Editoriale: Pag. 1 AUGURI FONDO COMPLEMENTARE, SCELTA PER IL NOSTRO FUTURO

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1 Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n.46) Art.1 comm.1 COMMERCIALE BUSINESS PESARO 4 Trimestre 2012 Geometra oggi

2 Anno XVIII - n 4 Ottobre/Novembre/Dicembre 2012 Aut. Del Tribunale di Pesaro n. 389 del ROC n DIRETTORE RESPONSABILE Carlo Cecchetelli SEGRETERIA DI REDAZIONE Giovanni Babbini Giovanni Corsini COMITATO DI REDAZIONE Elisa Clizia Giuseppe Fumelli Luigi Grandoni Antonella Marchetti Luca Merli Massimo Righi Cataldo Tarricone COORDINAMENTO EDITORIALE Nicoletta Giorgetti COORDINAMENTO TECNICO Serena Pollastrini GRAFICA E IMPAGINAZIONE Artù comunicazione Direzione, Amministrazione Redazione Via A. da Ventura n. 2 Pesaro Tel fax La riproduzione di articoli schizzi e fotografie è permessa solo citando la fonte. Le opinioni espresse dagli autori, redattori, corrispondenti non impegnano nè la direzione nè il Collegio dei Geometri Per le inserzioni pubblicitarie rivolgersi presso: Collegio dei Geometri e Geometri Laureati Provincia di Pesaro e Urbino Tel Editoriale: Pag. 1 AUGURI FONDO COMPLEMENTARE, SCELTA PER IL NOSTRO FUTURO Speciale professioni:» 3 LIBERE PROFESSIONI: IL PERCORSO DELLA RIFORMA COSA CAMBIA NEGLI STUDI E NEI CONSIGLI TERRITORIALI Speciale Spending Rewiew:» 9 DECRETO SALVADANAIO, OVVERO LA SPENDING REVIEW Speciale Decreto Sviluppo:» 10 IL DECRETO SVILUPPO, TUTTE LE NOVITÀ Edilizia, Urbanistica e Territorio:» 12 EDILIZIA: È DEREGULATION Agenzia del Territorio:» 15 CIRCOLARI, PROVVEDIMENTI E COMUNICATI Normative fiscali:» 19 RISTRUTTURAZIONI, RISPARMIO ENERGETICO: NUOVI INCENTIVI L IVA NELL EDILIZIA, COSA C È DA SAPERE Leggi e Decreti, domanda e risposta:» 25 COSA DICE LA LEGGE È SPENDING REWIEW ANCHE ALL UNIVERSITÀ DOMANDA E RISPOSTA Notizie dal Collegio:» 32 LE UNITÀ IMMOBILIARI, COSA FARE SE TROPPO GRANDI STUDI PROFESSIONALI: RITOCCATI I MINIMI IMU, LAVORI ANCORA IN CORSO LOCAZIONI, NIENTE PIU OBBLIGHI CON LA POLIZIA POSTALE Notizie dalla Cassa:» 37 ISCRIVERSI ALLA CASSA, UN OBBLIGO: PER CHI E PERCHÈ VERSO LA PENSIONE PREVIDENZA E CONTRIBUZIONE: LE MODIFICHE PREVIDENZA E ASSISTENZA: IL REGOLAMENTO LA CONTRIBUZIONE: FOCUS SUL REGOLAMENTO Istat:» 42 STATISTICA ED INDICI DI RILEVAZIONE SAGGIO DI INTERESSE LEGALE TRANSAZIONI COMMERCIALI Allegati:» 43

3 Editoriale Auguri a tutti Cari Colleghi, è trascorso un altro anno pieno di impegni come sempre finalizzati alla necessità, prioritaria, dell aggiornamento professionale, mediante incontri ristretti, convegni e dibattiti e, dunque, al rinnovo periodico delle conoscenze che, specie in quest ultimo periodo, hanno continuato a giocarsi sul tema della qualità. Posso dire con orgoglio che la riforma delle professioni, recentemente approvata ed emanata con decreto presidenziale, non ci ha colto di sorpresa in quanto, ad eccezione di alcune novità inserite nel pacchetto di misura, quelle di maggior rilievo, quali tirocinio e formazione continua, già da tempo sono state oggetto di profondo interessamento ed esecuzione da parte del Consiglio Direttivo che ho l onore di presiedere. Per questo non posso esimermi dall esprimere il più vivo ringraziamento ai Consiglieri ed a tutti i Colleghi che, sottraendo tempo prezioso alla propria attività professionale, hanno prestato la loro preziosa collaborazione. A tutti loro vorrei dedicare le parole di un grande Presidente del tempo passato: Hanno scelto la via della professione perché volevano fare quello che da giovani hanno sempre amato, ma soprattutto ora amano quello che fanno. Ora ci aspetta un nuovo anno in cui sarà necessario, anche in virtù delle accennate novità, indirizzare il timone verso un traguardo più ambito che comprende, tra l altro, il più alto grado di ammodernamento del sistema che regola la nostra professione, programmato con l impegno e la determinazione di sempre. Vogliate, con l occasione, ricevere da parte mia e del Consiglio Direttivo, i più fervidi auguri di Buon Natale e sereno Nuovo Anno, che gradirei estendere ai vostri cari e collaboratori di studio. Sempre presente e per ogni momento di necessità, invio i più cordiali saluti. 1 Carlo Cecchetelli Presidente Collegio Geometri e Geometri laureati della provincia di Pesaro e Urbino CHIUSURA SEGRETERIA PER LE FESTIVITÀ NATALIZIE Si comunica che, per delibera del Consiglio Direttivo, gli uffici di Segreteria del Collegio resteranno chiusi nel periodo dal al compresi. Per urgenti necessità si potranno contattare: il Presidente Geom. Carlo Cecchetelli Tel il Segretario Geom. Giuseppe Fumeli Tel

4 Editoriale Gestito dagli stessi organi di amministrazione della Cipag, ci offre opportunità e vantaggi fiscali FONDO COMPLEMENTARE, UNA SCELTA PER IL NOSTRO FUTURO 2 Il Fondo pensione complementare per i geometri è finalmente una realtà. Sono trascorsi tre anni da quando nacque l idea di istituire, anche per la nostra categoria professionale, una previdenza complementare quale ulteriore e maggiore tutela per il futuro pensionistico degli iscritti alla Cassa Geometri, in particolare per i professionisti più giovani. Dall idea si è passati ad analizzare il progetto, la sua fattibilità, supportati da un accurata indagine tra gli associati alla Cipag per valutare aspettative ed esigenze, fino all approdo in Cda: il 6 marzo di quest anno il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha approvato il regolamento. E il Fondo pensione Futura è diventato una realtà, o meglio un opportunità tangibile. Tanti i vantaggi garantiti dal Fondo, che è importante sottolinearlo non ha scopo di lucro, ma si pone come unico obiettivo quello di offrire agli aderenti una prestazione pensionistica aggiuntiva. Ad esempio quelli fiscali: i contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo dichiarato, ai fini Irpef, per un importo non superiore a 5.164,57 euro (nel computo si deve tener conto anche dei contributi versati per i familiari a carico). Quindi la diversificazione delle prestazioni, per offrire risposte concrete ai colleghi che, come è ovvio, hanno esigenze differenti: il Fondo pensione Futura prevede, infatti, prestazioni pensionistiche e non pensionistiche. Le prime si richiedono al termine della fase di accumulo del capitale, le altre si possono, invece, richiedere durante la fase di accumulo. Si tratta, dunque, di anticipazioni da conteggiare sulla posizione maturata, importanti nei casi in cui ci si trovi a dover affrontare spese sanitarie gravi, per sé o per i familiari, o l acquisto della prima casa, anche per i figli. Non solo: l aderente, al momento del pensionamento e dopo almeno 5 anni di partecipazione al Fondo, potrà scegliere se percepire una rendita, oppure un capitale fino al 50% della posizione maturate e una rendita calcolata sul montante residuo. O, ancora, potrà decidere di percepire l intero capitale, qualora la rendita vitalizia calcolata sul 70% della posizione sia inferiore al 50% dell assegno sociale (214,50 euro al mese). A garantire, inoltre, la solidità del Fondo pensione Futura è la sua governance: gli organi di amministrazione e controllo del Fondo sono gli stessi della Cipag, il che significa un contenimento significativo delle spese di gestione, elemento da non sottovalutare nella difficile congiuntura in cui ci troviamo. Nel ricordare, infine, che al Fondo pensione complementare possono aderire tutti i geometri iscritti alla Cassa e i soggetti fiscalmente a loro carico (coniuge e figli), rivolgendosi alla sede del Collegio, mi preme rimarcare che tale adesione non comporta alcun onere, se non quello della contribuzione minima annua, pari a 500 euro (per informazioni più dettagliate, i colleghi sono invitati a visitare il sito web del Fondo: Carlo Cecchetelli Presidente Collegio Geometri e Geometri laureati della Provincia di Pesaro e Urbino

5 Speciale Professioni LIBERE PROFESSIONI: IL PERCORSO DELLA RIFORMA La riforma delle professioni, esclusa quella sanitaria, è diventata operativa dal mese di agosto u.s. con Regolamento emanato con Decreto del Presidente della Repubblica n. 137 del 2 agosto 2012 (G. U. n. 189 del ) che, entrato in vigore il giorno 15 dello stesso mese, di fatto scansiona in momenti diversi la partenza delle novità. Un pacchetto di misure dunque, già da applicare con l entrata in vigore del decreto presidenziale, altre, quali modalità e condizioni di frequenza dei corsi di formazione da parte dei praticanti, formazione continua ed obbligo di assicurazione operativa entro dodici mesi, altre ancora agganciate a provvedimenti attuativi degli Ordini e Collegi, con l avvallo dei Ministeri Vigilanti, quali le disposizioni sulle nuove funzioni dei procedimenti disciplinari riguardanti gli iscritti all Albo, vincolate alla più recente scadenza del 15 novembre Uno dei principi fondamentali del regolamento presidenziale è la delegificazione degli ordinamenti professionali, il cui percorso riformatore, ed anche innovatore, di cui si parla da diverso tempo, ha trovato le radici nel decreto salva-italia di fine anno 2011 che, con poche ma decisive parole, aveva fissato il termine perentorio del 13 agosto 2012 entro cui approvare oppure cancellare i vecchi ordinamenti incompatibili con le leggi via via entrate in vigore. A questo punto occorre domandarsi: liberalizzare le libere professioni potrà agevolare l ingresso dei giovani nel mondo del lavoro? Vero è che liberalizzare può anche significare rilanciare la crescita dei consumi; è noto che un mercato è libero quando vi è piena libertà di entrata, rimuovendo le barriere di ingresso ma, nel campo delle libere professioni, potrebbe creare un problema di eccesso più che un problema di accesso. Allora perché liberalizzare a tutti i costi? La domanda sorge spontanea, visto che liberalizzare non comporta, in teoria, una riduzio- ne dei costi od altri vantaggi assolutamente impalpabili, e la risposta è complessa e semplice allo stesso tempo. Innanzitutto, occorreva rimuovere delle vecchie incrostazioni in accordo con coloro pronti a scommettere che un azione incisiva di revisione delle regole proprie delle libere professioni, avrebbe potuto consegnare nell immediato futuro, una società più equa e migliore. Tutti gli Ordini e Collegi e loro iscritti svolgono un attività per conto dei privati ed anche dello Stato che non può prescindere dal ferreo rispetto di alcune regole quali la formazione, l etica e la qualità delle prestazioni. Dunque, ed anche se con qualche distinguo, il regolamento sulla riforma delle libere professioni, varato in extremis, chiude positivamente il cerchio di un percorso normativo piuttosto accidentato durato per parecchio tempo; il legislatore è intervenuto con ben quattro disposizioni per correggere l impianto normativo che però sposta di poco le reali problematiche con cui, ogni giorno, devono confrontarsi i liberi professionisti. Una cosa è comunque certa: sono state rimos- 3

6 Speciale Professioni 4 se alcune barriere che ingessavano il settore delle attività intellettuali ed ora si tratta di misurare quali vantaggi concreti sorgeranno per cittadini ed imprese da questa nuova ondata liberalizzatrice. Libere tariffe, libera pubblicità, ma anche obblighi: obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro i rischi professionali, obbligo di tirocinio allargato e svolto in modo funzionale alla sua finalità e soprattutto obbligo di formazione continua che abbracci ogni campo dell attività professionale. Un accostamento a dire il vero curioso; è un esercizio retorico, a detta di alcuni, abbinare il concetto di liberalizzazione a quello degli obblighi; è praticamente un ossimoro. Anche il Presidente del CUP (Comitato Unitario Permanente delle libere professioni), Marina Calderone, afferma, e lo ha ribadito in occasione del convegno tenutosi in Pesaro il 27 settembre u.s., che la regolamentazione non è completa e qualche cosa va modificata. Si pensi, ad esempio, alla obbligatorietà della polizza assicurativa professionale, che in alcuni casi può dribblare le convenzioni attuate dagli Ordini e Collegi Nazionali; il decreto lascia infatti al tecnico, libera iniziativa con il pericolo che tutte le clausole inserite siano più difficili da far emergere. I Geometri in particolare, a parte alcune novità entrate nel pacchetto di misure previste dal regolamento, non sono stati colti di sorpresa; tirocinio, formazione ed aggiornamento continuo già da tempo hanno trovato spazio, per giocarsi sul tema della ricerca della qualità. Tra le principali prerogative, considerate il segreto del successo, emergono competenze e conoscenze, informazione e rinnovamento e questi indirizzi chiave hanno accompagnato, negli ultimi vent anni, l attività dei geometri che, in mancanza di riforme, hanno messo in atto una sorta di autoriforma silenziosa per restare al passo con i mutamenti di mercato. E questo è stato possibile attivando un sistema formativo a 360 gradi: dalla formazione continua obbligatoria per gli iscritti a quella dei banchi di scuola destinata ai professionisti del futuro. Il tutto con un occhio rivolto a ciò che succedeva al di là dei confini nazionali e soprattutto col preciso obiettivo di costruire l identikit del professionista tecnico adeguato al tempo attuale ed anche proiettato al futuro. Si cominciò a parlarne nel lontano 2005, quando, in occasione del Congresso di Palermo, fu adottata la prima delibera in materia. Ma l anno della svolta definitiva fu il 2009 con l approvazione di un regolamento che rese la formazione obbligatoria con l inizio di attivazione di corsi specifici. E proprio in coerenza con la qualità della formazione e della qualificazione professionale, già due anni prima, 2007, entrò in vigore il nuovo codice deontologico: norme preordinate per assicurare l esercizio della professione secondo i canoni di correttezza, decoro e dignità, intese a non pregiudicare gli interessi della collettività e dunque a favorire lo sviluppo della società. Impegno questo, che i Geometri hanno rivolto anche verso l Europa, aderendo al Comitè de liason des gèometrès europèens ed anche all Union mediterraneènne des gèometrès, organismi promotori non solo di un codice deontologico unico, ma finalizzati alla libera circolazione dei professionisti promuovendo inoltre ogni attività di rilievo mirata alla miglior conoscenza del territorio. I Geometri possono dire: Benvenuto regolamento, ma noi eravamo già lì.

