Le configurazioni di costo

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1 46 S&A Strumenti 11/97 ESERCIZIO 8 Le configurazioni di costo di GIULIANO PAGANIN INDIRIZZO Amministrativi Programmatori Igea Mercurio Professionali Accanto alla contabilità generale, ordinata normalmente secondo il sistema del reddito e ri volta a determ i n a re il capitale di funzionamento e il reddito di eserc i z i o, s i d i ffonde sempre più nelle imprese un complesso di ri l eva z i o n i, cui si dà il nome di contabilità industriale o contabilità analitico-gestionale. Tale contabilità permette la conoscenza di vari fenomeni interni all azienda e soprattutto l analisi economica per centri operativi, per commessa di lavorazione, per processi e perviene alla determinazione di centri di costo, di commessa, di processo, ecc. Qualora vengano presi in esame i ricavi di vendita, essa rende altresì possibile esprimere giudizi di convenienza economica su singole operazioni, su complessi di operazioni, su commesse, nonché la determinazione di margini di contribuzione, complessivi e relativi. L allievo sviluppi queste tematiche e si soffermi sulle relazioni che intercorrono tra la contabilità generale e la contabilità industriale. Ipotizzi con dati a scelta una configurazione di costo nonché la rappresentazione grafica del punto di equilibrio economico. Svolga, infine, sistematiche considerazioni sulla contabilità industriale tenuta a full costing e a direct costing mettendo in evidenza gli scopi che si intendono raggiungere con il primo e il secondo tipo di contabilità, e presenti due casi concreti (dati a scelta). Parte operativa Un grossista può acquistare i prodotti A e B alle condizioni qui sotto specificate. Prodotto A Prodotto B Costo d acquisto lire lire Costo d imballo lire lire Trasporto e assicurazione lire lire Costi di carico e di scarico lire 800 lire I costi di magazzinaggio incidono nella misura del 6% del costo primo e i costi generali (di vendita, amministrativi e finanziari) si stimano pari al 14% del costo commerciale. Gli oneri figurativi, infine, sono stimati in una percentuale del 2,50% del costo complessivo. Sapendo che i due prodotti possono essere venduti ri s p e t t i vamente al pre z zo di lire e al prezzo di lire e che il margine di profitto è del 9%, determinare se il grossista ha convenienza a trattarli. Soluzione In ogni azienda,piccola,media o grande,vi è un esigenza da soddisfare:conoscere in modo dettagliato i costi e i ricavi d esercizio. Questa è una spinta necessaria poiché attraverso lo studio accurato delle componenti economiche sopra riportate si arriva a determinare nuove impostazioni contabili necessarie a soddisfare il bisogno di informazione. È evidente che una contabilità ordinata, sia essa generale o analitica, conduce sempre a migliori risultati e lo studio degli stessi procura futuro alla nostra impresa e chiarezza di idee al management allo scopo di individuare scelte opportune per il futuro aziendale e c o n s e n t i re allo stesso management di effe t t u a re un controllo assiduo della gestione nei suoi risultati economici. Vediamo,ora,in via schematica quali sono gli obiettivi di una seria contabilità generale e di una valida contabilità analitica o industriale al fine di definire con chiarezza:«oggi la mia impresa gode di un sano equilibrio».

2 S&A Strumenti 11/97 47 Scopi della contabilità generale 1) Accertare giorno per giorno il fatto di gestione che comporta sempre uno scambio di mezzi con terze economie 2) Determinare alla fine del periodo amministrativo (31/12) quella quantità economica chiamata reddito d esercizio e naturalmente il conseguente capitale di funzionamento 3) Gestire e controllare i flussi ovvero i movimenti monetari e finanziari 4) Avere con chiarezza un ventaglio ordinato di fatti di gestione allo scopo di predisporre la richiesta della dichiarazione dei redditi desumibile dal bilancio d esercizio 5) Avere una memoria scritta e documentata delle operazioni svolte dall impresa Scopi della contabilità analitico-gestionale 1) Accertare giorno per giorno fenomeni interni all impresa relativi all impiego dei fattori produttivi utilizzati per conseguire gli obiettivi aziendali 2) Definire con una certa attendibilità i costi necessari per la realizzazione del processo produttivo 3) Rilevare dati storici e predeterminati in via analitica e predisporre attraverso grafici e tabelle le diverse altezze dei costi e dei ricavi 4) Verificare i fatti aziendali interni attraverso diverse configurazioni di costo, giusto per determinare il costo preciso del prodotto e il conseguente prezzo di vendita apprezzabile dal nostro target aziendale 5) Implementare nuove strategie per uno sviluppo continuo e crescente della nostra impresa Dalle griglie precedenti possiamo rilevare l importanza che tali contabilità assumono all interno dell azienda proprio perché le stesse procurano al soggetto interessato necessari collegamenti e opportune verifiche al fine di effettuare calcoli di convenienza economica e creare i presupposti per la determinazione dei budget aziendali necessari per migliorare l arte di fare i conti. Questi due sistemi contabili, oltre che all ordine e alla precisione nel rilevare le diverse quantità economiche, esigono tempestività per avere continue informazioni. Vediamo, ora, una semplice configurazione di costo allo scopo di determinare il prezzo di vendita del bene con l uso di dati a scelta. Conviene fissare le seguenti tappe: a) la determinazione delle diverse fasce di costo fino a raggiungere il costo economico tecnico; b) la determinazione del punto di equilibrio economico (PEE) considerando i costi fissi, i costi variabili e il relativo prezzo di vendita. Esemplificazione pratica L impresa industriale Forall S.p.A.di Quinto Vicentino (VI), ben inserita nel settore dell abb i g l i a m e n t o, e ffettua nell anno n la produzione di n vestiti da uomo; i l prezzo di vendita è fissato in lire per abito; la produzione in esame comporta il sostenimento dei seguenti costi: Costo delle materie prime lire Costo delle materie sussidiarie lire Costo del personale addetto alla produzione lire Costo del personale amministrativo lire Spese generali industriali lire Spese per prestazioni servizi lire Spese generali di amministrazione lire Oneri finanziari lire Oneri tributari lire Oneri figurativi: 3% del costo complessivo...

