La chiesa dello Spirito Santo.

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1 LaVita Anno 117 dal DICEMBRE 2014 G I O R N A L E C A T T O L I C O T O S C A N O e 1,10 Poste italiane s.p.a. Sped. in a.p. 43 D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Filiale di Pistoia Direzione, Redazione e Amministrazione: PISTOIA Via Puccini, 38 Tel. 0573/ Fax 0573/28616 e_mail: Abb. annuo e 45,00 (Sostenitore e 65,00) c/cp n Pistoia La Vita è on line clicca su L a presenza e la forza dello Spirito Santo nella vita della chiesa (oltreché del cristiano) rimane una delle più consolanti e confortanti certezze della nostra fede. Conosciamo quel bellissimo testo proveniente dalla chiesa d oriente che ne descrive con suggestiva bellezza le più importanti caratteristiche: Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la chiesa una semplice organizzazione, l autorità una dominazione, la missione una propaganda, il culto una evocazione, e l agire cristiano una morale da schiavi. Ma in lui: il cosmo si solleva e geme nelle doglie del Regno, il Cristo risuscitato è presente, il Vangelo è potenza di vita, la chiesa significa comunione trinitaria, l autorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste, la liturgia è memoriale e anticipazione, l agire umano è deificato. Così stando le cose, perderlo di vista, non tenerne conto, non metterlo al centro dei nostri pensieri, significa privare il cristianesimo dei suoi valori essenziali, ridurre la fede a una abitudine semplicemente esterna, condannare la vita cristiana a una inconsistenza priva di ogni incisività. Completatore e rifinitore dell opera di Gesù, lo Spirito è il principio della vita e della santità personale, l anima della chiesa popolo di Dio e comunione di amore, forza che attualizza la Parola trasmessaci nel passato e rende feconda l inerzia materiale dei sacramenti della salvezza, l ispiratore segreto della nostra preghiera, il compimento ultimo della perfezione alla quale siamo stati chiamati. Al termine della missione del Figlio, come in un una staffetta cosmica, tutto è passato nelle sue mani e tutto dipende da lui. Senza di lui, che personalizza la salvezza portata dal Figlio, tutto è perduto, tutto rimane lontano e sospeso nel vuoto. La storia è ora nelle sue mani: la storia della chiesa e la storia del mondo, unite insieme nella onnicomprensiva storia della salvezza. Il ritorno già in atto dell intera realtà alla casa del Padre è guidato da lui, terza e ultima persona della santissima Trinità, per questo anello di congiunzione fra il tempo e l eternità, fra la creazione e il Creatore, fra il cielo e la terra. Senza di lui non si raggiunge il Figlio, senza il Figlio non si arriva all abbraccio del Padre. Una sequenza immutabile. Fuoco bruciante, vento impetuoso, dinamismo che spazza via gli intralci, le vecchiezze e le inutili ripetizioni, egli è la perenne novità dello spirito, la giovinezza dell intero creato. Sotto la sua spinta, l intera realtà viaggia sicura verso la novità finale, che esploderà quando colui che siede sul trono dirà le parole della fine, che sono anche quelle dell inizio: Ecco, io faccio nuove tutte le cose. Intanto lui inventa, sorprende, spinge in avanti, rinnova in continuità. La fantasia al potere, la sorpresa sempre in atto, l imprevisto che si realizza, la meraviglia che non si esaurisce mai. Per lui le nostre più belle parole, la migliore poesia che ci è possibile, il canto più suggestivo e struggente di cui siamo capaci. Così ha fatto la chiesa nel suo passato, dedicandogli i suoi inni più belli e più ispirati. A essi è come sospesa la teologia che parla contemporaneamente alla testa e al cuore. Recitandoli, più ancora cantandoli, la mente si apre, il cuore si scalda, il sentimento si accende e l assemblea orante si innalza con essi oltre la volta della navata, ospite per un momento della stessa liturgia celeste. Coloro che hanno composto quei canti (fortunatamente a noi ignoti) erano senza dubbio dei suoi grandi innamorati. Pure oggi il cristiano spirituale è segnato da caratteristiche inconfondibili: lo vedi di lontano e ne avverti immediatamente l incanto. È proprio il caso del papa che la provvidenza ci ha donato in questo difficile passaggio della storia. L omelia da lui pronunciata nella cattedrale catto- La chiesa dello Spirito Santo Lo storico gesto di Papa Francesco che chiede la benedizione per sé e per la chiesa cattolica al patriarca di Costantinopoli lica di Istanbul dedicata allo Spirito Santo è un documento che rimane agli atti. Un quadro teologico di primissimo piano, ritmato da una prosa soffusa di amore e di poesia, un programma completo di vita per il cristiano e soprattutto per la chiesa di oggi. Un testo donatoci come oggetto di riflessione, di meditazione e di preghiera. Un tracciato programmatico di vita spirituale e pastorale, da realizzare nella sua pienezza. L insistenza va soprattutto nei riguardi della chiesa, che soltanto nella misura in cui è permeata, animata, posseduta dallo Spirito, sarà pienamente 8 DICEMBRE 2014 Benvenuto vescovo Fausto Il saluto riverente e fraterno della tua nuova diocesi nel giorno in cui inizi il tuo apostolato in mezzo a noi. Che lo Spirito Santo illumini e protegga la missione che prende l avvio nella festa più popolare dedicata a Maria. Ti siamo vicini con la preghiera e la partecipazione pronti a camminare insieme a te verso le nuove mete che ci sta indicando Papa Francesco se stessa e adempirà fedelmente la missione a cui è destinata. Una chiesa unita e insieme pluralista, una società leggera e dinamica come lo Spirito che la vivifica, una comunità che, non dimentica del suo passato fondante, è tutta protesa verso il futuro: una chiesa dal volto umano che va incontro a tutte le sofferenze del mondo, che riguarda appassionatamente l uomo concreto, anche se nella fedeltà ai suoi principi. Una chiesa comunione, diversa e alternativa. La chiesa dello Spirito Santo. Giordano Frosini

2 2 primo piano n. 43 La 7 dicembre 2014 V ita VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN TURCHIA Omelia nella Cattedrale cattolica dello Spirito Santo a Istanbul Pubblichiamo il testo integrale dell omelia di Papa Francesco pronunciata sabato 29 novembre. Si tratta di una pietra miliare nella vicenda dell ecumenismo e di un discorso esemplare sulla figura dello Spirito Santo e sulla sua importanza nella vita del cristiano e della Chiesa. Un testo da conservare come un dono nell imminenza del Natale A ll uomo assetato di salvezza, Gesù nel Vangelo si presenta come la fonte a cui attingere, la roccia da cui il Padre fa scaturire fiumi di acqua viva per tutti coloro che credono in Lui (cfr Gv 7,38). Con questa profezia, proclamata pubblicamente a Gerusalemme, Gesù preannuncia il dono dello Spirito Santo che riceveranno i suoi discepoli dopo la sua glorificazione, cioè la sua morte e risurrezione (cfr v. 39). Lo Spirito Santo è l anima della Chiesa. Egli dà la vita, suscita i differenti carismi che arricchiscono il popolo di Dio e, soprattutto, crea l unità tra i credenti: di molti fa un corpo solo, il corpo di Cristo. Tutta la vita e la missione della Chiesa dipendono dallo Spirito Santo; Lui realizza ogni cosa. La stessa professione di fede, come ci ricorda san Paolo nella prima Lettura di oggi, è possibile solo perché suggerita dallo Spirito Santo: «Nessuno può dire: Gesù è Signore!, se non sotto l azione dello Spirito Santo» (1 Cor 12,3b). Quando noi preghiamo, è perché lo Spirito Santo suscita in noi la preghiera nel cuore. Quando spezziamo il cerchio del nostro egoismo, usciamo da noi stessi e ci accostiamo agli altri per incontrarli, ascoltarli, aiutarli, è lo Spirito di Dio che ci ha spinti. Quando scopriamo in noi una sconosciuta capacità di perdonare, di amare chi non ci vuole bene, è lo Spirito che ci ha afferrati. Quando andiamo oltre le parole di convenienza e ci rivolgiamo ai fratelli con quella tenerezza che riscalda il cuore, siamo stati certamente toccati dallo Spirito Santo. Unità, non uniformità È vero, lo Spirito Santo suscita i differenti carismi nella Chiesa; apparentemente, questo sembra creare disordine, ma in realtà, sotto la sua guida, costituisce un immensa ricchezza, perché lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità. Solo lo Spirito Santo può suscitare la diversità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l unità. Quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi ed esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l uniformità e l omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa. La moltitudine delle membra e dei carismi trova il suo principio armonizzatore nello Spirito di Cristo, che il Padre ha mandato e che continua a mandare, per compiere l unità tra i credenti. Lo Spirito Santo fa l unità della Chiesa: unità nella fede, unità nella carità, unità nella coesione interiore. La Chiesa e le Chiese sono chiamate a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo, ponendosi in un atteggiamento di apertura, di docilità e di obbedienza. E Lui che armonizza la Chiesa. Mi viene in mente quella bella parola di San Basilio il Grande: Ipse harmonia est, Lui stesso è l armonia. La politica della speranza Si tratta di una prospettiva di speranza, ma al tempo stesso faticosa, in quanto è sempre presente in noi la tentazione di fare resistenza allo Spirito Santo, perché scombussola, perché smuove, fa camminare, spinge la Chiesa ad andare avanti. Ed è sempre più facile e comodo adagiarsi nelle proprie posizioni statiche e immutate. In realtà, la Chiesa si mostra fedele allo Spirito Santo nella misura in cui non ha la pretesa di regolarlo e di addomesticarlo. E la Chiesa si mostra fedele allo Spirito Santo anche quando lascia da parte la tentazione di guardare sé stessa. E noi cristiani diventiamo autentici discepoli missionari, capaci di interpellare le coscienze, se abbandoniamo uno stile difensivo per lasciarci condurre dallo Spirito. Egli è freschezza, fantasia, novità. Vincere le resistenze Le nostre difese possono manifestarsi con l arroccamento eccessivo sulle nostre idee, sulle nostre forze ma così scivoliamo nel pelagianesimo, oppure con un atteggiamento di ambizione e di vanità. Questi meccanismi difensivi ci impediscono di comprendere veramente gli altri e di aprirci ad un dialogo sincero con loro. Ma la Chiesa, scaturita dalla Pentecoste, riceve in consegna il fuoco dello Spirito Santo, che non riempie tanto la mente di idee, ma incendia il cuore; è investita dal vento dello Spirito che non trasmette un potere, ma abilita ad un servizio di amore, un linguaggio che ciascuno è in grado di comprendere. Nel nostro cammino di fede e di vita fraterna, più ci lasceremo guidare con umiltà dallo Spirito del Signore, più supereremo le incomprensioni, le divisioni e le controversie e saremo segno credibile di unità e di pace. Segno credibile che il nostro Signore è risorto, è vivo. Con questa gioiosa certezza, abbraccio tutti voi, cari fratelli e sorelle: il Patriarca Siro-Cattolico, il Presidente della Conferenza Episcopale, il Vicario Apostolico Mons. Pelâtre, gli altri Vescovi ed Esarchi, i presbiteri e i diaconi, le persone consacrate e i fedeli laici, appartenenti alle differenti comunità e ai diversi riti della Chiesa Cattolica. Desidero salutare con fraterno affetto il Patriarca di Costantinopoli, Sua Santità Bartolomeo I, il Metropolita Siro-Ortodosso, il Vicario Patriarcale Armeno Apostolico e gli esponenti delle Comunità Protestanti, che hanno voluto pregare con noi durante questa celebrazione. Esprimo loro la mia riconoscenza per questo gesto fraterno. Un pensiero affettuoso invio al Patriarca Armeno Apostolico Mesrob II, assicurandogli la mia preghiera. Fratelli e sorelle, rivolgiamo il nostro pensiero alla Vergine Maria, la Santa Madre di Dio. Insieme a Lei, che ha pregato nel cenacolo con gli Apostoli in attesa della Pentecoste, preghiamo il Signore perché mandi il suo Santo Spirito nei nostri cuori e ci renda testimoni del suo Vangelo in tutto il mondo. Amen!

3 LaVita L uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: sia insomma, ad un di presso, alla storia di prima. E per questo, soggiunge l anonimo, si dovrebbe pensare più a far bene, che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio. Manzoni sta chiudendo l ultima pagina della sua gran fatica che durava da oltre un ventennio (prima di questa del 1840 vi era stata una edizione a stampa nel 1827) e deve trovare le parole. Lo sa che i primi colpi sui Promessi sposi saranno quelli degli scettici, che gli rimprovereranno sicuramente il (per loro) lieto fine. Il discorso è e sarà semplice: ma come, questo che dovrebbe essere il più importante romanzo italiano di sempre termina con un banale happy end?. Manzoni sa che non sarà capito, per questo ha cambiato mille volte le parole e costretto il povero tipografo a strappargli il foglio fin sotto il torchio tipografico. Il Gran Lombardo sa che nessuna correzione potrà risparmiargli gli strali dei suoi detrattori. Perché sa anche un altra cosa che forse teme più della prima: che i Promessi sposi diverranno un punto di riferimento. Un romanzo, vale a dire proprio la forma che paradossalmente Manzoni pensava essere un ibrido senza verità, senza storia, e soprattutto, secondo lui, che per fortuna sbagliava, senza futuro. I Promessi sposi diventeranno talmente importanti da rappresentare il totem della letteratura italiana moderna. Milioni di studenti proferi- Una bussola per trovare la felicità che è alla portata di tutti, finalità dell ultimo libro di Armando Massarenti Istruzioni per rendersi felici. Come il pensiero antico salverà gli spiriti moderni pubblicato da Guanda editore nella collana Biblioteca della fenice e presentato nell auditorium Tiziano Terzani della biblioteca comunale San Giorgio di Pistoia alla presenza dell autore: una conversazione a cura del giornalista e saggista Piero Meucci con domande degli studenti di Unblogdiclasse, progetto dell Istituto comprensivo di San Marcello Pistoiese coordinato dalla professoressa Elisa Lucchesi, sulla perenne ricerca da parte dell uomo di conquistare la felicità, cercandola però secondo lo scrittore dove non c è. Nell opera viene dunque suggerita una via per trovare il proprio equilibrio secondo i personali mezzi, una formula 7 dicembre 2014 n. 43 LEGGERE È PENSARE La scommessa dell amore Ecco perché i Promessi sposi di Manzoni sono ancora vivi, oggi più di ieri ranno parole poco piacevoli sull opera e sul suo autore, perché costretti a scrivere interminabili riassunti sui rossori di Lucia, sulla dabbenaggine di Renzo e sul presunto lieto fine. Eppure le cose non stanno così. Manz oni aveva previsto tutto questo, anche se alla fine dovette cedere alla fascinosa maledizione della pagina scritta e perciò irrimediabilmente consegnata in pasto alla gente. Perché quello non era un lieto fine. Solo che non poteva dirlo con parole sue, che sarebbero suonate sentenziose e forzate: deve essere la storia a farsi, non l autore a spiegarla. I due si di Marco Testi Il pensiero antico salverà gli spiriti moderni Istruzioni per rendersi felici, un libro di Armando Massarenti sposano e arrivano i marmocchi, ma attenzione, se arrivano nuove vite e Renzo e Lucia sono ancora giovani vuol dire che in realtà è l inizio. I rischi sono tanti, e la Provvidenza non sta lì appesa al cielo pronta ad essere staccata al primo impiccio. Uno dei rischi è quello che abbiamo riportato in apertura: la volontà inappagata, come in quegli stessi anni il grande pessimista Schopenhauer andava proclamando nel suo capolavoro, Il mondo come volontà e rappresentazione. Ma il lombardo con i Promessi sposi va oltre: se la volontà ci rende schiavi, la vita non ha più senso; di Leonardo Soldati se la si pone al servizio di un altro, allora l uomo ha una speranza. Questa speranza non è l eros, creazione della natura che vuole riprodursi e ci illude, ma l agape, il cercare il bene degli altri. Non è possibile separare l amore dal servizio all altro cui dare amore a prescindere. È questa la terribile scommessa dell amore, che il Lombardo non esplicita, perché sottilmente ce la mette di fronte con quella metafora della ricerca del letto migliore. È uno scrittore di storie, non un filosofo né uno psicologo. Qui, alla fine del romanzo, sembra dire Manzoni, ricomincia un altra storia che non sarà priva di problemi, perché la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani. Quella antica e abusata storia non appare più così lontana dai nostri giorni, perché i rischi di oggi stanno ancora tutti lì: il don Rodrigo di una concezione della libertà come licenza e desiderio senza limiti che trasforma ogni persona in oggetto da possedere con violenza, se non è possibile con i soldi. La scelta del male non come folli a, ma come inseguimento del piacere (la Monaca di Monza ed Egidio) fino alle estreme conseguenze e alla fine per il disperato gusto della trasgressione del sacro. L arrivo di impegni difficili che rischiano di trasformare in banalità materiale quello che sembrava un sogno irrealizzabile. I Promessi sposi sono ancora vivi, oggi più di ieri. infatti già ce l avevano proposta i filosofi antichi, nemmeno tanto complicata sostiene Massarenti, con massime ed esercizi pratici di stili di vita improntati alla saggezza ed al buon vivere. Una formula confermata nella sua efficacia dalle ultime scoperte di neuroscienziati e psicologi morali, con Platone, Aristotele, Seneca o Cicerone che riguardo a amicizia, politica, conoscenza, morale, bellezza, ci insegnano ad evitare gli errori più comuni per renderci bravi cercatori di felicità. Massarenti è responsabile del supplemento culturale Il Sole 24 Ore Domenica e direttore per Mondadori Università della collana Scienza e filosofia. Tra i suoi saggi Penso dunque sono manuale per le scuole realizzato insieme a Emiliano Di Marco per D Anna editore (2014), per Guanda anche Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima (2006) con il quale ha vinto il Premio filosofico Castiglioncello e di saggistica Città delle rose (2007), Il filosofo tascabile (2009), Dizionario delle idee non comuni (2010) per il quale ha ottenuto il Premio Capalbio 2011, Perché pagare le tangenti è razionale ma non vi conviene (2012). Meucci, già fondatore e direttore de Il Corriere di Firenze, caposervizio della redazione fiorentina di Paese Sera, capo dell ufficio Comunicazione multimediale della Giunta regionale toscana e direttore dell Agenzia per le attività di informazione del Consiglio regionale toscano, ha lavorato per il gruppo Il Sole 24 ore e per l Agenzia Ansa come corrispondente dalla Germania. Autore di saggi e libri sul giornalismo e su temi economici, è oggi docente al master di Comunicazione pubblica a Pisa, cultore della materia alla facoltà di Scienze della Formazione dell Università degli Studi di Firenze e capo ufficio stampa del Ministero per la Coesione territoriale. cultura Giovani autori Ingollare senza affogare Il primo romanzo di Paola Pellegrini Stridori Oh Dio, come trovare quell unione che sposi l armonia con la nostra condizione! Siamo così piccoli e indifesi davanti al gesto che dissipa, alla parola che tradisce. 3 Ingollare senza affogare, è il titolo ad effetto del primo romanzo dell avvocata penalista quarratina Paola Pellegrini pubblicato da Marco Del Bucchia Editore, presentato al pubblico venerdì 24 ottobre nei locali de La Civetta in via Corrado da Montemagno n. 3 a Quarrata (PT). Terza opera editoriale di Pellegrini, figlia della professoressa Alessandra Covizzoli animatrice del circolo culturale Sbarra a Quarrata, chitarrista e cantante rock nel tempo libero e da tempo abitante a Firenze dove anche lavora come professionista appartenente al Foro del capoluogo toscano, dopo la raccolta di racconti Rime vaganti in un cielo spezzato, bruciato, smarrito La Riflessione Editore (2010) e la monografia giuridica La repressione degli abusi edilizi nella giurisprudenza amministrativa, penale e della Corte europea dei diritti dell uomo Giappichelli Editore (2012). Ingollare senza affogare racconta la storia di un uomo ed una donna tra il passare del tempo e l amore, con il linguaggio caratteristico e sempre personalissimo dell autrice ed una narrazione dal ritmo rapido, incalzante e musicale, mentre la musica rock, con tanto di citazioni, frequenze e battiti, fa da sfondo costante alla storia d amore dei due protagonisti ed alle vicende dei vari originali personaggi. Per informazioni su Paola Pellegrini, consultare il suo sito Internet: L.S. Poeti Contemporanei Massimiliano Filippelli

