LE NOSTRE TESI. La Pubblica Amministrazione nella società dell informazione I CONVEGNO NAZIONALE ASSOCIAZIONE GIOVANI CLASSI DIRIGENTI

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1 ASSOCIAZIONE GIOVANI CLASSI DIRIGENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI I CONVEGNO NAZIONALE La Pubblica Amministrazione nella società dell informazione LE NOSTRE TESI NOVEMBRE 2001 CENTRO CONGRESSI TAORMINA 1

2 Sommario Benvenuto Noi promotori Il perché di questo convegno La missione dell amministrazione pubblica Pubblica amministrazione ed economia La società dell informazione Il nuovo dirigente pubblico L identikit Un nuovo modello di manager pubblico: il segretario comunale Creare una comunità professionale in «rete» La riforma della pubblica amministrazione Adesso, implementare: un osservatorio in difesa della riforma Tregua legislativa e fine tuning Valorizzare il merito individuale Lo spoil system Programmazione, budget e responsabilità dirigenziale Il significato del ruolo unico della dirigenza Favorire la mobilità Un bonus per la formazione individuale Federalismo e dirigenza pubblica Lo Stato delle autonomie La politica completi la riforma La dirigenza pubblica al servizio del federalismo cooperativo Solidarietà o competizione? Modernizzare la pubblica amministrazione ICT e nuovo management pubblico Europeizzare la Pubblica Amministrazione 2

3 Benvenuto Benvenuti al primo convegno nazionale dei dirigenti pubblici. In questo numero ordinale c è già buona parte del senso che abbiamo voluto dare a questa iniziativa. Viviamo il primo anno di un nuovo secolo. Tra pochi giorni 300 milioni di cittadini europei abbandoneranno le proprie monete, con cui convivevano da generazioni, per una, l euro, che sarà per tutti comune. Ci stiamo già abituando a un Europa di popoli più che di Stati. A un Europa in cui persone e cose si muovono senza frontiere. A un Europa in cui i governi nazionali devono quotidianamente sforzarsi di assumere decisioni rispettose degli interessi di tutti. Eppure, a 140 anni dall Unità nazionale, a più di 50 dalla proclamazione della Repubblica, è questa la prima volta che funzionari pubblici in consistente numero, senza pretesa di rappresentarli tutti, si riuniscono in quanto tali, per discutere di sé stessi e del ruolo che essi intendono avere nella trasformazione del Paese. Possiamo essere fieri di esserci riusciti. E con voi, che con la vostra presenza avete già decretato il successo di questa iniziativa, prendiamo l impegno di fare di questo un appuntamento fisso della vita pubblica del nostro Paese. Noi promotori Oggigiorno si avverte la necessità di un collegamento più stretto fra la parte giovane della società civile e i soggetti politici tradizionali, in modo da garantire canali di comunicazione più efficaci, occasioni di dialogo periodiche, nonché una migliore conoscenza reciproca in termini di bisogni, interessi e proposte. In questa cornice abbiamo inteso inserire la nostra iniziativa. Noi promotori siamo un gruppo di giovani funzionari pubblici, accomunati dall appartenenza ad una nuova leva che ha fatto il suo ingresso nell Amministrazione Pubblica contemporaneamente all avvio della riforma; da noi è nata l idea di costituire l Associazione delle Giovani Classi Dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni, un progetto finalizzato principalmente a promuovere la formazione di una identità comune fra i giovani delle classi dirigenti del settore pubblico. I giovani dirigenti delle Amministrazioni dello Stato, i segretari comunali, i diplomatici, i dirigenti e i funzionari di Authority e di enti pubblici. 3 Diffondere i valori dell efficienza e dell efficacia nell azione dei poteri pubblici, della modernizzazione in senso manageriale dell Amministrazione Pubblica, dell autonomia professionale, della innovazione tecnologica e della internazionalizzazione delle esperienze. Questi gli obiettivi che ci siamo dati e che si leggono nel nostro Statuto. Su queste basi intendiamo contribuire attivamente al processo di rinnovamento in atto nel settore pubblico; processo che ne siamo fortemente convinti - dovrà continuare ad essere caratterizzato da un autentico spirito bipartisan, poiché il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione non può che essere un valore condiviso. Non siamo certamente un organizzazione sindacale, né intendiamo assumere i connotati di una corporazione; la diversità delle categorie presenti nella nostra associazione scongiurano evoluzioni in tal senso, rappresentandone in qualche modo un antidoto. Vogliamo invece sottolineare il carattere culturale dell associazione che, oltre ad approfondire le questioni legate alla riforma della Pubblica Amministrazione, promuove occasioni di confronto sui temi della modernizzazione dello Stato, del processo di integrazione europea, della riforma del welfare, nonché della new economy. In questo senso vanno lette le iniziative già avviate con i rappresentanti del mondo imprenditoriale, accademico e delle libere professioni, che evidenziano un nuovo modo, certamente più aperto e fruttuoso, di relazionarsi con i soggetti esterni al settore pubblico. Noi dell Associazione e la gran parte di coloro che partecipano a questo convegno siamo il frutto dei nuovi sistemi di selezione della dirigenza pubblica, per mezzo dei quali si è voluto aprire l accesso dei ruoli di vertice e attrarre nelle pubbliche amministrazioni le energie più fresche della società. Sperimentiamo sul campo giorno per giorno le nostre competenze, con iniziative come queste invece intendiamo dare spazio al nostro entusiasmo. Dell aggettivo giovane, tuttavia, non vogliamo fare un segno di distinzione anagrafica. Sta a significare per noi un appartenenza ideale. Sta a indicare che il nostro sguardo è dritto e aperto al futuro e al cambiamento. Giovane è per noi un atteggiamento culturale che si traduce in una maggiore propensione verso le nuove tecnologie, nella ricerca di un confronto con gli altri paesi europei ed extra europei e in una continua attenzione per l impatto sulle imprese e i cittadini tutti. Il perché di questo convegno La missione dell amministrazione pubblica Perché siamo qui? Perché l evoluzione da Europa degli Stati in Europa dei popoli non significa affatto per noi fare a meno delle burocrazie pubbliche. Come l unità dell Italia nel XIX secolo venne costruita anche dall amministrazione, dal suo linguaggio e dai suoi impiegati, così oggi il successo

