Anno IV - Numero Mercoledì 20 maggio 2015 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40

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1 Anno IV - Numero Mercoledì 20 maggio 2015 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Politica Fitto presenta il nuovo soggetto a pag. 2 Attualità Riforma scuola col nodo precari a pag. 3 Esteri Francia laicista a più non posso a pag. 5 DOPO LA DUE GIORNI IN PUGLIA, DA DOMANI LA DESTRA IN PRIMA LINEA CON FDI IN UMBRIA, LAZIO, LOMBARDIA, VENETO, TOSCANA... di Francesco Storace Ormai tutti parlano del rischio astensionismo. Lo scatena l atteggiamento di Renzi che provoca ripulsa col suo fare guascone; rischia di motivarlo un opposizione divisa che non rappresenta ancora un alternativa concreta. Al massimo, emerge la possibilità qua o là, di alternanza, ma l alternativa è altra cosa. A partire dai comportamenti e dai contenuti. Ho vissuto in Puglia due giornate intensissime, in cinque province su sei, con la voglia di battersi dei candidati di Fratelli d Italia contro i giochi di palazzo che rischiano di regalare la regione alla sinistra di Michele Emiliano. È il dono agli avversari che Berlusconi mette sul tavolo con la candidatura della poltronista Poli Bortone. Ma sebbene sia una partita complicata, il messaggio più efficace da mandare è che è vietato arrendersi. Ed è il motivo per cui continuiamo a macinare migliaia di chilometri ovunque. Da domani, il nostro tour toccherà anche le città dell Umbria, del Lazio, della Lombardia, del Veneto, della Toscana e di nuovo nelle Marche e in Campania. Vietato arrendersi anche se cogliamo sul fatto chi fa intelligenza col nemico. Perché per chi sta a destra la coerenza resta un valore e Matteo Renzi non la deve passare liscia. I suoi bluff sul risarcimento ai pensionati; l imbroglio statistico sull occupazione; l assenza di qualunque iniziativa di contrasto al carovita; lo sviluppo che non c è; la sicurezza che manca; sono i temi su cui rispondere colpo su colpo all inettitudine del governo, preparandoci per offrire VIETATO ARRENDERSI La sinistra non merita regali alle Regionali, che sono anche l occasione per esprimere un no alle politiche del governo Renzi un opzione profondamente diversa al popolo italiano. In questo pellegrinare in giro per l Italia, anche grazie alla generosità di molti militanti e dirigenti de La Destra, stiamo ritrovando con Fratelli d Italia-Alleanza nazionale lo stesso afflato comunitario del tempi migliori della destra italiana. Le stesse parole d ordine; identiche emozioni; passioni condivise; voglia di stare insieme. Può rinascere quel partito che ci manca da troppi anni. Cos è che ci fa sentire uniti anche se non ci conosciamo, è uno dei motivi più belli dell inno dedicato da Venditti alla Roma e, se è consentito il paragone calcistico, è un affermazione di militanza comune che a maggior ragione vale per chi crede in politica. E siccome sono sempre di meno le formazioni politiche che possono mostrare fede nei valori molto più che nelle pratiche di potere in cui altri si cimentano con maggior successo, sarà inevitabile - per fortuna - lavorare insieme alla stessa piattaforma politica e organizzativa. Da queste Regionali devono nascere una destra e poi un centrodestra che sappiano anteporre la parola al popolo rispetto ai giochini di Palazzo. Ci hanno disgustato le manovre di Forza Italia in Puglia come nelle Marche e in Toscana. Hanno rappresentato il segnale della resa, che provoca addirittura indifferenza rispetto ai contraddittori annunci dello stesso Berlusconi sul suo rapporto con la politica. Faccia come crede, Berlusconi, ma sappia che ci sono italiani per nulla disponibili ad arrendersi all Europa, alla sinistra, al destino cinico e baro. Quegli italiani usciranno di casa il 31 maggio e voteranno a destra. Perché non hanno bisogno di potere, ma di rappresentanza dei loro interessi. Di tutti e non di uno solo. CALCIOSCOMMESSE: 50 ARRESTI TRA LEGA PRO E SERIE D LA SCURE DI FITCH SULLE BANCHE ITALIANE: ABBASSATO IL RATING A QUATTRO ISTITUTI Mps vale poco più della spazzatura Non gioco più A pagina 11 Le banche italiane? Traballano. Hai voglia di quantitative easing, insomma. Per carità, l avviso arriva dalle agenzie di rating e si sa che i dati diffusi da questi dispensatori di algoritmi vadano trattati con estrema cautela. Tuttavia il segnale ai mercati è chiaro: occhio agli investimenti su quegli istituti di credito, perché la loro solidità è pari a quella di una porzione di gelatina. In particolare sono quattro quelle sulle quali Fitch ha espresso valutazioni al ribasso. Non poteva certo mancare all appello Monte dei Paschi di Siena. Dal già poco attraente profilo di BBB, l istituto toscano tanto caro a un noto partito italiano è finito a B-. Ma il Pd non deve portare particolarmente bene alle banche, giacché anche Carige si ritrova tagliata: da BB passa a B. Nella nota dell agenzia di rating si legge pure della retrocessione di Banco Popolare, che passa a BB da BBB, così come Banca Popolare dell Emilia Romagna il (che però è arrivata al giudizio di BB partendo dal BB+). Nei fatti, Mps è ormai valutata come fondo altamente speculativo. Ed è una scure che arriva proprio in attesa del via libera da parte della Consob all aumento di capitale. Da fonti finanziarie inoltre è filtrata la voce che negli ultimi due giorni la Fondazione azionista abbia venduto parte delle proprie azioni. Proteste sono state sollevate nei confronti del giudizio Fitch da parte di banco Popolare, mentre Carige ha rilasciato dichiarazioni improntati alla fiducia. Non parla invece il governo, e chissà perché: sarà mica che le bordate sulla classificazione delle banche italiane arrivano anche perché l agenzia di rating non ritiene che lo Stato possa dare un sostegno agli istituti in difficoltà? Ma non ditelo a Renzi. Lui ha visto la ripresa. Robert Vignola

2 2 ATTUALITA GRANDI MANOVRE NEL CENTRODESTRA La prima sfida di Fitto? Le primarie L europarlamentare ex Forza Italia lancia Riformisti e Conservatori e avverte: ci sono nove milioni di voti da recuperare, se le elezioni saranno nel 2018 il candidato premier contro la sinistra dovrà sceglierlo la gente di Robert Vignola Dapprima l adesione, in Europarlamento, al gruppo dei Riformisti e Conservatori Europei, lasciando il Ppe senza sbattere la porta ma comunque criticando sia la gabbia di regole che soffoca la crescita e la perenne alleanza con il Pse. Poi l analogo movimento centrifugo in Italia. Dove ieri Raffaele Fitto ha appunto varato "Conservatori e Riformisti", dopo aver chiuso definitivamente i rapporti con Forza Italia. Un nuovo partito? Per ora una nuova associazione, che si preoccuperà di occupare lo "spazio molto ampio che sta tra Salvini e Renzi". Fitto assicura che "Forza Italia è un capitolo chiuso ma la nostra decisione non è rancorosa". D altronde con quel che ne resterà, se resterà qualcosa, bisognerà comunque dialogare. Certamente non dentro il partito repubblicano disegnato con pochi tratti di matita da Berlusconi e poi cancellato. Perché "se le elezioni politiche saranno nel sottolinea Fitto -, io penso che sia indispensabile che il centrodestra alternativo alla sinistra in questo Paese si organizzi per celebrare delle primarie. La nostra posizione non è rancorosa nei confronti di nessuno. Credo che sia un errore continuare con polemiche, noi siamo consapevoli della necessità di riaccendere una speranza in quegli oltre 9 milioni di elettori che sono andati via e che ci hanno abbandonato negli ultimi 3 anni. Vogliamo farlo tornando a parlare alle categorie alle quali abbiamo dato rappresentanza per anni e che oggi si sono allontanate, penso agli artigiani, ai commercianti, ai lavoratori autonomi, alle partite Iva". Ancora nessuna decisione, invece, sulla creazione di gruppi parlamentari autonomi. "Per noi è l'ultimo dei problemi - dice -. Ora vogliamo mettere in campo una cornice programmatica, non operazioni di palazzo. Ci penseremo dopo, affronteremo anche le questioni organizzative in parlamento, e chi vorrà aderire lo farà", ma il punto ineludibile per Fitto è "essere alternativi a Renzi. È stato un grande errore passare in pochi giorni dal sostegno a Renzi all'insulto a Renzi, noi proponiamo un progetto alternativo ma senza inutili insulti". INCHIESTE, PROTESTE E LA SPADA DI DAMOCLE DELLA LEGGE SEVERINO SUL CANDIDATO DEL PD PER LA CAMPANIA Il calvario elettorale di De Luca Altro che magnifiche sorti e progressive: la marcia in Campania del centro-sinistra rischia di trasformarsi in un vero e proprio calvario. Tutto ruota attorno a Vincenzo De Luca: partendo dalle sue vicissitudini giudiziarie (con ordigno della legge Severino già innescato) a Salerno, passando per impresentabili diogni cotta nelle liste e tornando ancora nella sua città. L inchiesta è pure famosa: si tratta di quella delle procure di Napoli e Modena sugli appalti della Cpl Concordia, la coop (guarda caso) rossa già squassata dalle indagini che hanno portato in carcere tra gli altri il sindaco Pd di Ischia. È in questo contesto che è uscito il nome di De Luca, citato in uno dei tanti interrogatori da Franco Simone. È proprio l ex consulente della Cpl, ora scarcerato, che fa menzione anche di contatti per incontrare De Luca e parlare dell appalto della pubblica illuminazione a Salerno. Agli atti, va precisato, per ora non c è altro, ma il fatto stesso che gli inquirenti abbiano chiesto spiegazioni a Simone, significa che le indagini sono state quanto meno avviate. Al pari come riporta oggi il quotidiano Libero dell appalto della pubblica illuminazione per il Comune di Fiumicino, guidato da Esterino Montino, già vice di Marrazzo e che poi sostituì lo stesso giornalista Rai alla guida della Regione Lazio quando questi venne coinvolto nello scandalo-trans. Anche su Fiumicino per ora non c è nulla di concreto, ma i fari degli inquirenti sono stati accesi pure su questo filone di indagine. Restando comunque in ambito campano, De Luca ha ricevuto pure una dura contestazione a Nocera Inferiore, dove si era recato per tenere un comizio. Per dargli il benvenuto si sono mobilitati persino gli ultras della Nocerina, che gli hanno steso lo striscione: "Luci d'arrivista i voti dei cafoni adesso sono buoni". Non solo slogan, però: l auto del candidato governatore è stata accerchiata, De Luca è entrato in un pertugio laterale nel teatro del comizio soltanto sotto la sorta della polizia. All interno, però, nuova contestazione, con fischi rivolti a lui, al segretario cittadino del Pd Alfonso Oliva e al presidente della Provincia Giuseppe Canfora. R.V. Due esposti contro l intervista spot di Giletti a Renzi Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta ha presentato un interrogazione in Commissione di vigilanza Rai e un esposto all AgCom per segnalare la manifesta violazione delle regole della par condicio in merito all intervista in ginocchio e senza contraddittorio, fatta in piena campagna elettorale, al presidente del Consiglio, Matteo Renzi nel corso della trasmissione L Arena di Giletti andata in onda domenica scorsa. Iniziativa analoga anche da parte dei grillini: Il M5s questa mattina ha presentato un ricorso all Agcom, che dovrà rispondere presto visto che siamo in periodo preelettorale, sul modello di conduzione, sulla qualità e sui tempi del programma di Rai1 L Arena, ha detto il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, a margine di un sit-in promosso dai 5 stelle davanti a Montecitorio per il ritiro del ddl Buona scuola, a proposito del programma di Massimo Giletti che domenica scorsa ha ospitato il premier Matteo Renzi.In generale, ha aggiunto Fico, ci sono esposizioni di governo e maggioranza che superano il consentito in campagna elettorale e noi abbiamo sempre fatto ricorso all Agcom. SI È DIMESSO IL PRESIDENTE ACHILLE: CONTESTATE DECINE DI MIGLIAIA DI EURO Spese Pazze, Ferrovie Nord senza conducente Le Ferrovie Nord non sono un esempio di efficienza e rapidità. I pendolari che ne fanno uso lo sanno. Eppure, al vertice, c era un uomo capace di sfrecciare come pochi. Tanto da essere stato fotografato