Tre donne per la pace

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1 ( ) Anno I nuova edizione - numero 3 - novembre 2011 IDEE & FATTI Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB ROMA Prezzo copia 0,20 Tre donne per la pace Contratto Partita la trattativa, intervista con Maurizio Arena: Mettiamocela tutta Sindacato Unicredit e Bpm: una situazione complessa Economia Caccia spietata alla poltrona Bankitalia in balia delle faide politiche

2 PERSONE segui in diretta il rinnovo dei contratti nazionali 2 incontri Novembre 2011 JOBS. SEGUITE IL CUORE Un genio, colui che ha cambiato la nostra vita, aprendo una nuova era, quella della rivoluzione digitale che da Apple naviga verso Macintosh, Pixar, imac, Ipod, iphone, ipad. Di lui si dice tutte e il contrario di tutto Della sua vita non ha nascosto niente, gioie e amarezze Autoritario, folle, il miliardario venuto dal nulla, da un garage dove iniziò la sua ricerca. Lavorava oggi, ma guardava al domani, inventava il futuro. Ma anche un uomo che ha affrontato la sofferenza, con grande dignità, fino all ultimo, quando il cancro l ha portato via. Steve Jobs lascia un messaggio: Siate affamati, siate folli e seguite il cuore, realizzerete i vostri sogni. STEINMAN. NOBEL ALLA MEMORIA Premio Nobel per la medicina. Il biologo canadese però non lo saprà mai. È morto qualche giorno prima che gli venisse assegnato il Nobel. Ma la giuria non lo sapeva, perciò è stata confermata l assegnazione. Nel 1973 aveva scoperto nella milza di una cavia la cellula dendritica, che chiamò così avendo la forma di un albero. Una scoperta di straordinario valore perché ha dato un contributo importante alla immunologia. Ralph Steinman, deceduto per un tumore al pancreas, si è curato per quattro anni con una terapia basata appunto sulla sua scoperta che gli ha consentito di vivere e continuare a lavorare. ZENNARO. IL TUNNEL DEI NEUTRINI Nella sua qualità di portavoce del ministro dell Università e della Ricerca, Maria Stella Gelmini, porta la responsabilità del famoso comunicato relativo al tunnel la Svizzera - Gran Sasso, attraverso il quale passavano i neutrini, più veloci della luce. Lui dice che non è l autore, ma, visto il ruolo che ricopre, ha ritenuto di compiere un gesto doveroso dimettendosi dall incarico, quello di portavoce. Non si è invece dimesso da Direttore generale della Comunicazione del ministero. Non solo, Massimo Zennaro è diventato consigliere di Barbara Berlusconi, facente parte del Cda del Milan, di cui cura l immagina dal punto di vista della cultura. Neutrini a parte.

3 L EDITORIALE Si vive alla giornata di MAURIZIO ARENA* Il 15 ottobre la violenza degli Incappucciati, che ha messo a ferro e fuoco Roma, ha impedito a centinaia di migliaia di cittadini di manifestare liberamente per il diritto al futuro, così come è avvenuto in 82 Paesi di tutto il mondo con cortei promossi dagli indignati in 952 città, senza incidente alcuno. Quando avvengono fatti del genere, che mirano a colpire la nostra democrazia, provocati da gruppi che operano nei sotterranei della società, siamo tutti chiamati a riflettere, ci dobbiamo sentire coinvolti. La Liberta, valore fondante dalla Costituzione fa parte del nostro dna. Continueremo a difenderla, tanto più in una situazione politica ed economica del Paese caratterizzata dall'incertezza che ha riflessi pesanti su tutte le questioni sociali, a partire dalle condizioni di vita e di lavoro di milioni di donne e di uomini. Quotidianamente costoro debbono fare i conti con condizioni di lavoro, basse retribuzioni, precarietà, cassa integrazione e licenziamenti, pensioni che in base agli stesi dati forniti dall INPS per circa il 50% dei titolari non superano i 500 euro mensili. L azione del sindacato è, quindi, sempre più necessaria, ma anche sempre più difficoltosa e la strada per il rinnovo dei contratti si presenta costantemente in salita. Ci piace ricordare che il rinnovo dei contratti di lavoro, compreso quello della nostra categoria, non può essere un semplice atto notarile, ma va inteso, anche dalle aziende, come uno strumento efficace per rilanciare lo sviluppo e la crescita del sistema-paese. Ad oggi, tuttavia, nonostante le numerose dichiarazioni di principio da parte di eminenti studiosi ed economisti a livello internazionale e della stessa BCE, che invocano la crescita come unico fattore che, coniugato al rigore, può consentire il superamento della crisi, non abbiamo ancora visto misure concrete che vadano in questa direzione. Crescita significa aumento e ridefinizione dei consumi, obbiettivo perseguibile solo attraverso politiche salariali e di fiscalità sul lavoro non depressive, significa parimenti professionalità e produttività che assicurano efficienza ad un sistema creditizio che ogni giorno si confronta con il mercato e rappresenta il motore economico della struttura produttiva mondiale. Nel Paese, insieme al disagio, sta crescendo velocemente un cartello di forze sociali, trasversale ed inimmaginabile fino a qualche tempo fa, che poco ha a che fare con le poche decine di delinquenti che hanno devastato Roma lo scorso 15 ottobre. E la società civile che, presa coscienza della gravità della crisi, avanza proposte e pone alla politica una serie di interrogativi fino ad ora rimasti senza risposte. Al sindacato spetta sempre più il compito di intercettare i bisogni e le aspettative di questi uomini e donne tutelandone i diritti e di isolare la violenza svolgendo con senso di responsabilità ed impegno quel ruolo che ad esso attribuisce la stessa Carta Costituzionale. *Segretario Generale * La libertà di informare di ALESSANDRO CARDULLI S arebbe utile che ogni tanto rileggessimo la Costituzione. Dice, anzi detta, l art. 54 della Carta: Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. Alcuni sciocchi, lacchè del potere quale che sia, dicono che disciplina e onore riguardano solo l adempimento delle funzioni proprie di un capo di governo, un ministro, un sindaco, tanto per fare degli esempi. Cessato l adempimento delle funzioni possono fare ciò che vogliono, rispettando le leggi come tutti. Chi s è visto s è visto, ognuno è padrone a casa sua, insomma l onore a mezzo servizio. Non è così, ovviamente. Non solo, i cittadini hanno il diritto di sapere se la vita di chi è investito di funzioni pubbliche rispetti la Costituzione. Per questo dà fastidio la libertà dell informazione. Per questo va difesa. incontri Novembre L OSSERVATORIO

4 SOMMARIO SINDACATO L involuzione della specie: dalla foresta pietrificata alla pista da corsa PAGINA 6 ECONOMIA La tirannia dei mercati non fa bene all Italia PAGINA 8 REGIONI Abruzzo, occupazione stabile nel settore bancario PAGINA 11 LE DONNE Quote rosa nei Cda: approvata la legge PAGINE E 20 CULTURA Fotografia e storia: a Roma e Napoli due appuntamenti da non perdere PAGINE ( ) IDEE & FATTI Anno I nuova edizione numero 3 novembre 2011 Editore: DirCredito Direttore responsabile: Alessandro Cardulli Vice Direttore: Cristina Attuati Comitato di Direzione: Maurizio Arena, Tullio Cotini, Alessandro Cardulli, Cristina Attuati Commissione Comunicazione: Cristina Attuati, Fabio Angioletti, Dante Columbro, Renzo Francabandera, Giulio Pomar, Dante Sbarbati, Gian Luigi Seghizzi Hanno collaborato: Fabio Angioletti, Maria Grazia Bianchi, Tiziano Coco, Dante Columbro, Antonio Fiori, Renzo Francabandera, Cristiana Giustizieri, Gaspard Njock, Giuseppina Passante, Giulio Pomar, Gaetano Reale, Giancarlo Ruffini, Pietro Santoro, Dante Sbarbati Grafica: Tiziana Gugliandolo Stampa: Union Printing S.p.A. Viterbo Redazione: via Nazionale Roma Reg. Trib. Roma n 441/2005 Iscritto al Roc n chiuso in tipografia il 18 ottobre incontri Novembre 2011

