Capitolo 16. Commercio interno

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1 Capitolo 16 Commercio interno

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3 16. Commercio interno Per saperne di più... ISTAT. I.stat: il tuo accesso diretto alla statistica italiana. Roma. ISTAT. Fiducia delle imprese dei servizi e del commercio: maggio Roma: (Comunicato stampa, 28 maggio). ISTAT. Commercio al dettaglio: maggio Roma: (Comunicato stampa, 26 luglio). Il settore del commercio interno comprende i due comparti del commercio all ingrosso e del commercio al dettaglio. L Istat, coerentemente con i dettami del regolamento dell Unione europea sulle statistiche congiunturali, conduce un indagine per ciascuna delle due componenti. Si tratta, in particolare, della rilevazione mensile sulle vendite al dettaglio e della rilevazione trimestrale del fatturato del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio. La prima produce numeri indice mensili del valore delle vendite al dettaglio distinti per settore merceologico e forma distributiva, mentre la seconda fornisce numeri indice trimestrali di fatturato per gruppo di attività economica. La base di riferimento degli indici è l anno L attività economica è definita sulla base della classificazione Ateco2007, versione italiana della classificazione europea NACE Rev.2. Oltre che ai due comparti sopra menzionati, i risultati presentati in questo capitolo si riferiscono anche al settore della manutenzione e riparazione di autoveicoli che, dal punto di vista della classificazione delle attività economiche, appartiene al medesimo raggruppamento del commercio all ingrosso e del commercio al dettaglio. La struttura degli esercizi commerciali Il comparto del commercio al dettaglio continua ad essere caratterizzato da una prevalenza di imprese di dimensioni assai contenute con un numero medio di addetti molto basso. Dalle informazioni provenienti dall archivio statistico delle imprese attive dell Istat (Asia), relativo alla situazione a fine 2010 (Tavola 16.2), si desume che il settore del commercio al dettaglio in sede fissa, definito secondo l Ateco2007, è composto da imprese, che occupano oltre un milione e 680 mila addetti, con una media di 3,16 addetti per impresa. Di queste, sono imprese non specializzate operanti prevalentemente nella vendita di prodotti alimentari, ciascuna delle quali impiega in media 8,7 occupati; sono imprese non specializzate 1 a prevalenza non alimentare, caratterizzate da una media di 10,04 addetti. Le rimanenti imprese sono costituite da esercizi specializzati ciascuna delle quali impiega in media 2,5 occupati ciascuno. In termini di numerosità, le imprese specializzate continuano a rappresentare il segmento prevalente. Dal punto di vista della densità degli esercizi sul territorio, nel 2010 risultano presenti circa 9 imprese commerciali al dettaglio ogni abitanti. L insieme degli esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa (Tavola 16.1) mantiene una struttura sostanzialmente stabile. Sulla base dei dati elaborati dall Osservatorio nazionale del commercio, al 31 dicembre 2011 erano attivi, sull intero territorio nazionale, esercizi, il 37,8 per cento dei quali localizzato nel Nord, il 20,2 nel Centro e il 42,0 nel Mezzogiorno. Nel confronto con l anno precedente, la distribuzione territoriale rimane pressoché invariata, mentre, per quanto riguarda la consistenza del comparto, si osserva una diminuzione di 210 unità. In particolare, il decremento che si registra a livello nazionale è la sintesi di un aumento dello 0,3 per cento che ha riguardato 1 Il concetto di impresa o esercizio despecializzato (o non specializzato) è definito dalla classificazione delle attività economiche (Ateco) e si basa sulle modalità con cui viene esercitata l attività di vendita. In particolare sono despecializzati tutti quegli esercizi che vendono articoli appartenenti a più settori merceologici. 417

