Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute IA : :

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1 Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute Studio Stuuddi ioo PASSI I PER LL ITTALLI IA : : Prrooggrreessssi i ddeel llee Azzi ieennddee Saanni itaarri iee ppeerr laa l Saal luut tee inn i ItI taal liaa SSppeer ri iimeenn taazzi t iioonnee ddeei ii meet ttooddi ii ppeer r llaa l ssoor rvveeggl lli iiaannzzaa Aziienda Saniittarriia n 4 Cosenza U..O.. Eppi iddeemi iool looggi iaa ee Staat tisst ticcaa Saanni itaarri iaa - Dippaarrt timeennt too ddi i Prreevveennzzi ioonnee Geennnnaai iioo

2 A cura di: Francesco Sconza - Coordinatore studio PASSI AS4 Cosenza (U.O. Epidemiologia e Statistica Sanitaria - Dipartimento di Prevenzione) Hanno contribuito alla realizzazione dello studio: Nancy Binkin, Alberto Perra, Nicoletta Bertozzi, Antonino Bella, Bruno Caffari, Chiara Cattaneo, Silvia Colitti e Paola Scardetta (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute - Istituto Superiore di Sanità ) Carla Bietta, Giovanna De Giacomi, Pirous Fateh-Moghadam, Tolinda Gallo, Francesco Sconza, Massimo Oddone Trinito (Gruppo PROFEA Istituto Superiore di Sanità) Giacomino Brancati (Referente Regionale Studio PASSI) Francesco Buoncristiano, Romano Musacchio, Marcello Perrelli, Antonio Scalzo (AS4 Cosenza) Si ringraziano per il supporto alla comunicazione dello studio: Battista Aquino, Achille Gentile, Antonio Scalzo (Direzione AS4 Cosenza) Si ringraziano per la preziosa collaborazione: I Sindaci dei 57 comuni della AS4 di Cosenza I Responsabili e gli Operatori degli Uffici Anagrafici Comunali I Direttori e i Responsabili dei Distretti Sanitari e delle UU.OO. coinvolte nello studio, nello specifico: Vincenzo Arena, Domenico Greco, Pietro Filippo, Serafino De Bartolo, Fabio Fabiano, Roberto Filice, Antonietta Fiorita Gli Organi di Stampa, in particolare Mario Campanella (Giornalista) Infine, una particolare espressione di gratitudine a tutti gli intervistati e ai loro medici di famiglia che ci hanno generosamente dedicato tempo e attenzione per la raccolta delle informazioni e dei dati necessari alla realizzazione di questo studio, che potrà contribuire alla programmazione di azioni preventive, basate su dati di qualità, atte a migliorare le condizioni di salute della nostra comunità. ai componenti del gruppo di lavoro aziendale, che hanno reso possibile la realizzazione di questo studio partecipando attivamente, e impegnando tempo e risorse al di là dei doveri contrattuali, al campionamento, alla promozione dello studio, all organizzazione e alla realizzazione delle interviste e all inserimento dei dati. e ai miei collaboratori per avermi supportato e sopportato in ogni fase dello studio. 2

3 Gruppo di lavoro partecipante all indagine nell AS n 4 Cosenza Campionamento Servizio Informativo e Statistico Aziendale Andrieri Giancarlo Promozione dello studio, organizzazione e realizzazione delle interviste Direzione Sanitaria Ferraro Maria Pia Dipartimento di Prevenzione U.O.Epidemiologia e Statistica Sanitaria De Luca Amalia Guccione Nello Argondizza Antonietta U.O.Promozione Salute - Educazione Sanitaria Donato Marylena Mauro Rosanna Rende Roberta U.O.Igiene degli Alimenti e Nutrizione Bellusci Armenia Chimenti Rosa U.O.Igiene Pubblica e Medicina Preventiva Oliveti Assia U.O. Minoranze Etniche Ponzetta Angela Dipartimento Dipendenze U.O. Osservatorio Dipendenze Granata Linda Spadafora Agata Area coordinamento distretti Area integrazione socio-sanitaria Nigri Loredana Distretto Acri U.O. URP Capua Maria Ferraro Elvira U.O. Riabilitazione età evolutiva Ammirata Daniela Ferraro Liliana Gencarelli Elena Distretto Media Valle del Crati U.O. URP Vilotta Ercole U.O Direzione Amministrativa Granata Donatella Distretto Rende Area integrazione socio-sanitaria Abate Maria Pia Tirocinanti U.O.Epidemiologia e Statistica Sanitaria Sbano Ilaria Area integrazione socio-sanitaria Sisca Simona Inserimento dati Tirocinanti U.O.Epidemiologia e Statistica Sanitaria Sbano Ilaria Un particolare ringraziamento per la partecipazione, a titolo personale, al data entry a Federica e Ilaria Sconza. Per informazioni o chiarimenti contattare: Francesco Sconza U.O.C. Epidemiologia e Statistica Sanitaria -Dipartimento di Prevenzione- Via degli Alimena 58/b Cosenza 3

4 INDICE Sintesi... pag 07 Introduzione...» 11 Obiettivi...» 12 Metodi...» 14 Risultati...» 16 Descrizione del campione aziendale...» 17 Caratteristiche socio-demografiche...» 18 Conclusioni e raccomandazioni...» 19 Percezione dello stato di salute...» 20 Buona percezione del proprio stato di salute...» 20 Giorni in cattiva salute percepiti al mese...» 21 Conclusioni e raccomandazioni...» 21 Attività fisica...» 22 Sedentari e attivi...» 22 Promozione attività fisica...» 23 Conclusioni e raccomandazioni...» 23 Abitudine al fumo...» 24 Distribuzione dell abitudine al fumo...» 24 Caratteristiche dei fumatori...» 25 Informazione sull abitudine al fumo da parte di un operatore sanitario...» 25 Consigli sullo smettere di fumare...» 26 Come hanno smesso di fumare gli ex fumatori...» 26 Esposizione al fumo in ambiente domestico...» 26 Esposizione al fumo nel luogo di lavoro...» 27 Conclusioni e raccomandazioni...» 27 Abitudini alimentari...» 28 Quanti mangiano 5 porzioni di frutta e verdura al giorno...» 28 Quanti conoscono il 5 a day...» 29 Conclusioni e raccomandazioni...» 29 4

