COMUNE DI CREMONA RESOCONTO DEL CONVEGNO CREMONA 2020 DI DATA 29 E 30 MAGGIO 2008

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1 COMUNE DI CREMONA RESOCONTO DEL CONVEGNO CREMONA 2020 DI DATA 29 E 30 MAGGIO 2008 MODERATORE Come abbiamo detto, anche se mancano ancora - perché stanno tornando da Milano e sono in ritardo per via del traffico che, come sempre, quando piove si crea a Milano e nei dintorni, sono in ritardo - l Assessore Solegaroli e l Assessore Rossoni ma arriveranno, però direi di cominciare, anche per rispetto della nostra stessa puntualità e della presenza vostra, di cui ringrazio e apprezzo lo sforzo che molti hanno fatto per essere qui. Dico che l impegno di questo pomeriggio penso possa essere - lo vedrete alla fine e nella mattinata di domani - considerato molto positivamente. Porgo a tutti voi il saluto: il saluto dell Amministrazione comunale e mio personale, esprimendo l apprezzamento più sincero per tutti coloro, che sono tanti e non.. come sempre, in queste occasioni a citare i nomi poi si rischia di dimenticare qualcuno, per cui li ringrazio veramente tutti, a partire dagli Assessori, dalla Dott.ssa Santucci, dal nostro settore della comune, ai tanti relatori illustri che sono qui, che in molti conoscete, al professor Cicciotti, a tutti i suoi collaboratori, naturalmente alla Regione, alla Provincia con il Presidente della Provincia e poi Agostino Alloni che è il Vicepresidente, a coloro che parteciperanno alla tavola rotonda, a Vezzini che vedo qui, il Sindaco di Sesto, alla Raffaella Florio della rete delle città strategiche e così via. Ho detto che non facevo nomi, ma alcuni li ho fatti: permettetemi di ringraziare tutti gli altri. Si sono dati da fare per realizzare questo appuntamento importante, che vede il confronto tra realtà territoriali diverse, italiane e anche straniere: ringrazio e saluto i nostri ospiti che sono qui, che poi interverranno dalla città di Lione, oggi pomeriggio e domani invece da altre realtà italiane, ma in questo caso abbiamo voluto fare un confronto anche con una realtà europea importante come Lione. Veramente li ringrazio e li saluto tutti. L Assessore Solegaroli è stato un po - adesso qui non c è e quindi non arrossisce se lo dico - il motore di questa iniziativa, ha avuto il compito di coordinare con i suoi collaboratori questo progetto e lo ringrazio, perché appunto ha seguito queste indicazioni e con grande convinzione le ha tradotte in realtà, non solo la serata di oggi e la mattinata di domani ma tutto quello che, potete capire, ne seguirà. Il convegno che inizia oggi e si concluderà domani costituisce un momento di importanza notevole, che rappresenta gli sforzi del Comune di Cremona con il valido e autorevole contributo del professor Cicciotti, come dicevamo prima, nella sua veste di coordinatore scientifico per elaborare, dopo il primo documento di analisi presentato lo scorso anno, molti di loro si ricorderanno perché l abbiamo già fatto, il piano strategico di Cremona per il periodo 2008 pag. 1

2 /2020, quindi lo scopo nostro è Cremona Prima del 2020 c è ovviamente il 2015, che è l expo, tra l altro, e dobbiamo anche attrezzarci in modo da poter presentare nei limiti del possibile, del realistico e di quello che prevedono le normative, delle proposte per il 2015 per l expo. Comunque è Cremona Ora che la stesura della versione preliminare del piano è stata completata, la presentiamo alla città: rispetto alla prima stesura direi che è intervenuto essenzialmente questo fatto dell aggiudicazione a Milano dell expo e poi i vostri consigli, i vostri suggerimenti, le vostre suggestioni anche. Quindi lo presentiamo alla città dopo le osservazioni, la versione preliminare è stata completata e la presentiamo alla città a dimostrazione del lavoro di pianificazione portato avanti in questi mesi per Cremona, che si mette a confronto con alcune esperienze di altre città in Italia e in Europa e è un indispensabile occasione per progettare insieme - e mi auguro che tutti sappiano coglierne l importanza - la Cremona del futuro, come vogliamo Cremona nel futuro: nel 2020, ma nel futuro. Scopo non secondario di questo appuntamento inoltre è di raccogliere, proprio grazie alla presenza di importanti interventi di rappresentanti di realtà urbane italiane e straniere, nuove idee e nuove proposte per arricchire il lavoro davvero notevole fino a ora compiuto. Il 9 marzo ricapitolo brevemente - si è tenuto il convegno Cremona verso il piano strategico della città, perché partiamo da lì: non è che cominciamo adesso un percorso, anzi ci avviamo verso non dico la conclusione, perché non sono mai conclusi, però insomma verso una prima tappa conclusiva, diciamo così. Il 9 marzo dell anno scorso c è stato questo momento di confronto, questo convegno: un occasione per presentare, allora, lo studio preliminare del Censis e per discutere insieme delle sfide da affrontare nel prossimo futuro. E passato un anno e i lavori per la definizione del piano strategico del Comune di Cremona, grazie appunto all impegno dell Assessore e dei suoi collaboratori, ma anche del direttore generale del comune, il Dott. Filippini che è qui, della dirigente del settore, la Dott.ssa Santucci e di tanti altri sono proseguiti, sono stati portati avanti coordinandosi con il patto per lo sviluppo della Provincia di Cremona e con la pianificazione regionale: ecco perché nella tavola rotonda, protagonisti importanti della tavola rotonda saranno il Vicepresidente della Provincia, che è anche Assessore alla programmazione, Agostino Alloni e l Assessore Regionale Rossoni, con il quale collaboriamo costantemente e che segue, per conto della Giunta regionale, la programmazione della Regione in Provincia di Cremona. La città ha scelto - uso questo termine per farmi capire, ma ormai si usa - le visions da perseguire, definendo quali elementi caratterizzanti della città dovranno essere valorizzati e quale idea di sviluppo dovrà essere perseguita: Cremona qui sarà, se vi ricordate, se prendete il documento che avete, sarà città dei talenti e dell innovazione, sarà città del benessere e dell accoglienza e città delle tradizioni, sono i titoletti che abbiamo dato a dei capitoli, sono certo pag. 2

