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1 il volo NOTIZIARIO TRIMESTRALE PWC PwC per Telethon Intervista a Luca Cordero di Montezemolo presidente Telethon 3 Vent anni di eccellenza italiana 8The green race La riunione del CDP, Carbon Disclosure Project, sul cambiamento del clima 12L evoluzione delle persone La presentazione dell ufficio PwC di Roma PwC, nel rispetto della salvaguardia ambientale, stampa il Volo su carta ecologica vuoi sapere di più?

2 scriviamo di: 4 Telethon Udine: una neve caldissima 6 Diario di Bordo Uno spazio dedicato ai giovani di PwC 14 Global Mobility 16 E non dite è solo una Vespa sommario 3 Vent anni di eccellenza italiana Intervista a Luca Cordero di Montezemolo, presidente Telethon 4 Telethon Udine: una neve caldissima di Elena Bettarini 6 Diario di Bordo uno spazio per i giovani di PwC Prospettiva Africa di Silvia Esposito Make Trade Fair: come e perché di Giancarlo Turcato 8 The green race A piazza Affari la riunione del CDP, Carbon Disclosure Project Climate Change: da rischio a priorità strategica di Diana Guzman 9 La lotta alle emissioni si declina sul mercato Intervista a Paolo Bersani 10 Climate Change: situazione Italia Intervista a Marco Montanini 11 Il Bilancio integrato: una nuova sfida di Nevio Benvenuto il volo Notiziario trimestrale PwC SpA Registrazione n. 37 presso il Tribunale di Milano in data 22 gennaio 2007 Pubblicazione a uso interno Editore: PricewaterhouseCoopers via Monte Rosa, 91 - Milano 12 L evoluzione delle persone di Francesca Garofalo 14 Dolce vita, arrivo! Florence Clément, Francia Due anni che non vogliono finire Paolo Guilhon, Brasile 15 Giovani talenti, anzi, giovanissimi di Alberto Rossini 16 E non dite è solo una Vespa! di Lucia Magenta 17 Essere donna in PwC e nel Gruppo Donne in Manageritalia di Antonella Portalupi 18 PwC ospita lo IASB Outreach Event su Impairment e Hedge Accounting di Chiara Carotenuto 19 Libri Sport 20 Storie Svoltate Direttore responsabile Fabrizio Piva Direttore editoriale Leonardo Cadeddu Coordinamento editoriale e redazione Veronica Boera Consulenza redazionale Studio Lucchini Progetto grafico, impaginazione Corinna Corradini - Corigrafica Stampa Lasergrafica Polver Aprile 2011 STAMPATO SU CARTA ECOLOGICA È un rapporto instaurato da anni quello che lega Telethon e PwC. Crediamo nel valore delle loro iniziative, contribuendo e sostenendole attivamente. Abbiamo avuto l opportunità di incontrare il Presidente Montezemolo per porgli alcune domande. Sono di certo tutti importanti i progetti di ricerca che Telethon sostiene. Ce ne sono però alcuni che ricordate con più intensità? Quali sono i principali successi che Telethon può vantare? Dal 1990 a oggi, Telethon ha investito in ricerca 323 milioni di euro, finanziando oltre progetti di ricerca su 454 malattie. Ogni giorno, sono quasi mille i ricercatori che lavorano grazie ai suoi finanziamenti. In concreto, il primo traguardo raggiunto riguarda l ADA- SCID, una grave forma di immunodeficienza congenita. È la prima malattia ereditaria al mondo a essere stata curata grazie a un protocollo di terapia genica, messo a punto all istituto San Raffaele Telethon di Milano. Grazie a questa terapia sono guariti quattordici bambini. Il secondo eccellente risultato riguarda l Amaurosi congenita di Leber, una forma di cecità ereditaria: è in corso presso il Children s Hospital di Philadelphia un trial clinico di terapia genica, che vede coinvolto anche l istituto Telethon di Napoli e la Seconda università di Napoli. Le prime evidenze sono molto positive. Inoltre, sempre presso l istituto San Raffaele Telethon di Milano, ad aprile sono partiti altri due trial: uno sulla leucodistrofia metacromatica, una malattia neurodegenerativa progressiva, e uno sulla sindrome di Wiskott-Aldrich, una rara immunodeficienza. Entrambe le sperimentazioni dureranno tre anni e coinvolgeranno in totale 14 bambini. Quali sono, per contro, gli ostacoli che ancora chiedono di essere superati? La fondatrice di Telethon, Susanna Agnelli, disse che Telethon dovrà esistere fino a quando non si potrà scrivere la parola cura accanto al nome di ogni malattia genetica. Le malattie genetiche conosciute sono oltre seimila. Il cammino è ancora molto lungo. Oltre a questo, la ricerca ha tempi e costi elevati; in particolar modo per quel che riguarda gli studi clinici, cioè quelli in cui ci si sposta dal laboratorio al letto del paziente. Dunque, oltre a quelli scientifici, ci sono ostacoli di ordine economico: la ricerca ha sempre bisogno di molto denaro, vale a dire di molta generosità da parte degli italiani. Intervista a Luca Cordero di Montezemolo, presidente Telethon Vent anni di eccellenza italiana Uno dei suoi pensieri ricorrenti, forse dei suoi imperativi, che ha sostenuto in tanti contesti, è fare squadra. Si può - o si deve - fare squadra anche nella ricerca? Il concetto di squadra è fondamentale. Non solo nella ricerca, ma in quello che noi chiamiamo il sistema Telethon: quella realtà composta dai ricercatori, dai malati e dalle loro famiglie e da molti esponenti della società civile. Gli eccellenti risultati che Telethon ha raggiunto in questi anni sono stati possibili proprio grazie alla capacità di mettere a fattor comune le diverse professionalità di chi compone l universo di Telethon. L impegno sinergico verso un unico obiettivo è uno degli elementi cardine della lotta alle malattie genetiche. Ed è fondamentale ricordare sempre come tra gli attori principali di questo sistema ci siano gli italiani con la loro generosità. Non solo sotto il profilo strettamente economico, ma anche in termini di tempo e passione. Lei ha più volte sottolineato le eccellenze italiane, nel lavoro, nell università, nella cultura, nella ricerca, nella qualità della gente. Eppure oggi si avverte in modo concreto una crisi non solo economica, ma anche etica. Come può un esperienza eccezionale come Telethon 3

3 continua intervista a Luca Cordero di Montezemolo essere ispirazione costante di positività, al di là dei momenti di grande richiamo mediatico? I traguardi che Telethon ha raggiunto nei suoi vent anni di vita sono la migliore certificazione del fatto che Telethon è un modello di eccellenza italiana: un grande esempio dell Italia che funziona e che tende al miglioramento continuo, secondo criteri improntati all assoluta trasparenza. Vent anni di vita della Fondazione, e poco più di un anno dal suo insediamento come Presidente. Senza chiederle un bilancio, quale ritiene sia il principale valore della storia di Telethon, sia come organizzazione scientifica sia come esperienza umana? I valori a cui facevo riferimento sono stati compresi e apprezzati dagli italiani che hanno maturato, negli anni, un adesione forte e consapevole alla nostra missione. Dal 1990 a oggi, le persone si sono rese conto dell importanza della nostra missione e hanno compreso che di Telethon si possono fidare: per come gestisce i soldi che gli sono stati donati e per i risultati che ha ottenuto. I numeri di Telethon 326 milioni di euro investiti 1427 ricercatori finanziati 2266 progetti di ricerca 454 malattie studiate 7753 articoli scientifici pubblicati 69 coordinamenti provinciali Telethon Udine: una neve caldissima di Elena Bettarini Come sostenere Telethon Con un versamento bancario Con un bonifico intestato al Comitato Telethon Fondazione Onlus sul c/c 9500 della Banca Nazionale del Lavoro IBAN IT82J Con un versamento postale Con il bollettino postale o con un bonifico al Comitato Telethon Fondazione Onlus sul c/c postale IBAN IT37X ,215 km percorsi, raccolti: il team PwC alla maratona friulana Cominciamo dalla fine. E con un ulteriore ossimoro: è stata una piacevole fatica. Perché l idea di correre a dicembre, per un ora continuativamente, nell arco di 24 ore, è comunque impegnativo. Arrivato alla sua 21ma edizione, il Telethon è una bella iniziativa finalizzata alla raccolta di fondi per la ricerca sulle malattie genetiche. Accanto all ormai tradizionale maratona televisiva, ogni anno singole città si prodigano per dare il proprio contributo organizzando vari tipi di manifestazioni. Udine, con la sua 24 x 1 ora, è arrivata alla 12ma edizione e ha raccolto l adesione dei numerosi gruppi formati da 24 runner che, a staffetta, si sono alternati nella corsa per coprire il circuito di circa 980 metri, appositamente transennato, che si dipanava nel centro di Udine. Per ogni chilometro percorso da ogni singolo atleta il Telethon ha versato 5 euro; quest anno il Telethon di Udine, con oltre 100 mila euro, ha superato di quasi 10 mila euro quanto raccolto nel Foltissima la partecipazione: 186 squadre, 50 in più rispetto all edizione 2009, molte in rappresentanza di aziende locali e altre anche composte semplicemente da gruppi di amici. E così, accanto ai nomi più aderenti alle policy aziendali, alcuni