dalle inflessibili autorità svizzere in sensibile eccesso di velocità, meritandosi una multa da mille euro. Solo che tale spesa è finita, in mezzo a molte altre, sul groppone della società, quotata in Piazza Affari e controllata al 57,57% dalla Regione Lombardia, al 14,7% dalle Fs e e al 3,74% dal Gruppo Gavio. A Norberto Achille, presidente di Ferrovie Nord Milano, va però comunque dato atto di essersi dimesso, dopo aver comunque coperto i buchi lasciati per il poco ortodosso uso delle carte di credito aziendali. Solo che dovrà ora anche difendersi dall accusa, che gli è stata obiettata, di peculato, insieme a una misura interdittiva firmata dal gip di Milano Fioretta, che gli vieta di esercitare attività direttive per persone giuridiche e imprese. Oltre alle spese pazze carta alla mano, il pm gli contesta infatti anche l uso improprio della cassa della società. In tutto sono contestate uscite per decine e decine di migliaia di euro, a partire dai 74mila quelli restituiti venerdì scorso dal settantunenne Achille, passando invece per i 70mila che gli sono stati trattenuti direttamente dallo stipendio. Altri soldi saranno calcolati sull uso improprio delle auto aziendali, sebbene nel provvedimento si faccia riferimento a spese sostenute soprattutto dai due figli. L indagine, nata il 9 febbraio scorso dopo una relazione dell Audit interno, vede indagati altri manager di Ferrovie Nord, cui sono attribuiti comportamenti del tutto simili. della Fnm (stesso reato). La società, con partecipate come Trenord e controllate come Ferrovie Energia, fattura 300 milioni, trasporta 59 milioni di passeggeri, ha 4mila dipendenti. Ora è senza vertice e rischia, visto che il provvedimento della procura individua l azienda come ente pubblico, di non poter pagare i dividendi pari quest anni a 18 milioni di euro che la pongono come unica azienda del ramo in attivo in Italia. R.V. Via Giovanni Paisiello n Roma Tel Fax Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d Italia Sito web Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel mail: Autorizzazione del Tribunale di Roma n 286 del

3 3 ATTUALITA A POCHE ORE DALL APPROVAZIONE DELLA RIFORMA, ACCANTONATI GLI ARTICOLI SULLE ASSUNZIONI Il governo non scioglie il nodo precari Passa invece la norma sul 5 per mille e quella sul bonus agli insegnanti Apoche ore dalla probabile approvazione alla Camera del ddl scuola, non mancano le ulteriori tensioni nella maggioranza (ed in particolare nel Pd) e le sorprese. Ieri, ad esempio, sono stati "accantonati" gli articoli 10 e 11, che contengono le norme sulla assunzione dei precari. Ufficialmente perché si attende un parere della commissione Bilancio, ma in realtà perché tra i dem non c è accordo neppure su questo e renziani e minoranza non la vogliono dar vinta all altra parte. E invece passata la mediazione tra maggioranza e governo sull'articolo 17, quello relativo al 5 per mille nel settore, con il parere favorevole della maggioranza, espresso dalla relatrice, Maria Coscia, agli emendamenti che ne prevedono la soppressione. Il ministro Stefania Giannini ha quindi formulato il "parere conforme" da parte del governo che ha portato allo stralcio della misura. "Il governo si impegna comunque, ritenendo valido il principio che introduceva questo articolo, cioè la possibilità anche per la scuola di ricorrere al 5 per mille, a riproporre, una volta trovati fondi diversi cercando una copertura aggiuntiva rispetto a quelle già stanziate, la norma in un successivo provvedimento che magari affronti temi di natura fiscale", ha poi detto la Giannini. Con lo stralcio di questo tema, la minoranza ritirerà un emendamento sulle scuole paritarie. Prima di arrivare a stralciare il 17, la relatrice di maggioranza, Coscia, aveva chiesto di accantonarlo visto che si attendevano ulteriori pareri della commissione Bilancio di Montecitorio. Ma dalle minoranze è partita la protesta: Sel, M5s e per motivi diversi Forza Italia hanno chiesto un esame immediato della questione. La tensione è aumentata, tanto che, da Sel, Arturo Scotto ha dichiarato: "L'articolo 17 è cruciale. C'è già stato un duplice accantonamento: noi chiediamo la sospensione dei lavori. Non è possibile andare avanti in questo modo. Impossibile proseguire finché non sono sciolti alcuni nodi sugli articoli 10, 11 e 17". La richiesta di stoppare i lavori dell'aula - appoggiata dal M5s - è stata messa ai voti e respinta dalla Camera. Montecitorio ha anche bocciato, con 216 voti di differenza, la richiesta di Sel di accantonare gli articoli 18 (school bonus) e 19 (detraibilità spese sostenute per la frequenza scolastica). Al termine dello scrutinio, una piccola bagarre ha avuto come protagonisti la presidente Laura Boldrini e il deputato pentastellato Davide Crippa che aveva insistito per rimettere al voto l'accantonamento del solo articolo 18 (richiesta respinta dalla presidente). Nel pomeriggio di ieri, comunque, la Camera ha approvato anche l'articolo 19 con 311 sì (compreso Forza Italia), 78 no e 4 astenuti. Si tratta del capitolo dedicato alla 'detraibilità' delle spese sostenute per la frequenza scolastica. L'articolo introduce una detrazione Irpef, per un importo annuo non superiore a 400 euro per studente, per le spese sostenute per la frequenza delle scuole paritarie dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, delle scuole secondarie (anche statali) di secondo grado. PURCHÉ RISPETTI I VALORI DELLO STATO E il premier si fa pubblicità con la scuola delle suorine Anche ieri sera in tv (tanto per non saltare nemmeno un giorno) Matteo Renzi, parlando nel salotto di Porta a Porta, ha affrontato anche il tema della riforma della scuola, affermando di aver previsto la protesta degli insegnanti. "Non avevo sottovalutato gli insegnanti, ero certo che sulla scuola ci sarebbe stata una manifestazione di piazza fortissima. No, non ho frenato ma non sono stato bravo a comunicare la riforma. Per cambiare la scuola - ha aggiunto - bisogna avere il coraggio di vincere alcuni tabù". "La detrazione per la scuola paritaria resta? Assolutamente sì", ha aggiunto il premier cercando di rabbonire il mondo cattolico, che in realtà ieri (vedi altro articolo in pagina) lo ha di nuovo scaricato con le dichiarazioni del card Bagnasco. "Se c'è la scuola delle suorine che ti fa un servizio pubblico non è che la facciamo chiudere come accaduto negli anni passati. Quella scuola è un risparmio per lo Stato. L'importante è che non ci sia un insegnamento contrario ai valori dello Stato", ha aggiunto Renzi. Quindi, il siparietto familiare: "Dobbiamo avere rispetto per mia moglie e per i suoi studenti. Ho un padre che si è preso un avviso di garanzia uscendone pulito, una moglie che è sotto i riflettori da mesi. Penso che dovremmo avere piú rispetto. Se si vuole parlare male di me va bene ma bisogna lasciare fuori il resto, ha detto ancora il premier Matteo Renzi nel corso della registrazione di Porta a Porta rispondendo a Bruno Vespa che gli chiedeva se sua moglie ci sia rimasta male dopo che gli studenti della sua classe hanno scarabocchiato il test Invalsi. L ACCUSA DI DONZELLI (FRATELLI D ITALIA): APPUNTAMENTI ELETTORALI NELLE STANZE DELLA FINANZIARIA DELLA REGIONE TOSCANA Comizio del Pd nella sede di Fidi Che la Toscana sia una regione rossa dalla forte connotazione storica non è un mistero. Che sia un feudo renziano neanche. Ma la caduta del Comune di Livorno l anno scorso è un campanello d allarme che il centrosinistra a sostegno del presidente uscente Enrico Rossi non vuole ignorare. Sarà per questo che, al netto delle inqualificabili aggressioni ai candidati avversari (soprattutto del blocco dell uomo di Lega e Fdi Claudio Borghi), le scorrettezze di questa campagna elettorale arrivano persino a precettare dipendenti di società per farli assistere ai comizi. L accusa arriva da Giovanni Donzelli, consigliere di Fratelli d Italia e candidato vicegovernatore. E riguarda, incredibile a dirsi, la chiacchieratissima Fidi Toscana. Che non solo ha coperto i debiti della Chil Post, l azienda della famiglia Renzi, con i soldi dei contribuenti. Ha pure ospitato direttamente, nella sua sede e durante l orario di lavoro, due appuntamenti propagandistici di candidati del centro-sinistra. Sarebbe avvenuto la settimana scorsa, quando il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, insieme ai candidati consiglieri a Firenze 1 Leonardo Bieber e all attuale vicepresidente della giunta, Stefania Saccardi, avrebbero allestito un vero e proprio comizio elettorale all interno degli uffici di Fidi Toscana. I dipendenti di Fidi - ha tuonato Donzelli - sono stati costretti ad ascoltare in orario di lavoro un comizio di alcuni candidati del Partito Democratico. Un partito che, almeno per una questione di opportunità e buon senso, dovrebbe invece tenersi a debita distanza da lì. Non dimentichiamo - ha detto il candidato di Fratelli d Italia - che Fidi è al centro dello scandalo per aver pagato i debiti della famiglia Renzi, delle aziende Chil e Chil Post. E Bonifazi è anche il nipote di uno di fondatori di Fidi, ha chiosato Donzelli, che ha affisso all ingresso della finanziaria della Regione Toscana il cartello Comitato Amici di Renzi. Uno scivolone, quello del Pd, se non addirittura una prova di strapotere, che non può rfinire nel dimenticatoio. Se l accusa fosse vera, consultando il codice penale ci sarebbe probabilmente materiale sufficiente per aprire un inchiesta. Robert Vignola BAGNASCO: MATRIMONIO IN DISCUSSIONE Unioni civili: l ira dei vescovi sul governo Nel disegno di legge sulle cosiddette unioni civili e sulle convivenze non sono in questione le scelte individuali delle singole persone, ma la natura stessa del matrimonio che tende a essere visto come una mera forma di gratificazione affettiva che può costituirsi in qualsiasi modo e modificarsi secondo la sensibilità di ognuno. Lo ha detto ieri, nella prolusione ai lavori del 'parlamentino' dei vescovi italiani, il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei. "E' dovere dei vescovi dire una parola quando è in gioco il bene dell uomo, soprattutto quando si toccano i fondamentali dell umano - ha aggiunto Bagnasco - Il testo di legge in questione ancora una volta conferma la configurazione delle unioni civili omosessuali in senso paramatrimoniale ha detto il presidente della Cei, per il quale si tratta di una palese equiparazione che viene descritta senza usare la parola matrimonio, ma in modo inequivocabile. Questa equiparazione riguarda anche la possibilità di adozione, che per ora si limita all eventuale figlio del partner, ma che come è successo in altri Paesi sarà estesa senza l iniziale limitazione. Riprendendo le parole del Papa, che lunedì aveva aperto i lavori della Cei, Bagnasco ha ripetuto il no "ad una scuola dell'indottrinamento, della colonizzazione ideologica. Diciamo sì ad una scuola libera, non perché sganciata dal sistema scolastico nazionale, ma perché scelta dai genitori, primi e insostituibili educatori dei loro figli". Bagnasco ha quindi parlato degli altri problemi che affliggono l Italia: La preoccupazione fondamentale della gente resta l'occupazione: i segnali di ripresa sembrano essere reali nella macroeconomia, ma la disoccupazione resta la piaga del nostro tempo. Non di rado, noi pastori restiamo meravigliati di come in tale situazione molte famiglie riescano a tirare avanti", ha detto il presidente della Cei. "Gli esperti dicono che sono necessarie visioni industriali di ampio respiro, logiche non dominate dalla finanza, che mirino a rilanciare le eccellenze italiane. Sullo sviluppo, sulla continua e veloce innovazione, è necessario che i politici concentrino tutte le loro energie e il loro tempo: di questo dovranno rendere conto severo ai cittadini che li hanno eletti. Di questo, che è il problema vero, più urgente e drammatico, della gente: nessuno faccia affidamento sull'arte dell'arrangiarsi che, come la storia insegna, porta facilmente su vie pericolose che vanno ad aggiungere altri gravissimi problemi per i singoli, le famiglie, la tenuta sociale", ha concluso Bagnasco.

