BILANCIO 30 giugno BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

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1 BILANCIO 30 giugno 2010 BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

2 BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

3 Bilancio e Relazioni al 30 giugno 2010, 17 esercizio Relazione del Consiglio di Amministrazione sull andamento della gestione al 30 giugno Prospetti di bilancio d impresa riclassificati Lo scenario di riferimento Andamento della gestione La struttura distributiva e il posizionamento di mercato Lineamenti dell attività commerciale Attività di ricerca e sviluppo Le risorse umane Il presidio dei rischi e i sistemi di controllo interni La struttura del Gruppo e le Partecipazioni Le operazioni con parti correlate La compagine azionaria e l attività sui titoli propri Le operazioni atipiche e/o inusuali Altre informazioni I fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell esercizio e prevedibile evoluzione della gestione Politica e Progetto di destinazione degli utili 062 Schemi di bilancio 063 Stato patrimoniale 064 Conto economico 065 Prospetto della redditività complessiva 065 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 30 giugno Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 30 giugno Rendiconto finanziario 068 Riconciliazione 068 Nota integrativa al 30 giugno Parte A Politiche contabili 071 A.1 Parte Generale 072 Sezione 1 Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali 072 Sezione 2 Principi generali di redazione 072 Sezione 3 Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio 072 Sezione 4 Altri aspetti 072 A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino a scadenza Crediti e finanziamenti Attività finanziarie valutate al fair value Operazioni di copertura Partecipazioni Attività materiali Attività immateriali Attività non correnti in via di dismissione Fiscalità corrente e differita Fondi per rischi ed oneri Debiti e titoli in circolazione Passività finanziarie di negoziazione Passività finanziarie valutate al fair value Operazioni in valuta Altre informazioni 082 A.3 Informativa sul fair value 086 Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale 089 Attivo 090 Sezione 1 - Cassa e disponibilità liquide - Voce Sezione 2 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Voce Sezione 4 - Attività finanziarie disponibili per la vendita - Voce Sezione 6 - Crediti verso banche - Voce Sezione 7 - Crediti verso clientela - Voce Sezione 8 - Derivati di copertura - Voce Sezione 10 - Le partecipazioni - Voce BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

4 Sezione 11 - Attività materiali - Voce Sezione 12 - Attività immateriali - Voce Sezione 13 - Le attività fiscali e le passività fiscali - Voce 130 dell attivo e Voce 80 del passivo 108 Sezione 14 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - Voce 140 dell attivo e Voce 90 del passivo 111 Sezione 15 - Altre attività - Voce Passivo 113 Sezione 1 - Debiti verso banche - Voce Sezione 2 - Debiti verso clientela - Voce Sezione 3 - Titoli in circolazione - Voce Sezione 4 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce Sezione 5 - Passività finanziarie valutate al fair value - Voce Sezione 6 - Derivati di copertura - Voce Sezione 10 - Altre passività - Voce Sezione 11 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce Sezione 12 - Fondi per rischi ed oneri - Voce Sezione 14 - Patrimonio dell impresa - Voci 130, 150, 160, 170, 180, 190 e Altre informazioni Garanzie rilasciate e impegni Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni Gestione e intermediazione per conto terzi 128 Parte C Informazioni sul conto economico 129 Sezione 1 - Gli interessi - Voce 10 e Sezione 2 - Le commissioni - Voce 40 e Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - Voce Sezione 4 - Il risultato netto dell attività di negoziazione - Voce Sezione 5 - Il risultato netto dell attività di copertura - Voce Sezione 6 - Utili (perdite) da cessione/riacquisto - Voce Sezione 7 - Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value - Voce Sezione 8 - Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce Sezione 9 - Le spese amministrative - Voce Sezione 10 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce Sezione 11 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali - Voce Sezione 12 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - Voce Sezione 13 - Gli altri oneri e proventi di gestione - Voce Sezione 14 - Utili (perdite) delle partecipazioni - Voce Sezione 17 - Utili (perdite) da cessione di investimenti - Voce Sezione 18 - Le imposte sul reddito dell esercizio dell operatività corrente - Voce Parte D Redditività complessiva 151 Prospetto analitico della redditività complessiva 152 Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 153 Premessa 154 Sezione 1 - Rischio di credito 157 Informazioni di natura qualitativa Aspetti generale Politiche di gestione del rischio di credito Aspetti organizzativi Sistemi di gestione, misurazione e controllo Tecniche di mitigazione del rischio di credito Attività finanziarie deteriorate 161 BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

5 Informazioni di natura quantitativa 162 A. Qualità del credito 162 B. Distribuzione e concentrazione del credito 167 C. Operazioni di cartolarizzazione e di cessione delle attività 172 Informazioni di natura qualitativa 172 Informazioni di natura quantitativa 174 D. Modelli per la misurazione del rischio di credito 178 Sezione 2 - Rischi di mercato Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza 179 Informazioni di natura qualitativa 179 A. Aspetti generali 179 B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo 179 Informazioni di natura quantitativa Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio bancario 188 Informazioni di natura qualitativa 188 A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo 188 B. Attività di copertura del fair value 190 C. Attività di copertura dei flussi finanziari 191 Informazioni di natura quantitativa Rischio di cambio 201 Informazioni di natura qualitativa 201 A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio 201 B. Attività di copertura del rischio di cambio 201 Informazioni di natura quantitativa Gli strumenti finanziari derivati 203 A - Derivati finanziari 203 B - Derivati creditizi 209 Sezione 3 - Rischio di liquidità 211 Informazioni di natura qualitativa 211 A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità 211 Informazioni di natura quantitativa 213 Sezione 4 - Rischi operativi 219 Informazioni di natura quantitativa 219 A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo 219 Parte F Informazioni sul patrimonio 221 Sezione 1 - Il patrimonio dell impresa 222 A Informazioni di natura qualitativa 222 B Informazioni di natura quantitativa 223 Sezione 2 - Il patrimonio ed i coefficienti di vigilanza Patrimonio di Vigilanza 225 A Informazioni di natura qualitativa 225 B Informazioni di natura quantitativa Adeguatezza patrimoniale 226 A Informazioni di natura qualitativa 226 B Informazioni di natura quantitativa 227 Parte H Operazioni con parti correlate Le società controllate e collegate a Banca delle Marche S.p.A Informazioni sui compensi degli Amministratori, dei Sindaci e dei Dirigenti Informazioni sulle transazioni con le parti correlate Altre Informazioni 238 Parte L Informativa di settore 239 Nota all informativa di settore 240 Allegato 243 Pubblicità dei corrispettivi di revisione contabile ai sensi dell Art. 160, Comma 1-Bis del D. LGS. 58/ BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

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7 La Banca delle Marche Consiglio di Amministrazione PRESIDENTE Michele Ambrosini (*) VICE PRESIDENTI Tonino Perini - Vicario(*) Lauro Costa (*) COMPONENTI Giuliano Bianchi (*) Bruno Brusciotti (*) Pio Bussolotto Francesco Calai Massimo Maria Cremona Walter Darini Eliseo Di Luca Germano Ercoli Marcello Gennari Mario Volpini Collegio Sindacale BANCA DELLE MARCHE S.pA. Albo delle banche n Gruppo bancario BANCA DELLE MARCHE Albo dei gruppi bancari n SEDE SOCIALE AD ANCONA Via Menicucci, 4/6 DIREZIONE GENERALE presso il Centro Direzionale di Fontedamo a JESI, Via Ghislieri, 6 Aree Territoriali in Jesi, Macerata, Pesaro e Roma Capitale sociale di Euro ,72 interamente sottoscritto C.F. e partita IVA Iscritta nel registro delle società presso il Tribunale di Ancona al n il C.C.I.A.A. Ancona n BANCA DAL 1841 Aderente al Fondo interbancario di tutela dei depositi PRESIDENTE Piero Valentini COMPONENTI EFFETTIVI Franco D'Angelo Marco Pierluca COMPONENTI SUPPLENTI Vincenzo Alviti Pietro Paccapelo Direttore Generale Massimo Bianconi Vice Direttori Generali Leonardo Cavicchia (vicario) Stefano Vallesi Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Paolo Arcangeletti Società di Revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A * Componenti del Comitato Esecutivo BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

