PROGETTO DI INTERVENTO

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1 PROGETTO DI INTERVENTO manutenere quarto

2 L ANALISI DEL BISOGNO Disabili fisici e psichici Si parte dalla necessità di porre molta attenzione all analisi dei bisogni del proprio territorio di riferimento. Alcuni dati e alcune rilevazioni, permettono di quantificare le dimensioni del bisogno legato alla disabilità. Il fenomeno della disabilità, in generale, sfugge ad una precisa quantificazione dal momento che non esistono rilevazioni generali e sistematiche sul numero, sulle cause e la distribuzione territoriale; quello che si può trovare è una vasta documentazione descrittiva sui disabili segmentati in una molteplicità di gruppi distinti, oppure informazioni inerenti l offerta di prestazioni economiche (assistenziali e previdenziali) connesse all appartenenza degli assistiti a una delle numerose categorie giuridiche in cui si frammenta il mondo dell invalidità tutelata. Riguardo al Comune di Milano, il numero stimato di disabili presenti è intorno alle persone, mentre le famiglie con disabili sono circa Mediamente, il Sistema Anffas serve a Milano circa 800 disabili intellettivi all anno, sostenendo parallelamente le loro famiglie: Anffas, pertanto, attraverso i servizi oggi gestiti dalle cooperative socie del Consorzio S.IR, copre annualmente circa il 6% del fabbisogno relativo alla disabilità in generale. Il problema dell inserimento lavorativo dei disabili al lavoro è stato recentemente preso in considerazione dal legislatore con l entrata in vigore della Legge 68/99, riformando così la Legge 482/68 giudicata ormai inadeguata. La legge 68/99 deve essere ancora compiutamente applicata e circa 2000 disabili risultano ancora iscritti nelle liste del collocamento. Grazie ad anni di ricerca ed analisi del problema, siamo oggi convinti che le difficoltà occupazionali dei lavoratori con problematiche di natura fisica o psichica, vadano ricondotte essenzialmente all interagire di due fenomeni: da un alto, la carenza di informazioni sulle reali abilità di questi lavoratori, sulla loro effettiva produttività e sulle condizioni necessarie affinché essi possano divenire pienamente produttivi, dall altro, la presenza di vincoli 2

3 istituzionali e sociali che fanno sì che i benefici dell inserimento lavorativo ricadano soprattutto sui soggetti svantaggiati e sulla società in generale, mentre i costi e i rischi restino in prevalenza a carico delle imprese. E di fronte a una tale situazione che ci si deve collocare per realizzare una una politica di risposta al bisogno che vede: a) la produzione delle risorse per sostenere i costi dell attività produttiva attraverso la vendita dei servizi di pulizia, tinteggiatura, trasloco, ecc; b) la formazione al lavoro e sul lavoro dei lavoratori svantaggiati. Quest ultima diviene tanto più costosa, quanto più i lavoratori provengono da situazioni di emarginazione (e quindi sono meno produttivi e più bisognosi di formazione) e tanto più elevato è il turn-over. Poiché il prodotto formazione sul lavoro non ha un prezzo di mercato, è evidente che è assai difficile realizzare un equilibrio stabile tra costi e ricavi, a meno che non si possa contare su elevati margini sul primo tipo di prodotto (utilizzabile per finanziare il secondo) o su flussi di risorse gratuite (volontariato, donazioni). E in questo contesto che si collocano tanto il Centro di Formazione Professionale Anffas, quanto l Agenzia Mediazione al Lavoro Anffas, in grado di supportare da una parte il rafforzamento delle competenze professionali specifiche sia degli operatori che dei soggetti in inserimento (attraverso la formazione dei tutor, dei responsabili sociali, degli svantaggiati), tanto di rafforzare l autonomia operativa delle cooperative in riferimento alle fasi del rapporto con le persone svantaggiate, fasi di entrata, permanenza e uscita (attraverso interventi di indirizzo e sostegno). Stranieri Nel corso degli anni novanta la Città di Milano è stata il punto di arrivo di consistenti flussi migratori che l hanno portata ad assumere, all interno della Lombardia e più in generale in Italia, un ruolo di primaria importanza per l entità della popolazione straniera residente e per i processi socioeconomici attualmente in corso. Oggi la Lombardia risulta essere la regione italiana con la maggiore presenza di stranieri. Rispetto a questa situazione, i problemi principali evidenziati rimangono la ricerca di un abitazione, l integrazione socio-culturale e lavorativa. 3