5 Diminuisce il debito, ma... ECONOMIA Incoraggiante il dato di agosto fornito da Bankitalia, ancora in negativo gli altri indicatori congiunturali Ogni tanto, in questa travagliata fase dell economia italiana, c è anche una notizia positiva: il debito pubblico torna a scendere. Si tratta di dati relativi al mese di agosto che, per gli statistici, non ha molto valore. Ma sempre meglio che niente, visto che altri indicatori si mantengono con il segno negativo. Scende anche la disoccupazione tra i giovani fino a 24 anni, ma la diminuzione deriva da una contrazione della domanda. Quindi è un dato doppiamente negativo. E il Bollettino di Bankitalia a fornire una serie di dati interessanti. Il debito nazionale è calato a 1.899,5 miliardi di euro, rispetto ai 1.911,7 miliardi di luglio. L ammontare complessivo è comunque aumentato rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando era a quota miliardi di euro. Le entrate tributarie hanno raggiunto nei primi otto mesi dell anno quota 250,07 miliardi di euro, in crescita dell 2,37% rispetto al corrispondente periodo dell anno scorso. Lo stesso ministero dell Economia ha reso noto che nel periodo gennaioagosto 2011 è proseguita la crescita delle entrate dell erario, salite di 4,199 miliardi di euro a 258,241 miliardi. Complessivamente - si legge nel comunicato ministeriale - i risultati del gettito dei primi otto mesi del 2011, con un tasso di variazione positivo dell 1,7%, confermano la buona tenuta delle entrate tributarie. Le imposte dirette sono aumentate, sempre nel periodo gennaio-agosto 2011, dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2010, quelle indirette del 3,4%. Il gettito Iva ha registrato un aumento dell 1,9% sostenuto in larga parte dal prelievo sulle importazioni. Il gettito Ire è cresciuto negli otto mesi del 2,3%, quello Ires è invece sceso. Fine delle notizia positive. Veniamo alla disoccupazione giovanile. Nella fascia di età fino ai 24 anni il tasso di disoccupazione è calato dal 27,9% al 27,4%, ma, proprio per la minore offerta di lavoro, contestualmente l occupazione è diminuita dal 20,5% al 19%, mentre il tasso di attività è sceso dal 28,4% al 26,2%. Per circa due terzi il maggior numero di inattivi sarebbe impegnato in attività di studio o di formazione (rispettivamente 126mila e 82 mila persone), rende noto il bollettino di Bankitalia che riporta: Il mercato peggiorerà soprattutto per giovani e meno istruiti. E in questo contesto le imprese continuano a privilegiare assunzioni con forme contrattuali flessibili. Dati negativi anche sul versante delle aspettative di inflazione e crescita secondo le interviste svolte da Banca d Italia e dal Sole 24 Ore. Hanno partecipato 486 imprese con almeno 50 addetti. Per il trimestre in corso, più della metà dichiara che la situazione è peggiorata a fronte del 41,8% del precedente trimestre. Per quanto riguarda l accesso al credito trova difficoltà il 28,6%, in precedenza era il 15,2%. Il 64,5% prevede una diminuzione degli addetti oggi occupati. Circa due terzi delle imprese segnalano un peggioramento della situazione economica nel terzo trimestre del Oltre metà non prevede alcun miglioramento nei prossimi tre mesi. C.AT. * incontri Novembre

6 SINDACATO L involuzione della specie Dalla foresta pietrificata alla pista da corsa : la massificazione e il nuovo corso del sistema bancario ) C era una volta... Al bancario non è più richiesto di pensare, deve agire meccanicamente seguendo la pianificazione dei manager 6 incontri Novembre 2011 di FABIO ANGIOLETTI* Il Governatore della Banca d Italia Mario Draghi nel suo intervento all assemblea ordinaria dell Abi del luglio 2009 scriveva: La rigorosa gestione dei rischi della banca, la tutela del suo buon nome, la verifica della sua correttezza, il rispetto delle regole ( ) sono ( ) il primo presidio della stabilità della banca, del sistema. Concetti scontati per quelli, come noi, che ostentano con orgoglio qualche capello grigio ed il ricordo di quello che era il sistema bancario ante Anni Novanta, definito foresta pietrificata a causa del proprio immobilismo conservativo che, guarda caso, corrisponde all apogeo dei fasti della categoria. L avvicendamento dei vecchi baroni del potere finanziario ad opera dei nuovi principi, moderni e gelidi manager, con un passato più o meno brillante in prestigiose società di consulenza, ha coinciso con la trasformazione della foresta pietrificata in pista da corsa per una miriade di costosi esperti, bramosi di poter elevare la propria condizione occupando, prima dei quarant anni, poltrone di prestigio all interno del blasonato sistema bancario. La massificazione dei processi di vendita ha portato alla trasformazione delle filiali in negozi in cui i prodotti finanziari sono considerati alla stregua di qualsiasi altra merce, mentre, la logica del cost/income ha generato un indiscriminato, massivo ed abusato ricorso alla meccanizzazione ed all informatizzazione di qualsivoglia processo produttivo, determinando quella progressiva e continua perdita di umanità che sempre più registriamo nelle relazioni, ad ogni livello. Ossessionati dalla mole di telefonate, sms, , chat ed ogni altra nuova diavoleria atta a conoscere quanti driver abbiamo venduto in qualsiasi momento, dobbiamo arrenderci all evidenza che al bancario non è più richiesto di pensare. Deve solo agire meccanicamente secondo dettagli pianificati da quegli stessi manager che presiedono le più svariate riunioni di rete, inconsapevoli dello scetticismo e della delusione provati dagli altri partecipanti. Perdite di ruolo, demansionamenti, senso di precarietà, ansia da prestazione sono le prime e più evidenti conseguenze dell assillo di vendere e far vendere a più non posso, così preponderante dall aver cancellato ogni altra gratificazione derivante dallo svolgere con perizia e professionalità il proprio lavoro. Ciò nonostante sono stati proprio loro, i vecchi direttori, quadri, preposti ed operatori vari, che hanno protetto, con la propria faccia ed almeno fino quando è stato possibile, la clientela dall ondata di sconcerto conseguente alle innumerevoli fusioni e riorganizzazioni, alle procedure informatiche complesse ed instabili, persino alla progressiva estinzione di quegli stessi Direttori di Filiale. Per contro scarsa valorizzazione dell esperienza professionale, esclusione dai momenti decisionali, assenza di criteri di carriera univoci, ritmo e pressione lavorativa eccessivi, stress da performance hanno trasformato la Categoria dei bancari in passacarte. Sempre più intercambiabili, novelli operai di una catena di montaggio virtuale che deve solo generare profitto e ricavi e poi ancora altro profitto ed altri ricavi, senza trovare mai la fine ed il fine. Scrisse Papa Giovanni Paolo II nell enciclica Centesimus Annus: È necessario un effettivo cambiamento di mentalità che ci induca a adottare nuovi stili di vita ( ). *Commissione * Comunicazione e Stampa

7 ECONOMIA Caccia a Bankitalia, faide e mercanteggiamento di CRISTINA ATTUATI* Mentre a Francoforte sul Meno fervono i preparativi per le Giornate della cultura della Banca centrale europea che quest anno vedono protagonista l Italia, a Roma il clima è tutt altro che festoso. Le celebrazioni si apriranno con un concerto dell Orchestra Mozart di Bologna diretta da Claudio Abbado, che si terrà il 19 ottobre. Gli artisti di mezzo mondo stanno coordinando i loro ingegni per dar vita ad una poliedrica iniziativa culturale animata dalla ferma volontà di aiutare i cittadini europei ad acquisire una migliore comprensione reciproca e di promuovere una maggiore consapevolezza nei confronti del patrimonio culturale europeo e delle sue radici comuni. Proprio per raggiungere questo ambizioso obbiettivo il ricavato del concerto del celebre violinista Uto Ughi con l orchestra da camera I Filarmonici di Roma previsto per l 11 novembre sarà devoluto al progetto SoFa-Tandem, che riunisce persone di culture diverse e con esperienze di vita eterogenee, affinché condividano conoscenze e competenze come forma di mutua e reciproca assistenza, promuovendo curiosità e apertura mentale verso l altro e contribuendo all abbattimento delle barriere. Tuttavia, mentre in Germania si lavorava alla rimozione degli steccati culturali, in Italia ci si dedicava anima e corpo alla costruzione di vere e proprie barricate politiche o, meglio sarebbe dire, consociative, intorno al nomi dei potenziali sostituti di Mario Draghi alla guida di Bankitalia; si parlava infatti di due o addirittura tre pretendenti alla poltrona di Governatore dell Istituto di Emissione. Purtroppo, tale sovraffollamento di candidature non era tanto dovuto alla difficoltà di scegliere tra personalità di spicco che possono esprimere esperienze professionali di indiscusso valore e di rilevanza internazionale, quanto dall affermarsi di una faziosità sempre più becera e sempre più marcata che caratterizza ormai gran parte delle scelte politiche di questo Paese, anche quando, come in questo caso, non si parla di semplici poltrone da assegnare ma di vere e proprie cariche istituzionali che per loro natura dovrebbero essere estranee a qualsiasi forma di mercanteggiamento. Così è accaduto che un evento come l indicazione di un nostro connazionale alla guida della Banca Centrale Europea diventasse l ennesimo pretesto per scatenare faide trasversali che nuociono, non solo all immagine e alla credibilità internazionale del Paese, ma alla sua stessa stabilità economica proprio in un momento in cui che ci rappresenta chiede ai comuni cittadini senso di responsabilità e spirito di sacrificio. Con il passare dei giorni la situazione sembrava farsi, almeno apparentemente sempre più intricata, la rosa di nomi si allargava per poi restringersi nuovamente dando quasi l impressione che la scelta finale fosse scontata e che, tuttavia, non la si volesse far apparire come tale perseguendo il solito gioco al massacro che, per non scontentare nessuna delle consorterie in campo, già da tempo ha condotto l Italia sull orlo del baratro. Questa volta, tuttavia, bisognerebbe spiegarlo ai nostri politici non si tratta della solita pantomima che viene messa in scena e che, secondo la bisogna, si può trasformare senza grandi sforzi in commedia o in tragedia. In gioco c è il futuro di questo Paese e dei suoi cittadini ed in particolare il futuro di tutti quei giovani citati dallo stesso Draghi nel corso del suo ultimo intervento in qualità di governatore di cui l Italia non può fare a meno se vuol tornare a crescere. *Responsabile Comunicazione * ) L analisi L indicazione di un italiano alla guida della Bce è diventata l ennesima occasione per scatenare la caccia alla poltrona. Ma al nostro paese servono stabilità e rigore incontri Novembre