5 Consumo di alcol...pag 30 Quante persone bevono...» 30 Quanti i bevitori a rischio...» 31 Quali sono le caratteristiche dei bevitori binge...» 31 Informazione sul consumo di alcol da parte di un operatore sanitario...» 32 Conclusioni e raccomandazioni...» 32 Sicurezza stradale...» 33 L uso dei dispositivi di sicurezza...» 33 Quanti guidano in stato di ebrezza...» 34 Conclusioni e raccomandazioni...» 34 Vaccinazione antinfluenzale...» 35 Quanti si vaccinano...» 35 Conclusioni e raccomandazioni...» 35 Vaccinazione antirosolia...» 36 Quante donne in età fertile sono vaccinate...» 36 Stato immunitario delle donne in età fertile...» 36 Conclusioni e raccomandazioni...» 37 Ipertensione arteriosa...» 38 Quanti hanno effettuato una misurazione della pressione arteriosa...» 38 Quanti sono ipertesi...» 39 Come viene trattata l ipertensione artensione...» 39 Conclusioni e raccomandazioni...» 39 Colesterolemia...» 40 Quanti hanno effettuato una misurazione della colesterolemia...» 40 Quanti hanno livelli alti di colesterolemia...» 40 Come viene trattata l ipercolesterolemia...» 41 Perché non si assumono farmaci...» 41 Conclusioni e raccomandazioni...» 41 Situazione nutrizionale...» 42 Qual è la situazione nutrizionale della popolazione...» 42 Quanti sono in eccesso ponderale...» 42 Conclusioni e raccomandazioni...» 43 5

6 Punteggio di rischio cardiovascolare...pag 44 A quanti è stato calcolato il punteggio di rischio cardiovascolare...» 44 Conclusioni e raccomandazioni...» 44 Diagnosi precoce dei tumori del collo dell utero...» 45 Quante hanno eseguito un pap test...» 45 Qual è l adesione alle linee guida/raccomandazioni...» 45 Consigliato il pap test...» 46 Conclusioni e raccomandazioni...» 46 Diagnosi precoce dei tumori della mammella...» 47 Quante hanno eseguito una mammografia...» 47 Qual è l adesione alle linee guida/raccomandazioni...» 47 Consigliata la mammografia...» 48 Conclusioni e raccomandazioni...» 48 Diagnosi precoce dei tumori del colon retto...» 49 Quanti hanno eseguito un test per il tumore del colon retto...» 49 Conclusioni e raccomandazioni...» 49 La valutazione della sperimentazione...» 50 Risultati relativi a un pool di 89 ASL...» 50 Risultati della valutazione di processo nell A.S. 4 di Cosenza...» 52 Tabella riassuntiva dei risultati dello studio passi...» 53 Bibliografia...» 57 6

7 Sintesi del rapporto aziendale Descrizione del campione aziendale Nell AS n 4 di Cosenza è stato intervistato un campione casuale di 200 persone, selezionato dall anagrafe aziendale. Gli intervistati hanno un età media di 44 anni e sono in maggioranza donne (52); la classe d età più numerosa è composta dai meno giovani (50-69 anni). Il 56 del campione denota un livello di istruzione alto, il 65 è rappresentato da coniugati/conviventi e solo il 58 ha un lavoro regolare. Percezione dello stato di salute Numerosi studi condotti a partire dagli anni 80 hanno dimostrato che lo stato di salute percepito a livello individuale è in relazione con i tradizionali indicatori oggettivi di salute (mortalità e morbosità) e risulta correlato alla presenza di patologie croniche o ai relativi fattori di rischio. Nell AS di Cosenza il 56 degli intervistati giudica il proprio stato di salute buono o molto buono; si dichiarano più soddisfatti della propria salute i giovani, gli uomini e le persone con un più alto livello di istruzione. L analisi della media dei giorni in cattiva salute per motivi fisici e psicologici conferma la più alta percezione negativa del proprio stato di salute nelle classi di età più avanzate e nelle donne. Tra i soggetti che dichiarano di essere affetti da almeno una patologia severa, solo l 11 ha una percezione positiva del proprio stato di salute. Attività fisica L attività fisica moderata e regolare gioca un ruolo importante nell influenzare l aspettativa di vita: si stima infatti che riduca di circa il 10 la mortalità per tutte le cause e riduca il rischio di patologie cardiovascolari, diabete, cancro del colon, osteoporosi, depressione e traumi da caduta. Esiste ormai un largo consenso circa il livello di attività fisica da raccomandare alla popolazione: 30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana oppure attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni. Nell AS di Cosenza il 35 del campione conduce vita sedentaria, il 33 non pratica sufficiente attività fisica e solo il 32 aderisce alle raccomandazioni. Circa la metà degli intervistati riferisce di avere ricevuto dal medico consigli generici di svolgere regolare attività fisica, solo l 11 consigli più dettagliati sul tipo, frequenza e durata dell attività fisica. Abitudine al fumo Il fumo rappresenta uno dei principali fattori di rischio nell insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative (prevalentemente a carico dell apparato respiratorio e cardiovascolare) ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte precoce. I medici e gli altri operatori sanitari rivestono un ruolo importante nell informare gli assistiti circa i rischi del fumo e sui benefici dell astensione e della disuassefazione. La recente entrata in vigore della norma del divieto di fumo nei locali pubblici rappresenta inoltre un evidente segnale dell attenzione al problema del fumo passivo, importante causa documentata di morbosità. Un passo iniziale è quello di intraprendere un dialogo con i propri pazienti sull opportunità di smettere di fumare. Nell AS di Cosenza il 28 si dichiara fumatore e il 18 ex fumatore. Tra questi ultimi, quasi tutti riferiscono di avere smesso di fumare da soli e appena il 3 dichiara di essere ricorso all aiuto di un operatore sanitario. A quasi un anno dall'entrata in vigore della nuova normativa, solo il 46 dichiara che sul luogo di lavoro viene sempre rispettato il divieto sul fumo. 7

