TORREFATTORI MENSILE DEL GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI CAFFÈ

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1 notiziario TORREFATTORI MENSILE DEL GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI CAFFÈ POSTE ITALIANE s.p.a. SPEDIZIONE IN A.P. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB TS. - ANNO XXII - N. 3 - MARZO 2011 EDITORIALE MARZO I caffè storici luoghi che hanno contribuito all Unità d Italia Assemblee: relazioni dei Presidenti del GTTC e del CTTV Aziende convenzionate al GTTC I Caffè storici: luoghi di storia, tradizione e cultura Ed ecco, siamo giunti a questo grande mese di marzo Grande nel senso che questo è il mese nel quale si festeggia l unità d Italia. Esattamente il 17 marzo 2011 facciamo memoria della ricorrenza della principale unificazione d Italia, avvenuta nel Quindi giusti 150 anni fa, si dava vita alla proclamazione del Regno d Italia. Per la verità, al territorio mancavano pezzi significativi della Nazione come oggi la conosciamo. Assenti erano abbondanti aree dello Stato Pontificio e l intero Triveneto, quest ultimo sotto la sovranità imperiale austriaca e, pertanto, erano escluse. Il Veneto passò all Italia quasi subito dopo, nell ottobre 1866, il Trentino, l Alto Adige e l area Giuliana, con a capo la città di Trieste, si ricongiunsero alla madre Patria tanti anni dopo: appena nel 1919 con i trattati di pace dopo la prima Grande guerra. Piedino mixer 185x :26 Pagina 1

2 02 notiziario TORREFATTORI 03_2011 La San Marco spa Tel Fax NEW 85 al servizio del caffè SOMMARIO EDITORIALE 1 I caffè storici: luoghi di storia, tradizione e cultura MERCATO DEL CAFFÈ 3 Mercato internazionale VITA ASSOCIATIVA 5 Redazione - Segreteria 5 Relazione del Presidente Co. Giorgio Caballini all assemblea del GTTC 9 Relazione del Presidente Alessandro Bianchin all assemblea del CTTV 11 Nuovi soci del GTTC ALTRE NOTIZIE 13 Analisi a tutto campo del mercato globale del caffè (seconda e ultima parte) 14 L impennata del mercato delle materie prime (seconda e ultima parte) 16 I caffè di Torino raccontano la storia del Risorgimento italiano 17 Recensione del libro I caffè torinesi e l Unità d Italia 21 Un secolo e mezzo del caffè Gambrinus di Napoli nella grande storia dell Unità d Italia 25 Nomina del prossimo executive director del ICO 26 Dal mare magnum di internet troviamo per voi 27 Laurea ad aromam: ricerca dell università La Sapienza di Roma. Dai fondi di caffè Coffitalia annuario 2010/11sul mondo italiano del caffè realizzato da Beverfood 29 Ad aprile appuntamento nel Regno Unito per celebrare il caffè e non solo CAFFÈ E SALUTE 30 Alle donne la caffeina fa bene L ANGOLO DEL CONSULENTE 31 Finanziaria 2011 Novità e chiarimenti 33 Scontro tra Italia e Bruxelles sull etichettatura obbligatoria per gli alimenti SCADENZARIO FISCALE 34 mese di marzo 2011 SPAZIO MERCATO 34 Vendo Acquisto Cerco Dell evento ne abbiamo ormai sentito e risentito. In tale circostanza desideriamo soffermarci sul contributo del mondo del caffè prima e dopo il processo di unificazione. Nel nostro piccolo, ci siamo attivati per trovare un legame che unisca Nord a Sud, Est a Ovest. Di legami ne abbiamo trovati veramente diversi e di seguito li riportiamo. Perchè scriverne così diffusamente: perché, ad esempio, sono stati molti i Caffè storici che furono sede di cospirazione politica contro coloro che non desideravano un Italia unita. Per citarne uno, ne sono testimoni i moti del 1848 che presero le mosse proprio dagli antichi Caffè cittadini. Al riguardo, a Trieste, all esterno del più antico locale urbano vi è una targa che riporta testualmente: Da questo Caffè Tommaseo / nel 1848 / centro del movimento nazionale / si diffuse / la fiamma degli entusiasmi / per la libertà italiana. Ecco allora spiegato più nel dettaglio il motivo di questo approfondimento che faremo nel presente numero del Notiziario Torrefattori... colorandolo di un po di bianco, rosso e verde, le tinte della nostra Bandiera. A riguardo, riportiamo un francobollo commemorativo che raffigura tre bandiere che garriscono al vento a rappresentare i tre giubilei: quello del cinquantennale, dei cent anni e di questo ulteriore traguardo del secolo e mezzo. Naturalmente i nostri contenuti saranno, come sempre, dedicati al nostro amato brunito aromatico chicco, solo parzialmente influenzati dal significativo evento nazionale. Così, con il contributo dei nostri valenti collaboratori abbiamo creato un numero quasi monografico che tratteggi la nostra Nazione vista in controluce nei Caffè (inteso come locale pubblico) e nel caffè (calda e corroborante bevanda). Un percorso travagliato quello del coloniale dal 1861 ad oggi, passando attraverso i locali del Risorgimento e la bevanda, in auge nel periodo autarchico degli anni Trenta che ha portato alla sostituzione del vero chicco con i surrogati (bevanda a base di orzo e di altri succedanei). E poi, durante l irredentismo, la diffusione della pratica del contrabbando del crudo e, raramente, del torrefatto (come del tabacco e di altri prodotti) oltre alla nascita delle prime torrefazioni in Italia. Si ricorda che sul Notiziario Torrefattori, si sono susseguiti tutta una serie di recensioni di Caffè storici che, anche questi, di fatto uniscono il Meridione al Settentrione alle Regioni di Centro Italia. Anche l Annuario di Beverfood, COFFI- TALIA , di cui la recensione è riportata in questo numero, unisce in qualche modo il mondo caffeicolo in ogni angolo del nostro Paese. Il Direttore responsabile

3 03_2011 notiziario TORREFATTORI 03 MERCATO DEL CAFFÈ MERCATO INTERNAZIONALE Il continuo rialzo del Contratto Arabica di New York, la cui seconda posizione ha toccato livelli non raggiunti da oltre 30 anni, non fa che confermare le previsioni degli analisti di un prossimo raggiungimento dell obiettivo dei 3 USD per libbra in un quadro economico globale sostanzialmente invariato. Ad un continuo abbassamento degli stock certificati sul Contratto C, oramai di soli 1,6 milioni di sacchi, fa riscontro un sempre maggiore appetito dei fondi di investimento per le materie prime agricole. La diminuzione della produzione di cereali in molti dei maggiori Paesi produttori continua a far lievitare i prezzi di questa importantissima derrata, mentre anche il cacao ha toccato i livelli non raggiunti da oltre un trentennio. In questo quadro di euforia speculativa solamente una notizia di un possibile rallentamento dell attività economica cinese, potrebbe portare ad un inversione di tendenza del mercato. Sulla scia del buon raccolto di questi ultimissimi mesi, i differenziali colombiani sono leggermente scesi per imbarchi immediati. Le esportazioni del mese di gennaio sono addirittura aumentate del 50% rispetto al minimo toccato l anno precedente. Queste notizie non devono però offuscare le preoccupazioni sulla quantità globale che il Paese sarà in grado di raccogliere entro il Il gruppo dei produttori centroamericani più Messico e Colombia hanno raggiunto un export complessivo nel mese di gennaio di sacchi, contro i sacchi dell anno precedente. Nel periodo ottobre 2010/gennaio 2011 questo gruppo di Paesi ha aumentato la propria performance del 28,7%. Questi maggiori imbarchi sono stati però evidentemente già assorbiti dall industria e non hanno avuto alcun effetto sulla Borsa di New York.Notizie preoccupanti sono arrivate nelle ultime settimane del Brasile dove si è rarefatta la disponibilità di arabica fini il cui differenziale è salito a livelli mai visti sinora. I nutriti imbarchi negli ultimi mesi, sommati alla prospettiva di un minore raccolto di quest anno e alla scarsa disponibilità dei produttori di vendere il poco caffè che gli è rimasto, hanno evidentemente spinto alle stelle il mercato interno. Le previsioni per il prossimo raccolto brasiliano variano dai 41,9/44,7 milioni di sacchi del governo, ai 47,5 milioni di sacchi di un esportatore privato.in Vietnam i prezzi hanno raggiunto il più alto livello riscontrato sinora sul mercato interno, con

