I finanziamenti a titolo di credito

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1 I finanziamenti a titolo di credito di Antonio Ricciardi in Fabbrini G. e Musaio A. (a cura di), Contabilità e bilancio. Fondamenti e disciplina, Franco Angeli, Milano,

2 CAPITOLO DICIANNOVESIMO I FINANZIAMENTI A TITOLO DI CREDITO di Antonio Ricciardi 1 Definizione e classificazione I finanziamenti a titolo di credito rappresentano fonti di capitale che l azienda acquisisce ricorrendo al mercato monetario e al mercato finanziario. Sul mercato monetario sono negoziate operazioni di finanziamento a breve scadenza, destinate a finanziare il capitale circolante, mentre sul mercato finanziario sono negoziate operazioni a media-lunga scadenza, destinate alla copertura degli investimenti in immobilizzazioni. Questi finanziamenti sono negoziati sia con il sistema bancario sia con altri finanziatori (privati, soci, società collegate e/o controllate) mediante l emissione di titoli di credito, come ad esempio le cambiali finanziarie e titoli obbligazionari. La dottrina ha individuato tre principali forme di classificazione delle passività finanziarie delle aziende: per provenienza dei mezzi finanziari o natura dei finanziatori (classificazione per natura); per destinazione economica (classificazione funzionale); per grado di esigibilità (classificazione finanziaria). In base alla classificazione per natura, i finanziamenti a titolo di credito rappresentano fonti esterne di capitale (capitale di credito apportato da terzi a titolo di prestito) e si distinguono in obbligazioni, debiti verso soci per finanziamenti, debiti verso banche, debiti verso altri finanziatori, debiti rappresentati da titoli di credito, debiti verso imprese controllate, collegate, controllanti, ecc (art.2424 c.c.). In base al criterio funzionale, le passività aziendali sono classificate in relazione alla funzione che esse assolvono all interno del processo produttivo (gestione caratteristica, accessoria, finanziaria, ecc..); in questo caso, i finanziamenti a titolo di credito sono classificati come passività non legate al ciclo operativo dell impresa. Il criterio finanziario, infine, classifica le fonti di finanziamento esterne in passività correnti e passività non correnti assumendo, generalmente, come elemento discriminante il periodo amministrativo annuale. Il criterio 2

3 per distinguere le singole passività è quello dell esigibilità o estinzione: le passività finanziarie correnti o a breve scadenza sono rappresentate dal quelle con scadenza entro dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio; tutte le altre passività di natura finanziaria sono classificate come passività non correnti o a media-lunga scadenza. Con riguardo alla scadenza, sembra opportuno precisare che il principio contabile internazionale IAS1 richiede che le passività finanziarie siano classificate in passività correnti e non correnti in base alle condizioni contrattuali esistenti alla data del bilancio. Ciò comporta che sono da considerarsi passività finanziarie correnti i debiti che devono essere estinti entro dodici mesi dalla data di bilancio anche se la scadenza originale è posta in un periodo superiore ai dodici mesi e/o esiste un accordo per la rinegoziazione dei termini contrattuali 1. In linea generale, la principale caratteristica dei prestiti a breve termine è la loro attitudine ad estinguersi in un periodo inferiore all anno. Per garantire questa attitudine, tali finanziamenti dovrebbero coprire in via approssimativa poste attive con la stessa scadenza; conseguentemente l impresa dovrebbe utilizzare l indebitamento a breve per finanziare variazioni di breve periodo o a carattere stagionale delle sue attività correnti. Viceversa, le necessità finanziarie derivanti da investimenti in immobilizzazioni dovrebbero trovare contropartita in finanziamenti a medio/lungo termine. Tutto ciò per consentire all impresa di rimborsare le somme prese in prestito contestualmente al verificarsi dei ricavi (quindi delle entrate) derivanti dagli investimenti effettuati. In tal modo si garantisce un equilibrio delle rispettive scadenze e una stabilità finanziaria per l impresa 2. Ricordiamo, infine, che il circuito dei finanziamenti prevede un entrata di mezzi monetari, all atto della loro acquisizione, e si conclude con un uscita di risorse monetarie, al momento della restituzione dei finanziamenti ricevuti (rimborso del capitale maggiorato degli interessi sul prestito) 3. Se questo è vero in linea generale, occorre precisare che le forme di 1 Per tutti quegli eventi che potrebbero intervenire tra la data di chiusura dell esercizio amministrativo e la data in cui il bilancio è approvato, che non modificano i valori di bilancio né modificano la liquidità o la solvibilità dell impresa alla data di riferimento del bilancio (rinegoziazione di un finanziamento a lunga scadenza; rettifica di clausole di garanzia di un finanziamento a lunga scadenza) è richiesta, invece, una specifica descrizione nella Nota integrativa (IAs 1, par.67 e IAS 10), in modo da consentire ai destinatari del bilancio di valutarne opportunamente gli effetti finanziari ed effettuare conseguenti corrette decisioni. Cfr. Portalupi A. (2004), IAS 1 (revised 2003), Presentazione del bilancio, Pratica Contabile, n.4, p Per ulteriori approfondimenti su quest argomento si rimanda a Del Monte A. (1988), Finanza d impresa, Utet, Torino, p Il finanziamento esterno implica, infatti, un obbligo contrattuale al rimborso del capitale mutuato e alla sua remunerazione, sotto forma di interessi, in misura fissa o variabile, entro un determinato periodo di tempo e secondo modalità contrattualmente definite. Gli oneri 3

