15 SIR REGIONE Campania

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1 Sir n. 76 (1.516) 17 novembre 2006 SIR quotidiano The daily RIS news bulletin for the European network GIOVANI E ADULTI Dal fallimento alla speranza? ANNO18 RELIGIOUS INFORMATION SERVICE SERVICIO DE INFORMACIÓN RELIGIOSA SERVIZIO INFORMAZIONE RELIGIOSA SERVICE D INFORMATION RELIGIEUSE RELIGIÖSER NACHRICHTENDIENST Tre vicende che riguardano i giovani, ma non esonerano gli adulti, tengono le prime pagine dei giornali. La prima riguarda il raddoppio delle dosi di cannabis per uso personale motivata soprattutto dall evitare ai ragazzi il carcere. In questa giustificazione c è il segno di un fallimento dello Stato in ambito educativo che è stato immediatamente denunciato da chi nel nostro Paese, al di là di ogni appartenenza, ha a cuore la vita delle nuove generazioni e non accetta che si giochino sulla loro pelle partite ideologiche e politiche. Insomma, invece di richiamare tutti i cittadini al senso di responsabilità il governo garantisce libertà di droga. Con un grande grazie da parte degli spacciatori. Dopo la presa di posizione di moltissime realtà, soprattutto ma non solo cattoliche, impegnate da sempre nell educazione, nella prevenzione nel recupero di giovani usciti dal tunnel della droga, 27 senatori e 24 deputati hanno chiesto un confronto con il ministro. Ribadire un fermo no a questa deriva significa prima di tutto accrescere l impegno educativo e, quindi, denunciare le assenze, le carenze, le fughe dalla responsabilità del mondo adulto. Ed ancora è un tentativo di dare credibilità e speranza alla stessa politica quando si muove in questi terreni. La seconda vicenda è apparsa addirittura su Internet con un filmato messo su un grande motore di ricerca: un gruppo di ragazzi di una scuola professionale di Torino che se la prendono con un compagno di classe affetto dalla sindrome di down, lo picchiano, lo prendono a calci, lo umiliano, gli buttano addosso i dizionari. Fatto gravissimo: ma ancor più grave che su Google il filmato sia apparso tra i video divertenti rimanendovi alcuni giorni e, oltre tutto, risultando tra i più cliccati. A completare la tematica scuola ecco i dati sul bullismo in classe, che parlano di oltre il 30% di ragazzi di liceo che se ne dichiara vittima e oltre il 40% che subisce violenze verbali. Dispetti su libri e quaderni, rubati, stracciati, buttati dalla finestra; ragazzi ricattati e derubati, quando non addirittura fatti oggetto di estorsione. Bullismo in crescita esponenziale non solo tra i maschi, ma anche tra le ragazze, e non solamente tra chi vive in realtà degradate, ma spesso tra studenti di buona famiglia. La scusante degli extracomunitari qui non vale: sono in gran parte ragazzi e ragazze italianissimi. Insomma: cosa succede alla scuola? La domanda è mal posta. Succede nella scuola, ma riguarda tutta la società italiana; interessa anzitutto le famiglie. La domanda da porre è quindi: cosa succede alla famiglia, cosa succede alla nostra società, ai nostri ragazzi e giovani? Come può una giovane insegnante arrivare a non rendersi conto della gravità di quanto sta facendo? Come possono dei ragazzi - delle scuole medie: non lo si dimentichi! - dopo una simile avventura, vantarsene orgogliosamente in piazzetta con gli amici, mentre questi ultimi approvano: Che fortuna avete avuto... peccato che io non c ero. Come possono dei giovani normali pensare che sia lecito maltrattare un compagno di classe solo perché è più sfortunato? Il problema è allora la famiglia, la capacità di educare ancora i ragazzi a qualche valore. Il problema è una società dove la trasgressione diventa moda, lecita nella misura in cui risponde ai propri istinti, ai propri gusti; dove l individuo ha tanti diritti e pochi o nessun dovere. VINCENZO RINI direttore La Vita Cattolica - Cremona ITALIA 2 VISITA AD LIMINA Alla sede degli apostoli M.Semeraro 6 SOSTENTAMENTO CLERO Un segno di maturità La XVIII Giornata nazionale 13 BULLISMO Vittime del nulla int. con A.Oliverio Ferraris 15 SIR REGIONE Campania Servizi per le