4 dell integrazione europea dipende dalla creazione di un amministrazione europea, caratterizzata da parametri comuni, da un linguaggio comune e dalla mobilità in un orizzonte europeo dei propri funzionari. Inoltre, la sussidiarietà orizzontale in cui crediamo non significa tanto minor Stato, quanto miglior Stato e maggiori professionalità. La globalizzazione dei sistemi economici e culturali, con tutti gli elementi positivi e negativi che in questo fenomeno si intrecciano, non riduce, anzi accresce il ruolo che nelle società nazionali spetta al corpo dei pubblici funzionari. Non più riparati dalle sbarre bianche e rosse che un tempo segnavano i posti di frontiera, i sistemi produttivi e sociali si affrontano e si confrontano e valgono per quel che sono, non per il loro maggiore o minore tasso di impermeabilità. L assetto dei pubblici poteri contribuisce in misura assai rilevante al valore di un sistema-paese. Per la burocrazia pubblica italiana tutto questo significa fare la sua parte nello sviluppo del Paese, accompagnarlo e sostenerlo nella modernizzazione, sostenere la società italiana nel confronto con le altre culture, essere a fianco del mondo produttivo nella competizione del libero mercato. A Bruxelles, cuore dell Europa politica e economica, nei circoli finanziari e burocratici pare che giri un luogo comune consolatorio che suona pressappoco così: meno male che l inefficienza dell amministrazione pubblica italiana penalizza gli imprenditori di quel paese; se avessero dalla loro anche l efficienza burocratica quella razza di imprenditori, che già oggi ribattono colpo su colpo nella sfida con quelli delle altre nazioni, sempre lesti a conquistare nuovi mercati e nuove occasioni, non ne lascerebbero a nessuno. Le amministrazioni pubbliche italiane sono e vogliono essere le alleate degli imprenditori e dei lavoratori di questo paese. Per questo alcune sfide importanti attendono la classe dirigente delle pubbliche amministrazioni. I dirigenti devono ritrovare l orgoglio e le ragioni del loro essere corpi di civil servants, di servitori civili, della comunità nazionale e delle comunità locali. Devono colmare la distanza che tradizionalmente separa il paese legale da quello reale. Devono diventare fattore di integrazione e unità nazionale. Devono fare della Pubblica Amministrazione, istituzione che invano si cercherebbe nei primi posti delle classifiche della fiducia degli italiani, qualcosa di cui i cittadini siano orgogliosi e in cui ripongano fiducia. E tutto questo, infatti, non può avvenire in un ottica di subalternità rispetto al resto della classe dirigente del paese. Ecco perché riteniamo importante l esperienza associativa nella pubblica amministrazione e la visibilità esterna del suo personale e dei suoi vertici. Nell era della società dell informazione grande attenzione dovrà essere riposta alla comunicazione interna ed esterna delle amministrazioni. Servizio pubblico sarà soprattutto comunicazione di informazioni. Le amministrazioni oggi devono produrre informazioni e non più atti amministrativi. In quest ottica ci si dovrà impegnare per superare gli stereotipi che circondano le amministrazioni pubbliche e far conoscere ciò che di buono e di valido viene fatto. Da qui anche la nostra collaborazione con il movimento Progetto Città al fine di monitorare la percezione del cambiamento della pubblica amministrazione sulla stampa e quindi tra i cittadini, cercando di migliorare l immagine soprattutto tra i giovani. Come altri paesi di questa Europa, che sull efficienza e sullo spirito di servizio dell interesse nazionale dell amministrazione pubblica hanno costruito la propria fortuna politica ed economica, così l Italia che sta nell Unione Europea, che avvia la più radicale opera di decentramento di poteri mai tentata a un paese avanzato, che esce da un decennio di ristrutturazione del sistema politico, economico e finanziario, così l Italia ha bisogno più che mai di un corpo di funzionari motivato e capace. Pubblica amministrazione ed economia Organizzando questo convegno siamo stati mossi dall intento di provocare una riflessione collettiva su questi temi. Sappiamo tutti che, dopo essere stata messa in cantiere nella prima metà degli anni 90, nel secondo quinquennio la riforma della pubblica amministrazione italiana ha conosciuto una decisa accelerazione, imposta da una radicale trasformazione del contesto generale. Con questo convegno ci proponiamo di esprimere la convinta adesione, non scevra ovviamente da rilievi critici e contributi propositivi, agli indirizzi di questa riforma, forse la prima che si può definire riforma generale della pubblica amministrazione di questo paese dopo che fu costituita una pubblica amministrazione nazionale. E una riforma che ha investito profondamente meccanismi tradizionali e consolidati dell agire pubblico. E una riforma che consente una riflessione profonda su com è cambiata la funzione sociale della nostra professione perché a cambiare è anzitutto il ruolo dello Stato, i modi in cui si definiscono e si perseguono i fini pubblici. A questo convegno abbiamo invitato rappresentanti del Governo e delle forze politiche che questa riforma stanno completando ed esponenti del 4

5 mondo dell economia, che negli ultimi anni è stato via sempre meno indulgente nei confronti dei malfunzionamenti di apparati pubblici al cui mantenimento è diretta parte cospicua della fiscalità. La dirigenza pubblica ha oggi nella dirigenza economica un interlocutore imprescindibile, perché essa lo è di uno Stato che, pur diventando sempre meno erogatore e sempre più regolatore, continua a determinare le prospettive dello sviluppo e della distribuzione della ricchezza nazionale. Su sponde diverse, questi due mondi sono oggi chiamati a misurarsi con la medesima sfida e con obiettivi convergenti:! aprire di più la società italiana, il mondo della produzione e quello dei servizi;! incrementare la mobilità sociale e professionale;! favorire la selezione per merito;! introdurre le nuove tecnologie e i nuovi processi quali fattori di riduzione dei costi a carico della collettività e quali moltiplicatori di modernizzazione. La dirigenza pubblica - tanto quella impegnata nelle amministrazioni centrali, quanto i capi degli apparati burocratici locali dai quali oggi dipende massimamente l erogazione diretta di servizi - deve sentirsi chiamata! ad assecondare la richiesta di semplificazione burocratica;! a contribuire all alleggerimento dei costi di transazione derivanti da imperfetti meccanismi regolativi;! a garantire decisioni basate su una ponderazione non astrattamente formalistica degli interessi in giuoco, assumendo come valore la tutela dell affidamento degli imprenditori e come parametro di efficienza il costo del tempo ;! realizzare sempre al di là delle previsioni normative un analisi di impatto della propria azione e dell attività del proprio ufficio. Alla classe imprenditoriale, tramite gli esponenti del mondo dell economia che qui sono presenti e interverranno, in questi due giorni chiederemo di! pretendere un amministrazione moderna e dotata di strutture adeguate;! contribuire a rilanciare il prestigio della burocrazia pubblica e a difenderne l autonomia, in quanto fattori di coesione nazionale e di buon funzionamento della democrazia maggioritaria;! promuovere lo scambio delle culture e la mobilità trasversale. Quindi un approccio nuovo di fronte ad una struttura che costituisce un bene per tutti e che non può essere liquidata semplicemente con frasi slogan, facendo solo riferimento a lacci e lacciuoli. Consapevoli tutti del ruolo avuto da tutti nel raggiungere l ingresso nell Euro e dell importanza che nell era del glocalismo acquista la classe dirigente nello sviluppo locale (pensiamo alla programmazione negoziata, al marketing territoriale, alla programmazione dei servizi per l impiego, et.). La società dell informazione Nella società dell informazione gli aspetti positivi e le criticità delle amministrazioni vengono enfatizzate notevolmente. Il prestigio allora non si può basare più sull autoreferenzialità, ma sulla capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini e di risolvere i problemi. La capacità di dare risposte sempre, a prescindere dal luogo di residenza, dall orario di lavoro costituisce la base per poter creare la società delle opportunità e non dei vincoli. In quella che qualcuno ha definito la società del rischio la sicurezza non deriva dalle reti tradizionali, dai sussidi economici, ma dalle informazioni che si riescono a dare sugli incentivi, sulle opportunità occupazionali e di formazione, sulla salute, et. La qualità del lavoro e della vita deve in tal modo migliorare grazie all impiego delle ICT e alla loro capacità di trasformare il concetto di amministrazione pubblica. Crediamo molto nel governo elettronico e alla capacità di reinventare il governo e la cittadinanza in una chiave più democratica, rispettando le esigenze dei singoli senza far mancare un livello comune di diritti. Il nuovo dirigente pubblico L identikit La riflessione sul ruolo della dirigenza deve partire dall assunto che il capitale umano è oggi il capitale strategico per ogni organizzazione ed anche per il sistema-paese. I sistemi di formazione e reclutamento della classe dirigente nazionale non sono stati che parzialmente ripensati e ammmodernati, lasciando il problema irrisolto e delegandolo il più delle volte a meccanismi occasionali o a poche istituzioni di prestigio, come la Banca d Italia, la Camera dei Deputati o il Consiglio di Stato. Le nuove sfide tecnologiche, l idea di governance e il peso della nuova economia richiedono invece un reale sistema policentrico di formazione della 5

