APRILE - GIUGNO Dichiarazioni del Ministro su Università e Ricerca

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1 A CURA DELL UNIONE SINDACALE PROFESSORI E RICERCATORI UNIVERSITARI - ANNO XXXIII - N. 2 2 APRILE - GIUGNO 2013 SPEDIZIONE ABBONAMENTO POSTALE - ART. 2 - COMMA 20/C LEGGE 662/96 - FILIALE DI FIRENZE CMP Dichiarazioni del Ministro su Università e Ricerca Proposte di innovazione nei sistemi di valutazione delle pubblicazioni nei concorsi universitari Sentenza n. 116/2013 della Corte Costituzionale

2 Procedura da seguire da parte dei Colleghi per mantenere la posizione di socio, o per iscriversi all U.S.P.U.R., in occasione del pensionamento. A. Se sei già socio U.S.P.U.R. e, in occasione del tuo pensionamento, vuoi mantenere la tua posizione, puoi seguire uno dei due percorsi di seguito indicati. 1. Compilare la Delega per la riscossione della quota sindacale, riportata sia in terza di copertina sia sul nostro sito internet (www.uspur.it). La delega deve essere inviata sia alla sede I.N.P.D.A.P. della tua città, o direttamente, o per il tramite dell ufficio professori della tua università, sia alla Segreteria nazionale U.S.P.U.R., via degli Alfani 56/b, Firenze, che la utilizzerà anche per la spedizione della rivista Università Notizie. 2. Se trovi difficoltà nell accettazione della medesima da parte dell I.N.P.D.A.P., puoi inviarla direttamente alla Segreteria nazionale U.S.P.U.R., via degli Alfani 56/b, Firenze, assieme alla quota associativa, pari a 8,00/mese. Riteniamo che sia più facile per te fare un unico versamento e, in tal caso, dovrai versare l ammontare relativo alla quota annuale pari a 96,00 entro il 1 trimestre dell anno di riferimento. Il versamento va fatto sul c.c. bancario 290, acceso presso la Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni S.p.A., Via dei Della Robbia 24/26, Firenze, IBAN IT 15 V B. Se non sei già socio, e vuoi iscriverti all U.S.P.U.R., devi compilare la delega di cui sopra ed inviarla alla Segreteria nazionale U.S.P.U.R., via degli Alfani 56/b, Firenze. Per il versamento della quota puoi seguire le indicazioni sopra riportate. L U.S.P.U.R. segue i soci in pensione e sta dietro all aggiornamento della loro pensione e alle nuove disposizioni di legge che li riguardano. Se hai bisogno di contattarci, o di avere notizie dalla Segreteria nazionale, puoi inviarci una lettera via e mail o a mezzo Fax ( ). Se credi, potrai inviarci articoli che volentieri pubblicheremo sulla rivista Università Notizie e che certamente ci aiuteranno nella formulazione delle proposte che l U.S.P.U.R. è chiamata ad esprimere durante la discussione, a livello di Parlamento, di nuove leggi per l Università e per noi docenti, sia in attività di servizio che in pensione. Il Segretario Nazionale U.S.P.U.R. Antonino Liberatore

3 A CURA DELL UNIONE SINDACALE PROFESSORI E RICERCATORI UNIVERSITARI Via degli Alfani, 56/b Firenze Tel Fax SITO USPUR: Associata alla INTERNATIONAL ASSOCIATION OF UNIVERSITY PROFESSORS AND LECTURERS Direttore responsabile ANTONINO LIBERATORE 2 ANNO XXXIII NUMERO APRILE - GIUGNO 2013 SOMMARIO - Dichiarazioni del Ministro sull Università di Antonino Liberatore 3 Opinioni e commenti - Le linee programmatiche del Ministro sulla ricerca di Pier Paolo Civalleri 9 - Proposte di innovazione nei sistemi di valutazione delle pubblicazioni nei concorsi universitari di Aldo Bardusco 11 L Uspur per i colleghi - Convegno di Perugia e di Genova 12 - Tutela della Privacy di Aldo Bardusco 19 - Corrispondenza a cura di Antonino Liberatore 20 Rassegna stampa a cura di Paolo Stefano Marcato 27 Direttore responsabile Antonino Liberatore Comitato di redazione Aldo Bardusco Pier Paolo Civalleri Vincenzo Lo Cascio Paolo Stefano Marcato Rosario Nicoletti Segreteria e redazione Giovanni D Oro Via degli Alfani, 56/b Firenze Tel. (055) Fax (055) Autorizzazione Tribunale di Firenze n del 12 dicembre 1983 SPEDIZIONE ABBONAMENTO POSTALE - ART. 2 - COMMA 20/C LEGGE 662/96 - FILIALE DI FIRENZE CMP A CURA DELL UNIONE SINDACALE PROFESSORI E RICERCATORI UNIVERSITARI - ANNO XXXIII - N. 2 2 APRILE - GIUGNO 2013 Dichiarazioni del Ministro su Università e Ricerca Proposte di innovazione nei sistemi di valutazione delle pubblicazioni nei concorsi universitari Sentenza n. 116/2013 della Corte Costituzionale Ogni articolo firmato esprime esclusivamente il pensiero di chi lo firma e pertanto ne impegna la responsabilità. Ufficio pubblicità: Emmeci Digital Media S.r.l. Via Arno, Sesto Fiorentino (FI) Telefono Impaginazione, composizione e stampa: Emmeci Digital Media S.r.l. Via Arno, Sesto Fiorentino (FI) Telefono Distribuzione solo per abbonamento