4 4 ATTUALITA LA DESTRA VERSO LE ELEZIONI REGIONALI Da Nord a Sud Storace a fianco di Fratelli d Italia CALENDARIO ELETTORALE STORACE - 21/29 MAGGIO Domani UMBRIA 16,00 - Terni, incontro pubblico con militanti e simpatizzanti locali a sostegno del candidato al Consiglio Regionale Marco Squarta presso il locale Cucinaa in via del Plebiscito 15, organizzato dal segretario provinciale de La Destra Daniela Cirillo. 18,00, Todi (Pg), incontro pubblico a sostegno dei candidati al Consiglio Regionale Claudio Ranchicchio e Raffaella Pagliochini presso l hotel Euro Palace in località Pian di Porto. 19,30 - Torgiano, incontro conviviale con amici e sostenitori con il candidato Andrea Lignani consigliere e vicepresidente del Consiglio Regionale dell Umbria presso il L U Wine Bar. 21,00 - Fabro (Tr), incontro pubblico con i simpatizzanti a sostegno della candidatura al Consiglio Regionale di Andrea Sacripanti. L appuntamento è fissato alla Sala Polivalente di Fabro Scalo sita in via del Campo Sportivo. Nel tour umbro Storace sarà accompagnato dal segretario regionale Stefania Verruso e da Roberto Buonasorte. Venerdì 22 LAZIO 19,30 - Albano Incontro elettorale con i candidati nella lista di Fratelli d Italia a sostegno della candidatura a sindaco di Albano di Marco Silvestroni presso il comitato elettorale sito in via Nettunense angolo via Friuli (Cecchina). Storace sarà accompagnato da Roberto Buonasorte. Sabato 23 LOMBARDIA 12,00 - Corsico (Mi), via Cavour angolo via Pascoli, gazebo con il candidato sindaco Filippo Errante. 14,00 - Parabiago (Mi), Bar Stazione, via Matteotti 59, incontro con i candidati e il candidato sindaco Raffaele Cucchi. 15,00 - Saronno (Va), piazza Volontari del Sangue, passeggiata in centro e intervento pubblico presso il gazebo FdI con il candidato sindaco Alessandro Fagioli. 16,30 - Seregno (MB) - visita sede circolo di Seregno di FdI - passeggiata dalla sede al gazebo Fratelli d Italia col candidato sindaco Mauro Di Mauro. 17,00/17,15, intervista con la stampa e tv al gazebo. 18,00 - Lecco, saluto al gazebo di piazza XX Settembre e incontro con il candidato sindaco Alberto Negrini, sostenuto da Ln-FI e FdI-An, interviste con la stampa e a seguire aperitivo. 21,00 - Cologno Monzese (Mi), ristorante La Guzzina, cena elettorale. Domenica 24 VENETO Giornata dedicata al ricordo degli eroici soldati italiani sul Piave. Lunedì 25 TOSCANA 12,00 - Firenze, manifestazione con Giovanni Donzelli. 15,30 - Prato, incontro a sostegno dei candidati Alice Gigliotti e Gianni Cenni presso la sede del comitato elettorale sito in via dei Sei, 4. Organizza Sebastiano Campo Massa, incontro con gli industriali del marmo organizzato da Gianni Musetti. 21,00 - Marina di Pisa, incontro conviviale a sostegno della candidata Sonia Avolio presso il ristorante Barbarossa, in via Litoranea 7. Nel tour toscano Francesco Storace sarà accompagnato da Gianni Musetti e dal segretario regionale de La Destra Daniele Rivieri. Giovedì 28 MARCHE 15,00 - Ancona, conferenza stampa con il candidato al Consiglio regionale Giovanni Zinni e il candidato presidente Francesco Acquaroli. 17,00 - comizio a Senigallia (An) con Zinni. 18,30 - incontro a Jesi (An) con Zinni. 19,30 - incontro a Sassoferrato (An) con Zinni. 20,30 - incontro a Fabriano (An) con Zinni. Nel tour marchigiano Storace sarà accompagnato da Roberto Buonasorte. Venerdì 29 CAMPANIA 19,00 - accompagnato da Roberto Buonasorte, Storace terrà il comizio di chiusura a Pianura a sostegno della candidatura al Consiglio Regionale di Marco Nonno.

5 5 ESTERI LA FRANCIA IN RIVOLTA CONTRO LA RIFORMA SCOLASTICA VOLUTA DAL MINISTRO E DEFINITA UN ATTENTATO ALL IDENTITÀ NAZIONALE Je suis Vallaud-Belkacem Nelle classi si parlerà arabo e si studierà l Islam, una tesi appoggiata anche dal presidente Hollande di Chantal Capasso In una Francia ancora scossa dagli accadimenti sanguinosi e filo islamici di Charlie Hebdo, arriva una novità tutta mediorientale. Nelle classi francesi si parlerà arabo, meno il latino e greco essendo quest ultime lingue morte quindi non meritevoli di tutela. Stiamo parlando della riforma scolastica francese. Ebbene, non c è solo Renzi che mima una lezione di Buona Scuola facendo arrabbiare non poco studenti ed insegnanti, anche nell ècole c è baruffa. Ieri nella Ville Lumière e non solo, si sono svolti una grande manifestazione nazionale e uno sciopero indetto da cinque sindacati che rappresentano l 80% dei professori francesi, per sollecitare una revisione della riforma del sistema scolastico presentato dal governo presieduto dal socialista François Hollande. Nell occhio del ciclone c è il ministro dell Istruzione Najat Vallaud-Belkacem, artefice della riforma. Giovane musulmana di origine marocchina, Vallaud- Belkacem, criticata dall ex presidente Nicolas Sarkozy che l ha definita incompetente. Ma non piace nemmeno ai colleghi del Partito Socialista. Tra i suoi detrattori ci sono l ex primo ministro di Hollande, Jean-Marc Ayrault, che è stato insegnante di tedesco, l ex ministro dell Istruzione Jack Lang e noti intellettuali come Jean-Pierre Le Goff, Pierre Norae Alain Finkielkraut. Mentre l attuale Prèsident ne è ammaliato e sostiene con forza la riforma magrebina. Un articolo di approfondimento pubblicato da Le Monde, spiega che con il nuovo sistema francese circa il 20% del programma scolastico potrà essere gestito dalle scuole in autonomia. Secondo il ministero dell Istruzione francese, in questo modo si proverà a ridurre disuguaglianze e problemi gestionali. Un altra novità sono le lezioni interdisciplinari: vi potranno partecipare più professori. Inoltre, la riforma vuole ridurre il numero di studenti per classe, dimezzare le ore dedicate all insegnamento del greco e del latino e aumentare le ore di studio dell Islam. Chi si oppone alla riforma sostiene che si tratti di una minaccia all identità francese, perché lo studio del cristianesimo medievale diventerà una materia opzionale e sarà obbligatorio lo studio dell Islam e dei periodi più nefasti della storia francese dalla colonizzazione alle tratte negriere. Maggior spazio, quindi, all apprendimento delle lingue vive straniere. Le ore dedicate invece ai corsi di greco antico e latino, lingue morte, destinate agli studenti tra i 12 e i 14 anni, si ridurranno sensibilmente. Un vero attacco al nazionalismo francese, ce la faranno i cittadini a tutelare il loro orgoglio... Insciallah! CRONISTI DA EDUCARE E nei giornali transalpini arriva la carta etica Lgbt Ora negli articoli dei media francesi si scriverà omossessualmente corretto. Verrà adoperato un linguaggio che garantisca e tuteli le esigenze dei diversamente etero, evitando qualsiasi tipo di discriminazione. Il 17 maggio scorso, in occasione della Giornata Internazionale della lotta contro l omofobia e la transofobia, l Associazione dei giornalisti gay, lesbiche, bisessuali, trans (AJL) ha proposto alle redazioni francesi di firmare una dichiarazione intitolata I media contro l omofobia. Questo testo sulla corretta pratica giornalistica ha l obiettivo di garantire una copertura mediatica di qualità delle tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) in linea con le carte etiche professionali. Ad oggi, sono già una trentina le redazioni che hanno firmato la dichiarazione I media contro l omofobia alcune di esse sono: Le Monde, L Equipe, Libération, Mediapart, Rue89, Slate, Society, So Foot, Tetu, Alternatives Economiques, Oui FM, Radio Nova. L Associazione dei Giornalisti Lgbt (AJL) si congratula di questa mobilitazione inedita in Francia ed esorta le altre redazioni ad unirsi al movimento ai fini di garantire alla totalità del pubblico un informazione di qualità, che rifletta la società per quella che è senza alcun tipo di discriminazione. Gay Pride? discriminatorio, si dice marcia della fierezza. Così anche, l'espressione Confessare l'omosessualità? che Deve essere messa al bando perché induce a pensare che l'omosessualità sia una colpa, parola di Lgbt. I firmatari della carta si impegnano de facto ad aumentare la visibilità della comunità Lgbt e a educare i giornalisti affinchè parlino e scrivano secondo i dogmi dell omosessualmento corretto. C. Ch. di Emma Moriconi VENERDÌ IL REFERENDUM. IL PRIMATE MARTIN: NON SI TRATTA DI UN SEMPLICE ALLARGAMENTO DEI DIRITTI Irlanda chiamata a decidere sui matrimoni omosessuali Il Paese a maggioranza cattolica è diviso, si prevede un testa a testa - Partiti per il sì, Chiesa per il no fra matrimonio eterosessuale ed omosessuale: è questo il tema L equiparazione sul quale gli irlandesi dovranno pronunciarsi il prossimo venerdì 22 maggio. Il paese, a maggioranza cattolica, fino al 1993 prevedeva addirittura che praticare attività omosessuali fosse illegale. Se vincessero i "Si" l'irlanda sarebbe il primo Paese al mondo a legalizzare il matrimonio gay con voto popolare. La questione riguarda l'art. 41 della Costituzione irlandese e la domanda è se si vuole o meno inserire in questo disposto che "il matrimonio può essere contratto secondo la legge da due persone, senza distinzione di sesso". A favore del referendum troviamo il governo di coalizione in carica dal 2011 formato dal partito di centrodestra Fine Gael e il partito laburista. Contrari singoli politici, vescovi e organizzazioni religiose e cristiane. Secondo i sondaggi il Paese è molto diviso sul tema e la partita si gioca sul filo del rasoio. Un sondaggio dell'irish Times riferisce che la percentuale del "Si" ad oggi risulterebbe intorno al 58%, e circa il 17% delle persone intervistate sarebbe ancora indeciso. Ma questi sondaggi sembrerebbero dubbi: a quanto riferisce Paddy Monaghan, un cattolico di Dublino a capo di un'associazione cristiana ecumenica, "i cristiani provenienti dall'africa e da altri Paesi non sono stati sufficientemente considerati in termini di sondaggi e di informazione. Anche i responsabili di una comunità di cristiani evangelici ha riferito al Guardian che secondo loro fino a 200mila immigrati provenienti dall'africa, tra cui molti cristiani e musulmano conservatori, sono proiettati verso il "No". Il Primo Ministro Enda Kenny, che è un cattolico, però, avrebbe dato indicazioni di voto per il "Si". C'è anche un'altra questione, sollevata dai sostenitori del fronte del "No": che cioè molti cittadini irlandesi non dicono apertamente che voteranno per il "No" per non essere accusati di omofobia, e che dunque il "fronte silenzioso del No" sia più ampio di quanto emerga dai sondaggi. Tra le associazioni che si sono schierate per il "No" c'è La Manif Pour Tours Italia, il cui portavoce Filippo Savarese ha detto: "Ogni bambino merita un papà e una mamma, cioè merita la verità. Per questo esiste il matrimonio e per questo deve essere difeso dall'ideologia gender dell'indifferentismo sessuale". Dunque la questione, per Savarese, sta principalmente nei diritti dei bambini: "Le associazioni Lgbt irlandesi - ha detto ancore - hanno ricevuto finanziamenti per milioni di euro e l'appoggio di tutti i centri di potere e di informazione della società, mentre le associazioni pro-family subiscono aggressioni e intimidazioni". A prendere posizione naturalmente anche i Vescovi: "Il matrimonio non è una costrizione sociale, ma l'unione complementare tra un uomo e una donna, maschio e femmina, radicato nella natura stessa dell'umanità", ha detto il primate irlandese mons. Diarmuid Martin, "Il cambiamento proposto non è un semplice allargamento dei diritti ma un cambiamento profondo della filosofia che tiene unita la società e che tocca e riguarda ogni cittadino". Anche mons. Seamus Freeman si è espresso sul tema nelle parrocchie di Ossory: "La posta in gioco - ha detto - non è l'uguaglianza, la vera uguaglianza riconosce la differenza" richiamandosi proprio all'articolo 41 della Costituzione che tutela l'istituto matrimoniale in quanto fondamento della famiglia. Ancora, mons. Denis Brenan, vescovo di Ferns, ha detto: "Il matrimonio non è una questione privata. Esso riguarda la società".