6 classe dirigente e soprattutto una generazione di donne e uomini consapevole del ruolo a cui è chiamata. Una generazione che superando barriere culturali, corporative e settoriali sappia dialogare al proprio interno per trarre le migliori competenze e le migliori idee per contribuire al processo di modernizzazione intrapreso nel nostro paese e che richiede un impegno diffuso. Si chiede molto alla politica e poco alla classe dirigente e questo indebolisce fortemente i processi decisionali e le politiche di riforma. Nel concetto di classe dirigente non è mai stata considerata la dirigenza delle pubbliche amministrazioni a causa del ruolo di basso profilo ricoperto, frutto di una scelta a favore della sicurezza e a discapito della responsabilità e del prestigio sociale ed economico. L importanza dell efficienza e dell efficacia nelle pubbliche amministrazioni, per garantire la piena cittadinanza e la competitività del sistema paese nell era della globalizzazione, deve portare ad una maggiore attenzione nei confronti della dirigenza delle pubbliche amministrazioni e da parte di questa all assunzione di più ampie responsabilità, recuperando così visibilità e prestigio. Proposte di legge tese a migliorare la professionalità della dirigenza attraverso scambi con il mondo privato e con altri paesi stranieri vanno sostenute e possono costituire l orizzonte normativo dei vertici delle pubbliche amministrazioni. Esiste nelle pubbliche amministrazioni una dirigenza giovane, reclutata attraverso diversi percorsi formativi e selettivi, che utilizza internet quotidianamente e dialoga a livello europeo con i propri colleghi, consapevole dei compiti a cui è chiamata considerandosi parte della classe dirigente di questo paese. Una dirigenza attenta ai risultati e alla responsabilità dirigenziale, che non teme la valutazione, capace di gestire risorse umane e materiali, e non solo attenta ad interpretare articoli e commi, ma soprattutto capace di leggere i mutamenti sociali ed economici, di formulare proposte di policies e quindi attenta alle ripercussioni esterne della propria attività, attraverso la partecipazione attiva e visibile al processo di policy making. Un nuovo modello di manager pubblico: il segretario comunale Non casualmente le riforme degli anni 90, nel disegnare il processo di razionalizzazione e di riorganizzazione della pubblica amministrazione, hanno puntato essenzialmente su un nuovo modello organizzativo di carattere manageriale, imperniato sull amministrazione per obiettivi nel quale i principi di efficienza ed efficacia dell attività amministrativa orientano tutta l azione amministrativa pur sempre nel rispetto dei principi di legalità e neutralità. Primo banco di prova ne sono stati gli enti locali, le prime amministrazioni investite da una radicale ristrutturazione che ha riguardato le istituzioni politiche e gli apparati amministrativi. Al vertice dei nuovi enti locali è stata così confermata l obbligatorietà della presenza di un segretario comunale titolare in ogni ente e, per contro, il carattere facoltativo della nomina del direttore generale. Ciò vuol dire allora che l esigenza di avere in tutti gli enti un giurista-manager, quale il segretario comunale, è stata ritenuta imprescindibile anche in questa fase di profondi mutamenti istituzionali. Tutti gli enti locali richiedono di avvalersi, cioè, di un nuovo tipo di professionista pubblico che, senza trascurare il rispetto del principio di legittimità dell azione amministrativa, consente all Amministrazione, nel quadro degli indirizzi e direttive generali propri del vertice politico, di dare risposte puntuali alle attese della società. Nelle sua visione di supervisione della gestione dell ente il segretario comunale da un lato sovrintende e coordina l attività di tutti i dirigenti dell ente, dall altro, in virtù proprio del rapporto fiduciario e di un ruolo quasi di consulenza, orienta le scelte degli amministratori finalizzandole al raggiungimento degli obiettivi programmati all inizio del mandato politico. Si capisce allora il motivo per il quale moltissimi enti hanno già preferito conferire al proprio segretario comunale le funzioni di city-manager anziché avvalersi della facoltà di nominare un soggetto esterno alla struttura organizzativa comunale; si è trattato di un orientamento che scaturisce proprio dal riconoscimento operato in sede legislativa delle funzioni manageriali del segretario, legittimandone un ruolo in fondo svolto di norma perché da sempre a stretto contatto con la struttura di vertice politica. Con un altra scelta innovatrice, si è istituita una Scuola di formazione ad hoc per i segretari, cioè istituzionalmente investita della formazione e specializzazione dei segretari comunali e provinciali, la cui attività è strategica nell assicurare quella formazione continua del segretario comunale che costituisce l indefettibile presupposto per renderlo adeguato alle nuove esigenze delle autonomie locali. Anche il meccanismo attuale di selezione basato sull idea del collegamento tra momento formativo e momento concorsuale contribuisce ad avvicinare le figure del segretario comunale e del dirigente statale. Alla luce di ciò lo stesso nomen non identifica più adeguatamente il nuovo ruolo di manager pubblico locale che riveste il segretario comunale. Una differente denominazione si rivela oramai necessaria in linea con l evoluzione delle funzioni assolte al 6