4 Oggi, questa nuova proposta progettuale, vuole creare le basi per aprire anche ad altre categorie di soggetti deboli del mercato del lavoro come possono essere gli immigrati o gli adulti disoccupati, arricchendo così le cooperative di nuove esperienze e rinnovate energie. IL TERRITORIO D INTERVENTO Le attività e le azioni messe in campo condividono una precisa idea di sviluppo che si basa sull incremento del valore prodotto. Ciò significa che la finalità sociale va oltre la produzione del servizio e si spinge fino nell area dove la domanda di queste attività prende forma, ovvero i territori e le comunità che li abitano. Riconosciamo quindi nella comunità milanese (in particolare l area metropolitana) il suo principale stakeholder che ne ispira strategie e attività e rappresenta il punto di riferimento principale per valutarne gli esiti e gli impatti. La sua missione imprenditoriale non si basa esclusivamente sull erogazione di servizi orientati ad implementare le possibilità e la capacità di praticare un buon inserimento lavorativo, ma richiede di maturare una propria autonoma capacità di sviluppare pensiero politico e strategico. Questa esigenza è peraltro rafforzata anche dai recenti mutamenti avvenuti nell ambiente rilevante delle cooperative sociali, dai quali deriva che la capacità di programmazione attraverso il confronto fra soggetti diversi sarà alla base del nuovo sistema di welfare, così come delineato da recenti normative e dai tavoli di zona. Lo stesso progetto attuativo è pensato e realizzato in questi termini. La rete di appartenenza dei partner collabora attivamente al presente progetto, sosterrà lo sviluppo locale secondo le seguenti linee direttrici: una maggiore conoscenza del territorio rispetto al quale raccogliere le esigenze e i bisogni, ma anche le risorse economiche, umane, di legittimazione - necessarie per lo sviluppo e il consolidamento delle cooperative sociali un rafforzamento della cooperazione sociale come soggetto in grado di formulare e implementare politiche di sviluppo nei settori di competenza una aumentata visibilità dei benefici generati dalle cooperative sociali per lo sviluppo delle comunità, oltre che per il benessere delle persone che usufruiscono direttamente dei loro servizi 4

5 Le azioni imprenditoriali di sistema, messe in campo attraverso il progetto e necessarie per realizzare questi obiettivi sono le seguenti. Interpretare la crescita dimensionale del sistema rete non come fine a se stessa, ma come funzionale al sostegno di azioni innovative. Concretamente ciò significa che alcune attività ad alto valore aggiunto possono essere utilizzate per sostenere progetti strategici che per una serie di condizioni di contesto, scelte politiche o per la loro fase di sviluppo non riescono a generare la necessaria redditività. Promuovere un orientamento multi-stakeholder delle cooperative non solo presso i portatori di interesse tradizionali (ad esempio i volontari), ma anche presso istituzioni locali, ad iniziare da quelle di terzo settore, in modo da rafforzare ulteriormente il legame col territorio. Promuovere azioni di sviluppo locale attraverso lo strumento delle cooperative sociali, piegando quest ultimo rispetto alle specifiche esigenze del territorio ove si andrà ad intervenire. Un ulteriore modalità di rilevazione riguarda la soddisfazione degli utenti dei territori rispetto all operato delle cooperative da realizzare attraverso interventi di rilevazione in contesti territoriali ristretti o presso testimoni privilegiati della società milanese. Il territorio oggetto del progetto Urban Il territorio oggetto del progetto Urban è situato nella estrema periferia Nord Ovest del capoluogo. Ha una superficie di 12,05 Km2 (pari al 6,9% dell'intera superficie di Milano) ed una popolazione residente di oltre abitanti (pari al 4% di tutta la popolazione della città). Negli ultimi tre anni, è stato possibile misurare con occhio l aumento dell immigrazione a Quarto Oggiaro. Nonostante ci sia una maggioranza di stranieri di origine albanese, marocchina, egiziana e altro; è più facile notare l aumento dei cinesi nel quartiere, perché con il loro arrivo corrisponde spesso l apertura di una nuova attività lavorativa. Infatti, la concentrazione più alta d imprese cinesi a Milano è proprio in Zona 8 (Quarto Oggiaro, Accursio, Gallaratese, Villapizzone) col 38% del totale. Fino a cinque anni fa, non c era in pratica nessun tipo di esercizio commerciale cinese a Quarto Oggiaro. Due anni dopo 5