3 titoletti uno dice, però dietro ci sta Cremona città dei talenti e delle innovazioni. Il territorio può attrarre giovani talenti, professionalità creative, imprese del terziario e del cosiddetto terziario avanzato: lo fa aprendosi alla multiculturalità, promuove l alta qualità della vita, offre un ambiente culturalmente vivace e aperto. Tra l altro, se guardiamo, perché nello stesso tempo stiamo elaborando il PGT (piano di governo del territorio) che verrà presentato e approvato, sapete che non ci sarà più entro marzo la legge regionale fissa, ma.. ecco l Assessore Rossoni, veramente lo ringrazio per la presenza ancora, lo faccio prima e lo faccio adesso. Sapete che entro marzo dovrà essere approvato il PGT, il piano di governo del territorio, e è praticamente il piano di governo del territorio quell insieme di documenti - semplifico al massimo - che sostituisce il Piano Regolatore Generale della città. Dall analisi di questo documento - sono tantissimi dati, ma per esempio - una prevalenza fortissima, probabilmente anche sorprendente ma bastava guardare i dati e lo si sapeva, del settore dei servizi, del terziario rispetto al primario e al secondario, che pure incidono di più nella produzione del Pil ma non in maniera così consistente per quanto riguarda l occupazione, che è altissima nel settore del terziario: quasi, se non erro, al 70%, anche se il Pil (Prodotto Interno Lordo) di Cremona non è certo il 70% prodotto dal terziario, ma in realtà l occupazione è lì tra il commercio e i servizi indotti. Questo comunque è il primo, Città dei talenti e dell innovazione. Sviluppa la presenza delle università, che acquisiscono a loro volta capacità di attrazione di studenti anche stranieri e, nello stesso tempo, incentiva l insediamento di infrastrutture di ricerca condivise, di servizi specializzati e università con cui collaborare. In parallelo Cremona, in questi anni, dovrà lavorare per aumentare la sua capacità di attrarre imprese innovative e individui dalle elevate competenze e capacità creative: guardate, lo dicevo di recente nei giorni scorsi ma lo ripeto qui, perché mi sembra un dato fondamentale, tra i tanti dati elaborati dall Istat nei giorni scorsi ce ne è uno che mi ha colpito molto e mi ha colpito molto anche perché non è stato al centro della discussione che è seguita, salvo qualche intervento su Il Sole 24 Ore, però pochissimo. Perché uno dei dati più impressionanti, secondo me, dell Istat è il livello - lo chiamo, ma non è solo di ignoranza, ma è - di scarsi investimenti nel settore della scuola, della ricerca, della cultura in relazione proprio all economia. Tutti sappiamo che il livello di sviluppo di un paese nel mondo postindustriale è legato in maniera imprescindibile al livello dell educazione, dell innovazione tecnologica, della ricerca e dell università: quello che l Istat sintetizza da un lato con il termine di investimenti pubblici o privati nel settore dell università e della ricerca e dall altro come tasso di ignoranza degli studenti, delle persone. Ebbene, è terribile per uno come me leggere questi dati, ma credo per tutti voi, vedere che su 27 paesi della Comunità Europea l Italia è al ventiseiesimo posto per tasso di ignoranza e che, purtroppo, alcune regioni italiane sono perfino dietro la prima delle regioni dell Africa. Quindi questo è un punto importante: nel momento in cui diciamo invece che vogliamo fare di Cremona appunto la città dell innovazione, la città dei talenti ecco cosa pag. 3

4 vogliamo dire, l università e tutto quanto, la città sceglie le nuove tecnologie come via di neosviluppo, di sviluppo diverso, non solo per un illuminismo di carattere culturale, se volete un po aristocratico, ma perché è fondamentale per l attività economica, per l occupazione, la produzione e così via. Oggi prendiamo qualsiasi testo, qualsiasi manuale di economia politica e di storia dell economia per arrivare a queste conclusioni. L analisi di Cremona ha messo in evidenza proprio la necessità di iniziare un percorso verso lo sviluppo dell innovazione, lo sviluppo della tecnologia, dell università etc., un percorso indispensabile per mantenere una posizione competitiva da un lato e per ottenerla in altri campi, che sia in grado di offrire ai giovani che hanno seguito un iter di alta formazione una continuità lavorativa adeguata. Secondo aspetto: Cremona città del benessere e dell accoglienza, non solo l innovazione quindi, non solo la tecnologia, non solo la cultura, non solo la conoscenza, ma anche il benessere e l accoglienza. A Cremona si ha un indubbia qualità della vita, presentando la città tra i più alti valori in Italia in termini di reddito pro capite, sistema di servizi all avanguardia in molti campi. Si evidenza così una città a misura di cittadino, in grado di accogliere potenziali investimenti per il turismo, per gli investitori stranieri e così via. Al benessere economico, alla qualità della vita il comune aggiunge la volontà di perseguire la qualità dell ambiente: Cremona può contare su una buona qualità dell acqua e può contare su una buona dotazione di verde urbano, di piste ciclabili, tra l altro nel giro di pochi anni, di questi quattro anni passate da 24 km a 55 km grazie alla presenza di piste ciclabili, di giardini nel centro storico che si stanno risistemando un po tutti, oltre che al forte impatto della zona lungo Po, ricca di spazi verdi fruibili da parte del cittadino. A fronte di questi successi la città deve però iniziare a affrontare seriamente quelle che sono le emergenze ambientali e ecologiche, la qualità dell aria cattiva come in tutta la pianura padana anche per la situazione particolare in cui ci troviamo, la condizione del suolo, l estendersi di una cementificazione dovuta all eccessiva urbanizzazione del territorio e la necessità di compiere passi ulteriori nel campo del trattamento dei rifiuti e in quello del risparmio energetico. Infine Cremona città delle rinnovate tradizioni, altro capitoletto: Cremona è una città profondamente legata alle proprie tradizioni, non contraddice quello che dicevo all inizio dell innovazione, città dell innovazione che è la prima.. non c è contraddizione nell essere insieme conservatori e innovatori: anzi è la più grande novità! Tradizioni, l agroalimentare, la zootecnia, la qualità, la tradizione gastronomica di qualità, l artigianato artistico di qualità, la liuteria e così via non hanno bisogno di presentazioni: grandi e piccole aziende cremonesi veicolano attraverso i loro prodotti un immagine di qualità e di avanguardia, si tratta di settori che permeano l economia e la cultura, in cui la storia delle stesse imprese si intreccia con l evoluzione della città. Cremona e le sue peculiarità, quindi, come passaporto per il mercato globale, il glocale: è un espressione orribile, ma che unisce la dimensione globale con il recupero delle tradizioni locali, specifiche, la pag. 4

5 musica, i violini, i prodotti tipici, la tradizione gastronomica, il buon vivere, la cultura, la tradizione. Chi immagina questo scenario pone l accento sulla capacità di fare un azione di marketing sistematica, di rinnovare e valorizzare il prodotto territorio con tutto ciò che questo comporta in termini anche di investimenti. Il risultato finale sarà che Cremona diventa marchio riconoscibile e sinonimo di qualità. Il piano strategico per Cremona e il suo territorio è innanzitutto un processo che mette in rete attori e politiche, interessi e obiettivi per individuare e perseguire una visione condivisa del futuro della nostra città, una visione di sviluppo che sappia avviare processi concertati di trasformazione del territorio nel periodo medio /lungo e che sia in grado di mobilitare investimenti pubblici e privati. L iniziativa del piano strategico in tutte le città che lo hanno adottato, c è il Vicesindaco di Ferrara qua, è stata assunta dal comune in virtù del ruolo che istituzionalmente gli compete, ma ha funzionato bene solo dove è stato recepito e applicato come patrimonio comune di tutti i soggetti che operano nel contesto di una determinata realtà. Il comune certo svolge un ruolo di promotore, proponendo, avviando il processo, favorendo il coinvolgimento degli altri attori e creando reti di relazioni sistematiche integrate, di facilitatore, come si usa dire oggi, mobilitando le competenze specialistiche necessarie nelle diverse fasi della pianificazione strategica, di coordinatore curando l aspetto dell organizzazione operativa e della gestione dell intero processo, ma è indispensabile l apporto di tutti. L obiettivo principale del piano è quello di costruire in modo condiviso il futuro della città, 2020, la dimensione partecipativa infatti non è soltanto funzionale a una domanda di democrazia e di trasparenza, ma anche destinata a rafforzare l aggregazione tra gli attori e, con essa, la coesione tra le varie istanze. Concludo di nuovo con i ringraziamenti che non sono di mera circostanza, lo dicevo già all inizio, ma sentiti davvero e sono rivolti a tutti, in quanto sono consapevole dell impegno profuso da coloro.. prima partivo dai nostri, dall Assessore che è arrivato nel frattempo e al quale lascerò tra poco il coordinamento della tavola rotonda, lo ringrazio ancora, l ho fatto prima: così non arrossisce, ho detto prima, per i ringraziamenti e lo faccio ancora adesso, l Assessore Regionale Rossoni e così via; ma anche gli altri, perché proprio questa è la funzione.. i rappresentanti delle associazioni, perché vedo qui tutte le associazioni. Sono consapevole dell impegno profuso da tutti coloro che, in varia misura, hanno lavorato per dare vita al piano strategico e a coloro che hanno accolto l invito a lavorare per il piano strategico e che sono qui presenti a un iniziativa così importante e hanno lavorato a questo sforzo comune, importante, fondamentale per lo sviluppo della nostra città e del suo circondario. Ringrazio tutti voi per l attenzione e auguro buon lavoro per oggi e per domani. APPLAUSI pag. 5

