Le organizzazioni nella rete dei servizi sociali

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1 Università degli Studi di Milano Bicocca Facoltà di Sociologia Corso di laurea in Servizio Sociale Anno Accademico 2008/09 Corso Organizzare un servizio Le organizzazioni nella rete dei servizi sociali PAOLO ROSSI Peculiarità della rete dei servizi sociali Difficoltà nella rappresentazione della rete dei servizi sociali: Pluralità di organizzazioni (pubbliche/private, profit/non profit, di grandi e piccole dimensioni) preposte allo svolgimento del lavoro sociale; Valenze etiche e valoriali dei sevizi sociali La specificità di trattare servizi alla persona. 1

2 La mappatura della rete delle organizzazioni Criteri di mappatura della rete delle organizzazioni operanti nei servizi sociali: la distinzione tra la natura giuridica delle diverse organizzazioni; i meccanismi di finanziamento e supporto economico dei servizi; le soluzioni gestionali di erogazione dei servizi; le traiettorie di accesso dell utente ai servizi sociali (e le eventuali risposte/servizi); le dinamiche di raccordo e programmazione a livello territoriale; Classificazione giuridica degli enti Enti pubblici Comuni ASL e Aziende ospedaliere, ambiti sociali Piani di zona Privato sociale Non profit (cooperative, imprese sociali) Profit Fondazioni Associazioni 2

3 Classificazione attraverso i meccanismi di finanziamento e supporto economico dei servizi Si possono rintracciare diverse modalità di erogazione dei servizi: Forma di gestione del servizio Esempi Servizi gestiti direttamente da Enti pubblici (Comuni, ASL, Ambiti Sociali, Piani di Zona, Aziende speciali); Scuole materne, asili nido comunali, erogazione buoni e voucher Servizi finanziati dagli Enti pubblici, la cui gestione è affidata interamente o in parte a privati; SAD, Servizi di educativa di strada, centri estivi per minori Servizi privati, ai cui enti gestori (es. cooperative di tipo A), la parte pubblica paga rette corrispondenti a prestazioni erogate a persone che hanno diritto alla pubblica assistenza; Strutture residenziali per anziani, tossicodipendenti, persone disabili Servizi privati, non finanziati da Enti pubblici, ma che possono concorrere al sistema di programmazione dell offerta dei servizi sociali (es. RSA) RSA, nidi privati Classificazione per soluzioni gestionale di erogazione dei servizi I Comuni e le Province possono gestire i servizi pubblici nelle seguenti forme: in economia; in concessione a terzi (convezione); tramite una azienda speciale; per mezzo di istituzione; attraverso una società per azioni. 3

4 Le soluzioni gestionali di erogazione dei servizi a confronto Economia Erogazione diretta da parte del Comune Concessione Tramite delega (ad ASL) o esternalizzazione a organizzazioni del privato sociale Azienda speciale Ente strumentale (di diritto pubblico) dell ente locale, dotato di personalità giuridica e autonomia imprenditoriale. E dotata di uno statuto proprio Può avere anche struttura consortile Istituzione Organismo strumentale dell ente locale (singolo ente locale), privo di personalità giuridica e autonomia imprenditoriale (ha soltanto autonomia gestionale) Privo di uno statuto proprio (vale quello dell ente locale) Società di capitale (s.p.a. o s.r.l.) Organismo (di diritto privato) esterno all ente locale, dotato di autonomia giuridica e imprenditoriale Fondazione di partecipazione Istituzione di carattere privato, dotata di proprio capitale (fondo donazione) a cui possono partecipare anche enti locali (attraverso l acquisto di quote del capitale) Le traiettorie di accesso ai servizi tra domanda e offerta Utente 1 Sportello 1 ONP 1 Contributi Servizio 1 ONP 3 Utente 2 Utente 3 Comune UVM Servizio 2 Utente 4 Utente 5 Sportello 2 Sportello 3 ONP 2 Ospedale (Azienda ospedaliera) ASL Utente 6 Utente 7 Utente 8 4