4 Per associarsi all U.S.P.U.R. I docenti in attività di servizio, per associarsi all U.S.P.U.R., oltre a chiedere l iscrizione, devono autorizzare l ufficio stipendi dell Università di appartenenza a trattenere mensilmente sullo stipendio la quota associativa, pari a Euro 10,00/mese. Per effettuare entrambe le operazioni è sufficiente compilare il Modulo di iscrizione di seguito riprodotto (il modulo può essere anche prelevato dal sito USPUR cliccando le parole Modulo di iscrizione ), in tutte e due le parti e inviarne: a) la prima alla Segreteria Nazionale 2 U.S.P.U.R. Segreteria Nazionale - Via degli Alfani, 56/b Firenze Tel , Fax , b) la seconda all Amministrazione dell Università, del proprio Ateneo, Ufficio stipendi. Modulo di iscrizione All U.S.P.U.R. Unione Sindacale Professori e Ricercatori Universitari Da inviare alla Segreteria Nazionale, via degli Alfani, 56/b, Firenze, a cura del nuovo socio Il sottoscritto, professore/ricercatore (*) Qualifica (**) in servizio presso l Università di Dipartimento/Facoltà chiede di iscriversi all U.S.P.U.R., sezione di Cognome Indirizzo Nome CAP Città Data Firma Da inviare all Amministrazione dell Università di (Ufficio Stipendi) a cura del nuovo socio. Oggetto: Delega per la ritenuta ed il versamento della quota sindacale Il sottoscritto professore/ricercatore (*) (**) presso l Università di essendo iscritto all U.S.P.U.R. (Unione Sindacale Professori e Ricercatori Universitari), Sezione di delega codesta Amministrazione a trattenere dalle proprie spettanze la somma di 10,00 quale quota mensile di iscrizione, ed a versarla contestualmente alla Segreteria Nazionale della stessa, sul c.c. bancario 290, acceso presso la Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni S.p.A., Via dei Della Robbia 24/26, Firenze, coordinate bancarie: IBAN IT 15 V Data Firma (*) di ruolo / fuori ruolo; (**) ordinario / associato Privacy Informativa ai sensi della Legge n. 675/96 I dati richiesti sono necessari per la formazione e la gestione della lista di distribuzione delle informazioni U.S.P.U.R. ed a tal fine saranno raccolti, registrati e trattati anche in maniera automatizzata con le modalità strettamente necessarie a questo scopo. I dati non saranno diffusi né comunicati a terzi. Per verificarne l utilizzo, per correggerli, aggiornarli, cancellarli od opporsi al loro trattamento ai sensi dell art. 13 della citata legge ci si può rivolgere alla Segreteria Nazionale U.S.P.U.R., Firenze, via degli Alfani, 56/b Firenze Tel. 055 / , Fax 055 / , e mail: sito Internet: Esprimo il mio consenso al trattamento dei suddetti dati per le finalità istituzionali dell U.S.P.U.R. Data Firma

5 EDITORIALE 3 Dichiarazioni del Ministro sull Università. Il Ministro ha incontrato le Commissioni riunite di Camera e Senato nei primi giorni del mese di Giugno corrente. Riteniamo utile e necessario fare i nostri commenti in proposito, nella speranza che il Ministro voglia ascoltarci per cercare di stabilire un azione comune e ridare così vigore a tutto il sistema universitario. Il documento inizia con considerazioni di carattere generale che attengono: al legame stretto tra tasso di crescita economica e livello di formazione del Paese. L istruzione e la ricerca scientifica sono fattori determinanti per lo sviluppo economico; alla necessità di una programmazione pluriennale dei finanziamenti; alla definizione e all adozione di parametri di riferimento (benchmark); alla valutazione e al monitoraggio ex post; alla necessità di una legge da approvare il più presto possibile per snellire la giungla normativa esistente ricorrendo allo strumento della codificazione con testi unici. Seguono, poi, le iniziative che il Ministro intende adottare specificatamente per l Istruzione, l Università e la Ricerca. Nel seguito mi limiterò a trattare solamente le iniziative relative all università, che riporterò e, se necessario, commenterò in maniera sintetica e, mi auguro, chiara. 