7 fine di evidenziare sinteticamente la funzione di responsabile della complessiva gestione degli enti territoriali, Comuni e Province. Si renderebbe inoltre chiaro il compito di perseguimento degli indirizzi e degli obiettivi posti dall autorità politica locale nel rispetto della normativa di rilievo regionale e nazionale applicabile. Creare una comunità professionale in «rete» Il dirigente pubblico moderno oggi dialoga con gli altri pezzi della classe dirigente, imprenditori, liberi professionisti, uomini politici, affrontando i temi più importanti dell agenda politica: riforma del welfare, rapporto tra Stato ed economia, riforma della PA, federalismo, ruolo dell Unione Europea e politica estera. La classe politica e la classe dirigente non possono fare a meno di una dirigenza pubblica autorevole e parte attiva nella guida del paese. La collaborazione tra i giovani dirigenti dello Stato, giovani segretari comunali, giovani diplomatici e di questi con i giovani industriali e i giovani professionisti nasce dall esigenza di dare visibilità ad un impegno che non può essere chiuso all interno di un ufficio e che deve manifestarsi attraverso un programma di iniziative pubbliche per far crescere in professionalità. Il modello individuato è quello della «rete»; nell era dell accesso e dell e-government non solo le imprese e le pubbliche amministrazioni devono strutturarsi a rete ma anche i soggetti che vi operano all interno devono collaborare e operare attraverso un network permanente. La nostra associazione vuole fornire degli esempi concreti. Così abbiamo fin dall inizio deciso di utilizzare pressoché esclusivamente l e le mailing list per migliorare lo scambio delle informazioni e delle best practices, anche per superare modelli tradizionali di associazione dei dirigenti spesso a carattere sindacale. Il sito internet dell associazione diventerà uno strumento di comunicazione e di acquisizione di risorse informative. La sua struttura grazie al prezioso contributo datoci dal FORMEZ permetterà la creazione di una comunità professionale virtuale e la fornitura di servizi professionali agli associati. I rapporti con gli alti istituti di formazione e quindi con le università ci consentiranno di mantenere viva l attenzione all innovazione, alla ricerca e alla selezione e formazione del miglior capitale umano. La collaborazione con l Osservatorio dei giovani editori ci consentirà di allacciare un ponte con chi entrerà nell amministrazione tra qualche anno e con i cittadini che conoscono l amministrazione anche dai giornali. La riforma della pubblica amministrazione Riformare dalle fondamenta l apparato burocratico pubblico di una società economicamente avanzata è un impresa colossale. Lo si sarebbe dovuto far prima, laddove invece la storia della pubblica amministrazione italiana è segnata dal permanere di una continuità apparentemente sorda alle trasformazioni politiche, sociali, economiche del Paese. Agli indirizzi ed agli obiettivi di questa riforma la giovane dirigenza pubblica come si è detto prima dà una convinta adesione. Lo dimostra il fatto che, qui, sono oggi presenti persone che hanno creduto in questa riforma, investendo in questa il proprio entusiasmo e la propria professionalità, e si sono sottoposte ai nuovi sistemi di selezione, quelli basati sul modello corsoconcorso, perché ne considerano l approdo, l inquadramento nei ruoli dirigenziali, l intrapresa di una carriera piuttosto che il suo coronamento. Adesso, implementare: un osservatorio in difesa della riforma Nell avviare questa architettura l approccio è stato di stampo illuministico e prevalentemente normativo. E forse non poteva non essere così poiché si trattava di dare, sotto l incalzare della nuove istanze affermate dalla comunità, un input vigoroso, un salutare scossone, un accelerazione persino un po brutale per rimettersi al passo con tempi che non stavano cambiando, che erano già cambiati. La fase adesso necessaria è quella dell attuazione che deve fondarsi sul capitale umano e sul management della dirigenza, sulla sua professionalità, coinvolgimento e sull entusiasmo. Come tutte le organizzazioni cibernetiche che imparano attraverso il feedback, la pubblica amministrazione deve però avere il tempo di decodificare gli input, di metabolizzarli, di elaborare i nuovi codici di comportamento. Quel che ci si attende dai riformatori è, dunque, oggi che si chiuda la fase di immissione di input nel sistema per aprire quella di implementazione della riforma, di manutenzione ci verrebbe da dire, quasi per sottolineare che non è più sui provvedimenti legislativi generali che occorre puntare, ma su una quotidiana opera di messa a punto. Per questo, muovendo da un comune giudizio positivo sulle riforme amministrative e da una comune preoccupazione sulla loro corretta e piena attuazione, in occasione del FORUM P.A., d intesa con i giovani imprenditori e i rappresentanti dei giovani avvocati e commercialisti abbiamo iniziato un percorso per monitorare la riforma nell importante fase della gestione manageriale. 7

8 Tregua legislativa e fine tuning Come si cerca la qualità del suono di una radio nell etere dando piccoli colpetti alla manopola della sintonia, così la pubblica amministrazione, stressata in questi anni da una produzione in alcuni momenti alluvionale di nuove norme, deve essere oggi messa nelle condizioni di ritrovare stabilità. L opportunità di una tregua nella produzione normativa è un esigenza che è stata avvertita e più volte riconosciuta. In questi ultimi anni il Parlamento ha varato, oltre la riforma della pubblica amministrazione propriamente detta, quella fiscale, la riforma federalista e il nuovo ordinamento degli enti locali. Sommati alla sempre più pervasiva produzione normativa di rango comunitario, si capisce come il sistema operativo, il codice di istruzione, della pubblica amministrazione sia continuamente cambiato, determinando fenomeni di spiazzamento psicologico che sarebbe ingiusto liquidare con sufficienza. Oggi pensiamo che gli apparati pubblici si attendano! provvedimenti concreti coerenti con le linee della riforma;! dopo l enfasi sui doveri, un attenzione maggiore ai diritti delle classi dirigenti burocratiche pubbliche;! una ripresa degli investimenti per fornire alla dirigenza i mezzi adeguati ai compiti nuovi e più qualitativi che vengono richiesti. Tuttavia, nel dire che la riforma è un cantiere a metà, non vogliamo sottrarci all onere di indicare quali, tra i tanti, siano i pilastri che più rapidamente devono essere completati perché destinati a sorreggere la volta dell edificio. Valorizzare il merito individuale Un architrave della riforma è per noi il riconoscimento in base a criteri premiali delle qualità individuali. La dirigenza più giovane ha tutto da guadagnare dalla valorizzazione della contrattazione individuale, fondata sull assegnazione di obiettivi e di budget da utilizzare con autonomia gestionale. In contrasto con gli indirizzi riformatori appare invece, perciò, l attuale tendenza all appiattimento delle posizioni nell ambito della contrattazione collettiva. Non dobbiamo temere di essere valutati per meriti e capacità. Dobbiamo anzi fare della valutazione individuale, come nel settore privato, un punto di forza e di avanzamento professionale e retributivo. Lo spoil system E oggi al centro di un dibattito, spesso polemico. Noi pensiamo che, con un sistema politico maggioritario, all Esecutivo debba essere riconosciuta la possibilità di scegliere l alta dirigenza pubblica. Al tempo stesso restiamo convinti, tuttavia, che la scelta etica di fondo di un funzionario pubblico debba essere derivata da una valutazione di lungo periodo degli interessi collettivi, laddove, per definizione, le preferenze della classe politica sono massimizzate su un orizzonte temporale più ristretto perché sottoposto allo scrutinio periodico del corpo elettorale. Sia data quindi al Governo in carico la possibilità di scegliere o rimuovere i funzionari che devono tradurre le scelte politiche in indirizzi amministrativi generali. Ma ciò non deve costituire, nelle amministrazioni centrali come negli enti locali, al ritorno all interferenza di valutazioni politicopartitiche nell assunzione di decisioni amministrative. D altra parte non si può fare a meno che osservare che alcune polemiche recenti contro il cosiddetto spoil system farebbero pensare che in passato la valutazione politica non avesse alcun rilievo nelle nomine della dirigenza. Non era così. E quindi soprattutto un problema di misura e di costume nazionale, di accettazione cioè del principio che la pubblica amministrazione è patrimonio della Nazione e non è disponibile al volere dell una o dell altra parte politica. E di tutti, quindi di nessuno. Contro ogni eccesso, comunque, riteniamo che la trasparenza sulle motivazioni di ciascun provvedimento è la migliore garanzia per quell opinione pubblica alla quale classe amministrativa e classe politica rispondono in egual misura anche se in forme diverse. Programmazione, budget e responsabilità dirigenziale L opinione pubblica va però avvertita che la responsabilità di un dirigente pubblico in tanto va fatta valere in quanto lo si è messo in condizione di operare. Tra poteri e responsabilità c è una relazione biunivoca. Invece, l impressione è che se sono aumentate le responsabilità e questo è bene non sono stati adeguati i poteri. O meglio non è aumentata l autonomia nell esercizio della funzione dirigenziale. La riforma va al più presto completata realizzando compiutamente il sistema contabilità economicabudget-controllo di gestione, anche rivedendo i regolamenti di contabilità di Stato che appaiono non più adeguati alla luce delle recenti riforme. 8

