Le EoI (Expression of Interest) presentate al terzo bando del Programma Spazio Alpino

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1 ACP Alpine Contact Point ITALIA DG Territorio e Urbanistica Via Sassetti, 32/ Milano Tel Fax Web: BLOG: spazioalpino.wordpress.com Newsletter Italia n 4 - ottobre 2010 In Evidenza : o Le EoI presentate al terzo bando chiusosi il 15 ottobre o Cosa succede ora? Il percorso di valutazione ole Macroregioni queste sconosciute o Grande affluenza ai seminari Infoday di Trento, Aosta e Milano e per quello dedicato ai controllori di primo livello di ottobre. Le EoI (Expression of Interest) presentate al terzo bando del Programma Spazio Alpino Si è chiuso ufficialmente alle ore 12 del 15 ottobre il terzo bando del Programma Spazio Alpino. In totale sono 82 le proposte di idee progettuali pervenute, suddivise come di seguito riportato sulle 3 Priorità del programma Operativo: Priorità 1 Competitività e attrattività EoI pervenute 41 Priorità 2 Accessibilità e connettività EoI pervenute19 Priorità 3 Ambiente e prevenzione dei rischi EoI pervenute 22 Il numero complessivo di partner nazionali è 312, così suddivisi: PPs Italiani partecipanti Regione Valle d'aosta Regione Veneto Regione Piemonte Regione Liguria Regione Lombardia Provincia Autonoma di Trento Provincia Autonoma di Bolzano Regione Friuli Venezia Giulia ALTRO

2 I potenziali capofila italiani sono 54: Lead Partner Italiani Regione Valle d'aosta Regione Veneto Regione Pimonte Regione Liguria Regione Lombardia Provincia Autonoma Trento Provincia Autonoma Bolzano Friuli Venezia Giulia ALTRO LP Nelle call precedenti erano state presentate per il primo step rispettivamente 136 EoI nella prima call e 65 nella seconda. Cosa succede ora? Il percorso di valutazione In questi giorni di grande fermento, continua il processo di valutazione delle EoI presentate. Ciascuno dei National Contact Point (per l Italia attraverso il Comitato Nazionale), sta esprimendo il proprio parere in merito ai singoli progetti. Questi verranno poi discussi congiuntamente con gli altri ACP ed il segretariato tecnico il quale provvederà a raccogliere tali valutazioni, a elaborarle e completarle con il proprio giudizio. Il documento finale, stilato dal JTS, verrà poi sottoposto al parere della Task Force che si riunirà nelle giornate del 14 e 15 dicembre. Sarà infine l Autorità di Gestione a comunicare a ciascun proponete, tramite lettera ufficiale, l esito di questa prima fase di valutazione e a dare istruzione a coloro che hanno superato il primo step circa le proceedure di compilazione e presentazione dell Application Form. La finestra temporale di presentazione delle Application Form è fissata nel periodo 17 dicembre febbraio 2011.