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9 Relazione del Consiglio di Amministrazione sull andamento della gestione al 30 giugno 2010 Situazione individuale Capogruppo BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

10 1 - PROSPETTI DI BILANCIO D IMPRESA RICLASSIFICATI PROSPETTI RICLASSIFICATI Di seguito si riportano gli elementi di raccordo fra i dati degli schemi contabili obbligatori e quelli dei prospetti riclassificati al 30 giugno 2010 ed al 31 dicembre 2009 (ai sensi della Comunicazione Consob DEM/ del 28 luglio 2006). Stato Patrimoniale riclassificato (importi in migliaia di euro) Attivo voci 30/06/ /12/2009 Var. Ass. Var. (%) 10 Cassa e disponibilità liquide , Attività finanziarie detenute per la negoziazione, per la vendita e sino alla scadenza ,4 30 Attività finanziarie valutate al fair value Crediti verso banche ,7 70 Crediti verso clientela ,8 80 Derivati di copertura , Partecipazioni e attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione , Attività materiali + immateriali , Attività fiscali + altre attività ,1 Totale dell'attivo ,8 Passivo e Patrimonio Netto voci 30/06/ /12/2009 Var. Ass. Var. (%) 10 Debiti verso banche , Debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività valutate al fair value ,4 40 Passività finanziarie di negoziazione ,7 60 Derivati di copertura , Passività fiscali e altre passività ,2 110 Trattamento di fine rapporto del personale ,7 120 Fondi per rischi e oneri ,2 130 Riserve da valutazione , Capitale, Sovrapprezzi di emissione e Riserve ,8 200 Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) ,3 Totale del passivo e del patrimonio netto ,8 Metodologia di costruzione dello Stato Patrimoniale riclassificato Principali regole di classificazione: la voce dell Attivo Attività finanziarie detenute per la negoziazione, per la vendita e sino alla scadenza include le voci 20, 40 e 50 dello schema contabile; la voce dell Attivo Partecipazioni e attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione include le voci 100 e 140 dello schema contabile; la voce dell Attivo Attività materiali e immateriali include le voci 110 e 120 dello schema contabile; la voce dell Attivo Attività fiscali e altre attività include le voci 130 e 150 dello schema contabile; la voce dell Attivo Attività fiscali e altre attività include le voci 130 e 150 dello schema contabile; la voce del Passivo e del Patrimonio Netto Debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività valutate al fair value include le voci 20, 30 e 50 dello schema contabile; la voce del Passivo e del Patrimonio Netto Debiti Passività fiscali e altre passività include le voci 80 e 100 dello schema contabile; la voce del Passivo e del Patrimonio Netto Capitale, Sovrapprezzi di emissione e Riserve include le voci 160, 170 e 180 dello schema contabile. BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

11 Conto Economico riclassificato (importi in migliaia di euro) voci 30/06/ /06/2009 Var. Ass. Var. (%) Margine d'interesse , Commissioni nette ,8 Risultato da cessione o riacquisto di crediti, di attività finanziarie disponibili per la vendita o detenute fino a ,3 scadenza e di passività finanziarie Dividendi e risultati relativi alle partecipazioni ,7 Margine di intermediazione lordo ,2 130.a Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti ,1 130.b Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attività finanziarie Risultato della gestione finanziaria ,6 150.a Spese per il personale ,7 150.b Altre spese amministrative , Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali ,0 Spese di funzionamento ,5 190 Altri proventi e oneri di gestione ,6 240 Utili da cessione di investimenti ,0 160 Accantonamenti netti a i fondi per rischi e oneri ,2 Utile dell' operatività corrente ante imposte ,5 260 Imposte sul reddito d'esercizio ,1 Utile netto ,4 Metodologia di costruzione del Conto Economico riclassificato Principali regole di classificazione: la voce risultato da cessione o riacquisto di crediti, di attività finanziarie disponibili per la vendita o detenute fino a scadenza e di passività finanziarie include le voci 80, 90, 100 e 110 dello schema contabile; la voce dividendi e risultati relativi alle partecipazioni include le voci 70 e 210 dello schema contabile; la voce rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali include le voci 170 e 180 dello schema contabile. 2 - LO SCENARIO DI RIFERIMENTO 2.1 QUADRO ECONOMICO Dopo il manifestarsi dei primi timidi segnali nella seconda parte del 2009, si conferma la ripresa dell economia mondiale a doppia velocità nelle diverse aree anche nei primi mesi del Da un lato, i paesi emergenti stanno sperimentando una forte crescita della domanda interna e degli scambi commerciali, dall altro i paesi industrializzati beneficiano della crescente domanda estera, a fronte di una domanda interna che rimane relativamente debole. Tra le economie emergenti lo sviluppo è proseguito a tassi molto elevati in Asia e Brasile, e ha mostrato progressi in Russia e negli altri paesi dell Europa centrale e orientale. Gli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata hanno contenuto le pressioni inflazionistiche nei paesi avanzati, mentre in alcuni paesi emergenti i prezzi hanno accelerato. In base agli indicatori congiunturali più recenti, l espansione dell economia mondiale è proseguita anche nel secondo trimestre del 2010, a ritmi non discostanti da quelli registrati nel primo. Negli Stati Uniti la crescita del Pil ha perso in parte vigore nel secondo trimestre La stima preliminare del Bureau of Economic Analysis segnala, infatti, che nel secondo trimestre di quest anno il tasso di espansione del prodotto in termini reali è stato pari al 2,4% in ragione d anno, mentre il dato sulla crescita del primo trimestre è stato rivisto al rialzo dal 2,7% al 3,7%. Sebbene l incremento della spesa per consumi privati sia diminuito dal primo trimestre, gli investimenti delle imprese private hanno fatto registrare una rapida accelerazione. La crescita del Pil ha, inoltre, riflesso in parte un contributo positivo delle scorte, nonché dei consumi e degli investimenti pubblici. Per contro, l espansione è stata frenata dal contributo negativo dell interscambio commerciale, a causa di una marcata ripresa delle importazioni rispetto alle esportazioni. L inflazione al consumo a giugno si è attestata all 1,1%, riflettendo il rallentamento dei prezzi dell energia. Il tasso di disoccupazione è sceso al 9,5% nel mese di giugno principalmente per effetto della minore partecipazione al mercato del lavoro. La Federal Reserve ha confermato l intervallo obiettivo per il tasso d interesse sui federal funds, compreso tra lo 0% e lo 0,25%, ribadendo l intenzione di mantenerlo invariato per un periodo di tempo prolungato. 1 BCE, Bollettino mensile, Andamenti economici e monetari, Agosto 2010 BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

