Mensile di critica e attualità sportiva - Spedizione in A.P. 70% - Art. 2 comma 20/D - L. 662/96 - Filiale di Siena

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1 Mensile di critica e attualità sportiva - Spedizione in A.P. 70% - Art. 2 comma 20/D - L. 662/96 - Filiale di Siena

2 Direttore Mario Ciani Direttore responsabile Paolo Corbini Direzione Redazione Fotolito Bernard & Co. Strada di Busseto 18 Siena Tel Fax Edito e stampato presso Arti Grafiche Ticci Loc. Pian dei Mori Sovicille (Si) Tel Fax Autorizzazione del Tribunale di Siena n. 430 del Hanno collaborato a questo numero: Duccio Balestracci, Mauro Bindi, Andrea Bruschettini, Mario Ciani, Claudio Coli, Vincenzo Coli, Stefano Fini, Emilio Giannelli, Daniele Giannini, Antonio Gigli, Roberto Guiggiani, Mariarosa Lapi, Mario Lisi, Luca Luchini, Augusto Mattioli, Roberto Morrocchi, Francesco Oporti, Paolo Ridolfi, Roberto Rosa, Gigi Rossetti, Senio Sensi, Rudi Simonelli, Antonio Tasso, Francesco Vannoni, Giacomo Zanibelli. Fotografie di Paolo Lazzeroni e Augusto Mattioli Collaborazione fotografica: Andrea Bruschettini, Bernard Chazine, Pietro Cinotti Progetto grafico: Bernard Chazine 244 numero novembre 2008 ANNO XXVI editoriale Senza complessi, ma realisti Siamo sinceri: frequentare i quartieri alti dello sport non significa necessariamente esercitare un minimo di potere: c è sempre qualcuno che sta più in alto di te. Il Siena, ma in parte anche la Mens Sana, lo stanno imparando a proprie spese, ed in vari modi, già da questo avvio di stagione. I bianconeri attraverso l ostracismo che buona parte del Palazzo e dei media nazionali gli riserbano, i biancoverdi sopportando la malcelata stizza di chi è costretto a parlare di Siena (non in quanto tale, ma per quello che oggi rappresenta a livello di sport di squadra in Italia), anziché delle grandi metropoli. Le quali hanno l unica colpa di non essere ancora riuscite a coprire il gap che le separa dalla Montepaschi. Vuoi mettere quello che sarebbe, che so, un campionato di serie A con Bari, Verona, Lecce, Brescia, Parma, ecc. al posto della Robur? Sarebbe il sogno di Galliani, che a stento sopporta l dea di scendere in provincia. Ed anche a livello cestistico, è vero che alla lunga Sky ha dovuto fare di necessità virtù e adattarsi all idea che sia una società di provincia a tenere alto il nome dell Italia anche in Europa, ma quanto sarebbe più congeniale ai suoi interessi se fosse il triangolo Milano-Bologna-Roma a giocarsi l elite del basket continentale? Siena però c è, e non ha nessuna intenzione di abdicare al suo ruolo. Rientrando nel nostro piccolo (si fa per dire ), bisogna stare attenti però a non essere noi a farci male da soli. Come? Magari non vivendo questo momento storico del nostro sport nell unico modo che ci è concesso: come un opportunità di straordinario valore. Quindi senza esasperazioni e soprattutto senza quell umiltà che invece pretendiamo dai giocatori che scendono in campo coi nostri colori. E qui il discorso accomuna entrambe le sponde. Prendiamo i commenti alle prime uscite stagionali dei biancoverdi: ma vi pare normale che un impegno (di campionato o di coppa) sia giudicato sulla base dei primi cinque o dieci minuti di gioco? Abbiamo visto dei tifosi storici della Mens Sana scuotere la testa di fronte all impatto avuto dai ragazzi di Pianigiani contro la Benetton, oppure vivere come una disgrazia l over time di Teramo. Per non parlare del primo quarto di Kaunas. Ma vogliamo scherzare? È vero che vincere è diventata ormai la regola, in casa biancoverde, più che l eccezione, ma questo non può indurci a seguire le partite della Beneamata con l occhio di chi non ammette che, soprattutto nello sport, si possa anche sbagliare. E perdere. Con il Siena il discorso è solo in parte diverso. Ci sono tifosi che prima di sputare sentenze si guardano intelligentemente intorno e prendono atto del contesto, altri che giudicano una prestazione alla stregua di quando la Robur stava in C1 o C2. Insomma ci vuole pazienza, per tutto quello che ci tocca sentire dall esterno (o non sentire, a seconda dei casi), ed una buona dose di realismo da parte di tutti. Se Siena è arrivata dov è, molto del merito è anche dei suoi straordinari sostenitori: generosi, appassionati, disciplinati (un altra cosa che tutti ignorano). Ma non ci facciamo riconoscere sempre, come diceva il buon Alberto Sordi, lo sport non è Palio! Per fortuna o per disgrazia?

3 3 calcio Diciamo la verità: solo il calcio può proporci certe emozioni a catena. Ne hanno avuto una riprova in quest ultimo mese proprio i sostenitori dei bianconeri, passati dall esultanza per la vittoria sulla Roma, alla delusione per la sconfitta col Genoa, e dal disappunto per tutto quello che è successo con il Catania alla presa in giro col Milan. Il classico bilancio da bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, per intenderci. Poi è arrivato il derby con la Fiorentina, segnato in rosso nel calendario fin dall agosto scorso, ed all altezza della madre di tutte le partite la giustizia pallonara ci ha restituito quanto ci aveva tolto. Sia chiaro, non sotto forma di fortuna, perché quella sembra se ne sia andata con Beretta (e poi siamo convinti che continuano a mancare almeno tre punti alla classifica dei bianconeri), però ricevere quello che ci spetta è già qualcosa, coi tempi che corrono. Intanto qualsiasi cosa succeda da qui al termine della stagione, non sarà mai paragonabile con quanto si è visto nella partita con il Catania: venti tiri in porta (di cui 8 respinti), una superiorità del 64,6% nel possesso palla e del 73,07 in quella territoriale, 14 corner a 2, e poi a raffica l errore inusitato di Calaiò, l infortunio di Ficagna, l improvvida uscita di Curci e il rigore negato su Jarolim Tutto in una volta. Davvero un record. Allora abbiamo sperato che restasse tale. Invece contro il Milan è andata peggio, e per tutti quei motivi che spieghiamo a parte. Ma l ultimo mese di campionato non è stato per fortuna solo questo, anche se il bilancio contro siciliani e rossoneri, proprio per le circostanze in cui è maturato, ha lasciato Dopo la Roma, anche la Fiorentina...lascia le penne al Rastrello contro un Siena in crescita Ora basta sentirsi provvisori in A Mario Ciani

4 4 calcio spazio a molti rimpianti. Infatti è stato anche il mese della vittoria sulla Roma, prima vittima stagionale di una squadra che a battere le grandi comincia a prenderci gusto. Per di più con quelle stesse armi che Giampaolo aveva annunciato alla vigilia: compattezza, giusto spirito, capacità di sapersi mettere a disposizione l uno dell altro, disposizione al sacrificio. Insomma tutto il meglio di quanto i suoi ragazzi possono esprimere, ferme restando alcune lacune emerse anche nella successiva trasferta di Genova. Una fra tutte: la difficoltà delle punte a smarcarsi. Un limite che a fronte dei tanti spioventi a scavalcare, finisce per trasformare un opportunità in un passaggio all avversario. Spesso sovrastante anche di testa. Quello dell isolamento delle punte insomma è un problema che va affrontato, se non si vuole disperdere tutto il lavoro fatto a monte della manovra. Pensare che Giampaolo abbia risolto tutti i problemi con la vittoria sulla Fiorentina, sarebbe comunque sbagliato. Segno che la squadra ha ancora un ampio margine di miglioramento, soprattutto in avanti, dove il numero dei gol segnati continua ad essere inversamente proporzionale alle occasioni create. Resta il fatto però che questa squadra ha una sua personalità, quella che verosimilmente gli ha trasmesso il suo allenatore. Personalità che non si misura con i bassi toni che lo contraddistinguono, oppure sullo scarso appeal che eserciterebbe fra i tifosi. E poi palesa una organizzazione di gioco che altre formazioni (fra quelle che lottano per lo stesso obiettivo) non possiedono. Il tutto per dire che la scelta estiva di Stronati in favore del tecnico di Bellinzona, non è stata affatto avventata, ma piuttosto assai meditata. Il quale Giampaolo, nel contesto di un calendario che non dà respiro, ha cominciato intanto ad inserire gente nuova ed interessante. Come quel Zuniga che in certe giocate ancora non ci convince in pieno, ma dalle potenzialità interessanti. E poi Moti, un centrale che verrà certamente utile quando ci sarà da far respirare Portanova o Rossettini. Lo stesso Manitta ha dimostrato a San Siro che non è un ripiego in attesa del recupero di Eleftheropoulos, mentre lo stesso Curci ci convince ogni giorno di più. E con fiducia aspettiamo anche gli innesti dei vari Barusso, Brandao, Sansone, Larriondo ecc. PROVINCIALI FORSE, BISCHERI NO! Sì, avete capito bene. Perché a tutto c è un limite, anche se sapevamo fin dall approdo in serie A che il rischio sarebbe stato proprio questo. Quanto è successo a San Siro col Milan, ed ancor prima con il Catania, dimostra ancora una volta che per le piccole realtà come la nostra non c è scampo. Si dirà: è la solita storia di quando una squadra perde, si aggrappa a tutto. Ma non è vero, perché i bianconeri in questi anni hanno perso tante volte, eppure se ne sono sempre fatta una ragione. Stavolta è diverso, perché di fronte ad un giocatore indicato spesso come un cascatore, prima di dargli un rigore a favore un arbitro deve esserne certo al cento per cento. Non al cinquanta. A meno che l altra metà non costituisca una sorta di bonus che certe squadre hanno garantito in partenza. E poi si dice: ma il Siena al momento della concessione del rigore non ha protestato abbastanza. Ma come, ora la legittimità di una decisione arbitrale si misura dal tipo di reazione di chi l ha subita? Fateci capire: e se Portanova avesse preso per il collo il sig Celi (ma poi perchè il nome dei direttori di gara dev essere preceduto da questa abbreviazione?) avremmo avuto la prova provata che la decisione era sbagliata? Non scherziamo. Bene ha fatto quindi il centrale bianconero a salvaguardarsi almeno il posto per il derby, visto che era già stato ammonito. Sennò, becco e bastonato. Resta il fatto che nell incertezza, contro certe squadre, il rigore è garantito. A prescindere. È chiaro poi che gli stessi motivi per i quali il rigore è stato concesso, dopo hanno influito sulla decisione di non sottoporre il giocatore alla prova televisiva, come invece è stato fatto per Gilardino. Peccato, perché sarebbe stato un bel segnale per i troppo furbi. E pensare che nella circostanza si è mosso anche il mondo dell informazione (con la sola eccezione di Mediaset, chissà perché ), riconoscendo quasi all unanimità che l intervento era stato quantomeno veniale (aggettivo usato dallo stesso Ancelotti, mentre Mourinho, sia pure per differenti motivi, ha ironizzato sui troppi penalty concessi ai cugini), poi il gossip su Beckham ha preso il sopravvento su qualsiasi altro argomento ed il caso Siena alle 23 del 29 ottobre era già archiviato. Con buona pace di Galliani, che se potesse farebbe un campionato con i soli Milan, Inter, Juve e Roma Comunque la novità vera è che si è risentito anche Giampaolo, il quale all apparenza può sembrare un tipo introverso, ma nell occasione ha avuto il coraggio di dire quello che altri in passato forse pensavano, ma non esternavano per troppa diplomazia. Stronati invece deve fare un ulteriore passo, non limitarsi a sfogare la propria rabbia sulla stampa, deve compiere atti ufficiali presso chi di dovere. È finito il tempo in cui il buonismo pagava, ora conta farsi rispettare, perché piccini va bene, ma mica coglioni! Non meno convincente è stata la gestione del caso Coppola, mentre Forestieri, abbia detto o no che a gennaio vuole tornare al Genoa, si deve convincere che il posto va conquistato coi fatti. Come fa un certo Jovetic in viola. In questa fase della stagione ci interessa verificare anche il grado di crescita collettiva del complesso, sottoposto evidentemente ad un calendario non facile, e la conclusione non può essere che positiva: in difesa la squadra ha raggiunto un livello di garanzia che neppure invertendo i fattori a disposizione, il prodotto non cambia. A centrocampo la linea Vergassola, Codrea, Galloppa, almeno a livello di contenimento e recupero palle, può reggere qualsiasi confronto, un po meno a livello propositivo. Davanti a loro Kharja, dopo un breve periodo di appannamento, ha ripreso a svolgere al meglio il suo ruolo, ribadendo peraltro un fiuto per il gol che, seguitando la latitanza delle punte, può venire molto utile. Punte che sicuramente non sono neppure fortunate, anche se alla lunga quando non si segna c è sempre una carenza di base. Chiuso un ciclo non agevole, se ne apre un altro apparentemente più abbordabile, ma proprio per questo più intrigante. Con tutto il rispetto per le squadre che andremo ad affrontare (nell ordine Lazio, Bologna, Chievo e Torino) non sono queste avversarie che giocano e lasciano giocare, per cui è facile immaginare spazi ristretti, grande dispendio agonistico e motivazioni al massimo. La Robur però ha dimostrato di potersela giocare con tutte, grandi medie e piccole, a patto che non abbassi mai la guardia e si dimostri meritevole della fiducia della sua gente. Gente vana, dice il poeta, ma riconoscente.

