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1 Rilevazione I consumi delle famiglie milanesi Rapporto d indagine a cura di Questlab srl luglio 2006 Scaricato da

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3 I consumi delle famiglie milanesi Rapporto d indagine a cura di Questlab srl1 luglio Indice 1. RISULTATI DELL INDAGINE 1.1 Introduzione: definizione e ruolo dei consumi delle famiglie 1.2 Caratteristiche delle famiglie milanesi 1.3 I consumi milanesi: alimentari e non alimentari 1.4 Tipologie dei consumi e caratteristiche familiari 1.5 I luoghi del consumo 2. ASPETTI METODOLOGICI 2.1 Piano di campionamento 2.2 Strumenti e modalità di rilevazione 2.3 Controlli di qualità e trattamento degli outliers 2.4 Definizione del piano di incroci 2.5 Sistema di ponderazione utilizzato 2.6 Significatività delle stime 2.7 Diffusione dei risultati 3. APPENDICE STATISTICA A) Spesa media mensile familiare per gruppo e categoria di spesa e per caratteristiche delle famiglie B) Frequenza della spesa per tipologia di negozio e caratteristiche delle famiglie C) Caratteristiche del campione 1 La redazione del testo è a cura di: Nicola Ianuale (paragrafi 1.1, 1.3, 1.4, 1.5), Fabio Occari (paragrafi 1.2, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6) e Giuseppe Castiello (paragrafo 2.7). Alla stesura dei paragrafi 2.4 e 2.6 ha partecipato Luca Salmasi. Le elaborazioni statistiche sono state realizzate da Fabio Occari, Paolo Ortolan e Luca Salmasi. Il sito è stato realizzato da Giuseppe Castiello e Silvia Mattarello.

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5 1 Risultati dell indagine 1.1 Introduzione: definizione e ruolo dei consumi delle famiglie I l consumo delle famiglie è l aggregato economico di maggior peso nel conto economico nazionale degli impieghi, infatti contribuisce per il 59,1% del Pil ai prezzi costanti nel La sua crescita, o la sua contrazione, sono quindi in grado di condizionare le performance economiche di un territorio: la cronaca della congiuntura degli ultimi anni scorsi imputa al basso livello dei consumi la principale causa dell esigua crescita economica in Italia. Lo studio e la misura dei consumi diventano un passaggio fondamentale per l analisi strutturale e congiunturale di un territorio, al fine di fornire indicazioni esiziali per orientare i comportamenti e le decisioni dei soggetti pubblici e privati. La conoscenza e l analisi dei consumi consentono di: studiare il comportamento dei consumatori in relazione ai prezzi, al reddito ed all imposizione fiscale; discriminare i consumi al variare del contesto e dalle caratteristiche familiari; misurare il livello di vita delle famiglie. Inoltre, estendendo la definizione di consumo delle famiglie a quella di consumo allargato 2, che è dato dai consumi delle famiglie acquistati sul mercato e dai consumi collettivi divisibili erogati dalla Pubblica Amministrazione e dalle Istituzioni, è possibile analizzare, per le due componenti, gli effetti di reciproca integrazione e completa sostituzione al fine di soddisfare direttamente i bisogni delle famiglie. Misurare le interrelazioni tra i soggetti produttori di beni e servizi (famiglie, imprese e pubblica amministrazione) e i beneficiari finali (famiglie e collettività nel suo insieme) consente di conoscere lo stato del net local welfare al fine di valutare e programmare gli interventi che regolano la vita sociale. 2 Biggeri L. (1983). 1