4 finanziamento possono essere molteplici e ad ogni tipologia corrispondono specifici effetti economico-finanziari. 2. L apertura di credito in conto corrente L apertura di credito in conto corrente (art c.c.) rappresenta la forma di finanziamento bancario più diffusa nella pratica operativa delle aziende: la banca mette a disposizione dell impresa cliente un ammontare massimo per un dato periodo di tempo. Generalmente le aperture di credito sono concesse per il periodo di un anno e successivamente rinnovabili. Tuttavia, alcune banche per verificare che il prestito concesso abbia effettivamente carattere stagionale e non venga utilizzato dall impresa come fonte di finanziamento per investimenti immobilizzati, richiedono al cliente di rientrare dallo scoperto a scadenze stabilite. Nella prassi bancaria, il rientro dallo scoperto viene richiesto anche quando la capacità di credito del debitore dovesse deteriorarsi durante l anno 4. Per evitare il rischio revoca, molte imprese ricorrono al credito rotativo che impegna contrattualmente la banca ad erogare, fino alla scadenza predeterminata, il credito fino all ammontare massimo stabilito; a fronte di quest impegno della banca, il cliente è obbligato a corrispondere una commissione di assicurato finanziamento, calcolata sulla quota di credito non utilizzata. Tecnicamente le aperture di credito, richieste per coprire i fabbisogni finanziari del capitale circolante, vengono utilizzate mediante un conto corrente dal quale l azienda può effettuare prelevamenti (ma anche eseguire versamenti) nella misura del limite massimo dell importo concesso. Sotto il profilo contabile, l ottenimento di un apertura di credito non determina alcuna rilevazione: l azienda ha semplicemente la possibilità di u- tilizzare, fino al limite concesso, la linea di credito, ma ciò non modifica la consistenza del suo c/c bancario. Saranno, invece, gli effettivi utilizzi e gli eventuali versamenti che ne faranno variare il saldo 5. Sul piano delle scritture, per gli utilizzi e i versamenti, si rileveranno semplicemente dei movimenti nel conto Banca c/c, il quale, nelle fasi in finanziari sostenuti a fronte dei finanziamenti contratti sono rilevati come costo dell esercizio in cui hanno luogo. Cfr. Pastore P. (2002), Le condizioni di equilibrio finanziario dell impresa e le decisioni di finanziamento, in Fabbrini G. e Montrone A. (a cura di), Economia aziendale. Fondamenti ed evoluzione della disciplina, F.Angeli, Milano, p Per ulteriori approfondimenti si veda Van Horne J. C. (1984), Teoria e tecnica della finanza d impresa, Il Mulino, Bologna, p Questi conti correnti possono presentare, come avviene generalmente, saldi a debito del cliente oppure saldi attivi a seconda che i prelevamenti superino i versamenti o viceversa. 4

5 cui i prelevamenti superino i versamenti presenterà un eccedenza a debito dell azienda. Trimestralmente la banca addebiterà gli interessi passivi e le spese di conto: i primi sono rilevati in Dare del conto Interessi passivi v/banche; le seconde, essendo anch esse un costo di competenza dell esercizio, in Dare del conto Spese bancarie diverse. Supponiamo che, in data 20 aprile, l azienda, dopo aver ottenuto un apertura di credito in conto corrente, emetta un assegno a favore di un fornitore di ; che il successivo 10 maggio esegua un versamento di e che le competenze trimestrali a favore della banca, comunicate il 7 luglio, risultino le seguenti: interessi 600 e spese di conto 8,00. L operazione comporterà: in data 20/04, una variazione finanziaria positiva dovuta alla riduzione dei debiti verso fornitori e una variazione finanziaria negativa dovuta al sorgere di un debito nei confronti della banca: DEBITI V/FORNITORI D BANCA C/C A in data 10/05, una variazione finanziaria positiva dovuta alla riduzione del debito verso banche e una variazione finanziaria negativa correlata all uscita di cassa: BANCA C/C D CASSA A in data 07/07, due variazioni economiche negative connesse ai costi rappresentati da interessi passivi e spese bancarie ed una variazione finanziaria negativa dovuta all addebito in conto di tali competenze: INTERESSI PASSIVI V/BANCHE D 600 SPESE BANCARIE DIVERSE D 8 BANCA C/C A L anticipazione bancaria Le anticipazioni bancarie (art.1846 e ss. c.c.) sono una forma di prestito garantito da un pegno, su beni mobili (quali merci o relativi documenti rappresentativi) 6 o su titoli, costituito dall affidato a favore della banca finanziatrice. La costituzione in garanzia di merci o titoli a favore dell azienda di credito non accresce la probabilità di rimborso del prestito 6 I documenti rappresentativi delle merci sono, tipicamente, la fede di deposito e la nota di pegno. La fede di deposito è un titolo rappresentativo delle merci depositate presso i magazzini generali che certifica il deposito e la proprietà delle merci. La nota di pegno è anch essa un titolo rappresentativo di merci che serve per costituire in pegno le cose depositate a garanzia di un credito ricevuto. 5