5 atuttocampo senio sensi OTTIMISTI, MA CON GIUDIZIO ARBITRI CON RIGORE Cambiare tutto per non cambiare niente. Frase celebre che bene descrive la gestione arbitrale delle partite. Dopo gli scandali di due anni fa, quando (che sorpresa ) fu scoperto che gli arbitri erano condizionati dalle grandi del calcio italiano, ci fu detto che la rivoluzione in atto avrebbe portato pace e giustizia nei campionati. Fatti fuori personaggi a loro dire corrotti (pochi per la verità: appena due/tre dirigenti di squadre e altrettanti arbitri: tutti in attesa di rientrare ) avremmo goduto tutti di un calcio pulito. E poi c era Collina che garantiva giustizia! Aspettavamo quindi direzioni di gara magari con sbagli, che sono roba da uomini, ma distribuiti equamente. E invece? Tralasciando il precedente campionato che tanto niente più vale, quest anno ancora errori gravissimi a nostro danno. Dice: ma siete sempre a piangere! Non è vero, solo che è difficile catalogare come sbagli soltanto le decisioni, o non decisioni, di Stefanini e Celi. E fanno tre punti sottratti in quattro giorni La cattiva predisposizione verso il Siena del fischietto di Prato l avevamo già notata. La riprova nella gara col Catania: prontissimo a penalizzarci nel rigore contro, attento a non fischiare quello macroscopico a favore. E pazienza. Si va a Milano dove contro il Milan è scritto che dobbiamo perdere: ma scritto da chi? A giudicare dal vergognoso regalo di Celi, sembra da parte degli arbitri. Ma quello che più indigna è stato il comportamento successivo di Inzaghi, di Ancelotti, dei commentatori vari delle TV: non sapendo come giustificare il penalty, hanno spiegato solo col fatto che Portanova non ha protestato. Per cui, secondo questa teoria, la prova dell esattezza di una sanzione la si stabilisce in base alle proteste: più veementi sono e più la decisone era ingiusta! Roba da matti. Aspetti, in nottata, le moviole e i grandi giornalisti/commentatori per rifarti la bocca e viene fuori, al massimo, un rigore dubbio, ma si può dare. Ma questo è un mondo da sotterrare! Bene ha fatto, stavolta, il nostro Presidente ad alzare la voce e dire le cose come stanno anche agli esterrefatti tifosi rossoneri che furono colti da irrefrenabile risa quando videro Celi indicare il dischetto del rigore. Quel signore poi continuò ad arbitrare a senso unico: che diamine, avrà detto, cosa vogliono questi senesucci/panfortai: qui c è il Milan davanti e io tengo famiglia! Io ammiro i nostri ragazzi: non so quanti altri avrebbero frenata la loro rabbia, causando però nuovi guai al Siena. Ma avanti così: a campionato finito, ci dicono, gli errori si bilanciano. Ma non ci fate ridere IL FALSO FAIR PLAY Loro hanno inventato il fair play. Loro hanno voluto il terzo tempo con baci e abbracci. Loro, i viola, sono portati a rispettare le decisioni che vengono dall alto : questo dicono i Della Valle. Ma alla prima ghiotta occasione Gilardino segna volontariamente con la mano, esulta, a fine partita dice che è stato involontario e si scusa (e perché lo fa se il gesto non era voluto?). Basta dire all arbitro: non è gol, l ho rubato, cambiando il corso della partita di Palermo. Due giuste giornate di squalifica e i Della Valle fanno ricorso in nome, forse, del fair play e del rispetto delle decisioni (sì, ma solo quando sono premianti ). E, udite, udite, affermano che il Gila non era punibile perché la palla gli c era battuta da sè e lui non si poteva tagliare la mano. Coperti di ridicolo dalla conferma della sentenza. Anche il grande Prandelli, che insegna savoir faire a tutti ebbe una caduta di stile difendendo l indifendibile. Morale: si usa la morale quando gli eventi riguardano gli altri, ma quando ti toccano in profondità le bugie si sprecano pur di salvare il salvabile. E i milioni di ragazzini che calcano i campetti di periferia imparano cosa vogliono dire incoerenza, ruberie, furbate e tanto altro. SIAMO UNA SQUADRA DA METÀ CLASSIFICA Naturalmente arbitri permettendo! È bastato un arbitro esperto e in giornata normale, che non abbia abboccato, ad esempio, alle sceneggiate di Pazzini, ed ecco che per la terza volta rimandiamo a casa la Fiore con l uno a zero. Flo, Maccarone, Kharja: tutti nella stessa porta. E, la sera, sulle tv fiorentine, lo sformato è andato in onda: sia per i commenti in studio che per gli sms. Allo stadio poi la voce dei baldanzosi gigliati sugli spalti si è andata via via affievolendo fino a che, non sapendo più che dire, ci hanno gratificato con un vi s ammazza tutti i cavalli che dimostra chi, tra le due tifoserie, sente di più la sfida. Velo pietoso. Sì, siamo da metà classifica: se levate un punto al Catania e due li date a noi (di cui all inizio di questo articolo) e, magari, ci aggiungete anche quello che ci hanno sottratto col Milan (il quale, con il Napoli, ha ricevuto il consueto rigore/contentino sbagliato da Kakà) eravamo a 15 punti e cioè nella prima parte della classifica. Senza lasciarsi andare all ottimismo, dico che forse ci arriveremo se terremo la condizione fisica attuale, se potremo contare sulla grinta di esempi fulgidi in campo come Curci, Portanova, Galloppa, Vergassola e Maccarone. Se troveremo più spesso la porta abbandonando i pali, se Le condizioni ci sono. E dobbiamo ancora conoscere alcuni giovanotti, infortunati da tempo, che saranno utili per la seconda parte del campionato quando i titolari dovranno tirare il fiato. Ottimismo, quindi, con giudizio.

6 6 calcio RISULTATI E CLASSIFICA SERIE A 6ª giornata SIENA-ROMA 1-0 (Pt 46 Frick) 7ª giornata GENOA-SIENA 1-0 (Pt 21 Biava) 8ª giornata SIENA-CATANIA 1-1 (St 30 Calaiò, 34 Mascara) 9ª giornata MILAN-SIENA 2-1 (Pt 31 Indaghi; st 9 Vergassola, 20 Kakà rig.) 10ª giornata SIENA-FIORENTINA 1-0 (St 31 Kharja) Classifica: Milan 22; Udinese e Inter 21; Napoli 20; Lazio 19; Juventus 18; Genoa e Fiorentina 17; Palermo 16; Catania 15; Atalanta 14; Siena 12; Lecce 11; Cagliari e Sampdoria 10; Torino 8; Roma 7; Chievo e Bologna 6; Reggina 5. Roma e Sampdoria una partita in meno. Daniele Portanova con Pazzini