7 Speciale Professioni COSA CAMBIA NEGLI STUDI E NEI CONSIGLI TERRITORIALI Gli Ordinamenti professionali devono, d ora in poi, essere conformati a quanto proposto dal decreto presidenziale, che si invia in allegato. Accesso (art. 2) Con l articolo introduttivo accesso ed esercizio dell attività professionale non si può non riconoscere al Governo di aver messo mano, con un certo coraggio ed almeno dopo vent anni di buoni e vari propositi, ad una materia delicatissima che coinvolge milioni di consumatori ed oltre un milione di liberi professionisti. Professioni libere ribadisce il decreto nella sua dichiarazione introduttiva, sottolineando il divieto assoluto del limite di accesso e forse dimenticando i numeri già debordanti di iscritti agli Albi (Avvocati in prima linea). Dunque, nessuna limitazione all esercizio della libera professione, se fondata sulle seguenti previsioni: - possesso dei titoli previsti dalle vigenti leggi - mancanza si condanne penali o disciplinari irrevocabili od altri imperativi motivi di interesse generale. Non sono ammesse, inoltre, limitazioni discriminatorie fondate sulla nazionalità del professionista, sulla sede legale dell associazione professionale o della società tra professionisti. Albo unico nazionale (art. 3) Confermata la tenuta degli Albi territoriali relativi alle singole professioni, con la sola novità che in essi, oltre ai dati anagrafici degli iscritti, dovranno essere annotati i provvedimenti disciplinari adottati nei loro confronti. Sulla pubblicità informativa (art. 4) È regolata la libertà di pubblicità informativa relativa all attività professionale nel rispetto delle regole prescritte al comma 2. La violazione costituisce illecito professionale. La normativa ripropone per i Geometri, ed in linea generale, quei principi già deliberati in materia dal Consiglio Nazionale, così come si individua alla sezione III del Codice di Deontologia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2007, essendo anche palesemente indicativa per tutti gli Ordini e Collegi, la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 15 aprile 2011, ove è ribadita la soppressione di vincoli totali in materia di comunicazioni per le professioni regolamentate. Al fine di incentivare la concorrenza, la norma sancisce che il professionista, escludendo i raffronti relativi ed esplicite citazioni nei confronti di un collega concorrente, che costituiscono pubblicità comparativa in senso stretto e dunque non ammissibile, può utilizzare con ogni mezzo la pubblicità informativa riguardo a specializzazioni, organizzazione di studio, compensi richiesti per le prestazioni e quant altro, nel rispetto dei criteri di veridicità e correttezza e dunque, non ingannevoli e/o denigratori ed attenendosi all obbligo del segreto professionale. Si può evincere, inoltre, da un attenta lettura della norma in parola che, una forma di pubblicità anche attraverso la diffusione di volantini, che tanta perplessità ha destato in passato, non è deontologicamente scorretta, né lesiva della dignità professionale, e dunque ammissibile, sempre ovviamente nel rispetto 5

8 Speciale Professioni 6 delle condizioni sopra enunciate. È questo un principio contenuto anche nella sentenza della terza sezione della Suprema Corte di Cassazione, antecedente alla riforma, che ha accolto positivamente il ricorso di un libero professionista sanzionato dal proprio Ordine. La normativa prevede altresì, che rimane immutato il potere di verifica ed eventuale procedimento disciplinare da parte dell Ordine o Collegio di appartenenza. In definitiva, nel concetto di pubblicità informativa deve comprendersi quella comparativa in termini assoluti, ma non in senso stretto, come già precedentemente specificato, sempre auspicando un moderato ricorso alla forma pubblicitaria che, se al contrario è massiva, potrebbe rendere difficoltosa la gestione del contenzioso da parte delle strutture ordinistiche. Obbligo di assicurazione (art. 5) Il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per coprire eventuali danni causati alla committenza e dovrà rendere noto ad essa, degli estremi delle polizze ed il relativo massimale. Di fatto, sopravvive nell architettura del decreto presidenziale, questo obbligo la cui violazione costituisce illecito professionale. La normativa concede agli Ordini e Collegi, dodici mesi di tempo, a partire dall entrata in vigore del presente decreto, per consentire la predisposizione di convenzioni con enti previdenziali o società di assicurazione che potranno avere anche carattere collettivo. È ormai noto che il Consiglio Nazionale Geometri ha già fatto convenzioni con delle compagnie assicuratrici, un ombrello a disposizione di tutti gli iscritti Albo. I Geometri fuori dal coro che hanno trovato inopportuna questa scelta, hanno la possibilità di dotarsi in proprio di copertura assicurativa entro il 15 agosto Tirocinio (art. 6) La riforma degli ordinamenti ordinistici ha introdotto importanti novità sul tirocinio per l accesso alle professioni. La normativa al riguardo, come non mai di estrema chiarezza, prescrive puntualmente ogni requisito ed ogni adempimento per un corretto svolgimento del praticantato che possiamo riassumere in sette punti fondamentali. 1. La definizione, l obbligo e le alternative Il tirocinio ha la durata di 18 mesi (1) e si svolge, di norma, presso lo studio di un professionista abilitato mediante un addestramento tecnico-pratico. In alternativa, può essere svolto in costanza di pubblico impiego o di rapporto di lavoro subordinato privato, purché le relative discipline prevedano modalità ed orari di lavoro idonei a consentirne lo svolgimento. Il tirocinio, per sei mesi e non oltre, può essere svolto anche presso enti o professionisti di altri paesi, purché in possesso di titoli equivalenti ed abilitati all esercizio della libera professione. Inoltre, i primi sei mesi può essere svolto presso una Università convenzionata, posto che si è iscritti all ultimo anno di studi. Sono possibili altre convenzioni per lo svolgimento del tirocinio post-laurea, presso pubbliche amministrazioni. 2. Il dominus Il professionista a cui il praticante è affidato, deve essere iscritto all Albo da almeno 5 anni e non può seguire più di tre praticanti, salvo autorizzazione concessa dall Ordine o Collegio. 3. Corsi di formazione per tirocinanti Per un periodo massimo di sei mesi il tirocinio, oltre che nella pratica svolta presso un professionista, può consistere nella frequenza, con profitto, a corsi di formazione con puntuale ed assidua presenza ed, ovviamente, con esito finale positivo. I corsi saranno disciplinati con regolamento dai Consigli Nazionali degli Ordini o Collegi, previo parere del Ministero Vigilante, entro un anno dall entrata in vigore del presente regolamento. A questi il compito di delibera-

9 Speciale Professioni re modalità e condizioni per l istituzione dei corsi, per le verifiche didattiche intermedie e finali, in merito al profitto ed alla durata dei corsi, che non potrà essere inferiore a 200 ore. 4. Compenso Il regolamento sulla riforma delle professioni ha posto fine alla querelle sulla natura e modalità di corresponsione di un eventuale compenso ai praticanti. Il legislatore ha chiarito che l attività di tirocinio non ha natura di lavoro subordinato allineandosi, in sostanza, all indirizzo della Suprema Corte di Cassazione che si è espressa affermando che il rapporto di praticantato è solo quello di assicurare al giovane le nozioni indispensabili per una futura attività professionale e compensare la formazione, essenzialmente teorica, ricevuta ambito scolastico. In sostanza, è ribadita, anche se non esplicitamente, la disposizione prevista all art. 9 del D. L. n. 1/2012 che abolisce il compenso al praticante, abrogando la norma già prevista dall art. 3, comma 5, del precedente D. L. n. 148/2011. Resta comunque valida la disposizione prevista dall art. 9, comma 6, del citato D. L., secondo la quale, dopo i primi sei mesi di tirocinio, al praticante è riconosciuto un rimborso spese forfettario. 5. Doveri I praticanti osservano gli stessi doveri e le norme deontologiche proprie del dominus e, di conseguenza, sono soggetti al medesimo potere disciplinare. 6. Efficacia Il tirocinio perde efficacia se interrotto per oltre tre mesi senza giustificato motivo. Al contrario, l interruzione può avere la durata di massima di nove mesi per gravi motivi documentabili che però, a termine, dovranno essere recuperati. 7. Compiuto praticantato Terminato il periodo di tirocinio, l Ordine o Collegio territoriale rilascia regolare certificato che perderà efficacia se, entro il termine perentorio di anni cinque, non verrà superato l esame di Stato di abilitazione all esercizio della libera professione. (1) La norma sulla durata del tirocinio era stata introdotta con Decreto Legge sulle liberalizzazioni, lo scorso gennaio. A quel punto si era creato il nodo della retroattività: se cioè, chi aveva iniziato la pratica prima dell entrata in vigore del Decreto Legge n. 1, 24 gennaio 2012, potesse sostenere gli esami dopo soli 18 mesi di tirocinio. Sul tema, il Ministro della Giustizia aveva espresso prima un parere che optava giustamente per l irretroattività; poi visto il caos che si era venuto a creare, ha fatto marcia indietro con una circolare di parere opposto. Formazione continua (art. 7) La categoria dei Geometri ha iniziato l esperienza della formazione in via sperimentale, già dieci anni fa. Dal 1 gennaio 2010, per i Geometri iscritti all Albo è diventato obbligatorio partecipare ad eventi formativi allo scopo di maturare un numero di crediti variabili, in funzione dell anzianità di iscrizione. Ovviamente, a seguito della riforma, la categoria potenzierà i corsi secondo quanto previsto dal decreto, disciplinando, con un 7

10 Speciale Professioni 8 regolamento e previo parere favorevole del Ministro Vigilante, le modalità e le condizioni per l assolvimento dell obbligo di aggiornamento, l organizzazione dell attività ed, infine, il valore del credito formativo professionale, quale unità di misura della formazione continua. Il tutto entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto sulle professioni, che riconfermiamo, avrà scadenza il 15 agosto Sistema disciplinare (art. 8) La riforma delle professioni rivoluziona il sistema disciplinare. Il decreto emanato, infatti, prevede l incompatibilità tra le funzioni politiche e le funzioni sanzionatorie. Scatta, in sostanza, l incompatibilità dei ruoli, come dire: chi amministra non può essere allo stesso tempo giudice nei procedimenti disciplinari. La normativa non riguarda, a livello nazionale, i Geometri, esistendo la professione prima della Costituzione e dunque il problema si pone per i collegi provinciali. È dunque fissato il principio di separazione tra gli organi amministrativi e gli organi disciplinari nell auotogoverno degli Ordini e Collegi. Spetterà al Presidente del Tribunale, nel cui circondario ha sede il Consiglio di Disciplina Territoriale, nominare i giudici sulla base di un elenco di candidati fornito dagli Ordini e Collegi, che dovrà essere pari al doppio dei componenti i vari consigli e la cui trasmissione dovrà avvenire non oltre novanta giorni dall entrata in vigore del decreto e dunque non oltre il 15 novembre p.v. Dei Consigli di disciplina potranno far parte anche soggetti esterni alla Categoria non iscritti all Albo. Presidente del Consiglio di disciplina sarà nominato il professionista con maggiore anzianità di iscrizione all Albo e, se non iscritto, il più anziano di età. Per la carica di Segretario, sarà nominato il più giovane di iscrizione all Albo e, se non iscritto, il più giovane di età. In definitiva, con la riforma del sistema disciplinare, si pone un giusto rimedio all anomalia che il giudice sia stato eletto anche con l apporto di coloro che ora sono sottoposti a giudizio. Si pensi che, tra le sanzioni inflitte, numerose sono quelle determinate dal mancato rispetto degli adempimenti contributivi che, sembra, restino regolate dalle disposizioni vigenti; ma di fronte a comportamenti più gravi, pure oggetto di procedimenti penali, quali i reati patrimoniali, l attuale sistema giurisdizionale ordinistico, sembra sia stato a volte eccessivamente garantista. Con la riforma, l anomalia è sanata? Albo unico e competenze Restano fuori dal regolamento di riforma degli ordinamenti professionali l unificazione delle professioni tecniche in un Albo unico ed, ovviamente, le competenze tecnico/professionali per le quali i Geometri si mobilitano da anni e che, a tutt oggi, non sono mai state oggetto di rivisitazione, generando incresciose situazioni di contenzioso e conflittualità tra i vari Ordini professionali. Due grandi questioni per la risoluzione delle quali, soprattutto per le competenze, sarà necessario un particolare intervento legislativo. Per ora torna in primo piano il problema dell Albo unico dei tecnici di primo livello. Se da un lato, infatti, il decreto liberalizzazioni non contempla l accorpamento tra professioni che svolgono attività similari, dall altro, la relazione illustrativa della riforma divulgata dal Ministro Severino, affronta la questione rimettendo, ai Collegi interessati, la futura costituzione di un corporazione più allargata. Dunque, per il futuro dei Geometri, c è un progetto che li vede impegnati insieme a Periti Industriali e Periti Agrari verso la costituzione di una casa comune del professionista tecnico di primo livello. Il primo passo sarà quello di sottoscrivere un regolamento che tenderà a dare alle tre professioni degli attuali diplomati e dei laureati triennali, la dovuta importanza rispetto al ruolo operativo.