9 Attualmente il passaggio dalla contabilità finanziaria a quella economica non è perfezionato e con esso non si sono dotati i dirigenti di quella autonomia gestionale senza la quale azionare la responsabilità per il mancato raggiungimento degli obiettivi è, francamente, velleitario. Anche nel campo della autonomia organizzativa e della gestione della risorsa umana, la contrattazione decentrata ha continuato a comprimere il ruolo del dirigente e sembra che continui a ispirarsi a una pregiudiziale sfiducia nelle capacità di quest ultimo che stentiamo a comprendere. Questo ritardo è evidente nelle amministrazioni centrali ed è ancor più stridente nel confronto con la realtà degli enti locali che, non a caso, essendo oggi più diretto il confronto con le aspettative dei cittadini, hanno invece percorso in questo senso molta più strada. Per realizzare un ciclo virtuoso di governo occorre allora migliorare la qualità delle direttive dei Ministri, fino adesso generiche e poco utili per innescare un sistema di valutazione moderno ed efficace. La classe politica, pertanto, deve dedicare grande attenzione a questa fase di indirizzo e di programmazione dell attività amministrativa. E questa la nostra richiesta alla classe politica. L attività di valutazione può essere svolta solo se la direttiva e il conferimento dell incarico si poggiano su obiettivi e parametri chiari. Il significato del ruolo unico della dirigenza Crediamo molto nelle potenzialità dell istituto del ruolo unico, come strumento di attenuazione dei rischi connessi alla valutazione, ma soprattutto come canale di crescita professionale. Fino adesso così non è stato. Occorre realizzare un paramercato per valorizzare la dirigenza e affermare il principio meritocratico. Un paramercato trasparente di cui siano note le regole e che consenta di far conoscere i curricula, le esperienze formative e gli incarichi professionali precedenti. Il ruolo unico deve diventare uno strumento che confermi l esistenza di una comunità professionale di dirigenti-manager e non di dirigenti-superspecialisti. Quindi di dirigenti interscambiabili, capaci di migrare tra esperienze professionali diverse, incrementando i propri skills e le proprie prospettive di carriera. Siamo assolutamente contrari a una interpretazione del ruolo unico che lo riduca al cimitero degli elefanti e per questo sarebbe opportuno promuovere la mobilità tra tutte le amministrazioni. Viceversa, ne vanno resi più flessibili i criteri di gestione e rafforzata la banca dati dei curriculum professionali. Pensiamo che un dirigente debba vivere il transito nel ruolo unico come possibilità di crescita, non certo come diminuzione o punizione. In questo senso il ruolo unico, nella misura in cui fluidifichi la mobilità interna è un essenziale pilastro dell apertura della pubblica amministrazione alla società. In una società flessibile e con una visione del management generalista la mobilità dovrà essere favorita tra tutte le pubbliche amministrazioni. Favorire la mobilità Mobilità è per noi sinonimo di flessibilità, quella flessibilità che in tutte le società avanzate è oggi considerata un must indispensabile per la carriera professionale. Cruciale è soprattutto, in coerenza con l identikit del nuovo dirigente pubblico sopra tratteggiato, l osmosi tra management pubblico e management privato, al fine di inserire velocemente nelle pubbliche amministrazioni quei meccanismi privatistici di gestione delle risorse umane e finanziarie, tali da consentire un miglioramento della qualità dei servizi per le imprese per i cittadini tutti. L incontro tra classi dirigenti dei diversi settori è oggi facilitato dal comune percorso di studi ed esperienze lavorative, che rende un giovane dirigente pubblico vicino per il modo di pensare e ragionare a un giovane imprenditore. Inoltre, la trasformazione in atto nelle amministrazioni sta avvicinando questo mondo a quello del privato, superandolo in alcuni settori (utilizzo del WEB), per i contratti di lavoro, il ricorso all esternalizzazione, l utilizzo del controllo di gestione o per il legame tra retribuzione dei dirigenti e risultati conseguiti. La possibilità di effettuare esperienze di lavoro sia nel settore pubblico che nel settore privato consente poi una crescita della professionalità della dirigenza pubblica, oltre che della cultura manageriale, nonché di realizzare un continuo scambio di esperienze, di best practices e di culture organizzative. La nostra Associazione ha sostenuto un disegno di legge nella passata legislatura giunto a un passo dall approvazione definitiva per favorire e regolare la mobilità pubblico/privato. Crediamo infatti che occorra spingersi con coraggio oltre la strada della quota per gli esterni che sono oggi previste dal decreto legislativo 165/2001 ma che da sola è insufficiente a realizzare l obiettivo e si presta semmai a applicazioni disinvolte e distorsive dello spirito della norma. Non si può quindi che registrare con soddisfazione il fatto che nel recente disegno di legge presentato dal Governo il tema della incentivazione alla mobilità sia ripreso, contestualmente all incremento della quota per l accesso degli esterni alla dirigenza di seconda fascia. Un bonus per la formazione individuale Con la mobilità si intrecciano strettamente i temi della formazione e della circolazione di valori 9