gruppi si sono fantasiosamente lanciati in scelte più evocative quali i Blade Runners di Maniago (citazione cinematografica, Maniago è una cittadina famosa per la produzione di coltelli) e, in assonanza con questi ultimi, i Blood Runners (gruppo costituito da donatori di sangue). Ma quest anno, fra le 186 squadre, c era anche il neo costituito PwC team composto da dipendenti ed ex dipendenti dell ufficio di Udine. Mancando il presupposto fondamentale della preparazione sportiva, inutile Con il tuo 5xmille Scrivendo il codice fiscale della Fondazione Telethon nella tua dichiarazione dei redditi Con una donazione online In modo facile e sicuro su con la carta di credito e con PayPal Con il RID Puoi domiciliare la donazione su c/c bancario, postale o carta di credito chiamando lo o compilando l apposito modulo su Collaborando con noi Se hai tempo, energia e buone idee per aiutarci puoi diventare un nostro volontario Per maggiori informazioni Centralino Fax Ufficio donatori Fax Sito web Lisa Borean, apripista alla maratona cercare lo sprone nell esibizione di una performance personale; il gruppo si è creato con il desiderio di poter contribuire, proporzionalmente alle proprie capacità, a un iniziativa benefica. Accomunati dal desiderio di condividere un esperienza off working hours, il team di lavoro si è presto trasformato in un team sportivo al quale ognuno ha partecipato con entusiasmo, alcuni raggiungendoci anche da Trieste e da Treviso. E anche chi non ha potuto partecipare alla corsa è stato presente preparando specialità culinarie che hanno supportato meravigliosamente il gruppo. L esordio è stato brillante grazie alla nostra granitica Lisa Borean (foto sopra) che ci ha regalato i primi, encomiabili 11 giri. Questo, a dispetto dell impietosa situazione termica e meteo. Perché già da giorni le previsioni non lasciavano margine a un grande ottimismo, ma il cielo terso di venerdì mattina e l aria frizzante, riscaldata però da un tiepido sole, ci permettevano di confidare nella tradizionale inattendibilità degli esperti. Aspettative presto disattese. Ore 13, i primi timidi fiocchi. Ore 14, la città era già ammantata da una sottile coltre di neve che continuava a scendere generosamente. Magica cornice natalizia, quanto inquietante prospettiva nell ottica della corsa. E la neve ha infatti accompagnato gli atleti (eh sì, atleti, perché tutti noi, quali partecipanti al Telethon, siamo temporaneamente assurti a questo titolo) per tutta la durata della manifestazione che si è protratta dalle 17 di venerdì 17 alle 17 di sabato 18 dicembre. Il gruppo dei partecipanti era multiforme, comprendendo squadre che, come il PwC team, si sono improvvisate per l occasione, ma anche squadre di autentici runner. Nell osservare il ritmo sostenuto di quest ultimi, soprattutto, mi piaceva pensare che questi atleti, avvezzi alle maratone, non stessero sfruttando l evento Telethon per misurarsi con se stessi e migliorare i propri tempi ma, abbracciando lo spirito filantropico dell iniziativa, stessero dando del proprio meglio per raccogliere quanti più fondi possibile. Per noi, neofiti della corsa, privi di qualsiasi velleità - anche per ragioni di pura inadeguatezza sportiva - e digiuni di qualsiasi preparazione atletica (salvo rare eccezioni dagli encomiabili risultati, vedasi Francesco Zani di Udine e l ex PwC Claudia Fraulin con 12 km 675 e Nicola Tomasin di Treviso, 13 km 650), abbiamo exceeded any expectation, raggiungendo la ragguardevole somma di euro corrispondente a 231 Km e 215 metri percorsi devoluta alla causa. Questo a dimostrazione del fatto che, ove manchi la tecnica, la volontà supplisce sempre. E il clima è stato splendido. Non quello termico, impietosamente settato fra 0 e -7 gradi, ma quello che si è creato all interno del nostro gruppo e che aleggiava attorno a tutta la manifestazione. Perché a qualsiasi ora, lungo le transenne che delimitavano il tracciato della corsa, c era chi faceva il tifo per te. E non erano solo i tuoi compagni di squadra che erano lì per sostenerti, ma anche estranei che appoggiavano la tua scelta e la tua fatica spronandoti a non mollare. E questo è l aspetto più emozionante. E poi, accanto a quello della partecipazione emotiva dei concorrenti e dei sostenitori, lo spirito della manifestazione udinese è anche quello della goliardia, del vin brulè e delle grigliate alle due del mattino. Un atmosfera indimenticabile, che saremo certamente in grado di ricreare in occasione della prossima edizione. Perché Telethon 2011 ci aspetta già. vuoi saperne di più? Il gruppo dei partecipanti era multiforme, comprendendo squadre che, come il PwC team, si sono improvvisate per l occasione, ma anche squadre di autentici runner 4 5

4 In questo spazio tutti i giovani di PwC possono portare le loro testimonianze su temi privati, ma rilevanti per la nostra convivenza sociale e professionale. Una pagina per annotare pensieri, parole, ricordi importanti. Diario di bordo Flash di un esperienza di volontariato nel cuore del continente magico e misterioso Prospettiva Africa mamma Flo, la signora che ci ha ospitato al meglio delle sue possibilità, è un gruppo di volontari diventati come una famiglia, è l affetto dei bambini che ci rincorrono per strada per tenerci la mano e che ora non sono più tutti uguali, li riconosco, li chiamo per nome, e resteranno per sempre tutti nel mio cuore. È strano come all inizio io e gli altri volontari ci sentissimo a disagio per le loro abitudini così lontane dalle nostre, che invece dopo pochi giorni sono bianche. È indescrivibile la loro voglia di imparare e la loro gioia di vivere. Con i miei cinque compagni di viaggio italiani, Alessio, Barbara, Marco, Marta e Valeria, continuiamo a dare supporto all organizzazione ugandese con cui abbiamo lavorato, la Soft Power Education, attraverso la raccolta fondi per sostenere le attività dell organizzazione. A Natale abbiamo inviato anche le donazioni ricevute da molti colleghi PwC, che ringrazio di nuovo di cuore. So, come tutti i volontari, di aver ricevuto più di quanto abbia potuto di Giancarlo Turcato Ragioni ed esperienze sul mercato equo e solidale Make Trade Fair: come e perché Per alcuni anni, quelli relativi al mio periodo universitario, ho avuto la fortuna di conoscere in prima persona il mercato equo e solidale. Come? Alzandomi la domenica mattina, ancora provato dalla sera del sabato, e recandomi con alcuni amici all uscita della chiesa del mio paese, Marostica, per vendere i prodotti equo solidali ai fedeli praticanti la messa. Ricordo le gelide domeniche invernali, quando lasciavo il caldo confortevole del mio letto per affrontare ghiaccio e nebbia. Perché? Espiare qualche colpa e sentirsi in pace con se stessi? Ovviamente, ma non solo questo. Il giorno prima mi recavo in un negozio equo e solidale a prendere i prodotti, principalmente alimenti come caffè, the, cioccolato, ma anche oggettistica per la casa. Del ricavato, la maggior parte andava al negoziante che ci forniva la merce. Con quanto rimaneva si decise di adottare a distanza un bambino della Romania, cosa che ai tempi mi rese orgoglioso, ma ora colpevole per non aver continuato. Gli incassi maggiori si registravano puntualmente nel periodo prossimo al Natale, quando cuori e portafogli si aprono e ci sentiamo tutti più buoni e caritatevoli. Ed è proprio questo il punto! La carità qui non c entra, si tratta solo di giustizia. La povertà e la miseria delle popolazioni del Sud del mondo non sono casuali. Ci sono molti fattori che determinano il disequilibrio di condizioni economiche permanente di molti stati e ci sono molte responsabilità. In molti casi povertà e miseria non sono dovute all incapacità o alla carenza di senso del lavoro. Sono le attuali regole del commercio mondiale che aggravano gli squilibri esistenti tra Nord e Sud, anziché favorire un equa distribuzione delle risorse. 