1) Monitoraggio legge 240/ ) Finanziamento università con un piano pluriennale. Iniziare con il ripristino dei 300 milioni di euro a valere sul FFO 2013, da distribuire alle università come quota premiale e, in piccola misura, su base storica. Dovrebbero essere impiegati per migliorare la vita e la mobilità degli studenti (strutture e biblioteche). 3) Stimolare le università ad autofinanziarsi, aprendosi a collaborazioni con istituzioni pubbliche e private per sostenere la formazione continua, la formazione degli insegnanti e degli adulti. 4) Sviluppare l internazionalizzazione dell università con un attività che si integra con quella del sistema di istruzione superiore europea. Il tutto dipenderà dalla leggibilità e dalla portabilità delle nostre regole in atre lingue e culture. Da tutto ciò deriva la necessità di ulteriori investimenti da parte del Governo. 5) Le università devono avare un autonomia responsabile. Vanno pertanto eliminate le assunzioni rigide introdotte dalla spending review 2012, prevedendo un reclutamento graduato in relazione alla situazione economica della singola università e superando, così, il blocco del turn over con l introduzione di un vincolo di bilancio ovvero con l assegnazione di un budget finalizzato al raggiungimento di obiettivi, lasciando a ciascuna università la decisione di come gestire le risorse, sapendo che dovrà poi rendere conto delle proprie azioni. Si perviene, così, al rafforzamento di una cultura del render conto con una valutazione secondo standard internazionali. L Anvur andrà ripensata: dovrà proporre metodi di valutativi che prevedano la valutazione ex post sia delle capacità di lavoro delle sedi sia della loro autonomia responsabile. 6) Dovrà essere previsto da subito: a) Un piano straordinario nazionale di reclutamento dei ricercatori (ex art. 24, comma 3, lettera b) della legge 240/2010) con una previsione di spesa annua di

6 EDITORIALE 4 euro (costo annuo di ricercatore stimato in euro , posizioni da attivare 1000). Al termine del terzo anno tali contratti consentono l assunzione del soggetto come professore associato ex art. 24, comma 5 della legge 240/2010, purché in al possesso dell abilitazione scientifica nazionale. b) Finanziamento della seconda parte del piano straordinario per il reclutamento dei professori associati (ex art. 29, comma 9, legge 240/2010) della durata di sei anni, ad oggi finanziato solo per i primi tre anni. Si porterebbe così a termine il percorso di promozione ad associato dei più meritevoli degli attuali ricercatori a tempo indeterminato, e si darebbe concretezza alle procedure di abilitazione in corso. Ciascuna annualità ha un costo stimabile in euro L insieme di queste due manovre dovrebbe portare all emersione di disponibilità proprie di ciascuno Ateneo da utilizzare per il reclutamento di professori ordinari, di tecnici e di amministrativi. In sostanza, così operando, tutto il sistema universitario si rimetterebbe in moto in maniera coordinata ed efficiente, con la consapevolezza responsabile che i megaruoli di personale sono fuori della realtà e vanno assolutamente evitati. Siamo anche d accordo che l offerta formativa universitaria vada resa meno specialistica e più interdisciplinare e trasversale, con la nascita di percorsi misti che, accanto alle competenze specifiche comprendano l insegnamento di discipline con aspetti professionalizzanti e orientati alla conoscenza pratica, sia parlata, sia scritta, almeno di una lingua straniera: l insegnamento su base studio delle regole di grammatica e sintassi, studio della letteratura connessa, senza che si sappia, poi, ascoltare e stabilire una conversazione di carattere generale e scrivere una lettera di vario argomento, senza l uso del vocabolario, deve essere assolutamente evitato. Occorrerà, ovviamente, rivedere i percorsi degli studi universitari dei futuri potenziali insegnanti delle lingue straniere e stabilire prove adeguate da superare per l accesso all insegnamento delle lingue. Se vogliamo, poi, ridurre il percorso effettivo degli studi e rispettare la durata ufficiale prevista per