11 Speciale Spending Rewiew IL DECRETO SALVADANAIO, OVVERO LA SPENDING REVIEW Decreto legge n. 95/2012 (S. O. 141/L alla G. U. n. 156 del 6 luglio 2012) convertito in Legge n. 135/2012 (S. O. n. 173 alla G. U. n. 189 del 14 agosto 2012). La Legge emanata dal Governo, conosciuta come Decreto spending rewiew, può considerarsi una manovra composita che si rivolge a diverse platee. Si muove occupandosi di interventi ad ampio raggio sui quali operiamo una ristretta selezione indicando soltanto due argomenti ispirati alle esigenze proprie e familiari dei professionisti: il primo (art.7, comma 42), detta delle nuove regole sui costi dell iscrizione universitaria (cfr. capitolo Leggi e decreti: domanda e risposta ), ed il secondo (art. 21), che attiene alle aliquote IVA, ponendo come obiettivo principale il rinvio dell ulteriore aumento, già messo in calendario nelle precedenti disposizioni, previsto all art. 40 del D. L. n. 98/2011, convertito in L. n. 111/2011. Viene spostato ulteriormente il già previsto incremento delle aliquote IVA come indicato alle seguenti lettere a) e b). a) Dal 1 luglio 2013 (e non più dal 1 ottobre 2012) l aliquota IVA ordinaria aumenterà di 2 punti percentuali raggiungendo il 23%. b) Dal 1 gennaio 2014 sia l aliquota ordinaria che quella ridotta subiranno un decremento di un punto percentuale passando rispettivamente al 22% e 11%. Si comunica che, in base all accordo raggiunto tra le parti politiche il 31 ottobre u.s., il Governo, salvo ripensamenti, ha deciso di sterilizzare l aliquota IVA del 10% che quindi non dovrebbe subire aumenti così come l aliquota del 4%. 9 Alves Balestrieri Agente generale in Pesaro della Via Gagarin, PESARO Tel r.a. - Fax P. IVA Capitale Sociale e ,14 Iscritta al Tribunale di Pesaro al n Iscritta al CCIAA al n

12 Speciale Decreto Sviluppo IL DECRETO SVILUPPO, TUTTE LE NOVITÀ 10 D. L. n. 83 del 22 giugno 2012 (G.U. n. 147 del 26/06/2012) convertito in L. n. 134 del 7 agosto 2012 (G.U. n. 187 del 21/08/2012) entrata in vigore 11 agosto Nel corso degli ultimi anni il legislatore è intervenuto più volte per modificare e proporre novità in materia fiscale (ad esempio l IVA nelle costruzioni) e soprattutto nel campo dell edilizia, argomenti che maggiormente interessano le professioni tecniche nello svolgimento della loro attività. Non è stato da meno il recente decreto sviluppo che ha apportato rilevanti ed interessanti novità sia nel campo immobiliare, sia in materia di interventi in favore della riqualificazione del patrimonio edilizio ed efficientamento energetico ed anche varando alcune innovazioni quali il piano nazionale per le aree urbane nonché alcune semplificazioni in materia di titoli abilitativi inerenti all attività edilizia ed i conseguenti adempimenti connessi. Si è cercato, in sostanza, di correggere alcune tra le tante contraddizioni venutesi a creare nel repentino sovrapporsi di norme, soprattutto le autorizzazioni in materia edilizia, al fine di consentire ai professionisti di attestare responsabilmente la legalità della propria attività in un quadro di certezza normativa. Il tutto è concentrato in soli quattro articoli: - art. 9 Ripristino IVA per cessioni e locazioni nuove costruzioni. - art. 11 Detrazione per interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico. - art. 12 Piano nazionale energetico - art. 13 e 13 bis Semplificazioni in materia di autorizzazioni e pareri per l esercizio dell attività edilizia. Norme che modificano le disposizioni legisla-

13 Speciale Decreto Sviluppo Piano nazionale per le aree urbane Art.12 È il piano nazionale delle città per (tentare di) migliorare le aree urbane degradate. L ambizioso obiettivo è espressamente dichiarato nella relazione illustrativa del decreto-sviluppo secondo la quale lo scopo del Piano è quello di coordinare una serie di interventi nelle aree urbane relativi a nuove infrastrutture, alla riqualificazione urbana,alla costruzione di parcheggi, alloggi e scuole. tive e regolamentari di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 T.U. per l Edilizia con particolare riferimento alla istituzione: - Sportello unico come il solo punto di accesso in relazione ai titoli abilitativi. - Acquisizione delle pratiche presso lo stesso sportello. - Documentazione amministrativa: acquisizione da parte delle Pubbliche Amministrazioni - Immobili oggetto di intervento sottoposto a vincoli di tutela. Esito non favorevole e conseguente formazione sulla domanda del permesso di costruire del silenzio-rifiuto. In particolare l art. 13 modifica l art. 5 commi 1,2,3 e l abrogazione del n. 4 -, l art. 13, l art. 20 e l art. 23 commi 1, 2, 3 mentre l art. 13 bis modifica l art. 6 commi 2, 4 con l abrogazione del n. 3. Responsabilità negli appalti Art. 13 ter La responsabilità solidale di appaltatore e subappaltatore, e non anche il committente imprenditore, riguarda sia le ritenute sul lavoro dipendente sia l IVA dovuta dal subappaltatore per le prestazioni effettuate. La responsabilità viene meno se si verifica che il subappaltatore ha provveduto ai versamenti a pena di una sanzione che va da 5 mila a 200 mila euro. Per quanto attiene ai bonus per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico nonché per l applicazione dell IVA per cessioni e locazioni da parte delle imprese di costruzioni si rinvia al capitolo Normativa fiscale dello stesso periodico. Più dettagliatamente, nel capitolo Edilizia, Urbanistica e Territorio sarà posta in evidenza tutta la normativa alle semplificazioni in materia di autorizzazioni e pareri per l esercizio dell attività edilizia. Al fine di un più diretto raffronto fra le norme del Testo Unico per l Edilizia e le modifiche apportate dalle nuove disposizioni del decreto si inviano, in allegato, il testo degli artt. 13 e 13 bis del decreto legge coordinati con le leggi di conversione. 11

14 Edilizia, Urbanistica e Territorio EDILIZIA: È DEREGULATION 12 Da anni è in atto una deregulation edilizia che, negli ultimi tempi, ha avuto improvvise accelerazioni. Un primo pacchetto di misure ha dato una spinta alla realizzazione di nuove volumetrie in deroga alla programmazione urbanistica esistente che, con l intesa Stato-Regioni, ha dato il via ad una pioggia di leggi regionali impropriamente conosciute come Piani casa. La seconda tendenza del Governo è stata quella di rendere più semplici le autorizzazioni per le procedure delle opere edilizie. Non tutto però negli anni è stato semplificato per il meglio; di fatto le procedure a volte si sono complicate rispetto al passato a causa di provvedimenti affrettati, terribilmente vaghi e mal coordinati che hanno lasciato il campo ad incertezze e dunque inesatte interpretazioni. Ora ci mette una mano e questa volta con segno positivo la legge n. 134/ 2012 di conversione del decreto-legge n. 83/ 2012 denominato Decreto sviluppo, che con provvedimenti, sicuramente da perfezionare in tempi ragionevoli, ha semplificato alcuni interventi in campo edilizio che ha cominciato a conquistare spazi di libertà. Vediamo ora in dettaglio le novità previste dal decreto. La legge di conversione del Decreto sviluppo (art. 13) rafforza il ruolo dello sportello unico per l edilizia che già esisteva ma che, adesso diventa obbligatoriamente il canale privilegiato attraverso il quale deve passare il dialogo dei professionisti e cittadini con l amministrazione, nel momento in cui si fa richiesta di un titolo abilitativo. La norma recita espressamente, infatti, che lo sportello unico per l edilizia costituisce l unico punto di accesso per il privato interessato in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti il titolo abilitativi e l intervento edilizio oggetto dello stesso, che fornisce una risposta tempestiva i luogo di tutte le pubbliche amministrazioni comunque coinvolte. Nella pratica la disposizione riguarderà, in particolare, i permessi di costruire necessari per le nuove costruzioni ed ampliamenti perché gli interventi minori, come è noto non necessitano di alcun titolo abilitativo. Naturalmente laddove esistesse un vincolo su un immobile oggetto di intervento minore SCIA o DIA-, allora anche in questo caso entrerà in gioco lo sportello unico. Più in dettaglio lo sportello dovrà sostituire quello che attualmente fanno tutte le altre amministrazioni acquisendo l assenso dagli Enti preposti alla tutela ambientale, paesaggistica-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Ed ancora, ad esempio, acquisendo le autorizzazioni e le certificazioni dal competente ufficio tecnico della Regioni per le costruzioni in zone sismiche, l assenso dell amministrazione militare per le costruzioni in zone di salvaguardia contigue ad opere di difesa dello Stato, il parere dell autorità competente in materia di assetti e vincoli idrogeologici, gli assensi in materia di servitù viarie, ferroviarie, portuali ed aeroportuali. Sempre in materia del rilascio del permesso di costruire, la legge stabilisce, fra l altro, che il responsabile dello sportello unico, se entro 60 giorni dalla domanda manchi ancora qualche nullaosta o ci sia il dissenso (che non risulti fondato sull assoluta incompatibilità dell intervento), fissi una conferenza di servizi (che altro non è che una riunione dei soggetti pubblici coinvolti per meglio risolvere i problemi semplificando e razionalizzando così il procedimento). È un modo, in definitiva per sbloccare l eventuale inerzia della Pubblica Amministrazione. Le amministrazioni comunali avranno tempo sino al 12 febbraio 2013 per uniformarsi a quanto appena illustrato. Sintetizzando si può dire che 6 sono i punti riferibili allo sportello unico:

15 Edilizia, Urbanistica e Territorio 1) L accesso Lo sportello unico dell edilizia diventa l unico punto di accesso e di dialogo per il professionista e cittadino per qualsiasi pratica amministrativa che riguarda il titolo abilitativo o l intervento edilizio stesso. 2) Le risposte Spetta allo Sportello unico per l edilizia fornire agli interessati tutte le risposte e le informazioni legate alle pratiche edilizie. Finisce quindi il pellegrinaggio dei richiedenti presso le varie amministrazioni per l aggiornamento sullo stato di avanzamento delle istanze: il SUE è l unico ufficio abilitato a dialogare con l utente. 3) I documenti Lo sportello unico deve acquisire dalle altre amministrazioni tutti i pareri e le autorizzazioni tra cui: l autorizzazione per la costruzione in zona sismica, il nullaosta paesaggistico ed ambientale, l autorizzazione per le costruzioni vicino alle zone militari, il parere in materia di assetti e vincoli idrogeologici ed inoltre gli assensi in materia di servitù viarie, ferroviarie, portuali e aeroportuali. 4) Il sollecito In linea con le modifiche apportate allo sportello unico, l art. 13 comma 2, lett. d) del D.L. n. 83/2012 convertito in legge n. 134/2012 introduce il comma 5 bis all art. 20 del Testo Unico per l Edilizia relativo al procedimento per il rilascio del permesso di costruire. Se entro 60 giorni dalla presentazione della domanda lo sportello unico per l edilizia non avrà ricevuto da parte delle altre amministrazioni le intese, i nullaosta o gli assensi eventualmente necessari, oppure sarà intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate, il responsabile dello sportello unico è tenuto ad indire la Conferenza di servizi sempreché il dissenso non risulti fondato sull assoluta incompatibilità dell intervento con i beni oggetto di tutela. Se l amministrazione non interviene scattano le responsabilità amministrative e disciplinari. 5) Le comunicazioni Gli interessati possono inviare ogni comunicazione allo sportello unico con posta raccomandata con avviso di ricevimento. Resta salva la modalità di trasmissione telematica nel caso in cui questa sia obbligatoria. 13