6 di Silvia Esposito Al posto delle solite vacanze, quest anno ho scelto di fare un esperienza diversa e di avverare uno dei miei sogni più grandi: andare in Africa, nel cuore di un continente magico e misterioso, per fare un mese di volontariato. Ho trascorso un mese in un villaggio ugandese, immerso nel verde della foresta equatoriale tra la terra rossa, le case di fango, e i sorrisi di mille bambini che all inizio sembravano tutti uguali. Ora quello non è più un villaggio qualsiasi nella foresta: è Bujagali, è diventate usuali anche per noi, uno stile di vita scandito dal ritmo della natura, e forse per questo più difficile da dimenticare al rientro in Italia. È indelebile l emozione che si prova a camminare nel buio della notte senza torce, solo sotto il chiarore di un milione di stelle, ad ammirare i colori che si diffondono quando il sole si tuffa nel Nilo al tramonto, a sentirsi chiamare per nome dai bambini e non più Muzungu, come loro chiamano tutte le persone lasciare, so di non aver cambiato il mondo e di non aver risolto tutti i problemi dell Africa, ma so di aver fatto sorridere e divertire molti bambini, di essere riuscita a insegnare loro qualcosa, di aver dato loro la possibilità di andare in una scuola vera fatta di mattoni, e soprattutto so di aver fatto un esperienza unica che inevitabilmente resta dentro e fa vedere tutto da un altra prospettiva. Che cos è il mercato equo e solidale? L idea è quella di un mercato che tratta i produttori del Sud e Nord del mondo in modo paritario. In Africa, Asia e America Latina, i produttori si stanno organizzando, già da tempo, per cercare di sfuggire alle regole inique del sistema economico che ne causano la miseria e lo sfruttamento. Allo stesso modo, nel Nord del mondo, si è da tempo strutturata una rete di distribuzione e vendita di prodotti provenienti direttamente da organizzazioni di produttori del Sud, una rete di organismi, di associazioni, di cooperative e di soggetti di vario genere che ha deciso di dare un nuovo senso al commercio. Si tratta di un commercio equo e solidale, che opera direttamente con i produttori, riconoscendoli come soggetti di una relazione commerciale e soprattutto restituendo loro il valore di esseri umani. Ai produttori viene assicurato un compenso equo, ossia in grado di garantire loro un degno tenore di vita, tenendo conto del lavoro impiegato e delle condizioni di vita. I prezzi stabiliti per i prodotti comprendono anche un margine da investire nello sviluppo dell attività produttiva e in progetti di solidarietà. È una relazione commerciale che antepone la giustizia alla redditività, i diritti agli indici di crescita, la relazione alla produttività. Una visione dal sapore eretico per alcuni. Nessuno di noi ha potuto scegliere dove nascere. Non è beneficenza, tanto meno carità, è giustizia commerciale e solidarietà concreta. 7

5 Come le maggiori aziende del mondo affrontano il cambiamento del clima. A piazza Affari la riunione del CDP, Carbon Disclosure Project. PwC ne è global advisor e report writer The green race Mercoledì 9 febbraio, nella storica sede di Borsa Italiana, a piazza Affari, si è tenuto il Carbon Disclosure Project 2010 Italy Report, organizzato da PwC con il coinvolgimento dei maggiori esponenti aziendali e investitori del panorama italiano, dedicato all analisi e all approfondimento delle tematiche relative alle emissioni di gas responsabili dell effetto serra. CDP è l organizzazione internazionale non profit che si pone l obiettivo di facilitare la comunicazione trasparente dei dati relativi al tema del cambiamento climatico da parte delle maggiori aziende nel mondo. Comunicazioni che, anno dopo anno, stanno assumendo un valore sempre più importante nelle decisioni d investimento. CDP, per il quale PwC è stato nominato global advisor e report writer, fornisce agli investitori istituzionali un analisi unica di come le più grandi aziende al mondo rispondono al cambiamento climatico dovuto alle emissioni di gas responsabili dell effetto serra. Per supportare gli investitori nelle proprie decisioni di investimento, è stato realizzato il CDP Italy Report 2010, che, nella sua seconda edizione, è focalizzato sulla gestione del tema del carbon management da parte delle principali aziende italiane, per una prossima convergenza a un futuro low carbon. low-carbon, ma anche la governance adottata, la comunicazione verso gli stakeholder e i risultati ottenuti. Le risposte evidenziano che c è stato uno spostamento di attenzione: da un approccio al cambiamento climatico dominato dai rischi, a uno che abbraccia potenziali opportunità, quali: 1. sviluppo di nuove tecnologie: energie rinnovabili, soluzioni di mobilità elettrica, telepresenza; 2. commercializzazione di prodotti innovativi che aiutano i clienti a ridurre sprechi di energia da apparecchi elettronici, industriali, elettrodomestici, computer, automobili; 3. creazione di tecnologie per migliorare l efficienza energetica nei processi industriali; 4. flotte navali a bassa emissione di CO 2 ; 5. case, edifici e reti elettriche più intelligenti; 6. consulenze sulla gestione dell impatto dei prezzi della CO 2 e sviluppo di una gamma di prodotti per assistere all hedging e al trading di crediti verdi. Questo è il motivo per cui il cambiamento climatico sta diventando una priorità strategica: dal dipartimento di responsabilità sociale è passato alla strategia aziendale, agli appalti, alla finanza, alla gestione della supply chain fino ai consigli di amministrazione. A oggi, l 85% delle aziende Global 500 che hanno aderito hanno individuato un membro del consiglio di amministrazione o un direttore di alto livello quale figura responsabile per il cambiamento climatico, e il 50% sta incorporando il carbon management nella macro strategia aziendale. Perché hanno deciso di operare in tale maniera? per i costi energetici e i rischi di approvvigionamento energetico per il costo della CO 2 per il rischio finanziario da impatti fisici legati ai cambiamenti climatici, come accaduto per esempio recentemente in alcuni disastri atmosferici in Italia per la reputazione del marchio per il posizionamento competitivo, per le richieste degli investitori e le aspettative dei clienti per le aspettative dei dipendenti e la gestione dei talenti. Come ha commentato Christiana Figueres, segretaria esecutiva della Convenzione Quadro dell ONU sui cambiamenti climatici, durante il Global Forum di CDP a New York: «Business as usual è la ricetta per perdere il vantaggio competitivo e la redditività a lungo termine. Se i governi non si muovono velocemente, gli impatti del cambio climatico elimineranno qualsiasi modello efficiente di business a cui oggi siamo abituati». Di conseguenza, il coinvolgimento delle Leggere il report, utilizzare le analisi dei dati, visualizzare le risposte online: una miniera di informazioni che alimenta i mercati e le decisioni di acquisto in tutto il mondo, e che fornisce informazioni che possono aiutarci a plasmare il futuro low carbon. aziende è di estrema importanza. Non solo perché le stesse sono in grado di fornire soluzioni al cambiamento climatico, ma anche perché potranno essere competitive in futuro solo attraverso una chiara comprensione della loro esposizione ai rischi connessi al clima e anche attraverso una visione imprenditoriale tesa a trasformare il loro modello di business: competitive in termini di costi, di innovazione di prodotto, e di raccolta di capitali. Invito le società che non hanno risposto al questionario CDP nel 2010 a farlo nel 2011, a unirsi a questa green race, la corsa verde, e a sfruttare l occasione che il questionario CDP offre non solo di comunicare la strategie ambientale a investitori, governi, organizzazioni pubbliche e stakeholder in generale, ma anche a confrontarsi con i concorrenti, imparare le best practice, fissare obiettivi di riduzione e migliorare le prestazioni. Da sinistra: Corrado Clini, Direttore Generale Ministero dell Ambiente Diana Guzman, Director Southern Europe CDP Paolo Bersani, Partner PwC Andrew W Jones, Sustainability & Climate Change PwC UK Alessandro Santoni, Responsabile Area Pianificazione Strategica Research e Investor Relations Banca MPS Climate Change: da rischio a priorità strategica di Diana Guzman, CDP Director Southern Europe È dal 2000 che il Carbon Disclosure Project lavora intensamente nel richiedere informazioni sui rischi e sulle opportunità del clima alle più grandi aziende del mondo, per conto di investitori istituzionali. CDP fornisce queste informazioni al mercato globale per aumentare la trasparenza relativa ai rischi di investimento connessi al Da sinistra: Anna Villari, Responsabile Unità Operativa Responsabilità Sociale e Web A2A David Diamond, Head of Sustainable & Responsible Investment Allianz Global Investors Investments Europe Roberto Bossi, Sustainability Planning and Rating Manager Eni Pietro Martorella, Country Manager AXA IM in Italy Manuela Ojan, Italcementi Davide del Maso, Segretario Generale Forum per la Finanza Sostenibile cambiamento climatico e alle opportunità commerciali, con l obiettivo di guidare gli investimenti verso un economia low carbon. La nostra missione è accelerare le soluzioni al cambiamento climatico mettendo le informazioni pertinenti al centro del business, della politica e delle decisioni d investimento. Sono circa le organizzazioni presenti nelle principali economie del mondo che oggi misurano e rivelano le proprie emissioni di gas effetto serra e le strategie legate al Climate Change attraverso il CDP. Quali sono i vantaggi che le aziende ricevono dal rispondere al questionario CDP? E perché le aziende decidono di rispondere? L 82% delle aziende Global 500 ha risposto al nostro questionario quest anno. Questo significa che 410 delle