4 Annuario statistico italiano 2012 Per saperne di più... ISTAT. Fatturato dei servizi: II trimestre Roma: (Comunicato stampa, 7 settembre). il Centro e di diminuzioni nelle ripartizioni del Nord e del Mezzogiorno rispettivamente dello 0,1 per cento e 0,2 per cento. Il comparto del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio (Tavola 16.3) a fine 2010 comprende imprese, per un totale di quasi un milione e 200 mila addetti. Il 55,1 per cento di tali imprese è rappresentato da intermediari del commercio. In questo comparto si registra il valore minimo di addetti per impresa, 1,24 rispetto al dato medio di 2,9 addetti che riguarda l intero settore. La figura 16.1 confronta, per gli anni 2009 e 2010, la struttura delle imprese del commercio al dettaglio con quella delle imprese del commercio all ingrosso di beni di consumo, tenendo conto del settore merceologico (alimentare o non alimentare) cui esse appartengono. Nel comparto del commercio all ingrosso la quota di imprese che tratta beni alimentari di consumo era del 38,0 per cento nel 2009 e scende al 37,6 per cento nel Per quanto riguarda il comparto del commercio al dettaglio, tra il 2009 e il 2010, la quota di imprese che effettua in prevalenza la vendita di beni alimentari passa dal 32,5 al 32,2 per cento. Con riferimento al comparto del commercio al dettaglio, il numero dei punti di vendita della grande distribuzione (Tavola 16.4) aumenta, rispetto alla situazione registrata al 1 gennaio 2010, per tutte le principali forme di vendita: i supermercati crescono di 174 unità, i grandi magazzini di 155 unità e gli ipermercati di 18 unità: al 1 gennaio 2011 risultano attivi supermercati, grandi magazzini e 588 ipermercati. I supermercati rappresentano la forma di vendita della grande distribuzione più diffusa su tutto il territorio nazionale e quella che impiega, in assoluto, il maggior numero di addetti. Gli ipermercati, invece, si caratterizzano per il più alto numero di addetti per impresa: 144 contro 17,9 dei supermercati e 17,4 dei grandi magazzini. Figura 16.1 Struttura delle imprese del commercio al dettaglio e del commercio all ingrosso dei beni di consumo per settore merceologico - Anni 2009 e 2010 (valori percentuali) ,5 62,0 67,8 62, ,5 38,0 32,2 37,6 0 Dettaglio Ingrosso di beni di Dettaglio consumo Ingrosso di beni di consumo Alimentari Non alimentari L andamento delle vendite nel commercio al dettaglio L andamento delle vendite al dettaglio, misurato dai relativi indici (Tavola 16.5 e Figura 16.2), nella media del 2011 registra una diminuzione del valore degli acquisti dell 1,3 per cento rispetto all anno precedente. Nello stesso periodo si registra una flessione delle vendite dello 0,9 per cento per la grande distribuzione e dell 1,4 per cento per altre imprese. Se si considerano i settori merceologici, si osserva una variazione nulla per le vendite dei prodotti alimentari e una flessione dell 1,8 per cento per quelli non alimentari (Figura 16.2). Tra le tipologie della grande distribuzione (Figura 16.3), le specializzate di grande superficie segnano un risultato positivo nella media del 2011 (+1,1 per cento), mentre le imprese non specializzate registrano una flessione delle vendite (-1,2 per cento) con la sola eccezione dei discount (+1,6 per cento). 418

5 16. Commercio interno Figura 16.2 Indici del valore delle vendite a prezzi correnti delle imprese del commercio al dettaglio in sede fissa per settore merceologico. Base 2000=100 (variazioni percentuali) 1,5 Totale -0,5-2,5 Grande distribuzione Altre imprese Totale Alimentari Grande distribuzione Altre imprese Totale Non alimentari Grande distribuzione Altre imprese Totale Figura 16.3 Indici del valore delle vendite a prezzi correnti delle imprese della grande distribuzione. Base 2000=100 (variazioni percentuali) Non spec.a prev.non alimentare Supermercati Discount Ipermercati Imprese specializzate Totale I risultati che caratterizzano le diverse tipologie di vendita della grande distribuzione sono messi a confronto con la dinamica dei settori merceologici nell ambito dei quali ciascuna tipologia assume un ruolo prevalente (Figura 16.4). 419