16 Edilizia, Urbanistica e Territorio 14 6) In caso di inerzia del responsabile del procedimento ogni amministrazione deve individuare (e pubblicizzare attraverso il proprio sito) un soggetto al quale attribuire poteri sostitutivi, che dovrà sbloccare la pratica nella metà del tempo originariamente previsto. Il comma 1 dell art. 13 del decreto semplifica ulteriormente le modalità di presentazione della SCIA. Prevalgono l autocertificazione, le attestazioni e le asseverazioni dei tecnici che sono sostitutive dei pareri degli enti e degli organi preposti e delle verifiche previste non solo dalla normativa di rango legislativo ma anche di rango regolamentare, salve le verifiche successive degli organi e amministrazioni competenti. Per completezza va ricordato che non possono essere sostituiti dalla SCIA, e, rimangono pertanto soggetti a pareri e verifiche preventive, tutti gli interventi che interferiscono con vincoli ambientali, paesaggistici, culturali, di pubblica sicurezza, difesa nazionale e costruzioni in zona sismica. In tema di DIA l art. 13 comma 2 lett. E) nella sua versione finale si limita ad apportare lievi correzioni all art. 23 del Testo Unico per L Edilizia. Resta quindi confermata la possibilità di estendere alla DIA l opportunità già prevista per la SCIA di sostituire con autocertificazioni, attestazioni, asseverazioni e certificazioni di tecnici abilitati la sussistenza dei requisiti e presupposti previsti dalla legge, dagli strumenti urbanistici (approvati e in itinere) e dai regolamenti edilizi, per la realizzazione degli interventi eseguibili tramite denuncia di inizio di attività. Questo ovviamente sempre con l eccezione dei pareri relativi ai vincoli (ambientali, storico-artistici, paesaggistici, idrogeologici e concernenti la pubblica sicurezza ecc.). Altri ritocchi apportati dal decreto riguardano il caso in cui l immobile oggetto dell intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela compete anche in via di delega, all amministrazione comunale: il termine di 30 giorni per l effettivo inizio dei lavori decorre dal rilascio del relativo atto di assenso. Se tale atto non è favorevole la denuncia è priva di effetti. Qualora l immobile oggetto dell intervento sia invece sottoposto ad un vincolo la cui tutela non compete all amministrazione comunale (art. 13, comma 2, punto 5) il competente ufficio comunale acquisisce il relativo assenso nell ambito della conferenza di servizi di cui al comma 5 bis ed il termine dei 30 giorni decorre dall esito della conferenza. In caso di esito non favorevole, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-rifiuto. Le disposizioni si applicano entro il 12 febbraio 2013 vale a dire entro il sesto mese dall entrata in vigore della Legge n. 134/ agosto Novità anche per i fabbricati adibiti all esercizio di impresa (art. 13 bis). Su questi, d ora in poi, possono essere realizzate modifiche interne di carattere edilizio o variazioni di destinazioni d uso con una semplice comunicazione asseverata di inizio lavori. Va detto che la previsione lascia qualche dubbio interpretativo soprattutto con riferimento alla possibilità di variazione delle destinazioni d uso. Una lettura corretta dovrebbe essere però che, all interno di un immobile di impresa, i singoli locali possono essere trasformati in uffici, magazzini a deposito cioè in spazi utili ai fini aziendali, ma non che possano diventare ad uso abitativo.

17 Agenzia del Territorio CIRCOLARI, PROVVEDIMENTI E COMUNICATI Comunicato del 3 maggio 2012 Elenco dei Comuni interessati dall attività di attribuzione della rendita presunta ai fabbricati non dichiarati in catasto ai sensi dell art. 19, comma 10, del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010 n Attività di pubblicazione per la notifica degli esiti. Sul sito internet dell Agenzia del Territorio è disponibile, per la consultazione, l elenco delle particelle di catasto terreni e le corrispondenti unità immobiliari urbane del catasto edilizio urbano, oggetto di attribuzione di rendita presunta per tutti i Comuni interessati. Provvedimento del 25 giugno 2012 Modalità di attuazione del procedimento di cancellazione, di cui all art. 40 bis del decreto legislativo 1 settembre 1993 n. 385, delle ipoteche iscritte da oltre venti anni e non rinnovate. Le disposizioni del presente provvedimento si applicano alle ipoteche iscritte da oltre 20 anni, e non rinnovate, a garanzia di obbligazioni derivanti da contratti di mutuo o di finanziamento concesse da banche ed intermediari finanziari ovvero enti di previdenza obbligatoria ai propri dipendenti e iscritti. Il Direttore dell Agenzia del Territorio ha esteso alle ipoteche iscritte da più di 20 anni e non rinnovate la procedura semplificata di cancellazione disciplinata dal Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui all art. 40 bis del citato decreto legislativo. Giova rilevare che l ipoteca conserva il proprio effetto per venti anni dalla sua iscrizione art c.c. e che, correlativamente l art c.c. cita, tra le cause di estinzione dell ipoteca la mancata rinnovazione entro il termine di cui alla norma precedentemente citata. Nota del 22 giugno 2012 Prot Accertamento degli immobili ospitanti gli impianti fotovoltaici. Quando scatta l obbligo di accatastamento degli immobili che ospitano impianti a pannelli fotovoltaici? Quali sono i requisiti previsti per tali impianti al fine del riconoscimento del carattere di ruralità? A questi quesiti ed altri interrogativi risponde l Agenzia del Territorio con la nota del 22 giugno u.s. indirizzata ai propri uffici provinciali che reca precisazioni tecniche attinenti in particolare a quanto segue: a) i criteri generali posti a base dell attribuzione della categoria e della rendita catastale; b) i casi per i quali sussiste l obbligo di accatastamento di tali impianti; c) le problematiche attinenti la ruralità incidentale degli immobili ospitanti; d) la gestione dei casi di realizzazione degli impianti su terreni di terzi; e) la rappresentazione grafica in cartografia catastale. Quanto sopra specificato in tre punti chiave della citata nota da cui emergono le tematiche fondamentali e gli aspetti sostanziali: punto 1 Criteri generali per l attribuzione della categoria catastale e della rendita; punto 2 Le installazioni fotovoltaiche per le quali sussiste l obbligo di accatastamento; punto 3 La ruralità degli immobili ospitanti gli impianti fotovoltaici. In considerazione dell importanza dell argomento e delle rilevanti implicazioni che ne derivano in ambito fiscale, l Agenzia del Territorio ne raccomanda la più ampia diffusione. Si invia la nota in allegato (Si esclude l allegato tecnico della nota che è reperibile collegandosi al sito dell Agenzia del Territorio). Provvedimento interdirigenziale del 26 giugno 2012 Modalità di presentazione, per via telematica, dell atto di surrogazione di cui all art. 120 quater del decreto legislativo 1 settembre 15

18 Agenzia del Territorio 1993 n Le disposizioni di cui al presente provvedimento si applicano ai contratti di finanziamento conclusi tra banche o intermediari finanziari con persone fisiche come è definito all art. 1, comma 1, lett. T) del decreto legislativo 27 gennaio 2010 n. 11, nonché ai finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti. Comunicato del 28 giugno 2012 Evoluzione del sistema di aggiornamento del catasto dei terreni con la procedura PRE- GEO 10.5 Trattasi di una nuova procedura realizzata con il partner tecnologico SOGER e messa gratuitamente a disposizione dei professionisti abilitati alla presentazione degli atti di aggiornamento del catasto. Con il nuovo sistema si può operare direttamente sulle banche dati del catasto terreni attraverso una procedura automatica fondata su regole condivise. La procedura è disponibile sul sito dell Agenzia del Territorio. Circolare n. 1 del 28 giugno 2012 Integrazioni alla Circolare n. 3 del 16 ottobre Approvazione automatica degli atti di aggiornamento del Catasto Terreni con contestuale aggiornamento della mappa e dell archivio censuario mediante l ausilio della procedura PREGEO 10. È una seconda integrazione alla Circolare n. 3 del 16 ottobre 2009 in quanto la prima integrazione alla stessa era già stata emanata con la precedente circolare n. 1 del 28 maggio Si ricorda che alla circolare n. 3/2009 di pari oggetto sono compresi l allegato n. 1 Informazioni aggiuntive presenti nel nuovo estratto di mappa e l allegato n. 2 Schede esemplificative delle tipologie degli atti di aggiornamento attualmente trattate dalla procedura PREGEO

19 Agenzia del Territorio Provvedimento 17 luglio 2012 Annotazione negli atti catastali delle sentenze tributarie. In sostanza atti catastali aggiornati con le sentenze in giudicato. Gli atti catastali devono essere aggiornati in tempi brevi dopo il passaggio in giudicato delle sentenze che accolgono totalmente o parzialmente il ricorso del contribuente. L aggiornamento deve essere effettuato anche nei casi in cui le sentenze delle commissioni tributarie accolgono totalmente o parzialmente il ricorso del contribuente e che non costituiscono titolo esecutivo. Queste sono alcune indicazioni contenute nel citato provvedimento che, emanato il 17 luglio, la cui efficacia è, di fatto, differita al 15 settembre. Il provvedimento disciplina le modalità di annotazione negli atti catastali delle sentenze delle commissioni tributarie che decidono le controversie concernenti: intestazione, delimitazione, figura estensione e classamento dei terreni, la ripartizione dell estimo fra i compossessori a titolo di promiscuità di una stessa particella e la consistenza, il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l attribuzione della rendita catastale. Nel provvedimento è posto in rilievo che l aggiornamento va fatto per ogni unità immobiliare interessata con l indicazione dell esito del giudizio. Provvedimento interdirigenziale del 20 luglio 2012 Estensione a tutto il territorio nazionale del regime transitorio di facoltatività della trasmissione per via telematica del titolo da presentare al Conservatore dei registri immobiliari nell ambito delle procedure telematiche di cui all art. 3 bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n Comunicato stampa congiunto del 23 luglio 2012 Estesa la trasmissione telematica degli atti notarili a tutti gli uffici provinciali dell Agenzia del Territorio. Comunicato stampa del 26 luglio 2012 Anagrafe immobiliare integrata: attivazione sperimentale del servizio di consultazione integrata per 117 Comuni. Comunicato del 7 agosto 2012 Modalità di presentazione delle domande e delle autocertificazioni necessarie ai fini del riconoscimento del requisito di ruralità dei fabbricati ai sensi del decreto 26 luglio 2012 del Ministero dell Economia e delle Finanze. Provvedimento 8 agosto 2012 Modalità di presentazione delle domande di voltura riguardanti atti soggetti ad iscrizione nel registro delle imprese che comportano mutamento nell installazione catastale. Circolare n. 2 del 7 agosto 2012 Nuova disciplina in materia di censimento dei fabbricati rurali ai sensi dell art. 13, commi 14 bis, 14 ter, 14 quater del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 e del decreto del Ministero dell Economia e delle Finanze 26 luglio Circolari sostituite: Circolare n. 6 del 22 settembre Circolari integrate: Circolare n. 7 del 15 giugno La circolare in oggetto (paragrafo 6) anticipa una importante novità nell ambito catastale. Si tratta della nuova versione della procedura DOCFA denominata che, disponibile sul sito dell Agenzia del Territorio già dal 4 settembre u.s., sarà resa obbligatoria a partire dal 1 dicembre Sino a tale data sarà possibile utilizzare alternativamente la precedente procedura DOCFA o la nuova release (4.00.1) dovendo però tener conto delle novità inserite nella versione aggiornata. Questa infatti possiede due nuove tipologie di intervento per la dichiarazione dei fabbricati rurali come specificato nell allegato tecnico alla stessa circolare. - Tipologia 1 relativa ai fabbricati di nuova 17