6 ma certamente rende più agevoli le eventuali operazioni di recupero dei crediti insoluti. L importo dell anticipazione è quantificato dalla banca deducendo dal valore attribuito ai beni o ai titoli in garanzia uno scarto percentuale («scarto di garanzia») applicato in funzione, oltre che della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell affidato, anche di altri parametri: tipo di merci, grado di negoziabilità dei titoli depositati a garanzia, previsioni sul futuro andamento dei loro prezzi, difficoltà di custodia e di conservazione del pegno, durata del finanziamento. La costituzione dei beni in garanzia va rilevata come segue 7 : DEPOSITARI NS. BENI IN GARANZIA D.. NS. BENI PRESSO TERZI IN GARANZIA A.. L anticipazione può essere regolata in conto corrente oppure può essere a scadenza fissa. Nel caso di anticipazione a scadenza fissa, all impresa beneficiaria è erogato, al momento dell accensione, un importo pari al valore nominale dell anticipazione decurtato degli interessi e delle altre competenze spettanti alla banca. Interessi e competenze bancarie, infatti, sono calcolati in via anticipata sull intero importo. Supponiamo che a fronte della costituzione in garanzia di titoli del valore di , l azienda ottenga un anticipazione bancaria a scadenza fissa dell importo di Interessi e competenze bancarie sono pari, rispettivamente, a e 100. L impresa registrerà, oltre alla costituzione della garanzia, una variazione finanziaria positiva dovuta ad un aumento della liquidità disponibile, una variazione finanziaria negativa dovuta al sorgere di un debito verso banche e due variazioni economiche negative connesse ai costi per interessi passivi e competenze bancarie: DEPOSITARI NS. TITOLI IN GARANZIA D NS. TITOLI C/TERZI IN GARANZIA A BANCA C/C D SPESE BANCARIE D 100 INTERESSI PASSIVI D BANCA C/ANTICIPAZIONI A L impresa rimborserà il proprio debito alla scadenza oppure anticipatamente, anche per importi parziali. Alla scadenza, si registrerà l estinzione del debito di finanziamento (variazione finanziaria positiva) 7 Al momento della redazione del bilancio, si terrà memoria dei beni costituiti in garanzia nei conti d ordine, posti in calce allo stato patrimoniale. 6

7 mediante il rimborso del valore nominale dell anticipazione (l impresa rileverà un uscita finanziaria) e il ritiro dei beni depositati in garanzia: BANCA C/ANTICIPAZIONI D BANCA C/C A NS. BENI PRESSO TERZI IN GARANZIA D NS. BENI DEPOSITATI IN GARANZIA A L anticipazione in conto corrente consente di utilizzare il finanziamento ottenuto in modo graduale ed anche di effettuare versamenti che riducono l esposizione verso la banca. In questo caso, il pagamento degli interessi passivi sarà commisurato all effettivo utilizzo del credito. Con cadenza trimestrale, la banca addebiterà sul conto corrente garantito gli interessi passivi e le altre spese bancarie: INTERESSI PASSIVI SPESE BANCARIE BANCA C/C In concreto, le rilevazioni richieste da un anticipazione in conto corrente sono analoghe a quelle viste per l apertura di credito in conto corrente. D D A 4. La sovvenzione cambiaria La sovvenzione cambiaria è un altra forma tecnica di finanziamento bancario a breve termine destinato a coprire il fabbisogno del capitale circolante delle imprese 8. Tale operazione consiste nell emissione di pagherò cambiari (promessa incondizionata di pagare una certa somma di denaro, ad una data scadenza futura, al beneficiario indicato nell effetto) rilasciati direttamente a favore della banca, la quale, a fronte dell obbligazione assunta dall impresa, le mette a disposizione il controvalore degli effetti ricevuti, al netto degli interessi e delle competenze accessorie. Pertanto, il valore nominale del prestito è pari a quello dei suddetti effetti, ma la banca trattiene in via anticipata gli interessi e le altre competenze. Supponiamo che, in data 1/12/n, l azienda abbia ottenuto dalla propria banca una sovvenzione cambiaria rilasciando un pagherò di , con 8 Cfr. Fiore, L. (1982), Economia e tecnica del credito, Liguori Editore, Napoli, pp

8 scadenza al 28/2/n+1. Gli interessi sono calcolati ad un tasso del 5,50% annuo, mentre le commissioni bancarie per l incasso ammontano a Al momento dell accensione della sovvenzione, l impresa registrerà: BANCA C/C D 9.852,50 INTERESSI PASSIVI D 137,50 COMMISSIONI D INCASSO D 10,00 SOVVENZIONI CAMBIARIE A Alla scadenza, la sovvenzione cambiaria potrà essere estinta, ma più di frequente viene rinnovata totalmente o parzialmente. L estinzione della sovvenzione darà origine ad una riduzione dei debiti verso banche a fronte del versamento di denaro contante o dell addebito del conto corrente dell impresa: SOVVENZIONI CAMBIARIE D BANCA C/C A Supponiamo, ora, che la sovvenzione venga rinnovata per un trimestre (fino al 31/5/n+1) per euro (rinnovo parziale) 10. L impresa dovrà versare la differenza tra l importo della vecchia sovvenzione e quello della nuova, oltre che l ammontare delle competenze (commissioni d incasso e interessi passivi) relative al nuovo pagherò 11 : SOVVENZIONI CAMBIARIE D INTERESSI PASSIVI D 68,75 COMMISSIONI D INCASSO D 10,00 BANCA C/C A 5.078,75 SOVVENZIONI CAMBIARIE A Le cambiali finanziarie La legge n. 43/1994 ha introdotto nel nostro ordinamento le cambiali finanziarie configurandole come titoli di credito all ordine emessi in serie, equiparate alle cambiali ordinarie e sottoposte alla disciplina dei valori mobiliari. Il regime di circolazione di questo nuovo strumento finanziario è 9 Secondo la formula illustrata durante la trattazione dei mutui, gli interessi saranno pari a: * * 3 / 12 = 137,50 10 In caso di rinnovo totale, alla banca va versato l intero ammontare delle competenze a suo favore, relative al nuovo pagherò. 11 Supponiamo che sia applicato lo stesso tasso e la stessa commissione. Gli interessi passivi ammonteranno a 68,75 (5.000 * 0,055 * 3/12). 8