6 Misura dei consumi L obiettivo dell indagine sui consumi della popolazione residente a Milano è rivolto esclusivamente alla stima delle spese reali, cioè gli acquisti di generi alimentari, beni durevoli e non, servizi, esclusi i fabbricati. Per rendere meno onerosa la compilazione dei questionari da parte delle famiglie, con una minima perdita d informazioni utili, si è evitato di chiedere le seguenti spese figurative: i prodotti autoconsumati dalle famiglie agricole e dai proprietari di orti; i fitti figurativi; le corresponsioni in natura rese dai datori di lavoro; il vitto e il vestiario dei militari; le prestazioni sociali in natura erogate dalle amministrazioni pubbliche e dalle istituzioni sociali private nell ambito della previdenza e dell assistenza sociale; i servizi domestici prodotti dalle famiglie per uso proprio. I consumi delle famiglie sono stati rilevati con il metodo della spesa attraverso la somministrazione assistita di due questionari 3 ad un campione di famiglie che consente di cogliere la gran parte, se non la totalità, dei consumi allargati riguardanti le transazioni in valore di beni e servizi dal mercato alle famiglie. Ciò non toglie che i consumi totali registrati per le famiglie contengono implicitamente anche gli effetti dei bisogni soddisfatti tramite la fruizione di consumi collettivi. Questi sono misurabili tramite l elasticità della domanda, dai beni e i servizi collettivi erogati dalla pubblica amministrazione e finanziati con le risorse pubbliche che, in ultima istanza, si ottengono con la partecipazione delle famiglie tramite i contributi sociali e tributi vari. La tecnica di rilevazione e i questionari utilizzati sono molto simili alla collaudata metodologia adottata dall Istat per l indagine sui bilanci delle famiglie, con alcune differenze che non consentono un confronto immediato tra i risultati delle due fonti. Lo scopo delle modifiche è stato quello di facilitare la compilazione e migliorare i tassi di partecipazione tramite alcune accortezze quali: la riduzione della quantità di informazioni richieste; la possibilità da parte delle famiglie di avvalersi degli scontrini (per le spese effettuate nelle strutture della distribuzione organizzata) invece di compilare manualmente i questionari; la semplificazione nelle procedure di somministrazione dei questionari stessi da parte dei rilevatori. Le voci di spesa richieste di beni e servizi sono state aggregate secondo una classificazione funzionale, cioè per usi affini e bisogni simili soddisfatti, e comprendono 12 gruppi suddivisi a loro volta in 176 categorie. L unità di rilevazione è la famiglia, intesa in senso anagrafico come insieme di persone che coabitano nello stesso alloggio, all interno della quale si individua una persona di riferimento per 3 Il Diario delle spese, relativo alle spese alimentari agli acquisti e alle spese ricorrenti effettuate dalla famiglia nell arco di una prestabilita settimana, ed il Riepilogo delle spese, che interessa tutte le spese sostenute per abitazione, telefono, luce, gas, abbigliamento, mezzi di trasporto, tempo libero, salute, ecc., cioè tutte quelle spese che normalmente la famiglia sostiene in maniera non ricorrente nell arco dell anno (cfr. paragrafo 2.2). 2

7 la registrazione delle spese nei questionari relative a tutti i componenti della famiglia stessa. Le variabili strutturali per distinguere i nuclei familiari e i conseguenti differenti comportamenti d acquisto sono le seguenti: la numerosità del nucleo familiare, l età, la professione ed il titolo di studio del capofamiglia (cioè l intestatario della scheda anagrafica o persona di riferimento del nucleo familiare), il numero di percettori di reddito e la classe di reddito complessivo del nucleo familiare. Per concludere, prima dell analisi dei risultati finali medi di seguito illustrati sono necessarie alcune avvertenze per una loro adeguata interpretazione. Essi presentano problemi di sottostima tipici delle più importanti indagini sui consumi 4, quali: una generalizzata dichiarazione di minori spese dovuta a possibili atteggiamenti reticenti o a dimenticanze involontarie; errori non campionari attribuibili alla rete di rilevatori; errori campionari che incidono particolarmente sui beni ad acquisto meno frequenti. Al fine di porre rimedio a questi problemi, sono stati introdotti vari controlli di qualità nella fase d inserimento dei dati e sono state adottate procedure di stima dei dati mancanti e dei valori anomali. Entrambi questi accorgimenti saranno presentati in dettaglio nella sezione dedicata agli aspetti metodologici. 1.2 Caratteristiche delle famiglie milanesi Come sopra precisato, l obiettivo dell indagine è quello di rilevare i livelli dei consumi delle famiglie residenti nel comune di Milano. In via preliminare all analisi dei risultati, è opportuno fornire una rapida descrizione delle caratteristiche dell universo delle famiglie milanesi, che saranno in seguito utili nell interpretazione dei risultati relativi ai consumi per le diverse tipologie familiari. Questo soprattutto quando, per ragioni di opportunità oltre che di rappresentatività 4 Autori vari, Acquisizione e trattamento dei dati nella nuova indagine sui consumi, n. 21, 1999, Documenti Istat. 3