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5 03_2011 notiziario TORREFATTORI 05 offerte rarefatte da parte dei coltivatori e difficoltà da parte degli esportatori a reperire nuova merce sul mercato. Gli esportatori si trovano in una situazione molto difficile in tutti i Paesi produttori con prezzi di acquisto aumentati in maniera imprevista e impegni di imbarco a fronte di contratti precedenti. Sussiste un reale pericolo di inadempienze contrattuali in molti Paesi produttori. VITA ASSOCIATIVA REDAZIONE, SEGRETERIA del GRUPPO e del CONSORZIO tel fax: dalle 8.00 alle dalle alle cell Assemblea Annuale del Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè Relazione e saluto del Presidente co. dr. Giorgio Caballini di Sassoferrato Egregi Ospiti, stimati colleghi, per il terzo anno consecutivo l assemblea annuale del G.T.T.C. ha luogo qui a Treviso presso questa prestigiosa sede di Unindustria che desidero ringraziare per la squisita disponibilità nuovamente dimostrataci. Quest anno, considerata la anomala situazione dei mercati delle commodities e, in particolare, del caffè non posso che iniziare la relazione con lo scottante argomento dei prezzi del crudo. È ormai per me una prassi consolidata fare il raffronto tra i dati dell anno scorso e la situazione dei giorni che precedono l assemblea.

6 06 notiziario TORREFATTORI 03_2011 Ecco i dati. Al CSCE di New York il marzo quotava 121,40 cents per libbra, l la prima posizione marzo quotava 251,95 cents per libbra. Da un anno all altro l incremento espresso in $ è stato pertanto superiore al 107%. Al Liffe di Londra il marzo quotava 1300 $ per tonnellata; l marzo ha chiuso a 2216 $ per tonnellata con un incremento, rispetto al 2010, pari al 70%. Con 1 il si poteva acquistare 1,3760 $; l con 1 si poteva acquistare 1,3524 $. La perdita del potere d acquisto dell euro, che si somma pertanto agli incrementi del crudo, è stata di circa l 1,5%. La combinazione dei dati di Borsa sommata alla variazione subita dall euro rispetto al dollaro statunitense, consi- Il Presidente del GTTC Giorgio Caballini derando una miscela certificata con il marchio Espresso Italiano di Qualità composta, come ben sapete, da non meno dell 80% di caffè della specie Arabica e per la restante parte di caffè Robusta, determina quindi una variazione di costo, per la sola materia prima, di 2,30 al kg. Debbono poi essere aggiunti gli incrementi di tutti gli altri inevitabili costi aggiuntivi tra i quali manodopera, imballaggi, trasporti, provvigioni, ed ancora, elemento non trascurabile, il maggior investimento per l acquisto della materia prima (circa il 100% per gli Arabica e il 70% per i Robusta). Quest ultimo maggior investimento sarà a sua volta foriero di maggiori interessi passivi o quantomeno, nei casi più fortunati, di minori interessi attivi. Aumenteranno, anzi sono già aumentate sia in valore assoluto, data la perdurante, precaria situazione economica, che in percentuale, le perdite sui crediti. La somma di tutti questi elementi e di tanti altri che per brevità non ho voluto elencare, mi porta a concludere, beninteso senza tener conto delle possibili ulteriori bizzarrie della Borsa, che il maggior costo rispetto all anno precedente è ad oggi superiore ai 3,00 per kg. Fino all anno scorso i torrefattori erano riusciti, almeno l occhio vuole la sua parte! vera porcellana, qualità di sempre.

7 03_2011 notiziario TORREFATTORI 07 in parte, ad assorbire, ad ammortizzare le variazioni di un mercato che ha sempre avuto delle fluttuazioni verso l alto e verso il basso. Ma, da Giugno 2010, la curva dei prezzi, in particolare per gli Arabica, è rivolta solo al rialzo e i record vengono settimanalmente superati. Non si possono certamente fare delle previsioni e credo che tutti i torrefattori, grandi e piccoli, siano disorientati e tengano molte posizioni aperte nella speranza di una inversione dei prezzi ad oggi non verificatasi. Quando avrà fine la crescita delle quotazioni di Borsa delle materie prime, ed in particolare, dei prodotti alimentari? Alcuni giorni fa, sul Sole 24 Ore, ho letto un interessante osservazione del Direttore Generale di un importante organizzazione mondiale che condivido in pieno e, parzialmente, riporto perchè rispecchia in toto anche il mio pensiero. Abbiamo creato un ambiente che permette la pura speculazione e si invoca pertanto un ritorno alle regole che governavano i mercati fino al 1999 quando i futures erano strumenti di copertura del rischio e venivano utilizzati in primis dai produttori e dai consumatori. Oggi il mercato è invece dominato dai fondi e dalle banche d investimento che comprano i contratti solo per rivenderli a prezzi più alti senza valutare la situazione reale delle commodities. La crisi del 2008, al di là dei vari problemi, pare non abbia proprio insegnato nulla, anzi ora con le speculazioni che riguardano le materie prime si gioca con la vita di milioni di persone. Ma perché la più potente economia del mondo improvvisamente auspica che tutto il Nord Africa possa avere dei regimi più democratici? Ciò, naturalmente, è pienamente condivisibile ma perché solo ora e non anche dieci, venti, trenta anni fa? Perchè non viene posta fine alle ingiuste speculazioni sulle materie prime, in particolare quelle alimentari? I rimedi oltretutto potrebbero essere abbastanza semplici. Forse mancano volontà e capacità di lottare contro delle lobbies troppo potenti. La spesa per i prodotti alimentari (indice FAO 2010) era pari al 9,7% negli USA, al 17,5% in Italia e ben al 48% in Egitto. In questi giorni sono sotto i nostri occhi i risultati della mancanza di controllo dei prezzi e l Italia è assalita da migliaia di diseredati, impauriti ed affamati. Siamo stati lasciati soli da un Europa pavida e l America, militarmente potente, dal punto di vista politico lascia molto, molto a desiderare. nuova PlUs 4 YOU Il logo Coffee Kids è proprietà di Coffee Kids - Ground for hope. I loghi Plus 4 You e Green Line sono proprietà di CMA S.p.A. * Dati certificati da Intertek - ETL SEMKO (ente indipendente che si occupa di prove di sicurezza e certificazione dei prodotti). Think espresso.