3 Le Macroregioni queste sconosciute dii Rossella Rusca - Ministero dello Sviluppo Economico - DSCE Nel 2009 il Consiglio europeo ha adottato una strategia dell UE per la regione del Mar Baltico e ha avviato la predisposizione di una strategia UE per la macroregione del Danubio. La comparsa di questo nuovo strumento comunitario di programmazione integrata dello sviluppo regionale ha suscitato un vivo interesse nei territori: si vanno moltiplicando le proposte e le suggestioni che riguardano lo sviluppo di possibili macroregioni europee. Dove nasce e come si spiega tanto interesse? Da un lato, il concetto di strategia macroregionale fa riferimento a concetti tipici della politica di coesione (approccio integrato), che sono, fra l altro, da diversi anni alla base del modo in cui si attua in Italia la politica di coesione, e può considerarsi una evoluzione rilevante del contesto di cooperazione già attuato attraverso strumenti comunitari, come ad esempio la componente transnazionale nell ambito della cooperazione territoriale europea finanziata dalla politica di coesione. Dall altro, enfatizza alcuni elementi innovativi, legati ai recenti sviluppi che hanno portato a far emergere il concetto di coesione territoriale, come l enfasi su aree funzionali o pertinenti di intervento (definite dal merito delle questioni da affrontare anziché da confini amministrativi). In aggiunta, sul piano della governance degli strumenti disponibili, alla tipica organizzazione multi-livello (comprendente livello comunitario, nazionale, regionale e locale) si aggiunge un livello comprendente gruppi di Stati Membri, che decidono di orientare l impiego di strumenti comunitari coerentemente con la necessità di affrontare più efficacemente alcuni temi specifici in cui l interdipendenza risulta un fattore rilevante ai fini del successo della strategia comune condivisa. Al cuore di questo nuovo strumento sta l idea di concentrare sufficiente massa critica e volontà d intervento intorno a temi centrali e indispensabili per tutti i partner dell area interessata, al fine di conseguire obiettivi altrimenti irraggiungibili. Questo si sostanzia nell individuazione di una idea-forza per lo sviluppo di una macroregione: nel caso del Baltico questa è stata individuata nell esigenza di porre rimedio al degrado dell ambiente marino. Chi opera nell ambito dei programmi di cooperazione territoriale, specialmente quelli transnazionali, ha vissuto spesso la difficoltà di individuare progetti concreti per lo sviluppo economico, sociale e territoriale di un area che ha una sua intrinseca dimensione sovranazionale, ma non è supportata da una robusta strategia di riferimento, condivisa e riconosciuta da tutti i paesi che partecipano ai programmi. Ben venga quindi la possibilità di fare ricorso, laddove è veramente utile, a un nuovo strumento di programmazione integrata dello sviluppo territoriale, che aiuti a concentrare l azione comunitaria e nazionale su poche e chiare priorità tematiche e assicuri risultati concreti di miglioramento della qualità della vita dei cittadini e della competitività dei territori.

4 Attenzione, però: non tutti gli strumenti funzionano in maniera appropriata dappertutto. A volte, l idea di individuare una macroregione corrisponde a finalità nobili, ma diverse da quelle dello sviluppo territoriale integrato. Nel dibattito europeo manca sinora una limpida visione, da parte delle Istituzioni comunitarie, della natura e dei fondamenti metodologici che sostanziano questo nuovo strumento: la cacofonia di pareri, proposte, suggestioni, pressioni, in favore di questo o quel territorio, a supporto di finalità o di ambizioni politiche generiche, in mancanza di robuste valutazioni di supporto alla definizione delle aree geografiche appropriate e alla individuazione dei concreti obiettivi perseguibili rischia di deteriorare anzitempo lo strumento delle strategie macroregionali. Il Consiglio europeo ha dato, tuttavia, una indicazione netta e robusta su come debbano essere inquadrate le strategie macroregionali nel novero dell azione comunitaria, dichiarando cosa le strategie macroregionali non debbono generare: no a nuove istituzioni, no a nuove norme, no a nuove fonti finanziarie, i famosi tre no che alcuni percepiscono come una frustrazione, mentre si tratta di un richiamo forte alla natura di strumento di coordinamento delle politiche e delle azioni comunitarie e nazionali che interessano un territorio, per rafforzarne l efficacia e l impatto. E imminente la pubblicazione della Quinta Relazione sulla coesione, che presenterà gli orientamenti della Commissione per la nuova politica di coesione dopo il 2013, mentre è attesa nei prossimi mesi una relazione specifica sull attuazione della Strategia UE per la regione del Mar Baltico: sapremo presto, quindi, se e come la Commissione europea vede lo strumento delle strategie europee macroregionali nel complesso sistema della multilevel governance che attua la politica comunitaria di coesione. La politica di coesione è, infatti, il riferimento principale per le strategie macroregionali: seppure strategie riguardanti ampie regioni europee sono nate anche nell ambito della politica marittima integrata o nel contesto di concertazioni intergovernative con ampie finalità politiche, è la politica di coesione l unica politica comunitaria che incarna la dimensione territoriale e integrata dello sviluppo e persegue nei territori i grandi obiettivi fissati per lo sviluppo dell Unione Europea, come quelli ora adottati dalla Strategia Europa 2020, con l approccio intersettoriale e partenariale che è le è connaturato. Il Commissario europeo per la politica regionale Johannes Hahn ha deciso di guardare con attenzione ai risultati concreti delle esperienze in corso, prima di pronunciarsi sulla validità delle strategie UE macroregionali come strumento di sviluppo territoriale integrato.