8 campionaria e significatività delle stime, non è stato possibile spingere i livelli degli incroci oltre un certo dettaglio. Per questa analisi delle caratteristiche dell universo ci riferiamo alle variabili anagrafiche (numero di componenti del nucleo familiare, età della persona di riferimento, numero di figli,...) ed a quelle economiche (condizione professionale, numero di percettori di reddito, ecc.) rilevate direttamente tramite i questionari sottoposti al campione di famiglie intervistate. Per ulteriori dettagli riguardo alla struttura del campione e degli strumenti di indagine utilizzati si rinvia al capitolo 2 del presente rapporto. Altre informazioni quantitative e qualitative sull universo delle famiglie milanesi sono disponibili a partire dai dati di fonte censuaria (Istat) e dalle altre indagini ad hoc effettuate sulla popolazione del comune di Milano. Per questi ultimi lavori, si rinvia al sito del Comune di Milano, all indirizzo ed a quello della Camera di Commercio di Milano, Iniziamo l analisi delle caratteristiche delle famiglie milanesi prendendo in considerazione un elemento assai importante e di indubbia rilevanza con riferimento alle abitudini dei consumi, vale a dire il numero dei componenti del nucleo familiare. Precisiamo che questa variabile è stata individuata a priori, insieme all anello territoriale, come Graf. 1 - Distribuzione del numero di famiglie per numero di componenti del nucleo familiare 3 componenti 18% 5 o più componenti 2% 4 componenti 11% 2 componenti 32% 1 componente 37% variabile di segmentazione del campione e successiva poststratificazione mediante i pesi (cfr. paragrafi 2.1 e 2.5) e pertanto i risultati campionari risultano assai prossimi, con minimi livelli di scarto, alla reale struttura dell universo. La distribuzione di frequenza delle famiglie milanesi classificate rispetto al numero dei componenti viene di seguito riportata nel grafico 1. Possiamo vedere come la quota più rilevante di famiglie è costituita da nuclei con un solo componente (pari al 37% del totale), seguita da nuclei con due componenti (32%). Complessivamente i nuclei familiari di dimensioni maggiori (tre o più componenti) pesano circa un terzo del totale: rispettivamente troviamo il 18% di nuclei 4

9 con tre componenti, l 11% di nuclei con quattro componenti e appena il 2% di nuclei con cinque o più componenti. Graf. 2 - Distribuzione del numero di famiglie per classe di età della persona di riferimento 65+ anni 42% fino 34 anni 6% anni 52% Per quanto riguarda l età della persona di riferimento del nucleo familiare 5 (graf. 2) vediamo come sia relativamente limitato il peso della fascia di età più giovane (fino a 34 anni), a cui corrisponde solo il 6% del numero totale dei nuclei familiari, mentre la classe intermedia (35-64 anni) pesa per il 52% dei casi e quella più anziana (65 e più) pesa per il 42%. Per quanto riguarda i giovani, naturalmente questo non significa che il loro peso all interno della popolazione milanese sia così ridotto, ma semplicemente che essi non ricoprono il ruolo di intestatari dei nuclei familiari, a causa del fatto che tendono a ritardare l uscita dalle famiglie di origine. Secondo il Censimento Istat infatti la popolazione residente nel comune di Milano con meno di 35 anni è il 26,4% del totale della popolazione; se consideriamo solo le persone di maggiore età, il peso di questa fascia Graf. 3 - Distribuzione del numero di famiglie per numero di figli conviventi 1 figlio 20% 2 figli 13% 3 figli o più 3% nessuno 64% di popolazione scende al 13,6% del totale. Un altra importante caratteristica che determina in misura significativa le quantità e varietà dei consumi familiari è rappresentata dal numero di figli conviventi nel nucleo familiare. Dal grafico 3 vediamo come ben il 64% dei nuclei familiari non hanno figli conviventi 6, il 20% dei nuclei familiari hanno un solo figlio, il 13% hanno due figli e solo il 3% hanno tre o più figli. Questa distribuzione conferma i risultati sopra evidenziati 5 E l intestatario della scheda dello stato di famiglia e corrisponde da vicino, in una notazione più moderna che risente delle modifiche nelle normative del diritto di famiglia, alla classica figura del capofamiglia. 6 Fra queste famiglie ce ne saranno numerose - soprattutto quelle costituite dalle persone più anziane - che hanno comunque figli, anche se non più conviventi nel nucleo familiare originario e pertanto con effetti scarsi o nulli sui livelli dei consumi delle famiglie intervistate. 5