3 48 S&A Strumenti 11/97 L onere figurativo è un costo particolare perché non fa riferimento a prezzi negoziati con economie esterne e cioè costi che scavalcano il recinto d impresa.sono da considerare tra i costi figurativi: a) gli interessi sul capitale proprio investito in azienda; il tasso relativo dipende dal rischio d impresa. Sono chiamati anche interessi di computo; b) lo stipendio direzionale per l opera svolta dal proprietario (nel caso di aziende individuali) o dai soci nel caso di società; c) l eventuale eccedenza di fitti sulle quote di ammortamento dei beni strumentali. Determiniamo: 1) il costo economico-tecnico della produzione effettuata; 2) il costo unitario dei beni prodotti; 3) il profitto/utile realizzato dalla vendita totale; 4) la percentuale di guadagno riferita al costo e al ricavo; 5) il punto di equilibrio economico della produzione in esame. Scheda di lavoro Importi Materie prime lire Mano d opera diretta lire Altri costi: materie sussidiarie lire Costo primo lire Spese generali industriali lire Spese per prestazioni servizi (ind.) lire Costo industriale lire Costo del personale amministrativo lire Spese generali di amministrazione lire Oneri finanziari lire Oneri tributari lire Costo complessivo lire Quota di oneri figurativi 3% del costo complessivo lire Costo economico-tecnico lire Dal costo economico-tecnico possiamo ricavare il costo unitario del bene prodotto: lire n capi prodotti = lire costo per ogni vestito prodotto lire ( x ) lire = lire utile maturato Calcoliamo la percentuale di utile netto (%) riferita al costo e al ricavo: : = 100 : x da cui: x = 11,31% riferito al costo : = 100 : x da cui: x = 10,16% riferito al ricavo Per calcolare il PEE ipotizziamo quanto segue: a) capacità massima di sfruttamento degli impianti: unità b) costi fissi (CF): vengono stimati per lire c) costi variabili unitari (cv): lire per unità d) prezzo unitario di vendita (p): lire (come richiesto dalla tematica) Calcoliamo la quantità (q) necessaria per raggiungere il pareggio economico con l uso della nota formula che realizza il PEE: CF q = p cv e sostituendo: è la quantità necessaria per coprire i costi totali (CT)

4 S&A Strumenti 11/97 49 q = = , 4 quantità necessaria per raggiungere ( ) l equilibrio economico Verifichiamo la quantità così determinata: Ricavi = CF + CV... = CT (costi totali) e sostituendo: q x p = CF + q x cv ,4 x = ,4 x = = (circa... effetto arrotondamenti) Da quest ultimo passaggio si rileva come la Forall S.p.A. raggiunge l equilibrio economico. Con una produzione pari a capi (circa) essa eguaglia tutti i costi raggiungendo il pareggio economico; oltre a questa quantità regna l utile e/o profitto. In realtà,dalla vendita di n capi si realizza un utile pari a lire ovvero ( = lire x ).In futuro l impresa cercherà di spingere la produzione alla capacità massima e cioè a n capi. Il punto di equilibrio economico può essere così rappresentato dal seguente diagramma della redditività: Azienda marginale } RICAVI TOTALI COSTI TOTALI Azienda leader Punto di equilibrio CF: lire PEE = q ,4 q max: u Considerazioni su full costing e direct costing Il full costing (o costo pieno) è una tecnica per la tenuta della contabilità industriale e si realizza attrave rso l imputazione ai prodotti sia dei costi va ri abili (C V) sia dei costi fi s s i (CF), da qui il termine costo pieno; questa tecnica ha preso piede con l avvento della automatizzazione delle produzioni che rende veloce il calcolo dei costi e decisamente attendibili i risultati che si ottengono. Si contrappone alla metodologia del direct costing, che si basa esclusivamente sul costo variabile (CV); in quest ultimo metodo i costi fissi non vengono imputati alle singole produzioni ottenute (vale per il full costing), ma in modo indistinto e, cioè, alla globalità delle produzioni realizzate in un certo periodo. Quindi, in relazione alle singole produzioni si trovano i margini di contribuzione che possono essere di 1 o di 2 livello per arri va re, p o i, al risultato economico dell intera azienda. Importante è la distinzione tra costi fissi specifici, relativi alle singole produzioni, e costi fissi comuni e generali, relativi alle produzioni nella loro globalità. La scelta tra full costing e direct costing ha un incidenza non trascurabile nella valutazione delle rimanenze finali in sede di chiusura dell esercizio. E allora sorge una domanda: quale delle due tecniche è la più attendibile?