4 4 attualità ecclesiale n. 43 La 7 dicembre 2014 V ita A Istanbul, il Papa e il Patriarca hanno firmato la Dichiarazione congiunta. Un testo intenso e concreto nel quale si appellano alla comunità internazionale ma si rivolgono anche all Islam autentico: Ogni sforzo per costruire una cultura di pace e solidarietà fra le persone e fra i popoli di Maria Chiara Biagioni FRANCESCO E BARTOLOMEO A un Medio Oriente senza cristiani non ci rassegniamo Il Papa e il Patriarca, mano nella mano, affacciati al terrazzino del secondo piano del palazzo patriarcale al Fanar di Istanbul. Di nuovo insieme, di nuovo l uno nelle braccia dell altro. Leader di due Chiese che ancora non sono in piena comunione tra loro, ma sono unite nella comune preoccupazione per le tante sfide che attraversano il mondo: la povertà, il terrorismo, la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente. Le sfide della povertà e dei conflitti Non possiamo non sentire le voci dei poveri, delle vittime dei conflitti - dice il Papa - perché domandano alle nostre Chiese di vivere fino in fondo l essere discepoli del Signore Gesù Cristo. Il Papa è ospite del Patriarca al Fanar per seguire la Divina Liturgia nella Chiesa di S. Giorgio nel giorno della festa patronale di Sant Andrea. C è qualcosa di nuovo tra il Papa di Roma e il Patriarca di Costantinopoli. Il dialogo vissuto qui a Istanbul sembra uscire dalle sacche delle difficoltà teologiche per farsi voce dei problemi reali e urgenti degli uomini e delle donne di oggi. Papa Francesco parla della povertà che può indurre ad attività criminali e perfino al reclutamento di terroristi. E ricorda che solo venerdì scorso alla moschea di Kano, grande città nel Nord della Nigeria, un attentato ha provocato la morte di almeno 81 persone. Turbare la pace di un popolo - dice -, commettere o consentire ogni genere di violenza, specialmente su persone deboli e indifese, è un peccato gravissimo contro Dio, perché significa non rispettare l immagine di Dio che è nell uomo. Il nodo del dialogo ecumenico Ma se è chiaro che il dialogo tra le Chiese si deve necessariamente confrontare con la realtà del mondo, è altrettanto chiaro che il cammino ecumenico stenta a fare passi in avanti. Difficile e paludato sembra essere il lavoro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica romana e le Chiese ortodosse nel loro insieme. I teologi hanno scelto di centrare il loro lavoro di ricerca Turchia, ponte naturale tra due continenti e tra differenti espressioni culturali ha detto Francesco. Nazione oggi di approdo per profughi e migranti: La Turchia in questo momento è testimone, è quella che dà aiuto a tanti rifugiati delle zone in conflitto, e la ringrazio per questo servizio. La reazione immediata, forse plebea ma non astratta, quando si nomina la Turchia può essere una notevole spia del nostro immaginario, da mamma li turchi! alla bellezza del Bosforo, dalle danze dei dervisci agli incantevoli e brulicanti mercati. Un cristiano deve però attingere a vene più profonde, alla stessa Scrittura e alla tradizione dei primi anni della nascente cristianità: il profumo delle origini. Questi sono i segni che dobbiamo percepire. Come farlo? Sulla terra in cui si respira la presenza di Paolo apostolo e dove ci viene indicata la prima grotta, detta di San Pietro, che vide raccolti quei primi cristiani anelli nella trasmissione della fede, noi, oggi, sostiamo oranti. Le orme geografiche non indicano solo luoghi, quanto si vuole ameni, ma luoghi diventati luoghi teologici e di reale vita teologale: i passi dei grandi evangelizzatori li hanno calpestati e sul loro suolo hanno disseminato la Parola del Padre, il Signore Gesù. A Tarsus Paolo nacque, ad Iconio, oggi Konya, vi giunse insieme a Barnaba; a Antiochia, città romana della Pisidia, l Antakya odierna, per la prima volta i discepoli del Nazzareno furono chiamati cristiani. Dal porto di Pieria, Paolo salpò sul ruolo del primato. Ma le visioni che le Chiese hanno maturato nel corso dei secoli di separazione, sono diverse. Ma non è solo la diversità di prospettiva ad ostacolare il cammino ecumenico: c è anche la questione di un mondo ortodosso estremamente diviso al suo interno. È in questo contesto che risuonano in maniera inedita le parole di Papa Francesco: Voglio assicurare a ciascuno di voi che, per giungere alla meta sospirata della piena unità, la Chiesa cattolica non intende imporre alcuna esigenza. Il patriarca Bartolomeo riserva a Francesco parole di stima e amore fraterno. Lo definisce araldo dell amore, della pace e della riconciliazione. E poi aggiunge: Offrite ai Vostri fratelli Ortodossi, la speranza che durante il Vostro tempo, l avvicinamento delle nostre due grandi antiche Chiese continuerà a edificarsi sulle solide fondamenta. GESTI DEFINITIVI In Turchia la koinonia ha il profumo delle origini L abbraccio dei due fratelli, Francesco e Bartolomeo, non è una posa, è un sigillo e un auspicio, si sono ritrovati per camminare insieme: in un capo chinato e in un bacio di ritrovata fraternità per il suo primo viaggio apostolico, ad Efeso visse per tre anni. Giovanni vi portò Maria ed oggi noi conosciamo il santuario di Meryemana (Casa della Madonna), mentre Pergamo è la città dell Apocalisse. Terra, quindi, dei nostri primi grandi rematori della Parola, come ci tramanda la Scrittura e dove transitarono i grandi testimoni. Possiamo declinare tutta la chiesa degli Atti degli Apostoli ma anche procedere oltre, nei secoli, con la grande fioritura del monachesimo della Cappadocia. Attualmente terra venata dall Islam, dove i cristiani sono minuscolo lievito e pochi sono gli ebrei. Tre religioni che si appellano al comune Padre Abramo e che devono trovare la loro trasparenza originaria per riconoscersi come fratelli e compagni di strada, allontanando sempre più le incomprensioni, per poter favorire la collaborazione e l intesa. Indubbiamente già su di un piano umano, in cui a ciascuna persona è garantita la vita e il rispetto per le sue scelte ma più profondamente La Dichiarazione congiunta Nella sala del Trono, al terzo piano del palazzo patriarcale, Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo firmano davanti alle telecamere e ai giornalisti la Dichiarazione congiunta. Un testo intenso e concreto. Per la maggior parte dedicato alla questione mediorientale perché - dicono i due leader religiosi - non possiamo rassegnarci a un Medio Oriente senza i cristiani, che lì hanno professato il nome di Gesù per duemila di Cristiana Dobner perché la libertaì religiosa e la libertaì di espressione, efficacemente garantite a tutti, stimoleranno il fiorire dell amicizia, diventando un eloquente segno di pace. Destino - inteso in senso di tensione di un piano provvidenziale dell Altissimo - di una terra, solcata da tre diverse strade che, pur partendo dall unico Padre, tuttavia si dipartono e si concretizzano in modelli di vita diversi e anche divergenti che non devono fagocitarsi l un l altro ma aprirsi a spazi di comunione. Turchia, luogo di origine, da cui può scaturire sempre l acqua viva non della tolleranza, ancora dimensione di pochezza e di sufficienza, ma di autentica koinonia che sappia rispettare le coscienze personali, le storie in cui affondano le radici delle diverse comunità, perché il vissuto possa davvero risultare armonico. Il discorso non poggia su vantaggi economici, rinomanze sociali, non cerca personaggi rampanti, si rivolge a chiunque abbia sperimentato in se stesso la presenza dell Altissimo e sappia guardare agli altri con occhi anni. Nella dichiarazione Francesco e Bartolomeo si appellano alla comunità internazionale ma si rivolgono anche all islam autentico. Segno di un cambiamento di prospettiva di una Chiesa che si apre all esterno e chiede a tutti gli uomini di buona volontà ma soprattutto ai leader religiosi di promuovere la pace e dire no a tutti i fondamentalismi, rafforzando il dialogo interreligioso e compiendo ogni sforzo per costruire una cultura di pace e di solidarietà fra le persone e fra i popoli. nuovi e generi uno sguardo che a Lui conduca. Non parole ingenue o vagamente balsamiche per lenire i troppi strappi o addirittura le ferite, ma certezze di cammino che non può ridursi ad una sola forza, anche se deve passare per la propria persona disposta ad affrontare un comune quotidiano senza prevaricazione: luoghi di culto prima cristiani e poi musulmani oppure prima ebrei e poi cristiani e poi ancora musulmani. Tendiamo ad appropriarci di quanto non ci appartiene, qualunque sia la nostra coscienza religiosa, e invece spetta solo al Creatore che irrompe nel cuore di ciascuno. Francesco non si è adeguato ad una norma di protocollo o di pseudo galateo, si è scalzato per somma riverenza e ha lasciato prorompere il suo grido muto nel silenzio della moschea. L abbraccio dei due fratelli, Francesco e Bartolomeo, non è una posa, è un sigillo e un auspicio, si sono ritrovati per camminare insieme: in un capo chinato e in un bacio di ritrovata fraternità.

5 LaVita 7 dicembre 2014 n. 43 DOPO IL FESTIVAL DI VERONA Alle Settimane sociali va restituito un respiro popolare Tornare nelle piazze per far respirare i grandi valori che la tradizione cristiana e la novità del Vangelo ci suggeriscono. Questo il filo conduttore del quarto Festival della dottrina sociale, che si è tenuto a Verona la scorsa settimana a partire dallo slogan Oltre i luoghi, dentro il tempo. Ne parliamo con Claudio Gentili, direttore della rivista La Società e tra gli organizzatori dell evento. Quale bilancio trae da questa edizione del Festival? Il cuore di questa edizione, a mio avviso, è stato il messaggio del Papa, che ha puntato su due aspetti: il narcisismo e la povertà. Il Papa è tornato sulla questione della povertà e ha messo in luce come il narcisismo sia una grave malattia che impedisce di gestire bene il rapporto tra gli spazi, i luoghi e i tempi, perché la gente ama molto più occupare spazi - di visibilità e di potere - piuttosto che usare bene il tempo, e il tempo depauperato impoverisce il bene comune. In secondo luogo va sottolineata la partecipazione: la parola Festival quattro anni fa sembrava inadatta. Serve invece a riscoprire la dimensione popolare della fede e dell impegno sociale dei cattolici. La fede s impara in famiglia, si celebra in chiesa e si esprime nella piazza. Il Papa ha chiesto una nuova coscienza sociale, appellandosi a persone che abbiano il coraggio di prendere l iniziativa. Quale contributo viene dal Festival? Abbiamo vissuto numerose occasioni di confronto, e qui non si parlava d idee ma di realtà. Il primato della realtà sull idea, cioè del realismo sull ideologia, peraltro, viene indicato proprio da Papa Francesco nella Evangelii gaudium. Tutti i dibattiti si sono concentrati sulla realtà: ad esem- pio parlando di banche, ossia di come la finanza possa essere strumento per fare impresa e creare lavoro; di cooperazione, con il ministro Poletti che ha incontrato le cooperative; di scuola, dedicando il convegno conclusivo a imparare lavorando ; di come far rivivere la dottrina sociale negli atenei. Il successo del Festival mostra una nuova sensibilità verso la dottrina sociale. Come diffonderne la conoscenza e la messa in pratica dei suoi principi? La rivista La Società, che da molti anni si dedica con continuità all approfondimento culturale dei temi della dottrina sociale, è diventata un punto di riferimento per tutti i gruppi sparsi sul territorio. In secondo luogo, a Roma abbiamo la tradizione ormai consolidata di organizzare laboratori della dottrina sociale, eventi nei quali studiosi, operatori pastorali, giovani, esponenti politici ecc. s incontrano per mettere a confronto i principi con l attualità. La dottrina sociale non è un ricettario, un ideologia della terza via tra capitalismo e socialismo, un prontuario di soluzioni, bensì è teologia morale. È una grande ispirazione che poi chiede mediazioni culturali. Il Festival è, dunque, uno dei momenti in cui portate avanti un cammino di confronto e riflessione che dura poi anche nel resto dell anno Sì, ci sono a tal proposito una settantina di gruppi della dottrina sociale diffusi in tutta Italia, ciascuno con una sua peculiarità: alcuni a Roma conciliano l esperienza della pastorale familiare con la carità, altri insistono sulla dimensione cooperativa, altri ancora mettono a confronto dirigenti, oppure - come accade a Lamezia Terme - lavorano in accordo con le scuole di formazione politica, o si muovono - ed è il caso di Firenze - nella direzione 5 attualità ecclesiale Claudio Gentili, direttore della rivista La Società, traccia il bilancio del quarto Festival della dottrina sociale di Verona: Il cuore è stato il messaggio del Papa, che ha puntato su due aspetti: il narcisismo e la povertà di Francesco Rossi di un risveglio culturale della città. Questo festival appartiene anche alla Chiesa, ha detto monsignor Galantino. Ed è la prima volta che il segretario generale della Cei viene al Festival. Quale significato ha avuto la sua presenza? Ha mostrato la prossimità dell istituzione con il popolo. Da quando il Papa ci ha insegnato che si può non stare nei palazzi vaticani, ma vivere a Santa Marta, anche l istituzione - che spesso il cattolico di strada percepiva come lontana - si è fatta più vicina. E la presenza calda, vivace, intelligente e profonda del segretario della Cei è per noi motivo d incoraggiamento e conferma che la strada intrapresa è giusta. La dottrina sociale della Chiesa, da oltre un secolo, si è espressa anche attraverso le Settimane sociali. Vede un legame e una possibile collaborazione tra le Settimane sociali e il Festival? Auspico che le Settimane sociali tornino a essere quello che erano all origine: non un convegno ingessato, con modalità di comunicazione che spesso non favoriscono l interazione dei partecipanti, ma recuperino quella dimensione popolare che è stata sempre caratteristica del movimento cattolico. Bisogna che questi grandi eventi ecclesiali - e penso pure al prossimo Convegno ecclesiale di Firenze - divengano occasioni in cui pure le periferie delle parrocchie e delle diocesi possano essere al centro. Marco inizia il suo vangelo con queste parole: Inizio del vangelo - vangelo, lo sappiamo, significa la buona notizia - di Gesù Cristo figlio di Dio. E qual è questa buona notizia che l evangelista già ci anticipa? È un nuovo rapporto con Dio che non è più basato sull osservanza della legge, un codice esterno all uomo, ma sull accoglienza dello Spirito, una forza dinamica interna all uomo. L evangelista continua questa presentazione aggiungendo: Come sta scritto nel profeta Isaia, ma in realtà presenta tre testi. Il primo è il libro dell Esodo, il secondo è il profeta Malachia, e infine il terzo del profeta Isaia. Perché questo? Non si citava mai un passo dei profeti senza appoggiarlo con uno della legge. Ebbene questi brani che l evangelista mette insieme, il primo Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, che è l annunzio della liberazione legata al primo esodo, quello dalla schiavitù egiziana, e poi Egli preparerà la tua via, con cui l evangelista modifica Malachia che aveva detto Ecco io manderò un messaggero a preparare la via davanti a me. Ora, la via di Dio è la via di Gesù. E poi infine il testo del profeta Isaia che riguarda il secondo esodo, quello da Babilonia, Voce di uno che grida nel deserto (o dal deserto), Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Questo esodo (esodo significa una liberazione collettiva da uno stato di oppressione e l arrivo in una terra promessa) non si potrà effettuare senza la collaborazione di tutti. Non sarà qualcosa che scende dall alto, ma qualcosa che deve La Parola e le parole II domenica di Avvento - anno B Is 40, ; SAL 84; 2Pt 3,8-14; Mc 1,1-8 coinvolgere le persone. Poi Marco passa a presentare la figura di questo messaggero. Ebbene il messaggero di Dio prescinde dall istituzione religiosa. Quando Dio deve scegliere i suoi inviati non sceglie mai persone appartenenti all istituzione religiosa che sa che sono refrattarie alla sua voce e resistenti all azione dello Spirito, ma un certo Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo. Il battesimo era un segno di morte, nel senso di seppellire il proprio passato; all immergere la persona nell acqua, moriva l individuo vecchio per far nascere quello nuovo. Questo atto esteriore doveva manifestare un cambio interiore, infatti questo battesimo è di conversione. Il termine adoperato dall evangelista significa un cambio di mentalità che poi incide nel comportamento, per il perdono dei peccati. Per trovare il perdono, annuncia Marco, occorre allontanarsi dalle istituzioni religiose, qui rappresentate da Gerusalemme. La religione, il culto ufficiale, non riconciliavano con Dio perché non sanavano l ingiustizia esistente che invece la conversione sanava. Si tratta di un cambio di atteggiamento radicale nella persona. Accorrevano, letteralmente uscivano - l evangelista adopera lo stesso verbo usato nel libro dell Esodo per indicare la prima liberazione dalla schiavitù egiziana - a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. Come il popolo è stato liberato dalla schiavitù egiziana, ora c è una nuova terra di schiavitù che è rappresentata dalla Giudea e da Gerusalemme, sede dell istituzione religiosa. La terra promessa si era trasformata in terra di schiavitù dalla quale Gesù inizia il nuovo esodo per liberare il suo popolo. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano ; il fiume Giordano era stato attraversato per entrare nella terra promessa, ora è il punto di confine per entrare nella nuova dimensione di pienezza della libertà, confessando i loro peccati. Segue poi la descrizione di Giovanni. Giovanni era vestito di peli di cammello, che era l abito tipico dei profeti, con una cintura di pelle attorno ai fianchi. Perché questo particolare? Era la caratteristica del profeta Elia. Quindi l evangelista indica che, in qualche maniera, in Giovanni si può rappresentare il profeta Elia, che era colui che doveva venire prima della venuta del Messia. E mangiava cavallette e miele selvatico. Non è un indicazione di ascetismo, né tantomeno di penitenza da parte di Giovanni: egli mangia quello che il deserto gli offre. Era il pranzo abituale dei nomadi del deserto. Nel libro del Levitico le cavallette sono tra gli alimenti puri che si possono mangiare. E proclamava: viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci ai suoi sandali. L evangelista non sta descrivendo con una dimostrazione di umiltà da parte di Giovanni Battista, ma si rifà a una legge chiamata del levirato. In che consisteva questa legge? Quando una donna rimaneva vedova senza un figlio, il cognato aveva l obbligo di sposarla. Il figlio che sarebbe nato avrebbe portato il nome del marito defunto, così il suo nome si perpetuava per sempre. Quando capitava che il cognato rifiutava di sposare questa donna, colui che aveva il diritto dopo di lui procedeva alla cerimonia dello scalzamento, cioè dello scioglimento dei legacci del sandalo: prendeva il sandalo, ci sputava sopra e questo gesto significava: il tuo diritto di sposare questa donna passa a me. Allora perché Giovanni Battista si rifà a questa legge del levirato con questo annunzio? Il diritto di fecondare la vedova Israele era considerata ormai una vedova non è suo, ma di colui che viene dopo di lui. Gesù viene presentato in base a tre caratteristiche: è più forte per la qualità, per la dignità e per l attività, perché l attività di Gesù sarà quella di battezzare in Spirito Santo, mentre quella di Giovanni Battista è soltanto quella dell acqua. Infatti Giovanni dice: «Io vi ho battezzato con acqua», che è simbolo di morte del proprio passato, «ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Il battesimo nello Spirito è la vita per il futuro, vivere per gli altri. È questo l annunzio della buona notizia che richiede la collaborazione di ogni credente. Don Timoteo Bushishi