6 comparivano già i primi negozi in Via Trilussa e in Via De Roberto; fino ad arrivare a oggi, dove se ne possono contare oltre dieci Profilo socio-economico del territorio Fino alla metà del 900 l'area Urban ha potuto godere della presenza di una ricca industria tessile, chimica e meccanica, facilitata dalla collocazione in prossimità dei principali canali di comunicazione con i mercati europei e dalla presenza di una fitta rete di corsi d'acqua (Garbogera, Nirone ecc.). Successivamente l'area Urban è stata oggetto di un pesante processo di deindustrializzazione che ha portato ad avere una superficie di m2 di aree dismesse, di cui il 71% da bonificare. In altre aree di Milano la crisi delle grandi industrie di fine 800 e inizio 900 ha dapprima coinvolto le piccole e medie imprese subfornitrici ma successivamente, in condizioni favorevoli, ne ha anche stimolato la riconversione e il riposizionamento sul mercato internazionale. La presenza diffusa di piccole e piccolissime imprese sull'intero territorio metropolitano ha dato così vita a distretti virtuali, supportati dallo sviluppo dei servizi avanzati della new economy. Tale processo non ha invece attecchito laddove, come nella zona Urban, ha trovato il "terreno" di difficile accesso, occupato e contaminato, in vaste porzioni, da impianti dismessi obsoleti ed inutilizzabili se non con costi d'investimento esorbitanti. Così la diversificazione funzionale degli edifici residenziali, adatti ad ospitare piccole e piccolissime società di servizi innovativi alle imprese e la diffusione di forme di telelavoro, in atto nel sistema metropolitano, è a sua volta ritardata, nell'area Urban, dalla "povertà" del tessuto di piccole e medie imprese utilizzatrici. A questo si accompagna anche un'emergenza di tipo sociale. In conseguenza del processo di dismissione di vaste aree industriali, ampie aree verdi sono rimaste abbandonate ed esposte agli insediamenti abusivi e alla microcriminalità. 6

7 L'area di intervento del progetto Urban II Milano è ricca di aree dismesse, da recuperare con progetti specifici che siano in grado di trasformarle e di valorizzarle: Via varesina area ex stabilimento La Forgiatura Via Stephenson area ex Sittam Via Stephenson area ex Intonaci terranova Via Stephanson area ex Fonderie e Smalterie Genovesi Via Palazzi area Ex officine Meccaniche Girala caldaie Via Negretto Edificio Agricolo Via Maggianico area ex Scuola Media Via Drago Nuovo centro permanente sicurezza urbana Via Lambruschini Nuova sede triennale Milano Via Lambruschini Area ex saponificio Sirio Via La masa nuova sede Istituto Mario negri Via Gallarate - area ex Fornace dell acqua Via Gallarate area ex Fonderia Pracchi Via Don G. Andreoli area ex Cerretti Tanfani Via Colico Cernobbio area ex Flexa e Tenax Via Candiani area ex Montedison Via Brivio area ex asilo Sul territorio sono presenti 7