6 6 STORIA LA PRONIPOTE DEL DUCE PRESENTA UN LIBRO DAL TITOLO FASCISMO: STATO SOCIALE O DITTATURA?, REALIZZATO CON ANDREA PIAZZESI E EDOARDO FANTINI Martina Mussolini: Fu conquista proletaria La tutela del lavoratore era piena, come quella del datore di lavoro : i primi capitoli già disponibili on line di Emma Moriconi Uscirà a giugno il libro di Martina Mussolini Fascismo: Stato sociale o dittatura? e già qualche capitolo si può leggere gratuitamente on line sul sito Questo lavoro si inserisce perfettamente nel nostro percorso storico: il nostro speciale dedicato alla Carta del Lavoro di Bottai è appena terminato ed è dunque questo il momento migliore per proporre ai nostri lettori questo volume decisamente interessante. Si tratta di una vera e propria ricerca, durata sei lunghi anni - come ci dice Martina - sulla Carta del Lavoro e sulle leggi che hanno reso il Fascismo una delle esperienze politiche più interessanti del Novecento. All interno del libro si possono ammirare oltre centoquaranta foto di opere pubbliche realizzate in Italia e nelle colonie. Martina Mussolini è figlia di Guido, nipote di Vittorio, pronipote del Duce: sul sito che abbiamo menzionato una frase di Sergio Panunzio riferisce che Lo Stato fascista accanto alle tre funzioni tradizionali, la legislativa, l amministrativa e la giudiziaria, ha aggiunto quella corporativa, vera e propria quarta funzione dello Stato. Il lettore sa di cosa stiamo parlando, nei giorni scorsi ne abbiamo trattato a lungo e anche in passato abbiamo dedicato molta attenzione a questo aspetto peculiare del Fascismo, come pure alla figura di Bottai e a quella dello stesso Panunzio. Diverso tempo fa - ci racconta Martina - dissi ad Edoardo che tutte le sue ricerche andavano raccolte in un libro, lui possedeva appunti in ogni angolo, sui bigliettini, molte cose erano nella sua testa, quindi è nata l idea di rendere organiche queste informazioni e raccoglierle in un libro. Si parla sempre di dittatura - aggiunge - intanto bisogna dire che c era il Re e Mussolini era il Presidente del Consiglio, e poi l interpretazione che viene data da certe persone è raccapricciante, quando sento la Fornero dire che rischiamo di tornare al lavoro delle donne al tempo del Fascismo, per esempio. Ma come si fa a dire queste cose? Vogliamo parlare dei nidi interni, per esempio? Quando parlano di dittatura e pensano di ridurre tutto in una parola è sbagliato, la tutela del lavoratore durante il Fascismo era piena. Come quella del datore di lavoro. Adesso invece chi ha una partita iva non è assolutamente tutelato, oggi vi sono richieste di tipo esagerato agli imprenditori, a cui non corrispondono tutele di alcun tipo. E invece la produttività al minor costo che ha caratterizzato il periodo fascista era quell idea di Stato al servizio dei cittadini. La visione d insieme del Duce era eccezionale, in quel periodo l obbiettivo principe era riuscire a raggiungere il miglior risultato al minor costo. E poi quando si parla del Fascismo e del mio bisnonno si parla sempre delle cose negative, sarebbe corretto esprimere anche le positive. Il diritto ad una equa retribuzione oggi sembra appartenga alla sinistra, invece nasce lì. Lo Stato ha delle responsabilità, e questo è l aspetto che abbiamo voluto evidenziare nel libro. Un lavoro, quello di Martina e dei suoi collaboratori, che si sviluppa raggruppando per periodi le vicende sociali e legislative del tempo, una prima parte va dal 1914 al 1924 e contiene le premesse alla trasformazione dell Italia liberale, prendendo le mosse dall Internazionale Socialista e la prima guerra mondiale, proseguendo con le differenze tra socialisti e fascisti, l abbattimento del liberalismo e le premesse all associazionismo fra lavoratori con il sindacalismo al centro dell idea di Stato. La seconda parte abbraccia gli anni , cruciali perché proprio in questo periodo - come abbiamo visto - nasce la Carta del Lavoro. Seguono gli anni dal 30 al 34, con il passaggio da sindacalismo al corporativismo. Infine il volume propone uno speciale dedicato alle opere pubbliche, con una carrellata di oltre centoquaranta opere del Ventennio. Le immagini provengono dalla collezione privata degli autori. Sono quasi sei anni di studi - dice ancora Martina al Giornale d Italia - trascorsi tra il reperimento delle informazioni, scriverle, renderle organiche. Essendo alla prima esperienza non è stato facile, è stato un grande impegno anche perché lo abbiamo portato avanti insieme alla quotidianità tra famiglia e lavoro, ma è stata anche una grande sfida, dettata dalla voglia di approfondire, di studiare. C è anche un capitolo dedicato all oro alla Patria, che si inserisce in un contesto di amore per lo Stato, un momento particolarmente significativo, una dimostrazione di unione nazionale in un momento di bisogno, improponibile oggi. Sul sito 29annidistoria.com, come dicevamo, si possono leggere gratuitamente i primi quattro capitoli ed è possibile lasciare la propria mail per essere contattati quando il libro sarà finito di stampare. L immagine di copertina del libro riproduce la vetrata realizzata da Sironi proprio in occasione della promulgazione della Carta del Lavoro, ancora oggi si può ammirare presso il Ministero dello Sviluppo Economico, all epoca Ministero delle Corporazioni. La foto è di Enrico Bucciero e Angelo Effe. RECUPERATA DA POCHI MESI, L ECCEZIONALE OPERA COMMISSIONATA ALL ARTISTA DAL MINISTRO BOTTAI È TORNATA A RISPLENDERE La vetrata di Sironi, 75 mq di arte Il restauro ha reso apprezzabili le doti artistiche dell opera oltre che il messaggio sociale della rilevanza del lavoro scelta per la copertina del volume di Martina Mussolini dedicato alla Carta del L immagine Lavoro, come dicevamo, è la vetrata realizzata da Mario Sironi su incarico del ministro Bottai. Si tratta di una delle vetrate più grandi mai realizzate da Maestro ed è stata recentemente restaurata grazie ad un intervento di recupero e conservazione messo in atto da Acea Spa in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico e del Polo Museale della città di Roma, il Ministero dello Sviluppo Economico e la Direzione del Vittoriano. Per Mario Sironi era il primo incarico pubblico: il Maestro celebrò questo momento con un opera monumentale di quasi 75 mq che racconta il lavoro, le arti e i mestieri. Il recente restauro, arrivato dopo vent anni dal precedente, ha reso perfettamente apprezzabili le doti artistiche dell opera oltre che il messaggio sociale della rilevanza del lavoro. La fasi di lavorazione sono state quotidianamente documentate. Interessante a questo proposito riportare le parole di Daniela Porro, Soprintendente Speciale per il Patrimonio per il Polo Museale della Città di Roma all indomani del restauro: Abbiamo coordinato con grande passione i lavori conservativi della vetrata. Le figure monumentali, gli elementi urbanistici rappresentati ne La Carta del Lavoro sono un punto di riferimento della poetica figurativa dell Italia degli anni Trenta. Non a caso Margherita Sarfatti diceva che Sironi era il più romano di tutti i pittori italiani, nel senso del più tendente alla grandiosità. Alla splendida vetrata di Sironi il nostro Giornale d Italia dedicherà a breve uno speciale che certamente appassionerà i nostri lettori che ci seguono quotidianamente. Una mostra recentissima ha messo in evidenza, nel suo percorso espositivo, le varie fasi di lavorazione dell opera, i cartoni preparatori, la corrispondenza tra il ministro Bottai e l artista: si tratta di un altro caso di recupero della nostra storia, come capita sempre più spesso per fortuna. Abbiamo visto come, per esempio, sia stata recuperata a Predappio la Rocca delle Caminate, abbiamo anche raccontato ai nostri lettori in un recente speciale come siano state recuperate dall Ente Eur cinque teste di Benito Mussolini e Vittorio Emanuele III, danneggiate nel 1943, poi perdute e infine tornate a splendere. Si tratta di pezzi della nostra storia che tornano all Italia e agli italiani, che finalmente possono essere apprezzati, osservati, esaminati nella luce corretta, quella della storia e dell arte, che spesso si fondono, si compenetrano, fornendo una fotografia di un epoca che comincia a diventare, finalmente, completa di tutti i suoi elementi.

7 7 DA ROMA E DAL LAZIO L EX SINDACO, GIÀ PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI ROMA, RIPARTE DAL TERRITORIO Colleferro, la sfida di Moffa Rilanciare le sorti della città e dell industria aerospaziale, con l occhio vigile alle tematiche ambientali di Giuseppe Sarra Nessun ritorno, neanche un nuovo inizio ma una sfida di rigenerazione. E l obiettivo di Silvano Moffa, candidato a sindaco di Colleferro (Roma) sostenuto dal suo movimento, Azione popolare, ma anche da Fratelli d Italia, Forza Italia, Noi con Salvini, Nuovo Psi e altre tre liste. Una storia di destra, di alti e bassi, iniziata - come gran parte di quella generazione che animò per anni il Msi prima e An poi - dal territorio che gli ha permesso di ottenere importanti risultati e soddisfazioni, raggiungendo l apice col conferimento dell incarico di sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti. Nonostante le sirene nazionali, non ha mai perso il contatto con la sua gente, un autentico collante popolare. Sindaco per tre legislature dal 1993 al 2001, e rieletto nuovamente nel In mezzo, l esperienza del 1998 alla presidenza della Provincia di Roma. Anni in cui è nato un legame profondo con la sua gente. E dopo aver calpestato i palcoscenici delle istituzioni nazionali, uno degli attori principali della destra italiana si è rimesso in gioco a servizio della sua comunità, per risollevare le sorti di una delle città strategiche dell industria della provincia romana, èlite del settore aerospaziale italiano. E trascinato dal vento del 1993, l ex sindaco del Msi e di An punta al poker nelle elezioni comunali del 31 maggio 2015 anche per contribuire alla formazione della classe dirigente del futuro. Onorevole Moffa, si tratta di un ritorno o di un nuovo inizio? In verità non me ne sono mai andato da Colleferro. Si tratta di una sfida di rigenerazione. Ovvero? Bisogna rigenerare la politica restituendole senso, dignità e qualità. E rigenerare anche Colleferro, una città industriale e del terziario in un periodo di profonda crisi; c è bisogno di arginare il declino. Ha qualche rimpianto della sua attività amministrativa, da dove ripartire? No, perché non fa parte del mio modo di essere. Ma credo che una delle esperienze più belle è quella di aver fatto il sindaco della mia città e oggi trovarmi con un grado di esperienza acquisita nel corso degli anni. Il fatto di aver potuto svolgere altre funzioni ricoprendo vari incarichi da presidente della Provincia a membro del governo, da parlamentare a presidente di commissione, mi mette nella condizione di poter offrire di più alla mia comunità. Un bagaglio culturale e politico di tutto rispetto da mettere a disposizione di Colleferro, che deve ripartire dall affidabilità e dalle competenze e non dal giovanilismo rampante? Ho sempre pensato che la politica ha bisogno di rigenerarsi e spesso ho notato uno spirito giovanile, di intraprendenza e di fantasia anche nelle persone più avanti d età. Penso che oggi nel nostro compito di chi come me ha avuto gratificazioni e raccolto anche tante amarezze nel corso della propria attività politica, debba esserci anche quello di contribuire alla formazione della classe dirigente del domani. Non è un caso che nelle liste che mi sostengono l età media sia di 39 anni. Quali sono i punti cardine del vostro programma? Sicuramente gli aspetti ambientali della città derivanti dall inquinamento del passato, determinato dalla presenza dagli anni 50 in poi dell industria chimica, e dall altro il rilancio del tessuto economico e produttivo. Colleferro ha un industria di altissimo livello tecnologico e scientifico, a partire dall Avio (azienda operante nel settore aerospaziale, ndr). Il Vega, il nuovo lanciatore leggero, è il prodotto della ricerca e dell industria aerospaziale colleferina. Un primato che ci fa volare alto