6 6 n dicembre 2014 La V ita Gustavo Gutièrrez, peruviano, 86 anni, membro dell Ordine dei Frati predicatori, ritenuto il fondatore della teologia della liberazione, ha incontrato Papa Francesco: Ha creato una situazione così interessante, così ricca! Ci solleva molto gli animi. Allo stesso tempo siamo consapevoli dei problemi che può avere nel suo desiderio di una Chiesa povera e solidale di Patrizia Caiffa La domanda di fondo della teologia della liberazione è: come dire al povero che Dio lo ama? Nel frattempo qualcosa è stato fatto, però è molto di più ciò che resta ancora da fare. A parlare è Gustavo Gutièrrez, peruviano, 86 anni, membro dell Ordine dei Frati predicatori, ritenuto il fondatore della teologia della liberazione. In questi giorni è in Italia per parlare agli 800 partecipanti al IV Convegno missionario nazionale, (concluso domenica) a Sacrofano (Roma), per iniziativa dell Ufficio nazionale per la cooperazione tra le Chiese, della Fondazione Missio e del Cum. Domani mattina, insieme ad altri convegnisti, incontrerà Papa Francesco in Vaticano. Con quale emozione si incontra Papa Francesco? Per me è stata una gioia enorme incontrarlo. Il Papa ha creato una situazione così interessante, così ricca! Ci solleva molto gli animi. Allo stesso tempo siamo consapevoli dei problemi che può avere nel suo desiderio di una Chiesa povera e solidale. Se lo aspettava un cambiamento così grande nella Chiesa? In America Latina già conoscevamo da tempo il cardinale Bergoglio, per cui non è stata una sorpresa totale. Però porta avanti il suo compito con così tante e impressionanti attività Questo sì, ci sorprende. Per noi è stata molto importante la Conferenza dell episcopato latino americano ad Aparecida. E lì che il cambiamento è avvenuto. La Chiesa sarà sempre più caratterizzata dalla sua appartenenza latino-americana? Il suo approccio è molto universale e la sua fonte è evangelica. Poi il messaggio di Gesù è così essenziale! Certo, c è un impronta latino-americana che lo caratterizza perché Bergoglio è nato ed ha TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE Come dire al povero che Dio lo ama vissuto tanti anni in mezzo ai poveri. Può aprire molte porte nella Chiesa ed ha già cominciato. Pare che ci siano, però, numerose resistenze interne E quello che dicono i giornali. Purtroppo è inevitabile che con un incarico così importante, con tanta responsabilità, ci siano delle resistenze. Il Papa ha ribadito che Lettere in redazione Forti con i deboli, deboli con i forti Si dice che in Italia ci sia un governo di centro-sinistra, popolare. Si è strombazzato sugli 80 euro aggiuntivi al salario di 1500 euro netti, così come sul bonus-bebè di 90 euro; e intanto si sono mantenuti i privilegi ai grandi possessori di stipendi e pensioni d oro, la tassazione al 12,50 per cento per liquidazioni ai grandi top-manager, i lauti stipendi a politici, parlamentari, magistrati, giocatori e atleti professionisti ecc Non si è riusciti a ritirare un euro dai grandi capitali esportati clandestinamente all estero, pari a miliardi all anno, non si è venduto un immobile del patrimonio immobiliare italiano pari a miliardi di euro. Sono rimaste invariate ad oggi le leggi sul falso in bilancio, la corruzione, il pagamento estero su estero, che potrebbero fruttare un centinaio di miliardi di euro l anno. Non si sono utilizzati i Fondi Fio, pari a miliardi, già stanziati dall Unione europea per mettere in sicurezza il territorio italiano; si sono acquistati 90 aerei a reazione, pari ad una spesa di circa miliardi di euro. Intanto, ai rifugiati ed immigrati clandestini si danno circa 80/90 euro al giorno, rifiutando queste previdenze ai disoccupati, agli esodati, ai pensionati al minimo; ci si è dimenticati della famiglia monoreddito, non facendo scalare, come nei paesi questo nuovo atteggiamento della Chiesa non è comunismo ma è Vangelo. Certo che è Vangelo. Papa Francesco ha una enorme capacità di andare alla fonte e di parlare con grande semplicità ma anche con molta creatività. Ricordiamo che il tema del povero è un argomento biblico centrale. Dopo quasi cinquant anni evoluti dell Unione europea, il 30-40% degli affitti casa, le spese generali per la manutenzione della casa, dell auto, della sanità. In compenso si tassano i fondi pensione (Tfr) ai lavoratori dal 12 al 23%. Si tagliano le risorse economiche ai sindacati, ai patronati, alle Province, ai Comuni, alle Regioni, anche quelle più virtuose, lasciando indenni, o quasi, i patrimoni delle mafie. Ma allora chi deve pagare il debito? Chi ha due tuniche, ne dia una a chi ne ha bisogno. Si dice di perseguire una politica di sinistra e se ne fa un altra di destra. Si dice di essere discepoli di La Pira, di De Gasperi, Berlinguer, perché depositari di una linea di centro-sinistra, per cambiare l Italia; si rinuncia al confronto con i sindacati ed i corpi intermedi parlando solo con Confindustria, venendo meno alla coesione sociale. Mentre il grande ed indimenticato politico A. De Gasperi, diceva: Se siete uniti, siete forti, se siete forti, siete liberi, se siete liberi, siete prosperi!. L appello finale è: svegliarsi da questa omertà, torpore, incantesimo, riprendendoci la nostra libertà e verità; perché la verità, come dice il Signore, ci farà liberi. Mauro Manetti Ma quale città dei bambini? Sfrattati i coniugi Barli non sto zitto sono indignato! Siamo nella città che chiude la giostra alla morte di due cavalli e la teologia della liberazione in America Latina è ancora viva o qualcosa è cambiato? Una teologia ha un compito modesto, però è chiaramente importante in quanto comprensione di una realtà e proposta per l evangelizzazione. Questo c è ancora, però non deve essere l unica maniera di dare un contributo alla vita della Chiesa latino-americana. E normale che ci siano altre prospettive, e che che serenamente mette alla porta due persone fragili in difficoltà? La stessa città che vanta di organizzare eventi come Dialoghi sull Uomo e che vanta eventi sotto il nome di personaggi dello spessore di Giorgio La Pira? Due aspetti, separati, ma che alla fine si intrecciano: la questione della casa e la questione dei figli. Aspetti separati perché quello della casa riguarda il rapporto con l amministrazione; quello dei figli, attiene all essere genitori. Tuttavia aspetti intrecciati perché è più che probabile che dopo aver perso la casa, i Barli perderanno anche i figli. Senza dubbio è un caso difficile, senza dubbio i genitori Barli avranno creato anche tensioni e in più occasioni avrebbero fatto meglio a tacere o stemperare, insomma, hanno le loro responsabilità. Ma la vera questione non è questa. La vera questione riguarda i loro figli, il vero grande valore presente in questa vicenda. Ebbene, io penso che lo sfratto doveva essere evitato in tutti i modi, proprio in considerazione del particolare momento decisivo per la possibilità di non perdere i figli. Mi chiedo se gli arretrati non potevano essere rateizzati, mi chiedo se non poteva essere fatta una sottoscrizione, ma soprattutto mi chiedo se per il momento non si poteva attendere in vista della decisione del tribunale sui figli. Una brutta vicenda. Ma soprattutto dispiace che Pistoia balzi alle cronache per vicende che riguardano bambini come vittime: cip e ciop, la vicenda di Mattia e adesso il rischio dei piccoli Barli che oltretutto si trovano ognuno porti il suo. Credo sia molto interessante il fatto che, dopo tante pubblicazioni e incontri, ancora una volta ciò che questa teologia ha cercato di fare è andare alla fonte e tenere conto della impressionante realtà di una povertà enorme, in un continente in maggioranza cristiano. La domanda di fondo della teologia della liberazione è: come dire al povero che Dio lo ama? Nel frattempo qualcosa è stato fatto, però è molto di più ciò che resta ancora da fare. La teologia della liberazione è ancora attuale e proponibile anche ai poveri dell America del nord e degli altri continenti? Sì, rispetto all essenziale. No riguardo alla concretezza e a ciò che bisogna fare, perché in ogni contesto ci sono delle differenze. Tante teologie simili sono nate in Africa, in Asia e in minoranza in Europa e in America del nord, dimostrando che questo modo di presentare il messaggio è importante. Non sono teologie della liberazione ma teologie sorelle, vicine ma al tempo stesso differenti. Dopo le incomprensioni del passato, è l ora del riscatto? C è stato un dialogo che ha permesso di chiarire alcune cose con la Congregazione per la dottrina della fede. Ora il dialogo è terminato con soddisfazione. E importante saper accettare che ci siano delle differenze forti con una persona o un ambiente, anche se si è in disaccordo. Cosa ha detto al Papa? Gli hi detto che mi piace molto quello che sta facendo e l ho ringraziato. 0 ancora in un istituto, cosa che nel 2014 non dovrebbe mai più accadere. Massimo Alby Sulla Rai tuttofare Caro Direttore, possiamo dire che, storicamente, la Rai possiede da 90 anni (per la Radio) e da 60 (per la Tv) tutte le caratteristiche per il rapporto concessorio esclusivo con lo Stato. In Italia lo sviluppo del broodcast radiotv risale al 1923/24. Le emittenti nonne e, dal 1954, Rai Spa, producevano tutti i contenuti e stabilivano palinsesti da diffondere direttamente. Da qualche anno le attività, ed il personale, della Divisione trasmissioni e diffusione è stata... trasmessa a Rai Wai, titolare di una rete di diffusione articolata e complessa che a livello nazionale e regionale potrebbe essere in grado di offrire servizi a varie tipologie di clienti terzi. In Italia risalgono al 1965 i primi interrogativi filosofici sulla Rai tuttofare. La Rai Spa, quasi certamente, ha conservato modalità di controllo e contrattuali riguardo l esclusiva d uso dell infrastruttura di trasmissione. Ma nell era digitale, tra personal media, Big Data new media, connessioni e convergenze, il servizio pubblico radiotv potrebbe anche essere soltanto tutelato e non concesso in esclusiva ad una sola società per azioni tuttofare? b.p. barni