8 ECONOMIA Come difendere l Italia dalla tirannia dei mercati ) La tempesta Primo: non farsi prendere dall emotività, si rischiano decisioni inefficaci che incidono stabilmente sui diritti fondamentali dei cittadini 8 incontri Novembre 2011 di GIULIO POMAR* Mai come in questi ultimi mesi i mercati finanziari di tutto il mondo sono stati colpiti da una volatilità così accentuata da lasciare quasi increduli. In alcune giornate la confusione espressa degli operatori è sembrata così pervasiva da non limitarsi soltanto a mercati azionari e titoli di Stato, ma da estendersi persino a quelli che da sempre sono considerati, in queste occasioni, i classici beni rifugio. In questo contesto, anche gli interventi messi in atto dalle competenti autorità per provare quantomeno a placare la tempesta, si sono quasi sempre dimostrati inidonei a riportare la fiducia, contribuendo invece, in alcune occasioni, ad aumentare persino le incertezze. Cosa cui hanno pure concorso, e non poco, i progressivi aggiornamenti delle stime sulle prospettive dell economia mondiale (costantemente negative) e, dulcis in fundo, anche le valutazioni delle imperversanti Agenzie di rating (ma cosa si aspetta a regolamentarle?) su Stati, banche e società quotate. Il quadro che ne consegue non è quindi certamente dei migliori. Alcuni, prendendo spunto dagli attuali scenari, non hanno mancato di criticare anche i più sofisticati, oltre che lungamente studiati, sistemi di valutazione e ponderazione dei rischi introdotti nelle banche con gli accordi di Basilea, di cui sono stati evidenziati nell occasione le palesi incongruenze relativamente alla ponderazione applicata, sui titoli nel portafoglio delle banche, ai debiti sovrani. Insomma, tutti segnali di un mondo nel quale sembrano essere saltate molte delle precedenti certezze, tanto da farci quasi dibattere in un habitat nel quale sembriamo come pesci fuor d acqua. Che fare, allora, e come muoversi in questa situazione? Fortunatamente c è ancora chi ricerca valide e soprattutto praticabili soluzioni, come introdurre regole più stringenti per l attività più strettamente speculativa degli operatori, banche comprese. Ma c è anche chi, facendo leva sul vecchio buon senso, vecchio ma mai troppo auspicabile, si rivolge ai propri governanti invitandoli a non farsi non solo condizionare, ma addirittura trascinare, come è attualmente, dall andamento quotidiano (e per ciò stesso effimero) dei mercati impazziti. Esortandoli soprattutto a non adottare, sulla scia dell emotività, decisioni frettolose, inappropriate ed anche inutili, ma capaci tuttavia di amplificarne le incoerenze, ed attivare quindi incontrollabili spirali apportatrici solo di sventure. Perche questi provvedimenti affrettati rischiano di incidere invece stabilmente sui diritti fondamentali ed i progetti di vita di tutti i cittadini. Come nei giorni scorsi qualche analista puntualmente osservava, sarebbe necessario, più che mai, sottrarsi alla tirannia anonima dei mercati, per sottoporli, insieme agli operatori che in essi lavorano, a regole più stringenti in grado di ridurne la carica distruttiva. Una analisi che ci sentiamo di condividere senza riserve. * Commissione Comunicazione *

9 ECONOMIA E il risparmiatore annegò fra i misteri dell alta finanza di DANTE COLUMBRO* Un nuovo flagello minaccia e in gran parte già colpisce il gregge a noi affidato. Parliamo della grave angustia e della crisi finanziaria che incombe sui popoli e porta in tutti i paesi ad un continuo e pauroso incremento della disoccupazione. E l inizio di un enciclica papale non di Benedetto XVI (anno 2011), bensì di Pio XI (2 ottobre 1931); risale a 80 anni fa, ma è più attuale che mai, anche se la disoccupazione non è il solo problema. Ottobre 2011, pranzo di mezzogiorno in una normale famiglia di piccoli risparmiatori con il padre attento a seguire le ultime notizie provenienti, in diretta, dalla Borsa; Papà, ma che cos è questa finanza di cui tanto si parla, oggi? domanda, incuriosita, la giovane liceale. Il padre, di getto, risponde: Fino a qualche anno fa avrei saputo risponderti ma oggi proprio no. Vorrei saperlo anch io cos è la finanza oggi. La finanza, si sa, non è una materia semplice, alla portata di tutti; se, poi, si osservano le sue ramificazioni allora ci si capisce ancora meno: l alta finanza riguarda solo menti sopraffine, quelle con stipendi, bonus e buonuscite da capogiro; la finanza creativa è un argomento rigorosamente tabu se non per i geni che l hanno inventata e deve rimanere tale, altrimenti se si scopre il trucco, la piramide crolla; la finanza pubblica è la classica palla impigliata al piede di ogni Stato che nessuno riesce a sbrogliare, in Italia, poi, si è via via trasformata da pietra a masso, macigno, costone di roccia, montagna, cambiando solo la definizione/dimensione ma non la sostanza: è il debito pubblico, cioè di tutti. L unico tipo di finanza conosciuto, invece, da tutti, anche dagli analfabeti, è purtroppo la finanza personale, quella che non s impara studiando all università o leggendo la stampa specialistica ma sul campo, cioè nella vita quotidiana. Ma ai consumatori nessuno pensa. Cosa deve fare, per esempio, un normalissimo risparmiatore al quale stanno per scadere i Bot sottoscritti un anno fa? Dopo tutto quello che ha sentito sui titoli di stato con quale spirito potrebbe rinnovarli? Oppure, se ha necessità di disinvestire i Btp, acquistati come titoli sicuri e ora in crescente diminuzione di valore, chi gli spiega i motivi per i quali le alternative sono due: o vende rimettendoci una fetta di capitale oppure è costretto a tenerseli ansiosamente aspettando e sperando in tempi migliori? Qualcuno può spiegargli che significa o meglio che conseguenza porta il famigerato spread collegato ai bund tedeschi? In tutto questo bailamme il nostro dubbioso cliente prova con la sua banca. Anche qui, non solo non trova rassicurazioni, ma le sue incertezze aumentano quando si sente rispondere che oggi nessun investimento è senza rischio ma, poi, gli vengono propinati i loro bond, appellati quali convertibili, strutturati, covered. Povero risparmiatore! Per lui, le notizie che si susseguono sono incredibili e paradossali: sente parlare di grandi banche da salvare, di Stati al limite del default (ha dovuto imparare che significa), di agenzie di rating che assestano colpi mortali ai suoi già esigui ed esangui risparmi, di una certa Mifid che dovrebbe salvaguardarlo ma non ha capito da che o da chi e scopre che in Svizzera di Basilea ce n è più di una. Si chiede cosa c entrino mai tutti questi argomenti con i suoi sudati risparmi di una vita e perviene all amara conclusione che per lui è più difficile, faticoso e ansioso gestire oggi quello che, seppure duramente, aveva accantonato, un po alla volta, nei decenni passati. Se l avesse saputo prima! *Commissione Comunicazione e Stampa * ) Incertezza Preso in mezzo fra le notizie dei giornali e una banca di cui non si fida più, cosa deve fare un normale risparmiatore? E soprattutto, chi pensa a lui? incontri Novembre