vittime della criminalità EUROPA 19 PRIMA PAGINA Pellegrino di unità L.Pelatre 22 RUSSIA Cattolici e ortodossi Incontro a Mosca 24 PARLAMENTO UE Prima le persone Approvata la Direttiva servizi Direzione, redazione, amministrazione: Via Aurelia, Roma t f Stampa in proprio Abbonamento annuo: postale 130,00 Internet 60,00 Versamento su ccp n intestato a: Sir Società per l Informazione Religiosa s.p.a. Via Aurelia, Roma Editrice: Società per l Informazione Religiosa (SIR) s.p.a. Presidente: Giuseppe Cacciami Registro Tribunale di Roma n. 581/88 del Direttore: Paolo Bustaffa Bisettimanale di informazione Spedizione in abbonamento postale 45% art. 2 comma 20/B legge 662/96 filiale di Roma

2 VISITA AD LIMINA Alla sede degli apostoli Dal 20 novembre 2006 al 28 aprile 2007 i vescovi italiani incontrano Benedetto XVI Cominciano il 20 novembre, le visite ad limina apostolorum dei vescovi italiani: primi saranno gli abruzzesi e i molisani. Da questo numero gli speciali SIR. Lecclesiastico, le memorie degli apostolorum sono, secondo un tradizionale linguaggio Limina apostoli ossia i luoghi sacri di Roma, dove sono custoditi e venerati i sepolcri degli apostoli Pietro e Paolo, i Padri Santi per i quali Roma è il centro dell unità cattolica e sede della Cattedra di Pietro, nella quale tutti i fedeli e, con loro, i vescovi - sia come singoli, sia stretti tra loro da vincoli collegiali - trovano il perpetuo e visibile principio e fondamento dell unità della fede e della comunione. La visita a queste memorie apostoliche (in latino chiamata visitatio liminum, oppure ad limina apostolorum) è testimoniata sin dal II secolo in forma costante sicché nel IV secolo il pellegrinaggio a Roma è ritenuta la principale forma di pellegrinaggio nell Occidente, parallelo e convergente, nella sua idea religiosa, con quello verso Gerusalemme, nell Oriente, che custodiva il sepolcro del Signore (cfr scheda storica, pag.5). Ciò continua ancora oggi, come tutti hanno avuto modo di costatare specialmente durante il Grande Giubileo del Nel caso dei vescovi, poi, a questa visita si riconosce, in particolari circostanze, un significato tutto speciale sicché essa è intesa come una manifestazione e insieme un mezzo di comunione tra i vescovi e la Cattedra di Pietro. È questa la sintetica descrizione che della visita ad limina ha dato Giovanni Paolo II nella Pastores Gregis. Il n. 57 di questa esortazione apostolica (firmata il 16 ottobre 2003) è interamente dedicato ad essa e riprende, riassumendoli, i documenti precedenti, in particolare la costituzione apostolica Pastor Bonus del Ad esso s ispira pure il Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi pubblicato nel 2004 dalla Congregazione per i vescovi. Giovanni Paolo II, nell Angelus del 9 settembre 1979, spiegava così il senso della visita ad limina: Attraverso la loro visita alla Sede degli apostoli [i vescovi] esprimono il legame con Pietro, che unisce la Chiesa su tutta la terra. Venendo a Roma ogni cinque anni, portano qui, in un certo senso, tutte le Chiese, cioè le diocesi che, tramite il loro ministero episcopale e nello stesso tempo tramite l unione con la Sede di Pietro, si mantengono nella comunità cattolica della Chiesa universale. Insieme alla loro visita alla Sede apostolica i vescovi portano a Roma anche le notizie sulla vita delle Chiese di cui sono i pastori, sul progresso dell opera di evangelizzazione, sulle gioie e le difficoltà degli uomini e dei popoli tra i quali essi compiono la loro missione. Più in concreto, i classici momenti della visita ad limina sono: a) l omaggio alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo. Questo primo momento è indicativo del fatto che non si tratta di una visita protocollare, o di un fatto amministrativo ma di un vero pellegrinaggio col quale ci si riferisce a quell unica fede, che fu testimoniata dal martirio di Pietro e di Paolo; b) l incontro col Successore di Pietro. Anche qui si va oltre il semplice scambio d informazioni per significare l affermazione e il consolidamento della collegialità episcopale. Il dovere