SANITA': ANAAO, INACCETTABILE IL DOCUMENTO DELLE REGIONI TROISE, COSI' SI SALVAGUARDA L'INVADENZA DELLA POLITICA

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1 SANITA': ANAAO, INACCETTABILE IL DOCUMENTO DELLE REGIONI TROISE, COSI' SI SALVAGUARDA L'INVADENZA DELLA POLITICA (ANSA) ROMA, 3 SET "Il documento ultimatum che gli Assessori alla Salute hanno inviato al ministro è assolutamente inaccettabile per i cittadini, gli operatori e il servizio sanitario". Lo afferma il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, sottolineando che gli assessori Regionali "continuano a lamentare l'invasione di campo ed a contestare allo Stato, al Governo e al Parlamento la possibilità stess di legiferare in ambito sanitario, anche su norme che, a casa propria, molti di loro, hanno già approvato". Secondo Troise, in sostanza, "siamo ad una nuova fase di un conflitto istituzionale, che vede le Regioni appiattite in una logica di sindacato che rischia di produrre più danni delle manovre economiche". Un esempio, per il sindacato dei dirigenti medici, arriva dalla "vivisezione" cui è sottoposto l'articolo 4 del decreto, che "stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare l'invadenza pervasiva della politica in sanità". Il tutto "calpestando meriti e logiche professionali, introducendo mobilità coatta e flessibilità arbitraria e preservando un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa". In quest'ottica medici e dirigenti "invitano il ministro ed il Parlamento a difendere le proprie prerogative sottraendo la sanità al destino di campo di battaglia cui la si vorrebbe avviare".(ansa). Anaao Assomed Ufficio stampa

2 SANITA': ANAAO SU DECRETO, SI' A MIGLIORAMENTI NO A STRAVOLGIMENTO = Roma, 3 set. (Adnkronos Salute) - "Sara' forse vero che il decreto Balduzzi, che pure contiene molti punti da noi largamente condivisi, sia privo di anima e di strategia, ma la strategia che certo non manca nel documento-ultimatum che gli assessori alla Salute hanno inviato al ministro e' assolutamente inaccettabile per i cittadini, gli operatori, il servizio sanitario". E' quanto afferma in una nota il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise. "Gli assessori regionali impegnati a rispondere alla crisi della sanita' pubblica, cui non possono dichiararsi estranei autoproclamandosi innocenti, solo con piu' tasse, ticket e tagli, e meno tutele sul piano sociale, continuano a lamentare l'invasione di campo e a contestare allo Stato, oggi al Governo ieri al Parlamento, la possibilita' stessa di legiferare in ambito sanitario, anche su norme che, a casa propria, molti di loro, hanno gia' approvato", sottolinea Troise. "Siamo ad una nuova fase di un conflitto istituzionale che vede le Regioni appiattite in una logica di sindacato e che - aggiunge - rischia di produrre piu' danni delle manovre economiche". Secondo Troise, "la vivisezione cui e' sottoposto l'articolo 4 del decreto, che riguarda i principi fondamentali del ruolo e della vita professionale dei medici e dirigenti del Ssn, stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare e ampliare l'invadenza pervasiva della politica in sanita'. Si calpestano meriti e logiche professionali, introducendo mobilita' coatta, flessibilita' arbitraria e preservando un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa, costruito all'insegna di un rapporto fiduciario dimostratosi fallimentare. Preteso per i medici ospedalieri, ma non per il sistema universitario per il quale, anzi, non si escludono finanziamenti