8 08 notiziario TORREFATTORI 03_2011 QUOTA ASSOCIATIVA 2011 La quota sociale del GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ per l anno 2011 è: SOCI ORDINARI e 240,00 (soci del Triveneto) SOCI SOSTENITORI e 120,00 (soci altre Regioni) che potrà essere versata a favore del: GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ tramite bollettino di C/C postale n oppure con bonifico sul medesimo C/C postale Cin L - Abi Cab IBAN: IT 10 L Non voglio, non devo, non posso, schierarmi da nessuna parte ma lamentarmi sì. Come a casa nostra non siamo capaci di uscire da un logorroico, inutile, quotidiano blaterare da parte di tutti contro tutti, così, a livello mondiale, chi poteva scongiurare la crisi non lo ha saputo o potuto fare, trovandosi di fronte a interessi immani, destinati nel tempo ad essere danneggiati dalla loro stessa ingordigia. Ho ancora delle lamentele da esprimere. Queste però sono a livello nazionale. Si parla sempre più spesso di semplificazione per le imprese. Condivido in pieno l intenzione ma, in concreto, le incombenze aumentano anziché diminuire. Ecco solo alcuni esempi. 1) D.L. n. 78 del convertito nella legge n. 122 del (comunicazioni rilevanti ai fini IVAspesometro ). L obbligo di comunicazione, limitato per il 2010 a importi uguali o superiori a euro ,00 (al netto dell IVA), è scattato dal anche per importi uguali o superiori a euro 3.000,00 (al netto dell IVA) e, dal , riguarderà anche gli scontrini e le ricevute fiscali di importi pari o superori ad euro 3.600,00. Sarebbe stato più semplice ripristinare l elenco clienti e fornitori senza costringere le aziende a dotarsi di nuovi e complicati programmi per adempiere a delle norme di ostica e controversa interpretazione, con il rischio concreto di errori e conseguenti sanzioni. 2) Comunicazione Black List. Ad oggi le modalità operative della norma sono state molto controverse. La recente circolare 2/E 2011 dell Agenzia delle Entrate ha cercato di chiarire le difficoltà interpretative. Nel caso che più strettamente ci riguarda, ossia quello delle importazioni, rilevano, ai fini della comunicazione, le bollette doganali, anche se corre l obbligo di segnalare le fatture d acquisto del fornitore estero qualora, come quasi sempre accade, la fattura sia stata registrata contabilmente prima del documento doganale. Le eventuali discordanze in seguito accertate dovranno essere sanate con la compilazione dei righi delle note di variazione. 3) Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari. A gennaio 2011 è stato approvato il disegno di legge n che è pertanto divenuto legge. Rilevante l art. 4 contenente l obbligo dell indicazione, nell etichettatura dei prodotti alimentari commercializzati, del luogo di origine o di provenienza e dell eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia la presenza di organismi geneticamente modificati (OGM). Il secondo comma della norma recita testualmente : per i prodotti alimentari non trasformati, l indicazione del luogo d origine o di provenienza riguarda il paese di produzione; per i prodotti alimentari trasformati, l indicazione riguarda il luogo in cui è avvenuta l ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata nella preparazione o nella produzione dei prodotti. La legge prevede che, entro 60 gg. dall entrata in vigore, con appositi decreti interministeriali di attuazione, vengano precisati i prodotti per i quali sussisterà l obbligo ed altresì indicate le modalità operative. Fino all emanazione di tali decreti la normativa non potrà avere concreta attuazione. Inoltre, la legge italiana ha suscitato non pochi commenti a livello europeo. A Bruxelles si sono sollevati molti dubbi sulla compatibilità, in particolare per i prodotti trasformati, della legge italiana con le regole europee che non prevedono tal tipo di obblighi. 4) Disposizioni in materia di intermediari finanziari.

9 03_2011 notiziario TORREFATTORI 09 Il decreto legislativo n. 141 del (pubblicato nella G.U. n. 207 del ) ha riformato la disciplina per i soggetti operanti nel settore finanziario ex artt. 106/107 del TUB (decreto legislativo n. 385/93). 5) Posta elettronica certificata (DECRETO LEGGE N. 185 DEL ). Dal scatterà l obbligo, anche per le società costituite prima del , di dotarsi di PEC. 6) Stress lavoro correlato. Recentemente (vd. articolo pubblicato sul Sole 24 Ore n. 31 del ), in adempimento a quanto previsto dall art 17 del Decreto Legislativo n. 81 del ( Testo Unico delle norme sulla sicurezza del lavoro ), sono state definite le linee guida operative per la valutazione dello stress lavorativo, predisposte dalla Commissione Consultiva Permanente per la sicurezza e salute sul lavoro. 7) Sistema VIES (autorizzazione obbligatoria per operazioni intracomunitarie - entrata in vigore ). I contribuenti IVA che nei periodi di imposta 2009 e 2010 hanno presentato modelli intrastat e che hanno presentato la dichiarazione annuale IVA anno 2009 sono esonerati dal presentare la richiesta di autorizzazione in quanto iscritti automaticamente al VIES. 8) SISTRI (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti). È stato pubblicato il il decreto ministeriale che rinvia al l operatività del sistema di tracciabilità informatica dei rifiuti (sistri) che invece, in base alle previsioni normative iniziali, avrebbe dovuto sostituire interamente il MUD (pertanto il è da presentare il MUD 2010). Ricordo che il termine per il pagamento del contributo annuale per le imprese iscritte al SISTRI, originariamente previsto per il , è stato prorogato al ) Tariffa per i controlli sanitari ufficiali per le attività alimentari. Il è scaduto il termine per pagare in via anticipata la tariffa annuale prevista dal decreto legislativo n. 194/2008. Vi ho probabilmente annoiato solo nell elencarli, peraltro in maniera non esaustiva, ma sono tutti obblighi da adempiere! Potremo veramente riuscire a semplificare, a ridurre, a non aumentare gli adempimenti per le aziende? Ai posteri l ardua, improbabile... risposta. Ma desidero terminare la mia relazione con delle note positive. I soci ordinari e sostenitori del Gruppo sono sostanzialmente invariati nel 2010 ed in totale ammontano a 242. A Trieste si è svolta, dal 28 al 30 ottobre 2010, la 5 edizione della Triestespresso Expo, con numeri da record sia per espositori partecipanti che per visitatori. Questo fa ben sperare che, anche per il futuro, la città giuliana possa mantenere e rafforzare la sua centralità, nel nostro settore, a livello nazionale ed internazionale. È infine mio dovere, ed anche un piacere, ringraziare per la collaborazione tutto il Consiglio Direttivo, i soci ordinari e sostenitori ed il nostro insostituibile e solerte segretario Antonio Franciosa per l incondizionata dedizione che sempre dimostra. Treviso lì Il Presidente Giorgio Caballini di Sassoferrato CONSORZIO TORREFATTORI DELLE TRE VENEZIE ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI ESERCIZIO 01/01/ /12/2010 Treviso Palazzo Giacomelli 21/02/2011 Egregi Sig.ri Soci, mi pregio esprimere un ringraziamento per la Vostra presenza ed un augurio di buona permanenza. L anno appena trascorso è stato caratterizzato soprattutto dal notevole incremento delle quotazioni di tutte le materie prime. Non mi addentrerò in analisi tecniche e statistiche poiché sicuramente ne disserterà in maniera approfondita il Presidente del Gruppo Triveneto Torrefattori 2 cups