e intorno al quale si può realizzare la città dello spazio. Nel nostro programma, infatti, c è la realizzazione di un Parco scientifico e tecnologico dedicato all attività aerospaziale e il recupero di una grande area industriale dismessa, su cui delineare il nuovo modello di sviluppo di Colleferro e dell area vasta che la circonda. Punta al poker da sindaco? Se Dio vuole (sorride, ndr). Puntiamo a riqualificare il territorio e un percorso che ridia centralità a una parte importante della provincia di Roma. OSPITE A PORTA A PORTA, IL PREMIER DÀ RAGIONE A STORACE Renzi a Zingaretti: Irperf troppo alta Il presidente della Regione inferocito: È molto semplice far quadrare i conti del governo con tagli agli enti locali INTANTO IL COMUNE È ANCORA FERMO DOPO LO SCANDALO DI MAFIA CAPITALE Marino prova a organizzarsi A pochi giorni dalla nomina dei coordinatori municipali del Pd, a sorpresa il sindaco si occupa della lista che porta il suo nome Icittadini del Lazio pagano l Irpef tra le più alte d Italia. Non è una novità, basterebbe chiederlo alla minoranza della Pisana, a partire da Francesco Storace che da due anni si sta sgolando contro il presidente della Regione. Un fatto che ha spiazzato persino il premier Matteo Renzi, chiamato a commentare il dato a Porta a porta. Ci sono quattro regioni che aumentano l addizionale, attacca Renzi riferendosi a Lazio, Piemonte, Liguria e Abruzzo, non mandandole a dire ai loro presidenti, guarda caso tutti del Pd: Loro hanno portato l addizionale ai livelli massimi. Prendendo ad esempio il Piemonte e il Lazio, il presidente del Consiglio aggiunge: Bisogna capire perché aumentano. I singoli spieghino il perché li aumentano, ripete più volte Renzi. Una dichiarazione difficilmente digeribile per il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, duramente contestato dalla sua minoranza in Consiglio regionale, con la quale si è schierato a sorpresa anche il premier. Apriti cielo, la risposta del presidente della Regione non si è fatta attendere. Spiego con piacere al Presidente del Consiglio il motivo per cui nel Lazio, ma solo per i redditi superiori a 35mila euro, è stata aumentata l aliquota Irpef: perché il Governo c ha tagliato circa 725 milioni di euro di trasferimento in due anni, punge Zingaretti, rincarando la dose: Se ce li restituisce siamo pronti ad abbassare subito Irap e Irpef. Predicando poi le politiche virtuose di bilancio, smascherate qualche giorno fa sempre da Storace. Voglio anche evidenziare che per il rimanente 80% degli abitanti del Lazio non ci sarà alcun incremento dell Irpef ma addirittura per gli scaglioni da 28mila a 35mila una riduzione, aggiunge Zingaretti, dimenticando la promessa non mantenuta entro il 30 aprile di tagliare la maggiorazione Irpef dell 1,6%, ha punto Storace pochi giorni fa, al quale il governatore ha replicato con un altro annuncio: L approvazione della norma arriverà in una delle prossime Giunte per poi portarla in Consiglio. Al di là delle polemiche regionali, la conclusione è al vetriolo. E molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali. Lo sanno fare tutti, fa notare Zingaretti a Renzi. Il centrosinistra romano prova a rimettersi in moto dopo lo scandalo di Mafia Capitale. A 48 ore dalla nomina dei sei nuovi coordinatori dei municipi dem, scelti dal commissario Matteo Orfini, anche il sindaco Ignazio Marino (mai amato dai suoi) prova a organizzarsi, rilanciando la lista civica che porta il suo nome. Dopo ben due anni dal suo insediamento e a poche ore dalle nomine del Pd - chissà perché - il primo cittadino ha affidato a Danilo Amelina, già delegato del sindaco alla presidenza della Conferenza sanitaria cittadina, l incarico di coordinatore e organizzatore del suo movimento sul territorio comunale. Una notizia diffusa dal numeroso ufficio stampa del Campidoglio, un servizio che in teoria dovrebbe comunicare le questioni legate al Comune di Roma e all amministrazione capitolina, e non di un partito o di una lista. Una nomina che, almeno da quanto emerge dal comunicato, cambierà le sorti - vedremo - della lista civica, fin qui sfilacciata e senza guida politica, che nel corso di questi due anni è stata oggetto di polemiche contro il sindaco da parte di alcuni esponenti dei municipi. Non va meglio nel Partito democratico. A giorni, Orfini dovrebbe rendere noto i nominativi degli altri coordinatori dei municipi. Ma anche qui, il clima è tutt altro che sereno. A molti non va giù il comportamento da padre-padrone del presidente del Pd, nominato da Renzi per sbrogliare la matassa tra le varie correnti che animano il partito. Intanto il tesseramento è alle porte e, secondo il racconto di qualche dem, nulla sembra essere cambiato. Insomma, un partito non solo cattivo ma pericoloso e dannoso, dove non c è trasparenza e neppure attività, che lavora per gli eletti anziché per i cittadini e dove traspaiono deformazioni clientelari e una presenza massiccia di carne da cannone da tesseramento, come l ha definito qualche mese Fabrizio Barca nella relazione sui circoli. Ma un altro tema caldo è quello delle commissioni, che cambieranno volto. Come ha assicurato il coordinatore di maggioranza, Fabrizio Panecaldo: Ci sarà un immediato rinnovo, sono quasi pronte le nuove regole. Nel regolamento sarà inclusa anche la rimodulazione, sarà un unico pacchetto. Anche qui più di un membro della maggioranza teme che venga messo da parte qualche consigliere ritenuto scomodo. C è anche chi, invece, crede che sia una mossa per prendere tempo. Perché da quando è scoppiato lo scandalo di Mafia Capitale, il Comune è praticamente fermo. Motivo? I rumors sempre più insistenti sul secondo giro di vite sull inchiesta fanno tremare la politica romana. Marco Compagnoni

8 8 ECONOMIA FINISCE COSÌ LA PARTNERSHIP TRA LE DUE COMPAGNIE, IN QUESTI ANNI A UN PASSO DAL MATRIMONIO Alitalia molla Air France: Gli accordi non sono vantaggiosi L azienda transalpina deteneva la quota del 25% fino al novembre 2013, diluita al 7 per non aver aderito all aumento di capitale Alitalia divorzia con Air France, non rinnovando la partnership e relativi accordi di joint venture ancillari, in scadenza nel A comunicarlo è stata la stessa compagnia italiana. Gli accordi disciplinano i servizi passeggeri gestiti dai tre vettori tra l Italia e la Francia (e oltre) e fra il Belpaese e i Paesi Bassi (e oltre), e il marketing, la vendita e la distribuzione dei servizi Cargo Belly di Alitalia gestiti da Air France-KLM. Gli accordi originali - spiega la compagnia italiana - sono stati definiti da Alitalia CAI nel 2009 e nel 2010, in un contesto economico allora molto diverso, e sono stati successivamente trasferiti ad Alitalia SAI nel gennaio del E, aggiunge Alitalia, non sono più vantaggiosi, né sotto il profilo commerciale, né sotto il profilo strategico, per la nuova Alitalia e per il suo ambizioso piano di rilancio. La discussione di lasciare l alleanza è stata discussa e approvata dal consiglio di amministrazione della compagnia nella riunione dell altro ieri. Una decisione che sancisce così la separazione tra le due società, in questi anni a un passo dal matrimonio. La nuova Alitalia targata Etihad non intende, dunque, rinnovare quegli accordi sottoscritti nel 2009, cioè al decollo della vecchia compagnia di bandiera, quando Air France-Klm acquisì il 25% del capitale con un investimento di oltre 320 milioni di euro e pagando un sovrapprezzo rispetto agli altri soci italiani. La compagnia transalpina sarebbe così diventata il principale azionista di Alitalia, nominando 3 membri del cda su 19 e 2 membri su 9 del comitato esecutivo. Secondo gli accordi, nessun azionista italiano avrebbe potuto trasferire azioni al di fuori del gruppo di azionisti Alitalia o di Air France-KLM fino al 12 gennaio Solo durante il quinto anno, tra il 13 gennaio e il 28 ottobre 2013, il trasferimento di azioni a terze parti sarebbe stato possibile, ma solo a condizione che gli altri azionisti non avessero esercitato i propri diritti di prelazione e che il trasferimento fosse approvato dal cda. La quota del 25 per cento, però, si è diluita al 7% per effetto della decisione di non aderire all aumento di capitale di Alitalia. LAVORO Con la crisi abbiamo perso 1,3 miliardi di massa salariale della crisi economica sul lavoro è devastante. Un impatto che L effetto ha comportato una perdita della massa salariale di circa miliardi in tutto il mondo. A scattare questa fotografia atroce è l Ilo, l Organizzazione mondiale sul lavoro nel World Employement and social Outlook 2015, spiegando che l importo è pari all 1,2% della produzione mondiale e a circa il 2% dei consumi. Il mondo del lavoro - si legge - sta cambiando profondamente, in un momento in cui l economia globale non crea un numero sufficiente di posti di lavoro. Il dato globale della disoccupazione ha così raggiunto i 201 milioni nel 2014, oltre 30 milioni in più rispetto a prima dello scoppio della crisi globale in Oltre alla riduzione della massa salariale globale dovuta al divario occupazionale, il rallentamento della crescita dei salari ha avuto conseguenze importanti anche sulla massa salariale aggregata. Ad esempio, si stima che nelle economie industrializzate e nell'unione Europea, nel 2013, il rallentamento della crescita dei salari durante e dopo i periodi di crisi abbia provocato una riduzione di 485 miliardi di dollari della massa salariale a livello regionale. A causa dell effetto moltiplicatore dell aumento dei salari, dei consumi e dei livelli di investimento, si stima che, colmando il divario occupazionale mondiale, il Pil globale aumenterebbe di miliardi di dollari pari ad un aumento della produzione mondiale del 3,6%. L Ilo osserva inoltre che nel 2014, quasi il 73 % del divario occupazionale mondiale era dovuto a un deficit dell occupazione femminile, che rappresenta solo il 40% circa della manodopera mondiale. TREND POSITIVO Auto, continua a crescere in Ue Le immatricolazioni sono aumentate del 6,9 per cento. Bene anche la Fiat Mentre gli altri settori arrancano, non si ferma la striscia positiva per le vendite di auto nuove nell Unione europea. Il mercato è infatti cresciuto del +6,9 per cento ad aprile, mostrando un incremento per il ventesimo mese consecutivo. Le immatricolazioni, secondo i dati diffusi dall Associazione delle case europee (Acea), sono state unità. Un trend positivo pari al miglior risultato in termini di volume di aprile dal Tutti i principali mercati registrano un incremento delle consegne, in particolare l Italia (+24.2%), con una crescita a doppia cifra, seguita da Germania (+6.3%), Regno Unito (+5.1%), Spagna (+3.2%) e Francia (+2.3%). Nei primi 4 mesi dell anno, invece, le nuove immatricolazioni sono cresciute dell 8,2 per cento. Il record va alla Spagna (+23.9%), seguita da Italia (+16.2%), Regno Unito (+6.4%), Germania (+6.4%) e Francia (+5.6%). Gioisce anche Fiat Chrysler. Il gruppo ha immatricolato quasi 79mila vetture lo scorso mese, il 13,4% in più rispetto all anno scorso (contro un +6,9% del mercato europeo). Per il 28mo mese consecutivo, fa sapere FCA, le auto sono protagoniste del segmento A, con Panda e 500 che insieme hanno ottenuto nel mese una quota del 29,2 per cento. Prima nel suo segmento anche la 500L, con il 23,5 per cento di quota nel quadrimestre mentre 500X è tra le top five del suo segmento. Cresce anche la Jeep, confermandosi per il 18mo mese consecutivo grazie agli ottimi risultati di Renegade. Ad aprile la quota di FCA è stata del 6,5 per cento, contro il 6,2 per cento di aprile Bene anche le immatricolazioni nel primo quadrimestre del 2015, raggiungendo quasi 307 mila vetture, il 12,1 per cento in più rispetto nei confronti dei primi quattro mesi del La quota è stata del 6,3 per cento, era il 6,1 un anno fa. Un inversione di rotta si è registrata anche sotto la voce vendite, toccando quasi 60 mila unità (+9,7 % sul 2014) con una quota salita al 4,9 per cento. Positivo anche il 2015: le vendite sono state di quasi 231 mila vetture, l 8,7 per cento in più rispetto al primo quadrimestre dell anno scorso e una quota del 4,8 % (+0,1 punti sul 2014).