10 riguardo la numerosità complessiva del nucleo familiare e la preponderante presenza dei nuclei composti solamente da una o due persone. Graf. 4 - Distribuzione del numero di famiglie per tipologlia del nucleo familiare Coppia o convivenza con figli 25% Monogenitore 11% Incrociando le informazioni relative al numero di componenti con quelle relative alla presenza di figli abbiamo ottenuto una nuova variabile descrittiva della tipologia del nucleo familiare (graf. 4), che aggiunge in forma sintetica alcune ulteriori informazioni relativamente alle dimensioni anagrafiche sin qui esposte, e sarà di una certa utilità nell analisi dei comportamenti di consumo. In base a questa classificazione vediamo che, al di là del peso delle famiglie unipersonali che resta confinato al 37% dei casi, è invece pari al 7 27% la percentuale di coppie o altre convivenze senza figli, è del 25% la percentuale di coppie o altre convivenze con figli e dell 11% la percentuale di nuclei familiari monogenitoriali, cioè di famiglie in cui si registra la presenza di figli e di un solo genitore. Quest ultima condizione verosimilmente è riconducibile - almeno nella maggior parte dei casi - a situazioni di famiglie separate o divorziate. Coppia o convivenza senza figli 27% 8 Persona sola 37% Prima di passare all esposizione delle caratteristiche economiche delle famiglie milanesi, è utile concludere questa rapida rassegna sui caratteri anagrafici fornendo anche qualche annotazione riguardo ad alcuni incroci rilevati fra queste stesse variabili anagrafiche, in modo da potere cogliere qualche elemento aggiuntivo riguardo le caratteristiche strutturali della popolazione oggetto di studio. 9 Per quanto riguarda la numerosità del nucleo familiare e la classe di età della persona di riferimento del nucleo stesso, rileviamo come nella maggior parte dei casi le famiglie con un solo 7 Con i termini coppie o altre convivenze indichiamo una convivenza fra due o più persone non necessariamente legate da vincoli matrimoniali o altri patti di convivenza. Si tratta cioè di convivenze di fatto, che possono anche essere temporanee, ma che comunque hanno effetto durante il periodo di riferimento della rilevazione campionaria. 8 Questo risultato sull incidenza delle famiglie monogenitoriali è confermata anche dai dati del Censimento Istat 2001 disponibili, rispetto a questa informazione, disaggregati solo fino al livello provinciale: per l intera provincia di Milano il peso dei nuclei familiari costituiti da un solo genitore sul totale delle famiglie è pari all 8,9%. 9 Le tavole statistiche relative agli incroci a cui faremo riferimento sono riportate in maniera analitica nella sezione C dell Appendice statistica. 6

11 componente sono costituite da persone in fascia di età anni oppure da anziani (over 64 anni): il peso delle famiglie con un solo componente in età anni è infatti pari al 46% mentre gli anziani rappresentano il 45%. Per converso è relativamente ridotto il peso delle famiglie composte da single in età giovane (fino a 34 anni), che rappresentano il 9% del totale. Per quanto riguarda le famiglie composte da due componenti, nella maggior parte dei casi (58%) sono composte da persone anziane, mentre il peso della classe di età intermedia (35-64 anni) scende al 37% e quello della classe di età più giovane scende al 5%. Al crescere del numero dei componenti familiari aumenta anche il peso della fascia di età centrale, con un incidenza del 67% dei casi per le famiglie con tre componenti e dell 86% per quelle con cinque o più componenti. L incrocio fra la tipologia del nucleo familiare 10 rispetto all età della persona di riferimento del nucleo familiare mostra come le coppie o convivenze senza figli corrispondano prevalentemente (64% dei casi) a nuclei familiari in cui la persona di riferimento è anziana, mentre per converso i nuclei familiari con figli (incluse le coppie monogenitore) corrispondono in prevalenza (oltre il 72%) a nuclei in cui la persona di riferimento è in età intermedia. Il peso dei nuclei familiari con figli e persona di riferimento in età giovane (fino a 34 anni) è relativamente basso: sono infatti il 4% del numero totale di coppie o convivenze figli (ed il 3% delle coppie monogenitoriali). Per converso, fra le coppie o convivenze senza figli è del 32% la quota dei nuclei con persona di riferimento in età intermedia (35-64 anni). Per concludere questa prima rassegna di incroci fra le variabili anagrafiche rilevate tramite il questionario, osserviamo la distribuzione della tipologia del nucleo familiare rispetto al numero di figli. Questo incrocio è utile solo per valutare le differenze fra le coppie o convivenze (con figli) e i nuclei costituiti da monogenitore, dato che le altre possibili combinazioni sono vuote. Per quanto riguarda i nuclei con uno o due figli non si notano particolari differenze fra queste due tipologie di famiglie (cioè le coppie o convivenze ed i monogenitori), mentre per quanto riguarda le coppie con tre o più figli si rileva una significativa presenza di monogenitori: il peso di questi ultimi sul totale delle famiglie che hanno tre o più figli è infatti del 15%, mentre questo livello è del 7% per le altre coppie o convivenze. 10 Che, ricordiamo, rappresenta anch essa un incrocio fra altre variabili rilevate, assumendo le seguenti modalità: persona sola, coppia o convivenza senza figli, coppia o convivenza con figli, monogenitore. 7