7 Pistoia Sette N DICEMBRE 2014 Il vescovo Fausto ha scelto di vivere la sua prima giornata in diocesi incontrando i ricoverati dell ospedale San Jacopo, i detenuti nel carcere Santa Caterina, i poveri con cui pranzerà alla mensa Don Siro Butelli della Caritas e i disabili del centro Santa Maria Assunta. Abbiamo ascoltato la voce di chi aspetta questo momento: Sara Lupi, coordinatrice servizi Caritas, Elena Allegri, della Fondazione Maria Assunta in Cielo (Maic) e padre Gianfranco della Cappellania dell ospedale San Jacopo. 8 DICEMBRE Nel giorno dell ingresso il vescovo Fausto incontra anzitutto gli ultimi L attesa degli operatori della mensa La visita del nostro vescovo alla mensa don Siro Butelli, nel giorno del suo insediamento ci riempie di gioia, afferma Sara Lupi. Nella messa crismale del giovedì Santo, - prosegue Sara - Papa Francesco ha chiesto ai sacerdoti di essere pastori con l odore delle pecore. Una definizione che si adatta a quei pastori della chiesa profondamente immersi nelle gioie e nei problemi della propria gente. Siamo grati di questo segno, per noi così importante. La mensa - spiega Sara - svolge ormai da 25 anni il proprio servizio, nel silenzioso quotidiano, non fa spot, non si promuove e si regge proprio sulla fedeltà al messaggio evangelico: «Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22,39). La mensa è aperta 365 giorni l anno sia a pranzo che a cena. Al momento, visto l incalzare del freddo, ospita circa 80 persone di media per ogni turno di servizio e tutto questo è possibile grazie a circa 120 volontari che in modo costante e puntuale garantiscono l accoglienza e l animazione. La mensa accoglie tutti, senza bisogno di documenti o autorizzazioni e lavorando secondo il metodo Caritas (ascoltare, osservare, discernere) cerca continuo confronto e collaborazione con i Servizi sociali territoriali, al fine di una vera promozione umana. Spesso rappresenta per i più il primo passo dal quale ripartire. Oltre al servizio del pasto, che è un diritto fondamentale, la Caritas ha voluto strutturare uno sportello dedicato e specifico per le persone che si trovano in grave stato di marginalità e sono senza fissa dimora, ogni lunedì e giovedì mattina, dalle 10 alle 13, proprio all interno della mensa. L ascolto delle loro storie si tramuta in tentativi concreti e concertati con i servizi del territorio al fine di ripristinare alcuni diritti fondamentali. Il programma della giornata Alle ore 9: alcuni del collegio dei consultori riceverà il vescovo Fausto nella parrocchia di Mastromarco, che si trova al confine con la diocesi di San Miniato. Alle ore10,15: visita i malati e il personale sanitario dell Ospedale Sant Jacopo. Alle ore 11,20: incontro con le persone che sono nel carcere, come reclusi e come dipendenti. Alle ore 12,30: pranzo insieme ai poveri alla Mensa Don Siro Butelli della Caritas Diocesana al Tempio. Alle ore 14,45: visita alla Fondazione Maria Assunta in Cielo (M.A.I.C. Diversamente Abili) con saluto e abbraccio alle persone che vivono nella sofferenza. Alle ore 16: preghiera nel Santuario della Madonna dell Umiltà insieme ai parroci della città, ai religiosi e religiose e a tutte le aggregazioni laicali. Tutti gli altri presbiteri alle ore 16,20 si vestono nella Cripta della Cattedrale. Alle ore 16,20: processione verso la Chiesa Cattedrale, con recita del Rosario o altre preghiere. Alle ore 16,30: saluto del Sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli nella piazza del Duomo tra il Battistero e il Tribunale. Alle ore 16,50: processione presieduta dal metropolita di Firenze, cardinal Giuseppe Betori con i vescovi della Cet il presbiterio e il popolo di Dio. Alle ore 17: lettura da parte del cancelliere vescovile don Roberto Breschi della bolla pontificia di nomina da parte di Papa Francesco di monsignor Fausto Tardelli a vescovo della diocesi di Pistoia. L attesa dei bambini della fondazione maic I ragazzi della Fondazione Maic attendono di vederti e di conoscerti caro vescovo Fausto, con lo stesso batticuore in crescendo del Bambino, così Elena Allegri della Fondazione Maria Assunta in cielo vuole sottolineare con quale trepidazione stanno vivendo questo momento di attesa. Ci sono otri traboccanti di bene -prosegue Elena- pronti ad accoglierti, caro vescovo Fausto. C è una comunità di piccole anime belle che attende il tuo arrivo con indicibile fermento e trepidazione. Tu hai definito fare il vescovo come un rapporto intenso con il Signore, con gli altri, una paternità! Ovunque ci sia un uomo c è un figlio, ogni uomo è un figlio, e questa è una realtà incontrovertibile. Ecco perché il cuore di ogni creatura è destinato a cercare da sempre e per sempre -più o meno consapevolmente- le proprie radici, un volto in cui specchiarsi e riconoscersi, un abbraccio in cui tuffarsi e sentirsi a casa. La comunità Maria Madre Nostra, che vive e anima la Fondazione Maic, è nata per essere parte integrante e fruttuosa della chiesa, non una sua declinazione autonoma ed autosufficiente, ed è questo che più di tutto desidera essere un organo immancabile, vivo e vivificante di un unico corpo. Il Papa, così come il vescovo, sono nei pensieri e nelle preghiere dei ragazzi e delle famiglie ogni giorno e questa vicinanza è concreta, vince e supera in modo sorprendente i confini dello spazio e del tempo. L amore alla diocesi, ed alla chiesa tutta, è congenito: trae origine ed attinge inesauribile vigore dalla quotidiana e tangibile presenza di Gesù ferito e dal servizio ad esso dedicato. Organo del corpo mistico della chiesa, la comunità è alimentata dalla vita che sgorga, traboccante, dalle piaghe gloriose del corpo del Signore e ne testimonia la sconvolgente bellezza. La tua visita, caro vescovo Fausto, accende una luce fortissima sulla nostra realtà. Festa grande farà dal cielo don Renato, che ha offerto tutta la sua vita al servizio del mistero e del ministero della croce gloriosa. Mentre scrivo penso ai messaggi ed ai gesti eloquenti di Papa Francesco che, attraverso una continua ed incisiva pedagogia dei segni, ci dice della necessità di una premura smisurata e di un attenzione instancabile ai disabili, ai fratelli più piccoli del Signore, ed alle persone che gravitano -a vario titolo- attorno alla realtà dell handicap. I corridoi del centro sono solcati da centinaia di volontari di tutte le età, medici, pazienti ambulatoriali coinvolti in percorsi riabilitativi, fisioterapisti, operatori, ambulanzieri; porte aperte -spalancate!- per far entrare, e porte aperte -spalancate!- per far uscire, per comunicare all esterno l esperienza trasfigurante di gioia che qui facciamo. Ad attenderti ci sono dei piccoli che hanno sete di conoscere il suono della tua voce, di incontrare il volto in cui specchiarsi, l abbraccio paterno in cui sentirsi e sapersi a casa.. L attesa dei pazienti dell ospedale san jacopo È stata una gran lieta sorpresa -afferma padre Gianfranco della Cappellania dell ospedale San Jacopo- venire a sapere che il vescovo, ancor prima del suo ingresso ufficiale in diocesi accompagnato in festa o raggiunto nella chiesa cattedrale, tenesse tanto a far comprendere che il suo servizio alla diocesi, alle persone che abitano la sua diocesi, oltre che manifestarsi nella solennità della liturgia, si esprimesse nel farsi vicino a tutti, non limitandosi ad aspettare, ma muovendosi incontro. A cominciare proprio da quanti non potranno né accompagnarlo né raggiungerlo in cattedrale, come appunto gli infermi in ospedale, nutrita rappresentanza di tanti più infermi nelle loro case o in altre strutture, e i detenuti in carcere. O anche se lo potranno accompagnare e raggiungere, salvo eccezionali circostanze non occupano i primi posti, né sono i più in vista, come appunto i poveri e i disabili. Visitando l ospedale, il vescovo benedirà e collocherà nella cappella un artistica icona di San Jacopo, patrono di Pistoia e titolare dell ospedale. L icona, opera delle suore Clarisse del monastero cittadino, è dono di coniugi pistoiesi in memoria della giovane figlia Martina Tesi. Daniela Raspollini

8 8 comunità ecclesiale n. 43 La 7 dicembre 2014 V ita BASILICA DELLA MADONNA DELL UMILTà Installazione-presepe di Raffaella Lorenzo V errà presentata domenica 7 dicembre alle 15 presso il Santuario Mariano Basilica della Madonna dell Umiltà di Pistoia l installazione-presepe dell artista Raffaella Rosa Lorenzo; interverranno, oltre alla rappresentanza istituzionale don Giordano Favillini, Daniele Menicucci storico e critico d arte e Roberto Milani gallerista e esperto in arte. L artista con questa sua performance vuole trasmettere un messaggio molto importante dove vede protagonista in secondo piano l opera nata per la 54 Biennale di Venezia, della quale intrinseca è la poetica portatrice di un profondo messaggio di fede in Gesù: Raffaella ha studiato e realizzato quest istallazione scenografica che vede protagonista il Natale di Gesù. L artista vuole emozionare il fruitore facendo incontrare antico e moderno, vita terrena e spirituale. Attualissimo il messaggio del riciclo e del rispetto dell ambiente molto profondo invece il messaggio della Spiritualità dell artista che vuole mettere in risalto rendendo la sua arte strumento di evangelizzazione, palesando per la prima volta in questa occasione il suo incontro con Gesù. Il presepe-istallazione sarà visibile fino al 2 febbraio. Basilica della Madonna, Pistoia aperta nei seguenti orari 9,00/12,00 16,00/18,00 INFO: tel Anita https://www.facebook.com/lasciacheilbrucodiventifarfal la?fref=ts RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO Convegno diocesano Domenica 30 novembre presso il seminario vescovile di Pistoia si è tenuto l annuale convegno diocesano del Rinnovamento nello Spirito, con la presenza di un ospite davvero speciale per tutto il Movimento: Mario Landi, coordinatore nazionale del RnS che ha tenuto una bella relazione sul tema: In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità (Ef 1, 4). La giornata si è aperta con la consueta preghiera di lode verso le 9:30, dopo di che Landi, facendo riferimento ai primi versetti della Lettera agli Efesini di san Paolo, ha parlato del significato della santità cristiana, spiegando che, ai tempi di san Paolo, santo equivaleva a dire cristiano. Poi, nei tempi moderni, è stato commesso il grande errore di separare il concetto di santità dall essere cristiano. Infatti la vocazione cristiana è di tutti ed è legata al Battesimo : Siate perfetti come perfetto è il Padre mio, che è nei cieli dice Gesù a coloro che Lo seguono. Landi si è anche soffermato sul concetto della benedizione, spiegando che la nostra benedizione dipende dalla benedizione di Dio. Ogni nostra preghiera di lode, di benedizione è il riconoscere quanto il Signore ha già compiuto per noi, ed allora, da benedetto, posso benedire, perché Dio ci ha scelti per primo, come oggetto del suo amore e ci precede sempre in ogni cosa. L amore è un fatto non un sentimentalismo. Il coordinatore nazionale, spiegando la relazione d amore che intercorre tra Padre e Figlio ha fatto riferimento a Gesù nei Getzemani, che nonostante non sentisse in quel momento l amore del Padre, fa la volontà del padre senza costrizione, perché ha già sperimentato il suo amore e sa che anche in questa strada di morte c è ancora il Padre che Lo ama! E un riannodare i fili della fede! La santità allora -ha specificato Landi non è legata al culto, ma è l entrare nella relazione d amore col Padre e Figlio, conformandoci a Cristo e diventando figlio come lui è stato Figlio. Nessuno nasce santo, ma lo si diventa per opera di Dio, attraverso una vita donata non per dei nostri meriti, una vita che diventa per - dono verso gli altri, perché io per primo ho ricevuto da Dio qualcosa che non meritavo. Il cristianesimo non è culto, il culto non è l atto d amore, ma ne è la conseguenza: la nostra preghiera è la risposta a Dio per ciò che abbiamo ricevuto e la santità si riconosce dai frutti della preghiera. Alle 12 c è stata la Messa, celebrata da don Pierluigi Biagioni, consigliere spirituale diocesano del RnS, che durante l omelia ha fatto riferimento a come il Signore, in questo periodo d avvento, ci sproni a svegliarci dal nostro torpore! Dopo la pausa per il pranzo, c è stato il saluto di don Paolo Palazzi, amministratore diocesano, che, facendo riferimento all appena iniziato periodo d Avvento, ha invitato i circa 200 presenti ad essere annunciatori del Vangelo, ad essere luce in questo mondo di tenebra, nell attesa dello Sposo che sta per arrivare. Il Signore ci manda ad annunciare la sua parola con le nostre fragilità, perché è nella nostra fragilità che risplende la gloria di Dio. In questa gioiosa giornata c è stato anche il breve saluto di don Diego Pancaldo, rappresentante delle aggregazioni laicali della diocesi, che ci ha confermato ed incoraggiato nella nostra missione, dicendo che il RnS di Pistoia è conosciuto ed apprezzato non solo nella nostra diocesi, ma anche fuori, facendo riferimento al carisma dell animazione. Al fine della giornata c è stato un intenso momento di preghiera carismatica con il canto in lingue guidata da Mario Landi, in cui è stato invocato lo Spirito Santo affinché porti abbondanza di doni carismatici di annuncio per avere la franchezza di parlare nel nome dl Signore con rispetto e carità, come fecero gli apostoli dopo la loro liberazione dal carcere ( Atti 4, 23-31). Infine Landi ha concluso la preghiera esortando tutti i presenti ad essere asini e puledri ( secondo la Parola di Giovanni 12, 15 ) cioè umili strumenti nelle mani di Dio nel potere del Battesimo e dello Spirito Santo. Irene Ricasoli MASIANO Una vita.. tante vite Celebrazione liturgica di ringraziamento, cena, Agape fraterna e solidale, con centinaia di amici, parenti e conoscenti, che la sera del 22 novembre scorso si sono ritrovati a Masiano, in un clima di festa e emozione, per ricordare e fare memória dei miei 40 anni di vita a servizio dei fratelli in Brasile. Quaranta anni ricordati con l aiuto di un video che ha riportato alla memoria e al cuore, fatti, luoghi e persone parte della mia vita, parte di me stessa e... mi hanno fatto rivivere... Era il 23 novembre del 1974, quando partivo da Pistoia portando nella mia valigia il mandato e la benedizione del vescovo Mario Longo Dorni, il ricordo di tanti anni belli passati nel servizio in parrocchia e in diocesi, il ricordo e l affetto di tanti amici e amiche e la tristezza del distacco della mia famiglia. Portavo nel cuore sogni e il desiderio di donare 5 anni della mia vita a servizio degli ultimi. I sogni non sono svaniti all incontro con cruda realtà brasiliana ma...ridimensionati. Tanti altri ne sono nati e realizzati. I miei 5 anni voluti inizialmente, si sono trasformati in 40. Di questi, 30 a Manaus in Amazzonia e 10 a Balsas nel Maranhão. Una vita dentro un altra vita. Vita trasformata e... trasformatrice. Vita, a volte, appesantita dalle tante sofferenze, dal tanto dolore incontrato a contatto con gli ultimi. Vita fatta gioia, alegria per le vittorie conquistate e sogni realizzati. Vita, amore donato e ricevuto. Vita buona, vita bella che mi fa sentire la certeza di non aver sbagliato strada e... di continuarla. Gratitudine immensa ai miei familiari, a don Fulvio e a tutti gli amici che mi hanno fatto vivere un momento così bello e rivivere una vita... tante vite. Nadia Vettori Riceviamo e pubblichiamo Giornata internazionale contro la violenza sulle donne Il 25 novembre ricorreva la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Purtroppo sappiamo e vediamo ogni giorno dalla cronaca come il drammatico fenomeno sia esteso e attraversi tutte le classi sociali. Questa piaga sociale che ha come vittime le donne ed in molti casi anche i bambini, avviene soprattutto tra le mura domestiche, che anziché essere luogo di riparo e protezione si trasformano in luoghi di orrore e sofferenza. Prevenire la violenza è innanzitutto un problema di educazione, di esempi, di modelli. Questo ci chiama in causa come donne, come mogli, come madri e anche come nonne per insegnare che il rispetto delle donne è un diritto inderogabile. È stato un giorno in cui riflettere e ricordarci che il nostro impegno deve essere quotidiano e non limitato ad una sola giornata commemorativa. Tutte insieme, noi donne del Moica, gridiamo il nostro no alla violenza. Anna Maria Michelon Palchetti presidente del Moica di Pistoia MUSEO DEL RICAMO Espone Emma Nocera Venerdì 12 dicembre alle 16,30 presso l atrio di Palazzo Rospigliosi, sede del museo del ricamo, ci sarà l inaugurazione dell esposizione dei dipinti di fiaba per grandi e piccini della pittrice del Moica Emma Nocera. Presenterà Piera Petracchi. L esposizione sarà visitabile anche sabato 13 e domenica 14 dicembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. INFO: tel

9 LaVita 7 dicembre 2014 n. 43 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Gli immigrati c interpellano come persone S ono rimasto molto colpito dagli episodi avvenuti nel quartiere romano di Tor della Sapienza, dove in pratica è stato assaltato da individui della popolazione locale il Centro Morandi, che ospita un gruppo di immigrati e dove erano stati destinati un gruppo di minorenni provenienti da zone di guerra. Credo che le soluzioni al problema delle periferie urbane così come quello all integrazione degli immigrati, debbano essere ricercate dai politici di ogni colore e di orientamento: personalmente ritengo perciò mera propaganda elettorale - alcuni hanno perfino ricoperto importanti cariche sia a Roma che nel Lazio! - la partecipazione di politici alle manifestazioni dei giorni scorsi. Mi sento investito della vicenda sul piano umano e cristiano, in quanto lavoro da oltre 15 anni, per gentile invito della presidente Paola Bellandi, nell Associazione di accoglienza San Martino de Porres e in coerenza all insegnamento di don Lorenzo Milani Devi fare scuola, non come un dono da fare ai poveri, ma come un debito da pagare e un dono da ricevere, ho privilegiato il mio impegno nel settore scolastico, prima nel doposcuola con i bambini, poi nell insegnamento della lingua italiana gli adulti. Il mio, è stato, oltre che un impegno professionale, soprattutto un incontro con persone, spesso affatto deprivate di cultura, anzi ho spesso lavorato con laureati o con persone di ottima cultura, che mi hanno fatto ricordare ancora il grande maestro di Barbiana : Ogni popolo ha la sua cultura, nessuna è inferiore a quella di un altro, la nostra è il dono che vi portiamo. Grazie al lavoro dei volontari del Centro di San Martino, molti immigrati hanno potuto conseguire la certificazione CILS fornita dalla prestigiosa Università per Stranieri di Siena, ma il risultato più bello, credo sia stato lo straordinario scambio di umanità. Perciò vorrei sottolineare l aspetto umano dell incontro con l immigrato, che spesso cerca un lavoro decente e ne incontra uno da schiavo, che spesso fugge dalla guerra e incontra rifiuto e razzismo, che fugge dalla fame e spesso deve elemosinare per mangiare! Personalmente discendo da un nonno emigrante, ho numerosi cugini in lontane terre figli di emigranti, perciò la memoria mi spinge a cercare di capire chi viene da noi, cercando speranza. Ma tutto questo, purtroppo sembra cancellato in un popolo che difetta di memoria! Ho ascoltato sempre con forte emozione i racconti di chi giunge da noi: gli africani, arrivati dopo aver subito ogni forma di angheria e di sofferenza e aver attraversato il grande cimitero liquido del Mediterraneo approdando all isola-scialuppa di Lampedusa (quando ce la fanno!); le donne moldave e rumene che, da paesi europei poverissimi, vengono ad assistere i nostri vecchi (odio il termine di badanti, che mi sembra più adatto a chi accudisce gli animali) per poter far studiare i figli in patria; gli albanesi arrivati in massa ( a salvare il vivaismo pistoiese!) dopo il crollo di un regime dispotico e negatore di ogni libertà e tanti altri Nelle loro storie ho sempre colto, da una parte dolore per tutto quanto avevano lasciato (famiglie, terra, ricordi, affetti), ma anche fierezza per aver fatto sulla loro pelle un passo tanto coraggioso. Credo che la società multiculturale e multietnica in cui si troveranno a vivere le future generazioni, sia da costruire mattone per mattone con un sentimento profondo di attenzione, rispetto, responsabilità - ancora tre categorie-valori fondamentali dell insegnamento milaniano verso la comune umanità. La differenza spesso può spaventare, ma devono continuamente esserci di stimolo le nobili parole rivolte ai giovani da Yolande Mukagasana la grande testimone del genocidio rwandese più volte presente nella nostra città: Le nostre differenze ci arricchiscono, non devono mai condurci verso una strada che ci divide. Siamo i privilegiati della natura, non lo dimentichiamo mai. Le nostre diversità sono una ricchezza da condividere. Mauro Matteucci Centro di documentazione e di progetto don Lorenzo Milani di Pistoia Èsempre motivo di edificazione e gioia poter riflettere sulle personalità degli apostoli. «L Apostolo Andrea con tutta la sua vita ha risposto al Signore». Con questa affermazione monsignor Benedetto Tuzia, vescovo di Orvieto (Terni)-Todi (Perugia), ci introduce a conoscere, in linea di massima, la luminosa personalità dell apostolo la cui festività viene celebrata dalla chiesa il 30 novembre e rimane punto di riferimento della chiesa d oriente. Cosa conosciamo di Sant Andrea? Sappiamo dal Nuovo Testamento, in particolare da Marco 1,1-16, Matteo 16, 17 e Giovanni 1,42 che era figlio di Giona o Giovanni e che era nato a Betsaida di Galilea sulle rive del lago e che insieme al fratello Simon Pietro erano pescatori. Andrea è detto Protocletos o il Primo chiamato. Lo si deduce, infatti, dal vangelo di Giovanni che, oltre a dire che Andrea è il primo a seguire Gesù, dà altri dettagli: «Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni Battista e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro»(Gv. 1,41) Nel Vangelo è perfino segnata l ora del suo primo incontro con Gesù, le quattro del pomeriggio. Poi incontrò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia - che significa il Cristo -»(Gv. 1,41) e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa, che vuol dire pietra»(gv. 1,41-42). A suo avviso pur essendo il primo uomo a seguire Gesù, insieme a Pietro, per quale motivo non appare vistosamente nei Vangeli e negli atti degli Apostoli? Nei vangeli Andrea è presente in molte e importanti occasioni come uno dei discepoli più vicini a Gesù: Mc 13:3; Gv 6:8; Gv 12:22. Troviamo poi Andrea nel gruppetto con Pietro, Giacomo e Giovanni che sul monte degli Ulivi, in disparte, interroga Gesù comunità ecclesiale Una riflessione su Sant Andrea, fratello di Pietro sui segni degli ultimi tempi: e la risposta di Gesù è nota come il discorso escatologico del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta del figlio dell uomo «con grande potenza e gloria» (Mc 13,26). Infine, il nome di Andrea compare nel primo capitolo degli atti con quelli degli altri apostoli diretti a Gerusalemme dopo l ascensione. Cosa sappiamo di Andrea dopo Pentecoste? Come Pietro, anche Andrea, prima di incontrare Gesù, era un pescatore di Betsaida. La tradizione ci dice che era andato ad evangelizzare in Oriente viaggiando in Asia Minore e lungo il Mar Nero e anche lungo il Volga divenendo patrono della Romania e della Russia. La tradizione lo vuole fondatore e poi santo patrono della sede episcopale di Bisanzio la cui diocesi si svilupperà nel patriarcato di Costantinopoli. Andrea morì martire per crocifissione? Andrea, secondo la tradizione, è morto martire per crocifissione a Patrasso in Acaia (Grecia) di cui 9 è anche il patrono. Alcuni scritti apocrifi lo vogliono legato e non inchiodato su una croce latina. La tradizione vuole invece che Andrea sia stato crocifisso su una croce a forma di X detta croce decussata e comunemente conosciuta come croce di sant Andrea. Questa iconografia apparsa intorno al X secolo divenne comune a principiare dal XVII secolo. Come si può descrivere efficacemente la figura di S. Andrea? Andrea con tutta la sua vita ha risposto al Signore sicuro che egli continuerà ad operare con la forza dello Spirito Santo come aveva assicurato: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra» (Atti 1,8). Andrea è stato un intrepido evangelizzatore che ha fatto risuonare nella sua mente e nel suo cuore, fino al martirio, le parole di Gesù: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato» (Mc 16,15-16). Carlo Pellegrini UN SERVIZIO DEL CENTRO FAMIGLIA SANT ANNA Per una procreazione responsabile I l Centro famiglia Sant Anna offre un nuovo servizio dedicato alle coppie, per una procreazione responsabile. Si tratta di una consulenza sul metodo di ovulazione Billings, per la regolarizzazione naturale della fertilità. Il Metodo dell ovulazione Billings (Mob) rappresenta una valida proposta per la promozione e la crescita della donna e della coppia; è semplice da apprendere, innocuo ed efficace per una autentica procreazione responsabile; aiuta ad attribuire il giusto valore alla propria fertilità e a vivere in armonia con essa, consentendo di utilizzare le informazioni ricevute dal proprio corpo sia per ottenere che per distanziare o evitare una gravidanza. L insegnamento è completamente gratuito e personale; viene assicurato a chiunque lo richieda, indipendentemente da razza, età o religione, in qualsiasi fase della vita riproduttiva la donna si trovi. E importante, però, che avvenga sotto la guida di una insegnante qualificata, che faccia riferimento alla Associazione Mob Toscana. A Pistoia sono presenti due insegnanti, disponibili a fornire tutte le informazioni necessarie presso il Centro Famiglia S. Anna nei giorni di lunedì e martedì dalle 9.30 alle Tel Possono inoltre essere contattate personalmente ai seguenti recapiti: Carla Maria Desideri Elettra Logli L elenco completo delle insegnanti e dei centri di insegnamento della Toscana è disponibile sul sito www. mobtoscana.it San Piero Agliana La primavera di Papa Francesco apra la chiesa Giovedì 11 dicembre alle ore 21, presso la chiesa di San Piero Agliana si terrà un incontro-dibattito su: La primavera di papa Francesco apra la Chiesa. Introduce Raffaele Luise, giornalista vaticanista della Rai. Nell occasione sarà presentato il suo libro su papa Francesco: Con le periferie nel cuore delle edizioni San Paolo.

