PRESENTAZIONE DI STUDI STORICI SULL OPERA SALESIANA A ROMA

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1 Presentazione di studi storici sull opera salesiana a Roma 171 PRESENTAZIONE DI STUDI STORICI SULL OPERA SALESIANA A ROMA Giorgio Rossi* Il nucleo di interesse su cui intendiamo soffermarci, e cioè gli studi sull opera salesiana a Roma e Provincia, rientra e fa parte di una ben più vasta tematica riguardante istituzioni salesiane in Italia e all estero, figure singole, esperienze e realizzazione pedagogiche, puntualizzazioni e interpretazioni storiografiche di eventi politici. È questo l ambito della collana Studi dell Istituto Storico Salesiano, giunta ormai al ventiquattresimo titolo, riguardante l opera salesiana Pio XI di Roma, che prenderemo in esame. Nella presentazione della sezione si fa notare che con i volumi della collana, con alcuni articoli apparsi negli anni scorsi su Ricerche Storiche Salesiane e con altri contributi presentati ai convegni di storia dell Opera salesiana, si può affermare che non soltanto si è arricchita la bibliografia sulla storia contemporanea di Roma e Provincia, ma che si è messo a disposizione un ampio materiale di notevole spessore storico, atto a permettere un primo bilancio dell insediamento dell opera salesiana in Roma e Provincia. L aspetto, fra i tanti, che crediamo più utile far risaltare è quello di operare una veloce incursione sulle fonti utilizzate, perché potrebbe rappresentare un utile campo di indirizzi di ricerca. Il punto di avvio è l analisi di quella che possiamo chiamare la casa madre di Roma, cioè l Ospizio Sacro Cuore fondato da don Bosco stesso al momento della costruzione della Basilica del Sacro Cuore nel Di questa istituzione si sono interessati particolarmente Carmelina Coniglione e Giorgio Rossi. La Coniglione, sia nella sua tesi che in un saggio apparso nel , presenta una vasta gamma di fonti, utilizzate in modo critico e approfondito. Ha consultato i più importanti archivi romani, come l Archivio di Stato di Roma e l Archivio Centrale dello Stato. In quest ultimo ha studiato il fondo Ministero Lavori Pubblici, Opere Governative ed Edilizie, il fondo Ministero Interno, comprendente la direzione generale per gli affari di culto e i rapporti dei * Salesiano, docente presso l Università statale Roma-Tre. 1 Carmelina CONIGLIONE, Il quartiere del Castro Pretorio in Roma dal 1870 al 1915 e la Basilica del Sacro Cuore, Tesi a.a , relatore V. E. Giuntella, Università LUMSA; EAD., Presenza salesiana nel quartiere romano di Castro Pretorio ( ), in RSS 4 (1984) 3-91.

2 172 Giorgio Rossi prefetti. Nell Archivio di Stato ha analizzato il fondo Questura di Roma, molto utile per la zona dell Esquilino. L Archivio Storico del Vicariato di Roma è risultato prezioso sia per i volumi dei Decreta dei vari anni, sia per l importante Visita Apostolica del Naturalmente il punto di riferimento, di cui non si può fare a meno per conoscere l azione dei salesiani nel mondo, sono l archivio Salesiano Centrale di Roma, in questo caso con la b. Roma Sacro Cuore, e gli Archivi locali, sia della casa che dell Ispettoria. Purtroppo gli archivi locali sono soggetti a spostamenti e ricomposizioni e quindi a collocazioni differenti per cui spesso, come nel caso del lavoro della Coniglione, non esiste più la corrispondenza archivistica. I contributi di Giorgio Rossi sull Ospizio Sacro Cuore 2 hanno attinto molto all archivio locale dell Ospizio, soprattutto per quel che riguarda l aspetto educativo e pedagogico. È chiaro che ogni archivio ha una sua specificità; deve essere il ricercatore a orientarsi, per conoscenza o intuizione, verso la fonte adatta a illustrare o completare un determinato argomento. Così per le scuole di arti e mestieri tra Ottocento e Novecento è risultato molto utile il fondo MAIC (Ministero Agricoltura Industria Commercio) dell Archivio Centrale dello Stato di Roma e anche l Archivio di Stato di Roma per alcune istituzioni professionali, mentre l Archivio del Vicariato di Roma ha fornito abbondanti notizie nel settore Attività Ufficio Scuole. Vogliamo segnalare il contributo di carattere metodologico riguardante l analisi di ventidue registri scolastico-professionali delle scuole professionali dell Ospizio S. Cuore. I registri possono davvero essere una fonte preziosa di interesse professionale, didattico, pedagogico, storico e sociale. Purtroppo nella storiografia contemporanea, e nell interesse degli educatori e ricercatori salesiani, questa opportunità è alquanto messa da parte, per cui conviene segnalare e tenere presente questo indirizzo di ricerca. 2 Giorgio ROSSI L azione educativa dei salesiani in Roma capitale: l opera del Sacro Cuore al Castro Pretorio tra Otto e Novecento, in L educazione dal 1880 al Istanze ed attuazioni in diversi contesti, Atti del 4 Convegno Internazionale di Storia dell Opera salesiana, Ciudad de México, febbraio 2006, 2 voll., a cura di Jesus Graciliano Gonzàles, Grazia Loparco, Francesco Motto, Stanislaw Zimniak, vol. I, Relazioni generali. Relazioni regionali: Europa Africa, Roma, LAS, 2006, pp ; ID., I registri scolastico professionali come fonte storica, in RSS 43 (2003) ; ID., Istituzioni educative e istruzione professionale a Roma tra Ottocento e Novecento: salesiani e laici a confronto, in L opera salesiana dal 1880 al Significatività e portata sociale, Atti del 3 Convegno Internazionale di Storia dell Opera salesiana, Roma 31 ottobre 5 novembre 2000, 3 voll., a cura di F. Motto, vol. II, Esperienze particolari in Europa, Africa, Asia, Roma, LAS, 2001, pp ; ID., L istruzione professionale in Roma capitale. Le scuole professionali dei Salesiani al Castro Pretorio ( ), Roma, LAS 1996.