10 10 notiziario TORREFATTORI 03_2011 Caffè. Unitamente a tali rialzi si sono verificate una riduzione dell offerta sino ad una reale difficoltà nel reperimento. La corsa all accaparramento dei metalli quali l acciaio, l alluminio, il rame e dei polimeri era già iniziata almeno due anni or sono. Purtroppo ora ne è investito anche il settore alimentare, in particolare farine, zucchero, cacao e caffè. Alla luce di ciò si può ben comprendere che è difficile e rischioso operare nella compravendita a termine. In occasione dell Assemblea del 2009 ho parlato di Finanza creativa e del terremoto finanziario che ha generato con susseguente restrizione del credito bancario alle Aziende; nel 2010 ho citato la crisi dei consumi; oggi ovviamente ci troviamo di fronte agli aumenti di prezzo delle materie prime determinato per la maggior parte dalla speculazione internazionale. I fondi di investimento e gli istituti finanziari hanno preso di mira il mercato delle commodities facendo oggetto dei loro scambi a termine anche il caffè. Acquisti, vendite, e liquidazioni, come da calendario di borsa, senza però ritirare il Fisico. Al centro di queste forze contrapposte ci siamo noi: Torrefattori e operatori di caffè crudo che il coloniale dobbiamo ritirarlo. Ingiustamente siamo additati da clienti e consumatori quali Mostri dediti solo al profitto. Gradirei un informazione di massa più obiettiva che approfondisse e divulgasse la realtà del mercato. In verità siamo noi ed i consumatori gli ostaggi di queste Scorribande speculative organizzate da colossi finanziari ed istituti internazionali. Credo che la speculazione non abbia mai portato del bene sociale. L imprenditoria, sì. È giunta l ora che i governi si prodighino fattivamente al benessere di tutti ed incentivino specialmente in Italia, la voglia di fare impresa arginando con legislazioni appropriate il mondo delle scommesse lecite. Noi del Consorzio Torrefattori abbiamo a che fare ogni giorno con imprenditori stanchi del perdurare di questa situazione. Raccoglia-

11 03_2011 notiziario TORREFATTORI 11 mo continuamente lamentele, delusioni, commenti, e richieste di informazioni sul come comportarsi in un mercato così selettivo, complesso, addirittura sconcertante. La richiesta più frequente è: Cosa dicono i Torrefattori? Quali difese mettono in campo? Altri quesiti vertono su leggi, regolamenti e conseguenti prescrizioni redatte da ispettori o verificatori nel settore sanitario, della sicurezza e della prevenzione incendi che solitamente vengono interpretate in vario modo. Dal 28 al 30 ottobre abbiamo partecipato come di consuetudine alla Fiera Triestespresso con un buon riscontro. Sono stati ricevuti presso lo stand numerosi soci ed Aziende convenzionate. Anche in quella sede siamo stati contattati per richieste, e consulenze in genere. Il nostro organo di informazione è stato distribuito capillarmente destando notevole interesse. Anche quest anno abbiamo partecipato al S.i.g.e.p. di Rimini distribuendo il Notiziario Torrefattori e divulgando i servizi della nostra Associazione. Il nostro lavoro è stato imperniato nell andare incontro alle Aziende convenzionate, fornendo maggiore visibilità tramite il nostro Notiziario e la divulgazione costante. Ci siamo resi disponibili ad offrire spazi più ampi alle Aziende affinché pubblichino anche degli articoli che descrivano la loro realtà ed i prodotti e servizi forniti. Quest anno la raccolta pubblicitaria ha subito una leggera flessione che è stata comunque compensata da un maggiore ricavo nella prestazione di servizi. Con Presidente Consorzio Torrefattori Alessandro Bianchin soddisfazione abbiamo siglato accordi con nuove Aziende fornendo degli spazi pubblicitari ridotti ed anche a tutta pagina. Ci sono dei contatti con Aziende interessanti e siamo in procinto di stipulare degli accordi che reputiamo vantaggiosi. Ricordo che le Aziende Convenzionate sono trenta, tutte disponibili a proporre condizioni di particolare interesse ai nostri associati. Sono Partner seri e selezionati con i quali operiamo e presenti sul mercato da molti anni. Come avrete notato abbiamo ristilizzato la copertina del Notiziario Torrefattori affinché ne sia più gradevole la lettura ed evidenzi in maniera più marcata gli argomenti di maggior importanza che si trovano all interno. Tale lavoro è frutto dell impegno e della dedizione di un gruppo di collaboratori, coordinati dal nostro segretario Sig. Antonio Franciosa e dal nostro Direttore Sig. Gianni Piastrini che sono sempre disponibili a ricercare notizie, fatti ed argomenti inerenti al nostro mondo. Per quanto riguarda l aspetto economico, ed in considerazione del periodo che stiamo attraversando, possiamo dire con orgoglio che siamo riusciti ad ottenere un risultato economico interessante con un incremento dei ricavi del 5%. Ne parleremo comunque in maniera più dettagliata nel punto successivo all ordine del giorno. Mi avvio alla conclusione pensando al futuro con ottimismo, sempre all insegna dell operosità e del lavoro, facendo mia la motivazione, l entusiasmo e l umiltà che ci hanno trasmesso i nostri predecessori, capaci attraverso la loro caparbietà, di superare momenti di vita ben più difficili. Germogli in noi quel senso di rivincita, in una situazione economica stagnante, che sempre ha contraddistinto l imprenditoria italiana. Ricordiamo che proprio dalla crisi prende vita l ingegno, nascono nuove idee, e vengono alla luce soluzioni alternative. A tutti un augurio di buon lavoro e proficuo Il Presidente Alessandro Bianchin Il Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè dà un caloroso benvenuto ai seguenti nuovi Soci Sostenitori: NKG BERO ITALIA S.p.A. Piazza S.MATTEO 15/ GENOVA GE TORR. ESTADOS CAFÈ SRL VIA A. EINSTEIN, FORLÌ - FC TORR. CAFFÈ DI BOZZA MAFALDA & C. VIA L. DA VINCI, MANTIGNANA CORCIANO PG

12 8 NUOVE CIOCCOLATE TUTTE DA ASSAPORARE 8 nuovi gusti di puro piacere, a partire dalla formula CLASSICA che trova nel particolare tipo di cacao impiegato l'elemento distintivo e caratterizzante tanto apprezzato dal consumatore, passando per il gusto raffinato della BIANCA e quello deciso della FONDENTE, terminando con alcuni accostamenti a sapori tradizionalmente affini alla cioccolata: NOCCIOLA, AMARETTO, MENTA, ARANCIA e il più audace RUM. E la Linea di Tè di alto pregio. Comprende la miscela BREAKFAST, l EARL GREY aromatizzato al bergamotto, il tè VERDE ed una miscela di tè provenienti dalla regione indiana del DARJEELING. Disponibile anche il DETEINATO cioccolata - tè - camomilla CHIMAB S.p.A. - Divisione Benny: via C. Colombo, Campodarsego (PD) Italy - T F