8 - 4 imprese edili: Unacoop Cooperativa edilizia; Sercom Spa; Ecograffiti Srl; Bertani Ivano impresa edile; - 2 imprese di manutenzione: Euro Service group LBM Manutenzioni e ristrutturazioni - 2 imprese di tinteggiatura FRZ Società a Responsabilità Limitata Spaggiari Ugo impresa individuale Inoltre nell area operano le seguenti associazioni: Associazione culturale Under Spazio Baluardo (centro aggregazione giovanile) Quarto Oggiaro Vivibile (associazione sportiva, centro aggregazione, altro) Asso.Ge. 20 (Associazione Genitori ex Zona 20) ARCI Itaca (centro aggregazione) Cooperativa Filo di Arianna(Coopearativa sociale Onlus) ACLI Santa Lucia 8

9 Informazione e marketing 9

10 FORME DI COMUNICAZIONE E DI DIFFUSIONE Nella nostra società l informazione ha assunto un importanza sempre maggiore per il volume crescente di scambi di beni immateriali, le informazioni appunto, che acquistano valore di bene economico e strumento strategico di sviluppo. La diffusione delle nuove tecnologie dell informazione sta cambiando i modelli dell economia e del lavoro creando nuove opportunità ma anche nuovi rischi. L accesso alle informazioni ha assunto oggi per i cittadini e le organizzazioni un importanza fondamentale, tale da far nascere il concetto "Società dell Infomazione". In quest ottica, il progetto necessita di una puntuale attività di comunicazione e di diffusione, non solo dell iniziativa in sé, ma anche dei risultati monitorati e valutati in itinere. Siamo consapevoli dell importanza del mercato elettronico: il notevole sviluppo delle reti d'informazione, in particolare di Internet, che gestisce una quota cospicua del flusso di informazione, ci ha spinti a inserirci in questo mercato attraverso la costruzione di un sito dedicato alle cooperative e che realizzeremo grazie al progetto. Grazie a tale evoluzione la comunicazione non solo diventa un'attività commerciale, ma sostiene anche l'interconnessione delle attività economiche. Se in una fase iniziale del progetto, attraverso vari incontri e la distribuzione di materiale informativo, abbiamo provveduto a realizzare operazioni di conoscenza e adesione da parte di tutti i soggetti ad ogni titolo coinvolti nella sua realizzazione, in corso di attuazione prevediamo momenti formali di discussione e autovalutazione delle azioni poste in essere attraverso il progetto. Il semplice incrocio di dati non può portare ad esiti positivi, se non approfondito ed affiancato da un serio programma di intervento, corredato da un serio e costante coordinamento tra cooperative di tipo A e di tipo B, tavoli di discussione e di approfondimento con le ASL, gli Enti locali, le Amministrazioni pubbliche, i Servizi Sociali, ecc. favorito anche dalla costruzione del sito prevista tramite l azione 2. Al termine del progetto, poi, sono previste forme di diffusione dei risultati attraverso la produzione e la stampa di apposito materiale informativo, l organizzazione di un tavolo di confronto con il coinvolgimento delle parti che hanno contribuito alla realizzazione 10

11 del progetto (amministrazioni pubbliche, cooperative, soggetti svantaggiati, finanziatori, associazioni, servizi sociali, imprese del territorio, ecc ). si ritiene, pertanto, che lo sviluppo della Società dell'informazione rappresenti un'opportunità per tutti i cittadini, per tutte le comunità senza tener conto della razza, della posizione sociale, del credo religioso, del sesso e dell'età. In particolare riteniamo che: la costruzione del sito sia fondamentale, non solo per lo sviluppo delle cooperative in termini di marketing e promozione e quindi di un'economia digitale, ma anche per le conseguenze in termini di creazione di posti di lavoro e in generale di miglioramento della qualità di vita e delle condizioni di lavoro dei disabili che esso comporta sia importante usufruire e partecipare alla grande sfida di cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie informatiche un serio e costante coordinamento tra gli attori sociali, la produzione e la stampa di apposito materiale informativo che permetta la diffusione dell informazione sia fondamentale per migliorare la fruizione, la creazione, l'accesso e il consumo di informazioni e servizi sia necessario operare in termini di sensibilizzazione per migliorare il flusso di informazioni, per incoraggiare lo sviluppo, l'implementazione, la collaborazione, l'apprendimento comune; lo scambio di esperienze, programmi, iniziative, progetti ed azioni la previsione al termine del progetto di un tavolo di confronto con il coinvolgimento delle parti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto sia fondamentale per migliorare l'efficienza nei rapporti con l'amministrazione pubblica e le imprese sia in termini di qualità che di costo le forme di diffusione dei risultati siano fondamentali per rafforzare la trasparenza, la responsabilità, la partecipazione democratica da parte della società civile e di tutti i cittadini 11