più grandi aziende al mondo hanno comunicato attraverso il CDP non solo le loro strategie per un futuro Paolo Bersani, il partner PwC che ha redatto l Italy 60 Investor CDP Report La lotta alle emissioni si declina sul mercato Dal 2000 l ong CDP - Carbon Disclosure Project ha avviato un monitoraggio della reportistica globale d impresa in materia di emissioni di anidride carbonica e di contrasto al cambiamento climatico. Nel 2010 hanno risposto ai quesiti del Carbon Disclosure Project oltre organizzazioni di 60 paesi del mondo. PwC, che è global advisor e report writer per CDP, ha potuto così monitorare su scala globale la reportistica in argomento. Oltre al Report Global 500 e altri redatti per diversi paesi, PwC ha analizzato da questa prospettiva le risposte pervenute da 21 delle prime 60 società quotate d Italia. All evento di Milano del 9 febbraio scorso ha presentato le proprie rilevazioni a investitori istituzionali ed esperti del settore. Chiediamo a Paolo Bersani, il partner di PwC che ha redatto il rapporto, di illustrarci cosa è emerso da questo studio. In Italia come avete condotto le vostre analisi? In Italia nel 2010 l universo invitato a rispondere al CDP è passato dalle 40 dell anno prima a 60 società. La percentuale di coloro che hanno risposto è rimasta invariata (il 35%), ma l incremento del campione ha fatto crescere in termini assoluti il numero di società disposte a dichiarare pubblicamente la propria posizione sul tema: sono passate da 18 a 21. Obiettivo per il 2011 è allargare sempre di più la base di partecipazione: quest anno il CDP intende invitare a partecipare un centinaio di aziende. 8 9 Che cosa avete scoperto finora? È vero che i grossi gruppi sono avvantaggiati nella reportistica sulle emissioni rispetto ai piccoli? In realtà abbiamo osservato più un problema di sensibilità a queste tematiche che di difficoltà oggettive. Per un azienda relativamente piccola è molto più semplice

6 calcolare le emissioni di anidride carbonica che per un colosso multinazionale: tuttavia è più probabile che calcoli le proprie emissioni quest ultimo. Riscontriamo insomma resistenze di ordine culturale. All estero avete trovato un panorama diverso? In altri paesi c è più abitudine a valutare gli impatti ambientali di un nuovo prodotto analizzandoli nelle diverse fasi di vita, dalla progettazione allo smaltimento. L LCA, il Life Cicle Assessment - analisi del ciclo di vita - per esempio, è un sistema di analisi che supporta le scelte aziendali molto diffuso in Francia; in Italia stenta a prendere piede. Una reportistica sulle emissioni e sulla sostenibilità dell impresa come viene percepita dagli investitori? È un vantaggio o solo un costo? Proprio all evento del 9 febbraio hanno partecipato due società d investimento come Allianz Global Investors Investments Europe e Axa IM, con le quali ci siamo confrontati su questo tema. Ci hanno spiegato il modo in cui gestiscono le informazioni non finanziarie (come appunto le emissioni di CO 2 ) e confermato che la loro valutazione rientra nelle logiche di investimento. Il business as usual, ossia i modelli tradizionali di gestione, rischiano di non garantire la sostenibilità futura Quali sono i principali contenuti del rapporto italiano? Il documento riporta sintesi, trend ed analisi delle risposte fornite dalle aziende partecipanti al questionario: il focus principale è rivolto alla gestione della tematica del cambiamento climatico ed è declinato secondo alcune macroaree, che spaziano dalla strategia alla governance, dall individuazione dei rischi e delle opportunità alla definizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO 2, descrivendo le azioni ad essi associate e le emissioni prodotte e/o evitate, fino ad arrivare alle modalità di comunicazione verso gli stakeholder di tutti questi aspetti. Come sono state valutate le risposte delle aziende partecipanti? di un azienda. Diventa più affidabile un gruppo che calcola impatti ed emissioni utilizzando le informazioni ottenute per definire strategie e obiettivi. Quanto ai costi aggiuntivi, si tratta di decidere il paradigma in cui collocarli. La stessa terminologia utilizzabile (spesa o investimento?) indica la diversa attitudine che può avere l imprenditore nel valutarne la necessità: la spesa può essere più facilmente tagliata perché riflette scelte di breve periodo; dall investimento, invece, ci si aspetta un ritorno nel tempo ancorché non immediato, perché deve favorire la competitività dell azienda sul mercato. C è però anche il pericolo che la reportistica sulla sostenibilità si trasformi in un greenwashing che non agisce sul core business. Il contenuto della comunicazione, in tema di sostenibilità, differisce da settore a settore. Il rischio che essa sia scollegata dal core business esiste ma la gestione dei rischi connessi alla reputazione e al brand value delle imprese comporta un sempre maggior realismo (cioè correttezza e completezza) nell informazione che si fornisce. Nel tempo, il rischio di greenwashing diminuisce perché se non si gestisce ciò di cui si parla quando si fa comunicazione, dopo un po non si ha più nulla da dire. Marco Montanini, manager della practice Sustainability & Climate Change che ha curato la redazione del rapporto Climate Change: situazione Italia Sono state valutate secondo due differenti indicatori, cui corrispondono differenti criteri: il Carbon Disclosure Score e il Carbon Performance Score. Il primo valuta la qualità e la completezza del reporting delle aziende e il loro carbon management, e viene utilizzato per definire il Carbon Disclosure Leadership Index (CDLI), un indice che include il top scoring 30% dei respondent, 6 società in totale per il panorama italiano del Il secondo valuta le aziende con riferimento all adozione di misure per ridurre le proprie emissioni globali e al relativo impegno dimostrato nella definizione della strategia e della governance. Anche in questo caso è stato definito un indice specifico: il Carbon L Italy 60 Investor CDP Report, così come tutti i report del CDP che vengono pubblicati in tutto il mondo, è una finestra per comprendere come le principali aziende stanno o non stanno giocano un ruolo nel contrasto al cambiamento climatico. In Italia che cosa avete trovato? Delle 21 società che hanno risposto ai nostri questionari, 14 hanno affermato di avere una commissione o un comitato, che riporta al consiglio di amministrazione, che si occupa di cambiamento climatico. Due terzi delle società che hanno risposto hanno contatti attivi con regolatori e autorità di controllo. Ben 12 su 21 hanno sistemi di incentivazione al management che promuovono obiettivi di sostenibilità. Uno strumento, quest ultimo, che riteniamo molto efficace. Se guardiamo indietro notiamo che nel 2009 solo 7, sulle 18 società interpellate, avevano divulgato obiettivi di riduzione delle emissioni. Nel 2010 erano 16 su 21, quindi c è una sensibilità in crescita. Abbiamo anche osservato che le eccellenze in questo campo prescindono dal settore di attività, segno che la sensibilità e la consapevolezza della rilevanza di questi argomenti si stanno mantenendo nell agenda del top management delle aziende italiane. Performance Leadership Index (CPLI), che include le aziende che hanno ottenuto un punteggio superiore a 80/100. Qual è stata l organizzazione che PwC ha messo in campo per questa iniziativa? PwC ha mobilitato il network per garantire la massima qualità dello scoring, attivando, nei mesi di giugno e luglio scorsi, un team internazionale europeo che da Londra ha operato in continuo contatto con un team americano. L obiettivo è stato quello di testare e applicare una metodologia di lavoro il più robusta ed efficiente possibile, che permettesse di valutare le principali aziende a livello mondiale, appartenenti al Global 500, allo S&P 500 e al FTSE350, per le quali sono stati anche redatti tre rapporti specifici. Sfruttando l esperienza maturata in queste attività, alle quali ho partecipato personalmente, abbiamo deciso di replicare l attività anche in Italia, fornendo così il più interessante insight relativo alle risposte delle aziende al cambiamento climatico in Italia. Tra le nuove frontiere della comunicazione societaria, un opportunità per le aziende best in class Il Bilancio integrato: una nuova sfida di Nevio Benvenuto, manager PwC Advisory Nell ultimo decennio abbiamo visto crescere molto l attenzione a come le imprese comunicano i loro risultati. La dinamica è stata generata sia da iniziative legislative, che hanno progressivamente ampliato gli obblighi informativi da fornire nel bilancio e nella relazione sulla gestione, sia dall adesione volontaria dell azienda a principi di reporting che riguardano le cosiddette NFI-Non Financial Information e che, nella maggior parte dei casi, si è concretizzata nella