7 7 calcio Il successo sui viola lancia in orbita la squadra di Giampaolo, sistematicamente ignorata dai media nazionali Meno male che c è la Fiorentina Se non esistessero bisognerebbe inventarli! Mi riferisco ai cugini viola che ogni anno riescono a farci provare momenti di libidine calcistica difficili a raccontare a chi non vive con partecipazione da sempre l avventura della vecchia Robur. Arrivano a Siena tronfi e spocchiosi, forti dei milioni di euro spesi nel calcio mercato, sicuri di fare terra bruciata nel paesello che ha avuto l ardire di raggiungerli nella massima serie, da sempre terreno privilegiato a loro riservato. Mandano con innata eleganza a quel paese la città che li accoglie facendo loro vedere la partita da una posizione perfetta, e non da una gabbia indecente e improponibile come loro riservano ai tifosi delle formazioni ospiti, ci augurano un immediato ritorno in serie B e poi tornano mogi mogi a casa con le pive nel sacco. Meno male ogni tanto arriva il derby che riesce a ridarci nuove energie e soddisfazioni. Eravamo, infatti, abbastanza demoralizzati ed arrabbiati con il mondo calcistico. Irritati perché nell arco di due partite ci avevano sottratto (con dolo o con colpa?) ben tre punti. Indispettiti perché tutti presentano come la meraviglia del calcio italiano una formazione come il Catania che il Siena ha stracciato, fermato soltanto dal direttore di gara e da una nostra ingenuità e nessuno parla dei bianconeri. Indignati perché giocatori come Inzaghi continuano da anni a sfruttare il potere delle maglie che vestono facendo fessi i rappresentanti di una classe arbitrale che sono, a loro volta, ben contenti di farsi prendere in giro per ottenere vantaggi (diretti o indiretti? Il recente passato qualche dubbio lo pone) che una direzione oculata loro non garantirebbe. Per fortuna, però, nei momenti difficili, poi arrivano loro, i tifosi della Viola ed il sorriso torna fra i sostenitori bianconeri. Sorriso dettato non soltanto da un risultato atteso e sperato, la cui importanza i fiorentini negano, masticando però molto amaro come dimostrano gli interventi e le frasi scritte nel corso delle innumerevoli trasmissioni del capoluogo toscano, ma dalla constatazione che il Siena sta giocando molto bene e la sua già buona classifica avrebbe dovuto essere ancor migliore. Le considerazioni tecniche non possono che essere positive. Alle innumerevoli conferme storiche (Portanova, Vergassola, Codrea, Frick, Maccarone) che stanno offrendo un rendimento di alto livello, Luca Luchini anche quando come nel caso di Maccarone non sono arrivate le reti attese (e anche meritate), si stanno affiancando prestazioni dei più giovani che neppure il più ottimista dei tifosi avrebbe potuto immaginare. Pensiamo all autorità con cui i vari Rossettini, Ficagna, Ghezzal e Curci, tanto per fare qualche nome, si stanno disimpegnando, con una citazione particolare per il portiere che sembra destinato ad una sfolgorante carriera. Dobbiamo, però, anche sottolineare l altissima qualità e sostanza di gioco offerta da Galloppa, a nostro parere il migliore in senso assoluto fino ad oggi, giocatore che tante formazioni ben più titolate vorrebbero avere, ed al tasso di qualità che riesce a dare alla squadra Kharja che deve, però, migliorare in continuità. Ottimo anche l innesto di Del Grosso, fortemente voluto da Giampaolo, senza considerare che se il difficile lavoro svolto per inserire giocatori come Zuniga e Moti procederà con i miglioramenti che abbiamo già visto, il futuro, attendendo anche gli altri giovani e gli infortunati, non potrà non essere roseo. In tutto questo quadro positivo, però, il colpo migliore la dirigenza del Siena sembra averlo fatto con l ingaggio di Giampaolo, un Mister che giorno dopo giorno sta dimostrando tutto il suo valore, capace di gestire con naturalezza una rosa formata da una trentina di giocatori, facendo giocare molto bene la squadra, ottenendo al tempo stesso buoni risultati. Più volte nel corso delle piacevoli interviste rilasciate, l allenatore bianconero ha detto che i risultati ottenuti e le prestazioni offerte servono a renderlo credibile presso i suoi ragazzi e a far loro digerire il grande lavoro necessario per giungere ad alti livelli. Siamo convinti, sentendo anche ciò che dicono i giocatori bianconeri, che Giampaolo sia già più che credibile, un vero leader, capace di muoversi con intelligente modestia e necessaria fermezza (vedi la gestione del caso Coppola), destinato a futuri grandi traguardi. Ci sia permessa, infine, un ultima annotazione riguardante, in generale, il dorato (almeno all apparenza), mondo del calcio. Un paio di settimane fa è stata giocata una partita per raccogliere fondi per la ricerca contro la SLA, tremenda malattia capace di piegare anche i fisici più robusti in una tremenda agonia. Al di là di aver portato a conoscenza di tanti il dramma di chi viene colpito da questa grave patologia, i mass media nazionali hanno trionfalmente sbandierato ai quattro venti il ricavo netto di circa trecentomila euro, somma importantissima per la ricerca contro questa ancora sconosciuta malattia. Nell occasione della gara di Firenze erano presenti le intere rose di due fra le più importanti squadre italiane, Milan e Fiorentina, e tutto il gruppo della nazionale. Più di sessanta giocatori, dunque, oltre a tecnici ed importanti ex giocatori. Se ognuno di loro avesse versato una minima parte dei loro ingaggi milionari (o miliardari, per chi pensa ancora in lire) oggi la somma raccolta sarebbe stata ben più alta e forse la soluzione dell enigma di una malattia che, stranamente, sembra colpire proprio fra le fila dei calciatori, più vicina. Talvolta, oltre ad offrire la propria immagine per dare qualche calcio ad un pallone (che non è poi un così gran sacrificio), mettere mano anche al portafoglio sarebbe forse più utile, servirebbe da esempio per gli altri e, a certi livelli, non costerebbe poi tanto! Due immagini relative alle vittorie con Roma e Fiorentina

8 QUANDOÈLASEDEAFAREILMONACO di Mario Lisi 9 Quasi cinquant anni fa l ascensore dell antico Palazzo Tolomei cigolava in maniera un po inquietante ma quando con l ultimo sussulto arrivava finalmente a destinazione per me, bambinetto ogni tanto al seguito di un nonno volontario nella segreteria dell A.C. Siena, quella che si apriva era la porta di un mondo affascinante e pieno di sorprese. Tra l odore tipico degli uffici di una volta (un misto di tabacco, pelle di poltrona e scartoffie) era un emozione sempre nuova mettersi ad ammirare certi spartani trofei, assai lontani dallo scintillio dei metalli preziosi degli sponsor di oggi, o magari incantarsi a guardare, come fosse la prima volta, la galleria di quadri con le foto delle varie formazioni bianconere, da quelle d epoca fino alla più recente, con scritti sotto in stampatello i nomi dei giocatori, i risultati delle partite e la classifica finale di ciascun campionato. Per la verità, quei quadri, li avevo visti nascere giorno dopo giorno in casa mia, con certosino lavoro di pennino a china, ma lì acquistavano un aspetto diverso quasi fossero diventati altrettanti tasselli di una storia straordinaria. E poi, mentre aspettavo che si ultimasse il lavoro quotidiano che la segreteria bianconera sbrigava con blandi ritmi d altri tempi, non avevo che da scegliere come ingannare l attesa fino al tardo pomeriggio. C era, per esempio, la possibilità di trastullarsi con i tasti della monumentale macchina da scrivere oppure di dare un occhiata ai ritagli di giornale, artigianalmente raccolti in tanti album da sfogliare, con l immancabile quanto stereotipata fotografia di un portiere immortalato di spalle mentre su calcio di rigore guarda mestamente il pallone insaccarsi dalla parte opposta alla direzione del proprio tuffo. Furono insomma quelle le mie prime visite ad una sede della Robur, allora in Piazza Tolomei, voluta soprattutto dal presidentissimo Danilo Nannini che, forse non a caso, aveva bottega proprio da quelle parti. Altre, e sempre per gli stessi motivi familiari, ne avrei frequentate in seguito: degli anni sessanta ricordo per esempio il sottotetto inevitabilmente tetro (e - mi pare - con insolite pareti di legno) di Via Montanini, proprio nel portone dove un po di anni fa era nuovamente tornata ad essere di casa la società guidata da Max Paganini e poi, dopo il mediocre intermezzo di Corradini e della SNAI, dal mitico Ingegner De Luca. Decisamente troppo lunga, invece, fu la sistemazione nei locali sottostanti gli spalti della tribuna coperta del Rastrello che coincisero con gli sbiaditi campionati in Serie D e con la risalita in C era il 1975/76 grazie all undici del buon Ettore Mannucci (De Filippis, Notari, Tosolini..., ecc.). In quei locali quasi di fortuna, con sulla testa i soffitti a gradoni e attorno il fumo delle docce, dopo gli allenamenti il suono dei telefoni si confondeva con le voci dei giocatori che passavano in accappatoio e ciabatte, generalmente per reclamare i modesti stipendi e gli ancor più anacronistici premi. Lì, segno che davvero erano altri tempi e il mondo del calcio a fine campionato andava pressoché in letargo, per un paio di estati potei fare, libero dagli impegni scolastici, addirittura l esperienza di sostituire il vice segretario quando andava al mare con la famiglia. Ancora oggi, al pensiero del professionismo esasperato che impera nel mondo del football contemporaneo e dei tanti manager che lo popolano fin dalle categorie inferiori, mi viene da sorridere pensando a un ragazzetto di nemmeno vent anni che la sera portava la posta da firmare al presidente Vittorio Beneforti nel suo studio medico a San Domenico, non prima di aver finito di ascoltare in diretta le telefonate del direttore sportivo Sergio Gilardetti che svolgeva il proprio ruspante calciomercato dalla scrivania vicina alla mia... Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti o, meglio, diciamo che di palloni in rete ne sono rotolati tanti e poi tanti fino al punto di portare il nostro amato Roburrone nell Olimpo della massima categoria. Ed inevitabilmente oggigiorno, dagli addetti al campo ai magazzinieri, dallo staff sanitario ai preparatori tecnici fino all ultimo degli impiegati o degli addetti stampa, non esiste più improvvisazione in casa bianconera né credo il lavoro di volenterosi pensionati con al seguito nipotini curiosi a zonzo nelle stanze della sede dell A.C. Siena. Che nel frattempo, sotto l impulso della lucida follia del compianto Paolo De Luca, si è messa al passo con i tempi e con le mutate esigenze, prima traslocando fuori dal centro storico nei dintorni di Porta Ovile, poi tornando di nuovo nei pressi dello Stadio dove l attuale patron bianconero Lombardi Stronati, proprio alla vigilia di questa stagione sportiva che tutti ci auguriamo esaltante, ha potuto inaugurare al numero 29 di Via della Sapienza quella che è sicuramente da annoverare come la più bella sede sociale che il Siena abbia mai avuto con tanto di vista mozzafiato sulla città. D altra parte noblesse oblige. Siamo o non siamo in Serie A?