8 Abitudini alimentari L eccesso alimentare e la dieta sbilanciata sono cause rilevanti di malattia e morte nei paesi industrializzati, rappresentando un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari, ipertensione, alcuni tipi di neoplasia, obesità e diabete. È riconosciuta invece l efficacia protettiva di frutta e verdura di cui si raccomanda il consumo nella misura di almeno cinque porzioni al giorno ( five a day ). Nell AS di Cosenza, l 89 degli intervistati consuma almeno una volta al giorno frutta e verdura, ma solo il 7 aderisce alle raccomandazioni consumando le cinque porzioni giornaliere consigliate, abitudine, questa, più diffusa tra le donne e tra le persone con bassa istruzione. Conosce il five a day il 59 degli intervistati; ne ha ricevuto l informazione, da un medico o da un operatore sanitario, solo il 22. Consumo di alcol L alcol va assumendo un importanza sempre maggiore in ambito preventivo, a causa delle conseguenze che il suo uso eccessivo può avere in termini di mortalità, morbosità, ripercussioni sulle famiglie e sulla collettività. I medici e gli altri operatori sanitari possono svolgere un ruolo importante nella prevenzione dell abuso di alcol attraverso interventi rivolti principalmente alle persone a rischio (i forti consumatori, coloro che bevono fuori pasto ed i consumatori binge ). Nell AS di Cosenza si stima che il 56 degli intervistati consumi bevande alcoliche e che il 17 abbia abitudini di consumo considerate a rischio (bevitore fuori pasto, forte consumatore o binge ). Pochi intervistati dichiarano di essere interpellati dagli operatori sanitari sulle loro abitudini al consumo dell alcol e di ricevere il consiglio di moderarne il consumo. Sicurezza stradale Gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte negli uomini sotto i 40 anni ed una delle cause principali di invalidità. Il 60 degli incidenti stradali è conseguente a fattori umani: abuso di alcol, farmaci, sostanze psicotrope, uso di apparecchi mobili alla guida, mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza o malattie che possono alterare lo stato di attenzione del guidatore. Nell AS di Cosenza l uso dei dispositivi di sicurezza, per chi viaggia in auto o in moto, risulta soddisfacente per quanto attiene l uso ricorrente della cintura anteriore (84) e del casco (88), inadeguato per il regolare utilizzo della cintura di sicurezza sui sedili posteriori (13). L 8 degli intervistati dichiara di aver guidato in stato di ebbrezza nel mese precedente all intervista e il 6 di essere stato trasportato da chi guidava in stato di ebbrezza. Vaccinazione antinfluenzale L'influenza costituisce un rilevante problema di Sanità Pubblica a causa dell elevata contagiosità e delle possibili gravi complicanze nei soggetti a rischio (anziani e portatori di alcune patologie croniche). La vaccinazione è mirata alla prevenzione delle complicanze della malattia ed è raccomandata alle persone sopra ai 65 anni, a tutte le persone a rischio di complicazioni secondarie a causa di patologie croniche severe e agli addetti ai servizi di pubblica utilità. Nell AS di Cosenza dichiara di essersi vaccinato il 32 delle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con almeno una condizione a rischio per le complicanze dell'influenza. 8

9 Vaccinazione antirosolia L obiettivo principale dei programmi vaccinali contro la rosolia è la prevenzione dell infezione nelle donne in età fertile in quanto, durante la gravidanza, questa può essere causa di aborto spontaneo, natimortalità o gravi malformazioni fetali (sindrome della rosolia congenita). La strategia mostratasi più efficace a livello internazionale per raggiungere questo obiettivo consiste nel vaccinare tutti i bambini nel secondo anno di età e nell assicurare la copertura vaccinale nelle donne in età fertili ancora suscettibili. Si stima che per eliminare la rosolia congenita la percentuale di donne in età fertile immuni alla malattia deve essere superiore al 95. Nell AS di Cosenza è possibile quantificare lo stato immunitario di appena il 38 delle donne in età fertile: in particolare, il 16 riferisce di essere stato vaccinato, il 18 di avere eseguito un rubeotest risultato positivo e il restante 4 di avere eseguito un rubeotest risultato negativo. Pertanto, la percentuale di donne in età fertile suscettibile alla rosolia è ancora sensibilmente superiore ai valori ritenuti necessari per l eradicazione della rosolia congenita. Ipertensione arteriosa L ipertensione è un importante fattore di rischio cardiovascolare, molto diffuso nella popolazione e responsabile di cospicui costi sia in termini di salute che economici. Nell AS di Cosenza si stima che sia iperteso il 29 della popolazione di età compresa tra i 18 e i 69 anni (44 dei 50-69enni); il 60 degli ipertesi dichiara di assumere farmaci. Circa una persona su quattro riferisce di non essere mai stata sottoposta alla misurazione della pressione arteriosa negli ultimi due anni. Colesterolemia L'ipercolesterolemia costituisce uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. L'eccesso di rischio aumenta in presenza di altri fattori di rischio come ipertensione, fumo e diabete. Nell AS di Cosenza circa una persona su tre riferisce di non essere mai stata sottoposta alla misurazione del colesterolo ematico. Tra coloro che hanno eseguito almeno un esame, quasi un quarto dichiara di avere valori elevati di colesterolemia; il 27 degli ipercolesterolemici assume farmaci. Situazione nutrizionale L eccesso di peso, definito sulla base del valore del Body Mass Index, aumenta la probabilità di sviluppare importanti e frequenti malattie (patologie cardiovascolari, ipertensione, diabete) fino alla morte prematura. Nell AS di Cosenza il 40 del campione è in sovrappeso e ben l 11 obeso. L eccesso ponderale è trattato nel 31 dei casi con la dieta e nel 29 con il regolare svolgimento dell attività fisica. Punteggio di rischio cardiovascolare La carta del rischio cardiovascolare è uno strumento semplice e obiettivo che il medico può utilizzare per stimare la probabilità che il proprio paziente ha di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, in base al valore di questi sei fattori di rischio: sesso, diabete, abitudine al fumo, età, pressione arteriosa sistolica e colesterolemia. Nell AS di Cosenza la carta del rischio cardiovascolare è ancora scarsamente utilizzata da parte dei medici; infatti, solo uno su dieci degli ultraquarantenni intervistati dichiara di avere avuto il calcolo del punteggio di rischio cardiovascolare. 9