6 Annuario statistico italiano 2012 Figura 16.4 Indici del valore delle vendite a prezzi correnti dei supermercati, dei grandi magazzini, dei discount e degli ipermercati. Base 2000=100 (variazioni percentuali) Supermercati e discount Supermercati Discount Settore alimentare Non specializzati a prevalenza non alimentare Non spec.a prev.non alimentare Settore non alimentare Ipermercati Ipermercati Totale imprese al dettaglio Nella media del 2011 l aumento delle vendite dei discount (+1,6 per cento) si rivela più sostenuto rispetto a quello registrato per i supermercati (+0,5 per cento); le vendite di prodotti alimentari registrano nel complesso una variazione nulla. Con riferimento al comparto delle vendite di beni non alimentari, le imprese non specializzate a prevalenza non alimentare sono caratterizzate da una flessione del 3,4 per cento, con un evoluzione negativa più marcata rispetto a quella del complesso del settore non alimentare (-1,8 per cento). Figura 16.5 Indici del valore delle vendite a prezzi correnti delle imprese del commercio al dettaglio in sede fissa per classe di addetti. Base 2000=100 (variazioni percentuali) Fino a e oltre Totale imprese 420

7 16. Commercio interno Gli ipermercati, che rappresentano la forma di vendita non specializzata di dimensioni maggiori, in termini sia di addetti per impresa sia di superficie di vendita, segnano una flessione delle vendite (-2,4 per cento) più accentuata rispetto al calo registrato per il totale delle imprese (-1,3 per cento). Gli indici delle vendite al dettaglio misurano, tra l altro, i risultati delle imprese classificate in base alla loro dimensione (espressa in termini di numero di addetti). Per il periodo che va dal 2009 al 2011 (Figura 16.5) emerge in maniera chiara una relazione positiva tra la dimensione delle imprese e la dinamica delle vendite: al crescere del numero degli addetti migliora la performance complessiva delle imprese. L andamento del fatturato nei settori del commercio all ingrosso e della manutenzione e riparazione di autoveicoli Per quanto riguarda l andamento delle variazioni tra le medie annue del fatturato del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio (Tavola 16.6), il 2011 è caratterizzato da un aumento dell attività (+3,7 per cento), sintesi di andamenti positivi per sei degli otto settori di tutto il comparto. Le variazioni più significative riguardano il comparto del commercio all ingrosso di materie prime agricole e animali vivi (+11,1 per cento), il commercio all ingrosso specializzato di altri prodotti (+6,5 per cento), quello degli intermediari del commercio (+6,4 per cento). La variazione negativa maggiore riguarda il commercio all ingrosso di apparecchiature ICT (Information and Communication Technologies) (-3,1 per cento). Analizzando l andamento trimestrale del commercio all ingrosso nel corso del 2011 (Figura 16.6), alla fase di crescita dei primi due trimestri (rispettivamente +7,4 per cento e +6,1 per cento) in linea con le variazioni trimestrali del 2010 segue un rallentamento per gli ultimi due trimestri con una diminuzione pari allo 0,6 per cento nel quarto trimestre Figura 16.6 Fatturato delle imprese del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio - Anni (variazioni tendenziali trimestrali) I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV Per il settore della manutenzione e riparazione di autoveicoli (Tavola 16.6) la variazione media annua del 2011 ha un leggero segno positivo (+0,4 per cento). Analizzando l evoluzione infra-annuale (Figura 16.7), ad una forte diminuzione nel primo trimestre (-2,7 per cento) corrisponde un aumento nel secondo (+4,4 per cento); meno marcate sono le variazioni del terzo e quarto trimestre risultando rispettivamente pari al +0,8 e -0,8 per cento. 421

8 Annuario statistico italiano 2012 Figura 16.7 Fatturato delle imprese della manutenzione e ripazione di autoveicoli - Anni (variazioni tendenziali trimestrali) I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV Le vendite al dettaglio in alcuni Paesi europei Gli indici del valore delle vendite al dettaglio sono elaborati in tutti i paesi della Ue sulla base di criteri comuni, che garantiscono una sufficiente uniformità delle classificazioni e delle definizioni utilizzate; tali informazioni sono diffuse da Eurostat. Nella Tavola 16.8 sono riportate le variazioni degli indici, esclusi i carburanti, di alcuni dei 27 Paesi dell Unione europea per gli anni e per i singoli mesi del Per le vendite al dettaglio, nella media del 2011, il Paese caratterizzato dalla crescita più marcata è stato il Lussemburgo (+13,1 per cento), mentre la Grecia segna il calo maggiore (-7,7 per cento).. 422