20 Agenzia del Territorio 18 costruzione od oggetto di interventi edilizi per i quali sussistono i requisiti di ruralità (art. 2, comma da 5 a 7 D. M: del 26 /07/2012). - Tipologia 2 relativa ai fabbricati rurali già censiti al catasto terreni (art. 13 comma 14 ter D. L. n. 201/2011 Per entrambe le tipologie si rende necessario allegare le specifiche autocertificazioni utilizzando i modelli allegati al citato Decreto del Ministero della Economia e Finanze del 26 luglio 2012 che insieme alla relativa documentazione compongono un unico file da sottoscrivere in forma digitale e da spedire agli uffici. La circolare n. 2 entra (paragrafo 2) anche nell ambito fiscale attinente ai fabbricati rurali. Con il decreto del 26 luglio il ministro dell Economia e delle Finanze ha stabilito le modalità per l inserimento negli atti catastali della sussistenze dei requisiti di ruralità dei fabbricati, fermo restando il classamento originario delle costruzioni rurali ad uso abitativo. Si tratta di una nuova normativa modellata sulle regole ordinarie catastali che, quindi, vanno nella direzione opposta al consolidato orientamento della Corte di Cassazione secondo cui soltanto l accatastamento del fabbricato come rurale con l attribuzione della categoria A/6 ( per le unità abitative) e D/10 (per le unità strumentali) assicura ai contribuenti l esclusione (e non l esenzione) dal pagamento dell ICI. Alla luce della normativa prevista dal citato decreto ministeriale la circolare dell Agenzia del Territorio avvalora che i fabbricati per i quali sussistono i requisiti di ruralità, già censiti al CEU e oggetto delle nuove domande, mantengano la categoria attribuita e gli altri dati di classamento, siano essi a destinazione abitativa o strumentale all esercizio delle attività agricole. Perciò, ai fini fiscali ed in particolare agli effetti ICI, non è più necessaria l attribuzione nelle categorie catastali A/6 e D/10 in quanto, come specificato nello stesso paragrafo 1 della circolare, l apposizione dell annotazione sancita all art. 1 comma 2 del nuovo decreto ministeriale del 26 luglio 2012 ha lo stesso effetto dell assegnazione delle suddette categorie disciplinate dalla norma abrogata. In sostanza i requisiti necessari per il riconoscimento del carattere di ruralità sono completamente indipendenti dalla categoria catastale che è loro attribuita. Si richiama sull argomento anche quanto chiarito dal Dipartimento delle Finanze con la Circolare n. 3/DF del 18 maggio 2012 laddove ai fini IMU si precisa che possono essere considerate strumentali e quindi soggette all aliquota agevolata del 2 per mille anche le unità immobiliari censite in categoria diversa da D/10. Più specificatamente si può dire che un immobile può considerarsi rurale anche se accatastato in categorie di gruppi ordinari (diversi da A/6 e D/10) che possono godere, anche ai fini IMU, del regime di favore così distinto: - applicazione dell aliquota per abitazione principale per i fabbricati rurali ad uso abitativo a ciò destinati - applicazione dell aliquota del 2 per mille (che può dai Comuni essere ridotta all 1 per mille) per i fabbricati rurali ad uso strumentale ai sensi dell art. 8 commi 5, 6, 7- del D.Lg n. 23/2011. Circolare n. 3 del 12 settembre 2012 Trascrizione dell accettazione tacita dell eredità. Profili sanzionatori Circolare n. 4 del 28 settembre 2012 Decreto-legge 2 marzo 2012 n. 16 convertito con modificazioni dalla legge 26 aprile 2012 n. 44. Consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale. Consultazioni personali. Modifiche alla Tabella dei Tributi speciali catastali e alla Tabella delle tasse ipotecarie. Prime indicazioni. Le visure catastali sono a pagamento. Dal 1 ottobre saranno esentati dal versamento del tributo catastale e ipotecario solo le persone fisiche per le visure relative ai beni propri. In tutti gli altri casi i tributi sono invece sempre dovuti. Tabella in allegato.

21 Normative fiscali RISTRUTTURAZIONI E RISPARMIO ENERGETICO: I NUOVI INCENTIVI La Legge n. 134 del 7 agosto 2012 di conversione del Decreto Legge n. 83 del 22 giugno Decreto Crescita è entrata in vigore in modo più ampio rispetto al passato in termini di incentivi concessi a seguito delle opere di ristrutturazioni edilizie e soprattutto di contenimento energetico. Sia pur con generico riferimento, il Governo ha inteso porre la massima attenzione e sensibilizzazione ad un problema attuale ed indifferibile quale la realizzazione di opere finalizzate al conseguimento del risparmio energetico, con particolare riguardo all installazione o modernizzazione di impianti basati sull impiego di fonti di energia rinnovabili. Le legge di conversione entrata in vigore, l 11 agosto 2012 ha, di fatto, modificato l art. 11, commi 1 e 3, del rispettivo Decreto-Legge, concedendo una ulteriore proroga al 30 giugno 2013 (precedente scadenza 25 giugno 2012) delle percentuale massima dell agevolazione per opere di contenimento energetico pari, sino alla data indicata, al 55%. È stabilito inoltre che, a differenza del bonus ristrutturazioni riservato esclusivamente a persone fisiche, sono ammessi a beneficiare della detrazione del 55%, anche le società di persone, le società di capitali, le associazioni tra professionisti e gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. Sono inoltre agevolabili, con la stessa aliquota, anche gli interventi sugli immobili strumentali, mentre restano esclusi quelli effettuati durante la fase di costruzione degli immobili. Un altra novità è rappresentata dalle modalità di pagamento: a differenza delle ristrutturazioni edilizie, sulle cui spese è imposto il pagamento con bonifico bancario o postale, in caso di riqualificazione energetica, tale strumento è obbligatorio solo per i contribuenti non esercenti attività di impresa, mentre i titolari di impresa possono provvedervi anche a mezzo di assegno bancario non trasferibile, assegno circolare, ecc. Nessuna novità, invece, per quanto riguarda le altre regole della disciplina: restano invariate il numero delle quote annuali (dieci) di pari importo su cui va obbligatoriamente spalmato il beneficio fiscale, nonché gli importi massimi di spesa detraibili, a seconda del tipo di intervento. Alla luce dunque, delle modifiche apportate dalla legge di conversione, si ripropone una nuova tabella riepilogativa (in sostituzione di quella già trasmessa con il periodico n. 3/2012) dei bonus per il risparmio energetico in vigore dall 11 agosto

22 Normative fiscali BONUS RISTRUTTURAZIONI E RISPARMIO ENERGETICO LA DETRAZIONE A SECONDA DELLA DATA DEL BONIFICO Pagamento effettuato TIPOLOGIA DI INTERVENTO Entro il 25/06/2012 Manutenzione straordinaria (anche ordinaria sulle parti comuni condominiali), restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione. Tutti gli altri interventi previsti dall art.16-bis del TUIR incluse le opere finalizzate ai risparmi energetici, non agevolabili al 55% TIPOLOGIA DI INTERVENTO 36% su max per immobile 36% su max per immobile Pagamento effettuato Entro il 31/12/2012 Dal 26/6/2012 al 30/6/ % su max per immobile 50% su max per immobile Dal 1/01/2013 al 30/06/2013 Interventi sull involucro di edifici o di unità immobiliari 55% su max ,90 55% su max Installazione pannelli solari per la riproduzione di acqua calda (1) 55% su max ,90 55% su max Finestre comprensive di infissi e porte per locali riscaldati 55% su max ,90 55% su max Sostituzione impianti di climatizzazione invernale e scaldacqua tradizionali 55% su max ,45 55% su max Riqualificazione energetica di edifici già esistenti (2) 55% su max ,18 55% su max Dal 1/07/ % su max per immobile (1) A condizione della copertura di garanzia di almeno 5 anni e conformità alle norme UNI EN (2) Altre tipologie di intervento di cui alla detrazione del 55% possono essere: - la porta blindata, se ha le caratteristiche di trasmittanza termica prescritte all allegato B del D. M la coibentazione interna di pareti e soffitti, anch essa prescritta all allegato B del D. M Rimangono invariate le seguenti regole della disciplina: a) Data inizio lavori Ai soli fini della detrazione del 55% non sussiste l obbligo di comunicare preventivamente alla ASL (Azienda Sanitaria Locale), a mezzo raccomandata, la data di inizio lavori (C. M. n. 36/E/2007). Tale obbligo rimane, invece, mantenuto in relazione a quanto stabilito dalla normativa in materia di salute e di sicurezza nel luogo di lavoro e nei cantieri. b) Responsabilità del tecnico Per il riconoscimento delle detrazioni occorre che un tecnico abilitato asseveri, sotto la propria responsabilità civile e penale, che l intervento risponde ai requisiti di riqualificazione energetica prevista dalle seguenti norme: art. 1, comma 348, della Legge n. 296/2006 e art. 4, comma 1, lett. a) del D. M c) Abolizione dell obbligo di comunicazione preventiva Il D. L. n. 70/2011 ha soppresso l obbligo di inviare preventivamente la comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo dell Agenzia delle Entrate di Pescara. In sostituzione dell obbligo soppresso, l Amministrazione Finanziaria ha previsto l obbligatorietà di indicare nella dichiarazione dei redditi, alcuni dati precedentemente contenuti nella comunicazione di inizio lavori e di conservare i documenti indicati nel Provvedimento n del d) Comunicazione all Agenzia delle Entrate in caso di prosecuzione dei lavori L art. 29, comma 6, del D. L. n. 185/2008 ha introdotto l obbligo di dover effettuare, mediante apposito modello, una specifica comunicazione all Agenzia delle Entrate, nel caso di lavori che dovessero continuare nell anno successivo a quello di inizio. Sul piano dei dati

23 Normative fiscali richiesti, il modello in esame dovrà indicare: - i dati identificativi del soggetto dichiarante o, nel caso di parti comuni all edificio, dell Amministratore - i dati identificativi dell immobile (dati catastali, ecc.) - la tipologia di intervento - la data di inizio lavori Ovviamente, il modello non dovrà essere presentato se i lavori sono iniziati e conclusi nello stesso anno di imposta, oppure se nel primo anno in cui sono iniziati i lavori, non sono state sostenute alcune spese. e) Conservazione della documentazione L elenco completo della documentazione deve essere conservata a cura del contribuente ed esibita, su richiesta, agli uffici di competenza. In particolare, si devono conservare: - le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia dei lavori (concessione, autorizzazione o comunicazione inizio lavori); in mancanza di queste, una dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà ove sia evidenziata la data di inizio lavori - la domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti - la ricevuta dei pagamenti ICI e IMU (a partire dal 2012) - l eventuale delibera assembleare che ha autorizzato i lavori interessati alle parti comuni dell edificio - la dichiarazione di consenso del possessore nel caso i lavori siano eseguiti dal detentore - la comunicazione preventiva inviata all Azienda Sanitaria Locale - le fatture, le ricevute fiscali ed i bonifici di pagamento f) Soppressione dell obbligo di indicare in fattura il costo della manodopera (Legge Finanziaria 2010 n. 191/2009) g) Adempimenti per il pagamento È rimasto immutato l obbligo di dover procedere ai pagamenti delle spese mediante bonifico bancario o postale. Il riferimento normativo è tassativo e dunque non sono ammesse altre tipologie di pagamento, come ad esempio assegni, ecc. Nel bonifico bancario o postale, dovranno essere indicati: - il codice fiscale del beneficiario o di tutti i soggetti che intendono fruire della detrazione; per gli interventi nelle parti comuni degli edifici, va indicato il codice fiscale dell Amministratore. - il numero di partita IVA e codice fiscale del 21

24 Normative fiscali soggetto a favore del quale è effettuato il pagamento. Possono essere pagate con modalità diverse dal bonifico bancario o postale, le spese inerenti gli oneri di urbanizzazione, le ritenute d acconto operate sui compensi professionali, le imposte di bollo, i diritti pagati per le concessioni, nonché le tasse per l occupazione del suolo pubblico. h) Documentazione da inviare all ENEA Il soggetto che intende fruire dell agevolazione per la riqualificazione energetica, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, deve trasmettere all ENEA, mediante raccomandata con ricevuta semplice e con la causale di riferimento detrazioni fiscali, all indirizzo: ENEA DI- PARTIMENTO AMBIENTE, CAMBIAMENTI GLOBALI E SVILUPPO SOSTENIBILE Via Anguillarese, SANTA MARIA DI GALERA (ROMA), la seguente documentazione: - copia dell attestato di certificazione/qualificazione energetica prodotta dal tecnico abilitato - scheda informativa relativa agli interventi realizzati, contenente i dati indicati nell allegato E del Decreto attuativo Ministeriale del (dati identificativi del soggetto che ha sostenuto la spesa, indicazione della struttura oggetto dell intervento, della tipologia dell intervento, del risparmio di energia previsto e del costo dell opera al netto delle spese per prestazioni professionali). La documentazione può essere, in alternativa, inviata attraverso il sito internet: Di seguito una scheda riepilogativa dei documenti da acquisire e tra questi, quelli da inviare all ENEA e quelli da conservare. 22 INTERVENTO Riqualificazione energetica di interi edifici (art. 1, comma 344 Legge 296/2006) con interventi combinati tra loro (es. coibentazione e sostituzione di impianti). Finestre comprensive di infissi e porte per locali riscaldati (art. 1, comma 345 Legge 296/2006). Coibentazione su pareti o tetti (art. 1, comma 346 Legge 296/2006). Installazione di pannelli solari termici (art. 1, comma 346 Legge 296/2006). Sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione o pompe di calore e impianti geotermici a bassa entalpia. Sostituzione scaldacqua con modelli a pompa di calore. DOCUMENTI DA ACQUISIRE Documentazione all ENEA - Attestato di qualificazione energetica (Allegato A D.M. 19/02/2007) - Scheda informativa dell intervento (Allegato E D. M. 19/02/2007) - Scheda informativa (Allegato F D. M. 19/02/2007 per singole unità immobiliari) - Attestato di qualificazione energetica (Allegato A D.M. 19/02/2007) - Scheda informativa (Allegato E D.M. 19/02/2007) - Scheda informativa (Allegato F D. M. 19/02/2007) - Scheda informativa (Allegato E D. M. 19/02/2007) Documentazione tecnica da conservare - Asseverazione di tecnico abilitato - Attestato di certificazione energetica - Asseverazione di tecnico abilitato oppure Certificazione del produttore dell infisso - Documento che stimi il valore di trasmittanza dei vecchi infissi - Asseverazione di tecnico abilitato - Attestato di certificazione energetica - Certificazione di qualità conforme a UNI EN o UNI EN Asseverazione di tecnico abilitato In alternativa, per gli impianti sotto i 100 kw, certificazione dei produttori Al fine di agevolare utenti e professionisti nell adempimento di tutti gli obblighi previsti dalla normativa sulle ristrutturazioni edilizie e contenimento energetico, si ritiene utile elencare le più recenti circolari emanate dall Agenzia delle Entrate nell anno 2012.