10 10 comunità e territorio n dicembre 2014 La V ita SANITà Un boato, poi crolla l ospedale, ma è solo un esercitazione operativi. Presenti anche il direttore generale Roberto Abati, il direttore dei presidi ospedalieri della Asl3 Roberto Biagini e il direttore sanitario della Asl 11 Renato Colombai. «Il livello di eccellenza della centrale operativa 118 di Pistoia è riconosciuto da tempo, tanto che si colloca ai primi posti a livello nazionale per funzionamento ed efficacia degli interventi», ha detto la deputata Caterina Bini (Pd), a margine dell esercitazione. Commentando poi la scelta di individuare in Pistoia il riferimento, a livello toscano, per quanto riguarda la funzione sanità nell ambito della Protezione Civile, Bini ha aggiunto che «è un riconoscimento importante del valore e del livello di eccellenza della centrale pistoiese, non solo in un quadro regionale ma anche nazionale». È durata circa due ore nel corso delle quali per i pazienti (una quarantina di figuranti) è stato organizzato l intero percorso assistenziale in emergenza e urgenza fino al ricovero nei più vicini ospedali di Patrizio Ceccarelli Un forte boato e poi il crollo dell ospedale. Ma è solo un esercitazione che è avvenuta sabato scorso, nel primissimo pomeriggio, intorno alle 14 nel cuore di Pistoia. Teatro della simulazione il vecchio ospedale del Ceppo. Coinvolti un centinaio tra operatori sanitari, medici, infermieri, e volontari delle associazioni di volontariato, oltre ad una cinquantina di VIVAISMO Allarme insetti killer, il punto in un convegno a Masiano Arrivano da paesi a rischio. I produttori di piante ornamentali verso un sistema di autocontrollo fitosanitario Il cambio del clima e la globalizzazione dei mercati stanno creando problemi anche alla nostra agricoltura, compresi quei settori specializzati come il vivaismo pistoiese. A preoccupare uno dei settori trainanti della nostra economia, oltre ai problemi più strettamente economici, adesso ci si sono messi anche tutta una serie di organismi nocivi, insetti, batteri e funghi, arrivati in Italia da altri paesi, attraverso l importazione di prodotti agricoli e che potrebbero mettere a rischio anche le produzioni di piante ornamentali. Un esempio sotto gli occhi di tutti in questi giorni è un insetto che ha decimato la produzione olivicola pugliese, così come negli ultimi anni ha fatto il cinipide del castagno nella nostra montagna. Altri parassiti molto dannosi per le nostre produzioni sono stati trovati di recente a Prato, provenienti da mezzi tra ambulanze e auto mediche. Si tratta dell esercitazione di Maxiemergenza voluta dalla Regione per testare la gestione, a livello regionale, della funzione sanità, di protezione civile, ora attribuita alla Asl3 da una recente delibera regionale, e l operatività dei 118 di Pistoia ed Empoli in vista della loro prossima fusione. Lo scenario prefigurato era quello del crollo di una parte dell ospedale con relativi feriti, anche gravi e due morti. L esercitazione è durata circa due ore nel corso delle quali per i pazienti (una quarantina di figuranti) è stato organizzato l intero percorso assistenziale in emergenza e urgenza fino al ricovero nei più vicini ospedali. Sono stati anche allestiti due punti medici avanzati con vere e proprie postazioni di assistenza dove i pazienti hanno ricevuto le prime cure, sono stati monitorati i loro parametri vitali e poi stabilizzati prima del trasferimento nelle strutture ospedaliere, già pre-allertate. Tutte le operazioni sono state coordinate dalla Sala Operativa, anche questa allestita per l occasione, dove erano presenti i direttori delle centrali 118 di Empoli e Pistoia, rispettivamente i dottori Alessio Lubrani e Piero Paolini, che hanno coordinato la sinergia di tutte le operazioni e testato la validità dei protocolli piante importate da paesi dell Est Europa. Più che motivate, dunque, le preoccupazioni emerse nel corso del convegno «Il nuovo sistema aziendale di autocontrollo fitosanitario», che si è svolto a Masiano, promosso dalla locale Banca di credito cooperativo e al quale ha partecipato anche l assessore regionale all agricoltura Gianni Salvadori. I produttori del verde, insieme alla Regione, cercano di correre ai ripari prima che sia troppo tardi partendo dall autocontrollo delle imprese, insieme al servizio fitosanitario della Regione, che da alcuni viene visto come un altro intralcio burocratico per l attività vivaistica, ma che per l assessore regionale Salvadori è invece di un «atto che gli imprenditori chiedono a vantaggio delle loro imprese, perché ciò determina un elemento di maggior competitività all interno del settore e in questo modo riusciamo a garantire ulteriormente quella qualità, che già oggi è elevatissima, delle nostre piante nel mondo». «Sono decine e decine ha spiegato Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Pistoia gli insetti e i parassiti che possono attaccare le nostre piante, che arrivano dall Est Europa o comunque da paesi a rischio, quindi un sistema di autocontrollo volontario, da parte dei vivaisti rappresenta un metodo per contenere le infezioni, ma anche per fare produzioni di qualità». «Il sistema di autocontrollo fitosanitario per il settore vivaistico ornamentale ha aggiunto Renato Ferretti, dirigente area pianificazione territoriale della Provincia è importante, perché consentirà ai nostri produttori di poter garantire la qualità fitosanitaria delle loro produzioni e questo costituirà un nuovo elemento di vantaggio anche a livello commerciale». FERROVIE Rossi, Porrettana aperta per residenti e turisti Il governatore della Toscana fiducioso anche sul completamento del raddoppio Pistoia-Lucca nel 2018 «La prospettiva è di tenerla aperta e di svilupparla, sia per i residenti che per il turismo». Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sabato scorso a Pistoia per i festeggiamenti del 150esimo anniversario dell apertura della ferrovia Porrettana, che tornerà in attività il 14 dicembre dopo la chiusura avvenuta il 5 gennaio scorso a causa di una frana in località Corbezzi. E a proposito del raddoppio del tratto tra Pistoia e Lucca della Firenze Viareggio Rossi ha riferito di aver parlato con l amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Elia, «che si è detto fiducioso sulla possibilità di completare il raddoppio entro il 2018». «Era l ora - ha commentato Rossi - visto che questo Paese per venti anni si è dimenticato del trasporto regionale. Noi invece faremo una battaglia per i pendolari toscani e continueremo ad investire sul ferro». Tra i presenti ai festeggiamenti l assessore regionale ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli. «Noi abbiamo finanziato con un piccolo bando eventi di promozione di questa linea - ha detto Ceccarelli -, così come di altre linee secondarie della Toscana, perché il messaggio e il nostro impegno deve essere chiaro: in Toscana le ferrovie sono tutte aperte, nonostante i tagli massicci che abbiamo subito nei trasferimenti per il trasporto pubblico locale». «La Regione Toscana e gli enti locali - ha aggiunto - hanno fatto tutto il possibile perché quella frana del 5 gennaio non fosse la causa di una chiusura troppo prolungata, ora questa ferrovia che è bellissima dal punto di vista strutturale, architettonico, che fa parte del paesaggio in tutti i suoi aspetti, possa diventare sempre di più una infrastruttura utilizzata sia dal punto di vista dei trasporti, sia dal punto di vista turistico. Molto importante, da questo punto di vista, sarà la scelta che il Comune e la Provincia hanno fatto su nostra sollecitazione di fare di Pracchia un centro intermodale, dove il trasporto su gomma e quello su ferro si dovranno integrare, togliendo quindi sovrapposizioni e ritornando ad un utilizzo più massiccio del treno». BANCHE Dalla Fondazione Caript 3,6 milioni per welfare e cultura Accolte oltre cento domande, quasi la metà di quelle pervenute Il consiglio d amministrazione della Fondazione Caript ha deliberato di accogliere 108 richieste di contributo, quasi la metà di quelle pervenute relativamente al «Bando annuale 2014», conclusosi lo scorso 31 agosto. L erogazione dei contributi per i progetti ammessi impegnerà la Fondazione per il valore complessivo di euro. Tre le macro-aree di intervento: cultura, sviluppo e servizi alla persona (welfare). I progetti accolti interesseranno realtà e ambiti diversi, con un attenzione particolare ai bisogni di carattere sociale. In particolare per gli enti locali sono state accolte domande per oltre 1,7 milioni di euro (circa il 47% dei fondi stanziati), distribuiti su 25 diversi progetti. Il bando annuale è uno dei principali strumenti con cui la Fondazione opera a sostegno delle organizzazioni non lucrative presenti sul territorio, offrendo un contributo molto spesso indispensabile alla realizzazione dei loro progetti. Benché l attività della Fondazione si attui anche attraverso la programmazione e la realizzazione di iniziative proprie (alle quali viene dedicato un sempre maggior impegno finanziario e gestionale) e bandi specifici (recentemente si è concluso il bando «Cantieri Aperti» per il quale sono stati stanziati ulteriori 3 milioni di euro), gli interventi realizzati su proposta di terzi rivestono ancora un ruolo importante in termini di impiego di risorse e di benefici per il territorio.