10 Diagnosi precoce dei tumori del collo dell utero Nei Paesi industrializzati la neoplasia del collo dell utero rappresenta la seconda forma tumorale nelle donne al di sotto dei 50 anni. Lo screening, tramite esecuzione del Pap-test, si è dimostrato efficace nel ridurre incidenza e mortalità di questa neoplasia e nel rendere meno invasivi gli interventi chirurgici correlati; l esecuzione del test è raccomandata nelle donne di anni ogni tre anni. Nell AS di Cosenza il 47 delle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, ha eseguito almeno un pap test preventivo nel corso della vita, mentre il 44 l'ha eseguito, seguendo le raccomandazioni, negli ultimi tre anni; la metà delle donne che ha eseguito il paptest lo ha fatto di propria iniziativa. Diagnosi precoce dei tumori della mammella Il tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequente tra le donne in Italia. Lo screening mammografico, consigliato con cadenza biennale nelle donne di anni, è in grado sia di rendere gli interventi di chirurgia mammaria meno invasivi sia di ridurre di circa il 30 la mortalità. Nell AS di Cosenza Il 47 delle donne di età compresa tra 50 e 69 anni ha effettuato almeno una mammografia a scopo preventivo, ma una proporzione nettamente minore (22) l'ha eseguita, come raccomandato dalle linee guida internazionali, negli ultimi due anni: oltre la metà riferisce di avere eseguito l esame di propria iniziativa. Diagnosi precoce dei tumori del colon retto Il tumore del colon-retto rappresenta la seconda causa di morte per neoplasia, dopo quello del polmone negli uomini e della mammella nelle donne. I principali test di screening per la diagnosi in pazienti asintomatici sono la ricerca di sangue occulto nelle feci o gli esami endoscopici (colonscopia) da eseguirsi ogni due anni nelle persone di anni. Nell AS di Cosenza il 18 della popolazione di età compresa tra 50 e 69 anni ha eseguito a scopo preventivo, almeno una volta, un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, una sigmoidoscopia o una colonscopia; il 10 ha effettuato l accertamento, come raccomandato, negli ultimi due anni. 10

11 Introduzione Il Piano Sanitario Nazionale affronta il tema della prevenzione sanitaria e della promozione della salute, dedicando un apposita sezione agli stili di vita sani e all importanza che la popolazione adulta effettui periodici controlli e test di screening. L adozione di stili di vita non corretti viene considerata un emergenza sanitaria, comportando l aumento di rischio di malattie cardiovascolari, tumori e diabete, che insieme rappresentano le principali cause di mortalità e morbilità nella popolazione adulta. Tra gli obiettivi primari del Piano della Prevenzione viene pertanto indicata la prevenzione del rischio cardiovascolare e delle complicanze del diabete e l implementazione dei programmi di screening oncologici. Il Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (CCM), recentemente istituito in Italia, riconosce tra i propri obiettivi strategici quello di sostenere il Paese nell adozione di stili di vita sani, attraverso l individuazione dei programmi operativi più efficaci e la verifica degli obiettivi di salute raggiunti. Il Ministero della Salute e le diverse Regioni hanno identificato la necessità di testare un sistema di sorveglianza su alcuni aspetti riguardanti la salute della popolazione italiana, sui fattori di rischio comportamentali e sui programmi di intervento che il Paese sta realizzando per modificare comportamenti a rischio. A tale scopo il CCM ha affidato al Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) dell'istituto Superiore di Sanità, e in particolare al gruppo PROFEA, l'incarico di sperimentare la realizzazione di uno studio di popolazione, denominato PASSI, con la prospettiva di una messa a regime di tale sorveglianza a livello nazionale nei prossimi anni. I principali argomenti studiati riguardano: attività fisica, fumo, alimentazione, consumo di alcol, sicurezza stradale, ipertensione, ipercolesterolemia, eccesso ponderale, screening del cancro della mammella, del collo dell utero e del colon retto. Inoltre sono stati raccolti dati su alcune variabili demografiche e caratteristiche fisiche, sulla percezione dello stato di salute, sulle vaccinazioni in età adulta e sullo stato dell utilizzo del punteggio di rischio cardiovascolare. Attualmente i dati sui determinanti di salute e sull adozione di misure di prevenzione vengono raccolti a livello nazionale e regionale attraverso indagini periodiche multiscopo condotte dall Istat. Le informazioni a livello locale sono carenti: questo limite rende difficile la valutazione degli effettivi progressi di salute ottenuti a seguito dell adozione dei programmi di prevenzione attivati dalle aziende sanitarie locali. Con PASSI i dati sono stati tempestivi e rappresentativi non solo della realtà regionale, ma anche aziendale. Lo studio sancisce così l idea che il progresso sanitario di un sistema di salute in un Azienda Sanitaria comporti una maggiore interazione fra domanda e offerta dei servizi, fra utenti ed erogatori di cure su quali siano le priorità di salute e sull evoluzione degli interventi. 11

12 Obiettivi Obiettivo generale Monitorare alcuni aspetti della salute della popolazione italiana di età compresa fra i 18 e i 69 anni in rapporto ad interventi di programmi specifici (in atto o in via di realizzazione) relativi ai principali fattori di rischio comportamentali e all adozione di misure preventive previste. Obiettivi specifici 1. Aspetti socio-demografici - Descrivere le variabili socio-demografiche principali del campione (età, sesso, livello di istruzione, cittadinanza, stato civile) e valutare eventuali correlazioni tra questi e i fattori di rischio indagati 2. Salute e qualità di vita percepita - Stimare lo stato di salute percepito dalla popolazione in studio - Stimare la media dei giorni in cattiva salute per cause fisiche - Stimare la media dei giorni in cattiva salute per cause mentali - Stimare la media dei giorni in cui le abituali attività sono limitate a causa del cattivo stato di salute fisica o mentale 3. Attività fisica - Stimare la proporzione di persone che praticano attività fisica moderata e intensa - Stimare la proporzione di popolazione che aderisce alle raccomandazioni internazionali sull attività fisica - Individuare gruppi a rischio per sedentarietà ai quali indirizzare gli interventi di promozione - Stimare la proporzione di persone beneficiari di interventi di promozione individuale dell attività fisica da parte degli operatori sanitari 4. Abitudine al fumo - Stimare la prevalenza di fumatori, non fumatori ed ex-fumatori - Stimare il livello di attenzione degli operatori sanitari al problema del fumo - Stimare la prevalenza di fumatori ai quali è stato rivolto il consiglio di smettere di fumare da parte di operatori sanitari - Descrivere le modalità più frequenti di disassuefazione al fumo - Stimare il livello del rispetto delle norme anti-fumo sul posto di lavoro - Stimare il livello dell esposizione al fumo passivo in ambito domestico - Descrivere la ricaduta della legge sul divieto di fumare nei luoghi pubblici 5. Abitudini alimentari - Stimare la prevalenza di soggetti sottopeso, normopeso, sovrappeso ed obesi tramite il calcolo dell indice di massa corporea. - Stimare la proporzione di popolazione che ha ricevuto consigli su consumi alimentari corretti da operatori sanitari - Stimare la proporzione di popolazione che adotta consumi alimentari corretti (consumo giornaliero di 5 porzioni di frutta e verdura) - Stimare la proporzione di popolazione che ha ricevuto consigli da operatori sanitari riguardo il peso corporeo, che ha tentato di perdere o mantenere il peso e che ha intrapreso azioni a tale scopo (dieta, attività fisica) 12