9 quindi agevolato poiché il documento incorpora il diritto di credito ed inoltre, avendo efficacia di titolo esecutivo, assicura al possessore una tutela rapida ed efficace del proprio diritto. Possono emettere cambiali finanziarie sia le società e gli enti con titoli negoziati in un mercato regolamentato, sia le società non quotate a condizione che i bilanci degli ultimi tre esercizi siano in utile e che tali società prestino idonea garanzia in misura non inferiore al 50% del valore di sottoscrizione dei titoli emessi. Al fine di contenere il rischio emittente, il legislatore ha stabilito che le emissioni di cambiali finanziarie non possano complessivamente eccedere il limite massimo costituito dal capitale versato e dalle riserve risultanti dall ultimo bilancio approvato 12. Le caratteristiche principali delle cambiali finanziarie sono: la breve scadenza, compresa tra i 3 e i 12 mesi dalla data di e- missione; valore nominale non inferiore a ,69; l emissione in serie; il collocamento sul mercato prevalentemente tramite il sistema bancario; l assoggettamento all imposta di bollo dello 0,1 0 / 00 ; ritenuta alla fonte sugli interessi riconosciuti all investitore e indicati sul titolo pari al 12,50%, a titolo d imposta nei confronti delle persone fisiche e degli enti non commerciali, e a titolo d acconto nei confronti di società ed enti commerciali soggetti ad IRES, di società di persone e di imprese individuali. La cambiale finanziaria, per le caratteristiche di durata e per la presenza di adeguate garanzie potrebbe rappresentare uno strumento idoneo per fare avvicinare il pubblico dei risparmiatori alla sottoscrizione dei titoli privati e consentire alle imprese emittenti di diversificare la composizione del passivo rendendo più elastica la loro struttura finanziaria. Rispetto alle tradizionali fonti di finanziamento, soprattutto quelle bancarie, le emissioni di cambiali finanziarie, oltre a non essere sottoposte al rischio di revoca, presentano una maggiore elasticità. Sotto questo profilo, infatti, l azienda può, di volta in volta, determinare la valuta, l importo e la scadenza delle emissioni in funzione della dimensione e della durata del fabbisogno finanziario che si intende coprire. Sotto il profilo contabile, all atto dell emissione di cambiali finanziarie per , interessi lordi per 8.263, spese (bancarie, fideiussione, bolli) per 4.132, l azienda effettuerà le seguenti scritture: 12 Per ulteriori approfondimenti Ricciardi A. (1996), Le cambiali finanziarie nella prospettiva di ampliamento e diversificazione delle fonti di finanziamento, Rassegna Economica, n. 2, pp.477 ss. 9

10 BANCA C/C D INTERESSI PASSIVI SU CAMBIALI FINANZIARIE D SPESE BANCARIE D ERARIO C/RITENUTE A DEBITI RAPPRESENTATI DA TITOLI DI CREDITO A I mutui passivi Il mutuo rappresenta la forma tradizionale di finanziamento a protratta scadenza, concesso dagli istituti di credito e destinato, in concorso con i mezzi propri, alla copertura degli investimenti durevoli (costruzione, ristrutturazione e ampliamento degli stabilimenti; acquisto dei macchinari, ammodernamento degli impianti, ecc ). La maggior parte dei mutui è negoziata con scadenze comprese tra i tre e i sette anni. Alcune banche sono anche disposte a concedere prestiti per scadenze superiori anche se raramente oltre i dieci anni. Il rimborso del mutuo avviene in base ad un piano di ammortamento prestabilito con rate periodiche mensili, trimestrali, semestrali o annuali. Il piano di rimborso è normalmente concordato tenendo conto delle capacità dei flussi di cassa del debitore e può prevedere rate di importo costante ma anche differenziate o rimborsi in unica soluzione. In alcuni casi, i contratti di mutuo possono prevedere la clausola di rimborso anticipato cui talvolta è associata la corresponsione di una penale determinata secondo diverse modalità. Il tasso d interesse può essere fisso per tutta la durata del finanziamento o variabile in relazione all andamento dei tassi di riferimento contrattuali (Prime Rate, Eurolibor ecc.). Rispetto alle altre fonti di finanziamento a medio termine il vantaggio del mutuo è rappresentato dalla sua flessibilità: l impresa negozia le caratteristiche del finanziamento in base alle sue specifiche esigenze finanziare. Sotto il profilo contabile, supponiamo che in data 1 aprile 2003 l azienda abbia ottenuto dalla banca un mutuo a 5 anni dell importo di al tasso del 6% e che l importo sia stato accreditato sul c/c bancario accesso presso la medesima banca. Al momento dell erogazione, totale o parziale, dell importo accordato, l azienda registrerà: una variazione finanziaria positiva connessa all aumento delle disponibilità sul c/c bancario, da rilevare in Dare del conto finanziario Banca Y c/c; una variazione finanziaria negativa di pari importo, da rilevare in Avere del conto finanziario Mutui passivi, per il sorgere di un debito di finanziamento 10