12 In Giappone, la notevole crescita delle esportazioni (+27,6% nel primo quadrimestre 2010) e una domanda interna che ha potuto beneficiare di politiche fiscali di sostegno ai consumi (+1,7%) rappresentano il motore della consistente ripresa del Pil (+5% in ragione d anno nel primo quadrimestre 2010) realizzata congiuntamente a un rilancio del ciclo delle scorte 2. Il flusso delle esportazioni verso la Cina e il resto dell Asia è tornato su livelli precedenti alla crisi, mentre una sostanziale stagnazione caratterizza le esportazioni verso gli Usa e l Europa. Gli indicatori congiunturali più recenti segnalano un attenuazione della crescita nel secondo trimestre. Il tasso di disoccupazione ha continuato ad aumentare in maggio, seppur marginalmente, attestandosi al 5,2%, un livello elevato per il mercato del lavoro giapponese. In base alle più recenti evidenze, l attività economica nei paesi emergenti dell Asia è rimasta sostenuta anche nel secondo trimestre dell anno, in virtù della forte espansione delle esportazioni e della domanda privata interna, con contestuale diminuzione della spesa pubblica in alcune economie. In tale contesto in Cina, paese che sta trainando l economia mondiale nella fase di ripresa ciclica, il Pil è aumentato del 10,3% nel secondo trimestre sul corrispondente periodo del 2009, contro l 11,9% del primo trimestre, segnando un lieve raffreddamento dell economia. Parte della decelerazione nella crescita è ascrivibile all introduzione di interventi mirati di politica economica volti a rallentare lo sviluppo degli investimenti in costruzioni ritenuto eccessivo. I consumi, al contrario, hanno continuato la loro ascesa sospinti dalla ripresa dell occupazione derivante dalla crescita economica e dell aumento dei salari minimi, attuato dopo una delicata fase di disordini di carattere sociale. L inflazione al consumo si è attestata al 2,9% nel mese di giugno. In America Latina il ritmo di crescita dell attività economica è rimasto nel complesso sostenuto, mentre l inflazione ha mostrato andamenti contrastanti. In Brasile, nel secondo trimestre 2010, la produzione industriale è aumentata del 14,8% su base annua e l inflazione sui prezzi al consumo si è attestata al 4,8%. Reagendo alla rapida ripresa economica il Banco Central do Brasil ha innalzato il tasso base di riferimento al 10,75%. Tra aprile e maggio 2010 l economia dell Area Euro è stata pesantemente colpita dalla crisi dei debiti sovrani, che ha interessato in modo conclamato lo stato greco; tale crisi ha portato alla luce la fragilità delle condizioni aggregate e ha condotto verso un rapido mutamento nella combinazione delle politiche monetarie e fiscali, con negativi riflessi sul deprezzamento dell euro. Il piano europeo di salvataggio esteso a tutti i Paesi dell Unione ha, comunque, evitato che la crisi dei titoli sovrani contagiasse l economia reale attraverso misure di politica monetaria di natura straordinaria. I paesi europei hanno scelto di adottare una più rigorosa disciplina nella gestione della finanza pubblica, con un maxi piano triennale di azione definito a inizio maggio, al fine di riportare i bilanci dello Stato su livelli sostenibili entro il Le politiche di bilancio adottate e il deprezzamento dell euro, sceso a inizio giugno fino a quota 1,19 sul dollaro, risalito a 1,30 nel giro di pochi giorni registrando nella media del mese una quotazione pari a 1,22 (-2,6% su maggio 2010), hanno agito in modo asimmetrico all interno dell UEM, acuendone le differenze, come testimoniato dagli ultimi dati relativi ai tassi di crescita del Pil. Risultano maggiormente colpiti i paesi bersaglio della crisi, che hanno anticipato a quest anno il processo di aggiustamento del bilancio pubblico tra cui Spagna (Pil +0,2% sul primo trimestre 2010), Portogallo (+0,2%) e Grecia (-1,5%), mentre il deprezzamento dell euro ha favorito i paesi con maggior quote di mercato al di fuori dell EUM, in primis la Germania. Nel secondo trimestre il Pil tedesco è, infatti, cresciuto del 2,2% rispetto al trimestre precedente, sostenuto da investimenti ed esportazioni, con un espansione su base annua del 3,7% che ha trainato anche la ripresa in Europa. Il superamento delle fragilità degli equilibri economici dei paesi europei rimane fortemente vincolato all introduzione di riforme strutturali volte al risanamento dei conti pubblici e a generare crescita e occupazione. L alta volatilità dei cambi contribuisce a disorientare le aspettative degli operatori economici e contribuisce a indebolire la ripresa concentrata sull export. Nel secondo trimestre del 2010 il Pil dell Area Euro è cresciuto dell 1% 3 rispetto al precedente trimestre sostenuto dal surplus della bilancia commerciale con il resto del mondo pari nel mese di giugno 2010 a 2,4 miliardi di euro, rispetto ai 5,2 miliardi del giugno 2009, con incrementi delle esportazioni e delle importazioni rispettivamente del 27% e 31%. I consumi privati hanno ristagnato (-0,1%) e gli investimenti hanno continuato a ridursi (-1,2%) 4. A giugno, l inflazione si attesta all 1,4% mentre il tasso di disoccupazione al 10%. Il prodotto interno lordo dell'italia nel secondo trimestre del 2010 è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,1% rispetto allo stesso periodo del , valore più alto dall'inizio della crisi, risultato di un aumento del valore aggiunto dell'industria e dei servizi e di una diminuzione per l'agricoltura. L Italia, quindi, ha agganciato la ripresa, come testimonia l accelerazione della produzione industriale che a giugno è cresciuta dello 0,6% 6 rispetto al mese precedente (+8,2% è la variazione su giugno 2009). Le esportazioni italiane sono ripartite con slancio (+12,6% 7 nel primo semestre 2010 rispetto al corrispondente periodo del 2009), tanto da essere in grado di ristringere la forbice con gli scambi internazionali che dovrebbe chiudersi 2 ABI Monthly Outlook, Luglio Eurostat e Statistiche dell Area Euro, Bollettino Mensile BCE, Agosto Fonte Eurostat ed elaborazioni BCE, dati al primo trimestre Confindustria Congiuntura Flash Luglio ISTAT, Comunicato stampa Indice della produzione industriale, 06 Agosto ISTAT, Comunicato stampa Commercio con l estero, 12 Agosto BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

