La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento"

Transcript

1 CAPITOLO 7 La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento 7.1 Gli strumenti finanziari 7.2 Il capitale netto 7.3 Il debito 7.4 Titoli ibridi 7.5 Scelte di finanziamento 7.6 Il processo di raccolta del capitale 7.7 Il trade-off del debito 7.8 Non esiste una struttura di finanziamento ottimale 7.9 Esiste una struttura finanziaria ottimale 7.10 In che modo le imprese scelgono la struttura finanziaria Nei capitoli precedenti, abbiamo esaminato il principio di investimento, sostenendo che possono essere considerati validi quei progetti con un rendimento atteso superiore alla soglia di rendimento minimo accettabile. Nell ottenere il costo del capitale (definito come soglia di rendimento minimo accettabile) avevamo utilizzato la struttura finanziaria in essere. Nel corso di questo capitolo, invece, esamineremo le scelte che si presentano a un impresa in termini di utilizzo di debito e capitale netto e in che modo esse cambiano durante il suo ciclo di vita. In particolare, analizzeremo le modalità secondo le quali tali scelte variano nel passaggio di un impresa dallo stadio di azienda di piccole dimensioni non quotata a quello di società di grandi dimensioni quotata. Valuteremo poi il trade-off relativo all utilizzo di debito e capitale netto mettendo a confronto i costi e i benefici del debito. Il capitolo si chiuderà con un esame del caso in cui costi e benefici dell indebitamento si equivalgono, il che sostanzialmente rende il debito irrilevante, e delle implicazioni dal punto di vista della finanza aziendale. 7.1 Gli strumenti finanziari All impresa che deve trovare i fondi per finanziare nuovi progetti si presentano due alternative: emettere debito oppure capitale netto. Tale affermazione può sembrare semplicistica, data l ampia gamma di strumenti finanziari a disposizione di un impresa.

2 382 Capitolo 7 Nel prossimo paragrafo discuteremo le caratteristiche di debito e capitale netto, passando poi a elencare i vari tipi di strumenti finanziari all interno di ciascuna di queste categorie. Esamineremo in seguito quei titoli che, condividendo caratteristiche proprie sia del debito che del capitale netto, vengono definiti titoli ibridi (hybrid securities) Il continuum fra debito e capitale netto Spesso la distinzione fra debito e capitale netto viene fatta in termini di obbligazioni e azioni; tuttavia, la sua ragione più profonda sta nella natura dei diritti sui flussi di cassa connessi ai due tipi di finanziamento. In particolare, un titolo di debito conferisce al suo possessore il diritto di ricevere per contratto una serie di flussi di cassa (di solito interessi e quota capitale), mentre un titolo azionario conferisce al suo possessore il diritto di ricevere i flussi di cassa residui dopo il pagamento degli altri obblighi finanziari. Nonostante questa rimanga la differenza principale, nel corso del tempo se ne sono aggiunte altre, frutto di alcuni sviluppi legislativi e del codice tributario. La seconda differenza, conseguenza logica della natura dei diritti sui flussi di cassa, è che il debito ha diritto di priorità sia sui flussi di cassa periodici (per il pagamento di interessi e quota capitale) sia sui beni dell impresa in caso di liquidazione. La terza differenza è che la normativa fiscale ha in genere trattato gli interessi passivi, che maturano a favore dei possessori di debito, in modo diverso da dividendi o altri flussi di cassa, che maturano a favore dei detentori di capitale azionario. Per esempio, negli Stati Uniti, gli interessi passivi sono completamente deducibili ai fini fiscali per l entità che li paga, e dunque creano un risparmio in termini di imposte, mentre i dividendi vengono pagati con i flussi di cassa al netto d imposta. In Italia invece si assiste a un sistema di deducibilità parziale degli interessi, correlata anche alla capacità dell impresa di coprirli con la redditività operativa. 1 Un altra differenza principale tra debito e capitale proprio è che il debito, di solito, ha una data di scadenza prefissata, alla quale deve essere effettuato il pagamento della quota capitale, mentre il capitale azionario ha scadenza illimitata. Infine, gli investitori azionari, in virtù del loro diritto sui flussi di cassa residui dell impresa, hanno di solito potere di controllo (più o meno esteso) sulla gestione dell impresa. Invece gli investitori a titolo di debito esercitano un ruolo molto meno attivo nella gestione dell azienda, esercitando al massimo un potere di veto sulle maggiori decisioni finanziarie. 2 Tutte queste differenze sono sintetizzate nella Figura Come sarà meglio approfondito di seguito, la normativa italiana attuale prevede un sistema di parziale deducibilità degli oneri finanziari. Infatti ai fini dell imposta sul reddito delle attività produttive (IRAP) essi sono assolutamente indeducibili perché l aggregato su cui viene calcolata l imposta, cioè il valore della produzione (VAP), è al lordo degli oneri finanziari stessi. Inoltre, come meglio spiegato nell approfondimento all interno del capitolo, anche ai fini IRES e IRPEF gli oneri finanziari sono deducibili solo in presenza di un reddito operativo ritenuto adeguato alla loro copertura e pari ad almeno 3,33 volte il loro ammontare. 2 Il potere di veto viene di solito esercitato tramite le clausole restrittive (covenant) inserite nei contratti obbligazionari. In Italia la normativa all art e seguenti del Codice Civile prevede la costituzione di un assemblea degli obbligazionisti che elegge un rappresentante comune che parteciperà all assemblea dei soci, ma senza diritto di voto. Questo soggetto può riportare le deliberazioni assunte dagli obbligazionisti nella loro assemblea in ordine alle modifiche delle condizioni del prestito ed ad altri oggetti d interesse comune degli obbligazionisti.

3 La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento 383 Figura 7.1 Debito e capitale netto a confronto. Per riassumere, si definisce debito qualsiasi strumento finanziario che conferisca diritti contrattualmente stabiliti (piuttosto che in funzione della performance operativa) sui flussi di cassa aziendali, che generi pagamenti fiscalmente deducibili almeno in modo parziale, che abbia una scadenza determinata e che abbia precedenza sui flussi di cassa sia nei periodi in cui l impresa è operativa sia in caso di liquidazione o riorganizzazione dell azienda. Si definisce invece capitale netto qualsiasi strumento finanziario che conferisca al suo possessore il diritto di ricevere i flussi di cassa residui dell impresa e il controllo sulla gestione dell impresa, senza vantaggi fiscali associati al pagamento di tali flussi di cassa, con una scadenza indeterminata e senza diritto di priorità in caso di liquidazione o riorganizzazione dell azienda. I titoli che presentano caratteristiche sia dell uno che dell altro tipo vengono chiamati titoli ibridi. Più avanti, nel corso del capitolo, vedremo che la distinzione fra scadenza determinata e indeterminata sta perdendo via via importanza, nella misura in cui le scadenze delle obbligazioni si allungano e vengono creati nuovi strumenti azionari. Come classificare nuovi titoli Talora risulta difficile classificare un nuovo titolo nel continuum fra debito e capitale netto. Ecco qui una serie di domande che ti aiuteranno nella scelta: 1. I pagamenti relativi al titolo sono prestabiliti contrattualmente o hanno natura residuale? Nel primo caso, il titolo è più simile al debito. Nel secondo caso, il titolo è più simile al capitale netto. 2. I pagamenti sono fiscalmente deducibili? Se sì, il titolo è più simile al debito. Se no, il titolo è più simile al capitale netto.