13 03_2011 notiziario TORREFATTORI 013 ALTRE NOTIZIE confezionare l aroma è un arte prezzi tradizionali? L euro è in discesa, però dobbiamo ricordare che quando è nato l euro, nel 1999, si comprava un dollaro con 1,22 euro, mentre al cambio odierno un dollaro si compera con 0,756 euro. Si tratta di un vantaggio del 61% sul valore di cambio di partenza per chi acquista. Analisi a tutto campo del Mercato globale del caffè di Oscar Garcia Murga (seconda e ultima parte) Incontro televisivo di Henry Paulson Jr. con Steve Liesman della CNBC. (4) Durante la crisi del 2007, la Goldman Sachs si è trovata in grossa difficoltà. L importante merchant bank Morgan Stanley si trovava prossima ad un fallimento che avrebbe minacciato anche la chiusura della Goldman Sachs, e conseguentemente avrebbe fatto crollare tutto il sistema finanziario degli USA. Molti soldi dello stato sono stati spesi per impedire questo disastro. Dal 1999 al 2006 Henry M. Paulson, Jr era il direttore generale di Goldman Sachs e, nel Luglio 2006, prima della crisi delle banche, era stato nominato dal Presidente George W. Bush nuovo Ministro delle Finanze. Nello scorso anno, il trionfo di Obama ha chiuso il suo mandato. In un incontro televisivo con Steve Liesman della CNBC Henry Paulson racconta le sue esperienze con la Goldman Sachs, e il fatto che in quel periodo il popolo statunitense non riuscisse a digerire gli enormi aiuti dati alle banche. The big fat cats were not among the public favorite stars. Alla fine dell intervista Henry M. Paulson ha fatto capire che, anche se la Morgan Stanley si trovava sotto enorme pressione, Goldman Sachs non era eccessivamente turbato, in quanto aveva già accantonato una sessantina di miliardi di dollari, dei bonds per i giorni difficili. Questa notizia ha provocato molta perplessità negli USA. PACKAGING TECHNOLOGY INNOVATION Dopo tutte le sue esperienze da direttore generale della Goldman Sachs e da ministro delle finanze degli USA, Paulson non ritornerà a lavorare nel mondo bancario. Ha deciso di dedicarsi alla protezione dell ambiente con importanti progetti nello Yunnan nella Cina meridionale. In questa zona ha lavorato vicino al ex presidente cinese Jiang Zemin per salvaguardare la gola della tigre che salta, un paesaggio particolare della natura, e per proteggere dei volatili rapaci diurni minacciati d estinzione. In questa zona, grande quanto la Germania e l Olanda unite, Paulson ha speso centinaia di milioni di dollari del suo pacchetto azionario della Goldman Sachs in progetti di protezione dell ambiente. In questa zona, società quali la Maxwell, la Nestle e la Starbucks (la quale ha appena firmato un accordo con il governo cinese) stanno già creando piantagioni di caffè. Paulson è membro fondatore della commissione di controllo della School of Economics and Management dell Università di Tsinghua a Pechino. Tutto ciò invita a riflettere. 58x58.indd 1 23/03/ I prezzi del caffè (5) Il valore C della borsa di New York per il caffè di qualità arabica ha raggiunto il 29 maggio 1997 i 318 centesimi di dollaro per una libbra. Oggi ( ) l ICO di Londra ci dà un indicatore di prezzo di 236 centesimi di dollaro per una libbra per other milds. Noi ci lamentiamo della variazione di prezzo verso l alto rispetto ai Prezzi vs Valore (Guatemala) (6) L Anacafè del Guatemala ha organizzato un asta internazionale via Web il 14 luglio 2010 per alcuni caffè di qualità da vendere al miglior offerente in un asta elettronica. Le confezioni messe all asta, con un peso di 30 kilogrammi, erano imballate sotto vuoto. Una partita di 30 confezioni è stata venduta ad una societa statunitense al prezzo di centesimi di dollaro la libbra, per un incasso complessivo di US$ ,28. Una partita di 40 confezioni è stata venduta a una società giapponese al prezzo di centesimi di dollaro la libbra, per un incasso complessivo di US$ ,03. Le 28 partite messe all asta provenivano da Huehuetenango, Santa Rosa, Sacatepéquez, Guatemala, Chimaltenango, San Marcos y Sololá e comprendevano 9 produttori che per la prima volta partecipavano a questa gara. Il prezzo più basso raggiunto è stato 628 centesimi di dollaro la libbra. Le società acquirenti sono state 112 e rappresentavano i seguenti Paesi: Canada, Stati Uniti, Repubblica Cecca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Spagna, Svizzera, Regno Unito, Giappone, Sud Corea, Taiwan, Australia e Guatemala. Le società giapponesi hanno fatto la parte del leone. Il record del miglior prezzo ottenuto rimane quello della Finca El Injerto, della Libertad, Dipartimento di Huehuetenango (Montagne dei Cuchumatanes), che nel 2008 ha venduto un caffè straordinario per US$ 80,20 la libbra. A scanso di equivoci, ripeto la