11 BANCA C/C D MUTUI PASSIVI A Il contratto di mutuo stabilisce la durata, il tasso di interesse e le modalità di rimborso del finanziamento. Il rimborso del prestito, così come già osservato, può avvenire in un unica soluzione alla scadenza oppure secondo un piano di ammortamento in base al quale l azienda, a scadenze periodiche, è tenuta corrispondere alla banca rate di importo predefinito, comprensive di una quota capitale (a titolo di rimborso parziale delle somme erogate) e di una quota interessi calcolata sul capitale residuo da rimborsare. Il rimborso può avvenire a rata costante oppure a rata decrescente. Il rimborso a rata costante prevede che con ogni rata si rimborsano quote capitale crescenti e quote interessi decrescenti sul debito residuo. Con riferimento all esempio precedente, supponiamo che l importo di ciascuna rata sia stabilito nella misura di , da corrispondere, in via posticipata, il 1 aprile di ciascun anno. In data 1 aprile 2004 viene corrisposta la prima rata di rimborso, comprensiva della quota capitale e della quota interessi, calcolata, per l anno trascorso, al tasso del 6% sull importo del debito esistente all inizio del periodo: quota interessi: x 6% quota capitale da rimborsare Importo 1 a rata di rimborso: In data 1 aprile 2005, l importo della seconda rata di rimborso comprenderà una quota interessi calcolata sul debito residuo ( ) dopo il rimborso della prima rata; pertanto: quota interessi: ( x 6%) quota capitale Importo 2 a rata di rimborso E così via in data 1 aprile di ciascuno dei 5 anni di durata del prestito. Il rimborso a rata decrescente prevede che con ogni rata si rimborsano quote capitale costanti e quote interessi via via decrescenti sul debito residuo. Con riferimento all esempio precedente, in data 1 aprile 2004 viene corrisposta la prima rata di rimborso, comprensiva della quota capitale e della quota interessi. quota capitale costante da rimborsare : 5 (anni di durata del finanziamento) quota interessi: x 6% Importo 1 a rata di rimborso

12 In data 1 aprile 2005, l importo della seconda rata di rimborso comprenderà una quota capitale (costante) pari a ed una quota interessi calcolata sul debito residuo ( ) dopo il rimborso della prima rata: quota capitale costante da rimborsare quota interessi x 6% Importo 2 a rata di rimborso E così via in data 1 aprile di ciascuno dei 5 anni di durata del prestito. In entrambi i casi, il pagamento delle rate di rimborso comporterà una variazione finanziaria negativa per l addebito nel conto corrente bancario della rata, una variazione finanziaria positiva dovuta alla riduzione del debito di finanziamento, una variazione economica negativa per il sorgere del costo per interessi passivi: Rimborso a rata costante 1 anno MUTUI PASSIVI D INTERESSI PASSIVI SU MUTUI D BANCA C/C A Rimborso a rata costante 2 anno MUTUI PASSIVI D INTERESSI PASSIVI SU MUTUI D BANCA C/C A Rimborso a rata decrescente 1 anno MUTUI PASSIVI D INTERESSI PASSIVI SU MUTUI D BANCA C/C A Rimborso a rata decrescente 2 anno MUTUI PASSIVI D INTERESSI PASSIVI SU MUTUI D BANCA C/C A A questo punto è necessario fare una precisazione. Poiché gli interessi sono corrisposti in via posticipata il 1 aprile di ciascun anno, al momento della chiusura dei conti al 31 dicembre risulteranno liquidati soltanto gli interessi del periodo 01/01 01/04. Tuttavia sono maturati anche gli interessi del periodo 01/04 31/12, i quali sono altrettanto di competenza dell esercizio, anche se la loro manifestazione finanziaria avverrà il successivo 01/04. 12

13 Sotto il profilo contabile, al 31/12 si dovrà pertanto registrare un rateo passivo, relativo alla quota di costo per interessi che è maturata dall 01/04 al 31/12 ma che sarà liquidata nell esercizio successivo, che va a sommarsi, nel Conto economico, ai corrispondenti costi d esercizio liquidati nel periodo. Pertanto, al 31/12/2003 l azienda registrerà: una variazione economica negativa connessa alla quota di interessi passivi maturata nel periodo 01/04/ /12/2003, da rilevare in Dare del conto Interessi Passivi su Mutui; una variazione finanziaria negativa, per il sorgere del debito per interessi, da rilevare in Avere del conto Ratei Passivi. INTERESSI PASSIVI SU MUTUI D RATEI PASSIVI A e, al 1 aprile 2004 RATEI PASSIVI D INTERESSI PASSIVI SU MUTUI D BANCA C/C A I debiti verso soci per finanziamenti Talora sono gli stessi soci dell azienda ad effettuare finanziamenti a titolo di credito. Questi, pertanto, rappresentano, per l azienda, veri e propri debiti di finanziamento, da iscrivere, in bilancio, nella classe dei Debiti del passivo dello Stato patrimoniale, in particolare alla voce (introdotta dal D. Lgs. n.6/2003 ) 3) debiti verso soci per finanziamenti. Essi devono essere indicati anche nella Nota integrativa, con ripartizione per scadenze e con la separata indicazione di quelli con clausola di postergazione rispetto agli altri creditori (art.2427 c.c., n.19-bis). I debiti verso soci per finanziamenti possono essere a breve o a mediolungo termine, a scadenza fissa o con scadenza rinnovabile, fruttiferi di interessi o infruttiferi, ordinari o postergati. La riforma del diritto societario ha previsto solo per le S.r.l., la disciplina del rimborso di tali finanziamenti. Rimborso che, per garantire una maggiore tutela ai creditori, dovrà essere postergato sia in caso di liquidazione ordinaria che fallimentare In particolare, se il rimborso del finanziamento (in qualsiasi forma effettuato) pregiudicasse il diritto dei creditori a ricevere il pagamento di quanto loro dovuto, lo stesso rimborso si rileverebbe illecito a fronte di responsabilità per chi l abbia effettuato. Inoltre, se il rimborso è avvenuto nell anno precedente la dichiarazione di fallimento della società, deve 13