13 nei prossimi mesi. Tale convergenza è legata all intensità della ripresa del mercato europeo (rappresentativo del 70% del mercato di destinazione dell export italiano) e alla capacità dell Italia di ampliare le quote nei mercati più dinamici, principalmente gli asiatici (rappresentativi solo del 9% scarso delle vendite italiane all estero). A differenza di altri paesi europei il tasso di disoccupazione in Italia non ha raggiunto la punta massima (+8,5% a giugno contro il +10% dell Area Euro), sebbene nel primo quadrimestre 2010 si conferma ancora importante il ricorso al CIG che ha interessato in media l equivalente di quasi 400 mila occupati a tempo pieno. Le attese di disoccupazione dei consumatori rimangono elevate con negativi riflessi sull andamento dei consumi, che continueranno a essere penalizzati anche da una crescita del reddito disponibile modesta e dall incertezza sul valore della ricchezza finanziaria e sul debito pubblico. L inflazione in Italia rimane stabile su valori contenuti (1,5% a giugno) e, al netto degli energetici e dell alimentare, dovrebbe mantenersi al di sotto del 2% per tutto l anno in corso SISTEMA BANCARIO NAZIONALE I mercati azionari hanno interrotto il trend di recupero iniziato nel corso del 2009 registrando nel primo semestre 2010 una perdita mediamente posizionata intorno al 10% su tutti i mercati, con una flessione più evidente per i titoli del settore finanziario. In Italia il ritmo di crescita dei prestiti bancari al settore privato 8 ha continuato a mantenersi positivo (+2% 9 la crescita tendenziale a giugno 2010), con un flusso netto di nuovi prestiti di 71 miliardi di euro. I prestiti alle società non finanziarie alle famiglie segnano una crescita tendenziale del +1,7%, esclusivamente attribuibile alla componente a medio lungo scadenza (+3,9%), in accelerazione anche per effetto di un rallentamento meno marcato del mercato immobiliare rispetto agli altri paesi europei, stante la flessione del comparto a breve termine (-3,8%). Il settore immobiliare, in particolare, ha beneficiato delle decisioni di investimento delle famiglie che hanno anteposto il mercato immobiliare a quello finanziario, a causa del permanere di forti incertezze di carattere generale. L incertezza della ripresa congiunturale si è riflessa sull andamento del credito erogato alle imprese non finanziarie, con volumi a maggio ancora in contrazione (-1,5%), coerentemente a quanto evidenziato per il resto dei paesi europei, per lo più riconducibile alle esigenze di ristrutturazione del debito e alle esigenze collegate al capitale circolante, mentre risulta in flessione la domanda di fondi finalizzati agli investimenti produttivi. La dinamica tendenziale dei finanziamenti erogati alle famiglie consumatici e produttrici si attesta al +7,8%. Alla fine del mese di maggio, ultimo dato disponibile, la qualità dell attivo è ulteriormente peggiorata: le sofferenze lorde raggiungono quota 67 miliardi di euro con un incremento tendenziale del 40%, con crescite che hanno interessato in particolare le società non finanziarie (sofferenze lorde 44 miliardi, +42,9% la variazione annua), e le famiglie produttrici e consumatrici (sofferenze lorde per oltre 22 miliardi di euro, +34%). Il rapporto sofferenze nette / impieghi totali raggiunge il 2,14%. Nello stesso mese la raccolta denominata in euro del totale delle banche italiane 10, trainata in particolar modo dalla componente obbligazionaria, ha segnato una crescita annua del 5,9%, pari a circa 44 miliardi di euro in più. Il contenuto costo opportunità della liquidità, la marcata contrazione dei rendimenti offerti da forme di investimento alternative e il perdurare del contesto di incertezza che caratterizza il panorama economico hanno spinto le famiglie a preferire componenti di risparmio a breve termine (depositi +9,8%), con particolare interesse verso operazioni pronti contro termine (variazione annua +50%). Le obbligazioni bancarie, viceversa, risultano sostanzialmente stabili (+0,5%). A fronte di un tasso di policy rimasto stabile all 1% e di un modesto incremento dei tassi di mercato monetario a giugno 2010 lo spread fra tassi sui prestiti e tassi sulla raccolta rimane contenuto. L incremento dei tassi bancari sugli impieghi è moderato, mentre i tassi sulla raccolta si confermano sostanzialmente stabili rispetto al mese precedente. Il tasso medio ponderato sui prestiti a famiglie e società non finanziarie risulta, infatti, in flessione e su valori di minimo storico, collocandosi al 3,66% (-65 basis points su giugno 2009) 11, così come risultano in diminuzione anche i tassi sulle nuove operazioni. La remunerazione media della raccolta bancaria da clientela (misurata dal rendimento dei depositi, delle obbligazioni e delle operazioni in pronti contro termine in euro applicati a famiglie e società non finanziarie) si è mantenuta, viceversa, sostanzialmente stabile nel corso semestre (1,44%), anche se in flessione sul giugno 2009 (-40 basis points). L effetto congiunto dei fenomeni descritti ha determinato quindi un ulteriore restringimento della forbice bancaria rispetto al Lo spread da clientela si attesta a 222 basis points (-25 punti base rispetto a giugno 2009). 8 Altri residenti in Italia: società non finanziarie, famiglie consumatrici, famiglie produttrici, Istituzioni senza scopo di lucro, assicurazione e fondi pensioni e altre istituzioni finanziarie. ABI Monthly Outlook, Luglio I tassi di crescita indicati sono al netto dell effetto dovuto alla riemersione dei finanziamenti cartolarizzati. 10 Rappresentata dai depositi a clientela residente (depositi in conto corrente, depositi con durata prestabilita, depositi rimborsabili con preavviso e pronti contro termine) e dalle obbligazioni. A causa del recepimento del Regolamento BCE/2008/32 dal mese di giugno la rilevazione tiene conto dal lato del passivo delle banche dello scorporo dal comparto delle obbligazioni dei titoli sottoscritti dal mercato (circa 30 miliardi) e l incremento dal lato dell attivo dei finanziamenti a medio lungo termine per circa 60 miliardi, con contestuale riduzione del portafoglio titoli per circa 30 miliardi, determinando, di fatto, un salto nella serie storiche degli aggregati. ABI Monthly Outlook su dati segnalazioni SI-ABI, Luglio Dati segnalazioni SI-ABI, Luglio 2010 BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

14 Gli ultimi dati sulla consistenza del totale delle attività finanziarie delle famiglie italiane indicano una variazione annua positiva del 2% con incremento della liquidità (+2,5% rispetto al corrispondente periodo del 2009), dei prodotti assicurativi ramo vita, fondi pensione e TFR (+8,1%), delle azioni e partecipazioni (+3,5%) e delle quote di fondi comuni (+16,6%). Risultano, viceversa, in flessione le obbligazioni pubbliche e private (-7,1%). Nei primi sei mesi del 2010 i finanziamenti leasing erogati 12, risultati nel 2009 in diminuzione del 30% in termini di numero dei contratti e del 33% in termini di valore degli stessi, segnano una ripresa nell ordine del 4,5% e del 5,6% rispettivamente. In tale ambito si registrano andamenti positivi del settore strumentale (+9,8% e +20,1% la variazione annua in termini di numero e valore dei beni) e mobiliare (4,9% e +8,5%). Con variazioni contrapposte il comparto immobiliare (-6,5% per i contratti ma +0,8% in termini di valore) e il comparto dell auto, cresciuto in termini di numero dei contratti (+1,7%), in flessione nel valore degli stessi (-2,1%). Nel mese di giugno i corsi azionari internazionali hanno mostrato dinamiche flettenti: Standard & Poor s 500-3,7% sul medio mensile di maggio (-9% da inizio anno), Nikkei 225-3,1% sul medio mensile di maggio (-11,9% da inizio anno). In ambito europeo l indice FTSE MIB ha registrato una flessione dello 0,7% (-18% da inizio anno). La capitalizzazione complessiva del mercato azionario italiano segna una riduzione di 5,5 miliardi di euro, pur mantenendo su base tendenziale una variazione positiva (+10,5%). La capitalizzazione del settore bancario si attesta a 96,4 miliardi di euro (119,9 miliardi di euro al 31 dicembre 2009). Ultime evidenze relative alla consistenza del totale dei titoli a custodia (sia in gestione che detenuti direttamente dalla clientela) presso le banche italiane mostrano a maggio 2010 volumi per miliardi di euro, circa 29 miliardi in più su maggio 2009, di cui circa il 45% detenuti dalle famiglie consumatrici (-3% la variazione annua). Le gestioni patrimoniali, stante gli ultimi dati esposti dal Bollettino Banca d Italia, a marzo 2010 si collocano a 92,5 miliardi di euro (+21% su base annua). Alla fine del primo trimestre 2010 complessivamente il patrimonio delle gestioni patrimoniali individuali delle banche, delle SIM e degli O.I.C.R. in Italia è risultato pari a 412,7 miliardi di euro (+24% rispetto allo stesso trimestre del 2009). Il patrimonio dei fondi comuni e sicav aperti di diritto italiano ed estero, a giugno pari a 441,3 miliardi di euro, segna una lieve contrazione sul mese precedente (3 miliardi di euro) che, tuttavia, non ha determinato un inversione di tendenza nell andamento annuo dell aggregato (+10%). Risulta in flessione anche il flusso di raccolta netta (-1,2 miliardi di euro), anche se da inizio anno si registrano ancora flussi postivi per 2,5 miliardi di euro (-13,5 il flusso nel primo semestre 2009) accompagnata da un processo di ristrutturazione dell offerta, con uscita da asset class penalizzati dai bassi livelli dei rendimenti monetari (fondi obbligazionari a breve termine e monetari) a favore di fondi obbligazionari a medio lunga scadenza e fondi azionari. In ambito bancassicurazione, nel primo semestre 2010 è proseguita la crescita per la raccolta vita: 13 i premi relativi a nuove polizze sulla vita sono ammontati a 42,1 miliardi di euro (+38,6%), di cui 27,4 miliardi intermediati da sportelli bancari e postali (+38,1% sul primo semestre 2009). In relazione alla tipologia di prodotti collocati i dati a disposizione segnano il significativo collocamento di polizze linked, con premi nel complesso più che quadruplicati, con particolare rilievo delle index-linked QUADRO ECONOMICO E SISTEMA BANCARIO REGIONALE L industria manifatturiera delle Marche chiude il secondo trimestre il 2010 con un ulteriore recupero dell attività produttiva e commerciale rispetto ai primi mesi dell anno. Secondo l indagine congiunturale del secondo trimestre la produzione industriale ha registrato un incremento del 5,6% sullo stesso trimestre del 2009, con variazioni positive che hanno interessato tutti i principali settori dell economia regionale, ad eccezione dei Minerali non metalliferi (-6,9%) e del Legno e del mobile (- 1,1%). Variazioni positive, quindi, sono state registrate dai settori della Meccanica (+12,4%), dell Alimentare (+7,7%), del Tessile e Abbigliamento (+1,3%), delle Calzature (+3,4%) e della Gomma e Plastica (+3,8%). L attività commerciale sale del 5,5%, con andamenti positivi sia del mercato interno (+2,7%), con variazioni negative soltanto per il settore Minerali non metalliferi (-7,2%), Tessile Abbigliamento (-2,4%), sia del mercato estero (+9%), con risultati positivi per tutti i principali settori ad eccezione dei Minerali non metalliferi (-3,4%), Tessile e Abbigliamento (-1%) e del Legno e del Mobile (-5%). Nella media del trimestre aprile-giugno 2010, i livelli occupazionali hanno registrato una sostanziale stabilità (+0,1%). In ulteriore aumento gli interventi di Cassa Integrazione, passati da 1,5 milioni di ore circa del secondo trimestre 2009 a 3,3 milioni di ore del secondo trimestre 2010 (+126,4%). A marzo 2010 i prestiti bancari 15 nelle Marche sono tornati a crescere (+1,4% sui dodici mesi). I finanziamenti alle famiglie consumatrici hanno accelerato al 4,3%, dal 3,4% di dicembre 2009; la contrazione del credito alle imprese si è attenuata (-2,9%; -3,4% alla fine del 2009). Nello stesso periodo i depositi bancari delle famiglie consumatrici e delle imprese marchigiane sono risultati pressoché stazionari rispetto ai dodici mesi prima (-0,6%), a fronte di una crescita in Italia. 12 Fonte Assilea, statistiche mese di giugno ANIA Trends, Nuova Produzione Vita, Settore Polizze Individuali, Giugno Confindustria Marche, Indagine Congiunturale II Trimestre 2010 Aprile Giugno Banca d Italia, Economie Regionali: L andamento del credito nelle Marche nel primo trimestre 2010, Luglio BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