14 14 notiziario TORREFATTORI 03_2011 cifra: (ottomilaventi) centesimi di dollaro la libbra. L incasso complessivo alla fine dell asta del 14 luglio 2010 è stato US$ ,27 per chilogrammi di caffè. Questo incasso importante permetterà di migliorare ulteriormente la qualità del caffè prodotto e la qualità della vita degli operatori del caffè e delle comunità rurali particolarmente colpite dai disastri causati dalle variazioni climatiche; disastri che hanno provocato più di 300 morti solo questo anno. Sono da ricostruire strade, ponti, acquedotti, scuole, unità sanitarie. Il riassunto dei prezzi per il caffè d eccellenza in USD per libbra nei ultimi tre anni è: Anno Prezzo promedio ponderato Prezzo più alto in USD Prezzo più basso in USD ,92 28, ,62 22, ,47 80,20 5,80 Nel calcolo dei prezzi del caffè, ancora non si è mai considerato il costo del degrado ambientale, sociale ed economico sopportato dai Paesi produttori a causa delle scelte fatte dai Paesi ricchi. Per un caffè sostenibile nel futuro è necessaria una collaborazione stretta tra i Paesi produttori e i Paesi consumatori. È fondamentale rendere consapevole il consumatore che se si vuole avere la qualità e la continuità della fornitura il prezzo del caffè non sarà più un prezzo di svendita. L aumento dei prezzi è causato dal degrado ambientale, dalla insufficiente sostenibilità sociale e dalla speculazione senza controllo. La crisi delle banche ha messo a nudo l inaffidabilità di una filosofia economica basata soltanto sul profitto ed ha confermato il fallimento della visione del mondo di Alan Greenspan e della sua maestra Ayn Rand. Fonti: (0) Raj Patel, Il valore delle cose. (1) (http://www.huffingtonpost.com/johann-hari/how-goldman-sachs-gambled_b_ html) (2) (http://www.youtube.com/watch?v=5u-rbt- DuZKQ) (3) (http://www.avvenire.it/economia/goldman_ multa_ htm) (4) business/ /paulson-gets-candidabout-the-crisis.html 5) footer/rechtliches/anbieterkennzeichnung.html (6) Boletín 06/2010 Anacafé de Guatemala Boletín 14/2010 Anacafé de Guatemala h t t p : / / p o r t a l. a n a c a f e. o r g / P o r t a l / D e s k t o p M o d u l e s / S h o w C o n t e n t. a s p x? E i d = & P a t h = D o c u m e n t s / News/ /281/2010_05_28_Anuncian a los 28 participantes en subasta Taza de Excelencia.doc&ContentType=application/ msword&iid=1570 GCeng/auctioncoffees/winnersCoe10.asp artikel/0,2828,706803,00.html h t t p : / / w w w. b i l d. d e / B I L D / p o l i t i k / wirtschaft/2010/07/16/goldman-sachs-bankzahlt-550-millionen-dollar/rekordstrafe-um-einebetrugsklage-abzuwenden.html *http://www.wirtschaftsblatt.at/archiv/melangeaus-wenig-ernte-und-spekulation-treibt-kaffeepreis /index.do L impennata del mercato delle materie prime di Maria Moretti (seconda e ultima parte) Andamento del Future su Marzo del caffè verde sulla Borsa di NY, vedi sito Gli effetti dell aumento del caffè sul mercato di vendita Il presidente di Lavazza, Gaetano Mele, ha previsto una crescita della spesa media per famiglia di circa 65 euro. Per quanto riguarda i bar, invece, a fronte di pari o crescenti costi fissi, i gestori vedranno erodere il proprio margine sulla vendita (mediamente un 34%) da aumenti di costi di acquisto attorno al 40-50%, rendendo così non sostenibile la vendita di caffè espresso, che rappresenta circa 1/3 dell introito giornaliero. Ovviamente questo tipo di contrazione dei margini arriva ai bar attraverso l attività dei torre fattori. Soprattutto quelli piccoli, hanno davanti due alternative: comprare una materia prima di qualità più scarsa a dei prezzi comunque molto alti, con il rischio di cambiare il gusto alle miscele o di peggiorare il proprio posizionamento, oppure mantenere i cru o i monorigine già in gamma a prezzi esorbitanti. E se nel 2008 l intero comparto ne è uscito fortemente danneggiato, un pericolo analogo ritorna anche oggi che questa impennata arriva in un periodo dell anno peggiore. È vero che i consumi hanno retto finora, ma le reazioni delle associazioni dei consumatori alla notizia di possibili aumenti, fatta circolare da Gaetano Mele, non sono state per niente buone, nonostante l aumento previsto su base annua sia di soli 65 euro per famiglia. Gli effetti sui nostri produttori e sulle miscele di tostato Quest anno i prezzi del caffè del Centro-america sono esplosi: da un +10 USD/100 lbs (ovvero dollari ogni 100 libbre di caffè verde) siamo passati a +20, fino a +50 per il Messico e il trend non si è ancora arrestato. Per un Sidamo etiope con doppia certificazione (Bio e Fair Trade), invece, ad oggi si pagano addirittura USD 340/100 lbs. La doppia certificazione genera dei mostri ulteriori rispetto a quelli fin qui descritti, in virtù della scarsità di questo prodotto. Il prodotto certificato da Agricoltura biologica in tempi di prezzi alti è meno redditizio (richiede più lavoro e la resa è generalmente più bassa) e in regioni in cui i giovani abbandonano la coltivazione del caffè, soprattutto d altura, in favore di occupazioni meno dif-

15 03_2011 notiziario TORREFATTORI 15 ficili e faticose, mantenere la coltivazione certificata e di qualità è più complicato e oneroso, in modo strutturale. Inoltre la domanda di merci certificato Fair Trade è aumentata considerevolmente negli ultimi anni, non solo per la crescita del mercato, ma anche per l interesse dimostrato per il commercio equo e solidale da parte di colossi della distribuzione (come per esempio Starbucks e McDonald). Eppure di questa crescita durevole che annunciano i cosiddetti esperti, ai coltivatori in tasca non rimane granché: l aumento dei costi di produzione è strutturale, soprattutto nelle aree dove il coloniale si coltiva bajo sombra, ovvero all ombra di altre piante, (tutto il Centro-america, buona parte dell Asia e molti Paesi africani). Questo perché, come accennato, sempre meno giovani vogliono coltivare caffè e quindi i braccianti costano sempre di più, e di più costano anche i fertilizzanti e le certificazioni, dalla crisi del Per questo, i grossi compratori spingono per le coltivazioni OGM e intensive, nonostante la coltivazione all ombra sia stata dichiarata da recenti studi un ambiente ideale per lo sviluppo e il mantenimento della biodiversità (Fonte: Comunicaffè). I compratori grandi buyer, inoltre, non si relazionano con le cooperative di produttori, ma con i grossi broker locali, i quali battono a tappeto i campi per accaparrarsi i quantitativi direttamente sul campo, saldando in contanti il piccolo produttore, che generalmente ha un gran bisogno di liquidità. Questi intermediari pagano ai contadini prezzi anche più alti dell anno scorso, ma mai così alti come quelli che loro stessi riescono a spuntare con gli esportatori. La catena del valore di questo mercato è lunga e, dollaro dopo dollaro, si porta via un giusto guadagno per chi affronta la fatica di coltivare il caffè sotto il sole e la pioggia, accollandosi i rischi che la coltivazione agricola nelle zone tropicali comporta. E quindi, chi ci guadagna? Sempre i soliti, verrebbe da dire. Se non ci guadagna il coltivatore, né la sua cooperativa, se non ci guadagna il consumatore, né l organizzazione di commercio equosolidale (né la filiera che ne sottintende n.d.r.), rimangono loro, gli intermediari, gli speculatori e le aziende più grandi che muovono quantitativi corrispondenti alla produzione di un intero paese. Cosa possiamo fare Siamo nel mercato e ci dobbiamo stare. Perché i coltivatori con i quali lavoriamo ci stanno e sarebbe ipocrita ed utopico pensare di poter ignorare quello che accade attorno a loro. Anche questo è commercio equo e solidale. Come Consorzio, cerchiamo di tutelarci attraverso l acquisto di mezzi finanziari (non quelli degli Hedge Funds che somigliano tanto a delle scommesse), che ci consentono di attutire un po i colpi di queste impennate di prezzo. Così facendo, lavoriamo affinché i nostri produttori abbiano i prezzi che ritengono giusti e i nostri consumatori possano trovare sullo scaffale prezzi un po più alti di quelli passati, ma non così alti come il mercato richiederebbe. Stiamo cercando di far tesoro dell esperienza di questi anni, consigliando le cooperative produttrici di caffè sul da farsi. Facciamo in modo che i piccoli coltivatori che hanno ceduto agli intermediari, anziché vendere alla cooperativa di cui fanno parte, non vengano espulsi dall organizzazione stessa, come invece successo nel 2008, poiché in tal modo si priverebbero stabilmente di una fonte di approvvigionamento (e di premi sociali) anche consistente. Dal 2008 ad oggi alcuni produttori di commercio equo e solidale, espellendo i contadini traditori, si sono privati anche del 30% della loro produzione, trovandosi così a dover coprire i costi di struttura e i progetti sociali con un fatturato notevolmente ridotto. Stiamo lavorando con le cooperative di coltivatori per sensibilizzare i coltivatori mod. Zenith FIRENZE 1920 Macinacaffè Professionali FORTI TECNOLOGICI PRECISI CONTI VALERIO SRL Sesto Fiorentino (FI) Italy tel rispetto alla difficile situazione che sta vivendo chi cerca di vendere il frutto della propria terra sul mercato globale. Ovviamente in un momento in cui molti di loro hanno perso case, terreni e familiari nei recenti disastri climatici, è difficile ragionare su cifre e piani vendita ed è possibile farlo solamente in un ottica di trasparenza e crescita direzionata verso il coltivatore. Alla luce di tutto questo, alcuni aumenti di prezzo sono inevitabili e necessari, per continuare ad essere sostenibili assicurando un giusto compenso a chi