10 culturali che, attraverso un processo di vera e propria contaminazione, costituiscano il tessuto connettivo della classe dirigente. I giovani dirigenti pubblici sono interessati a un continuo aggiornamento sulla cultura della gestione manageriale. Come si è detto sopra, il modello di dirigenza pubblica cui si deve puntare, del resto, non è più quella del funzionario generalista o dello specialista, ma quella dell organizzatore e del gestore di risorse. La formazione continua è un tassello essenziale del sistema di mobilità e un elemento ineludibile della crescita professionale. La formazione pubblica, pur essendosi sforzata di mettersi in sintonia con le nuove esigenze formative delineate dalla riforma, non deve essere lasciata sola a soddisfare la richiesta di formazione. Il mondo dell impresa ha dalla sua, peraltro, scuole di eccellenza e saperi altamente specializzati che devono aprirsi ancor più di quanto oggi non avvenga anche ai temi dell amministrare la cosa pubblica. La dirigenza pubblica deve poter circolare liberamente nei circuiti formativi del mondo d impresa, all interno dei quali può a sua volta apportare un contributo in termini di codici interpretativi del mondo burocratico, con i suoi ineliminabili istituti e procedure. La nostra proposta è quella di investire sulla formazione dei dirigenti pubblici, sulla base di un bonus da spendere individualmente sul mercato della formazione. Sappiamo che il governo sta operando in tal senso. Un meccanismo del genere giocato anche sfruttando le possibilità offerte dalla tecnologia in rete, in termini di personalizzazione del prodotto, assicura, a nostro avviso, una elevata efficienza nell uso delle risorse e una maggiore gratificazione, suscettibile di innescare nuovo entusiasmo e motivazione. Questa attenzione anche attraverso le nuove metodologie sarà centrale per la nostra associazione, attraverso la quale si cercherà di offrire sempre più servizi innovativi alla dirigenza. Federalismo e dirigenza pubblica Il punto di partenza più corretto, a nostro parere, sta nel prendere atto dell irreversibilità del processo che sta portando ad uno Stato leggero e ad autonomie territoriali con veri poteri di governo. Quel processo è avviato e nessun Governo ha intenzione di arrestarlo o tanto meno di tornare indietro. Peraltro, la cessione di poteri da parte dello Stato centrale a favore dei livelli di governo subnazionale da un lato e sovranazionale dall altro rappresenta un fenomeno di portata europea. In questo processo la dirigenza pubblica ha l opportunità, se non il dovere, di dimostrare di essere diventata classe dirigente. Lo Stato delle autonomie La vicenda delle autonomie locali è uno dei nodi principali intorno al quale ruota tutta la riforma della pubblica amministrazione. Nell ultimo decennio, contrassegnato da un intensa, a volte frenetica, attività legislativa e normativa degli organi costituzionali, un filo comune che collega gli interventi normativi degli ultimi anni è il riconoscimento autentico ed effettivo dell autonomia delle comunità locali. L obiettivo del legislatore dell ultimo decennio è stato, infatti, quello di garantire agli enti locali esponenziali di queste collettività la piena appartenenza all ordine costituzionale proprio di una nazione e di un ordinamento pluralista. Le autonomie locali sono parte costitutiva dell articolazione democratica di una repubblica: è importante riaffermare questo principio che è presente non solo nella Costituzione ma anche a livello europeo (Carta europea dell Autonomia locale, firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1985) ed a livello mondiale (Dichiarazione dell Autonomia Locale firmata a Toronto il 17 giugno 1993). Ci si chiede spesso se l autonomia è una fonte di potere. Se la risposta è positiva come sembra acquisitol articolazione dei poteri non può ridursi all attribuzione di semplici competenze amministrative o anche legislative dal centro alla periferia, secondo un criterio di carattere prettamente gerarchico; proprio questa concezione residuale delle autonomie locali ha determinato che la stessa soggettività locale non è mai stata sufficientemente considerata come rilevante nella teoria del potere. Al contrario di oggi dove la centralità del Comune e della Provincia nell organizzazione pubblica è finalizzata a favorire la realizzazione del principio di sussidiarietà verticale ed orizzontale. Tali enti, in virtù della loro maggiore vicinanza con i cittadini, infatti, sono in condizione di coglierne meglio i bisogni e le esigenze e di sollecitarne la partecipazione e l intervento attivo in ambiti tradizionalmente pubblici; Se dal canto loro, allora, le amministrazioni locali avranno la capacità di cogliere l opportunità di questa che è una vera e propria fase costituente, se sapranno essere all altezza di questa sfida che occorre riconoscere- il Parlamento, i partiti, le forze sociali hanno lanciato, allora si potrà senz altro dire che nel nostro Paese le riforme istituzionali non sono molto lontane ed anzi che sono già effettivamente cominciate e, precisamente, dal basso degli ordinamenti locali. 10