13 6. Consumo di alcol - Stimare la proporzione di consumatori di alcol distinguendo consumatori moderati e forti - Stimare la frequenza di consumo a rischio (binge e consumo fuori pasto) - Valutare il grado di attenzione degli operatori sanitari all uso dell alcol - Stimare la prevalenza di forti consumatori o consumatori a rischio ai quali è stato consigliato di ridurre il consumo di alcol 7. Sicurezza stradale - Stimare la prevalenza di persone che utilizzano i dispositivi di sicurezza (cintura anteriore, cintura posteriore, casco) - Stimare la proporzione di persone che riferiscono di aver guidato dopo assunzione di alcolici - Stimare la proporzione di persone trasportate da chi ha assunto alcolici 8. Vaccinazioni in età adulta - Stimare la prevalenza di donne anni vaccinate contro la rosolia - Stimare la prevalenza di donne anni che hanno effettuato un rubeo-test - Stimare la percentuale di soggetti appartenenti a gruppi a rischio vaccinati contro l influenza. - Stimare la prevalenza dei soggetti di anni affetti da patologie croniche che hanno effettuato la vaccinazione antinfluenzale 9. Fattori di rischio cardiovascolare - Stimare la proporzione di popolazione alla quale è stata misurata la pressione arteriosa, la colesterolemia e la glicemia, anche in relazione alla data dell ultimo controllo - Stimare la prevalenza di persone che riferiscono di essere affette da ipertensione o ipercolesterolemia e che stanno seguendo un trattamento (farmaci e altre misure, come perdita del peso e attività fisica) - Stimare la prevalenza di popolazione alla quale è stato calcolato, dal proprio medico, il punteggio di rischio cardiovascolare mediante la carta del rischio di recente introduzione 10. Prevenzione dei tumori - Stimare la prevalenza di donne di anni che hanno effettuato almeno un paptest a scopo preventivo, la periodicità dell effettuazione e se ciò è avvenuto all interno di un programma di screening - Stimare la prevalenza di donne anni che hanno effettuato almeno una mammografia a scopo preventivo, la periodicità dell effettuazione e se l esame sia stato effettuato all interno di un programma di screening - Stimare la prevalenza di persone 50 anni che hanno effettuato la ricerca del sangue occulto nelle feci e/o sigmoido-colonscopia, la periodicità dell effettuazione e se è stata effettuata all interno di un programma di screening 13

14 Metodi Tipo di studio Studio trasversale di prevalenza puntuale tramite somministrazione telefonica di un questionario standardizzato. Popolazione in studio La popolazione in studio è costituita dalle persone di anni iscritte nella lista di anagrafe sanitaria dell AS 4 di Cosenza (aggiornata al ). Criteri di inclusione nello studio sono stati la residenza nel territorio di competenza dell AS e la disponibilità di un recapito telefonico. I criteri di esclusione il ricovero o l istituzionalizzazione durante il periodo dell indagine. Campionamento Il metodo scelto è stato il campionamento casuale semplice, direttamente effettuato sulla lista di anagrafe sanitaria dell AS. La dimensione del campione è stata di 200 individui, calcolata in base alla prevalenza delle variabili principali e allo scopo di ottenere una stima con un buon grado di approssimazione con un intervallo di confidenza al 95. Interviste I cittadini selezionati sono stati preventivamente avvisati dall'azienda tramite una lettera personale informativa, così come i loro Medici di Medicina Generale ed i Sindaci di tutti i 57 comuni afferenti all AS. La somministrazione del questionario è stata preceduta dalla formazione degli intervistatori. La formazione, della durata di un giorno, ha avuto per oggetto le modalità del contatto e il rispetto della privacy delle persone, il metodo dell'intervista telefonica e la somministrazione del questionario telefonico con l'ausilio di linee guida appositamente elaborate. Le interviste alla popolazione in studio sono state realizzate nell arco di due mesi (maggiogiugno 2005) da medici e personale sanitario afferenti, in particolare, al Dipartimento di Prevenzione e ai Distretti Sanitari. L'intervista telefonica è durata in media circa 20 minuti. I dati raccolti sono quelli autoriferiti dalle persone intervistate senza l effettuazione di misurazioni dirette da parte di operatori sanitari. Analisi delle informazioni La registrazione e l analisi dei dati raccolti sono state effettuate utilizzando il software EpiInfo, versione 3.3.Tutte le analisi EpiInfo sono state condotte usando le funzioni di Statistics. L analisi è stata condotta sia per l Azienda Sanitaria di Cosenza sia aggregando i dati delle ASL partecipanti allo studio a livello nazionale senza il metodo della pesatura. Per agevolare la comprensione del presente rapporto, i risultati sono stati espressi in massima parte sotto forma di percentuali e proporzioni, riportando le stime puntuali con gli intervalli di confidenza solo per le variabili principali. Etica e privacy In base alla normativa vigente il presente studio non rientra nei casi di legge in cui è prevista la notifica al Garante della Privacy. Sono state richieste la valutazione e l approvazione del Comitato Etico dell Istituto Superiore di Sanità. 14

15 Le persone selezionate per l intervista sono state informate per lettera sugli obiettivi e le modalità di realizzazione dell indagine e sulle modalità adottate dallo studio per garantire privacy e confidenzialità. Gli intervistatori hanno contattato direttamente per telefono le persone selezionate per spiegare gli obiettivi e i metodi dello studio, garantendo la riservatezza delle informazioni raccolte e, prima di procedere all intervista, hanno chiarito nuovamente gli obiettivi dello studio, i vantaggi e gli svantaggi per l intervistato e le misure adottate per garantire la privacy. I dati nominativi erano contenuti nella prima pagina del questionario somministrato all intervistato, che è stata separata dal questionario stesso e conservata per alcuni giorni, in un luogo sicuro, sotto la responsabilità del coordinatore aziendale dell indagine. Dopo la validazione del questionario da parte del coordinatore regionale, le prime pagine con i dati nominativi sono state distrutte. Nessun dato nominativo è più rintracciabile nel supporto informatico della base di dati. 15