redazione di un bilancio sociale o di un bilancio di sostenibilità. Sono ormai molte le realtà, di ogni dimensione, settore e tipologia giuridica, che hanno redatto e redigono il proprio bilancio sociale/di sostenibilità. La diffusione di questo tipo di documento risiede nel fatto che esso si presta a essere il contenitore nel quale, con il rigore necessario ad una comunicazione sociale, si possono inserire tutte quelle informazioni che servono a fornire un quadro più completo, esauriente ed efficace dei risultati e degli impegni futuri. E anche di come l azienda identifica e gestisce le relazioni con i propri stakeholder, cui sono destinate le informazioni organizzate nei tre pilastri delle performance di sostenibilità: la performance economica, quella sociale e quella ambientale. A indirizzare le aziende alla redazione del bilancio di sostenibilità, soprattutto Dove è possibile reperire il CDP 2010 Italy 60 Report? È disponibile sul sito PwC, nella sezione Sviluppo sostenibile e cambiamenti climatici. Chi è interessato può scaricare il report e altre informazioni all indirizzo: sustainability-climate-change/cdp italy.jhtml per quanto riguarda le società quotate, ha contribuito sicuramente l attenzione che analisti e investitori hanno, progressivamente, sempre più riposto su questo tipo di performance, considerate, a ragione, utili per valutare la capacità di un organizzazione di stare sul mercato e di gestire i principali driver della propria sostenibilità. Il 2010, tuttavia, si è concluso con alcune novità nell orizzonte della comunicazione societaria. Vi sono infatti nuove iniziative che stanno polarizzando l attenzione degli esperti, delle aziende e degli standard setter internazionali, e che muovono dal rinnovato interesse esistente per il cosiddetto Reporting Integrato. Il concetto che guida tali nuove iniziative è quello che vuole proporre in un unico Report, o Bilancio, l informativa utile e necessaria per presentare a tutto tondo l impresa, in modo integrato. A questo punto occorre fare una breve distinzione tra le esperienze fin qui riscontrate di cosiddetti bilanci integrati e quanto invece si sta andando ad affrontare. L esperienza diffusa, a oggi, presenta dei documenti unificati, più che dei bilanci integrati. Con questa distinzione si intende evidenziare come, nella maggior parte dei casi, i fascicoli di bilancio, anche i più completi, siano in realtà prevalentemente l aggregazione di documenti che nascono distinti: per esempio, il bilancio d esercizio con l aggiunta di una sezione estratta dalla relazione sulla corporate governance e una dal bilancio di sostenibilità. Carbon Disclosure Project (CDP) è un organizzazione non profit che detiene il più grande database internazionale con le informazioni sulle politiche di gestione del climate change attuate dalle più importanti società mondiali. Sono circa le organizzazioni presenti nelle principali economie del mondo che oggi misurano e rivelano le proprie emissioni di gas responsabili dell effetto serra e le strategie legate al climate change attraverso il CDP, in modo da stabilire gli obiettivi di riduzione e migliorarne i risultati. Questi dati sono raccolti per conto di 534 investitori istituzionali che gestiscono oltre 64 triliardi di dollari, e per conto di centrali d acquisto ed enti governativi, con l obiettivo di renderli disponibili affinché vengano integrati nelle strategie di business e nelle politiche aziendali. PwC ne è global advisor e report writer. Info: Il bilancio integrato, invece, è un documento che nasce con una struttura informativa di riferimento pensata ex novo per rispondere a nuovi, più aggiornati e più efficaci standard informativi. È ovvio che tale passaggio comporta la scelta di un percorso di miglioramento che incide sulle diverse dimensioni della gestione di un impresa: organizzazione, sistemi, processi e procedure, controllo. Solo avviando un progetto strutturato che le coinvolga tutte si potrà infatti disporre di una comunicazione societaria innovativa nella struttura, ma saldamente ancorata ai principi di rigore nei contenuti e robustezza nel controllo che ne hanno caratterizzato l evoluzione di questi ultimi anni. In quest ottica, come PwC, abbiamo di fronte una nuova sfida e una nuova opportunità: essere promotori del cambiamento e assistere i nostri clienti nel realizzarlo in modo efficace ed efficiente

7 Presentazione dell ufficio risorse umane di Roma-area API L evoluzione delle persone Francesca Garofalo Dopo una laurea in economia e qualche anno di esperienza in una piccola società di consulenza, 12 anni fa iniziava la mia esperienza nel consulting di PwC. Il mio primo incarico, in un team molto ampio e assortito, riguardava la realizzazione del piano industriale di un grande gruppo cabotiero, per poi passare ad altri incarichi e altri clienti (principalmente del settore pubblico e dei financial services) che mi hanno permesso di mettere a frutto e consolidare le mie competenze in ambito organizzazione e risorse umane. Negli anni le esperienze di vita, dolorose e gioiose, si sono intrecciate con quelle professionali e nel 2008 si è presentata per me la possibilità di occuparmi di risorse umane per l area API e in particolare per la sede di Roma. Opportunità che ho cercato e accolto con grande entusiasmo. L entusiasmo nasceva dalla consapevolezza che il campo delle risorse umane è stato per me sempre di vivo interesse e grande attenzione. Così oggi coordino un team di 3 persone, Fabiana, Serena e Wilma, che con professionalità e dedizione si occupavano delle loro attività già prima del mio arrivo e che mi hanno facilitato l ingresso nel mondo delle risorse umane di PwC. Attualmente l ufficio si occupa di: recruitment; organizzazione e partecipazione agli eventi universitari dell area; HR operations; relazioni istituzionali in particolare con le università. Ma soprattutto ci occupiamo delle persone, convinte che le risorse selezionate con attenzione e seguite nei passi del loro percorso professionale siano la vera forza di una realtà come PwC. Il nostro lavoro risponde all esigenza di dare voce alle specifiche esigenze locali, in modo da usare poco il termine standard quando si parla di persone. In questi anni ci siamo impegnate tanto per supportare tutte le LoS, tutti i gruppi e tutti gli uffici dell area, anche quelli che non sapevano di poter contare su di noi. L entusiasmo con cui affronto tutti i giorni questo lavoro è dettato dal poter dire con serenità ai candidati e ai dipendenti che lavorare in PwC è una grandissima opportunità e sentire che il mio lavoro, ogni giorno, è stato davvero utile a qualcuno. Serena Tognarelli Il mio percorso in PwC è iniziato nel 2005 quando, rispondendo a un annuncio pubblicato sul sito della mia università, fui invitata a partecipare alle selezioni per entrare a far parte dell ufficio gare di Roma e, con un po di timore e molto entusiasmo, mi presentai ai colloqui in PwC. La selezione fortunatamente ebbe esito positivo e dopo il primo anno di importante esperienza nell ufficio gare, colsi con entusiasmo l opportunità di occuparmi di selezione del personale e gestione della contrattualistica con il personale esterno, entrando ufficialmente a far parte, nel 2007, del neo ufficio HR dell area API. Ho poi affiancato alla laurea in giurisprudenza l abilitazione all esercizio della professione di avvocato e un master in selezione e amministrazione del personale. Oggi mi occupo principalmente di ricerca e selezione di candidati interessati a far parte della società di advisory, del progetto relativo al recruiting interno che coinvolge le tre LoS PwC, nonché dell organizzazione e partecipazione alle diverse iniziative di employer branding e agli eventi universitari finalizzati al recruiting. In questi anni il mondo delle risorse umane ha costituito per me una continua fonte di stimolo, sia professionale che personale e considero estremamente interessanti e formativi i momenti di condivisione e collaborazione con i diversi colleghi con i quali mi interfaccio ed il confronto diretto con i candidati che incontro quotidianamente. Nell ambito di questo confronto la sfida maggiore è sempre stata quella di riuscire a gestire l attività di selezione cercando di cogliere ed interpretare le potenzialità, le attitudini e le inclinazioni personali di ciascun candidato, tentando di proiettarle nella realtà lavorativa del nostro network, convinta che costituiscano un elemento importante e da valorizzare nella costruzione di un solido percorso professionale. L esperienza di questi anni è stata indubbiamente positiva e mi auguro di riuscire a proseguire nel mio lavoro con la stessa motivazione e curiosità che mi accompagnano dal giorno in cui mi presentai di fronte al selezionatore per il mio primo colloquio in PwC.allora non immaginavo che di lì a poco