9 16. Commercio interno Tavola Esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa per regione (a) - Anni (valori assoluti e composizioni percentuali, variazioni percentuali rispetto all anno precedente) Valori assoluti e percentuali (b) Variazioni percentuali / /2010 Piemonte ,3-0,3 6,6 6,6 6,6 Valle d Aosta/Vallée d Aoste ,7 0,4 0,2 0,2 0,2 Liguria ,9 3,2 3,2 3,2 Lombardia ,7 0,3 11,6 11,6 11,6 Trentino-A. Adige/ Südtirol ,3-0,1 1,4 1,3 1,3 Bolzano/Bozen ,1 0,2 0,6 0,6 0,6 Trento ,3-0,3 0,8 0,8 0,8 Veneto ,5.. 6,7 6,7 6,7 Friuli-Venezia Giulia ,0-1,1 1,8 1,7 1,7 Emilia-Romagna ,1 0,1 6,4 6,4 6,4 Toscana ,7-0,2 6,5 6,5 6,5 Umbria ,9 0,1 1,6 1,6 1,6 Marche ,8 0,6 2,6 2,6 2,6 Lazio ,9 0,6 9,4 9,5 9,6 Abruzzo ,7.. 2,5 2,5 2,5 Molise ,0-1,5 0,7 0,7 0,6 Campania ,6-0,2 12,9 13,0 12,9 Puglia ,7 0,5 7,7 7,7 7,8 Basilicata ,3 1,2 1,2 1,2 Calabria ,4 0,2 4,2 4,2 4,2 Sicilia ,5-0,7 9,4 9,4 9,3 Sardegna ,0-0,4 3,5 3,4 3,4 Nord ,5-0,1 37,8 37,8 37,8 Centro ,1 0,3 20,0 20,1 20,2 Mezzogiorno ,2-0,2 42,2 42,1 42,0 ITALIA , ,0 100,0 100,0 Fonte: Ministero dello sviluppo economico. Osservatorio nazionale del commercio (a) Gli esercizi sono rilevati sulla base dell attività economica prevalente al 31 dicembre. (b) L istituzione dell Osservatorio nazionale del commercio (d. lgs. n. 114 del 31 marzo 1998) ha introdotto delle novità nelle modalità di rilevazione dei dati. A seguito di ciò possono riscontrarsi delle differenze con i dati precedentemente pubblicati. 423

10 Annuario statistico italiano 2012 Tavola Principali caratteristiche delle imprese commerciali al dettaglio in sede fissa per forma di vendita e gruppo di prodotti venduti al 31 dicembre 2010 FORME DI VENDITA GRUPPI DI PRODOTTI Imprese Numero Imprese per abitanti Addetti Numero Addetti per impresa Imprese non specializzate a prevalenza alimentare (a) , ,70 Imprese non specializzate a prevalenza non alimentare (a) , ,04 Imprese specializzate , ,50 Alimentari e bevande , ,09 Prodotti farmaceutici , ,66 Abbigliamento e pellicceria , ,83 Calzature, articoli di cuoio e da viaggio , ,12 Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa , ,81 Elettrodomestici, radio, tv e registratori , ,12 Dotazioni per l informatica, la telefonia e le telecomunicazioni , ,58 Foto-ottica e pellicole , ,66 Generi casalinghi durevoli e non durevoli , ,00 Utensileria per la casa e ferramenta , ,85 Prodotti di profumeria e cura della persona , ,13 Cartoleria, libri, giornali e riviste , ,79 Supporti magnetici audio-video, strumenti musicali , ,82 Giochi, giocattoli, articoli per sport e campeggio , ,15 Altri prodotti , ,84 COMMERCIO AL DETTAGLIO IN SEDE FISSA , ,16 Fonte: Caratteristiche delle imprese commerciali al dettaglio (E) (a) Le imprese sono rilevate sulla base dell attività economica prevalente secondo la classificazione Ateco2007. Tavola Principali caratteristiche delle imprese commerciali all ingrosso e degli intermediari del commercio per gruppo di attività economica al 31 dicembre 2010 GRUPPI DI ATTIVITÀ ECONOMICA Imprese (a) Addetti Numero Imprese per abitanti Numero Addetti per impresa Intermediari del commercio , ,24 Materie prime agricole e animali vivi , ,15 Prodotti alimentari, bevande e tabacco , ,29 Beni di consumo finale , ,86 Apparecchiature ICT , ,36 Altri macchinari, attrezzature e forniture , ,97 Commercio all ingrosso specializzato di altri prodotti , ,37 Commercio all ingrosso non specializzato , ,52 Commercio all ingrosso , ,90 Fonte: Caratteristiche delle imprese del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio (E) (a) Le imprese sono rilevate sulla base dell attività economica prevalente secondo la classificazione Ateco