12 L AZIONE I 12

13 MODALITA DI REALIZZAZIONE L Azione 1 si concretizza nella realizzazione dei percorsi di inserimento lavorativo per 4 nuovi soggetti svantaggiati, che si concluderanno, entro il 31/12/2008 con un contratto di assunzione a tempo indeterminato (part-time o a tempo pieno a seconda delle caratteristiche specifiche dei nuovi inserimenti) e la loro ammissione a soci lavoratori delle cooperative. Queste nuove assunzioni sono rese possibili dall esistenza di una serie di contatti già intrapresi nell ambito del settore traslochi e sgomberi di appartamenti che richiedono ora, attraverso una adeguata dotazione strumentale e una apposita formazione dei nuovi assunti, la loro formalizzazione in contratti veri e propri e l avvio dei lavori. Il settore traslochi ha incrementato notevolmente il proprio fatturato soprattutto nell ultimo anno di operatività. Ad oggi, i servizi sono stati resi noleggiando dall esterno gli automezzi necessari, con notevoli costi di gestione e bassissimi margini operativi. In particolare, i contatti intrapresi e lo sviluppo del settore, rendono oggi necessario dotare al struttura di un furgone e di costituire una vera e propria squadra di lavoro formata dai 4 nuovi soggetti svantaggiati, affiancati da un tutor e dal responsabile sociale degli inserimenti, dal caposquadra e dagli operatori cosiddetti normodotati. Particolare attenzione verrà posta alle varie fasi del percorso di inserimento lavorativo, ben dettagliate nei paragrafi successivi. STUDIO DELLA POLITICA DI INSERIMENTO LAVORATIVO DA ADOTTARE NLLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO Grazie a decenni di esperienza sul campo, siamo convinti che il reinserimento sociale delle persone svantaggiate non può che avvenire, alla fine dei singoli percorsi di recupero, attraverso la creazione di un ponte di passaggio tra la fase terapeutica e riabilitativa e una attività lavorativa. La rete di appartenenza delle cooperative, inquadrabile, come sopra evidenziato, nel circuito Anffas, nell Agenzia Mediazione al Lavoro specializzata nell accompagnamento al lavoro di soggetti disabili, nella rete consortile del Consorzio S.IR, nelle cooperative di tipo A impegnate nella fase di recupero dei soggetti disabili, nei collegamenti e nelle collaborazioni stabili con altre organizzazioni del pubblico e del privato 13

14 impegnate nel sociale, sono garanzia e testimonianza concreta della effettiva esistenza di questo ponte di passaggio tra la fase terapeutica e riabilitativa e l attività lavorativa. Siamo pure convinti che l inserimento lavorativo degli svantaggiati non sia il fine, ma il mezzo di produzione della qualità della vita. Infatti, non realizziamo l inserimento lavorativo per far lavorare le persone svantaggiate, ma perché lavorando, molto probabilmente, vivranno meglio, e perché oggi, nella nostra cultura, chi ha un lavoro potenzia le probabilità di avere una buona qualità della vita, che si riducono di molto per coloro che un lavoro non l hanno mai avuto o l hanno perso. Ottenerlo significa realizzare un azione forte ed incisiva che potenzi le probabilità che questa persona raggiunga una buona qualità della vita, una propria indipendenza, ecc. E per far ciò è necessario il più delle volte, intervenire nel delicato momento del reinserimento socioprofessionale, attraverso una rete di sostegno che riduca fortemente il rischio di esclusione sociale e promuova la piena integrazione sociale e lavorativa. L obiettivo dell azione 1, rimane sì quello di favorire l occupazione di un numero sempre maggiore di soggetti svantaggiati, coerentemente con la mission originaria e con le finalità generali della cooperazione sociale, ma percorrendo la strada della promozione dell autonomia, più che quella dell assistenza: dobbiamo dare ove possibile la canna da pesca al posto dei pesci. Questa filosofia di intervento ha accompagnato nel tempo l agire delle cooperative che, nella sua lenta ma costante evoluzione, cerca di coniugare la naturale esigenza di sviluppo con una politica di prudenza e consolidamento; di coniugare la natura imprenditoriale, che presenta connotati di volontarietà, autonomia, rischio e propensione all innovazione, con l obiettivo di offrire possibilità di formazione sul lavoro e occupazione stabile e remunerata a persone svantaggiate. Inoltre, dobbiamo affiancare all obiettivo dell integrazione stabile dei soggetti svantaggiati dentro l impresa con quello dell inserimento temporaneo destinato ad accrescere l occupabilità di questi lavoratori, per favorirne un successivo inserimento in imprese tradizionali. 14