4 384 Capitolo 7 3. I flussi di cassa connessi al titolo hanno priorità nel caso in cui l impresa si trovi in situazione di dissesto finanziario? Se sì, il titolo è più simile al debito. Se no, il titolo è più simile al capitale netto. 4. Il titolo ha una scadenza prefissata? Se sì, è più simile al debito. Se no, è più simile al capitale netto. 5. Il titolo conferisce al suo possessore potere di controllo (pro quota) sulla gestione dell impresa? Se no, il titolo è più simile al debito. Se sì, il titolo è più simile al capitale netto. Domanda di verifica 7.1 Debito o capitale netto? Devi classifi care un titolo come debito o capitale netto; a tal fi ne ti sono state fornite le seguenti informazioni: il titolo richiede pagamenti mensili fi ssi fi scalmente deducibili; ha durata illimitata; i diritti sui fl ussi di cassa operativi dell impresa (o sui beni aziendali in caso di liquidazione) saranno soddisfatti dopo quelli di tutti gli altri titolari di debito (compreso il debito non garantito). a. Si tratta di debito. b. Si tratta di capitale netto. c. Si tratta di un titolo ibrido. 7.2 Il capitale netto Di solito, quando si parla di capitale netto, si pensa immediatamente alle azioni ordinarie. In realtà, esso può assumere forme diverse, a seconda che l impresa sia quotata o no, e a seconda delle sue caratteristiche di crescita e rischio. Le imprese non quotate hanno minore scelta rispetto a quelle quotate, in quanto esse non possono emettere titoli per ottenere capitale a titolo di proprietà. Di conseguenza, esse devono fare affidamento sui fondi investiti nell azienda dal proprietario/ fondatore o da un entità privata, di solito un fornitore di venture capital (venture capitalist), per trovare il capitale di rischio necessario all esercizio e all espansione dell impresa. Le imprese quotate, invece, avendo accesso ai mercati di capitali, hanno una scelta molto più ampia Capitale proprio (owner s equity) La maggior parte delle imprese, come per esempio la Microsoft e la Wal-Mart, nascono grazie ad alcuni individui che forniscono il capitale iniziale e reinvestono nell attività d impresa gli utili da essa generati. Tali fondi, forniti dai titolari dell impresa, vanno sotto il nome di capitale proprio, e forniscono le basi per la crescita e l eventuale successo dell impresa.

5 La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento Venture capital e private equity A un certo punto della sua vita, in genere un impresa si trova ad affrontare il momento in cui i fondi a disposizione non sono sufficienti per le necessità di investimento dettate dalla sua crescita. Piccole imprese, soprattutto quelle attive in settori a elevata rischiosità, ricorrono così a un soggetto privato nelle vesti di business angel o a un fondo di investimento istituzionale in private equity, che fornirà finanziamento a titolo di capitale netto in cambio di una quota della proprietà dell impresa. 3 In linea generale, la capacità di ottenere fondi da fonti alternative o di quotarsi è maggiore per le imprese di maggiori dimensioni e con minore incertezza in termini di prospettive future. Perciò, imprese piccole e rischiose avranno maggiore necessità di fare ricorso al private equity e per ottenerlo dovranno dare in cambio una quota più elevata della proprietà dell impresa. Domanda di verifica 7.2 Effetti della diversificazione sull attività di venture capital Stai comparando i rendimenti richiesti da due fornitori di venture capital interessati a investire nella stessa impresa di software. Uno di essi ha investito tutto il suo capitale in imprese di software, mentre l altro lo ha investito in piccole imprese operanti in numerosi settori. Quale dei due avrà il maggiore tasso di rendimento atteso? a. Il venture capitalist che ha investito soltanto in imprese di software. b. Il venture capitalist che ha investito in diversi settori. c. Non è possibile rispondere alla domanda, in mancanza di maggiori informazioni. Se i due fornitori di venture capital fossero in possesso delle stesse stime dei fl ussi di cassa dell impresa, quale dei due richiederà una quota azionaria maggiore per uno stesso ammontare di capitale investito? a. Il venture capitalist con il tasso di rendimento atteso maggiore. b. Il venture capitalist con il tasso di rendimento atteso minore Azioni ordinarie (common stock) Di solito un impresa quotata si procura capitale netto emettendo azioni ordinarie al prezzo che il mercato è disposto a pagare. Per un impresa in procinto di quotarsi il prezzo viene stimato dall emittente con la collaborazione di un advisor finanziario, spesso una banca d affari che consiglia un range di prezzi entro il quale il titolo verrà collocato sul mercato primario. Questo prezzo è detto anche prezzo di prima emissione. 4 Anche le imprese già quotate collocano le proprie azioni al prezzo di emissione di nuove azioni ogni qualvolta eseguono un aumento di capitale a pagamento. In 3 Venture capital e private equity sono spesso usati come sinonimi e indicano un investimento temporaneo nel capitale di rischio delle imprese, con l obiettivo di realizzare un elevato capital gain. Nella terminologia anglosassone il venture capital è quella parte del private equity che viene investito da soggetti istituzionali e non, nelle fasi iniziali del ciclo di vita di un impresa. Per approfondimenti per l Italia www. iban.it, 4 Per un approfondimento sul concetto di valore di emissione si veda Roggi O., (2003), Valore intrinseco e prezzo di mercato nelle operazioni di finanza straordinaria, Franco Angeli, Milano.

6 386 Capitolo 7 questo caso il prezzo di emissione rifletterà prevalentemente il prezzo di mercato sul mercato secondario. Normalmente, soprattutto in Italia, le azioni ordinarie emesse dalla società prevedono diritti ai flussi di cassa e di voto proporzionali. Altre volte, soprattutto negli Stati Uniti le azioni sono caratterizzate da diritti in termini di dividendi e potere di voto in assemblea non proporzionali. Le azioni ordinarie rappresentano un titolo semplice, relativamente facile da capire e valutare. Inoltre, possono essere considerate un presupposto per tutti gli altri strumenti finanziari ai quali un impresa quotata può ricorrere, nel senso che un impresa senza capitale netto non potrebbe emettere debito o titoli ibridi. Il trattamento contabile delle azioni ordinarie segue pratiche ormai consolidate e può essere inserito senza difficoltà all interno del formato tradizionale del bilancio d impresa Warrant Negli ultimi anni, le imprese hanno cominciato a cercare forme di capitale netto alternative alle azioni ordinarie. Un alternativa utilizzata con successo da alcune società giapponesi alla fine degli anni Ottanta è stata quella dei warrant, titoli che, in cambio del pagamento immediato di un certo prezzo, conferiscono al possessore per un dato periodo di tempo il diritto di acquistare, a un prezzo prefissato, un certo numero di azioni della società. Poiché il valore dei warrant dipende dal prezzo delle azioni ordinarie sottostanti, essi devono essere considerati una forma di capitale netto. Perché un impresa potrebbe preferire warrant piuttosto che azioni ordinarie come strumento per procurarsi capitale netto? In primo luogo, il prezzo dei warrant dipende dalla volatilità delle azioni sottostanti; maggiore è la volatilità, maggiore il valore del warrant. Nella misura in cui il mercato sopravvaluta la rischiosità dell impresa (e quindi il valore del warrant), l impresa può guadagnare dall emissione di warrant o titoli simili. In secondo luogo i warrant, di per sé, non creano obblighi finanziari al momento della loro emissione. Di conseguenza, raccogliere fondi tramite l emissione di warrant può essere una buona soluzione per imprese in fase di crescita elevata, soprattutto quando i flussi di cassa attuali sono limitati o negativi. In terzo luogo, per un CFO (Chief Financial Officer) preoccupato dalla diluizione del capitale netto indotta dall emissione di azioni ordinarie, i warrant sembrano offrire una soluzione perfetta, poiché permettono di procurarsi capitale netto da utilizzare immediatamente, senza dover subito emettere nuove azioni. Domanda di verifica 7.3 Varianza dei prezzi azionari e uso dei warrant Le società con elevata varianza dei prezzi azionari dovrebbero fare maggior uso dei warrant, poiché il prezzo dei warrant aumenta di pari passo con la varianza. a. a. Vero. b. b. Falso. Motiva la scelta.