25 Normative fiscali CONTENUTO Per i lavori avviati nel 2011, la detrazione spetta anche se non è stata inviata la comunicazione al Centro operativo di Pescara, purché in dichiarazione si indichino i dati catastali dell immobile. Per il box acquistato nel 2010, la detrazione spetta anche se non è stata inviata la comunicazione al Centro operativo di Pescara, purché in dichiarazione si indichino i dati catastali dell immobile. La soppressione dell obbligo di separata indicazione del costo della manodopera nella fattura riguarda sia le spese sostenute nel 2011, sia quelle sostenute in anni precedenti. Per i lavori su parti comuni, ogni condomino può fruire del 36% per la propria quota con la sola certificazione rilasciata dall amministratore del condominio.. La dichiarazione sostitutiva con cui il contribuente indica la data di inizio lavori e attesta che gli stessi sono agevolabili va resa solo se per gli interventi non serve alcuna autorizzazione edilizia. A partire dal 17/9/2011, in caso di vendita o donazione di un immobile, le eventuali rate residue del 36% (o del 55%) vanno al nuovo proprietario, se nell atto non è deciso diversamente. Quando si ristruttura la rete fognaria, le spese per bonificare il suolo sono agevolabili solo se indispensabili per quel fine e nei limiti necessari alla sua realizzazione. Si perde il diritto alla detrazione se il bonifico per pagare i lavori è incompleto, non consentendo alla banca o a Poste italiane di operare sulle somme la prescritta ritenuta d acconto del 4%. Vanno ancora conservate (ed esibite su richiesta degli uffici fiscali) le ricevute di pagamento dell ICI, anche se il tributo dal 2012 è stato sostituito dall IMU. In caso di trasferimento immobiliare, la facoltà di lasciare il diritto alla detrazione delle rate residue in capo al cedente vale anche per gli atti a titolo gratuito (donazione o successione) e per la permuta. In caso di cessione di una quota di proprietà dell immobile, la detrazione residua si trasmette all acquirente solo se questo diventa proprietario esclusivo dell immobile (ad esempio, comproprietario al 50% che acquista l altra metà). DOCUMENTO Circolare n. 19/E dell 1/06/2012 Circolare n. 19/E dell 1/06/2012 Circolare n. 19/E dell 1/06/2012 Circolare n. 19/E dell 1/06/2012 Circolare n. 19/E dell 1/06/2012 Circolare n. 19/E dell 1/06/2012 Circolare n. 19/E dell 1/06/2012 Risoluzione n. 55/E del 7/6/2012 Circolare n. 25/E del 19/6/2012 Circolare n. 25/E del 19/6/2012 Circolare n. 25/E del 19/6/ L IVA NELL EDILIZIA, COSA C È DA SAPERE L iva in edilizia con particolare riferimento a quella agevolata che, si chiarisce, va vista come del tutto indipendente dalle opere che ricadono nelle detrazioni del 36% e 55%, ha sollevato non pochi dubbi specie in riferimento alla sua applicazione sull acquisto dei beni cosiddetti beni significativi che ha rilievo solo ed esclusivamente per le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria in edifici residenziali. Quanto al criterio di cosa si intende per residenziale, vale in genere il principio della prevalenza; per esempio le opere che coinvolgono le parti comuni di un edificio a prevalenza residenziale, scontano l Iva agevolata, viceversa le opere che riguardano una singola unità immobiliare non residenziale (anche in un edificio a prevalenza residenziale) sono soggette all Iva ordinaria, qualora siano classificabili come manutenzioni ordinarie e straordinarie.

26 Normative fiscali Tabella riepilogativa: TIPOLOGIA TIPO DI EDIFICIO % IVA (1) Opere di manutenzione ordinaria e straordinaria Residenziale 10% Opere di manutenzione ordinaria e straordinaria Non residenziale 21% Opere di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione Residenziale e non residenziale 10% edilizia Prestazioni professionali nel settore edile Residenziale e non residenziale 21% Opere di eliminazione delle barriere architettoniche Residenziale e non residenziale 4% Allacciamento alle reti di teleriscaldamento Residenziale e non residenziale 10% Impianti di produzione e reti di distribuzione di Residenziale e non residenziale 10% energia elettrica da fonte solare, fotovoltaica ed eolica Opere di urbanizzazione primaria e secondaria Residenziale e non residenziale 10% (1) A seguito delle disposizioni previste dall art. 21 del D. L. n. 195/2012 convertito in L. n. 135/2012, modificativo dell art. 40, comma 1-ter della Legge n. 98/2011, vengono ulteriormente ridefinite aliquote a decorrenza dell attuale imposta (Decreto Spending Review ). Vale a dire: 24 - dal 1 luglio 2013 (e non più dal 1 ottobre 2012) fino al 31 dicembre 2013, l aliquota Iva ordinaria aumenterà di 2 punti percentuali (23%). Inoltre dalla stessa data l aliquota Iva ridotta del 10% passerà al 12% - dal 1 gennaio 2014 sia l aliquota ordinaria che quella ridotta subiranno un decremento di 1 punto percentuale e quindi saranno rideterminate nella misura del 22% e 11% - Rimane invariata l aliquota Iva del 4% Si informa, che in questi giorni il Parlamento sta discutendo su ulteriori disposizioni correttive. - Alcune precisazioni sull applicazione dell Iva agevolata Negli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in edifici residenziali, come già accennato, l aliquota agevolata del 10% vale anche per l acquisto dei cosiddetti beni significativi necessari per i lavori a condizione che: - i materiali non vengono forniti e soprattutto messi in opera da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori; in sostanza non si possono acquistare direttamente - i materiali non costituiscono beni significativi se il loro costo supera il 50% di quello dell intero intervento edile. All atto della fatturazione occorre indicare distintamente la parte del valore dei beni cui è applicabile l aliquota ridotta e l eventuale parte residua soggetta, invece, all aliquota ordinaria. Il Decreto Ministeriale del individua i seguenti beni significativi : ascensori e montacarichi, gli infissi esterni ed interni, le caldaie, i videocitofoni, le apparecchiature di condizionamento e riciclo dell aria, i sanitari e le rubinetterie da bagno, gli impianti di sicurezza. Sull acquisto dei box, l Iva può variare dal 4% (se unico box di pertinenza all abitazione prima casa) al 10% (altri box di pertinenza costruiti con la Legge Tognoli), con l aliquota ordinaria (in tutti gli altri casi). La Circolare del Ministero delle Finanze n. 71/E del 7 aprile 2000 chiarisce che l Iva agevolata non può essere applicata nei seguenti casi: - alle prestazioni professionali (es. fattura del direttore lavori) anche se inerenti ad interventi di recupero edilizio - alle fatture dell appaltatore verso il subappaltatore (al contrario i beni ed i servizi subappaltati verranno assoggettati all aliquota Iva agevolata del 10% solo se addebitati al committente finale, cioè a chi ha chiesto di eseguire i lavori).

27 Leggi e Decreti, domanda e risposta COSA DICE LA LEGGE È SPENDING REWIEW ANCHE ALL UNIVERSITÀ Stop agli aumenti delle tasse universitarie per studenti in corso con un ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) non superiore a 40mila euro, che dall anno accademico 2013/2014 non potranno più adeguarsi all indice ISTAT di inflazione. Aumenti immediati, invece, per i fuori corso, con possibili incrementi graduati secondo l indicatore economico ISEE della famiglia. Vengono esclusi dai rincari gli studenti lavoratori con la regola indicata in calce al seguente prospetto: I NUOVI COSTI DI ISCRIZIONE In corso Fuori corso* ISEE fino a 40mila euro Aumenti massimi pari all indice Istat Aumenti fino al 25% dei contributi richiesti dell inflazione (**) agli studenti in corso e non cal- colati nel tetto alla contribuzione studentesca Da a Aumenti liberi entro il tetto che impedisce Aumenti massimi pari al 25% dei contri- ai contributi universitari di superare buti chiesti agli studenti in corso e non il 20% dei trasferimenti statali calcolati nel tetto alla contribuzione studentesca Da a Oltre Aumenti liberi entro il tetto che impedisce ai contributi universitari di superare il 20% dei trasferimenti statali Aumenti liberi entro il tetto che impedisce ai contributi universitari di superare il 20% dei trasferimenti statali Aumenti massimi pari al 50% dei contributi chiesti agli studenti in corso e non calcolati nel tetto alla contribuzione studentesca Aumenti massimi pari al 100% dei contributi chiesti agli studenti in corso e non calcolati nel tetto alla contribuzione studentesca (*) Vengono esclusi dai rincari gli studenti lavoratori (**) La regola non si applica pe l anno accademico 2012/2013 e sarà in vigore fino al 2015/ Viene, inoltre, spostato, e ulteriormente ridimensionato, il già previsto incremento delle aliquote Iva, come indicato dalle seguenti lettere a) e b). a) Dal 1 luglio 2013 (e non più dal 1 ottobre 2012) l aliquota Iva ordinaria aumenterà di due punti percentuali raggiungendo il 23%. Inoltre, dalla stessa data, l aliquota Iva del 10% passerà al 12%. b) Dal 1 gennaio 2014, sia l aliquota ordinaria che quella ridotta subiranno un decremento di un punto percentuale, passando rispettivamente al 22% e 11%. Il Decreto Sanità Interventi per migliorare la tutela della salute. Decreto Legge n. 158 del 13 settembre 2012 (G. U. n. 214 del ). La Riforma del lavoro Circolare Ministeriale n. 93 del 28 giugno 2012, diffusa dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali avente per oggetto: Prime indicazioni operative sulle tipologie contrattuali ed altre disposizioni. Ascensori a distanza ravvicinata Sentenza della Suprema Corte di Cassazione n del 3 agosto L installazione dell ascensore in un edificio condominiale, in quanto opera finalizzata all abbattimento delle barriere architettoniche e necessaria per la prima ed effettiva abitabilità di un appartamento, può avvenire anche senza il rispetto delle distanze legali tra gli immobili.

28 Leggi e Decreti, domanda e risposta DOMANDA E RISPOSTA 26 Edifici rurali diroccati: da censire in categoria F/1 D. Possiedo, con altri comproprietari, un fabbricato rurale iscritto al Catasto terreni, situato in un comune montano, senza rendita, completamente diroccato e privo di copertura. Lo devo accatastare entro novembre o vale, a proposito, l articolo 3, punto d, del DM 28/1998? R. Il fabbricato rurale, iscritto al Catasto terreni senza rendita, completamente diroccato e privo di copertura, catastalmente definibile collabente, deve essere dichiarato entro il 30 novembre 2012, al Catasto dei fabbricati, con denuncia di variazione e censito nella categoria virtuale F/1, senza rendita, ai soli fini di aggiornamento geometrico della mappa. Alla denuncia di variazione, deve altresì essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR 445/2000, secondo cui il proprietario dovrà dichiarare che il fabbricato possedeva i requisiti di ruralità, nei cinque anni precedenti, utilizzando il modello pubblicato col comunicato dell Agenzia del Territorio del 21 settembre 2011, reperibile presso gli Uffici provinciale dell Agenzia o sul sito Peraltro, ai fini fiscali, se effettivamente il fabbricato è ubicato in un comune montano, è esente da Ici, fino al 31 dicembre 2011, e da Imu, per gli anni successivi. Il fotovoltaico sul tetto incide sulla rendita D. Vorrei sapere se un impianto fotovoltaico semintegrato, installato sul tetto di un capannone agricolo, categoria D10, deve essere accatastato. R. La risposta è negativa. Infatti, trattandosi di un impianto installato sul tetto di un capannone, da censire nella categoria D10, nel calcolo della rendita da effettuare mediante stima diretta, quello fotovoltaico costituisce un impianto fisso, il cui valore deve essere aggiunto a quello della costruzione vetusta e dell area di sedime. Per ottenere la rendita, al valore totale così ottenuto, si dovrà applicare il tasso del 2%.