16 016 notiziario TORREFATTORI 03_2011 il caffè lo produce. Offrire al consumatore una corretta e completa informazione rispetto alle dinamiche sopra descritte ci sembra di fondamentale importanza per permettergli di venire a conoscenza della situazione e della sua evoluzione, e del valore intrinseco del prodotto che sta acquistando, comparato con quello che una scandalosa finanziarizzazione dell economia sta producendo. La consapevolezza infatti permette di esercitare una scelta attraverso l acquisto di alcuni prodotti, che magari costano un po di più, richiedono qualche centinaia di metri in più di strada per essere reperiti, ma sono buoni per chi li consuma e per chi li produce e contribuiscono a togliere un po di terreno sotto ai piedi di chi specula sulla fame altrui. Se oggi questo po di terreno è solo qualche granello, domani potrebbe essere qualche zolla. I Caffè di Torino raccontano la storia del Risorgimento italiano di Carla Parsani Motti* Stampa tratta da caffè Risorgimento a Torino Passeggiando per Torino il Risorgimento lo si incontra ovunque: piazze, strade, palazzi e monumenti ricordano guerre e battaglie, condottieri, eroi e semplici soldati, re e principi, uomini d azione e di scienza, politici, uomini di governo e di cultura: scrittori, artisti, musicisti. Naturalmente i più celebri sono i Savoia, dal Conte Verde a Vittorio Emanuele II, il padre della Patria. Gli incontri più emozionanti con il Risorgimento avvengono però, a mio parere, nei Locali pubblici che hanno mantenuto l atmosfera della Torino ottocentesca e ricordano i personaggi che fecero l Italia : Mazzini,Cavour, Garibaldi, D Azeglio, Lamarmora, solo per citare i più noti e rappresentativi. A differenza di altre città italiane come Padova, Milano, Venezia, Roma e Firenze, Torino non ebbe Caffè letterari o artistici, ci furono invece ambienti che rivestirono una straordinaria importanza sotto il profilo politico. In queste Botteghe del caffè si leggevano giornali provenienti da tutta l Italia, si discuteva animatamente di politica, si faceva opinione. I frequentatori abituali erano uomini di governo, avvocati, giornalisti, ma anche studenti, patrioti e volontari provenienti da tutte le Regioni italiane. Ogni ceto sociale era rappresentato: Nei Caffè di Torino si siedono familiarmente a tavole accoste uomini d ogni condizione, gentiluomini e artigiani, contadini, senatori, ministri e talvolta anche il Principe; si respira una tranquilla atmosfera di libertà e di vera eguaglianza che dispone alla gioia. (Contessa D Agoult). Nell Ottocento a Torino si contavano un centinaio di Caffè, 30 liquorerie e 40 spacci di birra. Non tutti questi esercizi, ovviamente, ebbero importanza politica e molti non ci sono più o si sono trasformati nel tempo. All epoca i Caffè si aprivano prevalentemente su due strade: via Dora Grossa (oggi via Garibaldi) e la contrada di Po e sulle piazze Castello e San Carlo. Sedersi oggi in uno di questi, che hanno mantenuto le caratteristiche originarie, a sorseggiare un bicerin (1) è compiere un esperienza che riporta indietro nel tempo quando a quei tavoli sedevano Camillo Cavour, Massimo e Roberto D Azeglio, Edmondo De Amicis o l ambasciatore inglese Sir James Hudson. Uno degli esercizi più noti era il Caffè Fiorio che si trova in via Po. Nell Ottocento godeva di una posizione privilegiata, essendo vicino al Palazzo Reale, all Università e ai Ministeri. Frequentatori erano membri del Governo, alti ufficiali, aristocratici ed esponenti della ricca borghesia. Tenuto in gran considerazione da Carlo Alberto che ogni giorno mandava i suoi informatori per conoscere l opinione della gente, era soprannominato il Caffè dle coe (Caffè dei codini) perché la sua clientela aveva idee politiche moderate. Non esistono più invece il Caffè Diley situato in Piazza Castello che era frequentato da fanatici repubblicani, il Caffè Nazionale quasi attiguo al Fiorio, i cui avventori era composto da illustri personaggi del nostro Risorgimento e il Caffè Alfieri frequentato da Nino Bixio e da Giuseppe Garibaldi nei loro soggiorni torinesi. In via Giulia di Barolo 12, nella casa dell Antonelli, una lapide ricorda che durante il Risorgimento vi si trovava il Caffè del Progresso, ritrovo dei Carbonari e di quanti cospiravano contro l Austria. (1) - Il Bicerin è una bevanda composta da latte, caffè e cioccolato che va servita caldissima in bicchieri di vetro; fu molto apprezzato da Dumas che fu a Torino il 28 agosto 1852 e fu la consumazione preferita nei Caffè torinesi, di qualsiasi livello, nel Diversa clientela avevano i Caffè di via Dora Grossa che essendo vicini al Tribunale erano frequentati sia da avvocati e uomini di legge, sia da progressisti e contestatori. Il più importante di questi Caffè fu il Calosso chiamato poi della Lega, il cliente più assiduo fu Angelo Brofferio: avvocato penalista, giornalista, esponente della sinistra. Fu incarcerato nel 1830 da Carlo Felice ma dopo il 1848 venne eletto deputato dal Parlamento Subalpino. Chiude questa breve e parziale carrellata sui Caffè politici torinesi il Caffè Ristorante del Cambio che evoca immediatamente Camillo Cavour che lo frequentò quo-