7 La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento 387 La valutazione dei warrant I warrant rappresentano delle opzioni call a lungo termine; tuttavia, i modelli tradizionali per la valutazione delle opzioni assumono che l esercizio di un opzione non incida sul valore dell azione sottostante. Ciò può esser vero per le opzioni su azioni negoziate nei mercati, ma non per i warrant, dal momento che essi portano liquidità all impresa e il loro esercizio aumenta il numero di azioni in circolazione, con conseguente impatto sui prezzi azionari. L impatto negativo atteso (diluizione) ridurrà il valore di un warrant rispetto a un opzione call equivalente. Ci sono due differenze significative fra gli input utilizzati per la valutazione delle opzioni ordinarie (per maggiori dettagli sui modelli di valutazione delle opzioni si rimanda all Appendice 4) e quelli da utilizzare per la valutazione di un opzione corretta per tener conto della diluizione. Il prezzo azionario viene corretto per tenere conto della diluizione associata all esercizio del warrant: Prezzo azionario corretto per la diluizione = (Sn s + Wn w )/(n s + n w ) in cui S = valore attuale dell azione, n s = numero di azioni in circolazione, n w = numero di warrant in circolazione, e dove W = valore di mercato dei warrant in circolazione. Il numeratore riflette il valore di mercato del capitale netto (sia le azioni che i warrant). Nel momento in cui il warrant viene esercitato, aumenterà il numero di azioni in circolazione, e di conseguenza diminuirà il prezzo azionario. Questa rettifica comporta l uso di un prezzo azionario più basso nel modello e dunque un minore valore del warrant. La seconda differenza attiene la varianza: la varianza utilizzata nel modello di option pricing è la varianza del valore del capitale netto della società (ossia il valore delle azioni e dei warrant insieme, e non soltanto delle azioni) Contingent value right I contingent value right (CVR) conferiscono al possessore il diritto di vendere (all impresa che li emette) le azioni sottostanti a un prezzo determinato, e dunque derivano il proprio valore dalla volatilità delle azioni e dal desiderio da parte degli investitori di proteggersi dalle perdite. Anche le opzioni put, negoziate in Borsa, conferiscono ai loro possessori il diritto di vendere le azioni sottostanti a un prezzo prestabilito. Vi sono però due differenze. In primo luogo, i ricavi della vendita di CVR vanno all impresa emittente, mentre quelli relativi alla vendita di opzioni put quotate, vanno ai privati che le emettono. In secondo luogo, i CVR tendono a essere più a lungo termine rispetto alle tipiche opzioni put quotate. Esistono diversi motivi per cui un impresa può decidere di emettere CVR. Il più ovvio è che l impresa crede di essere significativamente sottovalutata dal mercato. In tale situazione, emettere CVR sarebbe ovviamente vantaggioso per l impresa e le consentirebbe anche di inviare al mercato un segnale della propria sottovalutazione.

8 388 Capitolo 7 Emettere CVR ha senso anche quando il mercato sottostima la volatilità dell azione e sovrastima quindi il valore dei CVR. Infine, l esistenza di CVR come assicurazione contro le perdite può rendere più interessante l azione ordinaria sottostante e attrarre così nuovi investitori. 7.3 Il debito L alternativa diametralmente opposta all utilizzo di capitale netto è quella di prendere denaro in prestito. Tale soluzione crea l obbligo per l impresa di effettuare pagamenti di flussi di cassa e conferisce all investitore un diritto di priorità sui beni aziendali in caso di dissesto finanziario Debito bancario (bank debt) Storicamente, la principale fonte di prestito per tutte le imprese non quotate e per molte imprese quotate sono state le banche, le quali fissano il tasso di interesse sul debito sulla base di un analisi della rischiosità dell impresa. Il debito bancario fornisce all impresa che vi ricorre diversi vantaggi. In primo luogo, il debito bancario può essere utilizzato per prendere a prestito quantità relativamente piccole di denaro; le emissioni obbligazionarie invece, per via del loro notevole costo, sono più adatte per raccogliere quantità di denaro molto elevate, così da sfruttare economie di scala. In secondo luogo, se l impresa non è molto conosciuta o seguita dagli investitori, il debito bancario rappresenta un meccanismo più adatto per fornire all investitore (la banca) informazioni necessarie per valutare il prestito; in altre parole, l impresa che prende in prestito può fornire alla banca che eroga il prestito informazioni interne sui progetti e sull impresa. La presenza di centinaia di investitori in emissioni obbligazionarie renderebbe questo processo di raccolta e analisi delle informazioni costoso e inattuabile. Infine, per emettere obbligazioni, le imprese devono sottoporsi al processo di rating da parte delle agenzie preposte a tale funzione, e dunque fornire loro informazioni sufficienti per ottenerlo. Per molte imprese, soprattutto di piccole dimensioni, può risultare molto più difficile e costoso rivolgersi a un agenzia di rating, piuttosto che rivolgersi alle banche. Le banche, oltre a essere una fonte di finanziamento a breve e a lungo termine per le imprese, spesso offrono anch esse un opzione più flessibile per far fronte a necessità di finanziamento impreviste o stagionali. Tale opzione è rappresentata da una linea di credito, alla quale l impresa può ricorrere soltanto se ha bisogno di finanziamenti. Nella maggior parte dei casi, una linea di credito individua un ammontare che l impresa può prendere in prestito e collega il tasso di interesse sul prestito a un tasso di mercato, come il tasso primario (prime rate) o i tassi dei titoli di Stato. Per un impresa, il vantaggio di avere una linea di credito sta nel fatto che essa le garantisce l approvvigionamento di fondi, senza dover pagare interessi passivi nel caso in cui tali fondi rimangano inutilizzati. Perciò, la linea di credito risulta un utile tipo di finanziamento per imprese con necessità di capitale circolante variabili. In molti casi, tuttavia, all impresa viene chiesto di mantenere un certo ammontare di fondi a garanzia (compensating balance) al quale vengono applicati interessi zero o tassi al di sotto di quelli di mercato. Per esempio, a un impresa che richiede a una banca