ciascun corso di laurea, il Ministro dovrà disporre in merito per quanto attiene: al programma d insegnamento di ciascuna disciplina; alla verifica dei programmi effettivamente svolti; alla presenza di un libro di testo e di un eventuale Manuale di riferimento, al cui uso lo studente deve essere addestrato sia per le prove scritte sia per la pratica professionale; all eliminazione di ogni sovrapposizione tra i programma dei vari insegnamenti impartiti. Per quanto riguarda il diritto allo studio esprimiamo piena adesione a quanto rappresentato dal Ministro: comportamento molto differenziato tra le Regioni sia in termini di fissazione delle condizioni economiche richieste per l accesso alle borse di studio, sia in termini di compartecipazione finanziaria; sottofinanziamento del diritto allo studio (siamo ultimi in Europa); nota positiva per quanto attiene alla disponibilità di servizi e posti letto per gli studenti: negli ultimi anni gli investimenti per le residenze universitarie sono stati molti significativi. Ci sono altri problemi da risolvere, al momento non considerati dal Ministro, o meglio, molto probabilmente non trattati volutamente dal Ministro. È risaputo che le casse dello Stato sono vuote e l Università non deve appesantire questa situazione del Paese. Al momento la spesa da sostenere per l anno 2013 è di 460 milioni di euro. Siamo fiduciosi che il Governo farà la sua parte. Firenze, 18 Giugno 2013 Segretario Nazionale USPUR Prof. Antonino Liberatore

7 Governo Letta, l elenco dei ministri Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio... Filippo Patroni Griffi Interni e Vicepremier... Angelino Alfano Difesa... Mario Mauro Esteri... Emma Bonino Giustizia... Anna Maria Cancellieri Economia... Fabrizio Saccomanni Riforme istituzionali... Gaetano Quagliariello Sviluppo... Flavio Zanonato Trasporti Infrastrutture... Maurizio Lupi Politiche Agricole... Nunzia Di Girolamo Istruzione, Università e ricerca... Maria Chiara Carrozza Salute... Beatrice Lorenzin Lavoro e Politiche sociali... Enrico Giovannini Ambiente... Andrea Orlando Beni culturali e Turismo... Massimo Bray Coesione territoriale... Carlo Trigilia Affari europei... Enzo Moavero Milanesi Affari regionali... Graziano Delrio Pari opportunità, sport, politiche giovanili... Josefa Idem Rapporti con il Parlamento... Dario Franceschini Integrazione... Cecile Kyenge Pubblica Amministrazione... Giampiero D Alia Chi è Maria Chiara Carrozza, il nuovo ministro di Scuola, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza è un professore ordinario di Bioingegneria industriale presso l Istituto di biorobotica della Scuola superiore Sant Anna, e dal 2007 è anche rettore. Oggi è divenuta Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Carrozza si laurea in Fisica presso l Università di Pisa nel 1990 con una tesi di Fisica delle Particelle Elementari. Nel 1994 ha ricevuto il titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria presso la Scuola Superiore Sant Anna, Pisa, con una tesi di Microfluidica Biomedica. Da novembre 2006, è professore straordinario in Bioingegneria Industriale presso la Scuola Superiore Sant Anna. Da novembre 2004 a ottobre 2007, è stata Direttore della Divisione Ricerche con Delega del Direttore della Scuola Superiore Sant Anna. È stata il coordinatore dell ARTS Lab (Advanced Robotics Technology and Systems Laboratory) della Scuola Superiore Sant Anna fino a dicembre Dal 1 novembre 2007 è Rettore della Scuola Superiore Sant Anna. Visiting Professor nel 2003 presso l università di Vienna, Austria, per tenere corsi sulla biomeccatronica e nel 2004 ha tenuto corsi di biomeccatronica presso l Università Campus Biomedico, Roma. Dal 2003 tiene corsi di criteri di progettazione di mani artificiali, fondamenti di robotica umanoide, neuro-robotica, biomeccatronica e bioingegneria della riabilitazione presso l Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant Anna. Dal 2004 al 2007: Membro eletto in rappresentanza dei professori associati della Giunta direttiva del Gruppo Nazionale di Bioingegneria. Dal 2005: Membro del Comitato Scientifico del Centro di Ricerca Matematica Ennio De Giorgi, Centro di Ricerca di Matematica nelle Scienze Naturali e Sociali delle