12 Passiamo ora in rassegna gli altri indicatori sui caratteri economici rilevati presso le famiglie, a cominciare dalla condizione professionale 11 della persona di riferimento del nucleo familiare (graf. Graf. 5 - Distribuzione del numero di famiglie per condizione professionale della persona di riferimento Ritirati dal lavoro 40% Altra condizione non professionale 9% Imprenditori e liberi professionisti 13,3% Operai 12,2% Lavoratori in proprio 3,5% Impiegati e dirigenti 22,2% Graf. 6 - Distribuzione del numero di famiglie per numero di percettori di reddito del nucleo familiare 2 percettori 40% 3 o più percettori 5% 1 percettore 55% 5). Per quasi la metà dei casi registriamo la presenza di condizioni non professionali: per l esattezza il 40% dei casi corrisponono a pensionati e il 9% ad altre condizioni non professionali. Fra la popolazione attiva, il peso maggiore spetta agli impiegati e dirigenti che complessivamente rappresentano il 22% del totale. Gli operai rappresentano invece il 12,2% del totale; gli imprenditori e liberi professionisti il 13% ed i lavoratori in proprio il 3,5%. Nonostante il peso relativamente basso della popolazione attiva (appunto, di poco superiore al 50% del totale), vediamo come i lavoratori dipendenti (operai, impiegati e dirigenti) pesano per quasi due terzi sulla popolazione attiva, mentre il lavoro autonomo ed imprenditoriale pesa per il restante terzo. Sottolineiamo come le distribuzioni relative alla condizione professionale riguardano le persone di riferimento dei nuclei familiari milanesi e non l intera popolazione residente nel comune e può essere quindi rischioso estendere le percentuali rilevate all intero universo, dato che non si tiene conto delle caratteristiche delle eventuali ulteriori posizioni lavorative presenti all interno del nucleo familiare. Come si vede dal grafico 6, relativo numero di percettori di reddito nel nucleo 11 Con il termine condizione professionale intendiamo sintetizzare l informazione relativa alla posizione nella professione per quanto riguarda la popolazione attiva (imprenditore o libero professionista, lavoratore in proprio, dirigente o impiegato, operaio) e quella relativa alla condizione non professionale, per quanto riguarda la popolazione non attiva (distinta in ritirati dal lavoro, cioè pensionati, e altra condizione non professionale, quest ultima costituita da casalinghe, inabili al lavoro, altre condizioni). 8

13 familiare, nella maggior parte dei casi (55%) abbiamo un unico percettore di reddito. Nel 40% dei casi troviamo però due percettori di reddito e in una percentuale più ridotta, ma comunque non trascurabile (5%), si registrano tre o più percettori di reddito. L ultima caratteristica economica rilevata tramite il questionario riguarda il reddito complessivo del nucleo familiare (totale annuo). Si tratta di una variabile assai importante, correlata con i corrispondenti livelli di consumo. Pur tuttavia, si sottolinea come nelle indagini demoscopiche Graf. 7 - Distribuzione del numero di famiglie per reddito complessivo del nucleo familiare % abitualmente si incontri una certa diffidenza da parte dei soggetti intervistati a fornire informazioni relative ai propri redditi, e pertanto invitiamo a leggere questi dati con una certa prudenza, e li presentiamo quindi senza la pretesa di ufficialità e completezza. Fatta questa premessa, possiamo vedere quale è la distribuzione dei redditi fra le famiglie intervistate: nella maggior parte dei casi (54%) viene segnalato un reddito annuo inferiore a euro, e la percentuale di famiglie con redditi inferiori ai euro annui è pari al 28%. Nel 17% dei casi le famiglie dichiarano redditi compresi fra e euro, nel 24% dei casi fra e euro. Sono pari al 5% le famiglie con redditi superiori ai euro annui (ed all 1% quelle con oltre euro) % oltre % % fino % % Incrociando queste ultime variabili relative alle caratteristiche economiche delle famiglie milanesi (condizione professionale, numero di percettori e classi di reddito) e anche rispetto agli indicatori anagrafici (numero componenti, età, figli,...) sopra descritti emergono le seguenti considerazioni di sintesi. Dal punto di vista della numerosità dei componenti del nucleo familiare, osserviamo come fra i ritirati dal lavoro prevalgono le famiglie di uno o due componenti (che complessivamente pesano quasi per l 85%), mentre fra la popolazione attiva si registra una maggior presenza di nuclei familiari più numerosi. Questo in particolare per le famiglie di operai e di lavoratori in proprio, che sono composte da 3 o più componenti in oltre il 50% dei casi; fra gli 9