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Capitolo 17 Indice degli argomenti 1. Rischio operativo e finanziario

Dettagli

PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE N. 28. Partecipazioni in società collegate

PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE N. 28. Partecipazioni in società collegate PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE N. 28 Partecipazioni in società collegate SOMMARIO Paragrafi Ambito di applicazione 1 Definizioni 2-12 Influenza notevole 6-10 Metodo del patrimonio netto 11-12 Applicazione

Dettagli

AI SOCI DELLA SEZIONE LOMBARDIA

AI SOCI DELLA SEZIONE LOMBARDIA AI SOCI DELLA SEZIONE LOMBARDIA Milano, 22 marzo 2011 MT/dg Caro Socio, un gruppo di ricercatori dell area Finanza dell Università di Ferrara (facoltà d economia) in collaborazione con il Master CFO ANDAF-UNIFE

Dettagli

Investimenti finanziari a confronto

Investimenti finanziari a confronto Guida pratica Investimenti finanziari a confronto Capire e scegliere i prodotti finanziari INDICE 2 INVESTIMENTI FINANZIARI A CONFRONTO Caro Cliente... 3 1. Cosa offre questa iniziativa?... 4 2. A chi

Dettagli

AZIONI E OBBLIGAZIONI: CARATTERISTICHE E STIME DEL VALORE. Docente: Prof. Massimo Mariani

AZIONI E OBBLIGAZIONI: CARATTERISTICHE E STIME DEL VALORE. Docente: Prof. Massimo Mariani AZIONI E OBBLIGAZIONI: CARATTERISTICHE E STIME DEL VALORE Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO Le obbligazioni: definizioni e caratteristiche Particolari tipologie di obbligazioni La valutazione delle

Dettagli

IAS 32 Financial Instruments: Disclosure and presentation. IAS 39 Financial Instruments: Recognition and measurement

IAS 32 Financial Instruments: Disclosure and presentation. IAS 39 Financial Instruments: Recognition and measurement IAS 32 Financial Instruments: Disclosure and presentation IAS 39 Financial Instruments: Recognition and measurement 1 Argomenti trattati 1) 1) Principali contenuti 2) 2) IAS 32 Financial Instruments: Disclosure

Dettagli

CAC40 16.12.2005 DOW JONES 16.12.2005 EUROSTOXX50 16.12.2005 MIB30 16.12.2005 NIKKEI225

CAC40 16.12.2005 DOW JONES 16.12.2005 EUROSTOXX50 16.12.2005 MIB30 16.12.2005 NIKKEI225 Avviso integrativo di emissione della Nota integrativa al documento informativo sull Emittente depositato presso la Consob in data 03.07.2002, a seguito di nullaosta n. 2045403 del 27.06.2002 relativa

Dettagli

3.A Appendice: La teoria dei fondi mutuabili

3.A Appendice: La teoria dei fondi mutuabili 1 3.A Appendice: La teoria dei fondi mutuabili Abbiamo fin qui analizzato in dettaglio in quale modo i tassi di interesse determinano il valore degli strumenti finanziari. Vista la forte incidenza che

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 39 Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione

Principio contabile internazionale n. 39 Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione IAS 39 Principio contabile internazionale n. 39 Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione Finalità 1 La finalità del presente Principio è stabilire i principi per rilevare e valutare le attività

Dettagli

Esame preliminare delle decisioni di finanziamento

Esame preliminare delle decisioni di finanziamento PROGRAMMA 1) Nozioni di base di finanza aziendale - Valore: Valore attuale Valutazione delle obbligazioni e delle azioni, Valore attuale netto ed altri criteri di scelta degli investimenti Esame preliminare

Dettagli

Il mercato mobiliare

Il mercato mobiliare Il mercato mobiliare E il luogo nel quale trovano esecuzione tutte le operazioni aventi per oggetto valori mobiliari, ossia strumenti finanziari così denominati per la loro attitudine a circolare facilmente

Dettagli

1 Gruppo Unipol Bilancio Consolidato 2012

1 Gruppo Unipol Bilancio Consolidato 2012 Gestione patrimoniale e finanziaria Investimenti e disponibilità Operatività 2012 Gruppo Unipol perimetro ante acquisizione Premafin Durante il 2012 le politiche di investimento hanno perseguito, in un

Dettagli

ISSIS DON MILANI LICEO ECONOMICO SOCIALE Corso di DIRITTO ed ECONOMIA POLITICA. Liceo Don Milani classe I ECONOMICO SOCIALE Romano di Lombardia 1

ISSIS DON MILANI LICEO ECONOMICO SOCIALE Corso di DIRITTO ed ECONOMIA POLITICA. Liceo Don Milani classe I ECONOMICO SOCIALE Romano di Lombardia 1 ISSIS DON MILANI LICEO Corso di DIRITTO ed ECONOMIA POLITICA 1 NEL MERCATO FINANZIARIO SI NEGOZIANO TITOLI CON SCADENZA SUPERIORE A 18 MESI AZIONI OBBLIGAZIONI TITOLI DI STATO 2 VALORE DEI TITOLI VALORE

Dettagli

Temi fiscali connessi alla conversione dei crediti in strumenti partecipativi

Temi fiscali connessi alla conversione dei crediti in strumenti partecipativi Temi fiscali connessi alla conversione dei crediti in strumenti partecipativi dott. Giovanni Mercanti Milano, 17 giugno 2014 Contenuto della relazione Rinuncia parziale al credito Emissione SFP Distinzione

Dettagli

Processo che consente di identificare la ripartizione ottimale di medio-lungo periodo delle risorse finanziarie tra le diverse classi di attività.

Processo che consente di identificare la ripartizione ottimale di medio-lungo periodo delle risorse finanziarie tra le diverse classi di attività. Glossario finanziario Asset Allocation Consiste nell'individuare classi di attività da inserire in portafoglio al fine di allocare in maniera ottimale le risorse finanziarie, dati l'orizzonte temporale

Dettagli

Obbligazioni convertibili: il meglio di due mondi?

Obbligazioni convertibili: il meglio di due mondi? Obbligazioni convertibili: il meglio di due mondi? Un alternativa alle obbligazioni tradizionali Documento illustrativo di approfondimento che non costituisce offerta al pubblico di prodotti/servizi finanziari.