14 Al momento dell ottenimento del finanziamento si registrerà la seguente scrittura: BANCA C/C D X DEBITI V/SOCI PER FINANZIAMENTI A X Nel caso in cui il versamento a titolo di finanziamento sia trasferito successivamente a capitale, è necessaria la preventiva rinuncia, da parte del socio, al diritto di restituzione e la trasformazione del versamento, da finanziamento ad apporto di capitale, che andrà ad incrementare il Patrimonio netto della società nella voce Altre riserve 14. Contabilmente, la rinuncia da parte dei soci ai crediti derivanti da finanziamenti si rileva con la scrittura: FINANZIAMENTO SOCI D X ALTRE RISERVE A X 8. I prestiti obbligazionari Al pari dei mutui bancari, i prestiti obbligazionari rappresentano un debito della società nei confronti di terzi, negoziati, generalmente per importi rilevanti e per scadenze medio-lunghe, destinati a soddisfare il fabbisogno finanziario espresso dal capitale immobilizzato. Le obbligazioni, espressamente disciplinate dal codice civile (artt.2410 e ss. c.c.), incorporano un diritto di credito dei sottoscrittori/obbligazionisti da soddisfare ad una determinata scadenza e a condizioni predeterminate nonché un diritto al pagamento di un interesse periodico, fisso oppure variabile, stabilito in relazione al valore nominale dei titoli e corrisposto in via posticipata (art.2411 c.c.) 15. essere restituito per invalidazione. Se, invece, il prestito è stato effettuato in condizioni di equilibrio finanziario non ci sono vincoli alla restituzione e non c è pericolo di revoca. 14 Nella formulazione dell art.2467 c.c., comma 2, viene stabilito il criterio per individuare i finanziamenti dei soci che costituiscono (solo formalmente) un capitale di credito e che, quanto al loro rimborso (postergato), sono sottratti alla disciplina per i finanziamenti di terzi non soci: temporalità, relazione con il tipo di attività, eccessivo squilibrio del debito sul patrimonio netto, situazione in cui sarebbe stato ragionevole un conferimento. 15 Le obbligazioni (ordinarie, indicizzate, ecc.) sono soggette al rischio di impresa in misura limitata: il diritto al rimborso del capitale ed agli interessi maturati è soddisfatto prima che, in occasione di liquidazione della società, venga intaccato il capitale sociale. Al riguardo, l art.2411 c.c., comma 1, contempla la possibilità di emettere obbligazioni c.d. subordinate rispetto agli altri debiti della società: in tal caso il diritto degli obbligazionisti alla restitu- 14

15 Soggetti abilitati all emissione di obbligazioni sono le società per azioni (art.2410 c.c.) le società in accomandita per azioni e (ora, a seguito della riforma del diritto societario) le società a responsabilità limitata (art.2483 c.c., che, più in particolare, si riferisce a titoli di debito ). Per le S.p.a. (art.2412 c.c.), non essendo previste garanzie personali o reali, l importo complessivo dell emissione non deve eccedere il doppio del valore del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall ultimo bilancio approvato. A meno che non vengano prestate idonee garanzie per la parte eccedente 16. Per le S.r.l. (art.2483 c.c.) non è previsto alcun limite quantitativo all emissione, anche se l atto costitutivo può determinare eventuali limiti. La sottoscrizione è tuttavia riservata agli investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale a norma di leggi speciali (banche, intermediari autorizzati, Società di gestione del risparmio, compagnie di assicurazione). L emissione di obbligazioni può avvenire: alla pari: quando il prezzo di emissione è uguale al valore nominale del titolo; sotto la pari: quando il prezzo di emissione è inferiore al valore nominale dei titoli e il rimborso, alla scadenza, avviene al valore nominale o a un valore superiore a quello effettivamente incassato in fase di collocamento; sopra la pari: quando il prezzo di emissione è superiore al valore nominale dei titoli e il rimborso, alla scadenza, avviene al valore nominale. Solitamente, l emissione avviene sotto la pari, con la conseguenza che il costo dell operazione di finanziamento aumenta, in quanto all interesse nominale che l impresa emittente riconosce sui titoli si aggiunge la differenza (c.d. disaggio di emissione) fra l importo riscosso all atto della sottoscrizione (inferiore al valore nominale dei titoli) e quello pagato al momento del rimborso (valore nominale). Corrispondentemente, per l azienda il collocamento del prestito è reso più agevole, dal momento che il disagzione del capitale e agli interessi maturati è subordinato, in tutto o in parte, alla soddisfazione dei diritti degli altri creditori della società. 16 In particolare, è consentito eccedere tale importo purché: 1) le obbligazioni eccedenti siano destinate alla sottoscrizione da parte di investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale a norma di leggi speciali; 2) la società fornisca opportune garanzie reali (ipoteca su immobili di proprietà sociale) sino a 2/3 del valore di questi; 3) la società, «quando ricorrono particolari ragioni che interessano l'economia nazionale», sia autorizzata «con provvedimento della autorità governativa» a superare detto limite. Nessun limite è previsto per l emissione di obbligazioni da parte di società con azioni quotate in mercati regolamentati, destinate anch esse alla quotazione (art.2412 c.c.). 15