tre università pisane, Scuola Normale Superiore, Università di Pisa e Scuola Superiore Sant Anna come rappresentante del Direttore della Scuola Superiore Sant Anna Dal 2005 membro del Comitato Scientifico de La Limonaia Associazione per la Diffusione della Cultura Scientifica e Tecnologica. Dal 2005: Presidente della Commissione Ricerche e della Commissione Brevetti della Scuola Superiore Sant Anna in qualità di Direttore della Divisione Ricerche. Dal 2002: Nell ambito dei programmi di internazionalizzazione, Responsabile per la Scuola Sant Anna delle Convenzioni stipulate con le 4 Ecole Normale Superiéure francesi per lo scambio di allievi e docenti e per la definizione di programmi di didattica e di ricerca di comune interesse. Dal 2002: Responsabile per la Scuola Sant Anna della Convenzione stipulata con la Scuola Normale Superiore di Pisa riguardante l internazionalizzazione del curriculum degli allievi delle Scuole. L attività scientifica della prof.ssa Carrozza ha inizialmente riguardato il settore della microingegneria biomedica, con particolare riferimento alla progettazione di strumentazione biomedica. Successivamente, l attività si è orientata verso le aree scientifiche della biorobotica, della biomeccatronica e della neuro-robotica, applicando paradigmi e metodologie proprie della bioingegneria industriale alla modellazione, progettazione e fabbricazione di sistemi intelligenti per applicazioni biomediche. In particolare l attività di ricerca si è focalizzata verso i seguenti ambiti specifici: - studio di criteri di progettazione bio-ispirati e biomeccatronici, - progettazione e realizzazione di componenti e sistemi per robotica umanoide, - progettazione, fabbricazione e realizzazione di protesi cibernetiche e di interfacce neurali per la connessione della mano artificiale al cervello, - progettazione e realizzazione di sistemi per la neuroriabilitazione dell arto superiore e di ausili per il supporto funzionale. 5

8 OPINIONI E COMMENTI 6 Onorevole Prof. Maria Chiara Carrozza Ministro Istruzione, Università, Ricerca Ministero di Viale Trastevere, 76/a Roma Signor Ministro, Firenze, 29 Aprile 2013 Le esprimiamo i nostri rallegramenti per la nomina a Ministro della nostra Repubblica e Le formuliamo i migliori auguri di buon e proficuo lavoro con la certezza che saprà ben operare per il bene e il superiore interesse del Paese. Tra breve riceverà un nostro documento con alcune proposte per il rilancio dell Università, documento che siamo pronti ad esaminare da subito con Lei. Vogliamo discutere, in aderenza con quanto scritto e indicato a suo tempo da Lei, con tutti quelli che hanno lanciato l allarme sulla dequalificazione dell istruzione universitaria in Italia, allo scopo di coinvolgere le migliori energie accademiche e intellettuali del paese e di assicurare la necessaria connessione tra economia e società. In attesa di poterla incontrare, voglia gradire distinti saluti. Il Segretario Nazionale USPUR Prof. Antonino Liberatore SOLLECITATE I VOSTRI COLLEGHI AD ISCRIVERSI ALL USPUR. RICEVERANNO E RENDERANNO PIÙ INCISIVA L AZIONE COMUNE Alcune proposte dell USPUR per una crescita realistica e partecipata dell Università in applicazione del documento Atto di indirizzo (in data ) concernente l individuazione delle priorità politiche (in numero di 10) del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca per l anno ) Si ha motivo di ritenere che necessiti per l università una legge quadro con una programmazione pluriennale che comprenda le strategie collegate al futuro del Paese, e la riorganizzazione del sistema universitario con la: a) eliminazione delle sedi decentrate che non hanno più ragione d essere; b) organizzazione del sistema di ricerca con finan ziamenti: nazionali, che vengono corrisposti in maniera certa, in seguito a pratiche ben definite e di breve durata; europei, conseguenti a progetti consistenti e meritevoli, capaci di ottenere il massimo del finanziamento (attualmente, per ogni euro che diamo all Unione Europea, ne riprendiamo solo 60 centesimi). 