6 MODERATORE Chiamo l Assessore Solegaroli a coordinare la tavola rotonda sugli obiettivi di medio e lungo termine. Chiamo anche alla tavola rotonda Gianni Rossoni, l Assessore Regionale all istruzione e formazione lavoro, Agostino Alloni, Vicepresidente - li citavo tutti prima e li ringraziavo e lo faccio ancora - Carlo Vezzini, Sindaco del Comune di Sesto, Raffaella Florio della rete delle città strategiche e lascio la parola all Assessore Solegaroli. ASSESSORE SOLEGAROLI Grazie al Sindaco, grazie a tutti, innanzitutto grazie a tutti di essere intervenuti, un benvenuto generale e una sottolineatura particolare agli ospiti che vengono da fuori città. A me il compito di dare un taglio diverso a un momento di confronto e di valutazione, di discussione spero anche, di carattere istituzionale. Abbiamo immaginato di fare una chiacchierata tra vari rappresentanti delle istituzioni piuttosto che una sequenza di interventi singoli, perché c è una condizione particolare nella quale ci troviamo, come territorio, a discutere e a presentare il nostro piano strategico, che è quella di una concomitanza di azioni e di pianificazioni molto importante e molto interessante, che coinvolge naturalmente il Comune di Cremona e i comuni limitrofi con la presentazione della bozza del piano strategico, ma naturalmente l Amministrazione provinciale di Cremona che ha portato a completamento prima di noi uno strumento importante, il patto per lo sviluppo e tutto questo si incastra in una scelta di prospettiva che è anche, ormai, prossima alla concretizzazione quantomeno per quanto riguarda il suo primo momento, che è l accordo quadro strategico regionale, per altro seguito dall Assessore regionale Rossoni. Insieme abbiamo la Dott.ssa Floria che, come rete di città strategiche, ci porterà una sua opinione super partes, una sua valutazione: in particolare una sua valutazione su una condizione, come dicevo, istituzionale molto particolare che riguarda il nostro territorio. Lascio un attimo questo microfono, usiamo quello mobile. Quindi direi che forse sarebbe interessante e importante partire proprio da questo punto: prima di fare un giro, una carrellata istituzionale sentire la Dott.ssa Florio proprio su questo punto, da questo punto di vista, cioè sulla particolarità della contestualità, degli strumenti d azione, della condivisione d azione, di prospettiva strategica che riguarda quota parte pezzi del territorio, dai comuni, dalla Provincia alla Regione. Un contributo da parte sua e, diciamo così, un opinione anche rispetto a questa condizione molto particolare. Innovazioni tecnologiche. DOTT.SSA FLORIO Intanto buongiorno a tutti, sono Raffaella Florio: mi presento e presento in pochissime parole che cosa è la rete delle città strategiche. E un associazione nazionale che oggi raccoglie le 33 città pag. 6

7 per l esattezza, ma altre quattro stanno per entrare tra cui Cremona, che ha chiesto l adesione da poco, città che fanno pianificazione strategica, ovvero che si sono dotate di questo strumento della pianificazione strategica per certamente non sostituire gli strumenti di pianificazione tradizionali e istituzionali, ma per accompagnare e sostenere tali strumenti nei processi decisionali di individuazione delle priorità, degli orientamenti e nella selezione delle scelte per coordinare un territorio nella sua complessità sia di attori, attori pubblici, attori privati, categorie etc. e tutti gli interessi che sono rappresentati da un territorio, sia nella sua dimensione di area vasta o metropolitana, come si suol dire più comunemente, cioè di confini che vanno al di là dei confini amministrativi, ma che rappresentano le reali dinamiche economiche, sociali e culturali che si presentano nel territorio. La rete fa una serie di cose: innanzitutto uno scambio di informazioni e di pratiche oggi esistenti, ma anche sostiene la pianificazione strategica sia attraverso il dibattito locale e sia attraverso il dibattito nazionale come strumento di governo, strumento di che è utile al territorio per accompagnare gli strumenti vincolistici. Oggi credo si possa parlare di una seconda generazione di piani: i piani in Italia nascono più o meno da una decina di anni, il primo è stato quello di Torino, che nel 2000 è stato approvato, poi però una serie di altre città prima del centro nord Italia, medie città soprattutto come Firenze, Pesaro, La Spezia, Trento, Verona, Venezia si sono dotate della pianificazione strategica. Poi negli anni, quindi dal 2000 a oggi, la pratica si è diffusa e ciò a dimostrazione che innanzitutto probabilmente questa pratica funziona, serve, però è anche vero che, dopo quasi dieci anni di pianificazione strategica, abbiamo anche sotto controllo alcuni nodi critici della pianificazione. Per chi oggi avvia questi strumenti sicuramente è importante tenerli presenti e, quando parlo di una seconda generazione di pianificazione, penso proprio agli elementi nuovi che oggi sono al centro del dibattito sulla pianificazione, cioè non solo la progettazione strategica - e qui arrivo a rispondere forse più precisamente alla domanda - non solo alla progettazione nel senso dell individuazione dei progetti, delle azioni in una visione di medio /lungo periodo e in un approccio concertato delle scelte, ma anche la strumentazione strategica. Per strumentazione strategica intendo le procedure, gli strumenti, le modalità di coordinamento che rendono possibile l implementazione dei progetti, quindi credo si possa parlare oggi di un passaggio vero e proprio dalla progettazione alla strumentazione, con un focus importante su quelli che sono gli strumenti. Primi tra tutti, gli strumenti di raccordo del territorio: l unione dei comuni, che oggi è uno degli strumenti più dibattuti, ma anche più promosso dalle città che oggi fanno la pianificazione strategica è per esempio una modalità di coordinamento prima di tutto interistituzionale a livello orizzontale, ma anche verticale, ovvero con la Provincia e la Regione per fare massa critica in un moto più efficace. Posso proseguire ancora per un attimo? pag. 7

8 Quindi strumentazione: a livello di cooperazione orizzontale è fondamentale e forse è stato uno degli elementi poco tenuti presenti in una prima fase di pianificazione, strumentazione però anche verticale e quindi il raccordo, il coordinamento tra la programmazione settoriale, programmazione generale, quindi piani per esempio strutturali a livello comunale con il piano di coordinamento della Provincia, con il piano regionale, il piano di orientamento regionale. Ma anche settoriali: il piano del commercio, il piano del traffico, cose che effettivamente nei primi sette o otto anni di pianificazione strategica non sono state proprio al centro di questi processi. Oggi si sta cercando di fare questo sia a livello di dibattito, cercare quali sono le modalità possibili, sia a livello di sperimentare forme di coordinamento. Per esempio un caso che è abbastanza emblematico in questo momento è quello di Firenze, in cui il piano strategico sta diventando effettivamente il luogo, il momento in cui si tenta di porre a sistema, di mettere a sistema, di cercare sinergie tra tutti questi momenti della pianificazione con anche un obiettivo, che è quello di arrivare alla pianificazione nazionale attraverso ovviamente la pianificazione regionale in modo sinergico e coerente. L altro elemento che secondo me sta oggi diventando molto più forte è la dimensione metropolitana: se fino a oggi i piani hanno avuto una dimensione metropolitana soprattutto nella fase di analisi, ma molto meno nella fase poi di individuazione delle scelte concrete per raggiungere gli obiettivi, le visioni etc., oggi ci si sta ponendo fortemente come invece individuare azioni che, concretamente e effettivamente, rappresentino un territorio che va al di là dei confini metropolitani. Nuovamente, l unione dei comuni è una delle prospettive che si stanno ponendo le città di Firenze, di La Spezia, di Bari, di Venezia in tutto il territorio oggi come modo di coordinare proprio le politiche almeno intercomunali. L altra raccomandazione che farei oggi, perché appunto avvia la pianificazione strategica, è l attenzione al breve termine: sì, uno degli elementi chiave della progettazione strategica è la visione di medio /lungo periodo, ma probabilmente uno dei nodi critici che le città oggi hanno riscontrato è stato il legame tra la visione di medio e lungo periodo e il bisogno, la necessità di invece realizzare a breve dei risultati anche per dare legittimità al processo, come anche un momento capace di sostenere delle visioni e delle strategie individuate. Conseguentemente si sta ritornando alla necessità di mettere insieme il breve termine con il lungo termine. L ultimo punto e poi chiudo, l agenda strategica: oggi spesso le città parlano non tanto di pianificazione strategica, quanto di agenda strategica ritornando al bisogno di individuare strumenti, azioni e anche le modalità di trasferimento delle scelte individuate in un piano dai soggetti in modo condiviso etc. etc., in atti amministrativi che poi effettivamente riescono a rendere concrete, a dare gambe alle azioni. Ecco perché l agenda strategica: agenda strategica che vuole dire un master plan, che vuole dire entrare nei piani esecutivi delle singole azioni. Per cui si sta cercando sempre di più di individuare, nelle liste delle azioni che sono effettivamente pag. 8