16 gio di emissione va ad incrementare il rendimento effettivo per gli investitori 17. Il rimborso delle obbligazioni avviene di norma attraverso un prefissato piano di ammortamento, a rata costante o variabile, che può prevedere alternativamente l estinzione e il rimborso di diverse serie di obbligazioni (generalmente estratte a sorte) oppure il rimborso periodico di una parte del valore nominale di tutte le obbligazioni. In alcuni casi si verifica il rimborso in un unica soluzione alla scadenza. La remunerazione delle obbligazioni può avvenire mediante tassi d interesse fissi o variabili. In quest ultimo caso l indicizzazione avviene in base a parametri di tipo finanziario, valutario, reale. Sotto il profilo contabile, supponiamo che l azienda Alfa emetta un prestito obbligazionario di rappresentato da obbligazioni, ciascuna del valore di 10 nominali al tasso del 6%, con godimento unico annuale in data 01/09. Emissione alla pari: Le obbligazioni sono emesse al prezzo di 10 (cioè, al valore nominale): 10 x obbligazioni = Contabilmente, sorge un debito di finanziamento per pari al valore nominale, verso gli obbligazionisti, ai quali, alla scadenza, verrà rimborsato l importo sottoscritto. Alla data di emissione registreremo la seguente scrittura: BANCA C/C D PRESTITI OBBLIGAZIONARI A Al rimborso delle obbligazioni registreremo la seguente scrittura: PRESTITI OBBLIGAZIONARI D BANCA C/C A Emissione sotto la pari: Le obbligazioni sono emesse al prezzo unitario di 9,50, per essere rimborsate, alla scadenza, al loro valore nominale ( 10) 18. Pertanto, al momento della sottoscrizione del prestito, a fronte di valore nominale di di obbligazioni, i sottoscrittori verseranno 17 L art c.c. prescrive che il disaggio, in quanto costo pluriennale, debba essere ammortizzato in ogni esercizio per il periodo di durata del prestito. Inoltre, per i Principi contabili nazionali nn il disaggio rappresenta una parte inscindibile dell onere finanziario di una operazione di prestito ed ha la natura di interesse sostenuto dall emittente in via anticipata. Da qui la disposizione che il disaggio su prestiti vada rilevato nell ambito dei risconti attivi e la quota di disaggio di competenza dell esercizio vada iscritta nella posta C.17 Oneri Finanziari. 18 In questo caso avremo: 10 : 9,50 = : x => x = (9,50 x ) / 10 =

17 Al rimborso dei titoli essi riceveranno La differenza di tra prezzo di emissione e prezzo di rimborso (pari al valore nominale del prestito) rappresenta per la società emittente il c.d. disaggio di emissione, ossia un costo di tipo pluriennale da ripartire negli anni di durata del prestito 19. Le ragioni di debito-credito possono essere rilevate nel seguente modo: OBBLIGAZIONISTI C/SOTTOSCRIZIONE D DISAGGIO SU PRESTITI D PRESTITI OBBLIGAZIONARI A All atto del versamento da parte dei soci presso le banche incaricate, la rilevazione contabile sarà del tipo: BANCA C/C D OBBLIGAZIONISTI C/SOTTOSCRIZIONE A Per quanto riguarda la contabilizzazione degli interessi, supponiamo che il prestito obbligazionario sia stato emesso in data 31/08/2004 e che sia rimborsabile in quattro rate costanti annue, la prima con scadenza 01/09/2005; che le obbligazioni emesse prevedano la maturazione di un interesse annuo lordo pari al 6% e che le spese sostenute a fronte dell emissione siano state pari a Il rimborso a quote costanti presuppone che il prestito si riduca di ogni anno a partire dall anno 2005 ( / 4 anni = quota capitale annua da rimborsare) Nell anno di emissione del prestito (2004) maturano interessi per il periodo 1 settembre 31 dicembre 2004, pari a ( x 6 x 4 / 1.200) che saranno liquidati nell esercizio successivo. Alla chiusura dell esercizio, si rileverà, pertanto, un rateo passivo: INTERESSI PASSIVI SU OBBLIGAZIONI D RATEI PASSIVI A Specularmente, in caso di emissione sopra la pari, per esempio, prezzo di emissione pari a 10,40 per obbligazione, a fronte di un importo immutato da rilevare come debito di finanziamento ( ) sorge un credito verso gli obbligazionisti di importo superiore, pari a La differenza di misura per la società emittente un ricavo pluriennale (c.d. aggio su prestiti), che concorre alla formazione del reddito degli esercizi successivi. Le ragioni di debito - credito possono essere rilevate (in partita doppia) nel seguente modo: OBBLIGAZIONISTI C/SOTTOSCRIZIONE D PRESTITI OBBLIGAZIONARI A AGGIO SU PRESTITI A

18 Nell anno 2005, gli interessi maturano per 8 mesi (dal 01/01 al 31/08) su ( ) e per 4 mesi (dal 01/09 al 31/12) su ( 4.500, che saranno liquidati nel 2006). In data 01/09/2005, le rilevazioni relative alla scadenza della prima cedola ed al suo pagamento saranno del tipo: Scadenza prima cedola: INTERESSI PASSIVI SU OBBLIGAZIONI D RATEI PASSIVI D OBBLIGAZIONISTI C/INTERESSI A ERARIO C/RITENUTE (12,50%) A Pagamento degli interessi agli obbligazionisti, al netto delle ritenute fiscali: OBBLIGAZIONISTI C/INTERESSI D BANCA C/C A Alla chiusura dell esercizio, occorre rilevare il rateo passivo relativo agli interessi maturati nel periodo 01/09-31/12 e che saranno liquidati nell esercizio 2006: INTERESSI PASSIVI SU OBBLIGAZIONI D RATEI PASSIVI D In relazione al rimborso del prestito obbligazionario, in data 01/09/2005 si rileverà una variazione finanziaria positiva, da rilevare in Dare del conto Prestiti obbligazionari, per il rimborso della quota capitale annua ( ) e la corrispondente riduzione del debito di finanziamento; ed una variazione finanziaria negativa, di pari importo, da rilevare in Avere del conto finanziario Banca c/c, connessa alla riduzione delle disponibilità sul c/c bancario: PRESTITI OBBLIGAZIONARI D BANCA C/C A Infine, in sede di scritture di fine esercizio, occorre procedere alla rilevazione dell ammortamento del disaggio su prestiti. Il disaggio su prestiti obbligazionari comprende sia lo scarto di emissione sia gli oneri connessi al collocamento dei titoli: esso non è altro che un costo accessorio, di tipo pluriennale, relativo al finanziamento ottenuto da ripartire negli anni di durata del prestito. Nel nostro esempio, poiché le spese sostenute a fronte dell emissione sono state pari a 9.000, il disaggio di emissione è pari a: Scarto di emissione (10 9,50) x obbligazioni = Spese di emissione Disaggio complessivo da ammortizzare