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE CASSA DI RISPARMIO DI ASTI S.P.A. TASSO FISSO 4,00% 01/07/2009 01/07/2019 Euro 5.000.000 ISIN IT0004510613

CONDIZIONI DEFINITIVE CASSA DI RISPARMIO DI ASTI S.P.A. TASSO FISSO 4,00% 01/07/2009 01/07/2019 Euro 5.000.000 ISIN IT0004510613 CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DENOMINATI CASSA DI RISPARMIO DI ASTI S.P.A. TASSO FISSO 4,00% 01/07/2009 01/07/2019 Euro 5.000.000 ISIN IT0004510613 Le presenti

Dettagli

Capitolo 13. Un esame preliminare delle decisioni di finanziamento. Principi di finanza aziendale

Capitolo 13. Un esame preliminare delle decisioni di finanziamento. Principi di finanza aziendale Principi di finanza aziendale Capitolo 13 IV Edizione Richard A. Brealey Stewart C. Myers Sandro Sandri Un esame preliminare delle decisioni di finanziamento Copyright 2003 - The McGraw-Hill Companies,

Dettagli

Tipo Scadenza Periodicità cedola Rimborso BOT (Buoni Ordinari del Tesoro)

Tipo Scadenza Periodicità cedola Rimborso BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) TABELLA 10.1 Titoli di Stato: le caratteristiche principali Tipo Scadenza Periodicità cedola Rimborso BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) CTZ (Certificati del Tesoro Zerocoupon) CCT (Certificati di Credito

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 2

Economia monetaria e creditizia. Slide 2 Economia monetaria e creditizia Slide 2 Le attività e i mercati finanziari Oltre alla moneta, un altra istituzione consente di ridurre i costi di transazione negli scambi: i mercati Si tratta dei contesti

Dettagli

mod. 9 SEG BANCA CARIGE

mod. 9 SEG BANCA CARIGE Relazione del Consiglio di Amministrazione all Assemblea in sede straordinaria convocata per il giorno 13 febbraio 2012 in merito all eliminazione dell indicazione del valore nominale delle azioni della

Dettagli

Le azioni e le obbligazioni

Le azioni e le obbligazioni Nome e Cognome... Classe... Data... autore MARIA RITA CATTANI materia Diritto commerciale destinazione Classe 4 a ITC SCELTA MULTIPLA Scegli la risposta corretta tra quelle che ti vengono proposte. 1.

Dettagli

Dividendi e valore delle azioni

Dividendi e valore delle azioni Dividendi e valore delle azioni La teoria economica sostiene che in ultima analisi il valore delle azioni dipende esclusivamente dal flusso scontato di dividendi attesi. Formalmente: V = E t=0 1 ( ) t

Dettagli

CHALLENGE FUNDS Prospetto Semplificato

CHALLENGE FUNDS Prospetto Semplificato CHALLENGE FUNDS Prospetto Semplificato Pubblicato mediante deposito presso l Archivio Prospetti della CONSOB in data 31 gennaio 2012 Società di gestione Collocatore Unico 2/44 Il presente Prospetto Semplificato

Dettagli

Informazioni chiare sulle obbligazioni bancarie strutturate e subordinate. Guida pratica

Informazioni chiare sulle obbligazioni bancarie strutturate e subordinate. Guida pratica Informazioni chiare sulle obbligazioni bancarie strutturate e subordinate Guida pratica Informazioni chiare sulle obbligazioni bancarie strutturate e subordinate Guida pratica LE INFORMAZIONI DI BASE SULLE

Dettagli

Total Alpha Certificate 05/08/2013 emesso da CALYON Financial Products (Guernsey) Limited (l Emittente ) CALYON (il Garante )

Total Alpha Certificate 05/08/2013 emesso da CALYON Financial Products (Guernsey) Limited (l Emittente ) CALYON (il Garante ) Total Alpha Certificate 05/08/2013 emesso da CALYON Financial Products (Guernsey) Limited (l Emittente ) In forza del Programma per l emissione di Warrant e Certificati con la garanzia incondizionata ed

Dettagli

Quesiti e soluzioni della prova scritta dell'esame di idoneità per l'iscrizione all'albo dei promotori finanziari del 9 marzo 2007

Quesiti e soluzioni della prova scritta dell'esame di idoneità per l'iscrizione all'albo dei promotori finanziari del 9 marzo 2007 Quesiti e soluzioni della prova scritta dell'esame di idoneità per l'iscrizione all'albo dei promotori finanziari del 9 marzo 2007 1. Ai sensi del dell art. 98, comma 2, del regolamento Consob n. 11522/1998,

Dettagli

Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli

Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli Corso di bilancio e principi contabili Sedicesima lezione: I debiti Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli D) Debiti I DEBITI 1. obbligazioni; 2. obbligazioni convertibili; 3. debiti

Dettagli

Foglio Informativo. Che cos è il Contratto Di Collocamento Titoli Nonché Di Ricezione E Trasmissione Ordini

Foglio Informativo. Che cos è il Contratto Di Collocamento Titoli Nonché Di Ricezione E Trasmissione Ordini Informazioni sulla banca Denominazione e forma giuridica: BANCA DEL SUD S.p.A. Sede legale e amministrativa: VIA CALABRITTO, 20 80121 NAPOLI Recapiti ( telefono e fax) 0817976411, 0817976402 Sito internet:

Dettagli

Iccrea Banca S.p.A. in qualità di Emittente e Responsabile del Collocamento

Iccrea Banca S.p.A. in qualità di Emittente e Responsabile del Collocamento Iccrea Banca S.p.A. in qualità di Emittente e Responsabile del Collocamento Società per Azioni Via Lucrezia Romana, 41/47-00178 Roma P. IVA, Codice Fiscale e n. di Iscrizione al Registro delle Imprese

Dettagli

IAS 32 Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio d esercizio e informazione integrativa

IAS 32 Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio d esercizio e informazione integrativa IAS 32 Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio d esercizio e informazione integrativa SCHEMA DI SINTESI DEL PRINCIPIO CONTABILE SINTESI ILLUSTRAZIONE DEL PRINCIPIO CONTABILE 1 FINALITA' LIABILITY

Dettagli

L Ires e la tassazione dei redditi d impresa

L Ires e la tassazione dei redditi d impresa Lezione dodicesima L Ires e la tassazione dei redditi d impresa 1 TASSAZIONE REDDITI D IMPRESA PROFITTI = R C AM - IP Imprese individuali e società di persone Gli utili, a prescindere dalla loro distribuzione,

Dettagli

SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 9

SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 9 SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 9 1. Un derivato e uno strumento finanziario il cui rendimento e legato al rendimento di un altro strumento finanziario emesso in precedenza e separatamente negoziato. Un esempio

Dettagli

Azioni e obbligazioni: caratteristiche e stima del valore

Azioni e obbligazioni: caratteristiche e stima del valore Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Azioni e obbligazioni: caratteristiche e stima del valore Capitolo 14 Indice degli argomenti 1. Obbligazioni 2. Valutazione delle obbligazioni

Dettagli

Gestione patrimoniale e finanziaria

Gestione patrimoniale e finanziaria Gestione patrimoniale e finanziaria Investimenti e disponibilità Operatività svolta nel corso del 2013 Durante il 2013 le politiche di investimento adottate dall area finanza hanno perseguito, in un ottica

Dettagli

Caso pratico di redazione di un piano di risanamento

Caso pratico di redazione di un piano di risanamento S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO CONVEGNO: DIAGNOSI E SOLUZIONI PER LA CONTINUITA D IMPRESA Caso pratico di redazione di un piano di risanamento GIANNICOLA ROCCA 21 Luglio 2012 - Sala Falck