2) Si ritiene che sarebbe utile precisare se rimane valida la normativa di cui all art. 5, legge n. 537 del 24/12/1993 e successive integrazioni (1), che prevede l iscrizione dei mezzi finanziari destinati dallo Stato alle università in tre distinti capitoli denominati: a) Fondo per il Finanziamento Ordinario FFO che attiene alle spese per: il personale docente, ricercatore e non docente (presente in organico alla fine del 1993: circa 13 mila ordinari, 16/17 mila associati, circa 20 mila ricercatori. Non si riporta il numero del personale tecnico e amministrativo perché non noto). E vero, come sarà precisato nel successivo punto 3), dall anno 1998 in poi le università potrebbero aver contribuito a cambiare in aumento questi numeri, ma, nella quasi totalità dei casi, le sedi che lo hanno fatto sono diventate sedi non virtuose e devono pertanto rientrare nei limiti della spesa fissata per il personale (non superiore al 90 per cento del FFO); l ordinaria manutenzione delle strutture universitarie; (1) Si fa presente che nel Documento MIUR citato nel titolo si parla di riparto del FFO con un modello multi fondo per perseguire un modello di finanziamento cui concorrono risorse originate da diversi Enti (Priorità politica n. 3, lettera a)).

9 OPINIONI E COMMENTI la ricerca scientifica (1) ; b) Fondo per l edilizia universitaria e per le grandi attrezzature scientifiche; c) Fondo per la programmazione dello sviluppo del sistema universitario. In considerazione di quanto sopra si chiede che il Ministro rappresenti al Governo che, quando si prendono misure normative per la stabilizzazione della finanza pubblica, e il sistema universitario è chiamato a concorrervi, i conseguenti tagli al finanziamento delle università devono essere ben predisposti e praticati in maniera da evidenziare la riduzione di ciascuno dei tre fondi richiamati. 3) Analoga precisazione per la normativa di cui all art. 51 della legge 449 del 27/12/1997, la quale prevede che: a) le spese fisse e obbligatorie per il personale di ruolo non devono eccedere il 90 per cento del FFO; b) le università statali possono modificare gli organici di ateneo secondo i rispettivi ordinamenti. 4) Necessità che nel decreto su Piano di sviluppo, o Linee generali di indirizzo, del MIUR si tenga conto della dinamica, possibilmente accertata, della popolazione studentesca (da qui l obbligo di un collegamento efficiente tra istituzioni centrali e atenei), al fine di un sano ed efficace orientamento degli studenti sui corsi da frequentare in relazione anche alle prevedibili richieste di laureati da parte del mondo del lavoro. In relazione a quanto sopra le università sarebbero in grado di meglio definire, entro il 30 Giugno di ogni anno, il relativo Programma triennale e perseguire così una migliore efficienza e qualità dei servizi offerti. 5) Necessità di mantenere un contatto continuo ed efficace con Regioni e Province per avere una situazione aggiornata dei posti di lavoro occupati da persone in possesso di diploma di scuola secondaria e di laurea e, quindi, dei relativi posti di lavoro che saranno via, via, liberati in seguito a pensionamento e da utilizzare per i giovani diplomati e laureati. 6) Necessità di mantenere un contatto continuo ed efficace con la Confindustria, e con le organizzazioni similari, che dovranno fornire tutte le indicazioni ritenute utili per attuare e/o ottenere: a) azione di orientamento degli studenti in ingresso, in itinere e in uscita dal percorso degli studi ai fini del collocamento nel mercato del lavoro. A nostro avviso questa azione richiede un lavoro continuo, fatto con entusiasmo e con convinzione, sapendo che il lavoro è duro e che il successo tarderà a venire. L azione va pertanto portata avanti con decisione; b) accorpamenti, trasformazione o eliminazione di corsi di laurea e di laurea magistrale in funzione oltre che della domanda, della sostenibilità, dei requisiti di docenza e delle infrastrutture, anche degli sbocchi occupazionali; (1) Siamo consapevoli che il finanziamento della ricerca richiederebbe alcune specificazioni che, per brevità, rimandiamo alla riunione che riteniamo utile avere con il Ministro. c) indicazioni per l attivazione di corsi ITS affini (Istruzione Tecnica Superiore); d) potenziamento dell istruzione tecnico-professionale sino a livello post secondario per il rilancio della cultura tecnica e scientifica.le misure di