11 La recente riforma degli enti locali è chiaramente ispirata ad un federalismo che si ritiene possa essere a ragione qualificato come territoriale, in quanto fondato sull azione delle amministrazioni territoriali a diretto e maggiore contatto con i cittadini, Comuni e Province. La concreta realizzazione di tale ipotesi federalista richiede quale indefettibile presupposto che esistano solidi ed efficaci strumenti idonei ad assicurare che l operato delle autonomie locali si svolga nei limiti consentiti dalla legislazione nazionale e regionale. Occorre cioè garantire che l interesse locale si realizzi nel rispetto di quello generale, concorrendo anzi al suo soddisfacimento. Ciò costituisce la maggiore e più solida garanzia dell effettività dei poteri attribuiti e del consolidamento dell autonomia riconosciuta. La politica completi la riforma Sappiamo tutti che devolution, federalismo, delega amministrativa e tutti gli strumenti di cessione di poteri alle autonomie territoriali presentano delle potenzialità enormi, ma occorre studiare bene l architettura del sistema sotto molteplici aspetti che, se trascurati, rischiano di minarne le fondamenta, di annullare quelle potenzialità, di risolvere dei problemi creandone altri, magari più gravi. Tuttavia, seppure è doveroso studiare a fondo le soluzioni normative e gli equilibri tra i poteri, è sempre l implementazione delle riforme la fase più delicata, quella che determina il successo o il fallimento di qualsiasi riforma, per quanto ben congegnata. Potremmo quasi azzardare che più che gli strumenti normativi adottati siano essi, appunto, federalismo costituzionale o amministrativo, delega amministrativa o qualsivoglia devolution -, è più importante la fase di attuazione della riforma, che necessita di una compagine politica di governo forte e decisa, ma anche di un amministrazione pubblica guidata con competenza e spirito di servizio al paese, alla cittadinanza. La dirigenza pubblica al servizio del federalismo cooperativo E qui che noi possiamo e, ripeto, dobbiamo dimostrare come la nuova dirigenza pubblica italiana sia culturalmente, tecnicamente e moralmente all altezza di essere vera classe dirigente del paese. E qui che dobbiamo dimostrare che il federalismo cooperativo può funzionare, se la dirigenza pubblica a tutti i livelli, dal centro alla periferia, porrà le proprie competenze al servizio del paese, senza prevaricazioni, campanilismi e arroccamenti a difesa della propria amministrazione o, peggio, del proprio posto, della nicchia confortevole del proprio incarico. Tale obiettivo potrà essere perseguito stando in rete, avendo come organizzazione amministrativa quella della rete, consentendo lo scambio delle informazioni, delle pratiche di eccellenza, nonché la mobilità dei funzionari e dei dirigenti tra i comparti. Semmai concorrenza ci deve essere, allora sarà quella che noi auspichiamo e che consiste nel mettere tutte le proprie energie, fisiche, culturali, morali per trovare le soluzioni migliori ai problemi dello sviluppo e progresso del paese. Solo per fare un esempio, il problema spinoso della spesa sanitaria non può essere affrontato ancora nell ottica dello scontro o della mancata assunzione delle responsabilità. Non solo a livello politico, ma anche a livello amministrativo il dibattito ormai annoso sembra svolgersi come un dialogo tra sordi, con uno Stato che continua ad accusare le Regioni di inefficienza e finanza allegra e, dall altra parte, le Regioni che lamentano l insufficienza delle risorse e le colpe dello Stato nella crescita continua della spesa sanitaria. Così avviene in maniera di incentivi alle imprese, di gestione di fondi comunitari o per la realizzazione del piano e-government. Secondo il nostro modo di vedere, in questo caso non si tratta di difendere la propria amministrazione, ma di avere una visione generale dei problemi. Non si difende per principio la propria amministrazione, non si sta conducendo una lotta Stato- Regioni, ma occorre sedersi intorno ad un tavolo con spirito cooperativo, per trovare delle soluzioni idonee nell ottica della collettività, non del potere e prestigio personali e corporativi. In questo, come in mille altri casi, alla nuova dirigenza pubblica è richiesta una grande statura tecnica, culturale e, non ultima, morale. E questo che dobbiamo costruire e che dobbiamo avere a cuore. Per vincere questa sfida ed entrare a pieno titolo nella classe dirigente del paese, dobbiamo non temere ma rivendicare autonomia e responsabilità. Dobbiamo pretendere obiettivi chiari e precisi, budget adeguati, poteri autonomi sufficienti. Vogliamo essere valutati per il nostro contributo alla soluzione dei problemi del paese e non per il nostro impegno nella difesa di poteri, prerogative, privilegi nostri e della nostra singola amministrazione. Se riusciremo ad amministrare in questo modo, non ci saranno i temuti rischi del nuovo centralismo regionale, né tentativi dello Stato di mantenere in mano lo scettro del potere, e nemmeno tendenze centrifughe o fughe secessioniste della periferia. Non ci saranno i rischi di un federalismo e quindi di uno sviluppo a geometria variabile. Ci sarà invece un corpo unico di dirigenti pubblici che punta dritto alla soluzione dei problemi. D altro canto, con una dirigenza forte, preparata, moralmente superiore, ciascuno di noi non deve certo preoccuparsi della perdita di potere della propria amministrazione o del proprio ufficio. Un buon manager non resterà mai senza incarico. Pe- 11

12 raltro, per noi la parola mobilità non significa rischio, ma opportunità di crescita professionale, di esperienza. Una difficoltà prevedibile del federalismo cooperativo all italiana è connesso, a nostro avviso, alla disomogeneità politica tra i vari livelli di governo chiamati a cooperare. Seppure ciò non avverrà mai in modo esplicito, è facile immaginare e la breve esperienza federale ce ne ha già dato vari esempi che una cooperazione che attraversa dalla periferia al centro tre, quattro livelli di governo sarà resa difficile da ostruzionismi e veti incrociati, volti a mettere in crisi quella giunta o quel governo del polo opposto. Occorre dire che per fortuna questo non è sempre vero e vi sono anche dei casi di inaspettate convergenze, trasversali agli orientamenti politici, su temi importanti della vita nazionale. Ma nei molti casi in cui il fenomeno si verificherà, noi dirigenti pubblici giocheremo un ruolo fondamentale. Prendendo esempio dai nostri cugini francesi, abbiamo il dovere di acquisire indipendenza dalla classe politica ed autorevolezza nei suoi confronti. Dobbiamo essere capaci di indirizzare le amministrazioni pubbliche alla soluzione dei problemi, distogliendole dalle preoccupazioni elettorali e dagli scontri politici e ideologici preconcetti. Chiediamo a questa classe politica di governo di costruire insieme una classe dirigente condividendo i valori e i principi del merito e della professionalità. Si parla spesso che in Italia la classe dirigente sia debole, non all altezza degli altri paesi. Molte questioni rilevanti della vita economica e sociale di un paese moderno non hanno più soluzioni di destra e soluzioni di sinistra, ma soluzioni e basta. In questi casi gli ostruzionismi politici sono insensati e la professionalità ed autorevolezza della classe dirigente sono fondamentali per convincere il vertice politico di ogni livello di governo che ogni proposta va valutata per la sua attitudine a risolvere problemi e non in modo preconcetto secondo la matrice politica del proponente. Solidarietà o competizione? Proprio la costruzione del sistema federale italiano è un caso esemplare di una questione che evidentemente non ha soluzioni di destra o di sinistra. Uno dei punti cruciali è se e quanto il sistema, soprattutto di finanziamento, debba essere solidale nei confronti delle aree meno sviluppate. A prima vista, questo aspetto può essere interpretato come un problema con forti connotazioni ideologiche e politiche, ponendosi come alternativa tra solidarietà da un lato e competizione dall altro. Invece, a ben guardare, non si tratta di problemi eminentemente ideologici, quanto piuttosto di dosare a puntino da un lato i necessari sostegni alle aree in ritardo di sviluppo e dall altro gli stimoli ad operare bene senza il continuo paracadute degli aiuti e della solidarietà. Di questo nessuna compagine politica penso possa dubitare. Quindi, si tratta di un problema di soluzioni più o meno efficienti e non più o meno di destra o di sinistra. Modernizzare la pubblica amministrazione ICT e nuovo management pubblico L utilizzo delle ICT consente di realizzare uno Stato meno invadente ma più presente attraverso nuovi servizi che vengono erogati sempre, velocemente e quindi in modo più efficace ed efficiente. La ricchezza di informazioni dell'attività amministrativa oggi costituisce il valore aggiunto delle amministrazioni pubbliche per lo sviluppo economico e sociale di un paese e questo richiede un management che utilizzi le nuove tecnologie per migliorare la capacità di risposta e di governo delle pubbliche amministrazioni. Il ricorso alle ICT permette:! la misurazione dell'efficienza dei servizi e, quindi, la possibilità di garantire a tutti lo stesso livello, di superare i divari interni e di favorire la coesione amministrativa;! la trasparenza nell'erogazione dei servizi e nello svolgimento dei processi decisionali diventa un passo ulteriore per aggiornare il valore della democrazia;! la riorganizzazione delle amministrazioni per superare il modello gerarchico e favorire il lavoro a rete e il knowledge sharing, il miglioramento continuo e, per quanto riguarda la formazione, un aggiornamento continuo che superi costi e distanze. L e-procurement, il fisco on line, il processo elettronico e quindi la cittadinanza elettronica costituiscono l orizzonte dell impegno delle amministrazioni per i prossimi mesi. Il risultato dovrà essere l innovazione della società. Per una volta l amministrazione dovrà costringere l economia e la società ad innovarsi e non essere trascinata dagli altri settori. Alle amministrazioni, anzi, toccherà il compito di realizzare l alfabetizzazione del 21 secolo e di superare i digital divides della società italiana iniziando a superare quelli interni, tra amministrazioni centrali e amministrazioni periferiche, tra giovani generazioni e vecchie, tra regioni del nord e regioni meridionali. Queste conquiste sono coerenti con i principi del New Public Management e, per questo, la nuova generazione di funzionari e dirigenti deve vedere nelle nuove tecnologie la strada per poter lavorare in modo nuovo e fare delle pubbliche amministrazioni strutture efficienti ed efficaci e non invadenti ed illiberali. La ricerca che abbiamo commissionato a Microsoft e NetConsulting ci confermano le 12