5 Il sistema degli enti: una rappresentazione formale Enti di previdenza SISTEMA PUBBLICO Regione Ministeri Provincia Comuni IPAB RAPPORTI INTER-ISTITUZIONALI ASL Cooperative sociali Fondazioni Organizzazioni di volontariato Associazioni Fonte: P. Ferrario, Politica dei servizi sociali, Carocci, 2001, pag SISTEMA DEL PRIVATO SOCIALE Il privato sociale: le cooperative sociali La legge 381/91 ha definito due tipologie di cooperative sociali: Cooperative di tipo A: si occupano dell erogazione e della gestione di servizi socio-sanitari; Cooperative di tipo B: finalizzate all inserimento lavorativo di persone svantaggiate. La legge 381/91 ha introdotto un soggetto organizzativo che ha valenza pubblicistica negli scopi ma è che privatistico nella forma organizzativa. 5

6 Il privato sociale: le coop. sociali di tipo A Le cooperative sociali di tipo A nascono storicamente a partire dalle esperienze delle: cooperative di servizi sociali: offrivano servizi sociali, con prioritaria finalità di mutualità interna (assicurare e garantire lavoro ai soci); cooperative di solidarietà sociale: prevalente mutualità esterna (nascevano spesso da esperienze di gruppi di volontariato) e miravano ad offrire aiuto a persone in difficoltà. Il privato sociale: le coop. sociali di tipo A Lo sviluppo e la diversificazione delle esperienze delle cooperative A è dipeso da fattori come: dimensione organizzativa; adesione (o meno) a consorzi di secondi e terzo livello; specializzazione professionale; attitudine imprenditoriale; 6

7 Il privato sociale: le coop. sociali di tipo B Origini delle cooperative sociali di tipo B nascono a partire dalle esperienze delle cooperative di produzione e lavoro integrate (sorte generalmente per iniziativa di famigliari o di operatori), finalizzate all inserimento lavorativo di persone in difficoltà. l obiettivo era (è) facilitare l inserimento (o re-inserimento) sociale attraverso l inserimento lavorativo Interazione con cooperative sociali A Gli utenti di una cooperativa B possano al contempo essere seguiti da una cooperativa A, dalla quale ricevono particolari servizi (sanitari, abitativi, ecc.) Il privato sociale: le coop. sociali di tipo B Gli utenti delle cooperative sociali B sono persone svantaggiate, ossia persone che rientrano in una delle seguenti categorie di svantaggio: Invalidi fisici, psichici e sensoriali; Ex-degenti di istituti psichiatrici; Soggetti in trattamento psichiatrico; Tossicodipendenti; Alcoolisti; Minori in età lavorativa in situazione di difficoltà familiare; Condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione previste dalla legislazione. Le persone svantaggiate devono costituire almeno il 30% del totale dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente al loro stato soggettivo, esserne socie. 7

8 Cooperative sociali: sistema di governo e struttura organizzativa Assemblea Assemblea dei dei soci soci Consiglio Consiglio di di amministrazione amministrazione (CDA) (CDA) Struttura di governo Presidente Presidente Direttore Direttore Tecnostruttura Tecnostruttura Figure Figure di di coordinamento coordinamento Figure Figure di di staff staff Struttura organizzativa Unità Unità operative operative Il privato sociale: il volontariato Volontariato: fenomeno sociale di assistenza non retribuita e di partecipazione civile alla società. Varietà di esperienze e forme di partecipazione: Volontariato come esperienza individuale o famigliare (scelta di vita) Volontariato come attività di supporto e sostegno a iniziative, campagne, cause attraverso la contribuzione economica (supporto al fund raising) Volontariato come forma di testimonianza civile e locale, a livello di comunità; Volontariato come esperienza organizzativa (anche di grandi dimensioni e di livello internazionale), per il sostegno a cause civili, iniziative di intervento sanitario o advocacy; 8

