degli allevatori e al benessere dei loro animali, veri protagonisti di una filiera lunga, anche se non sempre capace di remunerare adeguatamente la qualità. E al Mezzogiorno, con le sue aziende, i suoi caseifici e i suoi imprenditori abbiamo voluto dedicare questo supplemento pubblicato in occasione del Salone dell industria casearia di Vallo della Lucania (Sa), rassegna che si terrà nella cittadina campana dal 10 al 12 ottobre, uno degli appuntamenti più interessanti a disposizione degli operatori del settore che il panorama fieristico nazionale possa offrire. Un occasione preziosa per confrontarsi con la moderna tecnologia e le antiche tradizioni, alla quale Aia partecipa con una serie di eventi dedicati ad Italialleva, il progetto voluto dall Associazione italiana allevatori per garantire le caratteristiche del latte che ogni giorno esce dalle stalle del Belpaese. Premiando gli agricoltori e i trasformatori che non hanno mai smesso di credere nella qualità del sistema zootecnico nazionale.

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3 l allevatore m a g a z i n e 04 Salone dell industria casearia Alla scoperta dei protagonisti della filiera 04 - A Vallo della Lucania è di casa l industria casearia di Carlo Ravello 08 - Un Sistema Campania per la zootecnia regionale di Antimo delle Cave 11 - Il riscatto del lattiero caseario passa dalla bufala di Antimo delle Cave 14 - Parco del Cilento e Vallo di Diano, un tesoro agroalimentare di Elisa Guzzi 17 - La mozzarella Dop cerca la quiete dopo la tempesta - di Alessandro Amadei 20 - La zootecnia campana ha le carte in regola per primeggiare di Camillo Mammarella Dal 10 al 12 ottobre 2008 il quartiere espositivo della cittadina salernitana ospiterà la 6a edizione del più specializzato salone italiano dedicato alla filiera lattiero-casearia. Coinvolgendo quest anno anche il sistema degli allevatori grazie alla collaborazione con Aia 22 - Italialleva, un occasione d oro per chi crede nel latte nazionale di Alessandro Amadei 23 - I formaggi monorazza si conoscono in fiera di Giovanni De Luca 24 - Stregati dal caciocavallo di pura razza Podolica di Giovanni De Luca 27 - Consorzio artigiani Vallo, al servizio delle imprese di Elisabetta Manganiello 28 - Quando le buone idee sono firmate I.Com. Advertising di Elisa Guzzi 30 - Gambardella Inox, e la qualità entra in ogni caseificio 32 - Con P.C.A. il tuo caseificio è in buone mani 08 Le priorità del sistema Campania Un Sistema Campania per la zootecnia regionale. Qualità, sicurezza alimentare e tracciabilità. Questi, secondo l assessore all agricoltura Andrea Cozzolino, i punti su cui intervenire per risollevare le sorti degli allevamenti locali 14 C è un tesoro nel parco 24 Podolica un capolavoro di caciocavallo Una vita al pascolo quella di Dario Coscia, allevatore avellinese transumante con la passione per questi animali dallo sguardo riservato capaci di vivere sempre al pascolo C è un legame antico che unisce il Parco del Cilento e del Vallo di Diano al mondo dell allevamento. Un binomio che ha dato vita ad alcuni formaggi ricchi di storia e di sapori

4 A Vallo della Lucania è di casa l industria casearia Dal 10 al 12 ottobre 2008 il quartiere espositivo della cittadina salernitana ospiterà la 6 a edizione del più specializzato salone italiano dedicato alla filiera lattiero-casearia. Un evento che quest anno vede coinvolto anche il sistema degli allevatori grazie alla collaborazione con Aia di Carlo ravello l unico evento fieristico È specializzato nelle novità tecnologiche per il comparto lattiero-caseario, vero punto di riferimento per tutte le realtà industriali ed artigianali che operano in questo vitale settore in Italia e all estero. Il Salone dell industria casearia, giunto alla sua sesta edizione, si svolgerà dal 10 al 12 ottobre nel quartiere espositivo di Vallo della Lucania (Sa) nel cuore di una delle zone più verdi della Campania, il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. L evento biennale, dal 1999 a servizio dei caseifici del Mezzogiorno, con la sua location invidiabile situata in provincia di Salerno a ridosso della Piana del Sele, proprio al centro della lavorazione di qualità della pasta filata, è un esposizione che offre una visione Spazio a tutta la filiera globale del panorama tecnologico e, quindi, permette agli attori del comparto di confrontarsi in un mercato in continua evoluzione. Business, concretezza, innovazioni e partecipazione di visitatori qualificati ed interessati sono gli elementi che rendono il Salone una manifestazione B2B (business to business), in grado di soddisfare tutte le aspettative dell operatore. Il patrocinio conferito all evento sia dal ministero delle Politiche agricole e dal ministero dello Sviluppo economico, ma anche da Confindustria Salerno, Associazione italiana allevatori e Arac (Associazione regionale allevatori della Campania), confermano l elevato livello raggiunto dalla kermesse Tutta la filiera lattiero-casearia trova al Sic le giuste soluzioni tecnologiche e una preziosa consulenza scientifica. La gamma dei prodotti include: macchine, impianti ed attrezzature per la lavorazione, il ricevimento, lo stoccaggio, la conservazione e l imballaggio; automezzi refrigerati per il trasporto del prodotto; attrezzature per allestimento stalle e sale mungitura; mangimi e accessori per la zootecnia; arredamenti e attrezzature per i punti vendita. Al Salone sono presenti anche associazioni di ricerca e consorzi di categoria, stampa specializzata, istituti ed enti, consulenti per la tracciabilità del prodotto e le certificazioni agroalimentari. che oggi è, di fatto, il primo ed unico evento nazionale interamente dedicato al comparto. Gli allevatori protagonisti Che il Sic sia la manifestazione più importante del comparto lo dimostra la forza dei risultati della precedente edizione 2006: visitatori professionali +30% (con provenienza 11.8% Nord Italia, 32.1% Centro Italia, 66.3% Sud Italia e 0.8% altri Paesi), espositori +22%, area espositiva mq. Novità di questa edizione è il pieno coinvolgimento dell Aia e del sistema allevatori del Meridione, che hanno assunto un ruolo di primissimo piano nell ambito del Salone. Cureranno gli approfondimenti tecnico-scientifici, ma anche l allestimento e l organizza- 4