Dettagli

I titoli azionari. Giuseppe G. Santorsola EIF 1

I titoli azionari. Giuseppe G. Santorsola EIF 1 I titoli azionari Giuseppe G. Santorsola EIF 1 Definizione I titoli azionari rappresentano quote di partecipazione nella società, sottoscrivendo i quali l investitore acquisisce lo status di socio dell

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA VALSABBINA S.C.p.A. Sede Legale: Vestone (Bs) via Molino, 4 Direzione Generale: Brescia via XXV Aprile, 8 Tel. 030 3723.1 Fax 030 3723.430 - Iscritta al Registro Imprese e CCIAA di Brescia REA n.9187

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DENOMINATI CASSA DI RISPARMIO DI ASTI S.P.A. ZERO COUPON 01/12/2009 01/12/2019

CONDIZIONI DEFINITIVE NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DENOMINATI CASSA DI RISPARMIO DI ASTI S.P.A. ZERO COUPON 01/12/2009 01/12/2019 CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DENOMINATI CASSA DI RISPARMIO DI ASTI S.P.A. ZERO COUPON 01/12/2009 01/12/2019 EURO 5.000.000 ISIN IT0004554520 Le presenti Condizioni

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO REDATTO AI SENSI DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI

FOGLIO INFORMATIVO REDATTO AI SENSI DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI RISERVATO A PROMOTORI/AGENTI Cognome e nome Qualifica N. iscrizione albo.. FOGLIO INFORMATIVO REDATTO AI SENSI DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI OBBLIGAZIONI

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA AGRICOLA POPOLARE DI RAGUSA Società Cooperativa per Azioni CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUGLI STRUMENTI FINANZIARI OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO BANCA AGRICOLA POPOLARE

Dettagli

Le fonti di finanziamento nel project financing

Le fonti di finanziamento nel project financing Le fonti di finanziamento nel project financing Giuseppe G. Santorsola Università Parthenope Aspetti generali La Finanza di Progetto nasce nei paesi anglosassoni come tecnica finanziaria innovativa volta

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA POPOLARE DELL ALTO ADIGE SOCIETÀ COOPERATIVA PER AZIONI Sede Legale in Bolzano, Via del Macello n.55 Iscritta all Albo delle Banche al n. 3630.1 e Capogruppo del Gruppo Bancario Banca Popolare dell

Dettagli

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IFRS)

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IFRS) TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IFRS) (DOCUMENTO SOGGETTO A VERIFICA, IN CORSO, DA PARTE DELLA SOCIETA DI REVISIONE) Nel 2002 l Unione europea ha adottato il regolamento n. 1606 in base

Dettagli

BANCA POPOLARE DI VICENZA 15.A EMISSIONE SUBORDINATO CONVERTIBILE EUR 328.878.663,00 2009-2016

BANCA POPOLARE DI VICENZA 15.A EMISSIONE SUBORDINATO CONVERTIBILE EUR 328.878.663,00 2009-2016 SCHEDA PRODOTTO RELATIVA AL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO DENOMINATO BANCA POPOLARE DI VICENZA 15.A EMISSIONE SUBORDINATO CONVERTIBILE EUR 328.878.663,00 2009-2016 CODICE ISIN: IT0004548258 DESCRIZIONE SINTETICA

Dettagli

BANCA DI VERONA CREDITO COOPERATIVO CADIDAVID Società cooperativa per azioni

BANCA DI VERONA CREDITO COOPERATIVO CADIDAVID Società cooperativa per azioni BANCA DI VERONA CREDITO COOPERATIVO CADIDAVID Società cooperativa per azioni in qualità di Emittente, Offerente e Responsabile del collocamento Sede sociale in Verona Via Forte Tomba, 8 Iscritta all Albo

Dettagli

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA BANCA DI CESENA OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO BANCA DI CESENA 11/05/2009 11/11/2011 TF

Dettagli

Informazioni chiave per gli investitori

Informazioni chiave per gli investitori Informazioni chiave per gli investitori Il presente documento contiene le informazioni chiave per gli investitori in relazione a questo Fondo. Non si tratta di un documento promozionale. Le informazioni

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 26 Il sistema finanziario Il sistema finanziario fa in modo che

Dettagli

Italo Degregori. Quaderni di Finanza ( 1 ) Le Obbligazioni. Edizioni R.E.I.

Italo Degregori. Quaderni di Finanza ( 1 ) Le Obbligazioni. Edizioni R.E.I. Italo Degregori Quaderni di Finanza ( 1 ) Le Obbligazioni Edizioni R.E.I. 2 Edizioni R.E.I. 3 Italo Degregori Quaderni di Finanza ( 1 ) Le Obbligazioni ISBN 978-88-97362-46-3 Copyright 2011 - Edizioni

Dettagli

19.4. La riserva di elasticità

19.4. La riserva di elasticità INTRODUZIONE ALLA FINANZA 1.OBIETTIVI AZIENDALI E COMPITI DELLA FINANZA, di M. Dallocchio e A. Salvi 1.1. Creazione di valore come idea-guida 1.2. Creazione di valori per l impresa o per gli azionisti?

Dettagli

Il finanziamento delle aziende BMAS Capitolo 12

Il finanziamento delle aziende BMAS Capitolo 12 Finanza Aziendale Il finanziamento delle aziende BMAS Capitolo 12 Copyright 2003 - The McGraw-Hill Companies, srl 1 Argomenti Caratteri generali del finanziamento delle aziende Azioni ordinarie Altre categorie

Dettagli

TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DEL CAPITALE AZIONARIO. Docente: Prof. Massimo Mariani

TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DEL CAPITALE AZIONARIO. Docente: Prof. Massimo Mariani TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DEL CAPITALE AZIONARIO Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO Il costo del capitale: la logica di fondo Le finalità del calcolo del costo del capitale Il costo del capitale

Dettagli

Conversione di obbligazioni o esercizio di warrant?

Conversione di obbligazioni o esercizio di warrant? Conversione di obbligazioni o esercizio di warrant? di Roberto Moro Visconti (*) L emissione di obbligazioni convertibili o cum warrant risulta particolarmente utile quando la società è alla ricerca di

Dettagli

Cos è un Fondo Comune d Investimento/SICAV

Cos è un Fondo Comune d Investimento/SICAV Cos è un Fondo Comune d Investimento/SICAV Un Fondo Comune può essere paragonato ad una cassa collettiva dove confluiscono i risparmi di una pluralità di risparmiatori. Il denaro che confluisce in questa

Dettagli

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A.

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. 1. PREMESSE La presente politica di investimento è stata approvata dall assemblea

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO REDATTO AI SENSI DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI

FOGLIO INFORMATIVO REDATTO AI SENSI DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI FOGLIO INFORMATIVO REDATTO AI SENSI DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI OBBLIGAZIONI CARIGE SERIE 294 INFLATION BOND II Per conoscere il rendimento offerto

Dettagli

L EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI

L EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI L EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI di Emanuele Rossi e Andrea Sergiacomo 1. Premessa Sia le S.P.A. che le S.A.P.A. ed in particolari casi anche le cooperative 1, hanno la facoltà di emettere prestiti

Dettagli

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QD. Il fondo interno è un fondo obbligazionario flessibile.