9 volte a raggiungere quella visione e quegli obiettivi, quali sono quelle concretamente fattibili con una prospettiva politica reale, con una fattibilità economica esistente e porle in un agenda in cui sono indicati i responsabili, i referenti, gli impegni assunti, i tempi di realizzazione etc.. Per cui se posso concludere con una sintesi molto, molto veloce, credo che oggi la pianificazione strategica abbia raggiunto uno di quelli che erano gli obiettivi del piano: mettere in rete i soggetti e mettere in rete politiche, dare coerenza al parco progetti, alla capacità progettuale e alla capacità di individuare azioni, strategie e visioni in un modo condiviso, quindi mettendo in rete effettivamente attori, diversi interessi, diversi punti di vista e conseguentemente ha realizzato, nelle città dove ormai adesso sono quasi dieci anni che si fa pianificazione strategica, quella che è la governance del territorio a un livello di area vasta, ovvero ha cambiamento i comportamenti, ha cambiato il modo di prendere le decisioni, ha cambiato il modo di dialogare e anche poi di costruire le singole agende. Però ancora probabilmente il passaggio successivo deve essere quello di riuscire a rendere più legato alla realtà politica, alla realtà amministrativa tale momento di condivisione. MODERATORE Grazie alla dottoressa, direi che ci sono due o tre aspetti interessanti che ha citato: il livello evolutivo che la pianificazione strategica, nel corso degli anni, ha assunto sempre di più di concretizzazione in termine di obiettivi; la reazione con le necessità di intervento concrete sul territorio e anche concrete nell arco temporale e naturalmente l agenda strategica, il master plan che è poi l azione che accompagna l attuazione degli interventi pianificati. Io credo che, da questo punto di vista, aggiungerei nel contesto della Regione Lombardia un ulteriore elemento di opportunità per accompagnare e coordinare tutto il lavoro di pianificazione strategica: in questo caso è un lavoro concreto, che tutti i comuni oggi sono chiamati a fare, che è quello della rivisitazione complessiva della loro strumentazione urbanistica, comuni e Province, quindi Pgt e Ptcp. Quindi in parallelo strumento di accompagnamento a un disegno strategico c è anche un azione concreta di pianificazione obbligata per tutti i comuni, che aiuta questo aspetto che veniva citato dalla dottoressa nel breve. Naturalmente quando parliamo di piano strategico dobbiamo immaginare operazioni che usano il territorio: è molto importante accompagnare le scelte che riguardano il territorio, che tutti sappiamo essere un bene definito, con delle scelte consapevoli fatte per scelta, volutamente etc. etc.. Ora abbiamo visto e abbiamo sentito anche, nell appassionato intervento di saluto che era molto di più, che è un saluto del Sindaco, quali sono gli assi e le visions sulle quali ci muoviamo: l innovazione tecnologica, la necessità di mantenere i talenti. Noi abbiamo avuto anche alcuni riscontri, in questo primo giro, di restituzione con i portatori di interessi generali, abbiamo bisogno di coniugare questi con le prospettive del lavoro, abbiamo bisogno di coniugarli con una pag. 9

10 buona qualità ambientale, con una buona qualità del benessere complessivo e dei servizi che restituiamo ai cittadini, ai cittadini tutti e anche una valutazione con quella che è la collocazione geografica del nostro territorio, la relazione con il fiume. Da qui si capirà anche, nell evoluzione organizzativa del programma e degli interventi che sentiremo poi, la ragione per cui ci misuriamo e ci confrontiamo con i contributi che arriveranno da altri territori che sono un po più avanti di noi. Da questo punto di vista, dicevo, la necessità di superare i confini: in particolare i confini amministrativi; ci tengo molto a sottolineare questo aspetto, il piano strategico del Comune di Cremona e dei comuni confinanti. Ci sono 14 amministratori che, nazionale a noi, hanno condiviso quest impostazione di primo livello ente locale, sul palco con noi c è il Sindaco di Sesto Cremonese Carlo Vezzini che, oltre a essere un Sindaco, è un giovane Sindaco dinamico, molto più avanti anche come voglia di fare, più stimolato di molti di noi, me compreso. Con il Comune di Sesto, il Comune di Cremona insieme al Comune di Spinadesco ha già iniziato un operazione in questo senso, che rompe lo schema dei confini amministrativi. Io dicevo, sottolineando questo aspetto importante e positivo di condivisione dei comuni di cintura, che stanno intorno al Comune di Cremona, volevo chiedere dal suo punto di vista.. perché poi è vera, nell operazione del breve la necessità di avere concretizzazione d azioni: più i comuni hanno piccole dimensioni, è chiaro che il Comune di Sesto Cremonese, che fa qualche migliaio di abitanti, è piccolo nei confronti del Comune di Cremona, comunque il Comune di Cremona è un comune piccolo nel panorama complessivo, siamo un comune di abitanti. Conseguentemente, dicevo, è importante l opinione, l aspettativa di restituzione rispetto a queste azioni dei comuni nei confronti dell Amministrazione provinciale e della regione, nel nostro caso della Regione Lombardia. Un contributo del Sindaco di Sesto Cremonese rispetto a questa condizione. SINDACO DEL COMUNE DI SESTO CREMONESE Buona sera a tutti, mi scuso subito perché probabilmente mi sentirete sempre ripetere la parola equilibrio, perché nei due anni in cui sto facendo il Sindaco sto imparando che, fondamentalmente, il lavoro del Sindaco è quello di trovare l equilibrio tra le varie situazioni che tutti i giorni capitano a un Sindaco di piccolo paese, che oggi si occupa di pianificazione urbanistica e domani si occupa di un banale litigio tra i vicini per il cane che abbaia. Sesto ha affrontato, come diceva l Assessore Solegaroli, un grosso progetto per la realizzazione di una grossa area industriale: Sesto, tra l altro, per inciso è uno - poi c è l Assessore Alloniodei pochi comuni che hanno già il Pgt approvato, uno dei due in Provincia di Cremona. E quando per Sesto si è generata questa opportunità di un insediamento industriale con tutte le difficoltà del caso, perché quando un acciaieria si muove non porta solo dei meriti, porta più dei dolori: pag. 10