aggiuntivi". (segue) (Fed/Opr/Adnkronos) SANITA': ANAAO SU DECRETO, SI' A MIGLIORAMENTI NO A STRAVOLGIMENTO (2) = (Adnkronos Salute) - Il segretario dell'anaao punta quindi l'indice: "Gli assessori - afferma - non sono evidentemente interessati alla difesa del Servizio sanitario nazionale, ma solo a disarticolarne il carattere unitario modificando senza contrattazione il contratto collettivo nazionale e negando ruolo ai professionisti. Tanto vale sancire la fine della legislazione concorrente e proclamare ufficialmente la nascita di 21 sistemi sanitari regionali". Medici e dirigenti sanitari non ci stanno e invitano il ministro e il Parlamento "a difendere le proprie prerogative sottraendo la sanita' - conclude Troise - al destino di campo di battaglia cui la si vorrebbe avviare". (Fed/Opr/Adnkronos) 03-SET-12 15:56 Anaao Assomed Ufficio stampa

3 lunedì 3 settembre 2012 BOZZA DL BALDUZZI: ANAAO, INACCETTABILE DOCUMENTO REGIONI (AGI) - Roma, 3 set. - "Sara' forse vero che il decreto Balduzzi, che pure contiene molti punti da noi largamente condivisi, sia privo di anima e di strategia, ma la strategia che certo non manca nel documento-ultimatum che gli assessori alla Salute hanno inviato al ministro e' assolutamente inaccettabile per i cittadini, gli operatori, il servizio sanitario". Cosi' Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed.. (Segue) BOZZA DL BALDUZZI: ANAAO, INACCETTABILE DOCUMENTO REGIONI (2) (AGI) - Roma, 3 set. - "Gli assessori regionali - continua - impegnati a rispondere alla crisi della sanita' pubblica, cui non possono dichiararsi estranei autoproclamandosi innocenti, solo con piu' tasse, ticket e tagli, e meno tutele sul piano sociale, continuano a lamentare l'invasione di campo e a contestare allo Stato, oggi al governo ieri al Parlamento, la possibilita' stessa di legiferare in ambito sanitario, anche su norme che, a casa propria, molti di loro, hanno gia' approvato. Siamo a una nuova fase - sottolinea Troise - di un conflitto istituzionale, che vede le Regioni appiattite in una logica di sindacato, che rischia di produrre piu' danni delle manovre economiche. La vivisezione cui e' sottoposto l'articolo 4 del decreto, che riguarda i principi fondamentali del ruolo e della vita professionale dei Medici e Dirigenti sanitari dipendenti del Ssn stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare e ampliare l'invadenza pervasiva della politica in sanita'".. (Segue) BOZZA DL BALDUZZI: ANAAO, INACCETTABILE DOCUMENTO REGIONI (3) (AGI) - Roma, 3 set. - "Si calpestano meriti e logiche professionali, introducendo mobilita' coatta, flessibilita' arbitraria e preservando un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa - aggiunge - costruito all'insegna di un rapporto fiduciario dimostratosi fallimentare. Preteso per i medici ospedalieri, ma non per il sistema universitario per il quale, anzi, non si escludono finanziamenti aggiuntivi". Per il segretario nazionale Anaao Assomed gli assessori "non sono, evidentemente, interessati alla difesa del Ssn, ma solo a disarticolarne il carattere unitario modificando senza contrattazione il contratto collettivo nazionale e negando ruolo ai professionisti. Tanto vale sancire la fine della legislazione concorrente e proclamare ufficialmente la nascita di 21 sistemi sanitari regionali. Medici e dirigenti sanitari non ci stanno e invitano il ministro ed il Parlamento a difendere le proprie prerogative sottraendo la sanita' al destino di campo di battaglia cui la si vorrebbe avviare".