15 La contrazione dei depositi delle famiglie è diventata meno accentuata (-2,3%, dal -3,9% del dicembre 2009), mentre i depositi delle imprese hanno accelerato al 5,9% PROSPETTIVE PER IL SEMESTRE SUCCESSIVO Le condizioni macroeconomiche che hanno caratterizzato il primo semestre 2010 a livello europeo lasciano intravedere un rinvio dell eventuale innalzamento dei tassi di interesse di politica monetaria nell UEM al quarto trimestre 2011 e in misura molto graduale 16. La ripresa per l UEM rimarrà agganciata alla domanda estera proveniente, in primis, dalle grandi economie asiatiche, con positivi ma ancora modesti trasferimenti dalle esportazioni agli investimenti. L adozione di politiche fiscali restrittive andrà a penalizzare la formazione di reddito disponibile delle famiglie e concorrerà a mantenere la spesa per consumo privato su livelli contenuti. La ripresa ciclica continuerà ad essere caratterizzata da un tasso di disoccupazione lento a scendere e da una scarsa dinamica dell occupazione: il tasso di disoccupazione a livello di area rimarrà, infatti, prossimo al 10% nel Le esportazioni saranno il traino della crescita anche nel nostro Paese, che vedrà riprendere gli investimenti, nonostante il grado di utilizzazione degli impianti ai minimi storici. Oltre all espansione delle esportazioni gli investimenti saranno sospinti dalla necessità di rafforzare la posizione competitiva delle imprese; il recupero degli investimenti riguarderà in particolare i macchinari e i mezzi di trasporto, mentre gli investimenti in costruzione continueranno a rimanere deboli, nonostante un leggero recupero della componente residenziale. La forte incertezza che caratterizza l attuale quadro economico inficerà la spesa delle famiglie: fino alla fine dell anno i consumi risulteranno penalizzati anche dal rafforzamento della moneta unica sul dollaro e dall aumento atteso dei prezzi interni, in particolare dei prodotti alimentari e di quelli energetici. Sul fronte dei mercati finanziari per la seconda parte dell anno si conferma una sostanziale tenuta delle componenti liquide della raccolta, a causa del perdurare dell incertezza sui mercati. Si attende, inoltre, un aumento della domanda di componenti a medio lungo termine per effetto del rientro di capitali tramite scudo fiscale che, dapprima collocati in pronti contro termine, saranno riversati in strumenti di risparmio più a medio termine, in primis obbligazioni. Il miglioramento di tutte le componenti della domanda, insito nel momento congiunturale più favorevole, dovrebbe tradursi in una ripresa del credito al settore privato, trainato principalmente dalla componente riferita all acquisto di abitazioni (tasso di crescita annuo degli impieghi oltre un anno +7,7%). La domanda di credito delle imprese (+2,2% a fine 2010), favorita anch essa dal miglioramento congiunturale, riguarderà prevalentemente la componente a breve termine, legata alla copertura del fabbisogno del capitale circolante (+2,5% a fronte di -8,5% a fine 2009), mentre il segmento a medio lungo termine rimarrà depresso dalla debolezza degli investimenti in macchinari e in costruzioni non residenziali. Le riduzioni attese, che dovrebbero riguardare sia la forbice bancaria che lo spread di intermediazione, accompagnate a ritmi contenuti dal lato dei volumi di intermediazione comporteranno una riduzione del margine di interesse per l anno in corso. Inoltre le performance negative sui mercati finanziari conseguite nella prima parte dell anno, che hanno ridotto anche il contributo alla formazione del reddito dell attività di trading, verranno solo in parte controbilanciate da positivi risultati sui ricavi da servizi. Il margine di intermediazione dovrebbe, pertanto, posizionarsi su livelli di flusso inferiori rispetto all anno precedente. Anche quest anno continueranno a pesare significativamente sulla redditività delle banche gli accantonamenti che derivano dal deterioramento del portafoglio crediti. Sono attese in crescita, infatti, sia le nuove sofferenze che le rettifiche su crediti da imputare in conto economico. L andamento delle suddette componenti lasciano, pertanto, intravedere un risultato di gestione complessivo per il sistema bancario nazionale in contrazione rispetto al Il percorso di recupero della redditività risulterà graduale confermando uno scenario in cui il ROE di sistema difficilmente tornerà sui livelli raggiunti negli anni precedenti la crisi finanziaria. 16 Prometeia Rapporto di Previsione, Luglio BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