16 Risultati 16

17 Descrizione del campione aziendale La popolazione in studio è costituita da assistiti di età compresa tra 18 e 69 anni, iscritti nella lista dell anagrafe sanitaria e residenti nei comuni dell A.S. n 4 di Cosenza al 31/12/2004. Le 200 interviste al campione di popolazione estratto da tale lista sono state effettuate da 20 operatori sanitari. Il 10 dei titolari ha rifiutato la partecipazione allo studio, il 15 non è stato rintracciato telefonicamente. Tra le ASL partecipanti si è registrato il 6 di rifiuti, mentre l 11 non è stato rintracciato telefonicamente. Quali sono le caratteristiche socio-demografiche degli intervistati? L età e il sesso Nell AS di Cosenza il 52 del campione intervistato è costituito da donne. Il 30 degli intervistati è compreso nella fascia anni, il 34 in quella e il 36 in quella La distribuzione per sesso e per età del campione selezionato è sovrapponibile a quella rilevata nell anagrafe aziendale. L età e il sesso AS 4 Cosenza PASSI, Uomini Donne Il titolo di studio Nell AS di Cosenza il 2 del campione non ha alcun titolo d istruzione, il 15 ha la licenza elementare, il 27 la licenza media inferiore, il 44 la licenza media superiore, il 13 è laureato. Questa distribuzione è sovrapponibile a quella riscontrata nel campione relativo a tutte le altre ASL partecipanti all indagine. Il titolo di studio AS 4 Cosenza PASSI, 2005 Laurea Media Superiore Media inferiore Elementare Nessuno Cosenza Altre ASL 17

18 Il livello di istruzione Il 56 del campione presenta un alto grado d istruzione (licenza media superiore e laurea); tale livello è maggiore nelle fasce più giovani, in particolare tra i 18 ed i 34 anni. Nelle ASL partecipanti all indagine il 51 presenta un alto livello d istruzione; l andamento per classi d età è sovrapponibile. Istruzione alta per classe d'età Cosenza Altre ASL Lo stato civile Nell AS di Cosenza coniugati/conviventi rappresentano il 65, celibi/nubili il 31, vedovi/e il 3, separati/divorziati il 2. Nelle ASL partecipanti la distribuzione per stato civile è in linea con quanto rilevato a livello locale. Le categorie dello stato civile Coniugato convivente celibe nubile Vedovo/a Separato divorziato Cosenza Altre ASL Il lavoro Nell AS di Cosenza il 58 del campione (tra i 18 e i 65 anni) riferisce di lavorare regolarmente. Le donne risultano complessivamente meno occupate rispetto agli uomini (47 vs.70); tra i più giovani si registra un minore tasso di occupazione. Nelle ASL partecipanti lavora regolarmente il 62 degli intervistati. Anche in questo caso la percentuale delle donne che lavorano è inferiore a quella degli uomini (51 vs 74). Il lavoro per età e per sesso AS 4 Cosenza - Passi, Uomini Donne 18

19 Conclusioni e raccomandazioni Il campione dell AS di Cosenza è rappresentativo dell anagrafe assistiti e, pertanto, anche i risultati dello studio possono essere estesi alla popolazione aziendale. L elevato livello di istruzione, in particolare tra i più giovani, consente una grande varietà di strategie di prevenzione nell affrontare i problemi prioritari di salute. Il basso tasso di occupazione totale, registrato in particolare tra i giovani, rappresenta una forte criticità sotto l aspetto socio-economico. 19

20 Percezione dello stato di salute La relazione tra salute e qualità di vita percepita è stata oggetto, sin dagli anni Ottanta, di studi che hanno dimostrato come lo stato di salute percepito a livello individuale sia strettamente correlato ai tradizionali indicatori oggettivi di salute quali la mortalità e la morbosità. Lo stato di salute percepito risulta inoltre correlato sia alla presenza delle più frequenti malattie croniche sia ai loro fattori di rischio (per esempio sovrappeso, fumo, inattività fisica). La salute percepita è stata valutata con il metodo dei giorni in salute che misura la percezione del proprio stato di salute e benessere attraverso quattro domande intese a determinare: lo stato di salute autoriferito, il numero di giorni nell ultimo mese in cui l intervistato non si è sentito bene per motivi fisici, il numero di giorni in cui non si è sentito bene per motivi mentali e/o psicologici, e il numero di giorni in cui ha avuto limitazioni per motivi fisici e/o mentali. Quanti cittadini hanno una buona percezione del proprio stato di salute? Nell AS di Cosenza il 56 degli intervistati giudica in modo positivo il proprio stato di salute (buono o molto buono). In particolare si dichiarano più soddisfatti della loro salute e la definiscono molto buona o buona: - i giovani nella fascia anni - gli uomini - le persone con alta istruzione - le persone senza patologie severe. Nelle ASL partecipanti allo studio il 64 delle persone intervistate giudica buono o molto buono il loro stato di salute; si dichiarano più soddisfatti della propria salute i giovani, gli uomini, le persone con un livello di istruzione più alto e quelle non affette da una o più patologie severe. Stato di buona salute percepito AS 4 Cosenza PASSI, 2005 Variabili Totale 56,1(IC95:48,3-63,5) Età , , ,3 Sesso uomini 60,8 donne 51,1 Istruzione* bassa 39,4 alta 68,0 Patologia severa presente 11,5 assente 65,9 * istruzione bassa: nessun titolo, licenza elementare, licenza media inferiore; istruzione alta: scuola media superiore, laurea ** almeno una delle seguenti patologie: Ictus, infarto, altre malattie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie 20