3 Presentazione di studi storici sull opera salesiana a Roma 173 I volumi di Augusto D Angelo 3 e Clemente Ciammaruconi 4 sono indicativi di un interesse orientato a situare l istituzione salesiana nel contesto politico-culturale del tempo e nell ampio rapporto coinvolgente apparati religiosi operanti o a livello nazionale o a livello diocesano. Oltre quindi gli archivi locali, che sono sempre indispensabili, gli autori si sono rivolti agli Archivi Diocesani (Frascati e Velletri), all Archivio Centrale dello Stato per i settori riguardanti la Polizia, L Opera Nazionale Combattenti, Mappe e Urbanizzazioni, e inoltre all Archivio di Stato di Latina e all Archivio dell Azione Cattolica, che ha fornito materiale prezioso e abbondante. I lavori di Alessandro Portelli 5 e di Francesco Motto 6, che hanno avuto una larga risonanza, oltre ai diversi archivi già citati, si sono orientati decisamente verso l uso oculato di una storia orale che si è dimostrata molto ricca di interpretazioni e comparazioni. È una storia testimoniale, non solo narrativa. Certo questa deve essere padroneggiata da una consapevolezza critica per non cadere nel racconto o in una interpretazione storiografica già precostruita. Ci soffermeremo più a lungo su due volumi di Maria Franca Mellano 7, perché quello dedicato all Istituto Pio XI di Roma è attualmente l ultimo titolo della collana Studi. L altro scritto, dedicato all opera salesiana del Testaccio, ha il grande merito di aver situato in maniera egregia l istituzione salesiana all interno di un quartiere, quello del Testaccio agli inizi del secolo ventesimo, che risentiva molto di spinte socialiste-anarcoidi e anticlericali proprie di quel periodo storico. Le fonti sono in qualche modo quelle indicate, con l apporto di un indirizzo di ricerca nuovo, cioè gli archivi delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e in più anche letteratura di riferimento che, per gli aspetti particolari e di prima mano, può essere catalogata come fonte. La Mellano, con il volume sull opera salesiana Pio XI all Appio Tuscolano dal 1930 al 1950, si immette in un filone storico, qual è quello della istituzione delle scuole agricole, allarga l orizzonte su un ulteriore tema, quello della formazione dei giovani alla professione dei mestieri, getta una 3 Augusto D ANGELO, Educazione cattolica e ceti medi. L istituto salesiano Villa Sora di Frascati ( ), Roma, LAS Clemente CIAMMARUCONI, Un clero per la città nuova. I Salesiani da Littoria a Latina. volume I ( ), Roma, LAS Alessandro PORTELLI (ed.), I ragazzi di don Bosco e l altra Roma del dopoguerra, Roma, Donzelli editore Francesco MOTTO, Non abbiamo fatto che il nostro dovere. Salesiani di Roma e del Lazio durante l occupazione tedesca ( ), Roma, LAS Maria Franca MELLANO, I salesiani nel quartiere romano del Testaccio. (Primo ventennio del 900), Roma, LAS 2002; EAD., L Opera salesiana Pio XI all Appio - Tuscolano di Roma ( ), Roma, LAS 2007.