11 LaVita Ci sono riferimenti al femminicidio, alla violenza sessuale e alle morti in mare delle migranti, nella mostra della pittrice pistoiese Rossella Baldecchi, intitolata «Stagioni», con la quale l artista sbarca a Napoli, nella sede della Banca Ipibi. La mostra, inaugurata giovedì 4 dicembre alla presenza di autorità del Comune partenopeo, mentre a presentare l artista e le sue opere sono stati Maurizio Tuci, Alfredo Sangiovanni (responsabile della Banca) e Umberto Grieco che ha coordinato l evento, resterà aperta fino al 14 febbraio. «Per me si tratta di una mostra davvero importante - spiega la pittrice -, nella bellissima sede della Banca, la cui terrazza si affaccia direttamente sul golfo di Napoli, esporrò oltre 30 opere della mia più recente produzione, molte delle quali assolutamente inedite». «Con questa mostra Rossella ci racconta una nuova fase della sua vita artistica segnata da un percorso preciso ed estremamente coerente - sottolinea Murizio Tuci - Già fresca di Accademia, a metà degli anni 80, imboccò senza tentennamenti, la difficile strada della ricerca e si affidò ad una tecnica pittorica straordinaria per rappresentare quel suo idilliaco mondo interiore, popolato da bellissime presenze femminili, inserite in una natura rigogliosa e assolutamente priva di negatività. Un mondo utopico, sognato appunto, ma anche messo lì a ricordare quanto diverso fosse da quello reale. Le ragazze evocate avevano tutte gli occhi chiusi, in una sorta di solitaria meditazione, atta a captare le sensazioni al di là della vista e il loro rapporto con la realtà passava per la compagnia di splendidi fiori, docili uccellini colorati, insetti anch essi variopinti, a testimoniare di una natura amica, Sarà Pistoia ad accogliere per il biennio 2014 e 2015, grazie all Associazione Teatrale Pistoiese, il Teatro Laboratorio della Toscana, corso biennale di alta formazione per attori ideato e diretto da Federico Tiezzi e sostenuto dalla Regione Toscana. «E importante per la Toscana ospitare un laboratorio come quello curato da Tiezzi - ha detto l assessora regionale alla cultura Sara Nocentini, presentando il programmma biennale di lavoro insieme allo stesso Tiezzi, al presidente di Atp Rodolfo Sacchettini e all assessora comunale alla cultura Elena Becheri - Siamo così in grado di apprezzare tutto il valore di questa esperienza artistica di formazione vera, nella quale si confrontano in uno scambio continuo l esperienza di grandi maestri con la voglia di apprendimento e di crescita dei giovani attori». Le sessioni del Teatro Laboratorio della Toscana In crescita le risorse stanziate dal Comune di Agliana per fronteggiare il disagio economico. I provvedimenti che vedranno aumentati i propri fondi sono quelli relativi al contributo per gli affitti e il bando per la riduzione o l esonero dal pagamento della quota variabile della Tari per l anno Nel primo caso l Amministrazione comunale aglianese con lo scopo di dare sostanza, per quanto in suo potere, al diritto ad un abitazione, ha deciso di assegnare risorse aggiuntive per 25mila euro a quelle assegnate dalla Regione Toscana al Comune di Agliana (che 7 dicembre 2014 n. 43 ARTE La pittrice pistoiese Rossella Baldecchi espone a Napoli In mostra 30 opere della più recente produzione, molte delle quali inedite PISTOIA - TEATRO Corso biennale di perfezionamento per attori Lo ha annunciato l assessore regionale Sara Nocentini sono in corso dall inizio di novembre presso la Saletta Gramsci di Pistoia, luogo di lavoro permanente, dopo essere stato uno spazio ad intensa vocazione teatrale sin dalla fine degli anni Settanta, quando ospitò in maniera continuativa l allora scena della postavanguardia teatrale (con esperienze che provenivano dalla scena teatrale, dalle arti visive e musicali) ed in seguito ha rappresentato la sede ideale per le proposte di nuova drammaturgia ospitate nel cartellone COMUNE DI AGLIANA Contributi per le famiglie ammontano a euro). Tutto ciò permetterà di aiutare quasi tutte le famiglie che compongono la fascia A (quella con redditi più bassi) della graduatoria dei richiedenti. L altro provvedimento che vedrà aumentare lo stanziamento a disposizione è quello relativo alla riduzione o all esonero non aggredita nè aggressiva, anzi strettamente legata alla vita degli umani. Rossella faceva palesemente appello alle filosofie e alle letterature orientali oltre che ai pensieri di pace e di positiva convivenza civile espressi da poeti ed artisti di tutto il mondo». «I suoi personaggi femminili, divenuti ormai concreti e cocenti - prosegue Tuci -, sono lì a ricordarci quanto possano essere profondi questi sentimenti e vivida questa realtà. I riferimenti alle violenze sessuali, al femminicidio, alle morti in mare delle migranti sono tangibili. Le sue eroine ora gli occhi li hanno non solo aperti, ma sparati su di noi che le guardiamo. Ci interrogano, ci sollecitano, ci costringono ad un emozione fortissima, ci gridano che ora non possiamo più far finta di non sapere». Patrizio Ceccarelli del Teatro Manzoni. Risalgono agli anni Ottanta i rapporti tra l Atp e la Compagnia di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi: numerosi gli spettacoli ospitati all interno della stagione del Teatro Manzoni (l ultimo, «Non si sa come», lo scorso anno), a cui si aggiunge anche l esperienza di coproduzione, nel 2001, dell «Ambleto» dal testo di Giovanni Testori. Dal laboratorio nasceranno due spettacoli: Gli uccelli di Aristofane e Al Pappagallo Verde di Arthur Schnitzler. dal pagamento della tassa sui rifiuti. In questo caso, con i 9mila euro che vengono aggiunti a quelli già stanziati precedentemente (20mila euro), saranno soddisfatte interamente le richieste in graduatoria presentate in risposta al bando. M. B. comunità e territorio 11 Patrocinio della Provincia Pistoia città dei bambini Concorso di narrativa per tutti Prima edizione del nuovo Premio letterario nazionale promosso dall associazione Pistoia Gospel singers della maestra di musica Silvia Benesperi e patrocinato dalla Provincia, avvalorando l esperienza pluriennale sul territorio nell ambito dei concorsi letterari, valorizzando l identità della comunità pistoiese e l impegno delle istituzioni locali nell ambito delle politiche educative per i più piccoli. Da qui l idea di un concorso con protagonisti i bambini ed il loro mondo, finalizzato all educazione degli adulti di domani e quindi alla crescita della coscienza civica collettiva. Particolare rilievo nel Premio alla musica, «importante strumento di aggregazione in una società sempre più multiculturale, -scrive in una propria nota sul concorso Ismaela Capecchi, segretaria del sodalizio organizzatore- alla ricerca di un linguaggio comune». Due le sezioni di narrativa inedita (fiaba o racconto) in lingua italiana con temi Il mondo del bambini e La musica nel mondo dei bambini. Possono partecipare coloro che hanno compiuto il diciottesimo anno d età residenti in Italia o all estero. Le opere, dattiloscritte o in videoscrittura con carattere Times new roman dimensione 12 e lunghezza massima di sei cartelle (1800 caratteri spazi inclusi per ogni cartella), devono pervenire entro il 31 gennaio 2015 in formato Word (doc. oppure docx) all indirizzo ed in forma cartacea all indirizzo: via Dalmazia Pistoia (PT) in quattro copie di cui tre anonime e prive di segni di riconoscimento ed una con dati anagrafici, recapiti dell autore, sezione di partecipazione, dichiarazione firmata di paternità dell elaborato e di accettazione delle condizioni del bando. Non ammesse opere con linguaggio offensivo, truculento o non consono al tema assegnato. Possibile partecipare ad entrambe le sezioni ma con una sola opera per ognuna. Quota di partecipazione, per le spese di segreteria, 10 per una sola sezione e 15 per entrambe, inviata in contanti in busta chiusa nel plico con le copie dell opera. In palio 150 per il primo premio, 100 per il secondo e 50 per il terzo, eventuali premi speciali a discrezione della giuria. Membri della giuria e data della cerimonia di premiazione saranno resi noti al momento della proclamazione dei vincitori, per essere aggiornati sull andamento del concorso consultare la pagina per informazioni intefree.it; Leonardo Soldati PRESIDENZA E DIREZIONE GENERALE Largo Treviso, 3 - Pistoia - Tel SEDE PISTOIA Corso S. Fedi, 25 - Tel FILIALI CHIAZZANO Via Pratese, 471 (PT) - Tel PISTOIA Via F. D. Guerrazzi, 9 - Tel MONTALE Piazza Giovanni XXIII, 1 - (PT) - Tel MONTEMURLO Via Montales, 511 (PO) - Tel SPAZZAVENTO Via Provinciale Lucchese, 404 (PT) - Tel LA COLONNA Via Amendola, 21 - Pieve a Nievole (PT) - Tel PRATO Via Mozza sul Gorone 1/3 - Tel S. AGOSTINO Via G. Galvani 9/C-D- (PT) - Tel CAMPI BISENZIO Via Petrarca, 48 - Tel BOTTEGONE Via Magellano, 9 (PT) - Tel

12 12 comunità e territorio n. 43 La 7 dicembre 2014 V ita Riceviamo e Pubblichiamo Abetone Cutigliano: fusione che convince. E vince Lo confesso. Ho provato emozione nel sedermi in Consiglio Regionale per essere consultato dalla Commissione Affari istituzionali circa la nascita del nuovo Comune di Abetone Cutigliano. Capivo bene, e con me lo capiva il collega Danti, la grande opportunità di poter raccontare l orgoglio dell Alta Montagna pistoiese: territorio che sente forte la crisi nazionale ma che cerca di rispondere, trovando soluzioni straordinarie e innovative, per costruire il proprio futuro. Ho spiegato come è nata la proposta del nuovo Comune, passata al vaglio della popolazione (tramite assemblea pubblica) e del consiglio comunale (senza alcun voto contrario) per poi essere approvata dalla Giunta Regionale come previsto dalla legge. Una scelta dal basso, avanzata dai cittadini e dai loro rappresentanti locali democraticamente eletti. Una scelta non imposta dall alto : da chi ritiene che la sua soluzione, verticistica e opaca, sia l unica. Il nuovo Comune mette insieme due realtà, confinanti e integrate sia per storia che per caratteristiche, valorizzando il senso d identità e di appartenenza come valori costitutivi di una piccola comunità locale di montagna. La nuova realtà istituzionale dell alta montagna non solo semplificherà, ottimizzandolo, il quadro istituzionale montano ma ne favorirà lo sviluppo e la crescita economica. Il nuovo Comune, dati alla mano, porterà risparmi gestionali, recuperi di efficienza, maggiore specializzazione dell area tecnica, mantenimento degli standard nei servizi erogati al cittadino, nuovi e ingenti trasferimenti economici. Tutto ciò continuando a mantenere saldo e vicino il rapporto fra eletti ed elettori. Sollecitato dal presidente della Commissione, ho poi espresso la contrarietà mia e del consiglio comunale di Cutigliano sul cosiddetto Comunone : una proposta ormai vecchia, desueta, di fatto in contrapposizione con l Unione di Comuni, non convincente sul piano pratico e mai sostenuta né da un vero e partecipato movimento popolare né in modo convinto dai suoi stessi, oltretutto pochi, sostenitori. Costruire il nuovo Comune con Abetone e Cutigliano è, al contrario, ipotesi seria che posa le proprie fondamenta nella storia di un territorio e che guarda anche al futuro dell intera nostra montagna pistoiese. Non è certo possibile considerare in via contemporanea più ipotesi paragonando la costituzione di un nuovo Comune alla scelta del luogo di villeggiatura (quest estate scelgo di andare in Sardegna o, in subordinata, in Corsica); allo stesso modo qualcuno, oltretutto, potrebbe alzarsi una mattina e proporre una fusione a cinque (con Sambuca Pistoiese) oppure a sei (anche con Marliana) e perché no a tre (senza San Marcello). Una confusione assurda, altro che fusione! Sono lieto di aver potuto spiegare nel dettaglio la proposta di fusione fra Abetone e Cutigliano, ma anche fiducioso che la Regione Toscana vorrà, come sempre accaduto, rispettare la volontà delle comunità locali in un rapporto di proficua collaborazione istituzionale che la stessa Regione, anche di recente, ha dichiarato di voler rafforzare. Tommaso Braccesi, sindaco di Cutigliano JIU JITSU Sari Rosa, il figlio d arte che eccelle U i chiama Sary (nella foto al centro, tra l istruttore Carella e il compagno Gaggioli), ha 37 anni, pistoiese, è preparatore atletico di Pistoia Basket e Valentina s Bottegone: è figlio di quel Sergio Rosa, valido allenatore/direttore sportivo della Pallavolo Milleluci Casalguidi, quest anno sponsorizzata Sima Energia. Non contento di essere figlio d arte e di fare bene la sua professione è pure atleta di brazilian jiu jitsu, un arte marziale, uno sport da combattimento e un metodo di difesa personale che si specializza nella lotta e in particolare nel combattimento a terra. Al recente Milano Challenge, Sary si è classificato al terzo posto nella categoria master 82,300 kg cintura viola. Ha riscattato così il debutto assoluto nella cintura viola: al Munich Fall International Open, infatti, aveva sì vinto la propria categoria (per l assenza dell unico rivale), ma perso il suo primo e unico incontro senza limiti di peso. Non ha brillato, invece, il compagno di squadra Edoardo Gaggioli, salito sul terzo gradino del podio lo scorso giugno ai Campionati Italiani di cintura bianca, ma squalificato nella competizione meneghina per l esecuzione di una tecnica non adeguata alla propria cintura. I due pistoiesi, protagonisti nelle arti marziali, appunto nel brazilian jiu jitsu IBJJF (International Brazilian Jiu Jitsu Federation), appartengono a una società piccola (conta 8 atleti), ma estremamente competitiva: il Batatinha Team Pistoia, che si allena al Centro di Cultura Fisica di Enzo Basilotta in Via dello Stadio, 3, a Pistoia (per informazioni ed eventuali iscrizioni è possibile contattare il numero o recarsi direttamente in palestra). Sotto la guida del maestro Alexandro Vasconcelos, brasiliano residente a Torino, seguiti dall istruttore Francesco Carella, cintura viola, Sary ed Edoardo sono migliorati e non di poco. Rosa, tra l altro, è stato anche premiato durante la Giornata Olimpica CONI 2014 organizzata dal delegato provinciale del CONI nella Sala Maggiore del Comune di Pistoia. Gianluca Barni spor t pistoiese MISERICORDIA DI PISTOIA Assemblea per l approvazione del bilancio Calcio - Basket Tempi Supplementari R isorge il Pistoia Basket, si ferma la Pistoiese: è la sintesi dell ultima giornata di campionato. Dopo tre sconfitte consecutive, il Pistoia Basket si è sbloccato, conquistando la prima vittoria al PalaCarrara contro l ambiziosa Acea Roma. E stato un successo netto e convincente, tutto l ambiente si è rinfrancato e può guardare al futuro con ottimismo. La squadra è notevolmente migliorata in difesa e anche sotto i tabelloni si commettono meno errori, anzi sembra che i cosidetti cecchini abbiano trovato la formula giusta per domare l avversario: il 70% di realizzazioni, fatto registrare contro Roma, è un dato straordinario. Gli americani sembrano finalmente avviati sulla strada giusta, Williams (27 punti) e Milbourne (19 e 8 rimbalzi) sono stati protagonisti indiscussi, assieme al solito Cinciarini (17 punti) che non finisce di stupire. Ora non resta che continuare su questa strada e possibilmente migliorare, visto che dal punto dei vista dei cali di tensione e di gioco non tutto fila ancora liscio. Detto della squadra, hanno sorpreso un po le dichiarazioni di coach Moretti a fine partita. Ha accusato giornalisti e tifosi di non essere obiettivi, di fare commenti non proprio conformi al gioco espresso dalla Si è svolta, presso la sede di via Bonellina (Parco La Vergine), l assemblea dell Arciconfraternita della Misericordia per l approvazione del bilancio di previsione Il presidente Sergio Fedi ha illustrato le linee-guida principali per realizzare l attività dell associazione nel corso del prossimo anno e il segretario generale Roberto Fratoni ha reso noti i costi e i ricavi del bilancio stesso, che ammonta alla considerevole cifra di euro. Al termine, i soci hanno approvato il bilancio all unanimità. L inaugurazione della Cittadella, la riorganizzazione delle sezioni, lo Spaccio della solidarietà, il progetto Solidarietà e salute, il servizio ambulanze e lo studio di un progetto di prima pronta accoglienza per uomini soli: sono queste le iniziative più importanti che la Misericordia intende realizzare nell anno Ma andiamo con ordine. La Cittadella sarà ultimata e inaugurata nella prossima primavera. Com è noto, si tratta di una moderna social housing con 52 appartamenti di nuovissima concezione, forse il primo esempio in Italia, dove gli abitanti potranno usufruire dei servizi della Misericordia a supporto di quelli personali, come pulizia, spesa a domicilio, assistenza socio-sanitaria, mensa, e altri. Le sezioni, secondo il presidente, dovranno essere più snelle ed efficienti e per ottenere questo sarà necessario modificare lo statuto per essere in linea coi tempi. In questa ottica, c è l intenzione di disciplinare le assemblee riunendo l esame e l approvazione del bilancio preventivo e di quello consuntivo. Sarà potenziato lo Spaccio della solidarietà e trasformato in un moderno progetto che vedrà la Misericordia partner della Caritas diocesana. Al poliambulatorio proseguirà il progetto Solidarietà e salute per erogare prestazioni sanitarie gratuite a molte persone che non riescono, a causa della crisi, a curarsi. Una delle maggiori attività dell associazione è rappresentata dal servizio ambulanze, al quale sono interessati ben 500 volontari. Nei prossimi mesi saranno di Enzo Cabella inaugurate due nuove ambulanze. E a proposito di questi, si è convenuto che i capiguardia imparino le regole e i dettami della religione cattolica mediante la cosiddetta vestizione. I dirigenti vogliono che la città conosca le attività della Misericordia. Sarà, pertanto, organizzato nel prossimo mese di marzo un Open day di due giorni presso la Cattedrale all ex Breda e un convegno per illustrare i risultati delle nuove tecniche di rianimazione (Lucas e defibrillazione precoce). E allo studio un progetto di prima pronta accoglienza che vedrà la Misericordia lavorare in sinergia con altre associazioni del territorio per dare un contributo all ospitalità temporanea a uomini soli, a coloro cioè che per vari motivi non hanno più famiglia né casa in cui abitare. Fedi ha anche reso noto che la Misericordia ha acquistato un terreno confinante con la sede di via Bonellina che potrà consentire nei prossimi anni la costruzione della nuova sede del servizio ambulanze. Enzo Cabella squadra. Ci pare giusto che i tecnici difendano i propri giocatori, ma va onestamente riconosciuto che essi non sono mai obiettivi e vorrebbero che si esaltasse la squadra quando vince (anche quando non lo merita) e si giustificasse sempre quando perde. La Pistoiese è caduta malamente a L Aquila. Malamente, perché non lo avrebbe meritato. Colpita a freddo (dopo appena due minuti di gioco), ha saputo reagire con orgoglio, ha giocato meglio della squadra abruzzese e si è vista annullare dall arbitro un gol che è parso regolare. Nel finale di gara, quando ha tentato il tutto per tutto giocando con ben quattro attaccanti, ha subìto il raddoppio. Un risultato eccessivo e ingiusto, che ha fatto scendere la squadra di Lucarelli di alcuni posti in classifica. Ora la squadra arancione è chiamata a rifarsi sabato 6 dicembre allo stadio Melani contro il Pisa, uno dei derby più sentiti dall ambiente arancione. Il Pisa è una squadra forte ed è una delle candidate alla promozione in B, di conseguenza il compito della Pistoiese è molto difficile, ma gli arancioni hanno i mezzi per vincere (anche se continua a pesare l assenza del cannoniere Romeo) e riprendere la corsa verso le posizioni alte della classifica.