9 10 RONALDO E LA NOTTE BRAVA IN CONTRADA di Duccio Balestracci Io son sincero - pagherei altr e sapere chi è che mette in giro queste bischerate. Uno esce di casa, una mattina di fine ottobre, no?, e trova sulle civette dei giornali una notizia strabiliante: a caratteri poco meno che di scatola Si parla di Ronaldo al Siena. Ora, va bene che la forma stessa in cui i titoli erano strillati lasciava capire che la notizia era da prendere con le molle, ma questo non ha impedito che una gran quantità di tifosi della Robur si siano immediatamente precipitati a sfogliare con ansia le pagine dei quotidiani locali per capire che cosa ci fosse di vero in una notizia del genere. Una volta accertato che il calendario non segnava 1 aprile ; che il carnevale 2009 ancora era lontano (e quello 2008, all indietrina, ancora di più); che era da escludere che i colleghi degli altri organi a stampa fossero d improvviso impazziti o avessero bevuto, o fumato roba pesa, in tanti ci siamo chiesti da dove uscisse fuori questa enormità. Ronaldo (al secolo: Luis Nazario De Lima Ronaldo, questi brasiliani hanno certi nomi che non finiscono più. Ma come fanno quando battezzano i figlioli? Quand hanno finito di dire come si chiama, il pargolo è già svezzato. Meno male che poi li abbreviano sennò ci vorrebbe la tenda a ossigeno ogni volta che li pronunciano, come nel caso di quell altro fenomeno del pallone che aveva un nome lungo come un treno ma lo chiamavano Pelè, che è più semplice che pronunciare, ad esempio, Vergassola o Galloppa o Gattuso); Ronaldo, si diceva, pare che avrebbe affermato di essere in contatto con una squadra italiana che gli aveva fatto un offerta e che non era il Milan. Escluse due o tre o quattro altre società nelle quali era poco probabile che Ronaldo avesse voglia di accasarsi, è spuntata fuori, chissà come, l ipotesi Siena. Ora: Ronaldo, allo stato attuale, è un po, come dire?, fuori forma. Ha avuto recentemente un infortunio (e nemmeno il primo), e recuperare a 32 anni è lungo e faticoso. L inattività o, comunque, la lontananza dai campi di gioco impegnativi ha lasciato traccia sul fisico del campione, il quale ha messo su, ormai, una tenerissima e tremolante pancetta da commendatore da film di Sordi, e delle rotondeggianti maniglie dell amore. Non sarebbe stato il primo a esibire una pingue figura sotto la maglia bianconera, certo: tanto per non andare troppo lontano, in molti di noi si ricordano gli opìmi lombi di Gegé Rossi quando arrivò a Siena, e quella maglietta che gli tirava sui panciòli, almeno all epoca delle prime partite fra i pali della Robur. Tuttavia... Ma, sia come sia, abbiamo provato a pensare che cosa sarebbe stata la sregolata vita del campione (abituato a movimentate feste e a ambienti da jet set internazionale) in una città come Siena. Bene che fosse andata, una sera sì e una sera anche, lo avreste trovato a tirare tardi in qualche società di contrada, luogo ideale, come è noto, per chi ama fare una vita austera e sobria. L ambiente sarebbe stato indubbiamente pieno di affetto e di calore; di sicuro moralmente più ineccepibile di certe frequentazioni un po discutibili attribuite al Nostro dalla stampa scandalistica, ma ci sentiamo di dubitare che ciò avrebbe giovato al pronto recupero della forma. E poi. Ci rendiamo conto dei problemi collaterali legati agli impegni ronaldeschi nel campo della pubblicità? Provate a pensare che cosa succederebbe a farlo giocare lui che fa da testimonial a un noto prodotto per far crescere i capelli accanto a Maccarone che non ha un capello sul cranio. Delle due l una: o la casa produttrice intenta causa per danneggiamento di immagine, o, al contrario, i due, dopo ogni azione, potrebbero dar vita a uno sketch da Carosello. Piano-sequenza di un passaggio concertato fra Big Mac e Ron; la palla entra in rete; stacco sull esultanza dei tifosi; i due si prendono per mano, avanzano verso le telecamere di Sky e fanno: [Maccarone] Per fare gol non bastano le gambe: bisogna anche usare la testa ; [Ronaldo] Vero, ma è meglio se è una testa piena di capelli. Stacco sull immagine del prodotto e voce in fuoricampo: Se vuoi che i tuoi gol facciano il pelo e il contropelo agli avversari, usa le nostre fiale, e la tua testa non sarà più un area sguarnita. No, dico, ma ce le andiamo proprio a cercare eh!

10 11 calcio Chi c è dietro la tenuta atletica della squadra D Urbano, l uomo delle nevi Augusto Mattioli C è una mano importante dietro la buona tenuta atletica del Siena. Gli scatti di Maccarone alla ricerca di un goal che si spera arrivi presto, quelli di Frick, Calaio e Ghezzal, la sicurezza della difesa, le maratone a centro campo di Vergassola e Galloppa. Non è la mano di un mago. C è piuttosto il lavoro di un professionista che dopo aver lavorato ad alto livello in altre discipline sportive, a cinquant anni ha scelto il calcio per una nuova sfida. Il professor Giorgio D Urbano per alcuni anni ha seguito Alberto Tomba, dei cui successi ha avuto certamente un ruolo importante, ha seguito la nazionale femminile di sci, tra cui la Compagnoni e la Kostner. Da due anni è preparatore atletico del Siena dopo aver avuto esperienze analoghe alla Pro Vercelli e all Atalanta. Insomma si è rimesso in gioco. Per me puntualizza il calcio era un ambiente inesplorato anche se in privato ho seguito giocatori come Flachi e Montella. Un mondo che ha affrontato, da professionista, come il calcio merita. Uno sport a se stante. Quando dicono che è un attività particolare è vero. Lavorandoci dall interno, il professor D Urbano qualche idea se l è fatta. Ci sono cose vere e false che si dicono su questo sport. Intanto è falso affermare che i giocatori di calcio non lavorano. Loro lavorano sodo. Forse si pensa che sia poca un ora e mezzo al giorno di allenamento. Conta l intensità con cui lo fanno. Andare oltre significherebbe andare in over training, in superallenamento. E poi c è della partita la domenica (con l aggiunta a volte del turno infrasettimanale) che ha il suo impatto. Impegni che comportano una fatica fisica e mentale forte, fa notare D Urbano tanto che è difficile anche la ripresa degli allenamenti il martedì. È vero aggiunge che nel calcio ci sono tanti soldi e tanti interessi personali che possono inficiare lo spirito di gruppo, che ritengo fondamentale per ogni squadra. Soprattutto per quelle più piccole. A D Urbano che ha scritto diversi libri sullo sci agonistico, l avventura nel mondo del calcio non pone problemi. Non sento particolari pesi psicologici per questo lavoro. Non voglio peccare di presunzione. Ma ho lavorato in altri settori ad alto livello. Ma il professore che a Siena, puntualizza, si trova benissimo, un ambizione ce l ha. È quella di portare nel calcio come preparazione atletica una mentalità manageriale con più preparatori e una personalizzazione del lavoro. Argomento finale, l ipotesi Ronaldo a Siena di cui si parla da qualche settimana. Suggestiva ma difficile realizzazione, anche se il presidente Stronati sembra crederci. Io penso che non venga dice D Urbano e che voglia approdare in una società che possa pagarlo. Però si volesse mettere in gioco... Una sfida, quella di rimettere in sesto il fenomeno (che sembra avere perduto massa muscolare sostituita da massa grassa) che al professore probabilmente non dispiacerebbe affatto. Giorgio D Urbano

11 febbre alta antonio gigli FRA TRAGUARDI E DUELLI Dove può arrivare il Siena di Giampaolo? La vittoria contro la Fiorentina, le ottime prestazioni con Catania e Milan ci fanno sognare, inutile negarlo. I rimpianti, le critiche, le polemiche sul cambio di allenatore a fine campionato scorso, sembrano essersi sciolte come neve al sole ed in molti devono coprirsi il capo con la cenere dei penitenti. Giampaolo con pazienza e intelligenza ha dato un gioco al Siena che forse poche altre volte si era visto, e i risultati stanno arrivando, così come i complimenti degli addetti ai lavori. Tra le difficoltà oltre a quella di far dimenticare le imprese recenti, Giampaolo ha avuto anche quella di dover gestire una rosa che conta oltre 30 giocatori, con tutti i problemi del caso. Ci sta riuscendo alla grande, così come sta scoprendo talenti sconosciuti come Ghezzal o Zuniga. Il traguardo non è individuabile. La salvezza resta, ovviamente e banalmente, il primo vero obiettivo, così come noi tifosi con i piedi in terra, chiediamo. Logica vuole, però, che se il Siena continua a giocare come sta facendo, niente è precluso, vista anche la classifica strana che ci propone questo campionato. La vittoria nel derby toscano con i viola di Mutu e Prandelli è stata la ciliegina sulla torta di questo inizio di torneo che annovera tra le cose positive il trend casalingo. Nelle prime dieci giornate il Siena ha vinto tre volte al Franchi, pareggiato le altre due, subendo solamente una rete (su rigore contro il Catania). Un bello spot, insomma, per riempire il vecchio Rastrello ogni domenica. Duello Stronati-Mediaset Dopo la rocambolesca ed ingiusta sconfitta di Milano, il presidente del Siena ha fatto sentire la sua voce, e non solo contro gli arbitri, succubi psicologicamente di certe squadrone. Il patron si è fatto portavoce di tanti tifosi ed esternato pubblicamente il cattivo trattamento dimostrato da alcune trasmissioni tv (Controcampo). Ha fatto bene? Si!!! Finalmente qualcuno ha detto quello che pensiamo in tanti e la riprova è stata la stizzita risposta che ha dato Calathopoulos, vicedirettore di Sport Mediaset. I tasti toccati da Stronati, su tutti la disinformazione per tranquillizzare il padrone, hanno fatto sobbalzare il giornalista che ha minacciato addirittura querele! Siamo al ridicolo. Ogni domenica migliaia di tifosi delle squadre cosiddette minori devono fare le ore piccole per vedere i servizi sui loro idoli, quando vengono mostrati gli episodi da moviola si sorvola volutamente su certi episodi e ci si sofferma delle ore sui presunti danneggiamenti delle grandi. Simbolo di questo fatto, tanto per non andare lontano, sono le due espulsioni subite dalla Roma a Siena. Per molti illustri commentatori l'arbitro ha voluto danneggiare la Roma, visto che la domenica seguente avrebbe incontrato l'inter. Chi ha visto la partita sa come sono andate le cose, visto che anche i romanisti, Spalletti in testa, non hanno protestato. Cari signori della tv, non è così che si aiuta per primo il diritto di cronaca e di informazione, ma anche il calcio, e non è assolutamente così che si crea un cultura sportiva nel nostro paese. Dobbiamo tornare a prendere d'esempio l'inghilterra. Dopo anni bui, hanno trovato la forza ed il coraggio di stroncare la violenza, ma non solo con la repressione. Nel Regno Unito, per esempio, ci sono stadi confortevoli, nati per il calcio, non come quelli italiani, dove famiglie intere possono recarsi tranquillamente e assistere comodamente alla partita. Nella patria del calcio non esistono tre quotidiani sportivi che devono trovare polemiche e argomenti ogni giorno dell'anno per riempire le pagine e vendere, ma non esistono nemmeno trasmissioni tv come le nostre, dove si parla di tutto meno che dell'episodio sportivo in se stesso. Quando capiremo tutto questo? Il buon Ligas, intervenendo a Canale 3 e cercando di spiegare alcuni motivi di questo spazio esagerato lasciato alle gesta di poche squadre, ha parlato di audience. Ok, forse è anche giusto, ma caro Ligas, esiste anche il diritto di cronaca, oltre all'obiettività e non sempre, trattandosi di sport, vince chi spende di più o chi ha più tifosi.