tempo mi sarei trovata dall altra parte della scrivania a selezionare nuovi giovani consulenti. Wilma Lidia Crisci Premetto che parlare di me non è proprio la mia specialità, ma cercherò di raccontare brevemente la mia esperienza professionale. Sono entrata in PwC 19 anni fa. Ho affrontato l inserimento al lavoro con non poche difficoltà, dovendo conciliare gli impegni che ne derivavano con le esigenze della vita privata. Poco alla volta, sono riuscita a organizzare le mie giornate in modo da non venir meno né ai miei doveri familiari né a quelli professionali. Nel tempo, ho più volte cambiato incarico e gruppo di appartenenza, fino ad approdare, nel 2001, all ufficio HR. La mia attività consiste nel seguire le pratiche di assunzione e dimissione del personale, la gestione dei contratti degli stagisti e collaboratori, il monitoraggio delle qualifiche professionali e il controllo giornaliero delle assenze dello staff. Le attività che seguo mi danno modo di osservare i cambiamenti di questa società e l evoluzione del personale professional. Posso affermare di aver ricevuto nella mia carriera diverse opportunità di miglioramento, che sono derivate proprio dal confronto con gli altri e dalla gestione delle relazioni con i colleghi e con i collaboratori. Concludo questa breve presentazione con l insegnamento più importante che ho ricevuto dalla mia esperienza in PwC: per poter crescere, sia a livello personale che professionale, è fondamentale la disponibilità verso gli altri e la condivisione delle esperienze. Fabiana Lefevre Sono entrata in PwC circa tre anni fa dopo un esperienza di stage nell ambito della selezione e dopo un percorso formativo in psicologia del lavoro e delle organizzazioni. Mi sono laureata a Roma e durante le mie esperienze di tirocinio ho avuto modo di avvicinarmi ai processi di selezione e recruitment, ma è in PwC che ho potuto confrontarmi con un network di circa dipendenti. Confesso che inizialmente ho avuto qualche difficoltà nel familiarizzare con termini come API ADV CIPS, tuttavia dopo un rodaggio iniziale ho trovato subito molto stimolante il poter lavorare a contatto con persone molto diverse dal punto di vista sia generazionale sia professionale. Oggi mi occupo principalmente della gestione delle selezioni per la società di revisione e per il TLS, quando necessario anche per il support staff e per l area API. Con le colleghe HR mi occupo anche dell organizzazione degli eventi universitari. Rimanendo in tema audit e facendo un bilancio di questi tre anni trascorsi, ritengo che siano stati molto arricchenti soprattutto dal punto di vista personale. Il lavoro nell ambito HR, infatti, consente di interfacciarsi frequentemente con tematiche molto diverse l una dall altra e che meritano di essere gestite caso per caso, considerando che lavorare con le risorse umane significa anche lavorare con l individualità. Recentemente, per arricchire il mio bagaglio professionale, ho acquisito l abilitazione all albo degli psicologi

8 global mobility Dolce vita, arrivo! di Florence Clément, Francia 14 Vado a Milano! Due anni che non vogliono finire Manager del TS a Parigi, ho fatto un colloquio a settembre 2009 per raggiungere l ufficio PwC di Milano. Tutto si è svolto velocemente: proposta ricevuta a ottobre 2009, firma del contratto a dicembre e trasloco da Parigi a Milano previsto a gennaio Dolce vita italiana, arrivo! di Paolo Guilhon, Brasile L 11 gennaio 2010 ho iniziato la mia avventura a Milano. Sono stata accolta dalle colleghe del Global Mobility con tanti sorrisi e organizzazione: appuntamenti per firmare i documenti, aprire il conto corrente e predisporre tutti gli aspetti amministrativi italiani. Anche il TS era pronto In poco più di due mesi, verso la fine del 2008, tutto era già stato deciso: l Italia sarebbe stata il Paese e Milano la città in cui avrei vissuto durante i due anni successivi, condividendo l esperienza con mia moglie. Pochi mesi dopo atterravo a Milano ed entravo a far parte del gruppo Transaction Service di PwC Italia. Provengo dall ufficio TS di PwC San Paolo, in Brasile, in cui ho iniziato a lavorare alla fine del 2005 dopo un esperienza di tre anni nell audit presso una società concorrente. Ho sostenuto l esame da revisore in Brasile dopo essermi laureato sia in Business sia in Accouting. quando sono arrivata: i colleghi mi hanno spiegato il modo di operare del TS italiano e mi hanno anche fatto scoprire gli aperitivi. Ho ricevuto una bella accoglienza anche dalla squadra di calcio femminile! Soprattutto, tutti hanno avuto la pazienza di ascoltare il mio italiano maldestro. Dopo un periodo di assestamento, ho iniziato a essere pienamente operativa nel mese di febbraio. Il lavoro da manager al TS è molto impegnativo, soprattutto in un nuovo Paese. I diversi progetti che ho seguito mi hanno dato l opportunità di scoprire tutto il team TS, gli avvocati del TLS, di conoscere l ambiente economico italiano e ampliare ulteriormente la mia esperienza professionale. I progetti che mi sono stati assegnati erano di natura diversa e dislocati in località sia in Italia e sia all estero. Grazie a tutti per avere reso facile la mia integrazione in Italia. I primi mesi sono stati ricchi di esperienze e momenti interessanti e spero che i mesi futuri lo siano anche di più. Nell ufficio di Milano mi sono integrato agevolmente grazie alla cordialità degli amici che ho incontrato qui. Il lavoro, benché impegnativo, mi ha dato l opportunità di sviluppare nuove abilità, incontrare nuove persone e condividere esperienze. Trascorsi quasi due anni dall inizio di questa fantastica esperienza in Italia, per la quale ho esteso il secondment di ulteriori sei mesi, posso dire di aver incontrato persone magnifiche da cui ho imparato molto, dal punto di vista sia lavorativo sia personale. Sono stati momenti pieni di gioia che ho vissuto con molto entusiasmo, cercando di trarre il più possibile da quest opportunità veramente unica. AIESEC: giovani talenti, anzi, di Alberto Rossini, Vice Presidente Corporate Relations AIESEC Italia Promuovere la crescita personale e professionale dei giovani. Ok, niente di nuovo per AIESEC, grande organizzazione internazionale interamente gestita da studenti. Niente di nuovo anche per PwC, che in Italia collabora da diversi anni con AIESEC nella realizzazione di esperienze di grande valore per studenti italiani e internazionali, attraverso l attivazione di stage nell ambito della revisione e la partecipazione a giornate di formazione e employer branding nelle università italiane in cui AIESEC è presente. giovanissimi Quest anno però qualcosa di nuovo c è. PwC e AIESEC Italia collaborano per creare una brochure istituzionale che metta in risalto la condivisione di valori e di business thinking: internazionalismo, diversità, professionalità, sviluppo del talento, formazione e crescita personale. La particolarità sta nel fatto che il concept grafico di tale condivisione sarà sviluppato per la prima volta da studenti liceali. A seguito di una presentazione congiunta PwC-AIESEC tenutasi il 21 gennaio scorso, gli studenti del liceo artistico Gaudenzio Ferrari di Morbegno (Sondrio) hanno formato dei gruppi di lavoro completamente liberi di immaginare e creare tale concept, accompagnato da un breve testo che ne spieghi il significato. Una commissione composta da responsabili PwC e AIESEC valuterà in seguito la bontà dei concept consegnati sulla base della creatività espressa e della coerenza di tale concept con le realtà AIESEC e PwC. Il gruppo vincitore potrà usufruire di uno stage di una settimana presso gli uffici grafici PwC di Milano, mentre il liceo artistico Ferrari riceverà 5 pc portatili programmati per l uso grafico e visivo. Anche in questo modo PwC e AIESEC contribuiscono allo sviluppo del potenziale di giovani talenti. Nata nel 1948 da un chi è AIESEC gruppo di studenti di diversi Paesi europei, da 62 anni AIESEC opera con lo scopo di favorire il pieno sviluppo del potenziale umano. Oggi è la più grande organizzazione internazionale interamente gestita da studenti con membri in 107 Paesi del mondo, e persegue il proprio obiettivo realizzando progetti in collaborazione con aziende, ONG e istituzioni che sostengono la crescita personale e professionale dei ragazzi. Il suo core business è costituito dalla possibilità per i suoi membri di partecipare al programma di Stage internazionale (Exchange Program), dall opportunità di gestire team di progetto e dall organizzazione di conferenze e momenti di confronto su temi globali come diversità, sostenibilità, leadership e imprenditorialità, istruzione. AIESEC Italia si propone come ponte tra mondo imprenditoriale, scuole e mondo accademico per promuovere l internazionalismo e dar voce alle idee dei giovani. 15