10 SINDACATO Autoscontro... Parlamentare di TIZIANO COCO* Mai una estate è stata così lunga e rovente sul piano politico, sociale e sindacale. Per descrivere la situazione attuale in cui versa l Italia viene da pensare a quando - giovani e spensierati - si andava al luna park sull autoscontro. Wikipedia definisce l autoscontro come pista all interno della quale corrono piccole vetture, munite di paraurti protettivi, che si scontrano le une con le altre senza conseguenze né per le stesse né per gli occupanti. Ne deriva che nel mondo del luna park l autoscontro non produce effetti negativi. Nella realtà italiana, invece, lo scontro in atto all interno della classe politica, dove i politici sono tutti impegnati a condurre battaglie contro tutti, il rischio di far precipitare l Italia nel baratro è sempre più attuale. Gli unici soggetti che hanno dimostrato di avere saldo il controllo della situazione, sia in Italia che in Europa, sono stati i Governatori centrali e la Banca centrale europea. Ed è questo il motivo per il quale Trichet e Draghi hanno indirizzato la lettera al nostro Primo Ministro. Risultato? Dopo le note vicende Fiat ed i suoi rilevanti impatti sul mondo del lavoro, dopo l accordo interconfederale del 28 giugno tra confindustria e sindacati confederali, il governo ha utilizzato la missiva della BCE per at- taccare l impianto normativo a tutela dei diritti dei lavoratori, ossia lo Statuto dei Lavoratori. Il dibattito estivo si è incentrato quasi esclusivamente sul licenziamento senza giusta causa, essendo l art. 18 dello Statuto una norma cardine di tutto l impianto di tutele predisposte dal legislatore. Ma la vera novità della manovra di ferragosto, consiste nello stabilire che le specifiche intese siglabili all interno di una azienda/unità produttiva possono operare anche in deroga a disposizioni di legge ( ) e relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali. Peccato che le materie richiamate al comma 2 dell art. 8 della manovra fanno riferimento a norme fondamentali dello Statuto, inerenti la qualità dello svolgimento della prestazione lavorativa, quali ad esempio: orario di lavoro, inquadramenti, modalità di assunzione e di recesso, di passaggi a forme di lavoro a tempo determinato o, peggio, a progetto, ai contratti di lavoro flessibile, al ricorso ad impianti audiovisivi ed alla introduzione di nuove tecnologie, ed altro ancora. Tutte materie di fondamentale rilevanza. Insomma, se le specifiche intese siglate rispondo ai requisiti della nuova legge gli accordi peggiorativi con essi introdotti a livello di azienda e/o unità produttiva hanno validità anche in deroga a norme di legge italiane o di convenzioni internazionali o di CCNL in essere. Con la manovra, più che dare corso ai licenziamenti facili, si è decretata la morte dello Statuto dei Lavoratori e di tutto l impianto normativo posto a loro tutela. Cosa peraltro non richiesta dalla BCE che, nel fare pressioni verso una riforma del mercato del lavoro, poneva il problema di una politica attiva da parte del legislatore e delle parti sociali, in grado di indirizzare le energie dei lavoratori che devono riciclarsi verso quelle aziende più virtuose e capaci di assorbirle. In questo modo invece la strada intrapresa ha il sapore di una ulteriore spinta verso la flessibilità a basso costo, che non risolve nemmeno l annoso ed ormai impellente problema del "dualismo" della forza lavoro giovanile, che vede quest ultima sempre più precarizzata. *Segreteria ODC BNL* 10 incontri Novembre 2011

11 L ANALISI Abruzzo: occupazione stabile nel settore credito di MARIA GRAZIA BIANCHI* appartiene, insieme con altre 4 regioni italiane (Toscana, Umbria, Molise e L Abruzzo Basilicata), ad un cluster costituito complessivamente da 34 regioni, tra le quali 11 situate in Francia, 4 in Germania e 3 in Spagna, che si caratterizzano per un livello di prodotto pro capite inferiore alla media. In tali Regioni, l industria contribuisce in modo rilevante alla formazione del valore aggiunto: esse presentano infatti una densità elevata di attività manifatturiere ad alta o medio-alta tecnologia, ma un tasso di occupazione relativamente basso. Al riguardo, l indagine della Banca d Italia sulle imprese industriali e dei servizi con almeno 20 addetti, mostra che nella Regione oggetto di studio, nel 2010 gli effetti della recessione hanno ancora inciso negativamente sulla redditività: solo il 40% delle aziende ha dichiarato di aver chiuso il bilancio in utile, rispetto al 45% del 2009; il 36% delle imprese ha subito una perdita. Nel 2009 la redditività aziendale, accentuando la tendenza registrata già nel 2008, si è ulteriormente ridotta: la redditività operativa, misurata dal rapporto tra il margine operativo lordo (MOL) e il totale dell attivo, è scesa al 6,2% ed il rendimento del capitale proprio (ROE) dal 2,3% è sceso quasi a zero. Al contempo, il numero di occupati rilevato nell indagine sulle Forze di Lavoro dell Istat è risultato pari a quasi 494 mila unità nel 2010, ad un livello sostanzialmente stabile rispetto al 2009 (-0,1%). Il tasso di occupazione, rispetto alla situazione precedente la crisi, ha registrato un calo di 3,5 punti percentuali, corrispondente a oltre 24 mila occupati in meno e la riduzione è stata più marcata per i giovani di età compresa trai 15 e i 24 anni (dal 23,4% del 2008 al 16,4% del 2010). Per quanto concerne il settore del credito, si evidenzia che alla fine del 2010 in Abruzzo 171 comuni erano presidiati da almeno uno sportello bancario, con 50 banche operanti sul territorio, 4 in meno rispetto all anno precedente per effetto della riorganizzazione territoriale dei maggiori Gruppi Bancari. Le banche con sede amministrativa in Regione erano 14 e detenevano 348 sportelli (pari al 49,6% del totale), tre in più rispetto all anno precedente. Se rapportato alla popolazione, il numero di sportelli è risultato pari a 5,2 ogni diecimila abitanti, pressoché in linea con il dato nazionale (5,6) e con il dato di cinque anni prima (5,1). Tra il 2005 e il 2010, il numero medio di banche per provincia è passato da 28 a 26. In controtendenza rispetto ad altri settori dell economia locale, il numero degli occupati nel credito in Abruzzo si è mostrato stabile ed a questo può aver contribuito anche l attivazione del polo di back-office a L Aquila, conseguente all accordo per il sostegno dell occupazione firmato il 2 febbraio 2010 dai rappresentanti di Intesa Sanpaolo e delle organizzazioni sindacali, che prevedeva anche la stabilizzazione dei lavoratori precari. Dai dati ABI al momento disponibili si evince che nell anno 2005 in Abruzzo lavoravano circa il 7,4% del totale nazionale dei bancari, Nel 2008, il dato si attestava al 7,2% e nel 2009 al 7,3% del totale nazionale. Sempre nel 2009, la popolazione lavorativa dei bancari in Abruzzo era costituita per lo 0,7% da dirigenti; il 29,2% erano quadri direttivi ed il 70% appartenevano alle aree professionali. In una Regione messa a dura prova sia dalla crisi sia dal sisma del 2009, le organizzazioni sindacali del mondo bancario hanno fornito un importante contributo a salvaguardia della tenuta occupazionale nel territorio. *RSA Intesa Sanpaolo Roma ) Viaggio in Italia Continua il nostro percorso. Nella regione del Centro lavora il 7,4 per cento del numero complessivo dei bancari incontri Novembre