5 zione di un area espositiva esterna che sarà dedicata al bestiame, con la selezione dei migliori capi da latte dell area tra ovini, caprini e bufalini. Tutte novità che segnano per l edizione 2008 del Sic una decisa apertura verso il mondo della zootecnia intesa come completamento della filiera del latte. Anche quest anno un prestigioso programma convegnistico e numerosi eventi fanno da corollario al salone espositivo, con approfondimenti sulla lavorazione dei formaggi monorazza e un focus sulle innovazioni tecnologiche per i minicaseifici. In programma anche corsi di formazione sulle nuove tendenze di mercato e sulla sicurezza alimentare, prove di caseificazione in fiera e percorsi gustativi. Oltre a ciò l Associazione italiana allevatori ha messo a punto una serie di incontri per promuovere il progetto Italialleva, entrato nel suo secondo anno di vita, mentre il Consorzio nazionale degli allevatori di asini, si farà promotore di iniziative volte a illustrare le potenzialità di reddito che derivano da questo particolare allevamento. Visitatori internazionali Ogni edizione del Sic calamita l attenzione di un vasto target di visitatori specializzati. Tra loro ci sono titolari e tecnici dell industria lattiero-casearia, operatori della distribuzione alimentare, allevatori e operatori del comparto zootecnico, titolari dei punti vendita specializzati, enti e organizzazioni di settore, giornalisti specializzati. Ma il Salone industria casearia 2008 ha già attirato l attenzione anche dei Paesi in via di sviluppo. In particolare sono 7 le delegazioni di nazioni africane che si sono accreditate per una visita istituzionale presso la biennale delle tecnologie lattiero-casearie di scena dal 10 al 12 ottobre nei padiglioni espositivi di Fiere di Vallo. Il programma dei convegni e degli eventi collaterali Venerdì 10 Ottobre Ore 10,00 Apertura Salone Ore 12,00 Inaugurazione VI Edizione A seguire Convegno Inaugurale con gli interventi Istituzionali Ore Laboratori di Caseificazione in fiera a cura degli artigiani della trasformazione casearia del Cilento Ore Gustosi Percorsi Degustazioni guidate di formaggi Monorazza e dell Appennino a cura di Onaf Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio Sabato 11 ottobre Ore 11.00/12.30 Convegno: Italialleva, un opportunità per la filiera agroalimentare Organizzatore: Aia (Associazione italiana allevatori) Saluto delle Autorità Interventi: Quando a garantire la qualità sono gli allevatori (Paolo Scrocchi direttore generale Aia) Casi aziendali: L esperienza Italialleva in: Basilicata: nasce il marchio territoriale Orizzonti Lucani Molise: - caseificio Di Nucci (Isernia) - caseificio Pallotta (Isernia) Campania: - La centrale del latte di Salerno (Salerno) - Discussione e conclusioni Moderatore Giovanni De Luca giornalista L Allevatore magazine Ore Laboratori di Caseificazione in fiera a cura degli artigiani della trasformazione casearia del Cilento Ore Gustosi Percorsi Degustazioni guidate di formaggi Monorazza e dell Appennino a cura di Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi) Ore Assemblea degli associati alla Rete degli Allevatori Podolici dell Appennino Meridionale Presiede Luigi De Trana Ore Laboratori di Caseificazione in fiera a cura degli artigiani della trasformazione casearia del Cilento Ore Gustosi Percorsi Degustazioni guidate di formaggi Monorazza e dell Appennino a cura di Onaf Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio Domenica 12 ottobre Ore 11.00/12.30 Convegno: Biodiversità e territorio Organizzatore: Arac (Associazione regionale allevatori della Campania) Con la partecipazione di Angelo De Vita (direttore del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano) Moderatore Giovanni De Luca giornalista L Allevatore magazine Ore Laboratori di Caseificazione in fiera a cura degli artigiani della trasformazione casearia del Cilento Ore Gustosi Percorsi Degustazioni guidate di formaggi Monorazza e dell Appennino a cura di Onaf Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio Ore 15,00/16.30 Le potenzialità dell allevamento di asine nell ambito dello sviluppo rurale Organizzatore: Consorzio nazionale allevasini Saluto delle Autorità Interventi: Latte d asina: prospettive di mercato Eugenio Milonis (Psicoterapeuta, Presidente consorzio allevasini) La fattoria didattica: Un cammino a 6 zampe Roberta Viggiani (Medico veterinario) Economia legata alla produzione del latte d asina Gianni Gatti (Direttore del comitato tecnico scientifico del Consorzio Allevasini) Progettazione e risorse Luca Cannistà (Avvocato - progettista) Allevamento e approccio zooantropologico Francesca Bellini (Psicologa) Latte d asina, un prodotto da valorizzare Massimo d Antoni (A.d. Società antiche ricette cosmetiche) Ore Laboratori di Caseificazione in fiera a cura degli artigiani della trasformazione casearia del Cilento Ore 17,00 Gustosi Percorsi Degustazioni guidate di formaggi Monorazza e dell Appennino a cura di Onaf Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio

6 Foto sopra Anche i piccoli produttori di formaggio di qualità trovano spazio a Vallo per presentare i propri tesori gastronomici La visita dei funzionari dei ministeri dell Agricoltura, Sviluppo rurale, Produzioni animali e delle Risorse ittiche di Costa D Avorio, Niger, Mauritania, Senegal, Mali, Marocco e Algeria, è in programma per il giorno 11 ottobre. Le delegazioni straniere sono ospiti dell Aia, Associazione italiana allevatori, e del ministero degli Affari esteri italiano, impegnate in corsi di aggiornamento dedicati alla filiera Quartiere fieristico moderno Il complesso di Fiere di Vallo, tra i più grandi e attrezzati del Sud Italia, può contare su una superficie di metri quadri completamente urbanizzata e dotata di 4 padiglioni di metri quadri ciascuno, una palazzina uffici e servizi di due piani, bar e ristorante interni al centro fieristico, aree verdi attrezzate per il parcheggio e per le attività di relax. Facilmente raggiungibile dall A3 (uscita Battipaglia per chi proviene da Nord ed uscita Eboli per chi proviene da Sud), il centro è collegato all autostrada dalla variante alla SS 18. La stazione ferroviaria di Vallo Scalo, sulla direttrice Salerno-Reggio Calabria, consente di raggiungere il quartiere espositivo anche con il treno. SALONE INDUSTRIA CASEARIA OTTOBRE Vallo della Lucania (Sa) Aggiornato al 15/07/08 A.M.C. sas di Marano Fabio & C. Mugnano (Na) Gialtek di G. Giuseppe Olivarella S.Filippo del Mela (ME) Orved Venezia A.N.A.S.B. Caserta Giaretta Italia Srl Pove Del Grappa (Vi) Oseco Tulsa (USA) A.R.A.C. Napoli Globen Sud Salerno P. C.A. Srl Bellizzi (Sa) ABB Sace Spa Lenno (Co) Gruppo Delfine Bari Parco Naz. del Cilento e Vallo di Diano Vallo della Lucania (Sa) Agrofood Expo Marocco GZ Pompe Industriali Inox Srl Thiene (Vi) PCS Packaging Napoli Almac Srl Modena Hanna Adriatica Srl S. Benedetto del Tronto (Ap) PFM Spa Packaging Machinery Torrebelvicino (Vi) ALSIA Potenza I. Com. Advertising sas Mercato San Severino (Sa) Plastitalia Sistemi Srl Borgo San Lorenzo (Fi) ANAPRI Udine Il Sole 24 Ore Editoria Specializzata Bologna Plastitalia Srl Borgo San Lorenzo (Fi) ANARB Verona Imballaginet Napoli Pluriservice Solution Srl Ravenna Associazione Italiana Allevatori Roma Imperato Vincenzo Autotrasporti Ercolano (Na) Polarcar Bari Auto In Srl Salerno Inox Arte Srl Bari Polysoude Italia Srl Lainate (Mi) Banca del Cilento Vallo della Lucania (Sa) Inventa Nuove Soluz. Tec. arl Formigine (Mo) Polysoude Sa Francia Beta Tecno 4 Napoli ISAL Milano Possidente Potenza BG Pack Spa Treviolo (Bg) Itasystem srl Brescia Provincia di Salerno Salerno C.M.T. Spa S. Lorenzo Poveragno (Cn) Kemiplast Srl Firenze Rete degli Allevatori Podolici dell App. Merid. Vallo della Lucania (Sa) C.T.M. Srl Cartotecniche Meridionali Campochiaro (Cb) Keramica Modena Robypack Vicenza Caglificio Benito Tatò Barletta L Autogas Meridionale Spa Quagliano (Na) Rometec Srl Roma Caglificio Clerici Como LEM sas Chiaiano di Napoli Roversi Umberto & Figli M. e F. & C. snc Suzzara (Ma) Calza Clemente Cremona Lenovo Spa Milano Rubino S Montesano Sulla Marcellana (Sa) CAM Campobasso Luigi Forte & C. Snc Salerno Saccardo Arturo e Figli srl Thiene (Vi) Cartoplast Trade Srl Siracusa Lumi. Pak Srl Pantano di Teggiano (Sa) Saco sas di Codilupi Maurizio & C. Pilastrello Parma CDM Inox Angri (Sa) M. B. P. Srl Mantova SB Milk Vicenza CO.MAT Srl Bellizzi (Sa) M. I Inox Srl S.Giovanni di Mileto (Vv) Sentry Equipment Oconomonsc (USA) COIM Srl Campobasso Magnabosco Srl Zugliano (Vi) Sinko Spa Sona (VR) Comiz Flow Srl Vicenza Manara Roberto srl Bianconese - Fontevivo (Pr) Sloa Srl Minturno (Lt) Comiz Packaging Srl Torrebelvicino (Vi) Mavigrafica Sas di Vitale Maurizio & C. Nocera Superiore (Sa) SPS Italiana Spa Novara Consorzio Allevatori Capra Cilentana Salerno Midac Srl Vigiano di Gaggiano (Mi) Standard Tech Impianti srl Villafranca Padovana Consorzio Artigiani Vallo Vallo della Lucania (Sa) Miltech Sas Silla di Sassano (Sa) Tecnocad Bellizzi (Sa) Consorzio Nazionale Allevasini Salerno Minipack Torre Bergamo Tecnocarmec Srl S.Valentino Torio (Sa) Consorzio Oss. dell App. Meridionale Salerno Ministero delle Pol. Agr. e Forestali Roma Termotecnica Industriale Srl Battipaglia (Sa) Cryovac Milano Ministero dello Sviluppo Economico Roma Theca Srl Turate (Ba) Deodora Srl Monteforte Irpino (Av) Morretta Mario Salerno Valplastik 96 Teggiano (SA) Depuracqua Italia Srl Salerno Musela Service Casoria (Na) Vema Tecnologie Milano Dwyer Instruments Inc. Michigan City (USA) New Dimension Plastic Srl Nocera Inferiore (Sa) Vemar Ecologia Srl Grosseto EPC Periodici Roma Nuova Maip Pieralisi Spa Ancona Verkel Milano Erremme Packaging srl Catania Odone & Sloa Srl Minturno (Lt) Viessman Srl Verona Fibosa Milk Srl Modena Orbimatic Alten Buseck (Germania) Vikan Sistemi di Pulizia Moretta (Cn) Fiere di Parma Parma Orbitalum Gmbh Germania Yang Spa Como Frautech Srl Vicenza Original Process Italia Srl Villafranca (Vr) Gambardella Inox Srl Nocera Inferiore (Sa) Ormad Com srl Terlizzi (Ba)

7 Una risorsa per l intero territorio «Il Salone industria casearia - dice l assessore all Agricoltura della Provincia di Salerno, Corrado Martinangelo - è un appuntamento di valorizzazione della zootecnia salernitana, ma anche una sollecitazione per le imprese ad investire sempre di più nell innovazione tecnologica. Vada quindi un plauso agli organizzatori». «Rappresenta un momento aggiunge Luigi Cobellis, sindaco di Vallo della Lucania - di grande interesse per la promozione e la crescita delle aziende, ma anche del comprensorio che, attraverso tale evento, ha una significativa opportunità per trasmettere la propria immagine. È con particolare orgoglio, quindi, che la Città di Vallo ospita l evento, rivolgendo un benvenuto a tutti coloro che saranno presenti e un grazie agli organizzatori che lavorano per promuovere il ruolo di una struttura che si candida a divenire riferimento dell intera regione». Ma il Salone industria casearia farà diventare Vallo anche la capitale del gusto made in Campania, con la presentazione degli abbinamenti tra i nuovi cru regionali e una selezione di formaggi tipici, a cura dell Osservatorio dell Appennino meridionale. «Non a caso la biennale dedicherà la giornata centrale alla presentazione dei migliori vini dell Appennino campano spiega il direttore Francesco Luigi Cobellis, sindaco di Vallo della Lucania L assessore all Agricoltura della Provincia di Salerno, Corrado Martinangelo Il direttore dell Osservatorio dell Appennino meridionale Francesco Vaccaro Vaccaro selezionati grazie a un progetto dell Osservatorio sostenuto dalla Regione Campania». delle produzioni animali. Per questi motivi il Salone dell industria casearia è un occasione da non perdere per tutti i professionisti del latte e del formaggio a caccia di innovazione tecnologica e di qualità made in Italy. Le vere chiavi di lettura di una rassegna che sta crescendo anno dopo anno nel panorama fieristico internazionale. pprofondimento Fiere di Vallo Uscita Pattano della V.nte SS. 18 Vallo della Lucania (Sa) Tel Fax orario fiera