11 l ho provato per esperienza personale. Sesto ha voluto intraprendere un discorso di condivisione con le amministrazioni confinanti proprio per abbattere quel vecchio, a cui spesso si è anche assistito in passato, costruire al confine del comune e del disinteressamento. Questo non è stato facile come percorso, ci sono state ovviamente diverse opinioni, scontri e non scontri, però alla fine debbo dire che il risultato è stato eccellente soprattutto per me, che ero alla prima esperienza sia come amministratore, ma sia come condivisione di un progetto che all inizio mi sembrava fin troppo fuori dalla portata per il Comune di Sesto. Cosa mi aspetto, come giovane Sindaco, da una pianificazione strategica? Sicuramente non posso parlare per esperienza, perché ho sia 30 anni che due anni all attivo di Sindaco, però parlo di speranze: il fatto che il Comune di Cremona, confinante con una realtà come Sesto di abitanti, e che comunque abbiamo già dei riflessi abitativi, comunicativi per il discorso dei centri commerciali, discuta una condivisione strategica su quali possono essere le varie tematiche di sviluppo beh, come giovane mi fa essere ottimista. Come imprenditore sto imparando e sto imparando da amministratore che l essere statici non paga: l abbiamo provato anche un po in Italia, e adesso giustamente ci si sta dando una sveglia, lo vediamo sul nostro territorio con diverse opere infrastrutturali. E quando sento al telegiornale che si parla della gioventù che non ha obiettivi non sempre sono d accordo: la gioventù in questa fase - scusatemi la metafora - è un po come i cavalli ai blocchi di partenza, cioè è lì in fermento e sta aspettando che il cancello si apra per esprimersi. Oggi il Comune di Cremona con il piano strategico e con la Provincia sta aprendo un discorso, per me come realtà piccola di abitanti, molto interessante e con gli altri comuni: questo anche perché se un solo progetto alla fine, sia a breve termine, sia a lungo termine sarà realizzato il beneficio sarà soprattutto del cittadino, perché è lui il fruitore principale del progetto predeterminato. Daniele parlava di entusiasmo: certe volte può essere anche un difetto, perché nella foga di fare certe volte picchi la faccia contro il muro, però dicono che queste cose qua sono tutta scuola. Quindi non vedo che in modo positivo un esperienza del genere e il fatto che Cremona abbia esteso a altri 14 comuni e il fatto, probabilmente, di non avere una cultura amministrativa, un bagaglio culturale del passato mi fa solo che essere positivo a quest esperienza, sperando che alla fine ci sia veramente il traguardo, perché alla fine quando un amministratore che è messo lì perché i cittadini l hanno votato non ha solo il compito di fare l equilibrista del bilancio per non appesantire le tasche dei cittadini, ma ha anche il compito di realizzare dei progetti concreti per il cittadino, che può essere oggi la banalissima - che poi non è così banale - pista ciclabile e quindi qualità dell ambiente, ma anche in una realtà come Sesto l investimento per delle scuole nuove, perché alla fine noi siamo lì perché siamo stati messi dai cittadini e il nostro compito è dannarci l anima - scusate - per realizzare quelle che al momento sono le priorità del comune, sia esso di abitanti e sia esso di abitanti. pag. 11

12 MODERATORE Grazie, Carlo. La parola magica per l Assessore Alloni, che è il Vicepresidente dell Amministrazione provinciale, è l interdipendenza: cominciamo a salire di un gradino, saliamo di un gradino istituzionale ma abbiamo la necessità, qui anche fortemente, di relazionarci e condividere con gli interessi economici complessivi in generale che riguardano il territorio, il nostro territorio. E quindi qui, all interno del patto che è lo strumento sovraordinato che sta sopra il nostro piano strategico, tragitti e traguardi. Come sa, ci sono obiettivi importanti e largamente condivisi, la particolarità e la tipicità del nostro territorio, la particolarità e la tipicità di alcune eccellenze che sono presenti sul nostro territorio, la necessità di affrontare il tema del contenimento energetico, che è uno degli assi. Aspettiamo dall Amministrazione provinciale non solo una condivisione larga in termini pianificatori, ma anche, come dicevo è il primo gradino che ci sta sopra, un concreto e sostanziale sostegno. Figuriamoci un po cosa aspetta poi l Assessore regionale! ASSESSORE ALLONI (PROVINCIA DI CREMONA) Mi ero appuntato delle cose, intanto che aspettavo prima l orario della partenza, che adesso rivedo completamente. Mi sono venuti in mente quattro approfondimenti: la coesione, il titolo della nostra tavola rotonda e del nostro dibattere la condivisione tra le istituzioni. Un anno fa a novembre sono stato a Venezia all Urban Promo, che è una manifestazione prettamente di gestione politico /urbanistica, la sessione quella volta era dedicata alle Real Estates, queste grandi società che prendono enormi aree da urbanizzare o già urbanizzate da riqualificare e che poi pensano al progetto urbanistico, alla condivisione con il comune, al progetto edilizio, trovano le risorse attraverso banche e assicurazioni, trovano i cittadini che ci vogliono abitare, intervengono e consegnano la casa chiavi in mano ma con un contratto fatto due anni prima, più o meno. E mi era rimasta impressa una cosa che ho sentito da parte di tutti i dirigenti di queste grandi società: noi siamo disposti a mettere a disposizione anche un asilo nido in più all interno di questa pianificazione, siamo disposti a pagare standard di qualità maggiori se però sappiamo per tempo e per certo che in due anni possiamo costruire l intervento. Dico questo, perché evidentemente se c è coesione sul territorio, coesione tra forze sociali e economiche, ma soprattutto tra le forze politiche, è possibile dire a queste grandi società bon, partiamo oggi, tra due anni tu puoi consegnare la tua casa. Ho detto questo per dire che spesso, quando parliamo di coesione, sfugge l aspetto economico e invece no, è determinante! Essere d accordo vuole dire muovere l economia, muovere gli investimenti, muovere le risorse! Ecco perché dico che è determinante il processo che abbiamo fatto a Cremona, d accordo con la Regione Lombardia e d accordo con il Comune di Cremona, è determinante perché dobbiamo, Gianni, superare le divisioni e la Regione Lombardia l ha dimostrato nei confronti della pag. 12

13 Provincia con l Acust (Accordo quadro di sviluppo territoriale), noi l abbiamo dimostrato nei confronti della Regione Lombardia con il patto per lo sviluppo. Mica siamo d accordo su tutto, no, noi centrosinistra? Scusate se banalizzo, ma coesione significa anche questo: a Cremona con il centrodestra a Milano viceversa, Gianni Rossoni non è d accordo su tutto, però c è una soglia al di sotto della quale non bisogna mai scadere, non bisogna mai andare sotto e conseguentemente il primo messaggio che lancio è coesione, che è un po la cosa importante che, come metodo di processo, nel patto per lo sviluppo abbiamo voluto mandare: l abbiamo fatto all interno delle forze politiche sociali e l abbiamo fatto all interno con le forze economiche. Non a caso il patto sottoscritto meno di un anno fa a Cremona è sottoscritto da 60 portatori di interesse, non solo le istituzioni, non solo la Regione Lombardia, ma tutti gli stake holders. Quindi il primo messaggio che mi interessava lanciare è la coesione, che è portatrice di per sé stessa di sviluppo, di risorse, attira risorse sul territorio. Il secondo messaggio è quello del metodo: secondo me l aver messo in piedi questo ambaradan, questo dialogo tra il patto per lo sviluppo essenzialmente condotto dal livello provinciale, l Acust essenzialmente condotto dalla Regione Lombardia e il patto strategico, il piano essenzialmente condotto dal comune è già un risultato in sé. Voi sapete che abbiamo tutti le famiglie e, quando una famiglia è coesa e è d accordo su dei risultati, riesce a fare i mutui per prendere la macchina, magari due o tre macchine. Se cominciamo a litigare sul tipo di macchina è impossibile arrivare a fare i prestiti per acquisire le macchine. A mio modo di vedere, il secondo messaggio che lancio è l aver trovato un accordo sul metodo per definire degli assi strategici, delle strategie di intervento e i progetti condivisi, 120 con il patto, 80 con l Acust, non so quanti con il comune, è già un risultato positivo. Terzo messaggio, gli strumenti: condivido quello che affermava poco fa la Dott.ssa Florio, dalla nostra realtà cremonese però più che unione dei comuni, che sono strumenti che mettono insieme i comuni per gestire i servizi, che lasciano tra l altro qui da noi il tempo che trovano ormai, purtroppo, è un esperienza che va ripensata, penso a piani d area dove l accordo non necessariamente deve arrivare a precisare chi fa che cosa nella gestione di questo o quel servizio, ma accordi strategici di tipo socioeconomico e territoriale, legati naturalmente alla strumentazione di area vasta che ci diamo a livello regionale, provinciale e del comune capoluogo. Quarto messaggio sempre.. no, anzi, terzo messaggio legato agli strumenti: a me pare importante quello che siamo riusciti a mettere in campo come ufficio del patto. Anche qui non era assolutamente scontato: la Provincia ha creato un ufficio del patto, non la Provincia istituzione, sarebbe stato facile! La Provincia territorio presso la Camera di Commercio con delle persone, che un po sono qui presenti, che tutti i giorni che Dio manda sulla terra si occupano di monitorare quello che si sta facendo, verificare se progetti vanno avanti o devono essere pag. 13