4 lunedì 3 settembre 2012 BOZZA DL BALDUZZI: ANAAO, INACCETTABILE DOCUMENTO REGIONI (AGI) - Roma, 3 set. - "Sara' forse vero che il decreto Balduzzi, che pure contiene molti punti da noi largamente condivisi, sia privo di anima e di strategia, ma la strategia che certo non manca nel documento-ultimatum che gli assessori alla Salute hanno inviato al ministro e' assolutamente inaccettabile per i cittadini, gli operatori, il servizio sanitario". Cosi' Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed.. (Segue) BOZZA DL BALDUZZI: ANAAO, INACCETTABILE DOCUMENTO REGIONI (2) (AGI) - Roma, 3 set. - "Gli assessori regionali - continua - impegnati a rispondere alla crisi della sanita' pubblica, cui non possono dichiararsi estranei autoproclamandosi innocenti, solo con piu' tasse, ticket e tagli, e meno tutele sul piano sociale, continuano a lamentare l'invasione di campo e a contestare allo Stato, oggi al governo ieri al Parlamento, la possibilita' stessa di legiferare in ambito sanitario, anche su norme che, a casa propria, molti di loro, hanno gia' approvato. Siamo a una nuova fase - sottolinea Troise - di un conflitto istituzionale, che vede le Regioni appiattite in una logica di sindacato, che rischia di produrre piu' danni delle manovre economiche. La vivisezione cui e' sottoposto l'articolo 4 del decreto, che riguarda i principi fondamentali del ruolo e della vita professionale dei Medici e Dirigenti sanitari dipendenti del Ssn stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare e ampliare l'invadenza pervasiva della politica in sanita'".. (Segue) BOZZA DL BALDUZZI: ANAAO, INACCETTABILE DOCUMENTO REGIONI (3) (AGI) - Roma, 3 set. - "Si calpestano meriti e logiche professionali, introducendo mobilita' coatta, flessibilita' arbitraria e preservando un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa - aggiunge - costruito all'insegna di un rapporto fiduciario dimostratosi fallimentare. Preteso per i medici ospedalieri, ma non per il sistema universitario per il quale, anzi, non si escludono finanziamenti aggiuntivi". Per il segretario nazionale Anaao Assomed gli assessori "non sono, evidentemente, interessati alla difesa del Ssn, ma solo a disarticolarne il carattere unitario modificando senza contrattazione il contratto collettivo nazionale e negando ruolo ai professionisti. Tanto vale sancire la fine della legislazione concorrente e proclamare ufficialmente la nascita di 21 sistemi sanitari regionali. Medici e dirigenti sanitari non ci stanno e invitano il ministro ed il Parlamento a difendere le proprie prerogative sottraendo la sanita' al destino di campo di battaglia cui la si vorrebbe avviare".

5 Decreto sanità, Anaao-Assomed: No a stravolgimento (AIS) Roma, 3 set Sarà forse vero che il decreto Balduzzi, che pure contiene molti punti da noi largamente condivisi, sia privo di anima e di strategia, ma la strategia che certo non manca nel documento-ultimatum che gli Assessori alla Salute hanno inviato al Ministro è assolutamente inaccettabile per i cittadini, gli operatori, il servizio sanitario. Gli Assessori Regionali impegnati a rispondere alla crisi della sanità pubblica, cui non possono dichiararsi estranei autoproclamandosi innocenti, solo con più tasse, ticket e tagli, e meno tutele sul piano sociale, continuano a lamentare l invasione di campo ed a contestare allo Stato, oggi al Governo ieri al Parlamento, la possibilità stessa di legiferare in ambito sanitario, anche su norme che, a casa propria, molti di loro, hanno già approvato. Siamo ad una nuova fase di un conflitto istituzionale, che vede le Regioni appiattite in una logica di sindacato, che rischia di produrre più danni delle manovre economiche. La vivisezione cui è sottoposto l articolo 4 del decreto, che riguarda i principi fondamentali del ruolo e della vita professionale dei Medici e Dirigenti sanitari dipendenti del SSN stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare ed ampliare l invadenza pervasiva della politica in sanità. Si calpestano meriti e logiche professionali, introducendo mobilità coatta, flessibilità arbitraria e preservando un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa, costruito all insegna di un rapporto fiduciario dimostratosi fallimentare. Preteso