9 Il privato sociale: dal volontariato alla cooperazione Vi sono dei fattori che implicano il passaggio da una situazione di volontariato ad una situazione di imprenditorialità (sotto forma di cooperazione sociale). Essi sono: Le prestazioni devono essere offerte in modo continuativo; Il grado di professionalità richiesto agli operatori non può essere garantito dai volontari a tempo parziale; Esiste un mercato del bene/servizio prodotto; La prestazione è ad alto contenuto materiale. Il privato sociale: le associazioni Le associazioni costituiscono un soggetto importante nella rete dei servizi sociali, specialmente per la loro attività di sostegno alle relazioni tra le persone. Le attività delle associazioni si possono classificare in alcune categorie: 1. Settore educativo, culturale e del tempo libero 2. Settore socio-assistenziale 3. Settore sanitario 4. Settore della solidarietà internazionale 5. Settore della difesa dei diritti della persona 6. Settore della protezione civile 7. Tutela dell ambiente Dal punto di vista organizzativo, le associazioni si possono configurare in diversi modi: come strutture riconosciute o non riconosciute, come gruppi di mutuo aiuto o come gruppi che hanno una struttura più gerarchica. 9

10 Il privato sociale: le associazioni di promozione sociale La legge 383/2000 ha delineato il ruolo delle associazioni di promozione sociale (APS). Le APS si avvalgono prevalentemente delle attività prestate in forma gratuita, volontaria e libera dagli associati, ma possono anche assumere personale dipendente o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo. Molteplicità delle fonti di risorse economiche: quote e contributi degli associati; eredità, donazioni, lasciti; contributi pubblici (statali, regionali, locali, finanziamenti europei o di altri organismi internazionali); prestazioni di servizi convenzionati; iniziative promozionali (feste, sottoscrizioni ecc.). Il privato sociale: le fondazioni Fondazione: ente giuridico di natura privata, che dispone di mezzi destinati ad uno scopo, con un carattere almeno tendenziale di perpetuità. Compiti della fondazione: Amministrare dei beni (di natura economica, immobiliare ecc.) e trarne un rendimento da destinare ai soggetti più meritevoli (rispetto agli obiettivi statutari). Si possono distinguere due categorie di fondazioni: Corporate foundation: nasce a seguito dell iniziativa di un singolo donatore (imprenditore); Community foundation: il cui patrimonio deriva da una pluralità di donatori. 10

11 Il privato sociale: le fondazioni bancarie Le fondazioni bancarie sono il frutto della ristrutturazione del sistema bancario. Alcune tipologie di banche pubbliche (Casse di risparmio, i Monti, gli istituti di credito di diritto pubblico) sono state trasformate in fondazioni, separando le attività di stampo solidaristico dalle attività bancarie (che sono state assegnate a società per azioni, di cui le fondazioni sono proprietarie). In questo modo sono state distinte le attività di stampo solidaristico da quelle di natura più propriamente creditizia. Il privato sociale: le imprese profit Il ruolo delle imprese profit nel settore dei servizi sociali è piuttosto eterogeneo: da un lato, vi sono imprese che offrono a fini di lucro servizi i cui costi sono coperti in toto dagli utenti; dall altro, vi sono imprese che offrono servizi accessori ai propri dipendenti (come asili nido, attività di segretariato sociale ecc.) 11

12 Il privato sociale: l impresa sociale L impresa sociale è una recente figura giuridica (introdotta con la legge 118/2005), che delinea una nuova figura organizzativa operante nell erogazione e produzioni di beni e servizi di utilità sociale Le attività che rientrano in tale denominazione sono: a) assistenza sociale; b) assistenza sanitaria; c) assistenza socio-sanitaria; d) educazione, istruzione e formazione; e) tutela dell ambiente e dell ecosistema; f) valorizzazione del patrimonio culturale; g) turismo sociale; h) formazione universitaria e post-universitaria i) ricerca ed erogazione di servizi culturali; j) formazione extra-scolastica; k) servizi strumentali alle imprese sociali Attività di esercitazione Individuare un organizzazione e descriverne ed illustrarne: le traiettorie di accesso da parte degli utenti; e le traiettorie dei servizi forniti dall organizzazione stessa o da altre organizzazioni a cui si rimanda. 12

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