12 SINDACATO Contratto: mettiamocela tutta Partita la trattativa nella sede dell Abi, ne parliamo con il segretario generale di Dircredito, Maurizio Arena ) Le prospettive Bene il rapporto fortemente unitario fra le sette sigle sindacali presenti al tavolo. E la premessa necessaria per concludere un buon accordo 12 incontri Novembre 2011 Un avvio soft come sempre avviene quando si apre ufficialmente il tavolo di trattativa per un rinnovo di contratto collettivo nazionale di lavoro. Le parti si scrutano, si posizionano, la prima cosa, per tradizione, è stabilire un percorso. Ma, in primo luogo, i sindacati dei lavoratori, cercano di capire se la controparte è decisa a procedere in tempi decenti oppure la tira per le lunghe. Non solo, il contratto dei bancari, circa 340mila lavoratori, è una specie di test per la lunga serie di contratti da rinnovare. Infatti il quadro legislativo in questi ultimi mesi è radicalmente mutato per effetto del famoso articolo 8 inserito senza alcun valido motivo nel decreto che ha fissato le misure per la manovra finanziaria e l accordo interconfederale recentemente sottoscritto tra Confindustria e le organizzazioni sindacali che ha confermato la volontà di autonomia delle parti sociali e sottolineato il valore e il significato della contrattazione nazionale. Nel settore dei bancari, proprio per le caratteristiche delle imprese e dei gruppi, il contratto nazionale è un punto di riferimento indispensabile, una garanzia per la tutela collettiva dei lavoratori, dei loro diritti, in una parola della dignità del lavoro. Dicredito, per questo, si è schierato da subito a difesa dell articolo 18, messo in dubbio proprio dai contenuti della legge di cui è stato strenuo sostenitore il ministro del Lavoro, Sacconi. Articolo 18 che rappresenta, se così si può dire, l architrave dello Statuto dei lavoratori. La trattativa che è partita nella sede dell Abi, presenti le sette sigle che rappresentano i sindacati del settore, ha dato, di fatto, conferma della volontà da parte di tutti gli attori in campo di trovare, nell ambito del mutato scenario, misure per adeguare le regole della rappresentanza. Maurizio Arena, segretario generale del Dircredito che guidava la delegazione alla trattativa, composta da diversi componenti della segreteria, ribadisce che in merito alla regole democratiche non si può prescindere dalla presa di posizione unitariamente assunta dai sindacati in merito all articolo 8 della manovra finanziaria. Il campo è così stato sgombrato da una pietra che poteva diventare un macigno. E stata una presa di contatto -prosegue Arena - che ritengo utile per far camminare in tempi decenti come abbiamo chiesto in sede di trattativa il rinnovo di uno strumento, quale il contratto, utile sia per i lavoratori che per le imprese. Ma quale è il clima che si respira, anche alla luce della crisi economica e delle incertezze del quadro politico? Il clima - risponde il segretario generale del Dircedito - mi pare positivo, ma devo dire a scanso di equivoci e ottimismi che siamo rimasti in superficie. Devo dire anche che Micheli, quasi a mettere le mani avanti, non ha mancato di sottolineare le difficoltà di contesto in cui si svolge la trattativa. Una crisi economica ancora tutta da risolvere, l altalena dei mercati, le Borse che fibrillano, lo spread fra titoli italiani e Bund tedeschi che si mantiene in zona pericolo, sono cose di cui non si può non tener conto. Nei due incontri programmati per il 20 e il 24 ottobre si potrà capire meglio se si marcia speditamente oppure se si tende a tirare per le lunghe. L Abi ha presentato un documento sulle regole e gli assetti contrattuali: è partito così il >

13 SINDACATO > confronto sul quale i sindacati dovranno dare una valutazione in vista dei nuovi incontri. Micheli ci ha detto che la definizione di un quadro di regole certe che dovranno caratterizzare le relazioni sindacali è un elemento prioritario per entrare nel merito della piattaforma che abbiamo presentato. I sindacati hanno posto un punto fermo: regole, relazioni sindacali, assetti contrattuali non possono viaggiare disgiunti dal merito della trattativa e dall esame della piattaforma. Un fatto importante - sottolinea Arena - è dato dal rapporto fortemente unitario fra le sette sigle. La stessa presenza al tavolo con l Abi, anche visivamente, dà il senso di cosa rappresentino i sindacati di questo settore che ha caratteristiche particolari anche nella stessa composizione del mondo dei dipendenti, ruolo e funzioni diverse, compito e responsabilità diverse. Le sigle che siedono al tavolo rappresentano una ricchezza, significano rappresentanza di tutto questo mondo, partecipazione dei lavoratori, elemento essenziale per tutelare i loro diritti e conquistare un nuovo contratto che sia il migliore possibile. Prosegue Arena si entra così nel merito delle questioni più spinose, in risposta anche a quanto il capo delegazione dell Abi ha posto in merito alla situazione economica ai riflessi sul sistema bancario. Vogliamo un contratto non statico, che guardi al futuro, che segua e gestisca le trasformazioni in atto in tutto il settore e che possa rappresentare un elemento di serenità e di prospettiva per i 340mila dipendenti del settore. Trasformazioni - dice Arena - pagate dai lavoratori con cassa integrazione, utilizzo del fondo di solidarietà, espulsione dal settore non sono certo il modo per rilanciare il sistema. Per inciso è stato affrontato con l Abi il problema del Fondo per cui ci siamo rivolti al ministro Sacconi con il quale dovremo avere un incontro. Ancora, ovviamente, il confronto non è entrato nel merito delle singole rivendicazioni. In particolare il nodo sarà quella della retribuzione. Non servono molte parole. Dicredito porterà al tavolo della trattativa un dato significativo: l inflazione, accertata dall Istat, è cresciuta ad oggi del 3%. Addirittura il carrello della spesa è salito ancora più in alto, il 3,7%. E le prospettive per il futuro non sono per niente rosee, anzi. Insomma, chiediamo ad Arena, il confronto è partito ed è già un fatto, cosa ti senti di dire ai lavoratori? La risposta: Mettiamocela tutta. A.CA. * incontri Novembre

14 SINDACATO Panorama sindacale Unicredit: si riapre la trattativa, mobilitazione per il futuro del lavoro S i riapre il tavolo della trattativa, perciò è stato sospeso lo sciopero nelle aziende del Gruppo Unicredit. A maggior ragione è importante ribadire le motivazioni di questa forma di lotta che può apparire obsoleta e che in Unicredit, a livello della globalità delle aziende del Gruppo, non viene praticata da tempo. E risaputo che le regolamentazioni legislative in materia e l evoluzione della tecnologia hanno reso l arma dello sciopero economicamente quasi ininfluente per le aziende bancarie (a differenza di quanto avviene per il lavoratore) per l impossibilità pratica di bloccare l intera attività di una banca anche per un solo giorno e pur in presenza di percentuali di adesione elevate. Per certi versi quindi la trattenuta sullo stipendio assume per il dipendente una motivazione più nobile quando, come in questo caso, il sacrificio economico è rivolto non ad un incremento salariale, ma alla difesa dei lavoratori (da mantenere nel perimetro aziendale o almeno nel Ccnl di categoria) e, per certi versi, della loro dignità. Diverso è invece il discorso reputazionale che può essere influenzato, svelando all esterno la falsa immagine di un clima interno idilliaco, da un alta partecipazione allo sciopero con forte eco sui mezzi d informazione. Specialmente per un gruppo bancario che negli ultimi anni non ha certo brillato e quindi goduto di buona stampa. Lo sciopero mirava a contrastare politiche aziendali che puntano alla sola riduzione del costo del lavoro ed a considerare i dipendenti più un impiccio che una risorsa. E dunque utile riassumere perchè era stata proclamata l astensione dal lavoro. In primo luogo il tentativo aziendale di espellere 230 lavoratori dal gruppo in barba agli accordi sindacali sugli esuberi sottoscritti non più di un anno fa e contro la raccomandazione dell ABI ai propri associati di evitare fughe in avanti che possano minare il percorso del rinnovo del CCNL. Sarebbe ora che finisse questa sorta di marchionnismo sotterraneo dove si creano nuove società (Newco), magnificandone le prospettive future, ma con il solo scopo o di aggirare i contratti collettivi nazionali e gli accordi aziendali (se non lo Statuto dei Lavoratori) o di camuffare una vendita di dipendenti all esterno. Far recedere l azienda da questa posizione sarebbe un buon viatico al rinnovo del CCNL, al mantenimento dell attuale area contrattuale e, in definitiva, al futuro della categoria. Ci sono poi motivazioni più interne come l endemica carenza organizzativa e il demansionamento di fatto di dipendenti con elevate professionalità. In sintesi è da troppo tempo che si sovrappongono fusioni, scorpori e ristrutturazioni senza un vero disegno organico complessivo con il solo risultato che si finisce per operare come una struttura burocratica e non un moderno gruppo bancario. Non avendo poi interlocutori validi e ben individuati per la risoluzione delle problematiche quotidiane, spesso il fai da te impera con il rischio di incappare in provvedimenti disciplinari. Se poi si aggiunge la pretesa aziendale di non riconoscere il livello di professionalità dei dipendenti e di azzerare gli inquadramenti in maturazione, se non addirittura quelli già acquisiti, il quadro è completo. In definitiva le motivazioni per uno sciopero ci sono tutte e chi lavora all interno di Unicredit ne è consapevole. La speranza è che anche la controparte aziendale ne abbia preso coscienza e sia realmente disponibile a trattare su tutti questi argomenti con i rappresentanti dei lavoratori. GIANCARLO RUFFINI * 14 incontri Novembre 2011