9 9 DALL ITALIA DECINE I CASI SCOPERTI A UDINE CON LA CRISI AUMENTA IL FENOMENO TRUFFALDINO Anatocismo: così le banche fregano i clienti Nonostante il divieto contenuto nel nostro codice civile, gli istituti di credito hanno comunque utilizzato la progressiva capitalizzazione degli interessi maturati su una somma di denaro Con la crisi aumenta l anatocismo bancario. E a pagarne le spese sono i clienti che, troppo spesso, si fidano degli istituti di credito. Persone costrette a richiedere un mutuo, o un semplice finanziamento, che vedono accrescere costantemente gli interessi sulla somma richiesta inizialmente. Succede a Udine e provincia, dove negli ultimi sei mesi il Movimento Difesa Cittadino del Fvg analizzando un centinaio di pratiche ha scoperto che in media, di esse, sette su dieci sono irregolari. Cittadini ignari, incapaci di capire il meccanismo truffaldino nascosto dietro il termine che deriva dal greco anà (di nuovo) e tokismòs(interesse) ovvero il calcolo dell interesse sull interesse (cosiddetto interesse composto ), in altre parole la progressiva capitalizzazione degli interessi maturati su una somma di denaro. Da un punto di vista strettamente giuridico, in un obbligazione pecuniaria l utilizzo dell anatocismo comporta quindi, per il debitore, il pagamento ogni tre mesi non solo del capitale e degli interessi concordati, ma anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già computati e già scaduti, comportando conseguentemente una crescita esponenziale del debito. Ad esempio: si prenda un capitale di 100 e un saggio di interesse del 2%. Alla prima scadenza, dopo l applicazione degli interessi, si avrà che il capitale (100 ) e interessi (2 ) daranno una somma di 102. Alla seconda scadenza, il calcolo degli interessi dovrebbe di nuovo effettuarsi tenendo a riferimento, come base, il capitale iniziale (100 ); e, pertanto, anche nei mesi successivi, ogni singola quota di interessi darebbe sempre essere di 2. Invece, qualora si effettui un calcolo anatocistico, la base su cui applicare il saggio del 2% non è più 100, ma 102 (capitale di di interessi). Ne deriva che già alla seconda mensilità, gli interessi non sono più 2 bensì 2,04 (per un totale di 102,04). Anche alle successive scadenze, si verificherà lo stesso fenomeno. Nel terzo mese, l interesse verrà applicato su 104,04 (ossia: capitale di 102,04 + 2% di interesse). Gli interessi, quindi, alla terza scadenza, ammonteranno a 2,08. E così via. Così a Udine, come riporta il Messaggero Veneto, i clienti delle banche si sono trovati a pagare cifre sempre più altre. Una decina di persone conferma il presidente regionale del Mdc, Raimondo Gabriele Englaro hanno voluto verificare se, alla fine, la banca ha fatto tutte le cose in regola. Negli ultimi cinque anni abbiamo esaminato un centinaio di pratiche e posso dire che sette su 10 presentano irregolarità legate all anatocismo. E in genere si tratta di importi non elevati, di piccoli finanziamenti da 5 mila, 10 mila euro. L anatocismo è stato oggetto di numerosi interventi sia normativi che giurisprudenziali diretti, da un lato, a prevenire il pericolo di fenomeni usurari ed a proteggere il consumatore-cliente dal rischio di incontrollati aggravamenti degli impegni economici assunti e, dall'altro lato, diretti invece ad estenderne l'ambito di applicazione, in considerazione dei notevoli interessi economici coinvolti. Nonostante il divieto degli interessi anatocistici contenuto nel nostro codice civile, le banche hanno comunque utilizzato a lungo tale tecnica, con l avallo della Corte di Cassazione. Se non che quest ultima ha poi definitivamente cambiato orientamento e, con una sentenza, ha affermato l illegittimità degli addebiti bancari per anatocismo anche per il passato. Motivo per cui, il tribunale di Milano, con due provvedimenti cautelari depositati il 14 aprile, recentemente ha accolto i ricorsi proposti dall associazione Movimento Consumatori per inibire l anatocismo nei conti correnti bancari dal 1 gennaio 2014, disponendo che Ing Bank, Banca Popolare di Milano e Deutsche Bank devono cessare ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente con i consumatori. Sono emblematiche le richieste chiarisce ancora Englaro al quotidiano locale, arrivate in questi giorni, di inibitoria cautelare di ogni pratica anatocistica anche nei confronti di Unicredit, Fineco, IntesaSanpaolo, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Regionale Europea e IW Bank (gruppo Ubi), Banca d Alba, Cariparma, Banca del Piemonte, Banca Sella. Tutte le banche devono cessare ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica. Il tribunale di Milano accogliendo le azioni inibitorie, ha chiaramente affermato che dal 1 gennaio 2014 è vietata ogni forma di anatocismo. La mancata attuazione dell articolo 120 del testo unico bancario da parte del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Circ), non legittima alcuna ulteriore pratica anatocistica. Come emerso dalle indagini di diverse associazioni le banche italiane continuano ad applicare interessi anatocistici che per il 2014 hanno comportato l addebito di interessi illegittimi stimati in oltre 2 miliardi di euro. In questo quadro il presidente del Mdc Fvg suggerisce ai cittadini di fare attenzione. Proseguiremo con ogni iniziativa diretta ad assicurare la restituzione di interessi anatocistici nei rapporti bancari. Se c è un sospetto continua Englaro è necessario agire subito, rivolgendosi a tributaristi, commercialisti o associazioni dei consumatori per far emergere ciò che noi consideriamo una pratica diffusa. Barbara Fruch MODENA Uccide la moglie e la suocera ma poi confessa: Un raptus Alla fine è crollato: Sì sono stato io, è stato un raptus". Arriva la confessione, dopo un lungo interrogatorio, di Francesco Grieco (foto Gazzetta di Modena), 53 anni: è stato lui a uccidere la moglie di 52, insegnante, e la suocera di 92 anni, nella villetta a Gorghetto di Bomporto, nel Modenese, dove abitava tutta la famiglia. L'uomo avrebbe detto al magistrato di aver agito in preda a un raptus in un periodo difficile segnato anche da difficoltà lavorative. Agli inquirenti viene delineata la dinamica della tragedia familiare. Grieco avrebbe ucciso la moglie sabato pomeriggio, soffocandola con un asciugamano sul letto, e solo domenica mattina avrebbe poi colpito a morte con un martello la suocera, che dalla sua camera continuava a chiedere dove fosse sua figlia. L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Modena Claudia Ferretti, ha subito evidenziato le anomalie di una scena del delitto che contrastava con l'ipotesi della rapina e di una incursione dall'esterno dell'abitazione, non presentando quest ultima alcun segno di effrazione. I vicini ascoltati dagli inquirenti hanno raccontato le tensioni familiari, la coppia litigava molto spesso, ma le discussioni non erano mai sfociate in episodi di violenza. Ora l uomo, difeso dall avvocato Enrico Aimi, è in stato di fermo con l'accusa di omicidio plurimo premeditato. Grieco, agli inquirenti, dopo aver confessato e giustificato il folle gesto avrebbe detto di aver voluto uccidersi dopo aver ammazzato moglie e suocera, ma non ha avuto il coraggio di farlo. Al momento Grieco è stato portato al carcere di S. Anna a disposizione della magistratura. Ch. C. Uccise con novanta coltellate le tre figlie nella notte tra l 8 e il 9 marzo 2014, nella loro abitazione a Lecco. Ieri, Edlira Copa, la madre 39enne autrice del reato, è stata ritenuta totalmente incapace di intendere e volere al momento del massacro ed è stata assolta LECCO Ammazzò le tre figlie: assolta la mamma dall accusa di triplice omicidio plurimo aggravato dal legame di consanguineità evitando così l ergastolo. Il giudice Massimo Mercaldo ha tuttavia accolto la richiesta del sostituto procuratore Silvia Zanini applicando per l imputata la misura di sicurezza di dieci anni di ospedale psichiatrico. Il processo si è tenuto a Lecco, in camera di consiglio, con il rito abbreviato. Assente l'imputata, difesa dall avvocato Andrea Spreafico, che da tempo si trova in una struttura psichiatrico-giudiziaria. Le motivazioni della sentenza verranno rese note tra un paio di settimane. Come tristemente noto era il marzo 2014 quando la donna uccise nel sonno le sue figlie Simona (13 anni), Keisi (10 anni) e Sidny (3 anni), nel loro appartamento di Chiuso, un rione di Lecco. Il marito, Bashkim Dobrushi, l aveva appena lasciata per un altra donna. Secondo gli psichiatri, Edlira usò una violenza tanto feroce quanto ingiustificata. Che affondava le sue radici in una psicosi paranoide acuita dai problemi personali preesistenti. Inoltre, per gli psichiatri, Edlira Copa era già gravemente malata prima di commettere quel massacro, anche se non era in cura da uno specialista. Per cui la mamma di origini albanesi non era capace di intendere e volere mentre commetteva il triplice delitto. E ora pagherà solo con dieci anni di ospedale psichiatrico. B.F.

10 10 DALL ITALIA CRESCE L ALLARME SICUREZZA E A TORINO IL SINDACATO DELLA PS LANCIA UNA PROPOSTA CHOC L Ugl: taglia contro il bandito Di origine straniera, ha accoltellato una donna romena per rapinarla. Qualche giorno fa un caso del tutto analogo a pochi isolati di distanza. Promessi trecento euro a chi darà informazioni utili In un Paese in cui ormai i cittadini sono costretti a difendersi da soli dai crimini, ora arriva anche la proposta choc del sindacato di polizia Ugl: taglie contro i banditi. Succede a Torino dopo l ennesima rapina, avvenuta ieri mattina in corso Vittorio. In un momento storico in cui le forze dell ordine sembrano aver perso il loro potere (forse anche a causa di leggi che troppo spesso non danno la possibilità di agire, quando sarebbe necessario, se non indispensabile) e al contempo la violenza criminale è aumentata in modo esponenziale, pare non ci sia altro modo che ricorrere agli appelli alla cittadinanza. Una taglia: il sindacato offre 300 euro per favorire la cattura del rapinatore di colore di grossa stazza e responsabile di altre rapine analoghe negli ultimi giorni. E l appello è rivolto in particolate alla popolazione immigrata. Ieri una rumena 25enne è stata aggredita mentre si stava recando al lavoro: è stata colpita alla mano e alla coscia con un'arma da taglio e le sono stati rubati borsetta e cellulare. La donna è stata poi trasportata all ospedale Maria Vittori. L altro ieri, lunedì, un episodio analogo, a pochi isolati di distanza. E si presume che l'autore possa essere lo stesso. Offriamo un premio a chi farà arrestare questo vile criminale, affinché paghi il suo debito alla società e venga poi espulso immediatamente dal territorio nazionale scrive il vice segretario nazionale, Luca Pantanella - Chiediamo alla cittadinanza di aiutare le forze dell ordine e ci rivolgiamo anche agli immigrati per bene, che amano il nostro paese e che si sentono integrati alle nostre leggi, perché denuncino chi compie reati. L integrazione passa per il rispetto civico delle leggi e far parte della società significa anche essere uniti contro ogni tipo di crimine. Una provocazione? No di certo. Non è nostra intenzione polemizzare con nessuno continua Pantanella tanto meno con gli investigatori che si stanno occupando del caso: vogliamo solo contribuire alla soluzione di un problema sociale. Insomma anche il sindacato ormai non ha dubbi sul fatto che ormai, in Italia, i crimini sono diventati un problema a cui le forze dell ordine non riescono più a dare risposta. E mentre Roberto Cota polemizza ( Torino continua ad essere una città insicura dice anche durante il periodo di ostensione della Sindone assistiamo ad accoltellamenti e violenze varie anche nel centro della città ), la realtà non può che scioccare. B.F. CONTINUANO LE INDAGINI SUL CORTEO NO EXPO Picchiò un poliziotto, arrestato black bloc Marco Ventura, anarchico con precedenti penali, aveva aggredito il vicequestore Antonio D Urso che stava cercando di fermare una ragazza che lanciava oggetti Resistenza e lesioni aggravate. È con questa accusa che è stato arrestato ieri mattina il 28enne, Marco Ventura. Sarebbe stato lui ad aver picchiato un poliziotto, il vice questore Antonio D Urso, durante i disordini a Milano al corteo del primo maggio contro l Expo. L uomo, residente a Rho, nell - hinterland milanese, ha precedenti per un occupazione del 2010 oltre che per furto aggravato e tentato furto e ha frequentato in passato i centri anarchici Lab zero e ex bottiglieria occupata. Nell indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Piero Basilone, è stato denunciato anche un 25enne per concorso in aggravata. Anche lui noto come esponente dei movimenti anarco/squatter milanesi. Fondamentali le immagini apparse fin dai primi momenti su siti e quotidiani nazionali e locali. Nelle foto agli atti dell indagine si vedono alcune persone che intervengono in gruppo per liberare Anita Garola, una delle cinque persone finite in carcere per resistenza aggravata dopo la guerriglia del primo maggio. D Urso, infatti, mentre tentava di fermare la manifestante, sarebbe stato in un primo momento colpito con calci e pugni da alcune persone e poi un antagonista (ancora da identificare), che indossava un casco e una maschera antigas, avrebbe fatto cadere l agente con un vero e proprio placcaggio. L antagonista, poi, stando alle immagini, avrebbe iniziato a colpire con calci e pugni alla schiena e sul casco D Urso, che era a terra. A quel punto, sempre stando alle foto, Ventura, che aveva solo un cappello in testa, avrebbe preso un bastone di legno nascosto dietro una siepe e avrebbe sferrato numerosi colpi contro il poliziotto, che intanto continuava a essere subire anche diversi pugni in più parti del corpo. Per il gip di Milano Donatella Banci Buonamici, come si legge nell ordinanza di custodia cautelare, Marco Ventura ha un'indole estremamente violenta e può commettere gravi atti della stessa specie di quelli che l hanno portato in carcere. La misura è stata eseguita con