29 Leggi e Decreti, domanda e risposta Riedificare: si può, se si tratta di un rudere D. Mi è stata negata la concessione edilizia per la riedificazione di un rudere risultante in una mappa di servimento al fondo, per mancanza della volumetria del fabbricato preesistente. Si tratta di un immobile rurale esistente fin dagli anni 50 e crollato a causa del terremoto del Chiedo qual è l orientamento della Cassazione o del Consiglio di Stato e se ho diritto alla concessione edilizia. R. Il termine riedificare significa edificare di nuovo, ricostruire. Questa tipologia di intervento va tradotta nella classificazione/qualificazione che il testo unico per l edilizia (D.p.r. 380/2001 e successive modifiche e integrazioni) fa degli interventi edilizi. In particolare, l articolo 3 di questo D.p.r. ricomprende, nell ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia, anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l adeguamento alla normativa antisismica (cosiddetti interventi ricostruttivi). In mancanza dei requisiti citati, ci si trova di fronte a una nuova edificazione. Di conseguenza, per poter riedificare va preventivamente demolito il manufatto, che deve essere esistente non solo sulla carta o nella memoria umana ma nella realtà, ossia deve costituire un organismo edilizio dotato di muri perimetrali, strutture orizzontali e copertura, onde la ricostruzione su ruderi costituisce nuova costruzione e richiede un apposito permesso di costruire (Cassazione penale, sezione III, 3 agosto 2000; Consiglio di Stato, sezione V, 1 dicembre 1999, n.2021; Consiglio di Stato, sezione IV, 5 luglio 2000; Consiglio di Stato, sezione VI, 5 ottobre 2001), che evidentemente non può essere concesso se non vengono rispettate le norme vigenti al momento del rilascio. In realtà, però, esiste una legge speciale (la 219 del 14 maggio 1981), che ha interessato le regioni colpite dal sisma del 1980, il cui articolo 56, al settimo caporigo, recita: Per edifici situati in zone agricole la riparazione e la ricostruzione può essere effettuata in deroga agli indici di fabbricabilità prescritti dalle norme vigenti purché la differenza tra il volume ricostruito e quello preesistente non superi il 30 per cento. Il regolamento edilizio va sempre rispettato D. La mia abitazione indipendente (costruita nel 1955 e ristrutturata internamente nel 1985) dista un metro e mezzo dal confine con il mio vicino, il quale, quando costruì la sua casa nel 1980, dovette stare a 10 metri dal mio edificio. Per ristrutturare il tetto, dovrei innalzare il fronte di 150/170 centimetri (attuale altezza 4,68 metri) per ricavare almeno un sottotetto decente. Il regolamento edilizio prevede (ora) una distanza di 5 metri dal confine, che non ho. Ho maturato il diritto a rialzare comunque? R. La risposta è negativa, in quanto il dettato del regolamento edilizio va comunque rispettato, a prescindere dal rapporto con il vicino. Al limite, con l innalzamento del fronte il lettore potrebbe distaccarsi di ulteriori 3,50 metri, che, sommati agli attuali 1,50 metri, permetterebbero il rispetto del regolamento stesso. 27

30 Leggi e Decreti, domanda e risposta 28 Il bagno in soffitta: scatta il cambio di destinazione d uso D. Si può realizzare un bagno, con rivestimento ceramico completo di sanitari e piatto doccia, in un ambiente considerato soffitta, cioè praticabile ma non abitabile? R. La realizzazione di un bagno con doccia in una soffitta è indice dell intenzione di modificare la destinazione d uso, in quanto, se i lavori presi in considerazione isolatamente possono assumere scarso significato, nei fatti il mutamento oggettivo li rende idonei a una destinazione d uso diversa da quella originaria (Consiglio di Stato, sezione V, n. 5428/2000). Si deve perciò ritenere che la installazione di un bagno all interno di una soffitta sia rilevante ai fini della configurazione di una modifica della destinazione d uso (Tar Campania, Napoli, sezione VII, n.553/2008, e Consiglio di Stato, sezione V, n. 5242/2009) da un vano accessorio in un vano adatto alla civile abitazione. Ciò significa che con questi lavori si viene a creare nuova superficie utile e, in particolare, si configura un ampliamento, come tale sottoposto al previo rilascio del permesso di costruire. Si sottolinea, altresì, che numerose Regioni hanno emanato norme specifiche per il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti (si veda, per esempio, la legge 10/2011 della Regione Abruzzo). Piastrelle: no allo sconto per il solo acquisto D. Sono ammesse alla detrazione del 36% (ora 50%) le spese relative alla piastrellatura di un terrazzo e alla sostituzione della grondaie, relativamente al solo materiale, in quanto il lavoro viene eseguito direttamente dal proprietario? R. La risposta è negativa. La semplice sostituzione della pavimentazione e delle grondaie rappresentano in genere interventi di manutenzione ordinaria (articolo 3, comma 1, lettera b, D.p.r. 380/2001) e, come tali, non agevolati ai fini della detrazione fiscale del 50% (articolo 16 bis, Tuir 917/86 e articolo 11, Dl 83/2012), nell ipotesi in cui riguardano superfici di proprietà esclusive e non condominiali (si veda Guida al 36% su it). Acquisto dei materiali: agevolato se c è il bonifico D. Devo ristrutturare casa. Vorrei sapere se la detrazione del 50% riguarda anche i materiali (sanitari, rubinetterie, pavimenti) acquistati direttamente da me e qual è per questi l imponibile Iva (10% o 21%)? R. La risposta è affermativa. La detrazione Irpef del 50% (articolo 16 bis del Tuir 917/86 e articolo 11 Dl 83/2012, convertito nella legge 134/2012) si applica anche per le spese relative all acquisto dei materiali effettuato direttamente dal committente (sanitari e rubinetteria, pavimenti, eccetera) sempre che le stesse siano pagate con bonifico bancario. Ovviamente, prima dell inizio dei lavori occorre farsi rilasciare l eventuale provvedimento urbanistico abilitativo dei lavori (Scia o Dia; si veda Guida al 36% pubblicata su La detrazione si applica poi separatamente, nel limite complessivo di , anche per la posa in opera dei materiali. Per quanto riguarda l Iva su beni utilizzati per interventi di manutenzione straordinaria su edifici residenziali, si sottolinea che in presenza dei cosiddetti beni significativi (tassativamente elencati dal Dm 29, cioè ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, videocitofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell aria, sanitari e rubinetterie da bagno, impianti di sicurezza) l acquisto è soggetto all aliquota agevolata al 10% (di cui all art.2, comma 10, legge 191/2009) solo sino a con-

31 Leggi e Decreti, domanda e risposta correnza del valore della manodopera impiegata nell esecuzione dei lavori (intendendosi per tale il corrispettivo richiesto per l installazione, comprensivo anche delle materie prime impiegate circolare 71/E/2000), mentre l eventuale parte eccedente deve essere assoggettata all aliquota ordinaria del 21%. È, pertanto, necessario che, in fattura, le due voci (corrispettivo del valore del bene e quello richiesto per l installazione) siano evidenziate separatamente. Viceversa, l acquisto delle piastrelle e dei pavimenti, materie prime e semilavorati, è soggetto all Iva con aliquota ordinaria del 21%. Caldaie a gas: detrazioni del 50% per tutto il 2012 D. Un mio familiare sostituirà nel corso del 2012 una caldaia murale a gas con produzione di acqua calda sanitaria, camera stagna tiraggio forzato. Potrà usufruire delle agevolazioni fiscali il prossimo anno per la sola fornitura della caldaia? L installazione verrà effettuata da lui direttamente. Sulla fattura della ditta fornitrice comparirà solo la fornitura del bene e non la voce manodopera. Il pagamento dell acquisto dovrà essere effettuato con bonifico bancario? Non è più necessario inviare comunicazione a Pescara? R. Anche il semplice acquisto della caldaia fruisce della detrazione del 50% nel 2012 (articolo 11, Dl 83/2012). Anche per il 2012 è possibile per il contribuente beneficiare dell agevolazione del 36%, o del 50% per le ristrutturazioni edilizie (del 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013), relativamente alle opere finalizzate al risparmio energetico (articolo 16 bis Tuir 917/ 86, introdotto dall articolo 4 del Dl 201/2011, convertito nella legge 214/2011). Il 36%-50%, infatti, si rende applicabile anche agli interventi di risparmio energetico, con particolare riguardo all installazione di impianti basati sull impiego di fonti rinnovabili di energia e anche in assenza di opere edilizie. Il pagamento deve avvenire con bonifico bancario o postale, mentre non è più necessaria la comunicazione preventiva al Centro operativo di Pescara (Guida al 36% su www. agenziaentrate.it). 29 Pareti in cartongesso, a decidere è il Comune D. Al fine di ridurre l umidità presente su una parete della camera da letto, è stata suggerita la formazione di una parete interna, con cartongesso o pannelli isolanti, in modo da creare una camera d aria rispetto alla parete esistente. Tali opere possono usufruire della detrazione del 36% (oggi del 50%)? R. La risposta è affermativa. L apposizione di una parete in cartongesso o pannelli isolanti sopra le pareti della stanza, è in genere defi-

32 Leggi e Decreti, domanda e risposta nibile come intervento di manutenzione straordinaria che, come tale, fruisce della detrazione del 50% (articolo 16 bis, Tuir 917/1986 e articolo 11, Dl 83/2012). A tal fine, si suggerisce di consultare il regolamento edilizio comunale per escludere che si tratti, sotto il profilo urbanistico, di manutenzione ordinaria che, come tale, invece, non fruisce del 50%. Veranda: niente agevolazioni per chi la chiude D. Una persona vuole trasformare il suo poggiolo in una veranda, facendo tutte le pratiche burocratiche del caso. Può fruire della detrazione fiscale del 36% o eventualmente anche del 55%, visto che mette serramenti nuovi? R. Se si tratta di infissi non removibili, la risposta è negativa, in quanto, comunque, si realizza un aumento volumetrico. La detrazione del 50% (articolo 16 bis Tuir 917/1986 e articolo 11, Dl 83/2011) e quella del 55% (articolo 4 del decreto legge 201/2011 convertito in legge 214/2011) si applicano per i soli interventi di recupero edilizio e energetico che non comportino aumento di volumetria dell abitazione (circolare 57/E/1998). Per ciò che concerne gli interventi relativi alla copertura di terrazze o balconi, si ritiene che la detrazione del 50% possa spettare solo se i lavori siano diretti, ad esempio, alla trasformazione degli stessi in verande non completamente chiuse lateralmente, in quanto, in tale ipotesi, non si verrebbe a realizzare un nuovo vano dell abitazione ad aumento della cubatura della stessa (vedasi, in tal senso, la guida dell agenzia delle Entrate al 36% su www. agenziaentrate.it nella quale viene ammesso il beneficio per la trasformazione del balcone in veranda, quale intervento di ristrutturazione edilizia). Alle stesse conclusioni si giunge con riferimento al 55 per cento. Nel caso di specie, i valori di trasmittanza termica previsti nel 30

33 Leggi e Decreti, domanda e risposta Dm 11 marzo 2008 e successive modificazioni potrebbero conseguirsi solo coprendo interamente il volume in muratura o con vetri e ciò comporta l aumento di volumetria. In sostanza, l agevolazione per la realizzazione degli infissi nella ex veranda non compete poiché, evidentemente, con la chiusura del poggiolo si viene a configurare, di fatto, un incremento della cubatura dell abitazione, che non permette l applicazione del 55%. Inoltre, nel caso di specie non si tratterebbe di sostituzione di infissi ma di infissi di nuova realizzazione. Da fabbricato C/2 ad abitazione, con l Irpef agevolata D. Per un immobile accatastato C/2 è stato richiesto il cambio di destinazione d uso a residenziale, cambio concesso dal Comune che ha rilasciato un autorizzazione per costruzione ed ampliamento. La relazione tecnica parla di fedele ricostruzione, più 30 centimetri per isolamento termico : abbiamo perciò chiesto di fruire delle agevolazioni fiscali. Successivamente abbiamo avuto dei dubbi: abbiamo agito correttamente? Ci spetta l agevolazione? La comunicazione all Asl, inviata entro i termini della dichiarazione, si considera comunque sanata? R. La risposta è affermativa. Innanzitutto, con riferimento al cambio di destinazione d uso di un fabbricato, non sussiste alcun ostacolo all applicazione della detrazione Irpef del 36%-50% per le spese relative ad interventi di ristrutturazione. Ai fini delle detrazioni del 36%-50% (art 16 bis del Tuir 917/86 e articolo 11 Dl 83/2012), con la risoluzione 14/E/2005, l Agenzia delle entrate, infatti, ha chiaramente ammesso la detrazione per la ristrutturazione di un fabbricato strumentale che, solo al termine dei lavori, avrebbe assunto la destinazione d uso abitativo, a condizione che nel provvedimento di autorizzazione all intervento fosse risultato chiaramente il mutamento della destinazione. Come precisato dalla stessa Agenzia, ai fini del beneficio, deve risultare chiaramente dal provvedimento urbanistico che autorizza l intervento che la ristrutturazione comporterà il mutamento della destinazione d uso del fabbricato. Pertanto, anche la destinazione finale ad abitazione di un fabbricato originariamente a destinazione deposito, cantina o soffitta (accatastato in C/2) può fruire del 36%-50%. Nel caso di specie, la detrazione si rende applicabile in quanto aumento di volumetria a seguito di demolizione e successiva fedele ricostruzione è di carattere tecnico (isolamento termico, circolare n. 21/E/2010, risoluzione n.4/e del 4 gennaio 2011). L articolo 2, comma 1, del Dl16/2012, convertito nella legge 44/2012, stabilisce che, in caso di inosservanza degli adempimenti formali necessari per fruire di benefici fiscali o regimi fiscali opzionali, il contribuente può, tardivamente, presentare le comunicazioni obbligatorie, ovvero assolvere i particolari adempimenti previsti, a condizione che: abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; effettui la comunicazione o esegua l adempimento entro il termine delle presentazione della prima dichiarazione fiscale utile; versi contestualmente la sanzione minima pari a 258 euro, di cuoi all articolo 11, comma 1 del Dlgs 471/1997, mediante F24. 31