13 difficoltà connesse alla dimensione organizzativa sugli investimenti in tecnologie e in formazione. Europeizzare la Pubblica Amministrazione La realtà amministrativa e di gestione della «cosa pubblica» oggi non può che essere concepita come una parte del più esteso e complesso sistema di governance dell Unione europea, che privilegia la formazione di momenti e strutture decisionali diversi da quelli attuali, non più verticistici ma reticolari, e che porta ad una fondamentale modifica dei rapporti tra i soggetti politico-amministrativi. L azione dell UE, non solo le sue norme, tende infatti sempre più a saltare l intermediazione dello Stato centrale per dirigersi direttamente a tutti gli altri soggetti istituzionali, Regioni ed Enti locali, ma anche ai principali attori dell economia e della società civile. Per poter essere efficaci, le amministrazioni pubbliche devono quindi potersi pienamente inserire in questi processi complessi e farsi registe e mediatrici delle istanze delle autonomie e della società. Oggi prevalgono invece alcuni momenti «critici» sui quali intervenire, che si possono riassumere in:! un eccessiva rigidità e burocratizzazione dei flussi decisionali e informativi;! una mancanza di circolazione in senso orizzontale, tra amministrazione e amministrazione, dei flussi informativi;! una scarsa capacità dei funzionari italiani di «interfacciarsi» con le controparti comunitarie, e soprattutto con i funzionari non italiani. Per questo, occorre cogliere ogni opportunità per potenziare ed arricchire le capacità della dirigenza delle pubbliche amministrazioni di operare in un orizzonte europeo, prendendo pienamente parte al complesso processo decisionale comunitario. Ciò deve comportare, da un lato, l attivazione di strumenti specifici che coinvolgano il mondo della formazione le realtà del post universitario, la SSPA, la SSPAL, l Istituto Diplomatico, la Scuola Superiore dell economia e delle finanze per la realizzazione di specifici programmi di formazione. Ma deve anche significare, dall altro, l incremento del numero di nostri dirigenti che si inseriscono temporaneamente nelle istituzioni comunitarie e nelle amministrazioni di altri Paesi. Anche per questo apprezziamo il recente disegno di legge sulla dirigenza che promuove l osmosi tra pubblico e privato anche in chiave internazionale. La sfida prevalente che vogliamo raccogliere è quella dell attuazione di azioni che abbiano l obiettivo di creare un nuovo tipo di funzionario pubblico in grado di seguire le problematiche comunitarie e interloquire in posizione paritaria con strutture e funzionari della UE e di altri Stati. Tali attività potranno comprendere azioni di formazione e riqualificazione, corsi di lingue, stages e scambi di funzionari con l UE ed altre amministrazioni internazionali e dovranno progressivamente coinvolgere, oltre alle strutture ed ai soggetti più direttamente interessati, i più ampi settori della Pubblica Amministrazione. In ultima analisi, si vuole puntare alla creazione di un metodo di lavoro quotidiano sempre più integrato in una dimensione comunitaria dei problemi. Per quanto riguarda l attività di networking internazionale, si punterà alla creazione di contatti permanenti con altre Associazioni di eguale natura e con Scuole di eccellenza di livello europeo, nonché alla stipula di convenzioni con istituzioni ed organizzazioni internazionali per la realizzazione di programmi mirati di scambio dei dirigenti, seguendo il riuscito esempio della Convenzione tra SSPA e Commissione UE per la formazione di giovani dirigenti, prima manifestazione pratica della capacità operativa dell associazione e dell efficacia di un approccio a «rete». Tra gli strumenti da attivare si prevede la creazione, grazie alla joint venture con altre associazioni, di un portale «giovani per l Europa» finalizzato all erogazione di:! Servizi di informazione generale (informazioni varie, raccolta siti, settimanale «online», Forum di discussione)! Servizi di riferimento (Consulenza online, Lavorare in Europa, Studiare in Europa, Viaggiare in Europa)! Servizi ausiliari (Motore di ricerca interno, Statistiche di accesso). Tra le attività promozionali e di diffusione è prevista la realizzazione di un ricco calendario di eventi e seminari tematici, tra i quali l organizzazione di una Conferenza internazionale su «Prassi, metodi e cultura della pubblica amministrazione in Europa», con la partecipazione di rappresentanti delle pubbliche amministrazioni europee. Questo evento intende creare un interscambio di idee ed esperienze a livello europeo in materia di Pubblica Amministrazione, toccando varie problematiche connesse alla formazione dei quadri dirigenti ed all esercizio della professione in Europa. La discussione di queste tematiche su scala europea deve puntare a mettere a confronto in modo dinamico e programmatico le pratiche nazionali per l individuazione di modelli di processo e la messa a punto di protocolli di funzionamento amministrativo europeo. In vista del semestre italiano di presidenza dell Unione Europea sarà importante dotarsi di un piano di formazione adeguato e di uno schema di parametri di valutazione dei servizi condiviso a livello europeo. 13

14 * * * L amministrazione a cui pensiamo pertanto è un amministrazione ambiziosa, che non sia soltanto oggetto di una riforma, ma soggetto propulsore del processo di riforma in atto. I protagonisti che operano all interno delle amministrazioni devono diventare ed essere considerati da questo punto di vista classe dirigente del Paese. La società dell informazione non può avere un amministrazione taylorista e chiusa nel segreto di ufficio e nell autoreferenzialità. Questo è un progetto ambizioso, ma può essere il progetto di una scommessa generazionale, che potrà essere portato avanti giorno per giorno anche attraverso la nostra rete associativa i nostri contatti formali e informali, il nostro sito internet, che vorremo impostare come portale dei servizi per la classe dirigente delle amministrazioni dall università all apice della carriera. Il successo di questo progetto e la qualità dell apporto che potremo dare alle amministrazioni, al governo e al Paese dipende da noi dalla scelta di essere e di fare classe dirigente in questo nell Italia dell Unione europea, nell Italia della società dell informazione. 14

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