per i medici ospedalieri, ma non per il sistema universitario per il quale, anzi, non si escludono finanziamenti aggiuntivi. Gli Assessori non sono, evidentemente, interessati alla difesa del SSN, ma solo a disarticolarne il carattere unitario modificando senza contrattazione il contratto collettivo nazionale e negando ruolo ai professionisti. Tanto vale sancire la fine della legislazione concorrente e proclamare ufficialmente la nascita di 21 sistemi sanitari regionali. Medici e Dirigenti sanitari non ci stanno ed invitano il Ministro ed il Parlamento a difendere le proprie prerogative sottraendo la sanità al destino di campo di battaglia cui la si vorrebbe avviare. red

6 Sanità/ Dl, Anaao Assomed: sì miglioramenti, no stravolgimento "Inaccettabile documento che assessori hanno inviato a ministro" Roma, 3 set. Per l'anaao Assomed il 'decretone' sanità targato Balduzzi può essere migliorato ma "non stravolto" e "il documento-ultimatum che gli assessori alla Salute hanno inviato al ministro è assolutamente inaccettabile per i cittadini, gli operatori, il servizio sanitario", sottolinea Costantino Troise, il segretario nazionale Anaao Assomed. "Siamo ad una nuova fase di un conflitto istituzionale, che vede le Regioni appiattite in una logica di sindacato, che rischia di produrre più danni delle manovre economiche", avverte Troise, spiegando: "la vivisezione cui è sottoposto l'articolo 4 del decreto, che riguarda i principi fondamentali del ruolo e della vita professionale dei medici e dirigenti sanitari dipendenti del Ssn stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare ed ampliare l'invadenza pervasiva della politica in sanità. Si calpestano meriti e logiche professionali, introducendo mobilità coatta, flessibilità arbitraria e preservando un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa, costruito all'insegna di un rapporto fiduciario dimostratosi fallimentare. Preteso per i medici ospedalieri, ma non per il sistema universitario per il quale, anzi, non si escludono finanziamenti aggiuntivi". "Tanto vale sancire la fine della legislazione concorrente e proclamare ufficialmente la nascita di 21 sistemi sanitari regionali", e - conclude il segretario Anaao Assomed - "medici e dirigenti sanitari non ci stanno ed invitano il ministro ed il Parlamento a difendere le proprie prerogative sottraendo la sanità al destino di campo di battaglia cui la si vorrebbe avviare".

7 Lunedì 3 settembre 2012 Salute: Anaao, inaccettabile documento Regioni su bozza Balduzzi Roma, 3 settembre "Sara' forse vero che il decreto Balduzzi, che pure contiene molti punti da noi largamente condivisi, sia privo di anima e di strategia, ma la strategia che certo non manca nel documento-ultimatum che gli assessori alla Salute hanno inviato al ministro e' assolutamente inaccettabile per i cittadini, gli operatori, il servizio sanitario". Cosi' Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed. - "Gli assessori regionali - continua - impegnati a rispondere alla crisi della sanita' pubblica, cui non possono dichiararsi estranei autoproclamandosi innocenti, solo con piu' tasse, ticket e tagli, e meno tutele sul piano sociale, continuano a lamentare l'invasione di campo e a contestare allo Stato, oggi al governo ieri al Parlamento, la possibilita' stessa di legiferare in ambito sanitario, anche su norme che, a casa propria, molti di loro, hanno gia' approvato. Siamo a una nuova fase - sottolinea Troise - di un conflitto istituzionale, che vede le Regioni appiattite in una logica di sindacato, che rischia di produrre piu' danni delle manovre economiche. La vivisezione cui e' sottoposto l'articolo 4 del decreto, che riguarda i principi fondamentali del ruolo e della vita professionale dei Medici e Dirigenti sanitari dipendenti del Ssn stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare e ampliare l'invadenza pervasiva della politica in sanita'". - "Si calpestano meriti e logiche professionali, introducendo mobilita' coatta, flessibilita' arbitraria e preservando un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa - aggiunge - costruito all'insegna di un rapporto fiduciario dimostratosi fallimentare. Preteso per i medici ospedalieri, ma non per il sistema universitario per il