4 174 Giorgio Rossi luce non secondaria sullo sviluppo urbanistico degli anni Trenta e Quaranta a Roma e sul concomitante allineamento dei salesiani a questo sviluppo, evidenzia la funzione della parrocchia e dell oratorio, fa risaltare l impatto del periodo fascista e bellico con la comunità del Pio XI. Come si può notare sono aspetti non di semplice conoscenza di fatti e avvenimenti, ma tali da indurre a una riflessione di ordine storiografico, comparativo, da cui effettivamente è possibile far risaltare la reale portata dell efficacia dell opera salesiana del Pio XI. Il primo argomento trattato dall autrice è la scuola di agricoltura del Mandrione, zona confinante con il complesso del Pio XI, antecedente alla costruzione dello stesso, perché nasce nel 1915 come filiazione dell opera S. Cuore di via Marsala e sarà aggregata per alcuni anni iniziali al Pio XI. Sarà particolarmente benemerita perché accoglierà i figli dei contadini morti nella Grande Guerra del Effettivamente questa scuola pratica di agricoltura avrà una buona, anzi, un ottima risonanza a Roma, soprattutto negli anni Venti e Trenta. Del resto questa fondazione non era certo un opera anomala nella tradizione salesiana. Basti pensare all azione di Don Baratta a Parma, finalmente ben valorizzata dopo il convegno di studio a lui dedicato, grazie all impegno dell Istituto Storico Salesiano. Come del resto possiamo ricavare dai programmi del 1920, i salesiani avevano scuole agricole elementari, scuole agricole di primo grado (tre anni per i ragazzi che avevano la licenza elementare) e scuole agricole serali. Un altro aspetto analizzato dalla Mellano è il generale poco apprezzamento, nella considerazione generale, della categoria degli artigiani. Obiettivamente pochi anni prima del trasloco al nuovo istituto si dice che la massima parte degli alunni interni, racimolati dalle plaghe più misere del popolo, erano tolti all abbrutimento e alla miseria. Gli artigiani sono qualificati come derelitti nella relazione del 1928 dell ispettore delle scuole inviato dal Vicariato di Roma. Certamente questa situazione di ordine sociale si rifletteva purtroppo anche in giudizio morale e di valore che probabilmente non era né vero né giusto. C è inoltre da notare, tra parentesi, un fatto molto importante, riferito alla retta che dovevano pagare gli artigiani. In alcuni scritti si dice che erano quasi tutti spesati; in realtà è più vero quello che viene riportato sia da tabelle che da relazioni da parte del direttore dell opera S. Cuore. Si afferma infatti da parte di queste relazioni che la retta veniva molto ridotta, se non addirittura condonata. Dalla tabella stilata dai responsabili per il decennio al S. Cuore notiamo che su 650 pensioni complessive solo 84 erano regolari, mentre 225 erano ridotte, 205 ridotte del 50% e 136 erano gratuite. Lo stesso an-

5 Presentazione di studi storici sull opera salesiana a Roma 175 damento fino al Bisogna dire in verità che l importo proveniente dalla beneficenza era elevato. Questo sistema è continuato, come testimonia la Mellano riferendo un rendiconto del , anche nella nuova fondazione. Infatti gli alunni tenuti gratuitamente al Pio XI risultavano in numero di 65 e la pensione ridotta era applicata a 130 allievi. Anche qui gli allievi si aggiravano intorno alle 150 unità. Non sappiamo però se questa consuetudine è durata fino ad anni molto inoltrati nel 900. Un altro aspetto che vogliamo brevemente analizzare è quello riguardante il sistema educativo. Nel volume non se ne parla molto, perché obiettivamente i salesiani non erano portati alla teorizzazione. In una relazione del direttore don Rotolo nei primi anni di vita del Pio XI leggiamo: L educazione che viene impartita ai giovani è sempre fedelmente conforme al sistema educativo del beato don Bosco e alle norme del regime. Non ci sono molte altre indicazioni. Dobbiamo su questo aspetto rifarci per forza alla letteratura salesiana, del resto neanche molto ricca dal punto di vista della teorizzazione. Abbiamo infatti degli opuscoli stampati in cui si danno delle norme per i capi d arte nei confronti degli allievi. Ma sono norme di ordine disciplinare, didattico, più che di ordine pedagogico. È quindi estremamente difficile avere particolari lumi dagli scritti riguardanti l istituto Pio XI. L autrice si sofferma soprattutto sul rapporto tra educazione e regime fascista. È questo un tema che ancora deve essere approfondito, visto che se ne è interessato quasi esclusivamente Pietro Stella. Comunque il problema dell allineamento al regime viene specificato da una relazione del 1933 di don Rotolo, il quale dice che i ragazzi studenti al Pio XI si avviavano ad un arte, all agricoltura, riuscendo così ottimi operai, esperti agricoltori, educati al sentimento patrio secondo le norme del regime fascista. È chiaro che queste affermazioni debbono essere viste in base a quello che è il rapporto politico con il periodo e la tradizione dei salesiani. Di qui la complessità di questo tema e quindi di una esatta interpretazione di queste affermazioni. A riprova di questo l autrice stessa riporta un affermazione di anni prima che troviamo condivisa anche al Pio XI: Per l oratorio festivo abbiamo istruzioni chiare: accettare chiunque, vestito o non balilla, purché si adatti alla vita dell oratorio; non permettere che l oratorio sia trasformato in una caserma di balilla. Le scuole nostre, frequentate da esterni, sono scuole nostre come quelle frequentate da interni, e per costoro non abbiamo ancora istruzioni. Si chiederanno a Roma. Si voleva in realtà sapere quale era l orientamento della S. Sede o di Papa Ratti. Comunque per l autrice il nazionalismo proprio di Mussolini era vi-

6 176 Giorgio Rossi sto in palese contrapposizione alla sensibilità civile e patriottica della tradizione salesiana. La lettura del volume rappresenta, come si può notare, un obiettivo raggiunto e nello stesso tempo un incentivo a maggiormente investigare una realtà sicuramente ricca e complessa quale era l istituzione salesiana del Pio XI.

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