12 13 calcio La sua squadra, il presidente Toscano, l ha costruita pezzo dopo pezzo e con scelte sempre mirate e ponderate. È una squadra forte la sua, che gira come deve e se i risultati ottenuti sono quelli che sono sotto gli occhi di tutti lo si deve proprio alla unità di intenti esistente tra tutti i membri del Consiglio sempre pronti a confrontarsi su tutto quello che è il lavoro che Gigi Toscano, infaticabile direttore d orchestra, propone di portare avanti. E di questo Consiglio fa parte, ormai da cinque anni, Cesare Bicchi notissimo imprenditore senese, oggi in pensione, con una vita passata alla Croce del Travaglio nella sua Radiocentrale Cinque anni passati in punta di piedi dice Cesare Bicchi e nel ruolo di vicepresidente, carica che ricopro in questa grande realtà che è il San Miniato, e dove molto mi ha aiutato l esperienza amministrativa della mia vita di imprenditore. Certo, l incarico al quale mi ha chiamato Toscano, era per me un esperienza nuova, che subito, devo dire, mi ha appassionato forse perché sono stato fin da giovane uomo di sport e senz altro perché mi permetteva di rimanere comunque a contatto con lo sport praticato e soprattutto con i giovani. L inizio di Bicchi però non è stato proprio facilissimo, perché l avvento di Toscano, che lo chiamò a far parte del Consiglio, coincise con scelte importanti. Mentre dal campo arrivano positive indicazioni, il vice-presidente Bicchi sottolinea la crescita del club San Miniato, il bene dei ragazzi al primo posto Gigi Rossetti Eh sì, mi ci volle qualche mese di studio continua. Ricordo che dovemmo appianare alcune divergenze tecniche e rivedere alcune scelte finanziarie. Poi, una volta sistemate queste questioni, che erano le più urgenti, pur nelle quotidiane difficoltà che esistono per poter portare avanti una società di calcio, tutto è stato, se vogliamo essere positivi, in discesa; aiutato in questo dalla correttezza e dalla trasparenza amministrativa con la quale una Società di queste dimensioni viene gestita. Conoscevo il San Miniato e sapevo che era una grande realtà, ma l ho visto crescere ancora di più. Gli ho visto fare passi da gigante con ampliamenti immobiliari e lungimiranti programmazioni (scelte in parte già realizzate) con il solo scopo di ridurre al minimo le spese delle utenze, spese queste sempre più difficilmente sostenibili per un Gruppo Sportivo senza scopo di lucro come il nostro, per poi contemporaneamente offrire un migliore servizio ai nostri giovani calciatori. Con certezza, e con un pizzico di orgoglio che è lo stesso che pervade poi tutti quelli che appartengono a questa grande famiglia, posso dire che il San Miniato è oggi come oggi tra le migliori e meglio organizzate realtà del calcio giovanile provinciale e regionale. Una Società che, sia pure grazie all importante aiuto della Fondazione MPS, a quello dell Amministrazione Comunale, della Banca Toscana, della Banca CRAS di Sovicille oltre che a tutti gli altri sponsor di aziende private, non ha proprio nulla da invidiare ad altre realtà anche professionistiche. Ma il calcio oltre che di scrivanie è fatto anche di campo e qui le cose come vanno? Ritengo che tutto lo staff tecnico, unitamente ai nostri ragazzi, sia da elogiare così come da elogiare è tutto quanto lo staff sanitario; stiamo ottenendo dei buoni risultati, ma i campionati sono appena iniziati e allora è bene essere molto prudenti. Ci fa piacere l altissima quota della formazione degli Allievi Regionali e ci fa piacere il primo posto dei Giovanissimi A sui quali puntiamo molto in questa stagione, così come ci dà soddisfazione la classifica medio-alta delle altre due formazioni di Allievi e Giovanissimi. Ma ripeto, siamo alle battute iniziali e la prudenza è d obbligo anche se ovviamente speriamo che questo trend positivo duri più a lungo possibile e magari fino alla fine di aprile quando ci troveremo a tirare le somme. Insomma, vorremmo che fosse ancora festa proprio come quella che abbiamo organizzato per la presentazione alla città di tutte le nostre squadre. Non sarà facile, lo sappiamo, ma il nostro dovere è quello di provarci sino in fondo e fino in fondo noi ci proveremo. Cesare Bicchi con l ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton (1988 presso la CNA di Siena) La formazione dei Carabinieri vincitrice del Torneo che ha preceduto la festa neroverde

13 14 calcio La F.I.G.C. senese trasferisce i propri locali nella nuova sede di Piazzale Rosselli, nell edificio della Stazione Ora il calcio va...come un treno Marizio Madioni Quando la stagione sportiva è entrata già nel vivo e tutti i campionati e tornei professionistici, dilettanti e di settore giovanile hanno preso inizio, la Federazione Italiana Gioco Calcio e la Sezione AIA di Siena hanno occupato la stazione ferroviaria. Non è una protesta, ma semplicemente un cambiamento di sede. Infatti, grazie ai contributi della Fondazione Monte dei Paschi, della Provincia e della Banca di Credito Cooperativo di Monteriggioni, al Consiglio del Comitato Premio Cicali ed alla sensibilità del Presidente Regionale della F.I.G.C., Fabio Bresci, è stato possibile eseguire i necessari interventi di ristrutturazione dei locali di proprietà delle FF.SS. prima destinati ad abitazioni del personale direttivo e ad uffici, lasciati per diversi anni in disuso e senza manutenzione. Le modifiche strutturali apportate allo stabilimento situato al primo piano dell immobile di Piazzale Rosselli n.13 (sopra la biglietteria della stazione ferroviaria) hanno riportato i locali in una condizione più che idonea ad accogliere i collaboratori della Delegazione Provinciale e della sezione AIA di Siena. Le Società senesi che hanno già, in qualche modo, visto la nuova sede si sono dimostrate soddisfatte della nuova ubicazione della F.I.G.C., poiché si trova in un quartiere strategico della città più facilmente raggiungibile da tutte le zone della Provincia. Operare all interno di una sede così ben attrezzata rappresenta una soddisfazione per tutti ed in particolare per i collaboratori che lavorano volontariamente all interno della Delegazione per organizzare al meglio l attività giovanile e dilet- tantistica del calcio senese. Nelle foto a corredo si possono osservare alcuni interni tra cui la sala corsi e riunioni, vero e proprio fiore all occhiello di questa nuova sede. Le pareti del corridoio e delle stanze sono arricchite dalle fotografie ricordo di campionati e tornei vinti durante gli ultimi cinquant anni dalle rappresentative senesi e dalla Nazionale Italiana e di tutti i direttori di gara ed assistenti senesi che hanno avuto modo di dirigere gare di calcio professionistico nazionale ed internazionale. Si attende con fiducia l ultimazione del progetto della Stazione Ferroviaria che dovrebbe prevedere, tra l altro, l allontanamento da Piazzale Rosselli dell arrivo e delle partenze degli autobus di linea, l attivazione del sottopassaggio e dell impianto di risalita verso Viale Vittorio Emanuele e tutto questo consentirà alla nostra sede l inserimento in un contesto cittadino di sempre maggiore importanza. È inutile evidenziare quale sia stata la soddisfazione dei componenti della F.I.G.C. senese e degli arbitri che si trovano a passare alcune ore della loro giornata ad organizzare le diverse attività inerenti il calcio all interno di locali sicuramente più igienica e idonei ad uffici di questa natura. L inaugurazione ufficiale sarà effettuata nel mese di novembre alla presenza di tutte le autorità cittadine, della Provincia e della F.I.G.C. Toscana, nonché di tutte le testate giornalistiche senesi, le emittenti televisive che seguono il nostro calcio assiduamente e delle Società che ci consentono di realizzare e portare avanti tutte le nostre iniziative. Alcune immagini della nuova sede