quale, anzi, non si escludono finanziamenti aggiuntivi". Per il segretario nazionale Anaao Assomed gli assessori "non sono, evidentemente, interessati alla difesa del Ssn, ma solo a disarticolarne il carattere unitario modificando senza contrattazione il contratto collettivo nazionale e negando ruolo ai professionisti. Tanto vale sancire la fine della legislazione concorrente e proclamare ufficialmente la nascita di 21 sistemi sanitari regionali. Medici e dirigenti sanitari non ci stanno e invitano il ministro ed il Parlamento a difendere le proprie prerogative sottraendo la sanita' al destino di campo di battaglia cui la si vorrebbe avviare"

8 Decretone, critiche dei sindacati alle prime proposte delle Regioni «Non so dare altra spiegazione ai contenuti delle proposte degli assessori regionali - dichiara Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg - se non quella che abbiano messo in atto una provocazione nella eterna lotta di competenze fra Regioni e Governo in materia sanitaria. Un conflitto che, se arriva a concretizzarsi in questi termini, dovrebbe preoccupare tutti, dal Presidente della Repubblica ai Cittadini, al Governo, ai Parlamentari, ai Partiti e ai Movimenti». Questo il commento di Milillo al documento di contro-proposte di modifica al Decreto sanità, presentato dalla Commissione Salute delle Regioni che riunisce tutti gli assessori alla salute. La Fimmg considera la contro-proposta «indecente oltre che incoerente: un collage composto con i "desiderata" di ciascuna Regione, senza un minimo di indirizzo conforme a quegli obiettivi, tante volte sbandierati, di salvaguardia del diritto di scelta del proprio medico di fiducia e di avvicinamento della cura al malato». «Altro che cambiamento di progresso, siamo di fronte ad un tentativo di regressione e intanto chi ci andrà di mezzo saranno i pazienti - aggiunge Milillo - perché se le proposte delle Regioni dovessero passare si otterrebbe solo un'assistenza peggiore». Con il passaggio alla dipendenza secondo la Fimmg sarebbe progressivamente eliminata la figura del medico di famiglia e il rapporto fiduciario, di fatto l'assistenza ai cittadini verrebbe ad essere spersonalizzata, i cittadini stessi umiliati e posti davanti a due sole possibilità o pagarsi le prestazioni o accettare quel che passa la regione senza neppure troppe spiegazioni. Al medico verrebbero imposti tetti di spesa individuale, cosicché, finite le risorse, all'assistito potrà solo rispondere, secondo Milillo: «Ho finito i soldi, non posso più curarla, ne riparliamo l'anno prossimo». «Oppure - aggiunge la Fimmg -ogni medico dovrà fare "la cresta" sulle esigenze di ogni assistito per poter disporre sempre di una riserva? Come potrà il cittadino fidarsi del consiglio del medico quando saprà che è condizionato in questo modo? Altro che sistema equo, solidale e universalistico garantito per legge». Infine, secondo la Fimmg, la spesa per il personale del Ssn aumenterà perché il costo medio lordo di un medico dipendente è superiore a quello di un medico convenzionato, a maggior ragione se si considera il fatto che nel costo della gran parte dei convenzionati sono comprese le spese necessarie a procurarsi tutte le strutture, il personale e gli strumenti necessari ad esercitare l'attività assistenziale. «Alle Regioni o al Governo, se accoglierà le proposte - concldue Milillo - il compito di spiegare ai cittadini che per risparmio si intende riduzioni e spersonalizzazione delle prestazioni, pazienza se le economie fatte sulla salute della gente serviranno a compensare i maggiori costi necessari per potenziare quella oleata macchina di clientelismo che le amministrazioni regionali vogliono così ampliare. La nostra opposizione più strenua è scontata, confidiamo che il Governo non si renda complice di questa follia, sapendo di poter contare sulla nostra interlocuzione favorevole rispetto ai punti innovatori contenuti nella bozza originale. La conflittualità della categoria con le Regioni subirà nei prossimi giorni un'impennata, è in dubbio ogni tipo di collaborazione, valuteremo ogni forma possibile di lotta per far valere le nostre ragioni e quelle dei cittadini traditi dalle Regioni». «Sarà forse vero che il decreto Balduzzi, che pure contiene molti punti da noi largamente condivisi, sia privo di anima e di strategia, ma la strategia che certo non manca nel documentoultimatum che gli Assessori alla Salute hanno inviato al Ministro è assolutamente inaccettabile per i cittadini, gli operatori, il servizio sanitario», ha detto Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed. «Gli assessori Regionali impegnati a rispondere alla crisi della sanità pubblica, cui non possono Anaao Assomed Ufficio stampa