5 50 S&A Strumenti 11/97 a) Con il full costing o costo pieno si ottengono risultati omogenei e confrontabili con il prezzo di vendita di ogni unità (in questa ipotesi le rimanenze di fine esercizio vengono valutate a costo pieno per cui i costi fissi di periodo riferiti alle rimanenze vengono trasferiti nell anno n +1. b) Con il direct costing le rimanenze finali si valutano al solo costo variabile e i costi fissi di periodo sono imputati totalmente al periodo stesso;sotto questo aspetto si profilano risultati più attendibili per l attribuzione del costo fisso al periodo e a va n t ag gio del principio della prudenza. Da quanto detto si può ricavare il seguente schema per il calcolo delle contribuzioni;si arriva, poi,alla determinazione dei margini relativi di contribuzione riferiti al fatturato e alle quantità vendute. Se ci ri fe riamo alla s cheda di lavo ro p recedente e ipotizzando i costi fissi in lire nelle loro componenti: a) Costi fissi specifici lire b) Costi fissi comuni e generali lire possiamo produrre la seguente scheda di lavoro. Descrizione Vestiti modello XY Ricavi di vendita ( x ) lire Costi variabili ( x ) lire Margine di contribuzione di 1 livello lire Costi fissi specifici lire Margine di contribuzione di 2 livello lire Costi fissi comuni e generali dell azienda lire Risultato economico della produzione effettuata lire Conviene definire il concetto di margine di contribuzione: Il margine (lordo) di contribuzione evidenzia quanto rimane dei ricavi per coprire tutti costi fissi (specifici, comuni e generali) e lasciare un margine di utile all impresa industriale. Soluzione parte operativa Descrizione Prodotto A Prodotto B Materia prima Imballaggio Trasporto e assicurazione Altri costi Costo primo Costi di magazzinaggio 6% Costo commerciale Costi generali 14% Costo complessivo Oneri figurativi 2,50% Costo economico tecnico Margine di profitto 9% Prezzo di vendita

6 S&A Strumenti 11/97 51 I conteggi relativi ai costi percentuali attribuibili ai due prodotti sono semplicemente determinati con una proporzione: a) per i costi di magazzinaggio al 6% del costo primo: 100 : 6 = : x da cui: x = lire per il prodotto A 100 : 6 = : x da cui: x = lire per il prodotto B b) per i costi generali al 14% del costo commerciale: 100 : 14 = : x da cui: x = lire per il prodotto A 100 : 14 = : x da cui: x = lire per il prodotto B c) per gli oneri figurativi al 2,50% del costo complessivo: 100 : 2,50 = : x da cui: x = lire per il prodotto A 100 : 2,50 = : x da cui: x = lire per il prodotto B d) per il margine di profitto 9 % del costo economico-tecnico 100 : 9 = : x da cui: x = lire per il prodotto A 100 : 9 = : x da cui: x = lire per il prodotto B Il grossista ha convenienza a trattare i due prodotti? La risposta è senz altro affermativa anche se è conveniente esprimere alcune precisazioni. In particolare, il prodotto B può essere venduto a un prezzo leggermente superiore rispetto a quello fornito dalla scheda di lavoro, e precisamente:lire ( ) = + lire 1.603, ciò pro c u ra un mag gior pro fitto all impre s a : l i re ( ) = lire profitto unitario. Invece il prodotto A deve essere venduto a un prezzo inferiore (lire ) a quello fornito dalla scheda di lavo ro (lire ) fo rnendo all impresa un minor pro fitto ( lire unitario). Ovviamente, il grossista non potrà modificare in quest ultimo caso il prezzo di vendita e portarlo a lire , perché come conseguenza avrà una contrazione delle vendite del prodotto A a vantaggio di prodotti alternativi offerti dalle imprese concorrenti. In conclusione, non ci sono problemi nello smercio del prodotto B (che potrebbe essere venduto anche a lire ro s i c ch i a n d o t a rget ad altre imprese sul merc a t o ) ; per il prodotto A, pur godendo di un margine inferiore di profitto, conviene comunque trattarlo. In futuro il profitto può anche lievitare per il prodotto A,se il grossista riesce ad applicare una politica di abbattimento dei costi.

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