della collaborazione di tutti i vescovi con il Successore di Pietro è fondato sulla loro comunione cum Petro et sub Petro. L esortazione Pastores gregis afferma esplicitamente che proprio a motivo di ciò la visita ad limina è diretta al bene della Chiesa intera e quindi di ogni Chiesa particolare; c) un ultimo aspetto della visita è l incontro coi responsabili dei dicasteri della Curia romana perché i vescovi abbiano accesso diretto alle loro rispettive competenze e siano così introdotti ai molteplici aspetti della comune sollecitudine pastorale. I vescovi italiani si sono preparati da tempo a vivere, sia personalmente sia collettivamente radunati in distinte Regioni ecclesiastiche, questo incontro col Papa. È pur vero che, avendo nel vescovo di Roma il loro Primate, (e pure per ragioni geografiche) essi hanno più degli altri la possibilità d incontrarlo, non solo personalmente ma anche congiunti nella Conferenza episcopale nazionale. Questo è già accaduto più volte anche con Benedetto XVI; più recentemente a Verona, nello scorso mese di ottobre. Ciò, però, non muta il valore teologico, spirituale e pastorale di questo evento. I vescovi hanno, perciò, messo a punto e inviato apposite e dettagliate relazioni sullo stato delle diocesi. Queste, come hanno già permesso di fare il punto della situazione, così saranno principale punto di riferimento per lo scambio di pareri in vista dell incremento dell azione ecclesiale. A questo la segreteria della Cei ha dato un importante contributo col fornire ai vescovi delle schede utili a rilevare la situazione sociale e religiosa del Paese. Allo scopo, inoltre, di meglio mostrare la dimensione teologica e spirituale del momento, la stessa segreteria generale della Cei ha pure disposto un apposito Sussidio per le celebrazioni liturgiche, utile anche per altri pellegrinaggi nella città di Roma. Perché, da ultimo, si comprendesse ancora di più il valore ecclesiale della visita ad limina è incoraggiata la partecipazione, almeno in rappresentanza, sia al pellegrinaggio, sia alle celebrazioni liturgiche di sacerdoti e fedeli delle Chiese particolari di volta in volta interessate. Anche così la visita ad limina apparirà quale momento espressivo non soltanto della comunione dei Vescovi intorno al Vescovo di Roma e fra loro, ma pure della consonanza delle Chiese con la Chiesa di Roma la quale, secondo una notissima e ripetuta frase di S.Ignazio d Antiochia, presiede alla comunione universale della carità. MARCELLO SEMERARO vescovo di Albano 2

3 VISITA AD LIMINA : ABRUZZO-MOLISE Terre di migrazione I vescovi abruzzesi e molisani dal Papa, dal 20 al 25 novembre IL CALENDARIO 2006 Abruzzo-Molise (20-25 novembre) Basilicata (27-30 novembre) Lazio (1-9 dicembre) Calabria (11-16 dicembre) La Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise è composta da 11 diocesi (Avezzano, Campobasso-Boiano, Chieti-Vasto, Isernia-Venafro, Lanciano-Ortona, L Aquila, Pescara-Penne, Sulmona-Valva, Teramo- Atri, Termoli-Larino, Triveneto). Presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana è mons. Carlo Ghidelli, arcivescovo di Lanciano-Ortona; vicepresidente è mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne. Le parrocchie sono 1.059, i sacerdoti secolari 942, quelli regolari 418, i diaconi permanenti 81. La Regione ecclesiastica copre un territorio di chilometri quadrati; gli abitanti sono Le Province sono complessivamente 6 (4 per l Abruzzo: L Aquila, Chieti, Pescara, Teramo; 2 per il Molise: Campobasso e Isernia). I Comuni sono 441 (305 per l Abruzzo; 136 per il Molise). Dal punto di vista ecclesiale, il cristianesimo giunse molto presto in queste terre, che ai tempi dell Impero di Roma erano denominate Regione Valeria della IV Regione Italica. Le popolazioni dei monti più alti della catena appenninica furono tra le prime ad accogliere la parola del Vangelo. La fede cristiana mise subito radici molto profonde in queste genti, al punto da rimanere intatta anche quando cadde l impero e irruppero nelle valli i barbari. Le radici diedero frutti negli eremi, nei