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QD. Il fondo interno è un fondo obbligazionario flessibile. Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

CREDITO DI ROMAGNA S.p.A.

CREDITO DI ROMAGNA S.p.A. CREDITO DI ROMAGNA S.p.A. CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA CREDITO DI ROMAGNA OBBLIGAZIONI A STEP UP STEP DOWN CREDITO DI ROMAGNA S.p.A. STEP UP 02/02/2010 02/02/2013 SERIE 85 IT0004571151

Dettagli

BANCA DELLE MARCHE SPA TV EURIBOR 3 MESI CON OPZIONE PUT 2009/2014 ISIN IT0004495120

BANCA DELLE MARCHE SPA TV EURIBOR 3 MESI CON OPZIONE PUT 2009/2014 ISIN IT0004495120 CONDIZIONI DEFINITIVE CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA relativa al programma di prestiti obbligazionari denominato BANCA DELLE MARCHE S.P.A. OBBLIGAZIONI A TASSO VARIABILE CON FACOLTÀ DI RIMBORSO

Dettagli

Schema 1. Attrattività del cliente (da1 a 6)

Schema 1. Attrattività del cliente (da1 a 6) Schema 1 Gruppo di Prodotti/servizi Contributo alle vendite (percentuale) Contributo al profitto (percentuale) Attrattività del cliente (da1 a 6) Attrattività dei fornitori (da1 a 6) Attrattività della

Dettagli

1. Descrizione della fusione del comparto di Compam Fund: Europe Dynamic 0/100 nel comparto di Diaman SICAV Mathematics

1. Descrizione della fusione del comparto di Compam Fund: Europe Dynamic 0/100 nel comparto di Diaman SICAV Mathematics CompAM FUND Società d'investimento a Capitale Variabile (SICAV) Sede legale: 4, boulevard Royal, L-2449 Luxembourg Registro delle imprese lussemburghese N B92095 COMUNICAZIONE AGLI AZIONISTI I. COMPARTO

Dettagli

2010 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale

2010 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale 2010 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale Preambolo Le seguenti direttive sono state adottate dal Consiglio di amministrazione dell Associazione svizzera dei banchieri allo scopo di

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.A. Sede Sociale e Direzione Generale: Ravenna Piazza Garibaldi, 6 Capitale Sociale 174.660.000,00 Euro interamente versato Banca iscritta nell Albo delle Banche al n.

Dettagli

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ai sensi dell articolo 114 d.lgs. 58/1998 OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO SU AZIONI ORDINARIE KME GROUP S.P.A. E INTEK S.P.A.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ai sensi dell articolo 114 d.lgs. 58/1998 OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO SU AZIONI ORDINARIE KME GROUP S.P.A. E INTEK S.P.A. COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ai sensi dell articolo 114 d.lgs. 58/1998 OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO SU AZIONI ORDINARIE KME GROUP S.P.A. E INTEK S.P.A. In data odierna i Consigli di Amministrazione di KME

Dettagli

IFRS 2 Pagamenti basati su azioni

IFRS 2 Pagamenti basati su azioni Pagamenti basati su azioni International Financial Reporting Standard 2 Pagamenti basati su azioni FINALITÀ 1 Il presente IRFS ha lo scopo di definire la rappresentazione in bilancio di una entità che

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA DEL PROSPETTO DI BASE PER L OFFERTA DI PRESTITI OBBLIGAZIONARI A TASSO VARIABILE, MISTO e ZERO COUPON Banca Popolare di Bergamo S.p.A. 30/06/2008-2018 ZERO COUPON

Dettagli

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/31 35. Informazioni sui valori contabili contenuti in differenti classificazioni di rimanenze e l ammontare delle variazioni in queste voci di attività è utile per gli utilizzatori del bilancio.

Dettagli

Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI

Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI Nicola Meccheri (meccheri@ec.unipi.it) Facoltà di Economia Università di Pisa A.A. 2011/2012 ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI: ASPETTI INTRODUTTIVI

Dettagli

Strumenti di finanziamento a medio e lungo termine

Strumenti di finanziamento a medio e lungo termine Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Strumenti di finanziamento a medio e lungo termine Capitolo 21 Indice degli argomenti 1. Alternative di finanziamento a lungo termine

Dettagli

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale IFFI 10 edizione VALORIZZARE L IMPRESA E ATTRARRE GLI INVESTITORI La liquidità dei mercati finanziari per lo sviluppo delle imprese Le scelte per la media impresa tra debito e capitale MILANO, 11 Novembre

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA POPOLARE DELL ALTO ADIGE SOCIETÀ COOPERATIVA PER AZIONI Sede Legale in Bolzano, Via Siemens n.18 Iscritta all Albo delle Banche al n. 3630.1 Capitale Sociale e Riserve Euro 506.534.721 Codice Fiscale

Dettagli

Strumenti derivati. Strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento del prezzo di un attività sottostante Attività sottostanti:

Strumenti derivati. Strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento del prezzo di un attività sottostante Attività sottostanti: Strumenti derivati Strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento del prezzo di un attività sottostante Attività sottostanti: attività finanziarie (tassi d interesse, indici azionari, valute,

Dettagli

Indice 3 PREFAZIONE. 29 Premessa

Indice 3 PREFAZIONE. 29 Premessa Indice 3 PREFAZIONE 5 INTRODUZIONE - Tendenze evolutive del rapporto banca-impresa 5 I.1 Premessa 6 I.2 Le recenti riforme dell ordinamento bancario 9 I.2.1 Le direttive del Comitato di Basilea 12 I.2.2

Dettagli

Struttura e organizzazione del mercato mobiliare. soggetti funzioni forme organizzative presentazione degli strumenti

Struttura e organizzazione del mercato mobiliare. soggetti funzioni forme organizzative presentazione degli strumenti Struttura e organizzazione del mercato mobiliare soggetti funzioni forme organizzative presentazione degli strumenti Circuiti diretti e circuiti indiretti Mercati finanziari SF Circuito diretto Unità in

Dettagli

Fondi aperti Caratteri

Fondi aperti Caratteri Fondi aperti Caratteri Patrimonio variabile Quota valorizzata giornalmente in base al net asset value (Nav) Investimento in valori mobiliari prevalentemente quotati Divieti e limiti all attività d investimento

Dettagli

INFORMAZIONI SULLE CARATTERISTICHE DELL EMISSIONE Ammontare dell emissione

INFORMAZIONI SULLE CARATTERISTICHE DELL EMISSIONE Ammontare dell emissione FOGLIO INFORMATIVO ANALITICO PER LA RACCOLTA IN TITOLI DELLE BANCHE (REDATTO AI SENSI DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI) OBBLIGAZIONE 127 CODICE ISIN IT0003373534

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE relative all Offerta

CONDIZIONI DEFINITIVE relative all Offerta CONDIZIONI DEFINITIVE relative all Offerta OBBLIGAZIONI STEP UP CON FACOLTA DI RIMBORSO ANTICIPATO A FAVORE DELL EMITTENTE 2011-2016 Codice ISIN IT0004675390 ai sensi del programma di prestiti obbligazionari

Dettagli

BANCA ALETTI & C. S.p.A.