semplificazione e promozione dell istruzione tecnico-professionale contenute nel decreto-legge 9 Febbraio 2012 n. 5, convertito, con modificazioni, nella legge 4 Aprile 2012, n. 35, vanno accompagnate con misure di rafforzamento dell istruzione tecnico-professionale, anche a livello terziario e con l aumento dei percorsi di alternanza studio/lavoro, a sostegno dell occupazione dei giovani. In quest ottica, occorre avviare anche la seconda programmazione degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), in base alle nuove Linee Guida per consolidare e sviluppare i rapporti tra istituti tecnici, istituti professionali, centri di formazione professionale e imprese (Priorità politica n. 7, lettera b)); e) attivare percorsi formativi di educazione alla cittadinanza e alla legalità. Nel percorso formativo di ogni studente, per favorire una crescita civile e responsabile, è importante dare maggiore impulso alle azioni già in atto in materia di educazione alla salute, di educazione alla legalità in tutte le sue espressioni (Priorità politica n. 6, lettera b)); f) occorre valorizzare le risorse interne e migliorare l operatività del lavoro attraverso l attività di formazione continua e l introduzione di nuovi profili professionali, sia a livello dirigenziale che delle altre aree funzionali (ad es. statistici, informatici, ingegneri gestionali), che possano affiancare ed integrare, con specifiche competenze tecnico-scientifiche, la tradizionale cultura giuridica e amministrativo-contabile del personale delle Amministrazioni pubbliche e priviate (Priorità politica n. 10, lettera d)); g) nella logica del processo di europeizzazione ed internazionalizzazione, chiaramente delineato dalla strategia Europa 2020, occorre incentivare la conoscenza delle lingue straniere (Priorità politica n. 10, lettera d)). 7) Si al dottorato industriale, ma parliamone. I laureati che entrano in un ciclo di dottorato sono tanti: circa 12 mila per anno. Di questi solo il 25 per cento (uno su quattro) ha una qualche possibilità di proseguire nella carriera universitaria. Gli altri devono abbandonare. Le piccole e medie imprese italiane hanno, d altra parte, necessità di stare dietro al progresso tecnologico per accrescere la loro competitività, ma spesso non hanno la capacità interna per farlo. Da qui l opportunità di utilizzare, eventualmente assieme ai centri di ricerca, le competenze del rimanente 75 per cento dei dottori di ricerca che non trovano lavoro nell università. Il discorso sembrerebbe chiuso ma così non è. Bisogna fare qualche considerazione sul numero dei dottorati, sui settori o raggruppamenti disciplinari cui assegnarli, 7

10 OPINIONI E COMMENTI 8 sul numero delle imprese disponibili ad utilizzare le competenze di un dottore di ricerca. Per non accrescere il precariato, bisogna avere la certezza che, per ciascun anno, saranno assunti dagli atenei, come ricercatori a tempo determinato, circa 2400 dottori di ricerca. Quale regola adottare per venire a conoscenza, con tre anni di anticipo, dei raggruppamenti disciplinari che li utilizzeranno? Nel consigliare i giovani a iscriversi ad un dato corso di dottorato deve essere chiaro che i posti di lavoro disponibili saranno assegnati su base concorso. Stesso discorso vale per i dottori di ricerca che andranno presso le aziende. Assumeranno queste circa 9600 dottori di ricerca? Se si tiene conto di ciò che è accaduto a tutt oggi, bisognerebbe onestamente rispondere che questo numero è elevato, molto elevato. Si fa poi notare che per molti raggruppamenti disciplinari non è prevedibile alcun collegamento con le aziende e ci si chiede: come assegnare loro i posti di dottorato. Le sedi universitarie con dottorato industriale sono, per ora, solo cinque: i politecnici di Torino e Milano, le università di Padova, Bologna e Federico II di Napoli. Si parla di dottorato in apprendistato, destinato ai giovani al di sotto dei 30 anni: si segue un percorso di dottorato e contemporaneamente si viene assunto a tempo determinato da un impresa. La normativa per assegnare questi posti e per finanziarli non è, al momento, univoca. L apprendistato è comunque di competenza delle Regioni. A Torino è la stessa Regione che seleziona le proposte di