monasteri, nelle abbazie e soprattutto nelle chiese, sobrie e serene, in contrasto con le linee aspre del territorio. La viva religiosità popolare sbocciò ardente nelle leggende agiografiche, nelle feste, nelle processioni agresti, nella diffusione dei santuari, che testimoniano il profondo legame degli abruzzesi e molisani con i propri santi. Per il IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, il testimone scelto dalla Conferenza episcopale abruzzese-molisana è stato Giuseppe Capogrossi, filosofo del diritto di fama internazionale. Nato a Sulmona nel 1889, fu tra i fondatori dell Ugci (Unione giuristi cattolici italiani) di cui fu anche primo presidente. DIVERTIMENTI ECCESSIVI. Sono molteplici i problemi che affliggono l Abruzzo e il Molise, benché siano in gran parte condivisi con le altre Regioni italiane. Di questo è convinto mons. CARLO GHIDELLI, arcivescovo di Lanciano-Ortona e presidente della Conferenza episcopale abruzzese molisana. Innanzitutto, si registra una grande disoccupazione, soprattutto tra i giovani, per cui sottolinea il presule molti, specialmente quelli che noi definiamo i cervelli, cioè i più preparati e competenti, emigrano. Contemporaneamente, Abruzzo e Molise sono diventate terre che accolgono anche immigrati, albanesi, africani, polacchi ed esistono esperienze positive di convivenza. Un altra grave preoccupazione è il numero eccessivo di infortuni sul lavoro, dovuti alla mancata adozione di adeguate forme di prevenzione e sicurezza. Anche il fenomeno dell usura è presente: per contrastarlo, la Conferenza episcopale abruzzese molisana ha dato impulso ai comitati anti-usura, con l obiettivo non solo di aiutare le vittime ma di renderle protagoniste del loro riscatto. I giovani, poi, sono motivo di preoccupazione non solo per la mancanza di lavoro, ma anche perché spesso prediligono forme di divertimento eccessivo e sconsiderato evidenzia l arcivescovo - talvolta anche a rischio della vita. Noi vescovi dichiara mons. Ghidelli siamo addolorati da tale situazione. Per questo, molti di noi vanno nelle scuole per intraprendere un dialogo con gli studenti. La pastorale giovanile regionale promuove, poi, iniziative, ma abbiamo la certezza, purtroppo, che la maggior parte dei giovani è attratta da ben altre cose. COORDINAMENTO PROFICUO. L arcivescovo avverte, quindi, la necessità di un ulteriore sviluppo della pastorale giovanile, ma non solo. Sarebbe bene incentivare dice il turismo religioso nelle nostre zone. Già da 5/6 anni abbiamo cercato di incrementarlo, soprattutto perché l Abruzzo è una regione che possiede molte attrattive: come non ricordare il miracolo eucaristico di Lanciano, il volto di Manopello, gli eremi di S.Celestino? Il turismo religioso, poi, offre anche l opportunità di creare occupazione, ma soprattutto di evangelizzare. C è molta attenzione da parte della Chiesa pure verso gli anziani, qui spiega il presule - vivono persone molto longeve, per lo più accudite in casa, ma si stanno diffondendo anche le case di riposo, che hanno una funzione sociale forte, verso il clero e la pastorale vocazionale, dopo un periodo di crisi, c è adesso un cenno di ripresa delle vocazioni. Sul fronte delle comunicazioni sociali, i vescovi hanno dato vita alla fondazione Cultura e comunicazioni sociali, che può essere un valido strumento per approfondire le tematiche riguardanti la comunicazione. Con la Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) stiamo anche studiando rivela mons. Ghidelli un coordinamento tra i vari fogli diocesani esistenti. In generale, oltre a questo settore, cerchiamo di coordinare il lavoro delle diocesi a livello regionale: si tratta di un impegno bello, interessante e soprattutto proficuo. L ultimo documento della Conferenza episcopale abruzzese molisana è di quest anno e concerne la formazione permanente del clero. Vorrei sottolineare conclude mons. Ghidelli - un ultimo aspetto: nel giro di pochi anni quasi tutto l episcopato, per ragioni di età, sarà rinnovato: l immissione di energie nuove sicuramente gioverà alla nostra Chiesa. 3