9 Woman in PwC Woman in PwC Woman in PwC Breve storia di una grande passione Essere donna in Pwc e nel Gruppo Donne di Manageritalia di Lucia Magenta E non dite è solo una Vespa! Il mio rapporto con le 2 ruote inizia lontano, però solo con la prima borsa di studio all università arrivo a cavalcare un mezzo motorizzato: un Piaggio Free 50. Il budget non consentiva di più. Dal 50 cc arrivo al 100 cc, ma sempre Free, fino a quando mi permetto il lusso di acquistare anche una Vespa 50 Special del Una volta restaurata, orgogliosa, mi iscrivo al Vespa Club Milano e cerco di familiarizzare con il cambio non solo nel box di casa, ma partecipando anche agli eventi cittadini del Club. Il sodalizio mi coinvolge, così spingo chi mi sta vicino a portarmi alle gite fuori porta come passeggero, sempre con le amate vespette : dalle gitarelle di un giorno ci spingiamo alla mitica gita A spass per i muntagn dove, nel giugno 2008, siamo partiti in 24 per terminare in 4 a causa della neve e del freddo incontrati nei due giorni itineranti. L esperienza mi ha entusiasmato, ma appagato solo a metà: fare il passeggero vuol dire subire il freddo e la fatica come il conduttore senza però analogo divertimento. Decido così di abbandonare il ruolo e affino la tecnica di guida sostituendo il Free con una Vespa 250 con cui prendo anche la necessaria patente A. Partecipo così da conduttore al giro A spass per i muntagn del 2009: 900 km in Vespa tra le montagne dell Italia e della Francia. Anche in questo caso rimango però con un po di amaro in bocca: il piacere di guida è limitato dall assenza del cambio. Mi convinco quindi che la Vespa automatica rimane il mezzo da usare dal lunedì al venerdì, mentre per divertirmi inizio a prendere a prestito da amici e parenti la Primavera, la PX 125 e la T5: mezzi che un motociclista potrebbe guardare con scetticismo, ma che regalano grandi soddisfazioni. Solo per citare le manifestazioni più importanti alle quali le amate vespette mi hanno accompagnato nel 2010 segnalo: km e 11 passi in 3 giorni sulle Dolomiti, 500 km (Milano Sarzana a/r no stop, gara di regolarità; 3 classificata femminile), VespaRally di Noceto (gara di regolarità sulle colline di Parma, 2 classificata femminile), giro del Lario in notturna e tanti raduni non solo di Vespa, ma anche di moto, come quello a San Terenziano, in Umbria (qui ammetto però di aver raggiunto Perugia in macchina e aver usufruito di una PX in prestito), tanto da vincere il campionato turistico sociale femminile del Vespa Club Milano (così come nel 2009) e arrivare 2 in quello mototuristico FIM a livello regionale in Umbria. Arriva così lo scorso settembre e mi accorgo che ancora mi manca qualcosa: il cambio a pedale! Non faccio in tempo a rendermene conto che mi ritrovo ad acquistare una BMW F 650 GS: bellissima, peccato solo che la mia patente, fatta con la Vespa automatica, non mi permette di guidarla. Così me la faccio portare dal venditore proprio nel garage di PwC dove, un sabato mattina, la guido per la prima volta girando tra le colonnine con i nomi dei partner per esercitarmi prima di uscire in strada. Per fortuna la stagione motovespistica è complementare alla busy season così con qualche giornata di ferie vicino ai fine settimana si riesce a conciliare il lavoro con la passione. Il problema è che non è l unica e spesso bisogna fare delle scelte, ma questa è un altra storia, così come la fresca bocciatura all esame della patente A3 per moto con cambio manuale di Antonella Portalupi Grazie a PwC, da diversi anni faccio parte del Gruppo Donne Manager di Manageritalia, un gruppo di dirigenti, quadri e professional, associati a Manageritalia Milano che si riuniscono periodicamente per realizzare iniziative mirate all universo donna. Oggi siamo un gruppo decisamente molto ben organizzato, con diversi progetti gestiti contemporaneamente, con un project leader che coordina ogni sottogruppo, e con un planning di iniziative variegate; ricordo invece quando qualche anno fa i colleghi dell altro sesso alzavano il sopracciglio con aria di superiorità, pensando che quelle quattro gatte avrebbero combinato poco, e invece La grinta non ci è mai mancata e siamo sempre state fedeli ai nostri obiettivi: diffondere la cultura della meritocrazia e delle pari opportunità tra gli associati e le aziende, tutelare la salute della donna che lavora, sollecitare le Istituzioni per rafforzare i supporti alle famiglie e raggiungere una effettiva parità donna-uomo sul lavoro. Un compito arduo, è vero, ma la costanza e la voglia di diffondere la cultura di genere ci ha consentito di raggiungere traguardi importanti. Abbiamo iniziato con qualche convegno e qualche idea sulle pari opportunità nel lavoro. Abbiamo bussato alle porte delle istituzioni pubbliche. Abbiamo ricevuto consensi, sorrisi, sorrisini ironici, porte in faccia. Noi abbiamo continuato la nostra attività, con determinazione. Abbiamo iniziato a predisporre proposte di legge, attività per lo sviluppo di servizi per la famiglia e la conciliazione tra lavoro e vita privata, idee per consentire alle donne di continuare a essere femmine pur indossando un doppiopetto blu. Tante di queste proposte e idee si sono trasformate in leggi a tutela di tutte le donne, non sono le associate, e altri progetti che sembravano irrealizzabili sono diventati una realtà. Ne ricordo alcuni, tra i più importanti o i più recenti: la riforma della legge sulla maternità delle donne dirigenti una proposta di legge che regolamenta il telelavoro all interno del CCNL la creazione dello sportello (in collaborazione con Assintel, Associazione Prima Donna, Camera di Commercio e Assessorato alla famiglia del Comune di Milano) con lo scopo di agevolare l incontro della domanda e dell offerta di lavoro in ambito ICT la creazione di un blog che consideriamo un area di incontro per donne e uomini per discutere di tematiche del lavoro una ricerca quali-quantitativa sui meccanismi di discriminazione nell avanzamento di carriera delle donne il progetto Un Fiocco in Azienda, un programma concreto per aiutare genitori e aziende ad affrontare serenamente la maternità e facilitare il rientro in azienda delle mamme. Il progetto sostiene le neo mamme per non farle cadere nella depressione post-partum, offrendo loro un assistenza psicologica; offre un percorso di genitorialità condotto da personale specializzato e consente l orientamento al rientro dalla maternità per l ottimale reinserimento professionale. Noi lavoriamo perché un grave deficit culturale diventi un vantaggio e cessino i costi della discriminazione femminile; noi vogliamo che l elevata scolarizzazione delle donne, le loro competenze, la loro professionalità, le loro peculiarità possano dare valore aggiunto alle aziende, per competere meglio nell economia della conoscenza. A volte mi chiedono come si possa essere impegnati contemporaneamente su tanti fronti: famiglia, lavoro, casa, spesa, studio, Memento, università, convegni Ma non è difficile, sono A che cosa stiamo lavorando nel 2011 GENITORIALITÀ Consentire che l astensione obbligatoria per maternità, attualmente fruibile unicamente dalla madre, venga suddivisa per legge tra 5 mesi per la madre + 1 mese per il padre, retribuiti al 100% Istituire il congedo di paternità di 4 giorni di cui il padre possa usufruire entro quindici giorni dalla data di nascita del figlio Incrementare la retribuzione INPS durante la maternità facoltativa dal 30% ad almeno il 40% qualora il periodo di assenza si riduca da 6 a 3 mesi SERVIZI Potenziare il numero di asili-nido e scuole materne sul territorio con grande attenzione alla qualità, ai costi e al controllo Buoni servizio per le famiglie Formazione e certificazione di badanti e baby-sitter LEVA FISCALE Deduzioni per le spese dovute all assistenza familiare (colf e badanti) per un massimo di ,00/anno per tutte le lavoratrici dipendenti, autonome e parasubordinate abbattendo l attuale limite e portando il reddito lordo a un massimo ,00/anno Introduzione del Quoziente familiare Deduzioni per le spese relative all istruzione anche per la scuola secondaria (testi scolastici, soggiorni all estero per l apprendimento delle lingue straniere ) Deduzioni per le spese dovute all acquisto di prodotti per l infanzia (pannolini, latte artificiale, omogeneizzati) e/o incentivazione all uso di pannolini riciclabili. UNA DONNA: essendo un ottimista, mi piace puntare sulla valorizzazione piuttosto che sull evidenziazione delle difficoltà. Nella mia esperienza ultraventennale in PwC e in Manageritalia ho incontrato tante donne determinate e con tanta voglia di fare: sono certa, quindi, che potremo raggiungere mete sempre più ambiziose