9 dichiararsi estranei autoproclamandosi innocenti, solo con più tasse, ticket e tagli, e meno tutele sul piano sociale, continuano a lamentare l'invasione di campo ed a contestare allo Stato, oggi al Governo ieri al Parlamento, la possibilità stessa di legiferare in ambito sanitario, anche su norme che, a casa propria, molti di loro, hanno già approvato. Siamo ad una nuova fase di un conflitto istituzionale, che vede le Regioni appiattite in una logica di sindacato, che rischia di produrre più danni delle manovre economiche. La vivisezione cui è sottoposto l'articolo 4 del decreto, che riguarda i principi fondamentali del ruolo e della vita professionale dei medici e dirigenti sanitari dipendenti del Ssn - aggiunge Troise - stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare ed ampliare l'invadenza pervasiva della politica in sanità. Si calpestano meriti e logiche professionali, introducendo mobilità coatta, flessibilità arbitraria e preservando un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa, costruito all'insegna di un rapporto fiduciario dimostratosi fallimentare. Preteso per i medici ospedalieri, ma non per il sistema universitario per il quale, anzi, non si escludono finanziamenti aggiuntivi». «Gli assessori - conclude - non sono, evidentemente, interessati alla difesa del SSN, ma solo a disarticolarne il carattere unitario modificando senza contrattazione il contratto collettivo nazionale e negando ruolo ai professionisti. Tanto vale sancire la fine della legislazione concorrente e proclamare ufficialmente la nascita di 21 sistemi sanitari regionali. medici e dirigenti sanitari non ci stanno e invitano il ministro e il Parlamento a difendere le proprie prerogative sottraendo la sanità al destino di campo di battaglia cui la si vorrebbe avviare». Anaao Assomed Ufficio stampa

10 Decreto Balduzzi. Troise (Anaao): "Inaccettabili le osservazioni delle Regioni" Sarà forse vero che il decreto Balduzzi è privo di anima e di strategia, ma il documentoultimatum degli assessori alla Salute è assolutamente inaccettabile per operatori e cittadini. Sì ai miglioramenti, ma non accettiamo stravolgimenti che calpestano meriti e logiche professionali 03 SET - Sarà forse vero che il decreto Balduzzi, che pure contiene molti punti da noi largamente condivisi, sia privo di anima e di strategia, ma la strategia che certo non manca nel documento-ultimatum che gli Assessori alla Salute hanno inviato al Ministro è assolutamente inaccettabile per i cittadini, gli operatori, il servizio sanitario. Gli Assessori Regionali impegnati a rispondere alla crisi della sanità pubblica, cui non possono dichiararsi estranei autoproclamandosi innocenti, solo con più tasse, ticket e tagli, e meno tutele sul piano sociale, continuano a lamentare l invasione di campo ed a contestare allo Stato, oggi al Governo ieri al Parlamento, la possibilità stessa di legiferare in ambito sanitario, anche su norme che, a casa propria, molti di loro, hanno già approvato. Siamo ad una nuova fase di un conflitto istituzionale, che vede le Regioni appiattite in una logica di sindacato, che rischia di produrre più danni delle manovre economiche. La vivisezione cui è sottoposto l articolo 4 del decreto, che riguarda i principi fondamentali del ruolo e della vita professionale dei Medici e Dirigenti sanitari dipendenti del SSN stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare ed ampliare l invadenza pervasiva della politica in sanità. Si calpestano meriti e logiche professionali, introducendo mobilità coatta, flessibilità arbitraria e preservando un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa, costruito all insegna di un rapporto fiduciario dimostratosi fallimentare. Preteso per i medici ospedalieri, ma non per il sistema universitario per