4 VISITA AD LIMINA : BASILICATA Scommessa sui laici I vescovi lucani andranno dal Papa, dal 27 al 30 novembre IL CALENDARIO 2007 Campania (11-20 gennaio) Emilia-Romagna (22-27 gennaio) Liguria (29 gennaio-3 febbraio) Lombardia (5-10 febbraio) Marche (12-17 febbraio) Umbria (19-24 febbraio) Piemonte (5-10 marzo) Puglia (12-17 marzo) Sardegna (20-24 marzo) Sicilia (26-31 marzo) Toscana (16-21 aprile) Triveneto (23-28 aprile) La Regione ecclesiastica Basilicata è composta da 6 diocesi (Acerenza, Matera-Irsina, Melfi-Rapolla- Venosa, Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, Tricarico, Tursi-Lagonegro). Presidente della Conferenza episcopale lucana è mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo; vicepresidente è mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo di Matera-Irsina; segretario è mons. Gianfranco Todisco, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa. Le parrocchie sono 268, i sacerdoti secolari 333, quelli regolari 85, i diaconi permanenti 38. La regione ecclesiastica copre un territorio di chilometri quadrati; gli abitanti sono Le Province sono 2 (Matera e Potenza); i Comuni sono 131 (31 nella provincia di Matera; 100 in quella di Potenza). Dal punto di vista ecclesiale, per quanto siano rimaste poche notizie sulla storia religiosa dell antica Lucania, certamente nel IV sec. il territorio vedeva già la presenza di alcune comunità cristiane organizzate. Teatro di battaglie e di scorrerie nei secoli delle invasioni barbariche, la regione rifiorì durante il dominio bizantino, fra IX e X sec., fase in cui anche la fisionomia religiosa iniziò a delinearsi con maggiore precisione attraverso l influsso del mondo greco. In questo periodo si fece intensa la penetrazione di monaci basiliani, fuggiti dalla persecuzione iconoclasta, che costellarono il territorio di chiese scavate nelle rocce delle gravine, creando insediamenti assai caratteristici, di cui oggi rimangono preziose testimonianze nella zona di Matera. Per il IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, il testimone scelto dalla Conferenza episcopale della Basilicata è stata Maria Marchetta. Nata a Grassano (Mt), il 16 febbraio 1939, fu colpita in piena adolescenza da paraplegia flaccida. La malattia la condusse progressivamente all immobilità. Il letto, dove rimase bloccata per 14 anni, si trasformò, per la sua volontà tenace e l amore appassionato a Gesù e alla Chiesa, in un luogo di preghiera e di missione per la conversione del mondo al Vangelo. FEDE POPOLARE E FAMIGLIA. La Regione ha due punti forti: la fede popolare e la famiglia. A presentare un quadro della situazione in Basilicata, in occasione della prossima visita ad limina dei vescovi lucani dal Papa (27-30 novembre), è mons. AGOSTINO SUPERBO, arcivescovo di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo e presidente della Conferenza episcopale della Basilicata. La fede di popolo chiarisce il presule emerge dalla quasi totale partecipazione degli abitanti alle messe domenicali e ai sacramenti, dalla scelta di celebrare i matrimoni in chiesa, dall opzione dell insegnamento della religione per i figli nelle scuole. Anche la famiglia tiene da noi, sottolinea l arcivescovo, ma non possiamo vivere di eredità, bisogna avere nuove energie. Un impegno della Chiesa lucana è, quindi, formare i formatori di pastorale familiare, che s impegnano nelle parrocchie con corsi di preparazione al matrimonio o sostenendo famiglie in difficoltà e giovani coppie. Importante, poi, anche la formazione dei seminaristi e quella permanente dei sacerdoti più giovani perché sono necessari preti validi per accompagnare i laici ed ottenere buoni risultati. Il mondo in cui viviamo, infatti, crea molte fragilità e povertà, come è stato sottolineato anche durante il Convegno ecclesiale nazionale di Verona, e noi sottolinea il presule dobbiamo essere attenti a queste nuove situazioni. Proprio per non disperdere i frutti del Convegno di Verona i delegati s incontreranno, il 18 dicembre, con i vescovi lucani per una riflessione comune. Non manca, comunque, già