14 15 polisportiva Dopo diversi anni torna la regina delle discipline La Mens Sana si rimette in...pista Giacomo Zanibelli Nata nell immediato dopoguerra, la sezione di atletica leggera è stata per molti anni il fiore all occhiello della polisportiva biancoverde. Ne sono testimonianza la staffetta formata da Rabizzi, Tozzi, Castagnini e Cammarone che negli anni cinquanta conquistò il primo posto nel campionato di Società, mentre lo stesso Rabizzi, nel 1962, vestì a Barcellona la maglia azzurra nell incontro Spagna.Italia correndo i 100 metri. Appuntamenti internazionali, questi, abbastanza frequenti all epoca. E poi ancora la staffetta 4x100 che nel 64, con il tempo di 44,4 secondi conquistò il record italiano Allievi con gli atleti Forci, Calabrò, Friscelli e Visibelli. Insomma l atletica leggera alla Mens Sana è di casa, e da quest anno, all interno della sezione Runners e come evoluzione di questa, vi farà ritorno per dedicarsi alla formazione di base di bambini e bambine dai 6 ai 15 anni di età. Una nuova offerta della polisportiva biancoverde, che si propone come risposta ad un esigenza di formazione generale dei ragazzi in quanto caratterizzata da elevata ecletticità e, nel contempo, ottima per lo sviluppo delle capacità propriocettive e sensomotorie. Correre, saltare, lanciare e marciare, sono schemi motori che, se adeguatamente sviluppati, concorrono a formare un grande atleta e per questo è considerata la regina di tutti gli sport, ma in genere anche la base preparatoria di tutte le discipline sportive. Mens Sana 1871 mette dunque a disposizione di chi fosse interessato, tecnici specializzati ed una seconda segreteria attrezzata che, da metà settembre, è stata aperta presso il Campo Scuola di Via Avignone (sede anche degli allenamenti), con il seguente orario: dalle 15,00 alle 18,20 dei giorni di lunedì, mercoledì e venerdi. Per i bambini dai 6 ai 10 anni gli allenament si svolgono di lunedì, mercoledì e venerdi dalle 17,00 alle 18,20 e per i ragazzi dagli 11 ai 15 anni dalle 15,00 alle 16,20 degli stessi giorni. La sezione, diretta dall ex giavellottista Marco Fineschi coadiuvato dal direttore tecnico Leonardo Tafani, annovera tra le sue fila giovani ma già esperti istruttori come Pietro Giannitti, Marco Messere, Monica Tiezzi e la pluri campionessa italiana Sophia Ricci, atleta di livello nazionale dalle notevoli capacità tecniche e fisiche, requisiti peraltro comuni a tutti gli istruttori mensanini. Dunque una nuova opportunità di fare sport a Siena, con la quale la Mens Sana 1871 conta di coinvolgere quanti non si sono ancora decisi a fare questo passo fin dalla più tenera età. La staffetta 4x100 Si svolgerà il 21 novembre la 6ª edizione del Premio SIMONE CIANI NON SOLO SPORT La Giuria composta dai maestri Fausta Cianti, Ruggero Lolini e Cesare Orselli insieme a Piero Ricci, nella sua qualità di presidente di Mens Sana 1871, e Vinicio Serino presidente del Comitato Organizzatore del premio Simone Ciani 2008, hanno scelto i brani ammessi alla finale. Raffaele Canetta, Antonello Cerbo, Elena Cattini, Edoardo Dinelli, Matteo Durbano e Caterina Paolini sono i compositori che, nel tardo pomeriggio del 21 novembre prossimo, presenteranno per la prima volta le loro opere in una serata organizzata dalla Società Sportiva Dilettantistica Senese Mens Sana 1871, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Siena, in ricordo della figura di Simone Ciani, giovane critico musicale scomparso a soli 22 anni il 10 agosto del La Società ricorda Simone attraverso il Premio biennale di Composizione a lui intestato, per espressa volontà dei propri Organi Collegiali, e giunto quest anno alla sesta edizione dopo quelle svoltesi nel 1998, 2000, 2002, 2004 e 2006, che hanno visto una crescente e qualificata partecipazione di candidati. La levatura artistica e di pensiero del giovane talento, saranno in questo modo ricordate attraverso le note di alcuni fra i più promettenti compositori italiani che, negli anni, hanno scoperto questa importante iniziativa che coniuga sport e cultura. Un binomio che la Polisportiva biancoverde vuole ribadire con sempre maggiore forza e convinzione nel solco di una storia ultracentenaria in cui l attività sportiva è sì prevalente, ma non l unica. La sesta edizione del premio si svolgerà, come nelle ultime edizioni, nella prestigiosa Sala degli Specchi dell Accademia dei Rozzi. L organico per le composizioni, che saranno eseguite dal Gruppo Strumentale del Premio Simone Ciani, sarà formato da un flauto, un clarinetto, un sassofono, un violino, un violoncello ed un pianoforte, sotto la direzione del maestro Giuseppe Baldesi. Nel corso della serata il prof. Alessandro Fo tratteggerà la figura di Simone, mentre Paola Lambardi si cimenterà in alcune letture. Due immagini relative alle ultime edizioni

15 zapping vincenzo coli FRA TALENTO E FOLLIA Che peccato, quando le pulsioni della corteccia cerebrale non vanno a tempo coi lampi del talento avuto in dono dalla natura, e spingono irresistibilmente a fare certe bischerate. Chi ha un po di sale in zucca lo sa in anticipo: se ne dovrà, un giorno, pentire amaramente. Conseguenza che non tocca tutte le categorie del genere umano. Tanto per dire, genio e sregolatezza sono un binomio inscindibile nel dominio della creatività, la dipendenza da droghe e alcool unita a comportamenti più banalmente trasgressivi sembra faccia scattare la scintilla, come minimo contribuisce a creare il mito. Trionfo e perdizione nella stessa particella di dna. Da Caravaggio a Jimi Hendrix di esempi ne potremmo fare a pacchi, le vite di artisti e musicisti si presentano quasi obbligatoriamente come diagrammi impazziti. Dagli sportivi nessuno pretende il segnale piatto, ma siccome il rendimento su un campo di calcio, in vasca o in pedana non può prescindere dal rispetto di certe regole, la cosiddetta vita da atleta dovrebbe essere la stella polare di qualsiasi professionista. Eppure, sotto la voce inaffidabile, i nomi delle new entry si stanno moltiplicando, l incapacità di resistere alle tentazioni e di amministrarsi seriamente miete sempre più vittime. L ultimo in ordine di tempo è un ragazzo che conosciamo bene: Joseph Forte, la classe più cristallina mai mostrata al Palasclavo, handing ball, arresto e tiro da Adriano urlo. Una ex prima scelta che a quest ora poteva furoreggiare nella NBA, se non fosse riuscito a inimicarsi, tra indolenza, ritardi, ore piccole in discoteca e sciocchezze assortite, tutti gli spogliatoi frequentati a partire dai Lakers. A Siena il marcamento a uomo tipo pitbull della società funzionò, e Joe in campo andò fortissimo, tanto da essere protagonista del secondo scudetto. Dopo un breve interludio nella steppa di Kazan, dove si sarà annoiato da morire, e un primo anno a Bologna sponda Fortitudo, quaresimale fuori campo e con cifre ottime dentro, nella seconda stagione felsinea proprio non ce l ha fatta, lo sberluccichìo dei locali notturni gli ha bruciato le ali alla vigilia di un match. Contratto rescisso a lui, reprimenda a Quintel Wood, compagno di ballo e altro pazzo di genio (ma al posto del gm Savic avremmo fatto il contrario) e ora il procuratore di Joe si sarà rimesso al lavoro per trovargli un altro ingaggio, sicuramente alla portata, finché la fama di ottimo giocatore riuscirà a prevalere sulla leggenda nera che, ahilui, si sta irrobustendo. Quell anno la Mens Sana aveva anche il problema di tenere il guinzaglio corto a Lonny Baxter, altro tipetto da prendere con le molle, e a ripensarci bene essere riusciti a vincere con due giocatori come loro, imprevedibili nel bene e nel male, non fu impresa da poco. Eh sì, perché se Forte è un soggetto border line, Lonny era decisamente più di là che di qua: non a caso, i due mesi di detenzione per via della sparatoria notturna a un passo dalla Casa Bianca, forse un idea per festeggiare il contratto appena firmato con Siena, sono stati solo il penultimo soggiorno nelle patrie galere: il vizietto delle armi il centrone da Silver Sping non riesce proprio a levarselo. Molto più crazy di lui era comunque Joe Pace, lungo di Pesaro anni ottanta, pure lui ottimo giocatore fisicamente prepotente ma completamente fuori di testa: dalla NBA all Italia, non riuscì a restare più di un anno in nessuna società. Passando al calcio, la categoria dei cattivi soggetti appare particolarmente folta. Giusto qualche spruzzatina di polvere di stelle. I meno giovani si ricordano senz altro gli scozzesi Baker e Law acquistati dal Torino (il secondo era anche bravo) all inizio degli anni sessanta: ubriachi strafatti, la notte prima di una partita si schiantarono con l auto sportiva contro un monumento nel centro di Torino; soccorsi, ricoverati e rispediti a casa col foglio di via. Garrincha, l uccellino zoppo imprendibile nel dribbling, campione del mondo con la Seleção nel 1958 e nel 1962, alternava stati di grazia calcistica a condizioni di coma etilico, soprattutto nei giorni del carnevale di Rio. E che dire di Gascoigne, la mezz ala inglese che nei primi anni novanta in tre stagioni nella Lazio si segnalò più per le stranezze (una volta giocò con una coda di cavallo posticcia!), i litigi in campo e fuori e la passione per la birra, che per l efficacia sotto rete (appena tre goal). La sua discesa agli inferi, a quanto ci raccontano le cronache, non è ancora finita. Confronto a loro, l irrequietezza di Cassano (quest anno sembra tranquillo, ma quando gioca non sai mai cosa aspettarti ) e le nottate allegre di Adriano appaiono peccatucci di seminaristi. Per questi ragazzi discoli, messi in castigo e subito riabilitati, ci saranno sempre seconde occasioni, Forte e poi, terze, quarte e via indulgendo. Il fegato degli allenatori scoppia di rabbia ma il cuore dei presidenti è grande. E le cause di lavoro costano, nel calcio.