il quale, anzi, non si escludono finanziamenti aggiuntivi. Gli Assessori non sono, evidentemente, interessati alla difesa del SSN, ma solo a disarticolarne il carattere unitario modificando senza contrattazione il contratto collettivo nazionale e negando ruolo ai professionisti. Tanto vale sancire la fine della legislazione concorrente e proclamare ufficialmente la nascita di 21 sistemi sanitari regionali. Medici e Dirigenti sanitari non ci stanno ed invitano il Ministro ed il Parlamento a difendere le proprie prerogative sottraendo la sanità al destino di campo di battaglia cui la si vorrebbe avviare. Costantino Troise Segretario nazionale Anaao Assomed Anaao Assomed Ufficio stampa

11 4 settembre 2012 Decreto Balduzzi, sindacati medici contro le Regioni Suonano come una stroncatura le critiche con cui il mondo medico ha accolto gli emendamenti al decreto Balduzzi messi a punto sabato dagli assessori alla Salute delle Regioni e oggi all'esame della Conferenza dei governatori. Dai dirigenti ai convenzionati è un coro in cui alle critiche sulle singole proposte si alterna la preoccupazione per quello che i sindacati chiamano senza mezzi termini «conflitto istituzionale». Non a caso, la formula rimbalza decisa dai comunicati delle due sigle più rappresentative di dipendenza e medicina di famiglia, Anaao-Assomed e Fimmg. «Gli assessori regionali» accusa Costantino Troise, segretario nazionale dell'anaao «continuano a neg are allo Stato, oggi al Governo ieri al Parlamento, la possibilità di legiferare su norme che, a casa propria, molti di loro hanno già approvato». «Gli emendamenti» fa eco Giacomo Milillo, leader della Fimmg «appaiono a tutti gli effetti una provocazione nell'eterna lotta di competenze fra Regioni e Governo in materia sanitaria». Per le due sigle solo così si possono spiegare le correzioni apportate dal Comitato Salute delle Regioni ai due articoli di maggiore peso del decreto Balduzzi, il primo (riordino dell'assistenza territoriale) e il quarto (principi fondamentali della dirigenza medica e del governo clinico). Due articoli oggetto nei mesi scorsi di altrettanti tavoli di concertazione tra Ministero e sindacati, conclusi con intese che il decreto dovrebbe recepire sempre. E che gli assessori vorrebbero invece riscrivere ampiamente. A proposito di Cure primarie, per esempio, non solo si chiede di mettere da parte l'obbligatorietà delle aggregazioni complesse (da considerare solo «prioritarie» dicono le Regioni), ma si propongono anche meccanismi di remunerazione che la Fimmg boccia senza appello: «Al medico» osserva Milillo «verrebbero imposti tetti di spesa individuale, cosicché esaurite le risorse ai pazienti dovremo dire "ho finito i soldi, torni l'anno prossimo". Oppure dovremo fare "la cresta" sulla spesa di ciascun assistito per raggranellare una riserva». E come se non bastasse dalle Regioni arriva anche la richiesta di poter inquadrare i medici convenzionati nella dirigenza e, nell'altro senso, far accedere al ruolo di Mmg e Pls i medici del Ssn. «Sarebbe progressivamente eliminata la figura del medico di famiglia» prosegue Milillo «siamo davanti a controproposte indecenti e incoerenti, un collage dei "desiderata" di ciascuna Regione». «Il documento» rincara Giuseppe Mele, presidente della Fimp «tenta di assemblare una babele di interessi diversi, tutti particolari, tutti di scarsa prospettiva e senza forza organica, se non quella di demolire ulteriormente il Ssn». Stessi toni dall'anaao a proposito delle correzioni proposte dagli assessori alla Salute sull'articolo 4. «La vivisezione cui è sottoposto» afferma Troise «stravolge quanto approvato in Parlamento nel ddl sul governo clinico e rappresenta il tentativo di salvaguardare e ampliare l'invadenza pervasiva della politica in sanità. Si calpestano meriti e logiche professionali, introducendo mobilità coatta e flessibilità arbitraria; si preserva un sistema quale quello della nomina dei direttori di struttura complessa, costruito all'insegna di un rapporto fiduciario dimostratosi fallimentare. Che tra l'altro viene preteso per i medici ospedalieri, ma non per il sistema universitario al quale, anzi, non si escludono finanziamenti aggiuntivi».

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