urgenza - si legge nella nota del gip - per il pericolo che il soggetto potesse inquinare le prove a suo carico. Nei giorni immediatamente successivi Ventura aveva infatti modificato i suoi tratti somatici: nel corso di servizi di osservazione, infatti, era stato notato con la barba completamente rasata. Sempre secondo il gip lo scopo dell uomo sarebbe stato quello di fare male, e il 28enne avrebbe agito in concorso con almeno altri due antagonisti (uno denunciato, l altro, col casco, non identificato). Se il funzionario non avesse avuto il casco protettivo - ha scritto il pm - avrebbe subito gravi conseguenze. Nell ordinanza si legge che D'Urso ha riportato contusioni al polso destro e al bacino, ritenute guaribili in 12 giorni. Non solo: secondo quanto emerso l assalto del primo giugno era stato pianificato da almeno sei mesi, come sottolineato dal dirigente della Digos di Milano, Bruno Megale. Nei due giorni precedenti e in quello successivo al primo maggio abbiamo identificato 120 persone, di cui 50 stranieri - continua Megale - Nel corso dei blitz abbiamo inoltre sequestrato 80 mazze identiche a quelle utilizzate durante il corteo. Il bilancio è positivo perché avevamo elementi molto gravi. È chiaro che quando succedono episodi di questo tipo è giusto anche fare un minimo di autocritica. In ogni caso - ha concluso il capo della Digos - le indagini continuano e spero di arrivare a breve ad alti risultati. È evidente che i cosiddetti black bloc, che più che a un gruppo si richiamano a una strategia ben precisa di guerriglia urbana, avevano in mente di arrecare quanti più danni possibile alla città di Milano. Barbara Fruch IN BREVE NAPOLI, LITIGA E SPARA A OTTO VICINI: FERMATO Ancora scene di ordinaria follia nel napoletano. Una ex guardia giurata, Marco Castiello, di 76 anni, ha ferito a colpi di fucile in maniera lieve otto vicini di casa, fra i quali una bimba di sei anni e un ragazzino di undici. Come scrive Il Mattino la sparatoria, avvenuta l altra notte ad Afragola, è stata scatenata da una discussione dell'uomo con i suoi vicini, da lui rimproverati per non aver chiuso bene il portone del vecchio palazzo nel centro storico. Dei feriti quattro sono ricoverati in ospedale, in osservazione ma non in gravi condizioni. I due bambini hanno riportato soltanto escoriazioni. L'uomo è poi fuggito a bordo della sua Fiat Punto, ma è stato rintracciato e bloccato da polizia e carabinieri a Campobasso grazie alla telefonata del vicequestore Mauro: la localizzazione del cellulare ha infatti permesso di raggiungerlo. È poi stato portato in Questura. VALDOBBIADINE ETILOMETRO DIFETTOSO: ANNULLATA LA MULTA L etilometro era sporco e ha segnalato un tasso alcolemico esagerato. L imprenditore 45enne di Farra di Soligo (Treviso), multato per guida in stato di ebbrezza, è stato assolto con formula piena. Lui, d'altronde, era sicuro di sé: Non avevo bevuto, solo usato del collutorio. È successo in Valdobbiadene, dove lo strumento segnalava un tasso alcolemico tre volte superiore al limite e i vigili hanno proceduto alla sanzione: euro e sospensione della patente per 7 mesi. Ma l imputato non si è arreso e ha continuato a proclamare la sua innocenza. E le perizie tecniche sull etilometro hanno confermato che non c era un sistema di pulizia del tubo di soffiaggio, pertanto la rilevazione non era valida, perché potevano esserci tracce di alcol precedenti. Il giudice ha quindi annullato il decreto di condanna e smontato l impianto accusatorio dei pm, che avevano anche chiesto tre mesi di reclusione. INCIDENTE SULLA A4: FERITI STUDENTI IN GITA Grave incidente sulla A14 tra un tir e un autobus, su cui viaggiavano studenti del Liceo scientifico Galilei di Manfredonia (Foggia), in gita scolastica a Milano per l Expo. Nello scontro, avvenuto ieri mattina attorno alle 5 tra Cesena Nord e Forlì, 27 persone sono rimaste ferite e contuse, ma nessuno, neanche il preside Auciello che ha riportato le ferite più serie, è in pericolo di vita: ha diverse fratture agli arti, guarirà in un mese. La comitiva, partita lunedì sera, era formata da 47 studenti del terzo anno dell'istituto della località pugliese. Oltre al preside, con loro c erano altri due docenti. Il gruppo avrebbe dovuto far ritorno martedì sera in Puglia. Sul luogo dell incidente sono intervenuti i mezzi della Polstrada, dei vigili del fuoco, della direzione III tronco di Autostrade per l'italia e undici ambulanze. Non sono mancati i disagi al traffico.

11 11 SPORT IL FOOTBALL ITALIANO TRAVOLTO DALL ENNESIMA INCHIESTA GIUDIZIARIA. LE MANI DELLA NDRANGHETA SU LEGA PRO E SERIE D Nessun calcio alle scommesse Nel mirino incontri pure del campionato cadetto, almeno 27 le partite truccate: 50 gli arrestati Coinvolti presidenti, dirigenti, calciatori e allenatori Emerge un altra vergogna di Marcello Calvo Il calcio italiano precipita nuovamente nell incubo del calcioscommesse. I tentacoli della ndrangheta si allungano sulla Lega Pro e la Serie D. E così un altro ciclone si abbatte sul nostro football, segnando l ennesimo scandalo di una lunga serie di partite truccate che stavolta colpisce la stagione in corso delle categorie inferiori. L inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro coinvolge presidenti, dirigenti di club, allenatori, diversi calciatori (ex o ancora in attività), imprenditori italiani ed esteri. Perfino magazzinieri. E per non farci mancare nulla, un poliziotto. Nei guai pure finanziatori italiani e esteri. Non mancano i nomi noti, né gli indiziati che avrebbero tentato di riparare all estero. Ben 50 le persone finite in manette, mentre 76 risultano indagate nell ambito di una maxi indagine che trae origine da una cosca che opera a Lamezia Terme. Che ha preso il via grazie alle intercettazioni riguardanti Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell omonima banda criminale. Per tutti l accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e alla truffa. Per alcuni vengono contestate anche le aggravanti mafiose e transnazionali. Almeno 27 le partite che sarebbero state combinate, ben 33 le squadre coinvolte: Pro Patria, Barletta, Brindisi, L Aquila, Catanzaro, Cosenza, Juve Stabia, Monza, Pisa, Savona, Torres, Neapolis, Santarcangelo, Barletta, Tuttocuoio, Lupa Roma, Paganese, Grosseto, Bassano, Vigor Lamezia. E ancora; Sorrento, Andria, Montalto, Akragas, Puteolana, Montalto, Frattese, Due Torri, Pomigliano, Monopoli, Hinterregio, Andria e San Severo. Ma nel mirino ci sono pure 4 incontri di Serie B che coinvolgerebbero il Crotone, il Catania, il Livorno e il Brescia. Per intervenire su una sfida di Lega Pro o Serie D potevano bastare 50 mila euro. Per le gare del campionato cadetto ne occorrevano invece il triplo. E nelle intercettazioni telefoniche spuntano perfino gare di Coppa Italia. E ancora, puntate sul tennis e basket estero. Non mancano poi considerazioni poco eleganti nei confronti dei vertici del calcio italiano. Con Macalli (numero uno della Lega Pro) e Tavecchio (presidente della Figc che al processo si costituirà parte civile) bollati come due rincoglioniti in mano a Lotito che li ricatta. Decine e decine di insospettabili che decidevano dunque chi perdeva e vinceva in quei match seguiti da migliaia di ignari tifosi che andavano allo stadio pensando di assistere a incontri onesti tra la loro squadra del cuore e quella degli avversari. Dalla ndrangheta al calciscommesse. Il football italiano sprofonda nuovamente nel baratro. Ancora partite truccate, con l inchiesta che rischia di riscrivere la geografia dei campionati che verranno. I personaggi coinvolti: PRESIDENTI - Mario Moxedano, Neapolis; Antonio Flora, Brindisi; Giorgio Flora, vice presidente Brindisi; Maurizio Antonio Pagniello, ex presidente Trento; DIRIGENTI SPORTIVI - Antonio Ciccarone, ds Neapolis; Francesco Molino, ds Montalto Uffugo; Antonio Palermo, Montalto Uffugo; Vito Morisco, dg Brindisi; Ercole Di Nicola, ds Aquila; Vincenzo Nucifora, ex ds Torres; Mauro Ulizio, dg Monza e dg di fatto del Pro Patria; Massimiliano Carluccio, socio occulto e dirigente di fatto del Pro Patria; Gianni Califano, ds Monza; Fabrizio Maglia, Vigor Lamezia; Felice Bellini, dirigente marketing Vigor Lamezia. CALCIATORI - Raffaele Moxedano, Neapolis; Emanuele Marzocchi, Puteolana; Salvatore Astarita, ex Akragas; Savino Daleno, ex calciatore e consulente del Brindisi; Fabio Di Lauro, ex calciatore e imprenditore; Marco Guidone, Santarcangelo; Francis Obeng, Santarcangelo; Mohamed Lamine Traorè, Santarcangelo; Giacomo Ridolfi, Santarcangelo; Andrea Ulizio, San Marino ex Pro Patria; Adolfo Gerolino ex Pro Patria; Vincenzo Melillo, Pro Patria. ALLENATORI - Marco Tosi, ex Pro Patria; Ninni Corda, Barletta. ALTRI PERSONAGGI - Daniele Ciardi, magazziniere Santarcangelo; Enrico Malvisi, imprenditore e scommettitore; Marcello Solazzo, uomo fiducia Carluccio; Stefano Benini, uomo fiducia Carluccio; Alberto Scarnà, sovrintendente polizia e uomo fiducia Di Lauro; Raffaele Pietanza, uomo fiducia Carluccio e Solazzo; Diego De Palma, imprenditore e finanziatore; Raffaele Poggi, finanziatore; Bruno Califano, padre di Gianni; Massimo Cenni; Sebastiano La Ferla, uomo fiducia Bellini. FINANZIATORI ESTERI - Aleksander Brdanin; Uros Milosavljevic; Milan Jovicic; Ala Timosenco, interprete; Erikson Araci, collaboratore Di Lauro; Ioana Delia Dan, interprete; Edmond Nerjaku imprenditore e finanziatore; Robert Farrugia e Adian Farrugia. PERQUISIZIONI DELLA GUARDIA DI FINANZA NELLE SEDI PRINCIPALI, SOSPETTO ACCORDO SUI DIRITTI TV Lega, Sky e Mediaset nella bufera Bufera sul calcio italiano. Dopo l esplosione di una nuova, presunta Calciopoli in Lega Pro e Serie D, sono arrivate anche le ispezioni della Gdf sulla vendita dei diritti televisivi. Irruzioni nelle sedi della Lega nazionale professionisti, di Infront Italia, di Reti Televisivie Italiane, Sky, Mediaset e Mediaset Premium. Un patto per impedire la concorrenza sul mercato della paytv. E questo il sospetto dell Antitrust. Al centro delle indagini ci sarebbe appunto l esito finale della cessione dei diritti tv per le stagioni , espletata dalla Lega calcio nel giugno Il nodo riguarda l accordo siglato tra Mediaset e Sky per mantenere lo status quo, un intesa che spinse la Lega ad accontentarsi di 150 milioni di euro in meno e, soprattutto, ad assegnare i diritti televisivi a una cifra inferiore alla base d asta. Un alleanza che sarebbe stata raggiunta tra le 2 principali piattaforme operative a livello nazionale sul mercato delle paytv anche con la presunta complicità della Lega. Che in violazione delle disposizioni europee avrebbe favorito il tutto. Una tesi rafforzata dal fatto che le squadre di Serie A hanno rinunciato a massimizzare gli introiti come, invece, prevede il bando. Senza ricorrere a ricorsi di qualsiasi tipo. STASERA ALLO STADIO OLIMPICO LA FINALISSIMA DI COPPA ITALIA. C È CHI SOGNA IL TRIPLETE E CHI LO SGAMBETTO Lazio per la gloria, Juve per la Decima di Federico Colosimo Èla notte della grande sfida: è la serata della finalissima di Coppa Italia. La Lazio davanti ai suoi tifosi cerca il colpaccio, mentre per la Juve l inseguimento al Triplete parte con la caccia alla Decima. A vent anni dall ultimo successo contro il Parma, all Olimpico romano i bianconeri rincorreranno il trofeo che varrebbe la stelletta d argento sulla maglia. Un traguardo speciale, che significherebbe l ennesimo record visto che sarebbe il primo club italiano a riuscirci. Non sarà semplice. Perché prima bisognerà annientare la compagine biancoceleste che, nel 2013, ha letteralmente infranto il sogno dei cugini romanisti, a caccia dell analoga impresa, annichiliti da un gol di Lulic. Testa alla finale, questa la parola d ordine per le due squadre. Non quella di Berlino. Perché se i tifosi della Vecchia Signora non aspettano altro che la notte più bella, quella della sfida al Barca, la banda Allegri ha in testa la prima sfida da dentro o fuori del 2015, la seconda della stagione dopo la Supercoppa a Doha persa contro il Napoli ai rigori. Il presidente Agnelli ci tiene moltissimo alla doppietta italiana. Il tecnico toscano anche. Questa competizione non l ha mai snobbata, un po perché non l ha mai vinta e un po perché il suo predecessore, Conte, l ha solo accarezzata. Senza mai alzarla al cielo. Testa alla finale, appunto. Anche per la sorpresa del campionato, la Lazio. Non quella che si giocherà all Olimpico lunedì 25 maggio alle 18. Quel derby che potrebbe consegnare a una delle 2 squadre l accesso diretto alla Champions League senza passare dai preliminari. Ma a quella che si disputerà oggi nella Capitale in uno stadio gremito in ogni ordine di posto. C è un trofeo da vincere e portare a casa. Una Coppa da conquistare e milioni di euro da mettere in cassa. Oltre che prendersi la rivincita per la duplice batosta rimediata in Serie A per mano dei campioni d Italia. E la voglia di dimostrare al mondo che la Juve non è imbattibile. Finora il verdetto del campo lascia pensare il contrario. Buffon e compagni in Italia e in Europa hanno dominato in lungo e in largo. Lasciando solo le briciole agli avversari (chiedere al Real Madrid di Ancelotti per conferma). Ma il trainer livornese dovrà fare a meno di Morata e Marchisio squalificati: A sostituire queste due pedine fondamentali per lo scacchiere bianconero, Sturaro e Llorente (Matri permettendo). Per il resto andrà in campo la formazione migliore, al netto di qualche scelta come quella di Storari che è il titolare di Coppa. Pioli opterà invece per il Modulo più accorto e centrocampo più folto. Lo stesso della vittoria importantissima in chiave Champions ottenuta a Marassi contro la Samp. Arbitra Orsato, alla terza finale di Coppa Italia consecutiva, che ritrova i biancocelesti nell atto conclusivo della rassegna 2 anni dopo lo storico derby del 26 maggio Stasera allo stadio Olimpico non si gioca, si scrive la storia. Ci sono sfide che possono valere un intera stagione, questa è una di quelle. E vincere, per Lazio e Juve, è davvero l unica cosa che conta.