16 17 scherma Alice Volpi, la giovane fiorettista cussina classe 1992, è la protagonista di questo inizio di stagione con una convincente vittoria nella prima prova Cadette, under 17 e la fresca convocazione nella squadra azzurra al Campionato Europeo under 20 in programma nella prima metà del mese di novembre in Olanda ad Amsterdam. Per l atleta del sezione scherma Cus Consum.it, questa è una stagione molto importante nella quale i tecnici cussini e federali, si aspettano di vedere una progressiva maturazione sia tecnicotattica che comportamentale che permetta alla giovane senese di sfruttare al meglio le indubbie e notevoli doti di schermitrice che lasciano intravedere un futuro di altissimo livello. Se la giovane senese vorrà fare l atleta di mestiere, e già alcuni centri sportivi militari si sono interessati, dovrà far propria la convinzione che comunque l impegno non dovrà mai mancare e che, per raggiungere risultati importanti, ci sarà sempre da lavorare ; certo è che saranno proprio gli obiettivi che l atleta saprà darsi a fornire lo stimolo principale per rimanere più a lungo possibile in pedana. Alice ha iniziato la stagione come numero 1 del ranking italiano under 20 e dopo la vittoria nella prova Cadette, ha ripreso il primo posto anche in quello della sua categoria, l under 17. La competizione continentale che la vedrà scendere in pedana insieme alle altre tre azzurre convocate (Martina Batini di Pisa, Valentina del Costanzo di Roma, Olga Calissi di Livorno) prevede sia la prova individuale che quella a squadre e, pur incrociando doverosamente le dita, l aspettativa di una medaglia è supportata da ben più di una speranza, dato il livello tecnico espresso negli ultimi anni dalle formazioni giovanili azzurre, sempre protagoniste sia a livello europeo che mondiale. Rimanendo in campo internazionale, occorre segnalare l esordio ufficiale della fiorettista Irene Crecchi nella prova di Coppa del Mondo under 20 di Bratislava, dove la giovane cussina era stata convocata nella rappresentativa azzurra. Un girone iniziale perfetto con 6 vittorie su 6 assalti disputati posizionavano la sedicenne senese ai primi posti del tabellone di eliminazione diretta. Saltato il primo turno per meriti di classifica, Irene si trovava davanti una delle più forti compagne della rappresentativa italiana, la livornese Calissi, alla quale doveva cedere il passo concludendo la prova al 34 posto. La prima prova nazionale under 17 svoltasi ad Ariccia, ha visto la netta affermazione, come già detto in apertura, di Alice Volpi che ha superato nella finale la livornese Orsolini con il netto punteggio di 15/7. Dopo un ottimo girone iniziale, che la collocava al quarto posto del tabellone di eliminazione diretta, la cussina superava agevolmente i primi due turni mettendo a segno 30 stoccate e ricevendone solo 5; per accedere al tabellone ad 8 batteva la milanese Guerra per 15/7 per poi andare a superare la livornese Calissi 15/12 in un assalto di ottimo livello tecnico-atletico in cui Alice rimontava con determinazione lo svantaggio iniziale di 4 stoccate. In semifinale ancora una prova di maturità contro la giovanissima Palumbo, dalla quale nei primi tre minuti subiva 8 stoccate mettendone a segno solo 3; nella pausa le indicazioni tattiche suggerite trovano applicazione in pedana con un parziale di 12/0 che non ammetteva repliche lanciando la fiorettista senese verso la vittoria finale della prova. La gara prevedeva inoltre la qualifica per la prova nazionale under 20 in programma a La Spezia riservata al primo 30% delle atlete partecipanti; in quest ottica risultato ottenuto anche per le altre due cussine impegnate Gaia Fratini ed Irene Crecchi che, pur non esprimendosi al meglio delle loro capacità, si classificavano al 18 e 36 posto della graduatoria finale. Nel fioretto maschile Matteo Della Vecchia, classe 1994 ed al primo anno della categoria, non superava i gironi eliminatori solo per una stoccata. Nella spada femminile altro bel risultato da Gaia Fratini classificatasi 5ª dopo aver ceduto per una sola stoccata, 14-15, alla ligure Bertagna, In un autunno già ricco di soddisfazioni, si inserisce l impegno europeo della giovane fiorettista cussina Alice nel paese dei giganti Con questo bel risultato Gaia scala il ranking di categoria salendo al terzo posto, ed aprendosi buone prospettive per il proseguimento della stagione. Le altre cussine impegnate, Costanza ed Anna Carboni alle loro prime esperienze, si sono ben comportate finendo nel tabellone da 128, rispettivamente 76ª e 103ª, mentre Maddalena Cerretani non riusciva a passare il girone e chiudeva lontana dalle compagne. Positivo Marco Tanfoni (1993) nella spada che si qualificava 50 su oltre 300 atleti in gara guadagnandosi il pass per l under 20, mentre Stefano Menchiari andava fuori nei gironi. Nella sciabola femminile Alice Volpi finiva 14ª e Gaia Fratini 48ª; in campo maschile Niccolò Favilli, all esordio in categoria, non superava i gironi, mentre Guido Ferrini e Cristiano De Salve, dopo un buon turno iniziale, saltavano la prima diretta ma cedevano poi nel tabellone successivo da 128 chiudendo rispettivamente 67 e 83. Da notare che alla tre giorni sui colli laziali hanno partecipato 1500 atleti. In campo regionale buoni risultati dalla sezione scherma del CUS nella prima prova di qualificazione regionale assoluta di spada che permette alle prime 15 atlete ed ai primi 20 atleti di poter partecipare alla prima prova di open nazionale in programma nel prossimo mese di dicembre a Ravenna ed i cui risultati, sommati a quelli della seconda prova nazionale, determineranno gli atleti che, in ogni arma, parteciperanno ai Campionati Assoluti La prova regionale che si è svolta a Firenze ha visto al via, tra maschi e femmine, più di duecento atleti da tutta la Toscana. Nella spada femminile si sono qualificate: Alice Volpi, 2ª classificata alle spalle della vincitrice della prova, la pisana Batini, Martina Bancheri, Gaia Fratini e Lucia Cetoloni, mentre hanno mancato la qualificazione per poco le giovanissime Anna e Costanza Carboni insieme a Gaia Pigino che dopo tredici anni di inattività è tornata a calcare le pedane. In campo maschile, assente Lorenzo Bruttini perché rientrando nell elite dell arma risulta qualificato di diritto alla fase nazionale, hanno superato la qualifica Vieri Vannoni ed Erik Peruzzi, mentre poco lontano dagli ammessi è finito Giovanni Cerretani seguito, più indietro, dagli altri cussini Damiano Tarantino, Matteo Carducci, Stefano Giannone Codignone e Marco Tanfoni. Esordio vincente anche in campo Master dove le due spadiste cussine, Lucia Cetoloni e Gaia Pigino si sono contese la vittoria finale della 1ª prova del circuito svoltasi a Busto Arsizio con Lucia che, alla fine di un bell incontro, prevaleva su Gaia con il punteggio di 10/8. Sul podio della prova di sciabola Filippo Carlucci che chiudeva al terzo posto mentre l altro cussino in gara, Federico Favilli, si classificava 18. Un ottobre già ricco di soddisfazioni al quale seguiranno mesi intensi con un calendario ricco di appuntamenti per tutte le categorie dove spicca l esordio ufficiale dell attività under 14 previsto in novembre a Viareggio con la prima prova regionale nella quale il CUS dovrà iniziare a difendere il trofeo Zanotti conquistato la scorsa stagione con la vittoria della speciale classifica under 14 per Società. Daniele Giannini

17 18atletica leggera Sono di Irene Siracusa gli ultimi titoli conquistati in campo regionale e nazionale Chiusura col botto Maurizio Cito ai Campionati Mondiali di Cross Andrea Bruschettini Si conclude in maniera inaspettata, ovvero con un successo non pronosticabile, la stagione 2008 dell atletica leggera senese. Una vittoria importante perché conseguita da una giovane alle prime gare, Irene Siracusa, e perché è la prima importante dell atletica leggera valdelsana dopo le riorganizzazioni degli ultimi anni. Classe 1993, in questo finale di stagione la giovane valdelsana (parente del valido marciatore master e allenatore Gianni Siracusa) ha scalato le vette della velocità italiana nella categoria cadetti, una categoria ancora acerba da un punto di vista tecnico, ma in cui emerge chi è dotato di talento naturale. Specialista degli 80m, prima Irene ha vinto a Campi Bisenzio il titolo toscano cadette in 9 9, poi, selezionata nella rappresentativa toscana che ha partecipato ai campionati italiani di categoria, ha vinto il titolo nazionale nella staffetta 4 x 100m. Insieme alle compagne Volani, Bongiorni e Visibelli, la portacolori dell Olimpia Colle Val d Elsa è stata protagonista di un successo importante, sia per il tempo, 48 24, il terzo chrono all-time della categoria; sia per l intero movimento dell atletica valdelsana, in cui una forte spinta promozionale è giunta dalla nascita alcuni anni fa dell Atletica 2005, gruppo che ha raccolto nelle categorie agonistiche (dagli allievi fino ai senior) l ampio vivaio giovanile presente nell area: Libertas Valdelsa, U.P. Poggibonsese, Atletica San Gimignano e Olimpia Colle. Se a questa vittoria aggiungiamo anche il quarto posto della gara individuale (corsa a un solo centesimo dal podio in 10 21), possiamo quindi celebrare la nascita di un nuovo talento dell atletica senese, il primo del nuovo corso dell ampio movimento dell atletica leggera valdelsana. Sulla base di questo successo, del recente premio di Sportivo dell anno 2007 assegnato dal Gruppo Stampa Autonomo Senese a Edoardo Baini, della vittoria a inizio anno di Sophia Ricci negli 800m juniores indoor, delle ottime prestazioni degli juniores dell Uisp Atletica Siena (Elisa Pieri, Filippo Costanti, Alice D Auria, Emanuele Fadda) e ovviamente dei risultati degli atleti assoluti ai vertici nazionali (Chiara Bazzoni, Domitilla Bindi, Elisa Palmieri, Serena Tronnolone), si può affermare che l annata 2008 della nostra atletica è stata egregia in termini di qualità agonistica e di performance. Non è mai opportuno fare raffronti, ma certo si può affermare che in questa stagione tanti atleti si sono confermati agli alti livelli mostrati in passato, mentre altri hanno continuato a progredire, o altri ancora sono tornati ai vertici dopo duri infortuni. Si nota poi una certa vitalità nei vivai, con molti ragazzi impegnati nella scoperta di questo sport sulle varie piste attive della provincia (Torrita, Siena, Colle), mentre la nascita della nuova sezione atletica della Polisportiva Mens Sana potrà dare un ulteriore contributo alla crescita del movimento. Ma come sempre, breve è il tempo dei bilanci, mentre è già il momento di rimettere ai piedi le chiodate, visto che incombono le prime corse campestri dell anno. Si correranno infatti tra novembre e dicembre tre cross utili a selezionare la nazionale che a metà dicembre prenderà parte a Bruxelles ai campionati europei della specialità. Si dovrebbero presentare in gara (ed anche con buone speranze di ben figurare) lo junior dell Uisp Atletica Siena Emanuele Fadda, cresciuto notevolmente durante l anno, e la promessa Maurizio Cito, che, messi da parte fastidiosi infortuni e trovata una nuova guida tecnica a Grosseto, cercherà una possibile convocazione in azzurro, la seconda dell anno dopo quella ai campionati mondiali universitari di cross.