un fermento nelle nostre diocesi dopo l appuntamento nella città scaligera. SPOPOLAMENTO E DISOCCUPAZIONE. I principali problemi della Regione sono, per il presule, essenzialmente due, collegati tra di loro: Lo spopolamento dei piccoli centri e la mancanza di lavoro. Il primo, chiarisce mons. Superbo, è conseguenza della seconda. Infatti, è forte soprattutto l emigrazione di giovani qualificati. Inoltre, pure alcune industrie sorte dopo il terremoto del 1980 grazie alla ricostruzione stanno chiudendo o andando via. Anche il Progetto Policoro non riesce a incidere significativamente ; di qui la volontà dei vescovi di rilanciarlo per creare una nuova cultura del lavoro. Purtroppo, osserva il presule, qui c è ancora l abitudine di ottenere i posti di lavoro attraverso rapporti clientelari. Per cambiare questa mentalità sono necessari tempi lunghi, ma noi operiamo con speranza. Disoccupazione e spopolamento, a giudizio dell arcivescovo, richiamano, dunque, un nuovo impegno dei cattolici in politica : di conseguenza, un altra scommessa riguarda la formazione dei laici. Da oltre due anni, è stato avviato un cammino di collaborazione tra associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali, basato sulla stima reciproca. Il 29 aprile 2006 racconta mons. Superbo c è stata la convocazione del laicato cattolico voluto dalla conferenza episcopale lucana sul tema Costruttori di futuro, che si è conclusa con la consegna di un mandato dei vescovi della Basilicata al laicato lucano ed ai responsabili dei movimenti e delle associazioni ecclesiali della Regione. 4

5 VISITA AD LIMINA : SCHEDA Le ansie e le speranze I vescovi condividono con il Papa la fatica apostolica Cominciano il 20 novembre, le visite ad limina apostolorum dei vescovi italiani. Si tratta di una tradizione antichissima, regolata nei secoli da appositi documenti, che vede i vescovi di tutto il mondo recarsi ogni cinque anni in Vaticano per fare il punto sulla fede e sulla religiosità nel proprio Paese. Le visite servono, altresì, al Papa per avere informazioni sulle singole diocesi, sui problemi, le iniziative, le difficoltà e l evangelizzazione. Nei prossimi mesi, dunque, i vescovi delle 16 Regioni ecclesiastiche italiane saranno impegnati, in base alla suddivisione del territorio ecclesiastico, nel loro pellegrinaggio presso la Santa Sede. Primi ad essere ricevuti i vescovi dell Abruzzo-Molise, dal 20 al 25 novembre. Le diocesi italiane sono 226. Quali le ragioni delle visite ad limina apostolorum? E quale il loro sviluppo storico? DA PIETRO E PAOLO AD OGGI. La ragione delle visite ad limina apostolorum si trova nella lettera di San Paolo ai Galati, quando l apostolo racconta della sua permanenza presso Pietro per 15 giorni, durante i quali fecero il punto sulla diffusione della fede. Quello può essere considerato il primo incontro di aiuto reciproco e di confronto su tematiche particolari. Circa il termine visite ad limina apostolorum : nei primi secoli della storia della Chiesa, le tombe degli apostoli Pietro e Paolo vennero definite, nel linguaggio canonico, limina apostolorum ; per questo, si chiamarono visite ad limina i pellegrinaggi che avevano come meta quelle stesse tombe e, più precisamente, le visite che i vescovi dovevano fare a Roma a determinati intervalli, secondo l obbligo imposto nel 743 da Papa San Zaccaria. Inserito nel Decreto di Graziano, tale obbligo venne riconfermato successivamente da Sisto V con la costituzione Romanus Pontifex del 20 dicembre 1585, che diede a tali visite cadenza triennale, e da Benedetto XIV con la costituzione Quod sancta del 23 novembre Con il decreto della Congregazione concistoriale A remotissima del 31 dicembre 1909 (can.iv, 2), recepito nel vecchio Codice di diritto canonico (can.341), le visite ad limina apostolorum, a cui sono tenuti non solo i vescovi diocesani, ma anche rutti i soggetti ad essi equiparati (ovvero prelati e abati territoriali, amministratori e vicari apostolici, nonché i prelati di una circoscrizione ecclesiastica personale per il rito o altri motivi, come gli