14 impiegati/dirigenti e i professionisti invece la percentuale di famiglie con 3 o più componenti è un po più ridotta, oscillando attorno al 40% dei casi. Una certa correlazione è rilevabile anche fra i livelli di reddito complessivo del nucleo familiare e la numerosità del nucleo stesso: questo evidentemente è dovuto sia al fatto che all aumentare del numero di componenti del nucleo cresce anche il numero delle persone nella famiglia disponibili a lavorare sia al fatto che all aumentare del numero dei componenti crescono anche le esigenze che, appunto, devono essere soddisfatte attraverso un reddito adeguato. Per quanto riguarda i dati rilevati dal questionario, osserviamo come le famiglie con reddito complessivo fino a euro sono composte solo da uno o due componenti per oltre l 80% dei casi; questa percentuale si conferma anche se si considera la successiva classe di reddito ( euro), dove comunque aumenta la numerosità complessiva dei nuclei familiari dato che si registra una maggior presenza di coppie rispetto alla precedente classe di reddito (46,2% dei casi contro il 20%). A partire dalla successiva classe di reddito ( euro) in su, la percentuale di famiglie con tre o più componenti diviene via via più importante e si attesta al 53% dei casi. Un ultimo incrocio di un certo interesse riguarda l età e la condizione professionale della persona di riferimento del nucleo familiare. Se da un lato si conferma il ruolo rilevante degli anziani fra i pensionati (l 85% di essi hanno più di 65 anni, mentre è del 15% la quota di pensionati con meno 65 anni), dall altro vediamo come le varie figure professionali attive si distribuiscano in maniera abbastanza indipendente rispetto all età, con la sola eccezione (non troppo rilevante dal lato del peso numerico) dei lavoratori in proprio, fra i quali il peso dei giovani (fino a 34 anni) è significativamente più basso (2,4%) rispetto al peso rilevabile in corrispondenza alle altre figure professionali (9-10%). 1.3 I consumi milanesi: alimentari e non alimentari Il consumo medio mensile totale delle famiglie di Milano è di 2.152,47 euro, di cui 344,15 euro interessa i beni alimentari, pari al 16% del totale consumi. All interno dei beni alimentari, più della metà dei consumi della categoria è costituito dai seguenti beni: patate, frutta e ortaggi, carne e pane e cereali, che rispettivamente interessano il 21,3%, il 20,1% e il 15,4% del totale dei consumi 10

15 alimentari (vedi graf. 8). La spesa complessiva dei beni non alimentari è pari a 1.808,32 euro, di cui quasi il 70% interessa le seguenti categorie: Abitazione, Altri beni e servizi, Trasporti e Mobili, elettrodomestici e servizi della casa (vedi graf. 9). Graf. 8 Distribuzione dei beni alimentari per categoria di spesa Bevande 11,2% Pane e cereali 15,4% Zucchero, caffè e drogheria 10,3% Carne 20,1% Patate, frutta e ortaggi 21,3% Oli e grassi 2,3% Latte, formaggi e uova 11,7% Pesce 7,7% Graf. 9 Distribuzione dei beni non alimentari per gruppo di spesa Altri beni e servizi 15,5% Tabacchi 0,8% Abbigliamento e calzature 5,0% Tempo libero, cultura e giochi 5,6% Istruzione 1,3% Comunicazioni 3,7% Abitazione 21,8% Trasporti 11,8% Sanità 6,5% Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa 8,4% Combustibili ed energia 3,6% 11

16 Segue un approfondimento che si rivolge alle più importanti componenti della spesa che sono presentate in ordine di entità della spesa media mensile registrata; l intera distribuzione in categorie di tutti i gruppi di beni e servizi è riportata nella tabella A1. L Abitazione è la voce di spesa più elevata in assoluto con 469,31 euro medi mensili, pari al 26% delle spese non alimentari e quasi il 22% del totale consumi. Più dell 85% della categoria è costituto da spese che interessano le seguenti voci in ordine d importanza: Condominio (riscaldamento, acqua, luce, ascensore, etc.), Affitto canone mensile 12 e Mutuo rata mensile e ICI. Gli Altri beni e servizi registrano una spesa mensile media di 333,58 euro, di cui le principali componenti sono: i beni riguardanti vacanze e tempo libero (alberghi, pensioni, viaggi organizzati e pasti, consumazioni fuori casa) con una quota del 48,1%; i beni legati alla cura della persona (prodotti e apparecchi per la cura della persona e barbiere, parrucchiera e istituti di bellezza) che interessano il 16,2%; infine l assicurazione della vita e malattie assorbe il 13,8% della categoria. Nella categoria trasporti, con una spesa media mensile familiare del 255,01 euro, emerge la preponderanza delle spese imputabili alla gestione e uso dei mezzi propri (assicurazioni mezzi di trasporto, spese bollo e patente; carburanti per veicoli e manutenzione e riparazioni mezzi di trasporto) che interessano una quota del 60,3%, rispetto all uso di altri mezzi di trasporto alternativi (tram, autobus e taxi e altri trasporti) che interessano 17,3% del totale della categoria. Per la categoria mobili, elettrodomestici e servizi per la casa la spesa media mensile è di 188,59 euro, dove le principali voci sono costituite da servizi domestici, mobili e elettrodomestici, che detengono rispettivamente il 25,3%, il 24,3% e il 9,5% del totale. Le spese per la sanità ammontano a 139,69 euro mensili e si concentrano per una quota superiore del 70% nell acquisto di medicinali e visite generiche e specialistiche (incluso il dentista). Per quanto concerne Abbigliamento e calzatura la spesa media mensile è di 107,02 euro di cui il 77% riguarda la sottocategoria Vestiario. Infine nella categoria Tempo libero, cultura e giochi le spese ci concentrano per il 40% circa nelle seguenti attività ludiche: la pratica dello sport (Spese per lo sport e articoli sportivi) e la lettura in genere (giornali, riviste e libri non scolastici). 12 Non è presente il fitto figurativo, cioè l ammontare del canone mensile ottenibile in caso di affitto ipotetico della casa di proprietà. 12