BANCA ALETTI & C. S.p.A. BANCA ALETTI & C. S.p.A. in qualità di Emittente e responsabile del collocamento del Programma di offerta al pubblico e/o quotazione dei certificates BORSA PROTETTA e BORSA PROTETTA con CAP e BORSA PROTETTA

Dettagli

La politica dei dividendi BMAS Capitolo 15

La politica dei dividendi BMAS Capitolo 15 Finanza Aziendale La politica dei dividendi BMAS Capitolo 15 Argomenti Remunerazione degli azionisti e dividendi Le modalità di pagamento Il buy-back (riacquisto di azioni) Politica dei dividendi Irrilevanza

Dettagli

Capitolo undicesimo I PRESTITI OBBLIGAZIONARI

Capitolo undicesimo I PRESTITI OBBLIGAZIONARI Capitolo undicesimo I PRESTITI OBBLIGAZIONARI 11.1. Il prestito obbligazionario: aspetti giuridici ed economicoaziendali Il prestito obbligazionario rappresenta una modalità di finanziamento a medio-lungo

Dettagli

Nota 14 Patrimonio netto

Nota 14 Patrimonio netto Nota 14 Patrimonio netto E così composto: (migliaia di euro) 31.12.2008 31.12.2007 Capitale emesso 10.673.804 10.673.793 meno Azioni proprie (14.450) (700) Capitale 10.659.354 10.673.093 Riserva da sovrapprezzo

Dettagli

Investi con Me - Obbligazionario Flessibile Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7

Investi con Me - Obbligazionario Flessibile Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO ANALITICO

FOGLIO INFORMATIVO ANALITICO Gennaio 2003 FOGLIO INFORMATIVO ANALITICO MEDIOBANCA 2003-2005 INDICIZZATO ALL ANDAMENTO DELL INDICE MIB30 (Cod. ISIN IT0003417075) L investimento nel titolo oggetto della presente offerta è caratterizzato

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE. della NOTA INFORMATIVA. per il Prestito Obbligazionario denominato

CONDIZIONI DEFINITIVE. della NOTA INFORMATIVA. per il Prestito Obbligazionario denominato CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA per il Prestito Obbligazionario denominato BANCO DI DESIO E DELLA BRIANZA 01/12/2010-01/12/2015 A TASSO VARIABILE SUBORDINATO LOWER TIER II Codice ISIN IT0004654866

Dettagli

Gli strumenti derivati. Prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it

Gli strumenti derivati. Prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it Gli strumenti derivati Prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it 1 I FRA (Forward Rate Agreement) Sono contratti con i quali due parti si mettono d accordo sul tasso di interesse da applicare ad un certo

Dettagli

BANCA DEL FUCINO SOCIETÀ PER AZIONI CONDIZIONI DEFINITIVE

BANCA DEL FUCINO SOCIETÀ PER AZIONI CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA DEL FUCINO SOCIETÀ PER AZIONI Sede sociale Via Tomacelli 139 00186 Roma Iscritta all Albo delle Banche al n. 37150 Iscritta al Registro delle Imprese di Roma al n. 1775 Codice Fiscale: 00694710583

Dettagli

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QS. Data di istituzione e inizio operatività del fondo interno: 15/03/2014

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QS. Data di istituzione e inizio operatività del fondo interno: 15/03/2014 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

STRUMENTO DESCRIZIONE ASPETTI BANCARI ASPETTI FISCALI

STRUMENTO DESCRIZIONE ASPETTI BANCARI ASPETTI FISCALI Mutuo ( a medio/lungo termine, utilizzato per gli investimenti di immobilizzazioni) È un per immobilizzazioni, come l acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di immobili, impianti e macchinari.

Dettagli

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QF

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QF Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE Sede sociale e Direzione Generale: Imola, Via Emilia n. 196 Capitale Sociale 21.908.808,00 Euro interamente versato Banca iscritta all Albo delle Banche al n. 1332.6.0 Iscrizione al Registro delle Imprese

Dettagli

Novità in materia di tassazione dei redditi finanziari. 30 ottobre 2014 Marco Piazza

Novità in materia di tassazione dei redditi finanziari. 30 ottobre 2014 Marco Piazza Novità in materia di tassazione dei redditi finanziari 30 ottobre 2014 Marco Piazza Tassazione delle rendite finanziarie e Rivalutazione elle partecipazioni e dei terreni edificabili Un quadro destinato

Dettagli

CASSA RURALE PINETANA FORNACE E SEREGNANO BANCA DI CREDITO COOPERATIVO SOCIETÀ COOPERATIVA in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE

CASSA RURALE PINETANA FORNACE E SEREGNANO BANCA DI CREDITO COOPERATIVO SOCIETÀ COOPERATIVA in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE CASSA RURALE PINETANA FORNACE E SEREGNANO BANCA DI CREDITO COOPERATIVO SOCIETÀ COOPERATIVA in qualità di Emittente CASSA RURALE PINETANA FORNACE E SEREGNANO - Banca di Credito Cooperativo - Società Cooperativa

Dettagli

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

Finanza Aziendale. La politica dei dividendi. BMAS Capitolo 15. Argomenti

Finanza Aziendale. La politica dei dividendi. BMAS Capitolo 15. Argomenti Finanza Aziendale La politica dei dividendi BMAS Capitolo 15 Copyright 2003 - The McGraw-Hill Companies, srl Argomenti Remunerazione degli azionisti e dividendi Le modalità di pagamento Il buy-back (riacquisto

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca della Bergamasca - Credito Cooperativo - S.c. Obbligazioni Step Up

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca della Bergamasca - Credito Cooperativo - S.c. Obbligazioni Step Up Sede legale in Zanica (Bergamo), via Aldo Moro, 2 Sito internet: www.bccbergamasca.it - Email banca@bergamasca.bcc.it Iscritta all Albo delle Banche tenuto dalla Banca d Italia al n. 803 Iscritta all Albo

Dettagli

APPARTENENTI AL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO DENOMINATO

APPARTENENTI AL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO DENOMINATO OFFERTA PUBBLICA DI SOTTOSCRIZIONE DI MASSIME N. 8 MILIONI DI OBBLIGAZIONI DA NOMINALI EURO 50 CIASCUNA APPARTENENTI AL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO DENOMINATO TELECOM ITALIA 2002-2022 A TASSO VARIABILE, SERIE

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Domande frequenti relative al Liquidity Coverage Ratio di Basilea 3 del gennaio 2013

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Domande frequenti relative al Liquidity Coverage Ratio di Basilea 3 del gennaio 2013 Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Domande frequenti relative al Liquidity Coverage Ratio di Basilea 3 del gennaio 2013 Aprile 2014 La presente pubblicazione è consultabile sul sito internet

Dettagli

Parte prima I prodotti del mercato monetario e obbligazionario 1

Parte prima I prodotti del mercato monetario e obbligazionario 1 00_caparrelli 20-01-2004 13:10 Pagina VII Prefazione XIII Parte prima I prodotti del mercato monetario e obbligazionario 1 Capitolo 1 I prodotti del mercato monetario 3 1.1 Introduzione al mercato monetario

Dettagli