18 19cinque cerchi Una delle ragioni principali del successo registrato in questi anni dal progetto giocosport Il Bambino Sceglie lo Sport, promosso dal Coni Provinciale di Siena con il contributo e il sostegno dell Amminstrazione Provinciale e il fondamentale apporto di tutti gli organi scolastici a vario titolo coinvolti nella diffusione e nell approccio alle attività proposte, va ricercata nella totale convergenza di metodi e strumenti su cui le figure di riferimento del progetto, insegnanti curricolari e tecnici, espressione del mondo federale, degli enti di promozione sportiva e delle discipline associate, possono impostare un lavoro comune capace di integrarsi al meglio per ottenere la perfetta complementarietà di mezzi disponibili e intenti da realizzare. Il Prof. Francesco Binella, coordinatore per l educazione fisico-motoria presso l Ufficio Scolastico Provinciale del Centro Servizi Amministrativi di Siena, rileva come la scuola primaria italiana, per quanto qualitativamente tra le migliori dal punto di vista dell offerta formativa, soffra di una primordiale mancanza di spazi didattici appositamente studiati per la diffusione dell attività motoria e spiega l importanza di un progetto polivalente come il Bambino sceglie lo Sport, quale risposta all esigenza, avvertita soprattutto nell età dello sviluppo fisico-motorio- posturale, di un corretto processo conoscitivo. Gli fa eco il presidente provinciale del Coni Roberto Montermini il quale, nel manifestare la piena soddisfazione per gli ottimi riscontri numerici in termini di partecipazione dei bambini e sensibilizzazione dei genitori -cassa di risonanza più autorevole sulle benefiche ricadute dell intervento a testimonianza della stretta connessione stabilita tra la cellula famiglia e la struttura del territorio- sottolinea il valore del gioco di squadra istauratosi tra tutti gli attori delle varie iniziative in calendario, considerando proprio la piena sintonia tecnica, logistica ed organizzativa con enti, istituzioni ed organismi per un lavoro d insieme che ha convinto anche i più scettici e che ripaga costantemente nei risultati tanti piccoli e grandi sacrifici dei quali ringrazio, con particolare riconoscenza e gratitudine, tutto il nostro Comitato. Proprio per garantire la necessaria continuità di questo coordinamento operativo al di fuori dell ambito scolastico, appare evidente il ruolo imprescindibile delle società sportive, alle quali è affidata la prosecuzione del lavoro didatticopedagogico che la scuola porta avanti, in modo da ritrovare nella specificità del contesto le medesime linee guida per un identico linguaggio formativo. Si è mosso in questa direzione e con tale preciso obiettivo, il corso di aggiornamento dal titolo La Formazione di base dell Educatore Scolastico nel Progetto ludico-motorio polisportivo in atto nella scuola Elementare senese, tenutosi in doppia sessione, allo scopo di garantire la totale copertura del vasto territorio Provinciale, negli appuntamenti di Poggibonsi e di Chianciano Terme. Il Prof. Giampiero Torellini, coordinatore tecnico del Coni di Siena, ha ricordato l evoluzione del Banbino Sceglie lo Sport, che ormai coinvolge tutti gli Istituti Comprensivi e la quasi totalità (35 su 36) dei Comuni della Provincia; 8713 alunni nell anno scolastico 2007/2008 (in probabile ulteriore aumento per quello appena iniziato), 9400 ore di docenza che saliranno a oltre per 115 tecnici abilitati tra educatori scolastici e istruttori, impegnati in 521 classi. Senza trascurare il concorso grafico correlato a livello regionale, che nella scorsa edizione ha sfiorato quota mille elaborati. Muovono tutte dal progetto Il bambino sceglie lo sport le diverse iniziative promosse dal Comitato Provinciale del Coni Un gioco di squadra che fa risultato A seguire, il dottor Giovanni Scalera si è soffermato sull evoluzione del bambino nella scuola primaria, la fascia di istruzione alla quale il progetto è rivolto, e ha posto l accento sulla necessità di favorire, anche attraverso lo sport, un ventaglio di relazioni sociali che sappiano svilupparsi in maniera armonica ed equilibrata, punto cardine perché alla crescita fisico-intellettiva si unisca quella emotiva, fondamento del carattere individuale. Ed è proprio nell insieme delle variabili in grado di modificare i comportamenti in funzione del progresso collettivo, che si incardina massimamente il concetto di educazione. La Professoressa Rossella Catapano ha incentrato le sue osservazioni sul valore educativo del Giocosport come metodo di sviluppo totale delle capacità senso-percettive, coordinative e motorie attraverso una didattica fatta di programmi individuali con giochi simbolici, imitativi, di libertà e di regole ; e metodi- Francesco Vannoni

19 20cinque cerchi Alcune immagini delle iniziative svoltesi a Poggibonsi e Chianciano (sotto e pagina precedente) che di gruppo con giochi di avviamento allo sport e di squadra. Lo scopo è quello di creare un attività in forma ludica, polivalente e multilaterale che coinvolga tutti gli aspetti della personalità del bambino per un graduale discernimento delle abilità acquisite, così da adattarsi alla lettura e all interpretazione di situazioni originariamente semplici ma sempre più complesse e specifiche, per arrivare al punto nodale di una scelta effettiva del bambino verso lo sport e non viceversa. Ogni intervento proteso al raggiungimento di un obiettivo ha bisogno della opportuna programmazione: è partita da questo assioma la Professoressa Tiziana Bocci per illustrare i metodi didattici della scuola primaria: quello induttivo, basato sulla libera esplorazione da parte del bambino e quello deduttivo attraverso l assegnazione di un compito preciso. Nel primo caso viene proposta una situazione che lascia ad ognuno la possibilità di esprimere le proprie propensioni per il raggiungimento dell obiettivo fissato: in questo modo si favorisce la sperimentazione e l esecuzione autonoma del gesto, facilitando al tempo stesso la comparazione tra le varie discipline ed il confronto con gli altri bambini. Nel secondo, invece, emergono le competenze dell insegnante in ambito disciplinare: con questo procedimento si determinano compiti, regole e gesti motori finalizzati ad uno specifico obiettivo tecnico, che consente di attuare la verifica dell esecuzione. La vera novità di quest anno è l intervento didattico guidato, introdotto nei lavori del modulo formativo per tradurre in maniera pratica le proposte teoriche indicate. Diretta dalla maestra Mariangela Marzini e dalle educatrici Alessandra Morgantini e Veronica Muzzi, questa ultima fase ha interessato i bambini che, a gruppi, hanno potuto eseguire attivamente gli schemi teorizzati, ricevendo così rapidi ma efficaci input relativi al progetto nel quale saranno impegnati. Sulla stessa direttrice si inseriscono anche due iniziative studiate per i Centri di Avviamento allo sport, altra preziosa risorsa per una cultura sportiva polivalente alla quale il Coni senese intende dare nuovo slancio e non certo disgiunte, almeno in termini di contenuti ed obiettivi, dal Bambino Sceglie lo Sport. La prima riguarda il corso monotematico che si svolgerà sabato 15 novembre presso la sala riunioni del Coni Provinciale con interventi del Prof. Rosario Carubia, docente della Scuola Regionale dello Sport sulle tattiche e le tecniche per la conduzione del gruppo-squadra e del dott. Giovanni Scalera che del gruppo tratterà gli aspetti gestionali dal punto di vista socio-educativo. Per quanto concerne il corso di formazione teoricopratico in programma dal 18 novembre al 12 dicembre ogni martedì e venerdi presso il Comitato Provinciale del Coni per la parte teorica e nella palestra della Polisportiva Mens Sana per quella pratica, le lezioni, seguite da brevi dibattiti con la moderazione del dott. Andrea Luchini vice presidente del Coni di Siena, saranno tenute dagli stessi relatori intervenuti negli stage di aggiornamento di Poggibonsi e Chianciano Terme, ai quali si aggiungerà il dott. Marcello Bozzo membro della Federazione Italiana Medici Sportivi.

20 21 rugby Sono partiti i campionati di Serie C e Under 19 con tante ed importanti novità IL CUS CAMBIA PELLE Roberto Guiggiani In pochi mesi, da maggio ad ottobre, il Cus Siena Rugby ha cambiato pelle. Dopo la doppia vittoria nello spareggio salvezza contro il Cus Pisa, che permette di affrontare quest anno il secondo campionato consecutivo in serie C, la società bianconera si è messa al lavoro per consolidare quanto di buono era stato fatto negli ultimi due anni. Ed i risultati sono strabilianti. Terreno del campo di gioco rifatto, palestra di allenamento completamente rinnovata, prima squadra e under 19 che si allenano insieme (e fa un certo effetto vedere trenta-quaranta giocatori impegnati), under 17 reduce da un torneo nazionale (organizzato a Sovicille) contro le più famose squadre italiane, la formazione under 15 per la prima volta iscritta al campionato, presenza costante ai concentramenti regionali di minirugby. Antonio Cinotti, responsabile della sezione rugby del Cus Siena, è il primo ad essere stupito: Per noi è appena iniziata una stagione importantissima. In effetti nel corso dell estate sono maturate tante cose che avevamo avviato e soltanto adesso ci stiamo rendendo conto dei progressi che abbiamo fatto. Per quanto riguarda il campo da gioco e la palestra dobbiamo ringraziare il Cus, che è stato veramente attento alle nostre richieste, così che adesso possiamo allenarci e giocare in condizioni veramente buone. Indubbiamente, le novità sono molte. Per noi che curiamo con grande attenzione il settore giovanile, il principale motivo di orgoglio è quello di poter debuttare con la squadra under 15, segno che le basi del movimento sono sempre più forti. Abbiamo trovato in Adrian Bielsa, argentino di Rosario trapiantato a Grosseto, un allenatore molto capace, che sta creando, con l aiuto di Luca Scarpelli e Riccardo Bani, una squadra che è la base del nostro futuro. Così come siamo contenti di aver potenziato tutto lo staff tecnico: Francesco Ferluga si è affiancato a Fulvio Biagioli per la prima squadra, mentre Francesco Fusi, proveniente dal Gispi Prato, è l allenatore della under 19 insieme a Andrea Guadagno. Così abbiamo uno staff tecnico di 4 persone che lavorano su due squadre, mentre Claudio Vannini ha confermato il suo impegno con la Under 17 e faremo nuovi sforzi per dare anche a lui dei dirigenti all altezza del suo impegno. Il campionato di serie C, che ha preso il via il 5 ottobre, si annuncia tutto in salita. Lo scorso anno i bianconeri collezionarono soltanto sconfitte, riuscendo a conquistare la salvezza solo allo spareggio, e il divario tecnico rimane netto. Tuttavia, si punta ad una crescita della squadra, con la speranza che non si ripeta la incredibile catena di infortuni che aveva costretto l allenatore Biagioli a fare a meno anche di dieci titolari contemporaneamente. La pri - ma partita contro i fortissimi Cavalieri Prato (persa per 60-5) ha messo in luce caratteristiche che già si conoscevano: buona organizzazione difensiva, un forte pacchetto di mischia, scarsa incisività nelle fasi di attacco, con poche mete realizzate rispetto al lavoro che viene fatto. Da sottolineare, infine, il successo del primo torneo nazionale Under 17, lo scorso 28 settembre, è stata una grande dimostrazione di capacità organizzativa e di credibilità del Cus Rugby Siena, che è riuscito a portare sul campo sportivo di Sovicille le pari età di Petrarca Padova (vincitrice del torneo), Calvisano, Gran Parma, Rugby Firenze 81, Gispi Prato e Bombo Firenze, offrendo ai giovani atleti e a tutti gli appassionati una bellissima giornata di sport, con incontri di interessantissimo livello tecnico. L idea del torneo è nata un po per caso ed i tempi di organizzazione sono stati molto stretti aggiunge Cinotti Se ce l abbiamo fatta è stato innanzitutto grazie al sostegno della Fondazione Monte dei Paschi, dei comuni di Siena e Sovicille e naturalmente del Cus. Da parte nostra, con il lavoro di tanti dirigenti, atleti, genitori e appassionati, abbiamo avuto la prova che anche a Siena il rugby è forte, sta crescendo e può proporre appuntamenti di alto livello. Siamo convinti che il torneo under 17 debba avere un seguito. Proprio in questa occasione è nata anche la collaborazione con l emittente via cavo Siena Tv, che ha trasmesso le finali e che trasmetterà, nel corso dell intero campionato, le partite del Cus Siena Rugby, evidentemente attento anche nel campo della comunicazione. Alcune immagini del recente Torneo Giovanile

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