11 16. Commercio interno Tavola Numero e addetti dei supermercati, grandi magazzini e ipermercati per regione e ripartizione geografica al 1 gennaio 2011 (a) REGIONI Supermercati Grandi magazzini Ipermercati Numero Addetti Numero Addetti Numero Addetti Piemonte Valle d Aosta/Vallée d Aoste Liguria Lombardia Trentino-A. Adige/Südtirol Bolzano/Bozen Trento Veneto Friuli-Venezia Giulia Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Nord Centro Mezzogiorno ITALIA Fonte: Ministero dello sviluppo economico. Osservatorio nazionale del commercio (a) Le Camere di Commercio di Caltanissetta, Ragusa, Forlì, Cesena, Cosenza e Terni non hanno fornito gli aggiornamenti al 31dicembre 2010, pertanto, nelle tavole, i dati relativi a queste province si riferiscono al 31 dicembre

12 Annuario statistico italiano 2012 Tavola Indici del valore delle vendite delle imprese commerciali al dettaglio per forma di vendita e gruppo di prodotti. Base 2005=100 - Anni (a) (indici e variazioni percentuali rispetto all anno precedente) FORME DI VENDITA GRUPPI DI PRODOTTI Indici Variazioni percentuali / /2010 FORME DI VENDITA Grande distribuzione 106,8 107,6 106,6 0,7-0,9 Alimentare 107,7 108,1 108,8 0,4 0,6 Non alimentare 106,0 107,2 104,9 1,1-2,1 Imprese tradizionali di piccola superfi cie 97,1 96,7 95,3-0,4-1,4 Alimentare 97,2 95,8 94,8-1,4-1,0 Non alimentare 97,0 97,0 95,4 0,0-1,6 GRUPPI DI PRODOTTI Alimentari e bevande 103,4 103,1 103,1-0,3 0,0 Prodotti farmaceutici 98,8 98,7 97,6-0,1-1,1 Abbigliamento e pellicceria 99,1 99,0 97,2-0,1-1,8 Calzature, articoli di cuoio e da viaggio 99,2 100,2 97,8 1,0-2,4 Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa 97,5 98,4 96,6 0,9-1,8 Elettrodomestici, radio, tv e registratori 106,8 108,9 102,8 2,0-5,6 Dotazioni per l informatica, la telefonia e le telecomunicazioni 101,4 100,3 98,9-1,1-1,4 Foto-ottica e pellicole 95,7 97,8 95,4 2,2-2,5 Generi casalinghi durevoli e non durevoli 100,4 100,9 99,4 0,5-1,5 Utensileria per la casa e ferramenta 98,3 98,1 97,4-0,2-0,7 Prodotti di profumeria e cura della persona 100,5 100,2 100,0-0,3-0,2 Cartoleria, libri, giornali e riviste 98,9 98,4 96,3-0,5-2,1 Supporti magnetici audio-video, strumenti musicali 96,0 97,6 92,0 1,7-5,7 Giochi, giocattoli, articoli per sport e campeggio 103,0 103,6 102,0 0,6-1,5 Altri prodotti 99,2 99,9 99,0 0,7-0,9 Totale 100,8 101,0 99,7 0,2-1,3 Fonte: Rilevazione mensile delle vendite al dettaglio (R) (a) Le imprese sono rilevate sulla base dell attività economica prevalente secondo la classificazione Ateco