Ordinari militari o castrensi), furono portate a cadenza quinquennale o decennale per gli Ordinari delle sedi extraeuropee, facoltà quest ultima non più contemplata dal vigente Codice (can.400). Tutto ciò che concerne le visite ad limina e la loro cadenza quinquennale è stato ulteriormente riordinato dalla Congregazione per i vescovi con il decreto Ad Romanam Ecclesiam del 29 giugno 1975, in base al quale le zone per i quinquenni sono state ridistribuite. Nel Codice di diritto canonico del 1983 le visite ad limina apostolorum sono prescritte da due canoni: 399 e 400. Dopo la Costituzione Pastor Bonus del 1988, le visite consistono, diversamente da quanto prevede il can , in tre momenti principali: Il pellegrinaggio ai sepolcri dei principi degli Apostoli, l incontro con il Sommo Pontefice e i colloqui presso i dicasteri della Curia romana. Sempre nel 1988, con la pubblicazione del Direttorio per la visita ad limina, è stato istituito in seno alla Congregazione dei vescovi l Ufficio di coordinamento delle visite ad limina. Nel 2003, Giovanni Paolo II ha dato una sintetica descrizione della visita ad limina nella Pastores Gregis. Il n. 57 di questa esortazione apostolica è interamente dedicato a essa e riprende, riassumendoli, i documenti precedenti, in particolare la costituzione apostolica Pastor Bonus del Ad esso s ispira pure il Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi pubblicato nel 2004 dalla Congregazione per i Vescovi. IL SENSO DELLE VISITE. Le visite ad limina viene spiegato nel Direttorio della Congregazione dei vescovi, pubblicato nel non sono un semplice atto giuridico-amministrativo consistente nell assolvimento di un obbligo rituale, protocollare e giuridico. Esse portano un arricchimento di esperienze al ministero del Papa e al suo servizio di illuminare i gravi problemi della Chiesa e del mondo, diversi a seconda dei luoghi, dei tempi e delle culture. Giovanni Paolo II, parlando all assemblea straordinaria dei vescovi italiani il 26 febbraio 1986, disse di annettere grande importanza alle visite ad limina : Esse costituiscono un occasione privilegiata di comunione pastorale: il dialogo pastorale con ciascuno di voi mi consente di partecipare alle ansie e alle speranze che si vivono nelle Chiese da voi guidate in atteggiamento di ascolto per i suggerimenti dello Spirito. Concetti ribaditi da Benedetto XVI, nell intervista concessa in lingua tedesca, il 5 agosto 2006, a tre testate televisive tedesche e alla Radio Vaticana, in preparazione al viaggio apostolico in Germania: Le visite ad limina, che ci sono sempre state, vengono ora valorizzate molto di più, per parlare veramente con tutte le istanze della Santa Sede e anche con me. Io parlo personalmente con ogni singolo vescovo. [...] In questi incontri, in cui appunto centro e periferia si incontrano in uno scambio franco, cresce il corretto rapporto reciproco in una tensione equilibrata. A CURA DI VINCENZO CORRADO 5

6 CEI: SOSTENTAMENTO CLERO Un segno di maturità La XVIII Giornata nazionale in tutte le diocesi I sacerdoti aiutano tutti. Aiuta tutti i sacerdoti : è lo slogan per la XVIII Giornata nazionale per il sostentamento del clero, che si celebrerà domenica 26 novembre. La Giornata sarà un occasione per informare tutti i fedeli sul nuovo sistema di sostentamento del clero diocesano e, in particolare, sulle offerte deducibili dirette all Istituto centrale sostentamento clero e sarà anche un opportunità per formare le comunità sul valore perequativo e solidale di questa forma di partecipazione alla vita della Chiesa, scaturita dalla revisione concordataria del RESPONSABILITÀ COMUNE. Da ormai 20 anni i sacerdoti non ricevono più la congrua dallo Stato ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso le offerte deducibili. Prima del 1989 la remunerazione dei sacerdoti diocesani (solo parroci, vescovi e canonici) si basava sui redditi dei benefici (beni immobili donati dalla comunità il cui reddito era destinato al sostentamento del clero). Nel caso in cui le rendite dei benefici fossero state insufficienti per