14 modificati, vedere se riusciamo a attrarre risorse rispetto a quelle poche che il territorio ha, e mi ha fatto specie - Gianni Rossoni me l ha già sentita dire questa cosa - trovarmi in Regione seduto al tavolo con tutte le altre Province e scoprire che noi, come Provincia di Cremona, Provincia del sud, Lombardia un po messa da parte, eravamo i più preparati non con i progetti, ma con le strategie condivise: non perché sui fondi Fesr avevamo fatto una riflessione prima, no! Sapevamo che arrivavamo 2007 e 2003, ma perché avevamo portato avanti l Acust del progetto patto per lo sviluppo: ecco perché, ci siamo presentati non come provincia istituzione, ma come provincia territorio coesi e eravamo gli unici a essere coesi, da questo punto di vista e finisco rispetto a Cremona. A mio modo di vedere Cremona dovrebbe - magari sta facendo - essere capoluogo di Provincia e quindi, quando parla di piano strategico, deve necessariamente limitarsi a un territorio, evidentemente, quindi va bene che - quanti sono i comuni?...(intervento fuori microfono) - 14 oltre a Cremona, va benissimo, però il capoluogo di Provincia è il polo attrattore del territorio, a Stoccarda piuttosto che a Bruxelles, quando parliamo di Cremona loro pensano a un territorio che va al di là del confine comunale. E allora ecco che le strategie della città non possono che essere legate strettamente alle strategie della regione e della provincia su quel territorio, cioè provinciale. Il marchio Cremona si espande non solo per la città, ma per quello che succede a Isola Dovarese piuttosto che a Soncino, piuttosto che a Rivolta D Adda e quindi se devo lanciare una proposta, un messaggio, visto che non abbiamo tanto tempo per parlare, lancerei questo: piano strategico assolutamente importante però legato assolutamente a un territorio che va oltre il confine comunale. MODERATORE Grazie al Vicepresidente Alloni che, con passione, come sempre ci parla di un lavoro importante, che ha seguito per molti anni. Naturalmente da ultimo, solo perché è il più importante per dimensioni naturalmente, l Assessore Regionale Rossoni...(intervento fuori microfono) sì, per dimensioni territori naturalmente: rappresenta 9 milioni e mezzo di abitanti in questo momento, quindi immaginate un po che peso sulle sue spalle! E basta, mi fermo lì perché poi tutti sappiamo che cosa significa la Lombardia come peso economico all interno del quadro nazionale etc. etc., sappiamo tutto. Io parto da questa ultima battuta che faceva il Vicepresidente Alloni: diceva ci siamo presentati al tavolo regionale, eravamo preparati perché avevamo fatto un lavoro etc. etc., io ho guardato con favore la scelta di Regione Lombardia di decidere anch essa di definire entro schemi, entro accordi quadro le necessità, le potenzialità, gli obiettivi dei vari territori che la compongono, perché così come il territorio anche le risorse non sono illimitate: sono limitate e vanno, come si dice sempre, mirate al meglio e spese bene. Se ci siamo presentati in queste condizione bene, però abbiamo bisogno di sapere, da questo punto di vista oltre che pag. 14

15 naturalmente l opinione dell Assessore che ha seguito la nascita, l evoluzione e il consolidamento degli accordi quadro, che hanno un limite temporale ben definito e, anche questo, secondo me è un aspetto positivo: prevedono un aggiornamento biennale, ogni sei mesi possono essere ritarati e corretti, credo che questa sia la giusta flessibilità per accompagnare le evoluzioni sul territorio. Stiamo parlando, per tornare a livello del piano strategico, di documenti direttori e non di documenti conformativi e conseguentemente hanno bisogno di adeguarsi costantemente e continuamente. Noi, però, come dico sempre ci facciamo questa domanda: quali prospettive? Come? Con quali risorse? Ci aspettiamo molto da questo punto di vista, per le ragioni che sono state solo rapidissimamente toccate, perché ci troviamo in una regione strategica in quanto immaginiamo che il territorio nel quale ci troviamo possa rappresentare un opportunità per noi e anche per la Regione Lombardia. Che ne pensa, Assessore Rossoni? ASSESSORE ROSSONI (REGIONE LOMBARDIA) Cosa ne penso lo dico subito: intanto, quando tu mi hai chiesto di poter partecipare a questa tavola rotonda, seppure molto limitata e giustamente nel tempo, e mentre venivo qua oggi non ti nascondo che qualche preoccupazione ce l avevo. Perché vedi, o vedete, preoccupazione perché? Perché ho proprio fissa nella mia testa, nella mia mente una riunione similare a questa al teatro in Via Dante, Monteverdi: quel giorno era la partenza del patto per lo sviluppo e mi ricordo di aver detto che era, quell inizio, quel momento, un momento di grande responsabilità. Perché ho voluto citare questo? Perché guardando le persone che ho davanti, ho davanti persone molto concrete: ho davanti persone che fanno della quotidianità il loro motivo principale e, se penso poi a rappresentanti di imprese che vivono la competizione in modo quotidiano, capite che essere qui a distanza di due anni dopo aver affrontato il patto per lo sviluppo, dopo aver lanciato dentro il tema dell accordo quadro territoriale come modalità di governo del territorio regionale rispetto alle esigenze e ai bisogni territoriali, venire qua oggi non avendo ancora chiuso l Aqst, cioè l accordo quadro *** territoriale perché abbiamo avuto all ultimo momento un ultima richiesta di aggiornamento, e allora va bene: venire qua oggi a parlare di piano strategico voi capite che la gente dice ma allora?, detto in dialetto; allora voglio vedere gli aspetti positivi di questo momento. Velocissimamente, mi pare che l aspetto positivo sia che questo nostro dotarci di strumenti di programmazione debba diventare un modo per le amministrazioni di rivedere anche il loro porsi rispetto all organizzazione interna amministrativa, cioè si ragione per obiettivi e mi fermo qui, perché il tema di ragionare per obiettivi nella Pubblica amministrazione non mi interessa quello che è successo ieri, non faccio questo riferimento, è un tema che comunque mi auguro che perlomeno la dotazione di strumenti di programmazione implichi un momento di verifica del raggiungimento degli obiettivi e quindi siano, gli obiettivi stessi, uno stimolo per la Pubblica amministrazione a essere sempre più adeguata rispetto a raggiungere quegli obiettivi e pag. 15