16 2.5 - SCENARIO NORMATIVO Nel primo semestre 2010 sono entrati in vigore numerosi provvedimenti normativi e regolamentari che hanno impattato in misura significativa sulla revisione dei processi aziendali. Sul fronte della normativa primaria (legge e Decreti) il sistema bancario ha recepito la Direttiva 2007/64/CE sui Sistemi di pagamento (PSD) con il D. Lgs. 27 gennaio 2010 n. 11. L atteso recepimento della Direttiva 2008/48 CE in materia di credito al consumo non è ancora concluso, di conseguenza al momento è disponibile solo la versione in consultazione predisposta dal Ministero delle Economia - Dipartimento del Tesoro. Per quanto riguarda la normativa secondaria è in fase di completamento l entrata in vigore delle disposizioni di vigilanza emanate nel 2009 relativamente all Usura e alla Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. La Banca d Italia e la Consob hanno, inoltre, emanato numerosi provvedimenti, alcuni dei quali con forte impatto sull operatività bancaria, i cui effetti si estenderanno sull organizzazione e sull operatività bancaria anche nel corso del secondo semestre Di seguito se ne ricordano i principali. Normativa primaria DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010 n. 11 Attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, e che abroga la direttiva 97/5/CE. Il decreto rappresenta il recepimento della direttiva comunitaria in materia di Sistemi di pagamento (PSD) che ha avuto lo scopo di: sostenere la creazione di un mercato unico europeo dei servizi di pagamento retail definendo una corrispondente cornice giuridica unitaria; aumentare la concorrenza tra gli operatori e tra i mercati nazionali dei pagamenti e garantire parità di condizioni; accrescere trasparenza sia per i prestatori che per gli utenti; standardizzare diritti e obblighi per i prestatori e gli utenti dei servizi di pagamento. Il decreto ha avuto impatti su tutti i servizi di pagamento, ad eccezione degli assegni e degli effetti cartacei, effettuati all interno della UE in euro o nelle altre divise degli stati membri, imponendo comportamenti uniformi con il sistema internazionale. DECRETO LEGISLATIVO 04 MARZO 2010 N. 28 Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali Il provvedimento legislativo ha definito le modalità di ricorso alle procedure di risoluzione stragiudiziale allo scopo di rendere più semplice e meno onerosa la risoluzione di determinate controversie, tra cui quelle in materia di contratti assicurativi, bancari e finanziari, individuando, tra l altro, alcune materie per cui il ricorso alla mediazione sarà obbligatorio e pregiudizievole per il ricorso al giudice. Il decreto è entrato in vigore lo scorso 20 marzo, fatta eccezione per le disposizioni contenute nell art. 5, comma 1, in tema di mediazione obbligatoria che entreranno in vigore il 20 marzo 2011, e saranno applicabili ai processi avviati successivamente a tale data. DECRETO LEGGE N. 78 DEL 31/05/ Decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica Principali modifiche introdotte in materia di contrasto al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo internazionale In base al Decreto Legge n. 78 del 31 maggio 2010, che rappresenta la manovra fiscale del 2010, sono state introdotte alcune novità tra cui il prelevamento del 10% dell importo dei bonifici legati a ristrutturazioni o altre agevolazioni fiscali da effettuarsi in sede di accredito del bonifico e da versare all erario e l obbligo del codice fiscale anche per soggetti non residenti al fine di poter intrattenere rapporti con banche italiane. L art. 20 del suddetto decreto ha introdotto una serie di modifiche all art. 49 del Decreto Legislativo 231/07 antiriciclaggio - tra cui si segnalano quelle relative all introduzione di nuovi limiti di importo per i trasferimenti in euro o valuta estera di denaro contante, titoli al portatore, compresi libretti di deposito bancari o postali (libretti e certificati di deposito, titoli di Stato, ecc), per il saldo limite di libretti di deposito al portatore, per l emissione e la gestione degli assegni bancari e degli assegni circolari non trasferibili e in forma libera. BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

17 Normativa Secondaria BANCA D ITALIA - Aggiornamento delle Istruzioni di vigilanza in materia di Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari a seguito della pubblicazione del D.Lgs. n. 11/2010 (recepimento PSD) e Aggiornamento delle Istruzioni di vigilanza in materia di Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari con la pubblicazione dei metodi di calcolo dell ISC per i conti correnti per i consumatori. Le due integrazioni sono diventate operative nel primo semestre, mentre si attende per il secondo semestre 2010, dopo il recepimento della direttiva 2008/48/CE, l aggiornamento delle Istruzioni di Vigilanza per la parte relativa al credito al consumo. BANCA D ITALIA Istruzioni per la rilevazione dei Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) ai sensi della legge sull usura (G.U. n. 200 del 29/08/09) Nel primo semestre è entrata in vigore la parte relativa alla rilevazione degli oneri di mediazione (MED) da comunicare alla Banca d Italia in sede di invio delle segnalazioni trimestrali. Provvedimento della Banca d Italia recante le disposizioni attuative per la tenuta dell archivio unico informatico (AUI) art. 37 e ss del D.Lgs. 231/07 Tra le novità introdotte dal provvedimento, diventato operativo a partire dal 1 giugno 2010, si segnalano: l AUI diventa fonte di prova nei procedimenti penali l inserimento in AUI del titolare effettivo l introduzione di nuove modalità di registrazione delle società prodotto. ISVAP Regolamento n. 35 del 26 maggio Regolamento concernente la disciplina degli obblighi di informazione e della pubblicità dei prodotti assicurativi, di cui al titolo XIII del decreto legislativo 7 settembre 2005, n codice delle assicurazioni private. Il regolamento, che avrà impatto nel secondo semestre 2010, regola in maniera puntuale e stringente i conflitti di interesse. Ciò comporterà tra l altro la revisione di alcune modalità di gestione di prodotti per cui è prevista la stipula di polizze con vincolo a favore delle banche emittenti/collocatarie. Sostegno alle PMI: Avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio accordo tra MEF ABI ed associazioni di rappresentanza delle imprese E stato prorogato fino al 31 gennaio 2011 l accordo che prevedeva per le banche la possibilità di concedere: una sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale dei mutui; una sospensione per 12 mesi della quota capitale implicita nel leasing immobiliare o di 6 mesi in caso di leasing mobiliare; allungamento a 270 giorni dei crediti a breve per sostenere le esigenze di cassa. Pertanto possono essere presentate entro tale data domande per operazioni che non hanno già fruito della sospensione o allungamento. CONSOB Delibera n del 12 marzo Comunicazioni dati e notizie alla Consob da parte dei soggetti vigilati. La delibera aggiorna e ridefinisce gli obblighi, a suo tempo previsti dalla Delibera n , di comunicazione di dati e notizie per gli intermediari e le imprese d investimento. Le nuove disposizioni prevedono un maggior coinvolgimento sia degli organi di vertice, sia delle Funzioni di Controllo (Compliance, Controllo del rischio e Revisione Interna). CONSOB Delibera n del 12 marzo Adozione del regolamento recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate e Delibera n del 23 giugno 2010 Modifica al Regolamento n in materia di operazioni con Parti correlate e al regolamento del 29 ottobre 2007 concernente la disciplina dei mercati. Il regolamento CONSOB n del 12 marzo 2010: Adozione del regolamento recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate stabilisce che gli organi di amministrazione delle banche devono adottare regole che assicurino la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate e le rendono note nella relazione sulla gestione. Lo stesso Regolamento classifica le operazioni con parti correlate in due macro categorie, di maggiore e di minore rilevanza, con ciascuna un diverso iter deliberativo, prevedendo altresì in tutto o in parte, casi di esenzione dall applicazione della disciplina. Per consentire alle società di adeguare le procedure interne alla nuova normativa, è previsto un regime transitorio suddiviso in due scadenze: 1 dicembre 2010 regime di trasparenza ed efficacia: consiste nell individuare tutte le operazioni di maggiore e minore rilevanza predisponendo anche il richiesto documento di trasparenza; 1 gennaio 2011 entrata in vigore dei nuovi meccanismi decisionali e di efficacia: consiste nell applicazione degli iter deliberativi e nella determinazione delle operazioni rilevanti anche tramite cumulo. BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