19 La determinazione della quota annua di disaggio viene effettuata mediante l utilizzo della metodologia semplificata illustrata dal principio contabile n.19. Esercizio Obbligazioni in circolazione all inizio dell esercizio / Sommatoria valori obbligazioni in circolazione all inizio di ciascuno dei 4 esercizi Disaggio totale Quota di competenza / ( ) / ( ) / ( ) / ( ) Al termine dell esercizio 2004, dunque, oltre al rateo d interessi maturato nel periodo 01/09-31/12 ( 6.000), la società rileverà la prima quota di ammortamento del disaggio di emissione di competenza con la seguente scrittura: ONERI FINANZIARI D DISAGGIO SU PRESTITI A Al termine dell esercizio 2005, oltre al rateo d interessi maturato nel periodo 01/09-31/12 ( 4.500), la società rileverà la seconda quota di ammortamento del disaggio di emissione di competenza con la seguente scrittura: ONERI FINANZIARI D DISAGGIO SU PRESTITI A Rappresentazione nel bilancio d esercizio, criteri di valutazione e principi contabili internazionali Come è noto la struttura e il contenuto dello schema di stato patrimoniale sono disciplinati dalle norme del Codice civile recentemente modificate con l entrata in vigore del D.Lgs n.6/2003. In merito alla classificazione delle poste, l impostazione adottata dal nostro legislatore in merito alle fonti segue il criterio della natura. Pertanto, la classe D)Debiti è suddivisa in obbligazioni, obbligazioni convertibili, debiti verso banche, debiti verso altri finanziatori ecc., con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l esercizio successivo. Secondo la normativa civilistica, inoltre, in nota integrativa vanno fornite ulteriori informazioni relative: all ammontare dei debiti di durata residua superiore ai cinque anni e dei debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali (art c.c.); 19

20 all ammontare dei debiti relativi ad operazioni che prevedono l obbligo per l acquirente di retrocessione a termine (art ter c.c.). Secondo il Principio contabile n.12 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti la classificazione operata dal legislatore nazionale non consente al livello finanziario di pervenire in via autonoma ad un raffronto delle poste secondo il criterio della liquidità ed esigibilità, ancorché per la maggior parte delle attività e passività sia data indicazione separata dei valori esigibili entro 12 mesi e di quelli oltre 12 mesi. Pertanto lo stesso Principio ritiene più appropriata una classificazione finanziaria delle poste passive basata sul loro grado di esigibilità. In particolare, le passività verrebbero distinte in correnti e non correnti: le prime si estinguono entro 12 mesi dalla chiusura del bilancio mentre le seconde in un periodo superiore all anno. In tal modo si intende ottenere una corretta indicazione circa il grado di equilibrio finanziario dell impresa. Per quanto riguarda i principi contabili internazionali, anch essi distinguono, in riferimento alle passività, le poste in correnti e non correnti. Al riguardo, un finanziamento è considerato corrente quando l estinzione è dovuta entro 12 mesi dalla chiusura del bilancio mentre i finanziamenti produttivi d interesse la cui estinzione è dovuta oltre i 12 mesi sono passività non correnti (IAS 1, 62). Rispetto ai principi contabili nazionali, lo IAS 1 tiene conto della scadenza contrattuale dei finanziamenti e non dell effettiva situazione di esigibilità delle stesse passività. Gli IAS prevedono inoltre l inserimento di voci addizionali o di ulteriori sottoclassificazioni direttamente nel prospetto di stato patrimoniale o nelle note al bilancio qualora ciò consenta di fornire una rappresentazione fedele della posizione finanziaria dell impresa. Con riferimento alla valutazione dei debiti di finanziamento, il codice civile non detta regole specifiche di valutazione. La dottrina e la prassi contabile sono concordi nell affermare che i debiti e le altre passività in moneta nazionale debbano essere esposti in bilancio, come criterio generale, al valore nominale (cioè, al costo costituito dal valore corrente del corrispettivo ricevuto, compresi gli oneri della transazione). Gli oneri accessori, se di ammontare rilevante, vanno differiti ed ammortizzati sull intero periodo del finanziamento. Secondo lo IAS 39, l impresa deve contabilizzare nello stato patrimoniale una passività finanziaria a partire dal momento in cui viene stipulato il contratto o l impegno avente per oggetto quella passività. La rilevazione iniziale deve avvenire al costo misurato dal corrispettivo ricevuto incrementato dei costi di transazione. Questi ultimi non confluiscono nel conto economico ma rappresentano oneri pluriennali da patrimonializzare. 20

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