15 Questa visione porta ad un elaborato teorico che trova la sua origine nel quadro della salvaguardia e tutela della persona con disabilità di fronte all esercizio di un diritto, quale è quello del lavoro, cercando di favorire la piena inclusione sociale operando su più livelli: il primo livello interessa la rimozione di tutti gli ostacoli, oggettivi e soggettivi, che limitano la fase di orientamento e formazione professionale delle persone con disabilità. In questa direzione la cooperativa è luogo di accoglienza e sperimentazione di percorsi di tirocinio formativo su segnalazione dei servizi territoriali pubblici e privati. La cooperativa è quindi il luogo dove, attorno al tema lavoro, si concentrano una pluralità di valori: reddito, socialità, dignità, consolidamento dell autostima il secondo livello è relativo alla fase di inserimento vero e proprio all interno dell organico delle cooperative. E la fase del lavoro, sotto le azioni di accompagnamento di un responsabile dell inserimento lavorativo e del responsabile di squadra. Suo il compito di monitorare la fase produttiva nel rispetto delle reali capacità e dimensionando i compiti in modo adeguato e stimolante. Non da meno, il responsabile dell inserimento lavorativo, cura gli aspetti relazionali, facilitando la comunicazione tra tutti i lavoratori impegnati in cooperativa, cura i rapporti con i servizi invianti, con la famiglia o, in sua assenza, con eventuali curatori e/o tutor, con gli enti di formazione per eventuali necessità di aggiornamento e riqualificazione un terzo livello consiste nella fase delicata di accompagnamento verso altre occasioni di lavoro esterne per tutti i lavoratori svantaggiati dotati di maggiori capacità e quindi pronti per un inserimento nel mercato ordinario del lavoro. Questa fase di inserimento evidenzia un livello di maturità delle cooperative che, facilitando un inserimento mirato e mediato, riesce a favorire il processo di inclusione della persona con disabilità nella vita civile e, contemporaneamente, libera occasioni di lavoro maggiormente protette da offrire a soggetti più deboli o ancora in fase di completamento del percorso formativo. IL MODELLO METODOLOGICO DI INTERVENTO A determinare qualità ed efficacia degli interventi di inserimento lavorativo che realizzeremo nel corso di quest anno, sono la progettualità e la valutazione, ossia il poter 15