dottorato, una volta esaminatele assieme al Politecnico e alle aziende. I posti selezionati sono completamente finanziati dalle aziende coinvolte; esse beneficiano di sgravi contributivi. L ateneo mette a disposizione le risorse formative. Attualmente sono in corso solo tre dottorati. In Campania i dottorati sono a completo carico della Regione. Per ora sono stati assegnati 78 posti. Per le altre tre sedi indicate, al momento, non siamo riusciti a reperire notizie certe. Concludendo, possiamo dire che l iniziativa del dottorato industriale è buona, ma deve ancora svilupparsi e prendere una forma più concreta, con la speranza che la voglia di assumere a tempo indeterminato da parte delle aziende assuma un aspetto più significativo con l appoggio del MIUR. Auguriamoci, anche se facciamo fatica a crederci, che la Confindustria voglia seriamente impegnarsi a rafforzare il numero di dottorati collegati con la domanda di ricerca e sviluppo delle imprese, e di incentivarne il finanziamento. Sappiamo che alla fine del 2011 essa ha firmato un alleanza con la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI), ma, a tutt oggi, l alleanza non ha prodotto frutti. 8) Interventi per la qualità e l efficienza del sistema universitario (art. 5 della legge Gelmini). Si esprime apprezzamento per la nascita del sistema AVA (Autovalutazione, Valutazione (periodica), Accreditamento di cui al decreto legislativo n. 19 del 27 Gennaio 2012) e successive integrazioni. 9) Sviluppo dell Università. Portare avanti e realizzare quanto previsto nel decreto sulla programmazione in merito a: a) promozione della dimensione internazionale della ricerca e della formazione mediante reclutamento di docenti attivi all estero, attrazione di studenti stranieri, istituzioni di corsi integralmente in lingua straniera; b) potenziamento dell offerta formativa relativa a detti corsi da svolgere anche in collaborazione con Atenei di altri Paesi. Tali attività potrebbero richiedere, per motivi di carattere economico: collaborazione attiva e continua tra due, o più università; modelli federativi di università. In considerazione di quanto appena detto siamo, in linea di principio, contrari all istituzione di nuove università, ancorché non statali. 10) Valutazione e monitoraggio di programmi. Sono attività, queste, di difficile attuazione. Il monitoraggio e la valutazione devono portare a riscontri oggettivi derivanti da prove, misurazioni, comparazioni, visione di documenti, il tutto fatto anche in contraddittorio, con l impiego di personale altamente competente e remunerato, se proveniente da strutture esterne rispetto alla sede in osservazione. La valutazione e il monitoraggio, nella certezza che si sta facendo un lavoro necessario, richiedono tempo, pazienza, attenzione, rettitudine, assunzione di posizioni difficili da assumersi. E assolutamente necessario che la valutazione non si riduca a un conteggio o all espressione di pareri e giudizi generici. 11) In merito alle risorse che ciascuna ateneo deve mettere a disposizione per il turn over, noi chiediamo che, come prima cosa, le sedi non virtuose recuperino l eccesso di spesa rispetto al limite del 90 per cento del FFO. La sede, poi, nella sua autonomia, è libera di spendere per il personale, e quindi per il turn over, ciò che giudica più conveniente per la propria struttura, tenendo ovviamente presente ciò che fanno altre sedi e altri paesi europei. 12) Il ruolo dei professori universitari deve rimanere unico, con due fasce di docenza. 13) Sulle procedure adottate per il conseguimento dell Abilitazione Scientifica Nazionale osserviamo quanto segue (il tutto già fatto presente all ANVUR nel mese di Ottobre 2011). a) Riteniamo che occorra precisare la norma di come tener conto dei lavori con più autori. L applicazione a regime di detta norma potrebbe richiedere un periodo di transitorio. b) Per quanto attiene alle discipline giuridiche riteniamo che il parere dell ANVUR sulla valutazione delle pubblicazioni scientifiche a seconda della lingua non possa essere condiviso perché non tiene conto della norma di cui all art. 16, comma 3 della legge Gelmini che prevede, relativamente all abilitazione

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