8 Un Sistema Campania per la zootecnia regionale Qualità, sicurezza alimentare e tracciabilità. Questi, secondo l assessore all agricoltura Andrea Cozzolino, i punti su cui intervenire per risollevare le sorti degli allevamenti locali di Antimo Delle Cave La zootecnia in Campania è ormai fuori dalla tempesta mediatica dei mesi scorsi, ma resta molto lavoro da fare per mettere a sistema tutte le forze che ci sono in campo. Ha le idee chiare Andrea Cozzolino, assessore all agricoltura della Campania, che punta molto sul Psr e sul Paser (il Piano di azione per lo sviluppo Foto sotto L assessore regionale all agricoltura Andrea Cozzolino economico della regione Campania). Per cambiare pagina: non solo soldi, ma intelligenze al servizio della promozione. Piano per la promozione Assessore Cozzolino, la zootecnia in Campania resta forte, ma forse ha bisogno di un rilancio di immagine, in parte già avviato dopo il successo dell indagine a tappeto sulle diossine: proviamo a fare il punto della situazione sulle iniziative in atto? Le difficoltà attuali del comparto esordisce l assessore - dipendono da tanti fattori, e spesso anche da bolle mediatiche che si sono scatenate immotivatamente intorno a prodotti assolutamente sicuri, come la mozzarella di bufala del casertano. Dobbiamo innanzitutto ricordare che l agroalimentare campano è un settore solido dal punto di vista produttivo: nei primi 3 mesi di quest anno c è stato un aumento del 16,9% delle esportazioni rispetto allo scorso anno. La promozione dell immagine e la promozione tout-court delle vendite sono comunque importanti per aiutare molte aziende dal punto di vista finanziario e reddituale e per favorire la loro ristrutturazione verso assetti più difendibili sotto il profilo dei costi di produzione e degli standard sanitari. Vanno, in particolare, sostenuti i prodotti più caratteristici: la mozzarella Dop, il latte di alta qualità, i prodotti tipici degli allevamenti. I buoni risultati continua Foto sopra Prima della crisi diossina, l export agroalimentare campano è andato a gonfie vele, segnando un +16,9% rispetto all anno precedente (foto: Consorzio tutela mozzarella di bufala campana) Cozzolino - del controllo ufficiale voluto dal ministero della Salute e dall Unione europea rappresentano, naturalmente, un buon viatico. Il cammino però è lungo, ed è in parte supportato da iniziative in gestazione a livello ministeriale, ma soprattutto attraverso il Psr e il Piano per la promozione messo a punto dall Assessora- 8

9 to, che attualmente è in fase di approvazione. In particolare, grazie al Piano, 2 milioni di euro di fondi Paser potranno essere destinati per l anno al sostegno delle attività promozionali coordinate con il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala Dop. La trasformazione del latte e il mercato del latte fresco in Campania sono trainanti. Nel quadro del Psr, quali sono le misure che potranno in prospettiva avviare progetti collettivi realmente capaci di aumentare la competitività del sistema agrozootecnico e lattiero caseario? Per sfruttare le buone potenzialità del settore della trasformazione casearia, gli operatori della filiera avranno presto a disposizione un importante strumento all interno del Psr , rappresentato dai Progetti integrati di filiera (Pif), che consentono di realizzare interventi coordinati sia per l ammodernamento strutturale dell intera filiera che per la valorizzazione commerciale dei prodotti. La filiera lattiero casearia, infatti, rappresenta una realtà produttiva di fondamentale importanza per l economia agroalimentare regionale, ma fa ancora registrare una situazione alquanto eterogenea tra i diversi soggetti della filiera, siano essi caseifici, centrali del latte, cooperative, centri di raccolta e le stesse aziende agricole. A un offerta di prodotti caseari ampia e di qualità, si accompagnano elementi di criticità sia riguardo alle dimensioni aziendali che all organizzazione dei fattori produttivi e commerciali. Prevale la ridotta dimensione degli impianti e il ricorso a tecnologie a prevalente carattere artigianale, che rendono il settore sempre più vulnerabile. I Pif, che contiamo di attivare entro fine 2008, si propongono al momento come lo strumento più efficace per attivare nuove forme di governance che favoriscano alleanze tra gli operatori per rendere i prodotti più competitivi sui mercati con strategie di sviluppo comune. Ed è questo appunto il caso della filiera latte e derivati, ma in generale dell intero settore zootecnico, che necessita di interventi massicci e urgenti. Proviamo a fare il punto sul contributo dato da Regione Campania negli ultimi mesi allo sblocco delle vertenze sul prezzo del latte? Come assessorato all agricoltura e alle attività produttive della Regione Campania abbiamo sottoscritto nel giugno 2007 l accordo regionale per la definizione del prezzo del latte alla stalla e le condizioni di intesa per la campagna 2007/2008. Lo scorso dicembre, poi, in considerazione dell evoluzione del mercato internazionale del latte e dell aumento dei costi di produzione in agricoltura, c è stato un nuovo accordo per la revisione del prezzo del latte alla stalla per il semestre ottobre marzo 2008, che prevede, tra le altre cose, un erogazione aggiuntiva mensile per il latte consegnato nei mesi di gennaio, febbraio e marzo Questo riconoscimento è subordinato alla continuità del rapporto di conferimento latte per la campagna 2008/2009; quanti, invece, non continueranno il rapporto di conferimento per la campagna 2008/2009 perderanno il diritto a percepire l erogazione aggiuntiva e saranno tenuti a restituire quanto già anticipatamente ricevuto. Energie rinnovabili La Regione Campania è da tempo impegnata sul fronte delle energie rinnovabili. In tema di biogas da stalla, si muove qualcosa di nuovo sul fronte degli incentivi targati Psr? C è una misura del prossimo Piano (la 121, ammodernamento delle aziende agricole), che prevede, tra le altre cose, il sostegno di investimenti finalizzati al risparmio idrico ed energetico e all utilizzo di fonti di energia rinnovabili tese alla riduzione dell anidride carbonica in atmosfera e al miglioramento della qualità Foto sopra Per sfruttare le buone potenzialità del settore della trasformazione casearia, gli operatori avranno presto a disposizione i Progetti integrati di filiera (Pif) complessiva delle emissioni. In particolare, nell ambito del settore zootecnico si potranno realizzare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (biogas) di potenza massima pari ad 1 MW, la cui energia dovrà essere utilizzata per almeno 2/3 in ambito aziendale. Per questi interventi abbiamo previsto una dotazione finanziaria di oltre 258milioni di euro. La Giunta Regionale ha già approvato le linee guida per l attuazione di questa misura e a settembre si apriranno i primi bandi per accedere ai finanziamenti. Brucellosi bufalina: il piano di eradicazione sta procedendo. Qualche dato sullo stato di avanzamento degli interventi? Il piano sta funzionando: dal 1 gennaio al 9 giugno scorso, infatti, sono stati effettuati interventi in 261 allevamenti