sostenere il parroco, lo Stato le integrava con un assegno mensile chiamato congrua. Dal 1989, con l avvio del nuovo sistema, lo Stato non ha più versato la congrua ai sacerdoti e sono nate le offerte per il sostentamento dei sacerdoti. Esse, dunque, nascono come strumento di comunione ecclesiale ed equità, per contribuire non solo alle necessità del proprio parroco, ma anche ai bisogni di tanti sacerdoti che vivono in comunità piccole e bisognose, per sostenere i sacerdoti malati e anziani e i 600 fidei donum che operano nelle missioni all estero. L impegno dei parroci e delle loro comunità a celebrare la Giornata nazionale può contribuire a far crescere sempre più la corresponsabilità e la partecipazione alla vita della Chiesa, afferma PAOLO MASCARINO, responsabile del Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica. Ogni offerta donata a tutti i sacerdoti chiarisce Mascarino - sarà così un gesto di comunione fraterna e di stima verso tutti i nostri presbiteri. Pur non conoscendo tutti i sacerdoti che riusciremo a sostenere con le nostre offerte deducibili, permetteremo comunque a tutti loro di dedicarsi a tempo pieno al Vangelo, con la stessa tranquillità, contando sugli stessi mezzi. A FAVORE DI TUTTI. Nel 2005 sono state raccolte circa offerte, per un totale di oltre 17 milioni di euro, lievemente inferiori agli anni precedenti. Queste offerte concorrono a rendere possibile la remunerazione dei sacerdoti, il cui valore, nel caso di un parroco appena ordinato per il 2006, è pari a 833 euro per 12 mesi. Solo per alcuni di loro questa cifra è coperta dalle offerte della propria comunità o da eventuali stipendi da insegnante. Per altri, Scheda invece, queste fonti non bastano e si deve ricorrere alle offerte per il sostentamento. Tali offerte arrivano all Istituto centrale sostentamento clero e sono distribuite tra tutti i sacerdoti, specialmente quelli che ne hanno più bisogno. In questo modo, tutti i sacerdoti, anche quelli delle comunità più piccole e povere, potranno contare su una distribuzione equa delle offerte. Per sostenere i sacerdoti diocesani con le offerte per il sostentamento, si hanno a disposizione quattro modalità: con versamenti sul c/c postale n ; per titolari della carta di credito Cartasì con offerte al numero verde oppure collegandosi al sito o a quello con bonifici bancari; con versamenti direttamente presso gli Istituti diocesani sostentamento clero. Le offerte per il sostentamento dei sacerdoti versate a favore dell Istituto centrale sostentamento clero sono deducibili dal proprio reddito complessivo, ai fini del calcolo dell Irpef e delle relative addizionali, fino ad un massimo di 1032,91 euro annui. La raccolta delle offerte per il sostentamento del clero contribuisce, assieme ad altre fonti, al sostentamento del clero diocesano in Italia. In particolare, nel 2005 sono stati i sacerdoti secolari e religiosi a servizio delle 226 diocesi italiane: hanno esercitato il ministero attivo, tra i quali circa 600 sono stati impegnati nelle missioni nei Paesi in via di sviluppo come fidei donum, mentre sacerdoti, per ragioni di età o di salute, sono stati in previdenza integrativa. Nel consuntivo relativo al 2005, il fabbisogno complessivo annuo per il loro sostentamento è ammontato a ,40 euro lordi, comprensivi delle integrazioni nette mensili ai sacerdoti (12 all anno), delle imposte Irpef, dei contributi previdenziali e assistenziali e del premio per l assicurazione sanitaria. A coprire il fabbisogno annuo provvedono per il 22,2% gli stessi sacerdoti, grazie agli stipendi da loro percepiti (per esempio quali insegnanti di religione); per il 9,5% le remunerazioni percepite dagli enti presso cui prestano servizio pastorale (parrocchie e diocesi). Il resto è coperto per l 8% dalle rendite degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero, per il 60,4% l Istituto centrale sostentamento clero attraverso le offerte deducibili per il sostentamento del clero e con una parte dei fondi derivanti dall otto per mille. 6

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