12 12 CULTURA ECCO IL NOSTRO VIAGGIO TRA GLI STAND DEL LINGOTTO, MENTRE ANCHE L EDIZIONE 2015 VA IN ARCHIVIO Al Salone del libro, tra sorprese e delusioni Stand colorati e altri politicamente e desolatamente vuoti Marketing fatti in casa e presentazioni roboanti FABBRICHE CHIUSE E POCHI TURISTI Torino, da capitale dell auto a città-simbolo della crisi Da Torino Igor Traboni Giù il sipario della 28a edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che con 341mila visitatori registra + 0,7 per cento rispetto al 2014, mentre il fatturato delle vendite è salito del 15%, rispetto però ad un 2014 disastroso. E mentre è ancora tempo di consuntivi, già si pensa al 2016 e al Paese ospite straniero che sarà l Arabia Saudita, sperando che a loro vada librescamente meglio rispetto ai tedeschi, della cui presenza onorifica tra gli immensi padiglioni del Lingotto francamente ci siamo accorti poco. Di altre cose, invece, armati di taccuino da cronista e della lista della spesa da lettori incalliti, ci siamo accorti. Forse. E comunque proviamo a raccontarla, così Di stand allegri ce ne sono parecchi, così colorati e animati che ti viene comunque voglia di avvicinarti. Anche se devi passare per le forche caudine della presentazione de La vita è un ballo fuori tempo, tra facce che riconosceresti come grilline tra un milione di altre, e il giornalista-scrittore Andrea Scanzi che si dimena per cercare di coinvolgere il co-presentatore Carlo Freccero, ma l acustica è quella che è. Meglio rifugiarsi allora tra La voce dei libri e nell omonomo volume della Marcos y Marcos: undici storie di libraie coraggiose che Marco Eremo, il curatore, pazientemente ci illustra (e di cui riferiremo compiutamente nei prossimi giorni). L eclettico Paolo Nori ci sfugge per un soffio: peccato, perché volentieri, se non altro per affinità, ci saremmo fatti raccontare del primi due titoli dei Repertorio dei matti. Come pure cerchiamo, ma non troviamo, Luca Mastrantonio, reduce dalla presentazione del suo Pazzesco Dizionario ragionato dell italiano esagerato, da Marsilio. Un peccato anche questo, perché trattasi di uno dei pochi veri e giovani intellettuali (lui magari direbbe del piffero, per rifarsi ad un altro suo libro di successo). La cosa che volutamente evitiamo certi magari di dare un dispiacere ai colleghi di Fahrenheit su Radio 3, che comunque ce la dovrebbero fare a sopravvivere ugualmente - è la distribuzione di magliette, a cura della Feltrinelli e compagni associati, con su scritto iostoconerri, inteso per il De Luca scrittore-sabotatore. Prendiamo nota di alcuni dei t-shirt sostenitori e un po ci spiace trovare le stesse firme su copertine di libri che pure abbiamo amato, da Emanuele Trevi a Mauro Covacich fino a Nicola Lagioia. Voltato l angolo, ecco il dedalo di case editrici arrivate a Torino con il sostegno della Regione Lazio. Facciamo fatica a capire la ragione della presenza del Manifesto Libri, il cui stand peraltro è desolatamente vuoto. A meno che non la si voglia buttare in politica, ricordando che l assessore regionale alla Cultura è la signora Lidia Ravera. Ma il nostro è un pensiero malizioso. Con le ali. Riandiamo all allegria di alcuni stand ed eccoci al corner di Minimum fax: il vulcanico addetto stampa Alessandro Grazioli tra i vari titoli ci raccomanda il nuovo Gianni Mura, penna dello sport prestata alla gastronomia. Buon appetto e buona lettura. Da Nottetempo colpisce la marea di post-it gialli che una mano, accurata e gentile, ha apposto sui libri, uno ad uno, in maniera certosina, per spiegare cosa c è e cosa non c è in quel determinato volume. Un particolare del Salone La presentazione del libro di Andrea Scanzi Semplice ma strategica operazione di marketing, perfino nella didascalia che recita Il compagno ideale per una domenica pomeriggio che accompagna il Harold di Einzlkind, la cui copertina ritrae una corda dell impiccato! Colori e sapori di cose belle si respirano nel grande stand della Regione Sardegna, collage di una trentina di case editrici, alcune delle quali con una buona visibilità nazionale. Roba da fare invidia al quasi dirimpettaio stand della Regione Puglia, sguarnito di visitatori, anche se pure in questo caso non mancano eccellenze editoriali. Da Baldini & Castoldi troneggia La piuma, il libro postumo Lo stand vuoto del Manifesto di Giorgio Faletti. Sta andando benissimo qui in fiera raccontano gli addetti allo stand mentre vendono altre due copie ad altrettante ragazze ed è già primo nelle vendite su Amazon. Lo stesso crediamo non possa dirsi per la biografia di Sergio Mattarella, allo stand delle Paoline: le pile di libri sono tre, notevoli, immaginiamo intonse. Ad una religiosa chiediamo lumi sulla vendita di quello che ci pare il più invenduto: non ne ha. Ripassiamo a fine serata e il conto l abbiamo fatto da noi: neanche una copia è andata, nonostante lo spottone dell inaugurazione presidenziale del Salone. Ma alle Paoline stiano tranquilli: c è da Il tassista ha un diavolo per capello, anzi: tutto un inferno di diavoli, non appena il cronista prova a chiedere come va a Torino con questa crisi Qui non c è la crisi. Qui è peggio: non c è lavoro. Capisce? e urla mentre scandisce le sillabe Non c è più la-vo-ro. Le fabbriche hanno chiuso, il commercio è andato a ramengo perché la gente non ha soldi da spendere. Qui stanno bene solo i pensionati statali, che magari un altro figlio impiegato statale ce l hanno. Neppure i pensionati della Fiat oramai ce la fanno più, perché hanno i figli alla Fiat, ma cassintegrati. E poi questa non è una città turistica, chi vuole che venga qui?. Obiettiamo che Torino ha pur sempre il Salone del Libro e la Sindone. Sì, nei giorni del Salone si lavora, ma poi finisce subito. La Sindone? Non muove niente. I pellegrini arrivano col pulman, mangiano e certe volte ci pure dormono sui pulmann. Ho amici che hanno ristoranti in centro e non stanno facendo neppure un coperto in più. E nei bar i pellegrini vanno solo per il bagno. Magari sarà anche una questione di prezzi, ma al tassista non lo diciamo, perché la sua arrabbiatura cresce appena gli nominiamo Fassino, il sindaco spilungone: Quello ve lo raccomando, pensa solo agli interessi suoi. Neppure la conosce la città. Ma torniamo ai prezzi e a quello apprezzare, e molto, l ultimo di Davide Rondoni Se tu fossi qui, per ragazzi ma non solo. Quodlibet suggerisce di scappare, se non proprio dal Salone, addirittura dal Paese, con il suo Tutti a Berlino, Guida per italiani in fuga. Non scappiamo certo dallo stand di Historica, frequentato anche da lettori giovani, e da Francesco Giubilei, il simpatico romagnolo passato alla storia (se non altro a quella degli inserti culturali) come il più giovane editore italiano. Chi ama i libri-libri, poi, non può non far tappa allo stand di Henry Beyle, editoria grafica di qualità, che apparecchia anche un Cos è un editore? di quel Giangiacomo Feltrinelli che, fatte salve le sue convinzioni, forse si starà rigirando nella tomba pensando alle t- shirt di cui sopra. Come pure, a proposito di libri sui libri, ritroviamo la gloriosa Biblioteca del Vascello, abbinata al marchio Robin, anche se ora il catalogo, molto sul giallo, ci spiazza un po rispetto agli esordi. A proposito di ritrovamenti, ecco che rispunta il nome di che per ogni grande città è il biglietto da visita: l aeroporto. Quello di Caselle è un gioiellino di pulizia, servizi igienici compresi, ma i prezzi ai punti-ristoro Il panino più misero va per euro 5,50 (mal comune mezzo gaudio con altri aeroporti e autogrill) ma perfino le macchinette del self hanno qualcosa che non va: la merendina che non ci vedo più dalla fame, per dire, costa il doppio dei distributori automatici di Roma Termini. La crisi poi si avverte anche nei negozietti della galleria commerciale, prima e dopo gli imbarchi: desolatamente vuoti, nonostante le carinerie delle commesse. Ma allora, Torino lascia aperto almeno uno spiraglio di speranza, magari per i giovani? Sulla metro linea unica e piacevolmente abissale rispetto al caos romano incrociamo e attacchiamo discorso con Andrea e Carla, piemontesi doc: Il livello di studi qui è eccellente, ma poi la città non offre niente, anche per noi che pure studiando ingegneria. Ma come, obiettiamo: la Fiat sta ripartendo alla grande La Fiat riparte a Melfi, tra un po a Cassino con l Alfa Romeo, ma qui a Torino è calma piatta. Però resta il nostro sogno, magari in Canada o negli Stati Uniti. La metro intanto corre veloce, prossima fermata: Lingotto. Ma qui le catene di montaggio hanno lasciato spazio ai libri. E ai tassisti arrabbiati. Ig. Tr. Gabriele Romagnoli: il suo Navi in bottiglia resta da stappare anche vent anni dopo; ora ecco L artista, titolo che scopriamo non nuovissimo, ma che fa bella mostra nello stand altrettanto bello della 66th and 2nd. Sono diversi i titoli che ci chiamano invece dallo stand della Keller, la casa editrice di Rovereto esplosa nel 2009 con l assegnazione del Nobel alla sua Herta Muller e che in catalogo ha autori russi e ucraini, peraltro illustrati ad ogni visitatore con gentilezza e competenza dagli addetti alla vendita, da passarci notti intere. Ma, visto che la notte si avvicina e che il Salone non è comunque luogo adatto per tirar le ore piccole, almeno un assaggio è doveroso prenderlo. Ed eccoci allora alla scoppiettante presentazione, con tanto di musica di Daniele Zilli, de La strage dei congiuntivi di Massimo Roscia, uscito da Exorma, dove trovi anche una editrice che non lesina baci e abbracci di simpatia, anche al primo incontro. E allora: saluti e baci, ma soprattutto tanti libri, da Torino.

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