16 prevedere norme, procedure, prassi e metodologia di riferimento per poi agire i feed-back necessari per permettere i processi di autocorrezione e di autovalidazione. Per perseguire tale scopo dobbiamo mantenere un rapporto costante e produttivo con tutti gli interlocutori del mercato del lavoro. Naturalmente il progetto di inserimento ha senso se individualizzato, differente da persona a persona, poiché la distanza tra universo della disabilità e sistema produttivo è estremamente soggettiva, e non solo in termini quantitativi, ma soprattutto in termini qualitativi (le caratteristiche soggettive e la loro interazione con un determinato mercato del lavoro). Tale distanza non è sempre percorribile e, in questi casi, l integrazione lavorativa può essere non auspicabile per la persona disabile. Si tratta quindi di formulare un percorso individualizzato, finalizzato a rendere il più possibile compatibile la soggettività della persona disabile con l oggettività del sistema produttivo, all interno di un progetto di vita complessivo. Attività preliminari alla stesura del progetto risultano dunque quella di orientamento, di valutazione e di presa in carico del soggetto nonché l eventuale passaggio di documentazione e informazioni da parte del servizio inviante. Si rende poi auspicabile, per la durata di tutto il percorso, la messa in campo di azioni di supporto al lavoro, tutoring e un eventuale periodo formazione in situazione. L utilizzo degli strumenti della mediazione (tirocini formativi, lavorativi, corsi di supporto al lavoro, formazione in situazione) permette un aumento del valore di mercato economico, professionale e sociale del soggetto da inserire, la possibilità di lavorare all interno di spazi condivisi di sperimentazione, un impatto mediato, progressivo e tranquillizzante con il sistema produttivo, dando la possibilità di adattarsi e attrezzarsi gradualmente dinanzi a questa nuova situazione. Il modello operativo utilizzato, si compone di diverse task o pacchetti che hanno la funzione di realizzare parti compiute di intervento. In tutte le fasi di realizzazione del progetto sono previste attività di sensibilizzazione e informazione nei confronti dei soggetti coinvolti. Gli interventi che le cooperative attivano negli diversi ambiti seguono una metodologia che procede per fasi distinte, ciascuna supportata da strumenti e materiali specifici. In tal modo è possibile rilevare e verificare in itinere efficacia e qualità dell intervento, predisponendo un costante monitoraggio su ogni singolo passaggio del 16

17 processo. Un inserimento lavorativo positivo ed efficace si realizza facendo riferimento ad alcuni principi base: l inserimento lavorativo rappresenta la fase conclusiva di un piano di formazione e di orientamento predisposto per ogni soggetto disabile l inserimento lavorativo non si definisce sulla base di criteri esclusivamente economici, ma fa riferimento a valori e benefici indiretti (psicologici e sociali), a risorse lavorative altrimenti inutilizzate l inserimento lavorativo presuppone una fase di conoscenza reciproca tra il soggetto disabile e la cooperativa in modo da favorire l obiettivo qualitativo di una buona occupazione obiettivo dell intervento di inserimento lavorativo è quello di trovare il posto giusto alla persona giusta; si tratta dunque di predisporre interventi centrati sulle abilità e sulle effettive capacità del soggetto in rapporto ad una concreta situazione di lavoro INSERIMENTO LAVORATIVO E INTEGRAZIONE SOCIALE NEL PROGETTO Parlare di inserimento lavorativo disabili significa parlare di due realtà molto diverse e distanti tra loro: l universo soggettivo della persona disabile in inserimento che richiede aiuto e protezione e, contestualmente, il sistema produttivo delle cooperative quale universo altamente oggettivo che richiede efficacia ed efficienza. Gli aspetti critici dei 4 inserimenti che andremo a realizzare, sottendono alla problematica dell inserimento lavorativo e sono in parte connessi all andamento attuale del sistema produttivo; il mercato del lavoro si muove verso nuove tecnologie e professioni e le occasioni di lavoro a basso profilo tendono a scomparire per riapparire come nuove aree di 17