10 PwC ospita lo IASB Outreach Event su Impairment e Hedge Accounting Andrea Toselli, Partner PwC 18 di Chiara Carotenuto PwC ha ospitato lo scorso 3 febbraio il Discussion Forum e Outreach Event su Impairment e Hedge Accounting, con il contributo dell International Accounting Standard Board (IASB). L entusiasmo con cui l evento è stato accolto da parte della comunità economica e finanziaria italiana ci spinge a tenere accesi i riflettori sui cambiamenti in atto, a farci promotori di nuove occasioni di dibattito e a essere, come PwC, sempre più in prima linea nell assistere i nostri clienti nel prepararsi alle sfide di domani. L iniziativa ha tratto spunto della pubblicazione, il 9 dicembre 2010, dell ED IASB in materia di Hedge Accounting, e ha costituito uno dei rari appuntamenti internazionali nei quali lo IASB ha incontrato direttamente la comunità degli investitori, aziende, società di revisione, regulator e standard setter nazionali, per discutere le proprie proposte e raccogliere le istanze della comunità economica a beneficio della stesura finale del documento. In questo caso, la proposta dello IASB ridisegna il modello vigente di Hedge Accounting e realizza un più stretto allineamento fra la rappresentazione contabile e le strategie di risk management adottate per coprire l esposizione a rischi di natura finanziaria e non. Si annunciano grandi cambiamenti per gli anni a venire, in un area - quella degli strumenti finanziari - già particolarmente sofisticata e sensibile per le aziende di tutti i settori di attività. L evento, tenutosi a Milano nella sede del Sole 24Ore, ha raccolto la partecipazione di 73 fra le principali aziende italiane (corporate, banche e assicurazioni) oltre il 65% delle capitalizzazioni di Borsa esponenti della professione, dell accademia, regulator (Consob, e BANKIT) e dello standard setter nazionale. I lavori sono stati aperti da Andrea Toselli, nella sua duplice veste di National Technical Partner PwC e membro del Technical Expert Group (TEG) dell EFRAG. Sue Lloyd, IASB Director of Capital Markets, ha poi tenuto una sessione sulle novità tecniche proposte dallo IASB in materia di Hedge Accounting e Impairment per gli strumenti finanziari. Ma il cuore della giornata è stata la tavola rotonda coordinata da John Hitchins, PwC Global Chief Accountant, che ha visto la partecipazione di Luca Giannini, Ufficio tributario bilancio e vigilanza ABI (Associazione Bancaria Italiana), Fabio Goia, Ufficio normativa Intesa Sanpaolo, Federico Granito e Alessandro Maldifassi, Ufficio Accounting Principles and Disclosure Unicredit Group, Giuseppe Loforese, Ufficio AL operativo direzione centrale tesoreria Intesa San Paolo, Ivano Mattei, Consigliere AIAF e membro dello User Panel dell EFRAG e Giacomo Orlandi, Presidente Associazione italiana dei tesorieri di Impresa (AITI). In chiusura, un ampia sessione dedicata a questions and answers per lo IASB, coordinata da Chiara Del Prete, EFRAG project manager (in secondment per PwC), in cui i partecipanti hanno avuto la possibilità di esprimere la propria visione sui progetti in discussione e porre quesiti sulla più ampia riforma dello IAS 39. Per ulteriori informazioni, scrivere a: libri libri libri La collaborazione con Arel, Agenzia di Ricerche e Legislazione, fondata da Nino Andreatta (www.arel.it) nasce dall attività di approfondimento ed editoriale sui temi sulla Corporate Governance, avviata e portata avanti dai primi anni 90 da Antonio Taverna (già partner PwC), unitamente a una significativa attività di convegni e incontri tematici. Tale collaborazione è poi cresciuta affrontando temi di interesse aziendale più specifici, coinvolgendo vari partner e personale PwC con particolare riferimento, più recentemente, all impatto del decreto legislativo 231 sul mondo d impresa, un progetto portato avanti da Alfonso Dell Isola (già partner PwC). Responsabilità Amministrativa degli Enti Progetto di modifica del D.Lgs. 231/01 è la monografia di recente pubblicazione (congiunta Arel - PwC) che riporta vari contributi tecnico-scientifici, tra i quali anche quelli di PwC a firma di Alfonso Dell Isola e Nicola Nicoletti sui temi che hanno ispirato tale proposta di modifica. Come precisato nella prefazione da Roberto Pinza, già viceministro dell Economia con delega al Bilancio, consigliere dell Arel e coordinatore del progetto, «dopo oltre otto anni si sono registrati diversi fenomeni che hanno imposto un parziale lavoro di revisione. Il primo è dato dall aumentare dei reati presupposti che ha notevolmente ampliato la portata del provvedimento rispetto alle previsioni originarie. Il nostro Legislatore, infatti, sull onda degli scandali societari, ha sistematicamente esteso il novero dei reati rilevanti ai fini 231. Il secondo è costituito da un attenzione sempre più forte da parte della Magistratura, chiamata sistematicamente a verificare e giudicare l adeguatezza dei modelli. Il terzo, di segno sostanzialmente opposto, emerge da una scarsa disponibilità delle società e, più in genere, dei soggetti destinatari, a dare attuazione alla nuova normativa, adottando e implementando modelli organizzativi o ponendo in essere organismi di controllo. Vi è poi un quarto elemento da considerare e cioè la necessità, proprio in tema di organizzazione interna, di utilizzare precetti di diversa intensità a seconda delle dimensioni della società. L insieme di tali fattori ha determinato, quindi, la necessità di studiare soluzioni normative che tendessero ad aumentare il livello di soddisfazione delle società. Queste ultime, infatti, a fronte di costi certi derivanti dall applicazione della legge, hanno forti difficoltà a percepirne i vantaggi in termini di operatività e di limitazione di responsabilità.» In sostanza, le aziende predispongono modelli organizzativi e organismi di controllo, come stabilito dalla legge, ma poi, in giudizio, non si sentono tutelate. Il ruolo di PwC nella formulazione della proposta di modifica al D.Lgs. 231/01 è stato determinante per l individuazione delle più urgenti esigenze di modifica del Decreto individuate nello sviluppo del progetto, tenuto conto dell esperienza della nostra organizzazione nell assistere innumerevoli aziende in tutti i principali settori commerciali, nonché dei risultati dell indagine presentata nel giugno 2010 nell ambito dell informativa resa (fino Responsabilità Amministrativa degli Enti a maggio 2010) da 120 società quotate, in relazione a vari aspetti riguardanti il Modello 231/01. In particolare, la nostra esperienza sul campo ha fatto sì che nella formulazione della proposta di modifica non fosse trascurata la voce delle imprese che lamentano in particolare la complessità e onerosità di introduzione e mantenimento dei Modelli 231; la difficoltà nel recepire e gestire gli effetti della norma come un reale aiuto e non come onere cui ottemperare in quanto ulteriore adempimento; la difficoltà nella comprensione delle attese della Magistratura nel caso in cui questa sia chiamata a giudicare sull adeguatezza del Modello implementato in ciascuna realtà aziendale. La versione integrale della monografia è disponibile su LinkedIn nel gruppo PwC Alumni Club. sport sport 7 maggio, Asolo golf sport Sabato 7 maggio 2011 all Asolo Golf Club (Cavaso del Tomba Treviso) si terrà la gara PwC Invitational, storico appuntamento golfistico che la nostra Firm dedica a clienti, contatti e golfisti PwC. La formula di gara prescelta è una 18 buche Stableford, 3 categorie (0-12, 13-20, 21-34); la partenza shot-gun è prevista alle ore La premiazione dei vincitori sarà seguita da un cocktail e, alle 20.00, dalla consueta cena per i nostri ospiti presso il ristorante del circolo. Iscrizioni o segnalazioni vanno comunicate a Laura Trevisan, ufficio di Treviso. 19

11 STORIE SVOLTATE Siamo felici di comunicarvi che in occasione dell evento Storie Svoltate, serata di beneficenza a favore dei bambini di Goma, realizzato il 2 marzo a Milano, presso lo spazio PwC Experience, sono stati raccolti euro grazie alla generosità di tutti coloro che hanno partecipato all evento! I fondi saranno utilizzati per sostenere il Centro di lotta contro la malnutrizione Carmel di Goma, nella Repubblica del Congo. Come indicato da NitriAid nel corso della serata, stiamo verificando, con le responsabili del Centro, l acquisto di un veicolo da mettere in dotazione al personale sanitario per i soccorsi urgenti e per gli interventi programmati ai bambini che vivono nelle aree limitrofe al Centro di Goma. Vi terremo aggiornati! I bambini di Goma potranno contare su tutti noi. Questo è il risultato più grande. Grazie ancora di cuore! vuoi saperne di più?

Corri con la tua Azienda la maratona della solidarietà con la Lilt!

Corri con la tua Azienda la maratona della solidarietà con la Lilt! Domenica 12 aprile 2015 Corri, dona, vinci Corri con LILT la Milano Marathon Trasforma una passione in una Missione Solidale Corri con la tua Azienda la maratona della solidarietà con la Lilt! Il 12 aprile

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