10 risultati infetti, che hanno comportato l abbattimento di oltre 10mila capi sieropositivi. Sempre nello stesso periodo sono stati sottoposti a controllo 678 allevamenti. Stiamo lavorando per raggiungere al più presto anche per gli obiettivi previsti nella fase di mantenimento e verifica, come completare il risanamento e l acquisizione della qualifica sanitaria delle aziende con bassa positività e azzerare la sieropositività nei territori con prevalenza contenuta mediante la prosecuzione degli interventi coordinati di profilassi. Va infine ricordato che sono state istruite, d intesa anche con l avvocatura generale dello Stato, le procedure per la corresponsione degli indennizzi dovuti agli allevatori, ed è stata attivata una specifica unità operativa che garantirà che gli indennizzi siano erogati nei tempi previsti. Reddito equo Trasformazione del latte in formaggio: la Campania giocherà ancora la carta della tipicità anche per valorizzare le produzioni delle aree interne? Certamente. Le nostre produzioni, comprese quelle casearie, devono confrontarsi con quelle provenienti da Paesi con costi dei fattori della produzione inferiori, che non hanno limitazioni nell utilizzazione di determinati prodotti chimici, o in cui la sicurezza sui luoghi di lavoro non è tutelata. Ma i bassi costi e la globalizzazione dei mercati mal si conciliano con la salvaguardia della qualità delle produzioni, da tutti auspicata. Infatti, in tali condizioni non è possibile tenere in alcun conto la necessità di assicurare un equo reddito anche ai produttori delle aree svantaggiate da un punto di vista dei costi dei fattori della produzione, né puntare allo sviluppo sostenibile del territorio o alla salvaguardia delle identità culturali, economiche, sociali e professionali. Per quanto riguarda l agricoltura della nostra regione, è certamente illusorio pensare di poter competere con le altre aree di produzione sulla base dei bassi costi di produzione e dei bassi prezzi di vendita sul mercato. Così come pensare che le altre aree mondiali non riusciranno a produrre alimenti di qualità. Al contrario, la strada da seguire conclude Andrea Cozzolino - è differenziare la nostra offerta nei prodotti, nel confezionamento e nei modi di produzione, per consentire al consumatore una scelta consapevole, valorizzando quindi il nostro sistema Campania, lavorando soprattutto su qualità, sicurezza alimentare e tracciabilità, perché saranno questi gli elementi in grado di determinare valore aggiunto per i prodotti della nostra agricoltura. n Lenitivo e decongestionante nei gonfiori della mammella, dolori articolari, tumefazioni, tendiniti, pruriti cutanei. Rinfrescante e coadiuvante protettivo in presenza di abrasioni, ragadi, intertrigo e Distribuito in Emilia da: Bovino affetto da intertrigo prima del trattamento NUTRIZOO sas / fax 0823/ Dopo il trattamento con Aloe Verde Gel 6 giorni (12 applicazioni) 10

11 Il riscatto del lattiero caseario passa dalla bufala La ripresa della mozzarella è fondamentale per l intero comparto. Il punto sulle iniziative in corso d opera nelle province a maggiore vocazione di Antimo delle Cave La mozzarella di bufala campana Dop pronta a sbarcare sulla Borsa merci telematica italiana, due contratti di programma per la zootecnia incentrati sull allevamento bufalino in cantiere, ed un patto formativo di filiera, ancora bufala (vedi box). Tutte le più importanti iniziative per la zootecnia in Campania sembrano andare incontro alla necessità di risollevare la mozzarella di bufala campana ed il mercato del latte bufalino. Del resto si vive (e si patisce) anche di luce (ed ombre) non proprie: come non ricordare che in occasione della crisi diossina, anche gli ordinativi dei cacicavalli del Vallo di Diano crollarono del 40-60%? Si dice mozzarella di bufala, insomma, ma se la madre di tutti i latticini tira, è l intero mercato lattiero caseario a star bene. Ecco, dunque, le più importanti iniziative in corso d opera. La Borsa merci telematica italiana (Bmti) sta crescendo. Oggi la contrattazione telematica è attiva in 32 mercati (fra cui cereali, lattiero caseari, carni, olio, vino, ortofrutta e concimi minerali), ma sono in via di attivazione altri mercati telematici, tra questi quello dedicato alla mozzarella Dop. In 5 anni di operatività - commenta Annibale Feroldi, direttore della Bmti - abbiamo totalizzato numeri molto significativi: abbiamo infatti registrato contratti, pari a Foto a fianco Durante la crisi diossina, l intero comparto lattiero caseario regionale ha sofferto tonnellate di prodotto transato, per un ammontare complessivo di circa 379 milioni di euro di valore scambiato. Il 2007 è stato il vero anno della svolta, sia in termini di contratti stipulati (passati da nel 2006 a nel 2007) che di valori scambiati, che hanno raggiunto la quota di 204 milioni di euro (contro i 47 milioni di euro del 2006). Borsa telematica Un mercato profondo quello della Bmti, pronto ad accogliere la bufala: la Camera di Commercio di Caserta ha finanziato uno studio di fattibilità per la realizzazione di un regolamento speciale di prodotto per la mozzarella di bufala campana Dop, al quale stiamo lavorando spiegano alla Bmti e se non ci saranno problemi, il formaggio potrà essere quotato già entro il Ovviamente, non appena pronto, il regolamento speciale di prodotto dovrà essere sottoposto per le dovute osservazioni al Comitato di filiera, che si costituirà nella Camera di Commercio di Caserta, e che investirà, ovviamente, tutti gli attori della filiera Dop della Campania, del Basso Lazio, del Molise e dell Alta Puglia. Dopo il parere, Bmti e Deputazione di borsa nazionale, provvederanno all inserimento della Dop nel listino. Uno degli elementi dirimenti della vicenda sarà il lotto minimo di contrattazione, sulla base del 11

12 Foto sopra Corrado Martinangelo, assessore all agricoltura della provincia di Salerno quale piccoli e medi caseifici, molti dei quali aziendali, potranno dimensionare la propria partecipazione ai consorzi di commercializzazione, società di capitali con i requisiti per stare sul mercato telematico ai sensi del regolamento generale. Un prezzo trasparente per la mozzarella franco caseifici significa anche maggiori possibilità per l allevatore di pretendere il giusto premio per un latte che è sempre più di elevata qualità e di alta resa in caseificazione. Un elemento di disciplina della filiera già colto dagli enti locali: come amministrazione comunale faremo di tutto per guidare tutti gli attori della filiera bufalina ad una riflessione attenta sull opportunità che offre la quotazione della mozzarella di bufala campana Dop afferma ad esempio Pasqualino Emerito, sindaco di Cancello ed Arnone, Comune del casertano che annovera poco più di abitanti, ma 37mila bufale e 12 caseifici. Contratti di programma Altro capitolo sono i contratti di programma regionali, dove Caserta e Salerno fanno a gara a presentare progetti proprio sulla filiera bufalina. La Regione Campania promette contributi tramite il contratto di programma regionale, una delle cinque misure previste dal Paser (Piano d azione per lo sviluppo economico regionale), il cui sportello per le richieste dei contributi è stato aperto lo scorso 19 giugno. Gli investimenti riguardano la produzione, la ricerca, la formazione e l internazionalizzazione. L assessorato regionale alle attività produttive, guidato da Andrea Cozzolino, mette a disposizione il 50% dell importo, pari a circa 183 milioni di euro. Il restante 50% deriva per metà da finanziamenti bancari e per metà dalle aziende richiedenti. Tra le proposte già presentate Formazione per la bufala c è quella del Consorzio casertano Progetto Bufala, che riunisce ventiquattro Pmi del comparto lattiero-caseario e che ha presentato un progetto per investimenti pari a quasi 68 milioni di euro. Le azioni del progetto puntano al riutilizzo delle deiezioni animali per la produzione di energia elettrica mediante digestori anaerobici nei quali possa essere immesso anche mais proveniente dai campi contaminati con diossina, in modo da evitare che finisca sul mercato e contribuendo, grazie alla coltivazione, alla bonifica del suolo. Bruno Cortese, nella sua qualità di presidente della sezione alimentare di Confindustria Caserta, è capofila mandatario del Patto formativo locale della filiera bufalina, costituito da Confindustria Caserta, seconda Università di Napoli, Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, Comune di Caserta e 20 partner rappresentanti di Enti territoriali a valenza regionale. Il Patto formativo locale del settore bufalino prevede corsi già avviati questo settembre e il coinvolgeranno di 355 addetti, di cui 150 nuovi assunti. Il Patto formativo - spiega Cortese - si prefigge come scopo primario quello di qualificare le figure professionali che intervengono principalmente in fase di utilizzazione e somministrazione al pubblico dei derivati bufalini, in linea con i più recenti obiettivi della programmazione regionale nel processo di crescita economica e dell occupazione. (A.D.C.) Qui Salerno Progetto simile a Salerno, dove si è recentemente tenuto un incontro tecnico sul Contratto di programma di filiera zootecnica salernitana. L iniziativa, fortemente voluta dall assessore all agricoltura della Provincia di Salerno, Corrado Martinangelo è seguita con particolare interesse anche dalle istituzioni locali che hanno colto l utilità e la concretezza delle azioni pianificate dal team di progetto. Il comitato promotore composto da tecnici esperti in materia di contrattazione programmata sottolinea Martinagelo - intende sensibilizzare il comprensorio del Vallo di Diano la cui economia è fortemente caratterizzata dall attività di produzione, conservazione, trasporto, trasformazione e commercializzazione dei prodotti lattiero caseari. Il contratto di programma in corso di redazione è una opportunità per le singole imprese interessate a realizzare investimenti in relazione alle proprie esigenze e possibilità per migliorare assetti produttivi, organizzativi e tecnologici (azioni verticali). Sarà inoltre possibile sviluppare azioni orizzontali, ritenute strategiche per sostenere la competitività del comparto: nuovi prodotti, migliorare l efficienza distributiva, riduzione dell impatto ambientale, sperimentazione ed utilizzo di packaging innovativi, attivazione di percorsi formativi, di marketing strategico e di internazionalizzazione delle imprese. Con il Piano di sviluppo rurale, una forte responsabilità sarà poi affidata alle province, anche in tema di rendicontazione della spesa: saremo tutti più visibili spiega Martinangelo - ed al tempo stesso pienamente responsabili di fronte ad allevatori e agricoltori. n 12