18 3 - ANDAMENTO DELLA GESTIONE OBIETTIVI STRATEGICI E RISULTATI DEL SEMESTRE In coerenza e continuità con il 2009, nel primo semestre 2010 l impegno della Banca è stato ancora rivolto, da un lato, al mantenimento degli equilibri di liquidità, di redditività e di patrimonializzazione, dall altro, al sostegno all economia reale dei territori di proprio insediamento, in un contesto caratterizzato ancora da numerose incertezze legate alla lenta ripresa dei mercati finanziari e alla debolezza dell economia reale. Nel contempo sono state avviate le iniziative strategiche individuate dal Piano Industriale , approvato dal Consiglio di Amministrazione il 21 dicembre 2009, concepito e costruito a scorrimento degli esercizi aziendali, aggiornato in coerenza e continuità con quello del triennio per quanto riguarda le linee guida, gli obiettivi, le modalità di valorizzazione e sviluppo degli aggregati patrimoniali e reddituali. Con il Piano Industriale la Banca ha rafforzato, i principi di autonomia, crescita sostenibile e vocazione al modello di Banca Retail da perseguire, mantenere nel medio periodo e far evolvere nel rispetto degli obiettivi dell equilibrio patrimoniale e di liquidità strutturale. Gli obiettivi di equilibrio patrimoniale ed equilibrio di liquidità strutturale sono stati perseguiti, senza peraltro il ricorso a mezzi straordinari messi a disposizione da provvedimenti pubblici (Tremonti Bond). Nonostante il perdurare delle difficoltà legate all andamento negativo della congiuntura e dei mercati e l impatto sui processi aziendali derivante dall adeguamento richiesto dalle numerose novità normative, la Banca ha raggiunto risultati di assoluto rilievo esprimendo un ROE del 9,3% e consolidando il livello del Tier 1 Ratio (8,66%) e Total Capital Ratio (12,39%). La presenza, in molti casi storica, sui mercati di riferimento si è ulteriormente consolidata ed è stata fortemente rivolta al sostegno dell economia e delle piccole e medie imprese e delle famiglie, con l ausilio della rinnovata struttura organizzativa della Rete Commerciale definitivamente strutturata in 15 Zone individuate su tutto il territorio servito al fine di rafforzare il presidio commerciale. A fronte delle numerose iniziative proposte a livello nazionale a sostegno dell economia e del reddito delle famiglie in difficoltà, la Banca ha rimodulato la propria offerta con prodotti e interventi a carattere anche sociale, volti al concreto supporto della propria clientela avvalendosi anche della collaborazione di enti pubblici, in particolare la Regione Marche e le province, e delle associazioni di categoria, aderendo anche alla convenzione siglata nel 2009 tra l Associazione Bancaria Italiana e la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) con l intento di canalizzare le somme messe a disposizione del sistema bancario dalla CDP alle Piccole e Medie Imprese servite. Contestualmente è proseguita l attività di raccolta diretta di fondi BEI da impiegare in favore di progetti promossi da piccole e medie imprese operanti nello stesso territorio di riferimento di Banca delle Marche. Sul fronte delle attività di approvvigionamento sul mercato per il reperimento delle risorse da impiegare in favore delle imprese e delle famiglie, La Banca ha sfruttato la possibilità di utilizzare titoli abs emessi a fronte di proprie cartolarizzazioni, in operazioni di rifinanziamento principale con la BCE. Nel corso del semestre, inoltre, la Banca ha avviato il processo di strutturazione di un Programma di Covered Bond e la prima emissione nell ambito dello stesso, perfezionata poi nel mese di luglio, tramite il riacquisto, pro soluto e in blocco, del portafoglio crediti dalla Società Veicolo Marche Mutui 3, procedendo in tal modo alla chiusura anticipata della cartolarizzazione attraverso il rimborso integrale dei titoli. Sul tema liquidità in applicazione delle direttive contenute nella Liquidity Policy e in conformità alle disposizioni di Vigilanza, considerando anche la particolare situazione dei mercati finanziari, la Banca ha continuato a finanziare la crescita degli impieghi all economia con lo sviluppo della raccolta da clientela, per consentire una riduzione del ricorso al mercato interbancario in tutte le scadenze ed è stata in grado di contenere la posizione debitoria sull interbancario, e di ridimensionare l esposizione globale, con l intento di mantenere tale equilibrio anche nel prossimo triennio. Dal lato della raccolta, quindi, considerate anche le incertezze e le diverse forme di instabilità espresse dai mercati finanziari, è proseguita con maggiore consapevolezza, l offerta di raccolta tradizionale tradotta, sul breve termine, nel restyling dei conti correnti a pacchetto e nella diffusione dei depositi a risparmio vincolati, articolata, sul medio termine, nell emissione di obbligazioni bancarie, tutti finalizzati a proporre adeguate risposte in termini di sicurezza e rendimento. Dal lato delle strategie e delle politiche creditizie, sintetizzate in un apposito documento di Loan Policy, approvata dal Consiglio di Amministrazione del 4 giugno 2008, ulteriormente arricchito da una specifica policy sul rischio di concentrazione approvata l 8 aprile 2009, la Banca ha inteso indirizzare e disciplinare i processi di affidamento del credito e di offerta dei prodotti, valutando la congruità della generale politica dei fidi riguardo alla loro performance e al rispetto di logiche di ottimizzazione delle combinazioni rischio/rendimento. La Banca intende, pertanto, perseguire i propri obiettivi di espansione commerciale di servizio alla clientela mantenendo un adeguata diversificazione del portafoglio e limitando la concentrazione delle esposizioni su singole controparti o gruppi e su specifici settori di attività; ciò nell ambito di un efficiente selezione della clientela affidata sulla quale procedere a un accurata analisi del merito creditizio. BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

19 In questo ambito la Banca ha introdotto il sistema interno di rating che consente di orientare consapevolmente le modalità di definizione dei prezzi e di erogazione del credito, proponendo nuovi modelli di delega dei poteri di delibera in funzione della qualità della controparte e/o del prodotto finanziato. Il mantenimento di un adeguato livello di patrimonializzazione è stato l oggetto di una specifica attività progettuale mirata nell individuare le possibili inefficienze gestionali, nel governare adeguatamente la dinamica degli impieghi e nello sviluppare una politica dei prezzi aggiustati per il rischio in grado di coniugare le menzionate esigenze con il profilo di rischio delle aziende clienti. Permane elevata l attenzione verso il recupero di efficienza gestionale, già in atto dall ultimo triennio, attraverso una razionalizzazione delle programmazioni di spesa, nel rispetto comunque di quanto necessario al supporto dell espansione dell attività e all adeguamento alle novità in ambito normativo. Al fine di assicurare come nel passato assetti organizzativi, infrastrutture informatiche, processi produttivi e comportamenti conformi alle mutevoli normative di riferimento rispettosi, nel contempo, degli interessi della clientela e degli Azionisti, nel corso del semestre la Banca ha ulteriormente innalzato il livello del presidio dei processi di governo, commerciali e di funzionamento, in coerenza alle scelte gestionali e alle indicazioni dell Organo di Vigilanza, provvedendo alla nomina del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili e societari, in ossequio alle modifiche al TUF e al Regolamento Consob in materia di Emittenti introdotte dal recepimento nell ordinamento italiano con il D. Lgs. 195/2007 della Direttiva Trasparency. Al Dirigente Preposto è stata attribuita anche la responsabilità del Servizio Controlli Contabili. Sono proseguite le attività finalizzate alla realizzazione delle iniziative strategiche previste nel Piano Industriale , la cui conclusione è prevista entro l anno corrente; tali iniziative straordinarie sono rivolte al rafforzamento patrimoniale della Banca LA RACCOLTA Al 30 giugno 2010 la provvista complessiva si attesta a milioni di euro, segnando sul 31 dicembre 2009 un incremento del 2,1%. In tale ambito, nel corso del primo semestre, tenuto conto delle incertezze dei mercati finanziari nonché della conseguente ricerca da parte della clientela di forme di investimento del risparmio prontamente liquidabili e con rendimenti certi, la Banca ha orientato la politica di approvigionamento puntando ancor di più su forme di provvista tradizionale. Il progresso manifestato dall aggregato nel suo complesso, pertanto, è esclusivamente attribuibile al contributo della raccolta diretta ( milioni di euro, +3,4%). Peraltro la dinamica dell aggregato risente del mancato pieno rinnovo delle scadenze di titoli obbligazionari sul mercato istituzionale per 300 milioni di euro, come meglio di seguito descritto. Qualora fossero stati tutti rinnovati i volumi dei due prestiti in scadenza la raccolta diretta sarebbe cresciuta del 5,4%, la raccolta totale del 3,6%. A fronte dello sviluppo della raccolta diretta, in particolare da clientela retail, si rileva un calo delle forme di raccolta in amministrazione, custodia o gestione per conto della clientela (4.335 milioni di euro, -2,4%), come di seguito rappresentato: Tab. 1 - RACCOLTA COMPLESSIVA - RAPPORTI DI COMPOSIZIONE (importi in migliaia di euro) 30/06/ /12/2009 VARIAZIONI Valore Comp. % Valore Comp. % Valore % Raccolta Diretta , , ,4 Raccolta Indiretta , , ,4 Raccolta Totale ,1 Lo sviluppo dei volumi di provvista ha beneficiato anche dei flussi derivanti dal rimpatrio dei capitali (c.d. Scudo Fiscale ) attività avviata nello scorso esercizio e proseguita nei primi mesi del 2010 a seguito della revisione normativa di fine All interno della raccolta diretta, dato anche il permanere del basso livello dei tassi di rendimento, si è assistito ad una ricomposizione dell aggregato in favore di conti correnti, depositi a risparmio vincolati e pronti contro termine. BANCA MARCHE situazione al 30 giugno