16 quindi a essere anche una Pubblica amministrazione snella. Conseguentemente da questo punto di vista voglio ricavarne questo. Mi pare che lo strumento del patto per lo sviluppo - ringrazio il professor Cicciotti e i suoi collaboratori e l università per il contributo, avete fatto bene a utilizzare gli stessi soggetti anche per il patto strategico, in modo da avere perlomeno una lettura univoca fatta dagli stessi soggetti come lettura del bisogno e del territorio. Quindi mi auguro che anche questo.. però il patto per lo sviluppo è stato - questo si inserisce in questo contesto e poi dirò velocissimamente perché - in un momento dove abbiamo fatto la grande istruttoria, un grande supporto anche scientifico di valutazione del bisogno. E abbiamo individuato le priorità: la Regione Lombardia in questi anni ha lavorato e sta lavorando e lavorerà sempre di più rispetto a cercare di intravedere nel suo percorso un ruolo sempre più di governo, di obiettivi da raggiungere e obiettivi da raggiungere rispetto ai tempi e alle risorse. L accordo quadro di sviluppo territoriale non è niente altro che la risposta, sapete che si è cominciato a Cremona con il tavolo territoriale e poi abbiamo istruito anche una struttura fisica, lo Ster, poi siamo arrivati al 2002 alla legge sulla programmazione negoziata, da cui sono usciti gli accordi di sviluppo territoriale. Mi auguro che questo percorso, che ha avuto questo grande supporto, il ruolo che state ponendo al piano strategico si inserisce in questo e mi fa fare subito una prima riflessione, perché sentendo anche la Florio il tema è l unione dei comuni, una città di fatto che si fa carico oltre i propri confini, ovviamente qua dovremmo anche deciderci su quali sono i livelli istituzionali, perché non è che possiamo moltiplicare i soggetti istituzionali, io sono tra quelli che vedono, non vedono - meglio - l unione dei comuni come strumenti, perché vedo di più legato alla nostra.. parliamo di Cremona, sono più legato alla gestione associata dei servizi e non a fare sovrastrutture. Conseguentemente anche questo è chiaro che su questo potremmo disquisire e vedere se magari l uscire fuori dai confini da parte del comune capoluogo non individua una piccola città metropolitana dove il tema è allora quale è il ruolo della Provincia, cioè il ruolo dell ente intermedio quale è? Perché dovremmo porci anche, nel fare i nostri percorsi, dovremmo anche darci una struttura istituzionale anche qui senza un appesantimento: diversamente diventa tutto più complicato, però detto questo voglio utilizzare tre minuti in positivo, perché mi pare che ormai gli strumenti li abbiamo, che cercano di dare risposte ai bisogni, che cercano di dare opportunità perché il sistema economico possa competere, perché né la Provincia, né il comune, né l unione dei comuni, né la Regione fa competitività: la competitività la fanno le aziende, noi dobbiamo creare le condizioni perché queste possano competere, noi dobbiamo creare le condizioni affinché il nostro territorio sia un territorio attraente e quindi il tema delle infrastrutture è l altro tema. Però nelle priorità che abbiamo individuato mi pare ci siano queste condizioni e mi auguro di arrivare velocemente alla sigla per poter dire incominciamo a dettarci qualche tempo e vedere le risorse, però io non posso essere qua a parlare oggi e non affrontare proprio il 2008 /2020, pag. 16

17 accordo quadro di sviluppo territoriale, patto per lo sviluppo e expo 2015, arriva il mondo a Milano e regione, arriva il mondo! Allora noi come ci attrezziamo rispetto a questo mondo che arriva? Anche perché una delle misure, una delle sette aree è proprio l educazione alimentare: mi pare che da questo punto di vista con la costituzione della borsa telematica agroalimentare a Milano. E allora ritengo che qui abbiamo anche un università cattolica che fa masters in biotecnologia, vedo là in fondo il professor Galli, tema della ricerca: non posso non dire che quale ruolo il Sindaco Corrada, che ha presentato, introdotto questo e lo ringrazio, ha parlato di talenti. Noi ci domandiamo le università in questa Provincia come si stanno adeguando, rispetto.. o come si stanno adoperando rispetto a questo evento? Perché dico come si stanno adoperando? Perché il tema dell alimentazione, al di là di essere un emergenza mondiale, pone nella ricerca una base per poter affrontare anche l emergenza alimentare e affrontare anche l educazione alimentare. Cito una delle sette aree, quindi non possiamo noi non essere attenti a questo. Secondo, siamo riconosciuti, penso, ma non dobbiamo soffermarci a essere soddisfatti solo di questo, come la città della musica, la liuteria: noi vogliamo fare in modo che i nostri liutai, in questi anni che ci separano dal grande evento mondiale del 2015, siano essi loro quelli che promuovono Cremona? Noi dobbiamo essere in grado di accogliere quello che loro stanno promuovendo e allora ritengo che il tema, ancora qui, della scuola venga fuori in modo evidente, ma noi i 30 milioni di persone che verranno, verranno cinesi, arabi, indiani, come affrontiamo il tema dell accoglienza? Non solo quella fisica, alberghiera, cioè il sistema scolastico a Cremona rispetto - dico a Cremona perché siamo qua e parliamo di Cremona, città strategica, strumento strategico nel quadro - vogliamo inserire il tema del 2015 e quindi dell offerta formativa? Accoglienza vuole dire capacità di relazione e allora vogliamo capire quali sono i soggetti istituzionali, le agenzie formative scolastiche che da qui al 2015 sfornano persone che possono accogliere, fare da tutors, se avremo fatto una buona azione di marketing rispetto a Cremona città della musica, a Cremona città della liuteria? Vogliamo utilizzare il mondo musica come uno degli strumenti che preparano quell evento grandioso del 2015? Allora capite che, se queste sono.. non possiamo prescindere da questo, questo è quello che dobbiamo domandarci e allora - chiudo velocissimamente - dobbiamo costituire fisicamente un soggetto che interloquisca con il commissario, con l amministratore delegato Glisenti, commissario Moratti, amministratore delegato Glisenti, per capire come riusciamo a inserirci con le nostre eccellenze liutaie, le nostre eccellenze agroalimentari, con le nostre eccellenze del mondo della ricerca che possono supportare un percorso formativo rispetto a questi anni che abbiamo davanti. Questo è, io ritengo che questo riferimento all expo debba essere anche lo strumento non solo per parlare di strade, di infrastrutture materiali: certamente sì, però dobbiamo cercare, nell affrontare una programmazione attraverso strumenti che possano dare delle certezze agli operatori, ai soggetti che sono interessati e coinvolti in questa azione, dobbiamo cercare di adeguarci o adeguare gli pag. 17