17 1.4 Tipologie dei consumi e caratteristiche familiari Negli studi delle relazioni tra caratteristiche della famiglia e consumi si sono ottenuti in passato alcuni risultati d intensità e segno contrastanti o di non chiara interpretazione, a seconda che si operasse a livello macro o microeconomico. A livello macroeconomico, l effetto delle caratteristiche demografiche viene oscurato dall influente presenza di altri fattori come: i redditi, i prezzi e gli stili di vita. 13 Si è rilevata più proficua, invece, l analisi a livello microeconomico, poiché emerge la dipendenza della struttura dei bilanci familiari non solo dai prezzi e dal reddito, ma anche dalla tipologia che caratterizza le singole unità di consumo. E pur vero che si constata da tempo l insorgere di cambiamenti di modelli di spesa, che tendono ad essere influenzati da valori e da atteggiamenti tipicamente individuali, con un indebolimento della funzione della famiglia come modello decisionale. Tra i fattori che hanno determinato tali modifiche si evidenziano: l invecchiamento della popolazione, l incremento di reddito reale, che si lega al diffuso doppio o triplo reddito familiare o del reddito aggiuntivo oltre la pensione, l aumento dei singles e dei mingles 14. Questi elementi favoriscono il diffondersi di beni e servizi altamente personalizzati nella logica di un consumatore con bisogni e desideri molto differenziati su base fortemente psicologica 15. La diffusione di domanda di beni e servizi, variamente legati alla evoluzione degli stili di vita e alle scelte di consumo tese ad affermare le centralità dei bisogni espressi dal singolo individuo, sta assumendo una non trascurabile rilevanza nell ambito dei consumi delle famiglie, ciò non toglie che permane l influenza della famiglia nei processi decisionali di consumo dei singoli componenti. Come emerge dalle indagini sui bilanci delle famiglie la corretta, ma non esaustiva, lettura e interpretazione dei risultati delle diverse composizioni dei panieri di beni e servizi consumati sono in parte spiegabili al variare delle caratteristiche dei nuclei familiari residenti, quali, ad esempio, il territorio di residenza, il numero dei componenti delle famiglie e l età della persona della famiglia (vedi graf. 10). La dimensione territoriale è stata considerata con un campionamento che tiene conto di tre livelli di aree residenziali del comune, al fine di identificare con approssimazione: il centro, il semicentro e la periferia (cfr. fig. 1). I risultati ottenuti sull ammontare medio dei consumi totali fanno emergere con evidenza delle differenze marcate, infatti si va da un valore massimo di consumo totale medio mensile pari a 2.946,16 euro delle famiglie residenti in centro, ai 2.203,51 13 Ascolani A. (1998). 14 Adulti conviventi. 15 Varaldo R., Legrenzi P. (1992). 13