15 SINDACATO, una situazione difficile Bpm: Dircredito, no a clientele, governance aperta a stakeholder A ssistiamo ancora una volta al tentativo di piegare le esigenze della cooperativa e dell impresa alle esigenze di gruppi, all interno dell Associazione, che alimentano il proprio consenso attraverso la strumentalizzazione clientelare di quelle che dovrebbero essere prerogative contrattuali di tutte le lavoratrici ed i lavoratori. Così la rappresentanza Dircredito della Banca Popolare di Milano commenta le recenti vicende interne all istituto. Nel periodo in cui, inascoltata, la maggioranza dei cittadini chiede alla politica di ridimensionare gli spazi istituzionali oggi inefficienti e onerosi - si legge nel comunicato inviato agli iscritti - in Banca Popolare di Milano si tende ancora alla duplicazione dei ruoli, al gigantismo istituzionale. Dircredito rivendica di aver sottolineato più volte, con propri scritti e iniziative, anche talvolta con la propria partecipazione alla competizione elettorale per l elezione dell Associazione, la necessità di questa distinzione, e, contemporaneamente, la necessità di aprire concretamente l associazione e la cooperativa al contributo di altri stakeholder, a partire dai colleghi delle società del gruppo. Il sindacato dei dirigenti ritiene sia giunto il momento di un distacco netto da logiche corporative e di lottizzazione da parte dei gruppi che alimentano l Associazione e in definitiva la gestione di questa azienda e, d altra parte, ritiene allo stesso tempo sconsiderate le iniziative di chi tende, attraverso complicati distinguo, ad accreditarsi il ruolo di censore del sistema. In vista dell assemblea del 22 ottobre, Dircredito auspica che venga presentato ai soci un progetto di governance che faccia della sua capacità decisionale l elemento caratteristico, senza rinunciare, nel merito, non necessariamente nei numeri, alla capacità di controllo e di indirizzo da parte del socio di riferimento. CRISTIANA GIUSTIZIERI Hypo Adria Bank Forte tensione Bv-Tech Spa: impegni violati Un licenziamento tira l altro? U n incontro urgente con il Direttore generale di Hypo Adria Bank è stato chiesto dalle rappresentanze sindacali aziendali, Dircredito, Fabi, Fiba Cisl e Fisac Cgil, unitamente alle segreterie territoriali per esaminare la situazione difficile in cui si trova la banca. Le organizzazioni sindacali esprimono profonda preoccupazione e disagio per le riccorenti voci di vendita e di riduzione del personale che stanno interessando l azienda. Il frequente stato di disorganizzazione operativa e il perdurante livello di sotto organico, soprattutto in rete, rendono l attività ordinaria sempre più critica. A ciò si aggiunge la mancanza di un orizzonte strategico. In questa fase veramente delicata - conclude il comunicato - per l azienda e per il futuro dei dipendenti è importante che tutti i lavoratori sostengano l azione del sindacato. PIETRO SANTORO* D opo circa 2 anni dal passaggio di personale da Kedrios verso Bv-Tech, avvenuto con la formula di cessione di ramo d azienda, processo che ha interessato una quarantina di persone, si sta verificando una situazione drammatica che mette in pericolo la sicurezza del posto di lavoro per decine di dipendenti. Nel giro di pochi mesi sono stati effettuati dall azienda due licenziamenti, misure ingiuste che hanno creato un clima di forte preoccupazione in tutti i lavoratori che vedono a rischio il proprio posto di lavoro. Alla società viene imputato di aver preso unilateralmente questa decisione invece di adoperarsi per riposizionare opportunamente i lavoratori in altre attività, non rispettando così il contratto a tempo indeterminato a cui avevano diritto. Sono stati violati anche gli impegni assunti al momento dell acquisizione del ramo di azienda che garantivano una occupazione di almeno 3 anni manifestando un inaccettabile disimpegno nei confronti del proprio personale acquisito. Per tali motivo giovedì 13 ottobre dalle 9 alle 13 del personale di BV Tech proveniente da Kedrios e le OO.SS Dircredito e Fisac ha avuto luogo uno sciopero con manifestazione a Milano presso la sede della società in Piazza Diaz, 6, oltre che davanti alla sede di lavoro in via Gonin, 36 e presso la sede di Kedrios in Viale Certosa, 182. Con queste iniziative, affermano i Sindacati, ci auguriamo si riesca a recuperare l ennesimo caso di disoccupazione forzata, valorizzando per una volta i diritti dei lavoratori e delle loro famiglie chiamate improvvisamente a far fronte ad un evidente e pesante disagio. Non vorremo che la prossima informativa sia come le ciliegie Un licenziamento tira l altro. GIUSEPPINA PASSANTE* incontri Novembre

16 LEGALITA Il ruolo degli intermediari L obbligo di adeguata verifica della clientela, uno dei cardini delle norme contro il riciclaggio di DANTE SBARBATI* Il Dlg n. 231 ha imposto agli intermediari finanziari ed ad alcuni professionisti (consulenti contabili, avvocati, notai, revisori) l obbligo di adeguata verifica della clientela, acquisendo dai clienti o dai clienti occasionali, oltre alle consuete informazioni, ulteriori elementi conoscitivi quali: lo scopo e la natura del rapporto continuativo, l identificazione del titolare effettivo e notizie circa la struttura di proprietà e controllo del cliente. A tal fine il decreto impone ai clienti di fornire per iscritto, sotto la propria responsabilità, tutte le informazioni necessarie ed aggiornate per consentire all intermediario finanziario di adempiere agli obblighi di adeguata verifica. I dati, raccolti su apposita modulistica non necessitano del consenso espresso del cliente, in quanto richieste in ottemperanza ad obblighi di legge e, qualora ne ricorrano i presupposti, potranno essere utilizzate per la segnalazione di operazione sospetta. Pertanto esiste l obbligo di adeguata verifica della persona fisica che istaura un rapporto continuativo o esegua operazioni occasionali che comportino la movimentazione di mezzi di pagamento per un importo pari o superiore ad ,00 anche se frazionate in 7 gg., o comunque in caso di sospetto di riciclaggio o di non veridicità dei suoi dati. L adeguata verifica in pratica consiste: - nella puntuale identificazione dell operatore; - nell identificazione del titolare effettivo (persona che controlla la società o per conto della quale l operatore agisce); - nell acquisizione di informazioni sullo scopo e natura del rapporto continuativo; - nel controllo della congruità delle operazioni eseguite sul rapporto continuativo (monitoraggio). Il Provvedimento Bankitalia del 10 marzo scorso ha tenuto a rafforzare il principio di collaborazione attiva e soprattutto l azione di prevenzione e contrasto al riciclaggio che deve avvenire attraverso l introduzione di presidi rivolti a garantire la piena conoscenza del cliente, la tracciabilità delle transazioni finanziarie e l individuazione delle operazioni sospette (la customer due diligence). E stato inoltre rafforzato il principio del rischio che deve essere preso in considerazione per l applicazione delle misure semplificate o rafforzate stabilite dal provvedimento. La possibilità di valutare il rischio mentre rende più flessibile la scelta operativa adottata, comporta una maggiore responsabilità per le banche che sono tenute a dotarsi di procedure, strumenti e controlli adeguati ed efficaci. L osservanza di tali obblighi è legata alla presenza fisica del cliente presso lo sportello e per le operazioni con persone politicamente esposte che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche, i loro familiari ecc. Come detto l acquisizione di queste informazioni avviene attraverso la compilazione di questionari appositamente configurati in relazione alle esigenze sopra descritte. Tale operatività è stata estesa anche ai rapporti continuati già in essere. *Commissione Contrattuale * Antiriciclaggio 16 incontri Novembre 2011