13

14 Parco del Cilento e Vallo di Diano, un tesoro agroalimentare C è un legame antico che unisce questi territori all allevamento. Un binomio che ha dato vita ad alcuni formaggi ricchi di storia e di sapori che trovano sempre spazio nelle boutique del gusto di ELISA GUZZI la seconda area protetta È più vasta d Italia con i suoi ettari che si estendono dalla costa tirrenica ai contrafforti dell Appennino, dalla Piana del Sele ai confini della Basilicata. Il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, uno dei più importanti complessi biogeografici dell Italia meridionale, ha una pluralità di ambienti e un eccezionale biodiversità animale e vegetale. Ma è anche una terra ricca di storia, come testimoniano i siti archeologici delle colonie greche di Elea -Velia e Paestum. Da secoli infatti la presenza umana si abbina e si inserisce nei ritmi Foto a fianco Angelo De Vita, direttore del Parco del Cilento e Vallo di Diano della natura. «Una simbiosi millenaria la definisce il direttore del Parco, Angelo De Vita - tuttora percepibile nelle tradizioni e nella varietà di prodotti tipici». In questo contesto l allevamento è da sempre una delle attività economiche più importanti. Il sistema produttivo dell area è però caratterizzato da un dualismo strutturale. Nelle zone pianeggianti e di bassa collina (Vallo di Diano, valle dell Alento, piana di Paestum) sono concentrate le aziende con spiccata attitudine alla produzione e caratteri di modernità. Qui il latte (ovino, caprino, bovino e bufalino) è utilizzato sia per il consumo diretto che per la trasformazione, in caseifici di medie e grandi dimensioni, fino ad ottenere prodotti freschi e a media stagionatura. Tradizioni casearie da non perdere A Maria Sarnataro il compito di guidare le degustazioni dei formaggi cilentani e monorazza A fare da guida tra le produzioni casearie del Parco nazionale è Maria Sarnataro, delegata Onaf di Salerno. Formaggi e gusto cosa si deve assolutamente assaggiare nel Parco e perché? «Non si può perdere il cacioricotta di capra, la mozzarella nella mortella e il caciocavallo podolico, perché la maggior parte di questi prodotti viene realizzata ancora con latte di animali al pascolo». La realtà casearia del Cilento e del Vallo di Diano: produzioni di qualità o prodotti da migliorare? «I formaggi a pasta filata hanno raggiunto in diverse espressioni momenti di eccellenza, ma ci sono ancora margini di miglioramento per i pecorini». L accoppiata vincente: un formaggio dell area protetta da abbinare con quale vino? «Proporrei di abbinare un cacioricotta di uno o due mesi di stagionatura con un Fiano cilentano». Quali le occasioni di formazione per chi vuole approfondire il mondo dei formaggi? «L ideale sarebbe seguire un percorso di analisi sensoriale per diventare assaggiatore di formaggi. Uno di questi corsi organizzati dall Onaf partirà nell area di Paestum proprio a inizio ottobre». 14