13 16. Commercio interno Tavola Indici del fatturato delle imprese del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio, per gruppo di attività economica, e della manutenzione e riparazione di autoveicoli. Base 2005=100 - Anno 2011 (indici e variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell anno precedente) ANNI TRIMESTRI Intermediari Materie del prime commercio agricole e animali vivi Prodotti alimentari, bevande e tabacco Beni di consumo fi nale Apparecchiature ICT Altri macchinari, attrezzature e forniture Commercio all ingrosso specializzato di altri prodotti Commercio all ingrosso non specializzato Commercio all ingrosso Manutenzione e riparazione di autoveicoli INDICI ,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100, ,5 103,4 103,2 103,2 102,3 106,9 108,6 105,7 105,2 104, ,8 113,8 107,4 105,2 103,8 113,4 113,3 111,7 109,3 107, ,7 118,9 110,1 102,9 97,0 111,7 116,5 112,6 110,1 110, ,4 106,5 110,1 97,1 86,6 88,7 93,2 102,7 97,9 107, ,5 112,8 112,2 99,9 90,8 95,2 104,1 105,3 103,4 111,3 I 97,1 118,4 109,2 98,2 95,5 96,5 112,8 100,4 105,6 102,8 II 104,4 136,8 119,5 104,1 93,2 114,2 117,4 122,4 113,3 118,1 III 97,4 114,6 114,9 93,7 74,5 90,2 101,4 102,9 100,6 102,7 IV 111,7 131,5 118,8 99,5 88,8 101,6 111,9 105,9 109,2 123, ,7 125,3 115,6 98,9 88,0 100,6 110,9 107,9 107,2 111,8 VARIAZIONI PERCENTUALI ,5 3,4 3,2 3,2 2,3 6,9 8,6 5,7 5,2 4, ,2 10,1 4,1 1,9 1,5 6,1 4,3 5,7 3,9 3, ,0 4,5 2,5-2,2-6,6-1,5 2,8 0,8 0,7 2, ,8-10,4 0,0-5,6-10,7-20,6-20,0-8,8-11,1-2, ,1 5,9 1,9 2,9 4,8 7,3 11,7 2,5 5,6 3,2 I 6,5 14,3 4,3 0,7 0,1 10,7 14,6 2,3 7,4-2,7 II 7,7 17,6 6,4 2,0-1,2 4,6 8,0 10,0 6,1 4,4 III 8,3 9,9 1,0-1,0-5,5 7,8 3,3-0,7 2,1 0,8 IV 3,5 3,6 0,8-5,5-6,3 1,0 0,7-2,2-0,6-0, ,4 11,1 3,0-1,0-3,1 5,7 6,5 2,5 3,7 0,4 Fonte: Rilevazione trimestrale sul fatturato dei servizi (R) Tavola Quantità e valore di tabacchi venduti al 31 dicembre 2011 (a) ANNI MESI Quantità (quintali) Nazionali Esteri Totale Introiti (mgl di euro) (b) Quantità (quintali) Introiti (mgl di euro) (b) Quantità (quintali) Introiti (mgl di euro) (b) PER MESE Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Fonte: Vendite, quantità e valore di tabacchi lavorati (E) (a) I dati relativi ai tabacchi si riferiscono alle quantità e agli introiti dei prodotti trasferiti dai magazzini di deposito a quelli di distribuzione. (b) Al netto degli aggi spettanti ai rivenditori. 427