13 LaVita 7 dicembre 2014 n. 43 JOBS ACT & DINTORNI Due milioni e mezzo di giovani inattivi: spreco umano enorme dall Italia 13 avranno spazio per agire in tutte le direzioni proprio alla luce dei due regimi vigenti. In realtà il nostro Paese avrebbe avuto bisogno di una vera svolta, basata su imprese innovative, nuovi mestieri, digitale, infrastrutture, logistica, piano-scuola, spending review, piani industriali settoriali, tecnologie, agricoltura; insomma di una grande politica di sviluppo che valorizzi i nostri punti di forza. Licenziabilità per i nuovi assunti senza la tutela dell art. 18 (salvo in caso di discriminazione o per mancanza di giusta causa), nuovi ammortizzatori sociali, contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti, nuove politiche attive per il lavoro: sono i contenuti principali del Jobs Act del governo Renzi, approvato alla Camera e che la prossima settimana dovrebbe essere varato anche dal Senato. Su pregi pregi e difetti di questa novità si esprime il docente di diritto del lavoro alle università di Modena e Reggio Emilia, Michele Tiraboschi, già stretto collaboratore del giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Brigate Rosse. Col Jobs Act e il contratto di lavoro a tutele crescenti siamo sulla strada buona per uscire dalla crisi del lavoro in Italia? È difficile al momento dare una risposta su provvedimenti complessi e che attendono il perfezionamento parlamentare e il varo delle deleghe. Comunque, a parte lo spirito di fiducia che si deve avere di fronte a ogni riforma i cui obiettivi appaiono condivisibili, se entriamo nei dati di fatto oggettivi la valutazione rischia di essere un po negativa. Infatti, negli ultimi 5 anni, questa risulterà la quinta legge di riforma del lavoro. C è stato un grosso sforzo legisla- Si parla di stabilità, e intanto si profila una nuova campagna elettorale. Certo ci sono in vista altre Regionali. Ma non è questo l obiettivo, che i cittadini hanno già sonoramente snobbato, anche come atto d accusa nei confronti di un ente molto discutibile. Non si sa ancora bene se per le elezioni politiche o per quelle presidenziali, ma le mirabolanti promesse fiscali di governo e opposizione lasciano pochi dubbi che si è aperta una campagna elettorale vera. Tanto più che siamo alla vigilia di un nuovo round di tasse (in particolare sulla casa) che continua a picchiare sulla platea dei soliti noti, sempre più confusi, adirati e impoveriti. Se le dinamiche dell area del centro-sinistra, intorno al Pd, sono abbastanza ben decifrabili, la vera incognita è legata agli altri spezzoni di un sistema politico ancora scosso dal trauma del È oramai posta in tutta la sua evidenza la questione della tenuta del contenitore grillino. È posta in Parlamento, cosa non indifferente, in vista delle elezioni presidenziali e dei numeri che sostengono il governo al Senato. Ma è posta anche nel Paese. Dove potrebbero rifluire questi otto milioni di voti, Il giuslavorista Michele Tiraboschi analizza la riforma del lavoro. Perplessità sulla scelta del contratto unico. La critica più severa: Il compromesso raggiunto non ha sciolto il nodo dell articolo 18. Rimarrà in vigore per i vecchi assunti, creando una situazione di dubbia costituzionalità di Luigi Crimella SI MUOVE LA DESTRA Berlusconi rivendica La Lega incassa? Ora fanno gola anche ai partiti del centrodestra i voti presumibilmente in libera uscita del Movimento 5 Stelle. Intanto si alzano i toni e pure le promesse fiscali. Quasi un clima da campagna elettorale, mentre il vero appuntamento sarà quello per l elezione del presidente della Repubblica oltre che nell astensione? Oltre che a sinistra e al Pd una parte di quei voti certamente potrebbe tornare nell alveo del centrodestra. Prospettiva che enfatizza l altro interrogativo, sulla ristrutturazione di uno spazio in cui Berlusconi continua a rivendicare una leadership, che si vuole baricentrica tra quel pezzo di centrodestra che partecipa al governo e l alleanza Lega Fratelli d Italia, che non teme di autodefinirsi facendo riferimento alla categoria del populismo, come interprete di proteste, timori e rivendicazioni. In realtà il movimento del premier in un primo tempo sembrava avere eroso lo stesso spazio tivo ma con risultati tutt altro che brillanti. È quindi lecito interrogarsi se una legge possa davvero creare posti di lavoro. Le aziende, sia quelle sotto i 15 dipendenti, sia quelle sopra, paiono caute nel giudizio. Qualcuno nota che in realtà saremmo di fronte a una Fornero rivista e corretta, ma non molto Se io fossi un imprenditore sarei molto preoccupato dagli esiti di questa legge, perché in realtà ha un impianto molto simile alla Fornero. Tutti hanno potuto constatare i danni fatti da quest ultima con un unico contratto a tempo indeterminato e il restringimento di partite Iva e contratti a progetto e vari. Di fatto ciò ha prodotto la perdita di posti di lavoro, e intanto non si vedono all orizzonte i correttivi alla stessa Fornero. Ma la riforma viene sbandierata come una grande novità: forse non è così? Il compromesso raggiunto non ha sciolto il nodo dell articolo 18, che rimarrà ancora in vigore per molti anni, forse decenni, per i vecchi assunti, creando una situazione di dubbia costituzionalità. Le aziende infatti dovranno gestire il personale con due diversi regimi e tra l altro i giudici, di fronte a controversie, di Francesco Bonini post-berlusconiano, sul quale visibilmente punta come bacino elettorale. Tutto è dunque in movimento e molto dipenderà anche dal sistema elettorale che sarà adottato alla fine di un percorso che resta ancora assai nebuloso. In realtà il sistema oggi teoricamente in vigore alla luce della famosa sentenza della Corte costituzionale, ovvero un proporzionale selettivo, non è molto lontano da quello di non poche democrazie che funzionano molto bene, senza rincorrere necessariamente la via della semplificazione maggioritaria. Per questo le elezioni presidenziali, che presumibilmente precederanno le politiche, saranno un passaggio molto indicativo e non meno delicato. Tutti i contenitori oggi in Parlamento sono frammentati. D altra parte non ci si può permettere uno stallo prolungato di fronte non solo all opinione pubblica nazionale, ma i paesi dell Unione e del G20, di cui facciamo parte a pieno titolo. E nemmeno una scelta di basso profilo. In realtà è proprio un problema di qualità quello che sta al fondo di tutti gli interrogativi di questo passaggio politico. Attori deboli portano a toni troppo alti in un gioco urlato a somma zero. Un peso che non ci possiamo permettere. Lei dice: prima incentiviamo lavoro e investimenti e poi facciamo le regole: ma in Italia non è andata così. Come rimediare? Il Jobs Act inventato negli Usa nel 2011 prevedeva 447 miliardi di dollari per sostenere imprese e settori innovativi. Anche lì non tutto è andato liscio, però oggi quel paese cresce quasi al 4%, e con esso l occupazione. Da noi invece si è puntato sulla rinuncia all art. 18, cosa in sé positiva, ma tradita in parallelo dal fallimento clamoroso di Garanzia Giovani. I soldi ci sarebbero, ben 1,5 miliardi, ma non riusciamo a spenderli perché Governo e Regioni dimostrano di non essere in grado di prendersi in carico orientamento, qualificazione e accompagnamento dei giovani. Non siamo ancora pronti a passare alla modernità. Perché negli Usa si assume a tutto spiano e da noi no? Perché siamo due mondi e due culture diverse. Là pressoché tutti lavorano anche offrendo lavori a tempo parziale, salari ridotti, grande flessibilità. Nel Dna delle persone c è il cambiamento di occupazione, casa, stato, mentre da noi c è una cultura provinciale, piuttosto statica. Le aziende obiettano che le indennità sostitutive del reintegro sono troppo alte. È vero? Alla base c è che il Paese non cresce e quindi non c è slancio produttivo che si traduca in assunzioni. Gli indennizzi previsti, comunque, mi sembrano leggermente più alti di quanto avviene in altri Paesi. Altro punto delicato è la discrezionalità dei magistrati nel decidere sui reintegri. Lei cosa ne pensa? Credo che tali margini rimangano molto alti. Dopo la riforma rimarranno 8 milioni di lavoratori sotto la tutela dell art. 18 e anche per i nuovi la formula di compromesso raggiunta dalla direzione del Pd dà ancora grossi margini al magistrato. Forse si doveva agire di più con l arbitrato interno alle aziende. Ci dice in poche parole tre contenuti della sua ideale riforma del lavoro? Primo, potenziare l alternanza scuola-lavoro. Da noi i giovani hanno troppa teoria e poca pratica. Secondo: smetterla di scrivere regole che vengono modificate l anno dopo. Così, direi, iniziamo a far funzionare Garanzia Giovani, visto che i soldi ci sono. Terzo: identificare percorsi innovativi, quali un servizio civile sulla tutela del territorio o la cura della persona o il risparmio energetico. Del resto pensiamo all enorme costo di tenere inattivi 2,5 milioni di ragazzi. Uno spreco umano enorme!.

14 14 dall italia n. 43 La 7 dicembre 2014 V ita DOPO L ANNUNCIO DI RENZI Il ritorno dello Stato nella siderurgia Taranto pone condizioni R isanare gli impianti dell Ilva di Taranto con fondi statali, per poi vendere ad acquirenti privati. Questa è l idea di Matteo Renzi, in merito al futuro dello stabilimento siderurgico. Opinione espressa in un intervista rilasciata a La Repubblica. Negli scorsi mesi vari nomi dell industria pesante internazionale avevano corteggiato Ilva. Dopo l uscita di scena del gruppo Jindal, qualche giorno fa, sul tavolo del commissario straordinario Piero Gnudi è giunta la richiesta di acquisto della franco indiana Arcelor Mittal, affiancata dal gruppo Marcegaglia. Un offerta non vincolante in cui però è emerso come il piano ambientale venga considerato troppo oneroso. Anche l Arvedi, che con una lettera ha rinnovato il suo interesse, ha voluto rimarcare che all interno della propria squadra vorrebbe anche la Cassa Depositi e Prestiti. Chi acquista lo fa per garantirsi un profitto, dettando le proprie condizioni. La reazione di Taranto In città, come si avvertono questi ennesimi colpi di scena? L arcivescovo della diocesi ionica, monsignor Quando in un sistema politico si formano tre poli, tra loro inconciliabili, la democrazia corre un rischio gravissimo: l impotenza. Per trovare un precedente bisogna tornare indietro alle elezioni del 1919, le prime con il proporzionale, in cui emersero tre poli; due erano partiti strutturati, popolari e socialisti, e il terzo era la galassia dei liberali; una situazione difficilmente governabile. Così che nel giugno del 1920 fu richiamato al governo il vecchio Giolitti, maestro indiscusso della gestione parlamentare dato che i tre gruppi erano fondamentalmente inconciliabili tra loro. I liberali erano fortemente antisocialisti e anticlericali e mai si sarebbero seduti al tavolo con un prete per discutere di politica, infatti Don Sturzo era il segretario del Partito Popolare anche se non deputato. Nei socialisti prevaleva l anima massimalista decisamente contraria al riformismo socialista che nell anteguerra aveva flirtato con lo stesso Giolitti. I popolari erano ferocemente contrari al gran corruttore, Giolitti, il quale si era sempre disinteressato del Mezzogiorno d Italia lasciato in mano ai galantuomini. I cattolici erano radicati al Sud e nelle campagne ed avevano sopportato la maggior parte dei lutti della guerra, mentre i socialisti, sia pure militarizzati, erano rimasti in fabbrica a lavorare o a mandare i treni nelle retrovie. Nessuno si fidava dell altro e Giolitti riuscì a malapena a formare un governo, ma aveva una base consensuale molto ristretta, fatta ancora da notabili non L arcivescovo Filippo Santoro: Renzi dimostra attenzione per la nostra città e indica una possibilità che sinora non si è realizzata. Le preoccupazioni della società civile e i suggerimenti dei sindacati per lo slancio produttivo e il risanamento ambientale POLITICA L abbiamo scampata bella di Piero Bargellini radicati nel tessuto sociale di un Paese in rapida evoluzione. Le elezioni del 1922 riprodussero lo stesso schema e Giolitti uscì di scena definitivamente. Ancora due anni di convulsioni e poi la crisi, non più governabile, sfociò nel fascismo. Facciamo un passo avanti di quasi cento anni: per la seconda volta nella storia d Italia in Parlamento si è verificata la stessa identica situazione. Partito Democratico, M5S, e Forza Italia, all indomani del voto del 2013, erano apparentemente inconciliabili e il Paese aveva di nuovo bisogno di riforme che solo un governo forte poteva portare a compimento. Qualche differenza: al Quirinale c è (c era) Napolitano e non Vittorio Emanuele III; l Europa, croce e delizia degli italiani, ha fatto sentire il suo peso e nonostante qualche politico ladro la classe dirigente Italiana si è rivelata molto più matura di quella di cento anni fa. Ci sono voluti quasi due anni, ma da quella situazione di stallo si sta faticosamente uscendo. Una parte del centro-destra si è dimostrata responsabilmente classe dirigente dello Stato ed ha accettato un governo di coalizione che desse avvio alle riforme tanto di Marina Luzzi necessarie. Il Partito Democratico, abbandonate le sirene moralistiche anti berlusconiane, ha accettato il confronto e avviato una serie di riforme, prima con Letta e ora con Renzi. Il M5S, il terzo polo nato su di un convulso moto antipolitico, ha perso gran parte del suo appeal e sta subendo pesanti sconfitte alle elezioni locali, nonché una emorragia continua e in parte voluta, di deputati e senatori. E dunque prevedibile che i tre poli si riducano a due e con all attivo alcune importanti riforme: costituzionale, legge elettorale, stato sociale, finanziamento ai partiti, moralità della vita pubblica, e più timidamente, la giustizia, la legge sul lavoro, la disciplina di bilancio. Il pericolo dell ingovernabilità si sta faticosamente superando e ci si avvia ad una gestione dello Stato che veda per almeno cinque anni un programma elettorale promesso, attuato e infine giudicato. L ingovernabilità dovuta a tre schieramenti contrapposti sarebbe stata molto pericolosa, avrebbe dato fiato alle frange estremiste della piazza e ci avrebbe portato ad una involuzione politica ricacciandoci indietro di 70 anni. Filippo Santoro, guarda con speranza all intervento statale. Renzi dimostra attenzione per la nostra città e indica una possibilità che sinora non si è realizzata, perché finora non abbiamo visto un serio intervento dello Stato per la piena realizzazione dell Aia. Ci aspettiamo nuove tec- Nonostante appaia un teatrino della politica estremamente litigioso, in realtà il tessuto sociale e politico italiano ha una compattezza che non ha uguali nel mondo. La Resistenza italiana fu l unica veramente unitaria in Europa, nell Aprile del 1944 Togliatti tolse la pregiudiziale antimonarchica per il governo e nel 1946 da ministro di Grazia e Giustizia varò l amnistia per i fascisti avviando la necessaria riappacificazione dopo la guerra civile; la Costituzione è la sintesi perfetta di tutte le componenti politiche nonostante che socialisti e comunisti fossero all opposizione; quando il terrorismo negli anni 70 minacciava da vicino lo Stato, la politica seppe ritrovare l unità e la fermezza necessarie, così è successo per l offensiva mafiosa siciliana o per i tentativi di colpo di Stato della estrema destra nel dicembre Da buoni commercianti, gli italiani piangono sempre miseria e litigano tra loro, poi, nei momenti difficili, si scopre una insospettata unità di fondo che li rende unici in Europa e nel mondo, con lo stupore di tutti gli osservatori stranieri. Evidentemente, oltre lo Stato, esistono altri luoghi di mediazione politica ed elaborazione culturale, sconosciuti al resto del mondo. nologie che per lo meno riducano, se non eliminino del tutto, l impatto ambientale; un intervento radicale che renda possibile la produzione senza una ricaduta negativa sull ambiente, che ha mietuto tante vittime dalle nostre parti. Poi lo sprone a guardare oltre: Quello che occorre adesso è che ci sia una revisione dell intera politica industriale italiana e del Sud - prosegue Santoro - che si pensi ad una produzione industriale compatibile con la vocazione del nostro territorio, che è orientato al turismo, all agricoltura, alla piccola e media impresa. Dobbiamo andare nella direzione di un futuro che metta al centro non il lucro dell impresa ma la difesa del bene comune, della natura, del mare, dell aria e della vita in tutte le sue manifestazioni. Non ci interessa chi pagherà per mettere a norma gli impianti - afferma Lunetta Franco, presidente del circolo cittadino di Legambiente - ma che non ci si tiri indietro di fronte a precise responsabilità. Un Autorizzazione Integrata Ambientale meno rigorosa è inaccettabile e Federacciai e Mittal non dovrebbero avere il coraggio di chiedere una cosa del genere, a fronte della situazione sanitaria allarmante in cui vive il territorio ionico. Se la considerazione di Renzi parte dal presupposto che gli indiani siano indisponibili a mettere denaro per gli adeguamenti, allora si tratterebbe di una situazione obbligata ma questo ancora non possiamo saperlo. Quello che chiediamo sono certezze sull adeguamento alle prescrizioni dell Aia ed un assetto proprietario stabile, serio e rigoroso che non faccia alcuno sconto in termini di ambiente e salute. L opinione dei sindacati e della società civile Renzi finalmente dice quello che noi ripetiamo da due anni - sottolinea Donato Stefanelli, segretario generale provinciale dalla Fiom Cgil - ora si tratta di capire con quali strumenti si intende realizzare questa idea e quali scelte politiche verranno messe in atto, affidandosi al Fondo Strategico Cassa depositi e prestiti. Come sigle sindacali unite - ammonisce il segretario provinciale della Fim Cisl Mimmo Panarelli - abbiamo chiesto un incontro urgente con il ministro Federica Guidi e con il commissario Gnudi, per conoscere quali siano i numeri delle offerte delle cordate per l acquisto di Ilva ed il perché si sia arrivati a questo punto. Se parliamo di nazionalizzazione, siamo contrari. È un esperienza che già abbiamo vissuto (conclusa con la svendita dell allora Italsider da parte dell Iri ai Riva, ndr). Se invece Renzi si riferisce all intervento dello Stato con una quota all interno di una nuova società, siamo assolutamente favorevoli. Sarebbe un ulteriore garanzia a tutela dei tarantini, perché si realizzi l Aia. Cataldo Ranieri, portavoce del Comitato dei cittadini liberi e pensanti, teme un ritorno al futuro. Un film già visto - dice - ma a differenza del passato, non ci sono più 40mila persone da tutelare. Dal 95 ad oggi come lavoratori siamo scesi di un terzo e non si vedono prospettive di crescita occupazionale. Investire miliardi di soldi pubblici in qualcosa che non ha domani, che senso ha? Si spenda nelle bonifiche e in nuova occupazione, piuttosto.