17 LE DONNE Nobel, quando la pace è tutta femminile di VERONICA GRANDETTI* Il Nobel per la pace a tre donne. Due liberiane, Ellen Johnson Sirleaf (la prima donna Presidente in Africa) e Leymah Gbowee (militante, leader del movimento pacifista Wonem of Liberia Mass act for Peace ), e una yemenita, Tawakol Karman (giornalista, leader della rivoluzione contro il regime di Saleh e impegnata nella difesa dei diritti delle donne). Tre donne. Tre diverse personalità. Una sola battaglia: la lotta non violenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace. Il Nobel a tre africane è un segnale di speranza oltre che d insegnamento. In un continente dove la sottomissione si perde nella notte dei tempi, le donne sono state capaci di farsi promotrici del cambiamento sociale dei loro Paesi. Sconvolgendo lo status quo, si battono per uscire dall immobilismo, dalle tradizioni obsolete, convinte che un futuro migliore sia possibile, per tutti. Hanno sfidato il regime per difendere altre donne, hanno osato disobbedire a una società misogina per chiedere giustizia. E forse finalmente, dopo aspre lotte viene timidamente alla luce il ruolo che mai gli è stato riconosciuto fino a ora. Ellen Johnson Sirleaf appresa la notizia, ha sottolineato: E un premio a tutto il popolo liberiano, per tanti anni di battaglia per la pace e la giustizia. Lei, riconosciuta come la Lady di ferro, ma anche come Mama è la prima donna eletta capo dello Stato. 72 anni, discendente degli schiavi liberati, i Congo, laureata in economia in Colorado, direttore della sezione Africa dell Undp (Agenzia per lo sviluppo delle Nazioni Unite), ex Ministro delle finanze, nel 2005 si candidò contro Georges Weah, ex calciatore del Milan, uscendone vincitrice. Leymah Gbowee, 39 anni è la guerrigliera della pace. Si è battuta per la fine della guerra civile, che ha straziato la sua patria fino al Attraverso il suo movimento non violento ha invitato tutte le donne del Paese a vestirsi di bianco, cantare, pregare per la pace. Ha lottato per l abolizione dei bambini soldato. È stata la promotrice dello sciopero del sesso che costrinse il regime di Charles Taylor ad ammetterla al tavolo delle trattative. Tawakkol Karman, la più giovane, militante di un partito islamico conservatore, è una reporter. Ha sottolineato: E un premio a me, ma in particolare un onore per tutti gli arabi e musulmani e per tutte le donne, di cui sono orgogliosa, che non solo nello Yemen, ma dalla Tunisia all Egitto fino alla Libia assieme a tanti giovani del Medio Oriente, hanno alzato la testa. Io sono solo parte di una lotta della società per ottenere diritti politici e civili. Tra le iniziative più significative quella del 2004, durante un meeting per i diritti umani, ha coraggiosamente sfidato il potere togliendosi il velo. Scoperto il volto, chiese alle sue compagne di fare altrettanto. L anno seguente fondò il gruppo: Giornaliste yemenite Senza Catene a difesa della libertà d espressione e dei diritti umani. * ) Il premio Tre diverse personalità, una sola battaglia: la lotta non violenta per la sicurezza delle donne. Il Nobel a tre africani è un forte segnale di speranza incontri Novembre

18 LE DONNE Quote rose nei Cda, ora è scritto nella legge ) Le nuove norme Le donne dovranno essere almeno un quinto dei componenti del board delle società quotate. Un terzo a partire dal incontri Novembre 2011 Il 29 giugno la Camera dei deputati ha approvato, in via definitiva, la legge che a partire dal 2012, prevede l inseri mento delle donne, perlomeno per un quinto nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in Borsa o a partecipazione pubblica. Dal 2015 la quota salirà a perlomeno un terzo. La legge è stata approvata con 438 voti a favore, 27 contrari e 64 astenuti. Prime firmatarie Lella Golfo, (Pdl) e Alessia Mosca (Pd). Un risultato molto importante che ha visto impegnate associazioni, movimenti, fra questi in particolare la Fondazione Bellisario, fondata da Lella Golfo che ne è l attuale presidente. Marisa Bellisario è stata dirigente di una grande industria, l Italtel, ha fatto parte della Commissione nazionale per le pari opportunità, in qualità di presidente della Commissione per le tecnologie. Di seguito riportiamo l intervista che ha rilasciato a Incontri Lella Golfo. Il nostro tempo sta proponendo alla società sfide di grande ambizione, che richiedono le migliori energie. Quale pensa sia il ruolo affidato alla componente femminile della società, in particolare nel mondo dell imprenditoria? In una parola sola, PROTAGO- NISTE. La verità è che non possiamo più permetterci di sprecare il 50% dei talenti del Paese. Non a caso il Rapporto di Unioncamere rivela che nell ultimo anno sono nate imprese femminili, con un tasso di crescita dello 0,7%, contro lo 0,2 dei colleghi maschi. Tutti gli studi concordano che il lavoro femminile farà crescere l Italia. È stato calcolato che ogni 100 donne che entrano nel mercato del lavoro si creano 15 posti nel settore dei servizi. Sul fronte della produttività, invece, uno studio Cerved rivela che le società italiane con almeno il 20% di donne ai vertici hanno ottenuto un aumento del 9% di redditività sul capitale e del 37% sugli investimenti. Oggi si è fatta strada la consapevolezza dei limiti di un sistema economico che, penalizzando le donne, mina la competitività del Paese. La scommessa dell UE è far ripartire le economie aprendo, al tempo stesso, il mercato del lavoro a coloro che ne sono esclusi, le donne in primo luogo. Una scommessa che dobbiamo far nostra, radicando nella società la consapevolezza che valorizzare le donne non solo è giusto ma conviene all economia. Perché genera circoli virtuosi per l occupazione, la produzione, il consumo, l investimento e dunque produce significativi vantaggi per l economia e per le sue dinamiche di sviluppo. Quali sono, a suo avviso, le qualità specifiche dell imprenditoria e dell innovazione al femminile? Partiamo da un dato: il 60% dei laureati del nostro Paese sono donne. Quindi in primo luogo le donne hanno una grande preparazione. A giugno la XXIII Edizione del Premio Bellisario ha premiato i giovani talenti al femminile e, nel settore della ricerca, abbiamo scoperto un vero e proprio giacimento di ragazze con competenze ed esperienze strabilianti e con uno spirito di sacrificio ammirevole. Nel corso degli anni, poi, abbiamo indagato il mondo dell imprenditoria femminile da molteplici prospettive e ogni volta è emerso un profilo d imprenditrice nuovo e incoraggiante: le nostre capitane coraggiose. Le donne che decidono di fare impresa sono informate, competenti e competitive. Sono professioniste flessibili, pronte a rischiare, a mettersi in gioco, a confrontarsi con i nuovi mercati e immettervi le proprie idee, a portare avanti progetti ambiziosi e innovativi. Hanno una mentalità aperta e vitale, creatività e intraprendenza e una cultura d impresa improntata >