18 strumenti - e guardo al professor Cicciotti - perché questo tema del 2015 diventi veramente l elemento su cui discutere, su cui ragionare in termini di è la regia del patto, la struttura fisica che interloquisce con il commissario, con l amministratore delegato di expo 2015, stabiliamo chi, però non possiamo non vedere in questo strumento nella fase di avvicinamento, ma anche dopo dobbiamo cercare di.. si chiuderà dopo sei mesi, per sei mesi avremo qua Milano in Regione Lombardia 154 delegazioni straniere, se non mettiamo la testa velocissimamente su questo diventa.. ciò non può essere letto un evento di Milano perché noi siamo a Cremona, è un evento che coinvolge come minimo la Regione Lombardia, ma che coinvolge il paese! Non possiamo, dentro questo grande evento, non essere lì con le nostre eccellenze: ho citato alcuni riferimenti non per piaggeria, ma perché ritengo che questi siano veramente le possibilità che dobbiamo mettere in campo dentro, poiché abbiamo bisogno di trovare altri momenti perché abbiamo le cabine di regia, abbiamo la cabina di regia del patto, la cabina di regia dell accordo quadro di sviluppo territoriale, del patto strategico di Cremona, abbiamo tutti gli strumenti: si tratta adesso, ognuno per la parte che deve fare, per gli obiettivi del Comune di Cremona e della Provincia di Cremona per l amor del cielo, sono obiettivi di un livello gestionale medio /basso; per gli obiettivi di interesse regionale l accordo quadro di sviluppo territoriale è lo strumento da aggiornarsi rispetto a questo grande evento. Non ho voluto glissare rispetto al piano strategico di Cremona che ritengo uno strumento di cui la città capoluogo era giusto si dovesse dotare: ho voluto spostare il tiro, anche perché mi pare che alcune eccellenze che sono di Cremona possano e debbano trovare una loro presenza, una loro condivisione dentro il grande evento del Grazie. MODERATORE Grazie all Assessore Rossoni. Rubo al professor Cicciotti due minuti e poi basta, anche perché non voglio sovrappormi alla presentazione di merito, che naturalmente farà lui, per quanto riguarda le visions e gli assi del nostro strumento. Su questo riferimento che citava adesso l Assessore Rossoni rispetto expo 2015 non è, ovviamente, che ce ne siamo dimenticati: semplicemente volevo dirgli che nel concetto della condivisione siamo pronti e saremo pronti ai blocchi di partenza da tutti i punti di vista, dal comune di mille abitanti all Amministrazione provinciale a cogliere quello stimolo. Naturalmente, poiché siamo un po preoccupati anche delle politiche regionali che sono, molto spesso, troppo, eccessivamente su vari temi milanocentriche, confidiamo e contiamo sul suo lavoro all interno della Giunta regionale, in quanto non solo Assessore alla partita dell accordo quadro, ma naturalmente Assessore espresso e espressione di questo territorio. Quindi lei lavori, lei lotti e noi la sosterremo indipendentemente dall appartenenza politica, perché quella viene immediatamente dopo la responsabilità istituzionale. Chiudo con una battuta, pag. 18

19 facendo una domanda con due minuti di risposta alla Dott.ssa Florio: credo che - abbiamo fatto un giro molto rapido, istituzionale, ognuno per il proprio compito e ognuno per il proprio livello di rappresentanza - questo lavoro, il piano strategico per i comuni piuttosto che il patto per la Provincia, piuttosto che l accordo quadro per la Regione, avrà sostanza, efficacia nel momento in cui, agli appuntamenti amministrativi che ci aspettano in futuro, all interno dei programmi dei candidati Sindaco, dei candidati Presidente etc. etc. troveranno ampio riscontro i contenuti dei piani e del patto. Se questo succederà, a mio avviso avremo fatto un buon lavoro di prospettiva che va al di là delle differenziazioni e delle rappresentanze soggettive di ognuno di noi fuori dalle istituzioni. Lei, che ha, come dicevo, questo sguardo dalla rete delle città strategiche, è d accordo? Cosa ne pensa? DOTT.SSA FLORIO (RETE DELLE CITTA STRATEGICHE) Sì, sono d accordo e riprenderei quindi un attimo, rifocalizzerei proprio sul ruolo che oggi il piano strategico vuole avere di coordinamento di tutti questi momenti della programmazione, sia a livello locale e sovralocale, quindi di tramite dal locale al sovralocale e sia appunto a livello di programmazione settoriale locale e programmazione anche tra i vari soggetti del territorio. Per cui credo proprio che possa essere uno strumento utilissimo affinché tutte le strategie vadano in una stessa direzione. Tra l altro approfitto del fatto che mi abbia ridato la parola per rispondere, sento l urgenza di precisare - e mi scuso per non averlo fatto prima - che cosa si intende per unione dei comuni, in realtà, nelle città dove effettivamente si sta riproponendo l unione come modalità di raccordo del territorio. E sì l unione ex Tuel etc., però è un unione molto diversa perché vuole aggregare non i servizi: assolutamente non i servizi ma le funzioni. Le funzioni quali per esempio attività produttive, le funzioni di tutto il tema del territorio...(intervento fuori microfono) no, attività produttive, urbanistica, mobilità, pianificazione strategica, polizia locale. Quindi per esempio quello che si sta proponendo a Firenze è non una nuova istituzione, ma la costituzione di un unione con una Giunta composta poi da undici Sindaci nel...(intervento fuori microfono) no, città metropolitana è una roba diversa: in realtà a Firenze - cito il caso fiorentino perché è quello che più conosco - il dibattito è su due livelli, ovvero la città metropolitana che è la città regione, in realtà Firenze, Prato, Pistoia e il piano strategico sta lavorando insieme alla Regione Toscana proprio per andare in questa direzione; l unione dei comuni, che è semplicemente un passo verso quella che effettivamente è la città metropolitana, che non sono gli undici comuni nella prima cintura del capoluogo fiorentino: questa è una modalità di coordinamento tra i comuni sulle funzioni e non sui servizi, assolutamente non sui servizi, tant è vero che l intercomunalità a livello di servizi è già molto alta, a livello proprio di società dei trasporti, società dell acqua, di cui Firenze tra l altro è forse proprio uno dei casi di eccellenza per il grado di intercomunalità. Quindi unione sì, ma in questo senso: funzioni, delega, pag. 19

20 effettivamente delega, cessione di poteri effettiva ai singoli Sindaci su funzioni specifiche. Quindi il piano strutturale prossimo del.. gli undici piani strutturali dovranno essere un unico piano strutturale dell area urbana fiorentina e questo sarà il documento a cui faranno riferimento la Provincia da un lato, la Regione dall altro per raccogliere le strategie urbane, le politiche urbane della cintura. Ho citato il caso di Firenze, ma così è anche il caso di Bari, così è anche il caso di Ferrara e dei comuni della Regione Emilia Romagna, tra l altro la Regione Emilia Romagna sta proprio sostenendo con forza con una legge la costituzione delle unioni come enti sui quali fondare la propria programmazione e così sono i casi di altre città come La Spezia, Venezia etc.. Conseguentemente mi scuso per non aver fatto questa precisazione prima, ma credo che sia opportuna. Grazie. MODERATORE Grazie alla Dott.ssa Florio, direi che abbiamo splafonato, per quanto riguarda il programma, in maniera contenuta per quello che era previsto come momento di confronto istituzionale, naturalmente ringrazio gli ospiti, il Sindaco Vezzini, il Vicepresidente Alloni, l Assessore Regionale Rossoni, naturalmente la Dott.ssa Florio. Come avete visto dal programma, adesso credo ci sia il momento più interessante: ci sono tre appuntamenti più o meno di circa trenta minuti l uno, ovvero la presentazione del piano strategico del Comune di Cremona e dei comuni limitrofi da parte del professor Cicciotti e poi, come avrete visto dal programma, ci sarà l esperienza, ci verrà raccontata l esperienza del Vicesindaco di Ferrara, Rita Tagliati, di Ferrara e abbiamo scelto dei partners territoriali che potevano essere simili agli obiettivi, alle visions e agli assi strategici che ci siamo dati all interno del nostro piano strategico. Ferrari per qualità della vita, naturalmente ci racconterà la sua esperienza, qualità della vita per il benessere: ricordo che uno dei nostri assi è proprio questo, per servizi restituiti, per condizioni particolari dei nostri cittadini e quindi il confronto e l esperienza di Ferrara è utile come metro di misura. Così pure dicasi dell esperienza di Lione, il nostro ospite internazionale, il Comune di Lione che è rappresentato della signora Corinne?Oge?, che ci racconterà anche qui l attuazione: loro naturalmente sono più avanti di noi e li abbiamo invitati proprio per questa ragione, per renderci conto di cosa succede, cosa significa la concretizzazione delle azione. Loro hanno avviato un lavoro molto importante di relazione di riqualificazione paesistica del loro territorio, di rivitalizzazione soprattutto in relazione al rapporto tra la città e l acqua, tra la città e il fiume e questo è uno degli altri aspetti che hanno grosse similitudini con noi: siamo una città che si relaziona con il fiume Po e naturalmente altro. Quindi vi invito a rimanere, naturalmente anche per quello che succederà al termine della giornata di oggi, ma credo sia molto importante e interessante misurarci con esperienze che pag. 20

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