15 LaVita Saranno quattro milioni di persone a godere dei benefici previsti dall executive order del presidente I presuli sono stati oggetto di contestazioni da parte del mondo conservatore. La risposta: La Chiesa cattolica difende i diritti degli immigrati da sempre e a ogni latitudine di D. Beltrami La Conferenza episcopale americana ha accolto con favore il decreto del presidente Barack Obama che in sostanza regolarizza almeno quattro milioni di immigrati senza documenti, in gran parte ispanici e cattolici. I vescovi Usa, però, hanno anche sottolineato che questo è solo un primo passo in avanti e resta necessaria una riforma strutturale da parte del Congresso. Chiediamo da tempo e con insistenza, spiega monsignor Eusebio Elizondo, vescovo ausiliario di Seattle e presidente del Comitato nazionale sull immigrazione, che l Amministrazione faccia tutto ciò di cui è legittimamente in grado per portare sollievo e giustizia ai nostri fratelli e sorelle immigrati. Come pastori vediamo positivamente ogni iniziativa tesa a proteggere gli individui e che permetta ai migranti di riunirsi alle loro famiglie. La Chiesa cattolica - puntualizza monsignor Elizondo - ha una lunga storia di accoglienza dei poveri, degli emarginati e degli svantaggiati. M icidiali, le parole di Papa Francesco, quando ha ricordato urbi et orbi che per fare le guerre, i soldi si trovano sempre. Si trovano per farle, e si fanno le guerre per far soldi, per impossessarsi di ricchezze e di territori. La storia ci ricorda che si è guerreggiato pure per singoli prodotti: le spezie, l argento, il the, l oppio. Nell ultimo secolo, spesso e volentieri per il petrolio. Ecco, la novità di questi ultimi mesi è invece la guerra col petrolio, cioè usando gli idrocarburi al posto degli eserciti o delle bombe. È una guerra pesante e durissima, poco visibile ma con effetti che interessano il mondo intero. L ha dichiarata - in silenzio - l Arabia Saudita, contro l arci-nemico Iran (e il governo siriano di Assad) e 7 dicembre 2014 n. 43 REGOLARIZZAZIONI Sull immigrazione i vescovi americani a fianco di Obama Il decreto: stop alle deportazioni L executive order di Obama in sostanza consente a quattro milioni di immigrati senza documenti che hanno vissuto negli Stati Uniti per almeno cinque anni di evitare la deportazione, e permette a quelli con la fedina penale pulita, di lavorare legalmente in America. Un altro milione di immigrati sans-papier riuscirà a non essere deportato grazie ad altri articoli della norma presidenziale, tra cui l ampliamento del programma Dreamers, che riguarda gli immigrati arrivati in America da bambini. Inoltre, con il decreto, il presidente Obama ha aumentato i fondi per la sicurezza delle frontiere al fine di respingere i migranti che ECONOMIA Il petrolio come arma Così l Arabia Saudita mette in crisi l Iran e la Russia contro la Russia che spesso e volentieri l appoggia. Un conflitto che appunto usa la produzione petrolifera per mettere in ginocchio le leadership di quei due Paesi. La dinastia saudita ha infatti deciso di aumentare la produzione petrolifera - l Arabia è il numero uno nel settore - nonostante la domanda di oro nero sia in calo ovunque. Per conseguenza, in pochi mesi i prezzi sono crollati: da sopra i 100 dollari al barile, agli attuali 70. Ciò comporta due effetti sui nemici dei sunniti sauditi, hanno attraversato di recente il confine. Ultima opportunità Il direttore del dipartimento di politiche sull immigrazione della Conferenza episcopale americana, Kevin Appleby, dal canto suo sostiene che il decreto presidenziale era l ultima chance per mantenere fede alla promessa di mettere in sesto un sistema che non funzionava da tempo. Per Appleby, infatti, se Obama avesse temporeggiato ulteriormente su questo versante gli attivisti avrebbero alzato molto la voce. Anche perché quello ispanico è il gruppo etnico che ha fatto la differenza, permettendo a Obama di vincere le elezioni del 2008 e del 2012, e sarà determinante anche di Nicola Salvagnin oltre ai prevedibili minori incassi per gli stessi arabi che però sono abbastanza ricchi per permetterseli: la fuga di ogni progetto di ulteriori esplorazioni, perché sotto i 90 dollari al barile non sono più convenienti (e quelle russe nel Mar Artico sono particolarmente complesse e costose); soprattutto, il taglio cospicuo delle entrate per russi e iraniani, le cui economie si basano in gran parte sull esportazione di greggio. Una mossa che fa felici i consumatori di tutto il mondo, però devastante alle prossime presidenziali del Del resto, se nel primo mandato di Obama la grande riforma è stata quella sanitaria, nel secondo doveva essere quella dell immigrazione, che però, una volta approvata in Senato, si era impantanata alla Camera. Riforma strutturale Adesso i vescovi americani chiedono però una riforma strutturale, perché il decreto è ritenuto una misura d urgenza e non è sufficiente per sanare un sistema migratorio inceppato. Sono felice che un sollievo temporaneo sia stato dato a genitori e bambini immigrati che vivevano nella paura quotidiana di essere arrestati e espulsi. Tuttavia il sollievo non è permanente e per alcune economie, e alcuni governi. Tra gli effetti indesiderati, sta mettendo in ginocchio anzitutto il Venezuela post-chavista, ma anche la Nigeria, l Algeria, insomma Paesi che basano l economia sull export di greggio. Ma sono le conseguenze sui nemici che qui ci interessano. L Iran - già soggetto alle sanzioni occidentali - è travolto da un inflazione a doppia cifra; la Russia passerà mesi (i prossimi) di grandissima difficoltà appunto per il combinato di sanzioni economiche i problemi non sono ancora risolti, ha detto monsignor José H. Gomez, vescovo di Los Angeles e autore del recente libro Immigration and the New America. Gomez ritiene insomma che la misura vada nella direzione giusta, quella delle famiglie e della valorizzazione delle persone, della creazione di un iter di legalità che rispetti la dignità umana, ma ha sottolineato che tutto questo non basta. Una storia di accoglienza Dagli ambienti più graniticamente conservatori sono giunte critiche ai vescovi per l impegno diretto sul terreno dell immigrazione. A loro Appleby ha risposto che la Chiesa cattolica difende i diritti degli immigrati da sempre e a ogni latitudine. Dimenticarsene avrebbe significato tradire le sue radici. Dopo tutte le ondate migratorie in America, ha precisato Appleby, prima quella irlandese, poi quella italiana, e più recentemente quella ispanica, per citare solo le più massicce, i vescovi difendevano i diritti degli ultimi arrivati, di cui erano in pochi a curarsi. La Chiesa ha sempre posto l accento su come questi gruppi arricchissero il Paese di nuove energie e competenze. E senza dubbio la Chiesa non si sbagliava. occidentali e di mancati introiti petroliferi. Putin sta facendo il diavolo a quattro, a Mosca e dintorni: stanno saltando alcuni oligarchi con le loro immense ricchezze personali; sta dando fondo alle riserve nazionali di qualsiasi tipo (cereali, fondi pensionistici ). Sa che deve in tutti i modi garantire quel minimo di benessere acquisito dai russi in questi anni. Tra l altro, si trova così nelle condizioni peggiori per eventuali conflitti in Ucraina e dintorni. Durerà molto, questa guerra nascosta? Dipenderà da vari fattori. Non ultimo, la reazione di chi la sta subendo. Perché né a Teheran né a Mosca c è gente disposta a farsi travolgere senza colpo ferire. Quale colpo, vedremo. Gli ultimi soldi, anche questa volta verranno sicuramente trovati per le armi. 15 dall estero Dal mondo Greenpeace in Brasile L associazione ambientalista Greenpeace ha scovato in Brasile una rete di segherie in cui viene trasportato il legname che rifornisce il mercato interno ed internazionale: si tratta di alberi della foresta amazzonica abbattuti in clandestinità e fatti confluire nottetempo in segheria da dove fuoriescono trattati, ripuliti e pronti per essere spediti in Europa come legno legale. Una delle segherie scoperte e identificate esportava direttamente in Francia, Olanda, Svezia e Belgio. Il disboscamento illegale è difficilmente individuabile perché è praticato su aree di ridotte dimensioni, scarsamente visibili, rintracciabili solo impiegando tecnologie come radar e ispezioni aeree. Il fenomeno indica una generale distrazione intorno al tema della deforestazione che, contrattasi negli ultimi anni, ha poi registrato un incremento del 30% nel I curdi L etnìa curda, fra le più numerose (40 milioni di anime nel mondo), è una delle tante che sono prive di nazione, perseguitate, deportate ed in perenne migrazione. I curdi dimorano nella zona nord e di nord-est della Mesopotamia, terra compresa fra Iran, Iraq, Siria, Turchia ed Armenia, da oltre un secolo essi hanno lottato, politicamente e militarmente, per ottenere la nascita di un Kurdistan indipendente, ma i vari stati ospitanti comunità curde hanno sempre opposto diniego all idea di uno stato curdo. I curdi costituiscono la quarta etnìa medio-orientale, dopo quelle rappresentate dagli arabi, dai persiani e dai turchi, nei paesi menzionati, con l eccezione dell Iran, i curdi formano il secondo maggiore gruppo etnico. Il 55% dei curdi di tutto il mondo vive in Turchia, il 30% In Iran e Iraq, il 5% in Siria. Mosca-Pechino Penalizzata dalle sanzioni delle potenze occidentali, Mosca guarda verso est: un accordo fra Russia e Cina permetterà la costruzione di una linea di alta velocità accanto alla vecchia Transiberiana (quasi centenaria). È un progetto ardito e costoso (200 miliardi) che unirà Mosca a Pechino in 48 ore: al momento il viaggio (7.000 chilometri e sei fusi orari) dura sette giorni. Maestri nel campo dell alta velocità, i cinesi vantano la rete ferroviaria AV più estesa del mondo e possono garantire costi modesti rispetto a ogni altra nazione: 13 milioni di euro per un chilometro di ferrovia ad alta velocità, contro 26 milioni occorrenti in altri paesi; macchinari e maestranze cinesi giungeranno in Russia, paese che pagherà Pechino soprattutto con gas naturale e petrolio. In Russia i treni veloci collegano ora la capitale con San Pietroburgo a nord, e con Niznij Novgorod a sud.

16 16 musica e spettacolo n Dicembre 2014 La V ita T ra i molti nomi che hanno affollato gli anni Sessanta hollywoodiani, che sono stati -non va dimenticato- un decennio regressivo del cinema americano, e poi i Settanta, che invece sono stati il loro contraltare, cioè una decade ricca di fantasia e di rinnovamento stilistico (del resto dalle ceneri si risorge sempre), Mike Nichols, figlio di padre russo di origine ebrea, è uno dei pochi che, per la fama che gli è spesso toccata in vita e che lo accompagnerà anche in futuro, ha beneficiato più dal primo periodo che non dal secondo, quando invece la sua vena è parsa via via appannarsi, fino quasi ad eclissarsi del tutto negli anni 80, arco di tempo, questo, in cui l estro nicholsiano si è inaridito su titoli, perlopiù su commissione, corretti ma abbastanza stanchi. Bisogna infatti considerare che il titolo più celebre di quegli anni, in mezzo al tassello un poco prolisso sul pericolo nucleare di Silkwood, la parentesi rosa di un amore tra giornalisti, il manierato Affari di cuore, la caustica quanto bislacca riflessione sul difficile rapporto madre-figlia in Cartoline dall inferno e il conciliante ma vagamente melenso apologo del mito della seconda possibilità di A proposito di Henry, in cui un avvocato di grido si accorge di quanto è preziosa la propria famiglia solo dopo aver perso la memoria ma riacquistato Da Pier Paolo Pasolini a Francesco Rosi, da Totò a Gino Cervi. Il cinema italiano è stato sempre colmo di simboli religiosi, citazioni esoteriche e simboli massonici. Ed è per questo che la dodicesima edizione del Levante International film festival di quest anno, in programma a Bari fino al 22 dicembre, ha voluto fondersi con spiritualità e trascendente sempre presenti nella settima arte. Il tema scelto quest anno dal presidente del Festival, il regista Mimmo Mongelli, è proprio Mystic. Organizzato in collaborazione con Apulia Film Commission e Circuito d Autore, Regione Puglia, Provincia, Comune di Bari, Camera di Commercio di Bari e Italo Orientale, Università di Bari e Accademia di Belle Arti, il festival è suddiviso in quattro macro sezioni: Liff mystic (conferenze), Il cielo sopra Berlino - il cinema tedesco e il trascendente, Finestra a levante - tutti i colori di Kieslowsky e A un passo dal secolo - MosFilm anniversary. Sessanta appuntamenti tra conferenze, proiezioni e tanti ospiti. Tra gli altri: monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto; il teologo ed esorcista padre Michele Bianco; i registi Silvano Agosti e CINEMA Mike Nichols regista de Il laureato la saviezza, è Una donna in carriera, commedia piuttosto cinica ma gradevole, ancorchè sopravvalutata, sull insaziabile ambizione femminile, anche quando si nasconde dietro il sorriso apparentemente ingenuo di Melanie Griffith. Lì -si era nel lo spettatore che ricordava i film del primo Nichols provava già un immensa nostalgia dei vent anni addietro, quando, dopo la gavetta a Broadway, entrò nel mondo del cinema dalla porta principale con un dittico invidiabile, impietosa radiografia della miseria morale della borghesia americana: Chi ha paura di Virginia Woolf?, claustrofobico ring per le liti di due coniugi, che anche nella vita reale non se la passavano troppo bene, Liz Taylor e Richard Burton; quindi il lavoro seguente, che è il capolavoro dell autore e uno dei film più belli del cinema a stelle e strisce dell epoca a colori: Il laureato, un film che ebbe il coraggio di parlare, nella perbenista società americana, La morte a 83 anni di Francesco Sgarano alle prese con la rivoluzione giovanile anti-vietnam e presessantottina (ma negli States le prime manifestazioni furono nel 64), di uno studentello apatico che dopo aver intrecciato una relazione clandestina con una madre di famiglia s innamora poi della figlia, venendo ostacolato in tutti i modi dall invidioso genitore, inviperita come un serpente. Lieto fine, in fuga su un bus verso un incerto futuro: uno dei più finali di sempre, commentato da Simon&Garfunkel, per una pellicola che donò ad Anne Bancroft il ruolo della vita con Mrs. Robinson, a Katharine Ross una fugace celebrità e a Dustin Hoffman (anagraficamente fuori ruolo, era già trentenne) il passpartout per una delle carriere più sensazionali che attore abbia mai posseduto. In Comma 22 Nichols tratteggia, con sapiente miscela di humour e dramma, lo sciocco codice militare e in Conoscenza carnale accoppia Nicholson e Art Garfunkel per una riflessione sulla sessualità (verbale, più che altro) e sul cambiamento dei costumi, che ai tempi fece scalpore, compresa la scena di nudo della prorompente Ann- Margret. Poi molto teatro -molti Tony Awards- e molta tv -e molti Emmy, a dimostrazione che, incontrando favori di grosso pubblico e di critica, non gli sono mai stati lesinati premi. Dopo gli opachi anni 90, anch essi buttati via o quasi in produzioni non degne del suo talento -la strampalata storia di licantropia in Wolf (ancora Nicholson) o la versione musicale, in lustrini e paillettes, de Il vizietto, con Piume di struzzo - centra un colpo d ala imprevisto e notevole, innanzitutto con la serie Angels in America -lo servono egregiamente Pacino e Maryl Streep- poi con Closer, uno dei più affascinanti e originali film sul rapporto di coppia di quest ultimi quindici anni, trampolino di lancio per Clive Owen e l ormai non più bambina Natalie Portman, in cui il pertinente uso degli spazi e degli ambienti gioca un ruolo decisivo nel donare al film un atmosfera di freddo, rarefatto romanticismo LEVANTE FILM FESTIVAL Spazio al cinema che ama la spiritualità Sessanta appuntamenti (fino al 22 dicembre) tra conferenze, proiezioni e tanti ospiti di Andrea Dammacco Louis Nero; lo scrittore Stefano Bisi; il filosofo Diego Fusaro e il giornalista-scrittore James Ulmer. La volontà degli organizzatori della rassegna non sta nello scovare i curiosi misteri insiti nella filmografia italiana e internazionale, ma cercare l immenso valore dell essere umano all interno di un percorso spirituale. Che esso sia cristiano, musulmano o riguardante il campo dell esoterismo massonico. Di sicuro la scelta dei registi non è casuale. Vengono proposti, infatti, Lynch, Bresson, Buñuel, Pasolini, Tarkovskij, Bergman e tanti altri maestri del cinema che, nell arco della loro carriera, hanno sempre ricercato il proprio itinerario spirituale utilizzando il proprio talento per avvicinarsi alla tematica della religiosità, della spiritualità e del misticismo. Si pensi a David Lynch per esempio. Per terminare le riprese di Eraserhead il regista ci ha messo cinque anni. Ma a salvare il finale fu un passo della Bibbia. Oppure Bresson con Processo a Giovanna D Arco e Il diavolo probabilmente in cui il regista analizza l anima dei personaggi verso il proprio destino. Le loro sono opere concettuali e filosofiche nelle quali si rivela il più limpido aspetto artistico del cinema. Un concetto sempre meno frequente. Nella programmazione filmografica del festival viene riproposto Il vangelo secondo Matteo che Pier Paolo Pasolini diresse nel 1964, e che si fonda sulla narrazione della vita di Gesù. Una narrazione ben lontana dal racconto canonico. Un opera, questa, molto controversa. Pasolini, infatti, fu accusato di vilipendio alla religione di Stato per il commento musicale, la mimica facciale del Cristo e i dialoghi. Eppure il suo film è stato riconosciuto come un film vicino alla Chiesa. Pienamente rivalutato dopo la scomparsa del regista, il film attirò l attenzione di alcuni intellettuali del tempo come Natalia Ginzburg, Alfonso Gatto ed Enzo Siciliano. Ma l opera cinematografica di Pasolini va messa in una doppia luce come sostiene monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto: Pasolini cerca sempre la sua dimensione spirituale e con Il Vangelo secondo Matteo manifesta la sua convinzione profonda di fronte a Cristo. Lo attualizza. Ma Gesù parla al vento, parla a nessuno. C è chi dice che questo sia un film cattolico. Ma definirlo così sarebbe come irridere l onestà intellettuale del regista. È certamente un film spiritualista ma non cattolico perché Pasolini si dichiarava ateo e non credeva in Gesù Cristo figlio di Dio. Riteneva invece che fosse uno dei più grandi personaggi dell umanità il cui messaggio ha avuto un impatto in tutti i tempi, anche se storicamente era stato superato. Sostieni LaVita Abbonamento 2015 euro 45,00 Sostenitore 2015 euro 65,00 Amico 2015 euro 110,00 c/c postale I vecchi abbonati possono effettuare il bollettino postale preintestato, e chi non l avesse ricevuto può richiederlo al numero (c/c n ) intestato a Settimanale Cattolico Toscano La Vita Via Puccini, 38 Pistoia. Gli abbonamenti si possono rinnovare anche presso Graficamente in via Puccini 46 Pistoia in orario di ufficio. LaVita Settimanale cattolico toscano Direttore responsabile: Giordano Frosini STAMPA: Tipografia GF Press Masotti IMPIANTI: Palmieri e Bruschi Pistoia FOTOCOMPOSIZIONE: Graficamente Pistoia tel Registrazione Tribunale di Pistoia N. 8 del 15 Novembre sito internet: CHIUSO IN TIPOGRAFIA: 3 DICEMBRE 2014

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