17 03_2011 notiziario TORREFATTORI 17 tidianamente. Il Conte di Cavour abitualmente pranzava in una tranquilla ed elegante saletta che si può vedere ancora oggi immutata nel tempo. Il Cambio nacque come bottega del Caffè e si trasformò in ristorante nel 1846, era frequentato specialmente da viaggiatori e mercanti poiché la piazza era la stazione di arrivo per le carrozze provenienti da Parigi e vi si faceva il cambio dei cavalli mentre all interno del Caffè si operava il cambio della moneta. Il Caffè del Cambio si trova in piazza Carignano una piazza simbolo del Risorgimento che è fortemente evocato dal Palazzo omonimo, sede del Parlamento Subalpino e luogo di nascita di Carlo Alberto e di Vittorio Emanuele II, dal teatro, dal busto che rappresenta Vittorio Alfieri e dal monumento dedicato a Vincenzo Gioberti. La piazzetta è collegata da brevi tratti di via alle piazze Castello e San Carlo. È un invito a percorrere un affascinante itinerario per rileggere la Storia e le storie nei Caffè storici: Mulassano, Baratti e Milano, San Carlo, Torino, I Caffè raccontano... basta saperli ascoltare. * Carla Parsani Motti è pittrice e incisore. Nata a Torino dove vive e lavora. Frequenta l Accademia Albertina di Torino e il Centro Internazionale della Grafica di Venezia. Dal 1980 espone in Italia e all estero. Sue opere pittoriche e grafiche sono presenti in collezioni pubbliche e private. Insegnate di ruolo di disegno e di storia dell arte dal 1963 al Attualmente è docente di Storia dell arte al Tecnotre di Torino e all Università della Terza Età di Pino Torinese. Cura pubblicazioni, progetti ed attività artistiche presso Enti pubblici e privati. Negli ultimi quattro anni ha pubblicato sei importanti volumi di contenuto storico e religioso. È socia fondatrice dell Associazione di Volontariato Culturale Volarte e dell Associazione di incisori Senso del Segno del capoluogo piemontese. Recensione libro: I caffè torinesi e l unità d Italia di Bernardino de Hassek In occasione della ricorrenza del 150 anniversario dell Unità d Italia, ho preso in mano e riletto un interessante libro, scritto da Piera Condulmer, edito già alcuni anni fa ma di grande attualità nel momento in cui si celebra l importante avvenimento storico. La contessa Piera Condulmer, mancata ormai da quasi dieci anni, di origini veneziane ma torinese nel cuore, è stata scrittrice e storica. Assistente alla facoltà di Economia e Commercio dell Università di Torino, fu un instancabile ricercatrice delle vicende piemontesi. Il titolo è significativo: Il Risorgimento al filtro dei Caffé Torinesi : evocando un periodo di circa 50 anni, durante il segue a pag. 20

18 Abusatene pure. Non credete a chi vi racconta che il caffè decaffeinato non è un buon caffè! Il gusto di una buona miscela non cambia. In più, con il procedimento Demus, scelto dai migliori torrefattori, abbiamo tolto la caffeina, lasciando inalterate le qualità di ogni singolo chicco, per lasciarvi godere il piacere dell espresso ogni volta che lo desiderate. Allora il prossimo caffè bevetelo decaffeinato. d e c a f f e i n a t o c o n a r t e via Caboto, Trieste

19 Via Dell Artigiano, Sasso Marconi (Bo) Tel Fax

20 020 notiziario TORREFATTORI 03_2011 Caffè e Risorgimento quale si svilupparono i più importanti avvenimenti socio-politico-militari che portarono alla unificazione della Penisola italica. L autrice ricorda come i momenti più significativi del movimento che consentì ai Savoia di diventare la casata destinata a rappresentare il regno d Italia, furono vissuti nella città Sabauda, Torino, e gli incontri fra coloro che decisero e avviarono l unità si svolsero nei numerosissimi, famosi e bellissimi Caffé cittadini. Ripercorre pertanto un periodo storico che parte dalla metà del 700 fino al 1870 anno in cui si completò il regno d Italia con l annessione di Roma e del Lazio. Il volume si presenta elegante e con numerose stampe anche a colori che rappresentano i locali storici, i personaggi e le divise dei militari che hanno fatto parte degli eserciti impegnati nelle guerre risorgimentali. La copertina (vedesi immagine a lato) riporta una stampa che rappresenta l interno dell antico Caffé dei fratelli Florio. Piera Condulmer inizia l opera sottolineando come i Caffé di Torino, a differenza di quelli letterario-artistici di Firenze, Roma, Milano e Venezia, siano stati un espressione sociale di costume diventando nel contempo testimoni di quella caratterizzazione politica da cui nacquero le società segrete fondate per preparare la storia d Italia. A cavallo fra il XVIII e XIX secolo, i vecchi locali, non più esistenti come il Colonne di Via Po o il Marsilia nella scomparsa Via della Palma, erano luoghi di riunioni giacobine i cui partecipanti spesso avevano radici anche nella istituenda massoneria. Questi locali videro durante il Risorgimento la presenza dei personaggi autorevoli che fecero l Italia come Mazzini, Cavour, Garibaldi, D Azeglio e Lamarmora. Dopo la caduta di Napoleone, ai Florio, Diley e Piemonte si discuteva della politica di Carlo Alberto e delle idee rivoluzionarie mazziniane, mentre i carbonari si riunivano invece al Caffé del Progresso. Al Florio in particolare si incontravano e discutevano fra di loro personaggi che rappresentavano la crema sociale e culturale della città al punto che essi venivano considerati una specie di Parlamento, tanto importante da far chiedere al Re ogni giorno ai suoi collaboratori: cosa si dice al Florio? Nel 1847, in tutti i Caffé torinesi si festeggia con esultanza la concessione delle riforme di Carlo Alberto e comincia a farsi forte il desiderio di progresso. Già a quel tempo, sempre più spesso, entrano nei vari locali del centro anche signore sole desiderose di informarsi sulla situazione politicosociale leggendo qualche giornale. I Locali nel 1848, alla vigilia dello Statuto concesso da Carlo Alberto, erano diventati ormai sedi di partito e redazioni di giornali e in questa doppia veste erano promotori della circolazione di idee moderne e progressiste. Nel marzo dello stesso anno, gli austriaci vincono le truppe piemontesi nella battaglia di Novara e Carlo Alberto abdica a favore del figlio Vittorio Emanuele. Al Caffé Nazionale si grida contro i politici incapaci, contro presunte congiure che hanno reso possibile il predominio absburgico e contro i generali che hanno reso vulnerabile l esercito piemontese. Gli ufficiali, soprattutto quelli appartenenti ai Bersaglieri, in precedenza frequentatori abituali proprio di questo locale, non si fecero più vedere per evitare di essere presi di mira. Al Florio intervenne spessissimo anche l enigmatico Camillo conte di Cavour che, si sottolinea nell opera letteraria, pur essendo un valentissimo economista, facente parte del Consiglio dei Ministri del Re piemontese, non ebbe mai grandi doti oratorie. In questo locale, come del resto al famosissimo Caffé del Cambio, situato in Piazza Carignano, sede dell omonimo palazzo in cui erano nati Carlo Alberto e Vittorio Emanuele e in cui si trovava il Parlamento Subalpino, Cavour fu sempre ossequiato come Signor Ministro, tutti sicuri della sua imminente ascesa allo scranno di Primo Ministro. Nei locali pubblici, Diley, Londra, Colosso, Alpi, Nazionale e soprattutto Alfieri, si prepararono i colloqui segreti fra Garibaldi, Bixio, Cavour e il re che comportarono la spedizione dei Mille e, finalmente nel 1861, l unità d Italia che peraltro si completò solo nel Il corposo volume si conclude con la constatazione di come i Caffé torinesi si siano trasformati nella frequentazione a partire proprio dal 1870: da locali in cui i cospiratori tramavano azioni segrete a sedi d incontri fra intraprendenti uomini d affari che davano vita a società per azioni propedeutiche all avvio di una fiorente economia della regione. numero verde

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