5 Tutte le politiche settoriali comunitarie e nazionali possono e debbono contribuire all attuazione delle strategie per lo sviluppo di macroregioni dell Unione Europea, ma questo strumento poggia in primo luogo sull utilizzo dei Fondi strutturali e a finalità strutturale, come è evidente anche dalla lettura del Piano di azione per la Strategia UE per la regione del Baltico, diventando quindi un elemento di potenziale riferimento, ma anche di potenziale condizionamento per la politica comunitaria di coesione e per le politiche regionali nazionali. Non vi è dubbio, infatti, che le strategie europee macroregionali possano rappresentare uno strumento a sostegno dell efficacia della politica regionale, consentendo agli attori regionali e locali di affrontare insieme temi strategici altrimenti non risolvibili, in una stretta e chiara connessione con le strategie di sviluppo nazionali e regionali e attraverso un più forte coordinamento delle politiche comunitarie e nazionali che agiscono su un territorio. Per questo è importante interpretare correttamente la filosofia dei tre no che il Consiglio europeo ha pronunciato, come una giusta espressione di condizionalità necessarie per assicurare che le strategie macroregionali non diventino un teorico piano di obiettivi astratti e siano, invece, uno strumento concreto che faciliti l effetto leva dei fondi comunitari e metta in sinergia le azioni e le politiche di sviluppo dei diversi paesi, per conseguire obiettivi concreti e misurabili di sviluppo di un territorio. L Italia guarda fin dall inizio con attenzione allo sviluppo delle strategie macroregionali, avendo dato un positivo e fattivo contributo in seno al Consiglio europeo, al momento dell approvazione della strategia europea per la macroregione del Mar Baltico e segnalando fin da allora che occorreva lasciare aperta la porta a tutte le altre regioni europee, affinché potessero anch esse appropriarsi di questo ulteriore strumento di sviluppo territoriale Per la sua posizione geografica e per i legami storiciculturali-economici che si sono intrecciati con i territori circostanti l Italia è naturalmente interessata dall eventuale sviluppo di strategie europee macroregionali che interessino le Alpi, l area Adriatico-ionica, il Mediterraneo. In particolare si è sinora manifestato interesse politico per lo sviluppo di una strategia europea per una macroregione che interessi l area Adriatico-Ionica, nell ambito di una strategia di sostegno all integrazione europea dei paesi dei Balcani occidentali. Ma il dibattito è aperto anche per quanto riguarda lo Spazio Alpino e il Mediterraneo, dove trova alimento specialmente nelle riflessioni in corso nell ambito dell attuazione dei programmi di cooperazione transnazionale che insistono su quelle aree. Il dibattito per quanto riguarda lo Spazio Alpino è senza dubbio interessante, sia per l ovvia natura di spazio transnazionale dell area alpina, sia per l esistenza di un quadro politico di concertazione intergovernativa, la Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi, che ha anche costituito uno sfondo di riferimento per il programma di cooperazione transnazionale, nonchè di diversi altri contesti organizzati di collaborazione politica e istituzionale, esistenti da lungo tempo (le comunità di lavoro alpine, ad esempio) o in fieri (le proposte di Euroregioni e di GECT che interessano l area)..