34 Notizie dal Collegio LE UNITÀ IMMOBILIARI, COSA FARE SE TROPPO GRANDI Il frazionamento 32 Le unità immobiliari troppo grandi, in aggiunta alla crisi economica, sono le principali ragioni che spingono i proprietari a dividere l immobile per ricavare due o più unità. Molteplici sono le procedure da eseguire per questo tipo di intervento, tenendo conto delle rispettive discipline regionali. Ad esempio, con proprie leggi regionali, la Lombardia (L. R. n. 12/2005) ed il Veneto (L. R. n. 34/2012) hanno stabilito che l intervento di frazionamento che non comporti sostanziali modifiche all intero edificio, sia da considerare come manutenzione straordinaria e dunque la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è considerata titolo abilitativo sufficiente da presentare in Comune e senza alcun onere o tassa per procedere a questo tipo di lavori. Il permesso di costruire o DIA rafforzata sono invece obbligatorie nelle Regioni in cui l operazione non è stata alleggerita con il conseguente pagamento di un contributo simile a quello di un totale rifacimento di un intero immobile. Esiste dunque una discrepanza tra Regione e Regione motivata dalla definizione di manutenzione straordinaria introdotta con la Legge n. 457/78 e confermata nel Testo Unico per l Edilizia varato nel Quest ultimo, infatti, impone che la manutenzione straordinaria non alteri le superfici delle unità immobiliari né può aumentarne o diminuirne il numero. Secondo la legge nazionale, frazionare un immobile non è quindi un intervento classificabile con manutenzione straordinaria essendo considerato un intervento edilizio rilevante a prescindere dal fatto che esso riguardi un intero fabbricato o un singolo appartamento (fatte salve le diverse discipline regionali). In definitiva, per le Regioni diverse da Lombardia e Veneto (a tutt oggi non se ha conoscenza di altre) resta da stabilire se la modifica dell unità immobiliare è sottoposta ad autorizzazione gratuita, qualora sia considerata come risanamento conservativo od, al contrario, se considerata ristrutturazione, sia soggetta al pagamento degli oneri, entrando in gioco, in quest ultima ipotesi il concetto di carico urbanistico, vale a dire maggiori servizi a carico delle Amministrazioni Comunali. La fusione La fusione tra due o più unità immobiliari è sempre stata trattata in modo diverso dal frazionamento, ma le disposizioni di legge, nel caso di accorpamento, si sono un po complicate nel tempo. Dopo la Legge n. 457/78, sono intervenute le disposizioni previste all art. 26 della Legge n. 47/85, che rendevano possibili gli accorpamenti di appartamenti. La Legge n. 662/96 istituendo la DIA (Denuncia di Inizio Attività) ha assoggettato ad essa le opere interne per questi tipi di intervento, contraddicendo quindi il citato art. 26 della

35 Notizie dal Collegio Legge n. 47/85, ma senza abrogarlo. L articolo, di fatto, scompare con l entrata in vigore nel 2001 del Testo Unico per l Edilizia, le cui disposizioni hanno reso impossibile modificare il numero delle unità immobiliari. Di seguito, le disposizioni previste dal D. L. n. 40/2010, convertito in Legge n. 73/2010, intervenendo sul Testo Unico per l Edilizia, hanno ricompreso tra gli interventi che non richiedono titolo abilitativo, le opere di manutenzione straordinaria che non comportino un aumento del numero di unità immobiliari e per le quali è sufficiente presentare una asseverazione del tecnico rendendo di nuovo possibile modificare il numero delle unità (in accorpamento) ritornando, di fatto, alle disposizioni del citato art. 26 della Legge n. 47/85. Va ricordato, però, che in aggiunta alle verifiche in caso di vincolo paesaggistico, l intervento non deve modificare la destinazione d uso o, secondo la norma più recente, comportare incremento di parametri urbanistici, come ad esempio passare da una destinazione con minor richiesta di infrastrutture ad una maggiore. (Il Sole24Ore) Schema delle regole e dei passaggi per le due diverse tipologie di intervento: Qualifica dell intervento Titolo abilitativo Pareri necessari Contributo di costruzione Frazionamento senza toccare le parti comuni Fusione di unità immobiliari diverse Manutenzione straordinaria in Lombardia e Veneto. Ristrutturazione nelle altre Regioni Manutenzione straordinaria Scia in Lombardia e Veneto. Comunicazione Scia o Dia alternativa al permesso di costruire Inizio Attività Libera (Cial) nelle altre Regioni Nullaosta soprintendenza in caso di vincolo monumentale vincolo monumentale Nullaosta soprintendenza in caso di Non dovuto in Lombardia e Veneto. Non dovuto 50% degli oneri della nuova costruzione nelle altre Regioni Vincoli urbanistici Verificare le previsioni dei PRG Solo nel caso di mutamento della destinazione d uso 33 DA SOTTOTETTO A TERRAZZA, SI PUÒ Il condomino proprietario dell ultimo piano può trasformare il suo sottotetto in parziale terrazzo. È questo un innovativo principio adottato dalla Suprema Corte di Cassazione con la recente sentenza n del 3 agosto Il nuovo indirizzo supera i precedenti principi contrari sino ad ora adottati. Il caso esaminato riguarda un opera realizzata dal proprietario dell ultimo piano che aveva provveduto al taglio di una falda del tetto per ricavare una terrazza contestata dagli altri condomini perché l intervento avrebbe arrecato pregiudizio alla statica della struttura e al decoro dell edificio. In sostanza, con la sentenza pronunciata dai Giudici della Cassazione si dà la possibilità al condomino proprietario del piano sottostante al tetto comune di trasformare parte di esso in terrazza ad uso esclusivo proprio, ma a condizione che sia salvaguardata, mediante opere adeguate, la funzione di copertura a protezione delle sottostanti strutture svolta dal tetto preesistente. In altri termini, deve restare complessivamente mantenuta, con una modifica che deve restare non significativa, la destinazione principale del bene, vale a dire che la terrazza non sia preponderante rispetto al tetto e con adeguato isolamento ad una coibentazione inserita nel nuovo piano di calpestio.

36 Notizie dal Collegio STUDI PROFESSIONALI: RITOCCATI I MINIMI Aggiornati i minimi del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro dei dipendenti dei professionisti. A seguito del rinnovo siglato nel novembre 2011 tra Confprofessioni e Sindacati, sono stati aggiornati del 10 ottobre 2012 i minimi retributivi, così come indicati in tabella. L intesa ha validità sino al mese di settembre 2013 prevedendo un ulteriore aumento nel prossimo mese di aprile. GLI AUMENTI RETRIBUTIVI DAL 1 OTTOBRE 2012 In base a quanto disposto dall art del Ccnl Studi professionali del 29/11/2011, dal 1 ottobre 2012 scattano i nuovi importi da corrispondere a titolo di minimi retributivi ai dipendenti degli Studi professionali. Di seguito una sintesi dei nuovi importi. Quadri: 1.988, 63 (+ 21,17 ) Livello primo: 1.759,81 (+ 18,74 ) Livello secondo: 1.532,85 (+ 16,32 ) Livello terzo super: 1.421,79 (+ 15,14 ) Livello terzo: 1.408, 87 (+ 15,00 ) Livello quarto super: 1.366,22 (+ 14,55 ) Livello quarto: 1.316,80 (+ 14,44 ) Livello quinto: 1.225,93 (+ 13,05 ) Gli aumenti retributivi sono a scadenze semestrali, e dunque il prossimo incremento salariale è previsto in corrispondenza del 1 aprile I minimi tabellari stabiliti dal Ccnl Studi professionali sono fissati in ottemperanza ai criteri contenuti nell Accordo Interconfedereale sulla riforma degli assetti contrattuali siglato da Confprofessioni in data 20 gennaio IMU, LAVORI ANCORA IN CORSO 34 Si ricorda che, per quest anno, il legislatore ha stabilito regole specifiche per il versamento dell IMU che, in generale, deve avvenire in due rate con l eccezione dell abitazione principale la cui imposta, in alternativa può essere versata in tre rate. La prima, entro il 18 giugno, in misura pari al 50% dell importo ottenuto applicando le aliquote base (0,4% per le abitazioni principali, 0,76% per gli altri fabbricati, i terreni agricoli e le aree fabbricabili, 0,2% per i fabbricati rurali strumentali) e la detrazione per l abitazione principale pari a 200,00 di base, in aggiunta a 50,00 per ogni figlio a carico e sino ad un massimo di 400,00. La seconda entro il 17 dicembre, a saldo, tenendo conto delle aliquote deliberate o in via di deliberazione da parte dei Comuni entro e non oltre il 31 ottobre. È consigliabile, per il saldo dell IMU, attendere almeno sino al 10 dicembre p.v. (in pratica ad una sola settimana dall appuntamento per il saldo) in quanto, a quella data, scade il termine ultimo che il Governo si concede per rimettere mano, con un decreto, alle aliquote e detrazioni IMU. La Dichiarazione Si ricorda che la dichiarazione IMU va presentata entro il termine di 90 giorni, così come previsto dall art. 9, comma 6 del D. Lgs. n. 23/2011e dall art. 13, comma 12-ter del D. L. n. 101/2011, in tutti i casi in cui la situazione dell immobile presenta una variazione rispetto ai dati dichiarati con la vecchia ICI, vale a dire entro il 90 giorno dell evento che ha comportato il mutamento della soggettività passiva ovvero qualora la situazione fiscale ai fini IMU sia cambiata rispetto a quello dell ICI. L adempimento, considerato questo primo anno a regime transitorio, avrà come scadenza per tutti gli interessati, il 30 novembre 2012, proroga concessa con Decreto Legge n.

37 Notizie dal Collegio 174 del 10 ottobre 2012, art. 9, comma 4, lett. b) (G. U. n. 237 del ) non essendo in molti casi possibile rispettare il termine ordinario di 90 giorni per mancanza del relativo modello ancora in bozza, alla data odierna del Anche in caso di proroga della scadenza i 90 giorni spettano di diritto. La Circolare Ministeriale n. 3/DF del 18 maggio 2012, ha specificato che, in ogni caso, deve essere garantito al contribuente il rispetto del termine di 90 giorni, previsto per la presentazione della dichiarazione. Pertanto, se l obbligo dichiarativo è sorto, ad esempio il 31 agosto 2012, il contribuente potrà presentare la dichiarazione IMU entro il 29 novembre Si informa che, con l approvazione di un emendamento presentato dall On. Marinello e salvo ripensamenti dell ultima ora, la dichiarazione IMU sugli immobili per i quali l obbligo dichiarativo è sorto dal 1 gennaio 2012, subirà un ulteriore slittamento previsto almeno sino alla prima decade del mese di febbraio In caso di infrazioni, il cui accertamento deve essere notificato al contribuente entro il termine di 5 anni, scattano le sanzioni come dal quadro sottostante. IL QUADRO DELLE SANZIONI IMU Infrazione Sanzione intera Sanzione ridotta Ravvedimento operoso Mancata presentazione della dichiarazione Dal 100% al 200% 33,33% se pagata en- Regolarizzazione con pre- Imu e mancato pagamento del tributo minimo tro il termine di ricorso sentazione entro 90 giorni di dell imposta di 51 euro alle commissioni tributarie ritardo: 10% del tributo con minimo di 5,1 euro Mancata presentazione della dichiarazione Imu e mancato pagamento Da 51 a 258 euro dell imposta. Altre omissioni o errori che non incidono sull ammontare dell imposta Dichiarazione infedele Dal 50% al 100% della maggiore imposta dovuta Mancata consegna di atti e documenti richiesti. Mancata consegna o incompleta infedele compilazione dei questionari nei 60 giorni della richiesta Mancato o parziale versamento dell Imu entro la scadenza 16,67% se pagata entro il termine di ricorso alle commissioni tributarie Regolarizzazione con presentazione entro 90 giorni di ritardo: 5,1 euro Regolarizzazione con presentazione entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all anno: 6,25% maggiore imposta dovuta (1) Da 51 a 258 euro Entro 90 giorni di ritardo: 5,1 euro (1) 30% dell importo non versato (1) Versamento ritardato entro 15 giorni: 2% dell importo non versato per giorno di ritardo (1) Regolarizzazione con versamento entro 14 giorni: 0,2% dell importo non versato per giorno di ritardo (1) Regolarizzazione con versamento da 15 a 30 giorni: 3% dell importo non versato (1) Regolarizzazione con versamento entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all anno: 3,75% dell importo non versato (1) 35 (1) Vanno sommati, oltre all imposta dovuta, anche gli interessi di mora, nella misura legale, attualmente pari al 2,5% annuo, da calcolarsi dal giorno della scadenza a quello in cui risulta effettuato il pagamento.

38 Notizie dal Collegio LOCAZIONI, NIENTE PIU OBBLIGHI CON LA POLIZIA POSTALE Niente più comunicazioni alla Pubblica Sicurezza in caso di locazione di immobile a condizione che il contratto sia stato registrato. È quanto dispone l art. 2, commi da 1 a 4, del D. L. n. 79/2012. La norma, in verità, detta soltanto precisazioni nel merito dell abrogazione in quanto la stessa era già stata prevista all art. 3, comma 3 del D. Lgs. n. 23/2011. Come è noto, l obbligo era già stato cancellato per le compravendite (art. 5, comma 4 del D. L. n. 70/2011) ma ora vale anche per le locazioni regolarmente registrate. Attenzione però perché la regolare registrazione della locazione assorbe l obbligo, ma non lo elimina. Ad esempio, rimane l obbligatorietà per le locazioni in nero, peraltro passibili di sanzioni fiscali, ma vale anche per i contratti di comodato verbale (il caso tipico di un figlio che abita in una casa lasciata a disposizione dai suoi genitori) che, pur registrati, sono soggetti alla predetta comunicazione obbligatoria. 36

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