19 > alla condivisione e all ascolto. E quasi sempre dimostrano di aver un intuito e raggiungono i propri obiettivi. Come ha potuto operare nell attuale contesto critico, sia a livello nazionale che internazionale, la Fondazione Bellisario? Quali sono i progetti sostenuti nell ultimo anno? È stato un anno particolarmente intenso. Certamente in cima ai nostri traguardi c è la legge sulle quote di genere nei CdA delle società quotate in borsa o a partecipazione pubblica che sono orgogliosa di aver ideato, elaborato e presentato. Sin da subito non ho esitato a definirla una legge epocale! Basti pensare che nelle società quotate in Borsa attualmente le donne sono poco più del 6% e nello sconfinato bacino di quelle controllate abbiamo stimato non arrivino al 4%. Con questa legge abbiamo raggiunto due obiettivi fondamentali: consentire l ingresso nel circuito economico del Paese a un esercito di talenti, altrimenti tagliati fuori dal mercato solo perché donne e al contempo rompere il tabù della partecipazione femminile alla gestione del potere economico. Ma non solo. Perché il dibattito ha raggiunto anche la politica, come dimostrano le giunte rosa di Milano e Torino o i tanti ricorsi al Tar cui assistiamo nei piccoli e grandi Comuni. Ma non ci siamo fermate qui. Per dimostrare che le donne competenti ci sono e sono tante, abbiamo lanciato il progetto Mille Curricula Eccellenti, raccogliendo in pochi mesi più di 2000 profili di donne con i requisiti per ricoprire ruoli di vertice nelle aziende. E nel corso della XII Edizione del seminario internazionale Donna Economia & Potere, in programma a Milano il 28 e 29 Ottobre, metteremo a confronto la mappa del potere economico e la mappa dei talenti femminili. Direi, quindi, un anno più che fruttuoso e ricco di successi e soddisfazioni. La mission della Fondazione comprende il sostegno all affermazione delle professionalità femminili, soprattutto con riferimento all innovazione, richiamando l attenzione del mondo del lavoro, politico, imprenditoriale. Quali sono, in questi ambiti, i peggiori ostacoli o, viceversa, le migliori sinergie incontrate? L ostacolo principale è quel tetto di cristallo che, seppur incrinato, permane in ogni ambito della vita politica e economica. Sono i numeri a dirlo. Al 31 dicembre del 2010, solo il 9,3% degli AD o delle figure di vertice delle imprese con più di 10 milioni di fatturato erano donne e il 90% delle 4mila aziende che avevano cambiato il proprio vertice avevano scelto un uomo. Sono donne il 29% dei nuovi top manager under 35 e il 26,9% delle dirigenti. Passando alla politica, la situazione non migliora. Questo è il Parlamento più al femminile della nostra storia repubblicana, ma siamo lontani da una Francia che ha promosso Christine Lagàrde prima Ministro del Economia e oggi direttore del FMI. I segretari di partito sono uomini, mai avuto un Presidente della Repubblica donna e, ora, che si discute della successione a Draghi alla guida della Banca d Italia, solo io ho avuto il coraggio di lanciare la candidatura di una donna d altissimo profilo come Anna Maria Tarantola, Vicedirettore Generale della Banca d Italia. La verità è che sul ponte di comando gli uomini continuano a dettar le regole e scegliere altri uomini. È questo l ostacolo che non dobbiamo semplicemente superare, ma abbattere. Per il bene del Paese. In che modo si è evoluto il dibattito sulle tematiche di genere in questi ultimi anni in Italia? A slanci improvvisi sono corrisposte frenate su tematiche di comune sensibilità, in momenti in cui antiche e basse discriminazioni sono riaffiorate con grande veemenza. Qual è la sua opinione su questo tema? Certamente di passi avanti ne abbiamo fatti, e tanti. Accanto alle ombre, dobbiamo pur dire che oggi le donne sono oltre il 40% dei magistrati e il 30% degli imprenditori o dei medici. Resta, a questo punto, da compiere l ultimo miglio per un cambiamento di cultura che elimini gli spazi di disparità che permangono. Credo però che con questa legge abbiamo rotto gli argini. Sono certa che le donne che entreranno nei CdA, così come quelle che sono già entrate nelle amministrazioni locali, produrranno tali benefici per il nostro sistema economico e sociale da convincere anche i più misogini. > IMMIGRAZIONE Il governo, alla chetichella, ha prorogato di altri sei mesi i permessi umanitari per i Tunisini, che quindi saranno coperti fino a marzo del prossimo anno. Ne dà notizia Piero Soldini, responsabile immigrazione della CGIL nazionale che aggiunge è una decisione giusta, che allevia di poco il caos totale in cui versa la situazione dei richiedenti asilo, sbattuti per mesi nei centri, in attesa della risposta delle commissioni territoriali che non arriva mai. CASA Aprire un vero confronto sulle politiche abitative per dare risposte concrete sia alle emergenze, sempre più drammatiche, sia alle nuove domande, che rimangono insoddisfatte, come quella espressa dai giovani". Lo dichiarano in una nota congiunta, il Segretario confederale della Cisl, Fulvio Giacomassi ed il Segeretario generale del Sicet, Guido Piran FIAT La decisione della Fiat di uscire da Confindustria comporta una scelta conseguente e necessaria: bisogna lavorare per realizzare, già dal 2012, un solo contratto per tutti i dipendenti della Fiat in Italia. Questo è l obiettivo che ci dobbiamo porre: costruire un contratto che affronti tutti gli aspetti del rapporto di lavoro, normativi e salariali, per garantire non solo tutti i diritti attuali, ma anche per prospettare migliori condizioni contrattuali. PENSIONI Disposti a discutere di tutto, non di pensioni. È questo il commento del segretario generale dell Ugl, Giovanni Centrella, in merito ai 5 punti contenuti nel Manifesto delle imprese per l Italia, presentato da Confindustria. Per il sindacalista non è francamente accettabile la proposta di agire sulle pensioni per fare cassa, neanche se dovesse servire a ridurre il cuneo fiscale sul lavoro, perché non si può continuare a chiedere sacrifici alle stesse persone che hanno già dato tanto. GLI ALTRI

20 LE DONNE > Negli ultimi anni l idea della donna che vive il mercato del lavoro dopo aver investito in anni di formazione e percorsi professionalizzanti è stata appannata da un immagine televisiva non di rado al limite della mercificazione. Cosa ne pensa dal suo osservatorio privilegiato? Sinceramente non lo credo. Nel mondo maschile come in quello femminile sono sempre esistiti individui che al lavoro duro preferivano le scorciatoie. Sinceramente credo al contrario, che mai come oggi, la società sia consapevole dell altissimo livello di dignità, così come delle capacità e competenze, delle donne. Purtroppo il mondo dell immagine privilegia i casi limite, le storie da copertina ma poi gli italiani sanno chi sono e cosa fanno le loro mogli, madri, sorelle: equilibriste che, ogni giorno, faticano per conciliare sacrosante ambizioni e amore per la famiglia. Un ultima domanda sulla sua esperienza politica di questi ultimi anni e sulla sua volontà di proporre iniziative di tipo bipartisan. Pensa che la mediazione che supera steccati e pregiudizi ideologici sia una qualità specificatamente femminile? Cosa serve al nostro Paese per realizzare lo slancio necessario a dare nuove energie per uscire dalla crisi? Il voto positivo alla legge, sia alla Camera che al Senato, ha mostrato una classe dirigente matura, responsabile e moderna, che crede nel merito e nel talento individuali. E in effetti le misure a favore delle donne rappresentano i momenti di maggiore maturità e concordia del nostro sistema parlamentare. Al di là della diversità di idee e prospettive, nell unità d intenti le donne hanno sempre trovato la forza necessaria per portare a compimento battaglie che ci rendono un Paese migliore. Oggi la crisi ci impone di scrivere un altra pagina di quella storia di donne determinate e leali che hanno cercato e trovato il consenso di colleghi lungimiranti. Durante la terribile crisi del 29 il ruolo delle donne nel mondo del lavoro era ancora marginale. Oggi l Italia può contare su questa risorsa fondamentale. Per uscire dalla crisi serve uno slancio di responsabilità per dar vita a un nuovo patto tra quanti credono nel progetto Italia, uomini e donne. Se sapremo risolvere le divisioni e le debolezze croniche, dalla disoccupazione femminile al ritardo del Mezzogiorno e saremo capaci di unire le forze per il raggiungimento dell obiettivo comune, non solo usciremo dal tunnel, ma ci riprenderemo il primato che ci spetta. RENZO FRANCABANDERA * E LUISELLA DELL ACQUA I NUMERI FAMIGLIE Una famiglia media italiana composta da tre persone ha perso euro di reddito rispetto al E quanto emerge da uno studio di Confcommercio. Per ciò che riguarda l inflazione, secondo le stime dell Ufficio Studi, a ottobre l indice dei prezzi al consumo salirà al 3,2% dal 3,1% di settembre, con un aumento congiunturale dello 0,4%. CONDONI Secondo la CGIA di Mestre, 30 anni di condoni (edilizi, fiscali, previdenziali, etc.) hanno garantito alle casse dell Erario 104,5 mld di euro. Le sanatorie più fruttuose economicamente per le casse dello Stato sono risultate quelle tombali. Nel 1982 e nel 1992, hanno garantito rispettivamente il 113% e il 120,6% del gettito previsto. Insomma, una vera manna per le entrate dello Stato. Anche nel biennio 2002 e 2003 il condono tombale, annegato all interno di altri 2 condoni fiscali, ha dato ottimi risultati: incassati12,8 mld di euro. PRODUZIONE Inatteso balzo della produzione industriale in Italia nel mese di agosto. Il rialzo congiunturale, informa l Istat, è stato del 4,3%. Si tratta dell aumento maggiore dal Anche su base annua l indice sale in modo significate de 4,7%. In forte crescita la produzione di autoveicoli: +31,7% su base annua. ENERGIA Notturno più salato per la bolletta elettrica delle Pmi. Lo dimostrano le quotazioni sul mercato libero dell energia rilevate dalla Camera di commercio di Milano Secondo l ultima istantanea scattata a luglio, i prezzi dell energia elettrica dalle 23 alle 6 del mattino hanno registrato un aumento intorno al 10% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. 20 incontri Novembre 2011

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