21 Quanti sono i giorni di cattiva salute percepita in un mese? Nell AS di Cosenza le persone intervistate riferiscono una media di poco superiore ai 4 giorni al mese in cattiva salute sia per motivi fisici sia per motivi psicologici; le attività abituali sono limitate per circa 2,2 giorni al mese. Il numero di giorni in cattiva salute sia per motivi fisici che psicologici è maggiore nella fascia anni, come pure i giorni con limitazioni nelle abituali attività. Le donne lamentano più giorni in cattiva salute, in particolare per motivi psicologici, e sono più limitate nelle loro abituali attività. Giorni in cattiva salute percepita AS 4 Cosenza PASSI, 2005 Caratteristiche Demografiche Motivi Fisici N gg/mese Motivi Psicologici Attività Limitata Totale 4,3 4,2 2,2 Età ,4 2,1 2, ,2 2,8 1, ,8 7,0 3,3 Sesso uomini 3,9 2,5 1,9 donne 4,6 5,6 2,6 Nelle ASL partecipanti il numero di giorni in cattiva salute è risultato di 3,2 per motivi fisici, 3,3 per motivi psicologici, mentre le abituali attività sono limitate per 1,6 gg al mese. Anche nelle altre ASL i meno giovani e le donne lamentano più giorni in cattiva salute e con maggiore limitazione delle abituali attività. Conclusioni e raccomandazioni Poco più della metà dei residenti dell AS di Cosenza riferiscono una condizione di buona salute; ii dato è inferiore a quello medio relativo alle altre ASL partecipanti allo studio. Il dato locale è però in linea con quello regionale desunto dall indagine multiscopo , ribadendo le correlazioni con età, sesso e livello di istruzione. L analisi della media dei giorni in cattiva salute o limitanti le abituali attività, stratificata per sesso ed età, conferma la più alta percezione negativa del proprio stato di salute nella classe d età più avanzata e nelle donne. Le misure della qualità della vita possono costituire una banca di dati utili nell individuazione, attuazione e valutazione di interventi preventivi di sanità pubblica in particolare a livello di ASL, livello al quale questi dati sono in genere mancanti. 21

22 Attività fisica La sedentarietà è causa di 1,9 milioni di decessi all anno nel mondo e, insieme ad una cattiva alimentazione, è alla base dell attuale epidemia di obesità. L attività fisica moderata e regolare gioca un ruolo importante nell influenzare l aspettativa di vita: si stima infatti che riduca di circa il 10 la mortalità per tutte le cause. Le persone attive presentano un rischio notevolmente ridotto di andare incontro a patologie di tipo cardiovascolare, ictus ischemico, diabete tipo 2, cancro del colon, osteoporosi, depressione e traumi da caduta. Esiste ormai un largo consenso circa il livello di attività fisica da raccomandare alla popolazione: 30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana oppure attività intensa per più di 20 min per almeno 3 giorni. I consigli dati dai medici ai loro pazienti (in combinazione con altri interventi) si sono dimostrati utili nella promozione dell attività fisica nella popolazione generale e in gruppi particolari a rischio. Quanti sedentari e quanti attivi fisicamente? Nell AS di Cosenza il 32 delle persone intervistate riferisce di effettuare un lavoro pesante o aderisce alle raccomandazioni sull attività fisica; il 33 non effettua un lavoro pesante e pratica attività fisica in quantità inferiore a quanto raccomandato ed il 35 è completamente sedentario. I completamente sedentari sono i meno giovani, le donne e le persone con basso livello di istruzione. Tra le ASL partecipanti all indagine, il 42 degli intervistati aderisce alle raccomandazioni sull attività fisica o svolge un lavoro pesante, il 35 pratica attività fisica in quantità inferiore a quanto raccomandato ed il 23 è completamente sedentario. Popolazione sedentaria AS 4 Cosenza PASSI, 2005 Caratteristiche demografiche Totale sedentari* 34,8 (IC95:28,2-41,9) Età , , ,5 Sesso uomini 32,3 donne 37,3 Istruzione** bassa 41,4 alta 29,7 * chi svolge meno di 10 minuti d attività fisica alla settimana e non effettua un lavoro pesante ** istruzione bassa: nessun titolo, licenza elementare, licenza media inferiore; istruzione alta: scuola media superiore, laurea 22

23 Gli operatori sanitari promuovono l attività fisica dei loro pazienti? Nell AS 4 di Cosenza il 45 delle persone intervistate riferisce di avere ricevuto il consiglio di svolgere regolare attività fisica da parte dei medici. Solo l 11 ha ricevuto dal medico informazioni dettagliate su tipo, frequenza e durata dell attività da svolgere e al 13 è stato chiesto, in occasione di visite successive, l andamento dell attività fisica precedentemente consigliata. Solo il 9 dei pazienti dichiara di aver ricevuto sia consigli e informazioni dettagliate che domande successive sulla pratica dell attività consigliata. Attività fisica e consigli dei medici Consiglio generale Tipo, frequenza, durata Chiesto andamento Consiglio completo Tra le persone delle altre ASL partecipanti all indagine il 38 riferisce di aver ricevuto domande sul livello di attività fisica ed il 39 ha ricevuto il consiglio di farla, il 10 ha avuto informazioni su tipo, frequenza e durata ed il 10 la verifica in occasione di visite successive. La percentuale di persone che ha ricevuto i consigli completi era del 7. Conclusioni e raccomandazioni Si stima che circa il 35 della popolazione dell AS 4 di Cosenza conduca uno stile di vita sedentario e il 33 non pratichi sufficiente attività fisica; questo livello di sedentarietà suggerisce la necessità di intraprendere interventi mirati a migliorare il livello di attività fisica. In meno della metà dei casi i medici si informano e consigliano genericamente di svolgere attività fisica ai loro pazienti; di gran lunga inferiore risulta la percentuale dei cittadini che dichiarano di avere ricevuto consigli più dettagliati. Tuttavia, per migliorare il livello di attività fisica, non è sufficiente l azione del solo medico, ma si necessita contestualmente di interventi comunitari promossi e sostenuti da parte della Sanità Pubblica e di altri attori (esperti di nutrizione, corsi di attività fisica, ecc.). 23