15 Zootecnia estensiva Nelle zone interne, di alta collina e montagna (Cilento interno, Alburni, Cervati e valle del Bussento) è sopravvissuta invece una zootecnia di tipo estensivo, legata ai modelli tradizionali della pastorizia, con predominanza di allevamenti ovicaprini e bovini allo stato brado o semi-brado. In questo caso si ha scarso uso di tecnologie di stalla, con frequente ricorso alla trasformazione artigianale del prodotto in piccoli caseifici dove si producono formaggi Foto a fianco Raffaele Soriero, coordinatore del progetto Miredaf freschi e stagionati.quindi, si sono consolidate nel tempo due realtà diverse nello stesso territorio. «Una specializzazione produttiva sottolinea Raffaele Soriero, coordinatore del progetto Miredaf per il Parco del Cilento e Vallo di Diano - che ha portato ad una nuova consapevolezza sulle reali potenzialità del settore zootecnico sia dal punto di vista quantitativo, con l aumento delle produzioni, che qualitativo, con il miglioramento del prodotto latte attraverso una migliore condizione igienicosanitaria degli allevamenti». La quantità e la qualità dei prodotti (soprattutto mozzarella di bufala, fior di latte, caciocavallo silano e latte fresco) immessi sul mercato hanno consentito alla zootecnia intensiva un ulteriore sviluppo sia tecnologico che economico. Nel frattempo, però, la zootecnia di tipo estensivo delle zone interne è andata a ricoprire un ruolo marginale rispetto ad altre attività economicamente più efficienti. Questo almeno fino all istituzione del Parco nazionale. «La nascita del Parco ha comportato uno studio più approfondito del territorio e un approccio nuovo nei confronti delle risorse ambientali spiega il direttore De Vita - E c è stata un inversione di tendenza anche negli indirizzi del settore agricolo e zootecnico. Ci si è resi conto infatti che queste attività rappresentano l essenza stessa e l identità culturale del territorio Foto sopra Il territorio del parco è costellato di antichi borghi, alcuni dei quali abbandonati come Roscigno vecchio, ma ancora ricchi di fascino e vanno, quindi, assolutamente salvaguardate». Etica e ambiente L allevamento estensivo è in effetti parte integrante dell antropizzazione delle zone interne Sapori antichi per palati fini I pecorini Formaggi a pasta dura, cruda o semicotta, prodotti con latte intero di pecora, non soggetto a trattamento termico. Hanno un peso medio di 1,5-3 kg, forma cilindrica con diametro di cm, scalzo leggermente concavo e alto 10 cm. La crosta si presenta dura e rugosa, di colore giallo. La pasta è compatta e morbida, di colore giallo paglierino. Il sapore è dolce e tendente al piccante quando ben stagionato. L odore richiama le essenze floreali della macchia mediterranea. La ricotta È tra i prodotti caseari della tradizione cilentana. Si presenta di colore bianco perlaceo. Ha un intenso odore di latte, un gusto delicato e armonico, una consistenza fine e solubile in bocca. I caprini Sono i formaggi più tipici del Cilento, anche se spesso la tipologia più ricorrente è un misto ovicaprino. Sono a pasta dura, di forma cilindrica e con peso medio di 1-2,5 kg. La crosta è dura e rugosa, di colore bianco avorio, la pasta compatta e il sapore molto intenso come l odore. Il cacioricotta Ottenuto con latte di capra talvolta misto a latte di pecora, è il formaggio simbolo del Parco del Cilento perché evoca una vita semplice, a stretto contato con la natura. Ha una pasta dura, peso medio di 1-2 kg, forma cilindrica a facce piane, crosta leggermente increspata, pasta compatta, colore bianco. Il sapore è intenso e gradevole. La mozzarella co a murtedda Nasce nel territorio del basso Cilento, dalla trasformazione del latte di vacca. Nella sua produzione si conserva l uso antico di avvolgere la pasta filata in rametti di mirto, che conferisce al formaggio un aroma unico. Di forma ellissoidale o sferica, presenta una pasta compatta di colore bianco porcellanato e una superficie liscia e lucente. Il sapore è dolce con un aroma delicato da imputare agli oli essenziali del mirto. La manteca Il prodotto, di forma sferica, ha una doppia struttura: all interno c è una materia grassa lattea, cioè burro, all esterno pasta filata di consistenza elastica e di colore che va dal bianco al giallo paglierino. Il suo pregio maggiore è dato dalla materia prima, ovvero latte di bovini podolici alimentati al pascolo. Il caciocavallo podolico È il classico formaggio a pasta filata della tradizione meridionale, con la variante della provenienza dal bovino podolico. Di forma ovoidale o a pera con testina, ha una crosta sottile e liscia di colore bianco alabastro o giallo ambra. La pasta è compatta, il sapore dolce (se fatto con caglio di vitello) o piccante (se si utilizza caglio di capretto). 15

16 del Parco e conserva ancora oggi le caratteristiche di uno dei più tradizionali metodi di sfruttamento della montagna, con risvolti economici non commisurati all effettivo impegno dell uomo, ma ricco di valori sociali ed ambientali. «La sua presenza è essenziale ribadisce Soriero - per il mantenimento delle condizioni ambientali che caratterizzano il territorio, la sopravvivenza delle attività agro-zootecniche a conduzione familiare, la salvaguardia delle razze autoctone e degli stessi prodotti artigianali». La tradizione casearia dell area offre una ricca gamma di prodotti, dalla mozzarella di bufala alla scamorza, dalla manteca al cacioricotta, dal caciocavallo al pecorino. «Eppure oggi prosegue Soriero a parte la mozzarella di bufala campana e il caciocavallo silano che hanno la Dop, i formaggi artigianali sono poco conosciuti, perché difficilmente reperibili sul mercato e penalizzati da strutture di trasformazione talvolta precarie. E i pochi fortunati che riescono a scovare questi prodotti possono apprezzare forme e sapori mai uguali. Le diversità, dovute a pascoli, tecniche casearie, razze autoctone e locali di stagionatura diversi, li rendono prodotti unici». Spazio agli asini Il connubio tra salvaguardia di attività tradizionali e potenzialità di sviluppo economico è il leit motiv che contrassegna anche l azione del Consorzio nazionale allevatori di asini, che nel corso del Salone industria casearia lancerà un progetto di produzione e raccolta di latte d asina anche agli allevatori del Parco del Cilento. «Nel convegno in programma il 12 ottobre spiega Eugenio Milonis, presidente del Consorzio illustreremo le potenzialità dell allevamento di asine nell ambito dello sviluppo rurale. La produzione di questo latte ha infatti incoraggianti prospettive di mercato. Non è solo un alimento ma un salvavita per i bambini fino a 3 anni che soffrono di allergie Foto a fianco Eugenio Milonis, presidente del Consorzio nazionale allevatori di asini (foto di Stefano Schirato) e intolleranze alimentari. E il migliore sostituto nei casi di fabbisogno e di assenza del latte materno». Il Consorzio Allevasini è già partito con un progetto di raccolta del latte in tutta Italia e intende coinvolgere anche il Salernitano e il Cilento. E nella crisi del settore zootecnico sembra uno dei segmenti con le migliori prospettive di sviluppo. n S.r.l. - Engineering Tecnologie Agroalimentari Via dei Salici, Bastia Umbra - PERUGIA - ITALY Tel: Fax

17 La mozzarella Dop cerca la quiete dopo la tempesta Al Consorzio di tutela si nutre un cauto ottimismo sul fronte dei prezzi. Una iniezione di fiducia che sarebbe fondamentale per gli allevatori e i trasformatori del circuito di Alessandro Amadei Dimenticare in fretta l emergenza diossina e ritornare ai livelli di gradimento del È questo l obiettivo dichiarato del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana, uno dei formaggi Dop più celebri e rinomati dell intero panorama lattierocaseario nazionale ma che la scorsa primavera, a seguito del coinvolgimento in una crisi Foto sotto Franco Consalvo, presidente del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dai connotati più mediatici che reali, ha subito un crollo verticale delle vendite. D altra parte le statistiche del 2007 parlano chiaro: secondo Assolatte, alla fine dello scorso anno risultava che la mozzarella di bufala (Dop e non Dop) era in piena parabola ascendente, segnando un brillante +3,8% a volume nei consumi, a fronte di una flessione delle mozzarelle vaccine (-1,4%). Un risultato indirettamente confermato anche da DataBank, secondo cui nel 2007 si era verificata una crescita delle vendite di mozzarella di bufala nel segmento a libero servizio, contro un calo delle mozzarelle vaccine. Segno dunque, della preferenza accordata alla bufala dal consumatore finale. Poi, appunto, l emergenza mediatica. Trend da invertire Ma da quanto emerso in occasione dell ultima assemblea annuale dei soci del Consorzio, tenuta a fine luglio nel casertano, nel mirino dell ente di San Nicola La Strada non vi è solo il recupero del feeling perduto con il consumatore. È di fatti ritenuto indispensabile si evince dalla relazione presentata dal presidente Franco Consalvo - restituire ai protagonisti della filiera Dop, allevatori e casari, quel minimo di redditività necessaria per proseguire l attività produttiva. Da parecchi mesi e ben prima dello scandalo diossina, infatti, la bilancia delle aziende tendeva pericolosamente verso il rosso. Un trend, questo, che trova conferma anche nei ri- 17