14 Annuario statistico italiano 2012 Tavola Indici del valore delle vendite al dettaglio esclusi i carburanti di alcuni Paesi dell Unione europea. Base 2005=100 - Anno 2011 (a) (variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell anno precedente) ANNI MESI Italia (b) Austria Belgio Bulgaria Cipro Croazia (c) Danimarca Estonia Finlandia 2009/2008-0,5 1,7 0,4-3,6-3,9-5,8-3,2-16,4-1,3 2010/2009 1,4 3,8 1,2 0,4 1,1-3,0-0,3 1,6 3,8 2011/2010 0,3 2,3 3,1 1,0 0,9 1,8-0,2 9,9 4,9 2011/ PER MESE Gennaio 0,6 2,0 2,1 2,5 4,0 0,2 0,7 5,2 4,5 Febbraio 1,2 2,6 4,7 2,6 4,1 0,0 0,5 8,0 5,0 Marzo -0,9 0,0 3,5 4,1-5,5-1,6-6,9 10,3 2,9 Aprile 4,4 5,5 7,8 2,6 8,4 5,3 9,2 10,0 6,3 Maggio 0,2 6,2 8,2 4,0 2,4 2,7-0,4 10,2 8,1 Giugno 0,6 0,2-2,6 3,4 4,4 1,1-0,5 11,3 3,6 Luglio -0,6-0,2 5,9 0,5-1,1 1,8-2,6 10,0 4,2 Agosto 1,2 3,6 2,7 1,7 2,0 3,3 1,0 13,1 7,6 Settembre -0,1 1,9-0,5-2,0 1,7 2,4-0,2 9,4 5,8 Ottobre 0,6 2,0 2,2-1,9 0,4 3,3-2,1 9,0 3,8 Novembre -0,5 2,6-0,1-4,1-1,4 1,5-0,4 9,7 3,7 Dicembre -2,3 1,1 3,5 0,1-4,5 0,8 0,5 11,2 3,6 ANNI MESI Francia Germania Grecia Lettonia Lituania Lussemburgo Malta Paesi Bassi Polonia 2009/2008-3,0-3,3-5,3-24,9-17,4 6,1-1,9-3,9 6,1 2010/2009 2,8 2,3-5,0-3,1-5,9 12,4 1,3-0,2 6,6 2011/2010 3,0 2,7-7,7 9,1 10,3 13,1 2,0 0,2 1,2 2011/ PER MESE Gennaio 3,0 3,9-13,0 6,2 6,6 15,9-0,6-0,5 2,5 Febbraio 4,7 4,0-12,0 6,8 7,5 14,8-3,5 2,3 4,0 Marzo 3,5-1,3-18,3 5,2 7,0 9,5 5,0 0,8-1,9 Aprile 4,9 6,6-5,1 5,2 11,8 13,8 0,2 2,8 7,2 Maggio 5,0 6,2-4,4 7,1 9,9 16,8 3,1-0,3 5,0 Giugno 2,8-0,8-7,6 9,4 9,2 10,7 4,3-0,5 0,9 Luglio -0,9-0,9-5,2 11,4 8,3 11,0-4,7-1,4-4,9 Agosto 3,9 5,1-0,9 13,5 11,4 12,0 1,0 2,2 0,0 Settembre 2,7 3,3-3,4 11,0 12,1 12,3 0,3-1,6 1,5 Ottobre 2,7 1,5-7,2 9,3 11,4 10,7 12,4-2,6 1,3 Novembre 1,7 2,8-4,5 10,6 13,4 10,3 2,6 0,5 1,3 Dicembre 2,6 2,2-8,5 11,9 14,2 18,0 2,6 0,8-0,4 ANNI MESI Portogallo Regno Unito Repubblica Ceca Romania Slovacchia Slovenia Spagna Svezia Ungheria 2009/2008-3,1 2,2-3,5-2,4-9,8-3,2-6,0 2,3-2,9 2010/2009 0,2 2,5-1,8-3,4-1,1-0,1-0,7 3,7 0,7 2011/2010-6,1 3,5 1,7 0,7 1,4-0,2-3,5 0,7 4,3 2011/ PER MESE Gennaio -6,9 5,8 4,5 0,5 3,2 4,4-3,0 1,7 4,1 Febbraio -3,3 2,9 3,1-0,1 3,8 4,2-2,7 2,1 3,6 Marzo -7,4 1,1 1,1-1,1 0,9-0,7-6,1-1,7 0,4 Aprile -3,8 6,8 3,3 2,5 5,1 1,1 0,5 5,5 4,9 Maggio -6,5 2,1 3,6 0,2 1,7 1,6-3,6 1,6 6,6 Giugno -5,2 2,1 0,8-4,9 0,6 0,9-5,9 0,2 3,4 Luglio -4,3 2,7-2,0 2,4-0,3-5,4-3,1-1,1 2,1 Agosto -2,7 2,2 2,4-3,4 0,1 2,0-1,1 1,7 6,2 Settembre -5,7 3,5 0,0-1,0 0,3-1,4-2,3 0,4 4,4 Ottobre -8,8 3,7 0,5 4,9 1,3-3,0-4,2-1,3 4,5 Novembre -8,5 2,4 1,8 3,6 1,0-1,6-4,6-0,4 5,9 Dicembre -8,8 6,6 2,4 5,2 0,2-2,8-4,4 0,7 4,6 Fonte: Eurostat; per l Italia Istat, Rilevazione mensile delle vendite al dettaglio (R) (a) Le variazioni sono state calcolate a partire da indici a prezzi correnti. (b) Le variazioni pubblicate dall Eurostat non coincidono con quelle diffuse a livello nazionale. Queste ultime sono calcolate a partire da indici che tengono conto, oltre che dell attività economica prevalente, anche delle vendite per tipologia di prodotto. (c) Il processo di adesione della Croazia all Unione europea è in fase di completamento. 428

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