6 Lo sviluppo di una strategia dell UE per la regione alpina istaurerebbe un processo comunitarizzato di collaborazione, che dovrebbe apertamente interfacciarsi con gli esistenti processi di collaborazione intergovernativa, definendo un quadro coerente d azione che elimini sovrapposizioni e duplicazioni e, invece, definisca una idea-forza di sviluppo alla quale tutti i processi di cooperazione dovrebbero ispirarsi. La pubblicazione della Quinta Relazione sulla coesione darà l avvio a una nuova fase di dialogo serrato tra Amministrazioni centrali, regionali, partenariato istituzionale ed economico-sociale, che accompagnerà la prossima negoziazione del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale e del nuovo pacchetto dei Regolamenti per i Fondi Strutturali post Sarà quello il momento opportuno per intavolare un confronto concreto e fattuale su come questo nuovo strumento possa svilupparsi nell ambito della futura politica di coesione, assicurando in ogni caso certezza e chiarezza di regole e parità di trattamento e mantenendo, anzi favorendo, la concentrazione territoriale e tematica della politica di coesione e una riforma di questa politica che assicuri maggiore orientamento ai risultati. Validazione controllori: alcuni dati Finora sono stati validati 98 controllori, 9 richieste sono in fase di lavorazione; un beneficiario non ha ancora inviato la richiesta per la validazione del controllore di primo livello. Si ricorda che: la modulistica aggiornata è disponibile sul sito: non va trasmessa la documentazione cartacea in originale, ma l'invio è effettuato: tramite posta elettronica certificata all'indirizzo: (se il beneficiario possiede la posta elettronica certificata); in alternativa via fax al n e via posta elettronica non certificata all'indirizzo: E lì che si potrà rilevare e valutare l interesse effettivo degli attori regionali e locali verso l utilizzo di questo strumento e la volontà reale di rispettarne gli oneri e i vincoli, oltreché le opportunità: concentrazione sui pochi e soli temi adeguati a una scala territoriale siffatta, impegno concreto e convinto a operare in un regime di reale coordinamento delle politiche comunitarie e nazionali e a mobilitare per questo tutte le risorse comunitarie e nazionali disponibili, obiettivi concreti tesi a conseguire risultati misurabili, adozione di una governance multilivello e di un approccio territoriale integrato, efficace monitoraggio e valutazione dei risultati e dell impatto.

7 Infoday nazionali Grande affluenza di pubblico per i 3 Infoday nazionali dedicati alla presentazione del terzo bando di Programma!! I partecipanti sono stati complessivamente quasi 400 persone in rappresentanza di Enti pubblici, Università e Istituti di Ricerca e Privati Profit e No Profit. La prima delle 3 giornate si è svolta a luglio a TRENTO, mentre le altre due giornate si sono tenute nel mese di settembre a MILANO e AOSTA. Trento Aosta Un Infoday dedicato ai controllori, selezionati dai beneficiari, si è invece svolto il 7 ottobre a Milano presso la sede di Regione Lombardia ed ha visto la partecipazione di circa 50 persone. Durante l incontro sono stati distribuiti il nuovo manuale (aggiornamenti) e le FAQ. Milano Milano

8 Il Contact Point trasloca nella nuova sede di Regione Lombardia È già iniziato il lento trasloco delle direzioni generali nel nuovo palazzo della regione, Palazzo Lombardia. A breve arriverà anche il turno del nostro ACP, che secondo quanto stabilito, si insedierà nel nuovo ufficio entro l inizio del periodo natalizio. I recapiti telefonici e gli indirizzi mail rimarranno gli stessi. Cambierà invece l indirizzo stradale che vi comunicheremo successivamente, a trasloco ultimato. Stage di Valentina Bedogni Per chi di voi non abbia ancora avuto modo di conoscermi, colgo l occasione per presentarmi ufficialmente. Mi chiamo Valentina, sto ultimando i miei studi presso l Università Bocconi ed il 6 settembre scorso ho iniziato la mia esperienza di stage presso l ACP. Sono trascorsi ormai due mesi dal mio arrivo, due mesi intensi durante i quali ho imparato a confrontarmi con il mondo reale, quello del lavoro, conosciuto più per sentito dire che per esperienza diretta. Fabio, Cristina ed Emanuela mi hanno affiancata in questo percorso ed hanno saputo far crescere in me curiosità sulle realtà nelle quali operano, quella dell ente regionale e quella comunitaria, ed hanno cercato di trasmettermi la loro professionalità e le loro competenze. Ci tengo particolarmente a ringraziarli per l accoglienza riservatami, per la fiducia in me riposta ed il pieno coinvolgimento nelle attività d ufficio fin dai primissimi giorni, ma soprattutto per tutto ciò che mi stanno insegnando sia sul fronte professionale che relazionale. In conclusione, se dovessi scegliere tre aggettivi coi quali descrivere in breve la mia esperienza, direi: stimolante, formativa e necessaria. Un sincero grazie. Buon lavoro a tutti, Valentina Ai sensi dell'art. 29 del Dlgs. 196/2003 il titolare del trattamento dei dati personali è la Giunta Regionale della Regione Lombardia nella persona del legale rappresentante. Il responsabile del trattamento è il Direttore Generale della Direzione Generale Territorio e Urbanistica.

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