20 Sul fronte opposto la riduzione della componente a termine (7.556 milioni di euro, -4,1%) discende dalla riduzione dei CD in yen a favore delle obbligazioni Banca Marche, collocate presso la clientela retail, consentendo così la riduzione dell esposizione verso clientela istituzionale: Tab. 2 - COMPOSIZIONE DELLA RACCOLTA DIRETTA (importi in migliaia di euro) 17 30/06/ /12/2009 Variazione Valore Comp. % Valore Comp. % Valore % Conti correnti e depositi , , ,3 Fondi di terzi in amministrazione e altri debiti , , ,5 Pronti contro termine passivi , , ,7 Raccolta a fronte di titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value , , ,1 Obbligazioni , , ,9 Altri titoli , , ,7 Debiti a fronte di crediti cartolarizzati , , ,8 TOTALE ,4 Le giacenze in conto corrente e i depositi a risparmio si attestano a milioni di euro, registrando sul 31 dicembre 2009 un incremento del 10,3% sostenuto anche dalla crescente diffusione dei conti correnti a pacchetto, saliti di circa unità (+2,3% da dicembre 2009), In particolare, il conto corrente Sconto raggiunge quota 72 mila rapporti (+1,7%), il conto Felicetà segna oltre 46 mila unità (+1,4%); il numero dei conti correnti Base Zero, tipologia destinata a chi privilegia l uso dei canali alternativi allo sportello, supera i rapporti (+26,6%), così come positivo è il riscontro per il conto corrente MY (oltre 8 mila rapporti al 30 giugno 2010, +43,7%). Di particolare rilievo il contributo dei depositi a risparmio, risparmio Mio e Tasso Super Risparmio, prodotti che, sin dall inizio della offerta nel 2009, hanno riscosso il gradimento della clientela, con volumi complessivi di raccolta al 30 giugno pari a milioni di euro (+44,9%). L incremento dei fondi di terzi in amministrazione e altri debiti, in valore pari a 692 milioni di euro (+24,5%) è prevalentemente ascrivibile all imputazione delle somme da incassi per servizi tesoreria a disposizione della clientela. Le operazioni in pronti contro termine sommano a 150 milioni di euro (65 milioni di euro al 31 dicembre 2009). Pur beneficiando di operazioni con controparti ad elevato standing l aggregato presenta ancora un incidenza piuttosto marginale sul totale della raccolta. La raccolta a fronte di titoli in circolazione, a breve e media scadenza, nelle forme di certificati di deposito e obbligazioni, inclusi i titoli valutati al fair value, si attesta a milioni (-4,1% sul 31 dicembre 2009, -327 milioni di euro) con, all interno, obbligazioni per milioni di euro (+0,9%) nelle due componenti valutate al fair value e al costo ammortizzato. In tale ambito, a fronte di estinzioni di prestiti per milioni di euro relativi a 41 titoli obbligazionari, di cui 39 a clientela retail (25 a tasso fisso, di cui 5 zero coupon, e 14 a tasso variabile), per 499 milioni di euro, e 2 collocati sul mercato istituzionale (Senior Floating Rate Note entrambi a tasso variabile per complessivi 950 milioni di euro), nel corso del primo semestre 2010 la Banca ha emesso 70 nuovi prestiti per circa milioni di euro, di cui 69 a clientela retail (48 a tasso fisso, di cui 2 zero coupon, e 21 a tasso variabile, per sottoscrizioni pari a oltre 852 milioni di euro). La raccolta netta da clientela retail è risultata, quindi, pari a 353 milioni di euro, portando così il relativo stock di titoli obbligazionari a milioni di euro, al lordo del prestito subordinato di 180 milioni di euro, con un incremento del 10,5% sul 31 dicembre In relazione all attività sul mercato istituzionale, nell ambito del Programma EMTN nel mese di marzo la Banca ha collocato una nuova emissione di importo pari ad euro 650 milioni e durata due anni, emissione che soltanto in parte ha sostituito i due rimborsi rispettivamente avvenuti a marzo e maggio e relativi a due titoli Senior Floating Rate Note, rispettivamente di Euro 450 e 500 milioni di euro. La Banca non è stata, invece, attiva sul segmento dei prestiti subordinati, il cui ammontare è rimasto pari ad 365 milioni di euro. La componente Altri Titoli, riferita a certificati di deposito in euro e in valuta, totalizza milioni di euro, registrando sul 31 dicembre 2009 un calo del 20,7%, attribuibili alla riduzione dello stock dei certificati di deposito in yen, alla data pari a milioni di euro (-26,1%), solo in minima parte compensato dall effetto cambio, causato dall andamento dei tassi di cambio dell euro sulle principali valute 19. Nell ambito della raccolta diretta è, infine, computato il debito in essere verso la società veicolo Marche Mutui 2, pari a 230 milioni di euro, riferito all operazione di cartolarizzazione di mutui ipotecari in bonis perfezionata 17 A seguito di nuove modalità di segnalazione introdotte nel semestre da Banca d Italia i fondi BEI, in valore pari a 325 milioni di euro al 30 giugno 2010 e 335 milioni di euro al 31 dicembre 2009, precedentemente imputati tra i debiti verso clientela sono ad oggi imputati tra i debiti verso banche. Pertanto il valore della raccolta diretta da clientela esposta in tabella non coincide con quanto indicato nel bilancio Banca Marche al 31 dicembre La dinamica dell aggregato sconta l effetto cambio su CD in valuta, che ha comportato una differenza positiva nel periodo di 111 milioni di euro. 19 L andamento del cambio dell euro nel semestre rispetto alla principali valute, ha comportato un apprezzamento della posta per 111 milioni di euro. L effetto cambio trova una compensazione in ugual misura nella corrispondente contro valorizzazione dei relativi DCS (Domestic Currency Swap), offerti alla clientela proprio a copertura di tale evento, ed i cui effetti sono inclusi nelle voci 20 dell Attivo di Bilancio - Attività finanziarie detenute per la negoziazione - e 40 del Passivo - Passività finanziarie di negoziazione. Al netto di tali valori, e comprendendo anche l effetto bond il progresso della raccolta diretta salirebbe a +4,7%, quello della raccolta complessiva a +3,1%. 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