18 del semicentro fino a 2.027,55 euro delle famiglie residenti in periferia. La differenza più evidente tra i consumi medi delle famiglie del centro rispetto alle famiglie che vivono nelle altre aree sono imputabili alla presenza nel centro di famiglie a più elevato reddito e quindi alla loro maggior propensione al consumo, infatti più del 25% degli intervistati del centro dichiara di percepire un reddito familiare di oltre euro, contro il 6,4% del semicentro e il 2,5% della periferia. La conferma che nel centro siamo in presenza di famiglie a più elevato reddito si evince anche dalla quota di consumi di beni alimentari sul totale, che risulta sensibilmente inferiore nel centro rispetto alla periferia (vedi tab. A2 e C7). La numerosità del nucleo familiare è la variabile demografica con effetto immediato sul valore totale e sulla composizione dei panieri di spesa. La logica microeconomica impone di registrare un aumento della spesa con il crescere della numerosità della famiglia anche se l incremento della spesa avviene in modo meno che proporzionale, perché s instaurano dell economie di scala all interno della famiglia. Infatti si va dal valore più basso dei consumi totali di 1491,4 euro delle famiglie con un solo componente ad un incremento dei consumi meno che proporzionale all aumentare del numero dei componenti per raggiungere i 2.934,70 euro dei quattro componenti. La spesa media mensile dei cinque componenti e più è di 3.965,94 euro 16. Un altra variabile demografica utilizzata per discriminare i consumi è l età della persona di riferimento della famiglia, che è stata aggregata in tre classi d età: meno di 35 anni, da 35 a 64 e oltre i 65 anni. L andamento dei consumi registrato secondo questa classificazione per età segue il ciclo d entrate, permanenza e uscita dal mercato del lavoro, che coincide in gran parte anche con l evoluzione del ciclo di vita della famiglia: i consumi totali medi mensili sono pari a 2.037,06 euro per le famiglie con persona di riferimento in età inferiore a 35 anni, la classe intermedia (in età lavorativa) registra i consumi più elevati, pari a 2.459,65 euro mensili, e infine la classe delle famiglie dove la persona di riferimento ha 65 anni o più registra i consumi totali medi meno elevati in assoluto. Sulla composizione del paniere si registrano delle differenziazioni evidenti per le due classi estreme, infatti le famiglie con persona più anziane (persona di riferimento con oltre 65 anni) hanno quote di beni e servizi consumati più elevate per i consumi definibili necessari come alimentari e sanità, invece per le famiglie più giovani (persona di riferimento con meno di 35 anni) le quote di consumi più elevati sono per i beni e i servizi legati all investimento su se stessi e sull immagine quali: il vestiario, la comunicazione e l istruzione (vedi tab. A4). I consumi disaggregati per composizione del nucleo familiare (persona sola, coppia senza figli, coppia con figli e monogenitore con figli) fanno emergere le coppie con figli a cui corrispondono i livelli di consumo più elevati rispetto alle altre tipologie di famiglie (consumo medio mensile pari 16 Per le famiglie appartenenti a questa classe dimensionale non viene rispettata la teoria delle economie di scala al crescere della dimensione, in quanto si tratta di una classe aperta; vedi tab. A3. 14

19 a 3.180,80 euro). La presenza dei figli caratterizza la composizione del paniere a favore di certi beni come l istruzione, sostanzialmente superiore alle quote fatte registrare per le altre tipologie di famiglie (vedi tab. A5). Un altra evidenza è l elevata incidenza delle quote di spesa per abitazione e servizi di comunicazione per le famiglie di un solo componente. Graf Spesa media mensile familiare in euro e caratteristiche della famiglia: luogo di residenza, numero componenti, età della persona di riferimento e composizione familiare Totale Centro Semicentro Periferia 1 componente 2 componenti 3 componenti 4 componenti fino 34 anni anni 65+ anni Persona sola Monogenitore Coppia o altra convivenza senza figli Coppia o altra convivenza con figli Infine, i consumi secondo la condizione professionale (imprenditori e liberi professionisti, lavoratori in proprio, impiegati e dirigenti, operai e assimilati, ritirati dal lavoro, altra condizione non professionale) che è una proxy del reddito, divide gli strati considerati in due gruppi ben distinti, le professioni a più alto reddito e con consumi decisamente superiori alle altre condizioni professionali e non professionali (vedi tab. A8 e graf. 11). Inoltre, la composizione dei consumi delle prime tre professioni presenta caratteristiche comuni comparate con le rimanenti condizioni professionali, dovute alla condizione di consumatori agiati le quote di spesa mediamente più elevate si registrano per: l istruzione; mobili, elettrodomestici e servizi per la casa; la sanità. Infine, come logica vuole, per le famiglie con persona di riferimento appartenenti alle prime tre condizioni professionali, si registra una quota più bassa di spese in beni alimentari. 15

20 Graf Spesa media mensile familiare in euro e caratteristiche della famiglia: condizione professionale della persona di riferimento e classe di reddito Totale Imprendito ri e liberi pro fessio nisti Lavoratori in proprio Impiegati e dirigenti Operai e assimilati Ritirati dal lavoro Altra condizione non professionale fino a euro euro euro euro euro oltre euro I luoghi del consumo Nel questionario è prevista una domanda sulla tipologia di struttura distributiva scelta per gli acquisti e sulla frequenza di utilizzo. Dai risultati emerge in modo inequivocabile il primato del supermercato come luogo prediletto per gli acquisti, con una percentuale superiore al 78% di casi che dichiarano di utilizzarlo almeno una volta alla settimana, di cui ben 33,1% lo frequenta più di due volte a settimana (graf. 12). L altra struttura del commercio utilizzata con una frequenza degna di nota è il negozio del dettaglio tradizionale, infatti il 42,8% degli intervistati dichiara di utilizzarlo almeno una volta alla settimana; a differenza del dato sui supermercati per i negozi al dettaglio tradizionali è presente anche una 16

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