18 sfruttamento, inoltre i cambiamenti organizzativi sono così veloci da essere spesso impercettibili. Un altro tipo di problematiche riguarda direttamente la situazione di disabilità di 3 dei 4 soggetti in inserimento e le difficoltà che in genere l accompagnano (autonomia, relazioni sociali, apprendimento, ecc.). Il processo di relazione tra la persona disabile e il mondo produttivo è un fenomeno complesso, che richiede da parte nostra metodo e rigore, oltre che un approccio teorico che permetta di risolvere questa antinomia. Tramite il progetto ci siamo posti il problema di costruire strumenti e modalità di comunicazione nuovi attraverso l intervento dei servizi preposti. Per questi servizi l avvalersi di un sistema metodologico diventa una condizione fondamentale al fine di realizzare inserimenti positivi per entrambi gli interlocutori (individuo da inserire e azienda ospitante). Nel progettare una metodologia che faciliti e sostenga il soggetto disabile nel suo percorso verso il lavoro, abbiamo tenuto e terremo presente che i problemi di adattamento alle regole organizzative sono spesso accompagnati e potenziati da due elementi: i disabili appartengono a categorie ; le categorie sono dei contenitori all interno dei quali le persone sono forzatamente inserite. Il ruolo sociale di quella persona viene così predeterminato, non dalle sue effettive caratteristiche personali e da come queste interagiscono con il mondo, ma dalla sua appartenenza ad una categoria piuttosto che ad un altra. il valore dei disabili sul mercato del lavoro è basso: per i disabili c è poca spendibilità sul mercato del lavoro in quanto coincidente con bassi contenuti di scolarità e formazione professionale. All interno di questo scenario risulta fondamentale l intervento delle cooperative sociali per accogliere, analizzare e fornire risposte rispetto ai bisogni del disabile e alla sua integrazione sociale. Per quanto riguarda il soggetto disabile, l inserimento nel mercato del lavoro, quando coronato da successo, rappresenta una forte occasione di crescita relazionale e professionale nonché uno straordinario contenitore dell identità; il riconoscimento in un 18

19 ruolo lavorativo implica infatti il riconoscimento di sé come parte attiva e cooperante, e dunque positiva, all interno della comunità. La persona disabile spesso convive con l idea diffusa che la cosiddetta normalità si è costruita su di essa, in virtù di una serie infinita di barriere, soprattutto psicologiche. La stessa idea che porta a pensare che il disabile debba condurre la propria esistenza unicamente nel circuito socio-assistenziale, sotto tutela economica e sociale. Il lavoro è l elemento che più di ogni altro riscatta la condizione della persona disabile in termini di autonomia, di indipendenza economica, di consapevolezza del proprio valore. 19

20 IL PERCORSO DI INSERIMENTO LAVORATIVO: elementi di innovatività La componente svantaggiata della cooperativa Arca di Noè è costituita da persone portatrici di handicap fisico e mentale. La componente svantaggiata della cooperativa Romano Drom è costituita da rom e sinti. La scelta dei settori produttivi è caduta su quello delle pulizie, tinteggiature, traslochi, piccole manutenzioni, portierato e custodia, in quanto non richiedono particolari competenze concettuali ma solo una certa manualità che i lavoratori delle cooperative siano in grado di sviluppare nel corso del tempo grazie alla formazione fornita dagli altri soci, da Anffas, nell ambito delle cooperative di tipo A. La cooperativa di fatto ha impegnato tutta la compagine sociale in una intensa attività di formazione ed integrazione lavorativa di tutti i soci; ciò ha determinato un deliberato approccio prudente con i mercati di riferimento in termini di acquisizione delle commesse. Operativamente il percorso di inserimento lavorativo proposto nel progetto, si sviluppa attraverso i seguenti passaggi: Il Soggetto Disabile: presa in carico: raccolta di informazioni e documentazione tramite un lavoro di rete con i servizi territoriali, conoscenza del soggetto tramite colloquio decisione circa l inserimento ed eventuale azione orientativa progettazione dell intervento formativo/lavorativo eventuale accompagnamento rispetto alle procedure e alla documentazione per l avviamento al lavoro e la certificazione di invalidità attivazione del percorso e affiancamento di un tutor per tutta la durata del percorso di inserimento costante collaborazione con le famiglie, fornendo indicazioni e sostegno in caso di eventuali problematiche e interventi nell ambito della residenzialità, della riabilitazione, del supporto psicologico alla persona (attraverso la rete delle cooperative aderenti al consorzio S.IR e i servizi legati alla rete Anffas) costante collaborazione con le reti di sostegno e i servizi di riferimento eventuale realizzazione di tirocini socializzanti costante tutoring e follow-up (monitoraggio costante dei percorsi di tirocinio, postassunzione, verifica in itinere, risoluzione di eventuali problemi) 20

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