24 L abitudine al fumo Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio nell insorgenza di numerose patologie cronicodegenerative (in particolare a carico dell apparato respiratorio e cardiovascolare) ed il maggiore fattore di rischio evitabile di morte precoce. L abitudine al fumo negli ultimi 40 anni ha subito notevoli cambiamenti: la percentuale di fumatori negli uomini storicamente maggiore si è in questi anni progressivamente ridotta, mentre è cresciuta tra le donne, fino a raggiungere nei due sessi valori paragonabili; è inoltre in aumento la percentuale di giovani che fumano. Evidenze scientifiche mostrano come la sospensione del fumo dimezza il rischio di infarto al miocardio già dopo un anno di astensione; dopo 15 anni il rischio diventa pari a quello di un non fumatore. I fumatori che smettono di fumare prima dei 50 anni riducono a metà il proprio rischio di morire nei successivi 15 anni rispetto a coloro che continuano a fumare. I medici e gli altri operatori sanitari rivestono un ruolo importante nell informare gli assistiti circa i rischi del fumo; un passo iniziale è quello di intraprendere un dialogo con i propri pazienti sull opportunità di smettere di fumare. Oltre agli effetti del fumo sul fumatore stesso è ormai ben documentata l associazione tra l esposizione al fumo passivo ed alcune condizioni morbose. La recente entrata in vigore della norma sul divieto di fumo nei locali pubblici è un evidente segnale dell attenzione al problema del fumo passivo. Come è distribuita l abitudine al fumo? Nell AS di Cosenza i fumatori sono pari al 28, gli ex fumatori al 18, i non fumatori al 54,. L abitudine al fumo è più alta tra gli uomini che tra le donne (34 vs 22); anche tra gli ex fumatori prevalgono gli uomini (25 vs 12), mentre tra le persone che non hanno mai fumato predominano le donne (66 vs 41). Tra le ASL partecipanti all indagine, i fumatori rappresentano il 26, gli ex fumatori il 20 e i non fumatori il 54. Non Fumatore*** Ex Fumatore** Fumatori* Abitudine al fumo Uomini Donne * Fumatore: soggetto che dichiara di aver fumato più di 100 sigarette nella sua vita e attualmente fuma tutti i giorni o qualche giorno ** Ex fumatore: soggetto che dichiara di aver fumato più di 100 sigarette nella sua vita e attualmente non fuma da almeno 6 mesi *** Non fumatore: soggetto che dichiara di aver fumato meno di 100 sigarette nella sua vita e attualmente non fuma 24

25 Quali sono le caratteristiche dei fumatori? La percentuale di fumatori nella AS 4 di Cosenza è pari al 28. Si sono osservati tassi più alti di fumatori nella classe d età più giovane, tra gli uomini e nelle persone con alto livello di istruzione. L età media di inizio dell abitudine al fumo è 18 anni. In media si fumano circa 13 sigarette al giorno. Tra le ASL partecipanti la percentuale di fumatori è risultata più alta tra i più giovani e tra gli uomini; non si sono riscontrate differenze per livello di istruzione; l età media di inizio è 18 anni e la media di sigarette fumate al giorno è pari a 14. Totale Fumatori * Caratteristiche demografiche 28,1 (IC95:22,0-34,9) Età , , , ,9 Sesso^ uomini 34,4 donne 22,3 Istruzione** bassa 25,0 alta 30,1 * Fumatore: chi dichiara di aver fumato più di 100 sigarette nella sua vita e attualmente fuma tutti i giorni o qualche giorno ** istruzione bassa: nessun titolo, licenza elementare, licenza media inferiore; istruzione alta: scuola media superiore, laurea A quante persone sono state fatte domande in merito alla loro abitudine al fumo da parte di un operatore sanitario? Nella AS 4 di Cosenza meno di un intervistato su due (41) dichiara di aver ricevuto domande dal proprio medico in relazione alla eventuale abitudine al fumo Riferisce di essere stato interpellato da un operatore sanitario sulla propria abitudine al fumo il 71 dei fumatori, il 53 degli ex fumatori e il 22 dei non fumatori. Tra le ASL partecipanti all indagine il 38 degli intervistati riferisce di essere stato interpellato da un sanitario sulle proprie abitudini al fumo; tra i fumatori la percentuale è del 64. Persone interpellate da un sanitario sull abitudine al fumo Fumatori Ex fumatori Non fumatori

26 A quanti fumatori è stato consigliato da un operatore sanitario di smettere di fumare? E perché? Il 73 dei fumatori riferisce di aver ricevuto il consiglio di smettere di fuma-re da parte di un operatore sanitario. Il consiglio è stato dato prevalentemente a scopo preventivo (30) Il 27 dei fumatori dichiara altresì di non aver ricevuto alcun consiglio da parte di operatori sanitari Fumatori ai quali è stato consigliato di smettere di fumare da operatori sanitari e motivazione A scopo preventivo Motivi di salute Per entrambe le ragioni Nessun consiglio Come hanno smesso di fumare gli ex fumatori? Il 97 degli ex fumatori della AS 4 di Cosenza ha smesso di fumare da solo; solo il 3 riferisce di aver avuto l aiuto da parte di un operatore sanitario. Anche i dati relativi alle ASL partecipanti confermano la tendenza dei fumatori a gestire il problema da soli. Come hanno smesso di fumare gli ex fumatori Da solo Aiutato da un sanitario Qual è l esposizione al fumo in ambito domestico? Il 63 degli intervistati nella AS n 4 di Cosenza dichiara che nelle proprie abitazioni non si fuma (43 non permesso; 20 nessuno fuma); nel restante 37 dei casi si fuma ovunque o in parte. Regole sul fumo nella propria abitazione Non permesso Permesso in alcuni luoghi Permesso ovunque Nessuno fuma

27 Qual è l esposizione al fumo nel luogo di lavoro? Le persone intervistate che lavorano con regolarità riferiscono, nel 46 dei casi, che il divieto di fumare nel proprio luogo di lavoro è sempre rispettato; ma ben l 8 risponde mai e una su tre non sa dare una risposta precisa. Rispetto del divieto di fumo al lavoro Sempre A volte Mai Non so Conclusioni e raccomandazioni Nella AS n 4 di Cosenza l abitudine al fumo mostra una prevalenza di fumatori di poco superiore rispetto a quella delle altre ASL. Un elemento che desta preoccupazione è l elevata prevalenza di fumatori tra i giovani, specialmente nella classe d età dei 18-24enni, dove più di quattro persone su dieci riferiscono di essere fumatori. Quasi tre fumatori su quattro hanno ricevuto il consiglio di smettere, evidenziando un accettabile livello di attenzione al problema da parte degli operatori sanitari. Sono comunque pochi i fumatori che hanno smesso di fumare grazie all ausilio di farmaci, gruppi di aiuto ed operatori sanitari. Risulta pertanto opportuno un ulteriore consolidamento del rapporto tra operatori sanitari e pazienti per valorizzare l offerta presente di opportunità di smettere di fumare. Il fumo nelle abitazioni e, soprattutto, nei luoghi di lavoro merita ancora molta attenzione, nonostante il considerevole interesse al fumo passivo posto dall entrata in vigore della nuova legge sul divieto di fumo nei locali pubblici. 27

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