18 Foto sopra, dall alto Nei caseifici del Consorzio la produzione dovrebbe risultare in calo rispetto al 2007 sultati macroeconomici ottenuti dal circuito della mozzarella Dop nel 2007: in aumento la produzione ufficiale ( le tonnellate dichiarate al Consorzio, pari a un +5,1% rispetto al 2006), ma stabile il fatturato dei caseifici (280 milioni di euro). Matematica riprova di quello che allevatori e casari lamentano da tempo, ovvero che i prezzi alla produzione sono in calo. E secondo l analisi presentata da Consalvo, tra i principali motivi di questa flessione vi è lo strapotere contrattuale della gdo, canale attraverso cui viene commercializzato il 47,7% del prodotto Dop e che è in grado di influenzare l andamento economico dell intero comparto. Regolamentazione dell offerta - che viene, oltretutto, puntualmente sottostimata - e spazio a nuovi canali commerciali, tra cui la ristorazione locale: questi alcuni degli ingredienti della ricetta individuata dal presidente del Consorzio per restituire fiducia al comparto. Necessario e imprescindibile viene infine definito l accordo tra allevatori e trasformatori sul prezzo del latte bufalino, basato su qualità e destagionalizzazione. Speranze fondate Ma nel breve termine, a dare una mano sul fronte dei prezzi potrebbero contribuire altri due fattori tra essi sinergici: da un lato, infatti, la campagna di risanamento nei confronti della brucellosi dovrebbe portare a un rallentamento delle trasformazioni e quindi dell offerta; dall altro le campagne pubblicitarie e promozionali realizzate dal Consorzio potrebbero risvegliare la domanda. Oltre agli spot andati in onda sui principali canali televisivi, vanno infatti ricordate le inserzioni pubblicate sulle riviste più diffuse a livello nazionale e soprattutto le iniziative specificamente rivolte all estero, che già oggi rappresenta una quota assai interessante del mercato del celeberrimo formaggio (vedi box). Infine la classica ciliegina sulla torta, di cui si parla diffusamente in un altro articolo di questo supplemento: entro il 2009 la Borsa merci telematica italiana Promozione mirata dovrebbe inserire nel proprio listino la mozzarella di bufala campana Dop. Un elemento, questo, che renderebbe finalmente trasparenti i prezzi al caseificio, contribuendo così a restituire un po di fiducia agli allevatori del circuito Dop. n Tra gli elementi che potrebbero risollevare le sorti della mozzarella di bufala Dop, ci sono dunque le iniziative di comunicazione condotte dal Consorzio di tutela, dal cui buon esito ci si attende una vivace ripresa della domanda. E questo tanto in patria quanto all estero, visto che una parte dell attività promozionale riguarderà il mercato d oltre confine. Del resto prima dell affaire diossina, il celeberrimo formaggio Dop risultava assai apprezzato anche nel resto d Europa e del mondo: delle 35mila tonnellate prodotte nei 135 caseifici del Consorzio nel 2007, il 16% è stato esportato (quarta Dop italiana per vocazione all export secondo la classifica di Nomisma), e principalmente in Francia, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Spagna, Svizzera e Giappone. E tra i messaggi che il Consorzio cercherà di trasmettere al consumatore, nazionale ed estero, vi sono i plus che contraddistinguono e differenziano la mozzarella di bufala campana Dop dal formaggio prodotto nei caseifici non certificati. Quella marcia in più che secondo il Consorzio si estrinseca non solo sul fronte della qualità organolettica, ma anche della sicurezza alimentare: l ottenimento e il mantenimento della certificazione, infatti, rappresenta un criterio di selezione estremamente severo su 500 caseifici attivi in Campania, solo 120 risultano certificati e che implica una fitta rete di controlli, dalla stalla al punto vendita. (A.A.) 18

19 Strumenti d analisi per il settore lattiero-caseario With Great Products, Come Great Results HI Minititolatore per analisi di acidità totale ( SH) e ph nel latte e nei prodotti caseari termometri e registratori HI 143 Qualità da laboratorio Semplicità di utilizzo fotometri e COD phmetri ed elettrodi HI HI 9125 HI 9126 Nuova Serie HI HI FC 202D PADOVA Tel MILANO Tel LUCCA Tel LATINA Tel ASCOLI P. Tel SALERNO Tel PALERMO Tel CAGLIARI Tel With Great Products, Come Great Results w w w. h a n n a. i t

20 La zootecnia campana ha le carte in regola per primeggiare E la riorganizzazione delle associazioni degli allevatori presenti in regione darà un contributo determinante. Ne parliamo con il direttore di Arac, Francesco D Orsi di Camillo Mammarella Associazione regionale allevatori L della Campania (Arac), viene presa come modello riorganizzativo del Sistema allevatoriale. Esordisce così Francesco D Orsi, direttore dell Arac, col quale scambiamo alcune considerazioni sulla zootecnia campana e sulle strutture che la supportano sul territorio. I numeri della zootecnia campana Direttore, quando parla di riorganizzazione del Sistema, di cosa si tratta? In Campania si è verificata una delle prime riorganizzazioni del sistema a livello nazionale, fortemente voluta dalla Regione e dall Aia che hanno individuato nell Associazione regionale allevatori l unico interlocutore; in questo contesto l Arac ha necessariamente dovuto eseguire delle Allevatori iscritti nella Regione: circa Allevamenti bufalini: 160 (distribuiti nelle province di Caserta, Salerno e Napoli) Allevamenti bovini da carne - razze Marchigiana e Podolica: 650 circa (distribuiti maggiormente nelle province di Avellino e Benevento e con presenze in provincia di Caserta e Salerno) Allevamenti bovini da latte razze Frisona e Bruna: 250 circa (in tutta la Regione) Allevamenti Pecora Laticauda: 40 (prevalentemente nelle province di Avellino, Benevento e Caserta) Allevamenti suini iscritti al Registro anagrafico razza Casertana: 21 Allevamenti razze minori del Registro anagrafico (cunicoli, equini): 45 modifiche statutarie che l hanno qualificata come struttura di primo grado. La Regione campana, infatti, ha addirittura promulgato una legge regionale, la n. 3 del 2005, che individua nell Associazione regionale allevatori della Campania il braccio tecnico-operativo per le attività legate ai libri genealogici e ai controlli funzionali - quindi alla selezione - e per tutte le iniziative di assistenza tecnica a favore degli allevatori. Nella stessa legge, viene definito altresì che il contributo annuale del programma di attività venga assegnato all Associazione in un quantitativo pari agli 8/12 di tutte le spese previste senza alcuna fideiussione. Cambiamento concertato La riorganizzazione della struttura continua D Orsi - ha previsto il passaggio e l assunzione all Arac di tutto il personale in carico presso le Apa. Mentre ad oggi non sono più operative le Apa, i cui allevatori 20

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